Monitor dei Distretti. Servizio Studi e Ricerche Ottobre 2010

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1 Servizio Studi e Ricerche

2 Executive Summary 3 1. L export dei distretti nel secondo trimestre del I settori economici I mercati di sbocco Le regioni italiane La dispersione dei risultati In sintesi La geografia dei distretti industriali italiani La mappa delle performance dell export dei distretti Il planisfero delle esportazioni dei distretti 31 Gli approfondimenti La Cassa Integrazione Guadagni nei distretti industriali Il mercato indiano: quali spazi per i distretti italiani? Il potenziale del mercato indiano La crescente presenza dei distretti italiani in India Quali spazi di miglioramento? Conclusioni Il distretto del tessile e abbigliamento di Treviso L occhialeria di Belluno all uscita dalla crisi: quale futuro per il tessuto produttivo locale? 57 Trimestrale n. 31 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche Industry and Banking Fabrizio Guelpa Responsabile Cristina De Michele Giovanni Foresti Serena Fumagalli Ilaria Sangalli Stefania Trenti Database management: Angelo Palumbo International Economics Silvia Guizzo 7. Il Cruscotto dei distretti 61 Appendice Metodologica 68

3 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

4 Executive Summary Sono tornate a crescere le esportazioni dei distretti industriali italiani, che nel secondo trimestre del 2010 hanno registrato un aumento tendenziale del 13,8%. E questo il principale risultato che emerge dagli ultimi dati di interscambio commerciale delle province italiane. Bene l export distrettuale nei mercati avanzati e, soprattutto, nei nuovi mercati (+15% la variazione tendenziale). Spiccano, in particolare, le performance conseguite in Sudafrica, Brasile e India, dove l aumento delle vendite estere è stato superiore al 40%. Bene anche i flussi diretti in altre economie emergenti (su tutti Cina, Turchia, Messico, Egitto). Primi segnali di recupero anche in Russia. Dopo un primo trimestre 2010 ancora difficile, è partita la fase di recupero dei distretti industriali, che hanno mostrato un tasso di crescita non molto inferiore alla media del manifatturiero italiano. Nel confronto con il resto d Italia, spicca, in particolare, la miglior dinamica dei distretti specializzati in beni intermedi del sistema moda, grazie alle performance dei principali poli conciari (Arzignano, Santa Croce sull Arno e Solofra) e tessili (Prato e Biella). Fanno meglio anche i distretti della meccanica, spinti dai buoni risultati conseguiti dalla meccanica strumentale di Varese, Bergamo e Brescia e dalle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia. Il tessuto distrettuale italiano è pertanto vivo e quanto mai determinato a superare la crisi con un posizionamento competitivo rafforzato, per proporsi con rinnovato successo sui mercati internazionali. Sono significative a questo proposito le strategie intraprese da un campione di imprese distrettuali calzaturiere, che nel corso del difficilissimo 2009 hanno puntato con determinazione sulla ricerca e sviluppo (spesso anche collaborando con università ed enti di ricerca), e sulla qualità del prodotto. Molte di queste, inoltre, hanno cercato di rafforzare la loro presenza sui mercati, adottando strategie di marchio, migliorando il proprio network distributivo, studiando le location più adatte per l apertura di nuovi punti vendita e cercando di affermarsi in nuovi mercati ad alto potenziale. Nel secondo trimestre del 2010 le esportazioni distrettuali sono tornate a crescere a ritmi sostenuti (+13,8% la variazione tendenziale). Era dal 2007 che il tessuto distrettuale italiano non registrava tassi di crescita a due cifre. La congiuntura del secondo trimestre 2010 Evoluzione delle esportazioni dei distretti industriali (var. % tendenziali) ,1 7,4 8,0-0,2 1,4-0,6-2,6-9,0-0,9 13, ,5-25,9-22,2-17,8 I 07 II 07 III 07 IV 07 I 08 II 08 III 08 IV 08 I 09 II 09 III 09 IV 09 I 10 II 10 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Tutte le produzioni distrettuali si sono portate in territorio positivo, con performance brillanti per i distretti specializzati nella metallurgia, in crescita del 45% tendenziale. Seguono nell ordine gli altri intermedi (gomma e plastica, legno e carta), gli elettrodomestici e i beni intermedi del sistema moda, con tassi di crescita superiori al 20%. Bene anche le esportazioni distrettuali di Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 3

5 beni di consumo del sistema moda (in progresso del 13,9%), della meccanica (+12%) e dei prodotti in metallo. Appaiono, invece, relativamente meno dinamici i distretti del mobile, che sono stati verosimilmente penalizzati dalla difficile situazione attraversata dal mercato immobiliare e dai problemi presenti nel mercato del lavoro. Mostrano solo una lieve crescita, infine, le esportazioni dei distretti alimentari, tra i pochi non colpiti dalla crisi. Evoluzione dei distretti industriali italiani per settore (var. % tendenziale) Alimentare Mobili Prod. e mat. da costr. Prodotti in metallo Meccanica Totale distretti Moda: beni di consumo Moda: intermedi Elettrodomestici Altri intermedi -57,7 Metallurgia -23,3-23,3-34,8-28,9-25,9-20,2-25,6-34,9-21,7 1,7 1,7 5,1 9,6 11,4 12,0 13,8 13,9 21,1 21,8 23,9 II trim. '10 II trim. '09 45,0 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat E salito a 83 (su un totale di 104 distretti da noi monitorati) il numero dei distretti che ha chiuso il secondo trimestre del 2010 in territorio positivo (erano 50 nel primo trimestre e addirittura 15 nel quarto trimestre dello scorso anno). Numero di distretti in cui la variazione tendenziale delle esportazioni è positiva I 07 II 07 III 07 IV 07 I 08 II 08 III 08 IV 08 I 09 II 09 III 09 IV 09 I 10 II 10 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Si segnala, in particolare, la crescita a due cifre e superiore al 20% su base tendenziale di alcuni importanti distretti industriali specializzati nel sistema moda (Polo fiorentino della pelle, concia di Arzignano, concia e calzature di Santa Croce sull Arno, i poli orafi, favoriti anche dai picchi toccati dal prezzo dell oro), negli elettrodomestici (Fabriano, che mostra primi segnali positivi, dopo anni di forte crisi), nella metalmeccanica (metalli di Brescia e termomeccanica scaligera) e nell alimentare (Parma). Hanno mostrato un buon ritmo di crescita anche Prato e Biella, dove sono tornate in territorio positivo le esportazioni di prodotti tessili. 4 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

