I fabbisogni di innovazione dell agricoltura pugliese. Risultati e proposte dei Tavoli di approfondimento tecnico-scientifico

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1 Il presente rapporto conclude la prima fase di rilevazione dei fabbisogni d innovazione nel sistema agro-forestale e agroalimentare regionale affidata dalla Regione Puglia all Istituto Nazionale di Economia Agraria nell ambito delle attività previste dalle Linee guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura Il testo si compone di quattro sezioni in cui sono illustrate in modo sistematico le politiche regionali per l innovazione e il sistema regionale della conoscenza in agricoltura, i meccanismi e i processi di programmazione partecipata e le forme di partecipazione degli stakeholder della conoscenza in agricoltura e, ancora, i fabbisogni di innovazione emersi durante i lavori degli otto tavoli di approfondimento tecnico-scientifico attivati dalla Regione Puglia. Il lavoro propone, inoltre, un tentativo di analisi e di interpretazione dei risultati raggiunti dai Tavoli attraverso la costruzione di strumenti statistico-matematici, mutuati dalle metodologie di approccio partecipativo e dalle analisi del business aziendale, in grado, da un lato, di agevolare la lettura degli stessi risultati e, dall altro, di contribuire ad indirizzare le scelte regionali in materia di ricerca in agricoltura I fabbisogni di innovazione dell agricoltura pugliese Rapporto realizzato nell ambito del progetto Supporto metodologico alla gestione degli interventi previsti nelle Linee guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (Convenzione Regione Puglia e INEA) I fabbisogni di innovazione dell agricoltura pugliese Risultati e proposte dei Tavoli di approfondimento tecnico-scientifico Linee Guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura REGIONE PUGLIA Sede regionale per la Puglia

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3 I fabbisogni di innovazione dell agricoltura pugliese Risultati e proposte dei Tavoli di approfondimento tecnico-scientifico Linee Guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura

4 Rapporto realizzato nell ambito del progetto Supporto metodologico alla gestione degli interventi previsti nelle Linee guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura Convenzione Regione Puglia e INEA repertoriata in data al n e registrata presso l Agenzia delle Entrate di Bari al n del Gruppo di lavoro: INEA dott. Massimiliano Schiralli (responsabile di progetto) dott.ssa Giulia Diglio dott.ssa Ines Di Paolo dott. Pierpaolo Pallara dott.ssa Graziella Valentino dott.ssa Laura La Ficara dott.ssa Tiziana Maraglino dott. Gaetano Pellegrino sig.ra Rossella Chiarella sig.ra Daniela Napolitano Regione Puglia dott. Luigi Trotta dott. Luigi Scamarcio Il presente rapporto è stato redatto a cura di Massimiliano Schiralli La stesura delle singole parti è da attribuirsi a: Premessa dott. Gabriele Papa Pagliardini (Direttore Area Politiche per lo Sviluppo Rurale della Regione Puglia) Capitolo 1 (1.1) Scamarcio L. e Trotta L. (1.2) Maraglino T. e Schiralli M. Capitolo 2 (2.1) Schiralli M. (2.2) Maraglino T. e Schiralli M. (2.3) Pellegrino G. e Schiralli M. Capitolo 3 (3.1) Maraglino T. e Schiralli M. (3.2.1, 3.2.2, 3.2.6, 3.2.8) Maraglino T. (3.2.3) Pellegrino G. (3.2.4, 3.2.5, 3.2.7) Schiralli M. Capitolo 4 (4.1) Maraglino T. e Schiralli M. (4.2) Maraglino T. (4.3) Schiralli M. Capitolo 5 Maraglino T., Pallara P., Schiralli M., Trotta L. Si ringrazia la dott.ssa Anna Vagnozzi per la lettura critica dei testi e per le osservazioni e i suggerimenti offerti nel corso dell attività di ricerca Progetto grafico e impaginazione: Nino Perrone Stampa: Grafica&Stampa - Altamura 2012 Regione Puglia/INEA - ISBN

5 Indice pagine 5 Premessa 6 1. Le politiche e la strategia regionale per l innovazione in agricoltura Le Linee guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura I processi partecipativi e la rilevazione dei fabbisogni di innovazione Gli attori della conoscenza in agricoltura Il Sistema regionale della conoscenza in agricoltura L analisi degli stakeholder I gruppi di lavoro dei tavoli tematici regionali I fabbisogni e l offerta di ricerca in agricoltura La metodologia di lavoro I risultati dei tavoli Prodotti e tecniche delle coltivazioni arboree, delle filiere vitivinicola e olivicolo-olearia Prodotti e tecniche delle coltivazioni cerealicole, industriali, officinali, foraggere e no-food e loro tecnologie, produzioni e valorizzazione tecnologica nel settore orticolo, floricolo e del vivaismo ornamentale e delle colture officinali Zootecnia e trasformazioni dei prodotti della filiera. Benessere animale. Allevamenti faunistici. Zoocolture, apicoltura Selvicoltura, piante a rapido accrescimento, tartuficoltura, prodotti del bosco e faunistico venatorio Agricoltura e ambiente, agricoltura sostenibile e biologica, biodiversità animale e vegetale Multifunzionalità in agricoltura Biotecnologie animali e vegetali Strategie politiche economiche e sociali Gli orientamenti dei tavoli La metodologia di lavoro I temi e i livelli di interesse degli stakeholder Il parere degli esperti Risultati e prospettive 108 Bibliografia

