ab Asset management research Marzo 2013 Risk Parity. La nuova generazione.

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1 ab Asset management research Marzo 2013 Risk Parity. La nuova generazione.

2 Soluzioni orientate ai risultati Obiettivo raggiunto I 31 anni di esperienza maturata da UBS Global Asset Management nella gestione dei fondi multiasset rappresentano una storia tra le più lunghe del settore. Siamo stati i primi a mettere a punto servizi che andassero oltre la gestione dei fondi, per offrire ai clienti soluzioni orientate ai risultati, qualunque fossero le loro esigenze. Il nostro team Global Investment Solutions annovera un ampia gamma di specialisti in investimenti e gestione del rischio con sedi dislocate su sette diversi fusi orari. Il team fa leva sulle risorse globali di UBS Global Asset Management affiancandole a competenze locali. I clienti hanno accesso a consulenze di investimento personalizzate e ad una gamma di fondi multi-asset ideati per rispondere alle più diverse esigenze. L offerta, in continua evoluzione, si adatta alle richieste sempre nuove degli investitori. Che l obiettivo sia quello di generare reddito in un contesto di bassi rendimenti, di stabilire un esposizione azionaria che incorpori una protezione strutturata al ribasso o di ottenere un pacchetto integrato per conseguire gli obiettivi di un fondo pensione, siamo in grado di offrire la soluzione più adatta. Global Investment Solutions: l offerta Soluzioni incentrate sul prodotto Strategie bilanciate globali e regionali Tutela del capitale Diversificazione del reddito Asset allocation, gestione attiva del rischio di cambio Prodotti tematici Soluzioni strutturate Soluzioni incentrate sulla consulenza Gestione del rischio dei fondi pensione Soluzioni multi-manager Consulenza sul rischio CIO in outsourcing Consulenza strategica di portafoglio Soluzioni per Family Office 2

3 Summary La Risk Parity rappresenta un concetto alternativo oggi ampiamente utilizzato rispetto al tradizionale approccio bilanciato all asset allocation. Il presente lavoro illustra il modus operandi e i vantaggi insiti nel concetto di Risk Parity. Lo studio misura le potenziali debolezze degli approcci Risk Parity tradizionali, concentrandosi sulla sensibilità ai tassi di interesse e sul controllo dei rischi. In particolare, saranno qui presentati due approcci Risk Parity di prossima generazione. Il primo è basato sulla gestione dei rischi durante le diverse fasi del ciclo macroeconomico, mentre il secondo estende il concetto di Risk Parity attraverso le asset class a quello di Risk Parity nel tempo. Questo studio suggerisce anche le domande chiave da porre quando si valuta una strategia Risk Parity, occupandosi dei fattori di rischio e delle asset class nelle finalità, la modellizzazione del rischio e le tecniche di misurazione insieme allo stile di gestione dello stesso. Contents Introduzione: il concetto di Risk Parity 4 I vantaggi della Risk Parity 5 Cos è la Risk Parity 5 Debolezze potenziali: gli approcci Risk Parity potrebbero 6 non adattarsi agli scenari di mercato che ci attendono. The next generation: La gestione dei rischi attraverso il ciclo economico 7 The next generation: La Risk Parity nel tempo 8 Domande chiave da porre nel valutare una strategia Risk Parity 10 L utilizzo della leva nelle strategie Risk Parity 11 Conclusioni 11 3

4 Introduzione: il concetto di Risk Parity La Risk Parity è ormai un concetto di dominio pubblico. Non più ramo oscuro dell investimento multi-asset, negli ultimi anni la Risk Parity ha visto frequenti lanci di nuovi fondi e un crescente interesse da parte degli investitori. Molti fondi Risk Parity offrono alti rendimenti con rischio contenuto, ciò rende semplice capire perché gli asset in gestione di questi fondi siano in forte crescita. Questo studio offre una definizione pragmatica di Risk Parity, analizzando le sue componenti per capirne il funzionamento in pratica, descrivendo poi due perfezionamenti del concetto di Risk Parity di prossima generazione. La Risk Parity è un alternativa al tradizionale approccio bilanciato, che investe, diciamo, un 60% in azioni e un 40% in obbligazioni. Mentre il profilo di rischio/rendimento può essere aggiustato nei due sensi in entrambi gli approcci, la prima distinzione chiave è che con l approccio Risk Parity si alloca il rischio, piuttosto che allocare il capitale o fornire pesi nominali alle diverse asset class. Questa distinzione può apparire complessa, tecnica e contraddittoria rispetto a ciò che l industria del risparmio gestito ha fatto in passato. Perché quindi cambiare prospettiva per allocare unità di rischio, anziché quantità di capitale? Semplicemente perché la Risk Parity riesce a allineare meglio la gestione del portafoglio con l orizzonte temporale di molti investitori, riducendo la potenziale variabilità dei rendimenti per quegli investitori preoccupati tanto del percorso da intraprendere i rendimenti a breve- quanto della meta da raggiungere. L approccio bilanciato tradizionale si è mostrato efficace su orizzonti temporali più ampi, quando le fluttuazioni di breve dei mercati tendono a smussarsi e i rendimenti degli investimenti in azioni diventano più evidenti. Su periodi contenuti, tuttavia, il potenziale al ribasso di un elevata esposizione in azioni può risultare significativo (Figura 1). Gli investitori che desiderino contenere tali incertezze, potranno trovare una valida alternativa nell approccio Risk Parity, che pone una maggior enfasi sulla distribuzione e gestione del rischio piuttosto che sul tentativo di predire i rendimenti. Figura 1: Rendimenti del mercato azionario annualizzati Orizzonte a 10 anni vs orizzonte a 1 anno Frequenza 70% 60% 50% 40% 30% 20% 10% 0% <-40% <-30% <-20% <-10% <0% <+10%<+20%<+30%<+40%>+50% Ritorno Annualizzato S&P 500 a 1 anno S&P 500 a 10 anni Fonte: UBS Global Asset Management, Bloomberg Posto che l investimento di 100 Dollari in azioni fornisce un maggior movimento potenziale nei due sensi (specialmente nel breve) rispetto allo stesso investimento in obbligazioni governative di alta qualità, un portafoglio bilanciato in termini nominali non produce un portafoglio bilanciato in termini di rischio. Per contro, un approccio Risk