LIFE 09 NAT/IT/000160

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1 LIFE 09 NAT/IT/ Arctos Conservazione dell orso bruno: azioni coordinate per l areale alpino e appenninico Azione E5 Valutazione dell efficacia degli strumenti di prevenzione del danno Massimiliano Di Vittorio, Pietrantonio Costrini, Massimiliano Rocco E.A.I. Ecologia Applicata Italia WWF Italia Dicembre

2 Premessa Nella gestione del conflitto tra grandi carnivori e attività antropiche, nell ambito di strategie e programmi di conservazione delle specie selvatiche interessate e maggiormente a rischio, come l orso e il lupo, risulta essere dirimente la partecipazione ed il coinvolgimento dei diversi attori economici e sociali interessati dal conflitto e presenti sul territorio. La sfida della conservazione dei grandi carnivori in un ambiente sempre più antropizzato e modellato sulle necessità umane passa necessariamente attraverso la accettazione sociale ed economica di questi potenziali competitori, in caso contrario non vi è possibilità alcuna nel lungo tempo, a meno che non si mettano in campo risorse economiche e sforzi umani esorbitanti, di potere continuare a mantenere popolazioni vitali di tali specie in ambienti sempre più antropizzati. Spesso le legittime aspirazioni ad una migliore qualità della vita da parte delle popolazioni umane presenti in contesti difficili come quelli rurali montani vedono, anche per una atavica errata assimilazione dei grandi carnivori ai veri competitori, un forte contrasto con queste specie non riuscendo a cogliere nel breve tempo come invece siano le politiche economiche e agricole ad avere inciso sensibilmente sule loro aspettative mentre. Un altro passaggio importante ma spesso dimenticato è come l assenza di condivisione delle strategie, programmi o singoli progetti da parte delle popolazioni residenti nei territori interessati e la loro integrazione nel contesto sociale ed economico locale abbia spesso prodotto effetti limitati alla durata della singola specifica azione, intervenendo essenzialmente sugli effetti e trascurando le cause, non riuscendo così a permeare culturalmente le attività e abitudini agrosilvopastorali. Nella ricerca della riduzione del conflitto e nella promozione di politiche tese a ciò l importanza della condivisione e della partecipazione degli attori sociali ed economici (stakeholders) nella definizione di programmi di conservazione della biodiversità non è mai adeguatamente considerata mentre la accettazione di tali attività che portano dicoem conseguenza una maggiore armonia nella condivisione della quotidianità con i grandi carnivori è la vera sfida da vincere. Introduzione In linea con gli scopi dell azione E5 del progetto LIFE NAT/IT/160 Arctos, tale rapporto cerca di verificare partendo dalla componente del conflitto relativa ai danni, così come registrati dagli Enti territorialmente competenti e dove insistono le popolazioni oggetto di studio, di verificare se le azioni di prevenzione promosse con lo strumento delle recinzioni elettrificate, sia mobili sia fisse, metodologia condivisa con le realtà locali e messa in maniera anche massiccia in atto, abbia avuto 2

3 un effetto nella riduzione del danno e se abbia significativamente dimostrato la sua efficacia per raggiungere l obiettivo, anche di accettazione sociale, che si era individuato, arrivando a potere essere definito un utile mezzo per partecipare alla conservazione dell orso. Con lo sviluppo delle Azioni A3 e C5 del LIFE Arctos si è cercata la condivisione, la partecipazione e la promozione insieme alle comunità locali delle attività e delle azioni più adatte a fargli accettare eventuali modifiche del loro approccio ai grandi carnivori e la introduzioni di comportamenti innovativi che potessero aiutarli nel favorire la convivenza con l orso. Ciò è stato ricercato perché un concreto ed efficace programma di conservazione efficace nel medio e lungo termine non può prescindere dalla partecipazione dei diversi attori sociali ed economici direttamente interessati ed influenzati dalle azioni programmate e che sono in primo luogo coloro che dovranno farsi promotori dello sviluppo di queste nel lungo tempo. Questo è stato ancora di più voluto e ricercato perché è dalle conoscenze condivise a tutti sempre più evidente come la presenza di una specie selvatica come l orso determina inesorabilmente un conflitto diretto con alcune specifiche attività antropiche, ed il conflitto stesso diventa la causa diretta di minaccia alla conservazione della specie e ne può determinare la definitiva estinzione. La efficacia di questo approccio è evidente nei risultati raggiunti, nella progressiva e sempre più massiccia accettazione da parte della comunità locale delle pratiche di prevenzione promosse e nel cominciare a considerare come l uso abituale, anche se non ancora permeante, degli strumenti offerti dal LIFE Arctos fossero una opportunità nonché un concreto mezzo utile a sostenere e garantire le proprie attività. La scelta di favorire l uso di questo strumento è stata accompagnata dalle attività di partecipazione condivisione delle scelte con i diversi attori territoriali e la continua presenza sul campo degli operatori del progetto ha favorito il quotidiano confronto e la amichevole condivisione di problemi e soluzioni. Il processo di integrazione nelle attività locali dell uso delle recinzioni elettrificate come strumento di prevenzione è andato rafforzandosi nel tempo ed è diventato nei 4 anni di progetto un uso massiccio e condiviso (Allegato 1) premiato dalle scelte partecipate e condivise con gli attori sociali ed economici del territorio attraverso il lavoro promosso a diversi livelli dai partner del LIFE Arctos. 3

