Reggio Calabria, 20 febbraio Mobile:

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1 Focus IVA Reggio Calabria, 20 febbraio Mobile:

2 Indice VIES Comunitaria 2010: Momento di effettuazione delle prestazioni di servizi con l estero Modifiche alle norme IVA in materia di fatturazione D.Lgs. n. 216/2012 di attuazione della Direttiva 2010/45/UE Il nuovo spesometro Le semplificazioni dal 1 gennaio 2015 Nuove imposte di registro e ipocatastali dal 1 gennaio 2014 Novità in tema di dichiarazione IVA e comunicazione dati IVA Regime dell IVA per cassa Compensazione orizzontale crediti IVA VIES

3 Indice (segue) Identificazione IVA soggetti non residenti: rappresentante fiscale e identificazione diretta Commercio elettronico indiretto Vendite a distanza ovvero per corrispondenza Territorialità IVA: prestazioni di servizi Acquisti e cessioni intracomunitarie di beni Triangolazioni comunitarie Operazioni presso i depositi IVA Importazioni Esportazioni Agenziediviaggioeturismo Regime del margine IVAautoeschedacarburante IVA nel subappalto edile VIES

4 VIES

5 Autorizzazione per le operazioni intracomunitarie: ambito applicativo Con la pubblicazione di due Provvedimenti del Direttore dell Agenzia delle Entrate del 29 dicembre 2010 (Prot. n. 2010/ e Prot. n. 2010/188381), è stata data attuazione all obbligo previsto dal D.L. n. 78/2010 (c.d. Manovra correttiva 2010), in relazione alla necessità di dichiarare la volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie, al fine di contrastare le frodi in ambito comunitario ed in linea con le sollecitazioni espresse dalla Commissione europea al riguardo. Il Provvedimento direttoriale Prot. n. 2010/ individua le modalità da seguire per negare o revocare l autorizzazione allo svolgimento di tali transazioni mentre il Provvedimento direttoriale Prot. n. 2010/ stabilisce i criteri di accesso all archivio informatico dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie c.d. VIES. VIES

6 Autorizzazione per le operazioni intracomunitarie: ambito applicativo (segue) Il Provvedimento 29 dicembre 2010 Prot. n. 2010/ ha stabilito che i soggetti che iniziano un attività in Italia(inclusi, sembra doversi ritenere, i rappresentanti IVA di soggetti non residenti), oppure vi istituiscono una stabile organizzazione, se intenzionati ad effettuare le operazioni intracomunitarie di cui al titolo II, capo II, del D.L. n. 331/1993, devono essere autorizzati dall Agenzia delle Entrate. VIES

7 I documenti Circolare 15 febbraio 2011, n. 4/E Circolare 21 giugno 2011 n. 28/E Circolare 1º agosto 2011 n. 39/E Risoluzione 27 aprile 2012 n. 42/E Punto 9: Adeguamento alla normativa europea in materia di operazioni intracomunitarie ai fini del contrasto alle frodi Punto 2.5: Autorizzazione all effettuazione di prestazioni di servizi intracomunitarie Adeguamento alla normativa europea in materia di operazioni intracomunitarie ai fini del contrasto delle frodi. Articolo 27 del decreto legge del 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio 2010, n Inclusione nell archivio dei soggetti autorizzati a porre in essere operazioni intracomunitarie e connessa attività di controllo. Chiarimenti in merito alla qualificazione giuridica delle operazioni effettuate da soggetto passivo stabilito in Italia non regolarmente iscritto all archivio informatico VIES, di cui all art. 27 del D.L. n. 78 del 2010 Circolare 11 luglio 2011, n. 16 Circolare 20 ottobre 2011, n. 25 Circolare 28 luglio 2012, n. 21 IVA: il regime di autorizzazione per la realizzazione di operazioni intracomunitarie IVA: i chiarimenti dell Agenzia delle Entrate sul regime di autorizzazione per la realizzazione di operazioni intracomunitarie IVA: scambi intracomunitari realizzati in mancanza di iscrizione al VIES VIES

8 L archivio VIES Riferimenti normativi Condizioni soggettive Condizioni oggettive Aspetti operativi L art. 27, D.L. 78/2010 ha modificato l art. 35, D.P.R. 633/1972, prevedendo l obbligo di richiesta d iscrizione all archivio VIES per i soggetti che intendo effettuare operazioni intracomunitarie(acquisti e cessioni intracomunitarie di beni di cui agli artt. 38e41delD.L.n.331/1993nonchéprestazionidiservizidicuiall art.7-terdeld.p.r.n.633/1972). NB: sul punto si segnala che la Circolare n. 39/E/2011, ha chiarito che l inclusione nell archivio Vies è necessaria anche per quei soggetti che effettuano prestazioni di servizi intracomunitarie soggette ad Iva nel Paese di destinazione ai sensi dell art. 7-ter D.P.R. n. 633/1972. Così come riportato all interno della Circolare n. 39/E/2011 la comunicazione riguarda tutti i soggetti che intraprendono, o già esercitano, un attività d impresa, arte o professione nel territorio dello Stato. L obbligo di chiedere l iscrizione riguarda sia l effettuazione di cessioni intra-ue e di acquisti di beni intra-ue, sia la fruizione e la prestazione di servizi (di cui all art. 7-ter del D.P.R.n. 633/1972 ovviamente sempre che le stesse siano effettuati tra soggetti passivi IVA stabiliti nella UE). Nei trenta giorni successivi all invio dell istanza per l iscrizione al VIES, la soggettività passiva e attiva, con riferimento alle operazioni intracomunitarie, è sospesa. Ne consegue che in tale arco temporale non si potranno porre in essere operazioni Intra-UE (quindi in tale arco temporale non si potranno effettuare operazioni Intra-UE; come precisato dall Amministrazione finanziaria per momento di effettuazione delle operazioni si deve prendere a riferimento quanto disposto dall art. 6 del D.P.R. n. 633/1972). Chiarimenti della CM n. 39/E/2011 e della R.M. 42/E/2012 L Agenzia delle Entrate con i due documenti di prassi ministeriale citati ha affermato che qualora il cedente/prestatore comunitario, dall interrogazione del sistema VIES non riceva risposta positiva sulla esistenza in tale archivio del numero IVA del proprio cliente deve considerare la cessione/prestazione soggetta ad IVA nel proprio Stato membro. NB: la Circolare n. 39/E/2011 ha precisato che l assenza dall Archivio VIES determina il venir meno della possibilità di effettuare operazioni comunitarie e di applicare il regime fiscale loro proprio, in quanto il soggetto non può essere considerato come soggetto passivo IVA italiano ai fini dell effettuazione di operazioni intracomunitarie. VIES

9 Le modalità di iscrizione Soggetti che intendono effettuare operazioni intracomunitarie Modalità d iscrizione all archivio Vies Soggetto nazionale che chiede l attribuzione del numero di partita IVA; ente non commerciale anche per l attività istituzionale; stabile organizzazione di soggetto non residente; rappresentante fiscale di soggetto non residente Al momento della richiesta di attribuzione del numero di partita IVA, è necessaria la compilazione del Quadro I dei Modelli AA7 o Aa9. Per gli enti non commerciali non soggetti passivi d imposta la manifestazione della volontà di porre in essere operazioni intracomunitarie va effettuata selezionando la Casella C del Quadro A del Modello AA7 Esercenti attività d impresa, arte o professione con volume d affari, ricavi o compensi inferiore a Euro Istanza -secondo lo schema allegato alla C.M. 39/E/2011 -a qualsiasi Ufficio dell Agenzia delle Entrate Soggetti già in attività Esercenti attività d impresa, arte o professione con volume d affari, ricavi o compensi non inferiore a Euro Istanza -secondo lo schema allegato alla C.M. 39/E/2011 -alla Direzione Regionale dell Agenzia delle Entrate competente Soggetti non residenti, identificati direttamente in Italia ai sensi dell art. 35-ter, D.P.R. 633/1972 Istanza -secondo lo schema allegato alla C.M. 39/E/2011 -al Centro operativo di Pescara VIES

10 Adempimenti dell Agenzia delle Entrate Entro 30gg successivi alla richiesta Entro i 30gg successivi alla richiesta Dal 31 giorno successivo alla richiesta Periodo successivo all iscrizione VIES Attività istruttoria: verifica della completezza e correttezza dei dati forniti dal contribuente; valutazione degli elementi di rischio: a.tipologia e modalità di svolgimento dell attività operativa; b.posizione fiscale del soggetto richiedente(correttezza degli adempimenti fiscali); c.comportamenti del titolare, amministratori, rappresentanti, ecc.; d.collegamenti con soggetti coinvolti direttamente o indirettamente in fenomeni di frode; e.eventuali precedenti dinieghi o revoche dell inserimento nell archivio VIES. Emissione di provvedimento di diniego della iscrizione al VIES basato su una serie di elementi quali: a.mancanza dei requisiti oggettivi e soggettivi, che comportano cessazione d ufficio della partita IVA; b.mancanza dei requisiti che legittimano l inclusione nell archivio informatico dei soggetti autorizzati; c.analisi del rischio in base ai criteri individuati nel provvedimento VIES; d.riscontro dell esattezza e completezza dei dati forniti per l identificazione IVA; e.soggetto non più attivo; f.soggetto che abbia dichiarato dati falsi o abbia omesso di dichiarare dati rilevanti per l identificazione; g.gravi inadempimenti agli obblighi IVA nei cinque periodi d imposta precedenti; h.coinvolgimento in frodi fiscali del titolare dell impresa individuale, del rappresentante legale, degli amministratori e dei soci; i.altri elementi di criticità in possesso dell amministrazione. Iscrizione al VIES NB: l autorizzazione è rilasciata in modo implicito, attraverso il silenzio assenso sulla dichiarazione del contribuente. Infatti, in assenza di diniego, al trentunesimo giorno dalla manifestazione di volontà di realizzare operazioni intracomunitarie, la posizione del soggetto richiedente è inserita nell archivio VIES ed il contribuente può constatare l avvenuta inclusione della propria posizione nell archivio, mediante il sistema di interrogazione telematica delle partite IVA comunitarie, sempre dal trentunesimo giorno successivo alla richiesta Analisi più approfondita degli elementi di rischio (entro i primi 6 mesi); possibilità di revoca dell iscrizione al VIES (sempre).

11 Inclusione ovvero esclusioni dal VIES: casi Operazioni effettuate nei confronti di un soggetto stabilito ai fini IVA nella UE Inclusione/esclusione dall archivio VIES Periodo di 30gg dalla richiesta Cessioni di beni con invio in altro Stato della UE Prestazioni di servizi di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 Diniego all inclusione nell archivio Revoca dell inclusione Non presente nell archivio VIES Assoggettamento ad IVA in Italia (territorialmente rilevante ai fini IVA nel Paese del cedente/prestatore) Dal 31 giorno dalla richiesta in mancanza di diniego Iscritto nell archivio VIES Cessione intracomunitaria di beni non imponibile ai sensi dell art. 41 del D.L. n. 331/1993. Prestazione fuori campo IVA in Italia ai sensi dell art. 7-terdel D.P.R. n. 633/1972 (si ricorda che nei rapporti BtoB la prestazione è territorialmente rilevante nel Paese ove è stabilito il committente soggetto passivo IVA) VIES

12 Inclusione ovvero esclusioni dal VIES: casi (segue) Operazioni ricevute da soggetto stabilito ai fini IVA nella UE Inclusione/esclusione dall archivio VIES Cessioni di beni con invio da altro Stato della UE con arrivo in Italia Prestazioni di servizi di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 Periodo di 30gg dalla richiesta Diniego all inclusione nell archivio Revoca dell inclusione Nonpresente nell archivio VIES Assoggettamento ad IVA nel Paese in cui è stabilito il cedente/prestatore (territorialmente rilevante ai fini IVA nel Paese del cedente/prestatore) Dal 31 giorno dalla richiesta in mancanza di diniego Iscritto nell archivio VIES Acquisto intracomunitario di beni in Italia con assoggettamento a reverse charge Prestazione di servizi soggetta ad IVA in Italia mediante il meccanismo del reverse charge(territorialmente rilevante ai fini IVA nel Paese ove è stabilito il committente soggetto passivo IVA) VIES

13 Adempimenti in caso di non iscrizione al VIES Cessione intracomunitaria di beni Prestazione di servizi di cui all art. 7-terdel D.P.R. n. 633/1972 (c.d. prestazioni generiche) effettuata nei confronti di un soggetto UE Emissione di fattura con IVA del Paese del cedente/prestatore, quindi, assimilata ai fini IVA quale operazione interna Acquisto intracomunitario di beni Addebito dell IVA del Paese UE ove è stabilito il cedente Prestazione di servizi di cui all art. 7-terdel D.P.R. n. 633/1972 ricevuta da soggetto stabilito in altro Paese della UE diverso dall Italia Addebito dell IVA del Paese UE ove è stabilito il prestatore VIES

14 Le soluzioni proposte da Assonime Il cessionario/committente nazionale assoggetta l operazione ad IVA in Italia mediante il meccanismo del reverse charge Sulla base di quanto sopra il cessionario/committente nazionale dovrebbe: Erroneo assoggettamento ad Iva da parte del cessionario/committente italiano: le possibili soluzioni Integrazione della fattura, ricevuta dal cedente/prestatore comunitario, con IVA nazionale; registrazione della fattura sia sul registro degli acquisti(con detrazione dell IVA) che su quello delle vendite; compilazione dell elenco INTRASTAT Le conseguenze dell errore versare l IVA nazionale riportata in sede di reverse charge; annullare la detrazione IVA effettuata in sede di reverse charge; pagare la sanzione dal 100% al 200% dell IVA indebitamente detratta (con possibilità di procedere a ravvedimento operoso entro la data di presentazione della dichiarazione IVA da effettuare l anno successivo a quello d imposta); chiedere al prestatore/cedente comunitario una nota debito (variazione in aumento) dell IVA del Paese ove è stabilito il prestatore/cedente comunitario Il committente/cessionario nazionale, prima che intervengano azioni di accertamento nei suoi confronti, potrebbe: Le conseguenze delle rettifica per l operatore nazionale comportano: La soluzione proposta da Assonime procedere a rettificare il reverse charge effettuato sulla fattura; procedere all annullamento dell annotazione della fattura nel registro delle fatture emesse (facendo venire meno la nascita del debito IVA); procedere all annullamento dell annotazione della fattura nel registro degli acquisti (facendo venire meno l indebita detrazione dell IVA); procedere alla rettifica del modello INTRA se già presentato(compilando i quadri INTRA-2 ter e/o quinquies) che non dovrà essere versata l IVA erroneamente indicata in fattura; che lo stesso non dovrebbe essere soggetto al pagamento della sanzione per illegittima detrazione (sul punto lo scrivente ha dei dubbi in considerazione del fatto che la detrazione è stata effettuata in tempo antecedente). VIES

