Le figure professionali emergenti nel settore ambientale in Puglia: analisi dei profili, competenze, percorsi formativi

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3 Le figure professionali emergenti nel settore ambientale in Puglia: analisi dei profili, competenze, percorsi formativi Progetto POR 06039d0003 3

4 Gruppo di ricerca La presente ricerca è stata realizzata dall Associazione VERSUS Coordinamento e Direzione: V. Valter Lindo. Hanno redatto i testi: Introduzione: V. Valter Lindo Capitolo I: Filippo Tito, Stefano Giotta, Valter Lindo, Lina, Lippolis Capitolo II: Giuseppe Di Lieto, Lina Lippolis, Stefano Giotta Capitolo III: Filippo Tito, Adele Di Mizio, Stefano Giotta, Valter Lindo Capitolo IV: Giuseppe Di Lieto, Cosimo Copertino, Capitolo V: Giuseppe Di Lieto, Cosimo Copertino, V. Valter Lindo, Filippo Tito Conclusioni. V. Valter Lindo, con il contributo di Giuseppe Di Lieto e del Comitato Tecnico Scientifico Comitato Tecnico Scientifico: Franco Frigo, Teresa Loiacono, Michele Paglia, Alessandro Biscozzi. Le schede dei profili sono state redatte da Giuseppe Di Lieto, Cosimo Copertino, Elaborazione degli strumenti di indagine: V. Valter Lindo, Giuseppe Di Lieto, Cosimo Copertino. Elaborazione strumenti di monitoraggio e valutazione: Saverio Lovergine, V. Valter Lindo. Revisione testi: Giuseppe Polignano Organizzazione Workshop: Nuova Erfea, Ente Regionale Formazione e Ambiente. Coordinamento: Alessandro Biscozzi con il contributo di Gaetano De Francesco, Nico Favale. Hanno moderato e condotto i workshop: Giuseppe Di Lieto (Bari) e Cosimo Copertino (Lecce). Indagine CATI e CAPI: Coordinamento: Carmelo Prestileo. Rilevazione: Barbara Musella, Maddalena Maurelli, Giuseppe Laterza, Rosilde Campanella. Ha inoltre collaborato alla rilevazione Adecco Professional Solutions ed in particolare: Rutigliano Simona, Mancaniello Mariateresa, Savino Carla, Abbinante Antonella. Si ringrazia inoltre: Simone Di Vincenzo, Lorenzo Busetto, Annamaria De Martino, Damiana Mezzina e Michele Paglia per il coordinamento delle attività di APS. Elaborazione Software, supporto tecnico ed informatico: Sergio Covelli, Diego Polidori. Supporto attività amministrativa: TEC srl, in particolare: Tiziana Crudele. Ha inoltre collaborato: Piero Polignano, Francesco Vinella e Rosa Campanella Si ringraziano, inoltre, per il prezioso contributo: Maria Teresa Palleschi, Adele Di Mizio, Francesco Leuci, Giuseppe Bianco, Gianfranco Moro, Lella Miccolis, Patrizia Morisco, Peter Van Den Broek, Vito D Avanzo, Saverio Andriano, Nicola Mercurio, 4

5 Fabiana Ferrara, Nicola Russo, Salvatore Giannetto, Francesco Dario Corsini, Pietro Stefanizzi, Giuseppe Petrarca, Andrea Rizzo, Massimo Giurgola, Merico Rosario, Tardio Anna. Si ringraziano le 169 imprese, sparse sul territorio regionale, che hanno partecipato alla rilevazione, mettendoci a disposizione il loro prezioso tempo e fornendo importanti contributi. Un particolare grazie va, infine, alla Cooperativa Una Terra. La ricerca, gli strumenti di indagine e le risultanze dell indagine sono anche disponibili sul sito Associazione Versus Via Nino Bixio, 15/a Putignano (Ba) 5

