Monografia N 6. Come garantire un futuro competitivo, low carbon, ed energicamente efficiente. Uno sguardo ravvicinato al carbon leakage.

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1 Monografia N 6 Come garantire un futuro competitivo, low carbon, ed energicamente efficiente. Uno sguardo ravvicinato al carbon leakage. Marzo 2014

2 Federchimica Valutazione e Proposta per l EU ETS FEDERCHIMICA La Federazione Nazionale dell Industria Chimica a cui aderiscono circa Imprese per un totale di Addetti. La Federazione è divisa in 17 Associazioni di settore, suddivise in 40 Gruppi Merceologici. Gli obiettivi primari di Federchimica sono il coordinamento e la tutela dell Industria Chimica operante in Italia e il supporto allo sviluppo sostenibile delle Imprese Associate. IL COMITATO ENERGIA Il Comitato Energia di Federchimica è composto attualmente da 74 Managers, esponenti delle Imprese Associate e 14 Invitati Permanenti, in rappresentanza di Università e di Istituzioni, con competenze energetiche. Il Comitato Energia è presieduto dall Ing. Filippo Carletti, Amministratore Delegato di Sasol Italy S.p.A. e ha lo scopo di: rappresentare e tutelare gli interessi delle Imprese Associate, nei confronti della Politica Energetica e dei Cambiamenti Climatici adottata dall Unione Europea e dalle Autorità Nazionali; valorizzare e diffondere le esperienze industriali nell Efficienza Energetica e nelle Fonti Rinnovabili per l Energia lungo la Filiera Chimica. Il Comitato Energia è strutturato attualmente in 5 Gruppi di Lavoro su: Mercato Elettrico; Mercato Gas; Cambiamenti Climatici; Fonti Rinnovabili; Efficienza Energetica. Il Comitato Energia, per supportare la messa a punto di nuove tecnologie chimiche e per diffondere le Best Practices sull Energia delle Imprese Chimiche, realizza annualmente la Conferenza Nazionale su Chimica & Energia e 2 Workshop infrannuali, in modo integrare maggiormente Scienza, Industria, Finanza, Management e Istituzioni, per rendere disponibili fonti energetiche e razionalizzarne l uso, lungo la Filiera Chimica.

3 PREMESSA La presente Monografia costituisce un approfondimento tecnico di un analisi di dettaglio del fenomeno del Carbon Leakage, per motivare le proposte di Federchimica di modifiche all EU ETS (Schema Europeo di Emission Trading) contenute nel Position Paper n. 22 Pacchetto Clima Energia 2030: la valutazione di Federchimica e la proposta di modifiche allo <<Schema Europeo di Emission Trading>> (EU ETS) in cui questo Studio è esplicitamente citato. METODOLOGIA La Monografia è la traduzione di un documento elaborato in ambito CEFIC (Associazione Europea dell Industria Chimica a cui Federchimica aderisce) in cui viene presentata un analisi del fenomeno del Carbon Leakage, finora assente nei documenti della Commissione Europea. La Monografia è basata sulla cosiddetta CEFIC Roadmap 2050 che analizza l impatto di diverse opzioni di politica climatica dell UE.

4 Executive Summary E sempre più evidente che in Europa la competitività, e il potenziale di crescita economica, dipendono dall assicurare l accesso dell industria a forniture di energia competitive ed affidabili. I policy-makers europei devono sviluppare politiche energetiche e climatiche che mettano i costi sotto controllo e assicurino forniture di energia competitive rispetto alle altre regioni del mondo. Così facendo si metterà in grado di competere l industria europea, per continuare a sostenere l innovazione ed estese catene di valore. Migliori misure possono sbloccare il potenziale europeo verso un economia low carbon competitive, promuovendo la ripresa, attraendo investimenti, e stimolando la crescita e la creazione di posti di lavoro. Tuttavia, l emergere di concorrenza low cost da molti Paesi mostra un significativo deterioramento della posizione competitive dell industria europea. Gli attuali problemi dell industria manifatturiera europea sono i prezzi alti (in relativo) per elettricità, gas e materie prime (ad esempio a seguito di quanto accaduto negli USA con lo shale gas) e un Pacchetto clima non ancora orientato alla competitività globale e alla protezione dal carbon e energy leakage. Per contrastare l attuale tendenza ad una diminuzione del contributo al PIL dell industria manifatturiera, la Commissione Europea si è impegnata ad accrescere questo contributo dall attuale 16% al 20% entro il Basandosi sulla Roadmap 2050 di CEFIC, si evidenzia la necessità di un adattamento delle politiche climatiche. In termini relativi, questi adattamenti sono facili da conseguire poiché dipendenti da decisioni unilaterali dell Europa. In relazione alle FER (Fonti di Energia Rinnovabile), il trasferimento dei costi all industria esposta al rischio di carbon and energy leakage dovrebbe riflettere esattamente lo stesso tipo di trasferimento di costi che avviene nei maggiori Paesi concorrenti. Inoltre, ci dovrebbe essere certezza per tutta l Europa su questo principio, altrimenti ci saranno conseguenze negative sui comportamenti di investimento. Il recepimento della direttiva EE (Efficienza energetica) non dovrebbe comportare una duplicazione della regolamentazione per lo Schema Europeo di Emissions Trading (EU ETS). L EU ETS necessita di una riforma complessiva per migliorare la competitività globale e così evitare il carbon leakage. Tale riforma è il principale tema di questo studio. La riforma strutturale dell EU ETS rispetto al carbon leakage. La Direttiva ET (2009/29/CE) riconosce che l aumento del costo delle politiche di energiaclima in Europa, rispetto alle economie dei Paesi concorrenti, può pregiudicare la capacità competitiva dell industria europea energy intensive e portare al carbon leakage, in tal modo esportando posti di lavoro assieme alle emissioni. La direttiva ha risposto a questa preoccupazione con un sistema basato su benchmarks, per l assegnazione di quote gratuite per le emissioni dirette, e una compensazione finanziaria per le emissioni indirette (da consumo di elettricità) alle imprese a rischio di carbon leakage. Si riteneva, e ancora si ritiene, che questo sistema possa efficacemente proteggere i settori esposti e impedire il carbon leakage. La realtà è invece molto diversa, per le seguenti ragioni. 1

5 C è incertezza sulla condizione di carbon leakage. Le regole per qualificarsi come esposti sono almeno in parte discrezionali, in quanto risultato di una decisione politica dei Capi di Stato per salvaguardare i settori industriali che competono su mercati sempre più globalizzati. Il trattamento delle emissioni indirette (da consumi di elettricità) è basato su un Sistema di compensazione finanziaria che è incomplete e intrinsecamente instabile. L incompletezza riguarda i settori interessati, i fattori di riduzione e l assenza in molti Stati di tale compensazione. Occorre un alternativa più solida e affidabile, come l assegnazione indiretta, per rendere l industria manifatturiera europea resistente al carbon leakage. Il livello dei benchmark, il valore ambizioso del top 10% benchmark, moltiplicato per l attuale valore del CSCF (cross sectoral correction factor) per gli esistenti, e per il FRL (fattore di riduzione lineare) per i nuovi entranti entrambi i fattori diminuiscono anno per anno è troppo stringente per evitare il carbon leakage. Il cap assoluto e la riduzione annuale delle emissioni non hanno alcuna corrispondenza con la realtà, né dal punto di vista tecnico, né economico. Il tasso di sviluppo tecnologico e la salute finanziaria delle imprese, necessaria per finanziarlo, dipende dall azione (o mancanza di azione) globale, e non da una decisione politica sull obiettivo. Tralasciando ciò, e stabilendo un obiettivo per l industria manifatturiera, in mancanza di un nuovo Accordo Globale con uno scenario competitivo veramente ad armi pari, si provocherà delocalizzazione, peraltro senza ridurre il carbon footprint dell Europa. L applicazione del sistema per l assegnazione gratuita di quote e per la compensazione finanziaria è stata realizzata in modo (col riferimento al passato del principio ex ante ) da creare incentivi perversi che in realtà aumentano anziché ridurre il rischio di carbon leakage. Il sistema ex ante per l assegnazione gratuita e la compensazione finanziaria Il numero di quote gratuite assegnate ad un impianto è basato su due fattori: il livello di produzione storica, cioè la produzione mediana tra il 2005 e il 2008 (o, se maggiore, la produzione mediana tra il 2009 e il 2010) e un benchmark per l efficienza nelle emissioni di carbonio basato sulla media aritmetica della prestazione del 10% degli impianti più efficienti (nell emissione di gas serra), in ciascuna categoria di prodotto, nel 2007 e La combinazione di questi due fattori crea una spinta perversa verso il carbon leakage. Basare l assegnazione gratuita di quote sul livello storico di produzione ( ex ante ) significa che: Se I livelli di produzione diventano inferiori ai livelli storici, un impianto riceverà più quote di quelle corrispondenti alla produzione corrente e beneficia di un vantaggio indebito ( windfall profit ). L effetto di ciò per le imprese europee è un incentivo alla riduzione della produzione in Europa, preferendo l importazione dei prodotti da Paesi terzi, fino al 49% del livello storico di riferimento ( baseline ). 2

6 Corrispondentemente, se I livelli di produzione crescono al di sopra dei livelli storici, l impianto riceverà meno quote di quelle corrispondenti alla produzione corrente, e dovrà comprare quote per coprire la differenza. L effetto di ciò è di ostacolare la crescita in Europa degli impianti manifatturieri esistenti. Inoltre, in relazione agli investimenti in nuovi impianti manifatturieri a seguito di crescita del mercato, e in molti casi anche per la sostituzione di impianti esistenti e meno efficienti con impianti nuovi moderni e ad alta efficienza, le regole per ottenere quote gratuite comportano molte barriere e rischi. L effetto di ciò è di ostacolare la crescita in Europa e di incentivare l investimento in produzione incrementale in Paesi terzi. La stessa analisi vale per la compensazione finanziaria basata su benchmark. La misura dell esposizione dell industria a queste spinte è determinata dai benchmark: la loro intensità è funzione del prezzo del carbonio nell EU ETS. Il presente studio mostra che, con l attuale benchmark basato sulla media del miglior 10%, anche prezzi delle quote a /t CO 2 possono avere effetti importanti sulla produzione di chimica di base, e sugli investimenti connessi. L impatto di queste spinte varierà in dipendenza della competitività dell industria europea, e dai singoli impianti, in relazione ai loro concorrenti internazionali. L emergenza di concorrenza a basso costo in altri Paesi, per esempio dovuta alla rivoluzione prodotta dallo shale gas in USA, sta spostando ancora di più l equilibrio a sfavore dell industria europea. In queste circostanze, provvedimenti mirati ad un alto prezzo delle quote ET e ad alti costi dell energia possono solo accrescere la probabilità di carbon e energy leakage. E, nella misura in cui emissioni europee sono rimpiazzate da emissioni importate, essi non raggiungono alcun obiettivo utile. La soluzione ex-post e il livello dei benchmarks I perversi incentivi causati dall assegnazione di quote gratuite basata sul criterio ex-ante possono essere facilmente evitati adottando un assegnazione dinamica ex post basata sugli effettivi livelli di produzione. Tale sistema implica che le assegnazioni di quote gratuite alle imprese non sono più indipendenti dal fatto che essi producano più o meno dei livelli storici di riferimento (arbitrari): quindi si eliminano sia i casi di windfall profit che le penalizzazioni per la crescita. Il sistema funzionerebbe come segue: L assegnazione di quote gratuite, basata sui benchmark per l industria, è fatta in febbraio (come avviene adesso). Dopo la fine dell anno, le quote gratuite vengono riviste per corrispondere al livello effettivo di produzione. L eventuale surplus di quote sarebbe sottratto dall assegnazione dell anno successivo e trasferita alla Riserva Nuovi Entranti (RNE). La quantità di quote mancanti rispetto al (maggior) livello di produzione effettivo sarebbe prelevata dalla RNE e aggiunta all assegnazione dell anno successivo. 3

7 In tal modo, la RNE diventa una banca del carbonio per l assegnazione di quote gratuite. L introduzione di questo sistema, basata su benchmark aggiornati che riflettono la prestazione media, rimuoverebbe efficacemente i perversi incentivi e il rischio di carbon leakage insiti nel presente sistema. La Riforma Strutturale dell EU ETS deve affrontare tutte le cause profonde dei problemi strutturali. In questo studio sono identificate le principali cause all origine di problemi strutturali. Quindi, la Riforma Strutturale dell EU ETS deve affrontare tutte queste cause, come: I criteri per essere riconosciuti esposti al rischio di carbon leakage dovrebbero essere rafforzati aggiungendo nuovi essenziali elementi agli attuali criteri di valutazione. Importanti nuovi elementi che vengono proposti sono la valutazione dei costi CO 2 (cioè livello di prezzo del carbonio e regole di assegnazione per le emissioni dirette e indirette), gas naturale (con riferimento allo shale gas), materie prime ed elettricità in Europa rispetto alle altre maggiori regioni industriali del mondo. Altri nuovi elementi da adottare sono una chiara definizione di una quota decisiva della produzione globale, l utilizzazione degli impianti marginali di produzione di energia elettrica per i costi indiretti del carbonio, un fattore prudenziale di auctioning, l impatto degli effetti sulla catena del valore e un prezzo del carbonio con riferimento al lungo termine. Il trattamento delle emissioni indirette (da elettricità) dovrebbe essere basato su un alternativa più solida e prevedibile, come un assegnazione indiretta senza indebiti fattori di riduzione o restrizioni, per contribuire a rendere resistente al carbon leakage l industria manifatturiera europea. Il livello dei benchmark dovrebbe essere definito per fornire un efficace resistenza al carbon leakage a prezzi del carbonio che tengono conto dei valori più alti a lungo termine. Dettagliate analisi quantitative in questo studio suggeriscono che questo livello dovrebbe essere orientato alla prestazione media. Il fattore di adeguamento dovrebbe allontanarsi dagli attuali troppo stringenti CSCF per gli esistenti e LRF per i nuovi entranti, basato sulla riduzione annuale di 1,74%. Esso dovrebbe essere adeguato ad un più realistca ma ancora ambiziosa valutazione del progresso tecnologico come 0,8 punti % all anno, tratto dalla Roadmap 2050 di CEFIC. In mancanza di un approccio veramente globale attorno al 2020, l EU ETS dovrebbe essere tempestivamente ripensato per assicurare la disponibilità di un numero sufficiente di quote ad un prezzo ragionevole per la crescita industriale (c è comunque bisogno di una riserva garantita per i nuovi entranti e anche di una significativa Riserva Strategica per evitare impennate dei prezzi del carbonio). Ciò è descritto nello scenario Continued Fragmentation della Roadmap 2050 di CEFIC. Senza una partecipazione globale, l attuale cap EU ETS (che continua a diminuire linearmente dell 1,74% delle emissioni del 2010 (38,3 Mt CO 2 eq/anno, aviazione esclusa) in breve arresterebbe la crescita industriale in Europa. Esiste un rischio importante (nel caso non improbabile di mancata applicazione di un approccio globale dopo la COP21 di Parigi) che la perdurante incertezza funzioni prima o poi come un ostacolo alla crescita. Per cui, la creazione di certezza per i nuovi investimenti in Europa richiede un approccio positivo di lungo termine dell EU ETS che sia solido e prevedibile. 4

8 Conclusione Questo studio si basa sui risultati della CEFIC Roadmap e analizza l impatto sui costi di produzione e sui margini di profitto dell industria chimica. Esso contribuisce al presente dibattito sul nuovo quadro europeo di politica energetica e climatica al 2030 in via di definizione. Le soluzioni proposte sono funzionali, e trattano le cause profonde dei problemi riscontrati, portando ad un approccio più flessibile, a prova di crisi ma anche di crescita, per assicurare il raggiungimento degli obiettivi di policy. Lo studio è il risultato della collaborazione della comunità CEFIC, in particolare Giuseppe Astarita (Federchimica), Els Browers (Essenscia), Reinier Gerrits (VNCI), Susanne Kuschel e Brigitta Huckestein (BASF), Johan van Regemorter (Solvay), Russel Mills (Dow), Nick Campbell (Arkema), Antoine Hoxha (Fertilizers Europe), Martina Beitke, William Garcia e Cristopher Scott-Wilson (CEFIC). Lo studio non è ancora un documento ufficiale di CEFIC, ma le analisi e le proposte di soluzione sono basate sulla Roadmap CEFIC 2050 e altri documenti CEFIC. Per maggiori dettagli contattare: Vianney Schyns Utility Support Group (USG) Utility provider on the Chemelot site for a.o. SABIC, OCI Nitrogen, DSM, Lanxess, INEOS, Borealis, Sekisui and Polyscope Advisor Climate and Energy Policies Tel Peter Botschek Cefic European Chemical Industry Council Director Energy, Health, Safety and Environment Tel Mobile: Lieven Stalmans Borealis Group Manager Energy & Environment Tel Mobile:

9 INDICE 1. INTRODUZIONE ANALISI: LE POLITICHE EUROPEE SULLE FONTI RINNOVABILI ANALISI: LA DIRETTIVA EUROPEA SULL EFFICIENZA ENERGETICA (EED) ANALISI: LO SCHEMA EUROPEO di EMISSIONS TRADING (EU ETS) EMISSIONI INDIRETTE (DA ELETTRICITA ) IMPATTO ECONOMICO SULL INDUSTRIA CHIMICA IL TRATTAMENTO DELLE EMISSIONI INDIRETTE (DA ELETTRICITA ) RELAZIONE CON IL CARBON LEAKAGE L INGIUSTIFICATO CSCF (CROSS-SECTORAL CORRECTION FACTOR) PER GLI ESISTENTI LA RNE (RISERVA NUOVI ENTRANTI DOPO IL 2020 RELAZIONE CON IL CARBON LEAKAGE ALTRE REGOLE DI ASSEGNAZIONE MANCANTI DOPO IL 2020 RELAZIONE CON IL CARBON LEAKAGE INCERTEZZA SULLO STATUS DI CARBON LEAKAGE I RISCHI DEL CLEF LE REGOLE DI ASSEGNAZIONE E IL LIVELLO DEI BENCHMARK RELAZIONE CON IL CARBON LEAKAGE Introduzione: quattro difetti dell assegnazione congelata ex-ante I possibili windfall profit Sovra-assegnazione durante una recessione o crisi economica e: di chi la colpa Incentivo per il carbon leakage da produzione Sotto-assegnazione per gli investimenti per la crescita e per gli investimenti per sostituire con impianti moderni i vecchi impianti meno efficienti carbon leakage da investimento; il contesto dei trasferimenti delle emissioni globali attraverso il commercio internazionale ANALISI: UNO SGUARDO RAVVICINATO AI MECCANISMI DI CARBON LEAKAGE NELL EU ETS CARBON LEAKAGE INFORMAZIONE INADEGUATA AL PARLAMENTO EUROPEO E AL CONSIGLIO CARBON LEAKAGE DEFINIZIONE: DUE ERRORI NELLA DIRETTIVA ETS CARBON LEAKAGE STESSI ERRORI DI DEFINIZIONE NELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO DELL EU ETS CARBON LEAKAGE DEFINIZIONE DI UNFCCC E AIE SOLUZIONI AL CARBON LEAKAGE - TRE OPZIONI IN LETTERATURA EX-ANTE O EX-POST IL SIGNIFICATO DI DUE SEGNALI DI PREZZO DEL CARBONIO DISCUSSIONE PRIMA DEL I DIFENSORI DEL PERMIT TRADING INSISTONO ANCORA SUL SEGNALE DI PREZZO DEL CARBONIO DA PRODOTTO IL PROBLEMA DI CARBON LEAKAGE DELL ASSEGNAZIONE EX-ANTE E ORA RICONOSCIUTO IN LETTERATURA SOLUZIONE AL CARBON LEAKAGE SOSTEGNO PER L EX-POST A LIVELLO MICRO E MACRO SOLUZIONE AL CARBON LEAKAGE LE MAGGIORI CARENZE NELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO DELL EU ETS CONCLUSIONI SULLE SOLUZIONI PER EVITARE IL CARBON LEAKAGE NELLA VALUTAZIONE DI IMPATTO DELLA COMMISSIONE DEL IL RIMEDIO AL CARBON LEAKAGE DELL ASSEGNAZIONE GRATUITA TRE PARAMETRI DI BASE ANALISI: UNO SGUARDO RAVVICINATO AL CARBON LEAKAGE CON VALUTAZIONI QUANTITATIVE, APPLICATE ALL INDUSTRIA CHIMICA CARBON LEAKAGE DA PRODUZIONE: CONCORRENZA PER LE QUOTE DI MERCATO & HARD CASH COSTS PER IL CARBONIO Carbon leakage strutturale da produzione, vendere quote dà più valore del GVA (Gross Value Added, Valore Aggiunto Lordo) in base ai costi del carbonio: cracker + ldpe Carbon leakage strutturale da produzione, vendere quote dà più valore del GVA (Gross Value Added, Valore Aggiunto Lordo) in base ai costi del carbonio: ammoniaca Carbon leakage strutturale da produzione, vendere quote dà più valore del GVA (Gross Value Added) in base ai costi del carbonio: conclusioni per l industria chimica ARBITRAGGIO PER IL CARBON LEAKAGE DA PRODUZIONE INTRODUZIONE, RELAZIONE CON IL CARBON LEAKAGE DA INVESTIMENTO Prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage per i prodotti chimici: steam cracker e le loro catene di valore illustrazione con un esempio Prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage per i prodotti chimici: ammoniaca Prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage per i prodotti chimici: melammina Prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage per i prodotti chimici: carbon black Prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage per i prodotti chimici: Riepilogo

10 6.3. CARBON LEAKAGE DA INVESTIMENTO ATTRAVERSO BARRIERE E RISCHI PER GLI INVESTIMENTI PER LA CRESCITA E PER GLI INVESTIMENTI PER SOSTITUIRE CON IMPIANTI MODERNI I VECCHI IMPIANTI MENO EFFICIENTI Carbon leakage da investimento catene di valore degli steam cracker Intermezzo: Barriere per la crescita per i nuovi entranti greenfield il testo integrale tratto dal capitolo II.2.2. dello studio Cefic-IFIEC (2012) valido per tutti i nuovi entranti (impianti cracker, ammoniaca, etc.) Carbon leakage da investimento ammoniaca Carbon leakage da investimento carbon black Riepilogo Carbon leakage da investimento per l industria chimica RIEPILOGO CARBON LEAKAGE E PREZZI DI BREAK-EVEN PER IL CARBON LEAKAGE SOLUZIONI: LE POLITICHE EUROPEE SULLE FONTI RINNOVABILI SOLUZIONI: LA DIRETTIVA EUROPEA SULL EFFICIENZA ENERGETICA (EED) SOLUZIONI: IL PACCHETTO DI RIFORMA STRUTTURALE PER L EU ETS CAMBIO NECESSARIO DA ASSEGNAZIONE EX-ANTE (STORICA) A EX-POST ( PRODUZIONE EFFETTIVA) Ex-ante: la storia è un cattivo indicatore del futuro L Auctioning é un sistema ex-post Perchè l ex-post: conclusione ASSEGNAZIONE EX-POST ALLOCATION: DETTAGLI OPERATIVI E UN ULTIMA PREOCCUPAZIONE DELLA COMMISSIONE Assegnazione ex-post: dettagli operativi Ex-post per i benchmark fallback Ex-post ultima preoccupazione della Commissione Europea DG Climate Action SOLUZIONE PER LE EMISSIONI INDIRETTE: ASSEGNAZIONE INDIRETTA Assegnazione Indiretta per i prodotti senza benchmark Incentivo per il miglioramento di efficienza Discussione sulle possibili distorsioni del mercato dell elettricità o del mercato del carbonio SOLUZIONE PER LA CERTEZZA DELLO STATUS DI CARBON LEAKAGE SOLUZIONE PER LA RISERVA NUOVI ENTRANTI (NER o RNE) PER DOPO IL ASSENZA DI UN APPROCCIO GLOBALE PER IL 2020 O SUBITO DOPO: POSSIBILITA DI UN CAP DINAMICO RIPRISTINARE LA NER DAL VOLUME PER LE ASTE NESSUNO SVANTAGGIO PER IL SETTORE ENERGIA UNA VALVOLA DI SICUREZZA IN CASO DI PREZZI DEL CARBONIO ECCESSIVI SOLUZIONI PER IL LIVELLO DEI BENCHMARK INTRODUZIONE A DUE OPZIONI VITALE AVERE LO STESSO LIVELLO DI BENCHMARK PER ESISTENTI E NUOVI ENTRANTI DUE OPZIONI: TOP 10% e BENCHMARK WAE (WEIGHTED AVERAGE EFFICIENCY) SOLUZIONE 1: TOP 10% BENCHMARK CON LRF E PRODUZIONE EFFETTIVA TOP 10% CON LRF E PRODUZIONE EFFETTIVA STEAM CRACKER E LA CATENA DI VALORE TOP 10% CON LRF E PRODUZIONE EFFETTIVA AMMONIACA SOLUZIONE 2: WAE BENCHMARK CON ILRF E PRODUZIONE EFFETTIVA RAZIONALE PER BENCHMARK PIU REALISTICI BENCHMARK PIU SEVERI SONO MEGLIO PER L AMBIENTE? WAE BENCHMARK CON ILRF E PRODUZIONE EFFETTIVA CATENE DI VALORE DEGLI STEAM CRACKER WAE BENCHMARK CON ILRF E PRODUZIONE EFFETTIVA AMMONIACA WAE BENCHMARK CON ILRF E PRODUZIONE EFFETTIVA CARBON BLACK SOLUZIONI PER I BENCHMARK FALLBACK L ATTUALE ASSEGNAZIONE FALLBACK PER I NUOVI ENTRANTI E COMPLICATA E INGIUSTIFICATA SOLUZIONI PER I FALLBACK BENCHMARKS EX-POST E TECNOLOGIA ALLO STATO DELL ARTE Adeguamento ex-post alla produzione effettiva per esistenti e nuovi entranti Il proprio benchmark degli esistenti fallback Il benchmark per i nuovi entranti fallback tecnologia allo stato dell arte

11 La sostituzione di un impianto più vecchio e meno efficiente non è nuovo entrante Soluzione CSCF per gli esistenti fallback: sostituire con ILRF Soluzione LRF per i nuovi entranti fallback: tecnologia allo stato dell arte senza fattore di miglioramento per almeno 15 anni Cosa fare per CCS per i nuovi entranti fallback? CONSEGUENZE ECONOMICHE CONSEGUENZE PER I VOLUMI DI ASSEGNAZIONE NELL EU ETS WAE (Weighted Average Efficiency) benchmark effetto sui volumi all asta Assegnazione indiretta effetto sui volumi all asta WAE BENCHMARK E ASSEGNAZIONE INDIRETTA EFFETTO SUI VOLUMI ALL ASTA E SULL ECONOMIA CONCLUSIONI SULLA RIFORMA STRUTTURALE DELL EU ETS WAE BENCHMARK CON ASSEGNAZIONE INDIRETTA E PRODUZIONE EFFETTIVA AUSTRALIA APPENDICE 1: STORIA DELL INFORMAZIONE AL PARLAMENTO EUROPEO SUL CARBON LEAKAGE APPENDICE 2: OSSERVAZIONI NEL RAPPORTO TNO (2009) BIBLIOGRAFIA

12 Unlocking a competitive, low carbon and energy efficient future a closer look at carbon leakage Better Competitiveness for industry = better resistance to Carbon and Energy Leakage = better for the Environment, for Growth and Jobs Gennaio 2014 A study based on the Cefic Roadmap Introduzione Uno dei padri fondatori dell emissions trading, il canadese J. H. Dales, proclamò già nel 1968: Non bisogna mai ridurre l inquinamento in una regione aumentando l inquinamento in un altra, in questo modo condannando il leakage (Alliance, 2007-a) Questo tipo di policy indebolisce l impegno dell industria ad investire per mantenere ed espandere la base manifatturiera e di continuare attività di ricerca e sviluppo in Europa. La sottostante visione di un economia statica e congelata distorce l integrità del mercato interno e intralcia un prospero sviluppo economico e il lavoro. Al contrario, lo scopo del Pacchetto Clima dovrebbe essere quello di incoraggiare la produzione efficiente attraverso tecnologie innovative e low-carbon. Gli ostacoli attuali al mantenimento e all espansione di una base manifatturiera in Europa I prezzi del gas naturale e le materie prime chimiche in importanti regioni concorrenti. Medio Oriente, Nord America attraverso il non convenzionale shale gas sono molto più bassi che in Europa. Il gas non convenzionale ha un elevato potenziale anche in Cina. I prezzi dell elettricità sono significativamente più alti rispetto alle maggiori regioni concorrenti. L attuale Pacchetto Clima in Europa non è sufficientemente attrezzato per sbloccare un industria europea competitiva, essenziale per un futuro efficiente e low carbon. Nella sua comunicazione Un industria europea più forte per la crescita e la ripresa economica del 10 ottobre 2010 la Commissione Europea si riferisce ai problem sopra menzionati e cerca di invertire la tendenza al declino del ruolo dell industria in Europa portandolo dall attuale livello del 16% del PIL fino al 20% entro il Ciò dovrebbe essere sostenuto da una sostanziale ripresa nei livelli di investimento (formazione di capitale e investimenti in attrezzature), un espansione del commercio di beni nel mercato interno e una significativa crescita nel numero di PMI che esportano in Paesi Terzi. L attenzione politica sull industria è basata sulla considerazione che una forte base industriale è essenziale per un Europa ricca e di successo dal punto di vista economico. E vitale stimolare la ripresa economica, creare posti di lavoro di alta qualità e rinforzare la nostra competitività globale Inoltre, solo l industria può migliorare l efficienza energetica e del consumo di risorse per tutta l economia, considerata la scarsità globale di risorse, e aiutare a trovare soluzioni per le sfide della società. C è urgente bisogno di nuovi investimenti per stimolare la ripresa economica e riportare innovazione e nuove tecnologie negli stabilimenti industriali. Se l Europa non si mantiene al passo con gli investimenti nell adozione e diffusione di queste tecnologie, la sua futura capacità competitiva sarà seriamente compromessa. Tuttavia, le previsioni sugli investimenti sono sconfortanti. Tra il 2008 e il 2011, gli investimenti sono calati del 2,5% 9