15 La mancata iscrizione al VIES fa venire meno lo status di soggetto passivo IVA? Sul punto si ritiene che la mancata iscrizione nell archivio VIES del soggetto comunitario non fa venire meno la sua qualifica di soggetto passivo IVA (sebbene la Circolare n. 39/E del 1 agosto 2011 abbia chiarito, riferendosi ai soggetti passivi stabiliti in Italia, che l omessa iscrizione in tale archivio fa venire meno lo status di soggetto passivo IVA tenendo comunque presente che non saranno applicate sanzioni per eventuali violazioni commesse anteriormente al 1 agosto 2011). Al riguardo si segnala che con specifico riferimento alle cessioni intracomunitarie di beni, la costante giurisprudenza della Corte di giustizia europea (cfr. per tutte, la Sentenza del 27 settembre 2007, causa C-146/05) ha stabilito che i provvedimenti che prevedono obblighi di forma relativi alla contabilità, alla fatturazione, alla presentazione degli elenchi INTRASTAT, nonché alle prove che i soggetti passivi sono tenuti a fornire per beneficiare del regime della non imponibilità, non devono eccedere quanto è necessario per assicurare l esatta riscossione dell imposta e non possono quindi essere utilizzati in modo tale da mettere in discussione la neutralità dell IVA, che costituisce un principio fondamentale del sistema comune dell IVA istituito dalla normativa comunitaria in materia. Ed in modo ancora più significativo, la Corte ha statuito il principio in base al quale un provvedimento nazionale che essenzialmente subordini il diritto all esenzione di una cessione intracomunitaria al rispetto di obblighi di forma senza prendere in considerazione i requisiti sostanziali e, in particolare, senza porsi la questione se questi ultimi siano soddisfatti eccede quanto è necessario per assicurare l esatta riscossione dell imposta Orbene, per quanto riguarda la determinazione del carattere intracomunitario di una cessione, dalla giurisprudenza della Corte emerge che, se una cessione soddisfa le condizioni previste dall art. 28- quater, punto A, lettera ), comma 1, della VI Direttiva, nessuna IVA è dovuta per tale genere di cessione. Sulla stessa linea interpretativa si colloca anche la Suprema Corte di Cassazione con le Sentenze del 28 maggio 2007, nn e nella parte in cui si afferma che la tesi avanzata dall Amministrazione, secondo cui diverrebbero imponibili le operazioni di cessione per il solo fatto che la società abbia omesso di indicare in fattura il codice identificativo del cessionario estero intracomunitario, si pone in aperto contrasto non solo con le disposizionideldln.331/1993 [artt. 41,comma1, lett.a), e 50,comma 1]che noncontengonotale esplicitacomminatoriama anche coni principi di diritto comunitario secondo i quali non può la medesima operazione essere assoggettata ad imposizione sia nel paese di origine dei beni che in quello di destinazione degli stessi, con un inammissibile duplicazione d imposta. VIES

16 La mancata iscrizione al VIES fa venire meno lo status di soggetto passivo IVA? (segue) Inoltre, con la recente sentenza C-273/11, emessa in data 6 settembre 2012, la Corte di giustizia UE, di fatto mette, ancora, in dubbio la posizione dell Agenzia delle Entrate italiana che nega la possibilità di effettuare, da parte del soggetto passivo IVA, operazioni intracomunitarie in mancanza della preventiva iscrizione al VIES. Il giudice comunitario, infatti, esprimendosi in merito ad una cessione intracomunitaria, afferma, ancorché con riferimento alla cancellazione piuttosto che alla iscrizione al VIES, che l esenzione di una cessione intracomunitaria, ai sensi dell art. 138, paragrafo 1, della direttiva 2006/112, come modificata dalla direttiva 2010/88, non può essere negata al venditore per la sola ragione che l amministrazione tributaria di un altro Stato membro ha proceduto a una cancellazione del numero d identificazione IVA dell acquirente che, sebbene verificatasi dopo la cessione del bene, ha prodotto effetti, in modo retroattivo, a una data precedente a quest ultima. Ed ancora la sentenza della Corte di Giustizia UE del 12 luglio 2012, causa C-284/11, ha asserito come la mancata registrazione ai fini IVA di un operatore economico non possa comunque privarlo del diritto alla detrazione dell imposta assolta a monte, se sussistono tutti i presupposti sostanziali per il suo esercizio. I giudici europei, in particolare, hanno sottolineato che l obbligo di dichiarare l inizio della propria attività non è elemento costitutivo del diritto a detrazione per il soggetto passivo, ma solo una formalità richiesta per effettuare i necessari controlli ad opera dell Amministrazione finanziaria. Infine, nella causa C-324/11 la Corte UE, invece, si è concentrata sulla nozione di soggetto passivo delineata dall art. 9, par. 1, Direttiva 2006/112. In particolare, si considera soggetto passivo, ai sensi della citata disposizione, chiunque eserciti, in modo indipendente e in qualsiasi luogo, un attività economica, a prescindere dallo scopo o dai risultati dell attività medesima. Nel testo di tale sentenza viene messo in evidenza dalla Corte Ue come la nozione di soggetto passivo sia definita in modo ampio, sulla base di circostanze di fatto, non risultando che lo status di soggetto passivo dipenda da una qualsivoglia autorizzazione o licenza concessa dall Amministrazione ai fini dell esercizio di un attività economica. Più nel dettaglio, ad avviso della Corte, ancorché la Direttiva 2006/112 dispone che ogni soggetto passivo deve dichiarare l inizio, il cambiamento e la cessazione della propria attività in qualità di soggetto passivo, tuttavia, malgrado l importanza per il buon funzionamento del sistema dell IVA che tale dichiarazione riveste, quest ultima non può costituire una condizione supplementare richiesta ai fini del riconoscimento dello status di soggetto passivo ai sensi dell art. 9, par. 1, della stessa Direttiva. Oltre alle citate Sentenze, ve ne sono altre, dal medesimo tenore letterale le quali di fatto risultano essere in forte contrasto con quanto, sostenuto dall Amministrazione finanziaria italiana. Quindi nel caso in cui venga emesso avviso di accertamento nei confronti dei contribuenti per la mancata iscrizione al VIES (andando di fatto a rideterminare il luogo di tassazione IVA) sembra ragionevole presentare ricorso alla competente Commissione Tributaria. VIES

17 Comunitaria 2010 Momento di effettuazione delle prestazioni di servizi con l estero

18 Comunitaria 2010 Momento di effettuazione L art.8,comma2dellaleggen.217del15dicembre2011(c.d.leggecomunitaria2010), intervenendo e modificando l art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, ha stabilito che a decorrere dal 17 marzo 2012, le prestazioni di servizi c.d. generiche di cui all art. 7-ter del decreto IVA, si considerano effettuate nel momento in cui le stesse sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi nelcasoincuilestessesianorese: da un soggetto passivo IVA non stabilito in Italia (sia esso UE o extra-ue) a un soggetto passivo IVA stabilito in Italia; ovvero da un soggetto passivo IVA stabilito in Italia a un soggetto passivo stabilito in altro Paese della UE (NB: dal 1 gennaio 2013 tale regole torna applicabile anche alle prestazioni di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 effettuate nei confronti di soggetti extra-ue, per le quali vi è l obbligo di emissione della fattura).

19 Comunitaria 2010 Momento di effettuazione (segue) Nel caso in cui venga pagato in tutto o in parte il corrispettivo prima dell ultimazione della prestazione, ovvero della maturazione del corrispettivo se la prestazione ha carattere periodico o continuativo, la prestazione si considera in ogni caso effettuata alla data del pagamento limitatamente all importo pagato. Inoltre, se le stesse prestazioni sono effettuate in modo continuativo nell arco di un periodo superiore a un anno e se non comportano pagamenti anche parziali nel medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino all ultimazione delle prestazioni medesime (in tale ultima ipotesi torneranno applicabili i chiarimenti forniti dalla Circolare n. 37/E/2011 in tema di territorialità IVA).

20 Comunitaria 2010 Momento di effettuazione (segue) Esaminando nel dettaglio la nuova disposizione normativa, che è stata introdotta per esigenze di adeguamento alla normativa comunitaria, si evince che la deroga al criterio generale secondo cui le prestazioni di servizi si considerano effettuate all atto del pagamento del corrispettivo, o se anteriormente a tale momento, all atto dell emissione della fattura, non si applica: alle prestazioni di servizi rese tra soggetti stabiliti in Italia; alle prestazioni di cui all art. 7-quater e 7-quinquies del D.P.R. n. 633/1972. Per meglio dire alle prestazioni di servizi relativi: i. a beni immobili; ii. al trasporto di passeggeri; iii. alla ristorazione ed al catering; iv. alla locazione/noleggio a breve termine di mezzi di trasporto; v. all accesso a manifestazioni culturali, artistiche, ecc.

21 Problematicità operative e possibili soluzioni Sulla base di quanto scritto si desume che la nuova disposizione può comportare non pochi problemi operativi, in considerazione del fatto che non sempre risulta agevole individuare il momento di ultimazione della prestazione. Al riguardo si precisa che né il D.P.R. n. 633/1972 né il Regolamento UE n. 282/2011 stabiliscono cosa si debba intendere con ultimazione del servizio. Da ultimo l Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 16/E del 21 maggio 2013 è tornata sull argomento fornendo importanti chiarimenti.

22 I chiarimenti della Circolare n. 16/E/2013 È stato ricordato che secondo quanto stabilito dalla Comunitaria 2010, che ha riformulato il 6 comma dell art. 6 del D.P.R. n. 633/1972, le prestazioni di servizi di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972(c.d. generiche ) fornite a/da soggetti passivi IVA non stabiliti in Italia (UE o extra-ue), si considerano effettuate nel momento in cui sono ultimate ovvero se di carattere periodico e continuativo alla data di maturazione del corrispettivo, a meno che non avvenga un pagamento anticipato anche parziale. È al verificarsi di questi eventi che decorre l obbligo di emissione della fattura ovvero l obbligo di procedere a reverse charge (prestazione UE) ovvero a quello di emissione dell autofattura(prestazione extra-ue); nell ipotesi di prestatore soggetto passivo IVA stabilito in altro Paese della UE diverso dall Italia, è da ritenersi che la ricezione della fattura emessa da quest ultimo possa essere assunta quale indice dell effettuazione dell operazione (a prescindere dal pagamento del relativo corrispettivo). Ne consegue che la ricezione della fattura soddisfi il concetto di ultimazione del servizio. Conseguentemente la fattura ricevuta dal prestatore comunitario deve essere integrata (c.d. reverse charge) ai sensi dell art. 46 del D.L. n. 331/1993 e registrata a norma del successivo art. 47 (al riguardo si vedano anche i chiarimenti forniti dalla Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 35/E del 20 settembre 2012, con la quale è stato precisato che come momento di effettuazione può essere preso a riferimento il ricevimento della fattura da parte del soggetto passivo IVA comunitario);

23 I chiarimenti della Circolare n. 16/E/2013 (segue) medesime considerazioni del punto precedente valgono anche nel caso in cui il prestatore sia un soggetto passivo d imposta stabilito in un Paese extra-ue. Infatti, anche in tale caso, la ricezione di un qualunque documento, mirato a certificare l operazione resa, costituisce indice di ultimazione dell operazione o della maturazione del corrispettivo, con conseguente obbligo di emissione dell autofattura dal parte del committente soggetto passivo IVA stabilito in Italia; nel caso in cui all interno dei contratti a prestazione unica compiuti in un arco temporale lungo sia previsto che, prima che finisca la prestazione, debbano essere corrisposti pagamenti parziali anticipati, il versamento del corrispettivo costituisce il momento in cui l IVA diviene esigibile, limitatamente all importo pagato(con i conseguenti obblighi di fatturazione, registrazione e versamento);

24 I chiarimenti della Circolare n. 16/E/2013 (segue) nel caso in cui la prestazione sia ultimata, ma il corrispettivo non sia ancora determinabile secondo le previsioni contrattuali, assumerà rilevanza il momento in cui si realizzeranno gli elementi che permettono di determinare il corrispettivo; qualora vi sia uno sfasamento temporale tra ultimazione della prestazione e conoscenza dell ultimazione stessa da parte del committente, saranno i documenti scambiati tra le parti, sulla base delle risultanze contrattuali, che determineranno le tempistiche di effettuazione dell operazione; in presenza di contratti relativi a prestazioni di servizi a carattere periodico e continuativo di durata superiore a un anno, quando non sia già maturato un corrispettivo anche parziale, le prestazioni si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare (e non al momento della maturazione del corrispettivo sul punto si vedano i chiarimenti forniti dalla Circolare n. 37/E del 29 luglio 2011); il committente nazionale non è sanzionato né per l anticipata integrazione della fattura ricevuta dal prestatore comunitario, né per l anticipata emissione dell autofattura. Questo sia nel caso di ricezione anticipata della fattura emessa dal prestatore comunitario sia nel caso di obiettive condizioni di incertezza nell individuazione del momento di conclusione dell operazione, purché non vengano riscontrati abusi.

25 Tabella di sintesi 17 marzo 2012: nuove regole sul momento di effettuazione Soggetti Prestazioni di servizi di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 rese tra soggetto stabilito in Italia e soggetto estero(ue o extra-ue) Prestazioni di servizi (tutte) rese tra soggetti stabiliti in Italia Prestazioni di cui all art. 7-quater e 7-quinquies del D.P.R. n. 633/1972 rese tra soggetto stabilito in Italia e soggetto estero(ue o extra-ue) Regole Si considerano effettuate nel momento in cui le stesse sono ultimate ovvero, se di carattere periodico o continuativo, alla data di maturazione dei corrispettivi. Se le stesse prestazioni, sono effettuate in modo continuativo nell arco di un periodo superiore a un anno e se non comportano pagamenti anche parziali nel medesimo periodo, si considerano effettuate al termine di ciascun anno solare fino all ultimazione delle prestazioni medesime. Nulla cambia. Quindi, le prestazioni di servizi si considerano effettuate all atto del pagamento del corrispettivo, o se anteriormente a tale momento, all atto dell emissione della fattura.

26 Comunitaria 2010 obbligo di reverse charge Si ricorda che a decorrere dal 17 marzo 2012 gli obblighi di fatturazione e di registrazione per le prestazioni generiche di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972 rese da soggetti passivi stabiliti in altro Stato UE nei confronti di soggetti passivi italiani, sono adempiuti dai committenti soggetti passivi residenti secondo le stesse regole previste per gli acquisti intracomunitari di beni (c.d. reverse charge). Conseguentemente la fattura deve essere integrata ai sensi dell art. 46 del D.L. 331/1993 e registrata a norma del successivo art. 47 entro il mese di ricevimento ovvero anche successivamente ma comunque entro 15 giorni dal ricevimento e con riferimento al relativomese.sulpuntosifapresentechealivellonazionalelacircolaren.37/edel29luglio2011 aveva previsto la possibilità di utilizzo del reverse charge invece che dell autofattura. Ne consegue che dal 17 marzo 2012 per le prestazioni generiche non è più possibile utilizzare il sistema dell autofattura (più avanti si evidenzierà il fatto che dal 1 gennaio 2013 è esteso l obbligo di integrazione della fattura ricevuta da prestatore/cedente stabilito in altro Paese della UE, anche alle compravendite di beni e ai servizi non generici). NB: nel caso in cui il prestatore sia "stabilito" in un Paese extra UE il committente "stabilito" in Italia, per assolvere all'inversione contabile, dovrà emettere apposita autofattura (quindi, in tal caso non potrà avvalersi del reverse charge).