6 Indice Introduzione Capitolo I Analisi legislativa nel settore ambientale, strumenti di adesione volontaria e principali iniziative verdi sul territorio pugliese 1. La tutela dell ambientale nelle strategie dell Unione europea 2. I principali riferimenti normativi europei nel settore ambientale 3. Strumenti di adesione volontaria 3.1 Standard di gestione ambientale: UNI EN ISO EMAS - ECOLABEL 3.2 La programmazione negoziata degli Accordi volontari 3.3 Gli strumenti per la pianificazione e programmazione territoriale 3.4 Gli strumenti per ridurre gli impatti ambientali delle amministrazioni 4. I temi dell ambiente nella programmazione dei Fondi Strutturali per la Puglia Programmi ed Iniziative verdi sul territorio pugliese 5.1 Agricoltura 5.2 Industria 5.3 Servizi per la città e il territorio 5.4 Governo dell ambiente 5.5 Ricerca e formazione 6

7 Capitolo II La domanda di professioni verdi e l offerta formativa nel territorio pugliese 1. L ambiente e l occupazione 2. Le tendenze del mercato del lavoro ambientale 3. L offerta formativa ambientale nella Regione Puglia 3.1 Analisi dell offerta formativa sull ambiente in Puglia nel periodo 2006/ La formazione professionale 3.3 Corsi di laurea 3.4 Master 1. Introduzione al Capitolo Capitolo III Figure professionali legate all ambiente 2. Le professioni verdi 2.1 Figure professionali obbligatorie per legge 2.2 Figure professionali non obbligatorie per legge ma previste dalla normativa vigente 2.3 Sbocchi occupazionali futuri Capitolo IV I fabbisogni di figure professionali in campo ambientale in Puglia 1. Metodologia e strumenti di indagine 2. Il sistema di rilevazione delle informazioni on-line 3. L individuazione delle imprese 4. I risultati della rilevazione sul campo 4.1 Le imprese del Panel 4.2 Andamento del mercato e investimenti 4.3 Le figure e le competenze professionali nel settore ambiente 4.4 La formazione per l azienda nel settore ambientale 7

8 5. Punti di forza e debolezza dell offerta formativa del territorio pugliese 5.1 Le virtù dell obbligo 5.2 Ulteriori riflessioni su profili strategici Capitolo V Profili, competenze e percorsi formativi delle principali figure professionali emergenti in Puglia nel settore ambientale 1. Metodologia di classificazione dei profili rilevati 2. Le figure ritenute strategiche nel settore ambientale Responsabile ambientale Ingegnere ambientale Consulente ambientale Tecnico ambientale Addetto alla gestione ambientale dei rifiuti Auditor Tecnico Responsabile del servizio di prevenzione e protezione ambientale Responsabile qualità Biologo/Chimico Tecnico Responsabile della gestione dei rifiuti 3. Le altre figure richieste Tecnico Responsabile di produzione Tecnico Responsabile della manutenzione Responsabile commerciale Energy manager Mobility manager Referente della progettazione Specialista della manutenzione impianti Tecnico enologico/agricolo Esperto in radiazioni ionizzanti Fisico per le radiazioni elettromagnetiche Responsabile di reparto Tecnico Responsabile del settore impianti Tecnico di alta e bassa frequenza 4. Le figure previste dalla normativa vigente Consulente per la sicurezza dei trasporti di merci pericolose Responsabile tecnico per le imprese che effettuano la gestione dei rifiuti Energy manager Mobility manager 5. Il sistema di rilevazione per la definizione della progettazione formativa 6. Le schede di progettazione formativa 8

9 Conclusioni Bibliografia Sitografia Responsabile ambientale Ingegnere ambientale Consulente ambientale Tecnico ambientale Addetto alla gestione ambientale dei rifiuti Auditor Responsabile del servizio di prevenzione e protezione ambientale Responsabile qualità Biologo/Chimico Responsabile della gestione dei rifiuti 9

