CRIF RATING METHODOLOGY. Emittenti Corporate. Febbraio Emittenti Corporate. È vietata la riproduzione. Pag. 1 di 11 CRIF Rating Methodology

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1 CRIF RATING METHODOLOGY Febbraio 2014 È vietata la riproduzione. Pag. 1 di 11

2 Sommario 1 IL RATING CRIF: DEFINIZIONI SCALA DI RATING IL PROCESSO DI ATTRIBUZIONE DEL RATING METODOLOGIA E RATING CRITERIA Rating Criteria Delibera del Rating COMUNICAZIONE DEI RATING MONITORAGGIO DEI RATING Attività di sorveglianza È vietata la riproduzione. Pag. 2 di 11

3 1 IL RATING CRIF: DEFINIZIONI Rating Per Rating s intende un parere relativo del merito creditizio, inclusa la valutazione dell affidabilità creditizia o giudizio sul merito di credito futuro (in termini relativi) emesso da CRIF in relazione ad un entità, un impegno di credito, un titolo di debito o un obbligazione finanziaria assimilabile, utilizzando un sistema di classificazione in categorie di rating stabilito e definito. Rating di Emissione Esso esprime l opinione di CRIF sulla probabilità che il titolo emesso o da emettersi sia integralmente e puntualmente rimborsato a scadenza. Rating di Controparte Il rating esprime l opinione di CRIF sulla capacità del soggetto di onorare pienamente ed in modo puntuale le proprie obbligazioni finanziarie nel medio periodo. La valutazione verte sulla capacità del debitore di ripagare le proprie obbligazioni in generale e non su una in particolare. Pertanto, eventuali garanzie o differenti gradi di subordinazione non vengono presi in considerazione. Rating Solicited Il rating solicited è una valutazione emessa su richiesta dell entità valutata. Il rating solicited è pagato dall Entità Valutata o dal soggetto che la rappresenta. Rating Solicited Privato monitorato Il rating solicited privato è una valutazione emessa su richiesta dell Entità Valutata ed è oggetto di monitoraggio continuativo. Esso è fornito solo a quest ultima in qualità di Utente. Il destinatario del Rating Solicited Privato può condividerlo con un numero limitato di terzi e su base strettamente confidenziale (a condizione che tale divulgazione non corrisponda a una divulgazione al pubblico o alla distribuzione previo abbonamento) per garantire che il Rating Solicited Privato non venga divulgato ulteriormente. Rating Solicited Privato non monitorato Il rating solicited privato non monitorato è una valutazione emessa su richiesta dell Entità Valutata e fornito solo a quest ultima in qualità di Utente. Il Rating Solicited Privato non È vietata la riproduzione. Pag. 3 di 11

4 monitorato perde la sua validità nel momento successivo rispetto a quello in cui viene fornito al destinatario. Rating Unsolicited Il rating unsolicited è una valutazione avviata non su richiesta dell entità valutata o di un soggetto che la rappresenta. Può essere avviata da soggetti terzi, e come tale l Agenzia può riceverne un compenso, oppure può essere iniziato dall Agenzia di propria iniziativa per esigenze di copertura del mercato. Tale rating può essere o meno reso pubblico sempre su decisione dell Agenzia. Crif Business Default Index (CBDI) Il Crif Business Default Index è la valutazione di un soggetto ottenuta tramite l applicazione di modelli quantitativi. Rating deliberato Il rating deliberato è un rating approvato dall organo deliberante di CRIF previsto dalla normativa interna. Rating ufficiale Il rating ufficiale è un rating che ha le seguenti caratteristiche: è deliberato e non è stato oggetto di contestazione da parte del soggetto valutato nei tempi e modi previsti; non è stato ritirato. Rating action Azione con cui CRIF segnala una modifica, effettiva o potenziale, di un rating. Rating Outlook L outlook è un parere relativo alla probabile evoluzione del rating nel medio termine che incorpora eventi potenziali e/o trend attesi che alla data non si configurano come certi. Tale parere può accompagnare il rating sia in caso di prima emissione che a fronte di un riesame. L outlook può essere: POSITIVO nel caso in cui l effetto previsto sul rating sia migliorativo NEGATIVO nel caso in cui sia peggiorativo IN EVOLUZIONE nel caso in cui non sia possibile stabilire ex ante l effetto complessivo STABILE nel caso in cui non si preveda una modifica del rating. È vietata la riproduzione. Pag. 4 di 11

