Il diritto a formare una seconda famiglia tra doveri di solidarietà post-coniugale e principio di autoresponsabilità

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Il diritto a formare una seconda famiglia tra doveri di solidarietà post-coniugale e principio di autoresponsabilità"

Transcript

1 Obblighi di mantenimento del coniuge e famiglia ricomposta Il diritto a formare una seconda famiglia tra doveri di solidarietà post-coniugale e principio di autoresponsabilità di Enrico Al Mureden Il problema della equilibrata ripartizione di risorse economiche successivamente alla rottura del matrimonio pone questioni complesse laddove, successivamente alla disgregazione del primo nucleo familiare, i coniugi separati o gli ex coniugi divorziati diano vita a nuove famiglie. Questa particolare prospettiva - la cui crescente rilevanza viene costantemente confermata dagli studi demografici e statistici - reclama oggi una specifica attenzione, anche in considerazione dei profondi mutamenti del sistema normativo introdotti dalla l. n. 219/2012 e dal d.lgs. n. 154/2013. Essa fa emergere la necessità di una rilettura di alcuni orientamenti consolidatisi nella giurisprudenza e quindidiaffrontareilproblemadelmantenimentodel coniuge economicamente debole considerando, accanto al modello della famiglia che si disgrega a seguito della separazione e del divorzio, anche gli scenari più complessi dei modelli di famiglia che scaturiscono dalla ricomposizione di nuovi nuclei familiari successivamente alla separazione ed al divorzio. (1) Cass. 19 marzo 2014, n. 6289, in De Jure. (2) Cass. 22 novembre 2000, n , in questa Rivista, 2001, 34, con nota di De Marzo, Mantenimento dei figli nati da 1. I doveri di solidarietà post-coniugale ed il diritto alla formazione di una seconda famiglia Una recente decisione di legittimità (1) ha affrontato, introducendo significativi elementi di novità, il problema - già affacciatosi in più occasioni in giurisprudenza - della equilibrata divisione delle risorse economiche nel caso in cui al nucleo familiare originario si sovrapponga, a seguito della separazione e del divorzio, un nucleo familiare nuovo formato dal soggetto economicamente forte tenuto alla corresponsione del mantenimento nei confronti del coniuge separato o dell ex coniuge divorziato. L analisi della casistica giurisprudenziale mostra che, ormai da tempo, è emersa la consapevolezza riguardo al fatto che nelle fattispecie in cui, successivamente alla rottura del matrimonio, il coniuge economicamente forte formi una seconda famiglia si impone la necessità di commisurare la spettanza el entità del mantenimento dovuto alla parte economicamente debole abbandonando il riferimento al tenore di vita goduto nel momento in cui la famiglia era unita e perseguendo il diverso obiettivo di garantire ai nuovi nuclei familiari che si formano a seguito della separazione un tenore di vita simile tra loro in modo da realizzare un equilibrata ripartizione delle risorse tra la prima famiglia (composta dall ex coniuge beneficiario dell assegno divorzile e i figli del primo matrimonio) e la seconda famiglia che l ex coniuge obbligato al pagamento dell assegno divorzile abbia ricostituito successivamente al divorzio. Un precedente ormai datato aveva adottato - con specifico riferimento al profilo del mantenimento dei figli - una soluzione, invero criticabile, che si basava sull assunto secondo cui la decisione di formare una seconda famiglia costituisce una scelta e non una necessità. Muovendo da questo presupposto, la S.C. aveva concluso che il diritto dei componenti della prima famiglia di mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio non potesse subire limitazioni a seguito della decisione del familiare economicamente forte di dare vita ad una nuova famiglia (2). Questo orientamento, a ben vedere, risultava diffi- precedente matrimonio e rilevanza della costituzione di una nuova famiglia. Famiglia e diritto 11/

2 cilmente conciliabile con i principi fondamentali dell ordinamento in quanto la sua applicazione avrebbe condotto a privilegiare ingiustificatamente i componenti del nucleo familiare originario a scapito dei componenti del nuovo nucleo familiare formato successivamente al divorzio. Così, seguendo un orientamento diverso e sicuramente condivisibile, la S.C. ha preso atto del dato per cui la presenza di una nuova famiglia costituita dall ex coniuge tenuto al mantenimento dei figli e dell ex coniuge comporta una variazione degli assetti pregressi di cui non può non tenersi conto. In questi casi, pertanto, si impone l esigenza di un temperamento dei diritti della prima famiglia necessario ad evitare un trattamento deteriore della seconda. Dunque, il secondo matrimonio e, più in generale, la nascita di figli dell obbligato, rendono in linea di principio necessaria una rinnovata valutazione comparativa della situazione delle parti da cui può scaturire una rideterminazione dell assegno di mantenimento dovuto ai figli e, a maggior ragione, dell assegno dovuto all ex coniuge (3). La recente pronuncia a cui si è fatto cenno appare sicuramente in linea con l indirizzo appena riassunto. Essa, comunque, merita particolare attenzione in ragione degli elementi di novità che si riscontrano nella motivazione in particolare laddove afferma che la costituzione di una nuova famiglia successivamente alla disgregazione del primo gruppo familiare costituisce un diritto ricompreso tra quelli riconosciuti dalla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo del 1950 (art. 12) (4) e dalla Carta dei diritti fondamentali dell Unione Europea (art. 9) (5). Da ciò discende che il diritto dell individuo a formarsi una famiglia non può incontrare un limite, né essere considerato alla stregua di una mera scelta individuale non necessaria nemmeno laddove sia già presente un primo nucleo familiare la cui unità è venuta meno a seguito del divorzio. Le argomentazioni addotte pongono in risalto un problema di portata più generale e inducono ad osservare le conseguenze economiche della rottura del matrimonio in una prospettiva più complessa rispetto a quella - assunta generalmente come paradigma dall elaborazione degli interpreti - che tende a limitare l attenzione ai rapporti tra i componenti del nucleo familiare originariamente unito, omettendo di considerare in modo sistematico le complesse trame di rapporti che scaturiscono nell eventualità in cui ad esso si sovrappongano nuclei familiari nuovi formati dai coniugi dopo la separazione o dagli ex coniugi dopo il divorzio. Tale prospettiva, in effetti, reclama oggi una particolare attenzione sia per la rilevanza che assume sul piano sociale - e che viene costantemente confermata dagli studi statistici (6) - sia, soprattutto, in considerazione dei profondi mutamenti del sistema normativo introdotti dalla l. n. 219/2012 e dal d.lgs. n. 154/2013. In quest ottica emerge la necessità di una rilettura di alcuni orientamenti consolidatisi nella giurisprudenza. Sotto tale profilo vengono in considerazione, anzitutto, le crescenti insoddisfazioni manifestate rispetto all orientamento che assume il tenore di vita coniugale come parametro in funzione del quale definire l adeguatezza dei mezzi del coniuge che richiede l assegno di mantenimento o dell ex coniuge che aspira a conseguire l assegno postmatrimoniale. Inoltre, le profonde modificazioni introdotte dalla l. n. 219/2012 e dal d.lgs. n. 154/2003 con riguardo alla condizione dei figli nati da persone non coniugate sembra suggerire una rivisitazione degli orientamenti giurisprudenziali formatisi con riferimento al problema dell incidenza (3) Cass. 23 agosto 2006, n , in De Jure; Cass. 24 gennaio 2008, n. 1595, in De Jure. (4) Bonini Baraldi, Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell uomo e delle libertà fondamentali, incodice della famiglia, a cura di Sesta, Milano, 2009, 140. (5) Bergamini, Carta dei diritti fondamentali dell Unione europea del 7 dicembre 2000, incodice della famiglia, acuradi Sesta, cit., 153 ss. (6) Nello studio Separazioni e divorzi in Italia, anno 2011, pubblicato nel maggio 2013, reperibile all indirizzo si legge che i tassi di separazione e di divorzio totale sono in continua crescita. Nel 1995 per ogni matrimoni si contavano 158 separazioni e 80 divorzi, nel 2011 si arriva a 311 separazioni e 182 divorzi. In particolare, secondo i dati elaborati dall ISTAT, infatti, risulta che su 1000 matrimoni si registrano quasi 311 separazioni e 182 divorzi. Le indagini demografiche mettono a fuoco la presenza di un rilevante numero di separazioni e divorzi in cui sono coinvolti figli minori (50,5% e 35,5%). Un altro dato rilevante, che emerge solo in parte dalle statistiche dell ISTAT, è quello che evidenzia la diffusione del fenomeno delle seconde nozze. Anche questo dato deve essere ulteriormente integrato tenendo conto di due fattori che le statistiche disponibili non possono prendere in considerazione, ma che, cionondimeno, riveste un particolare rilievo. In particolare occorre tenere presente il considerevole aumento di separazioni e divorzi tra coniugi giovani (18-24% età inferiore ai 40 anni); questo dato, infatti, segnala la presenza di persone che, verosimilmente, dopo la rottura del matrimonio vivranno altre esperienze familiari di convivenza o si accosteranno ad un secondo matrimonio. Occorre poi tenere conto della presenza di un considerevolenumerodipersonechedopoavereavutofiglifuoridal matrimonio, si apprestano a contrarre matrimonio e a vivere una seconda esperienza familiare. A questo proposito deve essere considerato, un dato, più volte richiamato nella Relazione illustrativa della riforma che unificato la condizione giuridica dei figli, secondo cui circa un quinto dei figli nati nel nostro Paese è generato da persone non coniugate Famiglia e diritto 11/2014

3 dell instaurazione di una nuova convivenza da parte del coniuge beneficiario dell assegno di mantenimento o titolare dell assegno post-matrimoniale; ciò perché, ove siano presenti figli, sussiste oggi una trama di responsabilità all interno della famiglia intesa in senso ampio, ed in particolare della coppia dei genitori, che, come si osserverà, appare incompatibile con la persistenza di diritti patrimoniali basati su doveri di solidarietà post-coniugale riferiti ad un rapporto ormai terminato o al quale se n è sovrapposto uno nuovo. 2. Il diritto del coniuge debole alla conservazione del tenore di vita coniugale ed i doveri assunti coniuge forte che forma una seconda famiglia Il problema di conciliare i doveri che scaturiscono dalla solidarietà post-coniugale con quelli che derivano dalla formazione di una seconda famiglia appare strettamente collegato a quello della persistente attualità dell orientamento giurisprudenziale secondo il quale le decisioni relative alla spettanza ed all entità dell assegno divorzile dovrebbero essere assunte in funzione dell obiettivo di garantire al coniuge economicamente debole la persistenza di un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio. La questione è stata sollevata con un articolata motivazione da un ordinanza del Tribunale di Firenze che ha posto in dubbio la conformità dell orientamento menzionato al principio costituzionale di ragionevolezza (art. 3 Cost.) (7). Più specificamente la questione di costituzionalità riguarda la regola di diritto vivente formatasi con riferimento all art. 5 l. n. 898/1970. Tale regola si caratterizza, a parere del giudice remittente, per una palese contraddizione logica oltre che giuridica - che appare irragionevole, secondo i canoni della giurisprudenza costituzionale - fra l istituto del divorzio, che ha come scopo proprio quello della cessazione del matrimonio, ed una disciplina delle conseguenze economiche che di fatto proietta oltre l orizzonte matrimoniale il <tenore di vita> in costanza di matrimonio quale elemento attributivo e quantificativo dell assegno. In questo modo, continua il Tribunale di Firenze, vengono prolungati all infinito i vincoli economici derivanti da un fatto (il matrimonio) che non esiste più proprio a seguito del divorzio ; eciò senza che vi sia necessariamente una giustificazione adeguata sotto il profilo della tutela di interessi e diritti costituzionali o garantiti dalla Costituzione. Proprio in questa prospettiva, quindi, il diritto vivente formatosi con riferimento ai presupposti di attribuzione dell assegno divorzile appare irragionevole in quanto conduce ad esiti palesemente irrazionali ed incompatibili con la stessa ratio legis della disciplina delle conseguenze economiche del divorzio. I profili di irragionevolezza insiti nell attuale diritto vivente vengono ulteriormente testimoniati anche nell ottica del raffronto con i principi emergenti in altri Paesi dell Unione europea. La motivazione del provvedimento indicato, infatti, pone in luce che la Commissione europea sul diritto di famiglia ha stabilito il principio secondo il quale dopo il divorzio ciascun coniuge provvede ai propri bisogni (principio 2.2) (8). Da questo principio, continua la motivazione del Tribunale di Firenze deriva che dopo il matrimonio, gli unici legami a rimanere in vita sono quelli che riguardano i figli ; in ogni caso, qualora siano effettivamente mantenuti rapporti di tipo patrimoniale tra i coniugi, essi dovrebbero rivestire il carattere della temporaneità (principio 2.8). Questa impostazione, invero, testimonia ulteriormente l inopportunità di commisurare l assegno divorzile al tenore di vita goduto durante il matrimonio e la necessità di adottare una prospettiva diversa: quella di garantire un tenore di vita equivalente a tutti coloro che dipendono da un medesimo soggetto economicamente forte. Indubbiamente, focalizzando l attenzione sul problema della divisione delle risorse di un soggetto a cui fanno capo due famiglie che si sovrappongono nel tempo, la questione può porsi in termini assai particolari nell ipotesi in cui l esigenza di attuare un equilibrata divisione delle risorse della parte economicamente forte veda interessato da un lato l ex coniuge ancora giovane, reduce da un matrimonio di breve durata e senza figli e, dall altro, il secondo coniuge ed i figli nati nel secondo matrimonio o nell ambito di una relazione non matrimoniale. In una fattispecie come questa emerge chiaramente l inadeguatezza dell impostazione che mira a garantire all ex coniuge eco- (7) Sul principio di ragionevolezza delle leggi v. Morrone, Il custode della ragionevolezza, Milano, 2001, 275 ss.; Id., sub art. 3Cost.,inCodice della famiglia, acuradisesta,cit.,inpart. 41. (8) I Principles on European Family Law sono stati elaborati dalla Commission on European Family Law con la finalità di individuare soluzioni tese al perseguimento della armonizzazione del diritto di famiglia nei diversi stati dell Unione europea (cfr. Sul punto v. Cubeddu, I contributi al diritto europeo della famiglia, in Patti e Cubeddu, Introduzione al diritto della famiglia in Europa, Milano, 2008, 16. Famiglia e diritto 11/