10 Un appunto doveroso La presente ricerca è stata realizzata in dieci mesi di duro lavoro ed è il risultato di uno sforzo che ha visto impegnati numerosi ricercatori e rilevatori che hanno raccolto documentazione, elaborato modelli, costruito strumenti di analisi. In questi mesi abbiamo parlato ed incontrato i responsabili delle tematiche ambientali di centinaia di aziende presenti su tutto il territorio pugliese, aziende grandi, medie, piccole e piccolissime. È stato ascoltato il punto di vista di esperti e manager che ogni giorno, per le loro imprese, cercano soluzioni per ridurre l impatto negativo che ha sull ambiente la produzione industriale; e il punto di vista di chi al contrario, valorizza le potenzialità, in termini economici ed ambientali, derivante dello smaltimento di sostanze inquinanti. Parti sociali, rappresentanti della pubblica amministrazione, esperti del settore, agenzie specializzate come ad esempio l ARPA partecipando ai due workshop organizzati a Bari e Lecce, hanno fornito utilissime indicazioni sia per la costruzione degli strumenti di indagine, sia per l individuazione di punti di forza e debolezza di profili professionali di cui il territorio ha bisogno. L utilizzo di tecnologie informatiche è stato determinante nell elaborazione delle informazioni. È stato sviluppato un apposito software che ha permesso la gestione delle interviste CATI e CAPI, agevolando la lettura, in tempo reale, delle informazioni rilevate. Un percorso di monitoraggio e valutazione ha accompagnato tutte le fasi del progetto: per ogni fase sono stati individuati indicatori fisici e qualitativi, secondo il modello previsto nei documenti programmatori del Fondo Sociale Europeo. La presente ricerca è accompagnata da un cd rom, disponibile anche all indirizzo internet che sintetizza i risultati raggiunti e gli strumenti impiegati. 10

11 Un grazie particolare va alle 169 aziende intervistate, senza il contributo delle quali non sarebbe stato possibile raggiungere i risultati qui presentati. E un ringraziamento va anche alla Regione Puglia per la sensibilità dimostrata al nostro percorso e per gli indirizzi e le suggestioni date. L obiettivo finale che l Associazione Versus ha voluto perseguire con questo lavoro è stato quello di dare orientamenti alla Regione Puglia, utili per la programmazione degli interventi formativi in ambito ambientale e di fornire spunti per la creazione di un Osservatorio permanente per la rilevazione dei fabbisogni formativi. V. Valter Lindo Coordinatore della ricerca 11

12 Introduzione La parola che dovrebbe sempre guidare i nostri passi quando parliamo di ambiente, e di politiche ambientali orientate alla tutela del territorio, è lungimiranza. Non esistono infatti soluzioni rapide alle problematiche ambientali, né piani di riconversione produttiva indolore che non comportino perdita di posti di lavoro o di fatturato per le imprese, almeno nei primi periodi. Se si vuole salvaguardare l ambiente occorre rispettare i suoi tempi che non sono certo quelli della produzione industriale, abituata a depredare il territorio delle sue risorse naturali e a restituirgli gli scarti indifferenziati. E fondamentale saper guardare lontano, prevedere gli effetti futuri delle azioni politico economiche messe in campo oggi, dove è necessario saper rischiare di essere impopolari. E questo che spesso manca alle amministrazioni pubbliche, organizzate calcando i modelli dell impresa privata, ma incapaci di sapersi assumere il rischio d impresa come ogni azienda che si rispetti. Non esistono infatti bacchette magiche che sappiano svelarci gli effetti futuri delle nostre scelte presenti, ma non possiamo neanche dire di essere all inizio di un percorso; sono innumerevoli ormai i progetti a livello mondiale ai quali possiamo far riferimento per elaborare valide strategie d intervento, iniziative che hanno già dato frutti positivi e che possono essere considerate un modello da imitare. L Unione Europea, attraverso i Fondi Strutturali, destina una buona parte di risorse economiche al finanziamento di iniziative di sviluppo sostenibile e di tutela dell ambiente, e la Regione Puglia, effettivamente, ha già intrapreso un percorso virtuoso d investimenti nel settore ambientale. E possibile aspirare ad un Europa sostenibile solo partendo dal locale, nel nostro caso quindi, da una Puglia sostenibile, caratterizzata da un economia competitiva fatta di riduzione dell inquinamento, uso più efficiente dell energia e delle materie prime e tassi di occupazione più elevati. 12

