Intervento Bambini e bambine nelle famiglie che cambiano

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1 Intervento Bambini e bambine nelle famiglie che cambiano Separazioni, divorzi e servizi di mediazione familiare Enrico Moretti Statistico, Istituto degli Innocenti di Firenze ATTI DEL CICLO DI INCONTRI DI SENSIBILIZZAZIONE

2 manco

3 La famiglia italiana ha conosciuto profonde trasformazioni strutturali, maturate nel corso degli ultimi trent anni. Tali mutamenti sono fortemente connotati da processi di semplificazione cresce il numero di famiglie e diminuisce il numero medio di componenti e diversificazione aumenta la varietà e dunque aumentano le tipologie familiari. Le famiglie italiane sono infatti aumentate da 19milioni e 872mila nel 1988 a 22milioni e 187mila nel 2003, con una riduzione del numero medio di componenti che passa dai 2,9 del 1988 ai 2,6 del Nella trasformazione quantitativa è insita anche una trasformazione qualitativa, avendo la prima indotto un mutamento della composizione familiare. A farne le spese sono soprattutto i figli. Se dalle famiglie restringiamo la visuale ai nuclei familiari 1 emerge che ogni 100 nuclei familiari si hanno in Italia solo circa 60 coppie con figli e tra queste sono in forte aumento le coppie che hanno un solo figlio. Questo primo aspetto del mutamento qualitativo della struttura familiare, ovvero dello stabilizzarsi sempre più del modello del figlio unico, è da mettere, ovviamente, in relazione all intenso e duraturo processo di denatalità che ha investito il Paese. Dei restanti 40 nuclei familiari, 29 sono senza figli e per gli altri 11 si tratta di nuclei monogenitoriali. L aumento di questi ultimi nuclei il più delle volte si tratta di madre e figlio/a segna un altra importante linea di tendenza della trasformazione in atto nella composizione della famiglia italiana, dovuto sostanzialmente al costante incremento dei casi di separazione e divorzio, sebbene su livelli ancora molto distanti da quelli che si riscontrano nel nord Europa. La struttura e la tipologia delle famiglie evidenziano, inoltre, una forte differenziazione territoriale: è il Nord-ovest l area del paese in cui si registra la quota più alta di single (28,1% delle famiglie), di coppie senza figli e senza altri componenti (21,7% delle famiglie insieme al Nord-est Per poter parlare di un nucleo familiare occorre che ci sia una coppia, con o senza figli, o un solo genitore ma con figli, diversamente dalla famiglia che può essere composta anche di una sola persona: genitore senza figli, vedovo/a o single propriamente detto.

4 146 21,5%) e si riscontra inoltre il minor peso di coppie con figli senza altri componenti (37%). Nel Sud si registra la quota minima di persone che vivono sole (21,1%) e quella massima di coppie con figli (50,4%). È interessante sottolineare come l Italia centrale e il Nord-est mantengano il primato delle famiglie complesse: se si considerano le famiglie con un nucleo e altre persone (allargate) e le famiglie con più nuclei (estese) emerge che queste sono il 6,9% nell Italia centrale e il 5,9% nel Nord-est a fronte di un 4% nell Italia nord-occidentale oltre a un 5,5% e un 4,2% rispettivamente per l Italia meridionale e insulare. Aumentano, poi, le nuove forme familiari: i single non vedovi; i genitori soli non vedovi; le coppie non coniugate e le famiglie ricostituite. Se li consideriamo complessivamente passano da del a del , in più nell arco di dieci anni. Tali rivolgimenti hanno inevitabili riflessi sulla vita dei più piccoli, sul modo stesso in cui essi si dispongono e vivono la realtà quotidiana della famiglia. Intanto perché bambini e adolescenti si confrontano sempre meno con i pari età, e già a partire dal nucleo familiare di origine. Con l affermarsi, in grande parte della penisola, del modello del figlio unico, sempre meno bambini hanno fratelli e sorelle. I bambini italiani di 0-13 anni che hanno due o più fratelli scendono dal 22,8% del al 20% del Sono quelli del sud a potersi confrontare e crescere maggiormente con fratelli e sorelle, il 27,7% ha almeno due fratelli, mentre sono i bambini e gli adolescenti del Nord e in particolare del Nord-ovest ad essere maggiormente soli, tanto che appena il 14,5% ha due o più fratelli/sorelle. Le cose non cambiano di molto, neppure allargando alla cerchia parentale: i bambini che vivono in famiglie con sempre meno fratelli/sorelle hanno anche meno cugini. Tra i bambini di 6-10 anni i figli unici hanno in media 5,5 cugini, mentre i bambini con più di un fratello ne hanno 7,9, cosicché i figli unici frequentano meno cugini (3,7) degli altri (5,1). I genitori dei figli unici, però, favoriscono una più ampia rete di relazioni all esterno, nel tentativo di compensare la povertà relazionale con i

