Una nuova Westfalia ci attende? 24 giugno 2011

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1 Una nuova Westfalia ci attende? 24 giugno 2011 La Pace di Westfalia del 1648, siglata a Münster e Osnabrück, pose fine alla guerra dei trent'anni. L importantissimo trattato permise la creazione del concetto di sovranità dello stato. Oggi le tensioni politiche all interno dell Unione Europea stanno creando delle spaccature insanabili, che diventeranno molto più acute nei prossimi due anni, tra gli Stati sovrani europei ed il concetto stesso di Europa Unita. La situazione dell'economia mondiale appare sotto gli occhi di tutti, esperti e non, molto confusa e precaria. La vicenda della Grecia continua a tenere con il fiato sospeso i mercati finanziari, la speculazione internazionale si abbatte ogni volta, con sempre più violenza sui cosiddetti pigs, ovvero i paesi periferici dell'area euro. Portogallo, Irlanda, Grecia e Spagna, continuano ad essere bersagliati ed il rendimento dei loro titoli di stato continua inesorabilmente ad aumentare. Sembra esista una regia occulta dietro questi attacchi speculativi, che tentano di spostare l'attenzione sull'europa per evitare che il dollaro e l'economia USA, che a nostro avviso risultano essere peggio messi dell EU, ne risentano troppo. Dalla fine del mese di giugno, la Federal Reserve statunitense, concluderà il programma del QE2 1, l allentamento quantitativo che ha permesso, fino ad oggi di riacquistare i titoli di stato emessi dal governo statunitense. Dunque dal mese di luglio l enorme massa di Treasury andrà direttamente sul mercato, con probabilità che alcune aste non vadano proprio per il verso giusto. Probabilmente assisteremo anche agli effetti causati dalla mancanza di liquidità sui mercati. Secondo alcune fonti finanziarie, il QE2 sarebbe poi servito per dare massicce dosi di liquidità proprio alle banche europee, che pare stiano raccogliendo liquidità da ben sette mesi, proprio per far fronte alla crisi di liquidità che l uscita dall euro della Grecia potrà portare in Europa. Interessante poi notare come siano tagliate le linee di credito da parte delle banche europee verso le banche dei paesi PIGS, ed infine la PIMCO, maggior gestore di fondi privati, per bocca del suo amministratore delegato, Bill Gross, molto vicino al Governo USA, che ha detto chiaro e tondo che la Grecia deve fallire 2. La Grecia rappresenta lo 0.5% del prodotto interno lordo mondiale, gli Stati Uniti, per fare un paragone ne generano il 25%. All interno dell Unione Europea la Grecia rappresenta il 3,0% del pil, mentre l Italia il 17%. Secondo questi numeri il fallimento della Grecia non dovrebbe comportare problemi, tuttavia è l effetto contagio che ne deriverebbe ad essere preoccupante. Non dimentichiamo che la Grecia ha un' esposizione debitoria di 300 miliardi di euro, anche se riuscisse a privatizzare tutte le aziende statali ed a vendere il patrimonio immobiliare, ricaverebbe, nella migliore delle ipotesi circa 160/170 miliardi di euro. Dunque ne mancherebbero altrettanti per far fronte all'impegno debitorio preso. Risulta evidente da questi "conti della serva" che la situazione, per quanto la si voglia 1 Il termine anglosassone quantitative easing si traduce in italiano con allentamento quantitativo ed indica la creazione di moneta da parte della banca centrale e la sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico. È essenzialmente il processo attraverso il quale un istituto monetario aumenta la base monetaria attraverso l'emissione di nuova moneta. È una politica monetaria non convenzionale. La Banca Centrale può ricorrere al quantitative easing per il salvataggio di un istituto di credito, per eliminare dal mercato e dai bilanci delle banche "titoli tossici" privi di remunerazione, per fornire liquidità al sistema quando le banche non si prestano denaro e famiglie e imprese subiscono una stretta creditizia.questa politica monetaria estremamente aggressiva, e caratterizzata da possibili effetti collaterali (vedasi iperinflazione), è stata utilizzata dalla Bank of Japan (la banca centrale giapponese) per contrastare la deflazione che colpì il paese nipponico a cavallo tra gli anni '90 e gli anni 2000, ed ultimamente, a causa della crisi finanziaria, Federal Reserve e Bank of England hanno utilizzato tale politica. In particolare sia la banca centrale britannica che la Riserva Federale statunitense hanno iniziato nel marzo 2009 le rispettive manovre di quantitative easing. 2 Fonte Il Sole 24 Ore.