Parity cerca in modo specifico di bilanciare la potenziale esposizione al rialzo e al ribasso tra le diverse asset class. Per questo, gli approcci Risk Parity utilizzano le unità di rischio come la misura con cui implementare l asset allocation. La Figura 2 mostra che a parità di allocazioni nominali non corrispondono unità di rischio bilanciate. L investitore si ritroverebbe con lo stesso ammontare di dollari (100 in azioni e 100 in obbligazioni) in portafoglio, ma con un numero maggiore di unità di rischio generate dalla componente azionaria, rispetto a quella obbligazionaria (15 a 7). Figura 2: Unità di USD * Rischio = Rischio Totale Unità di USD Asset Class Volatilità Unità di rischio 100 Azioni 15% Obbligazioni 7% 7 Un portfolio manager utilizzando l approccio Risk Parity cercherebbe di bilanciare il portafoglio coerentemente con le unità di rischio, come mostrato in Figura 3. Figura 3: Unità di USD * Rischio = Rischio Totale Unità di USD Asset Class Volatilità Unità di rischio 67 Azioni 15% Obbligazioni 7% 10 Allocando 67 USD in azioni e 143 USD in obbligazioni si ottiene un egual ammontare di unità di rischio da ciascuna asset class. Ci si aspetta quindi da entrambe le asset class un egual contributo ai potenziali profitti e perdite in portafoglio. Mentre il nucleo teorico tra i diversi approcci Risk Parity è simile utilizzare il rischio come misura per allocare gli asset piuttosto che assegnare pesi nominali alle diverse asset class ci sono molti modi per implementarla. E opportuno comprendere come Risk Parity sia un nome fornito ad un ampia gamma di strategie multi-asset, che cercano di portare alla crescita del capitale con un numero contenuto di fluttuazioni in mercati volatili, raggiungendo quindi una maggiore soddisfazione da parte del cliente. Le modalità per raggiungere questo obiettivo possono variare considerevolmente, ma il principio chiave resta quello di allocare e diversificare il rischio nell asset allocation strategica tra le diverse fonti di rischio e non quello di fornire alle asset class ponderazioni in percentuale. Ciò contrasta con molti portafogli bilanciati tradizionali, dove il fattore di rischio dominante è tipicamente quello azionario. Mentre l ottimizzazione classica funziona egregiamente se è presente un basso margine di incertezza sui rendimenti attesi, i portafogli Risk Parity pongono la gestione del rischio e la diversificazione al primo posto e si fondano meno sulle previsioni dei rendimenti attesi. 4

5 I vantaggi della Risk Parity La forza degli approcci Risk Parity è triplice. Primo, aiuta il gestore a focalizzarsi su cosa determina il rischio negli investimenti. Il rischio è propriamente inteso come il potenziale di riduzione, così come quella di aumento, del capitale. Focalizzandosi su distinti fattori di rischio, è senz altro più difficile cadere nell illusione di essere diversificati in termini nominali, mentre il rischio maggiore viene, ad esempio, dalle quote azionarie. Secondo, disporre di fattori di rischio bilanciati può preparare il portafoglio ad affrontare meglio le incertezze del futuro. Gli approcci bilanciati tradizionali funzionano bene quando il rischio, le correlazioni e i rendimenti attesi possono essere stimati con precisione. Tuttavia, gli ultimi 15 anni hanno dimostrato come l imprevisto in tutte le direzioni deve essere atteso. La Risk Parity adotta un approccio meno ottimista sull abilità di prevedere i rendimenti e progetta il portafoglio fondandolo principalmente sui fattori di rischio e le loro correlazioni, piuttosto che sui rendimenti attesi. Ciò può portare a portafogli più stabili, specialmente a fronte di eventi inaspettati, quando i rendimenti effettivi si discostano da quelli storici. Terzo, il focus attento e preciso sulla gestione del rischio, nel quadro complessivo di portafoglio, è ancor più importante nel caso in cui gli investitori individuali stiano concentrando le proprie attenzioni sulla salvaguardia del capitale e gli investitori istituzionali siano limitati da budget di rischio inferiori e da una minor capacità di neutralizzare le perdite di capitale. Gli approcci tradizionali funzionano bene su periodi di tempo più lunghi, quando si ha uno smussamento delle variazioni dei rendimenti, mentre gli investitori che si concentrano su orizzonti temporali più brevi troveranno negli approcci Risk Parity una miglior alternativa. Confrontando i rendimenti di un portafoglio tradizionale ( 60/40 Tradizionale ), con un portafoglio di Risk Parity Classica su un periodo di tempo che, partendo dal 1926, si estende per 86 anni, si osservano i benefici potenziali di un approccio Risk Parity (Figura 4). Figura 4: Simulazione: 60/40 Tradizionale rispetto ad una Risk Parity Classica dal 1926 Tradizionale (60/40) Risk Parity Semplice USD 1000 investiti nel , ,724 Rendimenti Annualizzati 8.68% 8.79% Tempo al di sotto dei massimi del 10% (anni) Tempo al di sotto dei massimi del 20% (anni) Massimo Drawdown -61.7% -45.5% Fonte: UBS Global Asset Management, Morningstar, BloombergSi prega di leggere le comunicazioni informative sulle simulazioni alla fine dello studio per importanti informazioni aggiuntive Cos è la Risk Parity? Le strategie Risk Parity diversificano il rischio nell asset allocation strategica tra i diversi fattori di rischio. Ciò contrasta con l approccio tradizionale che assegna pesi percentuali alle diverse asset class. Lo scopo è quello di costruire un portafoglio con un insieme diversificato di asset class, in modo che i rendimenti non vedano il prevalere di un singolo fattore di rischio. La Risk Parity non dovrebbe essere percepita come una tecnica limitata, ma piuttosto come un approccio ampio che si concentra sul rischio come principale determinante dei rendimenti. Approccio Tradizionale (esempio) Approccio Risk Parity (esempio) 100% 80% 60% 40% 20% 0% Reddito Fisso 40% Azioni 60% Peso degli Asset Il peso degli asset determina i rischi Reddito Fisso 10% Azioni 90% Commodities 33% Reddito Fisso 33% Azioni 33% L'allocazione dei rischi determina Il peso degli asset 140% 120% 100% 80% 60% 40% 20% 0% Commodities 20% Reddito Fisso 95% Azioni 18% Peso degli asset 5

