Rapporto di valutazione

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1 REGIONE TOSCANA Direzione Generale Politiche Territoriali e Ambientali Area di Coordinamento Prevenzione e Riduzione integrata degli inquinamenti Settore Qualità dell aria, rischi industriali, prevenzione e riduzione integrata dell inquinamento Piano Regionale di Risanamento e Mantenimento della qualità dell'aria (PRRM) ALLEGATO 1 AL DOCUMENTO DI PIANO Rapporto di valutazione Allegato1 - pag 1

2 DENOMINAZIONE DEL PIANO PIANO REGIONALE DI RISANAMENTO E MANTENIMENTO DELLA QUALITÀ DELL'ARIA (PRRM) DURATA RIFERIMENTI NORMATIVI DECRETO LEGISLATIVO 351/99 RIFERIMENTI PROGRAMMATICI DIREZIONE GENERALE SETTORE COMPETENTE PRAA PRS PIR 3.1 "POLITICHE DI ECOEFFICIENZA PER IL RISPETTO DI KYOTO E QUALITÀ DELL'ARIA" POLITICHE TERRITORIALI E AMBIENTALI QUALITÀ DELL ARIA, RISCHI INDUSTRIALI, PREVENZIONE E RIDUZIONE INTEGRATA DELL INQUINAMENTO DIRIGENTE RESPONSABILE ALTRE STRUTTURE REGIONALI COINVOLTE MARIO ROMANELLI Allegato1 - pag 2

3 Rapporto di valutazione INDICE 1 Analisi della fattibilità tecnico-finanziaria (sequenza, tempi, risorse); 2 Valutazione di coerenza esterna 2.1. Coerenza tra quadro analitico (conoscitivo) e obiettivi generali del piano 2.2. Coerenza esterna verticale 2.3.Coerenza esterna orizzontale 3 Valutazione di coerenza interna 3.1. Valutazione di coerenza interna verticale 3.2 Valutazione di coerenza interna orizzontale 4 Individuazione delle modalità di confronto e informazione 4.1. Forme, strumenti e contenuti del processo di confronto e partecipazione 5 Valutazione degli effetti attesi 5.1 Gli effetti sulla dimensione ambientale 5.2 Gli effetti sulla dimensione economica 5.3 Gli effetti sulla dimensione territoriale 5.4 Gli effetti sulla dimensione di salute 5.5 Gli effetti sulla dimensione sociale 5.6 Sintesi 5.7 Schede degli effetti del Piano 5.8 Matrice di valutazione degli effetti del Piano 5 Sistema di monitoraggio del piano Allegato1 - pag 3

4 Il seguente rapporto di valutazione è stato predisposto secondo le procedure e le modalità tecniche per l effettuazione della valutazione integrata degli strumenti di programmazione regionale e le relative forme di partecipazione previste nel Regolamento di disciplina dei processi di valutazione integrata e di valutazione ambientale degli strumenti di programmazione di competenza della Regione in attuazione dell articolo 16 della legge regionale 11 agosto 1999, n. 49 (Norme in materia di programmazione regionale) e dell articolo 11 della legge regionale 3 gennaio 2005, n. 1 (Norme per il governo del territorio). Il presente rapporto non è accompagnato dal Rapporto ambientale in quanto il Piano in questione non risulta sottoposto a valutazione ambientale ai sensi della direttiva 2001/42/CE, come emerso in seguito alla verifica preventiva già espletata in sede di esame del rapporto di valutazione della proposta iniziale (si veda l allegato contenente il modello B per l esecuzione dell autovalutazione ai fini della verifica dei presupposti per eseguire la valutazione ambientale integrata). 1. ANALISI DELLA FATTIBILITÀ TECNICO-FINANZIARIA (SEQUENZA, TEMPI, RISORSE) Sequenza logica e funzionale delle fasi di elaborazione Il percorso logico e funzionale per l elaborazione del piano segue quello delineato nel modello analitico per piani e programmi redatto ai sensi dell articolo 10 della L.R. 49/99 e del Regolamento 2 novembre 2006, n.51/r, che definisce tale percorso logico per la formazione degli atti di programmazione regionali. Il PRRM è un piano complesso che deve necessariamente svilupparsi progressivamente insieme agli elementi di integrazione, di tipo conoscitivo, normativo e di rapporti istituzionali che si modificano anche alla luce della evoluzione delle situazioni ambientali. Le tre fasi del procedimento sono: 1. redazione della proposta iniziale di documento di piano e del rapporto di valutazione da esaminare e validare da parte del NURV, da parte del CTP e da inoltrare al Consiglio Regionale da parte della Giunta. I due documenti contengono le motivazioni della scelta di procedere alla sua formazione, i presupposti normativi di riferimento, il contesto conoscitivo e la sintesi del precedente ciclo di attività regionali inerenti la gestione della qualità dell aria. I documenti procedono, a definire la finalità e gli obiettivi generali dell atto, insieme alla definizione dei soggetti istituzionali da coinvolgere, alle valutazioni di coerenza esterna e di fattibilità tecnico-finanziaria. 2. redazione della proposta intermedia di documento di piano per la seconda fase di valutazione integrata. La proposta intermedia è stata elaborata tenendo conto delle osservazioni emerse nel corso dei processi di partecipazione e consultazione. La proposta iniziale di piano è stata, quindi, integrata e completata con ulteriori contenuti quali gli obiettivi specifici ed eventuali alternative di piano, le azioni e strumenti di attuazione. In particolare, vengono forniti gli elementi relativi alla coerenza interna del piano, la sua fattibilità finanziaria, gli effetti attesi e la definizione del sistema di monitoraggio e valutazione in itinere ed ex post. Il procedimento dell articolo 22 del Regolamento n. 51/R prevede che la proposta intermedia di piano sia sottoposta ad un secondo esame e validazione del NURV, all esame del CTP e della Giunta per la sua adozione. 3. approvazione del piano. La proposta finale di piano deve essere predisposta al termine dei processi di partecipazione e consultazione. Tale documento, insieme al rapporto di valutazione ed agli ulteriori allegati deve essere sottoposto all esame della Giunta regionale che ne dispone l invio al Consiglio regionale per l approvazione. Allegato1 - pag 4

