Gestione della Sicurezza nel gruppo ERG

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1 Gestione della Sicurezza nel gruppo ERG Ing. Sebastiano Spampinato Responsabile Rapporti con Enti, Istituzioni ed Associazioni - ERG SpA Genova 29 ottobre 2009 Gestione della Sicurezza nel gruppo ERG Salute, Sicurezza delle persone e tutela dell Ambiente sono i valori primari nella cultura d Impresa del gruppo ERG. In tale ottica, ERG, ha sviluppato una serie di azioni consistenti nella realizzazione di studi, analisi e strumenti, prima inesistenti o affidate a terzi, sfruttando risorse interne e attivando progetti di ricerca con le università italiane. Tali attività rappresentano un impegno concreto per il miglioramento della Sicurezza e degli aspetti Ambientali. Attraverso queste azioni il gruppo ERG opera una concreta Ingegneria della Sicurezza 2 Progetti Speciali Sistemi Gestione Integrata in ERG

2 Progetti Speciali 3 Realizzazione del Progetto Sicurezza di Gruppo Engagement Realizzazione di un software per l emissione e la gestione dei PdL (Safework) Analisi HazOp per l aggiornamento del rapporto di Sicurezza ai sensi dei D.Lgs. 334/99 e 238/05 Albero dei guasti dinamico, permette di conoscere la probabilità d accadimento del Top Event istante per istante Analisi di rischio sui near accident occorsi in stabilimento Analisi di rischio ambientale (Metodologia Speditiva) Modelli di dispersione atmosferica (CALPUFF) SISTEMA DI GESTIONE INTEGRATO IN ERG I Sistemi di Gestione Integrata di ERG sono basati sull attuazione di un ciclo di pianificazione e realizzazione, uniformato alle seguenti norme 4 UNI UNI EN EN ISO ISO (norma volontaria) Sistema di di Gestione Ambientale OHSAS (norma volontaria) Sistema di di Gestione Sicurezza e Salute D.Lgs. D.Lgs. 334/99 334/99 D.Lgs. D.Lgs. 238/05 238/05 (norme cogenti) Sistema di di Gestione Sicurezza (Spesso anche in in siti siti non non RIR) RIR) UNI UNI EN EN ISO ISO (norma volontaria) Sistemi di di Gestione Qualità

3 Ciclo di Deming del SGI 5 Miglioramento continuo Politica Riesame della Direzione Pianificazione Verifica Attuazione e funzionamento Esempio di Politica del Sistema di Gestione Integrato Politica 6 Sicurezza Ambiente Qualità Garantire l efficacia e l efficienza delle prestazioni offerte attraverso l attribuzione di compiti, responsabilità e metodologie di lavoro procedurizzate Elevare il livello e la qualità degli standard dei propri prodotti e servizi Mantenere la conformità di tutte le attività alle leggi dello Stato e alle Direttive Comunitarie in un ottica di miglioramento continuo Promuovere ed attuare ogni ragionevole iniziativa finalizzata a minimizzare i rischi e a rimuovere le cause che possano mettere a repentaglio la sicurezza e la salute del proprio personale e degli altri lavoratori in situ Favorire in campo ambientale uno sviluppo sostenibile Favorire nell ambito della sicurezza sul lavoro una gestione attenta e responsabile Mantenere elevati gli indici di performance in materia di qualità, sicurezza e ambiente, attraverso l implementazione di sistemi di gestione efficaci