27 Prestazioni di servizi generici (art. 7-ter, DPR n. 633/1972) rese a soggetti passivi UE fino al Fattura UE Momento di effettuazione (art. 6, comma 6, D.P.R. n. 633/1972): ULTIMAZIONE o anticipato PAGAMENTO (non rileva fatturazione anticipata). Obbligo emissione fattura (art. 21, comma 6, D.P.R. n. 633/1972): SÌ Termine emissione (art. 21, comma 4, D.P.R. n. 633/1972): nel momento di effettuazione dell operazione. Termine registrazione (art. 23, comma 1, D.P.R. n. 633/1972): entro 15 giorni dalla data di emissione. Stati UE Italia IT

28 Prestazioni di servizi generici (art. 7-ter, DPR n. 633/1972) rese a soggetti passivi UE dall Fattura UE Momento di effettuazione (art. 6, comma 6, D.P.R. n. 633/1972): ULTIMAZIONE o anticipato PAGAMENTO(non rileva fatturazione anticipata). Obbligo emissione fattura (art. 21, comma 6-bis, lett a), D.P.R. n. 633/1972): SÌ, ma solo se il soggetto passivo UE è anche debitore d imposta + annotazione inversione contabile. Termine emissione (art. 21, comma 4, lett c), D.P.R. n. 633/1972): entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell operazione. Termine registrazione (art. 23, comma 1, D.P.R. n. 633/1972): entro il termine di emissione con riferimento a mese di effettuazione. Presentazione elenchi INTRASTAT. Stati UE IT Italia

29 Modifiche alle norme IVA in materia di fatturazione D.Lgs. n. 216/2012 di attuazione della Direttiva 2010/45/UE

30 La nuova fattura dal 1 gennaio 2013 La Legge di Stabilità Legge 24 dicembre 2012 n G.U. 29 dicembre 2012, n S.O. n. 212, contenente, tra le altre, le disposizioni modificative del D.P.R. n. 633/1972 e del D.L. n. 331/1993, finalizzate a recepire nell ordinamento nazionale le misure previste dalla Direttiva n. 2010/45/Ue del Consiglio del 13 luglio 2010, ha stabilito, con decorrenza 1 gennaio 2013, le nuove modalità con riferimento alle norme in materia di fatturazione. Da ultimo si segnala che l Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 12/E del 3 maggio 2013 ha fornito dei chiarimenti in merito alla portata delle novità normative. L intento perseguito a livello europeo è quello di: ridurre gli oneri amministrativi a carico delle imprese attraverso la predisposizione di norme condivise e meno complesse. Di fatto l obiettivo è quello di creare un insieme di norme armonizzate in tema di fatturazione riducendo le opzioni lasciate agli Stati membri; favorire le PMI con l introduzione di documenti semplificati e la contabilità per cassa; diffondere la fattura elettronica; farveniremenolefrodiivainambitocomunitario.

31 La nuova fattura dal 1 gennaio 2013 (segue) Le nuove regole riguardano: Base imponibile Emissione della fattura Contenuto della fattura Fattura semplificata Fattura elettronica Conservazione fatture

32 Le novità in pillole Obbligo di indicazione all interno della fattura del numero di partita IVA ovvero del codice fiscale del committente/cessionario (il codice fiscale risulta obbligatorio solo nel caso in cui il committente/cessionario sia un privato residente in Italia). Obbligo di inversione contabile (ovvero reverse charge) con integrazione della fattura ricevuta da prestatore/cedente stabilito in altro Paese della UE. Introduzione della fattura semplificata per le transazioni di importo non superiore ad euro 100(tale limite, ad opera di apposito decreto ministeriale, potrà essere innalzato ad euro400). Vi è più tempo per la fatturazione delle operazioni intracomunitarie, per le quali il documento dovrà essere emesso entro il giorno 15 del mese successivo all effettuazione. Introdotta la fatturazione differita anche per le prestazioni di servizi. Obbligo di emissione della fattura per tutte le operazioni localizzate fuori dell UE, nonché per molte di quelle localizzate in altri Paesi UE. Più facile il ricorso alla fattura elettronica, la cui autenticità potrà essere garantita con ogni sistema idoneo.

33 Contenuto della fattura Le novità da segnalare sono le seguenti: la fattura deve contenere l indicazione di un numero progressivo che la identifichi in modo univoco. Al fine dievitareunaapplicazionenoncorrettadapartedeglioperatori,lar.m.n.1del10gennaio2013èintervenuta sull argomento precisando che a decorrere dal 1 gennaio 2013 è compatibile con l identificazione univoca prevista dalla formulazione attuale della norma qualsiasi tipologia di numerazione progressiva che garantisca l identificazione univoca della fattura, se del caso, anche mediante riferimento alla data della fattura stessa. Con il documento di prassi citato l Agenzia fa presente che possono essere adottate dagli operatori principalmente due tipologie di numerazione progressiva. al fine di dimostrare l univocità della numerazione, gli operatori possono utilizzare una numerazione progressiva che non si azzera all inizio di ciascun anno solare: a decorrere dal 1 gennaio 2013 gli operatori possono utilizzare una numerazione progressiva, che inizi dal numero 1, proseguendo ininterrottamente fino alla cessazione dell attività ovvero dal 1 gennaio 2013 gli operatori possono utilizzare la progressione dell ultima fattura del 2012 (ancorché la numerazione non parta dalla n. 1), proseguendo ininterrottamente fino alla cessazione dell attività.adesempio,sel ultimafatturaèstataemessanel2012coniln.200,laprimafatturadel 2013andràemessaconiln.201. è consentito l azzeramento della numerazione progressiva all inizio di ciascun anno solare, così come accadeva prima delle modifiche del 1 gennaio Infatti, la stessa Agenzia precisa che qualora risulti più agevole, il contribuente può continuare ad adottare il sistema di numerazione progressiva per anno solare, in quanto l identificazione univoca della fattura è, anche in tal caso, comunque garantita dalla contestuale presenza nel documento della data che, in base alla lettera a) del citato articolo 21, costituisce un elemento obbligatorio della fattura.

34 Contenuto della fattura (segue) È sempre obbligatoria l indicazione del numero di partita IVA del soggetto cessionario o committente, sia esso stabilito in Italia ovvero in un altro Stato membro dell Unione europea. La Circolare n. 12/E/2013 ha chiarito che nel caso di acquisto di beni/servizi ad uso promiscuo nella fattura dovrà essere riportata la partita IVA del cessionario/committente. Infatti, solo in tal caso il cessionario/committente soggetto passivo IVA potrà detrarre l IVA afferente (la quota parte dell uso promiscuo) l utilizzo nella propria attività. In base alla nuova formulazione del comma 6 dell art. 21, occorre indicare sulla fattura specifiche annotazioni quando si tratta di operazioni non soggette, non imponibili o esenti.

35 Contenuto della fattura (segue) In particolare si stabilisce che La fattura è emessa anche per le tipologie di operazioni sotto elencate e contiene, in luogo dell ammontare dell imposta, le seguenti annotazioni con l eventuale indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale: cessioni relative a beni in transito o depositati in luoghi soggetti a vigilanza doganale, non soggette all imposta a norma dell art. 7-bis, comma 1, con l annotazione operazione non soggetta ; operazioni non imponibili di cui agli artt. 8, 8-bis, 9 e 38-quater, con l annotazione operazione non imponibile ; operazioni esenti di cui all art. 10, eccetto quelle indicate al n. 6), con l annotazione operazione esente ; operazioni soggette al regime del margine previsto dal D.L. 23 febbraio 1995, n. 41, convertito dalla L. 22 marzo 1995, n. 85, con l annotazione, a seconda dei casi, regime del margine beni usati, regime del margine oggetti d arte o regimedel margine oggetti di antiquariato o da collezione ; operazioni effettuate dalle agenzie di viaggio e turismo soggette al regime del margine previsto dall art. 74-ter, con l annotazione regime del margine agenzie di viaggio.

36 Emissione della fattura Si stabilisce che la fattura, cartacea o elettronica, si ha per emessa all atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente. Viene pertanto recepito il principio comunitario della parità di trattamento tra le fatture cartacee e quelle elettroniche. Dal 1 gennaio 2013 è ampliato l obbligo di emissione della fattura per le operazioni territorialmente non rilevanti ai fini IVA, limitato fino al 31 dicembre 2012, alle sole prestazioni di servizi di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972, rese nei confronti di committenti stabiliti in un altro Stato membro della UE. Ne consegue che dal 1 gennaio 2013 sono oggetto di fatturazione anche le cessioni di beni e le prestazioni non territoriali ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del D.P.R. n. 633/1972 effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori dell imposta in un altro Stato della UE ovvero nei confronti di soggetti extra UE. NB. Nelle ipotesi sopra individuate, la fattura dovrà riportare la dicitura inversione contabile quando il cessionario/committente è stabilito nell UE, ovvero se extra UE la dicitura operazione non soggetta.

37 Emissione della fattura (segue) NB con riferimento alle cessioni intracomunitarie di beni di cui all art. 41 del D.L. n. 331/1993 la Circolare n. 12/E/2013 ha precisato che per la fatturazione di tali operazioni, al posto dell ammontare dell imposta va indicato il titolo di non imponibilità con l eventuale indicazione della relativa norma comunitaria o nazionale. Ne consegue che per tali cessioni intracomunitarie non vi sarà l obbligo di indicazione anche della dicitura inversione contabile. NB Dal 1 gennaio 2013 è stato esteso l obbligo di integrazione della fattura (c.d. reverse charge - che dal 17 marzo al 31 dicembre 2012 era previsto unicamente per le prestazioni di servizi di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972), ricevuta da prestatore/cedente stabilito in altro Paese della UE, anche alle compravendite di beni e ai servizi non generici. Più nel dettaglio si tratta degli acquisti di beni su territorio nazionale da soggetto UE non stabilito in Italia e delle prestazioni di servizi di cui agli artt. da 7-quater a 7-septies del D.P.R. n. 633/1972 che prevedono delle regole diverse da quella generale BtoB che stabilisce l assoggettamento ad IVA nel luogo di stabilimento del committente soggetto passivo IVA.

38 Emissione della fattura (segue) Cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate in Italia da soggetti non ivi stabiliti a soggetti passivi IVA in Italia Extra-UE UE Stati UE o extra-ue Territorialità IVA - Italia Italia Autofattura Obbligo di ricorso al sistema dell autofattura, anche nel caso di emissione di un documento (che non ha alcuna valenza ai fini IVA) da parte del prestatore/cedente estero Reverse charge Obbligo di ricorso generalizzato al sistema del reverse chargeai sensi degli artt. 46 e 47 del D.L. n. 331/1993

39 Emissione della fattura (segue) Dal 1 gennaio 2013 anche le prestazioni prive del presupposto della territorialità, ma soggette all obbligo di fatturazione, concorreranno alla realizzazione del volume d affari. NB:difattotalioperazioni nonsoggette adivapercarenzadel requisito territoriale ha l effetto di aumentare il volume d affari dei contribuenti che effettuano tali operazioni con riflessi: suldirittodiaccessoalrimborsoiva; sull accesso al regime contabile semplificato; ecc. NB: così come disposto a livello normativo, l aumento del volume d affari non incide sul plafond degli esportatori abituali.

40 Emissione della fattura (segue) Per quanto concerne alcune fattispecie derogatorie rispetto al criterio generale dell emissione della fattura al momento dell effettuazione dell operazione, già previste dalla disposizione previgente, è stata disposta: l introduzione della fattura differita anche per le prestazioni di servizi individuabili attraverso idonea documentazione, effettuate nel corso dello stesso mese solare nei confronti del medesimo soggetto. Ne discende che può essere emessa una sola fattura, recante il dettaglio delle operazioni, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle medesime, anche se l imposta deve essere liquidata con riferimento al mese precedente. NB: ne consegue che, ad esempio, se nel mese di gennaio 2013 sono state effettuate 20 prestazioni di servizi(pagate nel mese di gennaio), nei confronti di un medesimo cliente, il prestatore potrà emettere fattura differita entro e non oltre il 15 febbraio 2013 tenendo comunque presente che le stesse concorreranno nella liquidazione del mese di gennaio(e per meglio dire nel mese in cui si considerano effettuateaifiniiva art.6deld.p.r.n.633/1972); che per le prestazioni di servizi rese a soggetti passivi stabiliti nel territorio di un altro Stato membro dell Unione europea, non soggette all imposta ai sensi dell art. 7-ter, la fattura è emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell operazione. È concesso al fornitore della prestazione di servizio un termine più lungo per l emissione della fattura, rispetto a quello delle ore 24:00 del giorno in cui la prestazione si ritiene ultimata.

41 Esempio autofattura: Il professionista X acquista prestazioni di servizi da Avv. stabilito in Svizzera Nome e cognome persona fisica con P.IVA (dati del professionista italiano!) indirizzo CAP Città (Provincia) Part. IVA / cod. fisc. del cliente Nr. Autofattura 1 del 1/3/2014 I dati sono gli stessi!! Nome e cognome persona fisica con P.IVA (dati del professionista italiano!) indirizzo CAP Città (Provincia) Part. IVA / cod. fisc. del cliente Data Descrizione Ore Prezzo uni. Sc. Importo 28/02/2014 Autofattura per prestazioni di consulenza rese dall Avv. Wagner (Svizzera CH ) , ,00 Imponibile prestazioni 3.000,00 IVA 22% 660,00 TOTALE FATTURA 3.660,00 Autofattura emessa in unico esemplare, ai sensi dell art. 17, co. 2, DPR n 633/1972, per operazioni effettuate da soggetto non residente, senza stabile organizzazione in Italia applicazione art. 7-ter, DPR n. 633/ AUTOFATTURAZIONE

42 Fattura semplificata Introduzione dell art. 21-bis che contempla la possibilità, a scelta del contribuente, di emettere la fattura semplificata per le operazioni di ammontare complessivo non superiore a 100 euro, nonché per le fatture rettificative di cui all art. 26 del D.P.R. n. 633/1972.

43 Fattura semplificata (segue) La fattura semplificata deve contenere almeno le seguenti indicazioni: 1. data di emissione; 2. numero progressivo che la identifichi in modo univoco; 3. ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cedente o prestatore, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; 4. numero di partita IVA del soggetto cedente o prestatore; 5. ditta, denominazione o ragione sociale, nome e cognome, residenza o domicilio del soggetto cessionario o committente, del rappresentante fiscale nonché ubicazione della stabile organizzazione per i soggetti non residenti; in alternativa, in caso di soggetto stabilito nel territorio dello Stato può essere indicato il codice fiscale o il numero di partita IVA, ovvero, in caso di soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell Unione europea, numero di identificazione IVA attribuito dallo Stato membro di stabilimento; 6. descrizione dei beni ceduti e dei servizi resi; 7. ammontare del corrispettivo complessivo e dell imposta incorporata, ovvero dei dati che permettono di calcolarla; 8. per le fatture emesse ai sensi dell art. 26, il riferimento alla fattura rettificata e le indicazioni specifiche che vengono modificate.

44 Fattura semplificata (segue) Con decreto del Ministro dell economia e delle finanze, il limite di 100 euro può essere elevato fino a 400 euro, nonché può essere consentita l emissione di fatture semplificate anche senza limiti di importo per le operazioni effettuate nell ambito di specifici settori di attività o da specifiche tipologie di soggetti per i quali le pratiche commerciali o amministrative ovvero le condizioni tecniche di emissione delle fatture rendono particolarmente difficoltoso il rispetto degli adempimenti previsti per l emissione delle fatture. NB In ogni caso, le fatture semplificate non possono essere emesse per le vendite a distanza, le cessioni intracomunitarie di beni, le prestazioni transfrontaliere di servizi, soggette a inversione contabile. NB la Circolare n. 12/E/2013 ha precisato che per quanto attiene alla registrazione di tali fatture da parte del cedente/prestatore, considerato che vi possono essere casi in cui il cessionario/committente sia identificato con il solo numero di partita IVA ovvero codice fiscale, potrà essere effettuata utilizzando unicamente tali dati sintetici invece che riportare la ditta, denominazione ovvero ragione sociale(come invece è richiesto dall art. 23 del D.P.R. n. 633/1972).