5 A causa delle sue peculiarità, si ritiene che debba essere approfondita la possibilità di individuare un processo flessibile di aggiornamento/modifica di parti del PRRM che tenga conto, appunto, delle valutazioni di efficacia, di risultato e di effetti delle azioni del piano che saranno attuate. Esame di impatto di genere Ai sensi della deliberazione GR n.831 del 13 novembre 2006 avente come oggetto l integrazione dell ottica di genere in tutte le articolazioni del processo di programmazione regionale, l esame di impatto di genere determina per il piano una assenza di impatto in quanto gli effetti di questo sono rivolti alla totalità della popolazione, senza alcuna discriminazione. Cronoprogramma, percorso di elaborazione e relativa tempistica A seguito dell iter seguito dalla Proposta iniziale (di seguito descritto) si possono indicare le ulteriori fasi di elaborazione del percorso/processo del PRRM insieme alla loro tempistica. Proposta Iniziale gennaio 2007: elaborazione della Proposta iniziale del Piano, comprensiva della prima bozza del Rapporto di Valutazione, da parte del settore ed esame del NURV; febbraio 2007: esame della Proposta Iniziale da parte del CTP, adozione da parte della Giunta Regionale e trasmissione al Consiglio; 29 marzo 2007 : Proposta iniziale illustrata in VI Commissione consiliare ( il Consiglio non ha ritenuto indicare ulteriori indirizzi ); aprile 2007: avvio della fase di confronto e informazione esterna sulla Proposta Iniziale; maggio 2007: attivazione del portale sul PRRM (http://servizi.regione.toscana.it/aria/) e presentazione del Piano nell ambito della XII Conferenza Regionale sull Ambiente; maggio giugno 2007: tavoli di concertazione istituzionale, generale e di Agenda 21 Durante la fase di confronto e informazione esterna sulla Proposta Iniziale non sono pervenute oservazioni. Proposta intermedia maggio 2007: avvio del percorso di elaborazione della Proposta Intermedia del Piano, comprensiva della seconda bozza del Rapporto di Valutazione; giugno 2007: elaborazione di una prima bozza di Proposta Intermedia ( contenente i risultati del nuovo aggiornamento al 2005 dell IRSE, le elaborazioni dei dati di qualità dell aria a tutto il 2006, la nuova classificazione del territorio regionale aggiornata al 2006 ); ottobre novembre 2007: elaborazione definitiva della Proposta Intermedia, comprensiva degli allegati; metà novembre 2007: esame della Proposta Intermedia, comprensiva degli allegati, da parte del NURV e del CTP; 17 dicembre 2007: adozione della proposta intermedia da parte della Giunta; Allegato1 - pag 5

6 dicembre 2007 febbraio 2008: avvio e conclusione della seconda fase di confronto ( tavolo di concertazione istituzionale, tavolo di concertazione generale e tavoli informali con le categorie economiche-sociali ) e informazione esterna. Durante la fase di confronto e informazione esterna sulla Proposta Intermedia non sono pervenute oservazioni. Proposta finale febbraio 2008: redazione della Proposta Finale del Piano, comprensiva degli allegati; metà marzo 2008: adozione da parte della Giunta della Proposta Finale del Piano, comprensiva degli allegati e trasmissione al Consiglio per l approvazione. Risorse necessarie L attuazione del piano, come si è visto, si deve basare su di un quadro conoscitivo robusto e scientificamente affidabile (stato della qualità dell aria e conoscenza dei fattori di pressioneemissioni, principalmente), inoltre deve prevedere l utilizzo di una serie di strumenti conoscitivi previsionali per formulare e valutare scenari emissivi e di stato della qualità dell aria derivanti dalle azioni e misure previste e dalle condizioni meteorologiche prevedibili. Le attività e le azioni già realizzate forniscono il quadro conoscitivo necessario, sia per la Regione che per gli EE.LL., ad attivare la procedura di piano. Alcuni degli studi realizzati insieme a LaMMA, Università toscane, ARPAT e Techne permettono di effettuare le previsioni di scenari emissivi (che devono tenere conto, anche e soprattutto, delle azioni degli altri settori direttamente sinergici e complementari) con una buona affidabilità, determinanti per la prima individuazione delle misure più efficaci al minor costo. La fase successiva relativa alla valutazione degli effetti sulla qualità dell aria delle azioni di riduzione delle emissioni presuppone l impiego di modellistica complessa, di affidabilità variabile, che, ad esempio, per il PM 10 (e l ozono), tenga conto delle reazioni chimiche in atmosfera per la formazione del PM 10 secondario. A livello nazionale è stata attivata una collaborazione con ENEA e APAT per applicare, a livello regionale, la modellistica messa a punto per le previsioni di qualità dell aria a livello di UE e per bacini nazionali interregionali (cioè di area vasta, con poco dettaglio spaziale). La prosecuzione e il completamento di queste attività, che fanno parte anche del processo di monitoraggio del Piano, comportano la disponibilità di risorse specifiche. Le risorse utilizzate per l elaborazione del Piano, per la messa a punto di uno strumento di valutazione degli effetti degli interventi sulla qualità dell aria, che ha visto il coinvolgimento di LaMMA, Università, ARPAT, sono state pari a euro - Progetto Modivaset II. Per le attività di monitoraggio del piano si prevedono risorse pari a per prossimi 3 anni. Tali risorse sono previste negli interventi Programmazione delle attività e rapporti con Arpat e Studi, ricerche e incarichi in campo ambientale della scheda E6 di PRAA, di cui alla UPB 432 Azioni di sistema per la tutela dell ambiente spese correnti. Relativamente alle risorse necessarie per l attuazione delle azioni/misure che il piano prevede, si deve premettere che queste possono essere suddivise in risorse dirette, cioè risorse riferite specificatamente al problema ambientale come, ad esempio, quelle gestite dal settore specifico (risorse del PRAA ) e risorse indirette, cioè individuabili/reperibili presso altri settori ambientali e non, destinate ad azioni che presentano effetti efficaci relativamente alla riduzione delle emissioni di sostanze inquinanti e di gas ad effetto serra. Allegato1 - pag 6

7 Il seguente schema indica le risorse dirette già previste da utilizzarsi per gli interventi del PRRM, come indicato al punto 3 del Documento di Piano della Proposta Intermedia. Si tratta delle risorse finanziarie previste nel PRAA (Macrobiettivi A1 e C1). UPB Risorse previste nel PRAA macrobiettivi A1 e C1 Fonte PRAA macrobiettivi A1 e C1- SPESE Investimento PRAA macrobiettivi A1 e C1- SPESE Correnti Risorse finanziarie ( ) Totale Totali Nella tabella successiva si riportano le risorse della quota UE/Stato del POR CReO 2007/2013, attività 2.3, stanziate sul bilancio 2008/2010: Risorse previste nel POR Toscana Asse 2 "Sostenibilità ambientale" UPB 427 Fonte RISORSE UE/Stato POR Risorse finanziarie ( ) Totale , , , ,07 Sempre per la qualità dell aria, in particolare nell Area metropolitana fiorentina, sono previste risorse pari a 7 mil. di euro in due anni, all interno del Programma finanziario degli interventi per la valorizzazione ambientale di cui alla L.R. 70/2005 (scheda E6 di PRAA, intervento n 1). Tale programma finanziario è stato approvato con DCR n. 91/2007 (UPB 431). A queste risorse vanno aggiunte ulteriori disponibilità a valere sulla scheda E6 del PRAA per il supporto al progetto di ricerca fondamentale Studio di emissioni di biogas da discarica finanziato per 200 mila euro con fondi CIPE (non ancora iscritti in bilancio) ed inserito nel III atto integrativo dell APQ Ricerca e trasferimento tecnologico per il sistema produttivo approvato con DGR 767 del Inoltre, ulteriori risorse potranno derivare da futuri Accordi di Programma con il MATTM che ha previsto per il triennio circa 70 ml. di euro per anno da destinare alle Regioni per interventi di mitigazione dell inquinamento atmosferico (Decreto MATTMT del 16 ottobre 2006). L importo che potrà essere attribuito alla Regione Toscana da destinare ad interventi previsti dai PAC comunali e per una quota parte, pari al 20% del totale, per approfondimenti conoscitivi ed acquisizione di strumenti di valutazione e previsione, è stimabile in 10 milioni di Euro per i tre anni. Partecipando all Accordo anche il comune capoluogo dell area metropolitana coinvolta ( Firenze per l area metropolitana di Firenze Prato Pistoia ) l Accordo potrà disporre di ulteriori 5 milioni di euro. Le suddette risorse finanziarie statali, subordinatamente alla loro effettiva assegnazione ed iscrizione in bilancio, saranno destinate agli interventi sopra citati con le successive deliberazioni della GR di attuazione del PRRM. Allegato1 - pag 7

