OrizzonteSud. Vulcanica Catania

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1 Martedì 14 Aprile 2015 OrizzonteSud LE ECCELLENZE DEL TERRITORIO Questo territorio segue il primo comandamento dell economia globalizzata: hai successo se fai qualcosa che nessuno ha mai fatto prima o in un modo che nessuno ha mai usato prima di Antonio Polito Sul web Sfoglia lo speciale Orizzonte Sud sul sito web del Corriere del Mezzogiorno I l vulcano Catania ce l ha in casa. Una fonte di energia che elettrizza da sempre la città, e ne fa una delle capitali del Mezzogiorno. Anzi, la più grande capitale d Italia che non sia capoluogo di regione, come sottolinea rivendicando lo status di «città metropolitana» il sindaco Enzo Bianco, nell intervista che pubblichiamo in questo speciale. Per questo il Corriere arriva oggi a Catania nel suo giro di Orizzonte, teso a scoprire le eccellenze dei territori meridionali, e soprattutto a metterle in rete, a farle conoscere e a trasformarle in sistema. Pensiamo che questo possa e debba fare un giornale meridionale come il nostro: invece di piangerci addosso, lanciare la sfida, dimostrare che creatività e imprenditorialità e buon governo messi insieme, possono creare un effetto-crescita. Catania è da questo punto di vista all avanguardia. Ha una Etna Valley che già dal nome allude alla new economy dell innovazione tecnologica, e vanta una web start up che già si è fatta un nome nel mondo, Flazio.com, una piatta- Vulcanica Catania forma per creare siti web di nuova generazione che la prestigiosa rivista Wired ha inserito tra le venti start up italiane da seguire. Questo territorio è dunque nella condizione di seguire il primo comandamento dell economia globalizzata: hai successo se fai qualcosa che nessuno ha mai fatto prima o in un modo che nessuno ha mai usato prima. È il caso di Orange Fiber, l azienda produttrice del primo tessuto al mondo derivante dagli agrumi, acetato+arance+seta in due varian- La sfida Imprenditorialità, creatività e buon governo, insieme, possono creare un effetto-crescita ti, raso tinta unita e pizzo. E tutto ciò si innesta in un polo del fashion creativo già da anni segnato dal successo di Marella Ferrera, «sperimentatrice della moda», e dalle new entry di tre giovani designer come Salvo Presti, Marco Strano e Claudio Di Mari. L innovazione è tutto, e non c è altra strada. Lo dimostra del resto un altra storia di successo nata alle pendici dell Etna, la Farmitalia 2.0 di Fabio Scaccia, imprenditore che ha comprato un marchio in declino e lo ha trasformato in una punta di diamante dell export farmaceutico, capace di arrivare con i suoi prodotti fino in Turkmenistan e in Armenia. Naturalmente, lo sappiamo bene, le eccellenze non bastano a fare un tessuto produttivo. Sono come scintille, che hanno bisogno di materiale infiammabile intorno a loro per prender fuoco. Una reazione tipicamente vulcanica. Catania è in grado di produrla.

2 2 Martedì 14 Aprile 2015 Corriere del Mezzogiorno Innovazione /1 Orizzonte Sud Tappa nella Sicilia orientale: c è Vulcanica Catania Nato da un idea del direttore del Corriere del Mezzogiorno Antonio Polito per raccontare il Sud che ce la fa, OrizzonteSud dopo le prime due uscite dedicate a Palermo e alla zona di Barletta, Andria e Trani, fa tappa a Catania. Protagonisti del viaggio gli attori positivi dei diversi settori produttivi, sociali e istituzionali. Il titolo di questo numero è «Vulcanica Catania» perché, come spiega Polito, «sono tanti i fermenti da mettere in rete: la città sta puntando su integrazione, innovazione e turismo, sa proporre i suoi prodotti eccellenti, dai vini ai gioielli, dà vita a esperienze nuove e premia con il successo l investimento imprenditoriale». La presentazione dell iniziativa al Teatro Sangiorgi con il sindaco Enzo Bianco, Antonio Perdichizzi, presidente dei giovani industriali di Catania, Fabio Scaccia, amministratore unico di Farmitalia, Maurizio Sedita, direttore Regione Sud di Vodafone. Visual «Flazio.com» è una piattaforma informatica per la creazione, con la massima facilità, di siti di nuova generazione. Ogni elemento della pagina viene creato visualmente, l utente aggiunge componenti, trascina e dimensiona senza dover mai mettere le mani sulla tastiera La Silicon Valley chiama, la web start up resta: «Qui possiamo farcela» Un premio l ha portato in California, ma il team di «Flazio.com» ha deciso di puntare sulla Sicilia Il motto «Se puoi immaginarlo, puoi crearlo», dicono i giovani del team nato a San Giovanni La Punta, Se puoi immaginarlo, puoi crearlo». È il motto di Flazio.com, site-builder nato dall idea di due fratelli di San Giovanni La Punta, in provincia di Catania, Elisa e Flavio Fazio, realtà imprenditoriale che vede coinvolto un team di dieci giovani talenti siciliani. Grazie alla loro piattaforma è possibile creare un sito web con un semplice clic, tra le ultime novità un app legata ai social network. Elisa, cos è Flazio.com? «Flazio.com è una potente piattaforma informatica per la creazione di siti di nuova generazione con la quale progettare il proprio sito web è facile come creare un nuovo account e non è richiesta alcuna conoscenza tecnica o approfondimento dei linguaggi di programmazione. Ogni elemento della pagina viene creato visualmente, l utente aggiunge componenti, trascina e dimensiona senza dover mai mettere le mani sulla tastiera. Flazio.com è dotato di una tecnologia di tipo Whatyouseeiswhatyouget». Com è nato? «Nasce da una web-agency tradizionale. All inizio le funzioni erano di base, ma in breve tempo siamo arrivati al Cms (Content management system) visuale. Grazie ai feedback degli stessi clienti il sistema è stato affinato ed oggi è una delle realtà più promettenti nell ambito delle startup italiane ad elevato valore d innovazione e tecnologia. Il Compstore è uno dei punti di forza di Flazio grazie al quale integrare al proprio sito collegamenti con Youtube, Facebook, Twitter e Skype diventa un gioco da ragazzi». La rivista Wired vi ha inserito tra le 20 startup italiane da tenere d occhio. «Il nostro successo è di certo il nostro pubblico che sin dall inizio ci segue e diffonde il nostro sistema. Abbiamo acquisito clienti persino in Oman. Oggi contiamo circa 130mila siti creati. La carta vincente è il team, composto da dieci fantastici giovani siciliani. E l offerta unica sul mercato del web che permette in pochi secondi di creare un sito anche a partire dalla propria pagina Facebook, da Google plus e Linkedin». Nella foto grande il team di Flazio.com, qui sopra i due fratelli che hanno creato la start up, Elisa e Flavio Fazio Eravate con un piede nella Silicon Valley, il cuore dell industria tecnologica americana, ma poi avete scelto di tornare a Catania. «Nel 2012 abbiamo vinto il Mind The Bridge Italy Tour a Catania, selezione del restigioso premio internazionale riservato alle startup tecnologiche che ha portato Flazio in California. Mentre eravamo impegnati a incrementare il nostro networking in Usa, Flazio ha trovato una prima risposta da investitori locali catanesi e dalla provincia di Catania tramite il Fondo Ingenium che ci hanno Nel «mirino» La rivista Wired ha inserito Flazio.com tra le 20 startup italiane da tenere d occhio permesso di iniziare la nuova fase di sviluppo del progetto, mantenendone base e cuore nella città in cui è stato ideato e creato». L innovazione può partire dunque anche dall Italia e dalla Sicilia. «Siamo noi il futuro di questo Paese e se restiamo in Italia è perché il team è nato qui e perché crediamo fortemente che anche grazie al nostro contributo qualcosa può cambiare». Valeria Catalano Gli scarti della spremitura di arance? Ora si possono indossare Ambiente, innovazione e moda: «Orange fiber» crea tessuti (anche) dagli agrumi Arance e Sicilia sono un binomio indissolubile nell immaginario collettivo, che oggi grazie all idea di due giovani siciliane tende a irrobustirsi. Dopo essere stati utilizzati nella cosmesi, ora i frutti si possono addirittura indossare, almeno in parte. L idea è venuta ad Adriana Santanocito nel 2011 frequentando l Istituto Afol Moda a Miliano, specializzandosi sui temi del tessile e in particolare sui materiali innovativi. Qui scoprì che in Sicilia, lo smaltimento dei sottoprodotti dell industria agrumicola ovvero tutto quello che resta dopo la spremitura ammonta a circa un milione di tonnellate all anno. Tanto bastava per dare la spinta ad Adriana, che insieme ad Enrica Arena ha dato vita ad Orange Fiber dopo aver ottenuto il parere positivo da uno studio di fattibilità effettuato dal Politecnico di Milano. Orange Fiber nasce ufficialmente nel 2014 e nel settembre dello stesso anno viene presentato in anteprima mondiale il primo tessuto da agrumi, composto da acetato, da arance e seta in due varianti: raso tinta unita e pizzo. Nato nel 2014 Il primo tessuto realizzato è composto da acetato, arance e seta Sopra un tessuto Orange Fiber, a sinistra Adriana Santonocito ed Enrica Arena «Per noi di Orange Fiber innovare significa partire da ciò che più ci sta a cuore, la moda Made in Italy e l ambiente. Crediamo che l innovazione nel settore moda debba avere la tradizione come fonte d ispirazione e un innovazione sostenibile come obiettivo per il futuro, per rispondere alle nuove esigenze del mercato e dei consumatori, sempre più consapevoli e attenti alla qualità e alla tutela della salute. Di qui il nostro prodotto, il primo tessuto sostenibile e vitaminico creato a partire dai sottoprodotti dell industria agrumicola». Per molti giovani è difficile trovare un futuro nella propria terra e nel proprio Paese, ma Adriana ed Enrica sono partite da un punto di vista diverso: «Abbiamo sempre creduto nelle potenzialità e nelle immense risorse del nostro territorio, e partire proprio dalla Sicilia è stato naturale. Le difficoltà economiche e gli ostacoli burocratici sono una realtà con la quale noi giovani italiani dobbiamo convivere nostro malgrado quotidianamente, ma crediamo fermamente che ciò non debba inibire il fermento delle idee, i sogni e la voglia di realizzare i propri bisogni». La mission è coniugare innovazione e rispetto per l ambiente,partendo dall idea che quest ultimo non sia affatto, come spesso viene considerato, un costo per le aziende, ma piuttosto un opportunità. Vincenzo Barbagallo