2 indorare, rimane drammaticamente insostenibile per tutti i partner europei, che vedrebbero gli aiuti finanziari profusi, finire in un buco, senza la speranza di rivederli. E per di più questi aiuti saranno finanziati con l'aumento delle tasse sui cittadini europei. Bisogna dunque considerare che se per la Grecia si sta facendo tutto questo baccano, che ha un' esposizione debitoria di "soli" 300 miliardi di euro, cosa succederebbe se la speculazione attaccasse l'italia, che di debiti ne ha 1900 miliardi? In Europa, sono molti i segnali che stanno preoccupando il sonno dei governi e dei risparmiatori. Sussistono infatti molti motivi per ritenere che il fallimento della Grecia possa portare con sé un evento di crisi sistemica ben peggiore di quello della Lehman Brothers. Eppure, al fuori dei proclami, nessun intervento efficace e puntuale si è ancora materializzato, la decisione sugli aiuti europei alla Grecia è stata spostata verso la metà del mese di luglio, ma soprattutto è il non funzionamento dei vari piani di austerity dei mesi scorsi in Grecia ed Irlanda che hanno fatto capire al mercato, e forse anche ai politici, che il punto di non ritorno è stato superato 3. Ma non è tutto: gli spreads del debito del Portogallo ed Irlanda continuano ad aumentare, quindi all orizzonte ci saranno nuovi e più complessi problemi. Infatti se si lasciasse fallire la Grecia, immediatamente ci si ritroverebbe con lo stesso problema per l Irlanda, il Portogallo e la Spagna. E indicativo che il franco svizzero continui ad apprezzarsi nei confronti dell euro, probabilmente assisteremo al raggiungimento della parità Eur/Chf entro la fine dell anno. Ed anche l oro viaggi sui massimi di sempre, segno che la fiducia degli investitori si sta letteralmente sciogliendo. C è poi da considerare il fatto che in Europa la Germania è l unica economia che è davvero in forma, con un tasso di crescita superiore al 3.0% e la disoccupazione ai minimi storici, e necessiterebbe di un rialzo dei tassi di interesse proprio per evitare un surriscaldamento dell economia ed un conseguente aumento dei prezzi, che genererebbero inflazione. Mentre tutta l Europa, compresi i PIGS, avrebbero la necessità che i tassi rimanessero bassi, su questi livelli, poiché un aumento dei tassi farebbe diventare più caro l esborso per gli interessi del debito pubblico. Anche su questo frangente dunque c è una dicotomia insanabile, e probabilmente vincerà la Germania, che comanderà alla BCE di aumentare i tassi di interesse il prossimo luglio. Sul fronte valutario l euro continua ad essere molto forte nei confronti del dollaro statunitense, quando invece sarebbe opportuno riuscire ad indebolirlo, al fine di aiutare i paesi europei esportatori. In questa situazione potrebbero aprirsi due scenari, dove le scelte strategiche di investimento avranno un ruolo fondamentale per la conservazione del capitale in futuro. Dal nostro punto di osservazione, infatti, esisterebbero due opzioni che potrebbero essere percorse nell'arco dei prossimi cinque anni. 1) la Grecia viene costretta ad abbandonare l'euro, ritornare alla dracma, svalutandola del 50%, permettendole cosi di poter ripagare il debito contratto con l'eu. Chiaramente se questa scelta dovesse essere adottata, nell'arco di pochi mesi, se non settimane, gli altri PIGS la seguirebbero. 2) la Germania esce dall'euro e ritorna al marco tedesco, lasciando ai paesi periferici un euro che si svaluterebbe immediatamente nei confronti del nuovo marco. Nel caso in cui dovesse essere percorsa la prima opzione, la scelta di investimento più opportuna sarebbe proprio quella di avere a disposizione euro in contanti, ed investimenti in franchi svizzeri, soprattutto 3 Fonte: Mercato Libero

