CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE"

Transcript

1 CONSULENZA FINANZIARIA INDIPENDENTE D&P NEWS - LETTERA di INFORMAZIONE FINANZIARIA Anno VI - Numero 10 del 30 Novembre 2011 ARTICOLO - IL BENESSERE SI CREA CON IL LAVORO, NON CON GLI INVESTIMENTI IN BORSA YouInvest.org Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, mi capita spesso di cogliere un certo stupore negli occhi dei miei interlocutori quando gli confido che secondo me la saggezza popolare o convenzionale tipica dei mercati finanziari è completamente sbagliata e decisamente fuorviante ARTICOLO - FRATELLI D ITALIA, COMPRATE BTP? LaVoce.Info Comprare i Btp per salvare il paese: è un invito che gli italiani si sono sentiti rivolgere da più parti in questi giorni. E un ragionamento corretto? Sostituendo i depositi bancari con titoli di stato si rischia di spostare il problema di liquidità dal governo alle banche. Un effetto netto positivo duraturo si avrebbe ARTICOLO - BTP DAY AGLI SPORTELLI. MA TUTTI GLI ALTRI SONO BOND DAYS YouInvest.org Il 28 novembre avremo il BTp-day agli sportelli, ma tutti gli altri giorni restano bond days. Nel senso di bond bancari, ovviamente. Secondo i dati pubblicati l 8 novembre da Banca d Italia, i titoli pubblici pesano il 6,2% nel portafoglie di attività finanziarie lorde delle famiglie italiane, mentre le obbligazioni di istituzioni... ARTICOLO - CHE FATICA FARE PERFORMANCE Morningstar.it Attivo o non attivo? Questo è il problema. Meglio puntare sulla generazione di alpha, e quindi scommettere sul gestore o preferire gli strumenti a basso costo che replicano un indice? Spesso si sente dire che solo una piccola parte dei fondi attivi batte con una certa costanza il benchmark, e che solo ARTICOLO - SI PUO USCIRE DALL EURO? LaVoce.Info Un paese può uscire legalmente dall euro? L opinione dominante è che non sia possibile senza una modifica dei trattati. L estromissione di uno stato dalla moneta unica o dalla Unione Europea sembra giuridicamente impossibile, mentre l uscita del blocco dei virtuosi è ammissibile, ma costituzionalmente ARTICOLO - SEI COSE DA SAPERE SUGLI ETF Morningstar.it Il mercato europeo degli Exchange traded product (Etp) conta oltre prodotti, che coprono tutte le asset class (azioni, obbligazioni, valute e materie prime), per un totale di 200 miliardi di euro. L originaria definizione di strumenti che replicano passivamente un indice e sono quotati in borsa non è più DOSSIER - PENSIONI & PREVIDENZA AA.VV. Cliccate, consultate e scaricate la D&P News al link DONADI & PARTNERS di Baldasso V. & C. S.a.s. Sede Legale: Via XXIV Maggio, 51/2 Sede Operativa: Piazza Caduti per la Libertà, 1/ Spresiano fraz. Visnadello (TV) Telefono Telefax SE NON DESIDERA PIU RICEVERE QUESTA MAIL CLICCHI qui

2 Printer Friendly Version localhost - Printer Friendly Page V2.0 - YouInvest.org Il benessere si crea con il lavoro, non con gli investimenti in Borsa di Nicola Zanella - 15/11/2011 Come ho avuto modo di scrivere in altre occasioni, mi capita spesso di cogliere un certo stupore negli occhi dei miei interlocutori quando gli confido che secondo me la saggezza popolare o convenzionale tipica dei mercati finanziari è completamente sbagliata e decisamente fuorviante, se non addirittura pericolosa per i semplici risparmiatori. Mi riferisco a quelle leggende metropolitane che i media e l industria finanziaria continuano a pubblicizzare da anni (si legga qui un altro mio articolo a tal riguardo), anche se di fatto non hanno alcun fondamento teorico, né empirico: si pensi, ad esempio, al rischio dell investimento in azioni che dovrebbe scomparire nel lungo periodo, alla convenienza di un piano di accumulo del capitale (PAC) rispetto al PIC (investimento in un unica soluzione), all utilità della diversificazione tra asset classes, anche quando questa comporta l acquisto di azioni da parte di risparmiatori che non possono permetterselo, etc. Anche questo articolo credo che meraviglierà molti. Vediamo perché. Come ho scritto nel titolo, sono più che convinto che il benessere economico di una persona dipende quasi esclusivamente dai salari o redditi derivanti dal lavoro (e, ovvio, dalla capacità poi di risparmio), e non dagli investimenti in Borsa. E non vale fare riferimento a Warren Buffett e al fatto che sia diventato uno degli uomini più ricchi del mondo investendo i soldi sul mercato finanziario. Evidentemente le eccezioni esistono, ma anche in questo caso dire quanto bravo o fortunato sia stato il mitico Buffett è difficile da stimare, anche perché nella sua carriera non sono state poche le scommesse, molto ma molto rischiose, che ha corso. Ricordiamo anche, a tal proposito, quanto fossero bravi e smart i dirigenti, gli analisti e i traders della banca di investimento Lehman Brothers, prima che fallisse miseramente nel settembre del 2008: evidentemente, i profitti miliardari a cui puntavano alla Lehman erano anche una pura compensazione per l elevatissimo rischio delle operazioni di investimento che erano soliti realizzare. Il punto che non dovrebbe sfuggire ai lettori è che la maggior parte dei lavoratori, diciamo italiani, ma il discorso non cambia allargando gli orizzonti, non può assolutamente comportarsi, ad esempio, come Warren Buffett, non fosse altro perché lo stesso Oracolo di Omaha sostiene che da anni il suo orizzonte temporale di investimento preferito è per sempre. E questo, si sa, non è decisamente l orizzonte temporale di investimento (investment time horizon) della maggior parte dei lavoratori (da non confondere, come spesso accade, con il periodo di tempo, lungo anche qualche decina di anni, a disposizione degli investitori per far crescere, in termini di potere d acquisto, i propri risparmi o planning time horizon). Nella migliore delle ipotesi, il periodo di tempo durante il quale gli investitori ritengono di non dover rivedere la propria strategia di investimento, che dipende anche dal periodo di valutazione o di monitoraggio del portafoglio (evaluation period), è breve; nella maggior parte dei casi è 1 di 4 18/11/

3 Printer Friendly Version assolutamente incerto, non sapendo affatto il momento in cui potrebbero aver bisogno di una parte o anche della totalità dei risparmi investiti (subendo il cosiddetto exit time risk). In entrambi i casi, il comportamento che gli investitori normali sono costretti a tenere quando investono sui mercati i loro risparmi non può essere simile a quello di Warren Buffett. Sono molti i non addetti ai lavori convinti che con gli investimenti in Borsa (non necessariamente in azioni) si possano guadagnare tantissimi soldi, facendoli girare nel modo giusto. È anche per questo motivo che diversi si buttano, è il caso di dirlo, nel trading di breve termine e frequentano corsi ad hoc senza avere una minima cultura finanziaria. Certamente, l industria finanziaria e i media (da certi giornali e peggio ancora la tv) hanno aiutato a creare un immagine distorta dei mercati finanziari e del loro ruolo primario, fondamentale. D altro canto, sono molti gli addetti ai lavori che non hanno la minima idea del profilo rischio/rendimento di lungo periodo e a livello mondiale delle più importanti classi di investimento (dai T-Bills o BOT alle azioni, passando per le materie prime e in particolare l oro). È convinzione diffusa che le azioni debbano rendere sempre molto più degli investimenti in obbligazioni in periodi, ad esempio, decennali (si veda quanto successo, purtroppo, da inizio secolo) e, in generale, che il rendimento di un portafoglio ben diversificato (secondo loro), ad esempio, in bond-azioni e ovviamente (!) materie prime, non possa che essere talmente consistente da aumentare considerevolmente il patrimonio e quindi il relativo status sociale di una persona/famiglia. I 2 errori presenti in un simile ragionamento sono: 1) attendersi rendimenti, al netto dell inflazione, anche superiori al 5% annuo, basandosi sulle medie di lungo periodo di paesi come gli Stati Uniti, in cui dal 1930 al 2010 il rendimento reale di un banale portafoglio 60% azioni e 40% bond è stato del 5% annuo; 2) dimenticare che per passare da uno scaglione, in termini di patrimonio netto, a quello con una maggiore ricchezza sono necessari molti, ma molti più soldi di quelli a disposizione. Basti pensare, ad esempio, che negli Stati Uniti una famiglia, per passare dal 40 percentile di ricchezza netta (poco sotto alla mediana) al 60 percentile (poco sopra la mediana), deve quasi triplicare il proprio patrimonio. Si veda, nella tabella di seguito, la ricchezza percentile delle famiglie americane. Ricordo che per percentile si intende il livello di misura al di sotto del quale si ritrova una determinata percentuale di una distribuzione: ad esempio, il 25 percentile indica che il 25% delle famiglie ha una ricchezza più bassa del valore ad esso corrispondente. Figura 1 (clicca sopra per ingrandire) 2 di 4 18/11/

4 Printer Friendly Version Come si può vedere dai dati presentati in questa tabella, per spostarsi verso destra nella distribuzione di probabilità della ricchezza (per passare da uno scaglione a quello caratterizzato da una ricchezza maggiore), sarebbero necessari molti anni di investimento dell intera ricchezza già accumulata (particolare non secondario!), infatti dollari investiti per 21 anni al rendimento reale del 5% annuo diventano o dei rendimenti molto maggiori. Il problema è che non esiste al mondo una strategia di investimento (e asset allocation) che ci permetta di raggiungere in modo continuativo un rendimento target intorno al 5%, al netto dell inflazione. Per fare un esempio, il portafoglio 60% azioni e 40% bond ha fatto registrare rendimenti reali decisamente più bassi anche nell arco di un intero decennio: 1,4% dal gennaio 1940 al dicembre 1949, 2,9% dal gennaio 1960 al dicembre 1969, -0,7% dal gennaio 1970 al dicembre 1979, 0,2% da gennaio 2000 al dicembre E ci stiamo riferendo agli Stati Uniti, la più grande potenza economica e mondiale del Novecento, che ha avuto, anche per questo probabilmente, il mercato azionario con i rendimenti tra i più alti a livello mondiale. Molti altri paesi, tra cui l Italia, hanno avuto mercati finanziari molto, ma molto meno fortunati, con rendimenti azionari ed obbligazioni più bassi, di molto. Con il Bund tedesco indicizzato all inflazione dell eurozona (scadenza nel 2020) che ora rende a scadenza il -0,04%, a cui dovrebbe essere aggiunto il premio per il rischio (equity premium) per stimare il rendimento atteso delle azioni, credo che si capisca quanto sia difficile raddoppiare, triplicare il valore di un portafoglio finanziario ben diversificato, in linea, ad esempio con l Approccio finanziario a piramide che ho ideato insieme a Marco Liera. In definitiva, investire sui mercati finanziari, non lasciando tutti i risparmi sul C/C tradizionale a zero interessi è una necessità, non tanto però per aspirare ad incrementare la propria ricchezza in relazione a quella delle altre famiglie (migliorando dunque la propria posizione percentile), quanto per mantenere nel corso del tempo almeno la ricchezza del proprio gruppo di appartenenza e soprattutto per non peggiorare la propria posizione nella distribuzione della ricchezza, perdendo pertanto il proprio potere d acquisto. L obiettivo realistico che i risparmiatori dovrebbero porsi è quello di ottenere nel corso del periodo di investimento un rendimento reale almeno positivo. Già un rendimento intorno al 2,5-3% al netto dell inflazione sarebbe più che un successo. Brutto? Troppo poco? Purtroppo, non vi sono alternative. Se volete migliorare sostanzialmente il vostro benessere futuro, è al vostro lavoro che dovete guardare, non ai rendimenti potenziali dei mercati finanziari. 3 di 4 18/11/