3 Corriere del Mezzogiorno Martedì 14 Aprile 2015 Innovazione /2 Con le aziende Nel 2016 i Confidi siciliani spengono 70 candeline Farmaci dai laboratori catanesi all Uzbekistan L innovativa produzione di Farmitalia, marchio portato in Sicilia alcuni anni fa, punta sull export Nel 2016 cadrà il settantesimo anniversario dalla creazione dei Confidi, i consorzi fidi o cooperative di garanzia che si occupano di rendere più agevole il conseguimento di finanziamenti delle aziende dell industria, del commercio, dell artigianato e dell agricoltura che, avvalendosi di quest associazione, incrementano la loro forza contrattuale nei confronti del sistema bancario, della gestione dell area legale e fiscale. Confidi di Sicilia è un consorzio di garanzia collettiva e mutua 3 solidarietà che svolge il ruolo di propulsore nell attività di prestazione di garanzie e sviluppo dell isola. Al suo interno non solo aziende del terzo settore, ma anche realtà innovative come le aziende del settore green o le piccole start-up rappresentanti l high tech siciliano che, raccogliendo l eredità dell Etna Valley, si stanno diffondendo nella provincia. Confidi di Siclia nasce dalla fusione tra Confidi Catania, del Mediterraneo e successivamente di tutti quelli di estrazione Confindustriale. (D. O.) ci sparsi per tutto il territorio nazionale che promuovono i prodotti, mentre nella base strategica di Piano Tavola, ai piedi dell Etna, lavorano oltre 150 dipendenti. Farmitalia dialoga e collabora su tutto il territorio nazionale con i più importanti centri di ricerca come l Università di Trieste, il policlinico Gemelli di Roma, la Mangiagalli e il San Raffaele di Milano, il CNR, l Istituto In crescita Sei anni fa il fatturato del gruppo Famitalia si attestava intorno gli 11 milioni di euro. Oggi l ultimo dato è di un fatturato di oltre 30 milioni Alle pendici dell Etna sorge un impianto industriale di nuova costruzione. Li si producono farmaci e dispositivi medici che sono un esempio per la farmaceutica italiana. Si tratta del gruppo Farmitalia, guidato dall amministratore delegato Fabio Scaccia. Farmitalia è uno storico brand della farmaceutica italiana fin dai tempi della Carlo Erba. Il marchio per un lungo periodo è stato congelato da diverse multinazionali che in passato lo hanno acquisito. A portarlo in Sicilia però è stato Fabio Scaccia, ex informatore del farmaco: «Qualche anno fa ho saputo che era in vendita» racconta Scaccia. Di qui la decisione di acquisire il nome e di utilizzare il marchio per tutte le produzioni dell impresa catanese. Farmitalia è diventata leader in Italia per numero di prodotti che trattano il dolore cronico pelvico vaginale, e sta conquistando nuove fette di mercato internazionale. Da poco è stato siglato un importantissimo accordo che vale milioni di euro per la commercializzazione dei prodotti che saranno esportati in Russia, Kazakistan, Uzbekistan, Azerbaijan, Turkmenistan, Georgia, Moldova, Ucraina, Armenia, Tajikistan e Bielorussia, attraverso la collaborazione con il gruppo Delta Medical Promotions. Un altro importante passo è rivolto verso il mercato spagnolo dove a breve arriverà l azienda catanese. Il segreto di questo successo per Scaccia sta nella capacità di innovare. «In questi anni abbiamo costruito un sistema tra farmaci maturi che danno ottime garanzie di risultato e farmaci innovativi». Una strategia quasi inedita al Sud, che ha permesso al gruppo guidato da Scaccia di crescere a ritmi incalzanti e controtendenza. Sei anni fa il fatturato del gruppo si attestava intorno gli 11 milioni di euro. Oggi l ultimo dato è di un fatturato di oltre 30 milioni di euro. Il team è composto da 115 informatori medico-scientifi- A destra, nella foto centrale, la sede catanese di Piano di Tavola, alle pendici dell Etna. In basso l amministrator te delegato di Farmitalia, Fabio Scaccia Numeri Il gruppo ha 115 informatori medicoscientifici in Italia e 150 dipendenti a Catania di Fisica Nucleare e il Consorzio Catania Ricerche, di cui Farmitalia è l unico socio privato. Non mancano partner importanti anche all estero, come per esempio il gruppo tedesco Helm, con il quale l azienda ha sviluppato una pillola anticoncezionale che in Italia non era ancora stata registrata. «Fare innovazione in Sicilia», dice Scaccia, «non è difficile, il nostro è un centro all avanguardia, abbiamo sempre dato grande spazio ad idee e prodotti. Catania, poi, sotto il punto di vista farmaceutico ha una grande storia, anche se la burocrazia ci fa partire con un gap che noi superiamo con il nostro immenso capitale umano». Vi. Ba. cambiamento D De essi ig gnn S Si iccu ur reez zz

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5 Corriere del Mezzogiorno Martedì 14 Aprile Città e sviluppo Un po per uno Piccole donazioni per finanziare progetti locali ACatania nasce Laboriusa, una piattaforma sociale di crowdfunding al servizio del territorio per seminare progetti e raccogliere partecipazione. Gli utenti, infatti, potranno finanziare progetti locali attraverso piccole donazioni: un idea appena nata che vuole viralizzare valori, buone prassi e innovazione sociale. Tra i progetti da sostenere spiccano la messa in scena di uno spettacolo teatrale che vedrà coinvolti alcuni attori affetti dalla Sindrome di Down; un home restaurant interetnico che vedrà protagonisti migranti residenti a Catania, fuggiti dalla guerra e dalla povertà e approdati in Italia sui barconi della morte. Infine spazio anche ad un progetto di educazione alla legalità che si caratterizza come un percorso d inclusione sociale e accompagnamento dei ragazzi provenienti dal circuito penale minorile con la pratica della navigazione a vela che può diventare un opportunità di crescita personale. (Fa.Gi). Voglio essere un sindaco metropolitano Enzo Bianco parla di una città «accogliente» che cambia volto aprendosi ai turisti, boccia l autonomia speciale siciliana e dice: «Abbiamo bisogno subito della riforma delle province» La scheda Vincenzo Bianco è nato ad Aidone, in provincia di Enna, il 24 febbraio 1951 Avvocato, è stato deputato regionale e nazionale e ministro dell Interno. È di nuovo sindaco di Catania dall 11 giugno 2013 Incarichi Enzo Bianco è presidente del Consiglio nazionale dell Anci e capo delegazione Comitato delle Regioni al Parlamento europeo Bruxelles. «Tante delle scelte che incidono sui comuni si fanno a Roma e a Bruxelles», dice il sindaco, «dai fondi europei, alle grandi opere infrastrutturali, fino alle questioni finanziarie. Il mio ruolo in Anci e al Comitato delle Regioni sarà di anche aiuto alla città». sa che cosa sogno? Di essere il sindaco di una città in una regione a «Lei statuto ordinario. L uso che la Sicilia ha fatto della sua autonomia speciale, negli ultimi vent anni, è tuttora uno dei maggiori fattori di debolezza per lo sviluppo. Un esempio su tutti? L impasse in cui si trova il progetto di riforma delle province, partito invece in tante altre regioni. Catania è la più grande tra le città italiane non capoluogo di regione, tra comune e hinterland abbiamo più di 700mila abitanti, secondo i parametri della legge Delrio siamo la settima città metropolitana del Paese, con un milione e 200 mila abitanti: abbiamo un assoluto bisogno di governare il territorio con gli strumenti della città metropolitana» Enzo Bianco è tornato alla guida di Palazzo degli Elefanti nel giugno 2013, dopo una prima (breve) esperienza da sindaco nell 88 e poi quella da protagonista, sempre nelle vesti di primo cittadino, della primavera catanese del 93, prima di diventare ministro dell Interno. Da allora i tempi sono molto cambiati. Le difficoltà, ammette Bianco, sono tante, perché «due anni fa ho ereditato un piano di pre-dissesto con tagli radicali e imposte al massimo», ma anche perché «Catania, caratterizzata in passato da una forte vocazione commerciale privatistica, è stata penalizzata dalla crisi molto più di città come Palermo, dove l 80% delle famiglie a fine mese prende