4 1 Metodologie 1.1 Distribuzione delle recinzioni in Appennino Sulla base delle richieste avanzate da Aziende o singole persone giuridiche, nel corso dell intera durata del progetto sono state distribuite recinzioni elettrificate di diverse tipologie (tipo amovibili o fisse) e caratteristiche, con una netta prevalenza nel territorio del PNALM e sua ZPE, ma si sono installate recinzioni anche in diverse altre aree di presenza della specie o di passaggio. Le forniture sono state effettuate tenendo conto di diversi parametri all atto dell analisi delle richieste pervenute: innanzi tutto è stata operata una sovrapposizione tra le aree maggiormente colpite da danni e le richieste di recinti pervenute, in modo da vere la certezza di agire nelle aree realmente colpite da danni cospicui e quindi rendere potenzialmente alta l efficacia del mezzo di prevenzione. A tal fine si è proceduto all analisi dei database dei danni liquidati nel periodo ed alla georeferenziazione degli stessi. Sono quindi state analizzate le richieste di recinti elettrificati e verificate quante di queste cadessero all interno di aree caratterizzate da danni cospicui. Sono stati contattati telefonicamente tutti gli utenti che hanno avanzato le richieste e verificate le reali necessità della cessione eventuale del mezzo di prevenzione (danni continuati nel tempo, osservazioni recenti di orsi etc). Si è quindi proceduto ad un analisi di campo, prioritariamente interessando le richieste risultate prioritarie dalla precedente analisi, in modo da verificare le condizioni per il conferimento del recinto e per la scelta degli apparati più idonei alle diverse condizioni ambientali ( perimetro dell area da proteggere, pendenza, presenza di cespugli e roveti etc). Tutte queste informazioni si sono rese necessarie per gestire la scelta della tipologia di apparecchio da affidare all utente: a rete elettrica, a pannello solare con capacità energetica diversa ( tipo B100 B300). A ciascun utente selezionato secondo i criteri descritti sopra, sulla base delle caratteristiche orografiche e territoriali riscontrate, nonché sulla base della tipologia del bene da proteggere (allevamento, orticoltura o frutteti, apiari etc) sono stati consegnati, oltre che l elettrificatore più idoneo alle caratteristiche riscontrate, un numero di pali di materiale plastico o ligneo (in base alla tipologia di recinzione da realizzare) sufficiente a ricoprire la superficie da tutelare e una quantità lineare di fettuccia elettrica sufficiente a realizzare da tre a cinque fasce complete sul perimetro da sottoporre a protezione. Al momento della consegna, anche all atto dei precedenti incontri preliminari, ciascun utente è stato correttamente formato ed istruito circa le corrette modalità di installazione del materiale elettrico, evidenziando eventuali tipologie di malfunzionamenti ricorrenti e le relative pratiche di 4