6 Gli scostamenti nei rendimenti annualizzati simulati sono minimi. Entrambi gli approcci avrebbero portato a buoni rendimenti nel lungo periodo, anche se il percorso sarebbe stato diverso. Con il 60/40 Tradizionale gli investitori avrebbero sopportato un calo del 10 % rispetto ad un precedente picco durante 16 degli 86 anni osservati e del 20 % per più di 6 anni. Per gli investitori nella Risk Parity Classica, i periodi corrispondenti sono di 11 e 3 anni e la perdita massima sarebbe stata inferiore. In genere, a fronte del verificarsi di un evento inatteso, l investitore che ha seguito la Risk Parity classica si è trovato in posizione migliore. Tuttavia, come in ogni approccio, sono sempre presenti anche punti di debolezza. Debolezze potenziali: gli approcci Risk Parity potrebbero non adattarsi agli scenari di mercato che ci attendono. La più frequente critica verso la Risk Parity è che track record e backtest sono particolarmente convincenti in periodi di rendimenti obbligazionari in calo superiori ai 30 anni e di rendimenti azionari modesti superiori ai 12 anni. Il track record positivo non dovrebbe sorprendere dato che la Risk Parity si fonda, con grado diverso, su un esposizione (spesso a leva) al reddito fisso e su componenti incorporate a lunga duration. Ciò risulterà tanto più importante quanto più aggressiva sarà la strategia. La performance potrebbe quindi deludere in un contesto dove i rendimenti obbligazionari non sono in calo, ma risultano costanti o persino in crescita. La Figura 5 mostra che ciascun approccio ha avuto periodi positivi e negativi. Figura 5: Rendimenti simulati di una strategia Risk Parity Semplice rispetto ad una strategia 60/40 Tradizionale (Gennaio 1926 Dicembre 2012) <- 60 Azioni 40 Obbligazioni Risk Parity-> Gen. 26 Giu. 32 Giu. 49 Ago. 29 Set. 81 Gen.13 Il portafoglio 60/40 Tradizionale ha performato meglio dal 1926 all agosto 1929, cui è seguita la sovraperformance della Risk Parity Classica fino a Giugno Mercati azionari decisamente rialzisti nel primo periodo (+46,5% annualizzato) seguiti da rendimenti assai negativi nell ultimo periodo (-46,9% annualizzato) hanno determinato tali risultati. I due periodi sono stati in prevalenza deflazionistici, con prezzi decrescenti specialmente alla fine del secondo (Figure 6 e 7). Nei successivi 17 anni, tra giugno 1932 e giugno 1949, i due approcci hanno performato in modo simile. Il periodo ha mostrato un inflazione complessivamente positiva con un tasso annualizzato del 3,4%, ma estremamente variabile. La massima inflazione riscontrata su base annua è stata superiore al 20% e la più bassa del -10 %. Il periodo post bellico, durato 32 anni, è stato caratterizzato da un inflazione crescente, anche se meno volatile, che ha raggiunto un massimo ben superiore al 10%. Durante questa fase, i rendimenti reali delle obbligazioni a lungo termine sono stati in effetti negativi, con un rendimento annualizzato del -2,5%, mentre le azioni hanno fatto molto meglio con un rendimento reale del 6,7%. Di conseguenza, l approccio di Risk Parity Classica, che include un esposizione a leva verso le obbligazioni governative, ha avuto una resa deludente. Il periodo che ha inizio nel 1981 mostra uno scenario completamente diverso: le obbligazioni hanno fatto molto bene in termini nominali e reali, in un contesto di inflazione decrescente dall 11% al 2%. La probabilità che gli elevati rendimenti obbligazionari del periodo si ripetano è bassa. Questi non potranno decrescere con altrettanta velocità nei prossimi 10 anni. Il potenziale per ulteriori cali nei rendimenti, a compensazione di eventuali crolli azionari, sarà probabilmente ridotto. La Figura 7 simula il rendimento di una strategia Risk Parity Classica in diversi contesti di rendimenti obbligazionari e azionari. Una crescita nei rendimenti obbligazionari dal 2% al 3% porterebbe a rendimenti totali negativi, se non a fronte di rendimenti azionari almeno del 15%. Si potrebbe argomentare che rendimenti obbligazionari crescenti, dovuti a tassi di crescita reali più elevati, avrebbero un impatto positivo sui mercati azionari, mantenendo perciò la strategia Risk Parity Classica sopra la linea di galleggiamento, ma una crescita nei rendimenti obbligazionari dovuta all inflazione sarebbe comunque più controproducente. Fonte: UBS Global Asset Management, Morningstar, Bloomberg Figura 6: Inflazione e rendimenti annualizzati in vari periodi (Gennaio 1926 Dicembre 2012) Periodo Inflazione Rendimento (ann) Rendimento (ann) Inizio Fine Inizio (anno su anno) Fine (anno su anno) Annualizzato 60/40 Risk Parity Obblig. LP Azioni Gen. 27 Dic % 2.1% 3.0% 8.7% 8.8% 5.7% 9.9% Gen. 27 Mag % -10.3% -4.5% -6.1% -2.9% 3.5% -14.1% Giu.32 Mag % -0.4% 3.4% 10.3% 10.4% 4.1% 13.1% Giu.49 Set % 11.0% 4.3% 7.6% 4.7% 1.7% 11.3% Ott.81 Dic % 2.1% 2.9% 11.5% 14.1% 10.9% 11.1% 6

7 Figura 7: Impatto sul rendimento nell approccio Risk Parity semplificato Rendimenti Azionari Rendimenti Obbligazionari 1.00% 1.50% 2.00% 2.50% 3.00% 3.50% 4.00% 4.50% 5.00% -10% 6.7% 2.2% -2.3% -6.9% -11.4% -16.0% -20.5% -25.1% -29.6% -5% 8.9% 4.4% -0.2% -4.7% -9.3% -13.8% -18.4% -22.9% -27.5% 0% 11.1% 6.5% 2.0% -2.6% -7.1% -11.7% -16.2% -20.7% -25.3% 5% 13.2% 8.7% 4.1% -0.4% -5.0% -9.5% -14.0% -18.6% -23.1% 10% 15.4% 10.8% 6.3% 1.8% -2.8% -7.3% -11.9% -16.4% -21.0% 15% 17.5% 13.0% 8.5% 3.9% -0.6% -5.2% -9.7% -14.3% -18.8% 20% 19.7% 15.2% 10.6% 6.1% 1.5% -3.0% -7.6% -12.1% -16.7% Fonte: UBS Global Asset Management Note: La simulazione è basata sull impatto dei cambiamenti dei rendimenti obbligazionari e azionari nel corso di un dato periodo. La strategia Risk Parity simulata è basata su un 43,2% di azioni e un 98,8% di obbligazioni con leva pari al 42% (short cash). Ipotizzando un rendimento obbligazionario corrente del 2% e una durata di 10 anni. I rendimenti sono simulati come funzione di una variazione immediata nel mercato azionario e nei rendimenti obbligazionari basata sull impatto della duration di un movimento parallelo nella curva dei rendimenti. Un approccio di Risk Parity Classica che bilanci semplicemente rischi derivanti da azioni e dalle componenti a reddito fisso non è certo la panacea per tutti i mali, dato che esporrebbe gli investitori a rischi derivanti dai tassi di intessere e inflazione. La maggior parte delle strategie Risk Parity impiegate nella