8 UPB Riepilogo risorse dirette (iscritte in Bilancio) Fonte PRAA macrobiettivi A1 e C1- SPESE DI INVESTIMENTO PRAA macrobiettivi A1 e C1- SPESE CORRENTI RISORSE UE/Stato POR SPESE DI INVESTIMENTO RISORSE DCR 91/2007 * SPESE DI INVESTIMENTO Risorse finanziarie ( ) Totale , , , , , , , , , , , , , ,00* Totali , , , ,07* * si aggiungono 4 Ml euro in corso di impegno nel 2007 UPB Riepilogo ulteriori risorse dirette Fonte Risorse finanziarie ( ) Totale Da iscrivere RISORSE CIPE , ,00 Da iscrivere RISORSE MATTMT Decreto , , , ,00 ottobre 2006* Totali , , , ,00 * comprensivi dei 5 Ml di euro riferibili alla partecipazione del Comune capoluogo all Accordo Di seguito sono invece indicate le risorse indirette relative a strumenti di programmazione diversi ma le cui azioni si integrano con quelle previste dal PRRM. Si tratta di interventi che agiscono nel settore della mobilità urbana (esempio la tramvia dell area metropolitana fiorentina) e nel settore dell energia (es. azioni sul risparmio energetico, promozione energia da fonti rinnovabili etc.). Si indicano le risorse già iscritte in Bilancio: UPB Fonte Riepilogo risorse indirette (iscritte in Bilancio) Risorse impegnate in precedenti esercizi Risorse finanziarie ( ) Totale RISORSE UE/Stato POR Azione 4.3A (Tramvia area Fiorentina) , , , ,58 RISORSE REGIONALI tecnologie per riduzione inquinanti su mezzi TPL- SPESE CORRENTI , ,00 RISORSE UE/Stato POR Azione 4.3B (sistema tramvia Prato) , , , ,97 Allegato1 - pag 8

9 RISORSE Regione- Azione 4.3A (Tramvia area Fiorentina) RISORSE per POR Azione 3.1 e 3.2 RISORSE per programma Solare/Termico RISORSE per incentivi per fonti rinnovabili RISORSE Regione per POR Azione 3.1 e , , , , , , , , , , , , , , , , , ,99 Totali , , , , ,10 Allegato1 - pag 9

10 2. VALUTAZIONE DI COERENZA ESTERNA 2.1. Coerenza tra quadro analitico (conoscitivo) e obiettivi generali del piano Il PRRM assume come proprio il quadro di riferimento europeo e nazionale del settore in quanto si pone come finalità quella di perseguire una strategia regionale integrata sulla tutela della qualità dell aria ambiente e sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra. La strategia è fondata un quadro conoscitivo coerente con quello richiesto (e realizzato) a livello europeo e nazionale, sia in termini di compatibilità di strumenti conoscitivi che di espressione dei risultati. La struttura del piano segue per quanto possibile l articolazione indicata dalle direttive europee e recepita nell ordinamento nazionale con l allegato 3 del DM n. 261/02 (si veda l allegato 2). L obiettivo territoriale del piano è l intero territorio regionale e, in particolare, le aree/zone dove non si rispettano i valori limite di qualità dell aria vigenti e di futura applicazione. Per tali aree/zone le azioni e le misure individuate a livello regionale da attuare dovranno essere integrate da quelle locali, identificate, in particolare modo, sulla base della conoscenza delle cause delle situazioni di inquinamento e inserite nei Piani di Azione Comunali PAC. Le azioni e le norme regionali di regolamentazione delle sorgenti di emissione, di valenza generale, saranno mirate prevalentemente all obiettivo del mantenimento dei livelli di qualità dell aria già buoni e del loro miglioramento progressivo Coerenza esterna verticale Nel delineare una strategia regionale integrata sulla tutela della qualità dell aria ambientale e sulla riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, il PRRM tiene conto delle indicazioni contenute negli strumenti di programmazione sovraordinati: il Programma Regionale di Sviluppo (PRS ), il Piano di Indirizzo Territoriale (PIT) ed il Piano Regionale di Azione Ambientale (PRAA ). Rispetto a questi piani, il PRRM condivide innanzitutto lo sforzo diretto verso l integrazione delle politiche di settore (si veda in particolare l obiettivo generale e volto ad integrare le considerazioni sulla qualità dell aria nelle altre politiche settoriali), con l intento di superare i limiti in termini di efficacia ed efficienza delle azioni progettuali messe in campo dalla programmazione regionale, nonché il principio di fondo dello sviluppo sostenibile. Per quanto riguarda il rapporto con il Programma Regionale di Sviluppo, il complesso degli obiettivi generali del PRRM risultano coerenti con quanto prevede il Piano, e vanno a dare attuazione alla sfida dell ambiente lanciata dal PRS (all interno della quale si ritiene necessario ridurre l inquinamento atmosferico che contraddistingue soprattutto i centri urbani della Toscana e riuscire a rispettare gli impegni presi con il Protocollo di Kyoto relativo alle emissioni di gas serra), ed al terzo Programma Strategico, relativo alla Sostenibilità ambientale dello sviluppo. Il nuovo PRS, a differenza del precedente periodo di programmazione, configurandosi come un atto di vera e propria programmazione di legislatura e non più un mero atto di indirizzo, individua specifici Progetti Integrati Regionali (PIR) quali strumenti attuativi dei Programmi Strategici. Per il Programma strategico Sostenibilità ambientale dello sviluppo, il PRS prevede cinque PIR; il PRRM risulta coerente con gli obiettivi generali di tali PIR e contribuisce a dare attuazione in particolare al PIR 3.1 Politiche di ecoefficienza per il rispetto di Kyoto e qualità dell aria, volto al: - miglioramento della sostenibilità ambientale dell accessibilità, con lo scopo di migliorare la qualità dell aria Allegato1 - pag 10