13 del PIL e le attuali previsioni economiche considerano solo una lieve ripresa. Per la rivitalizzazione degli investimenti c è bisogno di fiducia del mondo degli affari, di domanda di mercato, di risorse finanziarie e di talenti, i quattro pilastri per la nostra politica. Questo studio si basa sulla Roadmap 2050 di CEFIC ( European chemistry for growth Unlocking a competitive, low carbon and energy efficient future ), che è risolutivo sui problemi strutturali della situazione europea relativa alla politica energetica e climatica. Questo studio si propone di approfondire questa analisi e di delineare proposte dettagliate per le necessarie misure di riforma strutturale. La Roadmap di CEFIC sottolinea l importanza dei prodotti chimici per tutti I settori dell economia per aumentare l efficienza energetica e ridurre le emissioni di gas serra. Sottolinea anche la necessità di creare una prevedibile politica e quadro regolatorio che produca un solido clima di investimenti per una crescita sostenibile. Questo studio si focalizza su tre politiche interconnesse: le politiche sulle FER (Fonti di Energia Rinnovabile, sull efficienza energetica (Direttiva EE) e in particolare l EU ETS. Cinque capitoli di analisi descrivono e discutono i difetti dell attuale regime; sette capitoli elaborano il modo di ovviare a tali difetti. 2. Analisi: le politiche europee sulle FER Le politiche sulle FER causano costi alti e crescenti, con potenziali effetti sulla competitività dell industria e sul rischio di carbon e energy leakage. Le politiche sulle FER variano considerevolmente tra i Paesi, sia in termini di intransigenza che di conseguenze sui costi. Queste politiche hanno un impatto crescente sui prezzi al consumo dell elettricità e la loro applicazione varia parecchio in Europa da regione a regione. Strumenti di policy che trasferiscono sui consumatori di energia elettrica i costi di incentivazione dell elettricità rinnovabile hanno un impatto diretto sui costi dell industria. I grandi consumatori di energia, in alcuni Paesi, sono esentati dal pagamento, con i costi corrispondenti trasferiti sui budget pubblici, o anche sul resto dei consumatori. In altri Paesi c è un significativo trasferimento di costi all industria. In alcuni Paesi i costi possono essere relativamente alti, mentre in altri i costi sono ancora moderati, per la penetrazione ancora limitata delle FER. Queste differenze nelle tipologie delle politiche, nelle esenzioni e nel trasferimento di costi si traducono in situazioni poco trasparenti e non uniformi, erodendo la capacità competitiva globale e la fiducia dell economia, cioè la fiducia negli investimenti per mantenere ed espandere l attività economica in Europa. I costi delle FER-E (elettriche) derivano da due cause: (1) sussidi per la generazione di elettricità rinnovabile, ad esempio nella forma di tariffe feed-in, e (2) costi per far fronte all intermittenza della disponibilità delle fonti (es. vento e sole). I costi di generazione di FER-E sono già alti in Germania (più di 50 /MWh in aggiunta ai prezzi di mercato all ingrosso, con esenzione dell industria energy intensive 1 ) e, a causa degli obiettivi 2020 sulle FER, essi aumenteranno rapidamente in quasi tutti i Paesi. Perfino in Germania, già leader in questo campo, è necessaria una penetrazione molto maggiore per raggiungere gli obiettivi Dato il basso valore della soglia di esenzione, gran parte dell industria risulta esente. 10

14 Per ora i costi imposti dall intermittenza della fornitura sono relativamente moderati e non espliciti, ma sono destinati ad aumentare significativamente in futuro. Sono ancora in corso (in Europa) le discussioni per ottimizzare le varie soluzioni possibili, e su come far pagare il conto 2. Un buon sistema potrebbe ottimizzare tra (1) misure di supply response (capacità di riserva, ma anche limitando la fornitura di FER-E, ad es. eolica, durante i periodi di produzione eccessiva), (2) stoccaggio (come con il pompaggio, ma viene proposta anche la produzione di idrogeno e ammoniaca), (3) trasporto attraverso interconnessioni (a lunga e/o corta distanza) e (4) gestione di demand response da parte di piccoli consumatori industriali. Arrivare a misure di policy basate sul mercato, ottimizzando queste variabili per ottenere le soluzioni a costo minore è una sfida enorme. I costi delle politiche per le FER sono attesi in significativo aumento e avranno un impatto sui prezzi al consumo di elettricità. L aspetto preoccupante è la possibile pressione sulla pratica delle esenzioni per l industria energy intensive, con conseguenze negative sulla capacità competitiva globale, sulla prevedibilità e sulla fiducia nell attività economica. 3. Analisi: la Direttiva europea sull efficienza energetica L impatto della direttiva EE (efficienza energetica) sui costi dell energia e sui risparmi energetici è ancora incerto, dipendendo in gran parte dall esatta interpretazione di questa complicata direttiva e dalla sua applicazione negli Stati Membri. Incentivando gli sforzi per migliorare l efficienza degli edifici ad esempio, si aumenterà la richiesta di prodotti energeticamente efficienti, dall industria chimica e da altri settori. Inoltre, se si scopriranno nuovi potenziali di risparmio nelle imprese, portando maggiore efficienza, la Direttiva migliorerà la competitività dell industria. Tuttavia, gli obblighi di risparmio energetico per gli operatori esistenti si tradurranno in costi per I consumatori e per l industria (es. partecipazione obbligatoria ai miglioramenti di efficienza dell 1,5% all anno). E c è il rischio che i costi degli schemi per gli obblighi di efficienza energetica siano trasferiti a tutti i consumatori di energia, inclusa l industria, aumentando così i prezzi dell energia per i consumatori finali. Inoltre, strumenti progettati in maniera scarsamente efficiente possono aumentare gli oneri amministrativi sull industria. Gli obiettivi separate di risparmio energetico, combinati con la partecipazione nell EU ETS, portano ad una situazione in cui la riduzione delle emissioni di gas serra non si ottiene nel modo più efficiente. Inoltre, occorre notare che ci sono obiettivi contrastanti, per esempio l uso di biomassa (spesso) e della tecnologia di cattura e stoccaggio del carbonio (sempre) richiedono più energia, anche se riducono le emissioni di CO2. Una perversa interpretazione nella direttiva EE in un documento guida sull articolo 7 (versione finale 6 novembre 2013, non legalmente vincolante) è che i settori ETS possono essere esclusi dal calcolo del miglioramento dell 1,5%/anno fino ad un massimo del 25%, così riducendo l obbligo di miglioramento all 1,125%/anno, mentre ancora i settori ETS possono essere inclusi per contribuire agli obiettivi di miglioramento dell efficienza energetica. In altre parole, se la doppia inefficiente regolamentazione per i settori ETS è 2 Purtroppo, come noto, l Italia si è mossa molto in fretta e senza un adeguata programmazione, con conseguenze drammatiche su gran parte dell industria, non coperta da esenzioni; si sta cercando di aumentare la copertura offerta dall esenzione, però solo con spostamento di costi; gli oneri indiretti sull elettricità si avviano a ca 12,5 miliardi di /anno, di cui 7 per il solo fotovoltaico. 11

15 evitata escludendoli dal campo di applicazione della direttiva EE, risulterebbe una penalizzazione per gli altri settori, il cui obbligo crescerebbe da 1,125% a 1,5%/anno. Inoltre, la generazione di valore economico (PIL) delle maggiori economie europee, così come quella delle imprese manifatturiere è in gran parte associata al consumo di energia e alla trasformazione in prodotti a valore aggiunto. Sostenere la crescita economica è un elevata priorità, citata anche nella Direttiva EE e nelle conclusioni del Consiglio riguardanti l efficienza energetica (8-9 marzo 2007, 17 giugno 2010). Il considerando 2 della Direttiva EE dice: Da proiezioni effettuate nel 2007, il consumo di energia primaria al 2020 risulta essere di 1842 Mtep. Una riduzione del 20% corrisponde a 1474 Mtep nel 2020, cioè ad una riduzione di 368 Mtep rispetto alle proiezioni. Un interpretazione (dibattuta) della direttiva EE riguarda un limite obbligatorio al consumo di energia nell Unione Europea di 1474 Mtep al Questo schema di limite assoluto mette in dubbio l obiettivo di alto livello di aumentare il contributo al PIL dell industria dall attuale 16% al 20% entro il 2020 e il non discusso obiettivo del Parlamento Europeo, del Consiglio e della Commissione di impedire il carbon e energy leakage. Ad esempio, per un investimento in cogenerazione in Lussemburgo, l aumento assoluto di consumo di energia sarebbe considerato un peccato, mentre il miglioramento di efficienza energetica e di emissioni di gas serra sarebbe virtuoso. La stessa domanda sorge per un investimento in nuovi impianti manifatturieri in uno Stato Membro o un altro (buono o cattivo per il Paese ospitante) o quando un impianto manifatturiero obsoleto fosse chiuso e rimpiazzato da un nuovo impianto fuori dall Unione Europea. Perciò, l applicazione di limiti obbligatori ai consumi energetici senza considerare il livello di attività economica avrebbe conseguenze negative sulla crescita economica e sui posti di lavoro. 4. Analisi: Lo schema europeo di Emissions Trading (EU ETS) Lo schema cominciò con un assegnazione principalmente basata sul grandfathering storico, con differenze negli Stati Membri, nelle fasi 1 ( ) e 2 ( ). Questo criterio è stato abbandonato (a causa del problema dell aggiornamento: la diminuzione delle emissioni porta ad un assegnazione minore nel successivo periodo di trading, ignorando il segnale di prezzo del carbonio nella produzione e rinviando le riduzioni). La fase 3 ( ) è basata sul totale pagamento delle quote (tramite asta) per la generazione elettrica e un assegnazione basata su benchmark per l industria. La creazione di benchmark per l industria, come proposto dall industria, costituì il progresso più significativo (che risolve il problema dell aggiornamento). Tuttavia, l assegnazione tramite benchmark è ancora non mirata in avanti, cioè si basa sulla realtà, è fissata ex-ante sulla base di un convenzionale livello di produzione storica, e manca di una soluzione complessiva per i costi indiretti (da consumo di elettricità). Le attuali regole appaiono insufficienti e troppo incerte per una solida prospettiva di lungo termine, per investire nel mantenimento e nell espansione dell industria manifatturiera europea. Questi risultati saranno ulteriormente sostenuti. Quindi, i seguenti aspetti delle attuali regole ETS sono analizzate in maggior dettaglio in relaziona al rischio di carbon leakage: (a) il trattamento delle emissioni indirette (da elettricità); (b) L ingiustificato CSCF (cross-sectoral correction factor) per gli operatori esistenti; (c) La RNE ( Riserva Nuovi Entranti per dopo il 2020; 12

16 (d) Altre regole di assegnazioni mancanti per dopo il 2020; (e) L incertezza dello status di carbon leakage ; (f) Le regole di assegnazione e il livello dei benchmarks. Questi aspetti saranno valutati per l impatto sulla competitività e sulla resistenza al carbon leakage. Concetto chiave Una buona capacità competitiva globale non è una caratteristica preferibile, ma è vitale per gli investimenti nel mantenimento ed espandere l industria manifatturiera europea. Una buona competitività globale è vitale per fornire resistenza al carbon leakage, entrambi i concetti sono indistinguibilmente connessi Emissioni Indirette (da elettricità) impatto economico sull industria chimica Per l industria chimica europea, le emissioni indirette (da elettricità) sono molto importanti. La Roadmap 2050 di CEFIC (capitolo 2) mostra (ETS + non ETS): Il valore di 59 Mt di emissioni indirette (24% del totale) è calcolato con un fattore di emissione medio di 0,31 t CO 2 /MWh secondo i dati dell Energy Roadmap della Commissione, corretto per determinare il carbon footprint dell Europa. Il consumo è 190 TWh/anno. Tuttavia, l impatto del prezzo dipende non dall impianto (di generazione) medio, ma da quello marginale, che è di ca 0,75 t CO 2 /MWh. Su questa base l impatto è di ca 143 Mt di emissioni indirette di CO 2 (59 x 0,75/0,31), che è 43% del totale adattato di 332 Mt ( ). L effetto economico risultante è: 13

17 L effetto economico delle emissioni indirette è potenzialmente alto. A titolo di confronto, il surplus del commercio chimico europeo nel 2010 è stato di 42 miliardi di (CEFIC Roadmap) Il trattamento delle emissioni indirette (da elettricità) relazione con il carbon leakage L effetto economico dall impianto di generazione marginale è in piena parità con l effetto ambientale. Ciò è illustrato con due esempi. Esempio 1: Quando si risparmia elettricità utilizzando ad esempio motori elettrici più efficienti per le pompe o i compressori di processo, il risultato è la minore produzione di elettricità e di emissioni non dall impianto medio ma dall impianto marginale. Esempio 2: Quando si amplia un impianto manifatturiero o se ne costruisce uno nuovo, la maggiore produzione è associata ad un maggior consumo di elettricità (in dipendenza dal tipo di prodotto), che deve essere fornita dall impianto marginale. Le linee guida ETS per gli aiuti di stato consentono agli Stati Membri di dare una compensazione finanziaria per le emissioni indirette. In effetti si riconosce che a determinare il prezzo sia l impianto di generazione marginale. Tuttavia la compensazione finanziaria soffre di: (a) Incompleta copertura: molti prodotti per I quali l elettricità è importante non sono ammessi alla compensazione. (b) Incompleta compensazione: il fattore di riduzione (intensità di aiuto) è di 85% nel , 80% nel e 75% nel (c) Incompleta compensazione: il fattore di riduzione (in aggiunta) per i prodotti senza Benchmark è 80%. La compensazione finanziaria per questi prodotti decresce perciò fino a solo il 60% (75% x 80%) nel (d) Incertezza della compensazione: per i prodotti ammessi alla compensazione, gli Stati Membri devono ancora decidere se dare la compensazione e a quale livello. Questo può cambiare di anno in anno, anche fino a zero. I fattori di riduzione erano stati considerati necessari per fornire l incentivo a passare all elettricità verde: questo è un evidente equivoco. La decisione di passare all elettricità verde è in capo alla generazione, non al consumo di elettricità. L obbligo dei consumatori è di usare l elettricità il più efficientemente possibile. L efficienza nell uso può voler dire che si diminuisce la quantità di elettricità per t di prodotto. Ma l efficienza può anche comportare un maggior consumo di elettricità, se si riducono le emissioni totali di gas serra, ad esempio utilizzando auto elettriche efficienti, sempre che le emissioni di CO 2 dell impianto marginale di generazione siano minori delle emissioni di un efficiente auto a benzina o diesel. Anche l industria può usare più elettricità, per esempio sostituendo una meno efficiente turbina a vapore con un più efficiente motore elettrico. Se il vapore per la turbina riceve quote gratuite ma la compensazione per l uso di elettricità è parziale o assente, la 14

18 mancanza di compensazione avrebbe potuto avere l effetto perverso di bloccare un miglioramento complessivo di efficienza e di riduzione di emissioni ( se le quote per il vapore fossero perse, a causa delle regole sul significativo cambiamento di capacità per i prodotti senza benchmark; fortunatamente questo effetto perverso é stato evitato, perchè nei Documenti Guida sull assegnazione di quote gratuite è stata adottata la regola che i risparmi di energia ed emissioni non si traducono in minore assegnazione, il che bilancia il mancato aumento della compensazione finanziaria in tali casi). Nei 14 benchmark di prodotto questo effetto di intercambiabilità viene tenuto in conto, il che è positivo. Tuttavia, questa intercambiabilità si applica anche a molti altri processi chimici. Questo tipo di compensazione finanziaria erode la competitività globale dell industria. Le decisioni di investimento dell industria, necessarie per mantenere gli impianti manifatturieri e per aumentare la capacità manifatturiera in Europa, non possono basarsi su un sistema di compensazione finanziaria incompleto e intrinsecamente instabile. E, come già detto, i prezzi dell elettricità sono già adesso con l attuale prezzo relativamente basso del carbonio tra i più alti al mondo. E evidentemente necessario una più solida e prevedibile alternativa per rendere l industria manifatturiera in Europa resistente al carbon leakage, come elaborato nella parte di questo studio dedicata alle soluzioni L ingiustificato cross-sectoral correction factor per gli operatori esistenti. Il cross-sectoral correction factor (CSCF) è previsto se la quantità calcolata dell assegnazione gratuita supera l ammontare massimo delle quote disponibili per l industria. La ricerca fatta per conto dell Alliance of Energy Intensive Industries ha mostrato che l assegnazione effettuata con il troppo ambizioso criterio del benchmark top 10% già supera l obiettivo della prevista riduzione delle emissioni del 21% al 2020 (rispetto al 2005). Perciò, l applicazione di un CSCF prima del 2021 è ingiustificata e a nostro parere non in linea con i requisiti legali della Direttiva ET. Tale risultato è stato comunicato alla Commissione (Alliance, 2012). La risposta della Commissione non tenne conto del risultato di Alliance (Commissione Europea, 2013-a). La seguente tabella mostra l effetto del CSCF (Commissione Europea, 2013-b): 15

19 A causa del CSCF di 0, nel 2020, gli impianti manifatturieri saranno a corto di quote al 2020 del 18% rispetto al top 10% benchmark, mentre tali ambiziosi benchmark già assicurano una riduzione di ca il 22%, quindi più dell obiettivo dell EU ETS del 21% per il 2020 vs La causa profonda del problema è l interpretazione di quali emissioni considerare per gli electricity generators ( auctioning pot ) e quali emissioni considerare per l industry ( industry pot, che ricade sotto l assegnazione gratuita dell industria in ETS). Come puntualizzato anche da consulenti come Ecofys (website Ecofys: mancata corrispondenza tra metodi di assegnazione e effettive emissioni incluse nel limite dell industria ), I temi maggiori sono i waste gas e il calore da cogenerazione (CHP) le cui quote sono date all industria, mentre le emissioni sono erroneamente attribuite agli impianti di generazione di elettricità. Quindi il cap per l industria è troppo basso. IFIEC (2010-a) sostenuta da tutte le federazioni industriali formulò alla Commissione una critica costruttiva e dettagliata. Purtroppo, le interpretazioni scorrette non furono adattate, il che portò ad un edizione finale non legalmente vincolante del Guidance Paper revised version 2 del 18 marzo 2010, che doveva essere usato dagli Stati Membri per presentare i dati delle emissioni alla Commissione. Consideriamo questo modo di procedere come un inaffidabile e insoddisfacente interpretazione della Direttiva ET una non buona governance per tale importante materia. La causa profonda del problema è il cap assoluto per gli impianti esistenti della Direttiva ETS, che diminuisce più velocemente 1,74 punti %/anno di ciò che corrisponderebbe ad uno sviluppo tecnologico anche accelerato, in assenza di un mercato globale del carbonio. In assenza di un approccio veramente globale, con oneri equivalenti sugli investimenti dell industria, tecnologie come la CCS (carbon capture and storage) sono troppo costose e imoltre ci sono barriere come la mancanza di accettazione della 16

20 comunità, e anche di infrastrutture. Contrariamente al settore di produzione di energia, l industria manifatturiera non è in grado di trasferire i costi del carbonio sui prodotti. Come vedremo in questo studio, il livello dei benchmark è un elemento cruciale per evitare il carbon leakage. Questo spostamento verso un assegnazione molto più restrittiva non è di aiuto, in quanto deteriora la competitività. E perciò in conflitto con la comunicazione della Commissione A Stronger European Industry for Growth and Economic Recovery del nella quale la Commissione si riferisce a vari problemi strutturali, per i quali la Commissione cerca di invertire la tendenza al declino del ruolo dell industria in Europa dal suo attuale livello di ca il 16% del PIL fino al 20% entro il La riserva nuovi entranti (RNE) dopo il 2020 relazione con il carbon leakage. La RNE è essenziale per essere in grado di fornire quote per gli investimenti nella crescita industriale. Anzitutto si sottolinea che l EU ETS continuerà dopo il 2020 e che il cap totale continuerà a diminuire nella misura dell 1,74%/anno rispetto alle emissioni calcolate del Il periodo è critico perché il cap totale comincerà realmente ad incidere, così che la realizzazione d i un nuovo Accordo Globale sul Clima, con gli stessi oneri per le emissioni dell industria diventa urgente. Durante la transizione e forse anche dopo un tale nuovo Accordo Globale, la RNE dovrebbe disporre di una quantità sufficiente di quote. Il bisogno di una quantità sufficiente di quote sul mercato potrebbe essere dato da una Riserva Strategica (come nella legge USA Waxman-Markey), per evitare inpennate dei prezzi in assenza di mercato globale. Un calcolo illustrativo con un assegnazione basata sul benchmark top 10% senza applicare il Fattore di Riduzione Lineare (LRF o FRL) sul benchmark mostra (la scelta senza FRL dipende dal fatto che l assegnazione effettuata con l applicazione sia del FRL che il restrittivo benchmark top 10% è ritenuta insufficiente ad attrarre nuovi investimenti in Europa, come si mostrerà in questo studio): 17

21 L attuale RNE per la crescita industriale è di 480 Mt EUA ((463 Mt EUA nella precedente pubblicazione della Commissione). Si stima che con una crescita industriale ad es. dell 1,25%/anno, l attuale RNE sarebbe utilizzata per 398 Mt EUA fino al Una RNE aggiuntiva di Mt per il periodo basterebbe fino al 2028 se la crescita annuale composta fosse 1,25%. Ma al momento non c è nessuna RNE disponibile dopo il 2020, e nessuna garanzia che la RNE sarà ripristinata se esaurita, il che costituisce un problema per le eventuali decisioni di investimento da prendere in considerazione subito dopo l attuale crisi finanziaria ed economica. Senza una RNE certa dopo il 2020, il carbon leakage da investimento diventerà realtà ben prima del Altre riforme sono necessarie, come l adozione di benchmark realistici, anche per le emissioni indirette, e un assegnazione basata sulla produzione effettiva (ex-post) invece del criterio ex amte della produzione storica. Questi elementi essenziali per garantire la crascita saranno sviluppati di seguito e nella parte dedicata alle soluzioni Altre regole di assegnazione mancanti per dopo il 2020 relazione con il carbon leakage. Molte regole di assegnazione sono non chiare dopo il Ad esempio, l assegnazione gratuita al 100% per i settori esposti è stabilita solo fino al 2020 (Art. 10a (12)). Definire questa e altre regole di assegnazione per dopo il 2020 è urgente; la Commissione Europea non può aspettare a fare proposte per esempio fino al 2016, perché occorre tempo per una co-decisione fra il parlamento Europeo e il Consiglio. Con il rinvio di tali proposte, certamente il carbon leakage da investimento si verificherà prima del Ma le nuove necessarie regole di assegnazione per dopo il 2020 non sono un semplice esercizio di copia-e-incolla dalle regole attuali. Occorre risolvere diversi problemi strutturali, che sono elaborati in questo studio. 4.6 Incertezza sullo status di esposizione al carbon leakage L assegnazione gratuita di quote al 100% richiede che il settore sia riconosciuto come esposto al rischio di carbon leakage. Tuttavia, le regole per qualificarsi come esposto 18

22 sono in parte arbitrarie e perciò rischiose (cioè l intensità di commercio può calare sotto il 30%, ad esempio a causa della crisi). Se un settore o sotto-settore passa nella seconda valutazione della Lista Carbon Leakage dagli esposti ai non esposti, allora il fattore di esposizione al carbon leakage (CLEF) improvvisamente passa da 1 nel (100% assegnazione gratuita) a 0,6571 nel 2015, 0,5857 nel 2016, 0,5143 nel 2017, 0,4429 nel 2018 e 0,3714 nel Se lo status di non esposto rimanesse ancora valido nella terza valutazione della Lista Carbon Leakage, il CLEF sarebbe 0,30 nel Il CLEF per i settori non esposti dopo il 2020 non è ancora definito (la Direttiva stabilisce nell Art. 10 (11): in vista della cessazione dell assegnazione gratuita nel 2027 ) ed è perciò anch esso incerto Le regole di assegnazione e il livello dei benchmark relazione con il carbon leakage Introduzione: Quattro difetti di un assegnazione congelata ex-ante Le attuali regole EU ETS con l assegnazione fissa ex-ante per le emissioni dirette basate su benchmark stringenti e la compensazione finanziaria incompleta e incerta presenta quattro difetti: (a) La possibilità di windfall profits se le imprese possono scaricare il costo-opportunità sul prezzo del prodotto. Questi profitti sono indesirabili per alcuni stakeholders ma essenziali per altri (economisti ambientali) per ottenere il segnale di prezzo del carbonio per il prodotto (risultante in una più bassa domanda per il prodotto attraverso l elasticità di prezzo della domanda). Tuttavia, questo segnale di prezzo del carbonio non può essere combinato con la possibilità di evitare il carbon leakage. (b) Sovra-assegnazione durante una recessione o una crisi economica. (c) Il chiaro incentivo per il carbon leakage da produzione. Con le attuali regole, i volumi di produzione possono essere ridotti fino al 49% (regole operative di cessazione parziale), mentre l assegnazione di quote di emission resta invariata. Al di sopra di un prezzo di break-even della CO 2 che è piuttosto basso e apparentemente quasi non notato (dipende dal prodotto, 15-20/ton CO2 for i prodotti più esposti, 20-30/ton CO 2 per molti altri prodotti) le quote di emissione liberate dalla riduzione di produzione possono essere vendute, e la differenza di produzione può essere importata dall esterno dell Unione Europea. Quindi le entrate da questo commercio di carbonio sono maggiori di quelle necessarie a compensare il costo di trasporto nell Unione Europea. (d) Sotto-assegnazione per gli investimenti nella crescita e per gli investimenti per sostituire gli impianti più vecchi e meno efficienti con impianti moderni, a causa di regole di assegnazione complesse e rischiose. Queste regole scoraggiano gli investimenti nell Unione Europea e causeranno probabilmente un significativo carbon leakage da investimento, specialmente quando i prezzi del carbonio aumentano a lungo termine. Si tratta di una barriera significativa alla crescita e una barriera per rimpiazzare lo stock di impianti vecchi e meno efficienti. Il carbon leakage indotto dalle regole ex-ante fu presto respinto dall industria (vedere Alliance, 2007-a) I possibili windfall profit La possibilità per l industria di windfall profit causata dall assegnazione ex-ante fu criticata (vedi ad es. CE Delft, 2010). Sulla base di analisi econometriche, si affermò che i prodotti dai settori acciaio, raffinerie, e industria chimica (i polimeri PE, PS, PVC) avevano realizzato sostanziali windfall profit nel periodo

23 D altra parte, ci sono economisti ambientali che considerano il permit trading (basato sull assegnazione congelata ex-ante) con il costo-opportunità trasferito nel prezzo dei prodotti (causando una minore domanda per i prodotti e uno spostamento verso prodotti meno carbon-intensive elasticità di prezzo della domanda, competizione inter-prodotto intensificata) superiore al credit trading (assegnazione con benchmark e produzione effettiva) e quindi concludono che l industria possa fare windfall profit. Anche la Commissione Europea sottolineò del segnale di prezzo del carbonio per i prodotti (vedere 5.3 in questo studio, primo punto elenco) e quindi approvò questi windfall profit (ma non reagì alla critica di CE Delft). In relazione al verificarsi di windfall profit, NERA (2010) analizzò lo studio CE Delft su richiesta di Eurofer, Europia and Cefic-APPE e concluse che le conclusioni dello studio vanno molto oltre un obiettiva inchiesta, ignorando problemi fondamentali economici and econometrici, per fare affermazioni non motivate su un tema dibattuto Sovra-assegnazione durante una recessione o una crisi economica e: a chi dare la colpa La sovra-assegnazione dovuta alla recessione o una crisi divenne un punto di accanito dibattito. La Commissione Europea (2012 a) sottolinea che le misure sono urgenti e che la situazione è eccezionale. Nel Carbon Market Report, La Commissione Europea (2012 b) cita sei opzioni non-esaustive per misure strutturali sulle quali veniva richiesto il commento degli stakeholders. La fornitura di crediti internazionali (CER e ERU) non è tanto un problema strutturale, in quanto noto sin dal 2008 e non ha rapporto con la crisi finanziaria. I crediti internazionali rappresentano riduzione di emissioni fuori dall Europa e così creano consapevolezza e incentivi per una partecipazione globale. L analisi mostra che l assegnazione fissa ex-ante ha portato ad un surplus di ca 800 Mt EUA a fine 2012 che può ulteriormente crescere col persistere della crisi, nonostante l assegnazione ristretta con benchmarks stringenti. In effetti l assegnazione ex-ante è l unica causa collegata alla crisi. Una seconda causa strutturale di sovra-assegnazione è la vendita all asta della RNE: 120 Mt EUA non usate nella fase 2 dalle RNE degli Stati Membri e 300 Mt EUA della NER 300 (per promuovere CCS e rinnovabili avanzate). Tuttavia, né l assegnazione ex-ante, né una migliore gestione delle quote RNE (ad es. tenere le quote RNE non usate nella RNE europea, anche per il 2020, invece di metterle all asta, e rinviare l asta di NER 300 poiché la necessità non è immediata) sono considerate per una revisione nelle sei misure proposte dalla Commissione. Quindi le sei misure proposte non sono soluzioni strutturali le cause profonde non sono affrontate. Altre importanti domande attorno a questo tema sono: che cosa è considerata la causa della presente sovra-assegnazione e a chi dare la colpa? La Commissione attribuisce la causa alla crisi. Tuttavia, questa è una strana posizione: le regole ETS sono considerate normali mentre le circostanze economiche sono anormali, come se una recessione economica o una crisi non fossero mai avvenute in passato e non potessero più avvenire in futuro. Purtroppo, è noto esattamente l opposto. Molti osservatori parlano di un assegnazione troppo generosa da parte della Commissione, spesso indicata come causata dalla pressione della lobby dell industria. Tuttavia, questo argomento è inconsistente: senza la crisi, ci sarebbe stata una severa scarsità di quote; prima della crisi, le previsioni sul prezzo del carbonio variavano da ca 60 /t CO 2 a 85 /tco 2 al In un documento della Commissione (2012 a) la Commissaria di DG Climate Action, Connie Hedegard dichiara in una nota al Parlamento Europeo: Prima di tutto, questo 20

24 sostanziale surplus è dovuto ad una sostenuta crisi economica e fiscale, che ha significativamente depresso la domanda di quote di emissioni negli ultimi anni molto al di sotto del livello previsto al tempo dell adozione del pacchetto emergia-clima alla fine del Senza una rapida azione, questo surplus crescerà ulteriormente. La Sig.a Hedegard continua con un interessante osservazione: Nei normali mercati, la fornitura si riduce in risposta alla domanda più debole, ma senza un intervento di mercato, non ci sarebbe nessun adeguamento della fornitura nel mercato del carbonio. Così sebbene l ETS sia uno strumento basato sul mercato, il mercato del carbonio non è un mercato normale. Tuttavia, l industria ha proposto per molti anni un benchmarking dinamico come descritto in questo studio (vedere Alliance (2007-b), specialmente la slide 7, e Ecofys (2008) del Marzo 2008 (prima dell adozione della revisione della direttiva EU ETS del 15 Dicembre 2008) e più tardi Alliance (2011-a), Cefic (2012) and Cefic (2013-a). A pag. 14 di questo studio Ecofys (2008): Notare che IFIEC propone il suo metodo così che il benchmark sarà adeguato solo in diminuzione rispetto ai valori originali, cioè reso più stringente. Questa fu una scelta deliberata, in linea con la posizione congiunta dell industria in Alliance (2007 a,b). In questo modo il prezzo della CO 2 non collasserà durante una recessione o una crisi. Ad esempio CEMBUREAU (2011) dichiara: L Associazione ha ricordato di aver attirato l attenzione della Commissione, per iscritto, di questo potenziale problema durante i primi giorni della prima Direttiva Emissions Trading. CEMBUREAU ha sempre insistito che un controllo ex-post era l unico modo per evitare la sovra-assegnazione o la sotto-assegnazione e che ciò era consentito dalla Direttiva originale e da quella rivista, un punto che fu confermato dalla Corte di Giustizia europea (Caso T-374/04). IFIEC (2010-b), a proposito di questo caso alla Corte di giustizia (pag. 1): La Commissione Europea ha proibito l aggiustamento ex-post alla produzione effettiva con l argomento che il mercato non funzionerebbe in modo appropriato in quel caso, argomento espresso alla Corte di Prima Istanza in questo modo: L adeguamento ex-post creerebbe incertezza per gli operatori, e sarebbe dannoso per le decisioni di investimento [per ridurre le emissioni] e per il mercato del trading. Tuttavia, la Germania sfidò questo equivoco della Commissione Europea e vinse il suo caso legale alla Corte di Prima Istanza [ora: Corte Europea Generale] il 7 Novembre La Corte basò il suo giudizio principalmente sugli scopi della Direttiva per conseguire l obiettivo di riduzione al minimo costo, per evitare distorsioni competitive e per incoraggiare l efficienza nelle emission di carbonio. In breve, la Corte giudicò che il mercato funzionerà in maniera appropriate con un adeguamento ex-post all effettivo livello di produzione. In conclusione: se la Commissione avesse seguito la chiara indicazione dell industria non ci sarebbe stata alcuna discussione sulla sovra-assegnazione. La responsabilità è della Commissione, non dell industria, come spesso suggerito Incentivo per il carbon leakage da produzione In questo studio il carbon leakage da produzione è definito come il meccanismo nel quale diviene conveniente la riduzione della produzione in una regione ETS in questo caso l Unione Europea importando la quantità di prodotto corrispondente (alla minore produzione). In altre parole, le entrate ETS per la diminuzione della produzione sono maggiori dei costi di trasporto dall estero alla regione ETS interessata, a parità di altre condizioni (costo dell energia, delle materie prime, efficienza, etc). Il carbon leakage da produzione si verifica quando il prezzo effettivo del carbonio produce maggiori entrate riducendo la produzione in una regione ETS, e producendo invece al di fuori della regione. Questo meccanismo di carbon leakage è descritto qualitativamente in vari studi. In questo studio il meccanismo e le cause del possibile carbon leakage da produzione è analizzato quantitativamente per l industria chimica, a nostra conoscenza per la prima volta (vedi più avanti in questo report). 21

