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1 Registro: PROTOCOLLO I Prot.: [A J del: 26/06/2012 Da: A: Data: Oggetto: Allegati: 22/06/ Opnioni sulla consultazione per il nuovo assetto tariffarlo del S.I.I. Relazione Tariffe idriche AEEG giugno12.pdf Spett. AEEG, con la presente mi permetto di esprime personah valutazioni sui quesiti esposti nel documento consultorio da voi elaborato. Sono riflessioni dettate dalla conoscenza del settore in cui lavoro da oltre 9 anni, e su cui reperisco informazioni anche a livello internazionale. Spero possiate trarre spunti Interessanti, Con i migliori saluti. ~I ~/j~!ilillmli"iijllmiiiiilfiii AEc.l..:i-.::.: AEES PG,OD191971A Marco Del Vicario

2 Registro: PROTOCOLLO ; Prot.: [A l del: 26/06/2012 Considerazioni personali in merito alla consultazione pubblica per l'adozione di provvedimenti tariffari in materia di servizi idrici. ' Il sottoscritto opera all'interno del settore idrico da oltre 9 anni, durante i quali sono state maturate esperienze da libero professionista e da addetto presso due distinti gestori lombardi, operanti in ambiti territoriali differenti sia in termini di tessuto urbanistico, sia orografico, sia di dimensione generale. Le idee maturate in questi anni, a partire da un ambizioso quanto incompleto lavoro precedente ( ), volto a definire un possibile assetto tariffario per l'intero bacino regionale, sono,tuttavia alla base delle considerazioni che mi permetto di formulare nel seguito. Non essendo conoscitore di tutte le tematiche che la consultazione affronta, le mie osservazioni si limiteranno a quegli aspetti che la pratica quotidiana, l'osservazione dell'evoluzione del comparto nei suoi elementi principali, nonché la fonnazlone. in parte anche di carattere regolato'rio, mi hanno permesso di awlcinare con una sufficiente cognizione di causa. In conclusione, mi permetto di inserire la bozza di un testo su cui io ed un collega del settore, titolare di una società di consulenza ambientale, abbiamo iniziato a lavorare in merito ad un protocollo per la tariffazione degli scarichi Qndustriali) le cui caratteristiche non fossero rispettose dei valori limite di emissione nonnati, costituenti la tab. 3, ali. 5, parte III, del D.Lgs. 152/06. Q6 - Q7 - QB: il modello inglese. tipico della filosofia del mondo anglosassone e indicato in modo particolare ave gli operatori sono In gran parte soggetti privati (così come il modello statunitense), mi pare poco applicabile, anche in considerazione dei costi elevati propri della figura del RegolatoreJControliore. Il modello francese è strutturato in modo da coinvolgere molto tutti gli stakeholders, già a livello del singolo cittadino (come pure Il modello olandese), e questo fatto lo rende di difficile applicazione nell'attuale frammentato sistema italiano. Il modello tedesco si sviluppa all'interno di una logica federale a noi lontana. L'esperienza portoghese; tra quelle segnalate, mi pare molto interessante: la presenza di un unico soggetto istituzionale. dotato di elevata massa critica e posto a presidio deu'accesso al credito, costituisce per gli operatori una garanzia per lo sviluppo dell'attività 1, anche se rimane da definire quale ruolo possa assumere nella richiesta di rientro del debito verso un Gestore che sia andato incontro a difficoltà economicofinanziarie per qualsivoglia ragione. Vi è il rischio di generare sussidi territoriali. Sarebbe opportuno ricostruire, a priori, la storia di ogni gestione: non si può imputare il costo di investimento per una certa infrastruttura nell't-esimo ambito a tutti i players quando alcuni di questi, negli anni precedenti, hanno saputo operare oculatamente anche per mezzo di tariffe iocali congruenti con i costi operativi e non a tariffe politiche. Q12: 'ritengo che la risposta debba essere affermativa. E' auspicabile che si promuova un unico modello econometrico per la tariffa del S.LI., in modo da non indurre qualcuno a ipotizzare teorie discriminatorie, e tale da essere sufficientemente elastico da trovare applicazione su tutto il territorio nazionale, pur con le dovute differenze nel paniere dei prezzi. Q14-Q15: mi permetto di dissentire dall'ipotesi esposta al punto 5.20 ("prevedere il riconoscimento degli investimenti ai fini tariffari solo dopo che questi siano stati effettivamente sostenuti e dopo aver verificato la loro pertinenza e coerenza con quanto contenuto nel Piano d'ambito"). Questo principio è coerente con l'idea di disincentivare investimenti superflui, e soprattutto con l'ipotesi di impedire che risorse economiche anticipate a fini di capitalizzazione siano invece utilizzate per mascherare Incapacità gestionali. La sfida che. viceversa, AEEG dovrebbe affrontare, anche a fronte di asimmetrie informative sostanziali all'inizio dì questo percorso, è di riuscire ad avere un quadro realistico delle situazioni contingenti, tale da inibire 1 E' già accaduto (autunno Provincia di Asti) che il mercato finanziario abbia negato l'accesso al credito per investimenti nd settol"e idrico per inadeguatezza dd business pian, ovvero ritenendo che lo sviluppa del pib.1lo tariffario proprio del PiB.1lo d'ambito presentato non fosse in grado di ganmlire la copertura dci costi finanziari.