lo stipendio dalla Regione». Nonostante tutto, però, lui si mostra ottimista ed entusiasta, parla di ostacoli superabili «facendo squadra» e con un po di «fantasia». Fantasia e amministrazione? Non è un binomio un po rischioso? Va a finire che si immagina lo sviluppo, piuttosto che realizzarlo davvero. «No, il concetto è quello di costruire reti per facilitare processi di crescita. Ma il prodotto è molto concreto, tutt altro. Occorre utilizzare le risorse non Il sindaco di Catania, Enzo Bianco. Sotto, visitatori alla mostra di Picasso ospitata a Castello Ursino fino al 28 giugno ordinarie dei fondi europei ad esempio, sfruttare le straordinarie bellezze che abbiamo nel nostro territorio e le tante energie pubbliche e private spesso demotivate». Ci faccia un esempio di strategia «fantasiosa». «Un anno fa ci siamo inventati il Distretto Sud-Est, che l ex presidente Napolitano ha definito una pratica innovativa da prendere ad esempio. Sostanzialmente i comuni di Catania, Ragusa e Siracusa, le tre province e le camere di commercio di Periferie A Librino da settembre funzioneranno due istituti superiori omnicomprensivi Turismo Catania nel 2014 è entrata per la prima volta nella top 20 delle città più visitate d Italia queste realtà omogenee, insieme a Taormina e Piazza Armerina, si sono messe in rete, senza sovrastrutture né spese, utilizzando le risorse umane già presenti, per diventare un unico soggetto, con maggiore forza». Sono già maturati i frutti di questo accordo? «Presto presenteremo all Unione Europea un progetto per il finanziamento di una nuova pista nello scalo di Fontanarossa, che servirà per gli aerei a pieno carico, e poi faremo progetti per altre infrastrutture dell area orientale. Abbiamo già presentato un progetto in comune, Cultura in movimento, che ha ricevuto i complimenti del governo. Ma fare squadra è anche il Cunes, che mette insieme i siti Unesco della Sicilia, attualmente sei, su un territorio che interessa oltre 40 comuni. All Expo, nel Padiglione Sicilia, il Cunes avrà uno spazio ad hoc». Dall Europa alla città. Si punta sul centro o sulle periferie? «La mia scommessa sono i quartieri periferici. Pensi che a Librino, finora non c erano scuole superiori, e la percentuale di evasione scolastica dai 14 anni in su era altissima: abbiamo superato enormi resistenze, e finalmente, da settembre, in due strutture scolastiche già esistenti partiranno due istituti omnicomprensivi, uno a indirizzo enogastronomico e l altro artistico. Oggi gli adolescenti di Librino inseriti nel circuito scolastico sono 1500, contiamo di portarli a 7mila in tre anni». Cresce ancora l Etna Valley? «Assolutamente sì. Ho speso molte energie per evitare che andasse via la italo francese Stm Microelectronis, che ha 4mila dipendenti nella sede etnea e altrettanti lavoratori nell indotto: il management ha confermato nei mesi scorsi un importante investimento. Nel settore dell innovazione e della tecnologia nonostante la crisi, la nostra Seattle conta ancora molte realtà competitive». La crisi però, in città, ha fatto chiudere aziende e negozi: Catania ha perso la sua storica vocazione imprenditoriale? «Di certo il commercio si è fortemente ridimensionato, a causa della crisi complessiva certo, ma anche di assurde scelte politiche degli anni scorsi, che hanno fatto proliferare i centri commerciali attorno a Catania. Oggi la città sta un po cambiando volto, puntando ad essere più accogliente, a spostare l impresa sul fronte turistico. E i dati ci danno ragione. Nel 2014 è entrata per la prima volta nella top 20 delle città più visitate d Italia, durante l ultima Pasqua Fontanarossa è stato lo scalo che, in Italia, ha attratto il maggior numero di passeggeri e la mostra di Picasso ha fatto il pieno. Ma accoglienza è anche integrazione: siamo orgogliosi della nostra moschea, la più grande e frequentata del Sud. Insomma Catania ha tutte le carte in regola per tornare ad essere una grande città europea, una capitale del Mediterraneo». Chiara Marasca L aeroporto spicca il volo: in due anni il 30% in più di stranieri Mancini (Sac): «Abbiamo quasi la metà di operatori low cost, ogni utente sceglie il suo budget» Flussi Nel corso dell ultimo anno lo scalo etneo ha registrato un aumento del 14,5 % per cento dei passeggeri, giunta a quota di Catania è finalmente pronto a spiccare il volo, affermandosi come L aeroporto scalo internazionale di riferimento nel Mediterraneo. «Abbiamo registrato un aumento del 14,5% di passeggeri nel corso dell ultimo anno. Una crescita notevole spiega l amministratore della Sac Gaetano Mancini - ma vorrei sottolineare che il dato veramente significativo è legato alla quota di passeggeri stranieri, passata dal 20 al 30% in due anni. Risultato che conferma la vocazione internazionale dell aeroporto di Catania. Si parla quasi di un milione di utenti in più. Mentre il mercato italiano è in recessione, la capacità di attrarre turisti stranieri sul territorio è un valore aggiunto per uno scalo aeroportuale importante come quello etneo, poiché si tratta di persone mediamente disposte a spendere di più». «Abbiamo fatto delle scelte specifiche di politica commerciale per arrivare a questo risultato», spiega Mancini, «ad esempio incentivando le rotte internazionali invece delle destinazioni interne, sempre nell equilibrio del bilancio, poiché è chiaro che ogni tratta genera un proprio ritorno economico più o meno notevole. Non sottovalutiamo nessun fattore per arrivare a risultati Viaggiatori all aeroporto di Fontanarossa sempre migliori». Dopo una fase di gestazione durata a lungo, si è rafforzata negli ultimi anni la presenza delle compagnie low cost. Chi sceglie oggi di partire dall aeroporto di Catania sa di poter andare sul sicuro, risparmiando anche cifre importanti. «L aeroporto di Catania è molto equilibrato da questo punto di vista, poiché sostanzialmente noi abbiamo quasi la metà di operatori low cost, e questo permette ai nostri utenti di effettuare scelte calibrate secondo il proprio budget», aggiunge il presidente Sac. Migliorati anche i servizi infrastrutturali ed i collegamenti con la città. Un esempio per tutti l alibus, la navetta urbana che fa la spola tra il centro e Fontanarossa. «Recentemente abbiamo stipulato un protocollo con l autorità portuale. Manteniamo un rapporto stabile con il comune di Catania, che è sempre molto collaborativo. Inoltre stiamo cercando di costruire un progetto comune con tutti gli operatori turistici. Un primo esperimento conclude Mancini -è stato già messo in atto con Sicilia d inverno che ha dato dei risultati incoraggianti grazie ad una partnership con vettori aerei, aziende del territorio, istituzioni e tour operator». Andrea Di Grazia

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7 Corriere del Mezzogiorno Martedì 14 Aprile 2015 Catania green La ciclofficina nell ex quartiere a luci rosse A San Berillo tre anni fa la scommessa (vinta) di un gruppo ciclisti urbani della prima ora Pionieri San Berillo era frequentato prevalentemen te da prostitute e clienti: oggi in molti hanno deciso di scommettere sul proprio futuro aprendo un attività commerciale in questa zona della città I ragazzi dell officina «Zeronove» sono stati tra i primi Passione due ruote: tra piste e web, la bici diventa un must Dalla terra alla «rete» Etna Quality, lo show room virtuale del sito della Camera di Commercio Eccellenze locali in rete. È Etna Quality, lo show room virtuale della provincia di Catania realizzato dalla Camera di Commercio e ospitato nel suo sito istituzionale. Dall agroalimentare all artigianato, presenta tutti quei prodotti che con la globalizzazione e la massificazione vengono compressi e, a volte, persino dimenticati fino a sparire dal mercato e dalla memoria. Sapori gusti e profumi, Nelle foto a destra la «Officina Zeronove» e, in basso, Davide De Rose, uno dei soci fondatori del progetto imprenditoriale ma anche colori, forme e ospitalità. Per ciascun prodotto sono indicati i contatti, resi disponibili dagli espositori per eventuali rapporti diretti. Dai vini letterari di Al-Cantàra con un packaging ispirato al poeta belpassese Nino Martoglio; ad Oranfrizer, punto di riferimento nel mercato degli agrumi e dei succhi in Italia, fino a Nuovoart, azienda leader nella lavorazione del basalto lavico. 