4 nomicamente debole un assegno divorzile idoneo a permettergli di conservare un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso, ovvero che poteva ragionevolmente prefigurarsi sulla base di aspettative esistenti nel corso del rapporto matrimoniale (9). Così, applicando senza opportuni correttivi ai matrimoni di breve durata i criteri adottati dalla S.C. con riferimento al mantenimento dell ex coniuge economicamente debole, si potrebbe giungere in alcuni casi a soluzioni applicative non convincenti. Garantire il tenore di vita coniugale all ex coniuge incapace di reperire autonomamente mezzi adeguati, infatti, significherebbe esporre l ex coniuge obbligato ad una distrazione ingiustificata delle proprie risorse a scapito della nuova famiglia che egli abbia formato successivamente al divorzio (10); distrazione che appare tanto più inopportuna quanto più è breve la durata del rapporto matrimoniale e quanto più siano presenti condizioni che rendano verosimile il conseguimento dell indipendenza economica da parte del coniuge economicamente debole. Proprio questa particolare prospettiva sembra confermare l opportunità di ricercare in via interpretativa soluzioni che consentano di limitare le perduranti posizioni di interdipendenza tra i coniugi con riferimento a matrimoni di breve durata e nei quali non siano presenti figli. In queste fattispecie, infatti, risulterebbe opportuno valorizzare il principio dell autoresponsabilità ed attuare la funzione assistenziale dell assegno divorzile in ragione di un ottica riabilitativa ; occorrerebbe, in altri termini, (9) Cass. 4 novembre 2010, n , in De Jure. (10) Ronfani, Recensione ad Al Mureden, Nuove prospettive di tutela del coniuge debole. Funzione perequativa dell assegno divorzile e famiglia destrutturata, Milano, 2007, in Sociologia del diritto, 2008, 194. (11) Sul punto v. Patti, I rapporti patrimoniali tra coniugi. Modelli europei a confronto, inil nuovo diritto di famiglia, Trattato diretto da Ferrando, II, Bologna, 2008, 229; Id., Obbligo di mantenere e obbligo di lavorare, inintroduzione al diritto della famiglia in Europa, Milano, 2008, 309; Ferrando, Le conseguenze patrimoniali del divorzio tra autonomia e tutela, indir. fam., 1998, 728; Cubeddu, Lo scioglimento del matrimonio e la riforma del mantenimento tra ex coniugi in Germania, infamilia, 2008, 22, la quale illustra la riforma del mantenimento operata nell ordinamento tedesco il 1 gennaio 2008 ed il principio dell autoresponsabilità; Ronfani, Recensione a Al Mureden, Nuove prospettive di tutela del coniuge debole. Funzione perequativa dell assegno divorzile e famiglia destrutturata, Milano, 2007, cit., 193. Un elevata sensibilità verso questi ultimi problemi si riscontra negli ordinamenti di common law: Blumberg,The Financial Incidents of Family Dissolution, inaa.vv.,cross currents, Family Law and Policy in the United States and England, edited by Katz, Eekelaar e Maclean, Oxford, 2000, 398; Katz, che l assegno divorzile svolgesse solamente la funzione di consentire per un tempo determinato il superamento della incapacità di procurarsi redditi propri. Del resto, in molti paesi dell Unione europea si sta affermando il cosiddetto principio della autoresponsabilità (11), che conduce a prevedere una tutela assistenziale-riabilitativa e tendenzialmente limitata nel tempo per il coniuge reduce da un matrimonio di breve durata, ancora in giovane età e non gravato dall impegno richiesto per l accudimento dei figli (12). 3. La formazione di una seconda famiglia da parte del coniuge economicamente debole ed i suoi riflessi sull assegno di mantenimento e sull assegno divorzile Nell ambito della complessa trama di rapporti che può crearsi quando, successivamente alla rottura della coppia coniugale si instaurano nuove relazioni familiari, rientra indubbiamente l ipotesi - speculare rispetto a quella fino a qui esaminata - nella quale il coniuge titolare di assegno di mantenimento o dell assegno post-matrimoniale formi una seconda famiglia. Al riguardo il legislatore ha contemplato la sola ipotesi nella quale l ex coniuge titolare di assegno divorzile passi a nuove nozze, sancendo che, in tal caso, l obbligo di corresponsione dell assegno cessa (art. 5, comma 10, l. div.). Può accadere, tuttavia, che l ex coniuge divorziato titolare di assegno post-matrimoniale instauri una nuova convivenza nell ambito della quale benefici del supporto economico del nuovo partner; da ultimo occorre considerare anche la fattispecie nella quale sia il coniuge titolare di assegno di mantenimento Family Law in America, New York, 2003, 87. (12) Sul punto v. Cubeddu, Solidarietà e autoresponsabilità nel diritto di famiglia, inintroduzione al diritto della famiglia in Europa, cit., 153, in part. 170; Ead., I principi europei su divorzio e il mantenimento tra ex coniugi, ivi, 271.Nell ambito degli ordinamenti di civil law è da segnalare la riforma della disciplina dell assegno post- matrimoniale introdotta nell ordinamento spagnolo dalla Ley 15/2005, in ragione della quale il riformato art. 97 c.c. prevede la possibilità assegno il coniuge economicamente debole limitato nel tempo. La propensione a prevedere una tutela di tipo riabilitativo a favore del coniuge relativamente giovane e reduce da matrimoni di breve durata e poi particolarmente sviluppata negli ordinamenti di common law (per una illustrazione più diffusa si rinvia a Al Mureden, Nuove prospettive di tutela del coniuge debole. Funzione perequativa dell assegno divorzile e famiglia destrutturata, Milano, 2007, 108 ss.). Da ultimo, nel nostro ordinamento, riveste interesse una recente decisione di legittimità nella quale è stata confermata la validità di un accordo tra i coniugi che prevedeva una limitazione temporale del diritto al mantenimento della parte economicamente debole Cass. 6 giugno, 2014, n , in De Jure Famiglia e diritto 11/2014

5 ad instaurare una nuova convivenza durante la separazione. In questi casi si pone il problema di stabilire se il principio espresso con riferimento all ipotesi delle seconde nozze dall art. 5, comma 10, l. div. possa essere esteso anche al caso in cui il coniuge economicamente debole formi una nuova famiglia non fondata sul matrimonio. In prima approssimazione si può affermare che l instaurazione di una nuova convivenza da parte del coniuge separato o dell ex coniuge divorziato economicamente dipendente dall altro impone di risolvere tre ordini di problemi. Occorre stabilire, in primo luogo, quali siano i presupposti al ricorrere dei quali l instaurazione di una convivenza more uxorio possa assumere rilievo al fine della ridefinizione dei rapporti economici tra i coniugi separati o tra gli ex coniugi divorziati; in altri termini si tratta di individuare quali caratteristiche debba presentare la relazione instaurata con il nuovo partner affinché essa possa essere considerata alla stregua di un elemento capace di giustificare una limitazione dei doveri di solidarietà postconiugale gravanti sul coniuge tenuto alla corresponsione dell assegno ex art. 156 c.c. o sulle coniuge tenuto a versare l assegno post-matrimoniale. Un diverso problema consiste nello stabilire se l accertamento di un rapporto di convivenza sufficientemente solido e stabile costituisca una condizione di per sé sufficiente a legittimare una limitazione dei doveri gravanti sul coniuge o ex coniuge, oppure se tale accertamento costituisca solamente una condizione necessaria a tal fine, ma non sufficiente. Questa seconda opzione interpretativa, infatti, sembra ravvisabile in quelle motivazioni nelle quali l instaurazione di una nuova convivenza viene considerata rilevante non di per sé, ma solamente laddove da essa scaturisca un effettivo miglioramento della condizione economica del coniuge beneficiario di assegno di mantenimento o dell ex coniuge titolare di assegno divorzile. Una volta individuati i presupposti al ricorrere dei quali risulta possibile affermare che la nuova convivenza del coniuge beneficiario del mantenimento presenti caratteri tali da poter condurre ad una limitazione dei doveri gravanti sulla parte economicamente forte, può porsi l ulteriore interrogativo di stabilire se tale limitazione si risolva nella netta esclusione del dovere di mantenimento e debba essere modulata tenendo conto dell entità del beneficio economico ricavato dalla nuova convivenza. Da ultimo, inoltre, può porsi il problema di stabilire se limitazione o esclusione dell obbligo di mantenimento gravante coniuge economicamente forte possa essere considerata reversibile oppure se, una volta intervenuta, essa precluda la possibilità di una reviviscenza degli obblighi di mantenimento fondati sulla solidarietà post-coniugale. Con riferimento ai problemi illustrati la giurisprudenza ha elaborato principi comuni applicabili al coniuge separato ed all ex coniuge divorziato. In effetti sotto alcuni profili sembra emergere l opportunità di formulare regole uniformi, applicabili sia nel contesto della separazione che in quello del divorzio; al tempo stesso, tuttavia, occorre tenere conto di significativi profili di differenziazione tra i due istituti, che, soprattutto per quanto concerne il problema della reviviscenza degli obblighi gravanti sulla parte economicamente forte, sembrano suggerire l opportunità di affrontare le questioni connesse all instaurazione di una nuova convivenza da parte del beneficiario del mantenimento secondo approcci che tengano conto delle peculiarità che la separazione presenta rispetto al divorzio La distinzione tra famiglia di fatto e mera convivenza negli orientamenti giurisprudenziali e alla luce dell unificazione della condizione dei figli Per quanto concerne l individuazione dei presupposti al ricorrere dei quali l instaurazione di una convivenza more uxorio possa assumere rilievo al fine della ridefinizione dei rapporti economici tra i coniugi separati o tra gli ex coniugi divorziati, è stato valorizzato principalmente il profilo dell intento di mettere in comune con il nuovo partner tutti i propri interessi materiali, morali ed affettivi. Utilizzando questa espressione la giurisprudenza di legittimità ha voluto affermare il principio secondo cui la stabilità del rapporto di convivenza (...) non può rapportarsi ad una mera formula temporale, ma dipende principalmente da una valutazione relativa al livello di compenetrazione delle scelte di vita effettuate dalla nuova coppia (13). Tale criterio appare, invero, connotato da un significativo margine di indeterminatezza, che si risolve nell attribuzione di una ampia discrezionalità giudizia- (13) In questo senso v. Trib. Bari 25 settembre 2012, in Dir. fam., 2013, 2, 549, nella quale la soppressione dell assegno di mantenimento inizialmente disposto a vantaggio del coniuge economicamente debole è stata motivata in ragione dell accertamento di una relazione di convivenza more uxorio, lacui stabilità era dimostrata non tanto in base ad una mera formula temporale, ma alle caratteristiche e ai contenuti e alle finalità del rapporto instaurato. Famiglia e diritto 11/