5 rapida risoluzione degli stessi, e rifornito di materiale informativo illustrato sulle diverse modalità di intervento manutentivo indispensabile al corretto funzionamento degli apparati forniti. Si è proceduto, per ogni consegna, alla compilazione di un modulo apposito, contenente tutte le informazioni anagrafiche e fiscali delle utenze, controfirmata dall intestatario dell apparato consegnato. Per ogni stagione sono state verificate le condizione di corretto funzionamento degli apparati forniti nei precedenti periodi e ritirati, al fine di conferirli a nuove utenze quelli che nella ultima stagione non erano stati messi in funzione o erano smontati e ritirati, al fine di sostituirli, i recinti parzialmente inutilizzabili o quelli che presentavano componenti irrimediabilmente deteriorate. 1.2 Controlli telefonici Per disporre di dati costantemente aggiornati sullo stato di funzionamento ed efficacia degli apparati forniti è stata, per tutto il periodo della durata del progetto, sviluppata una azione di monitoraggio attraverso controlli telefonici di ogni utenza (aziende e singole figure giuridiche) che hanno ricevuto il mezzo di prevenzione a partire dal 2010 interessando però nella attività di gestione ordinaria dei mezzi presenti sul territorio anche recinzioni che erano state consegnate in precedenti progetti promossi dal WWF o da altri partner anche intervenendo con eventuale sostituzione o inserimento di nuovo materiale utile a riattivare tali strumenti se ancora in uso. Qualora le condizioni riscontrate telefonicamente lo rendessero necessario, si è proceduto ad un approfondimento attraverso sopralluoghi sul posto (malfunzionamento grave, errata ed inefficace collocazione dei recinti, recinti non montati o spostati dal luogo di montaggio originale etc). Questa azione, il cui scopo era quello di verificare la corretta messa in opera degli elettrificatori, nonché la effettiva funzionalità degli stessi, ha permesso di realizzare, come verrà trattato avanti, una elevatissima efficacia dei mezzi di prevenzione, poiché ha permesso di assicurare un numero elevato (sul totale dei recinti forniti) di recinti contemporaneamente funzionanti e di verificare, laddove fossero giunte delle richieste di indennizzo da parte di utenze in possesso dei recinti ceduti in comodato, la reale efficacia dei mezzi di prevenzione, permettendo, ad esempio, di stabilire che la quasi totalità di danni denunciati presso utenze in possesso di recinti sono avvenute on in aree esterne ai recinti stessi o in condizioni di non funzionamento dei recinti non comunicati tempestivamente al personale incaricato della manutenzione e riparazione dei recinti stessi. Infatti, durante i controlli telefonici, l utente veniva interrogato circa la normale e reale funzionalità del recinto, circa eventuali malfunzionamenti o comunque anomalie di funzionamento, eventuali 5

6 anomalie della batteria o eventuali danneggiamenti del perimetro recintato (pali danneggiati da frane etc). Grazie a questa attività di costante monitoraggio degli apparati si è provveduto, in tempi brevi, a riprendere in consegna eventuali apparati irrimediabilmente usurati ed effettuata la dismissione degli stessi, al ritiro di recinti non più necessari alle utenze affidatarie (per cessata attività economica, spostamento degli allevamenti o delle arnie in altre aree etc) ed alla sostituzione, qualora si è reso necessario, di apparecchi con efficienza energetica differente e più idonea alle condizioni operative, in particolar modo sostituzioni di modelli B300 con Modelli B100, più idonei per aree più contenute ed ad efficienza energetica inferiore.. Attraverso questi controlli ogni criticità e problematica rilevata è stata prontamente risolta o comunque affrontate, ottenendo peraltro l effetto di testimoniare in modo inequivocabile e costante la presenza del progetto nel territorio. Ciò ha consentito di risolvere problematiche connesse alla corretta funzionalità dei recinti ed a evidenziare, in alcuni casi, il cattivo funzionamento degli stessi causato dall incuria degli affidatari. L esecuzione di questa azione nel modo sopradescritto ha consentito, come in seguito trattato, di poter valutare con esattezza l efficacia del mezzo di prevenzione, escludendo dal database di calcolo quei danni, interessanti utenze affidatarie di recinti, avvenuti dopo la consegna dei recinti stessi, ma effettivamente non computabili nei calcoli in quanto causati non da inefficacia del mezzo di prevenzione (orso che riesce a penetrare in un allevamento nonostante la presenza di un recinto elettrificato correttamente istallato) ma da cattivo funzionamento dello stesso causato da non perfetta gestione e manutenzione da parte degli affidatari o interessanti danni avvenuti esternamente ai recinti stessi (ad esempio bestiame al pascolo). Questa tipologia di danni è stata comunque registrata ed evidenziata, ma la loro esclusione dai database di calcolo dell efficacia dei recinti ha permesso, come già citato, di calcolare con esattezza la reale efficacia dei mezzi di prevenzione e di considerare il loro effetto fortemente positivo come mezzo di prevenzione dei danni da orso e lupo. 6

7 PROGETTO LIFE ARCTOS SCHEDA MONITORAGGIO RECINZIONI ELETTRIFICATE Nome operatore: Pietrantonio Costrini Visita sul campo? Contatto telefonico? Data : _03/09/2012 Anagrafica allevatore e descrizione allevamento Nome e cognome allevatore: Franco Troiani Residente in: Pescina (AQ) via: Località Ponte S. Valentino_ Recapito telefonico: Tipologia allevamento: apicoltura Numero capi/arnie: 60 Comune nel quale è localizzata la struttura: Collarmele Località: Arnicola Coordinate: N E Data installazione recinzione: 15/07/2012 Tipologia recinzione attualmente installata Perimetro complessivo stimato: 300m Elettrificatore modello/potenza: Plus b300 Pannello solare modello/potenza: 25 W Batteria modello/potenza: vipiemme 80A - 12V Numero file fettuccia: 5 ; Numero prese di terra installate: 1 ; Numero cancelli: 2 Funzionalità recinzione Verifica funzionalità recinzione con voltmetro. Esito: Verifica stato collegamenti tra elettrificatore e conduttore/prese di terra: Verifica livello liquidi batteria: Verifica stato manto erboso sottostante: nessun contatto Verifica eventuale presenza di rami a contatto: nessuno contatto Numero e tipo di danni registrati prima dell'installazione recinzione: Anno Esempio di scheda di verifica dei recinti elettrificati 7