5 Conti Pubblici / Finanza FRATELLI D'ITALIA, COMPRATE BPT? di Cinzia Alcidi e Daniel Gros Comprare i Btp per salvare il paese: è un invito che gli italiani si sono sentiti rivolgere da più parti in questi giorni. È un ragionamento corretto? Sostituendo i depositi bancari con titoli di Stato si rischia di spostare il problema di liquidità dal governo alle banche. Un effetto netto positivo duraturo si avrebbe solo se gli italiani liquidassero asset stranieri oppure rinunciassero a parte del loro consumo attuale per comprare i titoli di Stato. Le spese per interessi diventerebbero così una forma di redistribuzione interna invece di un trasferimento di risorse all'estero. Da qualche giorno si è aperto in Italia un dibattito sulla possibilità che i risparmiatori italiani possano contribuire a migliorare la situazione finanziaria del paese comprando titoli del debito italiano. Solo per citare due esempi, basti pensare all iniziativa di Giuliano Melani e al richiamo di Fausto Panunzi a un patriottismo economico vigile e critico. (1) Ma al di là del concetto di patriottismo economico, in termini economici il ragionamento di chi dice i risparmiatori italiani possono aiutare a risolvere i problemi correnti dell Italia non fa una piega. O quasi. PIÙ RISPARMIO PER GLI ITALIANI L Italia ha uno stock di debito (detto marketable) di circa miliardi di euro e la crisi è cominciata quando alcuni investitori - banche estere (come Deutsche Bank, Bnp e altre), ma non solo - hanno cominciato a liquidare le loro posizioni verso il settore pubblico italiano. Questo ha generato un impennata nei rendimenti dei titoli italiani. Sembra dunque chiaro che qualora nuovi investitori interessati a comprare debito si affacciassero all orizzonte, l effetto spread si ridurrebbe e con esso la crisi di liquidità e il dubbio di insolvenza. A parte i cinesi, soluzione insperabile, di recente l accento è stato posto sul ruolo cruciale del popolo dei Bot (e dei Btp). Tuttavia il ragionamento è meno lineare di quanto possa sembrare. Paolo Manasse ha messo in evidenza come, quando si acquistano titoli sul mercato secondario, la controparte da cui si compra sia di solito ignota. (2) Quindi, non è chiaro se con il loro acquisto i risparmiatori italiani stiano riducendo la dipendenza del paese da finanziatori esteri o semplicemente liberando banche italiane da asset semi-tossici. Ma questo non è questo il punto cruciale. (3) Anche una situazione in cui gli italiani sostituissero i loro depositi bancari con titoli di Stato non sarebbe foriera di soluzione: rischierebbe di spostare il problema di liquidità dal governo alle banche che vedrebbero ridursi la loro disponibilità di risorse. Page 1/2

6 Un effetto netto positivo duraturo si avrebbe solo se gli italiani liquidassero asset stranieri per comprare i titoli di Stato. O rinunciassero a parte del loro consumo presente, meglio ancora se le rinunce si concentrassero su beni importati. Se così non fosse, la soluzione non funzionerebbe. Una semplice riallocazione del risparmio tra attività domestiche rischia solo di spostare il problema da un settore all altro dell economia: una soluzione non efficace, visto che le banche in crisi di liquidità non si potrebbero rivolgere all estero per reperire i fondi. La dipendenza del paese dai finanziatori esteri può essere ridotta soltanto finanziando l acquisto di titoli di Stato grazie a nuovo risparmio interno (generato ex-novo tramite meno consumo o liquidando attività estere). In questo modo si ridurrebbe anche il pagamento degli interessi all estero. Come già negli anni Novanta, le spese per interessi diventerebbero una forma di redistribuzione interna (tassi di interesse più alti significano tasse più alte, ma anche rendimenti più alti per i detentori del debito), piuttosto che un trasferimento di risorse del paese verso l estero. (1) Si veda, rispettivamente, "Comprare Btp, tanti si alla campagna, ma servono riforme" e "Il patriottismo economico è un'altra cosa" (2) (3) La proposta originale di Melani invitava gli italiani a dare mandato alla propria banca di acquistare i titoli di Stato sul mercato primario e nel quadro di una strategia di lungo periodo. Page 2/2

7 Printer Friendly Version localhost - Printer Friendly Page V2.0 - YouInvest.org BTP-day agli sportelli. Ma tutti gli altri sono bond-days di Marco Liera (*) - 20/11/2011 Il 28 novembre avremo il BTp-day agli sportelli, ma tutti gli altri giorni restano bond days. Nel senso di bond bancari, ovviamente. Secondo i dati pubblicati l 8 novembre della Banca d Italia, i titoli pubblici pesano il 6,2% nel portafoglio di attività finanziarie lorde delle famiglie italiane, mentre le obbligazioni di istituzioni finanziarie come le banche rappresentano il 10,7%. Dagli anni 90 la quota di risparmi investita dai privati in BoT e BTp è andata erodendosi, soprattutto perché il Tesoro non ha una rete di vendita di proprietà. E non fa neppure pubblicità alle sue emissioni (negli anni 80 ricordo che invece comprava sobrie inserzioni sui giornali). Per quanto riguarda il collocamento presso il pubblico retail, il Tesoro deve servirsi degli sportelli bancari, che però hanno sempre più esigenza di vendere i propri bond, date le tensioni sul mercato interbancario. Nel corso del 2011, questo spiazzamento non si è ridotto, anzi. Nei tormentati mesi di luglio-agosto in cui gli spread BTp-Bund decollavano, da una parte i titoli di Stato venivano venduti a mani basse sul mercato secondario in Italia e all estero. Dall altra, le emissioni nette di titoli di Stato collocati a risparmiatori e istituzionali sul mercato primario frenavano, con un saldo positivo di appena 2,9 miliardi di euro (-11 miliardi nel solo mese di agosto). E le banche cosa facevano nel frattempo? Secondo i dati Abi, riuscivano a collocare 4 miliardi di euro di propri bond al netto dei rimborsi. Il saldo complessivo dei primi otto mesi del 2011 vede emissioni nette di titoli di Stato (solo in parte sottoscritti dai risparmiatori, e in altra parte dalle stesse banche) per 52,6 miliardi, ed emissioni nette di bond bancari (quasi totalmente sottoscritti dai risparmiatori) per 41 miliardi di euro. Per capire la dinamica dei flussi dalle famiglie verso il sistema bancario occorrerebbe tenere conto anche della tenuta dei depositi bancari dei privati, vicini nel complesso al trilione di euro (+10 miliardi di stock a fine giugno rispetto a un anno prima secondo Bankitalia) e degli aumenti di capitale lanciati da vari istituti per rispondere ai requisiti di patrimonializzazione. Ovviamente, in presenza di un rendimento congruente rispetto al rischio, anche i bond bancari si rivelano degli ottimi investimenti. Il fatto è che, come denunciato dalla Consob, questi titoli vengono emessi a tassi non sempre competitivi con quelli dei BTp. I prospetti illustrano anche questo lato dei bond bancari, ma raramente vengono letti e analizzati. I deficit cognitivi dei risparmiatori e la pressione commerciale delle reti possono spiegare allora il successo di questi collocamenti. Come valutare il fenomeno? Mai come adesso occorre tenere presente che le esigenze di trasparenza nei confronti della clientela (rappresentate dalla Consob) vanno contemperate con le esigenze di stabilità del sistema bancario (che sono di competenza della Banca d Italia). Le banche che riescono a fare raccolta presso i clienti mantengono la loro solvibilità. E per raggiungere l obiettivo fanno anche leva sui deficit cognitivi della clientela. Non è una novità. 1 di 2 24/11/

8 Printer Friendly Version Una ventina di anni fa, un grande banchiere oggi purtroppo scomparso, di fronte alle mie domande sulla scarsa redditività dei certificati di deposito di allora rispetto a quella dei BoT, mi disse: <Se la banca è contenta, vedrà che anche il cliente lo è>. Ai fini della stabilità delle banche non aveva tutti i torti, ma a condizione di non spiazzare i titoli di Stato, perché altrimenti le conseguenze sono ancora peggiori. (*) Pubblicato sul Sole-24 Ore del 20 novembre 2011 Printed from: ionid=6 2 di 2 24/11/

9 Che fatica fare performance Uno studio di Morningstar confronta i migliori fondi attivi azionari globali e obbligazionari con quelli passivi. E scopre che... Valerio Baselli Attivo o non attivo? Questo è il problema. Meglio puntare sulla generezione di alpha, e quindi scommettere sul gestore o preferire gli strumenti a basso costo che replicano un indice? Spesso si sente dire che solo una piccola parte dei fondi attivi batte con una certa costanza il benchmark, e che solo per questa piccola parte vale la pena di pagare delle commissioni più elevate. Morningstar ha confrontato i fondi attivi con 5 stelle di rating, i migliori, con la totalità dei fondi passivi. I dati Le due categorie prese in considerazione sono gli Azionari globali large cap blend e gli Obbligazionari globali. L orizzonte temporale va ottobre 2006 a ottobre Morningstar ha verificato quanti fondi a 5 stelle hanno superato la propria media (sul campione) e la media dell intera categoria, per poi confrontare i dati con quelli dei fondi indicizzati (esclusi gli Etf). Fonte: Morningstar Direct. Rating Retain indica la percentuale dei fondi a 5 stelle che hanno mantenuto la massima valutazione (dopo 5 anni).

10 In pratica, se cinque anni fa fosse stato scelto un fondo attivo azionario globale large cap blend con cinque stelle di rating Morningstar, si avrebbe avuto il 76% di probabilità di battere la media di categoria sui cinque anni. Se la scelta fosse caduta su di un fondo passivo, le probabilità sarebbero state pari al 91%. I risultati sono simili per la categoria a reddito fisso (77% contro 91%). Questo significa che i fondi passivi sono sempre da preferire? No. Innanzitutto, non bisogna dimenticare l attività periodica di ribilanciamento del portafoglio. Infatti, lo studio evidenzia come solo il 24% dei fondi azionari attivi presi in considerazioni siano riusciti a mantenere il rating a cinque stelle (il 37% per i fondi obbligazionari). Non a caso, dallo studio di Morningstar, si evidenzia come i fondi azionari analizzati che abbiano mantenuto il massimo rating nei cinque anni, abbiano registrato una performance annua media superiore del 2,17% rispetto al miglior fondo passivo della stessa categoria. Inoltre, è fondamentale essere consapevoli dei propri obiettivi d investimento e dell orizzonte temporale. Dopo di che, nella scelta degli strumenti da inserire nella propria asset allocation è sempre meglio tenere in considerazione diversi aspetti e non solo uno. I più importanti sono sicuramente i costi, il track-record del fondo e la propensione al rischio. Insomma, in un portafoglio equilibrato c è sicuramente spazio per entrambe le tipologie di fondi. Copyright 2011 Morningstar. All rights reserved.