6 le. Le considerazioni appena svolte possono essere estese anche alle motivazioni nelle quali viene affermata l opportunità di distinguere tra semplice rapporto occasionale e famiglia di fatto, ribadendo che tale distinzione dovrebbe basarsi sul carattere di stabilità e di certezza del rapporto di fatto sussistente tra i partners (14). La possibilità di operare una simile distinzione sulla base di criteri affidabili risulta estremamente complessa nell ipotesi in cui si tratta di decidere riguardo alla convivenza tra persone che non hanno figli. Peraltro, ove la coppia non coniugata abbia figli comuni, sembra possibile, soprattutto alla luce delle recenti modificazioni della disciplina del rapporto genitori-figli, individuare con sicurezza quei presupposti al ricorrere dei quali si può escludere che la famiglia non fondata sul matrimonio si risolva in un mero rapporto di convivenza ed affermare che, al contrario, essa presenta quei caratteri di certezza e stabilità necessari per poter parlare di una vera e propria formazione familiare autonomo e stabile. La base sulla quale sostenere quest ultimo assunto non è solo quella che fa capo a considerazioni di carattere demografico e sottolinea la diffusione della famiglia non fondata sul matrimonio nell attuale tessuto sociale. A ben vedere le ragioni che inducono ad attribuire i caratteri della certezza e della stabilità ad una famiglia non fondata sul matrimonio nella quale siano presenti figli si basano sulle profonde modificazioni del sistema normativo che hanno reso unica condizione dei figli, hanno determinato il loro inserimento nelle relazioni di parentela dei genitori a prescindere dal matrimonio di questi ultimi (art. 74 c.c. e art. 258 c.c.) ed hanno sancito la portata generale della regola dell esercizio condiviso dalla responsabilità genitoriale a prescindere dal tipo di unione che lega i genitori e dalla sua sorte (artt. 316, comma 4 e 337 ter, comma 3, c.c.). Le trasformazioni del sistema giuridico appena indicate hanno dato vita ad una condizione del figlio della coppia non coniugata completamente diversa da quella propria del contesto normativo precedente l introduzione della l. n. 219/2012 del d.lgs. n. 154/2013. Oggi il figlio di una coppia non coniugata risulta inserito contemporaneamente nelle reti di parentela di entrambi i genitori, e quindi in due famiglie non comunicanti fra loro (15). Al tempo stesso la regola dell esercizio congiunto della responsabilità genitoriale può dar luogo a situazioni nelle quali i genitori di figli nati nell ambito di contesti familiari diversi esercitino parallelamente ed autonomamente la responsabilità genitoriale in due famiglie distinte (16). In definitiva si può affermare che l ordinamento crea intorno al fatto della generazione biologica un nucleo di diritti del figlio e di responsabilità dei genitori che prescindono dall esistenza di un unione stabile di questi ultimi e dalla circostanza che essa sia fondata sulla convivenza o sul matrimonio. In questo mutato contesto persino la coppia di genitori che non abbia mai formato una famiglia unita si trova, in ogni caso, nella condizione di essere obbligata ad assumere decisioni concordate relativamente alla vita del figlio ed agli aspetti che, sebbene in modo indiretto, si riflettono anche sulla vita della coppia (17). A (14) I caratteri della stabilità sono stati individuati con frequenza laddove sono presenti convivenze nelle quali i partner hanno figli comuni. In tal senso Cass. 11 agosto 2011, n , in Guida al diritto, 2011, 63, con nota di Vaccaro, Il coniuge divorziato perde il mantenimento se instaura una convivenza stabile con un altro. Gli obblighi connessi al matrimonio possono avere un seguito per tutta la vita, nella quale è stato stabilito che in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, la sperequazione dei mezzi del coniuge economicamente più debole a fronte delle disponibilità economiche dell altro, che avevano caratterizzato il tenore di vita della coppia in costanza di matrimonio, non giustifica la corresponsione di un assegno divorzile a carico del primo ove questi instauri una convivenza con altra persona che assuma i connotati di stabilità e continuità, trasformandosi in una vera e propria famiglia di fatto. Intalcaso,continualamotivazione, il diritto all assegno viene a trovarsi in una fase di quiescenza, potendosi riproporre in caso di rottura della convivenza. In senso conforme v. Cass. 18 novembre 2013, n , in Diritto e giustizia, 2013: in tema di diritto alla corresponsione dell assegno di divorzio in caso di cessazione degli effetti civili del matrimonio, il parametro dell adeguatezza dei mezzi rispetto al tenore di vita goduto durante la convivenza matrimoniale da uno dei coniugi viene meno di fronte alla instaurazione, da parte di questi, di una famiglia, ancorché di fatto, la quale rescinde, quand anche non definitivamente, ogni connessione con il livello ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale e, conseguentemente, ogni presupposto per la riconoscibilità di un assegno divorzile ; Cass. 12 marzo 2012, n. 3923, in Giust. civ., 2013, 10, 2197, in cui si legge che qualora la convivenza more uxorio si caratterizzi per i connotati della stabilità, continuità e regolarità, tanto da venire ad assumere i connotati della cosiddetta famiglia di fatto, connotata, in quanto tale, dalla libera e stabile condivisione di valori e modelli di vita, il parametro di valutazione dell adeguatezza dei mezzi economici a disposizione dell ex coniuge non può che registrare una tale evoluzione, recidendo, finché duri tale convivenza e ferma rimanendo, in questa fase, la perdurante rilevanza del solo eventuale stato di bisogno in sé, ove non compensato all interno della convivenza, ogni plausibile connessione con il tenore e il modello di vita economici caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, e ogni presupposto per la riconoscibilità dell assegno divorzile fondato sulla conservazione di esso. (15) Sesta, L unicità dello stato di filiazione e i nuovi assetti delle relazioni familiari, in questa Rivista, 2013, 233. (16) Sesta, Stato unico di filiazione e diritto ereditario, inriv. dir. civ., 2014, 5. (17) Al Mureden, La responsabilità genitoriale precondizione unica delle figlie pluralità di modelli familiari, inquestarivista, 1048 Famiglia e diritto 11/2014

7 seguito delle intervenute modifiche legislative viene meno la necessaria corrispondenza tra famiglia e matrimonio in quanto l instaurazione di legami di parentela dipende oggi esclusivamente dal fatto biologico della generazione. Al tempo stesso la riforma introduce una necessaria corrispondenza tra la generazione dei figli e la formazione di una famiglia incidendo profondamente su situazioni che nel sistema previgente non assumevano rilievo giuridico. I doveri richiesti i genitori nei confronti del figlio, infatti, impongono la definizione concordata di un indirizzo della vita familiare persino a coloro che non hanno mai formato una coppia unita. La portata concreta di queste affermazioni può essere colta con immediatezza osservando la condizione del c.d. figlio adulterino. In questa prospettiva è possibile immaginare una situazione nella quale una donna dia alla luce un figlio concepito con un uomo già coniugato e che non intende rompere il proprio vincolo matrimoniale. Nel contesto precedente la riforma del 75 il figlio adulterino non poteva - salvo casi del tutto particolari - essere riconosciuto dal genitore già coniugato (art. 252 c.c.) (18); egli poteva essere riconosciuto solamente dal genitore unito in matrimonio e, stante il tenore dell art. 252 c.c., non poteva entrare nelle reti di parentela di quest ultimo e quindi conseguire un legame giuridicamente rilevante con i nonni, gli zii e i cugini naturali ; la potestà veniva esercitata in via esclusiva dall unico genitore che avesse effettuato il riconoscimento. La situazione appena descritta si presentava in termini sostanzialmente analoghi nel contesto normativo vigente tra il 75 e il Infatti, il venir meno del divieto di riconoscimento dei figli adulterini, da un lato, avrebbe consentito la possibilità del riconoscimento da parte del padre; d altra parte, tuttavia, stante il tenore degli artt. 74 e 258 c.c., l inserimento del figlio nelle reti di parentela dei 2014, 478. (18) Al riguardo l art. 252 c.c., nella sua formulazione precedente la Riforma del 75, limitava la possibilità di riconoscimento del figlio adulterino al solo genitore che non era unito in matrimonio al tempo del concepimento. Per quanto concerneva il genitore unito in matrimonio, invece, il riconoscimento del figlio adulterino era possibile solo a seguito dello scioglimento del matrimonio per effetto della morte dell altro coniuge ed a condizione che non fossero presenti figli legittimi, o legittimati, o loro discendenti legittimi. Nel caso in cui essi fossero stati presenti, la possibilità di riconoscimento era condizionata all emissione di un decreto da parte del Presidente della Repubblica, che doveva essere preceduta da un parere del Consiglio di Stato e che, in ogni caso, presupponeva che i figli legittimi o legittimati avessero raggiunto la maggiore età e fossero stati sentiti (sul punto v. Azzariti, voce Filiazione legittima e naturale, innoviss. Dig. it.,vii,torino1961,324;id.,voce genitori continuava ad essere indefettibilmente condizionato al matrimonio di questi ultimi; anche l esercizio della potestà genitoriale avrebbe potuto essere condiviso solo nel caso in cui, dopo la rottura del primo matrimonio del padre, i genitori avessero potuto formare una coppia di fatto convivente oppure avessero deciso di dare vita ad un unione matrimoniale. Nel primo caso sarebbero risultati soddisfatti i presupposti al ricorrere dei quali l art. 317 bis c.c. ricollegava l esercizio condiviso della potestà; nel secondo caso avrebbe trovato applicazione la regola generale sancita dall art. 316, comma 2, c.c. Diversamente, qualora, il padre avesse deciso di non rompere il vincolo coniugale già in atto al momento del concepimento, doveva escludersi radicalmente l eventualità di un esercizio condiviso della potestà. Il figlio adulterino che oggi si trovi in una situazione coincidente con quella assunta come esempio risulterà inserito in due famiglie che non comunicano tra di loro (19); la responsabilità genitoriale sarà condivisa tra la madre e il padre, nonostante quest ultimo sia ancora inserito nel suo nucleo familiare fondato sul matrimonio (20). Nel mutato contesto normativo, quindi, sembra che il legislatore abbia delineato una serie di situazioni nelle quali i genitori si trovano nella condizione di essere obbligati ad assumere decisioni concordate relativamente alla vita del figlio ed agli aspetti che, sebbene in modo indiretto, si riflettono anche sulla vita della coppia; coppia che, anche nell ipotesi in cui non sia mai stata unita, è chiamata oggi a comporre secondo la regola dell accordo una trama di rapporti necessariamente correlata alla generazione del figlio (21). In definitiva il nucleo di diritti riconosciuti al figlio e le correlative responsabilità attribuite ai genitori consente di ravvisare la sussistenza di un consorzio familiare nel quale l ordinamento esige Adulterini e incestuosi (Figli), ibid., I, Torino, 1957, 309). (19) Sesta, L unicità dello stato di filiazione e i nuovi assetti delle relazioni familiari, cit., 233. (20) Sesta, Stato unico di filiazione e diritto ereditario, cit., 5. (21) Osserva Sesta, Stato unico di filiazione e diritto ereditario, cit., 5, che, con particolare riferimento all ipotesi della filiazione adulterina si verificherà la situazione per cui la persona già coniugata che abbia un figlio fuori dal matrimonio verrà a trovarsi nella condizione di dover concordare due diversi indirizzi familiari: uno all interno della sua famiglia legittima, l altro nel nucleo familiare composto dal figlio non matrimoniale e dal partner con il quale egli condivide la responsabilità genitoriale. Il figlio, pertanto, è soggetto alla responsabilità dei genitori, che l esercitano congiuntamente, in parallelo con quella che ciascuno di loro si trovi eventualmente ad esercitare col proprio coniuge nei riguardi del figlio matrimoniale. Famiglia e diritto 11/

8 una stabilità ed una certezza del coinvolgimento dei genitori e assume oggi una piena valenza giuridica. Tant è che, come si è opportunamente osservato, la stessa espressione famiglia di fatto non appare più appropriata per designare quei nuclei familiari non fondati sul matrimonio nei quali sono presenti figli comuni della coppia (22). A ben vedere, proprio quella responsabilità a cui l ordinamento chiama i genitori non può non assumere rilievo anche quando si tratta di decidere riguardo alla persistenza di diritti scaturenti dalla solidarietà post-coniugale nei confronti di un soggetto che, successivamente alla separazione o al divorzio abbia dato vita ad una famiglia nella quale siano presenti figli. In altri termini colui che, assieme al partner, assume la veste di genitore ed una responsabilità nei confronti del figlio, pone in essere un atto di autoresponsabilità che nel sistema giuridico attuale mal si concilia con il persistente godimento di diritti che scaturiscono dalla solidarietà post-coniugale riferita ad un rapporto matrimoniale terminato. Ciò, infatti, determinerebbe l ingresso di risorse economiche provenienti da un coniuge separato o da un ex coniuge divorziato nella nuova famiglia costituita dopo la separazione o il divorzio, creando una situazione incoerente rispetto all atto dell assunzione di autoresponsabilità determinato dalla sua formazione (23). (22) Sesta, Manuale di diritto di famiglia, Padova, 2013, 2, osserva che, a seguito della riforma introdotta con la l. n. 219/2012 risulta ampliata la nozione legale di famiglia, che ora non appare più necessariamente fondata sul matrimonio, considerato che la disciplina dei vincoli giuridici tra i suoi membri può prescindere da esso. (23) Trib. Lamezia Terme 1 dicembre 2011, in Dir. fam., 2012, 2, 797, ha disposto la riduzione dell assegno divorzile dovuto all ex coniuge economicamente debole sottolineando che nel caso in cui quest ultimo abbia instaurato una nuova convivenza more uxorio nell ambito della quale sia nata prole, la persistenza di diritti economici scaturenti dal precedente matrimonio condurrebbe alla paradossale, inopportuna, illegittima conclusione che il coniuge tenuto all assegno debba 3.2. La formazione di una nuova famiglia da parte del coniuge beneficiario del mantenimento e l opportunità di una revisione del parametro del tenore di vita coniugale La lettura interpretativa appena prospettata con riferimento alle fattispecie nelle quali nella nuova famiglia formata da parte del coniuge titolare di un assegno di mantenimento o dell ex coniuge a cui è attribuito un assegno post-matrimoniale siano presenti figli sembra suggerire una revisione degli orientamenti formatisi riguardo al problema di stabilire se l accertamento di un rapporto di convivenza sufficientemente solido e stabile costituisca una condizione di per sé sufficiente a legittimare una limitazione dei doveri gravanti sul coniuge o ex coniuge oppure se tale accertamento costituisca solamente una condizione necessaria a tal fine, ma non sufficiente. Come anticipato, da alcune pronunce sembra emergere una propensione a considerare la convivenza instaurata dal beneficiario del mantenimento alla stregua di un elemento capace di limitare gli obblighi del coniuge onerato solo laddove sia effettivamente riscontrabile un miglioramento della posizione economica conseguente all instaurazione della convivenza. Così la soppressione, o, quanto meno, la congrua riduzione dell assegno dovuto a titolo di mantenimento del coniuge separato è stata giustificata ponendo in rilievo i notevoli benefici economici derivanti dalla possibilità di condividere, con il convivente, le spese di ordinaria amministrazione (vitto, alloggio, e relativi oneri) ; possibilità preclusa al coniuge rimasto solo, il quale, oltre a dover affrontare le spese di ordinaria amministrazione e le spese relative al mantenimento del coniuge separato non aveva instaurato una nuova convivenza. In modo ancor più esplicito, è stato disposto che sul coniuge tenuto al pagamento dell assegno di mantenimento grava l onere di provare non solo l instaurazione ed il permanere di una convivenza more uxorio dell avente diritto con altra persona, ma anche il miglioramento delle condizioni economiche dell avente diritto a seguito di un contributo al suo mantenimento da parte del convivente, quanto meno in termini di risparmio di spesa. Infatti, precisa la motivazione, la convivenza in quanto tale è di per sé neutra ai fini del miglioramento delle condizioni economiche del titolare dell assegno, potendo essere instaurata anche con una persona priva di redditi e patrimonio (24). L impostazione appena riassunta e, in particolare, contribuire al mantenimento del figlio (o dei figli) nato dalla relazione concubinaria del coniuge separato. (24) Trib. Roma, sez. I, 22 aprile 2011, in Giur. merito, 2013, 10, 2106, con nota di Serrao, ha disposto che il coniuge onerato del pagamento dell assegno di mantenimento ha l onere di provare non solo l instaurazione ed il permanere di una convivenza more uxorio dell avente diritto con altra persona, ma anche il miglioramento delle condizioni economiche dell avente diritto a seguito di un contributo al suo mantenimento da parte del convivente, quanto meno in termini di risparmio di spesa, poiché la convivenza in quanto tale è di per sé neutra ai fini del miglioramento delle condizioni economiche del titolare dell assegno, potendo essere instaurata anche con una persona priva di redditi e patrimonio Famiglia e diritto 11/2014