25 Sotto-assegnazione per investimenti nella crescita e per investimenti per rimpiazzare vecchi impianti meno efficienti con impianti moderni carbon leakage da investimento; il contesto dei trasferimenti globali di emissioni attraverso il commercio internazionale. Il carbon leakage da investimento avviene quando l investimento in una regione ETS ad es. l Unione Europea è meno conveniente dell investimento fuori dalla regione ETS, con il trasporto del prodotto dall estero alla regione ETS. Il carbon leakage da investimento si verifica quando I prezzi del carbonio attesi per il futuro si traducono in maggiori entrate producendo fuori anziché all interno della regione ETS. Si mostrerà che l attuale assegnazione ex-ante implica enormi barriere e rischi per i nuovi investimenti finalizzati ad alimentare la crescita di mercato. Ma possono essere interessati (da queste barriere e rischi) anche gli investimenti per rimpiazzare vecchi impianti meno efficienti con impianti moderni. Nel caso di una pura sostituzione di uno stesso impianto ETS, l assegnazione originaria non cambierà (l assegnazione storica potrebbe essere troppo bassa). Ma se la sostituzione avviene in un altro sito e/o se la sostituzione comporta un aumento di potenzialità, intervengono le stesse barriere e rischi. In molti studi riguardanti il carbon leakage, ci sono elaborazioni di indicatori dell esposizione al carbon leakage, come il costo del carbonio per le emissioni dirette e indirette (da uso di elettricità) in funzione del valore aggiunto lordo (GVA) e dati recenti di intensità di commercio, vedi ad es. molti studi di climate Strategies, Carbon Trust, CE Delft (2013) e Grantham-CCCEP (2013). In alcuni studi sono stati svolti calcoli basati su modelli empirici (e.g. Climate Strategies Droge (2009) in cui si fa un confronto tra vari criteri di assegnazione (vendita all asta, basati sulla produzione, o assegnazione ex-post) per alluminio, acciaio e clinker. Questi calcoli sono sfortunatamente assenti nella Valutazione di Impatto della Commissione, il che costituisce una grave omissione. Molti autori hanno studiato il carbon footprint dell Unione Europea. Per es. Davis e Caldera (PNAS. 2009) trovano: Approximativamente 6.2 gigatonnes (Gt) di CO2, 23% di tutte le emissioni di CO 2 [nel 2004] dalla combustione di combustibili fossili, sono state emesse nella produzione di merci poi consumate in altri Paesi. Quando tali merci sono esportate dai mercati emergenti ai Paesi sviluppati, queste emissioni accentuano la già grande disparità globale nelle emissioni per-capita e rivelano l incompletezza degli sforzi regionali di decarbonizzazione Nelle grandi economie dell Europa Occidentale, le emissioni importate nette sono il 20 50% delle emissioni associate al consumo. Peters et al. (PNAS, 2010): Abbiamo trovato che le emissioni dalla produzione di merci commercializzate e servizi sono aumentate da 4,3 Gt CO 2 nel 1990 (20% delle emissioni globali a 7,8 Gt CO 2 nel 2008 (26%). I trasferimenti di emissioni nette da paesi non-annex B a Annex B sono cresciute da 0.4 Gt CO 2 nel 1990 a 1.6 Gt CO 2 nel 2008 (17% di crescita media annuale). In Europa (EU 27 più Croazia, Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera) le emissioni di CO 2 dalle importazioni nette di prodotti erano il doppio della riduzione delle emissioni in Europa nel periodo (fig. 3, pag. 4). La frazione di industrie energy intensive nell esportazione di emissioni di CO 2 dai Paesi non-annex B del Protocollo di Kyoto è la più alta di tutti i settori nel periodo ; la frazione relativa è rimasta costante a ca il 40%. In termini assoluti, l export energy intensive è cresciuto da ca Mt CO2 nel 1990 a ca Mt CO2 nel 2008 (fig. S6, pag. 19 dell Appendice Supporting Information) Questi studi sottolineano che il rischio di carbon leakage dovrebbe essere attentamente considerato nell EU ETS. In questo studio saranno quantitativamente analizzati i meccanismi del possibile carbon leakage da investimento per l industria chimica, a nostra conoscenza anche per la prima volta. 22

26 5. Analisi: uno sguardo ravvicinato ai meccanismi di carbon leakage nell EU ETS Carbon leakage informazione inadeguata al Parlamento Europeo e al Consiglio. Il Parlamento Europeo e il Consiglio così come altre parti e importanti stakeholders (gestori, traders, analisti) dovrebbero essere correttamente informati sulle minacce derivanti dalle varie forme di carbon leakage e in particolare a proposito dell efficacia delle soluzioni per evitare il carbon leakage. Il carbon leakage è un tema estremamente importante poiché è il solo motivo per assegnare quote gratuite all industria che affronta la competizione globale. Perciò è importante fare un analisi approfondita. Viene ricordato che al tempo delle decisioni cruciali nel 2008 in occasione della revisione della Direttiva ETS, l informazione sulla definizione di carbon leakage data dalla Commissione Europea non era corretta. Ancora più importante, la soluzione dell assegnazione di quote gratuite per evitare il carbon leakage predisposta dalla Commissione è stata carente e quindi difettosa. L affermazione l assegnazione gratuita does the trick (Mr Jos Delbeke, Direttore Generale di DG Climate Action, European Steel Day, 16maggio 2013) è purtroppo una semplificazione eccessiva, ed è incompleta. Alla Commissione sono state fornite indicazioni sbagliate, ma questo non rende corrette le informazioni sbagliate fornite dalla Commissione. C è stata da parte della Commissione e forse c è ancora riluttanza a considerare e comprendere gli argomenti forniti dall industria in molte presentazioni e studi. Riassumendo, l informazione sbagliata fornita dalla Commissione riguarda due elementi: La definizione di carbon leakage, ancora presente nell attuale Directiva ET. La soluzione dell assegnazione gratuita per evitare il carbon leakage. Entrambi gli elementi saranno sviluppati nel seguito, così come gli sviluppi della letteratura. L Appendice 1 riporta la storia delle informazioni riguardanti il carbon leakage, fornite al Parlamento Europeo dal mondo accademico, dall industria e dalla Commissione Carbon leakage definizione: due errori nella Direttiva ET. La Direttiva ET, nell Art. 10a (14) contiene un errore a proposito del carbon leakage: Per determinare i settori o i sotto-settori di cui al paragrafo 12, la Commissione valuterà, a livello comunitario, per il settore o sotto-settore interessato, e all adeguato livello di disaggregazione, la misura nella quale è possibile trasferire sui prezzi dei prodotti i costi diretti delle quote richieste e i costi indiretti derivanti dai più alti prezzi dell elettricità, che deriveranno dall applicazione di questa Direttiva, senza una perdita significativa di quota di mercato rispetto agli impianti meno efficienti (per le emissioni di carbonio) fuori della Comunità. Il secondo criterio (in grassetto) è in conflitto con i considerando 24 e 25 della Direttiva e con la definizione di carbon leakage data da UNFCCC, IEA e anche CE Delft (2013), vedere pag. 14. Il concetto scorretto risulta anche nell Art. 10a (18b): La lista di cui al paragrafo 13 dovrà essere determinata, quando i dati necessari saranno disponibili, dopo aver tenuto conto dei punti seguenti: a)... b) la misura in cui l efficienza da carbonio degli impianti situati in questi Paesi è paragonabile a quella della Comunità. Il carbon leakage è correttamente definito dal considerando 24: Nel caso di mancata partecipazionea questo accordo internazionale degli altri Paesi sviluppati e degli altri maggiori emettitori di gas serra, ciò potrebbe portare ad un aumento nelle emissioni di gas serra nei Paesi Terzi dove l industria non sarebbe sottoposta a vincoli paragonabili per le emissioni di carbonio (carbon 23

27 leakage), e allo stesso tempo potrebbero svantaggiare economicamente certi settori e sotto-settori energyintensive della Comunità, soggetti alla concorrenza internazionale. Ciò potrebbe indebolire l integrità ambientale e I benefici derivanti dall azione della Comunità. Il carbon leakage è ben indicato anche nel considerando 25: Dovrebbe fondare la sua analisi sulla valutazione dell incapacità dell industria di trasferire sui prezzi dei prodotti i costi delle quote richieste senza perdita significativa di quota di mercato rispetto agli impianti fuori dalla Comunità, che non mettono in atto azioni paragonabili per ridurre le loro emissioni. Da una comunicazione personale abbiamo appreso che la DG Climate Action ha una esatta conoscenza del carbon leakage (dopo il 2009), e quindi che ci sono errori negli Art. 10a (14) e 10a (18). Per fortuna ciò divenne chiaro nello Stakeholder Meeting sulla lista Carbon Leakage del 23 maggio 2013 (presentazione della Commissione da parte di Mrs Melina Boneva, sul website, con il riferimento al considerando 24). Evidentemente, DG Climate Action non era consapevole dell errato concetto quando incaricarono il TNO per fornire elementi per la prima valutazione del carbon leakage. Il rapporto Greenhouse gas efficiency of industrial activities in EU and non-eu, TNO (2009), contiene trace dell errore nell intero rapport. Ci è chiaro che questo rapporto, pubblicato su ordine della Commissione, non ebbe un ruolo importante nella prima valutazione della Lista Carbon Leakage nel Ma questo rapporto si sarebbe dovuto (e ancora si dovrebbe) correggere, su ordine o da parte della Commissione, per porre rimedio alla sua difettosa analisi e informare correttamente tutti gli Stakeholders. (vedi Appendice 2 per maggiori informazioni sul rapporto TNO). E della massima importanza che la scorretta definizione usata in precedenza non abbia conseguenze negative nella revisione della Lista Carbon Leakage. Perciò, non ci dovrebbe essere alcun ruolo di eventuali studi basati sull Art. 10a (18b) della Direttiva ET Carbon leakage alcuni errori di definizione nella valutazione di Impatto EU ETS. La valutazione di Impatto associata alla proposta di emendare la Direttiva ET nel gennaio 2008, della Commissione Europea, sostiene (pag. 94): Obiettivi dell assegnazione: Per quanto riguarda l assegnazione agli impianti esistenti, nuovi o in chiusura, gli obiettivi complessivi della revisione possono specificarsi come l identificazione di metodologie di assegnazione che, con l efficacia ambientale e l efficienza economica: assicurano che gli impianti interessati riducano le emission nell Unione al minimo costo. Il prezzo del carbonio deve fornire un segnale charo e non distorto sia per i gestori interessati che per i mercati finali dei prodotti, assicurando un efficienza dinamica dell EU ETS nel medio e nel lungo termine; evitano il carbon leakage nella misura in cui queste metodologie sono efficienti (rispetto ai costi) in paragone ad altri strumenti, in tal modo contribuendo all efficacia ambientale del sistema; Questi obiettivi sono ragionevoli; tuttavia, più oltre si ripete l errore prima indicato, vedi ad es. Commissione Europea pag 107: Impatto sull industria: competitività. Ovviamente, quando si paragona la vendita toatle all asta con l assegnazione gratuita di quote, occorre dedicare la dovuta attenzione agli aspetti della competitività e del carbon leakage. La competitività è la prestazione delle imprese relativamente a quelle concorrenti in termini di: profittabilità, quota di mercato, costo di produzione, e livelli di investimento, il che non andrebbe confuso con i livelli di profittabilità di breve termine3. In oltre, la rilocazione di attività fuori dall UE porta a carbon leakage (netto) solo se la produzione nel nuovo sito ha una uguale o maggiore intensità di emissione. Nota 91: Il ridotto livello di profittabilità porta anche riduzione dell imponibile tassato. In alter parole, le tasse sul profitto mitigano l impatto sull attività economica e spostano efficacemente parte dell onere sul contribuente. (NdR:!???) 24

28 E corretto dire che c è carbon leakage se l aumentata produzione all estero ha la stessa intensità di emissione, ma c è carbon leakage se l aumentata produzione all estero ha un intensità di emissione minore (non c è carbon leakage solo se l aumentata produzione all estero ha emissioni di carbonio nulle). Valutazione di Impatto, pag. 116: Carbon leakage netto Come precedentemente indicato, impatti negativi sulla competitività potrebbero, tuttavia, non portare a carbon leakage netto. Alcuni Paesi terzi potrebbero in effetti offrire condizioni in cui si può produrre con minori emissioni rispetto all Europa. Ad esempio, in Islanda sono in costruzione enormi impianti di generazione idroelettrica per la produzione di alluminio. Un altro esempio può trovarsi nel Medio Oriente dove I Paesi produttori di petrolio attualmente bruciano in torcia volume significativi di gas risultanti dalle operazioni di estrazione di petrolio. Da un punto di vista ambientale, sarebbe preferibile usare questi gas in maniera utile, riducendo i bisogni di energia altrove. Da parte nostra osserviamo che la quantità di materie prime a buon mercato in Medio Oriente non è infinita; il Medio Oriente non può rifornire il mondo intero con prodotti petrolchimici ricavati da sottoprodotti fatali. Naturalmente non ha senso rilocalizzare in Islanda, ad esempio, tutta la produzione di alluminio e altri processi come la produzione di cloro. E, nel caso l elettricità rinnovabile dell Islanda (idroelettrica e geotermica) diventasse enorme, allora avrebbe senso realizzare una enorme connessione per il trasporto di elettricità dall Islanda all Europa continentale (sul tipo delle significative e crescenti connessioni dall idrfoelettrico della Norvegia all Europa nord-occidentale, rimpiazzando gli impianti di generazione marginali). Da quel momento la produzione di alluminio in Islanda non avrebbe più alcun senso dal punto di vista ambientale Carbon leakage la definizione di UNFCCC e della AIE Il carbon leakage è un tema complesso. Il carbon leakage è definito come le emissioni spiazzate a seguito di una politica climatica asimmetrica (AIE, UNFCCC). Un estesa trattazione si trova in Climate Strategies Droge (2009), dove sono descritti quattro meccanismi di carbon leakage: carbon leakage da produzione, carbon leakage da investimento, carbon leakage da canale energetico e carbon leakage da effetti di ricaduta di tecnologia e politica. IEA Renaud (2008) si riferisce alla definizione di UNFCCC-IPCC e spiega (pag. 28): Quando le emissioni sono spiazzate a seguito di una politica climatica asimmetrica, questo si definisce come carbon leakage. Nel caso che il prezzo della CO 2 causi il trasferimento, anche se essa è orientate verso investimenti in Impianti a migliori prestazioni (i.e. che emettono meno gas serra e sono più efficienti energeticamente), questo è ancora considerate come carbon leakage. L IPCC definisce il carbon leakage come l aumento di emissioni di CO 2 al di fuori dei Paesi che mettono in atto azioni di mitigazione diviso per la riduzione delle emissioni in questi Paesi. In questo caso il carbon leakage è espresso come una percentuale. Se per esempio avviene uno spostamento di produzione che rappresenta 100 Mt CO 2 nell UE verso impianti manifatturieri non limitati con la stessa efficienza da carbonio (creando così 100 Mt CO 2 all estero), allora il carbon leakage è 100 Mt CO 2 (100%) 3. Il bilancio globale di questo leakage sembrerebbe zero, ma non è così la perdita ambientale è di 100 Mt CO 2, perché la riduzione voluta (promessa al mondo) sotto l EU ETS non è avvenuta. La perdita ambientale sarebbe maggiore se gli impianti manifatturieri 3 Se avviene uno spostamento di produzione pari a 100 Mt CO2 nella UE verso impianti manifatturieri non limitati fuori dalla UE con una migliore efficienza da carbonio ad esempio del 20% (creando così 80 Mt CO2 di emissioni all estero), il carbon leakage è allora di 80 Mt CO2 (80%). 25

29 all estero fossero meno efficienti e/o se il mix di combustibili fosse meno favorevole (cioè più ricco di carbone). Ci sono vari meccanismi di carbon leakage da produzione e da investimento; essi sono descritti di seguito. Ma prima diamo un occhiata alle soluzioni per il carbon leakage Soluzioni per il carbon leakage - tre opzioni in letteratura Non ci sono molte soluzioni per evitare il carbon leakage. La maggior parte degli studi riportati in letteratura, inclusi quelli di Climate Strategies, Carbon Trust e OKO-Institut, riguardano tre tipi di soluzione. Ad esempio Grantham-CCCEP (2013) le elenca come (pag. 7): Molte misure anti-leakage sono state animatamente discusse: assegnazioni gratuite basate sulla produzione [= ex-post ];accordi settoriali [globali] e misure commerciali [border adjustments]. Efficaci accordi globali di settore o, molto meglio, un mercato del carbonio veramente globale con uniforme copertura dei settori inclusa la generazione elettrica, uguali metodi di assegnazione e con associato lo stesso prezzo di carbonio sono le opzioni preferibili per evitare il carbon leakage. Tuttavia tale scenario è lungi dall essere realizzato. Sulle misure di border adjustment, molta letteratura è citata in Grantham-CCCEP (2013). Tuttavia, per molte buone ragioni, il border adjustment non è considerato dalla Commissione Europea (vedere per qualche elaborazione anche Schyns-Loske (2008), Part II pages 9-10). Prima di ritornare alle idee della Commissione sulla soluzione dell assegnazione gratuita, esamineremo prima il significato dei segnali del prezzo del carbonio e sugli sviluppi in letteratura Ex-ante o ex-post il significato dei due segnali di prezzo del carbonio la discussione prima del 2008 La discussione sul segnale di prezzo del carbonio ebbe un ruolo centrale nella posizione della Commissione o meglio DG Climate Action di mantenere l assegnazione congelata ex-ante nella revisione della Direttiva per l EU ETS, che fu adottata alla fine del In questo paragrafo, riassumeremo i termini del dibattito prima del Ci sono in effetti due tipi di segnali di prezzo del carbonio, che possono essere chiamati: a) Il segnale di prezzo del carbonio da produzione b) Il segnale di prezzo del carbonio da prodotto Il segnale di prezzo (del carbonio) da produzione Il segnale di prezzo del carbonio da produzione è l incentivo per l abbattimento delle emissioni degli impianti di produzione. Questo incentivo con i benchmark e la produzione effettiva è esattamente lo stesso come con le vendite all asta. Esempio: Benchmark con la produzione effettiva: si assuma che un gestore realizzi un progetto di investimento per ridurre le emissioni da 900 kg CO 2 /t di prodotto a 600 kg CO 2 /t di prodotto. Auctioning (vendite all asta): incentivo = costi evitati di = 300 kg CO 2 /t di prodotto. Il segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto Il segnale di prezzo del carbonio da prodotto è l incorporazione del prezzo del carbonio nei prezzi dei prodotti (acciaio, cemento, prodotti chimici, etc.). Il segnale di prezzo del 26

30 carbonio da prodotto riduce la domanda dei prodotti e produce uno spostamento verso prodotti meno (carbon) intensivi (attraverso l elasticità di prezzo della domanda e una più intensa concorrenza inter-prodotto). Con l auctioning il segnale di prezzo da prodotto viene dai costi variabili totali (hard costs). Ma l auctioning causa carbon leakage, come riconosciuto dalla Commissione ( che perciò è per l assegnazione gratuita). Con l assegnazione congelata ex-ante il segnale di prezzo da prodotto viene dal costo-opportunità trasferito nei prezzi dei prodotti. Tuttavia l incorporazione del costo-opportunità nel prezzo dei prodotti può essere solo parziale o anche non verificarsi affatto. Se il trasferimento (del costo-opportunità nel prezzo del prodotto) è completo, allora si parla di windfall profit pieno. Nel caso di assegnazione basata su benchmark e produzione effettiva ( ex-post ), il segnale di prezzo da prodotto è più basso, esso è la differenza tra la specifica emissione effettiva e il benchmark. Così come gli economisti ambientali che promuovono il concetto di permit trading (vedere il prossimo paragrafo), anche Climate Strategies e Oko-Institut sottolinearono l importanza di questo segnale di prezzo e perciò inizialmente respinsero l opzione ex-post come un alternativa, benchè fosse riconosciuta come rimedio contro il carbon leakage (vedi ad es. Climate Strategies Grubb (2008 a b) e Oko Institut Matthes ( a) nelle loro presentazioni al Parlamento Europeo. Tuttavia, è stato mostrato che il ragionamento dei difensori di questo tipo di segnale di prezzo non è coerente. Schyns-Loske (2008) nell ottobre 2008 distinguono tra il segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto (riferito al segnale desiderato dai difensori citati) e il segnale di prezzo (del carbonio) da produzione (che è lo stesso con l auctioning e con i benchmark + la produzione effettiva). Essi concludono (parte II, page 9): gli obiettivi per evitare il carbon leakage e per ottenere un forte segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto sono incompatibili tra loro. L argomento non è logico. Per quanto riguarda il tema dei windfall profit, essi concludono: Il benchmarking statico [benchmark con produzione storica ex-ante] non può combinare la prevenzione del carbon leakage con la prevenzione dei windfall profit, mantenendo il segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto. Dopotutto, ciò è quanto affermato anche ad esempio da Oko-Institut Matthes (2008-b) già nel Settembre 2008: L assegnazione gratuita non eviterà il potenziale carbon leakage senza aggiornare le regole (regole efficaci per emissioni dirette, indirette, chiusura di impianti), in tal modo confermando che l ex-post è un efficace rimedio contro il carbon leakage. Nel marzo 2008 Ecofys investigò sul metodo IFIEC (benchmark con ex-post per il mercato dell elettricità (come alternativa all auctioning). Il rapporto fu presentato alla Commissione, DG Climate Action. Ecofys conclude che gli effetti dell elasticità di prezzo della domanda sono piuttosto limitati per l elettricità. Per i consumatori industriali di elettricità: il metodo IFIEC riduce il segnale di prezzo, potenzialmente efficace, per i risparmi di elettricità. Nell approccio IFIEC ciò é bilanciato dall introduzione di benchmark per l industria che includono un uso efficiente dell elettricità. Per I consumatori domestici di elettricità lo studio Ecofys conclude: Il ridotto aumento del prezzo dell elettricità può avere un impatto limitato sulla domanda di elettricità dei consumatori domestici, dato che la risposta della loro domanda agli aumenti di prezzo dell elettricità è piuttosto bassa. Strumenti che migliorano la prestazione dei prodotti (illuminazione, elettronica, etc.) e la consapevolezza dei consumatori di questi prodotti (etichettatura) sono probabilmente più efficaci per stimolare risparmi di elettricità per i consumatori domestici, che i cambiamenti di prezzo dell elettricità basati sull ETS. 27

31 5.7. I difensori del permit trading insistono ancora sul segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto. Come già detto, ci sono economisti ambientali che considerano il permit trading (basato sull assegnazione fissata ex-ante o sull auctioning completo) superiore al credit trading (assegnazione con benchmark e produzione effettiva). Vedere ad esempio Nentjes e Woerdman (2012). Nel permit trading con assegnazione ex-ante, il segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto è dato dal costo-opportunità trasferito nel prezzo del prodotto (così determinando windfall profit) causando una minore domanda di prodotto e un passaggio a prodotto meno carbon-intensive (attraverso l elasticità di prezzo della domanda e una concorrenza inter-prodotto intensificata). Nel permit trading con l auctioning, il segnale di prezzo viene dal totale dei costi variabili (hard costs) indotti dall auctioning. Il concetto del permit trading è molto più rigido delle attuali regole ETS, In questo concetto, tutte le quote vengono conservate in caso di chiusura e tutte le quote per la crescita devono essere acquistate. Entrambe le caratteristiche produrrebbero certamente un carbon leakage massivo (incentivo allo spostamento fuori dalla regione ETS e auctioning pieno per la crescita!). A causa del chiaro incentivo al carbon leakage, il permit trading è stato abbandonato dalla letteratura (vedi paragrafo successivo). (NdR: in uno scenario di applicazione universale dell ETS, non ci sarebbe nulla di discutibile nelle caratteristiche e conseguenze del permit trading; ciò dovrebbe indurre riflessioni forse non digerite sul significato pratico di un applicazione non universale di uno schema ET) 5.8. Il problema del carbon leakage dell assegnazione ex-ante è adesso riconosciuto in letteratura. E ormai generalmente riconosciuto in letteratura che l assegnazione ex-ante delle quote non consente di evitare il carbon leakage. Ad esempio Grantham-CCCEP (2013) (con la partecipazione di membri della comunità Climate Strategies, come Karsten Neuhoff e Felix Matthes) puntualizza (pag. 7): Molti studi precisano che è improbabile che l assegnazione di quote gratuite attualmente adottata dall EU ETS sia in grado di affrontare il problema del leakage, poichè le imprese possono cedere le quote gratuite e spostarsi all estero (e.g. Neuhoff 2008 e Alexeeva-Talebi, 2010). Questo risultato è corretto concettualmente, come si mostrerà in questo studio a proposito del carbon leakage da produzione e da investimento. Ma più precisamente questa affermazione non è corretta in relazione al particolare che, con le presenti regole ETS, le quote si perdono con la chiusura (il che è tecnicamente una misura ex-post!). Questo risultato è, tuttavia, una corretta critica del concetto di permit trading patrocinato dagli economisti ambientali. Con il permit trading tutte le quote per la crescita devono essere acquistate e tutte le quote sono conservate dopo la chiusura. Ovviamente, entrambe le regole causano carbon leakage. Il difetto dell assegnazione basata sulla produzione (ex-post) è la perdita del segnale di prezzo del carbonio, vedi Grantham-CCCEP (2013) a pag. 42: Questo approccio [assegnazione basata sulla produzione] é frequentemente sostenuto dai produttori di prodotti CO 2 intensive perché esso riduce l aumento di costo dei prodotti CO2 intensive e rinvia gli effetti di sostituzione verso prodotti alternativi meno CO 2 intensive (Eurofer 2005; Cembureau 2006). In verità, studi che hanno utilizzato modelli di settore per quantificare gli impatti (Burtraw, Palmer et al. 2001; Quirion 2003; D ly and Quirion 2006b) stimano che in confronto con l assegnazione con grandfathering o auctioning, l impatto sul leakage della 28

32 produzione (caduta della produzione interna e aumento delle importazioni) verso regioni non-ue è minore sotto l assegnazione basata sulla produzione, e anche i profitti sono minori. Tuttavia, l abbattimento di CO 2 è anche minore con questo approccio perchè i prezzi non riflettono l esternalità CO 2 e quindi gli effetti di sostituzione verso prodotti (intermedi) meno CO 2 intensivi sono ridotti. In effetti, con l assegnazione basata sulla produzione, gli effetti di sostituzione sono minori e il (corrispondente) prezzo del carbonio sarà più alto se paragonato all auctioning pieno a livello globale, ma in compenso non c è carbon leakage..questo risultato è stato trovato ad esempio anche da Schyns-Loske (2008). In definitiva l assegnazione basata sulla produzione (ex-post) è riconosciuta come un rimedio contro il carbon leakage. Anche CE Delft (2013) sottolinea l incentivo verso il carbon leakage dell assegnazione exante (pag. 14): Tuttavia, come indicato in letteratura (vedi e.g. CE Delft, 2010b; Sijm et al., 2012), dal punto di vista marginale i costi della CO 2 sarebbero comunque equivalenti alle EUA, anche se le quote fossero date gratuitamente. CE Delft cita due soluzioni (pag. 14), senza però avere fiducia in esse: Uno dei problemi è che le alternative per l assegnazione gratuita non sono molto attraenti. L ipotesi di accordi di settore soffre dello stesso tipo di problemi di coordinamento internazionale che hanno ostacolato i negoziati internazionali sul clima. I border tax adjustments (tariffe sulle importazioni e/o sconti sulle esportazioni, vedi e.g. CPB, 2008) non sono esenti da costi economici e possono essere problematici a causa della possibilità di ritorsioni. La terza, e la più fattibile, soluzione dell assegnazione ex-post non è citata da CE Delft. Climate Strategies Droge (2009) riporta (pag. 46): Così, mentre l assegnazione gratuita può compensare I costi del carbonio, la sua capacità di affrontare i problemi del leakage in modo sistematico è molto limitata, e ciò avviene al costo di indebolire le riduzioni di emissione attraverso l innovazione, gli investimenti e attraverso gli effetti a cascata lungo la catena del valore. Climate Strategies presenta per alluminio, acciaio e clinker (pag.53), i volumi assoluti di carbon leakage in MT CO 2, basati su calcoli di modelli da parte di Monjon e Quirion (2009) sull auctioning rispetto all assegnazione basata sulla produzione (ex-post, i risultati sono solo illustrativi) 4 : 4 Il metodo OB pieno ha ancora un pò di carbon leakage. Ciò può essere evitato da benchmark più realistici (più alti). 29

33 Viene spiegato l impatto negativo della perdita del segnale di prezzo da prodotto (del carbonio). In realtà, l auctioning dà il pieno segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto ma, come mostrato prima in questo studio, non c è resistenza al carbon leakage. L auctioning è il metodo più efficiente ed efficace, ma solo se applicato a livello globale. Lo studio Climate Strategies Droge (2009) si rivelò essere una svolta nella comunità Climate Strategies. Nelle conclusioni, l assegnazione basata sulla produzione (OB, output based) viene citata come una soluzione, vicino ai border adjustments: Per livellare in basso I costi del carbonio, i policymakers possono usare l assegnazione gratuita dei certificati, o sconti basati sul livello di produzione, che sono un rimborso per I produttori. In tal modo, se l assegnazione gratuita è usata per affrontare il carbon leakage in un sistema cap and trade, essa deve essere legata all esistenza, disponibilità o produzione dell impianto C è un analogia tra assegnazione gratuita di quote e border adjustments. Questi ultimi potrebbero mai essere basati su volumi di import storici congelati e fissati ex-ante? 5.9. La soluzione per il carbon leakage sostegno per l ex-post a livello micro e macro Nella consultazione sulle opzioni strutturali per rinforzare l EU ETS, che terminò il 28 febbraio 2013, ci fu un largo sostegno per l assegnazione ex-post a livello micro (impianto) e intervento predefinito e prevedibile di ex-post a livello macro. 22 rispondenti (10%) erano a favore dell ex-post a livello macro, inclusi 11 produttori elettrici e le ONG Change Partnership e Sandbag. Non meno di 46 (21%) chiedono di adottare con urgenza un assegnazione ex-post di quote a livello micro (agli impianti dell industria manifatturiera). Gli altri 152 rispondenti sul totale di 221 risposte non espresse opinioni sui sistemi prevedibili ex-post. La maggior parte dei rispondenti (126 o 57%) erano contrari a interventi di breve termine delle 6 proposte della Commissione. Una minoranza (82 o 37%) erano favorevoli alle proposte di intervento di breve termine ma l 83% di essi (68 su 82) non espresse alcun interesse sulla competitività industriale e sul rischio di carbon leakage. I rispondenti in favore di ex-post a livello micro sono molte imprese e federazioni industriali inclusi CEFIC e IFIEC, ma anche due imprese produttrici di energia, ENEL e EDF, la federazione IETA, il think tank CEPS e la NGO Client Earth. 30