11 Europa / Moneta e Inflazione SI PUÒ USCIRE DALL'EURO? di Pietro Manzini Un paese può uscire legalmente dall'euro? L'opinione dominante è che non sia possibile senza una modifica dei Trattati. In realtà, vanno esaminate tre differenti ipotesi. L'estromissione di uno Stato dalla moneta unica o dalla Unione Europea sembra giuridicamente impossibile, mentre l'uscita del blocco dei virtuosi è ammissibile, ma costituzionalmente rivoluzionaria. Il recesso volontario dei paesi in default non è previsto, ma non trova ostacoli giuridici insormontabili. E i partner europei potrebbero suggerirlo come soluzione obbligata ai paesi in default. L opinione dominante è che senza una modifica dei Trattati non si possa legalmente uscire dall euro. In realtà il problema richiede una risposta più articolata e impone di esaminare almeno tre differenti ipotesi: a) l espulsione dall euro di uno o più paesi in default; b) il recesso volontario di questi stessi paesi; c) l abbandono volontario dell euro da parte dei paesi virtuosi per costituire un super euro. ESPULSIONE DEI PAESI IN DEFAULT Si tratta senz altro dell ipotesi più irrealistica. L espulsione di uno Stato non è contemplata in nessun caso dai Trattati europei, né per quanto riguarda l appartenenza all Unione né per quanto attiene l adesione all euro. Una simile eventualità appare inoltre del tutto estranea al sistema. L Unione infatti possiede regole che disciplinano le conseguenze della violazione dei Trattati (intervento della Commissione e della Corte di giustizia). Tutte queste regole sono orientate a far sì che lo Stato rientri dell alveo della legalità europea e non a estrometterlo dall Europa. Peraltro, in relazione allo specifico problema dell eccesso di disavanzo pubblico rispetto al Pil, l articolo 126 Tfue stabilisce espressamente che la Commissione o gli altri Stati membri non possono adire le vie giudiziarie normalmente esperibili contro le infrazioni dei Trattati, dovendosi invece obbligatoriamente perseguire una soluzione politica elaborata in seno al Consiglio. (1) Quest ultimo può giungere a intimare allo Stato membro di prendere le misure necessarie per correggere la situazione, ma non può obbligarlo a lasciare l euro. Dunque non appare configurabile nessuna espulsione forzata di uno Stato in default, né attraverso un ricorso alla Corte, né con una deliberazione politica da parte degli altri Stati membri. RECESSO VOLONTARIO DEI PAESI IN DEFAULT Il Trattato Unione Europea, all articolo 50, prevede che ogni Stato membro possa decidere di recedere dall Unione. Si tratta di una decisione sostanzialmente incondizionata: lo Stato non deve spiegare perché intende uscire o dimostrare di trovarsi nella necessità di uscire dall Unione. Il Page 1/2

12 recesso dai Trattati europei è un atto di sovranità che ciascuno Stato può prendere conformemente alle sue regole costituzionali. L articolo 50 prevede che si possa uscire dall Unione e la lettura che comunemente è stata data della norma è che non sia utilizzabile per uscire solo da un pezzo dell Unione, ossia dall euro: o si esce completamente dalla casa europea o se ne rimane completamente all interno. Altre disposizioni dei Trattati sembrano collegare l appartenenza all Unione con quella all euro in maniera definitiva. Ad esempio l articolo 3 Tue dichiara che l Unione istituisce un unione economica e monetaria la cui moneta è l euro, mentre l articolo 140 Tfue stabilisce che, al momento dell accesso di uno Stato nell euro, il tasso al quale l euro subentra alla moneta nazionale è fissato irrevocabilmente. Tuttavia, a ben vedere l articolo 50 non è un ostacolo giuridico insormontabile all uscita dall euro, mantenendo contemporaneamente l appartenenza all Unione. Anzitutto, prevedendo la possibilità di recesso dall Unione, non vieta esplicitamente il recesso solo dall euro; in effetti, al riguardo, l'articolo semplicemente tace. In secondo luogo, una norma che ammette la possibilità di recedere dall intero blocco degli obblighi europei potrebbe essere interpretata nel senso di consentire anche la possibilità di recedere da una parte soltanto di questi obblighi: qui peut le plus peut le moins. Infine, la permanenza nell Unione sia di Stati che ancora non hanno i requisiti per far parte dell euro sia di Stati che, pur avendone i requisiti, non hanno la volontà politica di aderirvi, dimostra che l appartenenza all Unione non è costituzionalmente legata all adesione alla moneta unica. (2) Pertanto, il recesso volontario dall euro di alcuni Stati in default (o a rischio default), sebbene non esplicitamente previsto, non è giuridicamente inimmaginabile. RECESSO VOLONTARIO DEI PAESI VIRTUOSI Una terza ipotesi è quella che, di fronte all impossibilità di estromettere gli Stati a rischio default, gli altri Stati decidano di lasciare l area euro per dotarsi di una nuova moneta di più sicura stabilità. Anche questa ipotesi non è del tutto inconcepibile dal punto di vista giuridico, ma appare assai meno compatibile con l odierna struttura costituzionale europea rispetto a quella precedente. L articolo 3 Tue prevede che la moneta dell Unione sia l euro; dunque contempla che vi sia una sola moneta (e non due) e tale sia quella attualmente in circolazione. Inoltre, l articolo 50 appare redatto per il caso di un recesso individuale o di un numero limitato di paesi e non per l ipotesi di un uscita di un intero blocco di Stati membri. Tuttavia, se si ammette che sulla base di tale norma i paesi in default possano abbandonare l euro, sembra difficile ritenere che tale opzione non sia aperta anche ai paesi virtuosi. Non è nemmeno da escludere che questi ultimi, ritenendo che il loro recesso sia motivato dal mancato rispetto da parte di altri Stati dei vincoli posti dai Trattati europei, invochino - conformemente al diritto internazionale - la violazione di tali Trattati come motivo per sciogliersi dagli impegni relativi alla moneta unica. Pertanto: se l estromissione di uno Stato dall euro (o dalla Unione Europea) sembra giuridicamente impossibile e l uscita dall euro del blocco degli Stati virtuosi un ipotesi ammissibile, ma costituzionalmente rivoluzionaria, il recesso volontario dall euro dei paesi in default, per quanto non previsto, non trova ostacoli giuridici insormontabili. È meglio saperlo nel caso in cui il recesso volontario venga suggerito dai partner europei come una soluzione obbligata. (1) Dopo l entrata in vigore del trattato di Lisbona (1 dicembre 2009) i trattati sui cui si fonda l Unione sono il Trattato sull Unione Europea (Tue) e il Trattato sul funzionamento dell Unione Europea (Tfue). (2) L articolo 140 Tfue disciplina la procedura di accesso all euro per quegli Stati che ancora non ne sono parti. Il Regno Unito e la Danimarca possono mantenersi fuori dall area euro indefinitamente (vedi Protocolli 15 e 16). Page 2/2

13 Sei cose da sapere sugli Etf Tutti replicano un indice, ma non lo fanno nello stesso modo. E hanno un diverso ruolo in portafoglio. Sara Silano Il mercato europeo degli Exchange traded product (Etp) conta oltre prodotti, che coprono tutte le asset class (azioni, obbligazioni, valute e materie prime), per un totale di più di 200 miliardi di euro. L originaria definizione di strumenti che replicano passivamente un indice e sono quotati in Borsa non è più sufficiente a dare conto delle caratteristiche della gamma di prodotti. L analisi deve andare più in profondità. In occasione della seconda edizione della Etf invest conference, che si terrà domani, 22 novembre a Palazzo Mezzanotte, Morningstar presenta l approccio di ricerca su questi prodotti, che è stato lanciato in primavera in Europa, ma che è già una realtà consolidata negli Stati Uniti. La ricerca, che copre l 80% del patrimonio gestito in Etp (oltre 200 strumenti), si basa su sei pilastri fondamentali: il profilo, i fondamentali, la struttura dell indice e quella del prodotto, i costi e le alternative. Vediamoli in dettaglio. Il profilo Gli analisti considerano la situazione economica e finanziaria che può influenzare l andamento dell Etp, in modo da delineare il miglior uso all interno di un portafoglio di investimento. In particolare, valutano se può avere un ruolo chiave (core) o è uno strumento tattico (satellite) e se può essere utilizzato in entrambi i modi. Mettono anche in evidenza le complessità dei prodotti esotici, come gli Etp su commodity, a leva finanziaria e inversi. I fondamentali Morningstar analizza la situazione macroeconomica che può influenzare la performance del prodotto e i rischi connessi. Dà anche un indicazione delle valutazioni dell indice sottostante (a premio o a sconto). La struttura dell indice L analisi non si ferma ai prodotti, ma si estende agli indici sottostanti o alle commodity (nel caso degli Etc). In particolare, vengono approfondite le metodologie di ponderazione, i limiti nella concentrazione dell indice su singoli titoli, gli aggiustamenti del flottante, i periodi di revisione e di ribilanciamento, il trattamento dei dividendi e, tra gli altri, i criteri di ammissibilità dei titoli.

14 La struttura del prodotto Morningstar analizza come il prodotto è costruito per replicare o simulare la performance dell indice o delle materie prime di riferimento. In particolare, vengono considerati i metodi di replica (fisica o sintetica), la tipologia di prodotto (fondo comune o altro), gli eventuali rischi di controparte, le misure impiegate per ridurli, le politiche di distribuzione dei dividendi, il ricorso al prestito titoli, e così via. I costi Il total expense ratio (Ter) dell Etf, che è un indicatore sintetico della spesa totale, viene confrontato con quello dei prodotti concorrenti. Nel caso di prodotti indicizzati, tuttavia, è importante calcolare la spesa complessiva dell investimento nel prodotto, che comprende anche i costi legati alla liquidità dello strumento e al suo mantenimento in portafoglio (per questo Morningstar sta mettendo a punto dei tool che permettano agli investitori di stimare il costo complessivo). Le alternative Gli analisti collocano il prodotto nel contesto più ampio dell offerta di Etf o prodotti simili, per mettere in luce i punti di forza e debolezza. Le alternative sono valutate sulla base dei costi, dell accessibilità e dei rischi. Ad esempio, l Etc sull oro fisico viene confrontato con il possesso dei lingotti, l Etf a leva con l impiego di opzioni o la leva sui singoli titoli, e così via Rispetto alla ricerca sui fondi comuni tradizionali, cambiano i fattori di analisi (non avrebbe molto senso valutare il gestore o il processo, dato che si tratta di strumenti passivi), ma la filosofia è sempre la stessa: aiutare gli investitori a decidere in modo consapevole. Copyright 2011 Morningstar. All rights reserved.