9 l ultimo degli assunti riportati, sembrano indicare che il presupposto necessario al fine di giustificare l eliminazione alla riduzione del contributo dovuto dal coniuge economicamente forte per il mantenimento dell altro non sia rappresentato dall instaurazione della convivenza in sé considerata, ma dal beneficio economico che ne scaturisce. Questa ricostruzione - sicuramente coerente con il contesto normativo in cui fu elaborata - appare oggi da rimeditare soprattutto in ragione delle riflessioni già svolte con riferimento alle intervenute modificazioni del sistema normativo che hanno reso unica la condizione dei figli ed attribuito piena rilevanza giuridica alle unioni non matrimoniali nelle quali siano presenti figli. Come si è avuto modo di osservare, infatti, la creazione di legami di parentela che si basano sul mero dato della derivazione biologica e l affermazione della regola generalizzata dell esercizio condiviso dalla responsabilità genitoriale hanno conferito alla famiglia non fondata sul matrimonio una rilevanza tale per cui appare oggi possibile affermare che, in ogni caso, la nascita di un figlio impone ai genitori l assunzione di un nucleo minimo di responsabilità richieste dalla conduzione del nucleo familiare in ogni suo frangente. Il che non sembra lasciare spazio alla persistenza di diritti vantati nei confronti dell ex coniuge divorziato. In altri termini, nel mutato contesto normativo, l instaurazione di una nuova famiglia e l assunzione di responsabilità nei confronti dei figli comuni generati con il nuovo partner dovrebbe comportare, di per sé, la tendenziale eliminazione di ogni posizione di dipendenza dal coniuge separato odall ex coniuge divorziato ed ogni aspirazione al mantenimento del tenore di vita riferito al periodo della convivenza matrimoniale, ormai venuta meno ed alla quale è stata sovrapposta una nuova convivenza familiare nell ambito del nuovo nucleo formato successivamente alla crisi del matrimonio. Ogni considerazione relativa alle condizioni economiche godute dal nuovo convivente ed ogni comparazione tra il livello di benessere della nuova famiglia fondata sulla convivenza rispetto a quello che aveva caratterizzato la precedente unione matrimoniale dovrebbero risultare in linea di principio prive di rilievo proprio perché, una volta assunta la decisione (e la responsabilità) di costituire un nuovo nucleo familiare autonomo, non dovrebbe residuare più spazio per interferenze tra questo nuovo nucleo e persistenti doveri di solidarietà post- coniugale radicati sul matrimonio precedente. Adottando l impostazione appena descritta sarebbe possibile risolvere un ulteriore incertezza interpretativa: ossia quella di stabilire se a seguito dell accertamento di una stabile convivenza del coniuge beneficiario del sostegno economico da parte dell altro la limitazione dei doveri della parte obbligata debba risolversi in una netta esclusione del dovere di mantenimento o debba essere modulata tenendo conto dell entità del beneficio economico ricavato dalla nuova convivenza. Tale questione, allineandosi all impostazione tuttora prevalente nella giurisprudenza di merito e di legittimità, dovrebbe essere risolta nel senso di modulare il dovere di mantenimento gravante sul coniuge separato o sull ex coniuge divorziato in funzione del beneficio che il coniuge economicamente debole ricavi dalla nuova convivenza. Tuttavia, adottando la diversa impostazione che attribuisce rilievo alle sopravvenute modifiche legislative e vede nell instaurazione di una nuova convivenza nella quale siano presenti figli una rottura netta ed incondizionata della situazione di interdipendenza economica creata con il matrimonio, appare preferibile optare per una soluzione che conduce, in linea di principio, ad una eliminazione radicale del contributo dovuto dalla parte economicamente forte, quanto meno nell ipotesi in cui si tratti di ex coniugi divorziati La formazione di una nuova famiglia da parte del coniuge economicamente debole e la quiescenza del suo diritto al mantenimento Le osservazioni svolte a proposito della rilevanza assunta nel contesto normativo attuale dalla formazione di una famiglia non fondata sul matrimonio nella quale siano presenti figli assumono rilievo anche quando si tratta di risolvere la questione relativa al carattere definitivo o reversibile della riduzione o eliminazione del contributo economico dovuto per il mantenimento del coniuge separato odell ex coniuge divorziato che abbia dato vita ad una nuova famiglia. In questo caso, a differenza di quanto osservato con riferimento alle questioni che precedono, sembra opportuno adottare soluzioni differenziate a seconda che si verta nel contesto della separazione o in quello del divorzio. Con riferimento alla situazione dell ex coniuge divorziato la soluzione accolta dalla giurisprudenza di legittimità e di merito sembra indicare il carattere reversibile delle limitazioni al dovere di mantenimento gravante sull ex coniuge. Pronunce recenti, infatti, hanno chiarito che l instaurazione di una Famiglia e diritto 11/

10 (25) Cass. 26 febbraio 2014, n. 4539, in Diritto & Giustizia online, 2014, in cui è stato stabilito che la convivenza more uxorio del coniuge, destinatario dell assegno, tale da aver dato vita ad una vera e propria famiglia di fatto, può rendere inoperante o comunque può produrre una sospensione dell assegno divorzile ; in senso analogo Cass. 11 agosto 2011, n , cit. stabile convivenza da parte del beneficiario dell assegno divorzile costituisce un limite agli obblighi imposti alla parte economicamente forte e pone detto assegno in una fase di quiescenza ; ilche comporta la possibilità che una parte economicamente debole riproponga l istanza volta al conseguimento dell assegno divorzile in caso di rottura della convivenza (25). Questa soluzione, soprattutto in ragione delle argomentazioni esposte in precedenza, sembra meritevole di una revisione. Infatti l intervenuta instaurazione di una convivenza da parte dell ex coniuge beneficiario dell assegno postmatrimoniale dopo la definitiva rottura del vincolo coniugale dovrebbe determinare l effetto di limitare o escludere i doveri di mantenimento gravanti sull altro in via definitiva ed irreversibile. La soluzione contraria peraltro avallata da pronunce di legittimità recenti appare in effetti espressione di una concezione dei rapporti tra ex coniugi non più in linea con il contesto normativo attuale e con la rilevanza che in esso viene attribuita alla formazione di una nuova famiglia nella quale siano presenti figli comuni dei partners. Infatti qualora si convenga circa il fatto che attraverso la creazione di una nuova famiglia si compie un atto di autoresponsabilità inconciliabile con il persistente godimento dei benefici economici derivanti da rapporto coniugale ormai terminato, si dovrebbe giungere a concludere che venir meno dell assegno post-matrimoniale dovrebbe assumere, in linea di principio, un carattere definitivo e quindi non reversibile. Peraltro, quando si tratta di decidere riguardo alla posizione del coniuge separato il cui diritto al mantenimento venga limitato o escluso dalla sopravvenuta formazione di un nuovo nucleo familiare ove siano presenti figli, sembra opportuno formulare considerazioni in parte diverse rispetto a quelle che riguardano la situazione dell ex coniuge divorziato. Nell ambito della separazione, infatti, resta possibile l eventualità di una riconciliazione tra i coniugi, che potrebbe condurre addirittura al ripristino dell obbligo di contribuzione ex art. 143 c.c. e, in caso di una successiva crisi dei coniugi riconciliati, ad un obbligo di mantenimento ex art. 156 c.c. In altri termini l instaurazione di una convivenza more uxorio da parte di un soggetto che, in quanto separato, conserva ancora un significativo legame con l altro coniuge può sicuramente legittimare la limitazione o l esclusione dei doveri di mantenimento scaturenti dall art. 156 c.c. Al tempo stesso la persistenza del vincolo coniugale dovrebbe consentire di attribuire alla limitazione o all esclusione dei doveri di mantenimento gravanti sul coniuge i caratteri della provvisorietà e reversibilità in ragione dei quali appare possibile ritenere che il diritto al mantenimento della parte economicamente debole venga eventualmente a trovarsi in una situazione di quiescenza. 4. Il mantenimento del coniuge debole nella prospettiva delle famiglie che si sovrappongono tra solidarietà post-coniugale e autoresponsabilità Le fattispecie prese in esame, nel loro insieme, testimoniano l opportunità di una revisione degli orientamenti in materia di mantenimento del coniugeeconomicamentedebolechetengaconto della diffusione di modelli familiari che rappresentano un elemento di novità rispetto al paradigma tradizionale della famiglia unita o di quella che, al più, poteva vivere in una dimensione destrutturata successivamente alla separazione o al divorzio dei coniugi. La rilevanza dei modelli familiari nei quali nuovi nuclei si sovrappongono a quello che si è diviso a seguito della separazione o del divorzio, del resto, è ormai emersa anche nelle recenti modifiche del sistema legislativo e negli orientamenti giurisprudenziali che ad essi hanno attribuito rilevanza. Così, l enfatica enunciazione del diritto diritto costituzionalmente fondato di ottenere la separazione personale (26) e quella del diritto a dare vita ad una nuova famiglia successivamente alla disgregazione del primo gruppo familiare possono essere osservate come la presa d atto di mutamenti sociali e demografici la cui diffusione ed espansione è costantemente confermata dagli studi statistici. Del resto, anche la conseguita consapevolezza del legislatore riguardo alla varietà di situazioni che possono caratterizzare la relazione tra i genitori, incidendo sulla sua solidità e sulla sua stabilità, ha condotto a valorizzare legami familiari (26) Cass. 9 ottobre 2007, n , in questa Rivista, 2008, 28, con nota di La Torre, Perdita dell affectio coniugalis e diritto alla separazione, nella quale è stato enfaticamente evocato un diritto costituzionalmente fondato di ottenere la separazione personale e interrompere la convivenza, ove questa sia divenuta intollerabile Famiglia e diritto 11/2014