3 Registro: PROTOCOLLO, Prat.: [A] del: 26/06/2 012 sussidi incrociati. AI contrario, l'esistenza di operatori virtuosi che sono riusciti, nel corso degli anni, a costruire e mantenere un basso livello di indebitamento, tale da non vincolare gu investimenti al credito privato, ma capaci di investire con le risorse economiche accantonate negli esercizi precedentl 2 deve costituire il miglior esempio da seguire, soprattutto se l'obiettivo finale è quello di garantire economicamente l'utente finale. Nell'attuale situazione economica, e dopo aver paventato esigenze di investimento per oltre 65 MLD di Euro, vincolare gli investimenti al capitale proveniente dal mercato finanziario significa ribaltare l'esito referendario, garantendo al privato la remunerazione che gli itauani hanno bocciato. Una seconda considerazione contempla la possibilità, laddove vi fosse una situazione locale che lo consentisse, di studiare soluzioni per la tutela ambientale sfruttando il concetto di WQT (Water Quality Trading): lungo una stessa, significativa, asta fluviale, invece di sostenere costi per la realizzazione di nuovi Impianti di trattamento dei reflui in contesti ave vi siano difficoltà di carattere soclo-economico nell'evoluzione della tariffa, si può pensare di amplificare le prestazioni ambientali di altri impianti oltre la soglia di legge, in modo che il carico inquinante totale nel corso d'acqua sia analogo o comunque Inferiore a quello teorico con il sistema depurativo a regime, trasferendo risorse economiche congruenti dall'ato ave non verrà realizzato l'impianto a quello dove saranno massimizzate le performance. In questo modo, a fronte di una tutela ambientale coerente con i programmi di miglioramento della qualità dei corpi Idrici superficiali dettata dalla Direttiva comunitaria, sarà possibile ridurre il carico economico-finanziario complessivo. Q16: il periodo di riferimento per le revisioni dei parametri economici del MTN era stato fissato' pari a 3 anni. Tale lasso temporale pare coerente con gli obiettivi regolatori (4 anni potrebbero essere troppi alla luce dell'incertezza sul comparto finanziario mondiale, che probabilmente si protrarrà ancora). Q17: il punto fisso che ritengo prioritario è la garanzia della copertura dei costi derivante da tariffa. Un meccanismo di tipo price-cap potrà determinare timori all'inizio della nuova fase regolatoria, perché la maggior parte degli operatori non lo conosce e potrebbe assumerlo come elemento di negatività (in particolare le gestioni che al momento risultano meno efficienti), ma credo sia un percorso obbligato. Inoltre, nota a margine, è opportuno che j gestori possano disporre di una maggiore autonomia decisionale rispetto au'attuale scenario che vede l'aspetto politico preminente sulle logiche industriali. Q18: 4 anni. E' un tempo congruo in riferimento ai parametri europei; può darsi che nel caso italiano esso sia limitato, ma, al CQntempo, deve costituire uno stimolo non solo per lo specifico settore idrico, ma per tutto il comparto pubblico a raggiungere i risultati auspicati nell'ottica della visione comunitaria. Q19: le maggiori difficoltà nella realizzazlone ed applicazione del nuovo metodo si riconducono a tre aspetti: 1) la perdita di peso politico a livello locale nella definizione della tariffa e nella diluizione del potere decisionale nel momento den'aggregazione dei gestori; 2) i ritardi nella stesura di bilanci con separazioni contabili per i vari segmenti della filiera, per non parlare defle aggregazioni stesse di cui sopra, situazione che ha di fatto ingessato sul nascere gli obiettivi della "legge Galli"; l'azione sulla govemance del sistema richiederà parecchia pazienza, con la speranza che l'assetto Muro a regime non sia demandato solamente all'azione politica, ma sia concertato con lo stesso regolatore. Ciò a garanzia che possano realmente essere perseguiti e raggiunti gli obiettivi di tutela del cliente finale; 3) l'asimmetria informativa, da parte di tutte le gestioni, anche da parte di quelle che ad un primo esame potrebbero risutlare esempi di riferimento. 2.Casi oome quello indicato ve ne sono, in Lombardia. Si tratta soprattutto di operatori multiutility. che si sono giovati di promuovere sussidi incrociati tra business con più alta redditivilà rispetto a quello idrico, ma oon il duplice e contnlstante obiettivo di consentire investimenti in tutti i settori (e.e., gas, acqua) a fronlc di tariffe locali sostenibili per la cittadinllllzll