6 In questo contesto, tutte le regioni ad alta intensità distrettuale hanno visto tornare a crescere le esportazioni dei loro distretti industriali. Il miglioramento è stato più marcato in alcune regioni che avevano sofferto maggiormente nel 2009 (Marche e Lombardia) e in Toscana, dove, come si è visto, alcuni importanti poli del sistema moda sono tornati a crescere a ritmi sostenuti. Appare in ritardo l Emilia Romagna, che ha risentito delle difficoltà incontrate da alcune importanti aree della regione (su tutti la maglieria e abbigliamento di Carpi), che hanno quasi annullato i buoni risultati conseguiti da diversi distretti regionali (tra questi le piastrelle di Sassuolo, l abbigliamento di Rimini, l alimentare di Parma). Regioni a maggiore intensità distrettuale (variazione % tendenziale delle esportazioni) Abruzzo -0,9-27,6 II trim. '10 Campania Friuli-Venezia Giulia Emilia-Romagna Puglia Totale distretti Veneto Lombardia Piemonte Toscana -34,2 Marche -35,8-29,3-25,9 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat -23,5-24,8-20,8-22,7-17, ,5 2,6 2,6 4,4 8,1 13,8 14,0 16,0 II trim. '09 E, inoltre, salita al 70% circa la quota dei mercati che ha offerto un contributo positivo alla crescita dei distretti nel secondo trimestre del Quota dei mercati in cui la variazione tendenziale dell export dei distretti è positiva 18,2 20,9 24, I 07 II 07 III 07 IV 07 I 08 II 08 III 08 IV 08 I 09 II 09 III 09 IV 09 I 10 II 10 Nota: calcoli riferiti ai primi 131 sbocchi commerciali nel 2007 (almeno 5 milioni di export). Fonte: Intesa Sanpaolo su dati Istat Tra questi vi sono molti nuovi mercati. In Sudafrica, Brasile e India, ad esempio, le esportazioni dei distretti hanno registrato una crescita superiore al 40% tendenziale. In questi paesi si è assistito ad una crescita dei distretti quasi generalizzata, con performance particolarmente brillanti della meccanica strumentale di Varese. Oltre a Varese, in Sudafrica si sono distinte anche le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia. In Brasile hanno brillato anche l occhialeria di Belluno e le macchine utensili e per il legno di Pesaro, mentre in India sono significativamente aumentate le esportazioni della concia di Arzignano e della metalmeccanica di Lecco. Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 5

7 Primi 50 sbocchi commerciali dei distretti: i best 21 nel secondo trimestre del 2010 (var. % tend.) Francia Slovenia Spagna Russia Germania Rep. Ceca Romania Cina Corea del Sud Stati Uniti Canada Iran Svezia Egitto Australia Messico Turchia Hong Kong India Brasile Sudafrica 13,6 13,7 14,9 16,6 18,7 19,5 19,7 20,6 22,3 22,5 24,6 25,8 26,6 29,5 30,1 34,3 34,5 38,7 42,1 42,8 43, Nota: sono rappresentati in blu i mercati avanzati e in rosso i nuovi mercati. Si considerano solo i primi 50 sbocchi commerciali dei distretti. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Qualche segnale positivo è emerso anche da un altro nuovo mercato, la Russia, che fino al 2008 aveva trainato le vendite estere di molti distretti italiani del sistema moda e del mobile. L export distrettuale diretto nella Federazione Russa, infatti, dopo il crollo maturato nel 2009, è tornato in territorio positivo (+16,6% la variazione tendenziale nel secondo trimestre del 2010). In Russia hanno registrato una crescita sostenuta le vendite dell abbigliamento di Rimini, della metalmeccanica di Lecco, della rubinetteria e pentolame di Lumezzane, delle calzature di Fermo e delle piastrelle di Sassuolo. Sempre su questo mercato, hanno, invece, accusato nuovi cali di export le macchine per l imballaggio di Bologna e alcuni importanti distretti del tessileabbigliamento (Empoli, Schio-Thiene-Valdagno, Carpi e Val Seriana). I distretti hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti sul mercato cinese (Cina e Hong Kong). Bene, in particolare, i poli conciari e della pelle (Arzignano, Santa Croce sull Arno, Solofra, Polo fiorentino), le macchine tessili di Biella, le macchine tessili e per materie plastiche di Brescia e gli orafi di Vicenza e Arezzo. Sono tornati in territorio positivo anche molti tra i principali mercati avanzati. L unica eccezione è la Grecia, le cui importazioni sono state colpite dalla pesante crisi finanziaria che ha investito il paese. Tra i mercati avanzati va segnalata l inversione di tendenza maturata negli Stati Uniti, dove si è osservata una ripresa di alcuni importanti poli distrettuali italiani. Tra questi l occhialeria di Belluno, la rubinetteria e pentolame di Lumezzane, gli orafi di Vicenza, Arezzo e Valenza, le piastrelle di Sassuolo, la concia di Arzignano, il Polo fiorentino della pelle e i vini di Langhe, Roero e Monferrato. In questo contesto di quasi generalizzato miglioramento, i nuovi mercati hanno registrato un recupero di poco più intenso rispetto agli sbocchi commerciali avanzati (+15% tendenziale nel secondo trimestre 2010 vs. +13%). I mercati emergenti, inoltre, già nel primo trimestre di 6 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

8 quest anno si erano portati, seppur di poco, in territorio positivo, risultando in calo per un periodo più breve (dal quarto trimestre del 2008 al quarto del 2009) rispetto ai mercati maturi. In questi ultimi, al contrario, la crisi dei distretti è stata più lunga: è iniziata già sul finire del 2007 ed è terminata solo nella primavera dell anno in corso. Export dei distretti verso nuovi mercati e mercati maturi a confronto (var. % tendenziale) Nuovi mercati Mercati maturi I 07 II 07 III 07 IV 07 I 08 II 08 III 08 IV 08 I 09 II 09 III 09 IV 09 I 10 II 10 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Il recupero emerso nel secondo trimestre del 2010 lascia molti distretti lontani dai valori esportati nel 2008, con punte negative per alcuni distretti calzaturieri (Casarano e Vigevano), delle macchine per il legno (Pesaro e Rimini), del tessile-abbigliamento (Treviso e Sud Abruzzese), degli elettrodomestici (Fabriano). Solo 15 distretti nel primo semestre del 2010 hanno mostrato livelli di export per lo più analoghi o superiori ai livelli toccati nella prima metà del Il ritardo rispetto al 2008 Quanto è lontano il 2008? I distretti ai massimi storici var. % I sem su I sem I distretti in forte ritardo var. % I sem su I sem Prosciutto San Daniele Del Friuli 47,3 Macchine uten. di Piacenza -36,0 Macchine tessili di Biella 25,2 Abbigliamento Sud Abruzzese -36,3 Alimentare di Parma 15,4 Metalli di Brescia -38,7 Calzature di Lucca 14,0 Cappe aspiranti ed elettrod. di Fabriano -39,8 Oreficeria di Arezzo 9,7 Tessile e abbigliamento di Treviso -41,4 Mobili imbottiti di Forlì 7,1 Macchine agric. di Reggio/Modena -41,6 Abbigliamento di Rimini 6,6 Macchine legno di Rimini -45,0 Vini di Langhe, Roero e Monferrato 5,3 Macchine utensili e per il legno di Pesaro -48,1 Concia di Solofra 3,6 Calzature di Vigevano -50,6 Prosecco di Conegliano Valdobbiadene 2,9 Scarpe di Casarano -80,8 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Tra questi, molti distretti sono specializzati nel settore alimentare. Il ritardo delle altre produzioni distrettuali è, invece, notevole, soprattutto nella metallurgia (sotto del 38,7%), negli elettrodomestici (-32,7%) e nei prodotti in metallo (-29,4%). Sono lontani dai valori raggiunti nel 2008 anche i distretti della meccanica, del mobile e dei prodotti e materiali da costruzione. Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 7

