LA RISTORAZIONE SOLIDALE A ROMA Acquisti pubblici e impatto del Commercio Equo e Solidale

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2 LA RISTORAZIONE SOLIDALE A ROMA Acquisti pubblici e impatto del Commercio Equo e Solidale Public Affairs ONG-ED/2007/ /14

3 Entrambe le ricerche "L'introduzione dei prodotti equosolidali nelle mense delle scuole di Roma: una valutazione degli effetti del progetto" e "Il miele equosolidale è più dolce?" sono state realizzate grazie a un'iniziativa congiunta di RespEt, il Centro per l'impresa Etica e Responsabile del Comune di Roma, e il consorzio Ctm Altromercato. Gli autori della ricerca "L'introduzione dei prodotti equosolidali nelle mense delle scuole di Roma: una valutazione degli effetti del progetto" sono Leonardo Becchetti (Università di Roma Tor Vergata) e Juana Paola Bustamante (Università di Roma Tor Vergata). La ricerca "Il miele equosolidale è più dolce?" è stata curata da Leonardo Becchetti (Università di Roma Tor Vergata), Stefano Castriota (Università di Roma Tor Vergata) e Maria Consiglia di Fonzo (Università di Roma Tor Vergata). Si ringraziano per la preziosa collaborazione Eleonora Dal Zotto (Coop. Soc. Pangea-Niente Troppo) e Claudia Piacenza (Coop. Soc. Pangea-Niente Troppo) per la ricerca sulla ristorazione solidale a Roma e Giovanni Pompili (Coop. Soc. Pangea-Niente Troppo) per la ricerca sul miele cileno. Un ringraziamento va anche a Cristiano Calvi (Ctm Altromercato), Vittorio Leproux (Ctm Altromercato), Gaga Pignatelli (Coop. Soc. Pangea-Niente Troppo), Enrico Reggio (Ctm Altromercato).

4 Indice Prefazione pag. 4 Parte I - L introduzione dei prodotti equosolidali nelle mense delle scuole di Roma: una valutazione degli effetti del progetto pag Sintesi pag Introduzione pag Analisi descrittiva pag Analisi econometrica pag Conclusioni pag. 12 Bibliografia pag. 13 Allegato: Tavole pag. 14 Parte II - Il miele equosolidale è più dolce? pag Sintesi pag Introduzione pag La storia di Apicoop pag Evoluzione del mercato d esportazione cileno di miele pag Banca dati e analisi delle statistiche descrittive pag Le differenze tra produttori associati e non: il ruolo di corsi di formazione, anticipi di pagamento e collaborazione tra i produttori pag Produttività e affiliazione pag Alcuni controlli di robustezza pag Il cambiamento rilevato incide sulla soddisfazione di vita dei produttori? pag Conclusioni pag. 33 Bibliografia pag. 34 Allegato 1: Grafici pag. 35 Allegato 2: Tavole pag. 36

5 Prefazione Quando nella primavera del 2004 il Comune di Roma emise un capitolato per la ristorazione scolastica che promuoveva l inserimento di prodotti provenienti dal commercio equo e solidale (Cees), solo alcune Pubbliche Amministrazioni avevano già effettuato questa innovativa scelta e pochi studenti italiani avevano incontrato a scuola questi prodotti un po particolari. Da allora, e sulla spinta dell esempio dell Amministrazione romana, il progetto Ristorazione solidale promosso dal consorzio Ctm Altromercato ha avuto un grande sviluppo: oggi quasi 150 Comuni hanno inserito nei loro capitolati i prodotti equosolidali, oltre 500 mila studenti ricevono almeno uno di questi prodotti ogni settimana e decine di imprese del settore della ristorazione e della distribuzione di prodotti alimentari hanno conosciuto e imparato a gestire l equosolidale. Questo cambiamento del mercato, generato da decisioni socialmente responsabili delle Pubbliche Amministrazioni, ha comportato un positivo e significativo impatto economico per le comunità dei piccoli produttori marginalizzati del Sud del mondo, al centro dell attenzione del movimento equosolidale, in particolare per quelli che forniscono i prodotti più utilizzati nelle mense scolastiche: banane, legumi, cacao e altri componenti degli snack quali miele, zucchero, tapioca. Parallelamente un intero settore, quello della ristorazione, è stato coinvolto dai temi dell attenzione sociale e del rispetto dei diritti di chi produce. Anche le scuole hanno avuto modo di proporre l equosolidale non solo attraverso interventi didattici in classe, ma anche con l assaggio, la conoscenza diretta e una proposta di consumo responsabile che si ritiene ricca di forza educativa. In breve, quest azione di responsabilità sociale ha coinvolto una molteplicità di attori del territorio, trasformandosi in un azione collettiva che interessa tanto il pubblico quanto il privato, imprese e individui. A distanza di qualche anno dall avvio del progetto si è voluto verificare l effettivo impatto sui territori coinvolti attraverso un indagine socio-economica sul campo svolta dall Università di Tor Vergata, già esperta sul commercio equo e solidale a seguito di numerosi studi. Si è presa in esame la realtà delle mense scolastiche della Capitale, significativa sia per la sua ampiezza (145 mila pasti giornalieri) che per il deciso inserimento dell equosolidale attraverso una sostituzione strutturale di diversi prodotti ogni settimana. Sono stati contattati i vari interlocutori coinvolti in questa innovazione, dai genitori agli insegnanti, agli operatori delle imprese di ristorazione. Le loro valutazioni e le loro indicazioni di miglioramento costituiscono una preziosa testimonianza, la prima del genere in Italia, utile non solo per la realtà di Roma, ma anche per le altre numerose esperienze che si stanno realizzando nel territorio nazionale. Contemporaneamente, si è voluto approfondire l impatto del commercio equo e solidale in uno dei territori da cui provengono i prodotti utilizzati nelle mense di Roma: la Comunità di produttori di miele di Valdivia in Cile. Il miele è uno degli ingredienti del biscotto inserito nella ristorazione scolastica a Roma e in molti altri Comuni. I risultati di questa ricerca offrono un altra preziosa fotografia dell impatto del commercio equo e solidale nei paesi economicamente meno avanzati, fotografia che si affianca ad altre realizzate in questi anni, portando nuovi elementi e nuove riflessioni sull effettiva efficacia di questa proposta per un economia responsabile. Sulla base del felice sviluppo della ristorazione solidale, altre proposte del commercio equo e solidale si stanno affiancando per offrire alle Pubbliche Amministrazioni ulteriori ambiti in cui sperimentare scelte di acquisti responsabili: i distributori di bevande, la regalistica e i gadget per convegni, i servizi di catering, le forniture per uffici ne sono alcuni esempi. Il ruolo degli enti pubblici è particolarmente importante sia per l impatto sul mercato (gli appalti pubblici rappresentano in Italia il 18% del Pil), sia per l esempio di buone prassi offerto ai cittadini e alle imprese. 4