15 Pensioni COSA FARE DELLE PENSIONI DI ANZIANITÀ di Sandro Gronchi Come abbiamo messo in evidenza nella proposta di riforma pubblicata su questo sito, le pensioni di anzianità restano il grande nemico del sistema pensionistico. La riforma Dini ammetteva il pensionamento flessibile, ma assumeva il principio di corrispettività tra pensione e contributi versati. Gli interventi successivi hanno soffocato quella flessibilità, che invece va restituita al sistema. Si possono anticipare alla fase transitoria le regole previste a regime per il contributivo. Le pensioni di anzianità dovrebbero essere sottoposte a una correzione attuariale che dia conto della loro maggior durata rispetto alla pensione di vecchiaia. Le pensioni di anzianità restano il grande nemico del sistema pensionistico. Vanno tuttavia contrastate con strumenti in grado di conciliarle con la flessibilità che occorre contestualmente restituire alle pensioni contributive. I TENTATIVI DEGLI ANNI NOVANTA In un frangente ancor più grave dell attuale, nel 1992 un governo tecnico presieduto da Giuliano Amato realizzò un incisiva riforma che aumentò di cinque anni l età di vecchiaia, estese il calcolo della pensione all intera vita lavorativa e limitò l indicizzazione al mero recupero dell inflazione. Invece, non osò intervenire sul tabù costituito dalle pensioni di anzianità. Dopo i tentativi del primo governo Berlusconi, che ne determinarono la caduta, nel 1995 della questione fu incaricato un altro governo tecnico presieduto da Lamberto Dini. Evitando un nuovo attacco frontale alle pensioni di anzianità, Dini trovò la quadra con una riforma, organica e innovativa, che, da un lato, ammetteva il pensionamento flessibile sfumando la tradizionale distinzione fra vecchiaia e anzianità, mentre dall altro assumeva il principio di corrispettività in base al quale la pensione deve restituire i contributi versati. La flessibilità non poneva fine al pensionamento precoce (sebbene ammesso solo dopo i 57 anni d età). Anzi, lo consentiva a prescindere dall anzianità contributiva. Tuttavia, la corrispettività ne sterilizzava il costo consentendo rate annue di pensione più basse in presenza di tempi di restituzione più lunghi. GLI ERRORI DEGLI ANNI DUEMILA Sfortunatamente, alla riforma contributiva furono concessi tempi biblici di attuazione, durante i quali le pensioni di anzianità sarebbero rimaste la spina nel fianco del sistema pensionistico italiano. Ciò spiega i provvedimenti di Berlusconi nel 2004 (scalone) e di Prodi nel 2007 (scalini). Entrambi ebbero l imperdonabile torto di affrontare il problema transitorio delle pensioni di anzianità con Page 1/2

16 strumenti permanenti, rivolti anche alle future pensioni contributive nonostante fossero con esse totalmente incompatibili. I requisiti anagrafico contributivi per l accesso al pensionamento anticipato furono inaspriti al punto da soffocare quella flessibilità che tanta parte aveva avuto nel processo politico di approvazione della riforma Dini e che resta un connotato irrinunciabile del modello contributivo (oltre a essere utile al mercato del lavoro). I RIMEDI ANCORA POSSIBILI Gli interventi richiesti dall Europa sono un occasione da non perdere per porre rimedio. In primo luogo, occorre ristabilire una fascia d età sufficientemente ampia entro la quale ammettere al pensionamento i lavoratori contributivi (che hanno avviato, o avvieranno, il rapporto di lavoro dopo il 1 gennaio 1996). Non sarebbe utile ruotare all indietro le lancette dell orologio: piuttosto che da 57 a 65 anni come prevedeva la riforma Dini, l odierna fascia potrebbe andare da 61 a 67 come in Svezia. In tal caso, sarebbe subito necessario un nuovo vettore di coefficienti di trasformazione. Inoltre, gli estremi (inferiore e superiore) della nuova fascia potrebbero essere agganciati all evoluzione della longevità con criteri da stabilire dettagliatamente. In secondo luogo, occorre anticipare alla fase transitoria le regole di accesso previste a regime. In particolare, occorre:» fissare a 67 anni l età di vecchiaia per i lavoratori retributivi (che al 1 gennaio 1996 lavoravano da almeno 18 anni) e per quelli misti (che alla medesima data lavoravano da minor tempo);» consentire, agli uni e agli altri, di accedere alla pensione di anzianità (definita, ad esempio, da una contribuzione di almeno 37 anni) in età compresa fra 61 e 66 anni. Il punto fondamentale è che l intera pensione spettante agli uni e la parte retributiva della pensione spettante agli altri devono essere assoggettate a una correzione attuariale che dia conto della loro maggior durata rispetto alla pensione di vecchiaia. Pragmaticamente, la correzione potrebbe fare riferimento ai coefficienti di trasformazione usati per il calcolo delle pensioni contributive, cioè consistere nella moltiplicazione per una frazione (inferiore all unità) che porti al denominatore il coefficiente dei 67 anni e al numeratore quello dell età di pensionamento prescelta.» LA RISPOSTA AI COMMENTI, Sandro Gronchi Page 2/2

17 IN EUROPA CHE ETA PENSIONISTICA? Carlo Vallotto 02/11/2011 UNA RECENTE analisi comparativa della Commissione Europea (Pension Schemes and pension projections in the EU-27 Members States) tra i vari regimi pensionistici europei, evidenzia come senza modifiche al nostro sistema previdenziale, già tra nove anni, avremmo la più alta incidenza di spesa per le pensioni tra i 27 Paesi dell Unione Europea. E tanto per snocciolare due numeri il 14,1 per cento del Prodotto Interno Lordo, contro il 10,5% della Germania, il 9,4% della Svezia, il 6,9% del Regno Unito, il 9,5% della Spagna. IN ITALIA, si apprende dal report vi è una grande diversità rispetto agli altri Paesi membri, dove l'età pensionabile si raggiunge con i 65 il sistema previdenziale è, più di ogni altra voce della spesa pubblica, il più delicato anni. LE DIFFERENZE maggiori tra il nostro Paese e gli altri membri dell'unione Europea sono: la diversa età di pensionamento tra uomini e donne e la pensione d'anzianità, istituto tutto italiano. IN FRANCIA ad esempio, non esiste tale differenza uomini e donne vanno in pensione a 62 anni. Infatti la spesa pensionistica dei transalpini ha caratteristiche molto simili alla nostra: 13,3% del pil e 13,9% nel Si deve notare tuttavia che la rifoma voluta da Sarkozy nel 2010, per attuare una riduzione del deficit del sistema pensionistico, ha previsto un progressivo aumento, senza distinzione di genere, di 4 mesi all anno a partire dal luglio scorso. IN GERMANIA pensione per tutti, uomini e donne, a 65 anni. L ultima importante riforma è stata fatta nel 2007: sebbene sia in corso il processo di transizione verso l aumento dell età pensionabile a 65 anni previsto dalla precedente riforma, è stato stabilito un graduale incremento di un mese ogni anno dal 2012 al 2023 e, successivamente, di 2 mesi ogni anno, che eleverà a 67 anni nel 2029 l età pensionabile. SPAGNA E DANIMARCA hanno regole uguali che spostano al 2024 il limite dei 67. Per la Spagna in paricolare è stata approvata la riforma delle pensioni, che, nel 2027, porterà a 67 anni l età per andare in pensione e che ha inserito un trattamento di favore per le donne che hanno avuto figli (al massimo due) di anticipare il pensionamento di 9 mesi per ogni figlio. NEL REGNO UNITO, dal 2007 è in vigore una disciplina che prevede, tra il 2024 ed il 2046, l aumento dell età pensionabile a 68 anni, sia per gli uomini che per le donne. Il capitolo riguardante il sistema previdenziale è, più di ogni altra voce della spesa pubblica, sempre più spesso sottoposto alle sfide derivanti dai cambiamenti demografici, dalle nuove formule di contratti di lavoro, ed inoltre come appare chiaramente in questi mesi, dalla situazione economica internazionale. ProfessioneFinanza testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del Tribunale della Spezia al n. 03/2009 il 12/06/2009 Proprietario: PFHOLDING Srl Editore: Paolo Buro Edizioni Direttore Responsabile: Francesco Pelosi Copyright 2009, Tutti i diritti riservati - Ogni contenuto è riproducibile riportando la fonte, PFHOLDING Srl - P.I

18 Pensioni NON PER CASSA MA PER EQUITÀ di Tito Boeri e Agar Brugiavini Tra i provvedimenti più urgenti che possono arrestare la drammatica crisi di credibilità del paese, c'è ai primi posti una definitiva riforma delle pensioni. Che deve superare i trattamenti d'anzianità, essere equa e semplificare la giungla di regole introdotte negli ultimi anni. Occorre estendere le regole del sistema contributivo a tutti i lavoratori. Per uniformare le regole di pensionamento fra categorie, sessi e generazioni diverse, salvaguardando i diritti acquisiti per chi va in pensione a partire dai 65 anni di età. Sulla base di esempi concreti vediamo come si possono raggiungere questi obiettivi. I mercati e la troika che ormai monitora le politiche economiche nel nostro paese -Commissione europea, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale- ci chiedono una riforma delle pensioni. Può essere un opportunità per fare un operazione che non solo porti a ridurre il peso della spesa previdenziale sulla spesa corrente primaria (salito fino al 40 per cento dopo la Grande recessione), ma anche e soprattutto a superare le palesi iniquità del sistema attuale, a incoraggiare una maggiore partecipazione al lavoro fra gli ultra-cinquantacinquenni e a semplificare la giungla di trattamenti, di regimi diversi che si è venuta a creare con i tanti micro-aggiustamenti apportati al sistema negli ultimi 15 anni. Prima di illustrare le nostre proposte, è bene richiamare brevemente le iniquità del sistema attuale. LE PENSIONI DEI GIOVANI Diversi quotidiani nei giorni scorsi hanno dibattuto sulle pensioni future dei giovani ponendo l accento sui tassi di rimpiazzo (rapporto tra prima pensione e ultimo salario). Peccato che questi calcoli si basino su (i) ipotesi irrealistiche per quanto riguarda la crescita del Pil potenziale, (ii) non tengano conto degli effetti delle frequenti interruzioni di carriera sulle prestazioni pensionistiche nell ambito del regime contributivo, e (iii) non mostrino mai i livelli assoluti delle prestazioni limitandosi a mostrare il rapporto tra pensione e ultima retribuzione. La tabella 1 mostra che per un giovane che ha cominciato a lavorare a 23 anni dopo il 1996 (e quindi è soggetto interamente al sistema contributivo nel quale è rilevante il valore totale dei contributi effettivamente versati), se pure i tassi di rimpiazzo fossero intorno al 70 per cento - la pensione potrebbe non eccedere i euro al mese. Se andasse in pensione a 64 anni avrebbe appena 900 euro!! Per un lavoratore giovane non possiamo considerare a normativa vigente una uscita a 61 anni, ma è chiaro che si avrebbe una pensione che non raggiungerebbe neanche gli 800 euro al mese con tassi di rimpiazzo inferiori al 60 per cento. Page 1/5