5 Rating revisionato La revisione del rating e/o dell outlook si ha quando, a seguito del riesame formale del merito di credito dell impresa, CRIF aggiorna il rating e/o l outlook attribuito in precedenza. Rating ritirato Il rating ritirato è un rating non più valido. Il ritiro del rating può avvenire per una delle seguenti motivazioni: Cessazione dell attività da parte dell azienda; Azienda in default; Indisponibilità di informazioni aggiornate sull azienda; Mancanza di interesse da parte del mercato (es. quando il monitoraggio del rating non è più richiesto da alcun utente); Decisione autonoma di CRIF (es. sopravvenuto conflitto di interessi verso l azienda valutata); Scadenza o annullamento del programma del Titolo. Creditwatch Un rating viene posto in CreditWatch qualora emergano circostanze potenzialmente impattanti sulla valutazione, sulle quali è necessario effettuare approfondimenti; ciò rende probabile, ma non certa, una sua revisione. In particolare, un CreditWatch può verificarsi: 1. qualora CRIF venga a conoscenza di eventi inattesi o verifichi evoluzioni discordanti rispetto alle sue previsioni; 2. qualora CRIF sia consapevole di un cambiamento sostanziale nel merito di credito della controparte o dell emissione tale da far ritenere probabile un cambiamento del rating nel breve termine ma non sia ancora possibile determinarne l entità; 3. qualora vi sia una revisione dei criteri e/o delle metodologie di attribuzione del rating, con impatti rilevanti sul rating già attribuito. Il CreditWatch può essere positivo nel caso in cui l effetto previsto sul rating sia migliorativo, negativo nel caso in cui sia peggiorativo, in evoluzione nel caso in cui non sia possibile stabilire ex ante l effetto complessivo. L inserimento in CreditWatch è uno stato temporaneo che non annulla la validità del rating e che, deve risolversi, di norma, entro tre mesi dalla Rating Action. Il CreditWatch può comportare una modifica del rating o una sua conferma. La modifica del rating, comunque, non richiede necessariamente un suo preventivo inserimento in CreditWatch. È vietata la riproduzione. Pag. 5 di 11

6 2 SCALA DI RATING La scala di rating CRIF si compone di 17 classi di rischio, da AAA a CCC, che progressivamente indicano una crescente rischiosità dei soggetti valutati. A queste si aggiungono le classi D1 e D2 riferite alle imprese già in default. Il significato delle classi di rating CRIF è sintetizzato nella tabella seguente. CLASSE DI RATING MODIFIER RISK ASSESSMENT AAA AAA Impresa stabile caratterizzata da un'eccellente situazione di equilibrio finanziario. Il rischio di default è estremamente basso AA A BBB BB B AA+ AA AA- A+ A A- BBB+ BBB BBB- BB+ BB BB- B+ B B- Impresa caratterizzata da una solida capacità di rimborso. Il rischio di default è molto basso Impresa caratterizzata da un'elevata capacità di rimborso del debito, ma influenzabile da avverse situazioni economiche e finanziarie. Il rischio di default è basso Impresa caratterizzata da un'adeguata capacità di rimborsare il debito. Il rischio di default è contenuto benché legato agli andamenti di mercato Impresa caratterizzata da elementi di rischio di business e/o finanziari che la espongono a condizioni economiche o di mercato maggiormente avverse rispetto all'investment grade. Il rischio di default rimane comunque accettabile Impresa che rileva una struttura finanziaria vulnerabile. Il rischio di default è significativamente influenzato da avverse condizioni economiche e finanziarie CCC CCC Impresa caratterizzata da carenze rilevanti sotto il profilo finanziario, molto vulnerabile e dipendente prevalentemente dalle condizioni del contesto economico finanziario. Il rischio di default è significativo D D1 D2 Presenza di informazioni pubbliche che evidenziano insolvenze e/o crediti allo stato inadempiuti Presenza di procedura concorsuale o pregiudizievole per uno stato di insolvenza conclamato o temporaneo del soggetto È vietata la riproduzione. Pag. 6 di 11