7 In crescita Oltre all officina i ragazzi di Zeronove hanno aperto anche un bar e un negozio poche ragioni fino a qualche tempo fa per addentrarsi tra i vicoli C erano di San Berillo. Storico quartiere a luci rosse di Catania, santuario delle vecchie case d appuntamento frequentato da un eterogeneo amalgama di prostitute, stranieri in affari e pochi artigiani sopravvissuti allo spopolamento del secolo scorso. Sono diversi coloro che oggi hanno deciso di scommettere sul proprio futuro aprendo un attività commerciale in questa zona della città. Tra i pionieri ci sono i ragazzi dell Officina Zeronove di via Pistone: Davide De Rose, Federico Amore, Pasquale Parafati, Marco Campisano. Ciclisti urbani della prima ora, avevano già «riscoperto» la bicicletta quando ancora in città i temerari che osavano sfidare il traffico si potevano contare sulle dita di una mano. Oggi continuano a fare quello che in fondo hanno sempre fatto, riuscendo a vivere della loro passione. Tant è che la loro bottega si è già ingrandita con un reparto officina, un bar ed un negozio in via Umberto. «Abbiamo aperto ufficialmente nel 2011 la ciclofficina di via Opificio», racconta Davide, «iniziando con una bottega non molto grande in cui oltre alla stanza delle riparazioni era presente anche un piccolo bar. Noi 4 soci fondatori dell associazione culturale Zeronove avevamo già un background abbastanza ampio, essendo tutti appassionati ciclisti con una concezione tipicamente urbana della bicicletta, che secondo noi deve essere prima di tutto un mezzo di trasporto vero e proprio con il quale occuparsi delle faccende quotidiane. Ad un certo punto, dopo aver avviato con successo una piccola officina popolare nel vecchio centro sociale Experia, abbiamo deciso di provare a fare sul serio, lasciando le nostre attività lavorative per dedicarci a questo progetto», conclude. Perché San Berillo? Quasi per caso, spiegano i ragazzi, senza nessuna velleità di contribuirne alla salvezza, sebbene la ciclofficina stia abituando i suoi clienti a frequentare questa zona, superando l iniziale scetticismo. «Oggi possiamo dire che via Pistone è una zona come un altra, almeno per noi», aggiunge Davide. E ora che le due ruote in città sono di gran moda, per loro, che ci credevano già da tempo, ci sono ottime prospettive. «Avvicinarsi al mondo della bicicletta è innanzitutto una scelta culturale. Qui cerchiamo di offrire dei servizi a tutti coloro che possono averne bisogno, dando anche consigli pratici ed incentivando anche l acquisto dell usato, accessibile a tutte le tasche». Andrea Di Grazia Il «Lungomare liberato» di Catania: stop alle auto e via libera ai ciclisti A Catania c è un attivismo unico ci confessa A t t i l i o P a vo n e d i #Salvaiciclisti che in tutti questi anni è stato in prima linea per trasformare la sua città in un territorio sempre più aperto alla mobilità sostenibile. Sono stati fatti alcuni passi avanti, anche se ancora ci sarebbe molto da fare: concretamente alcune vie del centro storico, da Via Etnea a Via Umberto passando da Corso Italia, sono state aperte ai ciclisti consentendo loro l utilizzo delle corsie degli autobus, in base ad un ordinanza comunale del Due, invece, le piste ciclabili più importanti: in zona Plaia e in Via Di Prima. Oggi la bici è considerata come un mezzo per andare a lavoro, è diventato quasi uno status symbol, un fatto culturale: prima, invece, non era affatto così ha aggiunto. Altra conquista è stato il Lungomare liberato : l amministrazione comunale, infatti, chiude al traffico, la prima domenica di ogni mese, la zona del Lungomare, nonostante l ostruzionismo iniziale di alcuni commercianti. Abbiamo raccolto le firme di oltre 1200 cittadini catanesi e abbiamo presentato l iniziativa al Comune ha dichiarato, entusiasta, Danilo Pulvirenti, promotore del Lungomare Liberato. Così sono riusciti a risvegliare gli animi delle famiglie, dei più giovani e dei bambini, al punto che persino i magistrati hanno iniziato a girare in città con la bici. E i commercianti? E un opportunità anche per loro, il Lungomare Liberato costituisce una valida alternativa al centro commerciale. Perché, quindi, preferire un mezzo alternativo alla (classica) automobile? Per risparmiare tempo e per abbattere i costi del carburante. In bici si possono fare anche 10 km ha concluso Danilo Pulvirenti. Fa. Gi.

8 8 Martedì 14 Aprile 2015 Corriere del Mezzogiorno Note & Cultura «No mafia» Il progetto di un museo tra archivio e mostre Perché identificare la Sicilia sempre e soltanto con la mafia? Non esistono talenti o produzioni locali che hanno fatto a meno dell appoggio della criminalità organizzata? Questa è l idea di Rosangela Arcidiacono che, da anni, porta avanti il suo progetto, l International No Mafia Museum: vuole dimostrare, di fatto, che la Catania bene è in grado, anche da sola, di pensare in grande, di creare spazi di arte e cultura e di offrire nuovi posti di lavoro. L idea della no mafia, però, non va confusa con l antimafia: è, piuttosto, un modo di vivere che non tiene conto della mafia, delle sue scorciatoie e dei suoi compromessi. Il progetto del No Mafia Museum prevede 7 sezioni: dall archivio multimediale alla storia della mafia e dell antimafia, dalle mostre temporanee all arte interattiva etc. Il sogno sarebbe quello di creare un vero e proprio centro turistico-culturale che sia economicamente autonomo (210 mila sono i visitatori stimati ogni anno tra turisti, studenti e cittadini italiani). (Fa. Gi). Consoli: «La mia Catania suona ancora» La cantantessa racconta: «Il fermento artistico degli anni 90 c è anche adesso, ma mancano i canali per far emergere i talenti underground: vincono solo il pop e il reality» L esordio Carmen Consoli inizia a soli 9 anni suonare la chitarra A 14 si esibisce con una cover band di rockblues, i Moon Dog s Party. E proprio durante un concerto viene notata da Francesco Virlinzi, produttore e titolare di un etichetta all epoca molto popolare a Catania, la Cyclope Records La Catania di Carmen Consoli? È col sole in faccia, e «la cromoterapia non è uno scherzo», dice. Bellezza, ospitalità, profondità e integrazione sono ciò che fanno di questa terra un posto speciale. «Non c è efficienza e raccolta di munnizza che tengano», scherza la cantantessa che ora è in giro per l Italia con il nuovo tour L abitudine di tornare, album che la riporta sul palco dopo cinque anni di assenza in cui, spiega, «ho vissuto semplicemente e ho osservato ciò che accadeva intorno a me». Ed è diventata mamma. Ma partiamo dalla musica. La scena musicale catanese degli anni 90 concorreva per vitalità con quella delle grandi città del Nord. Oggi esiste ancora quel tessuto underground? «Sì, credo ci sia lo stesso fermento. Ovviamente gli anni 90 erano più illuminati, c erano dei produttori che rischiavano su un certo tipo di musica, penso ad esempio a Francesco Virlinzi. Ricordo che nelle discoteche catanesi si ballavano i Sonic Youth e i Pixies, mentre nel resto d Italia imperversava la house music. Catania era famosa allora perché da lì venivano fuori delle realtà indie che trovavano spazio. Oggi non c è più la possibilità di emergere se non facendo pop e vincendo qualche reality. Credo che il fermento non manchi ma non ci sono più i canali per diffonderlo. Io ho una piccola etichetta, la Narciso record e cerco di fare del mio meglio, ma le condizioni ambientali sono cambiate». Ha scovato nuovi talenti? «Noi ci occupiamo di world music, musica popolare e per me sono tutti talenti. Oltre quest ambito, abbiamo prodotto l ultimo album di Luca Madonia, ex dei Denovo». Lorenzo Fragola, catanese, è esploso grazie alla vittoria ad XFactor. Carmen Consoli avrebbe partecipato ad un talent show? Nella foto grande Carmen Consoli, a destra suo figlio in sala di registrazione e, sotto, Franco Battiato A finestra Unni Turchi, Ebrei e Cristiani si stringeunu la manu/ Tannu si pinsava ca La diversità è ricchezza. «Sono verghiana» Non ho lasciato la città: per me vale l ideale dell ostrica, che più s allontana dal suo scoglio più perde vita «Oggi lo farei, ma non supererei le selezioni perché non ho il carattere. Ad esempio, ero molto brava a tennis ma non vincevo i tornei perché chiedevo scusa all avversario quando gli facevo punto. Sono cresciuta con dei genitori di sinistra e in famiglia la competizione era un concetto molto brutto. Questa cosa mi ha un po penalizzato». I migliori talenti musicali sfornati da Catania? «Franco Battiato, i Denovo, Mario Venuti, Luca Madonia e Paolo Buonvino. Alcuni di loro hanno influenzato la mia formazione musicale e umana. B a t t i a t o a d esempio, proviene da un paese in provincia di Catania, Riposto, e ha dimostrato che non bisogna piegarsi alle logiche del mercato ma fare piegare il mercato alle proprie logiche, ha sempre seguito il suo istinto, e questo è stato di grandissimo insegnamento. I Denovo fanno parte della scena catanese brillantissima degli anni 80, Paolo Buonvino è un grandissimo compositore, il nuovo Morricone». Siciliana doc e legatissima alla città tanto da decidere di continuare a viverci anche da grande e dopo il successo. «Vivo qui perché la mia città mi manca. Non ne posso fare a meno. Ho cercato di fare quella moderna che si affranca dalle radici terrone e invece sono come i personaggi di Verga. Per me vale l ideale dell ostrica, che più s allontana dal suo scoglio più perde vita. Sono un personaggio verghiano». Da poco ha avuto un bambino. Cosa vorrebbe che portasse con sé di questa terra? «Mi auguro che porti con sé il senso dell ospitalità, dello stare insieme, la capacità di essere generoso con gli altri. Si dice non tutto ciò che luccica in vetrina c è in bottega, forse nelle nostre terre le vetrine non sono così strutturate e bene assortite però se hai la pazienza di andare in bottega trovi la bellezza. Spero che mio figlio erediti questa idea della bellezza, che si trova in profondità». Un pensiero in siciliano per Orizzonte Sud? «Vi dedico le ultime strofe di un brano che ho scritto A finestra e che fa: Sugnu sempri alla finestra e viru a ranni civiltà ca ha statu/ unni Turchi, Ebrei e Cristiani si stringeunu la manu/ Tannu si pinsava ca La diversità è ricchezza. Le diversità arricchiscono e le nostre terre sono colme di quest attitudine». Valeria Catalano RIPRODUZIONE