9 Export dei distretti industriali nel primo semestre 2010 (var. % rispetto al primo semestre 2008) Metallurgia -38,7 Elettrodomestici Prodotti in metallo -32,7-29,4 Meccanica Mobili Prod. e mat. da costr. Totale distretti Moda: intermedi Moda: beni di consumo -24,0-22,4-20,5-20,0-16,4-15,3 Altri intermedi Alimentare -8,1 2,3 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat A livello di sbocchi commerciali, inoltre, solo 5 tra i primi quaranta mercati distrettuali nel primo semestre del 2010 hanno registrato valori esportati superiori a quelli del corrispondente periodo del 2008; tra questi tre BRIC (Cina, India e Brasile) e due paesi del Nord Africa (la Libia e l Egitto). Restano ancora molto distanti dai valori massimi toccati nel 2008, due tra i più dinamici mercati emergenti nel corso degli anni Duemila, l Ucraina e la Russia. Insieme a questi, vi sono tutti i mercati maturi, dalla Grecia alla Spagna, al Giappone, agli Stati Uniti. I mercati ai massimi storici: export dei distretti nel primo semestre 2010 (var. % rispetto al primo semestre 2008) In mercati in forte ritardo sul 2008: export dei distretti nel primo semestre 2010 (var. % rispetto al primo semestre 2008) Brasile 2,8-47,8 Ucraina India Egitto Cina 6,2 9,1 22,8-39,8-37,7-31,5-25,2 Grecia Russia Spagna Giappone Libia 40,6-24,4 Stati Uniti Nota: si considerano solo i primi 41 sbocchi commerciali dei distretti. Fonte: elab. Intesa Sanpaolo su dati Istat Nota: si considerano solo i primi 41 sbocchi commerciali dei distretti. Fonte: elab. Intesa Sanpaolo su dati Istat Per tornare ai livelli del 2008 ci vorranno anni. Secondo le nostre stime, al termine del 2010 solo 5 dei 15 miliardi persi nel 2009 saranno recuperati. Nella media del 2010, infatti, l export distrettuale è previsto mostrare una crescita vicina al 10%, lasciando i valori esportati lontani dai livelli toccati nel Questo processo di lento recupero sta mettendo sotto pressione molte imprese distrettuali. E questo ciò che emerge anche osservando i dati sull utilizzo degli ammortizzatori sociali. Sono aumentate, in particolare, le ore autorizzate di cassa integrazione straordinaria (salite tra gennaio e settembre 2010 a 105,5 milioni di ore, da 36 milioni del corrispondente periodo del 2009) e di cassa integrazione in deroga (25,4 vs. 5,3). Al contempo si è ridotto il ricorso alla 8 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

10 cassa integrazione ordinaria. L accelerazione della CIG straordinaria (CIGS) ed in deroga (CIGD) e il contemporaneo rallentamento della CIG ordinaria (CIGO) si spiegano anche con il passaggio di alcune aziende dalla CIGO alla CIGS a causa dell insorgere di situazioni di crisi aziendali. Il momento è quindi difficile e delicato e non pochi soggetti sono destinati ad uscire dal mercato. Il tessuto distrettuale italiano è tuttavia vivo e quanto mai determinato a superare la crisi con un posizionamento competitivo rafforzato, per proporsi con rinnovato successo sui mercati internazionali. Sono significativi a questo proposito i risultati di un analisi condotta sulle strategie adottate da un campione di imprese calzaturiere distrettuali, che nel corso del difficilissimo 2009 hanno puntato con determinazione sulla ricerca e sviluppo (spesso anche collaborando con università ed enti di ricerca), e sulla qualità del prodotto. Molte di queste, inoltre, hanno cercato di rafforzare la loro presenza sui mercati, adottando strategie di marchio, migliorando il proprio network distributivo, studiando le location più adatte per l apertura di nuovi punti vendita e cercando di affermarsi in nuovi mercati ad alto potenziale. Prospettive Strategie aziendali adottate nel 2009 dalle imprese dei distretti calzaturieri Ricerca e sviluppo Qualità Strategie di marchio Razionalizzazione logistico-distributiva Diversificazione mercati/prodotti Comunicazione Contenimento costi Razionalizzazione processi produttivi Riorganizzazioni (societarie) Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su relazioni aziendali di cinquanta imprese calzaturiere Il potenziamento del marketing e della distribuzione può essere raggiunto anche attraverso la formazione di consorzi, reti d impresa o la crescita dimensionale delle piccole imprese del distretto, tramite processi di fusione e/o acquisizione. Bassi volumi di produzione, legati alle ridotte dimensioni delle imprese del distretto, non consentono, infatti, di raggiungere la soglia minima per i necessari investimenti commerciali nel branding e nella comunicazione d azienda. L adozione di queste strategie sarà fondamentale per superare quei limiti e/o ritardi che ancora il nostro tessuto produttivo mostra sul fronte commerciale nel raggiungere con successo i mercati a più alto potenziale. Limiti che sono ben evidenti, ad esempio, se si confronta la quota di mercato italiana in India con quella tedesca (2,1% vs. 6,3%). Il differenziale che emerge, infatti, non pare giustificato da un analogo divario in termini di occupati nel manifatturiero, che al contrario, è molto più contenuto (in termini di addetti l industria manifatturiera italiana è di poco inferiore ai due terzi di quella tedesca). Sfruttare le opportunità dei nuovi mercati non sarà facile e richiederà un potenziamento della fase commerciale, anche con investimenti diretti in loco. L efficace gestione di questi processi richiede la presenza di capitale umano altamente qualificato, con forti competenze immateriali (marketing, logistica, assistenza tecnica, etc.), che va supportato con adeguati investimenti in information technology. Più in generale andrà potenziato il management e dovranno essere introdotte nuove professionalità in campo distributivo non ancora sufficientemente diffuse ma cruciali per gestire la crescente complessità dei mercati. Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 9

11 Al contempo è necessario non disperdere il patrimonio di know-how produttivo presente nel territorio, attivando meccanismi volti a riportare l interesse delle giovani generazioni verso le scuole tecniche industriali. La competitività dei distretti industriali italiani non può infatti prescindere dalla presenza di manodopera qualificata e di alte competenze professionali, che finora sono state alla base dell alta qualità delle produzioni italiane. I primi 7 fattori di successo del Tessile/Abbigliamento italiano secondo gli imprenditori (quota % di 295 imprese intervistate nei primi mesi del 2010) Filiera completa ed integrata Innovazione di processo Servizio flessibile Diffusa presenza di eccellenze Imprenditori Forza lavoro qualificata Fonte: Astra Ricerche per SMI Creatività Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