pratica allertano sul danno potenziale che deriva dalla sensibilità al rischio tassi. economica nel tempo può capitalizzare sul comportamento delle asset class nei diversi regimi. Basandosi sui leading indicator dell OCSE, UBS Global Asset Management ha definito 4 distinte fasi del ciclo economico: espansione, boom, rallentamento e recessione, come mostrato in Figura 8. Figura 8: le 4 Fasi del ciclo Incorporare l inflazione come fattore di rischio sta diventando una pratica standard. Gli approcci includono tipicamente questa esposizione in forme diverse attraverso asset class legate all inflazione, come obbligazioni indicizzate, materie prime, mercato immobiliare, settori del mercato azionario sensibili all inflazione, o una combinazione di questi. Pensare alle determinanti del rischio, in particolare crescita e inflazione, bilanciando accuratamente un ampia gamma di asset class esposte a queste determinanti è fondamentale per una solida progettazione di una strategia Risk Parity (come per qualsiasi altra strategia di investimento). Gli investitori dovrebbero prestare particolare attenzione all universo di investimento adottato dalla strategia Risk Parity, poiché la definizione delle asset class influenzerà significativamente la dimensione delle allocazioni. L analisi sopra citata indica che, mentre le condizioni di mercato sono state molto d aiuto in passato, un approccio Risk Parity Classico potrebbe in futuro trovare nuove sfide. In ogni caso, ci sono approcci che mitigano questi problemi attraverso, ad esempio, l adattamento dell allocazione al ciclo economico o applicando una rigorosa strategia di gestione del rischio. The next generation: La gestione dei rischi attraverso il ciclo economico Gli approcci tradizionali Risk Parity possono essere migliorati adattando il progetto alle diverse fasi del ciclo economico, rendendoli più robusti rispetto ai diversi scenari di crescita e inflazione. Analizzare i diversi stadi del ciclo economico è un punto di partenza intuitivo. Mentre l economia si muove attraverso il ciclo economico, le aspettative di crescita e inflazione muteranno e con loro i prezzi degli asset. Un approccio macroeconomico che ottimizzi l esposizione Espansion Boom Illustrazione del ciclo economico Rallentamento Fonte: UBS Global Asset Management Recessione I 4 stadi del ciclo economico in Figura 8 sono: Espansion Espansione: Anche nota come fase di recupero,che si verifica quando i mercati si riprendono da una recessione. La domanda e la produzione generalmente crescono. Di conseguenza, i livelli di occupazione iniziano a recuperare. Boom: L attività economica è al massimo, ma i tassi di crescita stanno già decelerando. L aumentata fiducia dei consumatori e delle imprese si traduce in un più elevato livello di attività. L economia tende a operare vicino alla piena occupazione. Strozzature nell offerta di capitale e lavoro possono causare disequilibri. Rallentamento: Questa fase segna la fine del periodo di crescita nel ciclo economico. Le fasi discendenti sono caratterizzate da un circolo vizioso con ridotta spesa dei consumatori e conrazione della produzione e degli investimenti. Iniziano i licenziamenti. Recessione: Si verifica quando il PIL si contrae. Tipicamente i livello degli acquisti, vendite, produzione e occupazione si riducono. 7

8 La Figura 9 mostra i rendimenti corretti per il rischio (misurati dall indice di Sharpe) di cinque asset class in diverse fasi del ciclo economico relativamente alla loro media rispetto all intero periodo di misurazione, che parte dal Un valore positivo indica che il rendimento corretto per il rischio dell asset class in una fase era maggiore del rendimento corretto per il rischio delle asset class durante tutte le quattro fasi. Ad esempio, le obbligazioni governative hanno mostrato rendimenti risk-adjusted al di sopra della media in fasi economiche di contrazione e recessione, mentre mostrano un indice di Sharpe inferiore alla media nelle fasi di espansione e boom. Le azioni e le materie prime hanno caratteristiche opposte, con rendimenti risk-adjusted al di sotto della media nelle fasi di contrazione e recessione. I titoli di stato U.S. ad alto rendimento (più generalmente il credito) sono attraenti nella maggior parte delle fasi del ciclo economico, ma non in quelle di contrazione, dove hanno scarsamente performato. Le obbligazioni indicizzate all inflazione si sono ancora rivelate più favorevoli nelle fasi di contrazione. Figura 9: Performance risk-adjusted delle asset class nelle fasi del ciclo economico ( ) Indice di Sharpe relativo alla media delle 4 fasi US Gov Bd Espansione US High Yield Boom Comm Contrazione TIPS* MSCI World Recessione Fonte: UBS Global Asset Management, Bloomberg US Gov Bd è riferito alle obbligazioni governative statunitensi. US High Yeld è riferito ai titoli statunitensi obbligazionari ad alto rendimento TIPS è riferito ai Titoli del Tesoro USA indicizzati all inflazione Valutare le asset class e il loro comportamento negli scenari economici permette agli investitori di sottoporre a stress test e adattare l approccio Risk Parity rendendolo più robusto. Le determinanti del rischio più comuni diventano evidenti. Ad esempio, durante le fasi di contrazione, gli high yield, le commodities e le azioni mostrano scarsi rendimenti corretti per il rischio. Ciò può essere incorporato in un approccio Risk Parity adattando l asset allocation strategica alla fase del ciclo economico corrente, per cercare di garantire che l esposizione al rischio si mantenga bilanciata e robusta in ogni fase. Una distinzione tra i contesti economici risulta essere particolarmente utile qualora venga incorporato un più ampio insieme di asset class e sotto settori. Asset class aggiuntive apportano, nel lungo periodo, benefici positivi derivanti dalla diversificazione, tuttavia, ciò non avviene nelle fasi di tensione economica, dove il rischio e le correlazioni tendono ad aumentare. La valutazione delle asset class nei diversi contesti economici, mostrata nella Figura 9, può essere ulteriormente estesa ad asset class più frammentate, aggiungendo settori del mercato azionario, mercati azionari regionali, settori del credito e regioni entro le componenti a reddito fisso, fino ai