11 - ridurre le emissioni di gas serra in coerenza con il Protocollo di Kyoto; - operare nella direzione del risparmio energetico, della diversificazione delle fonti energetiche, dello sviluppo delle fonti rinnovabili. Il settore energetico rappresenta infatti uno dei principali settori all origine di emissioni di sostanze inquinanti nell atmosfera e allo stesso tempo di emissioni di gas climalteranti; - sviluppare interventi di salvaguardia e miglioramento delle foreste; - sviluppare le certificazioni ambientali e promuovere l ecoefficienza presso il sistema produttivo toscano. Il complesso deli obiettivi del PRRM risulta, inoltre, coerente in particolare anche con quanto previsto da altri progetti integrati: PIR 3.2 Sostenibilità e competitività del sistema energetico, volto a favorire e promuovere l uso di energia proveniente da fonti rinnovabili, con minori impatti in termini di emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici; PIR 1.7 Accessibilità territoriale, mobilità integrata, volto a rendere ambientalmente sostenibile (oltre che socialmente ed economicamente) lo sviluppo della mobilità sul territorio, potenziando tra l altro il trasporto pubblico e potenziando la mobilità su ferro; ed anche: PIR 1.1 Lo spazio regionale della ricerca e innovazione, volto tra l altro a promuovere la ricerca e l innovazione nel mondo produttivo e nel campo dell ecoefficienza e della sostenibilità ambientale; PIR 1.3 Distretto integrato regionale: il sistema delle politiche industriali PIR 4.3 Coordinamento politiche territoriali urbane e metropolitane Per quanto riguarda il rapporto con il nuovo PIT, quest ultimo costituisce una lettura territoriale della programmazione strategica del PRS e quindi della progettualità contenuta nei PIR; esso fornisce pertanto un orientamento verticale per i Piani e Programmi regionali di settore. Il PRRM risulta coerente con la visione complessiva contenuta nel PIT, che è volto a realizzare un governo del territorio e delle sue risorse capace di coniugare qualità e dinamismo, custodendo il patrimonio territoriale regionale e facendo di esso, ad un tempo, fattore di sviluppo. Nel complesso, gli obiettivi generali del PRRM appaiono coerenti con l insieme del PIT, ed in particolare con il metaobiettivo di PIT Conservare il valore del patrimonio territoriale della Toscana volto, insieme agli altri metaobiettivi del PIT, al conseguimento di uno sviluppo sostenibile. Il PRRM, nella sua strategia di perseguire una sempre migliore qualità dell aria ambiente, deve determinare una serie di vincoli per le attività pubbliche e private che procurano emissioni di sostanze inquinanti e di gas ad effetto serra. La legge regionale n.1 del 3 gennaio 2005 sul governo del territorio promuove lo sviluppo sostenibile delle stesse attività che incidono sul territorio medesimo ed inoltre garantisce la tutela delle risorse essenziali tra cui l aria (art. 3, c.2). La strategia dello sviluppo territoriale è delineata dal PIT che deve indicare e definire, tra l altro, le azioni integrate per la tutela e la valorizzazione delle risorse essenziali. Per rendere efficace l azione del PRRM è, quindi necessario, che le azioni in esse individuate siano in armonia con il PIT, i suoi regolamenti e gli altri provvedimenti attuativi operanti a vari livelli, utilizzandoli per i suoi fini e calando in essi i suoi obiettivi e contribuendo, con le valutazioni relative alla tutela della qualità dell aria, alla loro efficacia ambientale. Allegato1 - pag 11

12 Lo stato della qualità dell aria ambiente, dei fattori di pressione e delle modalità con cui esplicano i loro effetti, dovranno far parte integrante, con modalità omogenee e coerenti del quadro conoscitivo degli atti di programmazione degli EE.LL. (PTC e PS), al fine di poter disporre basi conoscitive comuni e coerenti sulle quali si potrà effettuare previsioni di scenario ex ante e valutazioni ex post confrontabili. Un esempio di iniziale partecipazione integrata tra le esigenze della tutela della qualità dell aria e strumenti attuativi della Legge n. 1, può essere indicato nel regolamento contenente i parametri di riferimento per la definizione da parte dei comuni, nel quadro degli strumenti di pianificazione territoriale, della dotazione di infrastrutture per la mobilità, parcheggi, verde urbano ed altre opere di urbanizzazione primaria, in relazione alla tutela e valorizzazione degli insediamenti, da emanarsi ai sensi dell articolo 37, comma 2, lettera a) e comma 3, che prevede una serie di misure da realizzarsi in sede locale, connesse ai sistemi di urbanizzazione e della mobilità, che intervengono nella riduzione delle emissioni sia di sostanze inquinanti che di gas ad effetto serra. PRRM e Governo del territorio La legge regionale sul governo del territorio in quanto tale non contiene espliciti riferimenti alla problematica delle emissioni di inquinanti in atmosfera, tuttavia le sue finalità sono coerenti agli obiettivi del PRRM e comprendono contenuti, in numerosi articoli, che tendono a contenere le emissioni inquinanti oppure a mitigarne gli effetti. I disposti più pertinenti, in quanto collegati a specifici regolamenti attuativi della legge o a disposizioni rivolte agli strumenti degli altri soggetti del governo del territorio ( P.S. e P.T.C. ) che affrontano con un maggior livello di dettaglio le azioni che hanno influenza sulla qualità dell aria ambiente, sono: Art.1: la Regione e le province nel perseguire la qualità insediativa e dell edilizia sostenibile, garantiscono la sanità ed il benessere dei fruitori, nelle forme e nelle modalità di esercizio delle proprie funzioni. Art.3: la legge include la risorsa aria tra le risorse essenziali del territorio che non possono essere ridotte in modo significativo o irreversibile. Questo significa che nel bilancio complessivo delle risorse, ai fini delle trasformazioni del territorio, dovrà essere valutata la quota parte di effetti indotti da tale trasformazione sulla risorsa aria. Art.11: nell ambito del processo di valutazione integrata (prevista per gli strumenti di pianificazione e per gli atti di governo del territorio) i soggetti del governo del territorio operano le scelte sulla base della valutazione integrata degli effetti anche relativi alla salute umana (vedi regolamento di valutazione integrata) Art.14: la legge include tra i criteri per l effettuazione della valutazione integrata nell ambito del Regolamento Urbanistico l intensità degli effetti derivanti dai rischi per la salute umana e per l ambiente. Art.37: ai fini della tutela e valorizzazione degli insediamenti, la legge prevede che gli strumenti ed atti del governo del territorio garantiscano il rispetto dei requisiti di qualità ambientale assicurando: - il contenimento energetico degli edifici (comma 2) - una dotazione di verde urbano capace di compensare le emissioni di gas all interno dell area urbana, secondo i parametri di conversione contenuti in uno specifico regolamento attuativo (commi 8 e 9). (vedi regolamento tutela e valorizzazione degli insediamenti) Art.145: la Regione definisce specifiche linee guida che contengono criteri tecnico-costruttivi, tipologici ed impiantistici per garantire buoni livelli sostenibilità edilizia. Disciplina del PIT 1 In particolare, la disciplina del Piano di Indirizzo Territoriale PIT, principale strumento di governo regionale e di indirizzo delle azioni degli Enti locali, contiene utili riferimenti quali: Art.15 la città policentrica toscana. Il commercio. La norma individua, tra i criteri per l individuazione delle aree sature dove escludere la possibilità di realizzare medie e grandi strutture di vendita, le aree con alto livello di emissioni inquinanti dovute all intensità del traffico veicolare e/o ad altre attività produttive presenti. Art. 18 la presenza industriale in Toscana Nell ambito delle previsioni di mutamento di destinazione d uso delle aree industriali dismesse, il PIT consente ai comuni di programmare nuove funzioni (qualora non sia possibile il trasferimento delle attività in altra sede) da insediare solo a seguito di una valutazione del carico urbanistico ed ambientale che viene a determinarsi a seguito dell intervento. La valutazione dell incidenza del nuovo intervento sulla qualità dell aria nel contesto 1 Adottato con deliberazione del Consiglio Regionale n. 45 del 4 aprile Allegato1 - pag 12