3 azionari industriali, alimentari e farmaceutici. Nel secondo caso, invece, la scelta di investimento ricadrebbe sempre sul mercato azionario, ma questa volta tedesco, andando a privilegiare il settore industriale. In questo quadro geopolitico risulta interessante, dal nostro punto di vista, come la Cina riuscirà ad entrare letteralmente in possesso di almeno due stati europei entro la fine del decennio; crediamo infatti che per la loro rilevanza strategica geografica e soprattutto per gli sbocchi commerciali e portuali, la Grecia ed il Portogallo entreranno a far parte della zona di influenza cinese, permettendo cosi alle merci cinesi di avere due importanti punti di sbocco:uno sul Mediterraneo e l'altro sull' Atlantico. Quanto questo sia presagio di ulteriori sventure per l economia reale del nostro occidente non ci vuole molto a immaginarlo. Però dovrebbe essere altrettanto chiaro che così non si può andare avanti. E possibile immaginare un mondo dove gli occidentali stanno a cercare di capire cosa succede, mentre i cinesi lavorano a più non posso per accumulare crediti verso debitori sempre più insolventi? Qualcosa non quadra e prima o poi dovrà concretizzarsi quanto i governanti cinesi veramente temono, ovvero che la crisi a cavallo del si ripresenti ancora una volta ma ben più acuta e questa volta senza la valvola di sfogo che ha consentito alla Cina di superare il momento senza tanti danni alla propria economia, anzi per il momento uscendone più forte di prima. La Cina vista così dovrebbe essere fonte di forti preoccupazioni per noi occidentali. Invece a tutto si pensa fuorché a capire quale potentissimo competitor economico abbiamo davanti. Per il momento aspettiamo la deflagrante esplosione di tutte le contraddizioni e squilibri dell attuale economia globalizzate, in costante incremento. Ad ogni modo: finchè i governanti cinesi, sono disposti ad accettare carta in cambio di beni reali, sottoponendo i lavoratori cinesi a ritmi di lavoro forsennati, finchè gli stampatori di carta o meglio di clic sui terminali delle istituzioni finanziarie occidentali riescono a convincere gli altri che per ancora un po si può andare avanti così o che altrimenti sarebbe peggio, si resta in attesa di cosa succederà da un certo momento in poi. Momento che nessuno sa ancora quando ci sarà ma che sarà un brutto risveglio 4. Riteniamo ormai in stato fallimentare, oltre alla Grecia, l' Irlanda ed il Portogallo. La Spagna sta maldestramente cercando di combattere, ma e' molto probabile che la prossima vittima sarà proprio lei: a nulla serviranno il cambio di governo e l'aumento delle tasse. Il sistema bancario iberico, soprattutto quello delle cajas e' disastrato e questo sarà il punto di partenza che scatenerà speculazione internazionale nei prossimi mesi. Ma sarà proprio sul l'italia che si giocherà la partita decisiva, sarà sulla nostra pelle di cittadini e contribuenti che verranno a convergere le più potenti e violente forme di speculazione internazionale, sarà proprio l'italia ad essere il campo di combattimento sul quale vedremo se l' euro avrà la forza di sopravvivere, oppure se l'esperimento della valuta unica, durato appena un decennio, sarà definitivamente abbandonato, lasciando dietro di sé soltanto distruzione di ricchezze e debiti fuori controllo. E' dunque plausibile, o quanto probabile che nel prossimo futuro, cioè nei prossimi cinque anni, si arrivi ad una nuova definizione di sistema monetario? Dal nostro punto di osservazione, non solo e' probabile, ma auspicabile, e che venga fatto nel più breve tempo possibile. Un ritorno al vecchio sistema di Bretton Woods, con le migliorie del caso, dando maggior peso economico e politico ai BRIC (Brasile, Russia, India, Cina) ed un sistema di scambi monetari che abbia come riferimento fondamentale l'oro. Una delle possibili soluzioni per uscire da questa impasse sarebbe la creazione del cosiddetto debito unico, attraverso l emissione degli Eurobonds, ipotesi che, però, al momento, è stata accantonata dalla Germania. 4 Fonte: Intermarket & more

4 Questa potrebbe davvero essere la soluzione alla crisi europea del debito: l emissione di un unico Eurobond che sia l unico sostituto di tutte le emissioni nazionali. Ma questa strada i tedeschi non la vogliono percorrere perché, in sostanza, si farebbe pagare di più (in termini di tassi di interesse) alla virtuosa Germania, azzerando, di fatto, il vantaggio competitivo di cui gode. Dal nostro punto di osservazione gli Stati Uniti potrebbero cogliere la crisi della Grecia, appoggiando di fatto il fallimento dello stato ellenico, per poi dare la colpa alla Grecia stessa ed all Europa, per spiegare la caduta dell economia USA in una seconda, e ben più grave, recessione, e permettere così ad Obama di avere un buon capro espiatorio per le elezioni di medio termine, che si terranno a novembre. Crediamo infine che se il Dow Jones dovesse scendere al di sotto dei punti, il QE3 sarà inserito nell