19 C è quindi un problema di equità intergenerazionale che deve essere affrontato nel rimettere mano al nostro sistema pensionistico. LA NOSTRA PROPOSTA Come già da tempo proposto su questo sito, è fondamentale armonizzare tutti i trattamenti ai principi del sistema introdotto nel 1995, vita lavorativa secondo principi di equità attuariale e garantendo flessibilità alle scelte di pensionamento, permettendo a chi decide di ritardare l'andata in pensione di ottenere quiescenze più alte. È un modo per rispondere a esigenze diverse e a diverse lunghezze auspicate (o imposte dal mercato del lavoro) della vita lavorativa, sia per gli uomini che per le donne, sia per i dipendenti pubblici che per i privati. In questo modo si può tener conto del fatto che i tempi del lavoro e del non-lavoro sono diversi non solo tra uomini e donne, ma anche tra le persone dello stesso sesso, cioè tra le donne e gli uomini che hanno fatto scelte diverse in quanto a responsabilità famigliari, carriere lavorative, redditi per la vecchiaia e durata del loro impegno professionale. Questo valorizza il lavoro e permette di ridurre la spesa pensionistica al tempo stesso. Il regime contributivo, inoltre, scoraggia il lavoro irregolare in quanto fa dipendere l ammontare delle pensioni future dai contributi versati fin da quando si è iniziato a lavorare. È un fatto importante per un paese come il nostro, con un economia informale molto estesa. COME PASSARE A REGOLE UGUALI PER TUTTI La riforma che andrebbe attuata subito consiste nell estendere le regole del sistema contributivo a tutti i lavoratori. È un modo di uniformare le regole di pensionamento fra categorie, sessi e generazioni diverse. Il tutto salvaguardando i diritti acquisiti per chi va in pensione a partire dai 65 anni di età. Questo significa essenzialmente due cose. Primo, per i lavoratori che secondo la normativa attuale potrebbero solo accedere alle pensioni di vecchiaia, a partire da 65 anni, la riforma implica che l importo della pensione, da qui in poi verrà calcolato in base a correttivi del tutto analoghi a quelli introdotti dalla riforma del 1995 (sulla base dell ultima revisione dei coefficienti di trasformazione, aggiornati periodicamente in base alle disposizioni previste dal 2007). Questo cambiamento incide sui lavoratori attualmente soggetti interamente al sistema retributivo- quei lavoratori che nel 1995 avevano più di 18 anni di contributi versati oppure alla quota retributiva dei lavoratori soggetti al sistema misto. Il secondo effetto di questa riforma è cambiare per tutti le regole sull età di pensionamento in modo da rimuovere le asimmetrie di trattamento fra uomini e donne, dipendenti pubblici e privati. Chi, con le regole attuali, avrebbe potuto andare in pensione prima dei 65 anni di età in particolare con la regola delle quote, potrà ancora farlo dopo aver raggiunto almeno 62 anni, ma con pensioni più basse se andrà in pensione prima di aver raggiunto 65 anni o più alte se andrà in pensione più tardi, fino a 70 anni. Le riduzioni (o incrementi) verranno calcolate sulla base dei coefficienti di trasformazione e dei loro aggiornamenti. Allo stato attuale si tratta di circa un 4 per cento in meno (in più) per ogni anno di anticipo (posticipo) rispetto al raggiungimento dei 65 anni di età. Questo significa che anche i lavoratori con 40 anni di anzianità contributiva, pur dovendo attendere fino ad almeno 62 anni per andare in pensione, verranno in parte compensati per questo prolungamento forzoso della loro vita lavorativa dall aumento della loro pensione. Con le regole attuali, invece, ogni anno in più di lavoro non avrebbe loro fruttato alcun incremento nelle quiescenze future. In questo senso la nostra riforma considera tutto l arco della vita poiché ricevono rate più elevate di pensione coloro che ne godranno per un numero inferiore di anni e viceversa. Page 2/5

20 Dato che la crisi ha fortemente intaccato i patrimoni di molti e l unico modo di ricostruirli è lavorare di più, molti lavoratori potrebbero vedere di buon grado uno scenario in cui vanno in pensione più tardi ma con una pensione più pesante di prima, anche a parità di stipendio. La forbice anni si ottiene tenendo conto dell allungamento della vita rispetto al 1995, quando è stato introdotto il sistema contributivo nel nostro ordinamento, e del prolungamento indotto dal sistema delle finestre oggi in vigore. Questa gamma di età poi si sposterebbe gradualmente verso l alto in base agli aggiornamenti delle tavole di mortalità dell Istat, come del resto già previsto dal nostro ordinamento. Questa sarebbe la riforma definitiva del nostro sistema previdenziale nel senso che chiuderebbe la transizione al sistema contributivo, che è sostenibile nel lungo periodo, senza richiedere alcun altra modifica. UNA RIFORMA PER AUMENTARE IL LAVORO Si ritiene spesso che i lavoratori italiani vogliano andare in pensione il prima possibile, ma non è così. Il 50 per cento di loro non va in pensione appena maturati i diritti e questa percentuale è destinata a salire quando ai lavoratori venissero offerti incrementi nelle quiescenze future per ogni anno di lavoro in più. Inoltre, completando il processo di riforma verrebbe meno un altro potente stimolo ad andare in pensione prima possibile: quello di evitare di rimanere intrappolati nell ennesima arbitraria riforma delle pensioni. Non si dica che questa riforma renderebbe più difficile il riassorbimento della disoccupazione giovanile. Al contrario, come mostra l esperienza internazionale, gli ultra-sessantenni hanno un ruolo cruciale nel facilitare l ingresso produttivo dei giovani nel mondo del lavoro. Del resto basta guardare a casa nostra per rendersi conto che abbiamo due primati poco invidiabili: quello della quota più alta di giovani che non lavorano e non studiano al tempo stesso e quello di chi ha vite lavorative più brevi. Lavorando più a lungo possiamo ridurre la pressione fiscale che grava sui giovani e aumentare assunzioni e rendimento dell istruzione fra chi ha meno di 24 anni. I TRATTAMENTI PENSIONISTICI CON QUESTA RIFORMA: ALCUNI ESEMPI Dei molti casi che si potrebbero presentare, ne abbiamo scelti due esemplificativi: del Signor Rossi, che inizia a lavorare a 23 anni nel 1974 e del Signor Bianchi, che inizia sempre a 23 anni ma nel A questi due casi applichiamo la normativa vigente e mostriamo gli effetti della nostra proposta solo nel primo caso (Rossi) per rendere evidente il principio dell equità. Tutti gli esempi considerano il medesimo profilo salariale lungo l arco della vita, basato sui dati di un individuo medio, che inizia con 840 euro mensili e raggiunge circa 1700 euro dopo 35 anni di carriera fino a 1770 euro dopo 40 anni di carriera. Il profilo non è lineare ma è tipicamente con una fase di crescita e una successiva stabilizzazione dopo i 40 anni fino a raggiungere un picco tipicamente intorno ai 50 anni (come si osserva nella realtà). Il medesimo profilo viene traslato nel tempo a seconda della data di nascita utilizzando valori monetari tutti in termini reali. In questo modo si pongono i due lavoratori sullo stesso piano pur appartenendo loro a generazioni diverse. Per ciascun caso è interessante considerare diversi risultati:» la prima rata di pensione, che rappresenta il risultato più diretto del calcolo pensionistico» il tasso di rimpiazzo (il rapporto tra prima pensione e ultimo salario)» la ricchezza pensionistica lorda cioè il valore scontato all età di pensionamento dell intero Page 3/5

Direzione Regionale Inpdap Sicilia Sede Inpdap di Catania. Le pensioni obbligatorie dei dipendenti pubblici

Direzione Regionale Inpdap Sicilia Sede Inpdap di Catania. Le pensioni obbligatorie dei dipendenti pubblici Direzione Regionale Inpdap Sicilia Sede Inpdap di Catania Giornata per il Futuro Seminario sulla previdenza obbligatoria e complementare: conoscere per comprendere, comprendere per decidere Le pensioni

Dettagli

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia

Per saperne di più. L evoluzione del sistema pensionistico in Italia Nel corso degli ultimi trent anni il sistema previdenziale italiano è stato interessato da riforme strutturali finalizzate: al progressivo controllo della spesa pubblica per pensioni, che stava assumendo

Dettagli

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE

COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE COMMENTO DEL SERVIZIO POLITICHE FISCALI E PREVIDENZIALI DELLA UIL AL LIBRO BIANCO SUL FUTURO DEL MODELLO SOCIALE Il Libro Bianco sul Welfare presentato dal Ministro del Lavoro si muove su uno scenario

Dettagli

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee

La riforma delle pensioni. Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee La riforma delle pensioni Obiettivi e strumenti Nuove regole Misure temporanee Obiettivi Strumenti 2 Obiettivi e strumenti della riforma sostenibilità I REQUISITI DI PENSIONAMENTO SONO LEGATI ALLA LONGEVITA'

Dettagli

La struttura del sistema previdenziale

La struttura del sistema previdenziale QUANDO ANDRÒ IN PENSIONE? QUANTI SOLDI PRENDERÒ? E IL MIO TFR? Il sistema previdenziale pubblico e complementare 1 La struttura del sistema previdenziale I pilastro: la previdenza pubblica II pilastro:

Dettagli

Il sistema di previdenza pubblico tra riassetto e controriforma (dalla legge Dini alla delega del governo Berlusconi) INCA-CGIL MILANO Formazione

Il sistema di previdenza pubblico tra riassetto e controriforma (dalla legge Dini alla delega del governo Berlusconi) INCA-CGIL MILANO Formazione Il sistema di previdenza pubblico tra riassetto e controriforma (dalla legge Dini alla delega del governo Berlusconi) L organizzazione del primo pilastro Interventi legislativi: Decreto legislativo n.

Dettagli

* Evoluzione della. previdenza complementare nel mutato scenario previdenziale obbligatorio

* Evoluzione della. previdenza complementare nel mutato scenario previdenziale obbligatorio * Evoluzione della previdenza complementare nel mutato scenario previdenziale obbligatorio * La pensione pubblica *La previdenza complementare *I numeri della previdenza complementare in Italia *Le questioni

Dettagli

NOVITA SULLE PENSIONI DAL 2015

NOVITA SULLE PENSIONI DAL 2015 NOVITA SULLE PENSIONI DAL 2015 ANCORA SUGLI GLI AUMENTI PER IL 2015 Si tratta di un aumento davvero irrisorio quello che a gennaio i pensionati ricevono della cosiddetta perequazione automatica l ex scala

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA PADANA TASSO VARIABILE

CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA PADANA TASSO VARIABILE A.9 MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE CASSA PADANA Banca di Credito Cooperativo, Società Cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA PADANA TASSO VARIABILE

Dettagli

Cosa è necessario sapere sulla riforma pensionistica per non incorrere in sorprese sgradevoli al momento della pensione

Cosa è necessario sapere sulla riforma pensionistica per non incorrere in sorprese sgradevoli al momento della pensione La breve nota che segue, redatta dal Comitato Pari Opportunità della Provincia, invita i lavoratori e le lavoratrici a riflettere sulle recenti modiche alla normativa pensionistica, al fine di poter pianificare,

Dettagli

BG Previdenza Attiva ed. 07/2015: per costruire il tuo futuro in tutta tranquillità Product pack Rendimento certificato 2014 Rialto Previdenza 4,89%

BG Previdenza Attiva ed. 07/2015: per costruire il tuo futuro in tutta tranquillità Product pack Rendimento certificato 2014 Rialto Previdenza 4,89% BG Previdenza Attiva ed. 07/2015: per costruire il tuo futuro in tutta tranquillità Product pack Rendimento certificato 2014 Rialto Previdenza 4,89% Rapporto tra pensione e ultima retribuzione lorda Le