9 Corriere del Mezzogiorno Martedì 14 Aprile Filiale di Catania

10 10 Martedì 14 Aprile 2015 Corriere del Mezzogiorno Giovani Ciak si gira Bianco e nero per lo spot Vodafone girato a Catania La rete 4G più estesa di Europa, in Italia ha mosso i primi passi proprio alle pendici del Vulcano. La Sicilia infatti è stata la prima regione d Italia in cui Vodafone ha adottato diverse innovazioni tecnologiche, come l adozione di apparati abilitanti al 4G già da diversi anni, peraltro meno ingombranti e con minori consumi energetici. Oggi sono oltre 120 i Comuni siciliani coperti dal 4G di Vodafone, 12 con il 4G+ (tecnologia mobile che consente velocità fino a 225Mbps) numeri che la compagnia di telecomunicazioni ha voluto celebrare in questi giorni con un nuovo spot di cui molti frame sono stati girati proprio a Catania. Si è trattato di una precisa scelta quella di non utilizzare attori o testimonial famosi, così come lo è stata la scelta del bianco e nero, un ritorno ad un linguaggio del passato per una comunicazione che vuole emozionare mettendo in risalto le storie delle persone e l importanza della rete nella loro quotidianità. Etna Comics, un vulcano di supereroi Crescita record per la kermesse sui fumetti Oltre 50mila i visitatori nel Tra gli ospiti di quest anno: Yildiray Çinar, Riyoko Ikeda e Angelo Stano Manifesto Il Manifesto di Etna Comics 2015 prende vita dalla matita di Don Alemanno. Il creatore di Jenus oltre a rendere tributo al folklocale, ha voluto omaggiare e fondere, fumetto americano, giapponese e italiano. L Uomo Ragno, Naruto e Tex, intramontabili icone della nona arte di tre continenti, prendono posto all interno di un piccolo capolavoro di creatività e fantasia Supereroi e cosplayer si danno appuntamento alle pendici del vulcano. Siamo ad Etna Comics, la fiera internazionale del fumetto e della cultura pop giunta alla sua quinta edizione. Uno degli eventi più attesi in provincia di Catania e non solo. I numeri lo confermano: oltre 50mila i visitatori nel 2014 e quest anno si punta ad innalzare ancora il trend. Del record di presenze dello scorso anno il direttore Antonio Mannino ha detto: «Ammetto che i dati hanno lasciato a bocca aperta anche il sottoscritto. Abbiamo puntato sin dall inizio a toccare certi numeri, ma sapevamo che per arrivare a determinati livelli avremmo dovuto lavorare duramente. Etna Comics è una grande famiglia e s impegna da anni per regalare a Catania una manifestazione completa e assolutamente unica per la nostra terra, siamo felici che la gente abbia capito ed apprezzato i nostri sforzi». Il Festival si svolgerà come ogni anno al Centro Fieristico Le Ciminiere, dal 30 maggio al 2 giugno. La manifestazione, insieme al Comicon di Napoli è il Festival di settore di maggior inter e s s e d e l S u d I t a l i a, e rappresenta da quattro anni un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di fumetti, cinema d animazione, gioco e videogioco, musica, collezionismo e cultura tradizionale giapponese. Nelle immagini alcuni cosplayers presenti al festival e l affluenza all edizione dello scorso anno Sin dalla sua prima edizione, Etna Comics è diventato l evento più visitato nella storia della struttura che lo ospita. «Quello di veder realizzata una convention sul fumetto era un desiderio che già da tempo animava gli appassionati etnei giovani e meno giovani», si legge sul sito del Festival, «richiesta che rimase latente fino alla decisione di puntarvi da parte della Medea, società leader nell organizzazione di eventi congressuali e culturali. Da qui ha avuto inizio un processo lavorativo attento e costante che nel 2011 ha portato alla realizzazione della prima edizione, nella quale Etna Comics si è imposta come una della più performanti manifestazioni d Italia con ben 25mila presenze». Il 2012 è stato l anno della conferma, portando le visite totali oltre il tetto delle 35mila La nuova edizione Il Festival 2015 sarà al Centro Fieristico Le Ciminiere, dal 30 maggio al 2 giugno persone. Nel giugno del 2013 e a seguire nel 2014 la consacrazione prima con 43mila visitatori e il record poi dei 50mila. Alla kermesse hanno partecipato anche appassionati provenienti da Spagna, Germania, Inghilterra, Austria, Francia e Malta. Tante le novità di quest anno. Tra i superospiti grande attesa per Yildiray Çinar, disegnatore dei primissimi numeri di Superior Iron Man. E ancora direttamente dal Giappone, un regalo per gli appassionati di manga e anime: Riyoko Ikeda, mamma di Lady Oscar, che sarà impe- gnata al Festival con la matita ma anche con una sorpresa musicale. Per la prima volta alla manifestazione sarà presente poi il fumettista pugliese Angelo Stano. La prima storia di Dylan Dog porta la sua firma e i visitatori di Etna Comics potranno ammirarla dal vivo. Non mancheranno infine i cosplayer, ragazze e ragazzi travestiti alla perfezione dai personaggi di cartoni animati, manga, film, videogame e giochi di ruolo. Dai robot giapponesi a Jack Sparrow. Alessandro Chetta Dalle lezioni online alle web serie: ecco il mondo di «Zammù tv» Nel laboratorio dell Università di Catania si formano aspiranti giornalisti, registi e videomaker Troppa teoria e poca pratica? Troppe parole e pochi fatti? Non è il caso dell Università di Catania che ha sviluppato un progetto ambizioso: si tratta di Zammù Multimedia, a sua volta costituita da Radio Zammù e la new entry Zammù Tv. La prima, fondata nel 2005 da Enrico Escher, Gianluca Reale e Luciano Granozzi, dopo essere approdata in Fm, si è ritagliata uno spazio importante nel settore radiofonico; la seconda, invece, è nata appena due anni fa grazie a fondi europei che hanno consentito all ateneo catanese di acquistare tutta l attrezzatura necessaria ad accendere i riflettori. In poco tempo sono stati creati 340 contributi video di cui numerosi format molto apprezzati sul web (oltre 300 mila le visualizzazioni su Youtube). Tra questi spiccano le lezioni online i cui fruitori non sono soltanto gli studenti catanesi ma anche tutti gli internauti In rete La tv ha creato 340 contributi video: oltre trecentomila le visualizzazioni su Youtube Nelle immagini la sala regia di «Zammù tv» e, sotto, Elena Calcagno e Alberto Incarbone, studenti che frequentano il laboratorio connessi alla rete da ogni parte del mondo. Luciano Granozzi e Alessandro De Filippo, entrambi nel comitato editoriale di Zammù, stanno già pensando ad un palinsesto sempre più variegato: si parla di un programma musicale e addirittura di una webserie (già in fase di scrittura). «La nostra è una web tv che orienta e intrattiene; vorremmo creare, inoltre, un format per dare spazio a band emergenti, con esibizioni live». Zammù è soprattutto un laboratorio dove possono formarsi i futuri operatori dell informazione e della comunicazione, dal montatore al giornal i s t a, d a l l o s p e a k e r a l cameraman. Un laboratorio che accoglie talenti, che li fa crescere in un percorso dove prevale sempre la «pratica protetta da un sistema di conoscenze consolidato», dunque una pratica che non ha alcuna intenzione di piegarsi alle logiche commerciali. Quale sarà il futuro di Zammù è difficile prevederlo: «La sfida è quella di rimanere attivi in questo continuo evolversi delle tecnologie«ha commentato Alessandro De Filippo. Zammù Tv, nello specifico, dispone di ampi studi, una regia, una sala montaggio e può contare sul supporto di professionisti che, quotidianamente, formano gli studenti: «Insegniamo loro come montare un video, li correggiamo affinché siano pronti ad affrontare il futuro e il mondo del lavoro» ha dichiarato Marco Di Mauro, grafico e montatore. Gli inviati, di fatto, vengono sguinzagliati e, con le telecamere dell ateneo, seguono eventi culturali, seminari, convegni e, inoltre, producono documentari di valorizzazione della ricerca. Erica Calcagno, ad esempio, dal 2006 negli studi di Zammù, sogna di lavorare per la Rai: «Al m o m e n to collaboro con un emittente televisiva locale, qui ho appreso come montare i miei servizi, come essere versatile in questo settore». Un mondo, quello dell informazione, che è cambiato velocemente e che adesso è sempre più alla ricerca di una figura unica, ovvero di un giornalista a 360. Alberto Incarbone, invece, arrivato appena 3 settimane fa a Zammù Tv, sembra avere le idee chiare e molta dimestichezza nel montaggio: «Ho deciso di fare questa esperienza per una crescita formativa, per essere competitivo non solo sul mercato ma prima di tutto con me stesso». Fabio Giuffrida

11 Corriere del Mezzogiorno Martedì 14 Aprile Nutraceutica La Soluzione al Servizio della Salute