ordine delle priorità. Gli operatori finanziari anglosassoni dalle colonne del Financial Times, nel Dicembre del 2009, hanno trasformato la crisi Greca nella "crisi dell'euro". Tuttavia, diciotto mesi dopo, l'euro sta facendo bene, mentre il Dollaro continua nella sua corsa verso il basso, nei confronti delle valute più importanti del mondo. Il vero e proprio bombardamento mediatico a cui Eurolandia è stato sottoposta durante tutto questo periodo, ha infatti avuto tre consecutivi effetti principali, due dei quali lontani dai risultati attesi da Wall Street e dalla City: 1. In un primo momento (Dicembre Maggio 2010), ha rimosso il senso d invulnerabilità della moneta europea, formatosi nel 2007/2008, introducendo dubbi sulla sua durabilità e sull'idea che l'euro fosse in prospettiva la naturale alternativa al Dollaro statunitense (ed anche il suo successore). 2. Quindi (Giugno Marzo 2011), ha indotto i leaders di Eurolandia ad iniziare a lavorare alla "massima velocità" su tutte le misure di salvaguardia, protezione e rafforzamento della moneta unica (misure che avrebbero dovuto essere prese molti anni prima). 3. Infine (Aprile Settembre 2011), sta convincendo l Eurozona ad attivarsi per raggiungere il sacrosanto obiettivo di far contribuire gli investitori privati alla soluzione del problema greco, soprattutto tramite la riprogrammazione "volontaria" dei rimborsi [o di qualsiasi altra forma di taglio degli utili attesi]. Come si può immaginare, se il primo effetto era in realtà uno degli obiettivi perseguiti da Wall Street e dalla City [al di la di fuorviare l'attenzione dagli enormi problemi del Regno Unito e degli Stati Uniti], gli altri due avevano avuto un effetto del tutto opposto al risultato desiderato, che era quello d indebolire l'euro e ridurre la sua attrattiva a livello mondiale 5. Tanto più che una quarto effetto è in preparazione e vedrà, entro l inizio del 2012, il lancio di un meccanismo di Eurobond, permettendo la condivisione di una parte delle emissioni di debito dei paesi di Eurolandia, e l'inevitabile crescente pressione politica per aumentare la quota del contributo privato in questo ampio processo di ristrutturazione del debito dei paesi periferici dell Eurozona. E con questo quarto effetto si entra nel cuore del processo di contagio che attiverà la bomba del debito federale degli Stati Uniti. Perché, in primo luogo, nel creare a livello globale mezzi di comunicazione ed ambienti finanziari ultra-sensibili alle questioni dell indebitamento pubblico, Wall Street e la City hanno rivelato la dimensione insostenibile dei deficits degli Stati Uniti, del Regno Unito e del Giappone. Così è oggi sul Congresso degli Stati Uniti, con l'aspro dibattito sul tetto al debito federale e sui massicci tagli di 5 GEAB N 56-Special Summer 2011 (June 16, 2011)

5 bilancio, che si ampliano le conseguenze degli ingannevoli articoli di stampa degli ultimi mesi, riguardo la Grecia e l Eurozona. Senza un nuovo QE, chi comprerà i Treasury statunitensi? Quale sarà il corretto valore dei mercati azionari? Dove arriverà la disoccupazione? Come verrà rieletto il presidente Obama? Come faranno gli USA a finanziarsi? Dal nostro punto di osservazione il nuovo allentamento quantitativo, il QE3 verrà rilanciato entro la fine dell autunno, probabilmente assumerà forme differenti di finanziamento, ma nello specifico permetterà la risposta alle domande di cui sopra. A fronte di queste considerazioni crediamo plausibile che l oro possa raggiungere un livello compreso tra 1680 e 1750 dollari entro la fine dell anno. Così come per l argento che lo indichiamo a 50 dollari, sempre entro la fine dell anno. Le valute principali che ne beneficeranno saranno il franco svizzero, che punterà alla parità con l euro ed al livello di 0.75 contro dollaro, ed il dollaro canadese. Chiudiamo questa analisi con una postilla interessante: nel momento della peggior crisi finanziaria dell euro, è curioso notare come manchi la leadership del Fondo Monetario, Internazionale, la Banca Centrale Europea vede il passaggio di cariche da Trichet a Draghi, e la stessa Banca d Italia, non ha ancora un presidente. Nessuno vuole la responsabilità di un fallimento? Maurizio Giuliani CeSDiS Centro Studi per la Difesa e la Sicurezza Via P.D. Pinelli, 23 Torino Cesdis.it

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