4 Registro: PRO TOCOLLO P t [ A l Rdel: 26/06/2012 I ro.: O~re a quelli elencati, mi preme sottolineare che a differenza dei servizi regolati già in capo all'aeeg, la gestione dei S.I.I. si connota per peculiarità ben radicate nei territori di riferimento: l'estensione territoriale, la morfologia, la densità edilizia nonché la stessa tipologia di edilizia residenziale sono elementi centrali per identificare correttamente i costi operativi. Q20: la Polizia Idraulica dei corpi rdrici, nella più ampia visione che consenta ai Gestori di operare sull'intero cicl.o dene acque sul proprio territorio di riferimento, e sgravando gli enti locali da costi che, diversamente, occuperebbero quasi sempre le ultime voci di bilancio dei Comuni anche quando il rischio idraulico costituisse un elemento cui porre una seria attenzione. I servizi di ingegneria costituiscono un altro segmento cui è necessario porre attenzione per evitare che possano essere generati sussidi incrociati poco coerenti con i costi di progettazione. Alcune della attrvità ricomprese neu'efenco al punto 6.2 del dqcumento consultivo ritengo che debbano far parte delle attività regolate (allacciamenti, metering), mentre altre possono risultarne estranee e produrre rendite. Non credo sia il caso di demonizzare questo aspetto, ma piuttosto di enfatizzare il fatto che i ricavi generati da queste attività oltre una certa soglia (%?) debbano essere indirizzati nel fondo aziendale destinato ai futuri investimenti. Q22: il secondo caso è da preferire per evitare effetti Uprotezionistici" delle M TO nei confronti dei Gestori che devono controllare, Oltre al fatto che si eviterebbe fin dal principio di disporre di datilindlcatori diversi caso per caso, da tramutare poi, con un nuovo lavoro di sintesi, in dati coerenti con cui promuovere il modeho tariffario. 'n riferimento al punto 6.14 del documento consultivo. mi preme sottoporre alla Vostra attenzione il modello che \I sottoscritto avrebbe pensato di sviluppare. Tale impianto tariffario è costituito, con la premessa che sia sempre valido il concetto di mantenere distinti i costi operativi sui tre servizi e quindi elaborando specifici algoritmi econometrici per la tariffazione di acquedotto, fognatura e depurazione, da una matrice di 6 valori: 3 correlati, come detto, con i costi operativi, e 3 specifici relativi alle quote necessarie per gli investimenti nei tre distinti settori. Un modello tariffario, quindi, che separi a monte i costi operativi da quelli finanziari. Permette, a fronte di un processo di massima trasparenza verso gli organi di controllo (c.c. dedicati e separati per i costi correnti - esercizio e per l'accantonamento delle quote a capitalizzazione - investimento) cui l'aeeg possa accedere in visione in ogni momento per accertare che non vi siano stati trasferimenti contabili tra i vari servizi. Sarebbe un modello di regolazione impegnativo per "Autorità, ma garantirebbe a monte la massima trasparenza e annullerebbe molte asimmetrie Informative che, diversamente, sarebbe difficile reperire in altro modo. In questo modo, tornando al commento dei quesiti Q14- Q15, sarebbe possibile confermare la possibilità di continuare a introitare ricavi utili per investimenti futuri, con l'idea che tali accantonamenti siano fiscalmente e realmente deducibili. In questo modo sarebbe Possibile generare un ciclo virtuoso che porti nel giro di alcuni anni I Gestori a disporre di risorse economiche autonome con cui effettuare gli investimenti, sgravando il comparto dalla finan~a privata. E' necessario, tuttavia, che tale processo sia agevolato da condizioni fiscali adeguate. che oggi non sono disponibili. Di contro è lecito supporre che i mancati investimenti nel settore in questi ultimi decenni. e causati soprattutto da incertezza legislativa, abbiano procurato mancati introiti fiscali che questo modello potrebbe sbloccare. Infine. indispensabile, è definire nel dettaglio 1\ perimetro degli elementi che possono assumersi a capitalizzazione e quali no, in modo da Impedire sussidi tra la componente operativa e quella finanziaria dei costi. Q2B: si, non sarebbe lecito il contrario. Tale obiettivo potrebbe avere un orizzonte ragionevole nell'arco di 3 anni di periodo transitorio. In questo periodo dovrà essere messa mano alla govemance in modo da istituire un unico gestqre per ciascun ATO. /I Regolatore, interloquendo con l'attuale massa di soggetti gestori, non può avere II controllo della contabilità di ciascuno, stilata con logiche diverse. Già 1/ fatto di concentrare il numero di soggetti è un primo passo verso la conoscenza di costi operativi plausibili.