componenti degli indici delle commodities. Utilizzare l intero universo degli investimenti aumenta la diversificazione e la stabilità, ma è importante che le comuni determinanti del rischio crescita e inflazione siano identificate e utilizzate per costruire il portafoglio. Incorporare le fasi del ciclo economico in un approccio Risk Parity permette una miglior diversificazione. Come per ogni asset allocation strategica, un adattamento attivo del portafoglio nel tempo può migliorare i risultati. In ogni caso, tali adattamenti non dovrebbero prevalere sui risultati. Restare fedeli al principio della Risk Parity significa che in ogni momento nessun fattore di rischio è prevalente nel portafoglio, altrimenti il beneficio chiave della reattività agli imprevisti sarebbe ridotto. Una strategia Risk Parity progettata per lavorare in più contesti ciclici, che abbia la capacità di adattarsi alle diverse fasi, può preparare in modo migliore il portafoglio al futuro incerto, rispetto ad un approccio Risk Parity classico. Richiede un ottimizzazione dell esposizione economica per periodi diversi e l incorporazione del più ampio insieme di asset class, riducendo così l impatto negativo associato a tassi in crescita o contesti inflazionistici. The next generation: La Risk Parity nel tempo Un altro percorso che permette di risolvere le carenze degli approcci Risk Parity semplici consiste nell essere più accurati nella gestione dei rischi. Come detto, la Risk Parity è applicata attraverso diversi fattori di rischio. E necessario concentrarsi su un egual rappresentazione dei rischi derivanti da crescita e inflazione e su un ampia gamma di asset class nell universo degli investimenti adottati. Il principio di applicare la Risk Parity attraverso le asset class può essere ulteriormente esteso all applicazione della Risk Parity nel tempo. In che termini questo potrebbe beneficiare un investitore? Primo, è necessario riconoscere che il rischio e la volatilità cambiano nel tempo, talvolta drammaticamente e in modo repentino. La Figura 10 mostra come, tra il 2000 e il 2012, la volatilità dei mercati azionari e obbligazionari è variata sostanzialmente. Ad esempio, il rischio legato al mercato azionario è cresciuto dal 15% circa nel 2005 e 2006 fino a superare il 40% nel 2008 e Certamente volatilità e rischio variano non solo tra le asset class, ma anche nel tempo; il 2008 e 2009 sono dei buoni esempi dove i rischi di mercato sono aumentati bruscamente. Basarsi su ipotesi statiche di lungo periodo per il rischio e progettare la strategia Risk Parity fondandola su ipotesi di rischio statico può esporre gli investitori a dispersioni inattese dei rendimenti. Un approccio Risk Parity utilizza tipicamente dati sul rischio di medio/lungo termine per calibrare il peso delle asset class (stesso contributo relativo da ciascun fattore di rischio), ma non in modo eguale nel tempo (il rischio derivante da un asset class e il rischio complessivo di portafoglio, misurato dalla volatilità, variano). Su un periodo di 5 anni, tra il 2007 e il 2011, dove ci si sarebbe aspettati di dover fronteggiare un rischio del 20% circa su ciascuno dei 5 anni, l investitore sarebbe stato esposto ad un rischio del 70% negli anni 2008 e

9 Figura 10: Volatilità mobile a 12 mesi del rischio del mercato azionario e obbligazionario, % 40% 30% 20% 10% 0% 2000 Richio Azioni Rischio Obbligazioni Fonte: Bloomberg, UBS Global Asset Management Un risultato migliore può essere ottenuto controllando i livelli di volatilità nel tempo e adattando le allocazioni mentre il rischio di mercato varia. Per raggiungerlo, la gestione del rischio sistematico come il meccanismo di gestione del rischio dinamico descritta sotto deve essere applicata alle singole asset class e al portafoglio complessivo utilizzando gli input forniti dai movimenti di mercato di breve. Di conseguenza, le allocazioni del rischio possono risultare più stabili. La Figura 11 mostra la performance storica e l asset allocation dove gli input derivanti dal mercato di breve periodo sono utilizzati per fissare l esposizione al rischio di ciascuna asset class ( Risk Parity Raffinata) insieme all approccio Risk Parity Classica che non adotta tale metodo. L approccio raffinato ( Risk Parity Raffinata) porta a rendimenti annualizzati più elevati e ad una volatilità significativamente inferiore. Si riscontrano poi anche drawdown minori, ad esempio le perdite da massimo a minimo il periodo post Lehman è un classico esempio. Applicando un meccanismo di controllo del rischio dinamico sia a livello di asset class che di portafoglio complessivo col passare del tempo espone l investitore a minori incrementi del rischio inattesi, risultando in una minor dispersione dei rendimenti. Figura 11: Performance simulata e asset allocation applicando input di mercato di breve periodo per calibrare il rischio. Indice di ricchezza (scala logaritmica) 1, % Allocazione in Azioni (RHS) Allocazione in Obbligazioni US Corporate Investment Grade e Alto Rendimento (RHS Allocazione in Materie Prime (RHS) Fonte: UBS Global Asset Management, Bloomberg 500% 250% Applicare una misurazione del rischio di breve migliora l esperienza dell investitore dato che la volatilità resta più vicina alle sue aspettative. Volatilità più elevate spesso coincidono con mercati sotto stress e prezzi degli asset decrescenti. Un accurato processo di gestione del rischio che reagisca prontamente a volatilità crescenti riduce l esposizione a mercati sotto stress. Una misurazione continua dei rischi di mercato e adattamenti repentini rappresentano un prerequisito per l implementazione di successo di tale approccio. Esposizione del portafoglio con la Strategia raffinata Risk Parity Semplice (LHS) Refined Risk Parity (LHS) 9