13 urbanistico di riferimento costituisce pertanto elemento valutativo ai fini del bilancio ambientale. Art. 27 Il patrimonio costiero della Toscana Il PIT orienta gli interventi di potenziamento e riorganizzazione delle strutture ed infrastrutture legate alla filiera produttiva e manutentiva della nautica, verso la tutela e la salvaguardia delle risorse ambientali e paesaggistiche delle coste toscane. In tal senso si promuove l utilizzo di tecnologie realizzative, impiantistiche e gestionali a difesa della salubrità dell aria e della salute umana. Regolamenti ai sensi della LR 1/05 Anche numerosi regolamenti, previsti dalla legge, si indirizzano verso azioni che prevedono anche il contenimento delle emissioni inquinati. Si ritiene utile segnalare i seguenti: Regolamento di attuazione dell art. 11, comma 5 LR 1/05 in materia di valutazione integrata 2. In coerenza con la direttiva 2001/42/CE del Parlamento Europeo, il regolamento prevede l effettuazione della valutazione ambientale (VAS) prevista per piani e programmi, all interno del più generale processo di valutazione integrata. Ai sensi del regolamento regionale viene definita valutazione ambientale il processo che comprende l elaborazione di un rapporto che espliciti gli impatti sull ambiente derivanti dall attuazione di uno strumento di pianificazione o da un atto del governo del territorio mentre si definisce rapporto ambientale il complesso della documentazione di carattere scientifico contenente le informazioni di cui all all.1 della dir. 2001/42/CE. Nell ambito delle fasi di cui si compone il processo di valutazione assume particolare rilievo la valutazione intermedia in cui si opera una prima valutazione integrata degli effetti territoriali, ambientali, economici e sulla salute umana attesi rispetto alle azioni derivanti dalla possibili scelte alternative. Regolamento di attuazione dell art.37, comma 3, LR 1/05, disposizioni per la tutela e valorizzazione degli insediamenti 3. La finalità del Regolamento è quella di definire criteri ed indirizzi per gli strumenti di pianificazione territoriale, gli atti del governo del territorio ed i regolamenti edilizi comunali affinché gli interventi in essi contenuti siano attuati nel rispetto dei requisiti di qualità ambientale (in cui rientra a pieno titolo la tutela ed il mantenimento della qualità dell aria) e degli immobili con particolare riferimento alla salubrità degli stessi ed il contenimento energetico. 2 Approvato con decreto del Presidente della Giunta Regionale 9 febbraio 2007, n. 4/R. 3 Approvato con decreto del Presidente della Giunta Regionale 9 febbraio 2007, n. 2/R. Tra le componenti della qualità urbana il regolamento include la dotazione di verde urbano quale elemento che concorre a garantire l equilibrio ecologico e quale fattore di compensazione delle emissioni di anidride carbonica derivanti dalle attività antropiche. Nel determinare il fabbisogno complessivo di verde urbano i comuni tengono conto di alcuni criteri tra i quali la quantità dei veicoli circolanti giornalmente sul territorio. Ai fini del contenimento energetico degli edifici il regolamento promuove una forte azione dei comuni nel sostenere, all interno dei propri strumenti di pianificazione e programmazione, l impiego di tecnologie bioclimatiche e l utilizzo di fonti di energia rinnovabile (fotovoltaica, idroelettrica, eolica e quella derivante da biomasse). Linee guida per la valutazione della qualità ambientale ed energetici degli edifici in Toscana 4. Le linee guida contengono nella prima sezione una serie di schede tecniche di valutazione riferite a 7 aree tematiche tra le quali è inclusa anche la qualità ambientale esterna, che costituiscono il riferimento per condurre una corretta analisi delle condizioni del sito su cui si intende intervenire. La scheda 1.3. relativa alla qualità ambientale esterna prende in considerazione, come elemento per la valutazione, l inquinamento atmosferico locale per il quale definisce il relativo indicatore di prestazione (valori di concentrazione di sostanze inquinanti) e l unità di misura (limiti percentuali di concentrazione di sostanze inquinanti). Rispetto all obiettivo di garantire idonee condizioni di qualità esterna dell aria rispetto a possibili concentrazioni di sostanze inquinanti (biossido di zolfo, ossidi di azoto, monossido di carbonio, ozono, piombo, polveri), la scheda individua una serie di strategie progettuali e di soluzioni tecnologiche ritenute idonee a ridurre gli effetti dei forme diverse di inquinamento provenienti da fonti poste nell intorno del sito. Di seguito si riportano le strategie di riferimento indicate nella scheda: localizzare gli spazi aperti sopra vento rispetto alle sorgenti inquinanti; localizzare gli spazi aperti lontano dai canali di scorrimento degli inquinanti (edifici orientati parallelamente alle correnti d aria dominanti); utilizzare le aree perimetrali del sito come protezione dall inquinamento, ad esempio creando rimodellamenti morfologici del costruito, a ridosso delle aree critiche; schermare i flussi d aria, che si prevede possano trasportare sostanze inquinanti, con fasce vegetali composte da specie arboree e arbustive efficaci nell assorbire le sostanze stesse (valutare la densità 4 Approvate con delibere della Giunta Regionale n. 218 del 03/04/06 e n. 322 del 28/02/05. Allegato1 - pag 13