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7 Premessa È con particolare piacere che presentiamo il risultato di un lavoro intenso, svolto fra il 2010 e il 2011 in strettissima collaborazione con la sede regionale di INEA, frutto degli sforzi e della convinta partecipazione di un gran numero di attori del sistema regionale della conoscenza e dell innovazione in agricoltura. Le Linee Guida per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura , e la loro naturale prosecuzione per il triennio successivo, hanno ormai impresso una svolta irreversibile e strutturale nella gestione dei processi di costruzione dei sistemi di intervento regionale a sostegno della ricerca agricola, secondo direttrici definitivamente improntate ad un approccio partecipativo. La massiccia adesione degli stakeholders (quasi 100 persone coinvolte in 8 tavoli di approfondimento tecnico-scientifico condotti con il metodo del focus group, come meglio illustrato nel testo) è motivo di conforto e conferma con chiarezza la bontà della strada intrapresa. Il taglio solo apparentemente macrotematico, che è stato fornito come traccia lungo il percorso degli 8 gruppi di lavoro, si è rivelato al contrario il necessario propulsore per la produzione delle preziosissime idee e indicazioni per l azione attuativa del decisore pubblico regionale. A conferma di quanto appena affermato, i risultati dei tavoli di approfondimento presentati in questo testo hanno già costituito il punto di partenza per la definizione dell avviso pubblico per la presentazione di progetti di ricerca e sperimentazione in agricoltura recentemente pubblicato nel B.U.R.P. del 2 maggio 2013, dando immediata concretezza alle indicazioni emerse. Questo passaggio, inoltre, costituisce un atto propedeutico alle scelte che si potranno fare all interno della nuova PAC in tema di innovazione in agricoltura e di trasferimento delle conoscenze. In piena coerenza con l incessante lavoro di dialogo e raccordo fra la dimensione regionale e quella nazionale ed europea del sostegno all innovazione e alla ricerca agricola, i risultati dei tavoli di approfondimento tecnico-scientifico non devono essere considerati un consuntivo. Al contrario, essi rappresentano un cantiere di idee da immaginare perennemente attivo, un laboratorio (anche di governance della materia) aperto e in costante divenire, per raccogliere le sfide del futuro, nella prospettiva di nuovi scenari di innovazione in agricoltura e nell agroalimentare, coerenti con le strategie di Horizon Dott. Gabriele Papa Pagliardini Direttore Area Politiche per lo Sviluppo Rurale Regione Puglia 5

8 1. Le politiche e la strategia regionale per l innovazione in agricoltura 1.1 Le Linee guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura La ricerca, lo sviluppo delle innovazioni e la diffusione delle conoscenze sul territorio rappresentano alcune tra le più importanti variabili in grado di favorire lo sviluppo sostenibile del sistema agroalimentare e, in particolare, esse possono incidere positivamente sulla crescita economica, sulla competitività, sulla qualità della vita e dell ambiente. Nel corso dell ultimo decennio, pur non possedendo proprie strutture sperimentali, la Regione Puglia ha promosso e finanziato numerosi progetti di ricerca nel settore agricolo e agroalimentare, utilizzando diverse fonti finanziarie di provenienza regionale, nazionale e comunitaria. In particolare, la spesa pubblica della Regione nel settore della ricerca in agricoltura ha avuto nell intervallo livelli di spesa che hanno oscillato tra 0,2 e 1,2 milioni di euro, raggiunti rispettivamente nel 1998 e nel Le azioni della Regione a sostegno del settore sono state rafforzate con l approvazione delle Linee guida per la ricerca e sperimentazione in agricoltura (di seguito Linee guida) e con la previsione di un impegno di spesa complessivo pari a quasi 8,8 milioni di euro. Le Linee guida individuano gli obiettivi per la promozione delle attività di ricerca, sperimentazione e per il trasferimento delle innovazioni in campo agricolo e forestale, gli indirizzi strategici, i temi e le tipologie di attività di ricerca oggetto del sostegno, le modalità di finanziamento, i meccanismi di selezione e le modalità di monitoraggio e di valutazione dei progetti di ricerca. L azione regionale si propone, tra l altro, di fornire adeguate risposte alla domanda di conoscenza e di innovazione espressa dalle aziende agricole e forestali pugliesi e dal sistema agroalimentare, di avvicinare le attività di ricerca ai fabbisogni di innovazione del territorio e di consolidare l impegno regionale in termini di risorse, favorendo nel contempo la crescita di un sistema di relazioni e lo sviluppo di sinergie e professionalità tra gli attori che operano a vario titolo nel Sistema della conoscenza in agricoltura, la condivisione delle conoscenze e l integrazione tra produzione, trasferimento e diffusione dei risultati delle ricerche. Gli obiettivi specifici delle Linee guida sono individuabili nel miglioramento della competitività e della sostenibilità dei processi produttivi, nella tutela, salvaguardia e valorizzazione delle risorse naturali e del territorio, nel miglioramento delle qualità 6