12 12 Moda, new entry Orologi gioielli Una bottega storica nel cuore del salotto etneo Tris di creativi per pizzi barocchi e allure da fiaba Stili diversi, impronta comune: la tradizione siciliana che si rinnova nei modelli di Presti, Di Mari e Strano Le polis diventano vere e proprie città anche per via dei negozi storici che le caratterizzano, che arredano e abbelliscono il territorio urbano. La gioielleria Restivo in Corso Italia a Catania ne è un classico esempio. Capillarmente situati anche nelle migliori località turistiche della Sicilia, quali Ortigia a Siracusa, Taormina e nei prossimi mesi anche a Panarea, i negozi della famiglia Restivo, dal 1922 in poi, hanno sviluppato una vera e propria cultura per il gioiello e per l alta orologeria nelle sue espressioni Martedì 14 Aprile 2015 Corriere del Mezzogiorno più autentiche di design, materiali e creatività. Oltre ad accogliere i nomi più blasonati del lusso italiano e internazionale, l esposizione nel centro del salotto dello shopping etneo, dà la possibilità alla sua clientela di usufruire di un servizio on measure, assicurando un assistenza post-vendita, grazie alla presenza costante di un orologiaio specializzato all interno del negozio. Modernità di prodotti deluxe sempre all avanguardia in equilibrio con le tradizioni legate agli antichi mestieri. (Ve. Co.) Chi sono Salvo Presti «L artigianato va difeso con energia» Marco Strano «Schiacciati dal colosso della cinesizzazione» Claudio Di Mari «Investire sui giovani» Un filone sotterraneo da tempo scorre nel sottosuolo catanese; è un fiume lavico che esplode come un eruzione di creatività grazie al talento di tre giovani designer, Salvo Presti. Marco Strano e Claudio Di Mari. Nonostante abbiano stili differenti, tutti e tre creativi hanno saputo mantenere vivo l attributo made in Sicily. Salvo Presti, ad esempio, afferma di «attingere sempre a maestranze siciliane: dalle sarte alle ricamatrici, fino a modelle e fotografi». Anche lo stilista Marco Strano racconta che la sicilianità «è un modo di essere e sentire tutto quello che ci circonda». Il designer Claudio Di Mari dice di «esportare la Sicilia, attraverso i tagli e i materiali dei miei abiti». Votati a costruire abiti sartoriali, da giorno, da sera e da sposa, conquistano quotidianamente piccoli e grandi traguardi per costruire la loro brand identity, superando anche gli aspetti più difficili del proprio lavoro. A tal proposito, Presti svela che «la ricerca dell inedito, l esigenza di battere tutti sul tempo, l essere geniale e innovativo sono gli aspetti più complicati ma anche i più adrenalinici di questo lavoro». La sua prêt-à-couture mette in risalto sovrapposizioni e incrostazioni materiche che rendono completi pantaloni e long dresses dei veri gioielli di artigianato. Utilizza pizzi macramè dalle nuance cioccolato, arricchiti da dettagli di strass, cristalli e fiori in pelle, creando un mix&match con micro e macro reti, duchesse e tessuti scultorei illuminati dai bagliori dell oro. Anche per Marco Strano i frammenti di pizzo giocano un ruolo predominante e raccontano dell energia positiva che la ricamatrice trasmette a quel filo di cotone. I suoi abiti da sera e da sposa trasudano sartorialità e un allure senza tempo; s ispirano nella forma, alle colonne del tempio della Concordia di Agrigento e alle decorazioni barocche degli edifici catanesi. Claudio Di Mari, invece, permette ai suoi abiti da sposa total white di vivere una fiaba da cui trae il nome la sua ultima Nella foto a sinistra un abito di Salvo Presti, in alto a destra una creazione sposa di Claudio Di Mari, sotto un modello di Marco Strano collezione. Ricercate e principesche, le ampie gonne in tulle e i bustier sono arricchiti da lavorazioni in rafia, dal luccichio di cristalli e da pregiati ricami. Di Mari sostiene che «è indispensabile tenere in vita la sartoria siciliana, fonte d ispirazione per i più grandi stilisti di fama mondiale». Per Marco Strano «l aspetto legato alla promozione di questo settore in Sicilia è gestito purtroppo da Fatto «in casa» Presti: per me maestranze siciliane: dalle sarte alle ricamatrici, fino a modelle e fotografi chi ha poca dimestichezza con il fashion system». Secondo Presti «le istituzioni chiaramente potrebbero e dovrebbero fare molto di più. Dovremmo agevolare la nascita di un sentimento nuovo, di fiducia verso l artigianato; un bene che in Italia andrebbe curato, nutrito e difeso con maggiore energia». Ve. Co.

13 Corriere del Mezzogiorno Martedì 14 Aprile Moda, i big Borse tatuate Capoverde «Ink», quando lo stile è inciso col fuoco Capoverde è una linea di borse ed accessori realizzata in esclusiva per clienti selezionati, realtà affermate sul territorio siciliano in primis e, successivamente, in Calabria e nelle isole. L ambizioso obiettivo dell azienda è di favorire l affermazione del Made in Italy e del pronto moda rispetto alle grosse ordinazioni imposte dai grandi marchi e proponendo un prodotto esclusivo che favorisca lo sviluppo dell artigianato sicliano, realizzato con uno stile ed un estetica unici e originali: dopo il successo della linea «Ink», ispirata all arte del tatuaggio e caratterizzata dall incisione a fuoco o dalla pittura a mano delle varie borse, l anno prossimo sarà lanciata una nuova collezione realizzata in fibre di fico d India grazie ad un procedimento di creazione innovativo che permette di lavorare le pale del fico tagliate e essiccate. Al momento gli impiegati dell azienda si suddividono tra artigiani esperti e gruppi di apprendisti, animati dalla passione e dall ispirazione. (D. O.) Il museo Al Museum & fashion di Ferrera «si plasma, si pensa e si concretizzano concept; lo definirei la giusta casa per le mie cose», dice la stilista Ferrera, abiti per principesse arabe La carriera trentennale della stilista che si definisce un outsider del fashion: «Ho rieditato il know how della tradizione siciliana». E veste i reali degli Emirati «Ho investito nel patrimonio della mia Isola, nei suoi doni che ho interpretato attraverso i miei strumenti. Ho cercato di fissare nelle mie collezioni «frammenti di presente su trame di eternità». Sono amante della moda come concetto, come esperienza sintetica ed emozionale e mi definirei un outsider del fashion, poiché mi distacco dalle etichette di spazio e tempo che il fashion system di tendenza cerca di affibbiare. Il bello assoluto è atemporale e non può essere scalfito dalle logiche di mercato mordi e fuggi. Se hai stile ce l hai per tutta la vita». Da queste parole emergono i tratti peculiari di un personaggio ormai simbolo della Sicilia. Lei è la stilista catanese Marella Ferrera, una donna che dagli anni 90 ad oggi ha sempre lottato contro l omologazione, è la Sperimentatrice della Moda, madrina di una terra meravigliosa, ma ferita. «Attraverso il mio contributo artistico, mi sono ripromessa di presentare la Sicilia al mondo per ciò che di Tradizione e stile «I materiali del territorio dialogano con tessuti e preziosi senza essere snaturati» straordinario possiede: la sua bellezza è la sua forza». Non è facile editare in chiave fashion i luoghi comuni della Sicilia. Come ci è riuscita? «Trent anni fa ho iniziato ad usare materiali innovativi, quando si considerava la Sicilia a compartimenti stagni: ciò che era al mare rimaneva al mare, quello che riguardava l Etna doveva rimanere lì, come per Caltagirone, tanto che la tradizione dei ricami veniva relegata a lenzuola e tende, non di certo alla moda. Decisi allora di stravolgere la situazione avviando un progetto per rieditare tutto quello che era il know-how della grande tradizione siciliana. Così la pietra lavica, la terracotta e molti altri materiali recuperati dal territorio hanno dialogato con tessuti e preziosi macramè, rivisitando, senza mai snaturare la loro essenza». Un azienda solida come la sua in che modo guarda al futuro e come ha fronteggiato la crisi? «Il made in Italy è un muro che, seppur pieno di crepe, resta in piedi grazie a chi come noi ha creduto in progetti di collaborazione. Fare rete è fondamentale. Ed è ciò che ho fatto con il progetto That Sicily». Che rapporto ha con l estero? Come esporta i suoi capi verso i mercati internazionali? «Da anni gestisco i miei rapporti con l estero e soprattutto con gli Emirati Arabi, dove l haute couture è sempre molto amata. L alta moda segue dei meccanismi differenti dal prètà-porter e chi desidera un look Nella foto piccola Marella Ferrera a lavoro nel suo atelier. Sopra un suo modello di abito da sposa MF sa di poter avere unicità, alto livello sartoriale ed eleganza. Per questo motivo chi si affida a me è pronto, come fanno spesso le principesse arabe, a raggiungermi a Catania nel mio quartier generale». Che cosa dovrebbe fare Catania per i giovani designer? «La città dovrebbe aprire le porte all arte promuovendo iniziative, finanziando progetti e start up, ascoltando chi ha idee di rinnovamento e progresso». Si occuperà dell Hilton, come svilupperà l interior design di questo nuovo resort? «Il forte legame che ho con la mia terra è stato il motivo per cui sono stata scelta come direttore artistico dell hotel Hilton di Capomulini. La volontà di legarsi al territorio attraverso la ricerca del genius loci ha richiesto un lungo studio. Artigiani siciliani lavoreranno per creare le eccellenze, io invece porterò il tessile sulla pietra, sfogliando