10 Domande chiave da porre nel valutare una strategia Risk Parity Data l ampia gamma di approcci che rientrano nel concetto di Risk Parity, gli investitori che considerano la possibilità di un allocazione delle proprie risorse nelle strategie Risk Parity dovrebbero porre precise domande nel valutare le diverse possibilità. In particolare, dovrebbero affrontare tre principali dimensioni mostrate nella Figura 12. Primo, quali fattori di rischio sono considerati e quali asset class sono impiegate per l esposizione a tali fattori di rischio? L approccio classico definisce i fattori di rischio in termini di due asset class, in particolare le azioni e i titoli di stato. L approccio Risk Parity in pratica va quasi sempre oltre tale semplice impostazione incorporando un più ampio insieme di fattori di rischio e asset class (come le obbligazioni corporate, quelle indicizzate all inflazione e altre alternative), allocando all interno delle asset class (attraverso diverse regioni, paesi e settori), o definendo le categorie di rischio in termini di scenari economici. E importante considerare come, in alcuni casi, asset class diverse sono guidate dagli stessi fattori di rischio, come la crescita economica e l inflazione. Ad esempio, titoli di stato ad alto rendimento e azioni si comportano in modo simile a seconda della crescita economica e diventano spesso altamente correlati in periodi di crisi economiche. I rendimenti e la volatilità della strategia si differenzieranno a seconda dell insieme di fattori di rischio incorporati. Inoltre, è importante quantificare quali asset class sono utilizzate per ottenere l esposizione ai fattori di rischio prescelti, dato che questo condiziona la diversificazione del portafoglio e le proprietà di stabilità nel tempo, specialmente a fronte dei diversi scenari economici e di mercato. Secondo, e più tecnicamente, gli investitori dovrebbero comprendere come il rischio è modellato e misurato e come la strategia risponde alle variazioni dei livelli di rischio del mercato. Alcuni approcci si basano maggiormente su modelli di rischio statico di medio lungo periodo e ipotizzano che la volatilità e le correlazioni restino invariate nel tempo (similmente alle ipotesi alla base dei modelli a Media-Varianza). In ogni caso, la storia ha mostrato come la volatilità cambi attraverso le fasi del ciclo economico e nei periodi di crisi. Molti approcci Risk Parity cercano di superare questi limiti basandosi in grado minore su modelli di rischio tradizionali di lungo periodo ed enfatizzando maggiormente le stime di rischio fondate sugli scenari o quelle di breve periodo in tempo reale. Le simulazioni forniscono una prima indicazione sul comportamento di un determinato approccio, anche se l analisi degli scenari futuri è ugualmente importante. Terzo, qual è lo stile di gestione dell approccio? Come gli approcci tradizionali anche quelli Risk Parity hanno diversi stili di gestione. Il primo passo è quello di aver chiaramente definito i fattori di rischio, l insieme di asset class utilizzate e una metodologia di misurazione del rischio. Inoltre, c è la necessità di applicare un metodo coerente di impiegare la parità stessa stabilendo il mix tra i diversi fattori. Come in qualsiasi altro approccio, quello Risk Parity impiega modi diversi di adattare il portafoglio nel tempo. A differenza degli approcci tradizionali, questo è ottenuto da una prospettiva di rischio, così, per esempio, le strategie sono dinamicamente adattate quando i rischi osservati e le correlazioni cambiano o quando muta il contesto economico. Per fornire agli investitori aspettative appropriate su come la strategia performerà, è importante mantenere una trasparenza sulle componenti utilizzate e, idealmente, utilizzare un ampio insieme di fattori di rischio e asset class. E anche importante che il rischio sia modellato e stimato in maniera non statica. Tale gestione dinamica richiede investimenti significativi nella gestione del rischio e capacità di esecuzione unite all abilità di utilizzare la leva in modo dinamico. (vedi il riquadro a pagina 11 Utilizzo della leva nelle strategie Risk Parity ). Figura 12: Gli approcci Risk Parity Fattori di rischio utilizzati e asset class impiegate Modelli di rischio e misurazione Stile di gestione Approcci Semplici Azioni e tassi di interesse (debito sovrano) Volatilità quasi statica di lungo periodo e correlazioni Risk Parity statica tra un ridotto numero di fattori di rischio Approcci Next Generation Azioni, credito, obbligazioni indicizzate all inflazione, commodities, immobili, altre asset class Sotto categorie come regioni, dimensioni e settori Determinanti economiche come crescita e inflazione Reagisce dinamicamente alla volatilità di breve Misure di rischio di perdita (come il V.A.R. Value At Risk) Misure di rischio basate su scenari futuri (regimi economici) Dinamico, determinato dal rischio, fondato su regole Dinamico, fondato su scenari o regimi Dinamico, valutazione sovrastante. 10

11 Utilizzo della leva nelle strategie Risk Parity Gli approcci Risk Parity generalmente applicano la leva per mantenere le fonti di rischio bilanciate. Nel tempo, questo utilizzo della leva è solitamente statico. Per contro, entrambi gli approcci descritti di nuova generazione (1) costruendo una strategia Risk Parity basandosi su scenari macroeconomici e (2) applicando la gestione del rischio dinamica attraverso il controllo dei fattori di rischio nel tempo utilizzano, rispettivamente, la leva dinamicamente basandosi sul ciclo economico o sui livelli di rischio di mercato. L impiego della leva può esporre gli investitori a rischi aggiuntivi. Naturalmente, la leva dev essere utilizzata con cautela. L investitore o gestore dev essere dotato di esperienza, una sofisticata capacità di base e deve agire entro un quadro di gestione del rischio indipendente predeterminato. Un utilizzo cauto della leva si rivela strumento utile per adattare e gestire l esposizione al rischio. Gli investitori non dovrebbero avere un eccessivo timore verso la leva in se. Molti investimenti, ad esempio, utilizzano la leva quando l azienda fa ricorso al credito, utilizza mutui o prestiti obbligazionari. Conclusion Gli investitori sono alla ricerca di strategie di investimento con una maggior resistenza alle perdite e minor variabilità dei rendimenti su diversi scenari di mercato e regimi di volatilità. La nuova generazione di approcci Risk Parity si rivela adatta a soddisfare queste aspettative purché tenda a risolvere i punti critici delineati sopra. Gli approcci Risk Parity hanno solitamente un elevata esposizione, spesso a leva, verso le componenti a reddito fisso del debito sovrano. Tassi d interesse in crescita porterebbero probabilmente