9 delle produzioni e della sicurezza alimentare, nel supporto tecnico-scientifico alla promozione e alla valorizzazione della qualità delle produzioni regionali e della sicurezza alimentare, nel miglioramento della qualità della vita nelle aree rurali. Le Linee guida, inoltre, individuano le tematiche all interno delle quali saranno sviluppate le proposte di ricerca oggetto del sostegno regionale. In particolare, i temi individuati si riferiscono ad 8 settori d intervento, riferiti alle principali filiere o comparti produttivi regionali o ad alcune tematiche a carattere trasversale (ambiente, multifunzionalità, ecc.). I temi individuati sono: 1. prodotti e tecniche delle coltivazioni arboree, delle filiere vitivinicola e olivicolo-olearia; 2. prodotti e tecniche delle coltivazioni cerealicole, industriali, officinali, foraggere e no-food e loro tecnologie. Produzioni e valorizzazione tecnologica nel settore orticolo, floricolo e del vivaismo ornamentale e delle colture officinali; 3. zootecnia e trasformazioni dei prodotti della filiera. Benessere animale. Allevamenti faunistici. Zoocolture, apicoltura; 4. selvicoltura, piante a rapido accrescimento, tartuficoltura, prodotti del bosco e faunistico venatorio; 5. agricoltura e ambiente, agricoltura sostenibile e biologica, biodiversità animale e vegetale (risparmio idrico, utilizzo delle acque, trattamenti fitosanitari, bioindicatori, inquinamento, ecc.); 6. multifunzionalità in agricoltura; 7. biotecnologie animali e vegetali; 8. strategie politiche economiche e sociali. All interno delle Linee guida si prevedono, inoltre, specifiche forme di partecipazione e di consultazione di tutti gli attori appartenenti al mondo della ricerca e al mondo produttivo regionale e, in generale, di tutti i soggetti interessati alla crescita e alla valorizzazione del settore agricolo e forestale. A questo proposito, l Assessorato regionale alle Risorse Agroalimentari ha individuato nei Tavoli di approfondimento tecnico-scientifico lo strumento di lavoro più idoneo ad identificare i bisogni dei comparti produttivi, dei consumatori e della collettività, in termini di innovazioni e ricerche. Per ognuno dei temi previsti dalle Linee guida è stato attivato un Tavolo specifico di approfondimento. In particolare, il compito di ogni Tavolo è quello di individuare e di trasferire agli operatori del Sistema della conoscenza il quadro degli interventi, espresso in termini di innovazioni e linee di ricerca, in grado di aggredire i principali problemi socioeconomici ed ambientali che ostacolano lo sviluppo e l incremento di competitività dell agricoltura regionale. La realizzazione di questa finalità è, naturalmente, subordinata alla costruzione, da parte dei partecipanti, di un quadro condiviso dello stato dell agricoltura nella regione con riferimento ai comparti produttivi e alle 7 1. LE POLITICHE E LA STRATEGIA REGIONALE PER L INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA

10 tematiche individuati in ciascun Tavolo I processi partecipativi e la rilevazione dei fabbisogni di innovazione Le attività di programmazione economica adottate a livello comunitario negli ultimi decenni si ispirano sempre più ad una visione del governo del territorio incentrata su una diffusa e consapevole partecipazione di una pluralità di soggetti, sulla presenza di partenariati realmente rappresentativi delle esigenze e dei fabbisogni locali, sull adozione di attività di concertazione in grado di assicurare un equa e sostenibile ripartizione delle risorse disponibili e dei benefici prodotti e, ancora, sull adozione di meccanismi decisionali di tipo bottom up in grado di avvicinare il territorio alle scelte di tipo politico. L adozione di processi di programmazione partecipata garantisce al territorio e ai soggetti presenti al suo interno di ricoprire un ruolo attivo nell individuazione dei reali fabbisogni e nella definizione delle caratteristiche e dei contenuti degli strumenti di intervento disponibili. Tali processi favoriscono il lavoro di un complesso e variegato sistema di soggetti, istituzionali e privati, aventi ruoli, sistemi relazionali, prospettive ed esigenze sì differenti ma accomunati, probabilmente, dal desiderio di raggiungere obiettivi di sviluppo molto simili, se non coincidenti. L approccio partecipativo prevede il coinvolgimento attivo dei beneficiari potenziali nelle diverse fasi di una pianificazione, già a partire dalla sua ideazione. Se inizialmente tale approccio è stato utilizzato quasi esclusivamente nel management di gruppi di lavoro all interno di organizzazioni private, oggi riveste un ruolo importante nella definizione della programmazione pubblica in quanto, riconosciuto come importante elemento di democrazia, si dimostra efficace nel migliorare la qualità dei progetti di sviluppo locale. Il coinvolgimento degli attori locali nella progettazione strategica è finalizzato a suscitare una condivisione di informazioni, percezioni, esigenze e punti di vista e, in generale, di elementi conoscitivi detenuti esclusivamente dai diversi gruppi di attori operanti nell ambito di un determinato sistema/territorio. Ciò è indispensabile per creare un senso di appartenenza degli stessi attori rispetto alla progettualità in cui vengono coinvolti, al fine di costruire un percorso di progettazione partecipativa nel consenso e attraverso un allineamento delle visioni tra i soggetti coinvolti. In quest ottica, l attuazione delle Linee guida ha rappresentato un ottima occasione 1 I Tavoli hanno compiti consultivi e sono presieduti dal dirigente del Servizio Agricoltura, o da un suo delegato, con qualifica dirigenziale. Ne fanno parte, oltre ai dirigenti del Servizio Agricoltura e dell Ufficio Innovazione e Conoscenza in Agricoltura, il responsabile della Posizione Organizzativa Ricerca e Sperimentazione Agricola e un funzionario del Servizio Agricoltura con funzioni di segretario. Possono farne parte i rappresentanti delle Università pugliesi e degli enti scientifici a livello regionale, nonché i rappresentanti delle Organizzazioni professionali agricole, degli Ordini professionali, dei Consorzi di tutela e valorizzazione, delle Organizzazioni dei produttori e delle Associazioni dei produttori e degli allevatori e, ancora, altri soggetti individuati dal Servizio Agricoltura sulla base delle specifiche competenze. 8