45 Fattura semplificata (segue) NB In considerazione del fatto che tale fattura semplificata potrà costituire una rilevante semplificazione operativa per gli utenti di apparecchi misuratori fiscali, è stato stabilito che può essere emessa anche mediante tali misuratori (per meglio dire la Legge di stabilità per il 2013 ha concesso la possibilità di emettere la fattura, sia ordinaria che semplificata, attraverso gli apparecchi misuratori fiscali registratori di cassa). Di fatto, tale modifica vuole andare incontro alle esigenze dei commercianti al minuto utilizzatori di apparecchi misuratori fiscali, e in particolare dei pubblici esercizi che operano nel settore delle somministrazioni di alimenti e bevande, i quali incontrano oggettive difficoltà nel rilasciare le fatture per le prestazioni erogate ai clienti che ne abbiano fatto richiesta e che sono peraltro, nella maggior parte dei casi, relative a transazioni di modesto valore economico unitario.

46 Fattura elettronica La nuova disposizione della direttiva fornisce la definizione di fattura elettronica, stabilendo che per fattura elettronica s intende una fattura contenente le informazioni richieste dalla presente direttiva emessa e ricevuta in formato elettronico. Inoltre il ricorso a una fattura elettronica è subordinato all accordo del destinatario. In base a tale disposizione risulta in pratica superato il concetto di trasmissione o messa a disposizione per via elettronica. Sempre le nuove disposizioni comunitarie stabiliscono che il soggetto passivo: debba assicurare l autenticità dell origine, l integrità del contenuto e la leggibilità delle fatture(in base all interpretazione di fonte comunitaria con leggibilità si intende che la fattura è leggibile per l uomo ) e fornisce la definizione di autenticità dell origine e di integrità del contenuto; e che, per assicurare la presenza dei requisiti menzionati, può alternativamente ricorrere a: l uso di controlli di gestione che assicurino una pista di controllo affidabile tra una fattura e una cessione di beni o una prestazione di servizi ; l uso di tecnologie che assicurino l autenticità dell origine e l integrità del contenuto, quali, a mero titolo esemplificativo, la firma elettronica avanzata o la trasmissione elettronica dei dati(edi).

47 Fattura elettronica (segue) Questi nuovi principi sono recepiti nei commi 1 e 3 del nuovo art. 21 del D.P.R. n. 633/1972. In particolare, al comma 1 si dispone che ( ) per fattura elettronica si intende la fattura che è stata emessa e ricevuta in un qualunque formato elettronico; il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all accettazione da parte del destinatario. ( ) La fattura, cartacea o elettronica, si ha per emessa all atto della sua consegna, spedizione, trasmissione o messa a disposizione del cessionario o committente. Dovrebbe essere attentamente valutata la possibilità che il destinatario della fattura acconsenta di fatto al loro ricevimento in via elettronica attraverso un tacito accordo. Un accettazione tacita da parte del destinatario della fattura elettronica implica, infatti, l obbligo per il destinatario di conservare in modalità elettronica tali fatture. Sembra doversi ritenere che solo quando il destinatario manifesta un effettiva e consapevole accettazione al ricevimento della fattura elettronica, tale effetto possa trovare applicazione. Al contrario, quando il destinatario manifesta solo il consenso per il recapito delle fatture attraverso mezzi elettronici (ad esempio messa a disposizione sul portale) e proceda con la stampa e la conservazione analogica dei documenti ricevuti elettronicamente è da escludere che vi sia accettazione.

48 Fattura elettronica (segue) Con riferimento ai requisiti della fattura e alle modalità per garantirne la presenza, il nuovo comma 3 dell art. 21 stabilisce che il soggetto passivo assicura l autenticità dell origine, l integrità del contenuto e la leggibilità della fattura dal momento della sua emissione fino al termine del suo periodo di conservazione; autenticità dell origine e integrità del contenuto possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile, ovvero mediante l apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell emittente o mediante sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati o altre tecnologie in grado di garantire l autenticità dell origine e l integrità dei dati. NB in tema di fattura elettronica la Circolare n. 12/E/2013 ha sottolineato che Ulteriori indicazioni in materia verranno fornite anche tenendo conto dei lavori del Forum italiano sulla fatturazione elettronica, istituito con decreto del Direttore Generale delle Finanze del 12 dicembre 2011, con l obiettivo di individuare e proporre misure atte a favorire l adozione della fatturazione elettronica da parte di imprese e lavoratori autonomi, preservando l interoperabilità transfrontaliera dei soggetti che utilizzano la fattura elettronica.

49 Conservazione delle fatture Le novità contenute al terzo comma, secondo e terzo periodo, dell art. 39 del D.P.R. n. 633/1972, nel quale si stabilisce che le fatture elettroniche sono conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni del decreto del Ministro dell economia e delle finanze emanato ai sensi dell art. 21, comma 5, del D.Lgs. 7 marzo 2005, n. 82. Le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente. In sostanza, si prevede la conservazione elettronica obbligatoria per le fatture elettroniche (cioè quelle emesse e ricevute in maniera elettronica, perché accettate dal destinatario) e facoltativa per quelle cartacee e per quelle create in formato elettronico, intendendosi per tali anche le fatture create e trasmesse con uno dei metodi previsti dal novellato comma 3 dell art. 21, ma per le quali non vi è stata l accettazione da parte del destinatario (condizione vincolante per parlare di fattura elettronica).

50 Conservazione delle fatture (segue) Per quanto concerne il luogo di conservazione delle fatture, è consentita la conservazione elettronica in un altro Stato (con cui esistono strumenti giuridici che assicurano la reciproca assistenza), non solo delle fatture, ma anche degli altri documenti fiscalmente rilevanti, mantenendo tuttavia il vincolo di assicurare, per finalità di controllo, l accesso automatizzato all archivio e che tutti i documenti e i dati in esso contenuti, compresi quelli che garantiscono l autenticità e l integrità delle fatture, siano stampabili e trasferibili su altro supporto informatico.

51 Esigibilità dell imposta negli scambi intracomunitari Dal 1 gennaio 2013 sono state modificate in modo significativo le disposizioni in tema di esigibilità dell imposta con riferimento alle operazioni intracomunitarie. Più nel dettaglio è stato previsto che l esigibilità dell IVA, per gli scambi intracomunitari di beni, è fatta coincidere con l emissione della fattura o al più tardi con il giorno 15 del mese successivo all effettuazione della cessione. Con riferimento al momento di effettuazione dello scambio intracomunitario di beni viene stabilito che, sia per le cessioni intracomunitarie sia per gli acquisti intracomunitari di beni, è identificato con l inizio del trasporto o della spedizione, rispettivamente, dal territorio dello Stato o dal territorio dello Stato membro di provenienza. Inoltre, è stato stabilito che se anteriormente al verificarsi dell inizio del trasporto o della spedizione è stata emessa la fattura l operazione intracomunitaria si considera effettuata, limitatamente all importo fatturato, alla data della fattura. In pratica continua ad essere rilevante l emissione anticipata delle fatture, in relazione alle operazioni intracomunitarie sui beni.

52 Esigibilità dell imposta negli scambi intracomunitari (segue) Per quanto riguarda gli adempimenti di fatturazione e registrazione è stato stabilito che: per le cessioni intracomunitarie di beni la fattura sia emessa entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell operazione; le fatture relative agli acquisti intracomunitari, previa integrazione, sono annotate distintamente, entro il giorno 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura, e con riferimento al mese precedente, nel registro di cui all articolo 23 del decreto del D.P.R. n. 633/1972, secondo l ordine della numerazione, con l indicazione anche del corrispettivo delle operazioni espresso in valuta estera; per la regolarizzazione degli acquisti intracomunitari per i quali il cessionario non ha ricevuto la relativa fattura entro il secondo mese successivo a quello di effettuazione dell operazione, questi emetta apposita autofattura entro il 15 del terzo mese successivo a quello di effettuazione dell operazione. La disposizione fornisce quindi un termine più ampio per la regolarizzazione rispetto a quello vigente fino al 31 dicembre 2012.

53 Esigibilità dell imposta negli scambi intracomunitari (segue) UE IT Fattura Beni Momento di effettuazione (art. 39, co. 1, D.L. 331/1993): all atto dell inizio del trasporto o della spedizione o anteriormente se vi è anticipo della fatturazione. (Momento giuridico) Termini integrazione (art. 46, co. 1, D.L. n. 331/1993): nulla è detto sul termine per integrare. Termine registrazione (art. 47, co. 1, D.L. n. 331/1993): entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura con riferimento al mese precedente. (Momento contabile) Termine eventuale autofattura (art. 46, co. 5, D.L. 331/1993): se entro il secondo mese successivo a quello in cui l operazione è effettuata non si riceve fattura da integrare è necessario emettere autofattura entro il 15 del terzo mese successivo a quello di in cui l operazione è effettuata. (Momento giuridico) + annotazione immediata con riferimento al mese precedente Presentazione elenchi INTRASTAT. Stati UE Italia

54 Esigibilità dell imposta negli scambi intracomunitari (segue) UE Fattura Beni Momento di effettuazione (art. 39, co. 1, D.L. 331/1993): all atto dell inizio del trasporto o della spedizione o anteriormente se vi è anticipo della fatturazione. (Momento giuridico) Termini emissione (art. 46, co. 2, D.L. n. 331/1993): entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell operazione. Termine registrazione (art. 47, co. 4, D.L. n. 331/1993): devono essere annotate con riferimento alla data di emissione. Presentazione elenchi INTRASTAT. IT Stati UE Italia

55 Esigibilità dell imposta negli scambi intracomunitari (segue) Fattura Acquisti e cessioni intracomunitarie Momento di effettuazione (art. 39, co. 1, D.L. 331/1993): all atto dell inizio del trasporto o della spedizione o anteriormente se vi è anticipo della fatturazione.(momento giuridico) UE a) Acquisti intracomunitari: Termini integrazione(art. 46, co. 1, D.L. n. 331/1993): nulla è detto sul termine per integrare. Termine registrazione (art. 47, co. 1, D.L. n. 331/1993): entro il 15 del mese successivo a quello di ricezione della fattura con riferimento al mese precedente.(momento contabile) Termine eventuale autofattura(art. 46, co. 5, D.L. 331/1993): se entro il secondo mese successivo a quello in cui l operazione è effettuata non si riceve fattura da integrare è necessario emettere autofattura entro il 15 del terzo mese successivo a quello di in cui l operazione è effettuata. (Momento giuridico) + annotazione immediata con riferimento al mese precedente Presentazione elenchi INTRASTAT. IT b) Cessioni intracomunitarie: Termini emissione (art. 46, co. 2, D.L. n. 331/1993): entro il 15 del mese successivo a quello di effettuazione dell operazione. Termine registrazione (art. 47, co. 4, D.L. n. 331/1993): devono essere annotate con riferimento alla data di emissione. Presentazione elenchi INTRASTAT. Stati UE Italia

56 INTRASTAT La legge di Stabilità 2013 non ha cambiato quanto previsto ai fini degli elenchi INTRASTAT (ancorché si dovranno fare gli opportuni ragionamenti sul termine più ampio di registrazione), conseguentemente per le cessioni intracomunitarie di beni, gli stessi andranno compilati: prendendo a riferimento i dati delle cessioni intracomunitarie registrate o soggette a registrazione nel periodo (trimestrale o mensile) di riferimento, ciò implica (a decorrere dal 1 gennaio 2013) che una cessione effettuata a marzo 2013 e registrata in aprile va inserita nella comunicazione di tale mese da presentare entro il 25 maggio. Se invece l operazione è registrata nello stesso mese di effettuazione, l operazione confluisce nel modello relativo a marzo da presentare entro il 25 aprile; nel caso di fatturazione anticipata con riferimento al periodo nel quale è stata eseguita la consegna/spedizione dei beni(art. 50, 7 comma del D.L. n. 331/1993). Con riferimento agli acquisti intracomunitari di beni gli elenchi INTRASTAT andranno alimentati: prendendo a riferimento l annotazione nel registro IVA delle vendite; nel caso di fatturazione anticipata si dovrà prendere a riferimento il periodo nel quale il fornitore ha dato luogo alla consegna/spedizione dei beni.

57 Base imponibile delle operazioni: corrispettivi, spese e oneri espressi in valuta estera È stato sostituito il precedente quarto comma dell art. 13 del D.P.R. n. 633/1972, prevedendo che ai fini della determinazione della base imponibile IVA, con riferimento ai corrispettivi, spese e oneri espressi in valuta estera si deve applicare, nell ordine: il cambio del giorno di effettuazione dell operazione; il cambio del giorno della data della fattura, se in essa non è indicato il giorno di effettuazione dell operazione; il cambio del giorno antecedente più prossimo a quello di emissione della fattura, qualora manchi il cambio relativo a quest ultimo giorno. NB La conversione in euro, per tutte le operazioni effettuate nell anno solare, può essere fatta sulla base del tasso di cambio pubblicato dalla Banca centrale europea. NB La Circolare n. 12/E/2013 ha precisato che la conversione in Euro deve essere fatta sia per l imponibile che per l imposta. Quindi, non vale più la regola (valevole fino al 31 dicembre 2012) di convertire in Euro solo l imposta.

58 Il nuovo spesometro

59 Le novità Per la presentazione dello spesometro (mediante l utilizzo del nuovo modello polivalente) riferito all anno 2012 i contribuenti potranno procedere alla sua presentazione entro il 31 gennaio 2014 senza l applicazione delle sanzioni (comunicati stampa dell Agenzia delle Entrate del 7 e 8 novembre 2013). Inoltre, entro tale termine, senza applicazione di sanzioni, potranno essere inviate anche le comunicazioni integrative ovvero sostitutive.

60 Le novità (segue) I chiarimenti forniti dall Agenzia delle Entrate in tema di spesometro QUADRO BL -OPERAZIONI CON SOGGETTI RESIDENTI IN PAESI DELLA BLACK LIST In presenza di operazioni con una controparte Black list, che siano già confluite nella comunicazione mensile o trimestrale (quadro BL del nuovo modello polivalente), sono escluse dallo spesometro (quadro SE dello stesso modello). NB: in presenza di operazioni di importo uguale ovvero inferiore ad Euro 500 non soggette all obbligo di comunicazione Black list non dovranno essere inserite neppure negli altri ordinari quadri del modello polivalente. QUADRO BL -CASELLA OPERAZIONI CON SOGGETTI NON RESIDENTI QUADRO BL -CASELLA ACQUISTI DI SERVIZI DA NON RESIDENTI QUADRO FE -CASELLA AUTOFATTURA QUADRO FR CASELLA AUTOFATTURA Dev essere barrata, in caso di opzione per l esposizione in forma aggregata, in presenza di operazioni attive. Dev essere barrata, in caso di opzione per l esposizione in forma aggregata, in presenza di operazioni passive. Tale casella dev essere barrata per segnalare le seguenti operazioni documentate da autofattura: acquisti da fornitori extraue; acquisti da fornitori Ue non già ricompresi negli elenchi Intrastat. NB: In caso di acquisti da fornitori extraue, in tale casella non devono essere riportate le importazioni. Tale casella dev essere barrata in assenza di elementi sufficienti ad individuare la controparte non residente ((ad esempio, autofatture emesse per operazioni rientranti nella fattispecie disciplinata dagli articoli 7-bis e 7-ter del DPR n. 633/1972 in mancanza degli elementi identificativi del fornitore). NB: Le ipotesi di acquisto da un imprenditore agricolo esonerato dall emissione della fattura e di acquisto, per il quale il cessionario o committente obbligato alla comunicazione regolarizza con l emissione di autofattura e con il versamento della relativa imposta, possono essere utilmente riportate attraverso l utilizzo del flag Autofattura con l indicazione della diversa partita Iva della controparte.