il libro della mia vita professionale a ritroso». Qual è il sogno che non ha ancora realizzato? «Il teatro mi ha vista cucire sogni sui palcoscenici di Palermo, Ravenna, Liege. Da sempre il costume è stata la mia passione: studiare l abito in movimento scolpito dalla luce è come vedere delle sculture aeree. Trasferire questo mondo al cinema è il mio più grande desiderio». Venera Coco DOLCE & GABBANA PRADA GUCCI ROBERTO CAVALLI DSQUARED MIU MIU FAUSTO PUGLISI VALENTINO FENDI UNGARO GIVENCHY BURBERRY SALVATORE FERRAGAMO ANTONIO MARRAS ANDREA INCONTRI BRIONI ETRO TOD'S FAY HOGAN CHURCH S OLO PECORA PHILIPP PLEIN CORNELIANI BOTTEGA VENETA TORY BURCH GRAN SASSO MONCLER DIESEL I'M ISOLA MARRAS POLO RALPH LAUREN ERMENEGILDO ZEGNA ARMANI JEANS ARMANI JUNIOR STONE ISLAND MANILA GRACE SIMONETTA UOMO - DONNA - ACCESSORI - JUNIOR Models: CASTDIVA Uova in mostra fino al 28 luglio Camilleri & Co per una «covata» d autore Fino al 28 Luglio - presso il Museum & Fashion di Catania sarà possibile visitare la Mostra «Uova d autore 2» con cinquanta uova di struzzo inedite raccolte, negli ultimi tre anni, dalla stilista Marella Ferrera che ha riunito intorno a sé protagonisti del mondo dell arte, della musica, del teatro, del cinema, del design e dell alta cucina. «L uovo come contenitore di vita, di esperienze, visioni, sogni e speranze» ha dichiarato la Ferrera. Tra le opere in mostra spiccano Di nuovo in onda di Salvo La Rosa, A.C di Andrea Camilleri, L Uovo del Drago di Pietrangelo Buttafuoco e Le Corde nel ventre del Poeta di Mario Incudine. All insolita covata hanno preso parte artisti come Leo Gullotta, Tuccio Musumeci e Guia Jelo; non mancano nemmeno le insolite creazioni di chef stellati e raffinati pasticcieri, da Pietro D Agostino a Corrado Assenza passando da Andrea Alì fino a Salvo Russo. Fa. Gi. Supplemento della testata Distribuito con il Corriere della Sera non vendibile separatamente Direttore responsabile: Antonio Polito Redattore capo centrale: Carmine Festa Editoriale del Mezzogiorno s.r.l. con socio unico, soggetta a direzione e coordinamento da parte della società RCS Mediagroup S.p.A. Presidente: Alessandro Bompieri Amministratore delegato: Domenico Errico Produzione, amministrazione e sede legale: Vico II S. Nicola alla Dogana, Napoli - Tel: Fax: Reg. Trib. 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14 14 Martedì 14 Aprile 2015 Corriere del Mezzogiorno Città accogliente Moda & gusto Shopping tour organizzati dai pionieri dell outlet Riscoperta del territorio, valorizzazione dei suoi prodotti tipici e acquisti: puntano a questo gli shopping tour organizzati da Riber Stock Family per far riscoprire il territorio di Nicosia e della provincia di Enna, spesso ingiustamente dimenticato da istituzioni e turisti. Un viaggio nell entroterra per riscoprire allevamenti di bufale, produzione di salumi, carni locali ed infine i dolci, gustando le ricette tipiche come la cotoletta all aceto e la caponata di melanzane. Merito dell impegno di una realtà tra le prime a nascere nella regione, quando l idea dell outlet era ancora sconosciuta in Sicilia: il gruppo ha sviluppato un esperienza ventennale nel campo dell alta moda e delle grandi firme per uomo, donna e bambino, affermandosi tra le attività più solide della provincia, dando lavoro a quasi quaranta dipendenti, la cui maggioranza è donna ed ha un età media bassa. (D. O.) Numeri Sono 170mila i migranti approdati in Italia nel Solo a Catania e provincia la comunità islamica è animata da 20 mila persone La moschea più grande del Sud All inaugurazione quasi la metà dei presenti era catanese. L imam: «Al nostro banco alimentare offriamo un pasto caldo a chiunque ne abbia bisogno» è una città accogliente, c è grande intesa tra «Catania la comunità islamica e la popolazione locale», dice Kheit Abdelhafid, presidente della comunità islamica di Sicilia e imam della moschea di Catania. Ha 46 anni, tre figli e una laurea in Economia e commercio: è in Italia dal 1993 e gestisce una macelleria specializzata nella vendita della carne halal, macellata secondo il rito islamico. È nel cuore di Catania, invece, che sorge la moschea più grande del Sud Italia (oltre 800 metri quadrati), arredata con grande cura: dai lampadari provenienti dall Egitto ai grandi tappeti della Turchia, dalle lavorazioni in legno egiziano alla riproposizione dei 99 nomi di Dio, dall aula destinata all insegnamento della lingua araba alla biblioteca. Al suo posto, prima, c era un vecchio cinema, poi ristrutturato grazie all autotassazione della comunità islamica, stanca di riunirsi in piccoli scantinati da 70 metri quadrati «senza uscite di sicurezza e in scarse condizioni igienico-sanitarie». Alla sua inaugurazione oltre la metà erano catanesi. La comunità islamica accoglie inoltre, quotidianamente, Fondi Al posto della moschea c era un vecchio cinema, ristrutturato con l auto-tassazione della comunità islamica tutti coloro che scappano dalla guerra e che approdano sulle nostre coste in cerca di pace. Tantissimi i profughi siriani che hanno ottenuto riparo presso la moschea, confida Kheit Abdelhafid: «Stiamo affrontando in questo modo l emergenza sbarchi in Sicilia, offriamo un pasto caldo e non abbiamo mai chiesto quale fosse il loro credo religioso. Qui convivono insieme cristiani e musulmani, senza alcun problema». Un episodio che ha particolarmente colpito l imam di Catania è stato il racconto di un profugo siriano che, durante uno sbarco, ha perso due figli e la moglie: «Come fa ad avere ancora tutta questa forza?» ha commentato. Dati alla mano, sono 170 mila i migranti approdati in Italia nel 2014 e, nei primi mesi del 2015, Fedeli in preghiera nella moschea A sinistra, in alto, la cerimonia di sepoltura di 17 migranti annegati al largo di Lampedusa sono già in 8 mila gli uomini e le donne arrivati, a bordo dei barconi della morte, sulle nostre coste. In moschea c è anche un banco alimentare per le famiglie bisognose: un servizio messo a disposizione per due distribuzioni mensili - anche ai cittadini catanesi che, avendo perso il lavoro o dovendo sostenere famiglie numerose, non riescono più a garantire un pasto ai propri figli. Oltre 400/500 persone, in totale, usufruiscono di quest aiuto presso la moschea di Piazza Cutelli. Solo a Catania e provincia la comunità islamica è animata da 20 mila persone ed è capitato più volte che un cittadino italiano abbia deciso, in piena libertà, di convertirsi all islamismo: «Trovano nella nostra religione la loro pace interiore». Un modello Sicilia che stona con quello propagandato da Le Pen in Francia e Salvini in Italia: «La popolazione locale ci ha accolto a braccia aperte. Abbiamo pure un doposcuola aperto a tutti, anche ai bambini del quartiere». Un isola felice che, secondo l imam, esiste solo in Sicilia: «In altre città i nostri fratelli soffrono; questa, invece, è sempre stata una terra di accoglienza, e la storia lo conferma». Di recente, nel cimitero di Catania, ha avuto luogo la cerimonia interreligiosa per onorare la sepoltura di 17 migranti annegati nel maggio 2014 al largo di Lampedusa: un «grande atto di civiltà e di sensibilità da parte della comunità locale». Fabio Giuffrida

15 Corriere del Mezzogiorno Martedì 14 Aprile Sicilia felix Arance amare Il nettare preparato con le rosse di Sicilia Non solo vigneti alle pendici dell Etna ma anche ettari di agrumeti, orgoglio dell antica tradizione contadina. Ed è qui che nasce Amara, il primo amaro preparato con le arance rosse di Sicilia. Nello specifico con il Tarocco Gallo e il Tarocco Nocellara. Si tratta di un idea di due amici, Giuseppe Librizzi e Edoardo Strano, un ingegnere e un imprenditore agricolo che hanno messo su l azienda Rossa. «Avevamo già l idea di produrre un amaro e tramite un amico di famiglia esperto di liquori e distillati, abbiamo ripreso un antica ricetta - spiegano - e, attraverso un indagine di mercato e i consigli degli esperti, abbiamo cercato di riadattarla nel migliore dei modi, così da avere un amaro piacevole, moderno e legato al territorio che produce la materia prima da cui nasce». Il prodotto è sbarcato anche all estero: in Belgio, Svizzera, Canada e Stati Uniti. L azienda si occupa anche di altri prodotti a marchio arancia rossa come la marmellata e il cioccolato. Tutto nasce alla fine degli anni 90 con il Pietramarina 99, un bianco sapido, minerale e molto complesso Vini dell Etna, magma da bere Quattordici anni fa le cantine sotto il vulcano si contavano sulle dita di una mano: oggi sono arrivate quasi a quota cento Il dato è uno: oggi sull Etna si fanno grandi vini. Non esiste in Italia un terroir con una crescita esponenziale pari all Etna, un territorio che sta vivendo un periodo di rinascita dopo anni di anonimato. Eppure, si tratta di una produzione di nicchia con appena 600 ettari vitati che rappresentano non più dell 1% del fatturato totale siciliano. Tutto nasce alla fine degli anni 90, quando Giuseppe Benanti, imprenditore farmaceutico con la passione del vino, insieme all enologo Salvo Foti, realizza un vino unico. Quel vino è il Pietramarina 99, un bianco sapido, minerale e straordinariamente