12 1. L export dei distretti nel secondo trimestre del I settori economici Nel secondo trimestre del 2010 le esportazioni distrettuali hanno registrato una crescita sostenuta (+13,8% la variazione tendenziale; Tab. 1.1) 1. Era dal 2007 che il tessuto distrettuale italiano non registrava tassi di crescita a due cifre (Fig. 1.1). Giovanni Foresti e Serena Fumagalli Tutte le produzioni distrettuali si sono portate in territorio positivo, con performance brillanti per i distretti specializzati nella metallurgia, in crescita del 45% tendenziale. Seguono nell ordine gli altri intermedi (gomma e plastica, legno e carta), gli elettrodomestici e i beni intermedi del sistema moda, con tassi di crescita superiori al 20%. Hanno ottenuto buoni risultati anche le esportazioni distrettuali di beni di consumo del sistema moda (in progresso del 13,9%), della meccanica (+12%) e dei prodotti in metallo. Appaiono, invece, relativamente meno dinamici i distretti del mobile, che sono stati verosimilmente penalizzati dalla difficile situazione attraversata dal mercato immobiliare e dai problemi presenti nel mercato del lavoro. Mostrano solo una lieve crescita, infine, le esportazioni dei distretti alimentari, tra i pochi non colpiti dalla crisi. Tab Andamento export dei distretti per settore (variazione % tendenziale) Gennaio-Giugno 2010 Aprile-Giugno 2010 Comp. % distretti distretti non distretti distretti non distretti distretti non distretti Industria manifatturiera italiana - -21,0-13,1-18,9 Totale settori distrettuale, di cui: 100,0-22,4-19,2 6,2 7,6 13,8 15,6 Metallurgia 3,7-47,1-32,1 22,9 32,3 45,0 51,1 Altri intermedi 4,2-15,1-16,2 18,0 13,8 23,9 18,5 Elettrodomestici 3,6-27,5-21,7 4,4 0,7 21,8 13,3 Sistema moda: intermedi 8,8-22,6-24,6 16,4 12,5 21,1 17,7 Sistema moda: beni di consumo 31,6-19,7-14,1 4,5 6,8 13,9 19,3 Meccanica 19,2-25,4-22,5 4,0 3,1 12,0 7,9 Prodotti in metallo 4,9-29,0-22,5 0,5 9,5 11,4 17,2 Prodotti e Materiali da Costruzione 5,8-21,1-19,8 5,5 5,0 9,6 9,1 Mobili 9,9-21,6-22,3 3,0 2,5 5,1 8,7 Alimentare e Bevande 6,1 0,9-5,3 3,7 11,9 1,7 14,0 Nota: l evoluzione delle esportazioni delle aree non distrettuali è ottenuta combinando la struttura produttiva settoriale dei distretti con la performance conseguita nelle aree non distrettuali. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Nel confronto con il resto d Italia, spicca la miglior dinamica dei distretti specializzati in beni intermedi del sistema moda, grazie alle performance dei principali poli conciari (Arzignano, Santa Croce sull Arno e Solofra) e tessili (Prato e Biella). Fanno meglio anche i distretti della meccanica, spinti dai buoni risultati conseguiti dalla meccanica strumentale di Varese, Bergamo e Brescia e dalle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia. In un contesto di domanda favorevole e in presenza di condizioni di cambio non penalizzanti 2, è salito a 83 (su un totale di 104 distretti monitorati in questo rapporto) il numero dei distretti che ha chiuso il secondo trimestre del 2010 in territorio positivo (erano 50 nel primo trimestre e addirittura 15 nel quarto trimestre dello scorso anno; Fig. 1.2). Molti distretti pertanto hanno saputo sfruttare la finestra di opportunità (anche valutaria) che si è aperta sui mercati esteri nei mesi primaverili. 1 2 Nel valutare il buon andamento dell export distrettuale si tenga conto che il secondo trimestre del 2010 si confronta con un secondo trimestre del 2009 molto negativo. Per molti distretti, inoltre, i valori esportati sono stati significativamente influenzati dall aumento dei prezzi alla produzione, causato, a sua volta, dai rincari delle commodity di riferimento. E questo il caso, ad esempio, dei distretti orafi o di quelli conciari. Nel secondo trimestre del Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 11

13 Si segnala, in particolare, la crescita a due cifre e superiore al 20% su base tendenziale di alcuni importanti distretti industriali specializzati nel sistema moda (Polo fiorentino della pelle, concia di Arzignano, concia e calzature di Santa Croce sull Arno, i poli orafi), negli elettrodomestici (Fabriano, che mostra primi segnali positivi, dopo anni di forte crisi), nella metalmeccanica (metalli di Brescia e termomeccanica scaligera) e nell alimentare (Parma). Hanno mostrato un buon ritmo di crescita anche Prato e Biella, dove sono tornate in territorio positivo le esportazioni di prodotti tessili. Fig Evoluzione dell export dei distretti industriali italiani (variazione % tendenziale) ,1 7,4 8,0 I 07 II 07 III 07-0,2 IV 07 1,4-0,6 I 08 II 08-2,6-9,0 III 08 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat -23,5-25,9 IV I II ,9-17,8-22,2 III 09 IV 09 I 10 13,8 II 10 Fig Numero di distretti in cui la variazione tendenziale delle esportazioni è positiva I 07 II 07 III IV 07 I II III IV 08 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat 4 7 I 09 II III 09 IV I II I mercati di sbocco Nel secondo trimestre del 2010 è salita al 70% circa la quota dei mercati che ha offerto un contributo positivo alla crescita dei distretti industriali (Fig. 1.3). Fig Quota di mercati in cui la variazione tendenziale dell export dei distretti è positiva I 07 II 07 III 07 IV 07 I 08 II 08 III 08 IV 08 I 09 II 09 III 09 IV 09 I 10 II 10 Nota: i calcoli si riferiscono a 131 sbocchi commerciali. Non sono considerate le destinazioni commerciali che nel 2007 hanno assorbito meno di 5 milioni di euro delle esportazioni dei distretti industriali italiani. Fonte: elab. Intesa Sanpaolo su dati Istat Tra questi vi sono molti nuovi mercati. In Sudafrica, Brasile e India, ad esempio, le esportazioni dei distretti hanno registrato una crescita superiore al 40% tendenziale. In questi paesi si è assistito a una crescita dei distretti quasi generalizzata, con performance particolarmente brillanti della meccanica strumentale di Varese. Oltre a Varese, in Sudafrica si sono distinte anche le macchine agricole di Modena e Reggio Emilia. In Brasile hanno brillato anche l occhialeria di 12 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