11 che in precedenza non assumevano rilievo giuridico ed a creare intorno al fatto della generazione biologica un nucleo di diritti del figlio e di responsabilità dei genitori che, per la prima volta nel nostro ordinamento, prescindono dall esistenza di un unione stabile di questi ultimi e dalla circostanza che essa sia fondata sulla convivenza o sul matrimonio. Proprio l elemento di novità costituito dalla rilevanza che oggi il nostro ordinamento attribuisce alla famiglia non fondata sul matrimonio nella quale siano presenti figli sembra suggerire l opportunità di una revisione degli orientamenti giurisprudenziali consolidati formatisi in materia di conseguenze economiche della crisi coniugale in funzione di paradigmi e di modelli familiari che, pur continuando a conservare assoluto rilievo nel contesto normativo attuale, risultano modificati o comunque, affiancati da modelli più articolati e complessi. In definitiva il problema del mantenimento del coniuge economicamente debole deve essere affrontato nel sistema giuridico attuale considerando, accanto al modello della famiglia che si disgrega a seguito della separazione e del divorzio, anche la prospettiva più complessa dei modelli di famiglia che scaturiscono dalla ricomposizione di nuovi nuclei familiari successivamente alla separazione ed al divorzio. Lo scenario della ricomposizione di nuovi nuclei familiari da parte del coniuge economicamente forte postula l esigenza di rivedere e circostanziare, anzitutto, l assunto secondo cui dopo la rottura del matrimonio deve essere perseguito l obiettivo di garantire ai componenti del primo nucleo familiare il persistente godimento del tenore di vita della famiglia unita. A questa impostazione dovrebbe sostituirsi quella che mira a garantire un equa ripartizione delle risorse economiche di cui dispone la parte più benestante e quindi la finalità di garantire un tenore di vita tendenzialmente analogo tra loro a tutti i soggetti economicamente deboli, appartenenti al primo e al secondo nucleo familiare e dipendenti dal medesimo soggetto. In quest ottica sembra necessaria una parziale revisione degli orientamenti in materia di assegno post-matrimoniale, che, ove si ponga il problema della tutela del coniuge ancora in giovane età, reduce da un rapporto matrimoniale di breve durata e senza figli, (27) A questo proposito, riveste notevole interesse una recente pronuncia di illegittimità (Cass. 6 giugno 2014, n , cit.) concernente una fattispecie nella quale i coniugi avevano dovrebbe assumere una funzione assistenziale-riabilitativa ed essere circoscritto entro ragionevoli limiti di tempo (27). Questa soluzione, del resto, risulterebbe coerente con quelle già adottate in alcuni paesi europei e nella maggior parte dei sistemi giuridici statunitensi. Per quanto concerne l ipotesi della ricomposizione di un nuovo nucleo familiare da parte del coniuge economicamente debole, beneficiario del diritto al mantenimento nei confronti dell altro, sembra auspicabile una revisione degli orientamenti consolidati che tenga conto della rilevanza giuridica attribuita dalla recente riforma alla famiglia non fondata sul matrimonio nella quale siano presenti figli. In altri termini le modificazioni legislative nell attribuire rilevanza giuridica ai rapporti familiari non fondati sul matrimonio e nell investire i genitori di nuove responsabilità, hanno conferito alla formazione sociale che un tempo veniva definita famiglia di fatto caratteri che, a ben vedere, non possono non essere presi in considerazione quando si tratta di definire le conseguenze economiche che scaturiscono da rapporti matrimoniali instaurati in precedenza ed ai quali la nuova formazione familiare si è sovrapposta. Adottando questa prospettiva, gli orientamenti giurisprudenziali concernenti la posizione del coniuge separato beneficiario del mantenimento e, in particolare, quella dell ex coniuge titolare dell assegno divorzile appaiono meritevoli di una revisione che valorizzi il profilo della autoresponsabilità inevitabilmente connesso alla formazione di un nuovo nucleo familiare. 5. La limitazione delle perduranti posizioni di interdipendenza economica tra ex coniugi tra prospettive de iure condendo ed interpretazioni evolutive Le complesse questioni che si pongono nella definizione delle conseguenze economiche della rottura del matrimonio e della successiva ricomposizione dei familiari sono state affrontate in altri ordinamenti predisponendo efficaci strumenti funzionali ad eliminare persistenti posizioni di interdipendenza economica tra gli ex coniugi e, quindi a risolvere in radice molti dei problemi a cui si è fatto riferimento. In quest ottica vengono in considerazione anzitutto l introduzione di forme di mantenimento con funzione riabilitativa e soggette a rigorosi limiti temporali; quindi gli strumenti di defi- convenuto che la parte economicamente debole percepisce un assegno dall altra per un arco di tempo limitato, in vista del conseguimento dell indipendenza economica. Famiglia e diritto 11/

12 nizione una tantum delle conseguenze del divorzio che consentono di eliminare i problemi connessi alla sussistenza di obblighi di mantenimento periodici; infine la crescente attribuzione di rilievo alla formazione di nuclei familiari non fondati sul matrimonio come limite alla persistenza di obblighi di mantenimento scaturenti dalla dissoluzione di una precedente unione matrimoniale. Come si è osservato, in molti paesi dell Unione europea si sta affermando il cosiddetto principio della autoresponsabilità (28), che conduce a prevedere una tutela assistenziale-riabilitativa e tendenzialmente limitata nel tempo per il coniuge reduce da un matrimonio di breve durata, ancora in giovane età e non gravato dall impegno richiesto per l accudimento dei figli (29). Questa scelta del legislatore non di rado si accompagna a norme che impongono una definizione una tantum delle conseguenze economiche del divorzio. Nei sistemi di common law, adesempio,l adesione alla c.d. clean break theory (30) consente di risolvere il problema dei riflessi patrimoniali del divorzio mediante l attribuzione di una somma una tantum (lump sum) ol assegnazione al coniuge economicamente debole di uno o più beni appartenenti all altro, limitando ad ipotesi residuali il pagamento di somme periodiche a titolo di mantenimento. Tale impostazione è indubbiamente funzionale all esigenza di consentire aiconiugididefinireunavoltapertutteirapporti patrimoniali conseguenti al divorzio e lasciarsi alle spalle la passata esperienza per ricominciare una nuova vita (31). Del resto, anche in ordinamenti di civil law maggiormente affini al nostro, sono stati (28) Sul punto cfr. retro nota 11. (29) Sul punto cfr. retro nota 12. (30) Blumberg, The Financial Incidents of Family Dissolution, cit., 393 ss.; Katz, Family Law in America, cit., 87. (31) In questo senso in più trattazioni si richiamano le incisive parole di Lord Scarman nella decisione Minton v Minton [1979] AC 593, 608: An object of the modern law is to encourage [the parties] to put the past behind them and to begin a new life which is not overshadowed by the relationship which has broken down. (32) Cfr. l art. 270 c.c., modificato dalla Loi n in vigore dal 1 gennaio 2005, in cui è disposto che L un des époux peut etre tenu de verser à l autre une prestation destinée à compenser, autant qu il est possible, la disparité que la rupture du mariage crée dans les conditions de vie respectives. Cette prestation a un caractère forfaitaire. Elle prend la forme d un capital dont le montant est fixé par le juge. Il successivo art. 214, chiarisce che Le juge décide des modalités selon lesquelles s exécuteralaprestationcompensatoireen capital parmi les formes suivantes : 1 Versement d une somme d argent, le prononcé du divorce pouvant etre subordonné à la constitution des garanties prévues à l article 277 ; 2 Attribution de biens en propriété ou d un droit temporaire ou viager d usage, d habitation ou d usufruit, le jugement opérant cession forcée en faveur du créancier. Toutefois, l accord de introdotti in tempi relativamente recenti strumenti idonei a conciliare l esigenza di mantenimento del coniuge economicamente debole con quella di evitare il protrarsi di posizioni di interdipendenza economica successivamente al divorzio. Così, ad esempio, nell ordinamento francese, la corresponsione della pension compensatoire deve essere effettuata, ove possibile, mediante l attribuzione una tantum di una somma di denaro o di un bene immobile (art. 270 c.c.) (32) e, solo in caso di mancanza di risorse sufficienti in capo al coniuge economicamente forte, può essere assolta mediante pagamenti periodici (art. 275 c.c.) (33). Per quanto riguarda l attribuzione di rilievo alle relazioni familiari non basate sul matrimonio riveste sicuro interesse la soluzione recepita nel nuovo art. 101 del codice civile spagnolo che, oltre al passaggio a nuove nozze, annovera tra le cause di estinzione del diritto a percepire l assegno divorzile anche la formazione di una famiglia non fondata sul matrimonio (34). Anche nel nostro ordinamento, invero, la possibilità che dall instaurazione di una nuova convivenza stabile possa derivare il venir meno di diritti che scaturiscono da un esperienza matrimoniale precedente trova riscontro in un espressa disposizione di legge. La disciplina della assegnazione della casa familiare introdotta dalla l. n. 54/2006 (art. 155 quater c.c.) e ora contenuta nell art. 337 sexies c.c., infatti, prevede la possibilità che il coniuge titolare del provvedimento di assegnazione della casa familiare possa perdere il diritto al godimento della stessa nel caso in cui instauri una nuova convivenza more uxorio (35). l époux débiteur est exigé pour l attribution en propriété de biens qu il a reçus par succession ou donation (33) Cfr. l art. 275 c.c., modificato dalla Loi n , in vigore dal 1 gennaio 2005, ai sensi del quale Lorsque le débiteur n est pas en mesure de verser le capital dans les conditions prévues par l article274,lejugefixelesmodalitésde paiement du capital, dans la limite de huit années, sous forme de versements périodiques indexés selon les règles applicables aux pensions alimentaires. (34) L artículo 101 codigo civil dispone: El derecho a la pensión se extingue por el cese de la causa que lo motivó, por contraer el acreedor nuevo matrimonio o por vivir maritalmente con otra persona. El derecho a la pensión no se extingue por el solo hecho de la muerte del deudor. No obstante, los herederos de éste podrán solicitar del Juez la reducción o supresión de aquélla, si el caudal hereditario no pudiera satisfacer las necesidades de la deuda o afectara a sus derechos en la legítima. (35) La norma contenuta nell art. 155 quater c.c. è stata oggetto di una sentenza interpretativa del di rigetto della Corte costituzionale che chiarito la non automaticità della caducazione del provvedimento di assegnazione in ragione dell accertamento della nuova convivenza instaurata dal coniuge assegnatariodellacasafamiliareedhaprecisatocheatalfineèsempre necessario verificare quale sia l interesse dei minori che 1054 Famiglia e diritto 11/2014

13 Questa disposizione, in effetti, testimonia che l ordinamento attribuisce rilievo alla sopravvenuta instaurazione della convivenza more uxorio da parte del coniuge beneficiario della casa familiare e tende, in linea di principio, ad escludere la compatibilità tra essa ed il perdurante godimento della casa familiare (36). Indubbiamente - anche nella prospettiva dell approvazione della riforma sul c.d. divorzio breve (37) edell introduzione delle recenti disposizioni del d.l. n. 132/2014, recanti Misure urgenti di degiurisdizionalizzazione - sarebbe auspicabile un intervento del legislatore che - allineandosi a soluzioni già praticate in altri ordinamenti - risulti funzionale ad adeguare la disciplina delle conseguenze economiche della rottura del matrimonio alle esigenze determinate dalla crescente diffusione di nuovi modelli familiari articolati e complessi determinati dalla sovrapposizione nel tempo di diversi nuclei familiari che fanno capo all unico soggetto economicamente forte. Per quanto concerne l introduzione di strumenti di definizione una tantum dei rapporti economici tra ex coniugi divorziati e la previsione di un mantenimento dell ex coniuge circoscritto entro ragionevoli limiti temporali l intervento del legislatore appare l unica soluzione percorribile, stante l assenza di elementi positivi sulla base dei quali operare una rilettura interpretativa del sistema. Diversamente, la possibilità di individuare nella autoresponsabilità del coniuge economicamente debole e, in particolare, nella scelta di quest ultimo di dare vita ad nuova famiglia elementi capaci di eliminare posizioni di interdipendenza scaturenti dal precedente matrimonio costituisce un obiettivo che - oltre a poter essere attuato dal legislatore in una prospettiva de iure condendo - sembra possibile conseguire, allo stato attuale, anche in via interpretativa. nella casa familiare vivono ed in funzione del quale l assegnazione è stata disposta (Corte cost. 30 luglio 2008, n. 300, in questa Rivista, 2008, 1661, con nota di Quadri, Vicende dell assegnazione della casa familiare e interesse dei figli einnuova giur. civ. comm., 2008, II, 411, con nota di C. Irti, La revoca dell assegnazione della casa familiare: dalle critiche della dottrina al giudizio della Consulta). (36) Roma, L assegnazione della casa familiare, inl affidamento dei figli nella crisi della famiglia, a cura di Sesta e Arceri, Torino, 2012, 177 (37) Cfr. Il testo unificato delle proposte di legge (C A), intitolato Disposizioni in materia di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché di comunione tra i coniugi, approvato alla Camera il 29 maggio 2014 e, in particolare, la modifica dell art. 3 l. n. 898/1970, che condiziona la proposizione della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili al del matrimonio al protrarsi ininterrotto della separazione legale per almeno dodici mesi dalla notificazione della domanda di separazione, in caso di separazione giudiziale, e, in caso di separazione consensuale, di sei mesi decorrenti dalla data di deposito del ricorso ovvero dalla data della notificazione del ricorso, qualora esso sia presentato da uno solo dei coniugi. Famiglia e diritto 11/

ASSEGNO DI MANTENIMENTO E NUOVA FAMIGLIA DI FATTO.