6 Parte I - L introduzione dei prodotti equosolidali nelle mense delle scuole di Roma: una valutazione degli effetti del progetto Ho gustato le mele e le albicocche molto più di quanto le gustassi prima, da quando ho saputo che si cominciò a coltivarle in Cina agli inizi della dinastia Han; e che i cinesi presi in ostaggio dal grande re Kaniska le introdussero in India, da dove si diffusero in Persia giungendo all impero romano nel primo secolo della nostra era. Tutto mi rese questi frutti più dolci. Bertrand Russell 1.1 Sintesi La ricerca analizza l effetto dell introduzione nelle mense delle scuole del comune di Roma di alcuni prodotti equosolidali su un campione di genitori, insegnanti e cuochi. I risultati indicano che il giudizio complessivo sull iniziativa da parte degli interessati è per la quasi totalità del campione favorevole. Il progetto sembra generare degli effetti prevalentemente positivi in quanto i giudizi relativi alla qualità dei prodotti, al contenuto educativo e di formazione alla solidarietà del commercio equo e solidale migliorano per circa il 20% degli intervistati e peggiorano per non più del 5% degli stessi. Inoltre la quota di coloro che dichiaravano di preferire il prodotto equosolidale a quello tradizionale, a parità di qualità, aumenta di circa il 20% rispetto ai livelli già elevati antecedenti al progetto. In circa il 50% dei casi gli intervistati riscontrano una reazione positiva da parte dei bambini. Alcuni di essi lamentano però la poca informazione sull iniziativa. Infine, è interessante rilevare che le due variabili che hanno impatto più significativo sul mutamento dei giudizi circa il commercio equo e solidale e sulla valutazione complessiva dell iniziativa sono il coinvolgimento dell intervistato e il gradimento verificato sugli alunni. La presenza di tale gradimento aumenta infatti tra il 10 e il 20% la probabilità che gli intervistati migliorino il proprio giudizio sul progetto specifico e sul commercio equo e solidale in generale. 1.2 Introduzione Il possibile contributo del commercio equo e solidale al benessere collettivo dipende da due elementi essenziali: i) il rapporto positivo e significativo tra gli anni di affiliazione a esso da parte dei produttori marginalizzati del Sud del mondo e ii) il consenso dei consumatori del Nord i quali, votando con il loro portafoglio, possono dare slancio e quote di mercato all iniziativa. La validità del primo elemento rappresenta, già di per sé, un punto a favore del progetto intrapreso dal Comune di Roma che ha deciso di introdurre i prodotti equosolidali nelle mense scolastiche. La decisione, aumentando i volumi di vendite dei prodotti, contribuisce infatti a incrementare gli effetti positivi che il commercio 5

7 equo e solidale genera sui beneficiari di Paesi lontani. Riguardo a questo primo effetto un limite insormontabile dal quale dobbiamo partire è quello dell asimmetria informativa. La responsabilità sociale e ambientale di un prodotto non si assaggia, ovvero non è una dimensione di informazione imperfetta che possiamo eliminare attraverso la prova del prodotto stesso. Poiché, in altri termini, comprando più pacchetti di caffè equosolidale, non impariamo di più relativamente all impatto effettivo dell iniziativa sui beneficiari, è necessario fare riferimento agli studi di impatto in materia. Da questo punto di vista numerose sono le indagini a livello internazionale che valutano l impatto dell ingresso nella filiera sulle condizioni socioeconomiche dei produttori. 1 In Kenya i produttori che lavorano con il commercio equo e solidale hanno reddito pro capite, soddisfazione di vita, qualità della dieta significativamente migliori e minore incidenza della mortalità infantile rispetto al gruppo di controllo di produttori che vivono nella stessa area e non sono affiliati al Cees (Becchetti e Costantino, 2008). Una recente ricerca sui produttori del Perù rileva risultati simili, dimostrando inoltre come l affiliazione al Cees aumenti il potere contrattuale dei produttori anche nei confronti degli intermediari locali e contribuisca significativamente alla loro soddisfazione di vita riducendone la povertà. Interessanti i risultati relativi all impatto sul lavoro minorile che dimostrano effetti positivi e significativi del Cees sulla scolarizzazione dei figli dei produttori nel momento in cui il commercio equo riesce a far aumentare i redditi dei produttori stessi oltre una determinata soglia (Becchetti, Costantino e Portale, 2008). Al di là del mito, questi studi documentano che il commercio equo e solidale è un gemellaggio tra cooperative del Nord e del Sud del mondo che contribuisce a ridurre il rischio operativo dei produttori marginalizzati diversificando portafoglio prodotti e canali di vendita senza creare dipendenze esclusive con effetti perversi. 2 Un altro degli effetti principali sembra essere quello di riduzione del potere di mercato degli intermediari del trasporto e del credito locali che costringono i produttori a vendere a prezzi al di sotto di quelli di equilibrio in mercati competitivi. Valutazioni sull impatto dell introduzione di questi prodotti nei mercati del Nord sottolineano, infine, quello che sembra essere uno dei principali effetti positivi di questa iniziativa: il contagio dei grandi concorrenti nel mondo della produzione e della distribuzione dei prodotti alimentari che, per tentare di riconquistare i consumatori equosolidali, imitano i pionieri introducendo prodotti equosolidali all interno della propria gamma (si vedano gli esempi della Coop ma anche di molti altri produttori e distributori). Tenuto conto di tutti questi elementi, la sfida futura del commercio equo e solidale resta quella di proseguire efficacemente su questa strada, fornendo opportunità d inclusione ai prodottori marginalizzati e investendo sui loro talenti e sulla formazione delle generazioni future, in modo tale da aumentare progressivamente la loro capacità di stare sui mercati. Al di là di un approccio eccessivamente economicista, uno dei riscontri più interessanti è proprio quello del parallelismo tra crescita delle capacità professionali e variabili immateriali. L inclusione sul mercato e la capacità di vivere sempre meglio del proprio lavoro vuol dire aumento di autostima, conferimento di dignità crescente e aumento della qualità e della soddisfazione di vita. 1 Vedasi in particolare Bacom (2005), Pariente (2000), Castro (2001), Nelson e Galvez (2000) e Ronchi (2002). 2 Per il dibattito teorico internazonale sugli effetti del commercio equo e solidale vedasi Maseland e De Vaal (2002), Moore (2004), e Redfern e Sneker (2002). 6