Dettagli

Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013

Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 VALORI % Sintesi dell Osservatorio Risparmi delle Famiglie 2013 Abbiamo alle spalle ancora un anno difficile per le famiglie La propensione al risparmio delle famiglie italiane ha evidenziato un ulteriore

Dettagli

Data xx/xx/xxxx. Cliente: ESEMPIO/09/03/1. Piano di Intervento

Data xx/xx/xxxx. Cliente: ESEMPIO/09/03/1. Piano di Intervento Data xx/xx/xxxx Piano di Intervento Cliente: ESEMPIO/09/03/1 Gentile CLIENTE, Il presente elaborato è stato redatto sulla base di quanto emerso durante i nostri precedenti incontri e costituisce uno strumento

Dettagli

Piramide società. Rapporto attivi/non attivi

Piramide società. Rapporto attivi/non attivi C era una volta. Le pensioni ieri ed oggi Dalla riforma Amato a Monti. I fondamentali della previdenza Piramide società Spesa Protezione sociale Speranza di vita Rapporto attivi/non attivi L invecchiamento

Dettagli

Meno pensioni più welfare due anni dopo. Tito Boeri Roma 19 gennaio 2004

Meno pensioni più welfare due anni dopo. Tito Boeri Roma 19 gennaio 2004 Meno pensioni più welfare due anni dopo Tito Boeri Roma 19 gennaio 2004 Indice Meno pensioni: le ragioni per completare le riforme. Valutando le proposte: La riforma (Maroni)Tremonti Le proposte alternative

Dettagli

Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa

Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa SILENZIO/ASSENSO E TFR ALL INPS Due scommesse per il decollo della previdenza integrativa di Giovanni Maggiorano Risorse Umane >> Fondi pensione Sommario Introduzione...3 Tre le ipotesi percorribili...4

Dettagli

Università La Sapienza Roma 29 maggio 2014. Giuliano Cazzola Un sistema pensionistico aperto al futuro

Università La Sapienza Roma 29 maggio 2014. Giuliano Cazzola Un sistema pensionistico aperto al futuro Università La Sapienza Roma 29 maggio 2014 Giuliano Cazzola Un sistema pensionistico aperto al futuro Le principali leggi di riforma Dal dopoguerra ad oggi vi sono stati soltanto due leggi di riforma del

Dettagli

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita

Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Economia > News > Italia - lunedì 13 gennaio 2014, 16:00 www.lindro.it Segnali positivi Le banche tra tassi e risparmiatori Famiglie e banche: interessi più bassi e depositi in crescita Antonio Forte La

Dettagli

CASSA PADANA Banca di Credito Cooperativo Società Cooperativa in qualità di Emittente

CASSA PADANA Banca di Credito Cooperativo Società Cooperativa in qualità di Emittente A.9 MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE CASSA PADANA Banca di Credito Cooperativo Società Cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE DEL PRESTITO OBBLIGAZIONARIO CASSA PADANA TASSO VARIABILE

Dettagli

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario

Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Lezione 12. L equilibrio del mercato valutario Relazioni monetarie e finanziarie si stabiliscono anche tra i residenti di un paese e i non-residenti. Le transazioni internazionali necessitano di istituzioni

Dettagli

Verso il multicomparto

Verso il multicomparto Verso il multicomparto Guida alla scelta della linea di investimento più adatta Il Fondo Pensione per il personale della Deutsche Bank Spa è prossimo al passaggio al multicomparto. I risparmi saranno immessi

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Testo di studio raccomandato: Mankiw, Principi di Economia, 3 ed., 2004, Zanichelli Capitolo 26 Il sistema finanziario Il sistema finanziario fa in modo che

Dettagli

riamo News Rendimenti dei compari di Priamo nel primo semestre del 2014 5,57% 2,00% 0,85% BILANCIO PRUDENTE

riamo News Rendimenti dei compari di Priamo nel primo semestre del 2014 5,57% 2,00% 0,85% BILANCIO PRUDENTE Mi è convenuto aderire a Priamo? Guardando ai rendimenti che Priamo ha ottenuto negli ultimi anni, la risposta è sicuramente sì. I risultati dei rendimenti conseguiti nel 2013 dai gestori finanziari selezionati

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI CON CARATTERISTICHE STANDARD A TASSO VARIABILE

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI CON CARATTERISTICHE STANDARD A TASSO VARIABILE CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI CON CARATTERISTICHE STANDARD A TASSO VARIABILE Banca Popolare del Lazio T.V. 12//08/2008 12/08/2011 41ª, Codice Isin:

Dettagli

FONDINPS - Fondo pensione complementare INPS Iscritto n. 500 all Albo Covip

FONDINPS - Fondo pensione complementare INPS Iscritto n. 500 all Albo Covip DOCUMENTO SUL REGIIME FIISCALE Il sistema previdenziale italiano, da oltre un decennio, è stato oggetto di numerose riforme volte, da un lato, a riorganizzare ed armonizzare i trattamenti previdenziali

Dettagli

TFR IN BUSTA: UNA SIMULAZIONE TRA RIPRESA ECONOMICA E MANCATA CONTRIBUZIONE

TFR IN BUSTA: UNA SIMULAZIONE TRA RIPRESA ECONOMICA E MANCATA CONTRIBUZIONE TFR IN BUSTA: UNA SIMULAZIONE TRA RIPRESA ECONOMICA E MANCATA CONTRIBUZIONE Silvia Leonardi Massimiliano Giacchè Ordine degli Attuari Giornata Nazionale della Previdenza Napoli 14 Maggio 2015 Indice 2

Dettagli

PROSPETTO SEMPLIFICATO INFORMAZIONI SPECIFICHE

PROSPETTO SEMPLIFICATO INFORMAZIONI SPECIFICHE PROSPETTO SEMPLIFICATO INFORMAZIONI SPECIFICHE La parte Informazioni Specifiche del Prospetto Semplificato, da consegnare obbligatoriamente all Investitore prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare

Dettagli

Cari Colleghi, Libertà di scelta della tipologia di investimento. Che cosa è il comparto? La definizione del piano previdenziale

Cari Colleghi, Libertà di scelta della tipologia di investimento. Che cosa è il comparto? La definizione del piano previdenziale Cari Colleghi, dopo un lungo periodo di analisi e discussioni, ci troviamo a confrontarci concretamente al pari di molti altri Fondi Pensione - con la possibilità di decidere direttamente le caratteristiche

Dettagli

PROSPETTO SEMPLIFICATO INFORMAZIONI SPECIFICHE

PROSPETTO SEMPLIFICATO INFORMAZIONI SPECIFICHE PROSPETTO SEMPLIFICATO INFORMAZIONI SPECIFICHE La parte Informazioni Specifiche del Prospetto Semplificato, da consegnare obbligatoriamente all Investitore prima della sottoscrizione, è volta ad illustrare

Dettagli

ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA BTP DAY

ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA BTP DAY ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA BTP DAY 28 NOVEMBRE e 12 DICEMBRE DOMANDE E RISPOSTE DOMANDE GENERALI Che cos è il Btp day? Il BTP-day è una iniziativa che ha l obiettivo di agevolare temporaneamente i

Dettagli

Esempio basato sullo schema di Scheda sintetica. SCHEDA SINTETICA Informazioni chiave per gli aderenti (in vigore dal ******)

Esempio basato sullo schema di Scheda sintetica. SCHEDA SINTETICA Informazioni chiave per gli aderenti (in vigore dal ******) Esempio basato sullo schema di Scheda sintetica OMEGA FONDO P E N S I O N E N E G O Z I A L E P E R I L A V O R A T O R I D E L S E T T O R E ALFA ( O M E G A ) iscritto all Albo tenuto dalla COVIP con

Dettagli

SCHEDA SU RIFORMA DELLE PENSIONI MONTI-FORNERO Nodi critici sintetici

SCHEDA SU RIFORMA DELLE PENSIONI MONTI-FORNERO Nodi critici sintetici SCHEDA SU RIFORMA DELLE PENSIONI MONTI-FORNERO Nodi critici sintetici Articolo 24 Dl 6.12.2011 1. Si tratta di una riforma non concertata, ma imposta, cosa che peraltro accade dal 2007, quando fu firmato

Dettagli

LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO

LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO LA PENSIONE DI VECCHIAIA E DI ANZIANITA' PRIMA E DOPO LA RIFORMA FORNERO Negli ultimi anni nel nostro Paese si sono susseguite varie riforme che già soddisfacevano le richieste dell'unione Europea di avere

Dettagli

Il sistema monetario

Il sistema monetario Il sistema monetario Premessa: in un sistema economico senza moneta il commercio richiede la doppia coincidenza dei desideri. L esistenza del denaro rende più facili gli scambi. Moneta: insieme di tutti

Dettagli

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA

MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA MODI DI FINANZIAMENTO DELL ECONOMIA 1 OPERATORI FINANZIARI ATTIVI E PASSIVI Gli operatori finanziari possono essere divisi in quattro gruppi: Le famiglie; Le imprese; La pubblica amministrazione; il resto

Dettagli

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti

Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici. Giorgio Ricchiuti Un riepilogo di alcuni fenomeni macroeconomici Giorgio Ricchiuti Cosa abbiamo visto fin qui Abbiamo presentato e discusso alcuni concetti e fenomeni aggregati: 1) Il PIL, il risparmio e il debito pubblico.

Dettagli

29 Il Sistema Monetario

29 Il Sistema Monetario 29 Il Sistema Monetario LA MONETA Si definisce moneta l insieme dei valori utilizzati in un sistema economico dagli individui (famiglie, imprese) per acquistare beni e servizi. La moneta ha tre funzioni

Dettagli

Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero. il raffronto Ante e Post Legge 214/2011

Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero. il raffronto Ante e Post Legge 214/2011 Comprendere meglio la riforma Monti-Fornero il raffronto Ante e Post Legge 214/2011 Nello scorso articolo abbiamo spiegato, per sommi capi, le linee guida della recente riforma della previdenza pubblica,

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA SEZIONE 4 Società per Azioni CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA "BANCA CRV CASSA DI RISPARMIO DI VIGNOLA S.p.A. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO BANCA CRV CASSA DI RISPARMIO DI VIGNOLA

Dettagli

Chi è Cassa Forense?

Chi è Cassa Forense? Chi è Cassa Forense? Una fondazione di diritto privato che cura la previdenza e l assistenza degli Avvocati 10 0 % altri investimenti 415 e che gestisce un patrimonio a valori di mercato al 31.12.2011

Dettagli

Come usare gli ETF. Valerio Baselli e Azzurra Zaglio Morningstar Editor&Analyst team. Rimini, 17 maggio 2012

Come usare gli ETF. Valerio Baselli e Azzurra Zaglio Morningstar Editor&Analyst team. Rimini, 17 maggio 2012 Come usare gli ETF Valerio Baselli e Azzurra Zaglio Morningstar Editor&Analyst team Rimini, 17 maggio 2012 Cosa sono gli Etf? Gli Etf sono una particolare categoria di fondi d investimento mobiliare quotati

Dettagli

LA RIFORMA DELLE PENSIONI: ISTRUZIONI PER L'USO

LA RIFORMA DELLE PENSIONI: ISTRUZIONI PER L'USO LA RIFORMA DELLE PENSIONI: ISTRUZIONI PER L'USO D.L. 201/2011 Il D.L. 201/2011, convertito nella L. 214/2011 (nota come Riforma delle pensioni), ha modificato in modo radicale il sistema previdenziale

Dettagli

Pianificare il futuro

Pianificare il futuro Pianificare il futuro THINK private. Linea Planning Banca Fideuram Banca Fideuram è uno dei principali protagonisti del private banking in Europa, con oltre 50 miliardi di euro di attività in gestione.