14 della chioma, i periodi di fogliazione e defogliazione, dimensioni e forma, accrescimento); utilizzare barriere artificiali, con analoghe funzioni di schermatura; localizzare gli edifici e gli elementi d arredo degli spazi esterni, in modo tale da favorire l allontanamento degli inquinanti, anziché il loro ristagno; ridurre le fonti di inquinamento all interno dell area del sito di progetto; introdurre elementi naturali/artificiali con funzione di barriera ai flussi d aria trasportanti sostanze inquinanti; prevedere la massima riduzione del traffico veicolare all interno dell area, limitandolo all accesso ad aree di sosta e di parcheggio, con l adozione di misure adeguate di mitigazione della velocità; prevedere la massima estensione delle zone pedonali e ciclabili, queste ultime in sede propria; mantenere una distanza di sicurezza tra le sedi viarie interne all insediamento, o perimetrali, e le aree destinate ad usi ricreativi; disporre le aree parcheggio e le strade interne all insediamento, percorribili dalle automobili, in modo da minimizzare l interazione con gli spazi esterni fruibili. Per quanto riguarda la coerenza con il Piano Regionale di Azione Ambientale, che costituisce attuazione del Programma Regionale di Sviluppo, perseguendo le finalità di tutela, valorizzazione e conservazione delle risorse ambientali in una prospettiva di sviluppo sostenibile, il PRRM tiene conto da un lato delle linee di indirizzo contenute nel PRAA ( in qualità di Piano di indirizzo ) che indica ai Piani di settore gli obiettivi a cui devono attenersi, mentre dall altro lato ne costituisce strumento di attuazione, andando a dettagliare, ma anche ad integrare, gli interventi previsti dal PRAA in tema di tutela dall inquinamento atmosferico e di lotta ai cambiamenti climatici. Quale Piano di settore, il PRRM recepisce e dà attuazione alle priorità espresse dal PRAA in riferimento alle tematiche dell inquinamento atmosferico e delle emissioni di gas serra. Il PRRM fa dunque propri i macrobiettivi del PRAA volti a: - Ridurre la percentuale di popolazione esposta all inquinamento atmosferico, al fine di raggiungere livelli di qualità dell aria che non comportino rischi o impatti negativi significativi per la salute umana e per l ambiente, rispettando i valori limite di qualità dell aria per le sostanze inquinanti entro le date previste dalla normativa (Area di Azione prioritaria Ambiente e Salute ); - Ridurre le emissioni di gas serra in accordo con il Protocollo di Kyoto (Area di Azione prioritaria Cambiamenti Climatici ). Inoltre, il PRRM risulta coerente con gli altri due macrobiettivi di PRAA relativi all area di Azione prioritaria Cambiamenti climatici, volti alla Razionalizzazione e riduzione dei consumi energetici e all Aumento della percentuale di energia proveniente da fonti rinnovabili, in quanto il perseguimento di tali obiettivi generali permetterà di ottenere benefici sia in termini di minori emissioni di sostanze inquinanti sia in termini di minori emissioni di gas ad effetto serra Coerenza esterna orizzontale L analisi di coerenza esterna orizzontale indica che la politica di tutela della qualità dell aria ambiente è, forse, quella che presenta il maggior numero di interrelazioni, legami ed elementi di complementarietà con altre politiche regionali ambientali e non. Tra gli atti di pianificazione/programmazione, quelli che presentano i maggiori elementi di integrazione sono di seguito riportati: Energia Piano di indirizzo energetico regionale Il consumo di energia determina importanti pressioni sull ambiente e quindi l utilizzo più efficiente dell energia e un migliore sfruttamento delle risorse naturali sono due elementi chiave che Allegato1 - pag 14

15 (Allegati) Proposta intermedia 17 dicembre 2007 permettono di contribuire anche a ridurre le emissioni di gas ad effetto serra e di sostanze inquinanti l aria ambiente. Esiste cioè un legame indissolubile tra energia derivante da combustibili fossili ed impatti sull ambiente atmosferico, almeno fino a quando non verranno utilizzate largamente nuove forme di energia. Uno degli obiettivi primari anche di un piano di indirizzo energetico è quello di contribuire a mitigare gli effetti a scala globale delle emissioni di gas climalteranti e gli effetti locali delle emissioni di sostanze che generano situazioni di criticità relative alla qualità dell aria. Il perseguire azioni e misure che possano determinare la riduzione contemporanea di queste emissioni deve essere privilegiata al massimo, anche in un ottica virtuosa di miglior utilizzo delle risorse. Per ottenere ciò si deve essere consapevoli che occorre integrare e raccordare la politica energetica e degli altri diversi settori che hanno il consumo energetico come motore del loro sviluppo (primariamente trasporti, attività produttive, agricoltura) con quella ambientale ai fini della sostenibilità complessiva. E attualmente in corso di definizione il Piano di Indirizzo Energetico Regionale, che definisce le politiche regionali in materia di energia in attuazione delle priorità individuate dal PRS e dal PRAA. La concomitante elaborazione di entrambi i Piani (PIER e PRRM) può rappresentare un importante occasione per dare maggiore coerenza al perseguimento di obiettivi di sviluppo energetico da un lato, e obiettivi ambientali globali e locali dall altro. Relativamente agli impegni che il Protocollo di Kyoto ha determinato per lo Stato italiano (riduzione al del 6,5% delle emissioni di gas ad effetto serra rispetto alle emissioni del 1990), in attesa di un reale coinvolgimento delle Regioni nella politica nazionale per Kyoto da parte del MATTM, occorre valutare gli effetti delle azioni, misure ed interventi del Piano sulle emissioni regionali complessive di gas ad effetto serra. La disponibilità in Regione di un sistema di Inventario di tali emissioni e di una metodologia di stima degli assorbimenti (CNR IBIMET Osservatorio di Kyoto) costituisce il punto di partenza fondamentale per delineare scenari energetici futuri collegati alle prevedibili emissioni connesse. Nel complesso delle relazioni e sinergie con gli altri Piani e Programmi regionali, il PRRM trova, in particolare, importanti e determinanti elementi di integrazione con il PIER, con riferimento in particolare a due dei tre obiettivi generali del Piano energetico: l obiettivo Sostenibilità, nelle sue accezioni ambientali che si traducono nella sfida di sviluppare le fonti energetiche rinnovabili, ridurre l impiego di combustibili fossili più inquinanti, e contribuire alla riduzione dei gas serra, e l obiettivo Efficienza, che si traduce in uno sforzo al contenimento dei consumi energetici attraverso una maggiore efficienza E evidente come il perseguimento di tali obiettivi attraverso gli interventi programmati del PIER darà al tempo stesso un importante contributo al raggiungimento degli obiettivi di riduzione dell inquinamento atmosferico e delle sostanze responsabili del fenomeno dell effetto serra che il PRRM si pone. I provvedimenti attuativi del PIER devono contenere le valutazioni e gli scenari relativi agli adempimenti di Kyoto ed al rispetto dei vincoli di qualità dell aria derivanti dall attuazione delle azioni e delle misure previste. Inoltre devono essere determinate le modalità di monitoraggio del percorso di attuazione al fine di poter apportare le eventuali modifiche necessarie per il raggiungimento degli obiettivi. Trasporti e mobilità Piano Regionale della Mobilità e della Logistica Per affrontare in modo programmatico ed operativo le questioni legate alla mobilità delle persone e delle merci sul territorio regionale, la Regione Toscana con D.C.R. 63 del , si Allegato1 - pag. 15