4 Esempio di Pianificazione del Sistema di Gestione Integrato Pianificazione 7 Sicurezza Revisione DVR alla luce dei recenti interventi normativi e delle evoluzioni societarie (valutare/rivalutare i rischi, effettuare delle campagne di misura/valutazione del rischio) Aggiornamento del RdS Riduzione errore umano nelle attività di gestione impianti Mantenimento certificazione OHSAS 18001:2008 Ambiente Mantenimento certificazione UNI EN ISO 14001:2004 Adeguamento SGA alle nuove prescrizioni di legge (testo unico ambientale D.Lgs. 152/06), in sinergia con la funzione HSE di gruppo Riduzione impatto ambientale da attività d ufficio e assimilati Comunicazione ambientale Qualità Mantenimento certificazione UNI EN ISO 9001:2008 Sensibilizzazione del personale alla cultura della qualità attraverso la formazione e la promozione delle attività svolte nell ambito del SGQ Ottimizzare il processo di registrazione della formazione Revisione dei documenti di sistema 1/2 Esempio di Pianificazione del Sistema di Gestione Integrato Pianificazione 8 Sicurezza Riduzione dei rischi connessi alle attività nello stabilimento Modificare l organizzazione/procedure per migliorare la sicurezza Redazione schede di sicurezza per gli intermedi di produzione Modificare l impianto per migliorare la sicurezza Ambiente Miglioramento del sistema di raccolta dati contabilità ambientale Sensibilizzazione attraverso attività di audit al miglioramento nella gestione rifiuti c/o cantieri ditte terze Redazione schede di sicurezza per i rifiuti pericolosi le cui caratteristiche non variano sensibilmente che vengono prodotti con maggior frequenza Controllo emissioni Qualità Miglioramento della efficienza della programmazione delle attività ispettive e gestione dei risultati, promuovendo l utilizzo di SAP per la registrazione dell attività di manutenzione Migliorare il sistema di rintracciabilità, di aggiornamento delle informazioni operative e di feedback delle attività svolte in impianto 2/2

5 Esempio di Attuazione e Funzionamento del Sistema di Gestione Integrato Attuazione e Funzionamento 9 Sicurezza Svolgimento emergenze simulate Organizzazione safety walk Supporto alla gestione del Safework Realizzazione software per le segnalazioni HSE Informazione, esecuzione di questionari per la verifica dell apprendimento ditte terze Gestione sicurezza in campo Gestione near accident Razionalizzazione stoccaggio chemicals (acidi, basi, neutri) Verifica semestrale presidi Antincendio Ambiente Formazione (neoassunti, supervisori di fermata) Formazione trimestrale Gestione Aspetti Ambientali (emissioni, scarichi, rifiuti, ecc.) Emergenze simulate ambientali Realizzazione software per le segnalazioni HSE Adeguamento gestione degli adempimenti e aggiornamento scadenziario ambientale Emissions Trading (definizione metodo di calcolo e redazione procedure di Sistema) Qualità Semplificazione del corpo documentale Utilizzo di una nuova codifica per il corpo documentale Redazione delle procedure in una logica di processo e aggiornamento della modulistica Condivisione delle modifiche con le funzioni coinvolte Integrazione delle procedure con gli aspetti di Ambiente e Sicurezza Esempio di Verifica del Sistema di Gestione Integrato Verifica 10 Sicurezza Indicatori di Performance Audit in campo ditte appaltatrici, Ispezioni Ambiente Indicatori di Performance Audit, Ispezioni Monitoraggio Ambientale Qualità Indicatori di Performance Raccolta e gestione delle NC, AC e P Raccolta e gestione delle NC, AC e P Audit cantieri ditte terze Raccolta e gestione delle NC, AC e P Valutazione aspetti ambientali diretti e indiretti Audit cantieri ditte terze Qualifica ditte appaltatrici

6 Esempio di Riesame della Direzione del Sistema di Gestione Integrato Riesame della Direzione 11 Sicurezza Riesami SGS Ambiente Riesami SGA Qualità Riesami SGQ Comitati di Sicurezza e Ambiente di Direzione Piano di Miglioramento continuo del Sistema di Gestione Integrato in ERG Migliora mento continuo 12 Sicurezza Piano di miglioramento Sicurezza Ambiente Piano di miglioramento Ambientale Qualità Piano di miglioramento Qualità