Dettagli

Alla ricerca del rendimento perduto

Alla ricerca del rendimento perduto Milano, 10 aprile 2012 Alla ricerca del rendimento perduto Dalle obbligazioni alle azioni. La ricerca del rendimento perduto passa attraverso un deciso cambio di passo nella composizione dei portafogli

Dettagli

IL GENIO DEL SALVADANAIO

IL GENIO DEL SALVADANAIO IL GENIO DEL SALVADANAIO L importanza di un Fondo Pensione per i giovani. Al tuo fianco, ogni giorno 6 ANNI L ISCRIZIONE AL FONDO PENSIONE Chiara ha 6 anni e il padre ha deciso di regalarle il Genio del

Dettagli

Capitolo 20: Scelta Intertemporale

Capitolo 20: Scelta Intertemporale Capitolo 20: Scelta Intertemporale 20.1: Introduzione Gli elementi di teoria economica trattati finora possono essere applicati a vari contesti. Tra questi, due rivestono particolare importanza: la scelta

Dettagli

LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E LE NUOVE NORME SUL TFR

LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E LE NUOVE NORME SUL TFR Federazione Lavoratori della Conoscenza LA RIFORMA DELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE E LE NUOVE NORME SUL TFR Schede informative A partire dal 1 gennaio 2007, per 16 milioni di lavoratori dipendenti del settore

Dettagli

Risparmio, investimenti e sistema finanziario

Risparmio, investimenti e sistema finanziario Risparmio, investimenti e sistema finanziario Una relazione fondamentale per la crescita economica è quella tra risparmio e investimenti. In un economia di mercato occorre individuare meccanismi capaci

Dettagli

CoStrUirE Un patrimonio mese dopo mese ControLLando il rischio Con nord ESt fund

CoStrUirE Un patrimonio mese dopo mese ControLLando il rischio Con nord ESt fund CoStrUirE Un patrimonio mese dopo mese ControLLando il rischio Con nord ESt fund piano di accumulo gennaio 100 febbraio 50 marzo 150 agosto 50 aprile 15o maggio 100 LUgLio 100 giugno 50 La SoLUzionE per

Dettagli

SCHEDA PRODOTTO TASSI/CEDOLE. Semestrale, al 01 maggio e 01 novembre sino al 01/11/2021 incluso. PREZZO/QUOTAZIONE

SCHEDA PRODOTTO TASSI/CEDOLE. Semestrale, al 01 maggio e 01 novembre sino al 01/11/2021 incluso. PREZZO/QUOTAZIONE Emittente Rating Emittente Denominazione delle Obbligazioni Codice ISIN Grado di Subordinazione del Prestito Autorizzazione all emissione Ammontare totale del prestito Valore Nominale e Taglio Minimo Periodo

Dettagli

40 - PREVIDENZA COMPLEMENTARE E INTEGRATIVA

40 - PREVIDENZA COMPLEMENTARE E INTEGRATIVA 40 - PREVIDENZA COMPLEMENTARE E INTEGRATIVA 40.1 NOZIONI GENERALI I numerosi interventi legislativi in materia di previdenza e le varie fusioni aziendali, hanno reso necessaria una continua contrattazione

Dettagli

DAILY REPORT 18 Agosto 2014

DAILY REPORT 18 Agosto 2014 DAILY REPORT 18 Agosto 2014 Ecco qua alcune tabelle per valutare il Sistema Italia, in un momento in cui vediamo i nostri Titoli di Stato comprati come non mai, quasi si intravedesse la luce in fondo al

Dettagli

Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo

Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo Pensione sempre più lontana i Lavoratori Autonomi Andamenti di carriera e calcolo pensionistico nel lavoro autonomo Quando si parla di previdenza del lavoro autonomo il riferimento normativo ancor oggi

Dettagli

Fondo Raiffeisen Strategie Fonds

Fondo Raiffeisen Strategie Fonds Relazione Semestrale al 30.06.2013 Fondo ADVAM Partners SGR S.p.A. Sede Legale: Via Turati 9, 20121 Milano Tel 02.620808 Telefax 02.874984 Capitale Sociale Euro 1.903.000 i.v. Codice Fiscale, Partita IVA

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca Centropadana Credito Cooperativo Tasso Fisso

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca Centropadana Credito Cooperativo Tasso Fisso MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE Banca Centropadana Credito Cooperativo in qualità di Emittente e di Responsabile del collocamento CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA Banca Centropadana

Dettagli

L ATTIVITÀ D INVESTIMENTO E IL RENDIMENTO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOTE SUL CASO COMETA

L ATTIVITÀ D INVESTIMENTO E IL RENDIMENTO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOTE SUL CASO COMETA Contributi L ATTIVITÀ D INVESTIMENTO E IL RENDIMENTO NELLA PREVIDENZA COMPLEMENTARE: NOTE SUL CASO COMETA di Gianni Ferrante ** Premessa Come già facemmo nel n.7 (ottobre 2002) di questa pubblicazione

Dettagli

www.caosfera.it creativitoria 100% MADE IN ITALY

www.caosfera.it creativitoria 100% MADE IN ITALY www.caosfera.it creativitoria 100% MADE IN ITALY Segni Ida I. Pagnottella e Roberto D Addario AHI BANCA Gestire (al meglio) i propri risparmi ISBN copyright 2011, Caosfera Edizioni www.caosfera.it soluzioni

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI CON CARATTERISTICHE STANDARD A TASSO VARIABILE

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI CON CARATTERISTICHE STANDARD A TASSO VARIABILE CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI CON CARATTERISTICHE STANDARD A TASSO VARIABILE Banca Popolare del Lazio T.V. 31/01/2008 31/01/2011 36ª, Codice Isin

Dettagli

Le pensioni nel 2004

Le pensioni nel 2004 Le pensioni nel 2004 Con la presente si trasmette il consueto aggiornamento annuale sugli aspetti di maggiore interesse per i nostri associati concernenti la normativa previdenziale INPS, ad eccezione

Dettagli

Indice p. 1. Introduzione p. 2. Le forme d investimento messe a confronto: vantaggi e svantaggi p. 2. Alcune tipologie di profili d investimento p.

Indice p. 1. Introduzione p. 2. Le forme d investimento messe a confronto: vantaggi e svantaggi p. 2. Alcune tipologie di profili d investimento p. Conti deposito e altre forme di investimento: a quanto ammonta il rendimento e qual è la forma di Indice: Indice p. 1 Introduzione p. 2 Le forme d investimento messe a confronto: vantaggi e svantaggi p.

Dettagli

La crisi iniziata nel 2007

La crisi iniziata nel 2007 La crisi iniziata nel 2007 In questa lezione: Analizziamo lo scoppio della crisi finanziaria. Studiamo l effetto della crisi finanziaria sull economia reale. 300 L origine della Crisi Nell autunno del

Dettagli

CEDOLARMENTE UNA SELEZIONE DI PRODOTTI CHE PREVEDE LA DISTRIBUZIONE DI UNA CEDOLA OGNI 3 MESI. REGOLARMENTE.

CEDOLARMENTE UNA SELEZIONE DI PRODOTTI CHE PREVEDE LA DISTRIBUZIONE DI UNA CEDOLA OGNI 3 MESI. REGOLARMENTE. CEDOLARMENTE UNA SELEZIONE DI PRODOTTI CHE PREVEDE LA DISTRIBUZIONE DI UNA CEDOLA OGNI MESI. REGOLARMENTE. PERCHÉ UN INVESTIMENTO CHE POSSA GENERARE UN FLUSSO CEDOLARE LE SOLUZIONI DI UBI SICAV Nell attuale

Dettagli

Quanto costa il mio fondo pensione?

Quanto costa il mio fondo pensione? Quanto costa il mio fondo pensione? Le differenze con il mercato e i nostri punti di forza Uno dei temi principali su cui il mercato della previdenza complementare si confronta è quello relativo ai costi

Dettagli

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE

LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE INDICE INTRODUZIONE IL TFR LA PREVVIDENZA COMPLEMENTARE IL FINANZIAMENTO DELLE FORME PENSIONISTICHE FORME DI ADESIONE AGEVOLAZIONI FISCALI TASSAZIONE DELLE PRESTAZIONI TRASFERIMENTO

Dettagli

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO BANCA DI CESENA 11/05/2009 11/11/2011 TF

Dettagli

TASSO DI SOSTITUZIONE

TASSO DI SOSTITUZIONE TASSO DI SOSTITUZIONE Un tasso di sostituzione è adeguato quando evita per la generalità dei cittadini un eccessiva caduta nel livello di reddito ad un età di pensionamento coerente con l evoluzione demografica

Dettagli

Rendimento certificato 2012 Rialto Previdenza 5,56%

Rendimento certificato 2012 Rialto Previdenza 5,56% Product pack BG Previdenza Attiva per costruire il tuo futuro in tutta tranquillità Rendimento certificato 2012 Rialto Previdenza 5,56% La pensione oggi La classifica delle pensioni dalla Relazione Annuale

Dettagli

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi. BAROMETRO CRIF DELLA DOMANDA DI PRESTITI DA PARTE DELLE FAMIGLIE Gli italiani hanno smesso di chiedere prestiti: -3,3% nei primi nove mesi dell anno rispetto al 2012 ma -24% rispetto agli anni pre crisi.

Dettagli

Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe e Roero società cooperativa in qualità di Emittente

Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe e Roero società cooperativa in qualità di Emittente Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe e Roero società cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA BANCA D ALBA CREDITO COOPERATIVO TASSO VARIABILE

Dettagli

Fondav. I costi: alti e bassi

Fondav. I costi: alti e bassi Fondav Il volo della pensione Per gli assistenti di volo vi è il fondo pensione chiuso Fondav. Dopo la nostra analisi si è rivelato un fondo con pochi alti e molti bassi sia nei costi, sia, soprattutto,

Dettagli

Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe e Roero società cooperativa in qualità di Emittente

Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe e Roero società cooperativa in qualità di Emittente Banca di Credito Cooperativo di Alba, Langhe e Roero società cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA BANCA D ALBA CREDITO COOPERATIVO TASSO VARIABILE

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA. "BANCA DI SASSARI S.p.a. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO " ISIN IT0004618051

CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA. BANCA DI SASSARI S.p.a. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO  ISIN IT0004618051 APPENDICE B - MODELLO DELLE CONDIZIONI DEFINITIVE CONDIZIONI DEFINITIVE alla NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA "BANCA DI SASSARI S.p.a. OBBLIGAZIONI A TASSO FISSO " ISIN IT0004618051 Le presenti Condizioni

Dettagli

BANCO DI SARDEGNA S.P.A. 2009-2011 TASSO VARIABILE INDICIZZATO AL RENDIMENTO DEL BOT IN ASTA ISIN IT0004506207

BANCO DI SARDEGNA S.P.A. 2009-2011 TASSO VARIABILE INDICIZZATO AL RENDIMENTO DEL BOT IN ASTA ISIN IT0004506207 BANCO DI SARDEGNA S.P.A. Sede legale: Cagliari - Viale Bonaria 33 Sede amministrativa e Direzione generale: Sassari - Viale Umberto 36 Capitale sociale al 31 dicembre 2007 euro 155.247.762,00 i.v. Cod.