16 (Allegati) Proposta intermedia 17 dicembre 2007 è dotata di un Piano della Mobilità e della Logistica che costituisce l atto di pianificazione del sistema infrastrutturale e dei servizi di trasporto pubblico. Il PRRM deve necessariamente operare sinergicamente, in particolare, con due degli obiettivi strategici posti da tale Piano, poiché questo prevede un aumento della mobilità stimato al 2015 in + 30% (e quindi anche di un incremento potenziale delle emissioni di sostanze inquinanti e CO 2 ). Il primo consiste nell orientare la mobilità delle persone verso il trasporto pubblico in modo da diminuire l utilizzazione del mezzo privato e ridurre gli inquinamenti atmosferico ed acustico. Le principali azioni previste sono: offerta di servizi ad elevata capacità, frequenza, regolarità a partire dai servizi ferroviari che costituiscono l asse portante del sistema; miglioramento degli Interscambi fra le diverse modalità di trasporto; rinnovamento e adeguamento del parco veicoli; integrazione e semplificazione tariffaria; informazione all utenza in tempo reale (Contact Center per l informazione sulla rete integrata regionale: come spostarsi da luogo a luogo, orari, corrispondenze, costo del viaggio...). Il secondo prevede di sviluppare l intermodalità nel trasporto merci ed innovare la logistica e intende perseguirlo tramite: - lo sviluppo del trasporto merci su ferro - la promozione dell innovazione logistica e l integrazione operativa delle imprese che offrono servizi di logistica - lo sviluppo operativo degli interporti Questi obiettivi sono perfettamente coerenti con quelli del PRRM, in termini di riduzione delle emissioni inquinanti e di CO 2 derivanti dal sistema mobilità, in particolare nelle aree urbane. Master Plan : La rete dei porti toscani Il master plan dei porti toscani costituisce uno specifico atto di programmazione del sistema portuale del PIT; obiettivo generale del Piano è quello di rafforzare la competitività del sistema portuale toscano, sviluppando la piattaforma logistica costiera attraverso la promozione dell integrazione del territorio toscano con le reti transeuropee di trasporto, promuovendo l intermodalità, incentivando il trasporto ferroviario, il sistema aeroportuale, il trasporto merci e passeggeri via mare (Short Sea Shipping), le autostrade del mare e le vie navigabili interne ed il trasporto marittimo a corto raggio. L obiettivo generale del PRRM di tutelare la qualità dell aria ambiente risulta coerente con l obiettivo del master plan di privilegiare la multimodalità e di potenziare modalità di trasporto diverse dal trasporto stradale. Master Plan : Il sistema Aeroportuale Toscano Obiettivo generale del master plan è il potenziamento della competitività del sistema aeroportuale toscano, anche in funzione dello sviluppo della piattaforma logistica costiera al fine di promuovere l integrazione del territorio toscano con le reti transeuropee di trasporto. Occorre peraltro osservare che il potenziamento del trasporto aereo comporterà un aumento delle emissioni di sostanze inquinanti; sarà pertanto necessario ricercare il massimo raccordo con gli obiettivi di tutela della qualità dell aria propri del PRRM. Sanità Allegato1 - pag. 16

17 (Allegati) Proposta intermedia 17 dicembre 2007 Piano Sanitario Regionale (PSR ) Il Piano Sanitario Regionale attualmente in vigore si pone come obiettivo primario la tutela della salute della popolazione toscana, riconoscendo l importanza dei fattori ambientali nel determinare il benessere dei cittadini. Il PSR prevede uno specifico obiettivo Migliorare la salute con un ambiente di qualità volto ad intervenire sui principali fattori di rischio ambientali per la salute della popolazione. Tra questi, l esposizione all inquinamento atmosferico comporta rischi, anche importanti, nei confronti della salute dei cittadini. Questo fatto è ben rispecchiato dai valori limite di qualità dell aria che sono obiettivi sanitari da rispettare e che sono individuati, nei livelli e nella struttura, sulla base delle indicazioni dell OMS. Ridurre i livelli di inquinamento, anche ben al disotto dei valori limite, significa operare nella prevenzione di una serie di effetti dannosi sulla salute. Il Piano Sanitario si basa anche sullo sviluppo della prevenzione collettiva, in particolare dagli effetti delle pressioni ambientali. Tra gli strumenti della programmazione sanitaria, si ritiene che i Piani Integrati di Salute, sviluppati a livello locale, debbano contribuire ad attuare gli indirizzi e le azioni di miglioramento progressivo della qualità dell aria. Il PRRM deve, quindi, prevedere un raccordo con la programmazione sanitaria a livello regionale e locale, fornendo elementi conoscitivi ed indirizzi validi per la loro operatività nei confronti della prevenzione dai rischi derivanti dalle esposizioni e per la conoscenza degli effetti. E al momento in corso di elaborazione l aggiornamento del PSR per il triennio ; facendo riferimento alla proposta iniziale del nuovo PSR (adottata dalla G.R. in data 6 agosto 2007), si evidenzia in particolare una forte coerenza degli obiettivi del PRRM - in particolare gli obiettivi generali a), b), c), d) ed e) - con l obiettivo generale del PSR Rispondere alle nuove sfide mediante azioni tese a ridurre i rischi nell ambiente di vita e di lavoro e le malattie connesse al clima e all inquinamento ambientale. In questo senso, gli interventi volti a migliorare e mantenere la qualità dell aria ambiente previsti dal PRRM danno un contributo importante al raggiungimento dell obiettivo di tutela della salute della popolazione oggetto della programmazione sanitaria regionale. Agricoltura e foreste Piano di Sviluppo Rurale (PSR ) e Piano Forestale Regionale (PFR ) Le politiche per la tutela dall inquinamento dell aria e per la riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra hanno rapporti fondamentali con le attività agro-forestali: molte di queste sono infatti attività generatrici di emissioni (attività agricole con consumi energetici, con utilizzo di fertilizzanti e fitofarmaci, allevamenti, incendi forestali, ecc.), hanno un ruolo di bersagli di effetti negativi (danni forestali e colturali da inquinanti) e possono contribuire alla mitigazione degli effetti (assorbimenti di CO 2 ). Quindi, le attività agro forestali contribuiscono a determinare problemi di inquinamento atmosferico e di emissioni di gas ad effetto serra e, nello stesso tempo, a contrastare il fenomeno dei cambiamenti climatici (Protocollo di Kyoto). In particolare, si riscontra una coerenza tra gli obiettivi del PRRM ed il PFR; quest ultimo individua infatti come obiettivo generale la tutela dell ambiente, ed in particolare la mitigazione ed il contrasto ai cambiamenti climatici, perseguiti attraverso interventi di rimboschimento, diffusione di Allegato1 - pag. 17