13 Per raggiungere queste tappe occorre una politica territoriale integrata, che coinvolga tutti i settori della produzione e che leghi territori delle varie province ad un unico piano strategico. Finora la strategia politica della nostra Regione è stata quella di stabilire legami di collaborazione che vanno al di là dei confini regionali ( Programma Interregionale Biocombustibili e il Programma Operativo Interregionale Energie rinnovabili e risparmio energetico del quale la Regione Puglia è il responsabile gestionale e attuativo) ma ancora poco è stato fatto per legare tra di loro le politiche provinciali, avendo ben chiara l idea del territorio pugliese come un tutt uno, la cui forza sta proprio nella collaborazione tra la forti specificità dei territori interni. Ad esempio, i poli industriali di Taranto e della provincia di Bari devono sviluppare una maggiore integrazione con il polo agricolo del Tavoliere, così come, i due poli del settore turistico pugliese, rappresentati dalla Penisola del Gargano e dal Salento dovrebbero lavorare allo sviluppo di una dialettica di collaborazione in controtendenza con la logica di competitività che oggi li caratterizza. Negli ultimi anni la Regione Puglia ha avviato un profondo processo d'innovazione nel settore ambientale, intraprendendo un percorso fortemente orientato agli obiettivi della sostenibilità, non solo mediante il finanziamento di interventi, ma soprattutto adottando politiche, articolate in Piani e Programmi, in grado di indurre effetti positivi sullo sviluppo eco-compatibile. Ma la formazione professionale non può garantire un sostegno all occupazione se contemporaneamente l amministrazione di riferimento, in questo caso la Regione, non investe in politiche di sensibilizzazione allo sviluppo sostenibile d impresa che generi nuove professionalità e quindi nuove figure professionali. In tale contesto, la formazione ambientale assume un ruolo rilevante nella determinazione della sostenibilità perché può modificare i comportamenti delle persone, orientandoli verso la riproducibilità e la conservazione delle risorse ambientali. L'interesse per queste tematiche ha determinato una tensione positiva che ha prodotto la nascita di nuovi nuclei attivi nel settore. Infatti, negli ultimi anni, le attività di informazione e sensibilizzazione ambientale hanno avuto un forte impulso grazie alla vivace e dinamica partecipazione di agenzie educative istituzionali, associazioni, scuole, musei, centri di ricerca ed altre organizzazioni, tutte 13

14 caratterizzate da elementi distintivi, eterogenei e compositi, sia nella natura giuridica che nelle funzioni. Ora, sebbene tali diversità siano da salvaguardare, è necessario, comunque armonizzare gli interventi e canalizzare gli sforzi verso obiettivi comuni e condivisi. Ci si è resi sempre più conto che il nostro futuro non può essere determinato unicamente dalla crescita economica, ma quest ultima deve andare di pari passo con un livello elevato di occupazione e di sviluppo sostenibile. Bisogna fermare l attuale tendenza verso un uso eccessivo delle risorse naturali e un uso poco razionale delle risorse umane. Le persone devono poter avere un lavoro e al tempo stesso godere di un ambiente sano e di una buona qualità della vita. Per raggiungere questo obiettivo bisognerà sfruttare opportunamente le sinergie tra le politiche dell ambiente e le politiche dell occupazione. Occorre la partecipazione delle autorità pubbliche, dell industria, dei sindacati, delle organizzazioni non governative, delle istituzioni finanziarie e di ricerca a livello europeo, nazionale e locale. L obiettivo della ricerca, finanziata attraverso la Misura 3.9, azione d) del Fondo Sociale Europeo è stato quello di individuare le figure professionali emergenti rispetto all evoluzione ed alla innovazione delle filiere economiche pugliesi legate all ambiente, rilevarne i fabbisogni professionali e le conseguenti competenze professionali da sviluppare, al fine di favorire lo sviluppo del territorio e la crescita dell occupazione attraverso una puntuale programmazione da parte della Regione Puglia. Rispetto alle figure rilevate, sono state esaminate le competenze necessarie che dovrebbero avere in azienda quei lavoratori che si occupano di attività legate alla tutela e salvaguardia ambientale. Il percorso di ricerca ha seguito un percorso logico che, dall analisi della normativa in tema di tutela ambientali, è giunto ad individuare figure ricercate e ritenute strategiche dalle imprese pugliesi. Il primo capitolo della ricerca affronta un analisi legislativa che sintetizza quella che è la principale normativa di riferimento europea, nazionale e regionale in materia di tutela e salvaguardia dell ambiente. Inoltre sono approfonditi gli aspetti legati agli strumenti di adesione volontaria delle aziende ai processi di qualità legati all ambiente. Il capitolo si chiude con uno sguardo ai temi dell ambiente trattati nella nuova programmazione dei Fondi Strutturali per la Puglia e sulle iniziative verdi 14