complesso. Presentato per la prima volta alla Guida del Gambero Rosso nel 2003, dopo quattro lunghi anni di affinamento in bottiglia, riceve un verdetto unanime: i tre bicchieri. Da quel momento si accendono i riflettori su quest angolo di Sicilia, fino ad allora misconosciuto. Tornano i viticoltori locali, ma arrivano soprattutto tanti vignaioli stranieri affascinati dalla magia nera del vulcano. Nel Duemila le cantine sull Etna si contano sulle dita di una mano perché il grosso dell enologia siciliana In copertina Lo scorso ottobre Wine Spectator, la più importante rivista del settore, ha dedicato la prima pagina all Etna era concentrato dall altro lato dell isola. Dodici anni dopo, il numero delle cantine è arrivato a novanta. Non è un caso che oggi questo territorio sia seguito con attenzione dai maggiori esperti del settore. Lo scorso ottobre, Wine Spectator, la più importante rivista del settore, ha dedicato la prima pagina all Etna, un territorio dalle grandi potenzialità, mai banale, sempre in eruzione capace di regalare emozioni uniche e indimenticabili. «Oggi fare vino sull Etna significa proporre al consumatore un vino di classe che non si trova da nessun altra parte della Sicilia - ha spiegato Andrea Franchetti dell azienda Passopisciaro -. Qui si fanno grandi vini perché lo permettono soprattutto le condizioni pedoclimatiche». In questo fazzoletto di terra si concentrano le storie di chi ha scommesso sul vulcano. È il caso di Giuseppe Russo, che dopo la morte del padre Girolamo, davanti alla scelta se ven- Kermesse L ultima domenica di maggio c è la 23esima edizione di Cantine Aperte, produttori e vignaioli aprono le porte agli appassionati e addetti ai lavori. Nella notte di San Lorenzo tutti con il naso all insù per Calici sotto le stelle A fine settembre a Santa Venerina la 19esima edizione di EnoEtna Dal 24 al 26 ottobre spazio alla terza edizione di Taormina Gourmet dere i vigneti di famiglia o coltivare la passione per il pianoforte decide di puntare sul vino. Poi c è la storia di Francesco Tornatore, imprenditore siciliano da anni nel settore tecnologico della fibra ottica, con la passione per la terra in cui è nato. Un vigneto terrazzato a strapiombo sul vulcano a 700 metri sopra il livello del mare nel comune di Castiglione di Sicilia: novanta ettari, di cui 42 coltivati unicamente con vitigni autoctoni. Una produzione che già al primo anno è arrivata a 50 mila bottiglie, con l obiettivo di 250 mila bottiglie nel prossimo triennio. La famiglia Cambria, dell azienda Cottanera, da anni valorizza i terreni del versante nord dell Etna. E poi ci sono tanti piccoli produttori che hanno fatto dell Etna un eccellenza unica da esportare in tutto il mondo. Negli ultimi anni qui sono arrivati tutti i più importanti produttori: Tasca, Planeta, Cusmano, Firriato, Graci, Destro e tanti altri che hanno affiancato gli storici produttori come Cottanera, Russo, Cornelissen e Benanti. Oggi, l Etna è uno dei territori più trendy e remunerativi d Europa. Tutto questo ha portato a nuove sinergie imprenditoriali, ma il rischio è che se ne parli più di quanto se ne possa bere. E allora, il futuro dei vigneti di questa zona è puntare sulla qualità senza accettare facili compromessi garantendo che qui alle pendici dell Etna si possano ancora bere grandi vini. Roberto Chifari CRISI COMMERCIO, CONFESERCENTI CATANIA «RIRTIRE CON POLITICHE DI SUPPORTO A PMI E SISTEMA DI GARANZIE PUBBLICHE» INFORMAZIONE PUBBLICITARIA Dai dati Unioncamere sul saldo tra iscrizioni e cessazioni delle imprese a Catania e provincia arrivano segnali poco incoraggianti. Il Registro delle imprese delle Camere di Commercio inaugura il primo trimestre del 2015 con un saldo negativo di 419 unità. A pagare il prezzo più caro sono stati, ancora una volta, i commercianti. A riprova che anche nei primi mesi del 2015 la situazione del commercio è in forte affanno. «La relazione tra commercio e città rappresenta una delle linee portanti dello sviluppo urbano e ciò vale in particolar modo per il nostro paese, sia per motivi storici, sia culturali osserva il direttore di Confesercenti Catania, Salvo Politino Il commercio, inoltre, ha impatti decisivi sul piano sociale basti pensare a come il commercio di vicinato incarni tradizione e identità, valorizzando il territorio. Riteniamo che la nostra politica abbia sottovalutato questi aspetti e abbia ignorato lo stato di agonia che in cui si trovano le nostre imprese. Non è infatti solo la crisi economica la responsabile di questo disastro denuncia Politino sono diverse le cause all origine delle tante saracinesche abbassate. In primis l assenza di una politica a supporto delle piccole e medie imprese, poi l eccessiva pressione fiscale, il costo del lavoro e i canoni di locazione diventati proibitivi, l impatto negativo dei centri commerciali che hanno svuotato il centro storico e che con il sempre aperto non hanno aumentato né i consumi né l occupazione, ma solo messo sempre più in difficoltà i piccoli esercenti. Si sconta altresì un eccesso di concorrenza: da un lato, dell industria della contraffazione moda, che fa perdere al settore 12 miliardi l anno; dall altro, quella dei siti di saldi privati online e dei Factory Outlet, che sostanzialmente praticano promozioni tutto l anno». Tuttavia il trend negativo è comune anche ad altri settori: spiccano i bilanci infelici dell edilizia -129 (70 iscrizioni contro 199 cessazioni), dell industria -52 (44 iscrizioni contro 96 cessazioni), della ristorazione -66 (30 iscrizioni contro le 96 cessazioni), dei trasporti -40 (1 iscrizione contro le 41 cessazioni). La Confesercenti catanese in questi anni di lavoro ha saputo rappresentare un punto di riferimento per le imprese che con grande, enorme, difficoltà operano sul territorio etneo ed è divenuta un modello organizzativo che funziona, sia per le idee messe in campo, che per l attenzione rivolta ai propri associati. «Fiducia ricambiata e mai venuta meno, nonostante si sia lavorato in un momento storico molto difficile, con una crisi che non concede pause - ha affermato il direttore Salvo Politino - Il quadro odierno ci pone davanti ad una realtà molto amara. Dinnanzi all inarrestabile indebolimento del nostro tessuto commerciale abbiamo il dovere morale di intervenire e di farlo nel più breve tempo possibile. Onde evitare anche processi di degrado sociale. Ogni giorno in Italia chiudono i battenti mille imprese i nostri imprenditori fanno i miracoli per restare sul mercato, affrontando sacrifici immensi. Svendite e saracinesche abbassate, è questa la fotografia del nostro centro storico, ma così è tutta una città a spegnersi. Una buona idea per rilanciare il commercio in città potrebbe essere quella di promuovere i Distretti del Commercio, l iniziativa diretta a sostenere e a restituire vitalità, mediante erogazione di contributi finanziari, all economia del territorio. Si tratta di aree con caratteristiche omogenee per le quali soggetti pubblici e privati propongono interventi di gestione integrata nell interesse comune dello sviluppo economico, sociale e culturale del territorio di riferimento». Con l acuirsi della crisi economica, le PMI hanno visto un progressivo irrigidimento nelle relazioni con il sistema bancario, con una continua contrazione dell erogazione del credito. Negli ultimi tre anni il credito alle imprese è sceso dell 8,3%. I tassi reali pagati da una Pmi italiana sono attualmente superiori a quelli degli altri Paesi, più che doppi, ad esempio, rispetto alla Francia. Direttore di Confesercenti Catania, Salvo Politino. «A fine 2013, più del 60% delle Pmi italiane, secondo i dati Bce, ha registrato un aumento dei costi accessori del credito, un primato europeo di cui ovviamente c è poco da rallegrarsi. Tale consapevolezza ha proseguito Politino ha portato nel nostro Paese alla creazione di un vero e proprio sistema di garanzie pubbliche a favore di quelle imprese sane che, dato il periodo storico, si possono trovare in una momentanea condizione di difficoltà. Nel 2014 il Fondo Centrale di Garanzia ha rappresentato il principale strumento a sostegno del finanziamento delle PMI, garantendo, attraverso Banche e Confidi, prestiti per 22,1 miliardi e raggiungendo il livello record di domande accolte. Ciò ha trasmesso una boccata d ossigeno al tessuto produttivo. Anche il CoSviG, Consorzio e Sviluppo Garanzie, costituito da Confesercenti per favorire l accesso delle PMI al finanziamento bancario, attraverso la concessione di garanzie dirette rilasciate dal FCG, ha dato risultati ottimi con particolare riferimento a la Sicilia, dimostrando di essere un organismo valido e di successo. Con la passione e la dedizione che ci contraddistingue non ci stancheremo mai di chiedere alla classe politica interventi urgenti per favorire la tenuta delle aziende e al sistema bancario di tornare a garantire il credito alle micro e PMI. Esigiamo una politica giusta e ci impegneremo ancora e sempre di più per rimettere in moto un sistema che possa consentirci di ripartire nell interesse del Paese e di coloro che rappresentiamo».

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