14 Belluno e le macchine utensili e per il legno di Pesaro, mentre in India sono significativamente aumentate le esportazioni della concia di Arzignano e della metalmeccanica di Lecco 3. Qualche segnale positivo è emerso anche da un altro nuovo mercato, la Russia, che fino al 2008 aveva trainato le vendite estere di molti distretti italiani del sistema moda e del mobile. L export distrettuale diretto nella Federazione Russa, infatti, dopo il crollo maturato nel 2009, è tornato in territorio positivo (+16,6% la variazione tendenziale nel secondo trimestre del 2010). In Russia hanno registrato una crescita sostenuta le vendite dell abbigliamento di Rimini, della metalmeccanica di Lecco, della rubinetteria e pentolame di Lumezzane, delle calzature di Fermo e delle piastrelle di Sassuolo. Sempre su questo mercato, hanno, invece, accusato nuovi cali di export le macchine per l imballaggio di Bologna e alcuni importanti distretti del tessileabbigliamento (Empoli, Schio-Thiene-Valdagno, Carpi e Val Seriana). Tab Evoluzione delle esportazioni dei distretti nei primi 32 sbocchi commerciali (elaborazioni su dati a prezzi correnti) Milioni di Quota % Var. % rispetto al corrispondente periodo dell anno precedente Var. % rispetto al I sem I trim II trim I sem Totale distretti, di cui: ,0-2,7-22,4-0,9 13,8-20,0 Germania ,0-2,5-19,5-2,2 18,7-15,7 Francia ,6-1,6-16,3-2,0 13,6-14,9 Stati Uniti ,2-18,3-30,5-1,0 22,5-24,4 Regno Unito ,0-16,5-25,3 5,6 6,7-28,0 Svizzera ,3 9,5-13,4-3,0 11,2-8,8 Spagna ,1-13,3-29,2-2,5 14,9-31,5 Russia ,6 11,3-39,0-11,4 16,6-37,7 Belgio ,6-1,6-11,5 1,6 12,2-9,4 Paesi Bassi ,6 1,1-19,6-6,3 9,1-19,9 Cina ,1-3,2-3,2 21,9 20,6 22,8 Austria ,1 3,7-19,4-3,5 13,5-17,1 Polonia ,1 5,3-29,5-3,2 3,6-31,6 Grecia ,1-0,8-29,6-13,0-17,7-39,8 Hong Kong 956 1,8-8,2-20,5 28,8 38,7-5,5 Emirati Arabi Uniti 956 1,8 26,0-30,8 15,8 11,4-9,9 Romania 859 1,6-2,7-27,3 0,1 19,7-21,2 Giappone 785 1,5-9,7-18,7-13,7 3,5-25,2 Turchia 686 1,3-10,8-33,4 28,8 34,5-24,0 Portogallo 675 1,3-4,3-17,0 1,8 11,6-14,7 Svezia 548 1,1-8,5-26,2 4,1 26,6-22,0 Canada 521 1,0-6,7-20,5 12,8 24,6-8,7 Repubblica Ceca 517 1,0 3,8-27,1 0,8 19,5-22,3 Australia 472 0,9-2,5-27,7 16,8 30,1-28,7 Danimarca 459 0,9-7,4-29,9-4,8 12,4-32,5 Tunisia 420 0,8 5,8-8,3 1,8 6,2-4,1 Ungheria 407 0,8-17,4-23,9-12,1 11,3-27,6 Ucraina 399 0,8 6,1-42,4-16,3-4,1-47,8 Arabia Saudita 376 0,7 10,3-17,6-7,3 2,2-16,4 India 371 0,7 19,7-13,9 51,8 42,1 6,2 Croazia 369 0,7-7,6-22,8-18,3-19,2-37,9 Corea del Sud 359 0,7-13,6-19,4 19,6 22,3-21,6 Brasile 335 0,6 13,6-15,9 30,0 42,8 2,8 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat I distretti hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti sul mercato cinese (Cina e Hong Kong). Bene, in particolare, i poli conciari e della pelle (Arzignano, Santa Croce sull Arno, Solofra, Polo 3 Al mercato indiano e alle sue potenzialità, presenti e future, è dedicato un approfondimento di questo Rapporto (cap. 4). Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 13

15 fiorentino), le macchine tessili di Biella, le macchine tessili e per materie plastiche di Brescia e gli orafi di Vicenza e Arezzo. Sono tornati in territorio positivo anche molti tra i più importanti mercati tradizionali. L unica eccezione è la Grecia, le cui importazioni sono state colpite dalla pesante crisi finanziaria che ha investito il paese. Tra i mercati avanzati va segnalata l inversione di tendenza maturata negli Stati Uniti, dove sono tornati a crescere alcuni importanti poli distrettuali italiani. Tra questi l occhialeria di Belluno, la rubinetteria e pentolame di Lumezzane, gli orafi di Vicenza, Arezzo e Valenza, le piastrelle di Sassuolo, la concia di Arzignano, il Polo fiorentino della pelle e i vini di Langhe, Roero e Monferrato. Su questo mercato le imprese italiane hanno saputo sfruttare condizioni valutarie almeno temporaneamente favorevoli. Tra i mercati tradizionali più importanti si sono portati in territorio positivo anche la Germania, la Francia e il Regno Unito. In Germania hanno mostrato buoni segnali di recupero diversi distretti della filiera metalmeccanica (metalli di Brescia, Rubinetteria e pentolame di Lumezzane, metalmeccanica di Lecco, lavorazione di metalli della Valle dell'arno), la concia di Arzignano e il tessile di Prato. Sempre su questo mercato il mobile del Livenza e Quartiere del Piave e le piastrelle di Sassuolo hanno interamente recuperato il calo subito lo scorso anno, riportandosi sopra i valori toccati nella prima parte del Sono, invece, rimasti in territorio negativo, pur attenuando il calo dei trimestri precedenti, le macchine tessili e per le materie plastiche di Bergamo, gli elettrodomestici dell Inox valley, il serico di Como, il tessile-abbigliamento di Treviso, il calzaturiero di Fermo e le sedie e tavoli di Manzano. In Francia alcuni distretti della filiera dei metalli e del sistema casa (metalli di Brescia, piastrelle di Sassuolo, cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano, rubinetti e pentolame di Lumezzane) hanno mostrato segnali di recupero, mentre, soprattutto i distretti del sistema moda, attivati anche dalle grandi case di moda internazionali, hanno ripianato le perdite dello scorso anno, superando i valori raggiunti nei primi sei mesi del 2008 (oreficeria di Arezzo, tessile di Prato, calzature di Lucca e del Brenta, occhialeria di Belluno). Su questo mercato, tuttavia, alcuni distretti hanno continuato a soffrire, accusando nuovi forti cali delle esportazioni (tessile e abbigliamento di Treviso e macchine tessili e per le materie plastiche di Bergamo). Nel Regno Unito, va segnalata l inversione di tendenza delle vendite di cappe aspiranti e degli elettrodomestici di Fabriano, che, dopo il crollo degli anni scorsi, sono tornate a crescere. In recupero anche i metalli di Brescia, la termomeccanica scaligera, il Polo fiorentino della pelle e il mobile del Livenza e Quartiere del Piave, che, tuttavia, sono rimasti lontani dai livelli registrati nel Grazie a un buon primo semestre del 2010, hanno, invece, ampiamente recuperato il calo del 2009, l occhialeria di Belluno e la concia e le calzature di Santa Croce sull Arno. Anche sul mercato inglese, tuttavia, alcuni distretti sono rimasti in territorio negativo. Tra questi tre poli alimentari (le conserve di Nocera Inferiore, i vini di Langhe, Roero e Monferrato e il vino veronese) e gli elettrodomestici dell Inox valley. In questo contesto di quasi generalizzato miglioramento, i nuovi mercati hanno registrato un recupero di poco più intenso rispetto agli sbocchi commerciali avanzati (+15% tendenziale nel secondo trimestre 2010 vs. +13%). I mercati emergenti, inoltre, già nel primo trimestre di quest anno si erano portati, seppur di poco, in territorio positivo, risultando in calo per un periodo più breve (dal quarto trimestre del 2008 al quarto del 2009) rispetto ai mercati maturi. In questi ultimi, al contrario, la crisi dei distretti è stata più lunga: è iniziata già sul finire del 2007 ed è terminata solo nella primavera dell anno in corso. I distretti dimostrano pertanto di saper cogliere le maggiori opportunità di crescita offerte dai mercati emergenti, che sono caratterizzati da una elevata dinamicità della domanda. 14 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