34 Virtualmente tutti questi rispondenti propongono l assegnazione ex-post per migliorare la competitività industriale e minimizzare il rischio di carbon leakage. In contrasto, interventi predefiniti a livello macro darebbero davvero una risposta dell offerta e eviterebbero una sovra-assegnazione durante una recessione o una crisi, ma non mitigherebbero il rischio di carbon leakage, come mostrato nello scorso capitolo. Tuttavia, ci si può attendere che i rispondenti in favore di un intervento ex-post predefinito a livello macro siano d accordo con l assegnazione ex-post a livello di impianto, purchè si raggiunga lo stesso effetto totale. Ciò vale per la parte industriale con un sistema di assegnazione così come proposto in questo studio. Si noti che le emissioni industriali sono più variabili di quelle della generazione elettrica (e che con l assegnazione indiretta (elettricità) per l industria come proposto in questo studio, (vedi capitolo 9) anche parte della generazione elettrica è inclusa). I rispondenti dell industria (destinatari delle quote gratuite) in favore dell assegnazione ex-post a livello micro (impianto) erano molto spesso contrari alle misure non strutturali proposte dalla Commissione. Invece essi sottolineano l importanza di un pacchetto di riforma strutturale complessivo. IETA (2013) e il think tank CEPS (2013) danno una chiara argomentazione per l assegnazione ex-post proposta. IETA spiega che il criterio ex-ante causa sovraassegnazione durante una recessione o crisi e che in caso di crescita economica questo tipo di assegnazione potrebbe agire come un ostacolo alla crescita. CEPS fornisce gli stessi argomenti e afferma a pag. 11: occorrerebbe considerare che si assicuri che tutta la produzione possa beneficiare si assegnazione gratuita la soluzione per il carbon leakage Le maggiori carenze nella valutazione di Impatto dell EU ETS. La valutazione di Impatto associata alla proposta di revisione della Direttiva ETS del 23 gennaio 2008, fatta dalla Commissione, contiene gravi carenze nell analisi della soluzione dell assegnazione gratuita contro il carbon leakage. Notiamo che solo sulla base di una corretta analisi rimedi efficaci possono essere compresi e adottati dal Parlamento Europeo e dal Consiglio. Curiosamente, il modello GEM-3 ( che noi assumiamo essere lo stesso noto come E3ME come indicato nell Allegato 3 della Valutazione di Impatto) suggerisce che l auctioning pieno porta ad una minore riduzione del volume della produzione interna al 2020 per la maggior parte dei settori energivori rispetto all assegnazione gratuita (valutazione di Impatto, pag. 115, tabella 5.4). La Commissione afferma: Straordinariamente, per tutti i settori, gli impatti negativi sui volumi di produzione ed export (dall auctioning) sono minori rispetto allo scenario dove tutte le quote sono assegnate gratuitamente. Per noi questo modello E3ME, sebbene estesamente descritto nell Allegato 3 della Valutazione di Impatto, non è ancora abbastanza trasparente. Per esempio, non è chiaro come il possibile carbon leakage è modellato in dettaglio. A questo proposito risulta che i modelli di molti analisti del mercato del carbonio non contengano alcuna modellazione del carbon leakage. E che nella descrizione del modello E3ME, non è possibile trovare alcun riferimento al possibile carbon leakage o al possibile spostamento della produzione o dell investimento. Questo risultato del modello E3ME significherebbe che si sarebbe dovuto scegliere l auctioning per l industria. Ma nonostante questo straordinario risultato forse causato dall assenza di modellazione per il carbon leakage come da noi sospettato la Commissione Europea scelse l assegnazione gratuita per evitare il carbon leakage. C è un analisi delle opzioni di assegnazione gratuita alle pag per ottenere un efficace assegnazione evitando allo stesso tempo il carbon leakage. Quattro opzioni 31

35 sono identificate: (1) grandfathering armonizzato, (2) benchmarking pienamente armonizzato, (3) approccio ibrido: benchmarking armonizzato solo per I grandi emettitori, più discrezionalità per gli Stati Membri per quanto riguarda le assegnazioni ai piccoli emettitori e (4) benchmarking relativo per la prestazione. Nell opzione (4) viene affermato: Questa opzione non vuol dire che le assegnazioni saranno adeguate alla produzione effettiva (ex-post adjustments), in tal modo ignorando questa opzione. In relazione all opzione (2), benchmarking armonizzato, viene anche affermato: Le opzioni basate su dati di produzione successivi o sull aggiornamento dei dati di produzione non si sono considerate per una successiva analisi per evitare ogni incentivo perverso che indebolisca il segnale di prezzo delle quote. Questo è notevole, perchè nello stesso paragrafo di questa opzione viene meticolosamente spiegato che i benchmark non dovrebbero essere basati sulla potenzialità ma sulla produzione: I benchmark potrebbero forse anche essere applicati ai dati di potenzialità, ma la potenzialità potrebbe essere difficile da identificare in modo obiettivo e la correlazione tra potenzialità e produzione (e i conseguenti potenziali problemi di competitività e carbon leakage) potrebbe essere piuttosto vaga. Questo studio conferma la correlazione tra produzione e carbon leakage. In relazione al benchmarking armonizzato, l affermazione il livello dei benchmark non deve superare il livello di emissioni che si può ottenere con le BAT (Best available techniques) è basata su un argomentazione sbagliata (vedi footnote 106 nella Valutazione di Impatto: In linea con la Direttiva IPPC, i valori massimi per l inquinamento nelle autorizzazioni degli impianti coperti da tale Direttiva non dovranno superare i livelli che possono ottenersi con le BAT. Anche se le emissioni di CO 2 non sono più nel campo di applicazione della Direttiva IPPC, assegnazioni a livelli superiori alle BAT significano che il gestore non deve fare alcuno sforzo per ottemperare al suo obbligo di consegnare quote per le sue emissioni. Ciò andrebbe direttamente contro i principi delle regole per gli aiuti di Stato per la protezione ambientale. ) Questa argomentazione è sbagliata per due ragioni: (a) il livello dei benchmark ha un impatto cruciale sulla capacità di evitare il carbon leakage e (b) in un assegnazione basata sui benchmark l incentivo ad investire nella riduzione delle emissioni è non soltanto l evitare il costo del carbonio (come indicato dalla footnote 106) ma anche, e in modo complementare, i ricavi della vendita delle quote. Quest ultima omissione significa che la conclusione riguardante le regole per gli aiuti di Stato (vedi footnote 106) è anch essa sbagliata. Chiaramente, è apparente la nozione benchmark più stringenti sono preferibili per l ambiente (vedi anche cap. 12-2). La valutazione di Impatto perciò erroneamente conclude (pag. 122): Efficacia, carbon leakage Poiché il numero delle quote da assegnare gratuitamente è in realtà determinato in base all opzione scelta come indicato nella sezione precedente, tutte le opzioni hanno effetti simili per quanto riguarda l efficacia ambientale e il loro potenziale per evitare il carbon leakage. La logica di questa conclusione è difficile da seguire (nel ragionamento sembra mancare un legame tra il metodo di assegnazione e l effetto sul potenziale per evitare il carbon leakage). L efficacia e il potenziale per evitare il carbon leakage sono probabilmente simili per le quattro opzioni, ma esse sono tutte soluzioni inadeguate, perché l assegnazione exante è un incentivo intrinseco al carbon leakage. La valutazione di Impatto continua così (pag. 122): Efficienza del sistema Tutte le opzioni, eccetto lo status quo, escludono l aggiornamento del periodo storico di riferimento, e perciò evitano il più possibile incentivi perversi. Tuttavia, l assegnazione di quote a impianti relativamente nuovi per i quali non sono disponibili dati storici richiederebbe regole speciali, il che costituisce inevitabilmente un incentivo per investire, indebolendo il segnale di prezzo delle quote. 32

36 Cio tuttavia vale per tutte queste opzioni, Ovviamente, più bassa è l assegnazione, minori sono gli incentivi perversi. Riguardo all assegnazione gratuita, la Valutazione di Impatto riporta (pag. 117): Ricevere un assegnazione anticipata non cambia necessariamente le decisioni di produzione che terranno ancora conto del costo-opportunità delle quote. In altre parole, avendo ricevuto l assegnazione, potrebbe ancora essere più conveniente per il gestore chiudere il suo impianto e vendere la sua assegnazione sul mercato (rispettando la regola sulle chiusure), In effetti, è proprio questa la conseguenza di un assegnazione fissa ex-ante. E un incentivo al carbon leakage: ridurre la produzione o chiudere l impianto (come parte di un impianto emettitore di gas serra) e corrispondentemente importare dall estero la produzione mancante. Ma come mostrato prima, questo punto di vista è stato successivamente ignorato, a causa deli incentivi considerati perversi riguardanti il segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto. In altre parole, sebbene la Commissione citi il problema dell incentivo al carbon leakage, (a pag. 117), l ovvio rimedio viene ignorato (a pag ) quando vengono valutate le opzioni in base alla loro resistenza al carbon leakage. Si noti che alo tempo della Valutazione di Impatto, non era noto o atteso che la Direttiva ETS avrebbe incluso la disposizione dell Art. 10a (20) 5 : La Commissione dovrà, come parte delle misure adottate sotto il paragrafo 1, includere misure per definire gli impianti che cessano parzialmente di operare o riducono significativamente la loro potenzialità, e misure per adeguare appropriatamente, di conseguenza, il livello di assegnazione gratuita di quote assegnate ad essi. Non è chiaro se e come le regole per la chiusura, le regole per I nuovi entranti e per la cessazione parziale della produzione siano state modellate nel modello E3ME. L analisi della Commissione nella Valutazione di Impatto implicitamente riconosce l incentivo a ridurre la produzione e importare prodotto (carbon leakage), tuttavia nelle possibili opzioni per evitare il carbon leakage il metodo di aggiornare i dati di produzione per evitare il perverso incentivo al carbon leakage fu ciononostante scartato Conclusioni sulle soluzioni per evitare il carbon leakage nella Valutazione di Impatto 2008 della Commissione. La Valutazione di Impatto della Commissione è molto difficile da seguire e manca di trasparenza e di coerenza. C è una ricerca presentata che mostra che l auctioning sarebbe più favorevole per l industria rispetto all assegnazione gratuita (Valutazione di Impatto, pag. 115, tab. 5.4, risultati del modello E3ME). Ma nonostante questo rimarchevole risultato, apparentemente anche per la Commissione, la Commissione scelse l assegnazione gratuita per evitare il carbon leakage. Come ricordato, ci furono raccomandazioni sbagliate di terze Parti alla Commissione, ma questo non rende corretta l informazione sbagliata della Commissione. Dalla Valutazione di Impatto 2008 della Commissione si possono derivare le seguenti conclusioni: La ricerca per le soluzioni per evitare il carbon leakage è carente; sono riportate molte affermazioni senza prove solide e trasparenti a supporto L assegnazione ex-post (benchmark moltiplicato inizialmente per una produzione provvisoria, poi adeguato ex-post alla produzione effettiva) fu scartata come 5 Nella Decisione della Commissione (2011) sui benchmark e le regole di assegnazione, si stabilisce che l assegnazione sarà ridotta del 50% se I volume di produzione diminuiscono del 50%-75% rispetto alla baseline storica, etc. Perciò c è un incentivo al carbon leakage da produzione fino al 49% della baseline storica di produzione (mediana o mediana ). 33

37 opzione da valutare per i perversi incentivi riguardo al segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto, mentre l industria e più tardi anche la letteratura hanno chiaramente concluso sulla necessità di un legame con la produzione effettiva per evitare il carbon leakage. La Commissione non prevede barriere o rischi per l accesso alla RNE, ma in realtà ci sono rischi e barriere enormi, che causano carbon leakage da investimento Le conclusioni della Valutazione di Impatto sui metodi di assegnazione con l obiettivo di evitare il carbon leakage non sono corrette, come ulteriormente mostrato in questo studio: - Ai fini del carbon leakage, c è una cruciale differenza tra assegnazione ex-ante benchmark moltiplicato per una produzione storica fissata ex-ante) ed ex-post. L assegnazione ex-ante è di fatto un intrinseco incentivo al carbon leakage (da produzione e da investimento) - L enfasi sul segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto (Valutazione di Impatto pag. 94: come anche nei mercati finali dei prodotti, vedi sopra, cap. 5.3 e i vari punti dove sono menzionati i perversi incentivi dell assegnazione ex-post) giocò un ruolo vitale nel favorire l assegnazione ex-ante e nell escludere l opzione dell assegnazione ex-post. Tuttavia, il pieno segnale di prezzo (del carbonio) da prodotto, valido di per sé (100% con l auctioning, 100% o meno con l assegnazione congelata ex-ante), non può essere combinato con l obiettivo di evitare il carbon leakage. Ciò è mostrato in questo studio, anche con calcoli specifici sulle varie forme di carbon leakage. Il metodo più efficiente è l auctioning, ma solo se applicato globalmente. - Ovviamente il livello dei benchmark ha un impatto cruciale anche sulla capacità di evitare il carbon leakage. Ad un livello di benchmark di zero, il criterio di assegnazione si converte nell auctioning - Nella Valutazione di Impatto della Commissione, l assenza di calcoli trasparenti basati su modelli a livello micro (impianto e gestore) sull effetto dell auctioning sul carbon leakage e sull effetto di un assegnazione ex-ante vs ex-post sul carbon leakage è un omissione importante Il rimedio al carbon leakage dell assegnazione gratuita tre parametri di base Il carbon leakage dipende da tre parametri di base quando si applica l assegnazione gratuita come rimedio: a) Metodo di assegnazione: l assegnazione con benchmark è fissata ex-ante (statica) o dinamica ex-post basata sulla produzione effettiva o recente? b) Livello dei benchmark: Il livello dei benchmark è troppo stringente o è attrezzato per l obiettivo di evitare il carbon leakage? Come ricordato, ad un livello di benchmark di zero l assegnazione coincide con l auctioning. c) Il prezzo del carbonio: Al di sopra di un certo livello di prezzo del carbonio, si verifica il carbon leakage. Questo livello è specifico per ogni prodotto e dipende anche dai due parametri precedenti. Il carbon leakage avviene a partire da certi prezzi di break-even del carbonio. Nel caso di carbon leakage da investimento, il prezzo del carbonio atteso nel lungo termine dagli investitori gioca un ruolo vitale. Questo studio indaga sull impatto di questi tre parametri di base per l industria chimica. Si mostrerà che le conseguenze di particolari valori di questi parametri può essere trasferito in decisioni economiche razionali dei gestori su dove è più economico produrre un prodotto: in una regione ETS come nel caso della UE, o all estero. 34

38 6. Analisi: uno sguardo ravvicinato al carbon leakage con valutazioni quantitative, applicate all industria chimica Carbon leakage da produzione: la competizione per le quote di mercato & hard cash costs per il carbonio Per completezza, precisiamo che non c è carbon leakage da produzione nel caso di uno stretto equilibrio mondiale tra domanda e offerta. In tal caso i margini lordi sono relativamente favorevoli, e non c è nessuna potenzialità di offerta da accrescere per aumentare l import in una regione con vincoli sul carbonio. Tuttavia si può verificare carbon leakage da investimento, poiché i produttori specialmente in quel caso decideranno su dove è meglio investire in ampliamenti di potenzialità. In un primo meccanismo, i produttori stranieri (nuovi per la regione ETS) competono esportando nella regione ETS e possono guadagnare quote di mercato, sulla base del loro vantaggio di costo. I produttori ETS, specialmente quelli con una prestazione media o inferiore (50% del volume della produzione, con una più realistica media pesata del benchmark), fronteggiano ( hard cash ) costi del carbonio che i produttori stranieri non hanno. I produttori esistenti ETS difenderanno la quota di mercato ma anche il margine lordo, così il risultato è un equilibrio. Questo equilibrio è sempre negativo in termini di profitti e competitività Carbon leakage strutturale da produzione, la vendita di quote dà un valore maggiore del Valore Aggiunto Lordo (GVA) in base ai costi del carbonio: crackers + ldpe Per primo si analizza l esempio degli steam crackers più ldpe (polietilene a bassa densità). Si assuma che il leader in Europa abbia un valore aggiunto lordo (GVA) di 350 /t HVC (high value chemicals) più ldpe ad un certo tempo e che il prezzo del gas naturale sia 8 /GJ. Risulta quindi che produrre e vendere il prodotto generi maggior valore che vendere le quote per la maggior parte degli impianti di produzione, almeno fino a prezzi del carbonio di ca 80 /t CO 2 (solo l ultimo 10% dei crackers avrebbe problemi al 2030 se il prezzo del carbonio andasse a questo livello di 80 /t CO 2. Ma potrebbe verificarsi una situazione di mercato meno favorevole: il GVA del leader europeo diminuisce ad un certo punto a 225 /t HVC più ldpe, con il prezzo del gas naturale a 8 /GJ. Il CSCF (cross sectoral correction factor) è pubblicato a 0,94 nel Per il ldpe è prevista la compensazione finanziaria massima, tuttavia ridotta al 2020 dai due fattori di riduzione 75% (intensità di aiuto) x 80% (per i prodotti senza benchmark), con impatti negativi sul GVA (nota: i dati di ldpe sono basati su 0,75 t CO 2 /MWh, una buona indicazione per l impianto marginale di generazione (NdR: il valore non è ben rappresentativo per l Italia). Allora si vede (WAE = weighted average efficiency): 35

39 Così come per ogni tipo di impianto di produzione, l efficienza da carbonio di una popolazione, come qui per gli impianti steam cracker in Europa, è distribuita attorno ad una media pesata di efficienza, in questo caos 0,97 t CO 2 /t prodotto. La media del 10% degli impianti migliori ( top 10%, per i crackers 0,702 t CO 2 /t prodotto) rappresenta i migliori performers. Ci sono anche impianti che sono sotto la media, come in tutte le regioni del mondo, con una prestazione simile a quella europea. Non è nulla di cui ci si debba vergognare è la statistica, un fatto della vita. Nelle ultime due righe della tabella, si mostrano i prezzi della CO 2 di break-even per il carbon leakage basati sull alternativa tra produrre in Europa e vendere le quote assegnate ex-ante. I prezzi di break-even per il carbon leakage (basati sui costi hard cash ad un GVA senza ETS di 225 /t HVC + ldpe) sono 78 /t CO 2 (82 /t CO 2 se il CSCF fosse stato 1 nel 2020) per un impianto rappresentativo della media pesata (cracker + impianto ldpe) e 57 /tco 2 per gli impianti del quartile 4, entrambi al 2020 (vedi tabella). Osservazioni al 2020 ad un prezzo del carbonio ipotizzato a 40 /t CO 2 : Senza costi di carbonio, il GVA dell impianto top 10% è 225 /t HVC + ldpe, GVA dell impianto di efficienza media ( Weighted Average Efficiency WAE) + ldpe è 187 /t HVC. Il GVA dell impianto top 10% + ldpe è 211 /t HVC, GVA dell impianto WAE + ldpe è 159 /t HVC. Assegnazione ex-ante: vendere quote a 40 /t CO 2 (e evitando il costo del carbonio del ldpe) dà meno ricavi che producendo in Europa. Nessun carbon leakage da produzione. Osservazioni al 2030 ad un prezzo del carbonio assunto pari a 80 /t CO 2 : GVA dell impianto top 10% + ldpe è 187 /t HVC + ldpe, GVA impianto WAE + ldpe è 122 /t HVC. Assegnazione ex-ante: vendere quote a 80 /t CO 2 (e evitando il costo del carbonio del ldpe) dà più ricavi (137 /t di prodotto) per un impianto WAE che producendo il prodotto in Europa (il che dà un margine di 122 /t product). Il carbon leakage da produzione è conveniente! 36

40 La situazione diventa anche peggiore quando le condizioni di mercato diventano meno favorevoli e il GVA peggiora. Assumendo che il GVA per l impianto leader incluso ldpe peggiori a 170 /t HVC, in una forte recessione o crisi il GVA può diventare minore di 170 /t HVC, proprio come nel 2013! Ora si può vedere che ad un prezzo del carbonio di 80 /t CO 2 nel 2030 per gli impianti del quartile 2 vendere quote è più profittevole che produrre in Europa (la vendita di quote genera 114 /t HVC, la produzione genera un GVA di 101 /t HVC). Ad un GVA di riferimento di 170 /t prodotto (cracker + ldpe) per i leader (top 10%) senza costi di carbonio, i prezzi di break-even per il carbon leakage basati sui costi hard cash sono 55 /t CO 2 per un impianto WAE e 37 /t CO 2 per un impianto di quartile 4, entrambi al Questi sono prezzi di break-even piuttosto bassi. In circostanze economiche peggiori, il GVA può ad es. diventare 85 /t HVC + ldpe. Allora possiamo osservare: 37

41 I prezzi di break-even basati sui costi hard cash diventano molto bassi (es.19 /t CO 2 per impianti WAE nel 2020 e 2030, vedere le ultime due righe nella tabella). In tale sfavorevole situazione di mercato, vendere le quote è più conveniente per tutti gli impianti crackers + ldpe, rispetto a produrre in Europa, ad un prezzo maggiore di 52 /t CO 2 nel 2020 e di 48 /t CO 2 nel Conclusioni sul carbon leakage da produzione di steam crackers + direct value chain In dipendenza del GVA senza costi di carbonio e della severità del benchmark, che è influenzato molto negativamente dal CSCF, i prezzi di break-even del carbon leakage da produzione (hard cash cost) possono diventare molto bassi, ad es. attorno a 50 /t CO 2 o anche meno come mostrato prima per impianti WAE. Ciò significa che a questi prezzi del carbonio, non alti in realtà, il 50% della produzione europea è a rischio per il carbon leakage da produzione (hard cash cost). Notiamo che per gli altri derivati, come PP (polipropilene) come indicato nella tavola, l impatto è un po minore che per il ldpe I prezzi di break-even per il carbon leakage da produzione per gli impianti steam cracker + ldpe (in questo caso) sono un tetto per gli hard cost al di sopra dei quali produrre in Europa genera meno valore che vendere quote. Le regole di assegnazione ex-ante dell EU ETS mostrano una scarsa resistenza al carbon leakage da produzione per l industria chimica; esse sono di fatto un incentivo per il carbon leakage. L impatto di questo meccanismo sarà mostrato anche per un assegnazione basata sulla produzione effettiva (adeguamento ex-post di una produzione provvisoria alla produzione effettiva, vedere cap.12) Carbon leakage strutturale da produzione, vendere quote dà più valore del GVA sulla base degli hard cost del carbonio: ammoniaca La situazione dell ammoniaca è illustrata con dati pubblici di CHEMSYSTEMS (2012): 38

42 Da questa figura si può vedere che il margine cash cost per un leader europeo (assumiamo sia un produttore top 10% ) è variato nel periodo fra zero e un valore eccezionalmente alto di 350 /t ammoniaca. Un altra importante osservazione è che fin dal 2009 i produttori USA hanno generato più alti margini dei produttori europei. Fin da ca il 2005, i produttori del Medio Oriente hanno generato più profitti di quelli europei. Assumiamo che il leader europeo abbia un GVA di 170 /t ammoniaca ad un certo tempo, con il prezzo del gas a 8 /GJ. Il CSCF è pubblicato a 0,94 nel 2013 e 0,82 nel Allora si osserva: 39

43 Senza I costi CO 2, il produttore medio avrà un GVA di 115 /t ammoniaca, il Q4 (quartile 4) di 52 /t ammoniaca. Con un prezzo CO 2 di 40 /t, il produttore medio avrà un GVA di 88 /t ammoniaca (sarebbe stato 100 /t ammoniaca con un CSCF di 1 al 2020); l impianto medio del Q4 ha un GVA di 8 /t ammoniaca (sarebbe stato di 52 /t ammoniaca (!) con un CSCF di 1 al 2020). Al di sopra di un prezzo del carbonio di 43 /t CO 2 al 2020, tagliare la produzione e vendere le quote dà maggior valore del GVA per impianti medi e per i quartili 3 e 4. Con il valore stringente del CSCF, il valore di benchmark del top 10% per gli impianti esistenti è già minore della migliore tecnologia per impianti nuovi nel 2013: 1,53 t CO 2 /t ammoniaca, o 27,3 GJ/t ammoniaca, mentre la migliore tecnologia per il 2020 è 29 GJ/t ammoniaca, vedi CEFIC Roadmap pag Il benchmark diventa uguale al teorico minimo termodinamico di 20,7 GJ/t ammoniaca al 2026! Verso il 2030, ci si può attendere un massivo carbon leakage se il prezzo del carbonio sale oltre 78 /tco 2. Ad un GVA di 170 /t ammoniaca senza costi di CO 2, vendere quote sulla base dei costi hard cash diventa più profittevole che produrre in Europa per tutti gli impianti europei di ammoniaca. Conclusioni su carbon leakage da produzione per ammoniaca (hard cash cost) I prezzi break-even del carbon leakage da produzione ( hard cash cost ) sono piuttosto bassi per l ammoniaca, e.g /t CO 2 per impianti di quartile 2 fino a ca 15 /t CO 2 per impianti di quartile 4. Ciò significa che a questi, non realmente alti, prezzi di carbonio, il 75% della produzione europea di ammoniaca è in pericolo per il carbon leakage da produzione (hard cash cost). Entro il 2030 l attuale impianto WAE avrà un GVA di 39 /t ammoniaca ad un prezzo ipotizzato di 80 /t di CO 2. Non producendo e vendendo quote genererà 160 /t ammoniaca! Dai dati storici dei margini si può concludere che il GVA può diventare più basso. Allora non producendo e vendendo quote diventerà profittevole a prezzi del carbonio più bassi. Le regole di assegnazione congelata ex-ante nellìeu ETS mostrano una scarsa resistenza contro il carbon leakage da produzione per l industria chimica, questi sono di fatto un incentivo per il carbon leakage. L impatto di questo meccanismo sarà mostrato anche per un assegnazione basata sulla produzione effettiva (adeguamento ex-post di una produzione provvisoria alla produzione effettiva), vedi cap Carbon leakage strutturale da produzione, vendere quote dà più valore del GVA, sulla base degli hard cost del carbonio: conclusioni per l industria chimica. Il carbon leakage da hard cost del carbonio è il caso estremo di carbon leakage. I prodotti petrolchimici e l ammoniaca, inclusi i derivati dagli steam crackers e/o ammoniaca non sono resistenti ai benchmark sempre più stringenti e ad un prezzo del carbonio di /tco 2. La combinazione di assegnazione ex-ante e benchmark stringenti mostra che c è un incentivo al carbon leakage, basato sul deterioramento del GVA a causa degli hard cost del carbonio. 40

44 Per molti prodotti dell industria chimica, gli steam crackers e/o gli impianti di ammoniaca sono alla sommità della catena del valore vedi Roadmap 2050 di CEFIC. Una gran parte della catena del valore dello steam cracker è fatta dai polimeri; per l ammoniaca la catena del valore consiste, tra gli altri, dei fertilizzanti via acido nitrico e urea. Esempi di e/o prodotti sono il caprolattame e l acrilonitrile. Perciò i prezzi di break-even del carbon leakage da produzione basati sugli hard cash costs come prima presentati non sono l eccezione ma la regola nell industria chimica (come ulteriormente illustrato con calcoli sull alternativa produzione e carbon leakage.) 6.2. Arbitraggio per carbon leakage da produzione introduzione, relazione con il carbon leakage da investimento Il prossimo meccanismo di carbon leakage da produzione è relativamente diretto: in molti mercati le imprese producono in maniera crescente a livello globale (oltre alla chimica anche acciaio, cemento etc.). Queste imprese semplicemente producono dove è più conveniente farlo, considerando i costi del trasporto nella regione ETS. Ci sono prezzi CO 2 di break-even al di sopra dei quali produrre all estero è più conveniente che dentro la regione ETS. Riducendo la produzione nella regione ETS, il GVA corrispondente si perde e, perciò, c è una minore copertura dei costi fissi. Poiché il profitto è solo una parte del GVA, il risultato è di profitti molto minori e dopo ulteriore riduzione della produzione, una perdita operativa netta. Questa sarebbe una ragione per non ridurre la produzione nella regione ETS. Tuttavia, la perdita di GVA nella regione ETS è compensata dallo stesso guadagno di GVA fuori dalla regione ETS, a parità di altre condizioni. Al di sopra dei prezzi di break-even, la somma dei ricavi delle vendite, al netto dei costi extra di trasporto, è positiva. L arbitraggio per il carbon leakage da produzione è prima di tutto un problema ambientale di breve termine, è carbon leakage di breve termine. Con le attuali regole di assegnazione ex-ante non si perdono quote fino ad una riduzione della produzione del 49% della baseline storica (mediana o mediana ). in tal modo in tempo di recessione e di crisi, c è un forte incentivo a tenere gli impianti vecchi meno efficienti al 51% della produzione storica di riferimento. Ma l arbitraggio per il carbon leakage da produzione ha anche effetto sul carbon leakage da investimento di lungo termine. Naturalmente, la perdita di produzione con questo meccanismo di leakage non sale al 49% all improvviso, Le perdite di produzione si sviluppano gradualmente, anche perché molte imprese non dispongono dell infrastruttura logistica (es. stoccaggi in un porto) e molto spesso non hanno abbastanza potenzialità fuori dall Europa per compensare l abbassamento della produzione al 51% della produzione storica (mediana o mediana ) in Europa. Se il carbon leakage da produzione diventa conveniente, un impresa è in parte incentivata a decidere di sbottigliare impianti esistenti fuori dall Europa (lo sbottigliamento è un modo relativamente economico di aggiungere potenzialità). In altre parole, aumentando la potenzialità fuori dall Europa, aumenta la possibilità in futuro di ridurre la produzione della potenzialità esistente della stessa impresa in Europa al 51% della produzione di baseline storica. Così il carbon leakage da produzione sarà anche un parziale incentivo per un carbon leakage da investimento di più lungo termine. Il parziale incentivo può essere spiegato come segue. Per ogni investimento mirato alla crescita deve esserci un adeguato ritorno dell investimento (ROI o IRR). Il solo ricavo dalla vendita di quote da un impianto in Europa è molto spesso non sufficiente a giustificare un estensione della potenzialità fuori dall Europa (a meno che lo sbottigliamento non sia piuttosto economico, cosa che può anche accadere). 41