61 Le novità (segue) I chiarimenti forniti dall Agenzia delle Entrate in tema di spesometro QUADRO FR CASELLA REVERSE CHARGE QUADRO SE ACQUISTI DI SERVIZI DA NON RESIDENTI QUADRO FN OPERAZIONI ATTIVE OPERAZIONI PRIVE DI CORRISPETTIVO FATTURE EMESSE REGISTRATE TRA i CORRISPETTIVI SANZIONI CONSERVAZIONE DEL MODELLO Dev essere barrata anche per la cessione di cellulari o microprocessori (ai sensi dell art. 17, comma 6, lettera c), del DPR n. 633/1972), ma non in presenza di operazioni già comunicate all Anagrafe tributaria ai sensi dell art. 7 del DPR 29 settembre 1973, n NB: rimangono escluse dalla comunicazione le cessioni di immobili. Devono essere indicate le operazioni di cui all 7-bis del DPR n. 633/1972 e, più in generale, tutte le operazioni passive effettuate con non residenti, sia comunitari che extracomunitari, purché rilevanti in Italia e non costituenti importazioni o operazioni da indicare negli elenchi Intrastat. In questo quadro devono essere indicate le sole operazioni attive effettuate con soggetti non residenti, ad esclusione delle esportazioni e delle operazioni da indicare negli elenchi Intrastat. NB: sono comprese anche le operazioni non documentate da fattura realizzate in Italia con soggetti non residenti, sia comunitari che extracomunitari. Devono essere comunicate anche le cessioni gratuite di beni che formano oggetto dell attività d impresa (per la cui base imponibile si deve fare riferimento all 13 del DPR n. 633/1972) e la destinazione di beni a finalità estranee all impresa. NB 1.In presenza di cessioni gratuite di beni oggetto di autofatturazione rientranti nell attività propria dell impresa da parte dell impresa cedente, va indicata la partita Iva del cedente. 2.Per la cessione gratuita, la fattura emessa con sola rivalsa dell Iva dev essere riportata indicando come imponibile il valore minimo di 1 euro. Indipendentemente dalla registrazione nel registro dei corrispettivi, per gli anni 2012 e 2013 la comunicazione è obbligatoria per le fatture emesse di importo pari o superiore a euro lordi(pur essendo possibile comunicare anche le fatture di importo inferiore). Non si applicano le sanzioni se: 1.l invio avviene entro il 31 gennaio 2014; 2.il contribuente rettifica o sostituisce le precedenti comunicazioni, sempre che quelle integrative o sostitutive siano inviate entro il 31 gennaio Il modello polivalente potrà essere conservato su supporto informatico.

62 Le novità (segue) Il modello polivalente va utilizzato, oltre che per lo spesometro, anche per: la comunicazione delle operazioni black-list: il nuovo tracciato record dovrà essere utilizzato per comunicare i dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di soggetti aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori a regime fiscale privilegiato a decorrere dal 1 gennaio Si rileva che non cambiano i periodi di riferimento della comunicazione (trimestrali e mensili) e il termine per la comunicazione(entro l ultimo giorno del mese successivo al periodo di riferimento); NB: per le operazioni effettuate con controparti residenti in Paesi della black list, è necessario indicare anche il mese o il trimestre. perlevenditeincontantisoprai1.000euro:devonoutilizzareilnuovotracciatorecordancheglioperatoridicuiagliartt.22 (ad esempio i commercianti al dettaglio) e 74-ter(agenzie di viaggio) del DPR n. 633/1972, i quali sono tenuti a comunicare gli acquistiincontantipariovverosuperioriadeuro1.000,da partedisoggettiresidentiinpaesiextra-ueedinrelazioneabenie servizi legati al turismo; per le autofatture da San Marino: a decorrere dalle operazioni annotate dal 1 gennaio 2014 (è facoltativo il suo utilizzo per le operazioni annotate dal 1 ottobre 2013), i contribuenti italiani che effettuano acquisti da operatori economici con sede a San Marino dovranno comunicare le avvenute registrazioni degli acquisti direttamente online utilizzando il nuovo tracciato record, che dovrà essere presentato entro l ultimo giorno del mese successivo a quello di annotazione nei registri; NB: Per gli acquisti effettuati nei confronti di operatori economici residenti nella Repubblica di San Marino, è necessario indicare il mese. per la comunicazione leasing e noleggi: a decorrere dalla comunicazioni relative all anno 2012, i contribuenti che svolgono attività di leasing finanziario e operativo e di locazione e/o noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili, potranno comunicare all Anagrafe Tributaria i dati relativi ai propri clienti, utilizzando, in alternativa alla vecchia comunicazione, il nuovo tracciato record approvato dal Provvedimento direttoriale del 2 agosto 2013 e aggiornato il 10 ottobre scorso.

63 Soggetti obbligati alla presentazione del nuovo spesometro Soggetti passivi IVA che effettuano le seguenti operazioni rilevanti ai fini IVA: -cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l obbligo di emissione della fattura; -cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l obbligo di emissione della fattura, qualora l importo unitario dell operazione sia pari o superiore ad Euro (al lordo dell IVA). NB: l emissione della fattura, in sostituzione di altro idoneo documento fiscale, determina l obbligo di comunicazione dell operazione. Per i commercianti al minuto e soggetti assimilati (art. 22 del D.P.R. n. 633/1972) e le agenzie di viaggio e turismo (art. 74-ter del medesimo decreto), limitatamente per gli anni 2012 e 2013, è consentita la comunicazione delle operazioni attive per le quali è stata emessa fatturadiimportounitariopariosuperioreadeuro3.600allordodiiva.

64 Termini per la presentazione Termini di presentazione delle comunicazioni relative al 2012 NB: se comunque la presentazione avviene entro il 31 gennaio 2014 non vi saranno sanzioni da parte degli operatori -Per i contribuenti con liquidazione IVA mensile la presentazione dello spesometro dovrà avvenire entro il 12 novembre 2013; -per le altre tipologie di contribuenti, in capo ai quali sussiste l obbligo di comunicazione, la scadenza è fissata per il 21 novembre Termini di presentazione delle comunicazioni a regime -Per i contribuenti con liquidazione IVA mensile la presentazione dello spesometro dovrà avvenire entro il 10 aprile dell anno successivo(quindi, per le operazioni 2013 il termine scade il 10 aprile 2014); -per le altre tipologie di contribuenti, in capo ai quali sussiste l obbligo di comunicazione, la scadenza è fissata al 20 aprile dell anno successivo(quindi, per le operazioni 2013 il termine scade il 20 aprile 2014).

65 Ambito soggettivo Soggetti obbligati all adempimento Gli enti non commerciali per le operazioni (rese e ricevute) riferibili all attività commerciale o agricola (ancorché la stessa non sia svolta in modo prevalente). Per quanto riguarda gli enti non commerciali che non effettuano operazioni attive di natura commerciale, gli stessi non sono considerati soggetti passivi IVA e, quindi, non dovrebbero essere tenuti all obbligo di comunicazione in esame. Gli autotrasportatori iscritti al relativo albo. NB: tali soggetti possono annotare le fatture emesse entro il trimestre solare successivo a quello di loro emissione ai sensi dell art. 74 comma 4 del DPR 633/72, l obbligo di inserimento nella comunicazione scatta al momento in cui le medesime sono registrate. I soggetti non residenti identificati ai fini IVA in Italia(rappresentante fiscale o identificazione diretta) per le operazioni rilevanti ai fini IVA. Le stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti per le operazioni rilevanti ai fini IVA. I soggetti che optano per il regime fiscale agevolato per le nuove iniziative imprenditoriali e di lavoro autonomo ai sensi dell art. 13 della l. 23 dicembre 2000, n I soggetti che si avvalgono della dispensa da adempimenti per le operazioni esenti ai sensi dell art. 36 bis del d.p.r. n. 633/1972. NB: così come chiarito all interno delle nuove istruzioni al modello, nel caso di contribuente che esercita due attività in contabilità separata ai sensi dell art. 36 bis del d.p.r. n. 633/1972, la fattura del fornitore che contiene costi promiscui ad entrambe le attività, può essere comunicata, ancorché possa dar luogo a distinte registrazioni, compilando un dettaglio unico, al netto di eventuali voci fuori campo IVA. I curatori fallimentari ed i commissari liquidatori per conto della società fallita o in liquidazione. NB: nel caso in cui la Società sia stata liquidata definitivamente, quindi cessata, nel corso del 2012 si ritiene (anche se tale punto ad oggi non è stato chiarito dall Amministrazione finanziaria) che il liquidatore non sia tenuto alla comunicazione in esame, in considerazione del fatto che la società non esiste più ancorché nel corso del 2011 ovvero 2012 tale società abbia fatto operazioni rilevanti ai fini dello spesometro.

66 Ambito soggettivo (segue) Soggetti esonerati dall adempimento Contribuenti che rientrano nel regime dei minimi di cui all art. 1, commi da 96 a 117 della Legge 24 dicembre 2007, n. 244 e all art. 27, commi1e2deld.l.6luglio2011n.98(convertitoconmodificazionidallaleggen.111del15luglio2011) NB: il contribuente che rientra nel regime dei minimi sarà tenuto alla comunicazione dello spesometro in corso d anno solamente nel caso in cui consegua ricavi/compensi per importi superiori a oltre il 50% rispetto al limite di legge. Negli altri casi di uscita dal regime l obbligo decorrerà dall anno successivo. Stato, regioni, province, comuni e altri organismi di diritto pubblico sono esclusi dallo spesometro per gli anni 2012 e A decorrere dal Stato, regioni, province, comuni e altri organismi di diritto pubblico sono esclusi dallo spesometro per gli anni 2012 e A decorrere dal 1 gennaio 2014, anche le Pa dovranno rispettare l obbligo, ma soltanto in mancanza di fatturazione elettronica (Provvedimento direttoriale del 5 novembre 2013)

67 Ambito oggettivo Tipologia di operazione Obbligo di comunicazione OPERAZIONI IMPONIBILI OPERAZIONI NON IMPONIBILI Cessioni all esportazione Cessioni all esportazione di cui all art. 8, comma 1, lettere a) e b), D.P.R. n. 633/1972 Triangolazioni comunitarie di cui all art. 58 del D.L. n. 331/1993 Operazioni assimilate alle non imponibili ex artt. 8-bis, 8-quater, 71 e 72 del D.P.R. n. 633/1972 SI SI NO SI SI Prestazioni di servizio strettamente legate ad operazioni di importazione ed esportazione (es. servizi di spedizione e trasporto), disciplinate dall articolo 9 del D.P.R. n. 633/1972 NB: tali servizi internazionali sono da comunicare al netto degli importi esclusi(es. diritti doganali) OPERAZIONI ESENTI(di cui all art. 10 del D.P.R. n. 633/1972) SI SI Corrispettivi SNAI corrispettivi scaturenti dagli estratti conto quindicinali SNAI al gestore degli apparecchi da intrattenimento ex art.110, comma 7, TULPS; fatture emesse dal pubblico esercizio dove sono collocati gli apparecchi nei confronti del gestore degli stessi; corrispettivi derivanti da singole giocate al Lotto da parte di soggetti privati. SI Corrispettivi delle distinte riepilogative ASL Operazioni in applicazione del regime IVA del margine NB: le operazioni effettuate in applicazione del regime IVA dei beni usati di cui ai commi da 36 a 40 del decreto legge n. 41 del 1995, non documentate da fattura, sono oggetto di comunicazione se il totale documento risulta di importo non inferiore ad euro SI SI

68 Ambito oggettivo (segue) Tipologia di operazione OPERAZIONI FUORI CAMPO IVA PER MANCANZA DEL PRESUPPOSTO OGGETTIVO (artt. 2 e 3 del D.P.R. n. 633/1972), SOGGETTIVO (artt. 4 e 5 del D.P.R. n. 633/1972), TERRITORIALE (artt. 7 e seguenti del D.P.R. n. 633/1972 quindi, anche gli acquisti/cessioni di beni estero su estero ) E LE SPESE ANTICIPATE IN NOME E PER CONTO DEL CLIENTE NB: per le operazioni effettuate a decorrere dal 1 gennaio 2013 si ricorda che è stato ampliato l obbligo di emissione della fattura anche per le operazioni fuori campo IVA(per mancanza del presupposto territoriale) ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del DPR n. 633/1972. Ne consegue che tali operazioni effettuate nel 2013, ancorché fuori campo IVA saranno oggetto di comunicazione nel 2014 ove non ricorra l obbligo di presentazione degli elenchi INTRASTAT. OPERAZIONI EFFETTUATE DAI CONTRIBUENTI MINIMI OVVERO A FAR DATA 1 GENNAIO 2012 NUOVO REGIME DEI MINIMI NB: l operazione effettuata da un contribuente minimo, pur non recando addebito di imposta, è da considerare comunque rilevante e quindi soggetta a registrazione ai fini IVA, ed è pertanto da comprendere nella comunicazione da parte del soggetto(cessionario/committente) che riceve la fattura. OPERAZIONI SOGGETTE al REGIME dell INVERSIONE CONTABILE (reverse charge ovvero autofattura) nel caso in cui le stesse non siano relative ad operazioni intracomunitarie per le quali torna l obbligo di presentazione degli elenchi INTRASTAT CESSIONI GRATUITE di BENI che FORMANO OGGETTO dell ATTIVITÀ di IMPRESA NB: le cessioni gratuite di beni oggetto di autofatturazione rientranti nell attività propria dell impresa cedente, sono da comunicare con l indicazione della partita IVA del cedente. Destinazione di beni a finalità estranee all impresa (c.d. autoconsumo esterno) IMPORTAZIONI OPERAZIONI(EFFETTUATE O RICEVUTE) con PAESI BLACK LIST NB: tale chiarimento è stato fornito dalle nuove istruzioni pubblicate il 10 ottobre scorso. OPERAZIONI GIÀ COMUNICATE all ANAGRAFE TRIBUTARIA di cui all art. 7 del D.P.R. n. 605/1973(ad es.: contratti di assicurazioni, compravendite immobiliari, ecc.) OPERAZIONI EFFETTUATE nei CONFRONTI di CONTRIBUENTI NON SOGGETTI PASSIVI IVA e PAGATE DAGLI STESSI con CARTE di CREDITO, di DEBITO o PREPAGATE emesse da operatori finanziari soggetti agli obblighi di cui all art. 7 del D.P.R. n. 605/1973 OPERAZIONI EFFETTUATE e RICEVUTE in AMBITO COMUNITARIO per le quali torna l obbligo di presentazione degli elenchi INTRASTAT PASSAGGI INTERNI di BENI tra attività separate di cui all art. 36 del D.P.R. n. 633/1972 VENDITE per CORRISPONDENZA SOGGETTI utilizzatori dei beni in leasing o in noleggio Acquisti di carburante pagati con carte di credito NB: per i casi in cui permane la tenuta delle schede carburante il modello prevede la possibilità del soggetto obbligato alla comunicazione di riportarne i dati con le stesse modalità del documento riepilogativo. Obbligo di comunicazione NO NO SI SI SI NO NO NO NO NO NO SI SI NO

69 Profili sanzionatori L articolo 21 del d.l. 31 maggio 2010, n. 78 (c.d. Manovra correttiva) ha stabilito che Per l omissione delle comunicazioni, ovvero per la loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri si applica la sanzione di cui all articolo 11 del d.lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, quindi, da euro 258,00 a Euro 2.065,00. NB: dal dettato letterale della norma sembra che la sanzione torni applicabile per l omissione delle comunicazioni e non per la singola comunicazione. Ciò porterebbe a pensare che nel caso in cui il contribuente ometta parzialmente o totalmente l invio delle diverse comunicazioni (ricordiamo che devono essere effettuate tante singole comunicazioni quante sono le operazioni) torni applicabile solo la sanzione da euro 258,00 ad euro 2.065,00. Sulla base di tali considerazioni sembrerebbe (ancorché l amministrazione ad oggi non abbia chiarito la portata della norma) che la sanzione non vada applicata per singola omessa comunicazione ma in toto(quindi, che io ometta una singola comunicazione o che le ometta tutte quante la sanzione sarà sempre tra euro 258,00 ed euro 2.065,00). Ciò posto anche nel caso in cui quanto riportato non fosse confermato, si ritiene comunque che torni applicabile il cumulo giuridico (visto che non è stato espressamente vietato dalla norma così come invece era avvenuto per le comunicazioni Black list). Quindi, nel caso di cumulo giuridico si applicherebbe la sanzione massima di euro aumentata di ¼(quindi pari ad euro 2.581,25).