5 pari in famiglia: i figli unici frequentano di più coetanei (78,6% contro 74,5%) e corsi dentro e fuori la scuola (54,7% contro 42,3%). I bambini spendono anche meno tempo con i loro genitori. È cresciuto il numero di bambini che hanno ambedue i genitori occupati, dal 38% del al 43,6% del , superando in numero quelli che hanno la madre casalinga e il padre occupato (nel il 45,4% dei bambini di 0-13 anni aveva la madre casalinga e il padre occupato, nel un più modesto 38,6%). La maggioranza dei minori del Centro-nord ha ambedue i genitori occupati contro il 28,4% dei minori del Sud e il 26,1% dei minori delle Isole. Molti sono gli elementi di carattere culturale, sociale, sanitario ed economico che hanno indotto la trasformazione della famiglia italiana di cui si è detto, incidendo sulla vita dei bambini e delle bambine del nostro paese: a) progetti riproduttivi delle coppie sempre più improntanti a un forte contenimento della fecondità e al posponimento della natalità (anche in virtù della mutata condizione femminile, non supportata da un adeguato incremento e diffusione della rete dei servizi di sostegno alla genitorialità); b) ridotta propensione al matrimonio (in un paese in cui i figli si fanno ancora per lo più in costanza di matrimonio); c) crescente instabilità coniugale (che determina la frammentazione dei nuclei familiari di partenza, l impoverimento di quelli di arrivo, e la costituzione di nuove unioni); d) incremento delle convivenze more uxorio (che esprimono ancora una bassa natalità, e che per lo più procreano dopo il matrimonio); e) propensione di un numero crescente di figli a rimanere nella casa dei genitori anche in età adulte; f) aumento della vita media (con l invecchiamento della popolazione e il conseguente aumento delle famiglie di single costituite da vedovi/e). 147 In tale contesto, appare opportuno approfondire tra i temi sopraccitati quello inerente le separazioni e i divorzi, ponendo particolare attenzio-

6 148 ne, laddove le informazioni e i dati a disposizione lo consentano, al coinvolgimento dei figli. In particolare si offre in Appendice, all attenzione del lettore, una documentazione di approfondimento sul tema di natura quantitativa, organizzata e sistematizzata secondo il seguente schema: la quantificazione dei fenomeni di matrimonio, separazione e divorzio, anche nelle linee di relazione reciproca, con uno sguardo che spazia dal contesto regionale italiano alle realtà nazionali dell Unione europea; le caratteristiche dei procedimenti di separazione e divorzio, e dei coniugi coinvolti: la tipologia consensuale/giudiziale, l età media dei coniugi, la durata media del matrimonio, il rito del matrimonio, il regime di separazione o comunione dei beni, l occupazione dei coniugi, il titolo di studio dei coniugi, la presentazione della domanda di separazione e divorzio, il ricorso all assistenza legale, le motivazioni della domanda di separazione; i figli affidati: l incidenza di affidamento dei figli nelle separazioni e nei divorzi, l affidamento a uno o entrambi i genitori, l affidamento alla madre e al padre secondo l età del figlio; i provvedimenti economici per i figli: l assegno di mantenimento nelle separazioni e nei divorzi, l assegno di mantenimento nelle separazioni e nei divorzi con figli minorenni, l importo medio mensile dell assegno, l incidenza di assegno corrisposto dal padre; i centri di mediazione familiare: la titolarità pubblica e privata, l incidenza dei centri di mediazione familiare in relazione al fenomeno della separazione. Le elaborazione proposte attingono le informazioni di base dalle fonti ufficiali, ovvero da quelle fonti che negli anni e con un costante lavoro sul campo hanno monitorato i fenomeni di interesse, e che godono nell ambito dell ufficialità del requisito parimenti necessario dell autorevolezza: Istat, Ministero di Giustizia, Eurostat, alcune attività di indagine dell Università di Padova.

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