8 Sono questi elementi che di per sé (sulla base del primo tipo di contributo specificato all inizio del paragrafo) giustificano il valore dell iniziativa dell introduzione nelle scuole di questi prodotti. L obiettivo specifico di questo studio però è quello di verificare il secondo elemento fondamentale per il successo del Cees di cui parlavamo all inizio: il favore dei consumatori. Guardando al progetto del Comune di Roma ci domandiamo in particolare quanto l introduzione dei prodotti abbia contribuito ad aumentare le conoscenze relative a quest iniziativa negli adulti maggiormente a contatto con il progetto (genitori, insegnanti e cuochi). Più specificamente, intendiamo verificare se il progetto genera cambiamenti significativi nella loro disponibilità a pagare e a preferire i prodotti equosolidali rispetto a prodotti tradizionali di qualità equivalente e, infine, se la valutazione complessiva dell iniziativa muta a seguito della realizzazione del progetto non trascurando l impatto del progetto sui gusti degli intervistati. Per rispondere a queste domande è stato costruito un campione di 240 soggetti (all interno delle tre categorie di insegnanti, genitori e cuochi), al quale è stato sottoposto un articolato questionario. Nei paragrafi che seguono illustriamo i risultati dell analisi descrittiva (sezione 2) ed econometrica (sezione 3) realizzate elaborando i dati raccolti. La sezione 4 conclude. 1.3 Analisi descrittiva La banca dati e le variabili utilizzate per l analisi descrittiva sono sinteticamente presentate nelle tabelle 1 e 2. La tavola 1 è la legenda delle variabili utilizzate, mentre la tavola 2 riporta le statistiche essenziali delle stesse (media, minimo, massimo, numerosità delle osservazioni). Per quanto riguarda le caratteristiche socio-demografiche degli intervistati, il 52% circa sono insegnanti, il 20% cuochi, il rimanente genitori (tavola 3). Il 33,18% degli intervistati possiede un titolo di laurea. La fascia di età prevalente è quella dei quarantenni (42,29%), seguita dai trentenni (27,75%) e dai cinquantenni (22,03%). Il 67,89% degli intervistati conosceva i prodotti già prima dell inserimento degli stessi nelle mense. Un dato che poi vedremo essere molto importante nella determinazione degli effetti del progetto è quello relativo al coinvolgimento degli intervistati circa la realizzazione dello stesso. Il 55,7% dichiara di non essere stato per niente informato, il 27% poco, solo il 16,39% sufficientemente e lo 0,82% molto. Un dato anch esso in grado di determinare effetti importanti sui risultati (si vedano le sezioni 3 e 4), è quello del riscontro presso gli alunni. Il 48,09% dichiara che il riscontro è stato buono, solo il 2,98% ottimo, mentre il 42,98% parla di nessun riscontro. Per quanto riguarda le valutazioni generali sul commercio equo e solidale, è stato chiesto agli intervistati di indicare l ordine di importanza dei criteri considerando le seguenti modalità: trasparenza, prezzo equo, crescita economica e sociale nei Paesi in via di sviluppo (Pvs), diritti dei lavoratori, tutela dell ambiente, non profit, solidarietà verso il Sud del mondo, commercio giusto. Se sommiamo la quota delle prime e seconde posizioni nella graduatoria indicata dagli intervistati sorprende il notevole vantaggio del criterio di crescita economica e sociale nei Pvs rispetto a tutti gli altri. Oltre il 60% degli intervistati indica infatti tale criterio come primo o secondo, contro una percentuale di circa il 32% che opta per il criterio della solidarietà, mentre per tutti gli altri criteri si registrano valori molto più bassi. Si tratta di un dato che sottolinea l importanza dell aspetto dinamico (costruire migliori condizioni di vita per i 7