70 Le semplificazioni dal 2015

71 Le semplificazioni Così come disposto dall art. 50-bis del DL n. 63/2013 (convertito con modifiche nella Legge n. 98 del 9 agosto 2013) a decorrere dal 1 gennaio 2015 i soggetti passivi IVA potranno comunicare telematicamente all Agenzia delle Entrate: i dati analitici delle fatture di acquisto e di cessione di beni e servizi, nonché le relative rettifiche in aumentoeindiminuzione(lenotedivariazionedicuiall art.26deldprn.633/1972); l ammontare dei corrispettivi delle operazioni non soggette a fatturazione. Le suddette informazioni dovranno essere trasmesse quotidianamente. Sono esclusi dalla segnalazione i corrispettivi relativi alle operazioni non soggette a fatturazione effettuate: dallo stato, dalle regioni, dalle province, dai comuni e da altri organismi di diritto pubblico; dai soggetti che si avvalgono della dispensa per gli adempimenti relativi alle operazioni esenti ai sensi dell art. 36-bis, DPR n. 633/1972.

72 Le semplificazioni (segue) Per i contribuenti che opteranno per l assoggettamento alla comunicazione di cui sopra, non si applicheranno le seguenti disposizioni: art. 21 del DL n. 78/2010, concernente lo spesometro; art. 1, commi 1-3 del DL n. 40/2010, concernente la comunicazione delle operazioni con soggetti economici di Paesi black-list; art. 60-bis del DPR n. 633/1972, che prevede la responsabilità solidale dell acquirente per il pagamento dell IVA non versata dal fornitore, nel caso di cessioni, a prezzi inferiori al valore normale, di determinati beni a rischio frodi(cosiddetti beni sensibili : autoveicoli, computer, telefonini ecc.); art. 20, primo comma, del DPR n. 605/1973 (contratti d appalto, somministrazione e trasporto non registrati, stipulati da enti pubblici); art. 1, comma 1, lett. c), ultimo periodo, del DL n. 746/83, concernente l obbligo di invio, da parte dei fornitori degli esportatori abituali, dei dati delle lettere d intento; art. 35, commi 28 e seguenti, del DL n. 223/2006, concernenti la disciplina della responsabilità dei committenti e degli appaltatori per l omesso versamento delle ritenute da lavoro dipendente.

73 Le semplificazioni (segue) A decorrere dal 1 gennaio 2015 sarà soppresso l obbligo di inviare l elenco riepilogativo delle prestazioni di servizi c.d. generiche(art. 7-ter del DPR n. 633/1972) acquisite presso fornitori comunitari (modello INTRASTAT servizi ricevuti), introdotto nel 2010 in occasione della riforma della territorialità delle prestazioni, ma non contemplato dalla normativa comunitaria. Infine, sarà emanato un regolamento, da adottare con DPR, per allineare le informazioni da riportare nei registri IVA con la segnalazione dei dati delle fatture e dei corrispettivi all Agenzia delle Entrate ed abrogare gli obblighi di trasmissione di dati e di dichiarazione contenenti informazioni comprese nelle suddette segnalazioni. L entrata in vigore di tale regolamento comporterà la decorrenza delle semplificazioni collegate all invio telematico delle fatture e dei corrispettivi, nonché il decorso del termine di novanta giorni per l adozione delle disposizioni attuative.

74 Dal 1 gennaio 2014 nuove imposte di registro e ipocatastali sui trasferimenti immobiliari

75 Novità A decorrere dal 1 gennaio 2014 la tassazione indiretta sui trasferimenti immobiliari subisce notevoli modifiche. L art. 10 del D.lgs. 14/3/2011 n. 23(c.d. Decreto sul Federalismo Municipale), così come modificato dall art. 26 del DL del 12/09/2013 n. 104 (c.d. Decreto Istruzione) prevede che, con effetto 1 gennaio 2014 i trasferimenti immobiliari soggetti ad imposta di registro sono sottoposti unicamente alle seguenti tre aliquote, la terza delle quali aggiunta dall art. 1, comma 609 della Legge di Stabilità 2014 (Legge 27 dicembre 2013, n. 147): imposta proporzionale di registro del 9% per i trasferimenti immobiliari in genere; imposta proporzionale di registro del 2%, nel caso in cui il trasferimento abbia ad oggetto case di abitazione (con esclusione di quelle che rientrano nella categoria catastale A1, A8 o A9) che beneficiano dell agevolazione prima casa. Dalla nuova formulazione dell art. 1 della Tariffa, Parte Prima del DPR n. 131/1986 si evince che diversamente da quanto accadeva fino al 2013, possono beneficiare dell aliquota del 2% tutte le abitazioni prima casa (con l eccezione delle A/1, A/8 e A/9) ancorché le stesse non rispettino i requisiti non di lusso previstidaldm2agosto1969.èbenesottolinearechetaleagevolazionenonèstataprevistaancheaifiniiva; imposta proporzionale di registro del 12% nel caso in cui il trasferimento abbia ad oggetto terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale. Nel caso in cui il trasferimento dei terreni agricoli avvenga a favore di coltivatori diretti ovvero imprenditori agricoli, dal 1 gennaio 2014 vi è l applicazione dell imposta di registro e dell imposta ipotecaria in misura fissa di euro 200 ciascuna nonché l imposta catastale in misura proporzionale dell 1%.

76 Novità (segue) La disposizione normativa stabilisce, comunque, che nei casi sopra riportati l imposta di registro non può essere inferiore ad Euro Va da sé che per i trasferimenti immobiliari vengono meno le molteplici aliquote dell imposta di registro vigenti fino al 2013(previste dalla precedente formulazione dall art. 1 della Tariffa, Parte Prima allegata al DPR n. 131/1986). In aggiunta a ciò, l art. 10, comma 4 del D.lgs. n. 23/2011 stabilisce che sono soppresse tutte le esenzioni e le agevolazioni tributarie, anche se previste in leggi speciali. A mero titolo esemplificativo viene meno: l imposta di registro del 3% prevista fino al 2013 nel caso di trasferimento di immobili di interesse storico, artistico o archeologico; l imposta di registro dell 1% valida fino al 2013 prevista per le cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato esenti da IVA a favore di imprese di rivendita immobiliare; l imposta fissa di registro di Euro 168 prevista fino al 2013 per i trasferimenti di immobili a favore dello Stato o di enti pubblici territoriali; l impostafissadiregistrodieuro168previstafinoal2013peritrasferimentidiimmobiliafavoredelleonlus; l imposta di registro dell 1% prevista fino al 2013 per i trasferimenti di immobili compresi in Piani Urbanistici particolareggiati. Più in generale sono state soppresse le agevolazioni contemplate fino al 31 dicembre del 2013 dall art. 1 della Tariffa, Parte prima allegata al DPR n. 131/1986 ad eccezione delle agevolazioni previste per la prima casa nonché quella prevista dall art. 2 del DL n. 194/2009 per i terreni ceduti agli imprenditori agricoli.

77 Novità (segue) Inoltre, sono state abrogate le leggi speciali riguardanti: leagevolazioniperipianidirecupero; le agevolazioni per il terreno montani; le agevolazioni per il compendio unico. Sullabasediquantofinquiesposto,dal2014,vipotrannoesserecasiincui: il contribuente risparmia in considerazione del fatto che transazioni fino al 2013 tassate ai fini dell imposizione indiretta in modo non indifferente sono ora soggette ad un carico fiscale più contenuto; il contribuente si troverà ad essere soggetto ad un carico fiscale maggiore in quanto verranno meno quelle agevolazioni fiscali che erano state previste dalla disposizione fino al 2013.

78 Novità (segue) Caso 1: trasferimento di terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dagli imprenditori agricoli a titolo principale -Trattamento ai fini dell imposizione indiretta fino al 31 dicembre 2013: le cessioni dei terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti non imprenditori agricoli professionali (c.d. IAP) scontano l imposta proporzionale di registro del 15% nonché ipocatastali nella misura del 3% -Trattamento ai fini dell imposizione indiretta a decorrere dal 1 gennaio 2014: le cessioni dei terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti non imprenditori agricoli professionali(c.d. IAP) scontano l imposta proporzionale di registro nella misura del 12% nonché ipocatastali in misura fissa di Euro 100(50 Euro ciascuna). Ne deriva che in tale ipotesi per i trasferimenti effettuati dal 1 gennaio 2014 i contribuenti vedranno un consistente risparmio legato all imposizione indiretta. Caso 2: trasferimento immobili di interesse storico, artistico e archeologico tra soggetti privati -Trattamento ai fini dell imposizione indiretta fino al 31 dicembre 2013: le cessioni immobili di interesse storico, artistico e archeologico tra soggetti privati sono soggette ad imposta proporzionale di registro nella misura del 3% nonché ipocatastali nella misura del 3% -Trattamento ai fini dell imposizione indiretta a decorrere dal 1 gennaio 2014: le cessioni immobili di interesse storico, artistico e archeologico tra soggetti privati sono soggette ad imposta proporzionale di registro nella misura del 9% nonché ipocatastali nella misura fissa di Euro 100(50 Euro ciascuna). In tale ipotesi per i trasferimenti effettuati dal 1 gennaio 2014 i contribuenti saranno soggetti ad un maggior carico fiscale di imposizione indiretta. Infatti, si passa da una tassazione complessiva 2013 del 6% proporzionale ad una tassazione 2014 del 9% quale imposta di registro proporzionale nonché 100 Euro quali imposte ipocatastali.

79 Novità (segue) NB: Sono previsti cambiamenti, sempre a partire dal 1 gennaio 2014, anche con riferimento all ammontare stabilito per le imposte ipotecarie e catastali. Infatti, nel caso in cui tornino applicabili le imposte di registro, come sopra rideterminate, del 2% ovvero del 9%, le ipocatastali sono dovute nella misura fissa di Euro 50 ciascuna (e non più pari ai 168 Euro come avveniva nel 2013), invece, vi è la totale esenzione per l imposta di bollo, tributi speciali catastali e tasse ipotecarie. Nel caso in cui la cessione sconti l applicazione dell IVA le ipocatastali sono dovute per un ammontare di Euro 200 ciascuna. Infatti, il Decreto Istruzione, all art. 26 comma 2, stabilisce che l importo di ciascuna delle imposte di registro, ipotecaria e catastale stabilito in misura fissa di Euro 168 da disposizioni vigenti anteriormente al 1 gennaio 2014 sarà elevato ad Euro 200.

80 Imposizione indiretta dei fabbricati abitativi dal 1 gennaio 2014 CEDENTE CESSIONARIO REGIME IVA ALTRE IMPOSTE INDIRETTE Impresa costruttrice o ristrutturatrice che vende entro 5 anni dall ultimazione lavori ovvero trascorso tale termine, che opta nel contratto per l IVA(*) Irrilevante Aliquota IVA applicabile: -4% prima casa -10% altra casa non di lusso -22%casadilusso -Registro Euro 200 -Ipotecaria Euro 200 -Catastale Euro 200 CESSIONI DI FABBRICATI ABITATIVI Ipotesi diverse da quelle di cui sopra Irrilevante Esente da IVA (art. 10 del DPR n. 633/1972) Non prima casa : -Registro 9% (con un minimo di Euro 1.000) -Ipotecaria Euro 50 -Catastale Euro 50 Prima casa: -Registro 2% (con un minimo di Euro 1.000) -Ipotecaria Euro 50 -Catastale Euro 50 (*) Nel caso di opzione da parte del cedente per l applicazione dell IVA, il cessionario se soggetto passivo IVA dovrà procedere a reverse charge. Se invece è applicata l IVA non per opzione del cedente, l imposta è applicata nei modi ordinari dal medesimo cedente e non dal cessionario.

81 Imposizione indiretta dei fabbricati strumentali dal 1 gennaio 2014 CEDENTE REGIME IVA ALTRE IMPOSTE INDIRETTE CESSIONI DI FABBRICATI STRUMENTALI Impresa costruttrice o di ripristino che vende entro 5 anni dall ultimazione lavori ovvero trascorso tale termine, che opta nel contratto per l IVA(*) Imprese diverse da quelle di cui sopra in caso di opzione nel contratto per l IVA(**) 22% - Registro Euro 200 -Ipocatastali4%(3%+1%) 22% - Registro Euro 200 -Ipocatastali4%(3%+1%) Ipotesi diverse da quelle di cui sopra Esente - Registro Euro 200 -Ipocatastali4%(3%+1%) (*) Nel caso di opzione da parte del cedente per l applicazione dell IVA, il cessionario se soggetto passivo IVA dovrà procedere a reverse charge. Se invece è applicata l IVA non per opzione del cedente, l imposta è applicata nei modi ordinari dal medesimo cedente e non dal cessionario. (**) Nel caso di opzione da parte del cedente per l applicazione dell IVA, il cessionario se soggetto passivo IVA dovrà procedere a reverse charge.

82 Imposizione indiretta dei terreni agricoli (*) dal 1 gennaio 2014 TIPOLOGIA Cessione di terreni agricoli e relative pertinenze a favore di soggetti diversi dai coltivatori diretti e dagli imprenditori agricoli professionali, iscritti nella relativa gestione previdenziale ed assistenziale IMPOSIZIONE INDIRETTA Imposta proporzionale di registro del 12% (con importo minimo di Euro 1.000) Imposte ipotecaria e catastale nella misura di Euro 50 ciascuna Cessione di terreni agricoli a favore di coltivatori diretti ovvero imprenditori agricoli Imposte di registro e ipotecaria in misura fissa di Euro 200 ciascuna Imposta catastale in misura proporzionale dell 1% (*) La cessione di un terreno in parte agricolo e in parte edificabile non è soggetta ad IVA ma ad imposta di registro, se la vendita è effettuata a prezzo unico e indistinto(rm , n ).