ASSEGNO DI MANTENIMENTO E NUOVA FAMIGLIA DI FATTO. ASSEGNO DI MANTENIMENTO E NUOVA FAMIGLIA DI FATTO. LA RILEVANZA GIURIDICA DELLE NUOVE SCELTE DI VITA DEL CONIUGE DESTINATARIO DELL ASSEGNO DI MANTENIMENTO. di Gianluca Ludovici La disciplina dei rapporti

Dettagli

LA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI NELL ERA DEI SOCIAL NETWORK: UTILIZZABILITÀ IN GIUDIZIO DELLE PROVE PRELEVATE DA FACEBOOK

LA SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI NELL ERA DEI SOCIAL NETWORK: UTILIZZABILITÀ IN GIUDIZIO DELLE PROVE PRELEVATE DA FACEBOOK Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 18.9.2013 La Nuova Procedura Civile, 4, 2013 ----------------------------------------------- LA SEPARAZIONE

Dettagli

Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento

Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento 27 Parere n. 5 Determinazione dell assegno di mantenimento di Anna Liconti Traccia Tizia si rivolge al suo legale di fiducia manifestando l intenzione di volersi separare dal marito Caio per sopravvenute

Dettagli

Assegno Mantenimento. Assegno di Mantenimento: Definizione

Assegno Mantenimento. Assegno di Mantenimento: Definizione Assegno Mantenimento Approfondimenti e spiegazioni utili sull assegno di mantenimento: cos è, quando è possibile richiederlo, a chi spetta, come viene quantificato e rivalutato e tanto altro. Assegno di

Dettagli

CAPITOLO III CAPITOLO IV

CAPITOLO III CAPITOLO IV CAPITOLO I GLI EFFETTI PATRIMONIALI DELLA SEPARAZIONE E DEL DIVORZIO 1. Gli effetti patrimoniali della separazione e del divorzio.... 2 2. La relazione con il c.d. regime primario della famiglia.... 5

Dettagli

Negoziazione assistita e obblighi di mantenimento nella crisi della coppia

Negoziazione assistita e obblighi di mantenimento nella crisi della coppia Negoziazione assistita Negoziazione assistita e obblighi di mantenimento nella crisi della coppia di Michele Sesta (*) A seguito dell introduzione della negoziazione assistita per la soluzione della crisi

Dettagli

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^ IL GIUDICE ISTRUTTORE Esaminati gli atti del procedimento iscritto al n. 344/2007 R.G., sciogliendo la riserva che precede; OSSERVA Va, innanzitutto,

Dettagli

Classi partecipanti: 2^A - 4^A - 5^A

Classi partecipanti: 2^A - 4^A - 5^A Classi partecipanti: 2^A - 4^A - 5^A 1 2 3 4 Salerno, 17 ottobre 2014 Tavola rotonda Dalla potestà alla responsabilità genitoriale : diritti e doveri di figli e genitori L influenza del sistema familiare

Dettagli

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione

Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Edizioni Simone - Vol. 45/1 Compendio di Diritto Internazionale privato e processuale Parte seconda Cenni di parte speciale Capitolo 4 Z Filiazione ed adozione Sommario Z 1. La filiazione. - 2. L adozione.

Dettagli

Affido condiviso di Maria Elena Bagnato. Altalex.it

Affido condiviso di Maria Elena Bagnato. Altalex.it Affido condiviso di Maria Elena Bagnato Altalex.it In virtù dell istituto dell affidamento condiviso la potestà genitoriale è esercitata da entrambi i genitori che assumono, di comune accordo, le decisioni

Dettagli

Il mantenimento dei figli maggiorenni

Il mantenimento dei figli maggiorenni Il mantenimento dei figli maggiorenni Di Germano Palmieri L articolo 30 della Costituzione italiana sancisce che è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori

Dettagli

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA : IL CONCORSO TRA CONIUGE SUPERSTITE E CONIUGE DIVORZIATO. a cura di Laura Galli

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA : IL CONCORSO TRA CONIUGE SUPERSTITE E CONIUGE DIVORZIATO. a cura di Laura Galli LA PENSIONE DI REVERSIBILITA : IL CONCORSO TRA CONIUGE SUPERSTITE E CONIUGE DIVORZIATO a cura di Laura Galli Brevi cenni sulla pensione di reversibilità Le prestazioni pensionistiche si inseriscono nel

Dettagli

L affidamento dei figli minori nelle separazioni e nei divorzi

L affidamento dei figli minori nelle separazioni e nei divorzi L affidamento dei figli nelle separazioni e nei divorzi nno 2006 6 agosto 2008 Ogni anno l Istat conduce un indagine sulle separazioni e una sui divorzi rilevando, presso le cancellerie dei 165 tribunali

Dettagli

CAPITOLO IV -------------------------------------------------------- LA FAMIGLIA

CAPITOLO IV -------------------------------------------------------- LA FAMIGLIA CAPITOLO IV -------------------------------------------------------- LA FAMIGLIA SEZIONE I FAMIGLIA LEGITTIMA E FAMIGLIA DI FATTO SOMMARIO: 1. Nozione di famiglia. 2. Il fondamento costituzionale della

Dettagli

Articoli tratti dalla newsletter Studio Cataldi - Quotidiano Giuridico, Studio Cataldi, Ascoli Piceno http://www.studiocataldi.it

Articoli tratti dalla newsletter Studio Cataldi - Quotidiano Giuridico, Studio Cataldi, Ascoli Piceno http://www.studiocataldi.it 13/10/2014 L'assegno di mantenimento piccola guida Il dovere di assistenza morale e materiale e l'obbligo di mantenimento del coniuge separato Prima di affrontare il tema della determinazione e della corresponsione

Dettagli

IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE

IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE IL DIVORZIO IN ARMONIA PUÒ ESSERE CONTROPRODUCENTE Gli effetti di una rottura coniugale, come è noto, sono numerosi e coinvolgono questioni psicologiche, affettive, mutamenti di stile, di vita, limitazioni

Dettagli

Crisi familiare (86.000 separazioni ; 297/1000 matrimoni) (55.000 divorzi; 181/1000 matrimoni) Istat 2012 (dati 2010) Pluralità di modelli di crisi

Crisi familiare (86.000 separazioni ; 297/1000 matrimoni) (55.000 divorzi; 181/1000 matrimoni) Istat 2012 (dati 2010) Pluralità di modelli di crisi Crisi familiare (86.000 separazioni ; 297/1000 matrimoni) (55.000 divorzi; 181/1000 matrimoni) Istat 2012 (dati 2010) Pluralità di modelli di crisi Matrimoni durati meno di 4 anni 18-24% casi Matrimoni

Dettagli

INDICE SOMMARIO CAPITOLO PRIMO ESTENSIONE E LIMITI DEL MANTENIMENTO

INDICE SOMMARIO CAPITOLO PRIMO ESTENSIONE E LIMITI DEL MANTENIMENTO Elenco delle principali abbreviazioni... XXIII CAPITOLO PRIMO ESTENSIONE E LIMITI DEL MANTENIMENTO Guida bibliografica... 3 Profili generali................ 7 1.1. Le questioni da affrontare..........

Dettagli

I fatti sopravvenuti. Casistica giudiziaria dei fatti rilevanti ai fini della modifica delle condizioni di. separazione e divorzio

I fatti sopravvenuti. Casistica giudiziaria dei fatti rilevanti ai fini della modifica delle condizioni di. separazione e divorzio I fatti sopravvenuti. Casistica giudiziaria dei fatti rilevanti ai fini della modifica delle condizioni di 1 separazione e divorzio 2. SOMMARIO 1. Nuovi oneri familiari. 2. Accresciute esigenze dei figli.

Dettagli

Diritto Civile Contemporaneo

Diritto Civile Contemporaneo Diritto Civile Contemporaneo Rivista trimestrale online ad accesso gratuito ISSN 2384-8537 Anno I, numero I, aprile/giugno 2014 DICHIARAZIONE GIUDIZIALE DI PATERNITA E PRESCRIZIONE DEL DIRITTO AL RIMBORSO

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE MORANI, D ALESSANDRO. Modifiche al codice civile e altre disposizioni in materia di accordi prematrimoniali

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE MORANI, D ALESSANDRO. Modifiche al codice civile e altre disposizioni in materia di accordi prematrimoniali Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 2669 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI MORANI, D ALESSANDRO Modifiche al codice civile e altre disposizioni in materia di accordi

Dettagli

37. I regimi patrimoniali tra coniugi... 73 38. Le convenzioni matrimoniali... 75 39. Pubblicità delle convenzioni matrimoniali...

37. I regimi patrimoniali tra coniugi... 73 38. Le convenzioni matrimoniali... 75 39. Pubblicità delle convenzioni matrimoniali... INDICE-SOMMARIO Capitolo I. NOZIONI INTRODUTTIVE 1. Il diritto di famiglia in senso oggettivo e la nozione di famiglia....... 1 2. L evoluzione della famiglia nel contesto sociale........... 3 3. Il ruolo

Dettagli

D.- Sono puniti per maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi familiari i conviventi?

D.- Sono puniti per maltrattamenti in famiglia e violazione degli obblighi familiari i conviventi? D.- In caso di separazione, in assenza dei figli, può essere disposta dal giudice l assegnazione della casa coniugale? R.- Ove non vi sia prole convivente, questo tipo di tutela non ha più ragione di sussistere

Dettagli

REVISIONE DELL ASSEGNO DI DIVORZIO

REVISIONE DELL ASSEGNO DI DIVORZIO 22 REVISIONE DELL ASSEGNO DI DIVORZIO Mevio e Mevia, coniugi senza figli, decidono di divorziare in seguito ad una separazione consensuale omologata. In sede di giudizio, viene disposto in favore della

Dettagli

Come calcolare gli assegni di mantenimento nei casi di separazione e divorzio: l'approccio statistico

Come calcolare gli assegni di mantenimento nei casi di separazione e divorzio: l'approccio statistico Come calcolare gli assegni di mantenimento nei casi di separazione e divorzio: l'approccio statistico Mauro Maltagliati Gianni Marliani Firenze, 19 gennaio 2009 Dipartimento di Statistica Università di

Dettagli

CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO: DIRITTI E DOVERI. In tema di cessazione del matrimonio, l elevato numero di separazioni e

CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO: DIRITTI E DOVERI. In tema di cessazione del matrimonio, l elevato numero di separazioni e CESSAZIONE DEGLI EFFETTI CIVILI DEL MATRIMONIO: DIRITTI E DOVERI In tema di cessazione del matrimonio, l elevato numero di separazioni e divorzi che si registrano nel nostro Paese ogni anno, considerando

Dettagli

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. I civ. 30 Marzo 2012, n 5177 (Pres.

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. I civ. 30 Marzo 2012, n 5177 (Pres. MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA Corte di Cassazione Sez. I civ. 30 Marzo 2012, n 5177 (Pres. Vitrone; Rel. Didone) Famiglia Matrimonio Cessazione degli effetti civili del matrimonio- Assegno divorzile Quantum

Dettagli

INDICE-SOMMARIO CAPITOLO I I MUTAMENTI DELLA FAMIGLIA E L OBBLIGO DI MANTENIMENTO DEL CONIUGE E DEI FIGLI

INDICE-SOMMARIO CAPITOLO I I MUTAMENTI DELLA FAMIGLIA E L OBBLIGO DI MANTENIMENTO DEL CONIUGE E DEI FIGLI INDICE-SOMMARIO Presentazione della Collana... pag. VII Introduzione...» XI In memoria del compianto Bruno Schettini...» XIV Prefazione: Primo commento alle modifiche apportate dalla legge n. 219 del 10

Dettagli

Sede: Via Luigi Razza, 4-20124 Milano (siamo a 30 mt MM3 angolo Vittor Pisani/Piazza della Repubblica)

Sede: Via Luigi Razza, 4-20124 Milano (siamo a 30 mt MM3 angolo Vittor Pisani/Piazza della Repubblica) Agata Christie Investigation Sas Via Luigi Razza 4 20124 Milano Milano Tel. 02 344223 Fax 02 344189 E-mail: max@agatachristie.it website: http://www.agatachristie.it Sede: Via Luigi Razza, 4-20124 Milano

Dettagli

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. VI civ. 24 Dicembre 2014, n 27386 (Pres. Famiglia Matrimonio Separazione Interruzione della

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. VI civ. 24 Dicembre 2014, n 27386 (Pres. Famiglia Matrimonio Separazione Interruzione della MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA Corte di Cassazione Sez. VI civ. 24 Dicembre 2014, n 27386 (Pres. Di Palma; Rel. Acierno) Famiglia Matrimonio Separazione Interruzione della separazione Ripresa della convivenza

Dettagli

L'assegno di mantenimento. di Matteo Santini

L'assegno di mantenimento. di Matteo Santini L'assegno di mantenimento di Matteo Santini L assegno di mantenimento è un istituto previsto dal Codice civile all articolo 156, secondo cui il giudice, pronunziando la separazione, stabilisce a carico

Dettagli

Criteri di attribuzione dell assegno divorzile

Criteri di attribuzione dell assegno divorzile Criteri di attribuzione dell assegno divorzile CASSAZIONE CIVILE, sez. I, 4 febbraio 2009, n. 2721 - Pres. Vitrone - Est. Bernabai Matrimonio - Inconsumazione - Divorzio - Assegno divorzile - Attribuzione

Dettagli

SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI

SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI SEPARAZIONE PERSONALE DEI CONIUGI Interruzione effettiva e stabile della convivenza coniugale a seguito di fatti che rendano intollerabile la prosecuzione della vita coniugale o rechino pregiudizio alla

Dettagli

Giurisprudenza Divorzio

Giurisprudenza Divorzio Assegno di divorzio TRIBUNALE DI FIRENZE 22 maggio 2013, n. 239, ord. - Rel. Palazzo Individuare il presupposto dell assegno post-coniugale nello sbilanciamento delle situazioni patrimoniali degli ex coniugi

Dettagli

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio

La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio La Corte costituzionale e il diritto fondamentale di contrarre liberamente matrimonio È illegittima una norma che limita la facoltà dello straniero di contrarre matrimonio in Italia per carenza del permesso

Dettagli

Diritto in diretta ogni venerdì alle ore 9,00

Diritto in diretta ogni venerdì alle ore 9,00 Diritto in diretta l'avv. Daniela Bardoni risponderà ai quesiti degli ascoltatori. Per aiutarvi nelle controversie grandi e piccole della vita quotidiana Partecipa in diretta 06 899291 Sms/Wapp 393 8992913

Dettagli

RIFLESSIONI A CALDO SULLA SENTENZA N. 8097/15: IL GIUDICE DELLA NOMOFILACHIA SMENTISCE LA CORTE COSTITUZIONALE IN TEMA DI MATRIMONIO TRA OMOSESSUALI?