45 Ma se l investimento per aumentare la potenzialità fuori dall Europa è fatto, a causa delle enormi barriere e rischi per ottenere l adeguato numero di quote per la crescita in Europa (vedi cap. 6.3), aumenta la possibilità in futuro di ridurre la produzione della potenzialità esistente della stessa impresa al 51% della produzione della baseline storica. Ciò accadrà ogni volta che la domanda attesa del mercato si riduce. Anche se non ci fossero barriere e rischi per ottenere quote per sbottigliamenti in Europa (ci sono in realtà enormi barriere e rischi, che possono probabilmente causare carbon leakage da investimento) o per ottenere quote per rimpiazzare vecchia capacità con una moderna con la stessa potenzialità (il che può essere un problema nel caso che un impresa scegliesse un altro sito per la sostituzione), è discutibile se un impresa deciderebbe di sostituire un più vecchio, meno efficiente impianto con uno nuovo ed efficiente, quando il risultato sarebbe che tagliando la produzione e vendendo le quote liberate più importando il prodotto dagli impianti della stessa impresa fuori dall Europa genererebbe più valore, anche se questo vale solo al di sopra di un prezzo di break-even per la CO 2. Ad esempio, il risultato di un investimento relativamente alto per rimpiazzare un impianto più vecchio e meno efficiente con uno moderno dell ordine di un miliardo di per un cracker sarebbe che il prezzo di break-even per l arbitraggio di carbon leakage da produzione per un impianto cracker + ldpe del quartile 4 si muoverebbe solo da 16 a 21 /t CO 2 per un cracker + ldpe top 10%, vedere la tabella sotto nel paragrafo successivo. Con le attuali regole di assegnazione ex-ante, investire per ridurre le emissioni è quindi un rimedio insufficiente ad evitare l arbitraggio del carbon leakage da produzione. In altre parole, gli investitori si sentiranno sicuri quando con un sistema di assegnazione migliorato il prezzo di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione diventa molto più alto ad es. maggiore di /t CO 2 rispetto ai prezzi previsti, cioè nel lungo termine nell intervallo /t CO 2. Perciò il livello del prezzo di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione può essere visto come un indicatore di salute per la resistenza al carbon leakage. Come detto, questi prezzi di break-even dell industria chimica presuppongono parità delle altre condizioni. In pratica la realtà è diversa: in molte regioni concorrenti i prezzi per le materie prime, il gas naturale ed elettricità sono più bassi che in Europa. E in Asia i costi del lavoro sono inferiori. Questi prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione per l industria chimica a parità di altre condizioni sono descritti di seguito (perché il carbon leakage assume per definizione che ci si trovi a parità delle altre condizioni) Prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage per I prodotti chimici: gli steam crackers e la loro catena del valore illustrazione con un esempio Gli steam crackers hanno estese catene di valore. Si mostrano calcoli per crackers con due polimeri selezionati, ldpe e PP, basati sui prodotti del cracker etilene e propilene: 42

46 Come detto, al di sopra del prezzo di break-even della CO 2, le quote di emissione liberate dalla riduzione della produzione in Europa possono essere vendute e la (riduzione di) produzione corrispondente può essere importata dall esterno dell UE. Allora i ricavi di questo commercio di carbonio saranno più che sufficienti a compensare il costo del trasporto verso l Europa, assunto in questo esempio pari a 30 /t di prodotto. Si noti che il costo del trasporto dall estero verso l Europa è contato solo una volta per i derivati da steam cracker. Ciò perché il risultato finale del carbon leakage ad es. per ldpe è che soltanto l ldpe è trasportato verso l Europa mentre in Europa la produzione di ldpe + etilene da uno steam cracker sarà diminuita. Dal calcolo si può vedere che il prezzo di break-even del carbon leakage per un cracker WAE è 31 /t CO 2. Con la più bassa produzione si considererà anche la minore produzione dei polimeri ldpe e PP. Allora i prezzi combinati di break-even per il carbon leakage per le catene di valore dei cracker più ldpe oppure PP scendono al livello basso di 17,5 e 24 /t CO 2 rispettivamente. Impianti con una prestazione meno buona del WAE hanno prezzi di break-even anche più bassi. Questi prezzi di break-even sono piuttosto bassi per l industria petrolchimica. Si noti che questi prezzi di brek-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione sono validi per qualsiasi livello di assegnazione fissata ex-ante, così come sono validi nel caso di auctioning. Ma nel caso dell auctioning questi prezzi di break-even valgono per il carbon leakage da investimento. Allora ogni concorrente straniero può produrre a costi minori fuori dalla regione ETS rispetto ad un produttore della regione ETS con la stessa efficienza (in tal caso non si tratta più di arbitraggio di carbon leakage). Calcoli di questo tipo non sono (ancora) inclusi nelle valutazioni di Impatto della Commissione. L auctioning parziale per le operazioni esistenti si applica quando un assegnazione con un benchmark per unità di prodotto è più bassa dell emissione specifica di un impianto di produzione. Con un assegnazione storica fissata ex-ante, i costi di auctioning parziale si possono evitare riducendo la produzione (e importando corrispondentemente dall estero). L auctioning parziale può anche verificarsi, perfino per un impianto all altezza del benchmark, se un settore cessa di essere considerato esposto al rischio di carbon leakage, per essere considerato non esposto (come peraltro invocato da CE Delft (2013) per moltissimi settori). L auctioning parziale si verifica anche quando un nuovo entrante riceve una sotto-assegnazione causata da un volume di produzione più basso della sua produzione effettiva ( a causa delle rischiose regole per la capacità di produzione di un nuovo entrante, vedi barriere e rischi per la crescita, più sotto). 43

47 Con le attuali regole si può verificare auctioning pieno per la crescita in caso di esaurimento della RNE, o in caso di adozione del principio di permit trading, come invocato dagli economisti ambientali e come precedentemente indicato (allora tutte le quote, per qualsiasi tipo di crescita, devono essere acquistate). Questa analisi mostra che sotto l auctioning, anche gli impianti con la migliore prestazione non sono più economicamente fattibili in Europa. A bassi prezzi del carbonio, come /t CO 2, produrre fuori dall Europa e trasportare il prodotto in Europa è più conveniente della produzione in Europa. Con l auctioning e con l assegnazione ex-ante, il valore economico della riduzione di produzione non dipende dal volume di assegnazione (ad es. il top 10% della WAE), ma dal livello dell emissione specifica del singolo impianto. Ciò è illustrato dall esempio a pag seguente. I calcoli sopra descritti sono illustrati con un esempio: Si assuma un cracker WAE che produce kt di prodotto e un impianto connesso di ldpe (anch esso WAE) che produce 200 kt di ldpe. Allore le emissioni dirette e indirette (da elettricità) sono x 0, x 0,74 =1118 kt CO 2. Entrambi gli impianti possono ridurre la produzione del 49% conservando le quote assegnate; l emissione diventa 0,51 x = 570 kt CO 2. La riduzione di emissione è allora di = 548 kt CO 2. Si assuma inoltre che l assegnazione per il cracker fosse kt x 702 t CO 2 = 702 kt CO 2 e che l assegnazione per l impianto ldpe, inclusa la compensazione finanziaria espressa in quote fosse 68% (85% intensità di aiuto x 80% fattore di riduzione come con un impianto senza benchmark di prodotto), così 68% x 0,74 t CO 2 /t prodotto x 200 kt = 100 kt CO 2 equivalenti; in totale 802 kt CO 2 equivalenti. Così la scarsità di quote e quella della ristretta compensazione finanziaria è pari a = 316 kt CO 2 equivalenti/anno. Riducendo la produzione al 51% della baseline storica fissata, le minori emissioni di 548 kt CO 2 hanno due effetti: (1) evitare il costo della mancanza di 316 kt CO 2 e (2) un ricavo dalla vendita di 232 EUA (= ), il valore economico totale è quindi 548 kt CO 2. Se l assegnazione fosse ad es. stata di EUA, il costo evitato della scarsità di quote sarebbe stato zero e il ricavo sarebbe stato pari a 548 EUA, con un valore economico invariato. Perciò con le regole di assegnazione ex-ante, il valore economico di una riduzione della produzione non dipende dal quantitativo di quote assegnate, ma dal livello di emissione specifica del singolo impianto. In altre parole, la severità del benchmark (top 10% o WAE che sia) non ha alcun ruolo rispetto all incentivo per il carbon leakage. Per concludere questo esempio, si assuma che il prezzo della CO 2 sia 35 /t. Producendo 49% meno prodotti del cracker e meno ldpe genera un valore economico di 35 x 548 = k. Se l intero 49% della riduzione di produzione del cracker (che include il volume di ldpe, ma anche altri polimeri e prodotti), cioè 49% x kt = 490 kt di prodotto fosse importato da fuori Europa con un costo del trasporto in Europa di 30 /t di prodotto, il costo del trasporto sarebbe in totale k (490 x 30). Se tale quantitativo fosse prodotto fuori Europa dallo stesso produttore, il profitto netto di questo arbitraggio di transazione per il carbon leakage sarebbe = k. Il prezzo di break-even si raggiunge quando questo profitto netto si annulla. Ciò si calcola dividendo il costo del trasporto per l emissione specifica, in questo esempio: { 30/ton costo trasporto prodotto / ( ) t CO 2 /t prodotto} = 17.5 /t CO 2. La tabella mostra che la combinazione di un cracker medio e un impianto medio di PP dà un prezzo di break-even di 24 /t CO 2. 44

48 Poichè uno steam cracker produce vari prodotti ( high value chemicals, HVC, più altri), il prezzo medio di break-even price sarà attorno a 20 /t CO Prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage per i prodotti chimici: ammoniaca L ammoniaca è ancora più sensibile al carbon leakage; il risultato è mostrato nella successiva tabella: Questi prezzi di break-even per l ammoniaca sono molto bassi, per un impianto medio 15 /t CO Prezzi di break-even per arbitraggio del carbon leakage: melammina I precursori della melammina sono ammoniaca, urea e CO 2. Nei calcoli seguenti sono inclusi gli effetti upstream di ammoniaca e urea. Ciò risulta ancora in prezzi di break-even per il carbon leakage molto bassi Prezzi di break-even per arbitraggio del carbon leakage: carbon black Il carbon black è piuttosto carbon intensive; è prodotto da oli pesanti aromatici dalle raffinerie e dagli steam crackers. I prezzi di break-even per il carbon leakage sono tra i più bassi nell EU ETS: 45

49 Riepilogo dei prezzi di break-even per il carbon leakage da produzione per i prodotti chimici Come detto, per molti prodotti nell industria chimica, gli impianti steam crackers e/o ammoniaca sono, all interno dell industria, in cima alla catena del valore Vedere Roadmap 2050 di CEFIC. Una gran parte della catena del valore dello steam cracker è fatta dai polimeri; per l ammoniaca la catena del valore consiste, tra gli altri, dei fertilizzanti via acido nitrico e urea. Esempi di e/o prodotti sono il caprolattame e l acrilonitrile. Si mostra che per l industria chimica i prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione sono relativamente bassi (in un intervallo importante per la Valutazione di Impatto della Commissione) e probabilmente in un intervallo simile come per altri importanti settori ETS come acciaio e cemento. A causa della struttura dell industria chimica con le sue numerose e complesse catene di valore, i prezzi di breakeven per il carbon leakage sono in genere nell intervallo /t CO 2. I prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione sono prezzi di break-even di carbon leakage da investimento nel caso di auctioning totale delle quote. In tal modo, al di sopra di prezzi del carbonio abbastanza moderati nell intervallo di /t CO 2, produrre prodotti chimici fuori dall Europa e importare gli stessi prodotti in Europa è più conveniente che produrre in Europa. Per questo l assegnazione gratuita delle quote è essenziale. Questa analisi dimostra che benchmark troppo stringenti sono controproducenti. Il livello adeguato di severità dei benchmark sarà analizzato nella parte soluzioni di questo studio. E inoltre mostrato che aumentando la potenzialità fuori dall Europa aumenta la possibilità di ridurre la produzione della capacità esistente in Europa della stessa impresa fino al 51% della produzione storica della baseline (mediana o mediana ). In tal modo il carbon leakage da produzione sarà anche un incentivo parziale per il carbon leakage da investimento di più lungo termine. I prezzi di break-even strutturali del carbon leakage da produzione basati sui puri costi di carbonio a causa dei benchmark sempre più severi, e con una compensazione finanziaria ristretta o assente sono su un livello più elevato, ma sono ancora nell intervallo di /t CO 2 per gli impianti produttivi di media efficienza. E degno di nota che calcoli di questo tipo non sono (ancora) inclusi nelle valutazioni di impatto della Commissione. Occorre rimediare a questa omissione. Il carbon leakage da produzione potrebbe alla fine diventare significativo nell EU ETS, se si considera che i settori chimica, acciaio e cemento coprono almeno 600 Mt CO 2 /annoper 46

50 le emissioni dirette e indirette (da consumo di elettricità). Un carbon leakage da produzione del 50% rappresenterebbe un carbon leakage di ca 300 Mt CO 2 /anno. Ciò è da confrontare con la diminuzione del cap totale ETS previsto tra il 2010 e il 2020, di 374 Mt CO 2 /anno. La seconda minaccia reale, per mettere insieme le cose, è il carbon leakage da investimento; questo è causato da barriere e rischi per gli investimenti nella crescita. Si analizzano di seguito le cause strutturali che portano al carbon leakage da investimento Carbon leakage da investimento attraverso barriere e rischi per gli investimenti per la crescita e per gli investimenti per sostituire con impianti moderni quelli più vecchi e meno efficienti. Le barriere e I rischi per gli investimenti nella crescita e per gli investimenti per sostituire gli impianti più vecchi e meno efficienti con impianti moderni, con le attuali regole di assegnazione, furono analizzate in CEFIC-IFIEC (2012). Gli investimenti per rimpiazzare gli impianti più vecchi e meno efficienti non sono considerati come nuovi entranti se la sostituzione avviene nell ambito della stessa autorizzazione (così non ci sono barriere né rischi), ma si è nel caso di nuovo entrante se la sostituzione si facesse in un nuovo sito. Le regole di assegnazione della Direttiva ETS sono state chiarite con regole più dettagliate nella Decisione della Commissione sui benchmark e regole di assegnazione, anche chiamate CIMs: Community Implementation Measures. Entrambi i documenti sono legalmente vincolanti. Le regole sono ulteriormente dettagliate in Guidance Documents (più di 500 pagine ) e Q&A della Commissione, entrambi i documenti esplicitamente non vincolanti legalmente per gli Stati Membri, e nemmeno per la Commissione. Tuttavia, la Commissione e gli Stati Membri applicano tutte le guide e le Q&A come se fossero legge, nonostante contraddizioni e conflitti logici. Questo stato di cose impone la domanda su dove sia la certezza per gli investimenti nella crescita. Lo studio conclude che assumere che non si sono problemi per la crescita perché esiste la RNE (riserva nuovi entranti) è un eccessiva semplificazione dei fatti. Non si tratta di un assunzione valida. Di fatto, esistono molte incertezze legali e operative per l accesso alla RNE, ed anche sulla sue esistenza dopo il Non ci sono nuovi esistenti per il periodo Perciò, le attuali barriere e rischi per la crescita dei nuovi entranti sono anche importanti per tutti i periodi post Per la crescita industriale al 30 giugno 2011, le barriere e i rischi sono ad esempio: non ci sono quote per la crescita entro la capacità esistente, non ci sono quote per sbottigliamenti entro il 10% né quote per aumenti di capacità per i cosiddetti consumatori di calore non ETS a meno che non ci sia anche un cambiamento fisico del fornitore di calore ETS (che spesso non è necessario, specialmente dopo i risparmi di calore da parte dei consumatori secondo gli obiettivi ETS!). Nel caso di aumento di potenzialità del 10% (o quote e 5%), le regole sono molto rischiose: l assegnazione sarà basata sui 2 più alti volumi di produzione mensili entro 3 o 6 mesi dopo l inizio dell operazione normale e possono quindi essere molto inferiori di una normale frazione di utilizzazione moltiplicata per la capacità di progetto a causa di problemi di start-up, mancanza di domanda di mercato (recessione o crisi; un nuovo prodotto può richiedere anni per sviluppare una domanda di mercato). La RNE potrebbe essere esaurita quando dovesse servire, e non è prevista alcuna RNE dopo il 2020 (non definite nella Direttiva). La certezza di una RNE dopo il 2020 è molto importante per i nuovi investimenti in via di pianificazione. Con un avvio previsto ad es. nel , il periodo di valutazione economica è da 10 a anni, con un orizzonte 47

51 temporale dal 2020 al Altre barriere e rischi per la crescita: l incerta e ristretta compensazione finanziaria, lo stringente FRL (fattore di riduzione lineare) che deve essere moltiplicato per il benchmark per l assegnazione dei nuovi entranti (il FRL è già 0,9130 nel 2018 e scenderà ulteriormente a 0,739 nel 2028). C è anche incertezza sullo status di (esposizione al) carbon leakage. Se un settore o sotto-settore cambia da esposto a non esposto allora il CLEF (fattore di esposizione al carbon leakage) scende improvvisamente da 1 nel (100% di assegnazione gratuita) a 0,6571 nel 2015 e così via fino a 0,3000 nel 2020 (e ancora fino a zero nel 2027?). Queste barriere e rischi sono destinate a causare carbon leakage da investimento, che come il carbon leakage da produzione, dovrebbe essere incluso nelle valutazioni di impatto della Commissione Carbon leakage da investimento catene di valore degli steam cracker Come abbiamo visto prima, con le regole di assegnazione ex-ante, i prezzi di break-even del carbon leakage da produzione sono determinati non dall assegnazione, ma dallo specifico livello di emissione. Si assume che un nuovo efficiente cracker da avviare attorno al 2020 ha un emissione specifica di 0,617 tco 2 /t prodotto nel 2020, che sarà ulteriormente migliorato a 0,586 tco 2 /t prodotto nel 2030 e a 0,571 tco 2 /t prodotto nel Questo nuovo impianto ad alta efficienza nel 2020 corrisponde alla previsione della Roadmap 2050 di CEFIC (pag. 76) di 11 GJ/t HVC. Nella Roadmap gli impianti nuovi nel sono previsti usare 10 GJ/t HVC ( ca 0,561 tco 2 /t HVC), nel il consumo diventa 9 GJ/t HVC (ca 0,505 tco 2 /t HVC). (Nota: per il calcolo da GJ/t HVC si è usato il fattore gas di 56,1 tco 2 /TJ, che è lievemente ottimistico poiché c è sempre un po di uso di elettricità; alcuni impianti ad alta efficienza usano molta elettricità (elettro-intensive crackers)). Tuttavia, il top 10% benchmark moltiplicato per il LRF diminuisce più rapidamente del miglioramento tecnologico (senza CCS), vedere tabella di seguito. Per il 2050 il benchmark con LRF è diminuito a ca il 50% del valore corrispondente allo sviluppo tecnologico atteso! In assenza di un nuovo Accordo Globale sul Clima, con una competizione ad armi pari, non è naturalmente fattibile installare già prima (2020) o poi (2030) CCS, che richiede alti investimenti e per la quale ci sono ancora barriere e rischi come accettazione della comunità e carenza di infrastrutture. Nelle attuali circostanze, una decisione di investimento non può essere basata sulla CCS. Nonostante l elevata efficienza del nuovo impianto, i prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione sono ancora molto bassi, cioè ca 25 /t CO 2 per crackers + ldpe e ca /t CO 2 per crackers + PP, vedi tabella sotto. Come detto, il prezzo di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione è un indicatore di salute del clima dell economia, ed è un indicatore ambientale in relazione alla sensibilità al carbon leakage da produzione. Al di sopra di questi bassi prezzi di break-even tagliare la produzione in Europa e aumentare la produzione dello stesso produttore fuori dell Europa per esportare verso l Europa è conveniente. 48

52 Per un tale orizzonte di lungo termine, devono essere attesi prezzi della CO 2 molto più alti di oggi. Ad es., nello scenario Diversified Supply dell Energy Roamap della Commissione (simile allo scenario di CEFIC Diversified Global Action ), i prezzi della CO 2 sono 25 /t nel 2020, 52 /t nel 2030, 95 /t nel 2040, e poi rapidamente salgono a 265 /t nel Ma c è più da dire sulla minaccia per il carbon leakage da investimento. Per un nuovo cracker ad alta efficienza progettato per l avviamento al 2020 il costo della CO 2 (hard cash) sarà quasi zero. Ma dopo il 2020 il costo (hard cash) salirà: da 0 t CO 2 /t HVC nel 2020, a 0,092 (0,586 il benchmark di 0,494) t CO 2 /t HVC nel 2030, a 0,199 t CO 2 /t HVC nel 2040, ma poi a 0,307 t CO 2 /t HVC nel 2050 (vedere tabella sotto). Per ldpe (polietilene bassa densità) il nuovo impianto al 2020 è fissato a 0,58 t CO 2 /t ldpe. Per ldpe (e PP, polipropilene) è stato fissato un benchmark simulato: benchmark 2013 x LRF. Questo benchmark simulato è un assunzione ottimistica fino al 2020, poiché per il ldpe l alto consumo di elettricità è il maggior componente energetico e la compensazione finanziaria (da corrispondere in Stati Membri come Germania, Olanda, etc. ma non in molti altri Stati Membri) comunque scende dalla massima intensità di aiuto (75% nel 2020) e deve in aggiunta essere moltiplicata per l 80% (perché questi sono prodotti privi di benchmark). Così nel 2020 la compensazione finanziaria è 75% x 80% = 60% degli effettivi costi da carbonio dell elettricità. Con questa ottimistica assunzione di benchmark simulato noi vediamo come (hard cash) costi del carbonio per ldpe: 0,06 (0,57-0,51) t CO 2 /t ldpe nel 2020, a 0,15 t CO 2 /t ldpe nel 2030, a 0,25 t CO 2 /t ldpe nel 2040 e a 0,34 t CO 2 /t ldpe nel Allora i costi totali (hard cash) del carbonio per un moderno cracker ad alta efficienza + ldpe costruito al 2020 sono: 0,06 t CO 2 /t prodotto nel 2020, 0,22 t CO 2 /t prodotto nel 2030, 0,38 t CO 2 /t prodotto nel 2040 e 0,60 t CO 2 /t prodotto nel I calcoli sono presentati nella tavola successiva: 49

53 Con i prezzi della CO 2 dell Energy Roadmap della Commissione, ciò significa per la penalizzazione di costo (hard cash): 1,5 /t prodotto nel 2020, 13 /t prodotto nel 2030, 43 /t prodotto nel 2040, che esplode a 173 /t prodotto nel Questi costi, che in un analisi di rischio sono più alti in scenari con più alti prezzi di carbonio, devono essere confrontati con un GVA di 350/ton HVC + ldpe in circostanze economiche sane e con GVA più bassi come 170 /ton HVC + ldpe o meno durante periodi di eccesso di offerta, recessione o crisi. In conclusione, per il 2050 il GVA in una situazione di mercato favorevole sarà ridotto del 50% e in una situazione di mercato sfavorevole è completamente annullato. Ma il profitto è solo una parte del GVA. La parte più grande del GVA è richiesta per recuperare i costi fissi di produzione (personale, manutenzione, ricerca e sviluppo, ecc.). Così, se c è un sano profitto per un impianto ad alta efficienza con un GVA senza costi di carbonio di 350 /t HVC + ldpe, il profitto si trasforma in una perdita operativa quando il GVA senza costi di carbonio si deteriora fino a valori di 170 /t HVC + ldpe (o meno). Ma le barriere e i rischi per ottenere quote per la crescita non sono ancora considerate. Nell analisi precedente si è assunto che il nuovo impianto cracker e ldpe riceve tutte le quote e la compensazione finanziaria spettante. Le regole di assegnazione per impianti nuovi in un sito GHG stabiliscono (il diavolo è nei dettagli): Avvio di normale operazione = il primo giorno di un period di 90 giorni consecutivi in cui il sottoimpianto ha prodotto almeno al 40% della capacità di progetto. I giorni senza produzione possono essere inclusi (?)(finora, e.g. the Netherlands Emissions Authority (NEa) non è in grado di dare una chiara risposta su questo). Cnew, design = capacità di progetto basata su informationi oggettive, verificate da un verificatore indipendente. Cinitial = la capacità iniziale del sottoimpianto, basata sulla media dei 2 mesi di più alta produzione, da moltiplicare per 12, nei 90 giorni (3 mesi) dopo l inizio della normale operazione. Perciò, se dopo l avvio di operazione normale, l impianto è riuscito a marciare solo al 50% della capacità di progetto, l assegnazione è solo il 50% dei calcoli mostrati sopra. E perfino possibile un assegnazione sotto il 40%, perché può accadere che dopo l avvio di operazione normale ( in cui la produzione deve essere almeno al 40% della capacità di progetto), la produzione cada a livelli più bassi, ad es. per problemi tecnici. L esperienza mostra che tali problemi tecnici possono specialmente verificarsi in caso di un disegno di processo innovativo (nel primo periodo dopo l avviamento, quindi certamente nei 3 mesi dopo l avvio dell operazione normale). 50

54 Infine si può verificare un assegnazione nulla, forse entro alcuni anni, per esaurimento o indisponibilità della RNE. A complemento, si può anche verificare facilmente l assenza di compensazione finanziaria. (vedere per maggiori dettagli un capitolo dello studio CEFIC- IFIEC (2012), nel capitolo successivo di questo rapporto. Perciò un investitore può nella sua valutazione del rischio, in vista di più alti prezzi del carbonio in futuro, decidere di valutare l investimento con scenari alternativi, con 50% e 0% di assegnazione gratuita e 50% e 0% di compensazione finanziaria. Ciò porta ai seguenti risultati per cracker + ldpe (il caso del cracker + PP può essere calcolato dal lettore): Ciò mostra che c è un alto rischio che il GVA peggiori già nel 2020 e che dopo il 2030 il profitto possa diventare perdita. Inoltre, l investitore può considerare 52 /t CO 2 al 2030 come un prezzo del carbonio conservativo (troppo basso), in vista delle proiezioni pre-crisi di /t CO 2 al 2020 e in vista della prolungata instabilità dell EU ETS con le discussioni sul backloading, forse set-aside significativi, aumenti di LRF da 1,74% a 2,25% o anche di più, etc. Allora in uno scenario alternativo di prezzo del carbonio, come indicazione il calcolo 2040 può diventare valido per il 2030 o anche prima. Per un analisi di rischio di un investitore, uno scenario alternativo di prezzo del carbonio con 40 / t CO 2 al 2020 che aumenta a 100 / t CO 2 al 2030 e 200 / t CO 2 al 2040 porterebbe a: Il net present value dell investimento con il costo del capitale per l impresa può diventare negativo. In aggiunta, ad assegnazione zero i prezzi di break-even calcolati per l arbitraggio del carbon leakage sono uguali ai prezzi di break-even per il carbon leakage da 51

55 investimento, e questo è pieno auctioning per la crescita. Così in caso di auctioning pieno per la crescita, uno scenario nell analisi di rischio dell investitore, produrre con l impianto cracker + ldpe fuori dall Europa e importando il prodotto in Europa è sempre più economico al di sopra del prezzo di break-even per il carbon leakage di 26 /t CO 2 al 2030, considerando un costo di trasporto di 30 /t prodotto (vedi prima tabella in questo capitolo e quella successiva sotto). Conclusione sul carbon leakage da investimento per cracker e derivati Le attuali regole di assegnazione non riusciranno ad attrarre investimenti per nuovi steam cracker e derivati per la crescita di mercato e anche per la sostituzione dello stock più vecchio su un sito diverso, anche se gli impianti sono costruiti ad efficienza molto alta. Il benchmark con LRF diminuirà fino a livelli irrealistici e ci sono significative barriere e rischi per ottenere un adeguata assegnazione e compensazione finanziaria come nuovo entrante. Questi fattori insieme possono facilmente causare un massivo carbon leakage da investimento. Anche quando si otterranno un assegnazione completa e una piena compensazione finanziaria come nuovo entrante, c è un alto rischio che il ritorno dell investimento (IRR) sia influenzato negativamente in modo serio (in altre parole, il NPV (net present value) può diventare negativo con il costo del capitale dell investimento per l impresa). Inoltre, l EU ETS con le attuali regole per i nuovi investimenti in prodotti petrolchimici, non è resistente all arbitraggio per il carbon leakage a prezzi del carbonio superiori ad un intervallo di ca /t CO Intermezzo: Barriere per la crescita per nuovi entranti greenfield il testo integrale dal cap. II.2.2. dello studio Cefic-IFIEC (2012) valido per tutti I nuovi entranti di tale tipo (crackers, impianti di ammoniaca, etc.) Si elencano le barriere per la crescita per nuovi entranti greenfield in ordine di importanza. Barriere e rischi primari - La compensazione finanziaria per il più alto prezzo dell elettricità causato dall EU ETS è anno dopo anno legalmente incerta e può anche mancare o essere significativamente tagliata. - La capacità formale basata sui 2 più alti volumi mensili di produzione nei 3 mesi dopo l inizio delle normali operazioni può essere molto più bassa della capacità di progetto. In una situazione ideale la capacità di progetto sarà utilizzata al 100% in 2 mesi nel periodo di 3 mesi dopo l avviamento. Ma in pratica spesso si verificano problemi tecnici che possono richiedere soluzioni che prendono parecchi mesi di preparazione e una o due fermate extra, specialmente se il nuovo disegno di processo è altamente innovativo. Un altra ragione per una bassa utilizzazione iniziale può essere una bassa domanda di mercato e alti costi per stoccare prodotto o l impossibilità di farlo per mancanza di capacità 52

56 di stoccaggio (specialmente in caso di prodotti pericolosi). O che un impianto downsteam che impiega un prodotto di un nuovo impianto come materia prima non è ancora (completamente) ampliato al livello di potenzialità previsto. Con le attuali regole di assegnazione c è un opportunità una necessità economica di fermare o rallentare l impianto nel caso di una deviazione (importante) della potenzialità formale dalla potenzialità di progetto. Questo sembrerebbe dare maggiore certezza per nuovi impianti greenfield anche se è curioso che la burocrazia causi costi significativi per fermare o rallentare un impianto di produzione. Questa certezza è discutibile e dipende dall ultimo dettaglio dell inclusione o meno dei giorni non operativi nel periodo di 90 giorni dell avvio della normale operazione (concetto sviluppato nel successivo paragrafo). Ad esempio, se nel primo caso è stato usato il 50% della potenzialità in 75 giorni con nessuna produzione nei 15 giorni successivi, questo significa un utilizzazione complessiva del 41% nel periodo di 90 giorni. - Gli impianti connessi a monte e a valle non ricevono alcuna assegnazione per la crescita se c è abbastanza capacità disponibile e possono non ricevere alcuna compensazione per tale crescita. - La RNE potrebbe essere esaurita al momento del bisogno (certezza legale, finora) - Non c è alcuna RNE dopo il 2020 (non definito nella Direttiva, incertezza legale) Si assuma ad es. un investimento in un nuovo impianto che viene deciso a fine 2014 e previsto per l avviamento nel Sebbene la RNE possa sembrare sufficiente, dopo la recente crisi c è sempre la possibilità che la domanda di quote cresca rapidamente portando all esarimento della RNE. L incertezza legale sulla disponibilità della RNE dopo il 2020 è importante a causa dell usuale periodo di valutazione di 10 anni nel Un analisi di sensitività considererà possibili conseguenze a 10 anni dall avviamento. Barriere secondarie e rischi con effetti potenzialmente significativi - Il CLEF (carbon leakage exposure factor) può improvvisamente cambiare da 1,0 a 0,4429 nel 2018, 0,3714 nel 2019, 0,3000 nel 2020, e così via fino a zero? (incertezza legale). - Il Linear Reduction Factor (LRF(k)) è già 0,9130 nel 2018 e diminuirà ulteriormente a 0,8956 nel 2019 e a 0,8782 nel 2020, e così via dopo il 2020? (barrier da certezza legale prima del 2020, e incertezza legale dopo il 2020). - i valori di SCUF o RCUF potrebbero essere irragionevolmente bassi, molto più bassi dell utilizzazione prevista o normale, portando ad una doppia penalizzazione nel caso che la potenzialità formale basata sul criterio dei due mesi sia troppo bassa rispetto alla provata potenzialità di progetto (SCUF: barriera da certezza legale; RCUF:incertezza da certezza legale; SCUF e RCUF dopo il 2020: incertezza legale). - Nel caso di una combinazione con una riduzione di capacità altrove, l assegnazione più bassa dipende dai 2 volumi mensili di produzione più alti nei 6 mesi dopo la riduzione di potenzialità. Il risultato può essere una maggiore diminuzione dell assegnazione rispetto alla riduzione di potenzialità. Queste barriere e rischi primari e secondari scoraggiano gli investitori a costruire nuovi impianti in Europa e possono essere una ragione per spostare l investimento fuori dall Europa (carbon leakage da investimento). 53