5 Registro: PROTOCOLLO I Prot.: [A l del: 26/06/2012 Q30: l'esistenza di più soggetti nello stesso Ambito contiene in sé asimmetrie informative. Q31: le perequazioni possono essere transitoriamente gestite dalle AATO ma sotto la supervisione dell' AEEG. Q32: la difesa idraulica è un tipico costo di valenza sovra-ambito, sempre che si ritenga di attribuire tale attività all'interno del Q33: se ambito per ambito si determinassero le curve di costo (per ciascuno dei tre servizi) partendo dal concetto di costo marginale, sarebbe possibile. individuare per ciascun gestore una VRG che coprisse un'aliquota dei volumi immessi e non conturati, in modo da fissare a monte una logica di tipo price-cap che coinvolga il gestore a limitare le perdite. Tuttavia, è il caso di ripeter/o, tale esercizio è di difficile esecuzione in presenza di forti aslmmetrie informative. Q34: la frammentazione e la tipicità delle singole gestioni fanno si che l'individuaiione di variabili esogene debba essere ricercata effettuando benchmarking con i principali indiqatori adottati a livello internazionale (AVI/INA i più utilizzati, ma in contesti anche molto differenti darnostri, e quindi da valutare caso per caso la loro applicabilità da noi). Q46: la risposta al risultato referendario è contenuta nel modello appena illust~to. E' pacifico che al momento vi siano molti Investimenti consentiti dal capitale privato che d~bbono ancora essere pienamente ammortizzati. AI momento l'idea che alcuni AA TO hanno avarizato, e che mi sento di condmdere, è attribuire ai costi finanziari l'egida di costi operativi fin9 alla naturale estinzione del. debito. Per gli investimenti che stanno partendo ora o nei prossirpi mesi, e non rinvlablli, AEEG potrebbe svolgere ranaloga funzione di Aguas de Portugal, divenendo rintenocutore privilegiato per accedere al mercato finanziario, o meglio ancora per attivare raccesso a cdp.. Q48: riconoscere un onere finanziario aggiuntivo potrebbe essere un'operazione ~he comunque era già prevista nel Mvecchio'~ MTN, nel momento in cui le condizioni del marcato mutevoli potevano spingere re AATO a rivalutare. nel successiva periodo regolatorio, illim~e di prezzo X, attribuendogli valori inferiori. Non è nulla di nuovo.. Q57: i volumi emersl dalla lettura dei contatori sul prelievo costituiscono. oggetto della fatturazione della tariffa di acquedotto. Con la riforma della legge Galli si è assunt'? che gli stessi valori costituissero il riferimento quantitativo per la tariffazione degli altri: due servizi. Recentemente, con remanazione di alcuni regolamenti regionali anche in alcune ;zone d'italia è stato deliberato che anche le acque di prima pioggia debbono costituire ricavp per i settori fognatura e depurazione, in quanto costituiscono comunque dei costi. Bisogna rilevare che la stima di tali valori, dove sia presente un articolato ed efficiente sistema di registrazioni:! delle piogge - (pluvlometri), non è partlcolannente onerosa. Per ciò che attiene a consumatori in cui sia significativa la differenza tra volumi prel~vati e scaricati (vuoi per prelievi da pozzo privato o da altra fonte, owero gli scarichi risultino ridotti per consumo diretto della risorsa nonché nuso), diventa necessario prowedere alla doppia le~ra dei volumi prelevati e scaricati. Q58: ovviamente si. Q59: la Quota fissa potrebbe coprire le attività di: - attività amministrativa di front e back office; - servizi generali (no magazzino e logistica). _ - altre eventuali che non fossero strettamente dipendenti dalle attività operative specifiche.

6 tegistro: PROTOCOLLO I Prot.: [A] del: 26/06/2012 T aie soluzione potrebbe garantire che le attività di supporto non propriamente core risultino comunque coperte daua tariffa, delegando la parte variabile ad attività più operative: Q61: domestica, agrozootecnica, industriale, servizi e commercio Q62: risultano difficilmente misurabili i flussi ave si abbia sovrapposizione di clienti elo tipologia di utilizzo diverso della risorsa da parte di un unico soggetto. Un'industria utilizza acqua sia a fini prettamente produttivi, sia per ragioni igieniche, quindi domestiche. Ma, molto spesso, vi è un unico contatore, con un'unica rete interna. E sullo scarico si manifesta analoga differenziazione. Formalmente dovrebbe essere confezionata una bolletta costituita da 3 servizi, cic$cuno dei quali distinto a sua volta (tramite volumi specifici) sulla destinazione d'uso della risorsa, e, infine, ripartendo queste note tra costi fissi e costi variabili..

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