9 produttori e non renderli dipendenti permanentemente dalla benevolenza altrui) del commercio equo e solidale nella percezione degli intervistati. meno piú Criteri importante importante importante Trasparenza 29,41 11,76 58,82 Prezzo equo 40,35 35,09 24,56 Crescita economica e sociale nei pvs 9,92 25,95 64,12 Diritti lavoratori 28,57 52,38 19,05 Tutela ambiente 34,25 52,05 13,7 Non profit 51,43 28,57 20 Solidarietà verso il Sud del mondo 31,58 36,84 31,58 Commercio giusto 60 18,18 21,82 Ambiti meno importante importante piú importante Prodotti Cees nelle scuole 17,43 33,03 49,54 Festa/Città dell'altra Economia 50 33,33 16,67 Botteghe del mondo 22,78 32,91 44,3 Ctm Altromercato 54,55 30,3 15,15 Cooperazione 24,75 24,75 50,5 Bio 32,11 30,28 37,61 Volontariato 35,21 49,3 15,49 Un'altra domanda di carattere generale del questionario chiede di associare il commercio equo e solidale a una serie di ambiti (prodotti del Cees nelle scuole, Festa/Città dell'altra Economia, Botteghe del mondo, Ctm Altromercato, cooperazione, volontariato, bio, altro). Com è ovvio, date le caratteristiche peculiari del campione degli intervistati, questa volta l associazione dominante è quella dei prodotti nelle scuole (circa il 38% degli intervistati la mette al primo o secondo posto), seguita quasi a pari merito da cooperazione e bio (31% circa). Seguono volontariato e Botteghe nel mondo, mentre molto più deboli sono le associazioni con Festa/Città dell Altra Economia e Ctm. Il giudizio complessivo sull iniziativa dell introduzione dei prodotti nelle mense è incoraggiante. Solo il 5,88% la ritiene inutile, il 32,25% la giudica doverosa, mentre il 58,4% la ritiene utile (su questo risultato però forse una maggiore modulazione delle risposte avrebbe consentito di raccogliere un ventaglio di giudizi più at- 8

10 tendibili). Una prima interessante domanda chiede agli intervistati di esprimere un giudizio sui prodotti equosolidali nelle mense (Tavola 4). Il dato medio relativo al gradimento dei prodotti (banane e cioccolato) appare piuttosto elevato. Considerata la scala scarso/sufficiente/buono/ottimo per le possibili risposte, prevale il giudizio di buono (superiore al 50% in entrambi i casi), mentre la somma di buono e ottimo raggiunge il 61% nel caso delle banane e oltre l 86% nel caso del cioccolato. Gli intervistati, invece, lamentano che l informazione sui prodotti equosolidali è in genere poco diffusa (prevale infatti il giudizio di scarso con il 57% circa). Circa il 69% degli intervistati dà una risposta di buono o ottimo relativamente al valore educativo del commercio equo e solidale ai fini di una sensibilizzazione alla solidarietà. Un dato di grande interesse è quello della variazione dell opinione degli intervistati relativamente alla qualità dei prodotti e del giudizio complessivo sul commercio equo e solidale dopo la realizzazione del progetto. In questo caso le possibili risposte sono quelle di i) situazione invariata, ii) giudizio migliorato o iii) giudizio peggiorato. Relativamente al valore educativo del commercio equo e solidale il giudizio migliora per il 23% degli intervistati e peggiora per solo il 3,4%. Sulla qualità delle banane e del cioccolato gli stessi due dati sono rispettivamente del 17,36% contro il 6,25% (banane) e del 21,68% contro il 2,8% (cioccolato). Per quanto riguarda l importanza del commercio equo e solidale per un educazione alla solidarietà il giudizio migliora per il 19,42% degli intervistati e peggiora soltanto per l 1,44%. Per valutare se il progetto ha modificato le preferenze di spesa abbiamo chiesto agli intervistati se preferiscono il prodotto equosolidale rispetto a uno tradizionale di qualità equivalente e se tale giudizio è variato dopo il progetto. Prima del progetto più del 60% degli intervistati dichiara di preferire i prodotti equosolidali (in particolare 66,67% per le banane, 65,95% per il caffè, 71,43% per il cioccolato e 74,32% per l artigianato). Le stesse percentuali salgono dopo il progetto all 80,58% del caffè, al 76,43% per le banane, all 84,17% del cioccolato e al 77,04% per l artigianato). In sostanza l analisi descrittiva presenta luci ed ombre. Dal lato dei risultati positivi il progetto sembra incidere positivamente sulle preferenze degli intervistati aumentando di circa il 10% una già elevata propensione a preferire i prodotti equosolidali a prodotti equivalenti in termini di qualità. Inoltre, il giudizio complessivo sull iniziativa è positivo per la grande maggioranza degli intervistati. Un terzo dato interessante è che i giudizi relativi alla qualità dei prodotti, al contenuto educativo e di formazione alla solidarietà del commercio equo e solidale migliorano per il 20% degli intervistati e peggiorano per non più del 5%. Interessante rilevare che, in una valutazione comparata sulla qualità dei prodotti, il cioccolato sembra prevalere su caffè e banane. I dati meno positivi riguardano il contenuto informativo dell iniziativa (la maggioranza lo giudica scarso) e il grado di coinvolgimento nel progetto ritenuto basso o insufficiente dalla maggioranza degli intervistati. Infine, il riscontro presso i bambini sembra positivo in circa la metà dei casi. Questi risultati indicano significative possibilità di miglioramento dell impatto dell iniziativa perché, come vedremo nell analisi econometrica presentata nella sezione successiva, proprio il coinvolgimento degli intervistati e il riscontro presso i bambini sono le due variabili che incidono in modo più positivo e marcato sugli indicatori di giudizio del commercio equo e solidale, sul gradimento dei prodotti e sulla disponibilità a pagare per gli stessi. 9