83 Imposizione indiretta dei terreni edificabili(*) dal 1 gennaio 2014 TIPOLOGIA IMPOSIZIONE INDIRETTA Terreni edificabili e relative pertinenze ceduti da privato Imposta proporzionale di registro del 9% Imposta ipotecaria del 2% Imposta catastale dell 1% Terreni edificabili e relative pertinenze ceduti da IVA 22% soggetto passivo IVA Imposta di registro Euro 200 Imposta ipotecaria Euro 200 Imposta catastale Euro 200 (*) La cessione di un terreno in parte agricolo e in parte edificabile non è soggetta ad IVA ma ad imposta di registro, se la vendita è effettuata a prezzo unico e indistinto(rm , n ).

84 Novità in tema di dichiarazione e comunicazione dati IVA 2014

85 I Provvedimenti direttoriali L Agenzia delle Entrate con il Provvedimento direttoriale del 15 gennaio 2014 (Prot. N. 4869/2014) ha approvato le istruzioni ed i modelli di dichiarazione IVA 2014 e IVA base Inoltre, il Provvedimento direttoriale del 15 gennaio 2014 (Prot. n. 4877/2014) ha aggiornato le istruzioni al modello di comunicazione dati IVA in considerazione del fatto che la legge n. 228/2012(c.d. legge di stabilità 2013), ha inserito il comma 6-bis dell art. 21 del DPR n. 633/1972, introducendo l obbligo di emissione della fattura per le operazioni di cui alle lettere a) e b) del citato comma 6-bis quando non sono soggette all imposta per carenza del presupposto territoriale ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies del decreto IVA; si ricorda che così come accadeva per gli altri anni, all interno di tutti i modelli di dichiarazione gli importi dovranno essere riportati in unità di euro con arrotondamento per eccesso se la frazione decimaleèpariosuperiorea50centesimidieuroovveroperdifettoseinferioreadettolimite.

86 Comunicazione dati IVA Con riferimento alla Comunicazione dati IVA 2014, il Provvedimento direttoriale del 15 gennaio 2014 (Prot. n. 4877/2014), è intervenuto unicamente sulle istruzioni considerate le novità apportate all art. 21 del DPR n. 633/1972 a seguito della legge 24 dicembre 2012, n Infatti, dal 1 gennaio 2013, vi è l obbligo di emissione della fattura anche per le operazioni fuori campo IVApercarenzadelpresuppostoterritorialedicuiagliarticolida7a7-septiesdelDPRn.633/1972 emesse nei confronti di soggetti passivi IVA stabiliti in altro Paese della UE ovvero in un Paese extra-ue. Inoltre, tali operazioni concorrono alla formazione del volume d affari. Sul punto le nuove istruzioni al modello di comunicazione dati IVA 2014 stabiliscono che tali operazioni, ancorché escluse da IVA, dovranno essere inserite all interno del rigo CD1 (operazioni attive), campo 1.

87 Comunicazione dati IVA (segue) NB: si ricorda che la Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 1/E del 25 gennaio 2011 aveva chiarito che allo scopo di non presentare la Comunicazione dati IVA entro il 28 febbraio p.v., è possibile inviare la dichiarazione IVA in forma autonoma a decorrere dal 1 febbraio p.v., ancorché la stessa chiuda con un debito IVA; ne consegue, così come era avvenuto l anno scorso, che è consentito anticipare la dichiarazione annuale IVA in forma autonoma senza rispettare il più ampio termine previsto per l invio telematico della dichiarazione unificata. Va da sé che in tal caso la dichiarazione IVA dovrà essere presentata entro l ultimo giorno del mese di febbraio. Tale semplificazione esonera l invio della Comunicazione dati IVA, però nel caso in cui il contribuente chiuda la dichiarazione con un debito IVA dovrà versare l importo dovuto entro il 16 marzo (quindi, non entro il 16 giugno). Al riguardo si fa presente che, in tal caso, sarà possibile rateizzare le somme dovute da tale data maggiorando dello 0,33% mensile l importo di ciascuna rata successiva alla prima.

88 IVA base 2014: novità Soggetti che possono utilizzare il modello IVA base Soggetti che non possono utilizzare il modello IVA base Soggetti IVA, sia persone fisiche che soggetti diversi dalle persone fisiche, che nel corso dell anno: -hanno determinato l imposta dovuta o l imposta ammessa in detrazione secondo le regole generali previste dalla disciplina Iva e, pertanto, non hanno applicato gli specifici criteri dettati dai regimi speciali Iva quali, ad esempio, quelli previsti dall articolo 34 per gli agricoltori o dall articolo 74-ter per le agenzie di viaggio; -hanno effettuato in via occasionale cessioni di beni usati e/o operazioni per le quali è stato applicato il regime per le attività agricole connesse di cui all articolo 34-bis; -non hanno effettuato operazioni con l estero (cessioni ed acquisti intracomunitari, cessioni all esportazione ed importazioni, eccetera); -non hanno effettuato acquisti ed importazioni senza applicazione dell imposta avvalendosi dell istituto del plafond di cui all articolo 2, comma2,dellaleggen.28del1997; -non hanno partecipato ad operazioni straordinarie o trasformazioni sostanziali soggettive. -Soggetti non residenti che hanno istituito nel territorio dello Stato una stabile organizzazione ovvero che si avvalgono dell istituto della rappresentanza fiscale o dell identificazione diretta; -società di gestione del risparmio che gestiscono fondi immobiliari chiusi; -soggetti tenuti ad utilizzare il modello F24 auto UE; -curatori fallimentari e dai commissari liquidatori tenuti a presentare la dichiarazione annuale per conto dei soggetti IVA sottoposti a procedura concorsuale; -società che hanno partecipato ad una procedura di liquidazione dell Iva di gruppo di cui all articolo 73.

89 IVA base 2014: novità (segue) NB:conriferimentoal modelloivabasevaricordatochelostessononèaltrocheunaversionesemplificatadiquelloordinariochepuò essere utilizzato in alternativa a quest ultimo da determinati contribuenti. Inoltre, tale modello può essere presentato anche in via autonoma. Ciò considerato, come per l anno scorso, il Provvedimento del 15 gennaio scorso (Prot. N. 4869/2014) ha confermato tale modello anche per il 2014(anno d imposta 2013). Quadro/rigo Novità modello IVA base 2014 VE VF VL40 -È stato inserito il nuovo rigo VE23 prevedendo le operazioni effettuate con l applicazione della nuova aliquota IVA ordinaria del 22% (con effetto 1 ottobre 2013). -È stato inserito il nuovo rigo VF12 prevedendo gli acquisti effettuati con la nuova aliquota IVA ordinaria del 22% (con effetto 1 ottobre 2013). -Sono state aggiornate le indicazioni contenute all interno delle istruzioni riguardanti tale rigo precisando che in tale rigo deve essere indicato l ammontare corrispondente al credito riversato, al netto delle somme versate a titolo di sanzione e interessi, qualora nel corso del periodo d imposta oggetto di dichiarazione siano state versate somme richieste con appositi atti di recupero emessi a seguito dell indebito utilizzo in compensazione di crediti esistenti ma non disponibili(ad es. utilizzo di crediti in misura superiore al limite annuale di ,90 euro, previsto dall art. 34 della legge n. 388 del 2000). Attraverso tale esposizione, la validità del credito oggetto di riversamento viene rigenerata ed equiparata a quella del credito formatosi nel periodo d imposta relativo alla presente dichiarazione. VX -Le istruzioni, con riferimento al quadro VX precisano il nuovo limite di Euro previsto con effetto 1 gennaio 2014 per le compensazioni orrizontali.

90 Dichiarazione IVA 2014 (modello ordinario): novità NB: così come anticipato dal comunicato stampa di luglio 2013 pubblicato dall Agenzia delle Entrate è stato eliminato il modello IVA 26LP che doveva essere utilizzato per il riepilogo delle liquidazioni periodiche delle società partecipanti alla procedura dell IVA di gruppo. Tale modello doveva essere poi presentato all agente della riscossione, entro il termine di presentazione della dichiarazione annuale, insieme ad un esemplare sottoscritto del prospetto IVA 26PR nonché alle eventuali garanzie per le eccedenze di credito compensate.

91 Dichiarazione IVA 2014 (modello ordinario): novità (segue) Quadro/rigo Novità modello IVA 2014 (ordinario) VE -È stato inserito il nuovo rigo VE23 prevedendo le operazioni effettuate con l applicazione della nuova aliquota IVA ordinaria del 22% (con effetto 1 ottobre 2013). -È stato ampliato il contenuto del rigo VE39 prevedendo l indicazione delle operazioni non soggette ad IVA ai sensi degli articoli da 7 a 7-septies del DPR n. 633/1972. Infatti, dal 1 gennaio 2013 è stato ampliato l obbligo di emissione della fattura per le operazioni territorialmente non rilevanti ai fini IVA, limitato fino al 31 dicembre 2012, alle sole prestazioni di servizi di cui all art. 7-ter del D.P.R. n. 633/1972, rese nei confronti di committenti stabiliti in un altro Stato membro della UE. Ne consegue che dal 1 gennaio 2013 sono oggetto di fatturazione anche le cessioni di beni e le prestazioni non territoriali ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del DPR n. 633/1972 effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori dell imposta in un altro Stato della UE ovvero nei confronti di soggetti extra UE. Inoltre, dal 1 gennaio 2013 anche le prestazioni prive del presupposto della territorialità, ma soggette all obbligo di fatturazione, concorrono alla realizzazione del volume d affari, tenendo presente che così come disposto dalla Legge di stabilità 2013, l aumento del volume d affari non incide sul plafond degli esportatori abituali. VF VL40 -È stato inserito il nuovo rigo VF12 prevedendo gli acquisti effettuati con la nuova aliquota IVA ordinaria del 22%(con effetto 1 ottobre 2013). -Sono state aggiornate le indicazioni contenute all interno delle istruzioni riguardanti tale rigo precisando che in tale rigo deve essere indicato l ammontare corrispondente al credito riversato, al netto delle somme versate a titolo di sanzione e interessi, qualora nel corso del periodo d imposta oggetto di dichiarazione siano state versate somme richieste con appositi atti di recupero emessi a seguito dell indebito utilizzo in compensazione di crediti esistenti ma non disponibili (ad es. utilizzo di crediti in misura superiore al limite annuale di ,90 euro, previsto dall art. 34 della legge n. 388 del 2000). Attraverso tale esposizione, la validità del credito oggetto di riversamento viene rigenerata ed equiparata a quella del credito formatosi nel periodo d imposta relativo alla presente dichiarazione. VO -Nella sezione 1, rigo VO10, è stata prevista una nuova casella a seguito dell ingresso della Croazia nell Unione europea, a partire dal 1 luglio Più nel dettaglio è stata prevista la possibilità di esercitare l opzione ovvero la revoca per la tassazione nel Paese di destinazione relativamente alle cessioni intracomunitarie in base a cataloghi, per corrispondenza e simili a favore di soggetti privati residenti in Croazia.

92 Regime dell IVA per cassa

93 La norma L art. 32-bis del D.L. n. 83/2012 ha previsto, in esecuzione della facoltà accordata dalla direttiva 2010/45/UE, l introduzione del cosiddetto regime IVA per cassa per contribuenti esercenti attività d impresa ovvero arti e professioni che nell anno solare precedente hanno realizzato un volume d affari non superiore a 2milionidieuro. Con il decreto attuativo, datato 11 ottobre 2012, dell art. 32-bis del D.L. n. 83/2012, sono state delineate le caratteristiche del nuovo regime. L opzione, che andrà effettuata mediante le modalità delineate dal Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate del 21 novembre 2012 N /2012, potrà avere valenza già per le operazioni effettuate(ai sensi dell art. 6 del DPR n. 633/1972) a decorrere dal 1 dicembre Di fatto tale nuovo regime, con effetto dal 1 dicembre 2012, si sostituisce integralmente all IVA per cassa vigente fino al 31 novembre 2012 (che prevedeva un volume d affari non superiore ad Euro ), introdotta ad opera dell art. 7 del DL n. 185/2008. Da ultimo l Agenzia delle Entrate con la Circolare n. 44/E del 26 novembre 2012 ha chiarito la portata del nuovo regime.

94 La norma (segue) Vecchia IVA per cassa Art. 7 D.L. 185/ dicembre 2012 Nuovo regime dell IVA PER CASSA Art. 32 bis D.L. 83/2012

95 La norma (segue) NONsuperiore ad Euro Volume d affari SUPERIOREad Euro POSSIBILE OPTARE PER IL NUOVO REGIME DELL IVA PER CASSA Non torna applicabile per determinate operazioni NON SARÀ MAI POSSIBILE OPTARE PER IL NUOVO REGIME DELL IVA PER CASSA

96 La norma (segue) NB La Circolare n. 44/E/2012 ha fatto presente che, in tema di IVA per cassa, esiste un rischio di rettifica per i contribuenti con fatturato superiore a 500 mila euro (limite attualmente previsto a livello comunitario). Infatti, l innalzamento del limite di fatturato ad Euro 2 milioni, disposta dalla norma nazionale, è infatti condizionata a un procedimento di previa consultazione del comitato IVA dell'ue che è stato avviato, ma non si è ancora concluso. Sul punto il documento di prassi ministeriale precisa altresì che nel caso in cui tale procedimento dovesse ottenere esito negativo, i contribuenti con volume d'affari superiore alla soglia autorizzata in via generale dovranno liquidare l'imposta con le modalità ordinarie. In tal caso viene precisato che non vi saranno sanzioni e interessi.

97 La norma (segue) Riferimenti normativi del nuovo regime dell IVA per cassa Art. 167-bis della Direttiva 2006/112/CE del 28 novembre 2006, aggiunto dalla Direttiva 2010/45/UE del 13 luglio Obiettivo di tale articolo(dichiarato nel considerando n. 4) è quello di aiutare le piccole e medie imprese che hanno difficoltà nel versamento dell IVA prima di aver ricevuto il pagamento dai loro clienti; art. 32-bis del DL n. 83/2012, aggiunto dalla legge di conversione n. 134 del 7 agosto 2012, che recepisce la facoltà concessa dalla direttiva, demandandone l attuazione ad un decreto del Ministero delle finanze; DM economia dell 11 ottobre 2012(decreto attuativo dell IVA per cassa) che ha fissato la soglia per l applicazione del regime al limite massimo di 2milioni di Euro, stabilendone la decorrenza dal 1 dicembre 2012; Provvedimento del Direttore dell Agenzia delle Entrate del 21 novembre 2012 che ha definito le modalità di opzione al nuovo regime dell IVA per cassa; Circolare dell Agenzia delle Entrate n. 44/E del 26 novembre 2012.