15 realizzate, o in corso di realizzazione, sul territorio, per la tutela e la salvaguardia dell ambiente che possiamo definire come buone pratiche. Il secondo capitolo è dedicato allo studio del mercato del lavoro legato alle professioni verdi approfondendo l analisi sul Mezzogiorno d Italia. La seconda parte del capitolo osserva, in profondità, l offerta formativa ambientale in Puglia: sono stati rilevati, per il periodo 2006/2007, non soltanto i corsi di formazione professionale sul nostro territorio, ma anche l offerta universitaria (corsi di laurea e master). Dall analisi desk, effettuata nel terzo capitolo, è stato possibile evidenziare le figure professionali, legate all ambiente, che sono obbligatorie per legge e quelle previste dalla normativa ma non obbligatorie. Sono state, infine, individuate e classificate, quelle figure che, sempre a livello nazionale, risultano avere un interessante sbocco occupazionale. Il quarto capitolo presenta i risultati della ricerca effettuata sul campo: è descritta la metodologia, il modello e gli strumenti di analisi e rappresentati i dati aggregati della rilevazione. L ultimo capitolo è destinato alla descrizione dei Profili, competenze e percorsi formativi delle principali figure professionali emergenti in Puglia nel settore ambientale. Le schede sono organizzate in tre macroaree, ossia le figure più richieste (così come emergono dall indagine), le altre figure ritenute strategiche nel settore ambientale, le figure previste dalla normativa vigente. Una nota metodologia, sul sistema di classificazione ed elaborazione profili professionali strategici in materia di ambiente, precede le 27 schede. I dati quantitativi emersi dalla rilevazione sono stati arricchiti dalle risultanze dalle interviste fatte a testimoni privilegiati, rappresentati da manager di grandi aziende che operano nel settore ambientale e da consulenti, e dal contributo dato dagli stakeholders che hanno partecipato ai due Workshop che sono stati realizzati a Bari e a Lecce. Un Comitato tecnico-scientifico del quale hanno fatto parte esperti dell Isfol, Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei lavoratori, rappresentanti delle Organizzazioni delle Parti sociali a livello regionale (ERFEA e CGIL) e 15

16 rappresentanti del mondo del collocamento privato (Adecco) si è riunito periodicamente per validare gli strumenti di ricerca ed ha fornito apporti migliorativi alla realizzazione delle varie fasi del lavoro. 16

17 Capitolo I Analisi legislativa nel settore ambientale, strumenti di adesione volontaria e principali iniziative verdi sul territorio pugliese 1. La tutela dell ambientale nelle strategie dell Unione europea La Regione Puglia, nella Programmazione in materia ambientale dei Fondi Strutturali , individua importanti sinergie tra politiche ambientali e politiche del lavoro. In linea con i principi sanciti dal Trattato di Amsterdam, dalla Comunicazione della Commissione sull'ambiente e occupazione (1997), dalla Legge 8 ottobre 1997, n. 344 ( disposizioni per lo sviluppo e la qualificazione degli interventi e dell occupazione in campo ambientale ), e dalla strategia di Goteborg, la Regione Puglia riconosce l'ambiente, inteso come capitale naturale, non più quale mero fattore strumentale, ma come fattore determinante dello sviluppo economico. Nella concezione tradizionale dello sviluppo economico, oggi in via di superamento, i due parametri di riferimento erano il capitale e il lavoro. L'ambiente naturale era considerato una risorsa illimitata e dunque subordinata e sfruttabile in un modo che oggi non è più sostenibile. Questione occupazionale e questione ambientale sono state considerate e presentate, per molto tempo, come aspetti da affrontare separatamente, ricercando soluzioni diverse per problemi che apparivano non solo tra loro distinti, ma addirittura contrapposti. Nel 1987, la Commissione Mondiale per l Ambiente e lo Sviluppo si poneva il nodale obiettivo di integrare gli interessi dell ambiente nella gestione del territorio e delle risorse. Constata l inammissibilità di procedere mantenendo distinte e separate la pratica del governo ambientale da quella di governo del territorio nelle sue diverse articolazioni, la Commissione ha promosso e definito il concetto di Sviluppo 17