11 1.4 Analisi econometrica Le evidenze descrittive presentate nei paragrafi precedenti non ci consentono di stabilire quali sono i fattori che determinano i risultati osservati. Per rispondere a questa domanda è necessario sviluppare un analisi econometrica attraverso la quale è possibile misurare l effetto netto di ciascun fattore. Il primo tipo di stima proposta è relativo al giudizio complessivo dei prodotti introdotti nelle mense. Poiché la risposta rilevata nell intervista ha quattro modalità (scarso, sufficiente, buono, ottimo), la variabile dipendente è discreta e assume valori da uno a quattro. Il modello da utilizzare è dunque quello dell ordered logit dove la specificazione prescelta è la seguente: Giudizioi = a0 + a1 Cuochi + a2 Genitori + a3 Maschio + a4 Laurea + a5 Età + a6 Conosce + a7 Informato + a8 Riscontro+ a9 Volontariato + ei dove la variabile Giudizio assume valori da uno (scarso) a quattro (ottimo) a seconda del giudizio dell intervistato sul commercio equo e solidale. La specificazione è dunque ripetuta per 8 stime diverse che analizzano i seguenti aspetti: qualità del cioccolato, qualità delle banane, confronto con i prodotti bio, valore di educazione alla solidarietà, funzione socioeducativa, attività informativa, novità nella didattica. Quanto agli altri regressori, Cuochi e Genitori sono dummies che assumono valore uno se l intervistato appartiene alla categoria e zero altrimenti (la variabile di confronto omessa è Insegnanti), Maschio è una dummy di genere, Laurea è una variabile che cattura l effetto dell istruzione superiore, Età è l età dell intervistato, Conosce è una variabile qualitativa discreta che misura il grado di conoscenza dell iniziativa da parte dell intervistato (1=per niente, 2=poco, 3=sufficiente, 4=molto), Riscontro misura il giudizio dell intervistato sul grado di riscontro del progetto nei bambini (1=nessuno, 2=scarso, 3=buono, 4=ottimo). Infine Volontariato è una dummy che assume valore uno se gli intervistati fanno o hanno fatto in passato attività di volontariato. In una seconda stima valutiamo l impatto degli stessi repressori guardando alle variazioni e non ai livelli di giudizio sul progetto e sul commercio equo e solidale. La nuova specificazione è: DGiudizioi = a0 + a1 Cuochi + a2 Genitori + a3 Maschio + a4 Laurea + a5 Età + a6 Conosce + a7 Informato + a8 Riscontro+ a9 Volontariato + ei dove Dgiudizio assume valore uno se l intervistato ha migliorato il proprio giudizio relativamente ad uno degli aspetti del progetto o del commercio equo e solidale in generale e zero altrimenti. Valutando i risultati delle stime presentati nelle tavole 6 e 7, osserviamo come le due variabili sicuramente più significative siano la dummy che cattura l effetto dell essere stati informati sul progetto e quella che rileva il riscontro verificato sui bambini. La prima incide positivamente e significativamente sui giudizi positivi su attività informativa, novità per la didattica e funzione socioeducativa, la seconda su tutte le modalità esclusa quella del valore educativo della solidarietà. Nella stima in cui la variabile dipendente è la variazione di giudizio tra prima e dopo il progetto relativamente alle modalità sopra esposte l essere stati informati incide su attività informativa e novità per la didattica, men- 10

12 tre il riscontro presso i bambini su funzione socioeducativa, valore educativo alla solidarietà e confronto con bio (tavola 6). Il risultato sicuramente più interessante nell analisi econometrica è l influenza del riscontro positivo verificato sui bambini sulle risposte degli intervistati. La presenza del riscontro positivo sui bambini aumenta infatti tra il 10 e il 20% la probabilità che gli intervistati migliorino il proprio giudizio sull iniziativa a seguito del progetto (tavola 7). L interpretazione può essere duplice: il favore dei bambini ha migliorato il giudizio degli adulti, oppure gli adulti che hanno progressivamente reso più positivo il giudizio sull iniziativa sono anche stati capaci di coinvolgere di più i bambini. La seconda interpretazione sembra però più debole della prima. Una parte degli adulti non ha giocato alcun ruolo (i cuochi) o un ruolo molto limitato (i genitori) nella promozione dell iniziativa stessa e nella divulgazione delle sue caratteristiche. Inoltre la domanda agli intervistati è relativa alla variazione della loro posizione misurata alla fine del progetto e dunque dopo aver verificato il riscontro dei bambini. Dall analisi sembra dunque emergere un elemento interessante secondo il quale la variazione delle convinzioni degli adulti intervistati dipende dal successo o meno del progetto sui bambini e dalle loro reazioni. L ipotesi è ragionevole soprattutto quando le variabili sotto osservazione sono la qualità dei prodotti e la validità educativa e di formazione alla solidarietà del progetto. Si consideri però che, soprattutto quando consideriamo valutazioni relative al valore educativo e di formazione alla solidarietà del commercio equo e solidale, il riscontro dei bambini non passa necessariamente attraverso la mediazione razionale e riflessiva tipica di un adulto ed è più legato a una componente emotivo-intuitiva. Nel caso in questione, il fatto che gli adulti intervistati siano influenzati dal riscontro dei bambini indica pertanto che la loro mediazione razionale e riflessiva è influenzata dalla valutazione emotivo-intuitiva dei bambini. Interessante anche il risultato sul ruolo del coinvolgimento degli intervistati nel progetto. In un famoso lavoro Frey e Stutzer (2006) dimostrano empiricamente come la valutazione relativa a una determinata iniziativa non dipende soltanto dal valore intrinseco dell iniziativa stessa, ma anche dal grado di coinvolgimento nella stessa da parte degli intervistati. In sostanza, due iniziative del tutto analoghe possono avere riscontri diversi, indipendentemente dalla bontà dei contenuti, solo per il diverso grado di coinvolgimento dei partecipanti. I due autori definiscono sulla base di questi risultati il concetto di utilità procedurale (ovvero di beneficio personale che deriva direttamente dal coinvolgimento in un iniziativa al netto di tutte le possibili altre determinanti di effetti positivi). I nostri riscontri confermano questa ipotesi e possono essere interpretati in due modi complementari. Da una parte il coinvolgimento provoca piacere in sé e dunque può aumentare il consenso relativo a un iniziativa, indipendentemente dal suo valore, dall altra (ed è questa forse la componente più importante) il coinvolgimento aumenta significativamente la conoscenza del progetto e del commercio equo e solidale contribuendo in questo modo a determinare gli effetti positivi osservati. 11