RIFLESSIONI A CALDO SULLA SENTENZA N. 8097/15: IL GIUDICE DELLA NOMOFILACHIA SMENTISCE LA CORTE COSTITUZIONALE IN TEMA DI MATRIMONIO TRA OMOSESSUALI? RIFLESSIONI A CALDO SULLA SENTENZA N. 8097/15: IL GIUDICE DELLA NOMOFILACHIA SMENTISCE LA CORTE COSTITUZIONALE IN TEMA DI MATRIMONIO TRA OMOSESSUALI? di Vincenzo Baldini * 1. La recentissima sentenza della

Dettagli

Separazioni, divorzi e provvedimenti emessi

Separazioni, divorzi e provvedimenti emessi 19 luglio 2002, divorzi e provvedimenti emessi Anno 2000 Il presente lavoro, che delinea un quadro dell instabilità coniugale in Italia, si propone di soddisfare la crescente domanda di informazione su

Dettagli

Testamento e condizione di matrimonio

Testamento e condizione di matrimonio Testamento e condizione di matrimonio Quesito n. 15 Tizio, con testamento olografo, istituisce eredi universali i due figli, Caio e Sempronia, e assegna loro, con due legati, un immobile ciascuno. Il testamento

Dettagli

LA SEPARAZIONE DI FATTO DEI CONIUGI

LA SEPARAZIONE DI FATTO DEI CONIUGI IL DIRITTO PRIVATO OGGI Serie a cura di Paolo Cendon LUCIANO OLIVERO LA SEPARAZIONE DI FATTO DEI CONIUGI GIUFFREED1TORE INDICE SOMMARIO P

Dettagli

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. I civ. 11 Gennaio 2013, n 601

MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA. Corte di Cassazione Sez. I civ. 11 Gennaio 2013, n 601 MASSIME DIRITTO DI FAMIGLIA Corte di Cassazione Sez. I civ. 11 Gennaio 2013, n 601 Famiglia - Figli Genitori gay Affido Possibile Sì all affido di un figlio minore ad una coppia omosessuale composta da

Dettagli

I Procedimenti di separazione e divorzio

I Procedimenti di separazione e divorzio giugno 2013 I Procedimenti di separazione e divorzio http://www.edizioniadmaiora.it/pubblicazioni/item/i-procedimenti-di-separazione-e-divorzio.html LA L. N 219/12 PROBLEMATICHE IN TEMA DI COMPETENZA FUNZIONALE

Dettagli

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^^^^^^^^^

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Con la pronuncia in esame, il Tribunale di Catania propone una lettura interpretativa del disposto di cui all art. 155-quinquies, comma 1, cod. civ., del tutto condivisibile, poiché, da un lato, afferma

Dettagli

5. Affido condiviso e libertà religiosa dei minori

5. Affido condiviso e libertà religiosa dei minori 84 ANNARITA DI CRETICO-ELISA MATTU sce perciò una sorta di valvola di sicurezza del nuovo sistema 26. I genitori o il giudice, attraverso un programma educativo, dovranno dare indicazioni precise sul collocamento

Dettagli

Prof. Avv. Enrico Al Mureden. Università di Bologna. enrico.almureden@unibo.it

Prof. Avv. Enrico Al Mureden. Università di Bologna. enrico.almureden@unibo.it Prof. Avv. Enrico Al Mureden Università di Bologna enrico.almureden@unibo.it Solidarietà post-coniugale ed equa condivisione delle ricchezze familiari. La compartecipazione al TFR ed i diritti successori

Dettagli

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^^^^^^^^^

TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^^^^^^^^^ TRIBUNALE DI CATANIA PRIMA SEZIONE CIVILE ^^^^^^^^^^^^^^^^^^ Il Tribunale di Catania, riunito in Camera di Consiglio, composto dai seguenti Magistrati: Dr. Antonio Maiorana Dr. Giovanni Dipietro Dr. Concetta

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Premessa di Gilda Ferrando e Leonardo Lenti. Parte Prima LE FORME DI SEPARAZIONE

INDICE SOMMARIO. Premessa di Gilda Ferrando e Leonardo Lenti. Parte Prima LE FORME DI SEPARAZIONE INDICE SOMMARIO Premessa di Gilda Ferrando e Leonardo Lenti... Pag. XVII Parte Prima LE FORME DI SEPARAZIONE Capitolo I LA SEPARAZIONE CONSENSUALE di Gilda Ferrando 1. Note introduttive... Pag. 3 2. Natura

Dettagli

Ragionevolezza del divieto di procreazione assistita eterologa, fra ordinamento italiano e CEDU

Ragionevolezza del divieto di procreazione assistita eterologa, fra ordinamento italiano e CEDU Ragionevolezza del divieto di procreazione assistita eterologa, fra ordinamento italiano e CEDU di Stefano Catalano, ricercatore di Diritto costituzionale nell Università degli Studi di Milano Sommario:

Dettagli

La prima sentenza della Corte di Cassazione sul nuovo concordato preventivo

La prima sentenza della Corte di Cassazione sul nuovo concordato preventivo 3/2009 Il Caso La prima sentenza della Corte di Cassazione sul nuovo concordato preventivo IN BREVE La Cassazione è intervenuta per la prima volta sulla disciplina del concordato preventivo, di recente

Dettagli

Diritto di accesso ai documenti. (Risposta a quesito del 5 settembre 2000)

Diritto di accesso ai documenti. (Risposta a quesito del 5 settembre 2000) Diritto di accesso ai documenti. (Risposta a quesito del 5 settembre 2000) Il Consiglio Superiore della Magistratura, nella seduta del 5 settembre 2000, ha adottato la seguente deliberazione:

Dettagli

Audizione presso la Commissione Giustizia del Senato martedì 27 settembre 2011

Audizione presso la Commissione Giustizia del Senato martedì 27 settembre 2011 Audizione presso la Commissione Giustizia del Senato martedì 27 settembre 2011 Osservazioni di Gilda Ferrando Professore ordinario di Diritto privato Università dei Genova I principi La legge n. 54 del

Dettagli

INDICE-SOMMARIO. Parte I IL QUADRO NORMATIVO E L INTERPRETAZIONE GIURISPRUDENZIALE di Silvia Governatori. Capitolo 1 INTRODUZIONE

INDICE-SOMMARIO. Parte I IL QUADRO NORMATIVO E L INTERPRETAZIONE GIURISPRUDENZIALE di Silvia Governatori. Capitolo 1 INTRODUZIONE INDICE-SOMMARIO Prefazione... xiii Parte I IL QUADRO NORMATIVO E L INTERPRETAZIONE GIURISPRUDENZIALE di Silvia Governatori Capitolo 1 INTRODUZIONE 1.1. L imprevedibilita` delledecisionigiudiziarie... 3

Dettagli

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse

CIRCOLARE N. 34/E. OGGETTO: Riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali le dichiarazioni risultano omesse CIRCOLARE N. 34/E Direzione Centrale Affari legali e Contenzioso Settore Strategie Difensive Ufficio contenzioso imprese e lavoratori autonomi Direzione centrale Accertamento Settore Grandi contribuenti

Dettagli

Paolo Richter Mapelli Mozzi

Paolo Richter Mapelli Mozzi Paolo Richter Mapelli Mozzi Il requisito dell assenza di figli maggiorenni economicamente non autosufficienti nel procedimento di separazione e divorzio consensuali avanti all Ufficiale di stato civile.

Dettagli

Il danno biologico in caso di morte e la nuova fattispecie di danno da lesione del legame parentale (c.d. danno edonistico)

Il danno biologico in caso di morte e la nuova fattispecie di danno da lesione del legame parentale (c.d. danno edonistico) Il danno biologico in caso di morte e la nuova fattispecie di danno da lesione del legame parentale (c.d. danno edonistico) La recente giurisprudenza riconosce in capo agli eredi di un soggetto deceduto

Dettagli

248 Le relazioni affettive non matrimoniali

248 Le relazioni affettive non matrimoniali 248 Le relazioni affettive non matrimoniali Quest ultimo aspetto è estremamente importante. Tanto con riferimento al dovere di fedeltà quanto al dovere di coabitazione, infatti, gli evidenziati limiti

Dettagli

IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA

IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA IL TRIBUNALE PER I MINORENNI DI CATANIA Così composto: dott. M.F.Pricoco Presidente dott. U. Zingales Giudice est. dott. L. Di Natale Componente privato dott. G. Armenia Componente privato riunito in camera

Dettagli

Modifica delle condizioni di separazione modifica delle condizioni economiche della coppia - art. 156 c.c. - art. 710 c.p.c.

Modifica delle condizioni di separazione modifica delle condizioni economiche della coppia - art. 156 c.c. - art. 710 c.p.c. Modifica delle condizioni di separazione modifica delle condizioni economiche della coppia - art. 156 c.c. - art. 710 c.p.c. TIPOLOGIA: PARERI AREA DI INTERESSE: PERSONE E FAMIGLIA ARGOMENTO: SEPARAZIONE

Dettagli

IL DISTACCO DEI LAVORATORI TRA IMPRESE

IL DISTACCO DEI LAVORATORI TRA IMPRESE IL DISTACCO DEI LAVORATORI TRA IMPRESE A cura di Federica Federici L art. 30 del d.lgs. 276/2003, di attuazione della legge delega n. 30/2003 (c.d. legge Biagi ) disciplina il fenomeno del distacco di

Dettagli

8. Rapporti tra tribunale ordinario e minorile

8. Rapporti tra tribunale ordinario e minorile 220 Alberto Figone 8. Rapporti tra tribunale ordinario e minorile Molto si è discusso sui rapporti tra Tribunale ordinario e minorile nell assunzione dei provvedimenti a vario modo incidenti sulla potestà,

Dettagli

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata.

Dal punto di vista tecnico, però, la nuova disciplina è subito apparsa mal formulata. Il decreto del Tribunale per i minorenni che provvede sul mantenimento dei figli naturali è titolo per iscrivere ipoteca. Commento al Decreto del Tribunale di Bologna del 29 giugno 2012. La legge n. 54/20006

Dettagli

Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi

Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi Adozione e diritto del bambino di mantenere i pregressi rapporti significativi Elisa Ceccarelli, già Presidente del Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Destano particolare allarme e doloroso

Dettagli

Psicologia e Giustizia Anno VI, numero 2 Luglio Dicembre 2005 IN CASI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO

Psicologia e Giustizia Anno VI, numero 2 Luglio Dicembre 2005 IN CASI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO SCIENZE PSICO-SOCIALI E AFFIDAMENTO DEI FIGLI IN CASI DI SEPARAZIONE E DIVORZIO GIUDICE DEL TRIBUNALE DI MILANO SILVANA D ANTONA Pur avendo maturato esperienza in materia di diritto di famiglia solo da

Dettagli

Febbraio 2015. L imposta sostitutiva sui finanziamenti ex DPR 601/1973. Una storia infinita

Febbraio 2015. L imposta sostitutiva sui finanziamenti ex DPR 601/1973. Una storia infinita Febbraio 2015 L imposta sostitutiva sui finanziamenti ex DPR 601/1973. Una storia infinita Paola Flora, Responsabile Servizio Consulenza e Compliance Fiscale UBI Banca, e Stefano Loconte, Professore a

Dettagli

LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA

LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA LA CORTE D'APPELLO DI LECCE SEZIONE PROMISCUA riunita in Camera di Consiglio, e composta dai seguenti magistrati : Dott. ROSA CASABUR I PRESIDENTE Dott. FAUSTA PALAZZO CONSIGLIERE Dott. MAURIZIO PETRELLI

Dettagli

Corso Avvocato 2013. Il METODO Neldiritto. NOME Angelo Mattia COGNOME Greco

Corso Avvocato 2013. Il METODO Neldiritto. NOME Angelo Mattia COGNOME Greco NOME Angelo Mattia COGNOME Greco Corso Avvocato 2013 Il METODO Neldiritto Applicazione del metodo Parere motivato in materia regolata dal diritto penale Traccia da consegnare entro il 13/09/2013 Tizio

Dettagli

21. RICORSO PER SEPARAZIONE PERSONALE GIUDIZIALE

21. RICORSO PER SEPARAZIONE PERSONALE GIUDIZIALE Parte Terza. La separazione personale dei coniugi 21. RICORSO PER SEPARAZIONE PERSONALE GIUDIZIALE TRIBUNALE DI... (1) Ricorso per separazione giudiziale dei coniugi PER..., nata a... (...), il... cod.