8 1.3 Verifiche con scheda di sopralluogo Durante la stagione di avvenuta consegna e nelle stagioni successive alla stessa, sono state effettuate numerose verifiche di campo su recinti elettrici installati per verificarne il corretto funzionamento e il rispetto delle corrette modalità di gestione manutenzione da parte degli affidatari. I controlli sono stati intensificati per tutte le utenze che comunicavano una errata o non idonea funzionalità degli apparecchi (rilevata attraverso misurazioni periodiche effettuate con un apposito strumento amperometro fornito loro all atto della consegna del recinto) o difficoltà di gestione degli apparati per motivi ambientali e climatici. Le verifiche di campo hanno consentito di aggiornare costantemente e verificare la completezza del database relativo al materiale consegnato nel corso del progetto (attraverso il rilevamento dei codici identificativi dei singoli apparecchi, delle coordinate geografiche dei recinti etc). Durante ogni controllo si è altrèsì proceduto alla compilazione delle schede di valutazione generale dello stato funzionale del recinto. Ogni scheda è stata organizzata e strutturata in modo da riportare le generalità dell utente, valutazione tecnica sulle modalità di costruzione del recinto e scelta dell idoneo strumento elettrificatore e strumentazione ad esso connessa e complementare (numero di fettucce, numero di cancelli, numero di prese di terra, modello di elettrificatore/pannello solare etc), esiti di funzionalità ed eventuali malfunzionamenti. Inoltre ogni scheda ha previsto la registrazione degli eventi di predazione (ed il relativo numero di capi predati, ad esempio, o arnie danneggiate) nel periodo precedente alla consegna del recinto ed eventualmente posteriore all installazione del dispositivo elettrico, con eventuali note sul funzionamento regolare del recinto stesso o su una sua avaria, o se i danni hanno interessato beni (allevamento, agricoli etc) posti all interno o all esterno del perimetro protetto dai recinti. Inoltre, ad ogni sopralluogo, sono state eseguite le misurazioni relative al potenziale elettrico in uscita dall elettrificatore ed il potenziale di messa a terra, al fine di verificare il corretto stato di funzionamento o identificare eventuali guasti/malfunzionamenti attribuibili all usura dell apparecchio usato o ad una scarsa manutenzione della recinzione. Parametri considerati: corretta installazione: riguarda le recinzioni predisposte come da protocollo standard, ovvero cinque ordini di fettuccia, cinque mollettoni nei cancelli ed una corretta gestione del sistema di messa a terra. 8

9 Funzionalità del recinto: viene ritenuto funzionale se si registra il superamento del valore di 4 kv al momento della misurazione. Tale soglia è necessaria per avere un efficace azione dissuasiva nei confronti dell orso. Giudizio: indica lo stato di soddisfazione o meno da parte delle utenze dello strumento ceduto in comodato e delle azioni di manutenzione da parte del personale Arctos. L elaborazione delle informazioni raccolte hanno consentito una gestione del database accurata, rendendo possibile la tracciabilità di ogni apparato consegnato, rubato, danneggiato etc. 2 Risultati 2.1 Recinti ceduti in comodato d uso Sono state avanzate, nel periodo compreso tra l inizio del progetto Arctos ed il 2014, richieste per recinti da 208 diverse utenze, di cui l 82,22% sono state evase (vedi tabella sotto), con la consegna di almeno un recinto elettrificato, ma in diversi casi aziende o in particolare modo alcuni apicoltori molto presenti sul territorio hanno richiesto l uso di più strumenti di prevenzione. A chiusura progetto l 82,40% risultavano in uso e funzionanti, 8 recinti risultano danneggiati in modo irreversibile e quindi non utilizzabili, mentre 12 sono stati rubati, e 9 in giacenza, per un totale complessivo di 245 recinti consegnati di diverse marche e modelli. Comune Richieste % evase Scanno 70 85,71 Ortona dei Marsi 23 73,91 Pescasseroli 14 71,43 S. Donato V.C ,00 Opi 9 77,78 Alvito 6 83,33 Pettorano Sul Gizio 6 100,00 Villalago 6 83,33 Alfedena 5 80,00 Bisegna 5 100,00 Villetta Barrea 5 80,00 Campoli Appennino 4 50,00 Scontrone 4 75,00 Barrea 3 100,00 9