57 Carbon leakage da investimento ammoniaca Si consideri un impianto di ammoniaca ad alta efficienza di 27,5 GJ/t NH 3 (inclusa la materia prima) da costruire per il 2020, che migliora a 27,0 GJ/t NH 3 nel Lo si confronti con l attuale stato dell arte della tecnologia nella Cefic Roadmap 2050 di 28 GJ/t NH 3 al 2020, che potrebbe migliorare a 25 GJ/t NH 3 per impianti costruiti nel Risulta che per l ammoniaca l outlook per l investimento per nuovi impianti è anche più sconfortante che per i prodotti petrolchimici. Il prezzo di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione è, con le attuali regole EU ETS per questo impianto molto efficiente, così basso come ca 20 /t CO 2. In mancanza di un nuovo Accordo Globale sul Clima con una competizione global ad armi pari, non è naturalmente fattibile installare prima (2020) o poi (2030) tecnologia carbon capture and storage (CCS) che richiede alti investimenti e per la quale esistono ancora altre barriere e rischi come l accettazione della comunità e mancanza di infrastrutture. Nelle attuali circostanze, una decisione di investimento non può essere basata sulla tecnologia CCS. Lo sviluppo dello svantaggio di costo (hard cash) è mostrato nella tabella seguente: Con I prezzi della CO 2 dell Energy Roadmap della Commissione ciò significa per lo svantaggio di costo (hard cash): 3 /t prodotto nel 2020, 20 /t prodotto nel 2030, 62 /t prodotto nel 2040, che esplodono a 244 /t prodotto nel

58 A prezzi di carbonio alternativi più alti, vedi tabella sopra (seconda riga dal fondo), lo svantaggio di costo (hard cash) è: 4 /t prodotto nel 2020, 49 /t prodotto nel 2030, 115 /t prodotto nel Allora il net present value di un nuovo investimento in un impianto di ammoniaca, con il costo del capitale per l impresa può facilmente diventare negativo. Questo è quasi certo per investimenti successive al 2020, e.g. al 2030, per impianti di ammoniaca nuovi o sostituzioni di impianti più vecchi con uno nuovo in un sito diverso (o ad una potenzialità probabilmente maggiore nello stesso sito, allora la maggiore potenzialità sarà considerata nuovo entrante ). Questi costi, che in un analisi di rischio saranno anche maggiori in scenari con prezzi del carbonio più alti, si possono confrontare con un GVA (gross value added, valore aggiunto lordo) di ca /t ammoniaca in circostanze economiche favorevoli e GVA minori come 150 /t ammoniaca o molto meno duriante periodi di eccesso di offerta, recessione o crisi, come illustrato con i dati pubblici di CHEMSYSTEMS (2012): Come ricordato, il profitto è solo una parte del GVA. La maggior parte del GVA serve a recuperare i costi fissi out of pocket di produzione (personale, manutenzione, R&D, etc.). Così, se c è un sano profitto da un impianto ad alta efficienza ad un GVA senza costi di carbonio di ca /t ammoniaca, il profitto si tramuta in perdita opeartiva in caso di deterioramento significativo del GVA (senza costi di carbonio). Ma, come indicato nel capitolo sui prodotti petrolchimici, non si sono considerati i rischi e le barriere alla crescita. Perciò un investitore in un nuovo impianto di ammoniaca nella sua valutazione dei rischi può, accanto a futuri prezzi del carbonio più alti, decidere di valutare l investimento con scenari alternativi con assegnazione gratuita al 50% o a zero e 50% o zero compensazione finanziaria. Questo porta ai seguenti risultati per l ammoniaca: 55

59 Come detto, l investitore può ritenere un valore di 52 /t CO 2 nel 2030 come un prezzo del carbonio conservativo (troppo basso), in vista delle precedenti previsioni pre-crisi di /t CO 2 al 2020 e in vista della prolungata instabilità dell EU ETS con le discussion sul backloading, possibili significativi set-aside, aumenti del FRL da 1,74% 2,25% o anche più, etc. In questi scenari con prezzi del carbonio più alti c è un alto rischio che investire in un nuovo impianto di ammoniaca da costruire per il 2020 non sia profittevole subito dopo il 2020, vedi tabella precedente. Inoltre, con un assegnazione a zero i prezzi di break-even calcolati per l arbitraggio del carbon leakage sono uguali ai prezzi di break-even per il carbon leakage da investimento, e questo è pieno auctioning per la crescita. Così in caso di auctioning pieno per la crescita, uno scenario nell analisi di rischio dell investitore, produrre con un impianto di ammoniaca fuori dall Europa e importare ammoniaca in Europa è sempre meno costoso al di sopra di un prezzo di break-even per il carbon leakage di ca 20 /t CO 2 al 2020, considerando un costo di trasporto di 30 /t prodotto (vedi prima tabella in questo cap. e tabella sotto). 56

60 Conclusione su carbon leakage da investimento per ammoniaca e derivati Le attuali regole di assegnazione non riusciranno ad attrarre investimenti per nuovi impianti di ammoniaca per la crescita di mercato e anche per la sostituzione dello stock più vecchio su un sito diverso, anche se gli impianti sono costruiti ad efficienza molto alta. Il benchmark con LRF diminuirà fino a livelli irrealistici e ci sono significative barriere e rischi per ottenere un adeguata assegnazione e compensazione finanziaria come nuovo entrante. Questi fattori insieme possono facilmente causare un massivo carbon leakage da investimento. Anche quando si otterranno un assegnazione completa e una piena compensazione finanziaria come nuovo entrante, c è un alto rischio che il ritorno dell investimento (IRR) sia influenzato negativamente in modo serio (in altre parole, il NPV (net present value) può diventare negativo con il costo del capitale dell investimento per l impresa). Inoltre, l EU ETS con le attuali regole per i nuovi investimenti in prodotti petrolchimici, non è resistente all arbitraggio per il carbon leakage a prezzi del carbonio superiori ad un intervallo di ca /t CO Carbon leakage da investimento carbon black Non sarà sorprendente che, con le attuali regole ETS, non è fattibile costruire nuovi impianti di carbon black in Europa. Il prezzo di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione è minore di 20 /t CO 2. Non si ripetono qui tutte le analisi fatte per i prodotti petrolchimici. Da questa tabella si vede che l impatto sui nuovi investimenti per carbon black sarà simile a quello per l ammoniaca Riepilogo carbon leakage da investimento per l industria chimica Come detto, per molti prodotti nell industria chimica, gli impianti steam crackers e/o ammoniaca sono, all interno dell industria, in cima alla catena del valore Vedere Roadmap 2050 di CEFIC. Una gran parte della catena del valore dello steam cracker è fatta dai polimeri; per l ammoniaca la catena del valore consiste, tra gli altri, dei fertilizzanti via acido nitrico e urea. Esempi di e/o prodotti sono il caprolattame e l acrilonitrile. Le imprese chimiche non possono basare Ie loro decisioni di investimento per ampliamenti di impianti esistenti, nuovi impianti per la crescita o la sostituzione dello stock più vecchio sulle attuali regole di assegnazione. Come mostrato, ci sono molte barriere e rischi per ottenere quote e compensazione finanziaria. Per gli investimenti che devono essere considerati dopo l attuale crisi economica, é realistico un avviamento alla fine del decennio. Allora l orizzonte per la valutazione 57

61 dell investimento è dal 2020 al 2030/2035 con un outlook al 2040 e oltre. In quel periodo, ci si deve attendere che i prezzi della CO 2 siano molto più alti che oggi. Nell Energy Roadmap Diversified Supply scenario della Commissione (simile al Diversified Global Action scenario di CEFIC), i prezzi della CO 2 sono 25 /t nel 2020, 52 /t nel 2030, 95 /t nel 2040 e poi crescono rapidamente a 265 /t nel Così anche in caso di ottenimento di quote e compensazione finanziaria, nonostante le barriere e i rischi indicati prima, le analisi mostrano cheanche per impianti chimici moderni ad alta efficienza, l arbitraggio per il carbon leakage da produzione diverrebbe conveniente a prezzi del catbonio nell intervallo /t CO 2 con le attuali regole di assegnazione exante. Le attuali regole di assegnazione non riusciranno ad attrarre investimenti per nuovi impianti di ammoniaca per la crescita di mercato e anche per la sostituzione dello stock più vecchio su un sito diverso, anche se gli impianti sono costruiti ad efficienza molto alta. Il benchmark con LRF diminuirà fino a livelli irrealistici e ci sono significative barriere e rischi per ottenere un adeguata assegnazione e compensazione finanziaria come nuovo entrante. Questi fattori insieme possono facilmente causare un massivo carbon leakage da investimento Riepilogo carbon leakage e prezzi di break-even del carbon leakage Si possono distinguere due forme di carbon leakage: (1) carbon leakage da produzione (minore produzione di impianti esistenti con la differenza importata in Europa) e (2) carbon leakage da investimento (gli investimenti in nuovi impianti per la crescita del mercato o per la sostituzione di impianti esistenti meno efficienti sono spostati fuori dall Europa). In relazione al prezzo del carbonio, il carbon leakage da produzione è basato sul prezzo del carbonio effettivo, il carbon leakage da investimento sui prezzi del carbonio possibili e attesi dagli investitori nel lungo termine. Un primo meccanismo di carbon leakage da produzione è il carbon leakage da produzione cosiddetto hard cash cost. Questo è il meccanismo più estremo di carbon leakage, che avviene ai più alti prezzi di break-even del carbonio. Esso si verifica quando, a causa dell assegnazione fissata ex-ante (fino al 49% della produzione della baseline storica, mediana or ), vendere quote genera più entrate del GVA. Appare che i prodotti petrolchimici e l ammoniaca e i derivati da steam cracker e ammoniaca non sono resistenti a benchmark sempre più severi in un intervallo di prezzi di carbonio di /t CO 2. La combinazione dell assegnazione ex-ante e i severi benchmark mostra che il carbon leakage da produzione è incentivato, sulla base del deterioramento del GVA per i costi di carbonio (hard cash). Un secondo meccanismo di carbon leakage da produzione è l arbitraggio per il carbon leakage da produzione. In molti mercati le imprese producono sempre più a livello globale (oltre ai prodotti chimici anche ad es. acciaio, cemento). Queste imprese semplicemente producono dove è più conveniente, considerando i costi di trasporto nella regione ETS. Ci sono prezzi di break-even della CO 2 al di sopra dei quali produrre all estero e trasportare nella regione ETS è meno costoso che produrre entro la regione ETS. Si mostra che per l industria chimica i prezzi di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione sono relativamente bassi e probabilmente in un intervallo simile a quello di altri importanti settori ETS come acciaio e cemento. A causa della struttura 58

62 dell industria chimica con Ie sue numerose e complesse catene di valore, i prezzi di breakeven del carbon leakage sono generalmente nell intervallo /t CO 2. La citata analisi per l industria chimica può essere riassunta in termini quantitativi: Al di sopra di un prezzo del carbonio di /t CO 2 l arbitraggio per il carbon leakage da produzione diventa conveniente per gli impianti EU di ammoniaca verso gli impianti (della stessa impresa) in Paesi terzi. E per gli impianti meno efficienti di ammoniaca (quartile 4) c è un rischio di carbon leakage da produzione hard cash. Quando il prezzo sale a ca 30 /t CO 2 questo leakage da arbitraggio si diffonderà verso I meno efficienti cracker e loro derivati (come I polimeri), e cominceremo a vedere production leakage hard cash di più impianti di ammoniaca. La velocità del leakage da produzione dipende dal GVA (per il quale sono state presentate diverse assunzioni in questo report). Non ci sarà carbon leakage da produzione nel caso di uno stretto equilibrio offerta-domanda a livello mondiale (allora il GVA sarà normalmente relativamente elevato), ma allora ci sarà il rischio di carbon leakage da investimento, poiché saranno necessari nuovi investimenti. Se assumiamo un GVA di 170 /t prodotto, allora vedremo probabilmente un carbon leakage da produzione basato su un meccanismo di hard cash cost. Quando il prezzo del carbonio sale verso 45 /t CO 2, l arbitraggio per il carbon leakage influenzerà tutti i cracker più i derivati il leakage da produzione di ammoniaca (hard cash cost) minaccerà la maggior parte degli impianti UE (Q2, Q3 & Q4). Il leakage da production (hard cash cost) comincerà a influenzare i crackers più i derivati (Q4). Quando il prezzo del carbonio sale a ca 60 /t CO 2, la maggior parte della produzione di ammoniaca e quasi tutti i cracker più i derivati (Q3 & Q4) saranno vulnerabili al carbon leakage da produzione (hard cash cost) Infine, a un prezzo del carbonio di ca 75 /t CO 2, anche i cracker più efficienti e i derivati (Q2) e gli impianti di ammoniaca (Q1) diventano suscettibili al leakage da produzione (hard cash cost). Un terzo meccanismo è il carbon leakage da investimento. Ci sono molte barriere e rischi nell ottenere le quote e la compensazione finanziaria ETS, se prevista, con le attuali regole di assegnazione EU ETS. Anche se si ottenessero tutte le quote e la compensazione finanziaria, nonostante le barriere e i rischi per la crescita, l analisi mostra che anche per I moderni imoianti di produzione chimici ad alta efficienza, l arbitraggio per il carbon leakage da produzione diventerebbbe conveniente sopra prezzi di carbonio nell intervallo di /tco 2. Certamente gli investitori non costruiranno nuovi impianti manifatturieri in base alle attuali barriere e rischi per la crescita e, in aggiunta, quando è chiaro in anticipo che le regole di assegnazione EU ETS li costringeranno economicamente a tagliare la produzione in favore di propria capacità di produzione fuori dall Europa. Con queste regole, la risposta razionale sarà di spostare gli investimenti fuori dalla regione EU ETS. Le attuali regole di assegnazione non riusciranno ad attrarre investimenti per nuovi impianti di ammoniaca per la crescita di mercato e anche per la sostituzione dello stock più vecchio su un sito diverso, anche se gli impianti sono costruiti ad efficienza molto alta. Il benchmark con LRF diminuirà fino a livelli irrealistici e ci sono significative barriere e rischi per ottenere un adeguata assegnazione e compensazione finanziaria come nuovo entrante. Questi fattori insieme possono facilmente causare un massivo carbon leakage da investimento. 59

63 Per molti prodotti dell industria chimica, gli steam cracker e/o gli impianti di ammoniaca sono all interno dell industria in cima alla catena del valore vedere Roadmap 2050 di CEFIC. Una gran parte della catena del valore dello steam cracker è fatta dai polimeri; per l ammoniaca la catena del valore consiste, tra gli altri, dei fertilizzanti via acido nitrico e urea. Esempi di e/o prodotti sono il caprolattame e l acrilonitrile. Per questo, le analisi presentate sono non l eccezione ma la regola nell industria chimica 7. Soluzioni: le politiche FER ( o RES, Fonti di energia rinnovabile) in Europa I costi per le politiche RES aumenteranno significativamente in tutti gli scenari di decarbonizzazione. I maggiori elementi sono il sostegno per la generazione di elettricità da fonte rinnovabile e i costi per la capacità di back-up, stoccaggio, interconnessioni di rete e gestione di risposta alla domanda. Tutti questi costi dovrebbero essere minimizzati ottimizzando con approcci basati sul mercato. Il trasferimento di costi all industria esposta al rischio di carbon e energy leakage per i costi delle materie prime (ad es. shale gas) gas naturale da riscaldamento ed elettricità dovrebbe riflettere quello realizzato nelle maggiori regioni e Paesi concorrenti. Inoltre, ci dovrebbe essere certezza in tutta Europa su questo principio; altrimenti il comportamento degli investitori è influenzato negativamente. In relazione all interazione fra l EU ETS e le politiche RES, CEFIC considera che ci sia ancora bisogno di politiche RES separate con misure di sostegno (come tariffe feed-in) altrimenti il prezzo della CO 2 esploderà, cioè potrebbe superare 100 /t CO 2 (dopo alcuni anni di stasi di investimenti in RES, una situazione non ottimale, per la politica e per le misure di policy). Se dopo il 2020 l EU ETS diventasse l unico strumento (per allora tutti i sussidi RES dovrebbero essere aboliti) il che è auspicato in linea di principio allora si dovrebbe creare una competizione globale ad armi pari attraverso un nuovo Accordo Globale sul Clima. 8. Soluzioni: La Direttiva EE sull Efficienza Energetica Come detto, a causa della sovrapposizione con la Direttiva EE, le riduzioni di CO 2 nell EU ETS non si ottengono nel modo più efficiente dal punto di vista dei costi. Ci sono anche obiettivi contrastanti, per esempio usare biomasse (spesso) e CCS (sempre) richiede più energia, anche se porta a ridurre le emissioni di CO 2. Occorrerebbe porre termine a questa doppia regolamentazione, il che richiede un cambiamento della Direttiva EE. La doppia regolamentazione non è un buon approccio di policy. 9. Soluzioni: Pacchetto di Riforma Strutturale per l EU ETS Le soluzioni per una riforma strutturale dell EU ETS dovrebbero risolvere I problem strutturali come sopra indicato. Perciò. I seguenti aspetti delle attuali regole ETS sono gli ingredienti di questa riforma: (a) Il passaggio dall assegnazione ex-ante (produzione storica) all ex-post (produzione effettiva); (b) Il trattamento delle emission indirette (da uso di elettricità); (c) Una RNE (Riserva Nuovi entranti) dopo il 2020; (d) La necessaria certezza dello status di carbon leakage; (e) Le regole di assegnazione e i livelli dei benchmark. 60

64 Le possibili soluzioni per l EU ETS sono messe alla prova verso l impatto sulla competitività e di come la crescita industrial sia facilitata e messa alla prova verso la resistenza al carbon leakage. Perciò prima di tutto l EU ETS necessita di un cambiamento dal criterio ex-ante (una fissata baseline storica di produzione) a uno ex-post (adeguamento ex-post dalla baseline storica alla produzione effettiva), 9.1. Cambiamento necessario da un assegnazione ex-ante (storica) a una ex-post (produzione effettiva) Oltre alla resistenza al carbon leakage, anche altri argomenti giocano un ruolo importante. Essi sono sviluppati di seguito Ex-ante: la storia è un cattivo indicatore del futuro La Commissione ha una lunga tradizione in favore di un assegnazione fissata ex-ante, che è stata anche sostenuta da molti economisti ambientali. Tuttavia, non c è né una base scientifica (in letteratura) per la scelta di qualsiasi baseline storica, né c è una base legale per questa scelta nella Direttiva ETS (come confermato dalla DG Climate Action dopo una domanda dell industria ad uno Stakeholder meeting). Per la fase 1, furono usati anni come il , nella fase 2 spesso un intervallo di anni fino al 2005 venne applicato e per la fase 3 si scelse la mediana o la mediana dopo lunghi dibattiti su molte alternative. In altre parole, la politica dell ex-ante si trova tra due posizioni: da un lato si deve adottare un periodo storico definito mentre dall altro questo periodo storico dovrebbe rappresentare il più possibile la realtà, un genere di produzione effettiva del recente passato che dovrebbe essere rappresentativo del futuro, il che non è naturalmente realistico e sostenibile. I dati storici hanno dato prova di essere un cattivo indicatore del futuro, come chiaramente provato dagli anni recenti. Ma anche in circostanze economiche normali, la storia è un cattivo indicatore del futuro. Ciò fu ad esempio mostrato da una ricerca fatta per conto del governo UK nel periodo , vedi Entec-NERA (2005): 61

65 L auctioning è un Sistema ex-post Con l auctioning, l impatto della CO 2 espresso in /t di prodotto segue la produzione effettiva. Con l auctioning, la differenza di prezzo dovuta al costo tra due produttori A e B che producono lo stesso prodotto è data dalla differenza nell efficienza da carbonio: Eff.A Eff.B. Ciò è esattamente lo stesso che da un assegnazione con benchmark moltiplicato per la produzione effettiva, la differenza di prezzo da costo essendo: (Eff.A Benchmark) (Eff.B Benchmark) = Eff.A Eff.B. Perciò, l auctioning è chiaramente un Sistema ex-post, proprio come I benchmark moltiplicati per la produzione effettiva, in cui una produzione provvisoria è adeguata expost alla produzione effettiva (proprio come il sistema usato per il pagamento delle tasse sul reddito personali e societarie). La scuola di economisti ambientali che sostengono il permit trading argomenta che nella loro concezione si può applicare l auctioning o un assegnazione gratuita fissata ex-ante. Tuttavia, è stato appena mostrato che un assegnazione con benchmark e produzione effettiva appartiene alla famiglia dell auctioning. L assegnazione con benchmark e produzione effettiva fornisce resistenza al carbon leakage. Ovviamente il livello del benchmark gioca un ruolo importante dal punto di vista di quanto efficacemente si può evitare il carbon leakage, come mostrato di seguito. Come mostrato sopra matematicamente, l auctioning è di fatto un assegnazione con benchmark e produzione effettiva in cui il valore del benchmark è portato a zero Perchè l ex-post: conclusione I benchmark con dati di produzione effettivi funzionano in maniera positiva per evitare sovra-assegnazione in una recessione o crisi, per evitare sotto-assegnazione per la crescita eliminando così le attuali barriere e i rischi per la crescita e quindi prevenendo il carbon leakage da investimento e per eliminare il carbon leakage da produzione. Perciò, l assegnazione dovrebbe essere cambiata da ex-ante (produzione storica congelata) a ex-post (produzione effettiva). Ciò è stato proposto dall industria in molte occasioni, fra le altre da Alliance (2007-a, b), in Ecofys (2008) e Alliance (2011-a). CEFIC partecipa in questa Alliance of Energy Intensive Industries e citò la proposta in CEFIC (2012), CEFIC (2013-a) e CEFIC Botschek (2008). In conclusione, basare un assegnazione su dati storici congelati è, per tutte le ragioni sopra menzionate, né oppportuno né sostenibile. E un errore storico Assegnazione ex-post: dettagli operativi e un ultima preoccupazione della Commissione Assegnazione ex-post: dettagli operativi Il Sistema dei benchmark con i dati di produzione effettiva per porre rimedio alle cause profonde di potenziale sotto e sovra assegnazione delle attuali regole di assegnazione funziona come segue: (a) L iniziale assegnazione distribuita per il 28 febbraio di ogni anno è basata sul benchmark e sulla produzione della baseline storica, che è la produzione mediana o la produzione mediana per sotto-impianto. La RNE è usata per bilanciare il mercato: (b) Se la produzione effettiva determinata ex-post dopo ogni anno è più bassa della baseline storica, il surplus (delta tra produzione storica ed effettiva, moltiplicato per il benchmark fisso ex-ante) è sottratta dall assegnazione dell anno prevedente, 62

66 questo volume va nella RNE (o una nuova riserva creata allo scopo come opzione proposta da CEFIC) il che può essere considerato come una specie di backloading strutturale. (c) Se la produzione effettiva determinata ex-post dopo ogni anno è più alta della baseline storica, la parte mancante (delta tra produzione storica ed effettiva, moltiplicato per il benchmark fisso ex-ante) è aggiunta all assegnazione dell anno precedente, con le quote prese dalla RNE. (d) La RNE è ricostituita dal volume per l auctioning se esaurita per fornire certezza agli investimenti per la crescita, evitando così il carbon leakage da investimenti (e) Un possibile surplus della RNE alla fine di un periodo di trading non deve essere messa all asta, il che evita la sovra assegnazione nel caso lo sviluppo economico fosse minore del previsto. Tale surplus è mantenuto nella riserva per un eventuale futura crescita industriale nel periodo successivo. La sottrazione di quote (vedi sotto b) e l aggiunta di quote (vedi sotto c) dell anno (n) può essere fatta facilmente entro il 28 Febbraio dell anno successivo (n+1). In quel caso tutti i gestori dovrebbero essere obbligat a riportare I volume di produzione prima, ad es. a fine gennaio dell anno successivo (n+1). Questo era il sistema ex-post della Germania nella fase 1 ( ) dell EU ETS (che non fu applicato perchè non approvato dalla Commissione. Tuttavia, a fine 2007 la Germania vinse il caso alla Corte contro la Commissione per la mancanza di approvazione). Naturalmente, i volumi di produzione devono essere verificati da un verificatore indipendente, inclusi nel report annuale di compliance, e controllati e approvati dall autorità competente. Una seconda opzione è che la sottrazione delle quote (vedi sotto b) e l aggiunta di quote (vedi sotto c) dell anno di regolazione (n) vengono fatte per il 28 febbraio un anno più tardi (n+2). Allora non c è perdita di interesse, ogni impresa conosce il suo adeguamento; un surplus può essere venduto dopo il 28 febbraio dell anno n+1 (quando l assegnazione successiva viene data), una carenza di quote può essere acquistata con una transazione spot. In entrambi i casi di surplus o carenza si può anche fare una transazione forward. I principali miglioramenti strutturali eviteranno il rischio di compromettere la stabilità del mercato del carbonio, come è obiettivo dichiarato della riforma strutturale dell EU ETS. In tal modo si conserva il cap totale dell EU ETS. Ogni impresa conosce la sua produzione, molto meglio che le sue emissioni di CO 2, mese dopo mese e perciò non ci sono oneri addizionali di conformità. La posizione di trading è così chiara mese per mese se necessario giorno per giorno Ex-post per i fallback benchmarks Nella loro risposta alla consultazione sulla riforma strutturale dell EU ETS, IETA (2013) dice a proposito dell ex-post: Alla fine, si dovrebbe notare che l assegnazione basata sulla produzione per i settori senza benchmark di prodotto può non essere appropriata. Tuttavia, questo non è in pratica un problema. L ex-post per i fallback benchmark è un estensione logica delle attuali regole di assegnazione EU ETS. Il Documento Guida n 7 sulle regole di assegnazione, cap. 5 pag. 27 dice: I cambiamenti fisici mirati esclusivamente a migliorare l efficienza energetica di un sotto-impianto, o a migliorare o realizzare una tecnologia di abbattimento end of pipe per ridurre le emissioni di processo non dovrebbero essere visti come un cambiamento fisico che porta ad una significativa riduzione della potenzialità. Ciononostante, il gestore deve riportare tali cambiamenti fisici all Autorità Competente e, se appropriato, fornire prove dettagliate. 63

67 In effetti le prove sono semplici: in aggiunta al riportato progetto di abbattimento, il gestore semplicemente deve riportare il livello di produzione realizzato. Questa regola per l assegnazione con i fallback benchmark signifca di fatto che ciascun gestore ha ottenuto il suo proprio benchmark di prodotto: la prestazione media riguardante i benchmark per le emissioni di processo, del calore e dei combustibili nel periodo scelto della mediana o la mediana Nel Sistema ex-post che viene proposto, il gesture debe riportare annualmente I dati del volume di produzione e moltiplicarli per il suo proprio benchmark, che è la prestazione media nel periodo scelto della mediana o mediana Nel caso di più impianti di produzione in un sotto-impianto, si provvede con una semplice matrice. La matrice dell assegnazione con l originale baseline storica è molto facile da controllare da parte dell autorità competente: l assegnazione totale deve essere pari all assegnazione totale così come controllata e approvata dalla Commissione. Dopo di ciò l autorità competente deve solo controllare i dati di produzione di ciascun anno, che devono essere verificati da un verificatore indipendente. In aggiunta, la necessità di riportare i progetti di abbattimento è eliminata, il che è una riduzione dell onere amministrativo per i gestori e le autorità competenti Ex-post un ultima preoccupazione della Commissione DG Climate Action Nello stakeholder meeting del 19 aprile 2013, il Direttore Generale della DG Climate Action Mr jos Delbeke dichiarò che sarà considerate di fatto una risposta all offerta. Tuttavia, a livello di impianto tale risposta richiederebbe una nuova assegnazione ogni anno. Ciò sembrerebbe piuttosto difficile in pratica, a causa della necessità di enormi sforzi e tempo per esaminare e approvare l assegnazione. Ma questa preoccupazione è tenuta in conto nella proposta di questo documento, come anche presentato da Peter Botschek di CEFIC nello stakeholder meeting del 19 aprile 2013, vedi CEFIC-Botschel (2013). La baseline dell assegnazione annuale rimane esattamente come approvata. Solo, l adeguamento ex-post non è fatto secondo le attuali regole per la parziale cessazione della produzione con adeguamenti a step, ma per ogni livello di produzione maggiore o minore di quello della baseline. Gli attuali adeguamenti a step come richiesti dalla Direttiva ETS Art, 10a (20) furono ulteriormente precisati dalla Decisione della Commissione sui Benchmark e le Regole di Assegnazione (CIMs), Art.23: se la produzione è dal 50 al 75% più bassa della baseline storica mediana o mediana , allora l assegnazione è ridotta del 50% delle quote nell anno successivo. Se la produzione è dal 75 al 90% più bassa della baseline, allora l assegnazione è ridotta del 75% delle quote nell anno successivo. Se Se 6 Tuttavia, si deve ricordare che ci sono problemi con questo concetto. Nel caso che un gestore realizzi un significativo ampliamento di capacità ( e se i pertinenti 2 mesi dopo l inizio delle normali operazioni sono realistici) allora quote per la crescita sono concesse. Se poi più tardi questo gestore realizza un risparmio da efficienza di carbonio, non c è perdita di quote. Ma un autorità competente ritiene che nel caso che il miglioramento da efficienza di carbonio sia realizzato prima di un ampliamento di capacità non c è nessun adeguamento della baseline storica di capacità. Questo significherebbe che le quote per l abbattimento si perdono. Noi sosteniamo che questa interpretazione formalistica (non ci sono regole formali per adeguare la baseline) è in conflitto con il Documento Guida n 7 e con lo stesso scopo della Direttiva, Art. 1, che deve promuovere le riduzioni di emission di gas serra in modo efficace dal punto di vista dei costi e efficiente economicamente. 64