Dettagli

IL TRUST ED I VINCOLI DI DESTINAZIONE PATRIMONIALE

IL TRUST ED I VINCOLI DI DESTINAZIONE PATRIMONIALE IL TRUST ED I VINCOLI DI DESTINAZIONE PATRIMONIALE IL TRUST La Repubblica Italiana con la legge n. 364 del 16 ottobre 1989, entrata in vigore il 1 gennaio 1992, ha ratificato la sottoscrizione della Convenzione

Dettagli

SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione) 27 febbraio 2014 (*)

SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione) 27 febbraio 2014 (*) SENTENZA DELLA CORTE (Terza Sezione) 27 febbraio 2014 (*) «Previdenza sociale Regolamento (CEE) n. 1408/71 Assegni familiari Articoli 77 e 78 Prestazioni per figli a carico di titolari di pensioni o di

Dettagli

Aspetti economici della separazione e del divorzio: differenze tra la legislazione italiana e inglese.

Aspetti economici della separazione e del divorzio: differenze tra la legislazione italiana e inglese. Aspetti economici della separazione e del divorzio: differenze tra la legislazione italiana e inglese. È a tutti noto che ormai da alcuni anni sono in aumento, anche in materia di diritto di famiglia,

Dettagli

NOTA A CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 marzo 2015, n. 3. A cura di CARLO DI CATALDO

NOTA A CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 marzo 2015, n. 3. A cura di CARLO DI CATALDO NOTA A CONSIGLIO DI STATO ADUNANZA PLENARIA SENTENZA 20 marzo 2015, n. 3 A cura di CARLO DI CATALDO Sull esclusione dell impresa che non indica i costi per la sicurezza MASSIMA Nelle procedure di affidamento

Dettagli

CONTRO. ha pronunciato la seguente ORDINANZA

CONTRO. ha pronunciato la seguente ORDINANZA IL TRIBUNALE CIVILE E PENALE DI MILANO SEZIONE IX CIVILE composto dai sigg.ri Magistrati: Dott. Ezio SINISCALCHI Presidente Dott. Anna Maria GERLI Giudice Dott. Anna BONFILIO Giudice rel. nel procedimento

Dettagli

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 43 Ammissione al Registro Revisori ex l. n. 132/1997 (Corte Cost. 20.1.2004, n. 35)

DOCUMENTI ARISTEIA. documento n. 43 Ammissione al Registro Revisori ex l. n. 132/1997 (Corte Cost. 20.1.2004, n. 35) DOCUMENTI ARISTEIA documento n. 43 Ammissione al Registro Revisori ex l. n. 132/1997 (Corte Cost. 20.1.2004, n. 35) febbraio 2004 AMMISSIONE AL REGISTRO REVISORI EX L. N. 132/1997 (CORTE COST. 20.1.2004

Dettagli

FILIAZIONE LE FONTI: Parma, 23 maggio 2011 LA FILIAZIONE E L ADOZIONE OGGI GLI EFFETTI DELLA CRISI DELLA COPPIA SUI FIGLI CASISTICA

FILIAZIONE LE FONTI: Parma, 23 maggio 2011 LA FILIAZIONE E L ADOZIONE OGGI GLI EFFETTI DELLA CRISI DELLA COPPIA SUI FIGLI CASISTICA Parma, 23 maggio 2011 LA FILIAZIONE E L ADOZIONE OGGI GLI EFFETTI DELLA CRISI DELLA COPPIA SUI FIGLI CASISTICA Avv. Emanuella Uberti FILIAZIONE LE FONTI: Costituzione 1948 RD 262/42 (C.C.) libro I L. 151

Dettagli

Autorità parentale congiunta nuove norme in vigore dal 1 luglio 2014

Autorità parentale congiunta nuove norme in vigore dal 1 luglio 2014 Autorità parentale congiunta nuove norme in vigore dal 1 luglio 2014 Avv. Alberto F. Forni, Lugano-Viganello A) Introduzione B) Gli articoli più rilevanti della nuova legge C) Diritto transitorio D) Il

Dettagli

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita 1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione

Dettagli

La Posizione del Convivente more uxorio nella successione: Tutele e Profili Pratici

La Posizione del Convivente more uxorio nella successione: Tutele e Profili Pratici La Posizione del Convivente more uxorio nella successione: Tutele e Profili Pratici avv. Silvia Salvati Fondazione Forense 25 Settembre 2012 Via Del Cane n. 10/a Le situazioni soggettive conseguenti alla

Dettagli

IL mantenimento della prole e l assegnazione

IL mantenimento della prole e l assegnazione Capitolo 3 IL mantenimento della prole e l assegnazione della casa coniugale Caso 3.1 Come si configurava, prima della riforma della materia, l istituto del mantenimento della prole? Come è noto il matrimonio

Dettagli

TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO

TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO TRATTATO DELLA SEPARAZIONE E DIVORZIO Tomo I La disciplina sostanziale A cura di Michele Angelo Lupoi Indice Introduzione imminente del c.d. divorzio breve, di Rita Lombardi... Pag. I Premessa...» 11 Capitolo

Dettagli

OGGETTO: Quesito: Nuovo ISEE dichiarazione stato di abbandono / eatraneità. Il quesito gentilmente postomi riguarda il ruolo dell assistente sociale

OGGETTO: Quesito: Nuovo ISEE dichiarazione stato di abbandono / eatraneità. Il quesito gentilmente postomi riguarda il ruolo dell assistente sociale Avv. CINZIA ALESIANI VIA VITTORIO AMEDEO II, 19 - TORINO TEL. 011 518.71.19 r.a. / 518.45.30 - FAX 011 515.87.14 Indirizzo E-mail:alesiani.cinzia@gmail.com Torino, 9 aprile 2015 Spett.le Ordine degli Assistenti

Dettagli

Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un

Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un Tutti gli atti mediante i quali la proprietà o un altro diritto reale viene trasferito (o costituito) da un coniuge a favore dell altro o a favore dei figli, allo scopo di regolamentare i rapporti patrimoniali

Dettagli

Le coppie che chiedono l adozione di un bambino

Le coppie che chiedono l adozione di un bambino 1 febbraio 2005 Le coppie che chiedono l adozione di un bambino Anno 2003 L Istat diffonde i risultati dell indagine sulle domande di adozione, condotta per la prima volta nel 2003 presso i 29 tribunali

Dettagli

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo

L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo L aggiornamento del canone nelle locazioni di immobili urbani ad uso non abitativo Con la sentenza della Corte di Cassazione Sez. III, del 15 aprile 2011, n. 8733, la Corte di Cassazione si è pronunciata

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

INDICE. Art. 143 (Diritti e doveri reciproci dei coniugi)

INDICE. Art. 143 (Diritti e doveri reciproci dei coniugi) Art. 143 (Diritti e doveri reciproci dei coniugi) SEZIONE I: PRINCIPI GENERALI E DISCIPLINA COSTITUZIONALE 1. I rapporti personali tra coniugi a oltre trent anni dalla riforma del diritto di famiglia.....................................

Dettagli

Legge 8 febbraio 2006, n. 54

Legge 8 febbraio 2006, n. 54 Legge 8 febbraio 2006, n. 54 "Disposizioni in materia di separazione dei genitori e affidamento condiviso dei figli" pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 50 del 1 marzo 2006 Art. 1. (Modifiche al codice

Dettagli

LA RISARCIBILITA DEL DANNO NELL IPOTESI DI SEPARAZIONE CON ADDEBITO Avv. Matteo Santini Dott.ssa Roberta Lumaca

LA RISARCIBILITA DEL DANNO NELL IPOTESI DI SEPARAZIONE CON ADDEBITO Avv. Matteo Santini Dott.ssa Roberta Lumaca LA RISARCIBILITA DEL DANNO NELL IPOTESI DI SEPARAZIONE CON ADDEBITO Avv. Matteo Santini Dott.ssa Roberta Lumaca La problematica circa l ammissibilità o meno del risarcimento del danno nell ipotesi di separazione

Dettagli

GLI ACCORDI DEI CONIUGI IN SEDE DI SEPARAZIONE E

GLI ACCORDI DEI CONIUGI IN SEDE DI SEPARAZIONE E GLI ACCORDI DEI CONIUGI IN SEDE DI SEPARAZIONE E DIVORZIO E LE CONSEGUENZE SUL PIANO FISCALE. A CURA DELL AVV. RAFFAELLA DE VICO Premessa Diverse sono le questioni di rilevanza fiscale che possono sorgere

Dettagli

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI

11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE DEFINIZIONE 11. LICENZIAMENTO PER RAGGIUNGIMENTO DEI REQUISITI PENSIONISTICI DEFINIZIONE CASISTICA RIFERIMENTI Quando il lavoratore matura i requisiti anagrafici e contributivi per accedere

Dettagli

COME LA STATISTICA PUÒ AIUTARE A CALCOLARE L ASSEGNO DI MANTENIMENTO IN MANIERA OGGETTIVA

COME LA STATISTICA PUÒ AIUTARE A CALCOLARE L ASSEGNO DI MANTENIMENTO IN MANIERA OGGETTIVA COME LA STATISTICA PUÒ AIUTARE A CALCOLARE L ASSEGNO DI MANTENIMENTO IN MANIERA OGGETTIVA Introduzione Gli effetti di una rottura coniugale sono numerosi e coinvolgono questioni psicologico-affettive,

Dettagli

Intervento Bambini e bambine nelle famiglie che cambiano

Intervento Bambini e bambine nelle famiglie che cambiano Intervento Bambini e bambine nelle famiglie che cambiano Separazioni, divorzi e servizi di mediazione familiare Enrico Moretti Statistico, Istituto degli Innocenti di Firenze ATTI DEL CICLO DI INCONTRI

Dettagli

INDICE SOMMARIO. Parte I IL MATRIMONIO E I SUOI EFFETTI. LA CONVIVENZA. Sezione I La promessa di matrimonio. ... Pag. 3

INDICE SOMMARIO. Parte I IL MATRIMONIO E I SUOI EFFETTI. LA CONVIVENZA. Sezione I La promessa di matrimonio. ... Pag. 3 Parte I IL MATRIMONIO E I SUOI EFFETTI. LA CONVIVENZA La promessa di matrimonio... Pag. 3 Il matrimonio: celebrazione e invalidità Il matrimonio civile 1) La celebrazione del matrimonio civile... Pag.

Dettagli

CIRCOLARE N. 91/E. OGGETTO: Soppressione dell imposta sulle successioni e donazioni. Primi chiarimenti. INDICE

CIRCOLARE N. 91/E. OGGETTO: Soppressione dell imposta sulle successioni e donazioni. Primi chiarimenti. INDICE CIRCOLARE N. 91/E Roma, 18 ottobre 2001 OGGETTO: Soppressione dell imposta sulle successioni e donazioni. Primi chiarimenti. INDICE 1 ASPETTI GENERALI DELLA NUOVA NORMATIVA...2 2 TRASFERIMENTI A TITOLO

Dettagli

ROBERTO BUSCHINI LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA

ROBERTO BUSCHINI LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA ROBERTO BUSCHINI LA STABILE ORGANIZZAZIONE AI FINI IVA SOMMARIO: 1. Premessa 2. Il concetto di stabile organizzazione ai fini IVA 3. La rilevanza territoriale della stabile organizzazione 4. La rilevanza

Dettagli

www.dirittifondamentali.it - Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale ISSN: 2240-9823

www.dirittifondamentali.it - Università degli studi di Cassino e del Lazio Meridionale ISSN: 2240-9823 Data di pubblicazione: 8 giugno 2015 Fecondazione eterologa, scambio di embrioni, maternità surrogata, omogenitorialità: nel rapporto genitori/figli c è ancora un po di spazio per i figli? * di Giuseppe

Dettagli

L uguaglianza giuridica tra figli legittimi e naturali

L uguaglianza giuridica tra figli legittimi e naturali L uguaglianza giuridica tra figli legittimi e naturali di Germano Palmieri I figli sono figli e basta : si potrebbe sintetizzare così lo spirito della L. 10/12/2012, n. 219, intitolata Disposizioni in

Dettagli

Cittadinanza: assetto normativo precedente all entrata in vigore della legge n. 91/1992. Linee applicative ed interpretative

Cittadinanza: assetto normativo precedente all entrata in vigore della legge n. 91/1992. Linee applicative ed interpretative Circolare n. 9 del 04.07.2001 Cittadinanza: assetto normativo precedente all entrata in vigore della legge n. 91/1992. Linee applicative ed interpretative Come noto, l attuale legge sulla cittadinanza,

Dettagli

Associazione C rescere

Associazione C rescere Organizzazione di Volontariato Associazione C rescere con la sindrome di Turner e altre Malattie Rare ONLUS ex art. 10 c. 8 dlgs n 460/1997 Via Massarenti 11-40138 Bologna presso la Clinica Pediatrica

Dettagli