7 Collaborazioni 13 Università di Catania Università di Genova Università di Messina Analisi numerico - simulativa per l ottimizzazione di processi di conversione energetica in impianti di raffinazione e generazione di potenza SOC 3 - safety and operability competence, coscence and consciousness M 3 -materiale and maintenance management Applicazioni di sistemi robotici per il controllo di apparecchiature in impianti petrolchimici Analisi delle prestazioni energetiche e ambientali degli impianti di produzione dell energia in esercizio presso gli stessi stabilimenti di Priolo Engagement Sviluppo di tecniche per l analisi di rischio applicate ad impianto-processo-human factor. Ottimizzazione dei sistemi di sicurezza e mitigazione del rischio incidentale ed intenzionale in raffineria Elaborazione ed interpretazione di sequenze video per la sicurezza di impianto, delle persone e dei trasporti all interno dell area monitorata Processi innovativi ed ecocompatibili per la conversione del gas naturale Tecnologie innovative a basso impatto ambientale per la bonifica dei sedimenti contaminati della rada di Augusta Inquinamento atmosferico da polveri ultrafini e nano particelle emesse da sorgenti antropiche e naturali: interventi di mitigazione Processi innovativi per l utilizzo della CO2 recuperata dall impianto IGCC di Priolo Gargallo Progetto di Sicurezza di Gruppo 14 Concepito per sviluppare la coscienza collettiva in termini comportamentali e culturali del personale ERG in tema di Sicurezza Svolta la fase di studio della situazione attuale con l evidenziazione delle aree di miglioramento È ora in fase di lancio l implementazione che sarà gestita a livello di holding e affidata alle singole società del Gruppo ERG

8 Introduzione al Progetto OBIETTIVI DEL PROGETTO PERIMETRO DEL PROGETTO 15 Promozione sia della revisione e miglioramento delle procedure sia della conoscenza e della rigida applicazione delle stesse Azione sui comportamenti delle persone, elevandone il livello culturale sulle tematiche di sicurezza ed ambiente Coinvolgimento totale dell organizzazione, riconoscimento dell importanza delle tematiche HSE e sviluppo del senso di responsabilità diffuso e collettivo ISAB ISAB Energy Services, per la gestione degli impianti di: - ISAB Energy - NuCe Nord ERG Petroli - Depositi - Rete (focus su manutenzione e nuove costruzioni) ERG Renew (principalmente su manutenzione e nuove costruzioni) Metodologia di lavoro Monitoraggio e continuo miglioramento Gap analysis Implementazione Con il coinvolgimento del top Management di ERG e ISAB, svolgimento di un accurata analisi delle opportunità di miglioramento Per ciascuna area di miglioramento, definizione di obiettivi puntali Coinvolgimento in particolare le Funzioni Esercizio, HSE e HR Da realizzare il piano di lavoro di dettaglio identificato dalla gap analysis Da sviluppare le aree di miglioramento per tutte le direttrici del progetto. (conoscenza, risorse umane, comunicazione) Identificate le direttrici sulle quali focalizzare la fase di implementazione L implementazione è in fase di progettazione Valutato il livello di cultura di sicurezza dell azienda