16 Fig Export dei distretti verso nuovi mercati e mercati maturi a confronto (var. % tendenziale) Nuovi mercati Mercati maturi I 07 II 07 III 07 IV 07 I 08 II 08 III 08 IV 08 I 09 II 09 III 09 IV 09 I 10 II 10 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat 1.3 Le regioni italiane Tutte le regioni ad alta intensità distrettuale hanno registrato un aumento delle esportazioni dei loro distretti industriali. Il miglioramento è stato più marcato in alcune regioni che avevano sofferto maggiormente nel 2009 (Marche e Lombardia) e in Toscana, dove, come si è visto, i più importanti poli del sistema moda sono tornati a crescere a ritmi sostenuti (Tab. 1.3). Nelle Marche tutti i distretti regionali si sono portati in territorio positivo, compresi i principali poli della regione: le calzature di Fermo e le cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano. In Lombardia si sono messi in luce i metalli di Brescia, la rubinetteria e pentolame di Lumezzane, la gomma del Sebino Bergamasco e la meccanica strumentale di Varese. Con l eccezione delle calzature di Vigevano e della metalmeccanica del Basso Mantovano, sono emersi segnali di recupero anche negli altri poli ad alta specializzazione della regione. Tab Evoluzione e composizione delle esportazioni dei distretti per ripartizione geografica (elab. su dati a prezzi correnti) Var. % rispetto al corrispondente periodo dell anno precedente Var. % rispetto al I sem milioni di comp. % I trim II trim I sem Nord ovest, di cui: ,7-0,5-27,2 1,3 16,4-23,8 Lombardia ,6 1,5-29,1-0,3 16,0-26,3 Piemonte ,0-6,7-19,2 7,4 18,2-13,9 Nord est, di cui: ,6-1,3-19,6-3,7 10,0-19,1 Emilia-Romagna ,2 3,3-17,9-6,4 4,4-19,9 Friuli-Venezia Giulia ,8-7,9-23,5-7,6 2,6-30,0 Veneto ,5-2,8-20,1-1,9 14,0-17,5 Centro, di cui: ,0-9,9-21,9 3,3 21,7-15,1 Marche ,4-17,9-29,3-10,7 24,3-29,8 Toscana ,4-5,2-18,0 10,2 20,9-7,0 Sud, di cui: ,7-1,9-15,5-4,5 2,8-17,0 Abruzzo 548 1,1-3,8-24,7-15,0-0,9-30,2 Campania ,9 10,3-5,2-3,2 2,6-3,1 Puglia 697 1,3-13,3-26,3 4,7 8,1-25,4 Totale distretti ,0-2,7-22,4-0,9 13,8-20,0 Nota: per il 2010 i dati sono provvisori. Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Un buon recupero è stato espresso anche dal Piemonte e dal Veneto, che hanno registrato una crescita a due cifre. In Piemonte tutti i distretti si sono portati in territorio positivo, con performance brillanti dell orafo di Valenza che ha beneficiato anche degli elevati prezzi raggiunti dall oro. Tra i principali poli della regione buoni risultati sono stati conseguiti anche dal tessile di Biella e dalla rubinetteria di Cusio-Valsesia. Nel Veneto un contributo importante alla crescita dei distretti è venuto da tre importanti poli del sistema moda (la concia di Arzignano, l oreficeria di Vicenza e Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 15

17 l occhialeria di Belluno) e dalla termomeccanica scaligera. Hanno ritrovato un buon ritmo di crescita anche altre aree ad alta specializzazione nel sistema moda: le calzature del Brenta, la calzatura sportiva di Montebelluna e il tessile-abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno. Tra i distretti più brillanti, spiccano le materie plastiche di Treviso, Vicenza, Padova, in crescita ormai per il terzo trimestre consecutivo. E proseguito, invece, il momento difficile per il grafico veronese e il tessile e abbigliamento di Treviso. Nel processo di uscita dalla crisi, appare in ritardo l Emilia Romagna, che ha risentito delle difficoltà incontrate da alcune importanti aree della regione (su tutti la maglieria e abbigliamento di Carpi), che hanno quasi annullato i buoni risultati conseguiti da diversi distretti regionali (tra questi le piastrelle di Sassuolo, l abbigliamento di Rimini, l alimentare di Parma). Non è ancora ripartito, inoltre, il polo delle macchine per l imballaggio di Bologna, che, pur soffrendo, meglio di altri si era difeso nella fase più acuta della crisi. Stentano anche altre importanti regioni italiane, che mostrano un aumento dei valori esportati solo lievemente positivo (Friuli Venezia Giulia e Campania) o addirittura negativo (Abruzzo). L export distrettuale del Friuli Venezia Giulia ha continuato a risentire delle difficoltà incontrate da due tra i più importanti poli della regione, le sedie e i tavoli di Manzano e l Inox valley (provincia di Pordenone), che sono rimasti in territorio negativo e hanno quasi annullato i progressi fatti segnare dal prosciutto di San Daniele, dai coltelli e forbici di Maniago e dal mobile del Livenza. La debolezza delle esportazioni della Campania è, invece, da attribuire all arretramento subito dalle conserve di Nocera Inferiore (ha pesato il calo dei prezzi dei derivati di pomodoro), tra i distretti migliori nel periodo più acuto della crisi. Hanno ottenuto buone performance, infatti, i poli del sistema moda della regione, dalla concia di Solofra alle calzature napoletane, all abbigliamento del Napoletano. In Abruzzo, infine, tre dei quattro distretti della regione hanno registrato un calo tendenziale delle esportazioni (abbigliamento Sud Abruzzese, pasta di Fara San Martino, mobilio abruzzese). Dopo il drammatico crollo del 2009, ha invece mostrato primi segnali di recupero l abbigliamento Nord Abruzzese. Nonostante i segnali di miglioramento emersi nel secondo trimestre dell anno in corso, gran parte delle regioni sono rimaste molto lontane dai livelli toccati nella prima parte del Solo i distretti della Campania, infatti, nei primi sei mesi del 2010 hanno registrato livelli di export di poco inferiori a quelli toccati nella prima parte del 2008 (la differenza si ferma al -3,1%; Tab. 1.3), grazie alla tenuta (nel 2009) delle conserve di Nocera Inferiore e della concia di Solofra (che però nel 2008 aveva subito un forte calo). Tra le altre regioni, la Toscana è la migliore con una perdita dei valori esportati che si è fermata al 7%. Il calo si amplia passando ai distretti del Piemonte (-13,9%), del Veneto (-17,5%) e dell Emilia Romagna (-19,9%, in linea con la media nazionale), fino al -30% circa dei poli distrettuali delle Marche, del Friuli Venezia Giulia e dell Abruzzo. Il recupero del terreno perso nel corso del 2009 è pertanto parziale e lascia molti poli con un eccesso di capacità produttiva inutilizzata, mettendo sotto pressione l equilibrio economico-finanziario di non poche imprese e rendendo probabile un intenso processo di selezione e snellimento del tessuto produttivo. 1.4 La dispersione dei risultati In questo paragrafo l analisi dell evoluzione dei distretti viene realizzata per filiera produttiva e per sbocco commerciale. L obiettivo è quello di studiare come e con quale velocità i diversi distretti e, in ultima analisi, le imprese si stanno lasciando alle spalle la crisi del biennio Ciò consente, ad esempio, di capire quali sono i mercati alla base del recupero più pronunciato di alcuni poli produttivi, individuando, almeno indirettamente, le strategie commerciali delle imprese localizzate in quelle aree. Al contempo, l esame dell andamento geografico dell export dei distretti ancora in difficoltà, consentirà di individuare le lacune e/o i ritardi sul fronte commerciale delle imprese di queste aree. 16 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