98 Le caratteristiche Il nuovo regime dell IVA per cassa (per le operazioni effettuate dal 1 dicembre 2012) Il regime può essere utilizzato (mediante opzione secondo le modalità stabilite dal Provvedimento direttoriale datato 21 novembre 2012) per le operazioni effettuate a decorrere dal 1 dicembre 2012; possono optare per il nuovo regime solo i contribuenti, esercenti attività d impresa, arte e professione che nell anno solare precedente hanno realizzato, o in caso di inizio di attività, prevedano di realizzare un volume d affari non superiore ad euro 2 milioni. Se si supera detto limite il regime verrà meno a decorrere dal mese successivo. La Circolare n. 44/E del 26 novembre 2012 ha chiarito che possono avvalersi del regime dell IVA per cassa (nel rispetto di tutte le condizioni previste da tale nuovo regime) anche gli enti non commerciali, relativamente alla attività commerciale eventualmente svolta; il regime prevede il differimento dell esigibilità dell IVA al momento del pagamento da parte del cessionario/committente. L IVA diviene comunque esigibile decorso un anno dal momento di effettuazione dell operazione, salvo che il cessionario o committente, prima del decorso di detto termine, sia stato assoggettato a procedure concorsuali; per i contribuenti che optano per tale regime, l IVA relativa agli acquisti effettuati può essere detratta dal momento del pagamento dei relativi corrispettivi, o comunque decorso un anno dal momento in cui l IVA diverrà esigibile. Per i cessionari o committenti che non hanno esercitato l opzione, il diritto alla detrazione sorge in ogni caso nel momento in cui l operazione è stata effettuata; le fatture dei soggetti che optano per il regime, devono contenere l annotazione che si tratta di operazione con Iva per cassa, con l indicazione dell art. 32-bis del Dl 22 giugno2012, n.83,convertitoconmodifichedallal.7agosto2012, n.134. Esempio La Società Alfa S.r.l. nel mese di marzo 2013 ha acquistato merce dalla Beta S.r.l. per un importo pari ad Euro IVA 21% con pagamento a 60 giorni data fine mese fattura.lafatturadimarzo2013 emessa dallabetas.r.l.èinregime diivapercassaaisensidell art.32-bisdeldln.83/2012. In tale caso il diritto alla detrazione dell IVA in capo ad Alfa S.r.l. (che non ha optato per il regime dell IVA per cassa) sorge al momento di effettuazione dell operazione, ancorché il corrispettivo non sia stato ancora pagato. Pertanto, la società Alfa S.r.l. registra la fattura nel proprio registro IVA e detrae l imposta pari ad Euro nel mese di effettuazione dell operazione, ovvero marzo 2013.

99 Le caratteristiche (segue) Il nuovo regime dell IVA per cassa prevede la possibilità per i soggetti che realizzano un determinato volume d affari (non superiore ad Euro 2 milioni nel caso di superamento di detto limite torneranno applicabili le regole ordinarie IVA dal mese successivo), di differire l esigibilità dell IVA al momento del pagamento del corrispettivo. Il differimento dell esigibilità dell imposta è ammesso per un periodo massimo di un anno dal momento dell effettuazione dell operazione - corrispondente alla consegna del bene ovvero all emissione della fattura - trascorso il quale l imposta diviene esigibile anche in caso di mancato pagamento da parte del cessionario/committente del corrispettivo. Tale limite temporale non opera se il cessionario/committente, prima del decorso del termine annuale, sia stato assoggettato a procedure concorsuali. Sulla base di quanto sopra, le operazioni concorreranno nella liquidazione IVA, del cedente/prestatore, relativa al mese ovvero trimestre nel corso del quale è incassato il corrispettivo ovvero scade il termine di un anno dal momento di effettuazione dell operazione. Come precisato dall art. 4, 2 comma del Decreto in esame, le fatture ad esigibilità differita andranno emesse e annotate sui registri IVA nei termini ordinari, con la conseguenza che le relative operazioni concorreranno alla formazione del volume d affari nel periodo d imposta in cui risultano effettuate, indipendentemente dal momento in cui diventa esigibile l IVA ad esse afferente. Analoga previsione opererà per il calcolo del pro-rata di detrazione.

100 Le caratteristiche (segue) Il successivo comma 4 dell art. 4 citato, stabilisce poi che in caso di pagamenti frazionati a fronte di un unica fattura, l esigibilità dell IVA si verifica pro-quota al momento di ciascun pagamento. Pertanto, in caso di pagamento di somme a titolo di acconto, con l applicazione del sistema in oggetto, l esigibilità dell IVA si realizza, di volta in volta, in relazione a ciascun acconto pagato. Si evidenza che i soggetti che opteranno per il regime IVA per cassa (mediante opzione secondo le modalità stabilite dal Provvedimento direttoriale datato 21 novembre 2012) potranno detrarre l imposta sugli acquisti al momento del pagamento della fattura al fornitore, o comunque decorso un anno dal momento in cui l IVA diviene esigibile. secondo le regole ordinarie ed alle condizioni esistenti in tale momento; al riguardo la Circolare n. 44/E/2012 ha chiarito che il diritto alla detrazione deve essere esercitato alle condizioni esistenti al momento in cui l imposta diviene esigibile per il fornitore del contribuente in regime IVA per cassa - momento nel quale ordinariamente sorge il diritto alla detrazione e, conseguentemente, sono fissate le condizioni per l esercizio del diritto stesso- anche se l esercizio del diritto, nel caso del cash accounting, è differito al momento di pagamento del relativo corrispettivo o al decorso di un anno dall effettuazione dell operazione di acquisto. Attraverso tale previsione si è inteso evitare che la percentuale di detraibilità spettante possa essere determinata in ragione del momento in cui il prezzo è corrisposto e, quindi, rimessa alla determinazione del cessionario/committente in regime IVA per cassa.

101 Le caratteristiche (segue) Inoltre,conlanuovaIVApercassaladetrazionepuòessereesercitataalpiùtardiconla dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è stato pagato il corrispettivo o a quello in cui è decorso un anno dall effettuazione dell acquisto(quindi, ad esempio, In caso di acquisto effettuato a gennaio 2013 il cui corrispettivo non sia pagato entro gennaio 2014, la detrazione potrà essere effettuata al più tardi con la dichiarazione relativa all anno 2016). Infine, in caso di pagamento parziale del corrispettivo la detrazione dell IVA spetta nella proporzione tra quanto pagato e il corrispettivo complessivo della fattura. Il rinvio della detrazione non opererà, invece, per i soggetti che agiscono in regime IVA ordinario, ancorché le fatture relative ai loro acquisti siano state emesse da un fornitorechehaoptatoperilregimeivapercassa. Il decreto in commento precisa altresì che, comunque, il diritto alla detrazione non è differito per le seguenti operazioni passive: acquisti di beni e servizi soggetti all IVA con il meccanismo del reverse charge; acquisti intracomunitari di beni; le importazioni di beni; leestrazionidibenidaidepositiiva.

102 Le caratteristiche (segue) Detrazione dell IVA Con il previgente regime dell IVA per cassa, vi era corrispondenza tra il momento in cui l IVA diveniva esigibile per il cedente/prestatore e quello in cui il cessionario/committente poteva operare la detrazione; la nuova IVA per cassa determina invece che dal lato del cessionario/committente, fatta eccezione per l ipotesi in cui quest ultimo si avvalga del regime dell IVA per cassa, il diritto alla detrazione sorge al momento di effettuazione dell operazione (ai sensi dell art. 6 del DPR n. 633/1972), sebbene il corrispettivo possa non risultare ancora pagato; a differenza del regime dell IVA per cassa in precedenza previsto dall art. 7 del DL n. 185/2008, i soggetti che in via opzionale adotteranno il nuovo regime dell IVA per cassa dovranno liquidare l IVA secondo il criterio di cassa sia con riferimento alle operazioni attive (effettuate esclusivamente nei confronti di cessionari/committenti soggetti passivi IVA) che in relazione alle operazioni passive a seguito del pagamento dei corrispettivi dovuti ai propri fornitori.

103 Le caratteristiche (segue) Detrazione dell IVA nel regime dell IVA per cassa: i chiarimenti della Circolare n. 44/E/2012 Esercizio della detrazione al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto; la detrazione potrà quindi essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è stato pagato il corrispettivo od a quello in cui è decorso un anno dalla effettuazione dell acquisto. Esempi 1. Acquisto effettuato a gennaio 2013, con pagamento del corrispettivo a giugno 2013: la detrazione può essere esercitata al più tardi con la dichiarazione relativa all anno Acquisto effettuato a gennaio 2013, il cui corrispettivo non è pagato entro gennaio 2014: la detrazione potrà essere effettuata a decorrere dalla liquidazione di gennaio 2014, ed entro la dichiarazione del secondo anno successivo (Dichiarazione IVA 2017 per il 2016).

104 Le caratteristiche (segue) Momento di effettuazione del pagamento Di particolare delicatezza risulta l individuazione del momento in cui si considera effettuato il pagamento del corrispettivo con mezzi diversi dal denaro, tutto ciò allo scopo di imputare, da parte del cedente/prestatore, l IVA nel periodo esatto di liquidazione della stessa. Sul punto, la Circ. 30 aprile 2009, n. 20/E richiamata anche dalla Circolare n. 44/E/ ha precisato al riguardo che per individuare il momento del pagamento non effettuato per contanti, al verificarsi del quale l imposta diventa esigibile, il cedente o prestatore farà riferimento alle risultanze dei propri conti dai quali risulta l accreditamento del corrispettivo(es. assegni bancari, RI.BA, RID, bonifico bancario). In sede del videoforum di ItaliaOggi del 17 gennaio 2013, l Agenzia delle Entrate ha confermato che nel caso di pagamento a mezzo bonifico bancario, assume rilevanza il momento in cui si consegue l effettiva disponibilità delle somme, ossia quando si riceve l accredito sul proprio conto corrente, indipendentemente dalla sua formale conoscenza, che avviene attraverso l invio del documento contabile da parte della banca. Si tratta, tecnicamente, della cosiddetta data disponibile, che indica il giorno a partire dal quale la somma di denaro accreditata può essere effettivamente utilizzata. NB: non rileva, quindi, l effettiva conoscenza dell avvenuto pagamento bensì la conoscibilità.

105 Il caso: cessione di un credito (pro soluto o pro solvendo) L Agenzia delle Entrate in sede di videoforum del 17 gennaio 2013 di ItaliaOggi ha chiarito che la cessione del credito (pro soluto o pro solvendo) non realizza l esigibilità del tributo fino a quando il debitore ceduto non abbia pagato la somma dovuta al cessionario del credito, con la conseguenza che l imposta relativa al corrispettivo per la cessione deve essere inclusa, in presenza di opzione per l IVA di cassa da parte del cedente, nella liquidazione del periodo in cui il debitore ceduto abbia pagato il corrispettivo al cessionario del credito. NB Solo nel caso in cui tale momento non sia conoscibile, il cedente deve far NB Solo nel caso in cui tale momento non sia conoscibile, il cedente deve far confluire l imposta relativa alla cessione nella liquidazione periodica in cui è avvenuta la cessione, al fine di non incorrere in comportamenti sanzionabili.

106 Esempio: detrazione spettante al cessionario/committente in regime IVA ordinario Operazioni passive vs. contribuente IVA per cassa Imponibile Imponibile pagato Detrazione spettante al cessionario/committente se il cedente/prestatore ha optato per il nuovo regime dell IVA per cassa Euro Euro Euro ( * 21%) Detrazione che spettava al cessionario/committente se il cedente/prestatore aveva optato per la vecchia IVA per cassa dicuialdln.185/2008 Euro ( * 21%)

107 Esempio: detrazione al cedente/prestatore che applica l IVA per cassa nella prima liquidazione successiva all operazione Operazioni passive Imponibile IVA 21% Imponibile pagato IVA su imponibile pagato Euro Euro Euro Euro Detrazione spettante con il nuovo regime dell IVA per cassa Euro Detrazione che spettava con la vecchia IVA per cassa di cui al DL n. 185/2008 Euro

108 Il caso: le fatture differite Si fa presente che per le fatture differite, emesse entro il 15 del mese successivo a quello di consegna o spedizione dei beni, per le quali e` stato emesso documento di trasporto, e che possono essere riepilogate cumulativamente in un unico documento relativamente a quelle effettuate nello stesso mese, la Circolare n. 20/E del 2009 ritiene che il termine dell anno decorra, comunque, dalla data di effettuazione delle singole operazioni riportate nella fattura differita. Esempio La società Alfa S.r.l. effettuerà varie spedizioni di merci nel mese di marzo 2013 al cliente Beta S.r.l. Le spedizioni sono le seguenti: indata16marzo; indata18marzo; indata29marzo. Per ogni spedizione viene emesso il relativo documento di trasporto. La fattura differita, relativa alle tre spedizioni, viene emessa entro il 15 aprile Intaleipotesiilterminediunannodecorre: dal16marzoperlaprimaspedizione; dal18marzoperlasecondaspedizione; dal29marzoperlaterzaspedizione.

109 Il caso: le note di variazione (c.d. note debito e note credito ai sensi dell art. 26 del D.P.R. n. 633/1972) Con riferimento alle note di variazione in aumento ovvero in diminuzione dell imponibile o dell imposta, ai sensi dell art. 26 del DPR n. 633/1972, la Circolare n. 20/E del 2009 ha chiarito che qualora in pendenza del predetto termine di un anno dall effettuazione dell operazione venga emessa nota di variazione in aumento ai sensi del primo comma dell articolo 26 citato, si ritiene che anche per il nuovo ammontare dell imponibile o dell imposta l anno si calcola a decorrere dalla effettuazione della originaria operazione. Le variazioni in diminuzione previste dal secondo comma dell articolo 26, in quanto effettuabili senza limiti di tempo, non sono influenzate dalla disposizione in commento, mentre le variazioni in diminuzione di cui al terzo comma del medesimo articolo devono comunque essere effettuate entro il termine di un anno dall effettuazione dell originaria operazione. Esempio: emissione nota di variazione in aumento dell imponibile e imposta(art. 26 del DPR n. 633/1972) Esempio: emissione nota di variazione in aumento dell imponibile e imposta(art. 26 del DPR n. 633/1972) In data 10 febbraio 2013 è stato consegnato ovvero spedito un bene con l emissione di fattura(soggetta ad IVA per cassa) per un importo pari ad Euro IVA Euro (21%). In tale ipotesi il termine massimo annuale di differimento dell esigibilità, qualora non venga pagato il corrispettivo, scadrà il 10 febbraio A tale data il cedente sarà tenuto, comunque, a versare l imposta. Ciò posto, si ipotizzi che in data 1 luglio 2013 venga emessa nota di debito (ai sensi dell art. 26 del DPR n. 633/1972) per Euro IVA 210,00 Euro(21%), per aumento dell imponibile. Il termine massimo annuale di differimento dell esigibilità verrà a scadere anche per la nota di variazione il 10 febbraio A tale data il cedente sarà tenuto, comunque, a versare l imposta.

110 Il caso: le note di variazione (c.d. note debito e note credito ai sensi dell art. 26 del DPR n. 633/1972) L Agenzia delle Entrate in sede di videoforum del 17 gennaio 2013 di ItaliaOggi, ha risposto a un quesito in merito alla rilevanza delle note di variazione, emesse o ricevute, dal soggetto che ha optato per il regime di IVA per cassa, successivamente alla data in cui l operazione originaria sia confluita nella liquidazione IVA, in quanto si è realizzato il pagamento del corrispettivo, oppure sia decorso un anno dall effettuazione dell operazione. Sul punto l Agenzia delle Entrate ha chiarito che mentre le note di variazione intervenute prima dell esigibilità dell IVA(e quindi prima della data di incasso o pagamento, ovvero antecedentemente al decorso di un anno dall effettuazione dell operazione), aumentano o diminuiscono l IVA differita, quelle intervenute successivamente al decorso di un anno dall effettuazione dell operazione devono essere indicate nella prima liquidazione periodica utile.

111 Riassumendo

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