9 1 Gap Analysis 17 La gap analysis, svolta per valutare il livello di cultura di sicurezza dell azienda, è stata articolata in tre step successivi: Sviluppata la conoscenza e la comprensione del sistema di sicurezza Quantificato il sistema di sicurezza Verificata l implementazione e la conformità sul campo delle politiche di sicurezza In particolare, la valutazione è stata condotta con i seguenti strumenti: Interviste formali (con manager e supervisori) e informali (con capi turno, preposti, operatorie appaltatori) Visite presso i Siti delle aziende incluse nel Perimetro del Progetto La gap analysis ha evidenziato tre direttrici sulle quali focalizzare gli sforzi di miglioramento della Sicurezza del Gruppo: Conoscenza: promuovere da subito lo studio/conoscenza delle procedure esistenti a cominciare da quelle maggiormente rilevanti Comportamento: rivedere gli strumenti tipici di gestione del personale (attività compensation, organizzazione) per sostenere le modifiche di comportamento desiderate Comunicazione / stimolo: introdurre strumenti di supporto che promuovano l attenzione alla sicurezza e spingano l azienda a parlarne in modo continuo 2 Implementazione 18 A seguito della gap analysis è in corso di progettazione la fase di implementazione del piano di azione; sono stati comunque definiti i prossimi passi per i mesi a seguire Vision e strategia aziendale: rivedere la Politica aziendale sui temi legati alla Sicurezza e identificare dei Champions di sicurezza trasversali alle diverse Funzioni (promotori di comportamenti virtuosi) Comunicazione: sviluppare la strategia di comunicazione sulla sicurezza, definendo i messaggi chiave e organizzando eventi ad hoc sui temi della sicurezza Standard e Procedure: identificare le procedure più rilevanti e rivedere le stesse con l obiettivo di renderle più fruibili; inoltre, implementare un piano di formazione Strumenti di Gestione della Sicurezza: aggiornare il sistema di auditing aziendale, per arrivare ai dialoghi di sicurezza sia sugli aspetti tecnici sia comportamentali; implementare sistemi per la di gestione degli incidenti e dei near miss (con il coinvolgimento dei Champions) Struttura HSE/Manageriale e Responsabilizzazione: ripensare il ruolo della funzione HSE, e implementare il piano di formazione di sicurezza per il management La fase di implementazione sarà avviata nei prossimi mesi e coinvolgerà tutte le aziende incluse nel perimetro del Progetto

10 Engagement 19 atteggiamento che scaturisce da un senso profondo di attaccamento al proprio lavoro e alla propria azienda, e, si riflette nella volontà di agire per il bene dell azienda e di investire impegno discrezionale Il progetto nasce dalla necessità di poter contare su personale disposto a impegnarsi in misura superiore a quella minima necessaria. Un dipendente engaged ha un attitudine naturale per l innovazione e l efficienza, talento nel costruire relazioni, si preoccupa per il futuro dell azienda ed è disposto a impiegare un impegno superiore a quello che gli viene effettivamente richiesto. Engagement 20 L analisi dei processi Industriali e della loro interazione con l Ambiente, coinvolge le dimensioni fondamentali: Tecnologia Organizzazione Gestione Risorse umane Le modalità secondo cui si realizza un prodotto o un servizio (tecnologia), gli schemi organizzativi che connettono l attività degli attori aziendali (organizzazione), la strategia che dirime le scelte di breve, medio e lungo periodo (gestione) e l insieme delle persone (attrici/attori) aziendali sono il complesso che senza soluzione di continuità costituisce il sistema e ne decreta il successo o il rispetto delle prestazioni attese.

11 SafeWork Uno strumento elettronico per la gestione dei permessi di lavoro 21 Punti di forza: Sistema elettronico integrabile con gli altri strumenti elettronici dell Azienda Fruibilità delle informazioni in tempo reale Maggiore sicurezza e versatilità del Data Storage Snellimento della Procedura Permessi di Lavoro Riduzione della possibilità di errore Aumento della Sicurezza sul Lavoro Analisi HazOp Individuazione del nodo dell impianto 22 Da 3100-R-101/1 101/1 Quench-Chamber Verso 3100-T

12 Analisi HazOp 23 Analisi HazOp Analisi HazOp Valutazione conseguenze degli eventi incidentali Vento m = Distanza max LC50-CO a quota 35 m