18 Sostenibile 1 come uno sviluppo che soddisfa le esigenze attuali, senza compromettere la possibilità, per le generazioni future,di soddisfare i propri bisogni. Tuttavia, se è vero che la questione ambientale e la sostenibilità costituiscono certamente una questione anche economica, va specificato che da questo punto di vista, crescita economica e ambiente si pongono su posizioni differenti nel continuum dello sviluppo. I sistemi economici, per loro natura, richiedono indici di crescita sempre positivi, aumenti apparentemente senza limiti dei consumi, e rifuggono, di contro, stabilizzazione e immobilità. L ambiente richiede, invece, equilibrio e stabilità e si muove all interno di un sistema in cui la capacità di rigenerazione di tali equilibri naturali è limitata 2. Risulta quindi necessario procedere verso un sistema economico sostenibile che assuma la crescita economica limitatamente e condizionatamente alla sostenibilità delle risorse materiali, in termini sia quantitativi che qualitativi. In definitiva, si può affermare che, se la crescita generalmente si riferisce ad aumenti del livello e della dimensione delle attività economiche, lo sviluppo presuppone anche un progresso qualitativo e la scoperta di nuove possibilità. Ovviamente, le considerazioni di carattere sociale ed ambientale si trovano alla base di questo tipo di progresso. La politica ambientale dell Unione Europea si basa sulla convinzione che la crescita economica, il progresso sociale e la tutela dell ambiente siano tutti elementi che contribuiscono a migliorare la qualità della vita. Per garantire uno sviluppo sostenibile in Europa e nel mondo, e per far sì che anche le generazioni future possano beneficiare di una migliore qualità di vita, è necessario garantire un giusto equilibrio tra questi elementi. 1 La prima definizione in ordine temporale è stata quella contenuta nel rapporto Brundtland (dal nome della presidente della Commissione, la norvegese Gro Harlem Brundtland) del 1987 e poi ripresa dalla Commissione mondiale sull'ambiente e lo sviluppo dell'onu (World Commission on Environment and Development, WCED) 2 ISFOL, Formazione e occupazione in campo ambientale - Franco Angeli Editore, Milano

19 Le principali problematiche che oggi affliggono l ambiente sono i cambiamenti climatici, il calo della biodiversità, la minaccia che l inquinamento rappresenta per la nostra salute, il modo in cui utilizziamo le risorse naturali e l eccessiva produzione di rifiuti. L UE affronta queste problematiche definendo norme ambientali elevate e incentivando nuove modalità di lavoro e tecnologie più pulite. Le nuove tecnologie ecocompatibili sviluppate in Europa potrebbero, inoltre, rendere la nostra economia più competitiva, creando posti di lavoro e finanziando il progresso sociale. La politica ambientale dell UE e il programma d azione per l ambiente attualmente in corso e che si protrarrà fino al 2012, è il sesto della serie e si fonda su 30 anni di attività che hanno già portato significativi benefici, come ad esempio: aria e acque molto più pulite; un numero sempre più elevato di habitat naturali protetti; una migliore gestione dei rifiuti; una maggiore attenzione alle implicazioni ambientali nelle decisioni in materia di pianificazione, sin dall inizio del processo; prodotti più compatibili con l ambiente. Restano, tuttavia, ancora aperte alcune problematiche molto rilevanti. Il Sesto programma d azione per l ambiente individua quattro priorità: cambiamenti climatici; natura e biodiversità; ambiente e salute, qualità della vita; risorse naturali e rifiuti. Il problema dei cambiamenti climatici è uno dei problemi principali di questo decennio. L UE si è prefisso l obiettivo a lungo termine di impedire che la temperatura, a livello planetario, aumenti di oltre due gradi rispetto a quella dell era preindustriale. In altri termini, entro il 2050 il pianeta deve ridurre le emissioni di gas serra di almeno il 15 %, e probabilmente anche di più, rispetto ai livelli del In particolare, si tratterà di ridurre le quantità di biossido di carbonio o anidride carbonica (CO 2 ) emesse con la combustione di combustibili fossili come il carbone, il petrolio e il gas. 19

20 Proteggere la natura e la biodiversità è importante non solo per il piacere che possiamo ricavare dall ambiente naturale che ci circonda, ma soprattutto perché le nostre risorse alimentari sono minacciate dalla desertificazione, dalla perdita di specie vegetali e animali e dalla riduzione della diversità genetica. Tutte queste perdite riducono anche le risorse naturali che utilizziamo in molti settori industriali, dalle costruzioni all industria farmaceutica. In Italia il Ministero dell'ambiente, attraverso i programmi triennali di tutela ambientale 1989/91 e 1994/96, ha avviato il progressivo sviluppo del Sistema Nazionale dell'informazione, Formazione ed Educazione Ambientale, con la finalità di coagulare le differenti esperienze maturate sul territorio in tema di educazione ambientale, e di favorire la costruzione di reti locali, caratterizzate da obiettivi e linguaggi comuni. 20