10 Castel San Vincenzo 3 66,67 Bugnara 2 100,00 Castel di Sangro 2 100,00 Cocullo 2 50,00 Pescina 2 100,00 Picinisco 2 0,00 Pizzone 2 50,00 Rocca Pia 2 50,00 Sulmona 2 100,00 Villavallelonga 2 100,00 Anversa degli Abruzzi 1 100,00 Carrito di Ortona dei M ,00 Casoli di Atri (TE) 1 100,00 Castel S. Vincenzo 1 100,00 Civitella Alfadena 1 100,00 Civitella Roveto 1 100,00 Frattura di Scanno 1 100,00 Gioia dei Marsi 1 100,00 Introdacqua 1 100,00 Isola del Liri 1 100,00 Montenero Valc ,00 Notaresco (TE) 1 100,00 Pescosolido 1 100,00 Pratola Peligna 1 100,00 Scapoli 1 100,00 Villa Scontrone 1 0,00 10

11 Recinto in un area del PNALM 11

12 2.2 Analisi dei danni Nel contesto appenninico, al fine di procedere nel lavoro di analisi dell efficacia con l uso di adeguate metodiche statistiche, si è proceduto a ripetere anche nel 2014 l analisi dei danni registrati nei database forniti dal PNALM e relativi alle richieste di indennizzo dei danni durante l arco temporale Ciò è stato necessario per evitare eventuali errori di conteggio e analisi, perché lo stesso personale veterinario del PNALM aveva rappresentato che alcune pratiche precedentemente in attesa di risoluzione, quindi in sospeso, potevano essersi definitivamente concluse. Nell analisi statistica si sono dovuti anche escludere quei file che non presentavano una uniformità o la maggiore parte dei dati utile al lavoro da svolgersi. Questa fase è stata importante in quanto ha consentito di disporre, alla fine, di un database coerente e utilizzabile per le successive fasi di analisi. La seconda fase dell analisi ha riguardato la georeferenziazione dei danni liquidati. Anche in questo caso si è proceduto alla omologazione delle informazioni geografiche in un sistema di riferimento cartografico coerente (a causa del fatto che i dati presenti nei database non risultavano afferenti a sistemi di riferimento non sempre omogenei) ed alla eliminazione, dal database da utilizzare per le analisi, delle informazioni incongruenti o problematiche (ossia quelle per cui è stato impossibile ricavare una informazione geografica certa). In ultima fase i dati sono stati assemblati per singola azienda o persona giuridica e per anno. Alla fine è stato ottenuto un database relativo ai danni completo e utilizzabile, in quanto standardizzato, per le effettive analisi relative ai danni, alla loro distribuzione spazio-temporale, ed alla efficacia dei recinti consegnati. Infine i dati sono stati georiferiti in ambiente GIS (Geographic Information Sistem) e proiettati nella cartografia relativa all area di studio nel sistema unico WGS_1984_UTM_Zone_33N. 12

13 Fig. 1 : Distribuzione dei danni nell area di studio. Globalmente, dal 2005 al 2013, sono stati indennizzati ,21, per un totale di 5054 richieste di indennizzo evase, con una media di circa ,00 euro l anno. L analisi condotta ha constatato che il 65,45% di questi danni erano comunque riferibili al lupo, mentre solo il 28,1% ad orso. La restante aliquota è relativa ad altre specie (volpi, mustelidi, uccelli rapaci etc). 13

14 L analisi preliminare del database relativo ai danni ha consentito di evidenziare, in termini di percentuale, i comuni più colpiti, nell arco di tempo considerato, dai danni (Tab. 2 e Grafico 1). Comune % Lecce dei Marsi 11,09724 Picinisco 10,97752 Pescasseroli 7, Gioia dei Marsi 6, Pescosolido 5, Montenero Val Cocchiara 4, San Biagio Saracinisco 4, Scanno 4, Ortucchio 3,92838 Barrea 3, Opi 3, Vallerotonda 3, Campoli Appennino 3,18104 Ortona dei Marsi 2, Settefrati 2, Alfedena 2, Trasacco 1,

15 Bisegna 1,6437 San Donato Val di Comino 1, Collelongo 1, Rocchetta a Volturno 1, Civitella Alfedena 1, Balsorano 1, Villavallelonga 1, Alvito 1, Villetta Barrea 0, Scontrone 0,92541 Castel San Vincenzo 0, Villalago 0, Pizzone 0, Filignano 0, Cassino 0,40885 San Vincenzo Valle Roveto 0, Venafro 0, Scapoli 0, Anversa degli Abruzzi 0, Civita d'antino 0, Pescina 0,09679 Pizzoferrato 0, Luco dei Marsi 0, Colli a Volturno 0, Monte San Biagio 0, Sezze 0, Sora 0, Cocullo 0, Mignano Montelungo 0, Torremaggiore 0, Cerro al Volturno 0, Castel di Sangro 0,01906 Guidonia 0, Introdacqua 0, Tab. 2: analisi percentuale, in ordine di di indennizzi, dei comuni interessati dai danni 15