13 1.5 Conclusioni L introduzione dei prodotti del commercio equo e solidale nelle mense scolastiche determina a nostro avviso due potenziali effetti positivi. Il primo è quello di un aumento di domanda e di opportunità di sbocco per l attività dei produttori marginalizzati del Sud del mondo che fanno parte del circuito. Il secondo è l effetto sui cittadini del Nord, coinvolti direttamente o indirettamente nell iniziativa, in termini di conoscenza del fenomeno, di impatto sui gusti relativi ai prodotti venduti e sulla disponibilità a pagare per gli stessi (quest ultima combinazione di gusti e valutazione del valore sociale e ambientale dell iniziativa). Sempre all interno di questo secondo effetto non va trascurato il potenziale impatto sul capitale sociale e sul senso di solidarietà di coloro che sono coinvolti, impatto che può avere anche importanti effetti meno collegati al commercio equo e solidale e ai produttori, ma più in generale legati al senso civico e alla disponibilità a impegnarsi nel sociale anche a livello locale. Per valutare il primo effetto in maniera accurata sono necessari studi d impatto sulle conseguenze per i produttori dell ingresso nel circuito equosolidale. Rimandiamo pertanto l approfondimento di tale punto ai risultati delle analisi del passato e a quella sui produttori di miele in Cile che rappresenta la seconda parte di questa ricerca. Per valutare il secondo effetto abbiamo somministrato un questionario a un campione di insegnanti, genitori e cuochi delle scuole coinvolte nell iniziativa. La parte più interessante dei nostri risultati è quella che rileva come il progetto riesca a determinare una variazione positiva del giudizio sul contenuto valoriale della realtà del commercio equo e solidale e dei gusti per i relativi prodotti. Un fatto altresì interessante è l impatto significativo che ha il riscontro dell iniziativa nei confronti degli alunni sulla variazione positiva di giudizi degli adulti intervistati. Per ogni tipo di correlazione tra due variabili bisogna ragionare in quale direzione interpretare il nesso di causalità. Si noti bene che in presenza di un rapporto tra livelli di giudizio e riscontro presso i bambini l interpretazione apparirebbe molto difficile. Da una parte insegnanti più motivati verso il tema potrebbero aver creduto di più nell iniziativa riuscendo a ottenere un maggiore riscontro da parte degli alunni. Dall altra il favore dei bambini (fondato su un loro giudizio spontaneo elaborato sulla base dell esperienza di vita e delle conoscenze a loro disposizione) potrebbe aver esercitato un ruolo chiave nel convincere anche gli adulti del valore del progetto e dei prodotti equosolidali. In presenza però di una relazione (come quella da noi misurata) tra variazioni dei giudizi degli adulti e riscontro presso i bambini, l interpretazione del nesso di causalità dai genitori ai bambini appare molto più debole: adulti più motivati in principio possono aver generato un più significativo riscontro presso i bambini, ma non si vede il motivo per il quale la variazione di giudizio degli adulti tra prima e dopo il progetto possa essere la causa del riscontro dei bambini. Ciò in particolar modo nel caso di un gruppo di intervistati (i cuochi) che evidentemente non hanno occasione di esercitare un influenza significativa sui bambini stessi (a differenza di genitori e insegnanti). Dunque sembra assai più robusta l interpretazione secondo la quale i bambini abbiano funzionato da testimonial involontari, ovvero, grazie al loro apprezzamento per i prodotti, abbiamo influito positivamente sui giudizi degli adulti in materia. Se ciò appare scontato quando si chiede ai genitori il giudizio sul successo dell iniziativa, lo è molto meno 12

14 quando il riscontro dei bambini influisce sui cambiamenti di giudizio relativamente ai gusti sui prodotti e al valore di solidarietà del progetto. Un modo di interpretare questo nesso è che gli adulti considerano la reazione dei bambini come un banco di prova importante per via della spontaneità di questi ultimi. Una seconda interpretazione suggerisce che la convinzione dei bambini verso l iniziativa abbia indotto i genitori a riflettere maggiormente sulla stessa inducendoli ad approfondire le sue dimensioni positive. Un altro riscontro significativo è quello del rapporto tra coinvolgimento nell iniziativa e valutazione positiva della stessa. Si tratta di un effetto di utilità procedurale molto importante che suggerisce anche indicazioni di policy per il futuro. Aumentare il grado di coinvolgimento dei partecipanti contribuisce al successo del progetto e pertanto un 55% di intervistati non informati rappresenta sicuramente un dato da migliorare per aumentare l impatto positivo di questo tipo di iniziative. Significativi anche alcuni riscontri sui gusti dei consumatori che traspaiono dall indagine. Si conferma quanto verificato in altri studi relativamente al forte gradimento nei confronti del cioccolato. Ex ante la quota degli intervistati che apprezza il prodotto è più elevata che per caffè e banane ed ex post la maggiore variazione positiva di opinione si verifica proprio su questo prodotto. Non sempre positivo appare invece il giudizio sulle banane mentre si conferma una certa resistenza culturale nei confronti del caffè soprattutto da parte delle generazioni più mature. Bibliografia Bacon C. (2005), Confronting the Coffee Crisis: Can Fair Trade, Organic, and Specialty Coffees. Reduce Small-Scale Farmer Vulnerability in Northern Nicaragua? World Development 33(3), Becchetti L., Paganetto L. (2003), Commercio equo e solidale. Finanza etica. La rivoluzione silenziosa della responsabilità sociale, Donzelli Editore, Roma. Becchetti L. (2005) Felicità sostenibile. Economia della responsabilità sociale, Donzelli Editore, Roma. Becchetti L., Costantino M. (2006), Il commercio equo e solidale alla prova dei fatti: dai consumatori del Nord ai produttori del Sud del mondo, Bruno Mondadori, Milano. Becchetti L., Costantino M. (2008) Fair Trade on marginalized producers: an impact analysis on Kenyan farmers, World Development Vol. 36, No. 5, pp Becchetti L., Costantino M. and Portale E. (2007), Human capital, externalities and tourism: three unexplored sides of the impact of FT affiliation on primary producers, CEIS working paper n Becchetti L., Huybrechts B. (2008), The dynamics of Fair Trade as a mixed-form market, CEIS working paper, Journal of Business Ethics, (forth.). Becchetti L., Rosati F. (2007), Globalisation and the death of distance in social preferences and inequity aversion: empirical evidence from a pilot study on fair trade consumers, The World Economy, 30 (5): Castro J.E. (2001a). Impact assessment of Oxfam's fair trade activities. The case of Productores de miel Flor de Campanilla. Oxford: Oxfam. Castro J.E. (2001b). Impact assessment of Oxfam's fair trade activities. The case of COPAVIC. Oxford: Oxfam. Bruno S. Frey* and Alois Stutzer, 2005, Beyond outcomes: measuring procedural utility, Oxford Economic Papers (1):