21 2. I principali riferimenti normativi europei nel settore ambientale L analisi della normativa, che qui di seguito riportiamo, non esaurisce certamente l intero corpus di direttive, regolamenti e norme presenti a livello europeo. Il panorama legislativo in Europa, nel settore ambientale, è sicuramente molto ampio, e pertanto abbiamo ritenuto opportuno fare una cernita delle direttive recepite e rese applicative in Italia, di quelle non ancora recepite e delle norme volontarie. Tra tutte queste, poi, abbiamo selezionato quelle norme che ricoprono un ruolo importante nelle scelte di programmazione degli interventi e che risultano fungere da volano per iniziative di carattere sia nazionale che regionale. Riteniamo che in un prossimo futuro alcune delle iniziative riportate nel seguito, ora isolate e sporadiche, possano diventare stabili e possano, soprattutto, radicare una cultura dell ambiente e dello sviluppo sostenibile ancora troppo poco sentita nel nostro paese. Decisione n. 1639/2006/06 del Parlamento Europeo e del Consiglio - (CIP): Programma per la Competitività e l'innovazione Il Programma per la Competitività e l'innovazione (CIP), è indirizzato prioritariamente alle PMI ( piccole e medie imprese ) e alle loro esigenze. Il programma contribuisce allo sviluppo della competitività e della capacità innovativa della Comunità, promuovendo uno sviluppo sostenibile basato su una crescita economica forte e su un'economia sociale di mercato concorrenziale, unitamente ad un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell'ambiente. Nell'ambito del programma CIP, sottoprogramma per la promozione dell'impresa e dell'imprenditorialità, la Commissione Europea ha pubblicato un bando (apparso sulla GUCE C 306 del ) per la creazione di una rete unica che fornisca servizi integrati di sostegno alle imprese e all'innovazione. In particolare la Commissione si propone di creare una rete integrata ed efficiente (basata sull'esperienza acquisita con le reti degli Euro Info Centre - EIC e degli Innovation Relay Centre - IRC) col compito di: fornire una rete di servizi di sostegno alle imprese professionali e di qualità; rafforzare le sinergie tra i partner della rete; fornire servizi integrati; migliorare l'accesso ai servizi con una maggiore prossimità per 21

22 le PMI (concetto "no wrong door", vale a dire: gli utenti bussano sempre alla porta giusta); ridurre la complessità delle procedure amministrative. Il CIP in Puglia La Giunta Regionale della Puglia ha emanato il decreto n. 396 concernente il Programma Comunitario Competitività e Innovazione (CIP) - Servizi di sostegno a favore delle imprese e dell'innovazione. Partecipazione. Direttiva Habitat 92/43/CEE del 21 maggio 1992 relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. L'Unione Europea, con la Direttiva Habitat (92/43/CEE), vuole contribuire a salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche. Le misure previste dalla Direttiva tendono ad assicurare il mantenimento, o il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, degli habitat naturali e delle specie di fauna e flora selvatiche di interesse comunitario, tenendo presenti, allo stesso tempo, le esigenze economiche, sociali, culturali, e le particolarità regionali e locali. Con la Direttiva Habitat si costituisce una rete ecologica europea di zone speciali di conservazione, denominata Rete Natura Tale rete ecologica è formata dai siti in cui si trovano tipi di habitat naturali elencati nell'allegato I della Direttiva e habitat delle specie incluse nell'allegato II della stessa Direttiva, e deve garantire il mantenimento, ovvero il ripristino, in uno stato di conservazione soddisfacente, di tali habitat. La rete "Natura 2000" comprende anche le zone di protezione speciale (ZPS), classificate dagli Stati membri a norma della direttiva 79/409/CEE (Direttiva Uccelli). Tra gli habitat individuati, alcuni sono considerati dalla Comunità: habitat prioritari. Si tratta di quegli habitat che rischiano di scomparire nel territorio degli Stati Membri e per la cui conservazione la Comunità ha una responsabilità particolare. Direttiva Habitat in Puglia 22

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