16 Grafico 1: analisi percentuale, in ordine di di indennizzi, dei comuni interessati dai danni È possibile evidenziare (Tab. 3), riguardo il comparto economicamente più cospicuo, ossia quello dell allevamento, in termini di numero di capi uccisi, che nell arco di tempo considerato le specie più colpite siano piccoli animali da aia (polli e conigli) e ovini, che costituiscono circa il 50% dei capi. Pertanto si è confermato che i piccoli animali da aia sono quelli che incidono maggiormente sul totale dei danni causati da predatori selvatici. Specie colpite Bovini Caprini Equini Ovini Suini Piccoli animali % Globale 8,28 8,95 5,13 30,34 0,16 47,14 Tab. 3: % delle specie interessate dai danni Il grafico 2 mostra gli andamenti temporali dei danni in termini di capi uccisi nel periodo

17 Grafico 2: andamento temporale dei danni in termini di capi uccisi Recinto elettrificato a protezione di un allevamento presso Scanno 17

18 2.3 Efficacia del mezzo di prevenzione La banca dati del PNALM relativa ai danni causati da fauna selvatica, rimodulata come descritto nei precedenti paragrafi, è stata utilizzata per verificare a livello di aree geografiche, comuni, singole aziende i danni subiti ed estrapolare, per effettuare le analisi sull efficacia dei mezzi di prevenzione, i danni interessanti le aziende o singole persone giuridiche beneficiarie, nel corso del progetto, di recinti in comodato d uso. Sono quindi stati correlati i periodi di accadimento dei danni con le date di cessione dei recinti, in modo da poter effettuare un analisi comparativa dei danni subiti dalle aziende beneficiarie del mezzo di prevenzione prima e dopo la cessione dei recinti stessi e poter, in tal modo, poter effettuare un analisi attendibile sull efficacia dei mezzi di prevenzione. I danni verificatisi durante lo svolgimento del progetto che hanno interessato aziende o persone giuridiche cui erano stati affidati recinti sono stati verificati attraverso un preliminare contatto telefonico ed un successivo sopralluogo sul campo. A fronte di 720 aziende o personalità giuridiche che hanno avanzato richieste di risarcimento danni, nel periodo , successivamente evase, sono stati consegnati recinti elettrificati a 147 aziende o persone giuridiche, di cui 98 interessate da danni nei periodi precedenti la consegna del recinto. L attività ha quindi interessato il 13,7% delle aziende o persone giuridiche che hanno ricevuto indennizzi per danni da fauna selvatica elargiti dal PNALM. Per valutare l efficacia dei recinti forniti sono stati analizzati, come prima accennato, i danni che hanno interessato le aziende e le persone giuridiche che hanno ricevuto il mezzo di prevenzione, prima e dopo la messa in funzione del mezzo di prevenzione stesso. La differenza nella distribuzione dei danni tra i due periodi, ossia prima e dopo il conferimento dei recinti, è stata testata con l ausilio del Wilcoxon marche pairs test in cui la statistica Z calcolata corrisponde ad un test di differenze nelle mediane osservate. La significatività del test è stata posta a p=0,05. 18

19 Fig. 2: distribuzione delle recinzioni elettrificate totalmente conferite nel periodo del Progetto Suddividendo le richieste per comune (Tab. 1), appare evidente che le richieste maggiori sono relative a comuni interessati da danni cospicui (Tab. 2), ma che non sia possibile evidenziare una precisa corrispondenza tra numero di richieste per comune e comuni colpiti dai danni, se non in termini indicativi. Ad esempio dal Comune di Lecce dei Marsi, che dalle tabelle precedenti è il più colpito da danni, non emerge alcuna richiesta di recinti mentre soltanto una richiesta per il comune di Picinisco, comune nel quale complessivamente sono stati liquidati più del 10% degli indennizzi totali. Considerando i danni che hanno colpito aziende cui sono stati affidati recinti (120 aziende con danni nel comparto agricolo, dell allevamento e dell apicoltura), è possibile suddividere i danni e l efficacia per territorio comunale (Tab. 4). Nel complesso è emerso che i danni che hanno interessato i 26 comuni all interno dei quali insistono le aziende o i privati a cui sono stati dati in cessione i recinti arrivano a sommare un totale di ,7. 19