7 Il default D1 può essere di natura selettiva qualora l inadempimento riguardi solo specifiche obbligazioni e CRIF non ritenga che tale situazione si estenda alla maggioranza/totalità delle obbligazioni. In questo caso il rating è indicato con D1S. 3 IL PROCESSO DI ATTRIBUZIONE DEL RATING Il processo di attribuzione del rating avviene all interno del Dipartimento di Rating a fronte di una richiesta ricevuta da un cliente (diverso dall entità valutata nel caso dei rating unsolicited, la stessa entità valutata nel caso di rating solicited). Il percorso di valutazione di un impresa è costituito dai seguenti momenti principali: 1. Verifica della possibilità di emettere un rating sulla controparte; 2. Acquisizione dei dati e delle informazioni necessarie; 3. Analisi del business risk e del financial risk; 4. Predisposizione da parte di un analista del Corporate Rating Department della Proposta di Rating; 5. Emissione del Rating Deliberato da parte dell Organo Competente. La valutazione è effettuata impiegando informazioni note a CRIF ex ante e, nel caso di rating solicited o unsolicited con interazione, documentazione aggiuntiva fornita dall entità valutata sulla base di una lista di informazioni richieste prima del management meeting. 4 METODOLOGIA E RATING CRITERIA L analisi del merito di credito di un impresa prende in considerazione elementi di inquadramento come il perimetro del gruppo, il tipo di business, gli aspetti generali dell impresa (storia, mission, figure chiave etc.) nonché il rischio finanziario e di business. La valutazione prende in considerazione sia modelli quantitativi che valutazioni qualitative: in particolare, l utilizzo di modelli quantitativi come il CBDI (Crif Business Default Index) permette di formulare una prima valutazione di rischio finanziario sul soggetto analizzato con criteri uniformi e basati su solida evidenza empirica. L insieme degli aspetti quantitativi e qualitativi è anche la base della valutazione dell organo competente che prende in considerazione la proposta di rating e definisce in piena autonomia il rating deliberato. È vietata la riproduzione. Pag. 7 di 11

8 4.1 Rating Criteria In linea generale, l emissione del rating prevede l analisi dei seguenti ambiti: 1. Overview 2. Business Risk 3. Financial Risk Per ognuno di questi è previsto un percorso di valutazione che inizia dall esame della documentazione già a disposizione di CRIF ovvero richiesta all entità valutata e viene completato sia da integrazioni documentarie sia, laddove previsto, da incontri con le figure chiave dell impresa. Il percorso di valutazione inizia con l inquadramento dell impresa e la definizione del perimetri del rating e prevede l analisi dei seguenti aspetti: 1. mission aziendale in termini di principali prodotti e servizi offerti e strategia; 2. storia dell impresa e sua evoluzione ed i principali eventi avvenuti dalla fondazione; 3. relazione (chi sono le figure chiave di proprietà e management); 4. perimetro di gruppo. L analisi del business comprende: il rischio paese in termini di fattori strutturali e congiunturali, le prospettive ed il potenziale impatto sulle performance del soggetto valutato; il settore di attività dell impresa in termini di prospettive, struttura produttiva e/o distributiva e/o concorrenziale che rappresentano elementi da cui l impresa può difficilmente prescindere; il posizionamento competitivo ed il grado di pressione concorrenziale o di altri attori esterni (clienti, fornitori) nella misura in cui rappresentano un vincolo potenziale alla capacità di generare profitti nel medio termine; le strategie di business in termini di coerenza rispetto al posizionamento dell azienda ed al contesto di mercato nonché la trasparenza con cui sono comunicate internamente ed esternamente. Nel rating solicited o nel rating unsolicited con interazione con l entità valutata l analisi è approfondita tramite il confronto col management aziendale ed integrata da una maggiore valutazione della corporate governance, come espressione della strategia del management e della struttura di controllo. È vietata la riproduzione. Pag. 8 di 11

9 In particolare, l equilibrio della struttura finanziaria, la politica dei dividendi e le strategie di crescita e la capacità dimostrata in passato di condurre l impresa e di affrontare in modo efficace eventuali situazioni di criticità sono fattori chiave per la comprensione della governance. L analisi della struttura di controllo, inoltre, comprende: la natura della proprietà e il suo allineamento con gli obiettivi aziendali di lungo termine, l indipendenza del CDA e la sua capacità di controllare il management, la qualità delle risorse umane e l integrità e l efficacia dei sistemi di pianificazione, audit e di contabilità. Di norma contestualmente all analisi del business, l analista valuta il rischio finanziario al fine di rappresentare l andamento economico, patrimoniale e finanziario della società. Tramite l analisi dettagliata della consistenza e dell andamento dei flussi di cassa, dei principali indici finanziari, delle fonti di liquidità si determina la sostenibilità finanziaria della società e la possibilità di onorare gli impegni futuri. L analisi si conclude con la predisposizione di una proposta di rating che tenga in considerazione sia gli elementi di business che quelli finanziari. Il rating rifletterà in modo conservativo le aspettative dell analista sulla situazione attuale e prospettica dell impresa. 4.2 Delibera del Rating La Proposta di Rating, corredata del Rating Summary con i punti di forza e debolezza sintetizzati nel rating, viene inoltrata dall analista di rating all Organo Competente per l emissione del rating. L Organo Deliberante, sentite le motivazioni dell analista che espone la Proposta di Rating, verifica che tutti gli eventi rilevanti, e le linee guida contenute nei Rating Criteria, siano stati presi in considerazione. Qualora non sia pienamente soddisfatto delle analisi condotte e delle motivazioni proposte, l Organo Deliberante può richiedere un supplemento di indagine su specifici aspetti rilevanti per determinare il merito di credito del soggetto valutato. Una volta che la rappresentazione del soggetto sia chiara e completa, l Organo Deliberante emette il rating in piena autonomia confermando o modificando la proposta di Rating e formulando il Rating Deliberato. Tale rating è immutabile fino all insorgere di nuovi elementi rilevanti per il merito creditizio del soggetto valutato. 5 COMUNICAZIONE DEI RATING CRIF informa tempestivamente l entità valutata prima di emettere il rating e le concede una giornata lavorativa piena per la presa visione del rating stesso, solitamente 8 ore lavorative dall avvenuta ricezione della comunicazione del rating. L entità valutata ha quindi la possibilità di verificare l esattezza dei dati e di segnalare eventuali errori materiali o fatti. È vietata la riproduzione. Pag. 9 di 11