11 per sperimentare sul campo un approccio partecipativo applicato alle attività di programmazione della politiche in materia di ricerca e di innovazione in agricoltura. Infatti, se da un lato le stesse individuano le finalità, il campo di azione e le modalità attraverso le quali la Regione promuove le attività di ricerca in agricoltura, dall altro introducono importanti elementi di novità sotto il profilo dell individuazione e dell analisi dei reali fabbisogni di innovazione manifestati dal territorio e, ancora, in relazione al ruolo attribuito agli attori locali coinvolti nelle attività. A questo proposito, l Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia ha affidato nel 2010 all Istituto Nazionale di Economia Agraria (INEA) la progettazione e la gestione dei Tavoli di approfondimento tecnico scientifico previsti dalle Linee guida. L attuazione del processo partecipativo ha reso indispensabile individuare, in primo luogo, le metodologie più opportune in grado di garantire un ampia e qualificata partecipazione di tutti gli attori, un percorso di lavoro snello e di rapida realizzazione, nonché la raccolta e l elaborazione dei fabbisogni di innovazioni in agricoltura. Alla luce di quanto detto, il gruppo di ricerca dell INEA ha inizialmente individuato i soggetti che era necessario coinvolgere nel processo. A questo riguardo, come si vedrà in seguito, occorre considerare che la rilevazione degli attori locali portatori di interesse (stakeholder) non è un compito di facile attuazione e presuppone l adozione di precise metodologie d indagine in grado, tra l altro, di assicurare completezza e democrazia all intero processo partecipativo. In questa prima fase, tra le metodologie esistenti è stata scelta la Stakeholder Analysis che, all interno di un processo decisionale, è finalizzata a identificare e studiare il gruppo o gli individui che costituiscono il campo di forza che ruota attorno all organizzazione che gestisce e orienta il processo stesso, le modalità di influenza reciproca e il loro atteggiamento nei confronti della stessa organizzazione e dei relativi target. 2 Nella successiva fase, tra le numerose tecniche esistenti nell ambito della progettazione con approcci partecipativi, il Metaplan 3 è stato ritenuto il metodo più adeguato per soddisfare le esigenze di progettazione e di rilevazione delle conoscenze e dei fabbisogni di innovazione nell ambito del settore agricolo, forestale 2 L attuazione da parte di una organizzazione di un qualsiasi processo decisionale partecipato può essere strutturata in una sequenza di fasi ben definite: (a) percezione o raccolta dei fatti sulle opinioni disponibili e sulle relative implicazioni a breve o lungo termine, (b) analisi di queste applicazioni con particolare attenzione alle parti coinvolte e a obiettivi, scopi, valori, responsabilità del decisore, (c) sintesi delle informazioni strutturate in base alle priorità definite dal decisore, (d) scelta tra le opzioni disponibili basata sulla sintesi, (e) azione o implementazione dell opzione scelta attraverso una serie di richieste specifiche a determinati individui o gruppi, allocazione delle risorse, incentivi, controlli e feedback, (f) apprendimento dal risultato della decisione che sfocerà in un rinforzo o in un cambiamento (per le decisioni future) delle modalità con cui le fasi precedenti sono state eseguite (Goodpaster, 1989). La Stakeholder Analysis è un segmento di questo processo decisionale e, più precisamente, rappresenta la fase preparatoria o di apertura. 3 Il metodo Metaplan è una tecnica di facilitazione basata sulla visualizzazione che nasce e si diffonde in Germania negli anni 70 grazie al lavoro dei fratelli Wolfgang e Eberhard Schnelle LE POLITICHE E LA STRATEGIA REGIONALE PER L INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA

12 e agroalimentare. Si tratta di una tecnica basata sulla raccolta delle opinioni di un gruppo di partecipanti, invitati a discutere su uno o più temi di comune interesse, e sulla loro successiva organizzazione in blocchi logici in cui sono evidenziate le problematiche rilevate e le possibili soluzioni per la formulazione di specifiche azioni/attività. Le attività di confronto tra gli stakeholder, previste dalla metodologia Metaplan, sono realizzate attraverso la cosiddetta visualizzazione della discussione, ossia mediante l uso da parte di tutti gli attori coinvolti di specifici materiali di lavoro, costituiti, ad esempio, da foglietti di carta colorata, adesivi, lavagne, pennarelli colorati, ecc., attraverso i quali tutte le sequenze dei lavori di gruppo possono essere correttamente visualizzate. In questo contesto si inseriscono uno o più moderatori che hanno il compito di illustrare il programma di lavoro, di definirne gli obiettivi e di facilitare la gestione dei processi di comunicazione tra gli stakeholder. Figura 1 Il processo partecipativo e le metodologie d indagine Analisi degli stakeholder Scelta dei soggetti da coinvolgere APPROCCIO PARTECIPATIVO ing Brainstorming instorm r METAPLAN Clustering Bra r FABBISOGNI CLUSTER Standardizzazione Informazioni confrontabili Costruzione della Matrice PF Classificazione e interpretazione dei risultati Costruzione della Matrice PFV Parere degli esperti ANALISI DEL RISULTATI 10

13 Alla classica impostazione metodologica del Metaplan, che prevede come momento finale la definizione di un piano d azione attuativo delle idee emerse nel gruppo, l INEA ha preferito applicare un opportuno adattamento (cfr. cap. 3) in grado di favorire la costruzione di un quadro condiviso dello stato della ricerca in ambito agricolo, forestale e agroalimentare in Puglia e di fornire informazioni utili al decisore pubblico per agevolarlo nelle scelte attuative in materia LE POLITICHE E LA STRATEGIA REGIONALE PER L INNOVAZIONE IN AGRICOLTURA

14 2. Gli attori della conoscenza in agricoltura 2.1 Il Sistema regionale della conoscenza in agricoltura Il Sistema regionale della conoscenza in agricoltura si caratterizza per la presenza sul territorio di numerose istituzioni e soggetti, pubblici e privati, qualificati e impegnati in attività di ricerca e di sviluppo tecnologico, di divulgazione, di consulenza e di formazione nel comparto agricolo e, in generale, nel settore agroalimentare. Nel loro insieme, tuttavia, questi attori si presentano come un mosaico di soggetti e di azioni scarsamente integrate a livello territoriale e, spesso, lontane dal mondo produttivo (cfr. Regione Puglia - Programma di Sviluppo Rurale ). Gli stakeholder del Sistema, ossia i portatori di interesse presenti sul territorio, sono rappresentati dagli Enti locali territoriali, dalle Agenzie e dagli Enti funzionali (ARTI, ARPA), dalle Università degli Studi e dagli Enti di ricerca, dalle Agenzie locali di sviluppo (ad esempio i GAL), dalle Organizzazioni professionali agricole, dagli Ordini e Associazioni professionali, dalle Organizzazioni sindacali, dai Consorzi di tutela e di valorizzazione, dalle Organizzazioni dei produttori e degli allevatori, dai Parchi tecnologici, dagli Enti di formazione professionale, dalle società di consulenza e studi associati privati, dagli Enti di certificazione (ad esempio di agricoltura biologica), dalle Associazioni ambientaliste e dei consumatori, da gruppi e utenti non organizzati (in primis gli imprenditori agricoli e forestali) e, in generale, da tutti quei soggetti che, sulla base di specifiche competenze e professionalità, rivestono un ruolo attivo nell ambito del Sistema della conoscenza in agricoltura a livello regionale. In particolare, recenti studi realizzati sul sistema della ricerca regionale, individuano in Puglia 58 soggetti impegnati in attività di ricerca e di sviluppo tecnologico su tematiche attinenti il settore agroalimentare (in prevalenza rappresentati da dipartimenti delle Università e da Istituti del CNR). Le tematiche su cui si sono incentrati negli ultimi anni i progetti di ricerca coprono un ampio spettro che va da quelli più strettamente legati ai cicli produttivi aziendali a materie trasversali, con una prevalenza di progetti incentrati su temi attinenti la produzione agricola, la qualità e la trasformazione (ARTI, 2008). Gli enti di ricerca pugliesi si caratterizzano per aver attivato nel tempo una fitta rete di collaborazioni internazionali con prestigiose istituzioni localizzate in tutti i continenti e, in particolare, nell Unione Europea e negli Stati Uniti d America. 12