68 la produzione è dal 90 al 100% più bassa della baseline, allora l assegnazione è ridotta del 100% delle quote nell anno successivo. Viceversa, se il volume di produzione aumenta, l assegnazione aumenta con la stessa cadenza. In conclusione, non c è ragione per la preoccupazione della DG Climate Action sugli enormi sforzi aggiuntivi occorrenti per l assegnazione ex-post proposta. La baseline per l assegnazione annuale rimane esattamente come approvata. L ex-post è già previsto dalle attuali regole; occorre solo che sia cambiato dall attuale procedura a step ad un expost completo Soluzione per le emissioni indirette: assegnazione indiretta La compensazione finanziaria instabile e incomplete (in termini di campo di applicazione e livello dei fattori di riduzione) per le emissioni indirette (elettricità) dovrebbe essere cambiata in un sistema complessivo di assegnazione prevedibile e di lungo termine, senza gli attuali fattori di riduzione, per completare l assegnazione per le emissioni dirette. Fino a che non c è un mercato elettrico unificato e liberalizzato, si dovrebbero usare gli stessi fattori CO 2 per gli impianti di generazione marginali per Stato Membro o regione nella UE, come previsto nelle linee guida per gli aiuti di stato per la compensazione finanziaria nell EU ETS. L assegnazione indiretta è molto semplice per i prodotti con benchmark, nei quali l intercambiabilità di elettricità e combustibile è stata tenuta in conto. Anche per altri prodotti con un benchmark di prodotto nella compensazione finanziaria EU ETS, l assegnazione indiretta può essere facilmente realizzata Assegnazione indiretta per I prodotti senza benchmark di prodotto Per I prodotti senza benchmark di prodotto si dovrebbe adottare lo stesso approccio dell assegnazione per le emissioni dirette; ciò significa che non si dovrebbero applicare fattori di riduzione (come per l assegnazione con il benchmark per il calore). In aggiunta è vitale che a proposito dell abbattimento si applichi la stessa regola per i prodotti senza benchmark nell assegnazione per le emissioni dirette: un abbattimento non deve portare ad un assegnazione indiretta più bassa (altrimenti si vanificherebbe l incentivo EU ETS alla riduzione delle emissioni, in contrasto con la Direttiva (in particolare Art. 1 e Art. 10a sui benchmark). Come prima detto, ciò è ben descritto per le emissioni dirette nel Documento Guida n 7 sulle regole di assegnazione (cap. 5, pag. 27): Physical changes exclusively aiming at improving the energy efficiency of a sub-installation or at improving or installing an end of pipe abatement technology to reduce process emissions should not be regarded as physical change leading to a significant capacity reduction. Nevertheless, the operator needs to report such physical changes to the Competent Authority and, where appropriate, provide detailed evidence. La prova da fornire è semplice: il gestore semplicemente deve riportare il livello di produzione effettivo. Questa regola per i fallback benchmark significa di fatto che ogni gestore ha ottenuto il suo proprio benchmark: la prestazione media per i benchmark delle emissioni di processo, o di calore, o di combustibile, nel periodo scelto della mediana o Vedi per maggiori dettagli il testo del paragrafo precedente sui fallback benchmark. 65

69 L incentivo per il miglioramento di efficienza Sebbene l assegnazione per le emissioni dirette e indirette per gli impianti industriali darà loro più qute di quelle necessarie per gli scopi di conformità, (che riguardano solo le emissioni dirette), ciò non causerà alcuna distorsione in relazione all incentivo per essi di realizzare misure di miglioramento. Ciò si basa su una doppia giustificazione: I costi dell elettricità sono un importantissimo elemento di costo per le industrie energy intensive. Esse cercheranno in tutti i modi di ridurre questi costi riducendo il consumo di elettricità e vendendo le quote per le assegnazioni indirette. Qualsiasi progetto di riduzione delle emissioni (e/o indirette) sarà basato sul calcolo dell IRR (internal rate of return) (anche per prodotti senza benchmark di prodotto, come prima precisato l approccio del benchmark reale funziona bene).ciò significa che il volume aggiuntivo dell assegnazione indiretta non ha un impatto negativo su alcuna decisione di investimento per abbattimento (di emissioni) Discussione sulle possibili distorsioni dei mercati dell elettricità o del mercato totale del carbone Qualche volta si dice che l assegnazione aggiuntiva indiretta sarebbe svantaggiosa per I produttori di elettricità. Tuttavia, si tratta di un affermazione infondata. Un gestore che raggiunge il valore di benchmark per le emissioni dirette in un certo anno non consegue alcun valore se conserva le quote dell assegnazione indiretta. Il solo possibile valore per tale gestore è di venderle sul mercato per mitigare l aumento di prezzo dell elettricità causato dall EU ETS. Se un gestore ha una scarsità di quote per coprire le sue emissioni dirette in un certo anno, egli sarà ancora un compratore come i produttori di elettricità alle aste periodiche (o comprerà sul mercato secondario, come pure fanno i produttori di elettricità). Il prezzo del carbonio non sarà influenzato dall assegnazione indiretta. I produttori di elettricità possono comprare meno quote alle aste annuali, ma invece più quote sul mercato secondario a causa dell assegnazione indiretta. Il volume totale disponibile sul mercato è invariato. Una seconda preoccupazione espressa è che i gestori con l assegnazione indiretta conserverebbero le quote più a lungo, aspettando di venderle ad un prezzo maggiore. Questo trascinerebbe verso l alto il prezzo delle quote per il mercato totale, il che è percepito come uno svantaggio per per gli industriali emettitori diretti con una carenza di quote e per i produttori di elettricità (tuttavia, questi ultimi sembrano avere una preferenza per i prezzi elevati). In realtà, ciò può avvenire. Tuttavia, in un mercato del carbonio più stabile situazione che si cerca ora di realizzare ciò è al più un problema temporaneo. Se le quote corrispondenti arrivano tardi sul mercato, allora l effetto è che i prezzi prima aumentano e poi diminuiscono. Se, ciononostante, ci fossero ancora dubbi su tale tipo di funzionamento, si potrebbe prevedere un obbligo per gli impianti industriali con assegnazione indiretta: L obbligo di vendere sul mercato per la fine dell anno (o entro una certa data dell anno successivo) tutte le quote da assegnazione indiretta, che sono uguali al consumo effettivo di elettricità moltiplicato per la parte indiretta del benchmark. Ciò dovrebbe essere poi verificato da un verificatore indipendente e incluso nel rapporto annuale di conformità. Tutto sommato, non sembrano esserci valide ragioni per imporre tale obbligo. 66

70 9.4. Soluzione per la certezza dello Status di Carbon Leakage I settori industriali, che competono a livello globale, dovrebbero avere (una maggiore) certezza di essere considerati esposti al rischio di carbon leakage. L attuale Direttiva ETS prevede 3 criteri quantitativi per il riconoscimento di esposizione al rischio di carbon leakage di settori o sotto-settori: (1) costi di carbonio (diretti e indiretti) di almeno il 30% (del GVA); (2) costi di almeno 5% e intensità di commercio (trade intensity) superiore al 10% o (3) intensità di commercio superiore al 30%. Per assicurare maggiore certezza, specialmente per i nuovi investimenti, in una Direttiva ETS riformata, si dovrebbero includere esplicitamente nuovi elementi per valutazioni da ripetere ogni 5 anni. A. Un primo nuovo elemento da includere esplicitamente è il costo di energia e materie prime. Si dovrebbero confrontare i costi del gas naturale (in riferimento allo shale gas in USA), delle materie prime e elettricità in Europa, rispetto alle altre principali regioni industriali del mondo. B. Un secondo nuovo elemento deve essere il confronto dei costi del carbonio. I costi di CO 2 ( cioè il livello di prezzo del carbonio e le regole di assegnazione per emissioni dirette e indirette) in Europa dovrebbero essere confrontati con gli stessi costi nelle altre principali regioni industriali del mondo. Ciò è specialmente rilevante, ad esempio nel caso che per una frazione decisiva (vedere sotto) della produzione globale si applichi uno schema di Emissions Trading, con assegnazione gratuita di quote per industrie che competono a livello globale. In tal caso l intensità di commercio in EU ETS si ridurrebbe a zero, col risultato di far passare le imprese ETS in Europa all auctioning totale. Ciò non sarebbe in linea con i criteri di valutazione della Lista Carbon Leakage dell EU ETS. Il risultato di un confronto dei costi del carbonio potrebbe essere che dopo la valutazione si dovrebbero aumentare i valori dei benchmark in Europa ai livelli applicati in altre regioni (es. al livello previsto dall ETS in Australia). C. Un terzo nuovo elemento dovrebbe essere una chiara definizione del termine frazione decisiva della produzione globale. Per le valutazioni carbon leakage, l attuale Direttiva ETS recita all Art. 10a (18) che per l intensità di commercio la misura in cui Paesi Terzi, che rappresentino una frazione decisiva della produzione globale di prodotti in settori e sotto-settori considerati a rischio di carbon leakage, si impegnino fermamente a ridurre le emissioni di gas serra negli appropriati settori e sotto-settori in maniera paragonabile a quella della Comunità (europea) e nello stesso periodo di tempo. Ciò è ancora troppo vago: (1) impegnarsi fermamente può significare promesse, (2) un impegno fermo potrebbe non presupporre costi di carbonio e (3) la definizione esatta di frazione decisiva è lasciata imprecisata e quindi creerà incertezza. Per assicurare maggiore certezza deve essere precisato cosa è una frazione decisiva. Lo scopo è un approccio globale, cioè di includere più Paesi di Cina, India, Sud Corea, Australia, Medio Oriente, Turchia, Nord Africa, Giappone, Nord e Sud America, ecc., per evitare che ci possano ancora essere paradisi dell inquinamento. E naturalmente nella frazione decisiva della produzione globale ci devono essere gli stessi costi di carbonio e lo stesso prezzo del carbonio. D. Un quarto nuovo elemento dovrebbe essere un prezzo del carbonio che guardi in avanti. Per i nuovi investimenti da realizzare dopo l attuale crisi, come già detto in 67

71 questo studio, il periodo di valutazione rilevante è dal 2020 al 2035/2040. Il prezzo del carbonio per la valutazione della Lista Carbon Leakage deve perciò guardare in avanti. Inoltre, l EU ETS dovrebbe anche tendere ad un possibile prezzo del carbonio più alto, essendo il livello di esso una decisione politica (vedere anche il par. 9.8). Perciò l attuale valore di 30 /t CO 2 è troppo basso, e dovrebbe piuttosto essere /t CO 2. E. Un quinto nuovo elemento deve essere l uso dell impianto di generazione marginale (di energia elettrica) per la valutazione dei costi indiretti (di elettricità). C è attualmente un dibattito su se usare il prezzo medio o marginale. Ciò non ha alcun senso, in quanto anche in molti documenti della Commissione comprese le linee guida per gli aiuti di stato per la compensazione finanziaria nell EU ETS e in molti altri studi si riconosce che è l impianto marginale che determina il prezzo dell elettricità. F. Un sesto nuovo elemento dovrebbe essere quello di usare un fattore di auctioning prudente e di assumere il full auctioning per il calcolo dei costi di carbonio diretti e indiretti. Nella seconda valutazione della Lista Carbon Leakage si discute se usare per il fattore di esposizione al Carbon Leakage (CLEF) quello medio o quello al 2020 (che è 30%). Ovviamente si causa incertezza per gli investimenti se un settore diventasse non esposto per un certo periodo e allora dovrebbe sperare di ridiventare di nuovo esposto successivamente. Diventare temporaneamente non esposto è controproducente. Inoltre, il fattore di auctioning dovrebbero essere scelto con prudenza, considerando gli impianti di produzione di quartile 3 e 4 (l attuale valutazione è in linea di principio basata sugli impianti di efficienza media), poiché non ha senso penalizzare questi impianti, mentre impianti di pari efficienza non hanno problemi ad operare in altre regioni del mondo. G. Un settimo nuovo elemento dovrebbe essere l inclusione degli effetti sulla catena del valore. Ad esempio, i costi di carbonio (per le emissioni dirette e indirette) dei gas tecnici come idrogeno, azoto e ossigeno sono pagati da settori severamente esposti come quelli chimici, dell acciaio e delle raffinerie. Ciò portò al riconoscimento dello status di esposti per questi gas nella prima valutazione della Lista Carbon Leakage nel Ci deve essere più certezza che si tenga conto di questi effetti sulla catena del valore in modo strutturale. H. Un ottavo nuovo elemento dovrebbe essere che una valutazione qualitativa complementare non dovrebbe essere limitata ai valori borderline nei criteri quantitativi e non dovrebbe essere limitata al livello PRODCOM. Nella fase di definizione di questi elementi essenziali, ci si dovrebbe comportare come con il principio di precauzione nelle politiche ambientali. Il criterio dovrebbe essere la prova rovesciata (siamo sicuri che non c è carbon leakage con l auctioning?). Altro criterio: come dare più fiducia e prevedibilità per le industrie in Europa che competono a livello globale? La Direttiva ETS dovrebbe diventare anche da questo punto di vista un esempio per il mondo. Quindi il CLEF (Carbon Leakage Exposure Factor) dovrebbe, in pratica, essere abbandonato. L EU ETS contiene settori industriali carbon intensive che operano in mercati in maniera crescente globalizzati. La realtà dovrebbe essere meglio e più esplicitamente tenuta in conto nei criteri di valutazione della Lista Carbon Leakage. 68

72 9.5. Soluzione per la RNE (Riserva Nuovi Entranti) per dopo il 2020 Ci dovrebbe essere chiarezza per la RNE dopo il 2020, per facilitare le decisioni di investimento che presto dovranno essere prese. E importante per il clima di investimento in Europa che la Commissione faccia in anticipo un annuncio nel quale assicura che ci sarà un adeguata RNE dopo il Nella riforma strutturale, quattro aspetti dovrebbero essere regolati chiaramente per consentire la crescita industriale: Dovrebbe essere stabilita una RNE per dopo il Un possibile surplus della RNE non dovrebbe essere destinato all asta, ma conservato nella riserva per il futuro. Ci deve essere una garanzia che la RNE sarà ripristinata dal volume per l auctioning se esaurita. Ciò è stato già previsto in importanti Stati Membri nelle fasi 1 e 2 dell EU ETS (Germania, Austria, Francia, Italia, Polonia) per garantire un uguale trattamento a esistenti e nuovi entranti e tra nuovi entranti precedenti e successivi. Come detto, le quote per la crescita al di sopra della baseline storica di produzione (per gli esistenti: mediana o mediana ) sono prese dalla RNE, le eccedenze di quote, per una produzione al di sotto della baseline storica di produzione vanno di nuovo nella RNE. Questo approccio evita sovra-assegnazione dovuta a recessione o crisi e garantisce che non ci siano barriere e rischi per la crescita. La RNE di 480 Mt EUA della fase 3, più un aggiunta iniziale ad es. di Mt EUA sembrerebbe sufficiente per un periodo significativo dopo il In tal modo si manterrebbe il cap totale dell ETS, forse fino al 2030 o anche dopo, essendoci un sostanziale volume per l auctioning Mancanza di approccio globale attorno al 2020: possibilità di un cap dinamico L approccio prima menzionato per la RNE dovrebbe essere sufficiente per la transizione verso un nuovo Accordo Globale sul Clima con uguali incentive e oneri per l industria a livello globale. Tuttavia, in mancanza di tale approccio globale attorno al 2020, allora il cap totale dell EU ETS dovrebbe essere rivisto in tempo. Ciò è considerato nello scenario di Frammentazione Continuata della Roadmap 2050 di CEFIC. Senza una partecipazione globale, il cap totale dell attuale Direttiva ETS (che continua a diminuire linearmente ogni anno del 1,74% delle emissioni 2010 (= 38,3 Mt EUA/anno, esclusa aviazione) alla fine bloccherebbe la crescita industriale nella UE. La ragione per valutare il cap totale e industriale molto prima del 2030 è che per gli investimenti pianificati dopo l attuale crisi, previsti entrare in esercizio attorno al 2020, l orizzonte di valutazione è il 2020 per il 2035/2040. Perciò la UE deve, dopo il COP 21 del 2015, quando si aspetta il raggiungimento di un nuovo accordo globale, valutare il cap dell ETS a lungo termine, per evitare un segnale di stop per gli investimenti industriali in Europa, in caso di assenza di un nuovo Accordo Globale sul Clima. In caso di mancanza di progresso alla COP 21 (2015, Parigi) e dopo ogni COP dalla COP 22 l UE deve dare l assicurazione che la crescita industriale in Europa non sarà ostacolata da una mancanza di quote e/o da prezzi del carbonio troppo alti e indicare che possono essere adottate misure come un cap dinamico, per contrastare tale situazione. Almeno per l industria, ci deve essere l assicurazione che investire in Europa rimane realisticamente possibile. Di fatto, questa assicurazione è necessaria già adesso. Noi speriamo naturalmente che i promettenti sviluppi specialmente in Cina, Sud Corea, Brasile, Messico, Australia (sebbene con problemi dopo le recenti elezioni), Nuova 69

73 Zelanda e nei prossimi schemi regionali di carbon trading siano positivi, e che anche il Giappone, USA e Canada successivamente seguiranno Ripristino della RNE dai volumi delle aste nessuno svantaggio per il settore produttore di elettricità. Se non ci fosse una realistica assegnazione gratuita per la crescita industrial (sarebbe: auctioning per la crescita), allora ci sarebbe carbon leakage da investimento e quindi, con una minore carenza di quote, il prezzo della CO 2 sarebbe più basso. Per mettere ciò in un altra prospettiva: la soluzione a minor costo per l EU ETS guardando solo all Europa sarebbe di avere auctioning per la crescita. Allora il prezzo della CO 2 sarebbe il più basso. Tuttavia, è chiaro che con il carbon leakage l EU ETS sarebbe inefficace - inefficiente nella terminologia degli economisti ambientali. Perciò tutti gli stakeholders inclusi Parlamento, Consiglio e Commissione vogliono evitare il carbon leakage. La prova del nove per rispondere alla domanda se ripristinare o no la RNE è: cosa accadrebbe quando un nuovo impianto di produzione è costruito nella situazione alternativa con un sistema globale di auctioning in vigore. Allora la scarsità di quote crescerà, ma non c è carbon leakage. Perciò in assenza di carbon leakage, non ci sono svantaggi per il settore elettrico. Potremmo con sicurezza ipotizzare che il settore elettrico non è favorevole ad un EU ETS che causa carbon leakage, ma è favorevole ad una più ristretta offerta di quote per favorire tecnologie low carbon come la CCS Una valvola di sicurezza in caso di prezzi eccessivi del carbonio Si ricorda il concetto chiave prima indicato: Concetto chiave Una buona competitività globale non è una caratteristica preferibile, ma ciò è vitale per gli investimenti per mantenere ed ampliare l industria manifatturiera europea. Una buona competitività globale è vitale per dare resistenza al carbon leakage, antrambi i concetti sono indistinguibilmente legati. In pratica è necessaria una scelta di policy per il livello del prezzo del carbonio al quale far lavorare la resistenza al carbon leakage. Tale livello potrebbe essere ad esempio 100 /t CO 2. Se il prezzo del carbonio superasse tale livello, dovrebbe essere previsto un genere di valvola di sicurezza. Una valvola di sicurezza potrebbe realizzarsi con un approccio di volume, con una Riserva Strategica, come previsto nel Waxman-Markey Bill in USA. Un altra opzione è che il prezzo della penale possa servire come valvola di sicurezza, abbandonando però l obbligo di restituire le quote mancanti l anno successivo. Allora tutte le imprese comprano la quantità che possono ottenere al prezzo della penale e per il volume mancante il prezzo è pagato allo Stato Membro. Senza un genere di valvola di sicurezza ad es. a 100 /EUA, si dovrebbe aumentare il livello dei benchmark, come mostrato di seguito. 10. Soluzioni per il livello dei benchmark introduzione a due opzioni Vitale avere lo stesso livello di benchmark per esistenti e nuovi entranti E stato mostrato prima che le regole di assegnazione ex-ante forniscono un incentivo al carbon leakage e che enormi barriere e rischi inibiscono la crescita industriale, almeno in 70

74 linea di principio. Perciò, si valuta l alternativa di un assegnazione basata su benchmark e produzione effettiva per i principali prodotti chimici. Nel presente disegno dell EU ETS, agli esistenti e ai nuovi entranti si applica lo stesso benchmark. Ma ci sono fattori di correzione differenti. Per gli esistenti il benchmark si deve moltiplicare per il CSCF (cross-sectoral correction factor, per tenere la quantità di quote entro il cap dell industria), mentre per i nuovi entranti il benchmark deve essere moltiplicato per il FRL (fattore di riduzione lineare o LRF) di 1,74% immediatamente dopo il 2013 (100% nel 2013, 88% nel 2020, 70% nel 2030, ecc.). In una corretta assegnazione basata su benchmark, il benchmark per gli esistenti e i nuovi entranti è uguale (ciò è stato estesamente spiegato in letteratura, es. da Oko-Institut). Questo è vitale per assicurare che l incentivo a sostituire lo stock più vecchio con impianti moderni di elevata efficienza non sia distorto. Se i nuovi entranti dovessero avere un benchmark più ristretto degli esistenti, ci sarebbe un incentivo a mantenere in operazione il vecchio stock, meno efficiente. Applicare lo stesso benchmark per esistenti e nuovi entranti funziona esattamente come l auctioning per il segnale di prezzo del carbonio da produzione Due opzioni: benchmark Top 10% e WAE (Weighted Average Efficiency) Con un assegnazione basata sulla produzione effettiva (adeguamento ex-post dalla baseline storica di mediana o mediana alla produzione effettiva) l impatto del carbon leakage è limitato alla differenza tra l emissione effettiva e il benchmark. Ciò porta a prezzi di break-even di carbon leakage molto più alti rispetto all attuale approccio ex-ante. In tale approccio, il livello di severità del benchmark è della massima importanza. Per questo nei prossimi due capitoli si proveranno due opzioni: (a) Top 10% benchmark che diminuisce con l attuale Linear Reduction Factor (LRF); (b) WAE (Weighted Average Efficiency) benchmark che diminuisce con un FRL specific per l industria (Industry Linear Reduction Factor, ILRF). 11. Soluzione 1: Top 10% benchmark con LRF e produzione effettiva Gli ambiziosi benchmark top 10% devono essere moltiplicati per il LRF. Il fattore LRF di 1,74% si sviluppa come segue: Ciò porta ad una rapida riduzione dei benchmark nel futuro. La Roadmap 2050 di CEFIC mostra che le tecnologie miglioreranno, ma non a questo tasso relativamente rapido. Un miglioramento tipico dell efficienza da carbonio dei processi chimici esistenti (impianti di media efficienza) senza CCS o biomassa è del 30% al 2050, mentre il FRL presuppone un miglioramento del 65% al

75 Per nuovi impianti manifatturieri, il miglioramento di efficienza paragonato alle tecnologie con il presente stato dell arte è spesso (molto) meno del 30%. Ad es. Per l ammoniaca il possibile miglioramento della tecnologia allo stato dell arte può essere al meglio dell 11% tra il 2010 e il 2050 secondo la Roadmap 2050 di CEFIC. I successivi due paragrafi coprono solo le catene di valore degli steam cracker e dell ammoniaca, perché dall analisi precedente è chiaro che l impatto per prodotti come melammina e carbon black sarà simile a quello dell ammoniaca Top 10% con LRF e produzione effettiva steam cracker e catena di valore Attraverso il FRL, il top 10% benchmark per il cracker per i nuovi entranti (ampliamenti di impianti esistenti o nuovi impianti per la crescita o per sostituire impianti vecchi) diminuisce da 0,702 t CO 2 /t prodotto nel 2013 a 0,616 t CO 2 /t prodotto nel 2020 e a 0,372 t CO 2 /t prodotto nel Come detto, si assume che un nuovo efficiente cracker da avviare attorno al 2020 ha un emissione specifica di 0,65 t CO 2 /t prodotto nel 2020, che sarà anche ulteriormente migliorata a 0,618 t CO 2 /t prodotto nel 2030 e 0,587 t CO 2 /t prodotto nel Ciò porta a: In questa assegnazione si assume che I prodotti a valle senza benchmark di prodotto della catena di valore del cracker ottengono di fatto un benchmark che è uguale alla loro emissione specifica iniziale. Ciò riflette la regola attuale dell ETS che non si perdono quote dopo l abbattimento. In altre parole, diminuendo la produzione per (ad es.) ldpe o PP non porta a perdita di quote (perché ciò sarebbe un incentivo al carbon leakage, come mostrato a proposito delle regole attuali). Le catene di valore dello steam cracker avrebbero un prezzo di break-even per il carbon leakage di 140 /t CO 2 nel Questo sembrerebbe sufficiente per i nuovi impianti. Tuttavia, per gli impianti esistenti, ci sarebbe un problema nel breve termine: 72

76 senza un CSCF, il prezzo di break-even per il carbon leakage degli impianti di efficienza media è 112 /t CO 2 ma per gli impianti del quartile 4 e dell ultimo 10% il prezzo di breakeven per il carbon leakage da produzione è 64 /t CO 2 e rispettivamente 46 /t CO 2. Con il CSCF appena pubblicato del 94% nel 2013 e 82% nel 2020, noi vediamo per il 2020 che il prezzo di break-even per il carbon leakage degli impianti di efficienza media è 53 /t CO 2 e per gli impianti del quartile 4 e dell ultimo 10% di 39 /t CO 2 e rispettivamente 31 /t CO 2. Questa è l immagine statica. Da un lato l efficienza degli impianti esistenti migliorerà, ma d altra parte il CSCF continuerà a diminuire alla velocità del FRL (1,74%). Ora il CSCF si applica fin dal 2013, si può calcolare che il CSCF sarà 65% nel 2030 e ca 48% nel 2040, il che è molto più stringente del miglioramento di efficienza atteso. Perciò la situazione diventa molto peggiore dopo il 2020, cioè i prezzi di break-even per il carbon leakage diventano significativamente minori di (ad es.) 31 /t per gli impianti del quartile 4. Naturalmente non ha senso che gli impianti del quartile 4 possano avere carbon leakage o debbano chiudere quando gli stessi impianti fuori dall Europa possono continuare ad operare. E impianti di efficienza media hanno un prezzo di break-even di solo 53 /t CO 2 nel Sarebbe strano se l EU ETS non funzionasse a questi livelli di prezzo Top 10% con LRF e produzione effettiva ammoniaca E logico che l impatto dello stringente benchmark top 10%, in combinazione con il FRL del 1,74% è ancora più problematico per l ammoniaca. Per un nuovo investimento, assumiamo che venga costruito entro il 2020 un impianto con la stessa alta efficienza di 27,3 GJ/t NH 3 (incluse le materie prime), e che migliora a 26,2 GJ/t NH 3 nel Confrontiamo questo con la tecnologia dell attuale stato dell arte della Roadmap 2050 CEFIC di 28 GJ/t NH 3, che può migliorare a 25 GJ/t NH 3 (11% di miglioramento) al Il benchmark top 10% dell ammoniaca per i nuovi entranti (ampliamenti di impianti esistenti o nuovi impianti per la crescita o per sostituire impianti vecchi) diminuisce da 1,619 t CO 2 /t prodotto (28,9 GJ/t) nel 2013 a 1,422 t CO 2 /t prodotto (25,4 GJ/t) nel 2020 a 1,140 t CO 2 /t prodotto (20,4 GJ/t) nel 2030 e 0,858 t CO 2 /t prodotto (15,3 GJ/t) nel Questa alta velocità di miglioramento non è tecnologicamente fattibile. Il valore del benchmark top 10% eguaglierebbe il minimo termodinamico di 20,7 GJ/t ammoniaca nel 2029! 73

77 Circa dieci anni dopo l avviamento, il prezzo di break-even sarebbe 83 /t CO 2, nel 2040 esso si abbasserebbe a 49 /t CO 2 per questo moderno impianto di ammoniaca. Per gli impianti esistenti di ammoniaca, il top 10%, anche con la produzione effettiva, porterebbe a prezzi di break-even per il carbon leakage inaccettabilmente bassi. Come spiegato prima per lo steam cracker, il miglioramento dello stock di impianti esistenti sarà molto minore dell aumento di severità del benchmark, attraverso il CSCF. Il prezzo di break-even del carbonio nel 2020 è, anche con un assegnazione basata sulla produzione effettiva (ex-post) e il benchmark top 10% e il CSCF, di 45 /t CO 2 per l impianto di efficienza media (pesata) e di 27 /t CO 2 per l impianto medio di quartile 4. Ripetiamo che in assenza di un nuovo Accordo Globale sul Clima con una competizione ad armi pari, non è fattibile realizzare presto (2020) tecnologia CCS, che richiede alti investimenti e per la quale ci sono altri rischi e barriere come l accettazione della comunità e mancanza di infrastrutture. In altre parole, quando un impresa vuole investire in un impianto di ammoniaca per l avviamento entro questo decennio, non può scommettere sulla possibilità di installare tecnologia CCS, nemmeno per il Si noti che nella Roadmap Energia della Commissione, solo nel 2035 comincia una significativa penetrazione della tecnologia CCS (e si assume che nel 2020 ci siano solo alcuni progetti dimostrativi). 12. Soluzione 2: WAE benchmark con ILRF e produzione effettiva Un più alto benchmark dà un più alto prezzo di break-even da carbon leakage; in questa sezione si proverà il benchmark WAE (Media pesata di efficienza). Per migliorare la 74

78 competitività e la resistenza al carbon leakage, si introduce un ILRF (fattore lineare di riduzione per l industria) di 0,8% punti per anno, che è più realistico rispetto alle attese di miglioramento tecnologico dello stock di impianti esistenti. La Roadmap di CEFIC per la crescita della chimica europea mostra che è fattibile un miglioramento tecnologico dello stock di impianti esistenti di ca il 30% al 2050 vs il 2010, ad es. per gli steam crackers (CEFIC Roadmap, pag. 72: da 23% al 34%). Questo riflette un IFRL di 0,8%, come si vede dalla tabella sopra. Si noti che per l ammoniaca il miglioramento atteso è del 11% in questo periodo. Ciò dipende dal minimo fissato (termodinamico) di 20,7 GJ/t, per le emissioni di processo. Perciò per l ammoniaca si deve prevedere una soluzione realistica, che viene esplorata di seguito. La separazione dell attuale LRF dall assegnazione di quote all industria diventa sempre più importante invista dell ipotesi di aumentare il valore del LRF, attualmente di 1,74% Razionale per benchmark più realistici. Il razionale per benchmark più realistici, come quelli qui assunti e basati sull efficienza media peseta (WAE), che diminuisce secondo un LRF per l industria (ILRF) di 0,8% punti/anno, può essere così riassunto: Gli impianti esistenti necessitano di un tempo adeguatoper sviluppare progetti di riduzione delle emission GHG. o Un tempo tipico di sviluppo per I progetti maggiori negli impianti esistenti è di anni per la fase di fattibilità, poi anni per il progetto concettuale seguito da ingegneria di dettaglio, poi ca 2 anni per il procurement dei materiali e apparecchiature e per la costruzione. o non è realistico pensare che impianti poco efficienti possano diventare ad alta efficienza con un solo grosso progetto. In pratica i miglioramenti sono realizzati in diversi step. o Progetti di qualsiasi dimensione in impianti esistenti possono essere realizzati solo durante una fermata di manutenzione. Nell industria chimica il tempo tra due fermate di manutenzione è abbastanza ampio, può essere di 6 anni per gli steam crackers o impianti di ammoniaca. Questa è una delle ragioni per il tempo necessario all industria per gli investimenti di riduzione delle emissioni. o Sulla base di queste considerazioni e sullo studio dei tempi di miglioramento nel passato, la Roadmap CEFIC giunse ad una realistica valutazione della velocità di miglioramento al 2050 degli impianti esistenti (vedi Cefic Roadmap). Infatti sulla base della velocità di miglioramento nel passato, si assume un accelerazione per il 75