18 (Allegati) Proposta intermedia 17 dicembre 2007 tecniche di gestione forestale sostenibile, il sostegno all utilizzo delle biomasse forestali a fini energetici. Relativamente agli altri settori ambientali vi sono poi altri piani/programmi che possiedono elementi di complementarietà, coerenza e di integrazione negli obiettivi tra i quali si citano, principalmente: Piano di tutela delle acque DCR n 6 del 25/01/2005 Gli obiettivi del PRRM di contrastare l inquinamento atmosferico e migliorare la qualità dell aria risultano infatti coerenti con gli obiettivi di tutela della qualità delle acque, e di lotta ai fenomeni di acidificazione ed eutrofizzazione legate alle emissioni di ossidi di zolfo, ossidi di azoto ed ammoniaca. Si fa inoltre riferimento agli atti di programmazione in materia di rifiuti: Piano Regionale di gestione dei rifiuti (1 stralcio)- Rifiuti Urbani e Assimilati DCR n 88 del 07/04/1998- Piano Regionale di gestione dei rifiuti (2 stralcio)- Rifiuti speciali anche pericolosi DCR n 385 del 21/12/1999 Piano Regionale di gestione dei rifiuti (3 stralcio)- Bonifica aree inquinate DCR n 384 del 21/12/1999- Programma Regionale per la riduzione dei rifiuti urbani biodegradabili da collocare in discarica in attuazione del D.lgs 36/03 (integrazione del Piano regionale gestione rifiuti). DCR n 151 del 23/11/2004 Gli obiettivi di riduzione dei quantitativi di rifiuti prodotti e di aumento della raccolta differenziata previsti dalla programmazione in materia di rifiuti possono infatti contribuire all efficace raggiungimento degli obiettivi di qualità dell aria e di rispetto del protocollo di Kyoto che il PRRM si pone, se si considera il ruolo delle emissioni derivanti dal ciclo dei rifiuti, in particolare per il metano, importante gas ad effetto serra, e dell ammoniaca; per quest ultimo inquinante infatti il macrosettore Trattamento e Smaltimento Rifiuti, che comprende le attività connesse al ciclo dei rifiuti con emissioni in atmosfera, quali l incenerimento o la coltivazione delle discariche, rientra tra i principali responsabile delle emissioni regionali con una quota pari 10% di ammoniaca (cfr. par del Documento di Piano). 4 Programma triennale per le aree protette DCR n 154 del 23/11/2004 Circa le Aree protette le norme relative alla qualità dell aria prevedono la fissazione di valori limite, per alcune sostanze inquinanti, per la protezione della vegetazione e degli ecosistemi in generale. Inoltre, è previsto che le Regioni possano individuare zone del proprio territorio con particolari caratteristiche di pregio e/o protezione per le quali si potrà applicare vincoli relative alla attivazione di nuove emissioni (anche nei territori limitrofi) ed anche fissare valori limite di qualità dell aria più restrittivi. Coerenza con la programmazione negoziata Il Piano regionale di Risanamento e Mantenimento della qualità dell aria Ambiente risulta inoltre coerente con la programmazione negoziata contenuta nei Patti per lo sviluppo locale (PASL), strumento di adesione volontaria di natura negoziale tra Regione, Enti Locali, parti sociali, Allegato1 - pag. 18

19 (Allegati) Proposta intermedia 17 dicembre 2007 associazioni ambientaliste ed altri soggetti pubblici e privati, con il quale vengono individuate le priorità strategiche condivise per lo sviluppo del territorio. In particolare, nella fase attuale di costruzione della progettualità dei Patti per lo sviluppo locale, si rileva infatti come tra i progetti contenuti nel PASL della provincia di Firenze e tra quelli relativi al PASL dell Area vasta metropolitana (Province di Firenze, Prato e Pistoia), rivesta priorità 1 il progetto Ecoincentivi per la promozione della mobilità sostenibile, il cui obiettivo consiste nel risanamento e miglioramento della qualità dell aria ambiente in ambito urbano, attraverso il cofinanziamento degli interventi individuati nei Piani di Azione Comunali (PAC) dei Comuni firmatari del nuovo Accordo di Programma sottoscritto il 10 maggio 2007 (Allegato9). Allegato1 - pag. 19

20 (Allegati) Proposta intermedia 17 dicembre VALUTAZIONE DI COERENZA INTERNA La coerenza interna di un programma è rappresentata dalla corrispondenza e dalla consequenzialità delle fasi attraverso le quali, dall analisi della situazione di partenza e dei problemi che ne emergono, si passa all individuazione dei singoli interventi in grado di far pervenire al conseguimento degli obiettivi determinati. Essa risulta indispensabile al fine di evitare la presenza di carenze, conflitti o duplicazioni tra i diversi elementi costituenti il piano. La coerenza interna del PRRM è assicurata dalla stessa modalità di predisposizione del Piano; infatti, è proprio a partire da una attenta ricostruzione degli scenari generali - europei, nazionali e regionali nell ambito dei quali si inserisce il PRRM (per la descrizione dei quali si rimanda al cap. 1 del Documento di Piano), che sono stati definiti gli obiettivi da raggiungere, dapprima gli obiettivi generali, quindi gli obiettivi specifici, formulati anche tenendo conto degli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria e nazionale esistente, nonché di quella in via di aggiornamento. Sono stati di conseguenza individuati gli interventi necessari per il perseguimento degli obiettivi stessi, evidenziandone i risultati attesi. Ciò peraltro è illustrato in maniera chiara e schematica dalle schede obiettivi-interventi riportate al punto 3.6. del Documento di Piano, a cui si rinvia. Il risultato di tale modalità di costruzione del Piano è che esso si caratterizza per una forte integrazione verticale tra gli scenari generali e gli obiettivi definiti dal PRRM (si veda la tabella sottostante), nonché per una forte integrazione orizzontale tra i vari obiettivi e tra i diversi interventi, anche in conseguenza del fatto che esso è stato impostato secondo un approccio fondato sul principio di integrazione, quanto mai necessario nell affrontare le tematiche dell inquinamento atmosferico. Le misure previste dal piano per ridurre l inquinamento atmosferico si integrano infatti strettamente tra loro, agendo su diverse zone territoriali (essendo tali misure pensate per intervenire in ambito urbano, nelle zone di risanamento, nelle zone di mantenimento, o su tutto il territorio regionale), su diverse sostanze inquinanti, che tuttavia derivano in buona parte da sorgenti comuni, e sono dirette a incidere sui diversi settori responsabili delle emissioni (mobilità, riscaldamento domestico e terziario, attività produttive). Vi sono poi una serie di interventi destinati a sviluppare i quadri conoscitivi e l informazione al pubblico, che si collocano trasversalmente al complesso degli interventi. Nel deriva che complessivamente le azioni previste si rafforzano reciprocamente, incrementando l efficacia del Piano nel raggiungimento dell obiettivo generale di tutela della popolazione dall inquinamento atmosferico. Allegato1 - pag. 20

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