15 Il trasferimento delle conoscenze in agricoltura è realizzato sia attraverso le attività e i servizi erogati dai tecnici e dagli operatori privati mediante strutture preposte a tale scopo, sia attraverso il variegato sistema dei Servizi di sviluppo agricolo presente in regione. A questo proposito rivestono un ruolo strategico i Distretti produttivi a elevato contenuto tecnologico individuati dalla Legge Regionale n. 23/2007 Promozione e riconoscimento dei distretti produttivi. In questo contesto, le imprese agricole pugliesi si caratterizzano ancora per una bassa capacità di esprimere domanda di ricerca e di innovazione, a causa soprattutto della piccola dimensione media. A ciò si somma la difficoltà di far decollare una strategia di governance del sistema dell innovazione, in grado di identificare i settori prioritari in cui concentrare gli investimenti in ricerca e sviluppo, con la finalità della creazione di nuove e innovative imprese e dell attrazione di imprese esterne nel sistema produttivo regionale (cfr. Regione Puglia - Programma di Sviluppo Rurale ). Infine, si rileva come non siano pienamente efficaci gli interventi finalizzati a mettere in rete in modo organico l articolato insieme di soggetti attivi nell ambito del Sistema della conoscenza in agricoltura, con l obiettivo della realizzazione di un efficiente sistema regionale di servizi, pubblico e privato, a carattere integrato e funzionale alle esigenze e alle potenzialità del territorio. 2.2 L analisi degli stakeholder 4 Il raggiungimento delle finalità dei tavoli di approfondimento tecnico-scientifico e il rispetto dell impianto strategico e della filosofia delle stesse Linee guida ha reso indispensabile individuare quali attori, pubblici e privati, avessero a livello regionale un ruolo attivo nella definizione, sperimentazione e successivo trasferimento in azienda delle ricerche e delle innovazioni tecnologiche in campo agroalimentare. Come già accennato, la metodologia adottata dall INEA, al fine di individuare e successivamente coinvolgere gli attori del Sistema della conoscenza in agricoltura nelle attività previste dai Tavoli, è costituita dalla Stakeholder Analisys, opportunamente adattata al particolare contesto socio-economico pugliese e agli otto temi individuati dalle Linee guida. 4 Il termine stakeholder è stato introdotto nei primi anni 60 per evidenziare come nelle moderne imprese a capitale diffuso, accanto a coloro che detenevano il capitale, esistevano anche altre parti che nel processo decisionale avevano una posta in gioco (stake). Una prima definizione di stakeholder è stata formulata dal professore Edward Freeman, nel suo libro Strategic management. A stakeholder approach (Pitman, 1984), laddove si sottolinea che lo stakeholder di una organizzazione è, per definizione, un gruppo o un individuo che può influire o essere influenzato dal raggiungimento degli obiettivi dell impresa. Gli stakeholder sono coloro che hanno un interesse specifico nei confronti di un iniziativa economica anche se non dispongono necessariamente di un potere formale di decisione o di un esplicita competenza giuridica. La traduzione italiana più utilizzata del termine è quella di portatori di interessi nei confronti di un iniziativa economica, sia essa un azienda o un progetto. Nel corso del tempo il termine è divenuto un neologismo internazionale applicato non più solo in campo aziendale ma anche nell amministrazione pubblica, la cui missione non consiste nel realizzare profitti per gli azionisti, ma nel creare beni pubblici e servizi per la collettività Gli attori della conoscenza in agricoltura

16 Figura 2 Mappa delle categorie di stakeholder Istituzioni pubbliche nazionali e regionali Ministero per le Politiche agricole e forestali, Altri Ministeri, Assessorati all Agricoltura e Uffici SSA Regioni, Altri Assessorati regionali (Ambiente, Sanità, Formazione, ecc.) Gruppi e utenti non organizzati Cittadini e consumatori, imprenditori agricoli e forestali e tecnici non organizzati Enti locali territoriali Province e Comuni (Ass.ti Agricoltura), Comunità Montane, Enti Parco e altre aree protette, ecc. Enti di ricerca Agenzie ed Enti (regionali e nazionali) funzionali Università, Agenzie di sviluppo istituti di ricerca agricolo regionale, (afferenti MIUR, APAT, ARPA, ARTI, alla Regione, Acquedotto Pugliese, alla Provincia di Bari, ecc.), CCIAA, ecc. enti pubblici afferenti al MIPAAF, al Min. Attività Produttive e ad altri Ministeri, ecc. Sistema scolastico Istituti Agrari Altre Istituzioni Corpo forestale dello Stato Altro Partiti politici, associazioni ambientaliste e dei consumatori, mass media, ecc. Ordini e Associazioni Professionali Agronomi, periti agrari, geologi, biologi, ecc. SERVIZI DI SVILUPPO AGRICOLO PUGLIESI Enti certificazione agricoltura biologica AIAB, ICEA, AMAB, ecc. Agenzie locali di sviluppo GAL, Patti territoriali, ecc. Società di consulenza, studi associati privati Enti di formazione professionale Parchi tecnologici, società partecipate, enti di ricerca Tecnopolis, I.A.M. Bari, IPRES, ecc. Consorzi Consorzi di Difesa Produzioni Intensive, Consorzi di Bonifica, Consorzi di tutela, Consorzio bieticolo, ecc. Organizzazioni Professionali agricole CIA, Coldiretti, Confagricoltura,COPAGRI, Associazioni allevatori, ecc. Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL, ecc. Associazioni riconosciute e di categoria Associazioni industriali, organizzazioni Cooperative, organizzazioni produttori agricoli, ecc. Pubblico Privato 14