Dettagli

LA SURROGA FACILE (Guida n.2)

LA SURROGA FACILE (Guida n.2) LA SURROGA FACILE (Guida n.2) KreditOnline Mediazione Creditizia Srl Iscrizione Oam M301 - Ivass E000585138 P.Iva 10471761006 Sede Legale: Via F. S. Correra, 11-80135 Napoli Sede Op.: Prima Trav. Paolo

Dettagli

IL FUTURO DELLE PENSIONI:

IL FUTURO DELLE PENSIONI: IL FUTURO DELLE PENSIONI: PIÙ EQUITÀ, PIÙ SOLIDARIETÀ, PIÙ SOSTENIBILITÀ SOCIALE. Analisi e proposte della CGIL Dicembre 2009 A cura del Dipartimento Welfare e Nuovi Diritti - Cgil Nazionale 1 GLI EFFETTI

Dettagli

Dipartimento di Economia Aziendale e Studi Giusprivatistici. Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Corso di Macroeconomia 2014

Dipartimento di Economia Aziendale e Studi Giusprivatistici. Università degli Studi di Bari Aldo Moro. Corso di Macroeconomia 2014 Dipartimento di Economia Aziendale e Studi Giusprivatistici Università degli Studi di Bari Aldo Moro Corso di Macroeconomia 2014 1. Assumete che = 10% e = 1. Usando la definizione di inflazione attesa

Dettagli

Fondi aperti Caratteri

Fondi aperti Caratteri Fondi aperti Caratteri Patrimonio variabile Quota valorizzata giornalmente in base al net asset value (Nav) Investimento in valori mobiliari prevalentemente quotati Divieti e limiti all attività d investimento

Dettagli

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso BANCO DI SARDEGNA S.P.A. Sede legale: Cagliari - Viale Bonaria 33 Sede amministrativa e Direzione generale: Sassari - Viale Umberto 36 Capitale sociale al 31 dicembre 2007 euro 155.247.762,00 i.v. Cod.

Dettagli

IL NUOVO SISTEMA PENSIONISTICO

IL NUOVO SISTEMA PENSIONISTICO IL NUOVO SISTEMA PENSIONISTICO PENSIONI: DAL 1 GENNAIO 2012 è CAMBIAto TUTTO Una nuova riforma pensionistica L evoluzione demografica ha determinato un aumento esponenziale del numero dei pensionati rispetto

Dettagli

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa

Economia. La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa Economia La parola economia viene dal Greco antico oikos nomia: le regole che governano la casa DIECI PRINCIPI DELL ECONOMIA Così come in una famiglia, anche in una economia si devono affrontare molte

Dettagli

GUIDA ALLA LETTURA DELLE SCHEDE FONDI

GUIDA ALLA LETTURA DELLE SCHEDE FONDI GUIDA ALLA LETTURA DELLE SCHEDE FONDI Sintesi Descrizione delle caratteristiche qualitative con l indicazione di: categoria Morningstar, categoria Assogestioni, indice Fideuram. Commenti sulla gestione

Dettagli

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI

LAVORO IL MERCATO DEL LAVORO IN SICILIA E LE FORZE DI LAVORO POTENZIALI LAVORO NOTIZIARIO DI STATISTICHE REGIONALI A CURA DEL SERVIZIO STATISTICA DELLA REGIONE SICILIANA IN COLLABORAZIONE CON ISTAT ANNO 6 N.1/2014 In questo notiziario torniamo ad occuparci di mercato del nella

Dettagli

Prefettura RIMINI 10/03/2015. L evoluzione del sistema previdenziale: il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo

Prefettura RIMINI 10/03/2015. L evoluzione del sistema previdenziale: il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo Prefettura RIMINI 10/03/2015 L evoluzione del sistema previdenziale: il passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo 1919 Nascita della tutela obbligatoria per i lavoratori dipendenti L Istituto

Dettagli

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA

BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA BANCA DI CESENA CREDITO COOPERATIVO DI CESENA E RONTA SOCIETA COOPERATIVA CONDIZIONI DEFINITIVE della NOTA INFORMATIVA BANCA DI CESENA OBBLIGAZIONI A TASSO VARIABILE BANCA DI CESENA 09/03/2009 09/03/2012

Dettagli

Fondo pensione per i dipendenti di Regioni, Autonomie locali e Sanità

Fondo pensione per i dipendenti di Regioni, Autonomie locali e Sanità Fondo pensione per i dipendenti di Regioni, Autonomie locali e Sanità Perché un fondo pensione e come funziona I lavoratori che sono andati in pensione in questi ultimi anni hanno visto via via ridursi

Dettagli

Le novità del Decreto Salva Italia in materia previdenziale

Le novità del Decreto Salva Italia in materia previdenziale DIPARTIMENTO POLITICHE SOCIALI Le novità del Decreto Salva Italia in materia previdenziale In attesa che sia definitivamente approvato dal Parlamento il Decreto salva Italia, forniamo una sintesi dei contenuti

Dettagli

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione

IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO. Gli effetti di una profonda trasformazione IL SISTEMA BANCARIO ITALIANO Gli effetti di una profonda trasformazione 1 LA TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA BANCARIO TENDENZE DI FONDO DELLO SCENARIO MACROECONOMICO LA RISPOSTA DELLE BANCHE Progresso tecnologico

Dettagli

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di

Gli indici per l analisi di bilancio. Relazione di Gli indici per l analisi di bilancio Relazione di Giorgio Caprioli Gli indici di solidità Gli indici di solidità studiano il rapporto tra le parti alte dello Stato Patrimoniale, ossia tra Capitale proprio

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI A TASSO STEP UP

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI A TASSO STEP UP CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA PER L OFFERTA DEI PRESTITI OBBLIGAZIONARI A TASSO STEP UP Banca Popolare del Lazio Step Up 24/11/2009 24/11/2012, Codice Isin IT0004549686 Le presenti Condizioni

Dettagli

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi

5 - Previsioni BASE. 6.- Tre mosse per archiviare la crisi 1 2 3 INDICE 5 - Previsioni BASE 5.1 - Previsioni dell Economia Italiana 2014-2018 dopo Legge di Stabilità e Riforme Strutturali 5.2 - e se il cambio non scendesse e rimanesse all 1,33 del 2014? 6.- Tre

Dettagli

LE LINEE DI INVESTIMENTO 1. Quanti sono i comparti di investimento tra cui posso scegliere di investire i miei risparmi?

LE LINEE DI INVESTIMENTO 1. Quanti sono i comparti di investimento tra cui posso scegliere di investire i miei risparmi? FREQUENTLY ASKED QUESTION LE LINEE DI INVESTIMENTO 1. Quanti sono i comparti di investimento tra cui posso scegliere di investire i miei risparmi? I comparti di investimento proposti dal Fondo Pensione

Dettagli

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso

Condizioni Definitive alla Nota Informativa per l offerta di Banco di Sardegna S.p.A. Obbligazioni a Tasso Fisso BANCO DI SARDEGNA S.P.A. Sede legale: Cagliari - Viale Bonaria 33 Sede amministrativa e Direzione generale: Sassari - Viale Umberto 36 Capitale sociale euro 155.247.762,00 i.v. Cod. fisc. e num. iscriz.

Dettagli

i dossier TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLE BANCHE DI RENZI (E BOSCHI) E NESSUNO VI HA MAI DETTO www.freefoundation.com

i dossier TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLE BANCHE DI RENZI (E BOSCHI) E NESSUNO VI HA MAI DETTO www.freefoundation.com 065 www.freenewsonline.it i dossier www.freefoundation.com TUTTO QUELLO CHE AVRESTE VOLUTO SAPERE SULLE BANCHE DI RENZI (E BOSCHI) E NESSUNO VI HA MAI DETTO 15 dicembre 2015 a cura di Renato Brunetta EXECUTIVE

Dettagli

Contributo di Altroconsumo

Contributo di Altroconsumo Contributo di Altroconsumo Disegno di Legge 3221 di conversione del decreto-legge integrativo dei decreti liberalizzazioni e consolidamento conti pubblici X Commissione Senato Industria Commercio e turismo

Dettagli

Fondi aperti Caratteri

Fondi aperti Caratteri Fondi aperti Caratteri Patrimonio variabile Quota valorizzata giornalmente in base al net asset value (Nav) Investimento in valori mobiliari prevalentemente quotati Divieti e limiti all attività d investimento

Dettagli

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA CREDITO TREVIGIANO TASSO VARIABILE

CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA CREDITO TREVIGIANO TASSO VARIABILE Credito Trevigiano Banca di Credito Cooperativo - Società Cooperativa in qualità di Emittente CONDIZIONI DEFINITIVE ALLA NOTA INFORMATIVA SUL PROGRAMMA CREDITO TREVIGIANO TASSO VARIABILE CREDITO TREVIGIANO

Dettagli

LA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ DEI RITORNI AZIONARI FUTURI SARÀ LA MEDESIMA DEL PASSATO?

LA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ DEI RITORNI AZIONARI FUTURI SARÀ LA MEDESIMA DEL PASSATO? LA DISTRIBUZIONE DI PROBABILITÀ DEI RITORNI AZIONARI FUTURI SARÀ LA MEDESIMA DEL PASSATO? Versione preliminare: 25 Settembre 2008 Nicola Zanella E-Mail: n.zanella@yahoo.it ABSTRACT In questa ricerca ho

Dettagli

LINEA GARANTITA. Benchmark:

LINEA GARANTITA. Benchmark: LINEA GARANTITA Finalità della gestione: Risponde alle esigenze di un soggetto con bassa propensione al rischio attraverso una gestione che è volta a realizzare, con elevata probabilità, rendimenti che

Dettagli

Cedolarmente. Una selezione di prodotti che prevede la distribuzione di una cedola ogni 3 mesi. Regolarmente.

Cedolarmente. Una selezione di prodotti che prevede la distribuzione di una cedola ogni 3 mesi. Regolarmente. Cedolarmente Una selezione di prodotti che prevede la distribuzione di una cedola ogni 3 mesi. Regolarmente. PERCHÉ UN INVESTIMENTO CHE POSSA GENERARE UN FLUSSO CEDOLARE LE SOLUZIONI DI UBI SICAV Nell

Dettagli

Conti deposito e altre forme di investimento: a quanto ammonta il rendimento e qual è la forma di risparmio più redditizia?

Conti deposito e altre forme di investimento: a quanto ammonta il rendimento e qual è la forma di risparmio più redditizia? Conti deposito e altre forme di investimento: a quanto ammonta il rendimento e qual è la forma di Indice: Indice p. 1 Introduzione p. 2 p. 2 p. 5 p. 6 Single di 30 anni: investimento di 10mila euro p.

Dettagli