15 LeClair M. S. (2002). Fighting the tide: Alternative trade organizations in the era of global free trade. World Development 30(7): Maseland R., De Vaal A. (2002). How Fair is Fair Trade? De Economist 150(3): ; Moore G. (2004). The Fair Trade Movement: parameters, issues and future research. Journal of Business Ethics 53(1-2): 73-86; Pariente W. (2000). The impact of fair trade on a coffee cooperative in Costa Rica. A producers behaviour approach. Université Paris I Panthéon Sorbonne Redfern A., Snedker P. (2002). Creating market opportunities for small enterprises: experiences of the fair trade movement. ILO, Geneva. Ronchi L. (2002). The impact of fair trade on producers and their organizations: a case study with Coocafè in Costa Rica. University of Sussex Allegato: Tavole Tavola 1. Descrizione delle variabili utilizzate nella ricerca. Conosceva il commercio equo e solidale prima dell'inserimento dei prodotti nella conosce mensa? (1,0) istruzione diploma(1), laurea(2), altro(3) diploma Dummy con valore uno se l intervistato è diplomato laurea Dummy con valore uno se l intervistato è laureato male Dummy con valore uno se l intervistato è di sesso maschile eta (1), (2), (3), (4), (5) È stato/a informato/a sul progetto Ristorazione Solidale? per niente (1), informato poco(2), sufficientemente(3), molto(4) iniziativa Come giudica questa iniziativa? inutile (1), doverosa(2), utile(3), 2 and 3 (4) Che riscontro ha percepito tra i bambini? negativo(1), nessuno(2), buono(3), riscontro ottimo(4) surveyed genitori (1), insegnanti(2), cuochi(3) Acquistava prodotti commercio equo e solidale prima dell'iniziativa prima dell'inserimento dei prodotti nella mensa? COSA PENSA DEI SEGUENTI ASPETTI DEI PRODOTTI EQUOSOLIDALI INSERITI NELLE MENSE: SCARSA (1) SUFF(2) BUONA(3) OTTIMA (4) qualità del prodotto banana pensa_ban pensa_edu funzione socio-educativa pensa_cio qualità del prodotto cioccolato pensa_info attività informativa pensa_novita novità per la didattica pensa_sol pensa_bio valore educativo della solidarietà confronto con BIO 14

16 p TRE PAROLE PER IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE - CRITERI (INDICARE LE TRE PRINCIPALI IN ORDINE D'IMPORTANZA (1 PIÙ IMPORTANTE) : criteri_tras Trasparenza criteri_pr~o prezzo equo criteri_cr~a crescita economica e sociale nei pvs criteri_di~i diritti lavoratori criteri_tu~a tutela ambiente criteri_pr~t no profit criteri_so~d solidarietà verso il sud del mondo criteri_gi~o commercio giusto TRE PAROLE PER IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE AMBITI (INDICARE LE TRE PRINCIPALI IN ORDINE D IMPORTANZA (1 PIÙ IMPORTANTE) ambiti_scu~e ambiti_festa ambiti_mondo ambiti_altro ambiti_coop ambiti_bio ambiti_vol ambiti_altro prodotti comes nelle scuole festa/cittàdell altraeconomia Botteghe del Mondo Ctm altromercato Cooperazione BIO Volontariato Altro SE GIÀ CONOSCEVA IL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE COME È CAMBIATO IL SUO GIUDIZIO RISPETTO AI SEGUENTI ASPETTI? PEGGIORE(1) UGUALE(2) MIGLIORE(3) prec_edu qualità del prodotto banana prec_ban funzione socio-educativa prec_cio qualità del prodotto cioccolato prec_info attività informativa prec_novita novità per la didattica prec_sol valore educativo della solidarietà prec_bio confronto con BIO IL GIUDIZIO RELATIVAMENTE AGLI ASPETTI CHE SEGUONO DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE E DEL PROGETTO È MIGLIORATO DOPO IL PROGETTO? (DUMMY CON VALORE UNO SE IL GIUDIZIO È MIGLIORATO E ZERO ALTRIMENTI ) meglio_edu qualità del prodotto banana meglio_ban funzione socio-educativa meglio_cio qualità del prodotto cioccolato meglio_info attività informativa meglio_novita Novità per la didattica meglio_sol Valore educativo della solidarietà meglio_bio confronto con BIO È DISPOSTO A PREFERIRE UN PRODOTTO COMMERCIO EQUO E SOLIDALE A UN PRODOTTO TRADIZIONALE EQUIVALENTE IN TERMINI DI QUALITÀ? prim_caffe prim_ban prim_cio prim_art dop_caf dop_ban Caffè Banana Cioccolato Artigianato Caffè Banana Prima dell'inserimento nelle mense Dopo l'inserimento nelle mense 15