17 Figura 3 Elenco degli stakeholder Mondo produttivo Federazione Regionale Coldiretti Puglia Confederazione Italiana Agricoltori Puglia Federazione Regionale degli Agricoltori di Puglia Confederazione Produttori Agricoli Confcooperative Lega Coop Puglia Associazione Regionale Allevatori - Puglia Ordine reg. Dottori Agronomi e Dottori Forestali Ordine reg. dei Medici Veterinari Collegi provinciali agrotecnici e agrotecnici laureati Collegi provinciali periti agrari Fed. Naz. Consorzi Volontari Tutela delle Denom. di Origine Protetta degli Olii Extra Vergini di Oliva Confederazione Nazionale dei Consorzi Volontari per la Tutela delle Denominazioni dei Vini Italiani Cooperativa Allevatori Putignano UIAPOA UNAPROA UNACOA Organizzazioni dei produttori (vari) Distretto Agroalimentare Regionale (D.A.RE.) ASSOGAL La nuova energia - Distretto produttivo pugliese delle energie rinnovabili e efficienza energetica Società Ortoflorofrutticola Italiana Sez. Orticoltura Fed. Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica AIAB PEFC ITALIA Assessorato Risorse Agroalimentari - Regione Puglia Assessorato Assetto del Territorio Regione Puglia Assessorato Ecologia Regione Puglia Agenzia Regionale per la Tecnologie e l Innovazione Federparchi Autorità di Bacino regionale Assocodipuglia Unione regionale Bonifiche Confindustria LIPU Sede Nazionale Italia Nostra Legambiente WWF Enti di ricerca Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Bari Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Foggia Facoltà di Medicina Veterinaria - Università degli Studi di Bari Politecnico di Bari - Facoltà di Ingegneria di Bari Dipartimento di Scienze e Tecnologie Biologiche ed Ambientali - Università degli Studi del Salento Istituto di Scienze delle Produzioni Alimentari - CNR Istituto per la Protezione delle Piante (Sez. Bari) - CNR Istituto di Virologia Vegetale - CNR Istituto di Genetica Vegetale (U. O. Bari) CNR Istituto di Ricerca sulle Acque (Bari) - CNR Centro di Ricerca per la Cerealicoltura (Foggia) - CRA Unità di Ricerca per i Sistemi Colturali degli Ambienti Caldo - Aridi (Bari) - CRA Unità di Ricerca per l Uva da Tavola e la Vitivinicoltura in Ambiente Mediterraneo (Turi) - CRA Unità di Ricerca per l Individuazione e lo Studio di Colture ad Alto Reddito in Ambiente Caldo-Arido - CRA Centro Provinciale Bonomo per la Ricerca e la Sperimentazione in Agricoltura Centro di Ricerca e Sperimentazione in Agricoltura Basile Caramia Istituto Agronomico Mediterraneo - Bari Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Puglia e della Basilicata Istituto Nazionale di Economia Agraria - Sede Puglia ENEA - Centro ricerche di Brindisi Gli attori della conoscenza in agricoltura

18 L attività si è articolata in tre fasi: identificazione degli stakeholder, finalizzata a mettere a fuoco l insieme degli attori (effettivi o potenziali) che operano all interno del Sistema della conoscenza in agricoltura. Per raggiungere questo obiettivo si è proceduto alla realizzazione di una check-list di carattere generale contenente tutte le figure, persone e enti che hanno attinenza con la tematica in oggetto. Al termine di questa attività è stata prodotta una Stakeholder Categorized Map, ossia un quadro dei soggetti/attori, raggruppati in categorie significative, interessati a riflettere sugli otto temi contenuti nelle Linee guida; individuazione dei bisogni e degli interessi degli stakeholder e classificazione in gruppi tematici. Gli stakeholder rappresentano una molteplicità complessa e variegata di soggetti della comunità. Pertanto, è necessario svolgere indagini conoscitive sul territorio, per conoscere i loro orientamenti di fondo e delinearne gli aspetti di interesse. A questo proposito sono state raccolte informazioni utili a conoscere le caratteristiche, il ruolo e l ambito di intervento degli stessi all interno della comunità. Successivamente, è stata predisposta una Stakeholder Mapping che ha reso possibile la loro classificazione in otto gruppi tematici; attivazione dei Tavoli di approfondimento tecnico scientifico. Dopo aver classificato e segmentato gli stakeholder presenti sul territorio regionale, alla luce della loro numerosità, è stato necessario selezionare i singoli partecipanti ai Tavoli, garantendo un ampia, democratica e qualificata adesione di tutti gli attori locali. Nella fase di identificazione degli stakeholder è stata condotta una ricerca preliminare di tipo bibliografico sugli studi in materia di teoria degli stakeholder e di attivazione di processi partecipativi. Essa ha permesso di delineare la figura dello stakeholder oggetto dell indagine rappresentato dal soggetto pubblico/istituzione e dal portatore d interessi privato/collettivo operante in Puglia in grado di realizzare studi e ricerche in ambito agricolo, forestale e agroalimentare, di rappresentare il fabbisogno - reale o potenziale - di innovazioni del mondo produttivo e, ancora, di favorire o ostacolare la diffusione e la corretta applicazione in azienda delle innovazioni tecnologiche. Definito l oggetto d indagine, il campo d azione e l ambito socio-economico di riferimento, nel mese di aprile 2010 ha avuto inizio l attività di brainstorming che ha consentito l individuazione di tutti gli attori che, a vario titolo, costituiscono il Sistema della Conoscenza in agricoltura e che possono/devono essere coinvolti nel processo partecipativo. L insieme dei soggetti operanti sul territorio regionale, esemplificato nella Stakeholder Categorized Mapping è ripartito in tre macro-categorie: istituzioni pubbliche: enti locali territoriali, agenzie funzionali (consorzi, camere di commercio, agenzie ambientali, università, enti di ricerca), aziende controllate e partecipate; gruppi organizzati: gruppi di pressione (sindacati, associazioni di categoria, partiti e movimenti politici, mass media), associazioni (culturali, ambientali, consumatori, ecc.); 16