10 Al termine del periodo sopra riportato, se la controparte non ha segnalato all Agenzia errori materiali o fatti, il rating diventa ufficiale. Al contrario, qualora vengano segnalati da parte dell Entità Valutata errori materiali o fatti, l Agenzia provvederà tempestivamente a vagliarli. Ciò si verifica per le prime emissioni, per i successivi aggiornamenti o rating actions e per la classificazione in CreditWatch. Nell ambito dei rating pubblici, CRIF diffonde il rating tramite i mezzi di comunicazione previsti dalla normativa vigente. 6 MONITORAGGIO DEI RATING I rating ufficiali CRIF sono sottoposti a monitoraggio permanente e vengono prontamente aggiornati in presenza di variazioni significative nelle componenti valutate 1. La procedura di riesame del rating può essere attivata: dalla disponibilità di nuovi bilanci o variazioni significative riferite ad altre informazioni, anche ricevute dall entità valutata 2 ; su iniziativa dell analista o delle persone che approvano il rating; per revisione dei criteri, dei modelli o delle ipotesi principali utilizzate. 6.1 Attività di sorveglianza L attività di sorveglianza è condotta in maniera continuativa e riguarda gli aspetti rilevanti ai fini del rating che sono indagati mediante informazioni sia di natura pubblica sia ottenute nella regolare interazione con l entità valutata. A mero titolo di esempio le informazioni pubbliche ricomprendono le notizie di stampa riferite all entità valutata, le informazioni finanziarie a cui è stata data pubblicità mediante canali ufficiali, gli eventi negativi e, nel caso di imprese quotate, l andamento dei prezzi di mercato. Le informazioni pubbliche possono ricomprendere anche notizie non riferite specificatamente all entità valutata ma rilevanti per la sua performance come per esempio particolari andamenti del contesto di mercato e/o regolamentari, piuttosto che eventi sociali o politici riferiti a paesi in cui l entità valutata opera. 1 Ad eccezione dei rating non monitorati, che sono chiaramente identificati come tali. 2 Ad eccezione dei rating Unsolicited senza interazione. È vietata la riproduzione. Pag. 10 di 11

11 Le informazioni di natura privata riguardano eventi, avvenuti o pianificati, riferiti all entità valutata come ad esempio: modifiche della struttura del passivo (ad esempio l emissione, il riacquisto o la trasformazione di titoli di debito o di capitale); operazioni di carattere straordinario (incorporazioni, fusioni, scissioni, acquisti e/o cessioni di rami d azienda o simili); cambiamenti nell assetto proprietario o nella struttura di controllo; modifiche delle strategie di business. Fatti salvi gli obblighi di informativa previsti dalla legge, anche le informazioni contabili e finanziarie non pubbliche, o non ancora rese pubbliche, possono essere elementi rilevanti per verificare la performance dell entità valutata nel corso del tempo. Benché CRIF mantenga un monitoraggio permanente sfruttando i canali informativi di cui dispone, incoraggia i soggetti valutati ad un informativa proattiva e ad un colloquio costante con l Agenzia di Rating. In ogni caso l analista di riferimento contatta periodicamente il soggetto valutato per avere aggiornamenti sull andamento del business, specificatamente sugli aspetti che in fase di valutazione iniziale erano stati individuati come elementi chiave nella determinazione del rating. La sorveglianza del rating può portare ad un CreditWatch o direttamente ad una rating action. Durante il processo di sorveglianza del rating, quindi, l analista che viene a conoscenza di informazioni potenzialmente rating sensitive ne verifica l impatto (ed il timing) sulle valutazioni di financial risk e di business risk. Qualora l impatto in un ottica di medio periodo sia significativo rivede l outlook di conseguenza. L outlook e il credit watch si differenziano in quanto l evento scatenante del credit watch si è concretizzato o si verificherà a breve termine e/o ha un elevata probabilità di impatto sul rating. È vietata la riproduzione. Pag. 11 di 11

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