CRESCE LA VOGLIA DI REALIZZARE NUOVI ISTITUTI DI CREDITO

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1 CRESCE LA VOGLIA DI REALIZZARE NUOVI ISTITUTI DI CREDITO A dispetto della forte crisi, sono numerose le iniziative che mirano a creare nuovi istituti di credito di medie e piccole dimensioni. Milano, ottobre 2011 Dr Marco FERFOGLIA Le opinioni espresse non impegnano la responsabilità della società di appartenenza Contesto In un settore molto affollato come quello bancario, nel quale la tendenza più diffusa è quella di cercare dimensioni sempre più consistenti, è necessario che rimanga comunque viva la presenza e l iniziativa degli istituti di credito di piccola taglia, i quali possano adempiere alla loro particolare missione: offrire un essenziale servizio in aree geografiche non coperte o coperte in modo inadeguato e quindi vivificare l iniziativa economica di tali aree. Evidentemente creare una nuova banca, in un periodo di difficoltà come il presente, è un impresa alquanto complessa, ciò non di meno essa può rivelarsi economicamente e socialmente meritoria e per tali ragioni estremamente stimolante. Motivazioni di fondo Spesso l iniziativa di porre in essere un nuovo istituto di credito viene espressa da comunità territoriali, non necessariamente estese, che vogliono soddisfare specifiche necessità di ordine economico e sociale. Un ulteriore impulso alla creazione di nuovi intermediari creditizi si è recentemente manifestato a seguito del bisogno di sostituire in loco Analisi n.1 - Ottobre 2011 Pagina 1

2 istituti, solitamente non di grandi dimensioni, che sono stati assorbiti da banche di rilievo nazionale. Le zone ove si sentono più forti tali necessità sono il Veneto (a seguito della perdita dell autonomia della Banca Antoniana), la Campania (che vuole proporre un sostituto al Banco di Napoli) e tutto il Sud (che si sente orfano della Banca di Roma e del Banco di Sicilia). Nascita di nuovi istituti Ricordiamo che le vigenti normative indicano la possibilità di operare con tre tipologie di istituti di credito: la Banca spa, che interviene in un ottica di tipo industriale, deve essere costituita con un capitale minimo di 6,3 milioni di euro. La Banca Popolare, che può anche intervenire a livello nazionale ed è una società cooperativa ove prevale lo scopo mutualistico, anche in tal caso deve disporre di almeno 6,3 milioni di capitale iniziale. La Banca di Credito Cooperativo che ha scopi spiccatamente mutualistici e deve fare riferimento ad uno specifico territorio, si istituisce con almeno duecento soci e con 2 milioni di capitale sociale. Per quanto riguarda ognuna delle tipologie elencate si possono riscontrare delle nuove ed interessanti realtà, anche se appare più dinamica la spinta degli istituti di media e piccola entità, ovvero delle popolari e delle banche di credito cooperativo. Ad esempio La Banca Santa Giulia spa, che ha iniziato ad operare nella Bassa Bresciana dall ottobre del 2008, si prefigge di Analisi n.1 - Ottobre 2011 Pagina 2

3 raggiungere l utile già nell'esercizio dell'anno Dal 2009 è attiva Extrabanca con due sportelli rispettivamente a Milano e a Brescia, questo istituto - forte anche di azionisti come le Generali e la Fondazione Cariplo - intende stabilire durature e profittevoli relazioni con tutte le comunità etniche. La Banca di Frascati di Credito Cooperativo è divenuta pienamente operativa dal settembre del 2010, grazie anche ad una dotazione societaria di oltre 4,5 milioni. Capitanata dal Presidente Casazza, la neonata Banca di Vigevano ha iniziato con dedizione la sua attività dal febbraio Le banche che hanno raccolto il capitale previsto e che, congiuntamente alla definizione dell atto costitutivo, sarebbero in procinto di ottenere l'autorizzazione ad operare da parte dell'istituto di Vigilanza sono: la BCC Tortonese (Provincia di Alessandria) e la BCC Città di Padova. Numeroso è il gruppo delle aspiranti banche, che secondo i dettami della Consob vogliono iniziare a raccogliere il capitale necessario, ovvero la: 1. Banca Normanna scarl di Aversa. 2. BCC di Pozzuoli. 4. Banca Più di Napoli. 5. Banca Medesia. 6. Banca di Ciampino di Credito Cooperativo. Passaggi tecnici per creare una Banca Per realizzare una nuova banca bisogna riuscire a completare un insieme di adempimenti tecnici e manifestare un contesto di comportamenti virtuosi di natura economica e prudenziale. I passaggi tecnici prevedono di: 1. Riuscire a convogliare, nell ambito di un apposito Comitato Promotore, le istanze economiche e sociali di un determinato contesto geografico. Procedere quindi con un analisi di fattibilità iniziale della banca. Analisi n.1 - Ottobre 2011 Pagina 3

4 2. Richiedere alla Consob di poter effettuare un offerta pubblica di sottoscrizione del capitale sociale, mediante un Prospetto Informativo. 3. Effettuare la raccolta del capitale sociale, solitamente per un periodo di dodici mesi. 4. Stipulare l atto notarile che sancisce la costituzione della banca e dei suoi organi sociali. 5. Richiedere alla Banca d Italia l autorizzazione ad operare. 6. Iscriversi nel Registro delle Imprese e iniziare finalmente l attività. Comportamenti economici che determinano la sussistenza e lo sviluppo della banca Come noto, per poter accedere all attività bancaria, bisogna portare a convincimento la Banca d Italia, tramite un articolata documentazione atta a dimostrare che la futura banca avrà la capacità di mantenersi in equilibrio economico e sarà in condizione di rispettare le norme prudenziali, nella delicata fase di avvio dell attività. Inoltre il Progetto Industriale proposto dall aspirante banca dovrà esprimere i settori di intervento, la struttura organizzativa e tecnica, il sistema dei controlli interni e le caratteristiche del sistema informativo. Non molti sono gli istituti che, una volta acquisita l autorizzazione ad operare, riescono a mantenere un adeguata solidità patrimoniale; sicchè diversi di essi vengono nel corso del tempo, assorbiti da istituti del medesimo settore di appartenenza, ovvero quello delle Banche di Credito Cooperativo o quello delle Banche Popolari. In base alla casistica conosciuta, per riuscire a portare a compimento e sviluppare una banca di piccole dimensioni è necessario: avere una Analisi n.1 - Ottobre 2011 Pagina 4

5 dotazione di capitale iniziale economicamente sufficiente (ad esempio per le BCC si auspica di disporre di almeno quattro milioni di euro); raggiungere il break even economico nei primi tre anni di attività; porre in essere una costante attenzione nei confronti dei costi operativi ; riuscire a realizzare un modello di banca che proponga servizi utili per la clientela ma anche remunerativi per l intermediario. Solo con una concorrenza che parte dal basso mediante una differenziata e capillare presenza bancaria su tutto il territorio, la totalità delle imprese e dei cittadini potranno con maggior facilità accedere ad adeguati servizi bancari. Analisi n.1 - Ottobre 2011 Pagina 5

6 Analisi n.1 - Ottobre 2011 Pagina 6

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