ad un insuccesso se l approccio Risk Parity non avesse preso in considerazioni i diversi scenari economici e di mercato. Il mero utilizzo di una strategia di sottopeso della componenti a reddito fisso contrasterebbe, tuttavia, con i principi di ricerca di una più bilanciata allocazione del rischio in portafoglio. Per questo gli approcci Risk Parity si ritroveranno probabilmente a gestire il rischio in diversi modi. Possiamo distinguere due tipologie di approcci Risk Parity di nuova generazione. Entrambi in grado di fronteggiare, in modi diversi, le sfide derivanti da scenari futuri economici e di mercato, possono essere caratterizzati come (1) un approccio macroeconomico che ottimizzi l esposizione a diversi scenari economici e (2) la gestione del rischio dinamica attraverso le asset class e nel tempo. Entrambi incorporano un insieme più ampio di fattori di rischio, diversificando le fonti di rischio al di fuori delle componenti a reddito fisso e incorporando asset class sensibili all inflazione. A conti fatti, la nostra visione è che la Risk Parity rappresenti uno sviluppo positivo, che aggiunge una nuova dimensione all investimento multi-asset. Incrementa la concentrazione sulla composizione e gestione del rischio e rende meno ambiziose le ipotesi sulla previsione dei rendimenti, specialmente nel breve periodo. Gli approcci tradizionali si sono rivelati storicamente efficaci nel lungo periodo quando le fluttuazioni di mercato tendono a smussarsi. In periodi di incertezza, quando gli investitori sono maggiormente preoccupati tanto dal percorso quanto dalla destinazione del loro portafoglio, un approccio Risk Parity offre una miglior alternativa. Tuttavia, è bene ricordare come nessuna singola strategia di investimento può sperare di offrire una panacea per tutti i mali. Ci aspettiamo che gli investitori multi-asset saranno sempre più attratti da una varietà strategie di investimento. Inoltre, Risk Parity dovrebbe essere riconosciuto come termine ampio, che copre un ampia gamma di tecniche di investimento e filosofie. Gli investitori, al momento di selezionare una strategia Risk Parity, dovrebbero stimare la capacità della strategia di adattarsi a scenari economici e condizioni di mercato variabili e che, in futuro, non sia eccessivamente dipendente dai tassi d interesse nella generazione di rendimenti attraenti. Autore Stefan Lecher, CFA Global Head Strategist Global Investment Solutions 11

12 Disclosures Il presente documento è consegnato da UBS unicamente a scopo informativo e di marketing da UBS Global Asset Management (Italia) SGR S.p.A., Via del Vecchio Politecnico, 3 Milano. Per quanto questo documento sia stato preparato con la maggior cura, utilizzando fonti che UBS Global Asset Management ritiene affidabili, non può esser data alcuna garanzia in merito alla esattezza e completezza delle informazioni e delle valutazioni contenute in questo documento, le quali sono di natura puramente indicativa. UBS Global Asset Management declina ogni responsabilità in merito a decisioni di investimento o disinvestimento che possano esser (state) prese sulla base dei dati inclusi in questo documento. Le informazioni e le opinioni contenute nel presente documento vengono fornite esclusivamente per uso interno del destinatario e possono essere modificate da UBS Global Asset Management senza necessità di pubblicazione. Questo documento potrebbe contenere anche ma non solo- previsioni sullo sviluppo dei nostri affari. Per quanto tali previsioni rappresentino le nostre valutazioni e aspettative rispetto ai nostri affari, un certo numero di rischi, incertezze ed altri importanti fattori potrebbero far sì che gli sviluppi ed i risultati effettivi non coincidano con le nostre aspettative. I risultati passati non costituiscono un indicatore affidabile dei risultati futuri. Le informazioni qui specificate non sono da intendersi come una sollecitazione o un offerta per l acquisto o la vendita di qualsivoglia titolo o strumento finanziario connesso. Il documento è redatto senza riferimento ad obiettivi d investimento specifici o futuri, o alla situazione finanziaria o fiscale, profilo di rischio o esperienze e conoscenze o tanto meno alle speciali esigenze del destinatario o di terzi. La performance eventualmente indicata non tiene conto di eventuali commissioni e costi addebitati all atto della sottoscrizione e del riscatto di quote. Commissioni e costi incidono negativamente sulla performance. Se la valuta di un prodotto o di un servizio finanziario differisce dalla vostra moneta di riferimento, il rendimento può crescere o diminuire a seguito delle oscillazioni di cambio. Questo resoconto è stato redatto senza particolare riferimento né a obiettivi d investimento specifici o futuri, né alla situazione finanziaria o fiscale né tantomeno alle speciali esigenze di un determinato destinatario. Le informazioni qui contenute non rispettano i requisiti volti a promuovere l indipenenza della ricerca in materia ei investimenti e non sono sottoposte ad alcun divieto in ordine alla effettuazione di negoziazione prima della loro diffusione. Nessuna parte della presentazione può essere riprodotta o ridistribuita in qualsiasi forma, o utilizzata come riferimento in pubblicazioni, senza l espressa autorizzazione scritta da parte di UBS Global Asset Management. UBS Il simbolo delle chiavi e UBS sono fra i marchi protetti di UBS. Tutti i diritti riservati. Disclaimer sulle simulazioni Questo documento contiene delle ricerche simulate redatte da UBS Global Asset Management. Gli studi qui contenuti sono basati su analisi storiche e numerose supposizioni. Ipotesi diverse possono portare a risultati tangibilmente differenti. La ricerca simulata può comportare l utilizzo dei derivati, con varie forme di rischio, anche maggiori di quelle associate ai rischi dell investimento diretto in titoli e altri strumenti. Formulare previsioni errate sul valore di titoli, valute, tassi di interesse o altri fattori economici in una strategia che utilizza i derivati potrebbe dar luogo a risultati peggiori del caso in cui la stessa fosse stata implementata senza i derivati. Mentre alcune strategie che implicano l uso di derivati possono proteggere contro i rischi di perdite, l utilizzo