13 Albero dei guasti dinamico Permette di sapere qual è la probabilità d accadimento del Top Event istante per istante, considerando tutti i malfunzionamenti e gli errori umani Dall analisi HazOp si risale alle cause scatenanti il Top Event Dalle informazioni ricavate dall HazOp e da DCS, il software da noi elaborato fornisce graficamente l albero dei guasti 25 Dal sistema DCS si rileva lo stato delle apparecchiature Albero dei guasti dinamico Risultati I risultati ottenuti da questo SW permettono di vedere come il guasto di una singola strumentazione può far variare in modo significativo la probabilità d accadimento del Top Event 26 Probabilità d accadimento con zero guasti Guasto FT 053 7,52*E-05 Probabilità d accadimento con FT guasto 5,90*E Guasto PDV 072 Probabilità d accadimento con FT e PDV guasti 1

14 Analisi di rischio in seguito a near accident Near accident: Danneggiamento toro di distribuzione 27 Analisi di rischio in seguito a near accident Near accident : Perdita dalla VDR della linea di vapore con rilascio di ossigeno all atmosfera, successivo rilascio di syngas in atmosfera MODELLIZZAZIONE RILASCIO OSSIGENO 28

15 Analisi di rischio in seguito a near accident Near accident : Perdita dalla VDR della linea di vapore con rilascio di ossigeno all atmosfera, successivo rilascio di syngas in atmosfera MODELLIZZAZIONE RILASCIO SYNGAS 29 Analisi di rischio ambientale (Metodo Speditivo APAT/ ARPA/ CNVVF) La legge 238/05 prescrive l obbligo per le aziende a rischio di incidente rilevante di effettuare una valutazione ambientale, ma non fornisce nessuna indicazione sulla 30 metodologia da seguire. Per colmare il vuoto normativo, le autorità di riferimento si sono attivate per dare delle linee guida in merito alla valutazione ambientale. La metodologia speditiva si basa sull utilizzo di una procedura ad indici che definisce la valutazione del rischio associato alle attività dei depositi di idrocarburi liquidi attraverso la correlazione tra la propensione al rilascio della sostanza nello stabilimento e la propensione alla propagazione nell ambiente circostante. STABILIMENTO RILASCIO INDICE DI PROPENSIONE AL RILASCIO SUOLO-FALDA CONTAMINAZIONE INDICE DI PROPENSIONE ALLA PROPAGAZIONE

16 Analisi di rischio ambientale (Metodo Speditivo APAT/ ARPA/ CNVVF) IPR esprime la propensione dell unità tecnica o dell impianto al rilascio di una certa quantità di sostanza tossica, mobile o persistente nell ambiente IPR determinato sulla base di misure di emergenza che tendono a diminuire il numero di incidenti 31 (tipo di progettazione meccanica, strumentazioni di controllo e di sicurezza, addestramento del personale) o a minimizzare i danni conseguenti al rilascio accidentale di idrocarburi (sistemi di drenaggio e raccolta, assistenza dei vigili del fuoco) IPR = B x Q x (1+P/100) x [1 + (S + L)/100] PR = PR x (K 1 x K 2 x K 3 x K 4 x K 5 x K 6 ) Fattori che influenzano l IPR Eco-tossicità Fattori che influenzano l IPR Contenimento K 1 I P R Penalizzazione Sostan za Impian to Persistenza Mobilità Quantità Rilasciata Rischi Generali Processo Rischi Particolari di Processo Rischi legati al Layout B Q P S L I P R Compensazione Controllo del Processo Politica di Prevenzione Politica di Protezione Eliminazione/Isolamento delle Sostanze Preparazione all Emergenza K 2 K 3 K 4 K 5 K 6 Analisi di rischio ambientale (Metodo Speditivo APAT/ ARPA/ CNVVF) V x IPO k i = η IPP t = IPV soggiacenz k i ( k,h, i ) ( soggiacenza, k, i ) Individuazione sulla matrice dell indice o livello di rischio per i bersagli e per la falda sulla base dei risultati emersi nella fase 1. Tempo di arrivo in falda IPV Alto: > 6 mesi Medio:1 mese -6 mesi Basso: 96 ore 1 mese Molto Basso: < 96 ore a Livello 1/I Livello 3/II Livello 3/II Livello 3/II 32 E necessario effettuare uno studio idrogeologico su scala locale (dello stabilimento) finalizzato alla definizione dei parametri caratteristici necessari alla costruzione dell indice di propagazione. Velocità effettiva di migrazione orizzontale (metri/giorno) - IPO Molto Bassa Bassa Media Alta < >3 > 100 gg Tempo per percorrere 50 metri (gg) Livello 1/I Livello 4/II Livello 4/III Livello 4/III Livello 2/I Livello 5/III Livello 5/IV Livello 5/IV <15 Livello 2/I Livello 5/III Livello 5/IV Livello 5/V