79 periodo fino al 2050 nella Cefic Roadmap 2050 per due ragioni: più alto il prezzo del petrolio entro pochi anni, maggiore è l incentivo addizionale dell EU ETS. Un benchmark molto severo, come il top 10% moltiplicato per l attuale CSCF, sottrae considerevoli quantità di denaro, mentre alla stessa industria si richiede di fare considerevoli investimenti per ridurre le emissioni. o Ad es., nel 2020 un medio steam cracker di 1,200 kt HVC/anno con 0.97 t CO 2 /ton HVC avrà un costo di t CO 2 /ton HVC (benchmark x CSCF = 0,702 x 82,4% = 0,579 t CO 2 /ton HVC ; 0,97 0,579 = 0,391). A 40 /t CO 2 questo è un costo annuale di ca 19 M (M 18,77/anno = 0,391 x x 40). o Al 2030, il costo annuale per un medio cracker a e.g. 100 /t CO 2 sarebbe di 61 M (0,513 x x 100). o Per l ammoniaca la situazione è anche peggiore. E più alto l impatto per t di prodotto. Considerando un impianto di t/anno di ammoniaca, nel 2013 la distanza di un impianto di efficienza media di ammoniaca rispetto al top 10% benchmark con CSCF è già 0,477 t CO 2 /t ammoniaca. Al 2020 questa distanza è 0,669 t CO 2 /t ammoniaca, portando così ad un costo annuale di ca 13 M (M /anno 13,38 = 0,69 x x 40). O Al 2030, questo impianto di ammoniaca ha un costo annuale, a 100 /t CO 2 di 47,5 M (0,950 x x 100). o oltre agli impianti di media efficienza, ci sono attualmente gli impianti di quartile 3 e quartile 4. Per questi impianti i costi annuali sono sostanzialmente più alti, come si può derivare dalle tabelle. Per questi impianti si dovrebbero fare significativi investimenti di miglioramento, o considerare presto la sostituzione con impianti nuovi ad alta efficienza. Ma in quest ultimo caso, le barriere e I rischi sono probabilmente importanti (sostituzione o altro sito, o sostituzione con impianto di potenzialità molto maggiore, in tal caso col trattamento di nuovi entranti). Si noti che con un benchmark con efficienza media pesata, come sviluppato in questo capitolo del rapporto, ancora il 50% degli impianti di produzione deve comprare quote. Con l attuale top 10% benchmark moltiplicato per il CSCF, a breve la maggior parte degli impianti di produzione dovrà comprare quote. Senza il CSCF, già il 95% di tutti gli impianti sono compratori di quote. Ma questi benchmark più severi sono meglio per l obiettivo ambientale? Questo viene esaminato di seguito Benchmark più severi per l industria sono migliori per l ambiente? Viene talvolta espressa la percezione che benchmark più severi per l industria siano migliori per l ambiente. In modo evidente, ciò è anche assunto nella Valutazione di Impatto della Commissione Europea, ma questo è un equivoco che può essere chiarito. Si assuma che un gestore prepari un progetto di investimento per ridurre le emissioni da 900 kg CO 2 /t di prodotto a 600 kg CO 2 /t di prodotto. Se il benchmark è 600 kg CO 2 /t di prodotto, un livello stringente, l incentivo per il progetto è 300 kg CO 2 /t di prodotto: Incentivo = costi evitati di = 300 kg CO 2 /t di prodotto. Ma la formula generale per l incentivo a ridurre le emissioni include anche I ricavi delle vendite: Incentivo = costi evitati per le quote + ricavi dalla vendita di quote. Se nell esempio precedente il benchmark fosse 750 kg CO 2 /t di prodotto, un livello meno stringente, l incentivo per il progetto è invariato a 300 kg CO 2 /t di prodotto: Incentivo = costi evitati di ricavi dalla vendita di = 300 kg CO 2 /t di prodotto. 76

80 In conclusione, benchmark più severi non sono migliori per l ambiente nel caso di un EU ETS con flessibilità nel quantitativo di quote per le aste. La severità del benchmark non ha influenza sull efficacia ambientale di un assegnazione basata su benchmark all interno della regione ETS. Ma l applicazione di benchmark troppo stringenti influenza negativamente la competitività ed è ambientalmente inefficace; un livello troppo stringente del benchmark causa carbon leakage. Regole di assegnazione che causano carbon leakage non sono efficaci I benchmark WAE con ILRF e produzione effettiva catene di valore degli steam cracker Si analizza il nuovo cracker con la stessa efficienza prima indicate. Ma ora il benchmark applicato è quello WAE (efficienza media pesata), che migliora con un fattore lineare di riduzione specifico per l industria (ILRF) di 0,8% punti/anno. I risultati sono mostrati sul lato destro della tabella: I prezzi di break-even per il carbon leakage sono adesso negativi (ad es /t CO 2 nel 2040). Questo solleva la domanda: cosa significa un prezzo di break-even negativo? Questo è sviluppato di seguito. Una breve verifica di matematica Più severo è il benchmark, come per il top 19% con LRF da 0,616 nel 2020 a 0,372 t CO 2 /t prodotto nel 2040, più basso è il prezzo di break-even per il carbon leakage (il prezzo di break-even diminuisce da 895 / t CO 2 a 140 / t CO 2 ). Questo è intuitivamente atteso. Ad un valore di benchmark di zero, l assegnazione con benchmark e produzione effettiva coincide con l auctioning (anche l auctioning segue la produzione effettiva). Il prezzo di break-even per il carbon leakage è allora uguale a a quello con l assegnazione ex-ante (allora conta solo l emissione specifica dell impianto. Come abbiamo visto, ad un prezzo di break-even positivo, c è un incentivo a rimanere in Europa, perché si possono vendere le quote. Con un prezzo di breakeven negativo, la situazione è rovesciata: più basso è il prezzo di break-even negativo, maggiore è l incentivo a stare in Europa. Vedere la tabella sopra: - Con WAE-ILRF nel 2020 la vendita di quote è 0,27 t CO 2 /t prodotto, mentre il prezzo di break-even per il carbon leakage è -113 / t CO 2. 77

81 - Con WAE-ILRF nel 2040 la vendita di quote è 0,17 t CO 2 /t prodotto, mentre il prezzo di break-even per il carbon leakage è -173 / t CO 2. In altre parole: con un prezzo di break-even basso e positivo, è massimo l incentivo a spostare la produzione fuori dall Europa. Ora valutiamo anche l impatto sugli steam crackers esistenti: Il prezzo di break-even per il carbon leakage da produzione è infinito per un cracker WAE, ma ancora 77 / t CO 2 per l ultimo 10% dei crackers a breve termine (benchmark 2013). Ma noi non ipotizziamo un prezzo del carbonio a 77 / t CO 2 nel breve termine. Con il miglioramento degli steam crackers esistenti, specialmente gli impianti del quartile 4, i prezzi di break-even aumenterebbero ad un livello accettabile, purchè i miglioramenti degli impianti meno efficienti sia più veloce dell ILRF assunto a 0,8% punti/anno. La tabella seguente mostra i prezzi di break-even per il carbon leakage (hard cash cost) con un assegnazione ex-post paragonata con l attuale assegnazione ex-ante (come la seconda tabella nel cap ): Come detto, il carbon leakage da costi (hard cash) è la forma più estrema di carbon leakage da produzione. Vediamo da questa tabella che la resistenza a questo tipo di carbon leakage è molto buona per un benchmark WAE, basato sull efficienza media pesata (vedi l ultima riga della tavola sopra). Si noti che questa è la situazione iniziale, successivamente anno dopo anno 78

82 il valore del benchmark diminuisce con l ILRF adottato di 0,8% punti/anno (allora i prezzi di break-even (positivi) diminuiscono). Ciò può essere confrontato con i prezzi di break-even per l assegnazione ex-ante sotto le attuali regole, che sono piuttosto bassi nella situazione di mercato esaminata con un GVA di 170 /t prodotto (vedi 3a e 4a riga dal fondo). Questa analisi mostra anche l importanza di un benchmark intelligente ed uguale per esistenti e nuovi entranti. Quando un impianto di produzione arriva alla fine della sua vita tecnica ed economica, ci deve essere un clima sano per gli investimenti perché il vecchio impianto possa essere sostituito con un impianto moderno ad alta efficienza. Esempio: Assumiamo che uno steam cracker a bassa efficienza con un emissione specifica di 1,30 t CO 2 /t prodotto venga sostituito da un moderno ed efficiente impianto con un emissione specifica di 0,65 t CO 2 /t prodotto nel Il benchmark WAE nel 2020 è 0,916 t CO 2 /t prodotto (vedere la prima tavola in questo paragrafo, sopra). L incentivo ETS a ridurre le emissioni è Costi evitati delle quote + ricavi da vendita di quote = (1,30 0,916) + (0,916 0,65) = 0,65 t CO 2 /t prodotto. Se la dimensione del nuovo impianto che può sostituire due vecchi impianti è 2 Mt/anno di prodotti (HVC, high value chemicals) l incentivo sarebbe così di 1,3 M di quote/anno. Ciò rappresenta un valore di 39 M /anno con un prezzo del carbonio di 30 /t CO 2. Questo valore crescerà quando i prezzi del carbonio aumenteranno. Ciò va confrontato con un investimento di (molto approssimativamente) 1,5 miliardi di. Con il valore del benchmark proposto, basato su WAE con un ILRF e un assegnazione basata sulla produzione effettiva (ex-post), l investimento non avrà alcun incentivo al carbon leakage, il che è una condizione cruciale per la realizzazione di questi investimenti in Europa. Al contrario, c è un incentivo a rimanere in Europa (prezzi di break-even negativi) WAE benchmark con ILRF e produzione effettiva ammoniaca Si valuta lo stesso nuovo impianto di ammoniaca esaminato in precedenza, per il 2020: Con un assegnazione basata su benchmark WAE, con un ILRF di 0,8% e produzione effettiva (ex-post) non ci sono problemi per un impianto nuovo di ammoniaca i prezzi di 79

83 break-even rimangono negativi (incentivo a rimanere in Europa). Ma per gli impianti di ammoniaca esistenti, un benchmark basato su WAE e con un ILRF di 0,8% ancora dà un relativamente basso prezzo di break-even per l arbitraggio del carbon leakage da produzione per gli impianti di quartile 4: Ciò si può vedere anche dai prezzi di break-even da costi del carbonio (hard cash): Questi ancora bassi prezzi di break-even richiedono una soluzione creativa. Ad esempio, il benchmark per l ammoniaca potrebbe essere basato sulla media degli impianti di quartile 4: Allora gli impianti dell ultimo 10% hanno ancora un relativamente basso prezzo di breakeven per l arbitraggio del carbon leakage da produzione di 88 /t CO 2. Perciò gli impianti di ammoniaca meno efficienti dovranno migliorare la loro efficienza o dovrebbero essere rimpiazzati da impianti moderni. Vediamo che l ammoniaca è un prodotto molto sensibile rispetto al carbon leakage. 80

84 Ciò è illustrato anche dal prezzo di break-even per il carbonio (hard cash cost) per la situazione di GVA per il leader di 170 /t in assenza di costi di carbonio: Un assegnazione basata sulla media degli impianti del quartile 4 richiederebbe un assegnazione supplementare di ca 8-9 M di quote in Europa rispetto al benchmark WAE. Una soluzione alternative per l ammoniaca è di dare un assegnazione fissata alla parte feedstock e un assegnazione realistica per la parte combustibile, e finchè la tecnologia CCS non potrà essere applicata a causa delle barriere (accettazione della comunità, mancanza di infrastrutture, alti costi di investimento) e finchè non c è un approccio globale con costi di carbonio uguali o simili a livello globale Benchmark WAE con ILRF e produzione effettiva carbon black Un prodotto come il carbon black ha un elevata emissione specifica, simile all ammoniaca. Perciò anche per questo prodotto è necessaria un assegnazione maggiore della WAE. Con un volume stimato di 1,7 Mt/anno di carbon black, l assegnazione supplementare basata su un benchmark da quartile 4 potrebbe essere attorno a 0,7 M di quote rispetto ad un benchmark WAE. 13. Soluzioni per i fallback benchmark L attuale assegnazione fallback per I nuovi entranti è complicata e ingiustificata I fallback benchmark sono i benchmark per il calore, il combustibile (specialmente le torce) e le emissioni di processo. Le attuali regole per i nuovi entranti sono piuttosto complicate e ingiustificate. Il Guidance Document 7 per i nuovi entranti (Section 3 New entrants new installations ( greenfields ), section 3.2 Determination of allocation, section Phase after the start of normal operation phase, pag. 13 sotto lo step 3, che è anche applicabile agli ampliamenti degli impianti esistenti) riporta: The relevant capacity utilization factors (RCUF) will be determined by the CA [Competent Authority] 81

85 for each sub-installation for which it is relevant. In order for the CA to be able to determine RCUFs, the operator will submit the following information: - RCUF suggested by the operator as a percentage of the initial capacity - Information on the installation s intended normal operation, maintenance, common production Cycle - Energy and greenhouse gas efficient techniques that may be implemented and affect the capacity utilization - Typical capacity utilisation in the relevant sector concerned. All submitted data information shall be substantiated and verified. More information regarding the determination of RCUF can be found in Section 6.3 of Guidance Document 2 on allocation methodologies. L assegnazione (esclusa l assegnazione prima dell inizio dell operazione normale, per la quale è anche prevista un assegnazione), è: Initial capacity x RCUF x CLEF x LRF In cui: Initial capacity è la media dei volumi di produzione mensile più alti in 2 mesi durante 3 mesi (per i nuovi impianti) o 6 mesi (per un ampliamento di un impianto esistente) moltiplicata per 12; CLEF = carbon leakage exposure factor (100% per i settori esposti al rischio di carbon leakage, e per i settori non-esposti 80% nel 2013, diminuendo linearmente fino al 30% nel 2020; CLEF non è ancoar definito dopo il 2020); LRF = linear reduction factor, che diminuisce di 1.74% punti/anno dal 2013 (vedere tabella al cap. 9). Ci sono tre complication fondamentali: (a) il fattore di attività è basato su dati di produzione fissati come nuovi dati storici mentre la produzione effettiva in futuro può essere più alta in condizioni economiche normali o la produzione può essere strutturalmente più bassa (recessione o crisi), vedere Cefic-IFIEC (2012), barriere e rischi per la crescita. - La initial capacity può essere sfortunatamente bassa per problem tecnici di start-up, etc. - RCUF è parzialmente basata sull utilizzazione tipica di capacità nel settore interessato (che può essere troppo alta o troppo bassa). (b) nel RCUF, si deve tenere anche conto delle energy and greenhouse gas efficient techniques. (c) LRF diminuisce continuamente, da 0,9826 nel 2014 a 0,8782 nel 2020 a 0,7042 nel 2030, a 0,6172 nel 2035 a 0,5302 nel 2040 e così via, il che è ingiustificato se un impresa ha investito nella tecnologia allo stato dell arte, e ancora meno giustificato nel caso di una tecnologia innovativa breakthrough Soluzioni per i fallback benchmark ex-post e tecnologia allo stato dell arte Adeguamento ex-post alla produzione effettiva per esistenti e nuovi entranti La prima e semplice soluzione per evitare sovra-assegnazione durante recessioni o crisi e sotto-assegnazione per la crescita è applicare la produzione effettiva come fattore di attività: una produzione provvisoria è adeguata ex-post alla produzione effettiva dopo ogni anno: Allora si eliminano tutte le barriere e I rischi per la crescita Il proprio benchmark per gli esistenti fallback Il Guidance Document 2 riporta (a pag. 35) per le assegnazioni con fallback benchmark: Physical changes exclusively aiming at improving the energy efficiency of a sub-installation or the 82

86 improvement or installation of an end of pipe abatement technology to reduce process emissions should not be regarded as physical change leading to a significant capacity reduction. Ciò significa che con le attuali regole di assegnazione, il benchmark per gli esistenti fallback è di fatto l efficienza nella baseline storica, mediana o mediana In alter parole, ciascun impianto di produzione nell EU ETS, che produce un prodotto senza benchmark (di prodotto) ha di fatto il suo proprio benchmark di prodotto. Questo è un buon approccio che si raccomanda di mantenere, poiché poi i miglioramenti di efficienza sono stimolati dall EU ETS (in accordo con l obiettivo ETS, vedi Direttiva Art. 1). I miglioramenti di efficienza, ad es., sia nella produzione di vapore (upstream) che di consumo di energia (combustibili diretti, vapore, o elettricità) all interno dell impianto di produzione sono allora incentivati in modo coerente Il benchmark per i nuovi entrant fallback tecnologia allo stato dell arte Un altro tema è: qual è il valore di benchmark per i nuovi entranti con un approccio fallback; come stabilire se sono applicate tecniche efficienti per energia e gas serra? La sola ragione per richiedere l applicazione di tecniche efficienti per energia e gas serra per i nuovi entranti con un approccio fallback, è che si dovrebbe evitare che un gestore prima costruisca un impianto di produzione men che ottimizzato con l obiettivo di massimizzare l assegnazione di quote e poi subito dopo l avviamento realizza tecniche per energia e gas serra che possano portare ad una vendite di quote di quantità ingiustificata (questa fu la motivazione corretta data da DG Climate Action). Le indagini dell Autorità Competente interessata per stabilire l applicazione di tecniche efficienti per energia e gas serra per una specifica attività non implicano legalmente un benchmark (di prodotto) per tutti gli altri gestori nello stesso o in altri Stati Membri. E invitante per uno Stato Membro paragonare l efficienza di ad es., due nuovi impianti di produzione quando accadesse che due nuovi entranti producano per caso lo stesso prodotto. Potrebbe accadere che un impresa ha un disegno di processo basato su una versione migliorata dell attuale stato dell arte mentre l altra potrebbe aver sviluppato ad esempio in 15 anni un disegno di processo innovativo molto più efficiente (ad es. del 30 o 50%) della tecnologia all attuale stato dell arte. Perciò si raccomanda che l Autorità Competente basi il suo giudizio sull uso della migliora tecnologia possibile per ogni specifico nuovo entrante. Casi in cui due o anche più impianti di produzione nuovi entranti che producono lo stesso prodotto sono da considerare assolutamente eccezionali. E stato legalmente stabilito che i benchmark di prodotto sono limitati alla lista dei prodotti inclusa nelle CIMs. Se si facessero paragoni tra prodotti fallback, ciò presupporrebbe un approccio da benchmark di prodotto per ogni nuovo entrante con uno dei tre metodi fallback. Ciò sarebbe poco praticabile e dispendioso in termini di tempo, per il gran numero di processi sotto l assegnazione secondo il benchmark di calore e in misura minore sotto il benchmark per combustibili e emissioni di processo, per i quali uno Stato Membro deve stabilire tecniche efficienti per energia e gas serra per ogni specifica assegnazione ad un nuovo entrante. Un impianto efficiente ad es. si può definire come un impianto dove sono applicate tutte le misure tecnologiche sperimentate riguardanti l efficienza energetica (cioè heat integration, pinch analysis, scelta di apparecchiature) e/o efficienza da gas serra (cioè incluse tecnologie di abbattimento end of pipe) applicabili nello specifico disegno di processo allo stato dell arte, che abbiano un tempo di pay-out di 5 anni o un IRR del 15%. Un qualsiasi 83

87 ulteriore investimento in tecnologie oltre il corrente stato dell arte giustificherebbe la vendita di una corrispondente quantità di quote. Riassumendo, l Autorità Competente dovrà valutare ogni caso individuale senza fare paragoni con impianti simili nello stesso o un altro Stato Membro. Ciò che conta è una valutazione dell attuale stato dell arte della tecnologia. L Autorità Competente deve solo basare la sua valutazione su informazione basata su dati verificati sottoposti dall impresa che ha l impianto nuovo entrante. L Autorità Competente può chiedere maggiori informazioni se ritenuto necessario La sostituzione di un impianto più vecchio e meno efficiente non rientra nei nuovi entranti Per completezza: la semplice sostituzione di un impianto più vecchio e meno efficiente con un nuovo impianto di pari potenzialità (volume di produzione) non è un nuovo entrante. In tali casi resta valida l assegnazione iniziale come stabilita secondo i dati storici di mediana o mediana Soluzione CSCF per esistenti fallback: sostituire con ILRF Con le attuali regole, il CSCF si applica per gli esistenti. Appena il CSCF (semplificando: rapporto tra cap dell industria e l assegnazione totale dell industria diventa minore di 1, si applica il CSCF e successivamente il CSCF si riduce di 1,74% punti/anno. Per le ragioni spiegate prima, le stesse she per i benchmark di prodotto nel Cap. 12, si raccomanda di sostituire il CSCF con il IFRL di (ad es.) 0,8% punti/anno. Questo IFLR dovrebbe riflettere il realistico possibile futuro miglioramento dell efficienza. In the present rules, the CSCF (cross-sectoral reduction factor) applies for incumbents. As soon as the CSCF (simplified: industry cap divided by the total free allocation to industry) comes below 1.0, the CSCF applies and subsequently the CSCF is lowered by 1.74% points per year. Because of the reasons explained above, the same as for the product benchmarks in Chapter 12, it is recommended to replace the CSCF by the ILRF (Industry Linear Reduction Factor) of e.g. 0.8% points per year. This ILRF should reflect the realistic possible efficiency improvement in the future Soluzione LRF per nuovi entranti fallback: tecnologia allo stato dell arte senza fattore di miglioramento per almeno 15 anni Come detto, il LRF (linear reduction factor) diminuisce continuamente, da 0,9826 nel 2014 a 0,8782 nel 2020 a 0,7042 nel 2030 to 0,6172 nel 2035 to 0,5302 nel 2040 e così via. Questo è ingiustificato se un impresa ha investito in tecnologia allo stato dell arte o (ancora meno giustificato) in una tecnologia innovativa di svolta ( breakthrough ) che è valutata e approvata dall Autorità Competente. Esempio: Si assuma che l attuale stato dell arte della tecnologia sia (emission dirette + indirette) 1000 kg CO 2 /t prodotto. Un impresa migliora il progetto del 10% sviluppando heat integration basata su provate tecnologie con un IRR del 15%, l avviamento sia previsto per il L assegnazione è allora 0,8782 x 900 = 790 kg EUA/t prodotto nel 2020 e 0,6172 x 900 = 555 kg EUA/t prodotto nel Ciò causerebbe un costo non giustificato di = 345 kg EUA/t prodotto (38%) nel Perciò si raccomanda che per nuovi entranti fallback, che devono applicare una tecnologia provata allo stato dell arte, non si deve applicare alcun fattore di riduzione per un periodo di almeno 15 anni dopo lo start-up. 84

88 Cosa fare della CCS per i nuovi entranti fallback? CCS (Carbon capture and storage) è una promettente tecnologia per il lungo termine. Tuttavia, al momento ci sono ancora barriere significative: mancanza di accettazione della comunità, nessuna infrastruttura prevista, vincoli legali in vari Stati Membri fino alle responsabilità legali in caso di rilascio accidentale di CO 2. Per il benchmark calore, l opzione CCS non è legata al processo di produzione stesso ma al generatore di calore (caldaie o cogenerazione CHP). Il benchmark combustibile (spesso torce) e il benchmark per le emissioni di processo sono molto spesso di piccola dimensione e quindi non adatti per CCS. Perciò, la possibile futura applicazione della CCS non dovrebbe avere un ruolo nello stabilire il benchmark per i nuovi entranti fallback. Cioè non fino a quando CCS sarà diventato una tecnologia standard e accettata, forse nel 2035, o fino a quando le attuali barriere e rischi non saranno risolti e fino a quando un nuovo Accordo Globale sul Clima avrà stabilito una vera competizione ad armi pari con un mercato globale del carbonio o con un approccio di questo tipo. 14. Conseguenze economiche Conseguenze per i volumi di assegnazione nell EU ETS Questa proposta di Riforma Strutturale dell ETS sembrerebbe piuttosto drastica, al confronto con le attuali regole si assegnazione. Tuttavia, le argomentazioni fornite mostrano che un tale drastico miglioramento della competitività dell industria è necessario. L EU ETS sarà in tal modo irrobustito così che le industrie esposte globalmente possano sopportare prezzi della CO 2 molto più alti, che si verificheranno in un lontano futuro, evitando al contempo il carbon leakage. Con alcuni educated guesses, si stima l effetto sull assegnazione WAE (Weighted Average Efficiency) benchmark effetto sulla quantità di quote all asta L assegnazione con il top 10% benchmark porterebbe ad un assegnazione gratuita di quote all industria di ca M EUA (cap. 4.3 con 858 M EUA e stimate M EUA per il calore industriale non ETS ora assegnato agli impianti CHP. Si stima che questo top 19% comporterebbe una riduzione di ca 200 M EUA (approssimativamente 21-22% di riduzione, che incidentalmente è uguale all obiettivo del -21% dell EU ETS vs le emissioni 2005). Sulla base di queste stime, l assegnazione aggiuntiva richiesta con un benchmark WAE è ca 200 M EUA. Questo è inizialmente ca il 10% dell assegnazione totale ETS. La necessità di assegnazione all industria è calcolata con le seguenti assunzioni: La crescita composta dell industria manifatturiera è 1,25%/anno, dal 2018 (non ipotizziamo alcuna crescita nei prossimi anni, a causa dell attuale crisi) La RNE (Riserva Nuovi Entranti) dopo il 2020 è di Mt di EUA La RNE è ripristinata durante una recessione o crisi (assegnazione minore della produzione storica) La RNE è anche aumentata con la diminuzione dell assegnazione agli esistenti dell industria con l ILRF (Industry Linear Reduction Factor) per scopi di calcolo (per mostrare facilmente il volume di quote all asta 85

89 Ciò dà la seguente descrizione per l assegnazione di quote per le sole emissioni dirette: Con queste assunzioni, restano solo = 246 Mt per le aste al Questo basso volume per le aste al 2030 dimostra chiaramente la necessità di una significativa Riserva Strategica aggiuntiva, per evitare impennate dei prezzi del carbonio. In questo sistema, l industria nel suo complesso può essere un venditore netto di quote per le emissioni dirette se la sua velocità di miglioramento fosse maggiore di quella dell ILRF assunta a 0,8%/anno. La tavola sopra non contiene ancora l assegnazione per le emissioni indirette. Questo è sviluppato sotto. Si noti che nel 2027 la differenza tra il cap totale e l assegnazione per le emissioni dirette, il volume disponibile per le aste è = 371 Mt EUA WAE benchmark per Assegnazione Indiretta effetto sulla quantità di quote all asta Il consumo totale dell industria nell EU-27 è ca 1,100 TWh/anno, che è ca 1/3 della totale generazione lorda di ca TWh/anno. Il consumo dell industria è ca 40% del consumo finale di elettricità di ca TWh/anno (300 TWh della parte energia, 200 TWh di perdite di rete e ca TWh per pompaggi). I settori industriali EU ETS sono nello schema perchè consumatori intensivi di energia e forti emettitori di gas serra. Probabilmente queste industrie carbon-intensive consumano ca il 17.5% del consumo finale di elettricità, cioè ca 500 TWh/anno. In base a queste stime con il fattore CO 2 medio EU di 0,75 t CO 2 /MWh or Mt CO 2 /TWh l assegnazione indiretta, senza fattori di riduzione, sarebbe allora 375 M EUA. Questo è inizialmente ca 20% del volume totale EU ETS. Tuttavia, noi stimiamo che ca 50%-60% dell assegnazione indiretta sarebbe (o dovrebbe essere) usata dagli Stati Membri per la compensazione finanziaria, cioè ca 200 M EUA. L assegnazione netta aggiuntiva richiesta per migliorare la competitività sarebbe ca 175 M EUA. 86

90 Con l assegnazione indirettta totale delle 375 Mt stimate, si ottiene la seguente situazione: Ora noi vediamo che nel 2027 le = 371 Mt EUA come mostrato nella tabella precedente sono virtualmente tutte necessarie per l assegnazione indiretta (cioè 375 Mt nel 2013 con una crescita composta di 1,25%/anno meno l assegnazione più bassa attraverso l ILRF di 0,8%/anno. Così, queste 371 Mt EUA sono ancora disponibili per l industria produttrice di energia nel 2027, ma il volume per le aste è diminuito a quasi zero ( ) = -10. Nel 2030 ci sarebbe una carenza di = 140 Mt EUA, con ca 370 Mt EUA ci saranno 246 Mt EUA disponibili per l industria produttrice di energia. Questo getta un altra luce sulle (entusiastiche) idee di aumentare il LRF per il cap totale da 1,74% a 2,25% o anche più - senza considerare la diminuzione dell assegnazione all industria che è associata al LRF nell attuale Direttiva, in tal modo deteriorando anziché migliorando la competitività e la resistenza al carbon leakage e anche per mettere da parte una considerevole quantità di quote per la distruzione. Come dimostrato in questo studio, i benchmark top 10% e poi combinati con il LRF di 1,74% (assumendo così un effetto simile al CSCF) non sono adatti a facilitare la crescita industriale in Europa. Per confronto mostriamo l effetto dei benchmark top 10% combinati con il LRF di 1,74%, assumendo anche piena assegnazione indiretta (invece della compensazione finanziaria incompleta): 87

91 In relazione a questa tabella, si possono fare le seguenti osservazioni: Con una crescita industriale composta assunta al 1,25%/anno, (dal 2018), la diminuzione dell assegnazione totale all industria (diretta + indiretta) con LRF di 1,74%/anno (come proxy per il CSCF) è maggiore dell aumento dell assegnazione dovuta alla crescita Allora la RNE, assunta a 100 Mt/anno per il periodo , è di fatto non necessaria. In questo calcolo l assegnazione per la crescita è presa dalla RNE e dalla minore assegnazione all industria (così la RNE crescerebbe invece di essere utilizzata). Per il 2030, il rimanente volume per le aste sarebbe solo = 248 Mt EUA. Con l assegnazione indiretta di ca 400 Mt, ciò corrisponderebbe a ca 700 Mt EUA per l industria delle generazione di energia elettrica. Così, la differenza tra l assegnazione proposta basata sui benchmark WAE e l ILRF di 0,8%, e dell assegnazione basata sui benchmark top 10% e LRF di 1,74% è = ca 450 Mt nel Questa è la differenza tra un Europa in via di re-industrializazzione e un Europa con un enorme carbon leakage da investimento. Se, dopo la riforma strutturale dell EU ETS, l assegnazione di quote all industria rimanesse invariata, un Europa con un enorme carbon leakage da investimento diventerebbe una profezia auto-avverante WAE benchmark e assegnazione indiretta effetto sulla quantità di quote all asta e sull economia Sulla base delle stime precedenti, l effetto del WAE benchmark e dell assegnazione indiretta sarebbe una riduzione del numero di quote all asta di ca 375 M EUA (200 dirette indirette). Questo è inizialmente ca 20% del volume totale EU ETS e ca 35% delle quote all asta (si trascura il volume soggetto a deroghe per no auctioning nel 2013, tendente a zero al 2020 per la Polonia e altri produttori di elettricità). Ad un prezzo del carbonio di 30 /t, ciò rappresenta un valore di 11 bn /anno. Si tratta di una ingente quantità di denaro. 88

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