degli stessi può ridurre l opportunità di guadagno o addirittura dar luogo a delle perdite la dove neutralizzi movimenti di prezzo favorevoli in altri investimenti. I derivati comportano inoltre il rischio di stimare un prezzo o formulare una valutazione erroneamente; il rischio che cambiamenti nel valore di un derivato possano non essere perfettamente correlati con il sottostante asset, tasso, indice o mercato in generale; i rischi di controparte e di credito (il rischio che l altra parte in un contratto swap o altro derivato non rispetti la propria obbligazione contrattuale, per bancarotta o altre cause di default). Guadagni o perdite generati dall uso di opzioni, futures e altri derivati possono essere sostanziali (ad esempio, per alcuni derivati, è possibile che la strategia perda una somma maggiore dell investimento negli stessi derivati). Alcuni derivati tendono ad essere più volatili di altri investimenti, risultando in maggiori guadagni o perdite in risposta a mutamenti del mercato. I derivati sono soggetti ad una serie di altri rischi, compresi rischi di liquidità (la possibile mancanza di un mercato secondario per i derivati e la risultante impossibilità per la strategia di liquidare o altrimenti chiudere una posizione) e il rischio tassi (alcuni derivati sono più sensibili a variazioni nei tassi d interesse e ai cambiamenti nel prezzo di mercato). Da ultimo, l uso dei derivati può portare la strategia a realizzare guadagni più elevati nel breve periodo (tassati generalmente con le aliquote applicate ai redditi ordinari) rispetto al caso in cui la stessa strategia non faccia utilizzo di tali strumenti. I risultati simulati sono qui presentati unicamente a titolo di esempio e non sono basati sui risultati di alcuna strategia reale gestita da UBS Global Asset Management. I risultati simulati sono soggetti ad inerenti rischi e limitazioni. Gli investitori non dovrebbero prendere gli esempi qui riportati come indicazione, assicurazione, stima o previsione di risultati futuri e i risultati reali potrebbero differire considerevolmente da quelli simulati qui presentati. I risultati simulati non rappresentano trading reale effettuato utilizzando asset di clienti. Tali risultati simulati potrebbero non riflettere l impatto che l economia reale e i fattori di mercato potrebbero aver avuto sul nostro processo decisionale se gli asset reali dei clienti fossero stati gestiti durante i periodi di tempo rappresentati. UBS Global Asset Management origina i parametri dei modelli da fornitori dati riconosciuti e da attori rilevanti dei mercati nel derivare i rendimenti dei modelli rappresentati. Figure 4, 5, 6 e 7 Il portafoglio Tradizionale 60/40 (o 60/40 in Figura 6) rappresenta risultati di performance di portafoglio simulate create utilizzando i rendimenti dell Ibbotson Associates SBBI S&P 500 Total Return Index per rappresentare le azioni (anche chiamate Azioni nella Figura 6) e l Ibbotson Associates SBBI US Long-Term Government Total Return Index per rappresentare le obbligazioni (anche chiamate Obblig. LP nella figura 6), utilizzando percentuali di allocazione statiche del 60% e 40% rispettivamente. L asset allocation è riequilibrata su base mensile rispetto all allocazione statica. Il portafoglio Risk Parity Semplice (o Risk Parity in Figura 6) rappresenta risultati di performance simulate create utilizzando i rendimenti dell Ibbotson Associates SBBI S&P 500 Total Return Index per rappresentare le azioni e dell Ibbotson Associates SBBI US Long-Term Government Total Return Index per rappresentare le obbligazioni. L asset allocation è riequilibrata su base mensile rispetto all allocazione statica. L approccio Risk Parity Semplice comprende un esposizione a leva rispetto alle azioni e al debito sovrano, un esposizione del 43,2% verso l Ibbotson Associates SBBI S&P 500 Total Return Index, del 98,8% verso l Ibbotson Associates SBBI US Long-Term Government Total Return Index e un esposizione short verso l Ibbotson Associates SBBI US 30 Day T-Bill Total Return Index. I portafogli Tradizionali 60/40 e Risk Parity Semplice comprendono rendimenti dal Gennaio 1926 al Dicembre Figura 9 I titoli di stato governativi statunitensi (US Gov Bd) sono rappresentati dal Citigroup WGBI US 10+Year Total Return Index. I titoli obbligazionari ad alto rendimento statunitensi (USHY) sono rappresentati dal Barclays Capital US High Yield Debt Index. Le materie prime (Comm.) sono rappresentate dal Thomson Reuters Jefferies CRB Commodities Index. I TIPS sono rappresentati dal Barclays Capital US TIPS Customized 10 YRS Total Return Index. Le azioni sono rappresentate dal MSCI World Index. Figura 11 Le azioni sono rappresentate da un paniere equi ponderato che comprende l indice S&P 500, l indice DJ EuroStoXX 50, il TOPIX (Tokyo Price Index) e il MSCI Emerging Market Index. I titoli a reddito fisso sono rappresentati da un paniere equi ponderato che include il Barclays US Corporate High Yield Index e il Barclays US Corporate Investment Grade Index. Le materie prime sono rappresentate dall UBS Bloomberg DJ-UBS Constant Maturity Composite Commodity Index. La Risk Parity Semplice è spiegata sopra. Il portafoglio a Risk Parity Depurata rappresenta risultati di performance simulata creati utilizzando i rendimenti di un paniere equi ponderato che include l indice S&P 500, l indice DJ EuroStoXX 50, il TOPIX (Tokyo Price Index) e il MSCI Emerging Market Index; un paniere equi ponderato che include Barclays US Corporate High Yield Index e il Barclays US Corporate Investment Grade Index e dal dal UBS Bloomberg DJ- UBS Constant Maturity Composite Commodity Index. L asset allocation utilizza livelli di volatilità osservati nel tempo su questi indici mirando all ottenimento di un livello costante di volatilità a livello di portafoglio complessivo, con l esposizione in azioni che varia da un minimo del 4,08% ad un massimo del 50%, l esposizione in obbligazioni che varia da un minimo del 16,15% ad un massimo del 120% e l esposizione in materie prime che varia da un minimo del 6,67% ad un massimo del 50%. I portafogli a Risk Parity Semplice e a Risk Parity Depurata includono rendimenti che vanno dal Gennaio 1999 al Dicembre

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