20 I comuni nei quali sono in funzione i recinti elettrificati percentualmente più interessati da danni sono, Pescasseroli, Scanno, Ortona dei Marsi, Opi, Rocchetta a Volturno e Barrea. Come indicato nella sezione metodi, per evidenziare la reale efficacia degli strumenti di prevenzione, sono stati analizzati i danni e la spesa relativa agli indennizzi avvenuti prima dell intervento di prevenzione (consegna del recinto elettrificato) e i danni e le relative spese avvenute nel periodo successivo al conferimento e alla messa in funzione del mezzo di prevenzione stesso, verificando caso per caso il corretto funzionamento dei sistemi di prevenzione nel periodo di monitoraggio.. Comune indennizzi Prima indennizzi dopo Danni reali % Efficacia Pescasseroli 57721, ,00 336,00 99,42 Scanno 40179, ,40 699,00 98,26 Ortona dei Marsi 31493, ,00 100,00 99,68 Opi 19062, ,90 195,00 98,98 Rocchetta a Volturno 12910, ,00 180,00 98,61 Barrea 11887, , ,00 79,48 Campoli appennino 11837,00 845,00 0,00 100,00 Scontrone 8360,00 665,00 0,00 100,00 Alvito 7615,90 539,00 0,00 100,00 Scapoli 6668, , ,00 76,68 Castel San Vincenzo 5903,20 0,00 0,00 100,00 Lecce dei Marsi 5502,00 0,00 0,00 100,00 Alfadena 4339,00 0,00 0,00 100,00 Anversa degli Abruzzi 4255,00 0,00 0,00 100,00 Pizzone 3618, ,60 632,00 82,53 Villavallelonga 3014,00 0,00 0,00 100,00 Roma 2785,00 0,00 0,00 100,00 Villalago 1575,90 0,00 0,00 100,00 Montenero Val Cocchiara 1400,00 0,00 0,00 100,00 Civitella Alfedena 946,00 0,00 0,00 100,00 Bisegna 855,00 0,00 0,00 100,00 Avezzano 250,00 0,00 0,00 100,00 Montesilvano 208,00 300,00 0,00 100,00 San Vincenzo Valle Roveto 50,00 0,00 0,00 100,00 San Donato Val di Comino 0,00 562,80 0,00 100,00 20

21 Tab. 4: efficacia del mezzo di prevenzione nei vari comuni del PNALM Grafico 3: danni in termini di risarcimento nell arco di tempo considerato. Globalmente, considerando l ammontare dei danni nei vari comuni prima e dopo il conferimento dei recinti, si evidenzia un efficacia media dell 83,35% (±34,87%). Al fine di potere avere un dato inconfutabile e che escludesse errori di analisi e pertanto potesse inficiarne lo stesso sviluppo, si sono esclusi quei casi di danni registrati ma verificatisi in occasione del mancato uso o messa in funzione del sistema di prevenzione. Per potere arrivare ad escludere tali errori di verifica ci si è preoccupati costantemente nel corso del lavoro al monitoraggio delle condizioni generali delle utenze dei recinti in maniera costante e routinaria, al fine di verificare e garantire il reale utilizzo e funzionamento dei recinti e potere così realisticamente valutare la loro efficacia, come già citato in precedenza. Si è proceduto,infatti, nell arco del periodo di utilizzo dei recinti, al monitoraggio delle condizioni generali dei recinti, al fine di verificare il reale utilizzo (montaggio effettivo) e corretto funzionamento dei recinti e la loro efficienza, come già citato in precedenza, per poter valutare in modo preciso e oggettivo la loro efficacia. Considerando pertanto in questo modo solo i danni reali, ossia elidendo i danni causati da mancato utilizzo del mezzo di prevenzione (malfunzionamento per cattiva manutenzione, batterie esaurite, apiari o bestiame colpito da danni al di fuori dei recinti etc), sono apprezzabili differenze altamente significative nei danni prima e dopo il conferimento dei recinti (Wilcoxon matched pairs test: Z (25), = 4,29; p<0,0000) e si evidenzia un efficacia media del 97,35% (±6,77%). 21

22 L efficacia dei recinti è evidenziata nella Tab. 4 e nel Grafico Grafico 4: andamenti dei danni espressi globalmente e prima e dopo il conferimento dei recinti elettrificati. 2.4 Comparto allevamento Considerando il comparto dell allevamento, 74 aziende colpite da danni (per un totale di ,71) hanno ricevuto recinti elettrificati. Considerando l ammontare dei danni prima e dopo l affidamento dei recinti, si evidenzia un efficacia elevata, con una riduzione dei danni globale dell 84,60 % e un efficacia media annua del 65,35%. 22