17 dop_cio dop_art wtpdeltacaffe wtpdeltacio wtpdeltaart wtpdeltaban Cioccolato Artigianato Dummy con valore uno se l intervistato non preferiva il caffè equosolidale rispetto a quello tradizionale prima del programma ma lo preferisce dopo Dummy con valore uno se l intervistato non preferiva il cioccolato equosolidale rispetto a quello tradizionale prima del programma ma lo preferisce dopo Dummy con valore uno se l intervistato non preferiva l artigianato equosolidale rispetto a quello tradizionale prima del programma ma lo preferisce dopo Dummy con valore uno se l intervistato non preferiva le banane equosolidali rispetto a quello tradizionale prima del programma ma le preferisce dopo Tavola 2. Statistiche di base relative alle variabili utilizzate Variabile N. obs MEDIA Dev. St. Minimo Massimo pensa_ban 221 2,56 0, pensa_edu 219 2,57 0, pensa_cio 222 3,12 0, pensa_info 217 1,57 0, pensa_novita 199 2,10 0, pensa_sol 206 2,83 0, pensa_bio 197 2,68 0, male 246 0,07 0, diploma 223 0,49 0, laurea 223 0,33 0, eta 227 2,93 0, conosce 246 0,68 0, informato 244 1,62 0, riscontro 235 2,48 0, prima 217 1,43 0, iniziativa

18 Variabile N. obs MEDIA Dev. St. Minimo Massimo criteri_tras 244 0,57 1, criteri_pr~o 244 0,78 1, criteri_cr~a 242 1,17 1, criteri_di~i 243 0,76 1, criteri_tu~a 244 0,99 1, criteri_pr~t 244 0,53 1, criteri_so~d 243 1,25 1, criteri_gi~o 243 0,75 1, ambiti_scu~e 238 1,02 1, ambiti_festa 236 0,30 0, ambiti_mondo 237 0,90 1, ambiti_altro 236 0,49 1, ambiti_coop 237 1,10 1, ambiti_bio 238 1,26 1, ambiti_vol 237 0,86 1, ambiti_altro 236 0,49 1, Variabile N. obs MEDIA Dev. St. Minimo Massimo prec_edu 147 2,20 0, prec_ban 144 2,11 0, prec_cio 143 2,19 0, prec_info 140 2,09 0, prec_novita 137 2,14 0, prec_sol 139 2,17 0, prec_bio 140 2,15 0, prim_caffe 185 0,65 0, prim_ban 192 0,67 0, prim_cio 189 0,71 0, prim_art 183 0,74 0, dop_caf 139 0,80 0, dop_ban 140 0,76 0, dop_cio 139 0,84 0, dop_art 135 0,77 0, wtpdeltaca~e 119 0,16 0, wtpdeltacio 117 0,18 0, wtpdeltaart 114 0,08 0, wtpdeltaban 116 0,15 0,

19 Tavola 3. Caratteristiche sociodemografiche del campione Istruzione Freq. Percent Cum. Diploma ,3 49,33 Laurea 74 33,2 82,51 Altro 39 17,5 100 Categoria dell intervistato Genitori 68 27,8 27,76 Insegnanti ,2 80 Cuochi 49 20,0 100 Età ,4 4, ,8 32, ,3 74, ,0 96, ,5 100 Tavola 4. Valutazione dei prodotti del commercio equo e solidale inseriti nelle mense Scarsa Sufficiente Buona Ottima funzione socio-educativa 20,09 18,26 46,12 15,53 qualità del prodotto banana 15,84 23,08 50,68 10,41 qualità del prodotto cioccolato 3,15 9,46 59,01 28,38 attività informativa 56,68 30,88 11,06 1,38 novità per la didattica 30,65 32,16 34,17 3,02 valore educativo della solidarietà 11,65 19,42 42,72 26,21 confronto con BIO 6,60 30,46 51,27 11,68 Tavola 5. Variazione di giudizio circa la valutazione del commercio equo e solidale a seguito del progetto Peggiorato Uguale Migliorato funzione socio-educativa 3,40 73,47 23,13 qualità del prodotto banana 6,25 76,39 17,36 qualità del prodotto cioccolato 2,80 75,52 21,68 attività informativa 5,71 80,00 14,29 novità per la didattica 2,19 81,02 16,79 valore educativo della solidarietà 1,44 79,14 19,42 confronto con BIO 84,29 15,71 18

20 Tavola 6. Le variabili che incidono sui giudizi relativi ai prodotti equosolidali e al progetto (gli effetti marginali sono in parentesi quadra) pensa_edu pensa_ban pensa_cio pensa_info pensa_novita pensa_sol pensa_bio surveyed== * [0.16, , , ] (1.56) (0.54) (0.87) (1.65) (0.65) (0.76) (1.23) surveyed== (0.43) (1.36) (0.72) (0.68) (1.39) (0.72) (1.33) Male (0.42) (0.79) (1.48) (0.71) (0.67) (1.31) (1.39) * [-0.056, , , Laurea ] (1.38) (1.63) (0.38) (0.46) (0.90) (1.73) (1.81) Eta * [-0.032, , 0.085, 0.052] * [-0.063, , 0.061, 0.003] (0.04) (0.37) (1.14) (0.20) (1.65) (0.92) (0.47) Conosce ** [-0.018, , , 0.135] Informato Riscontro (1.11) (1.41) (2.14) (0.89) (0.21) (1.05) (0.00) ** * *** ** [-0.069, - [-0.042, - [-0.248, [-0.097, , 0.04, 0.05, 0.19, 0.048, 0.003, 0.095, 0.046, 0.054] 0.032] ] 0.006] (2.20) (1.80) (0.29) (4.83) (2.29) (0.73) (0.71) *** *** * *** [-0.024, *** ** [-0.052, - [-0.066,- [-0.072, , [-0.234, [-0.115, , 0.029, 0.072, 0.09, , 0.18, 0.045, 0.004, 0.112, 0.139, 0.044, 0.051] 0.058] 0.222] 0.008] 0.007] ] (1.88) (2.75) (4.57) (3.51) (2.27) (1.05) (3.49) volontariato * [0.14, , , ] *** [0.17, 0.006, , -0.1] (0.27) (0.43) (0.81) (1.79) (2.64) (0.46) (1.56) Osservazioni Valore assoluto della statistica z in parentesi quadra * significativo al 10%; ** significativo al 5%; *** significativo all 1% 19

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