18 Tab Andamento dell export dei principali distretti Var. % sul corrispondente periodo dell anno precedente Var. % sul I sem I trim II trim I sem Tessile e abbigliamento Tessile di Prato -8,9-15,2 7,3 11,3-8,3 Tessile-abbigliamento di Schio-Thiene-Valdagno -5,3-26,3-5,0 14,8-23,9 Tessile e abbigliamento di Treviso -0,8-30,0-25,8-24,5-41,4 Seta-Tessile di Como -6,3-22,2 4,2 6,2-21,9 Abbigliamento di Empoli 0,8-19,4-13,3 1,1-25,0 Tessile di Biella -2,0-21,2 0,9 12,3-17,4 Maglieria e abbigliamento di Carpi 10,9-7,0-29,9-39,0-28,8 Tessile e abbigliamento della Val Seriana -17,1-28,1-4,5 13,2-28,6 Abbigliamento-tessile Gallaratese -11,2-17,0 0,2 6,0-13,9 Calzetteria di Castel Goffredo 9,8-8,6 9,7 6,5-6,8 Cuoio, pelletteria e calzature Polo fiorentino della pelle 1,6-18,4 5,0 23,1-8,9 Calzature di Fermo -4,4-22,1-11,4 11,4-23,0 Concia di Arzignano -8,0-21,5 16,4 35,7-10,4 Concia e calz. di Santa Croce S/Arno -12,3-18,9 26,0 40,2-6,2 Calzatura sportiva di Montebelluna 3,8-9,7-9,0 13,1-10,7 Calzature del Brenta -5,5-19,6-3,9 18,5-19,4 Calzatura veronese -11,9-10,8-2,4 7,5-10,8 Accessori moda Occhialeria di Belluno -5,1-13,6 3,2 21,8-5,8 Oreficeria di Vicenza -10,6-27,6 10,6 36,1-10,9 Oreficeria di Arezzo 4,1-21,6 42,1 33,9 9,7 Orafo di Valenza -16,2-31,4 9,4 47,4-15,9 Mobili ed elettrodomestici Mobile del Livenza e Quartiere del Piave 0,0-17,7-0,8 6,5-19,8 Cappe aspiranti ed elettrodomestici di Fabriano -37,8-34,4-21,8 38,2-39,8 Legno-arredo di Brianza 3,0-22,5 4,4 4,9-20,7 Elettrodomestici di Inox valley -4,6-22,1-5,1 9,1-26,7 Sedie e tavoli di Manzano -9,0-23,6-5,8-3,8-29,0 Mobile imbottito della Murgia -16,5-21,5 11,1 1,8-24,5 Cucine di Pesaro -6,2-31,9 3,4 8,1-30,5 Beni per l'edilizia e Manufatti per la Casa Piastrelle di Sassuolo -4,6-20,0 1,7 11,9-18,6 Rubinetti e pentolame di Lumezzane 2,7-29,8-3,8 20,8-26,8 Rubinetteria e valvolame del Cusio-Valsesia -6,0-23,2 12,1 14,3-19,8 Meccanica e lavorezione dei metalli Metalli di Brescia 9,1-45,1 0,7 38,4-38,7 Macchine per l'imballaggio di Bologna 7,2-13,5-5,2-0,9-15,8 Meccanica strumentale di Vicenza 2,6-23,5-19,3-0,6-29,9 Termomeccanica scaligera 4,5-22,4-3,4 33,3-15,5 Metalmeccanica di Lecco 3,9-26,6-5,3 5,0-30,5 Meccanica Strumentale di Varese 2,6-31,5-10,4 20,1-26,7 Macch. tessili e per mat.plast. di Bergamo -8,2-19,0-4,1 17,7-10,8 Macch. tessili e per mat.plast. di Brescia -5,6-28,6-0,8 16,4-27,6 Metalmeccanico del Basso Mantovano 22,1-31,8-3,8-13,7-24,8 Macchine agric. di Reggio/Modena 25,5-38,7-21,0 13,5-41,6 Alimentari Conserve di Nocera Inferiore 21,3 1,5-10,3-6,9 0,8 Vini di Langhe, Roero e Monferrato 3,3 2,7 11,8 0,1 5,3 Vino Veronese 5,3-2,7 15,9 4,3 0,6 Alimentare di Parma -5,5 6,4 31,9 22,6 15,4 Totale 104 distretti -2,7-22,4-0,9 13,8-20,0 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 17