19 gruppi non organizzati: cittadini e collettività. Nel complesso sono stati individuati 88 soggetti, rappresentativi delle Università pugliesi e degli Enti di ricerca, delle Organizzazioni professionali agricole, degli Ordini professionali, dei Consorzi di tutela e di valorizzazione, delle Organizzazioni dei produttori e degli allevatori, delle Associazioni ambientaliste, degli Enti locali territoriali, di Agenzie ed Enti funzionali e, in generale, di tutti quelle istituzioni che, sulla base delle specifiche competenze istituzionali, rivestono un ruolo attivo nell ambito del Sistema della conoscenza in agricoltura a livello regionale. Alla luce dei risultati di questa prima attività di classificazione, gli stakeholder sono stati raggruppati nella Stakeholder Mapping in 8 gruppi tematici corrispondenti ai Tavoli individuati dalle Linee Guida. Successivamente, a ciascuna categoria di stakeholder è stato chiesto di individuare e comunicare all Assessorato alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia i loro rappresentanti per ciascuno tavolo, ossia i soggetti in grado di apportare un contributo in termini di conoscenze e proposte operative. Tale scelta metodologica è strettamente connessa con l esigenza di garantire un equilibrata presenza di tutti gli attori del sistema, una distribuzione appropriata di conoscenze e competenze tra i vari tavoli e l attivazione di un processo di lavoro il più possibile partecipato e democratico. 2.3 I gruppi di lavoro dei tavoli tematici regionali Il numero complessivo dei componenti degli otto tavoli di approfondimento tecnicoscientifico, alla luce delle adesioni espresse dai soggetti coinvolti dalla Regione Puglia, è pari a 142 persone. In particolare, i soggetti rappresentativi del mondo produttivo prevalgono lievemente (59%) rispetto agli esponenti espressione del mondo della ricerca (41%). In media ogni tavolo si compone di circa 18 persone, con livelli superiori alla media registrati con riferimento al tavolo 5 Agricoltura e ambiente (32 componenti - 22,5%) e al tavolo 1 Coltivazioni arboree, filiera vitivinicola e olivicola-olearia (23 componenti - 16,2%). I tavoli di approfondimento sono stati attivati durante il periodo novembre 2010 aprile 2011, così come esemplificato nella tabella successiva. A conclusione dei lavori dei tavoli si è registrata una partecipazione pari in media al 65% (93 partecipanti, circa 12 persone per tavolo). Tale risultato è da ritenersi nel complesso positivo, anche in considerazione degli alti livelli di partecipazione espressi dai ricercatori (83%) rispetto alla più contenuta adesione garantita dal mondo produttivo (54%) Gli attori della conoscenza in agricoltura

20 Tabella 1 Calendario Tavoli di approfondimenti tecnico scientifico N. Tavolo Date incontri 1 Prodotti e tecniche delle coltivazioni arboree, delle filiere vitivinicola e olivicolo-olearia 2 Prodotti e tecniche delle coltivazioni cerealicole, industriali, officinali, foraggere e no-food e loro tecnologie. Produzioni e valorizzazione tecnologica nel settore orticolo, floricolo e del vivaismo ornamentale e delle colture officinali 3 Zootecnia e trasformazioni dei prodotti della filiera. Benessere animale. Allevamenti faunistici. Zoocolture, apicoltura 4 Selvicoltura, piante a rapido accrescimento, tartuficoltura, prodotti del bosco e faunistico venatorio 5 Agricoltura e ambiente, agricoltura sostenibile e biologica, biodiversità animale e vegetale (risparmio idrico, utilizzo delle acque, trattamenti fitosanitari, bioindicatori, inquinamento, ecc.) 2 marzo ottobre aprile aprile dicembre Multifunzionalità in agricoltura 2 febbraio Biotecnologie animali e vegetali 19 gennaio Strategie politiche economiche e sociali 13 dicembre 2010 La partecipazione ai nove incontri di lavoro ha determinato una lieve variazione nel rapporto di forza iniziale tra gli attori del Sistema della conoscenza in agricoltura e, in particolare, ha garantito un equilibrio pressoché perfetto tra i soggetti espressione del mondo della ricerca e gli stakeholder rappresentativi del mondo produttivo (52% ricercatori contro 48% rappresentanti espressione del mondo produttivo). Solo in due tavoli la partecipazione degli attori non è stata equilibrata e, in particolare, nel tavolo 7 Biotecnologie animali e vegetali il gruppo di lavoro era composto in prevalenza da ricercatori (86%), mentre nel tavolo 4 Selvicoltura si è assistito ad un prevalere degli attori espressione del mondo produttivo (75%). In ogni caso, è opportuno sottolineare che tali squilibri sono una diretta conseguenza del basso livello di adesione ai tavoli in oggetto, espresso dai rispettivi mondi di appartenenza (pari al 33% sia per il mondo produttivo nel tavolo 7 sia per i ricercatori nel tavolo 4). 18

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