23 Grafico 5: andamenti dei danni interessanti il comparto allevamento Tuttavia, considerando i danni reali, ossia togliendo dal computo quei danni causati da gestione non oculata dei recinti (es fettuccie montate male, recinti non montati, danni inerenti animali al pascolo all esterno dei recinti), si ottiene una differenza altamente significativa nei danni prima e dopo il conferimento dei recinti (Wilcoxon matched pairs test: Z (72), = 7,11; p<0,0000) e un efficacia del 98,03% ed una efficacia media annua (calcolata considerando il danno globale/numero di anni analizzati) del 95,56%. Considerando, come indicatore, il numero di allevatori per anno che hanno subito i danni prima e dopo la consegna dei recinti elettrificati (Grafico 6), è possibile evidenziare un ulteriore fattore di efficacia del mezzo di pevenzione, in quanto è evidente un progressivo decremento degli allevatori che hanno subito danni contestualemte alla consegna dei recinti. 23

24 Grafico 6: numero aziende colpite da danni nel periodo analizzato Il grafico rende evidente che dal 2009, anno di inizio dell utilizzo dei recinti, il numero di allevatori con danni decresce, con una caduta massima tra 2012 e 2013, in cui è stata intensificata l azione di consegna e monitoraggio dei recinti elettrificati in seno al progetto ARCTOS. Si evidenzia infatti nel 2009 un calo degli allevatori che hanno subito danni del 24,42%, e del 90,47% tra il 2012 ed il

25 2.5 Comparto apicoltori Un totale di 16 aziende colpite da danni (per un totale di risarciti) hanno ricevuto i recinti elettrificati. L analisi dei danni prima e dopo il conferimento dei recinti (Grafico 7) evidenzia una efficacia globale dell 84,79% ed un efficacia media annua del 78,91%. Grafico 7: andamento dei danni relativi al comparto apicoltori Tuttavia, considerando i danni reali, ossia togliendo dal computo quei danni causati da gestione non oculata dei recinti (es fettuccie montate male, recinti non montati) e i danni relativi ad arnie poste al di fuori dei recinti, si ottiene una differenza altamente significativa tra il prima ed il dopo la consegna dei recinti (Wilcoxon matched pairs test: Z (16), = 3,40; p<0,0006) e si evidenzia un efficacia globale del 100% ed una efficacia media annua (calcolata considerando il danno globale/numero di anni analizzati) del 100%. Considerando, anche in questo come indicatore, il numero di apicoltori per anno che hanno subito i danni prima e dopo la consegna dei recinti elettrificati, è possibile evidenziare (Grafico 8) anche in questo caso l efficacia del mezzo di pevenzione, in quanto è evidente un progressivo decremento degli apicoltori che hanno subito danni contestualemte alla consegna dei recinti. 25

26 Grafico 8: numero aziende colpite da danni nel periodo analizzato Il picco relativo al 2011 nel grafico sopraindicato, maggiore del 2010, è relativo ad apicoltori che negli anni passati non avevano subito danni (n=3) e che hanno avanzato richiesta del mezzo di prevenzione soltanto dopo aver subito il danno. In questo caso tra il 2012 èd il 2013, hanno di massimo sforzo di consegna del mezzo di prevenzione e di monitoraggio del progetto Arctos, si evidenzia una riduzione degli apicoltori con danni del 100%. Recinto elettrificato a protezione di arnie 26

27 2.6 Comparto agricolo Un totale di 31 aziende colpite da danni (per un totale di 10206,00) sono state dotate di recinti elettrificatori. Considerando i danni prima e dopo l affidamento dei recinti, l analisi evidenzia un efficacia globale dell 84,97% ed un efficacia media annua del 77,90%. Tuttavia, considerando i danni reali (Grafico 9), ossia togliendo dal computo quei danni causati da gestione non oculata dei recinti (es fettuccie montate male, recinti non montati o con insufficiente manutenzione) si ottiene una differenza altamente significativa nei danni prima e dopo il conferimento dei recinti (Wilcoxon matched pairs test: Z (37), = 5,11; T (37), = 3,00; p<0,0006) ed un efficacia globale del 97,87% ed una efficacia media annua (calcolata considerando il danno globale/numero di anni analizzati) del 97,22%. Grafico 9: andamento dei danni relativi al comparto agricolo Considerando, anche per il comparto agricolo il numero di operatori per anno che hanno subito i danni prima e dopo la consegna dei recinti elettrificati (Grafico 10), è possibile evidenziare anche in questo caso l efficacia del mezzo di pevenzione, in quanto è evidente un progressivo decremento degli agricoltori che hanno subito danni contestualemte alla consegna dei recinti. Tra il 2012 ed il 27

28 2013, massimo sforzo del progetto Arctos, è possibile evidenziare il totale abbattimento delle richieste di indennizzo. Grafico 10: numero aziende colpite da danni nel periodo analizzato Recinto elettrificato a protezione di un frutteto 28

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