17 Analisi di rischio ambientale (Metodo Speditivo APAT/ ARPA/ CNVVF) Individuazione dei livelli di rischio e delle aree di isorischio Indice di propensione alla propagazione per i bersagli - IVB 33 Indice di Propensione al rilascio IPR Molto Basso ABC ABC A>200m BC>10m A>400m BC>20m A>1500m BC>500m Basso ABC ABC AB>20m C>100 m AB>400 m C>200 m AB>1500m C>500m Medio ABC in caso di depositi esistenti; altrimenti ARA ABC In caso di depositi esistenti; altrimenti ARA AB>20m C>100 m AB>400m C>200m ARA Alto ARA ARA ARA ARA ARA Modelli di dispersione dell inquinamento atmosferico (Metodo CALPUFF) 34 CALPUFF è un modello di dispersione non stazionario, che veicola i "puff" gaussiani di materiale emesso dalle sorgenti, attraverso un approccio lagrangiano. Simula l effetto della variazione temporale e spaziale delle condizioni meteorologiche sul trasporto, la trasformazione e la diffusione degli inquinanti. Calpuff può essere applicato su diverse scale di chilometri, ma è raccomandato maggiormente per il trasporto long-range. Può funzionare sia in modalità long-term (nel caso si renda necessario stimare valori di concentrazione medi su periodi temporali rappresentativi ad es. un anno), sia in modalità short-term (per studi d impatto ambientale relativi ad uno specifico caso-studio).

18 DOMINIO DI STUDIO 52 KM Origine domini o 64 KM 35 Calpuff prevede lo studio delle concentrazioni di un inquinante in un dominio specificato da una griglia georeferenziata. L analisi è stata incentrata sull area di Siracusa-Augusta-Melilli, quindi il dominio spaziale scelto per la presente applicazione è costituito da un area rettangolare grigliata di 64x52 km^2 costituita da celle di 1x1 km^2. Ogni cella ha un recettore al suo centro per un totale di 64X52 recettori grigliati non necessariamente computazionati. ELABORAZIONE DEL MODELLO DIFFUSIONALE L elaborazione del modello diffusionale è sostanzialmente suddiviso in quattro step fondamentali: Creazione dei dati geometeorologici elaborati dai Pre-Processori 2. Simulazione dei modelli: Calmet e Calpuff 3. Post-Processori che elaborano i dati in uscita dai modelli 4. Visualizzazione grafica tramite Calview L INTERFACCIA CHE RIASSUME TUTTI I PROCESSI CHE PORTANO ALL ELABORAZIONE DEL MODELLO DIFFUSIONALE

19 1 2 VISUALIZZAZIONE GRAFICA CALVIEW importa le informazioni geofisiche, costruendosi punto per punto la mappa del sito in esame visualizzando dispersione e campo di vento nell intervallo di tempo prefissato. L esempio in esame ha uno step di 1 ora E 15.0E 15.2E 15.4E 4500 UTM North (km) N 37.1N Terrain (m) 1/ VISUALIZZAZIONE GRAFICA La simulazione rappresenta la dispersione di gas proveniente da tre sorgenti diverse, disposte in punti differenti del territorio 38 2/2

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