19 1.4.1 La Metalmeccanica Dopo un avvio di 2010 solo in debole ripresa, l export distrettuale della meccanica italiana ha mostrato segnali di accelerazione nel secondo trimestre dell anno. In tutti i distretti osserviamo un miglioramento dell evoluzione delle esportazioni, fatta eccezione per il metalmeccanico del Basso Mantovano e la food machinery di Parma, che hanno mostrato un leggero rallentamento rispetto al primo trimestre Cresce inoltre il numero di distretti che ha chiuso il secondo trimestre in territorio positivo, rispetto ai primi tre mesi del 2010 (da 5 a 13). Si tratta dei ciclomotori di Bologna (+14,1% la variazione tendenziale nel periodo aprile-giugno 2010), della termomeccanica scaligera (+33,3%), dei frigoriferi industriali di Casale Monferrato (+22,2%), delle macchine tessili e per le materie plastiche di Bergamo (+17,7%) e di Brescia (+16,4%), delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia (+13,5%), delle macchine per la filiera della pelle di Vigevano (+31,1%), delle macchine tessili e per il legno di Rimini (+29,8%), delle macchine tessili di Biella (+251%), delle macchine utensili e per il legno di Pesaro (+66,7%), della meccanica strumentale di Varese (20,1%), della metalmeccanica di Lecco (+5%) e dei metalli di Brescia (38,4%). Nonostante gli indubbi segnali confortanti provenienti dai mercati esteri, i livelli sui quali gli scambi con l estero si sono attestati rimangono su valori ancora depressi e lontani dai numeri antecedenti la crisi. A mostrare l accelerazione più intensa rispetto al primo trimestre, sono i distretti della termomeccanica scaligera e i metalli di Brescia che hanno registrato tassi di crescita rilevanti (superiori al 30%), anche se ancora non sufficienti per compensare le perdite subite nel Il miglioramento è generalizzato nel distretto veneto che nel secondo trimestre ha evidenziato una buona performance su tutti i principali mercati di sbocco, con variazioni a due cifre delle esportazioni. Tab Export della termomeccanica scaligera (var. % su valori nominali del periodo precedente, salvo div. indicazione) Milioni di euro Comp.% Var.% sul corrisp. periodo dell'anno preced. Contributo alla var. % Gen-Giu 2010 Apr-Giu Gen-Giu 2010 Apr-Giu 2010 Totale, di cui: 907,8 100,0-22,4 13,5 33,3-22,4 13,5 33,3 Germania 143,5 15,8-11,0-3,5 18,3-1,5-0,6 3,0 Francia 86,5 9,5-15,8 19,0 36,1-1,4 1,8 3,3 Spagna 85,9 9,5-26,4 21,0 36,5-2,6 2,0 3,2 Regno Unito 82,6 9,1-17,4 21,0 39,2-1,5 2,0 3,9 Cina 42,1 4,6 37,3 23,9 45,1 1,0 1,0 2,1 Russia 29,8 3,3-46,4 16,5 52,3-2,2 0,5 1,7 Svizzera 25,2 2,8-33,8 44,7 50,4-1,1 1,1 1,4 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Hanno mostrato una crescita sostenuta anche le macchine tessili di Biella e le macchine utensili e per il legno di Pesaro le cui esportazioni verso il Brasile contribuiscono significativamente alla buona performance dell area. Il distretto biellese è tra i 15 poli (su un totale di 104) che sono riusciti addirittura a compensare le perdite subite nel Al contrario, il distretto marchigiano, nonostante il recupero, mostra un notevole ritardo, attestandosi su valori inferiori del 48% a quelli antecedenti la crisi. Si osservano buoni risultati anche nel distretto della meccanica strumentale di Varese, il cui export è stato sostenuto dalla Germania, dagli Stati Uniti e, soprattutto, dal mercato indiano (Tab. 1.6). Al contrario ha mostrato una battuta d arresto lo scambio commerciale verso la Cina, che però aveva registrato una chiusura positiva nel 2009 (19,5%). 18 Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche

20 Tab Export della meccanica strumentale di Varese (var. % su valori nominali del periodo precedente, salvo div. indicazione) Milioni di euro Comp.% Var.% sul corrisp. periodo dell'anno preced. Contributo alla var. % Gen-Giu 2010 Apr-Giu Gen-Giu 2010 Apr-Giu 2010 Totale, di cui: 660,1 100,0-31,5 4,9 20,1-31,5 4,9 20,1 Germania 51,9 7,9-31,4-8,0 17,1-2,5-0,7 1,3 Cina 50,1 7,6 19,5-25,0-28,3 0,8-2,3-3,6 Francia 48,8 7,4-30,6 7,0 9,1-2,2 0,6 0,8 Russia 33,1 5,0-57,6 6,7-37,6-4,7 0,3-1,1 India 32,4 4,9-19,3 218,5 153,6-0,8 6,7 4,2 Spagna 30,6 4,6-31,7-27,1 10,0-1,5-1,4 0,4 Stati Uniti 30,3 4,6-40,6 13,2 51,0-2,2 0,6 2,7 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Sebbene abbiano mostrato segnali di miglioramento, le esportazioni della meccanica strumentale di Vicenza hanno chiuso anche nel secondo trimestre in territorio negativo, a causa soprattutto di performance poco positive verso Germania e Israele, rispettivamente primo e sesto mercato di riferimento (Tab. 1.7). Ha registrato un balzo, invece, l export del polo diretto in Cina. Tab Export della meccanica strumentale di Vicenza (var. % su valori nominali del periodo precedente, salvo div. indicazione) Milioni di euro Comp.% Var.% sul corrisp. periodo dell'anno preced. Contributo alla var. % Gen-Giu 2010 Apr-Giu Gen-Giu 2010 Apr-Giu 2010 Totale, di cui: 932,2 100,0-23,5-9,9-0,6-23,5-9,9-0,6 Germania 80,8 8,7-24,6-23,4-18,9-2,2-2,4-2,1 Francia 56,8 6,1-30,6-13,7 1,1-2,1-1,0 0,1 Cina 53,0 5,7-16,5 11,6 81,5-0,9 0,6 3,1 Stati Uniti 51,6 5,5-29,9 7,1 47,6-1,8 0,3 2,0 Russia 48,6 5,2-41,2-14,5 6,6-2,8-0,7 0,3 Israele 41,2 4,4 399,0-92,8-94,3 2,7-6,7-5,7 India 36,7 3,9-18,4-1,2-14,6-0,7 0,0-0,6 Fonte: elaborazioni Intesa Sanpaolo su dati Istat Sono cresciuti, con tassi tendenziali intorno al 17%, i distretti delle macchine tessili e materie plastiche di Bergamo e di Brescia, trainati soprattutto dai mercati emergenti. In particolare, nel distretto bresciano a contribuire in maniera più sensibile alla ripresa sono state le esportazioni verso i mercati cinese, turco e brasiliano. Si è osservato un discreto recupero delle esportazioni del distretto delle macchine agricole di Modena e Reggio Emilia, che ha però chiuso il primo semestre ancora in territorio negativo. Il sistema locale sconta la difficoltà di recupero della domanda statunitense, che rappresenta il primo mercato di destinazione delle macchine agricole italiane. Da segnalare invece il buon andamento sui mercati marocchino e sudafricano. Hanno chiuso in territorio negativo, mostrando però un attenuazione del calo le macchine da imballaggio di Bologna che hanno sofferto soprattutto sui mercati tedesco e russo, rispettivamente primo e sesto sbocco commerciale. Il distretto nel primo semestre ha registrato un lieve calo, pari a circa il 3% tendenziale. Il dato deve essere però letto alla luce del fatto che nel 2009, grazie ad una clientela meno soggetta all andamento del ciclo (appartenente ai settori alimentare e farmaceutico), il distretto aveva avuto un calo più contenuto rispetto agli altri comparti della meccanica. Un discorso analogo può essere fatto per la food machinery di Parma, che dopo avere contenuto le perdite nel 2009, nel corso del 2010 ha mostrato segnali di ripresa più altalenanti e volatili, registrando i cali più sostenuti in Cina, Stati Uniti e Spagna. E rimasto in territorio negativo la metalmeccanica del Basso Mantovano, che ha chiuso il secondo trimestre con un calo del 14%, dopo aver chiuso il 2009 con un -32%. A contribuire negativamente è stato soprattutto il crollo della domanda cinese, che non è stato controbilanciato dal buon andamento in Germania, primo mercato di riferimento. Il trend di Intesa Sanpaolo Servizio Studi e Ricerche 19

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