PAZZO D ADDIO MILAN AVANTI

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1 mercoledì 4 gennaio 205 anno 9 - numero euro,40 SUGGESTIVO SCENARIO DI MERCATO BIANCONERO PER LA PROSSIMA STAGIONE Pog-va? A luglio Cavani o Falcao Via all asta per il francese valutato 90 milioni: in corsa tutte le big d Europa La Juve, che ha sempre Jovetic nel mirino, punterà decisa a un top player Da sinistra: Paul Pogba, 2 anni, Edinson Cavani, 27, Radamel Falcao, 28, DELLA VALLE, GRAZIANO A PAGINA > Poste Italiane Sped. in A.P. - D.L. 353/2003 conv. L. 46/2004 art., c, DCB Milano COPPA ITALIA: ROSSONERI AI QUARTI PAZZO D ADDIO MILAN AVANTI Inzaghi trema, ma batte il Sassuolo (2-) con Pazzini e De Jong. Il centravanti adesso potrebbe passare alla Juve L esultanza di Giampaolo D ANGELO, GOZZINI, OLIVERO, PASOTTO, PIERELLI PAGINE PRONTO UN SUPER SCAMBIO DI ATTACCANTI: LA ROMA PUNTA SU MARIO GOMEZ Ora Destro vede il Diavolo e Giovinco viola LAUDISA, SIDOTI, STOPPINI ALLE PAGINE 6-7 Pazzini, 30 anni FORTE L APPROFONDIMENTO di FABIO LICARI 23 LA LEZIONE DI LÖW E IL NOSTRO... STILE» Non che la Germania sia il paradiso (anche perché è tutto più facile quando si vince). Ma difficilmente sentiremo dalle nostre parti un discorso come quello del c.t. Löw al Gala Fifa: un ringraziamento a tutte le componenti del calcio tedesco per il Mondiale vinto, compresa la Bundesliga, cioè la Lega. L ARTICOLO A PAGINA CICLISMO La prima rosa è per la Chiabotto «Il mio Giro da madrina» SCOGNAMIGLIO A PAGINA 27 Cristina Chiabotto, 28 anni ANSA DA NON PERDERE L Australia di Nadal «Bella e stregata ma risorgerò ancora» 2 3 MARTUCCI A PAGINA 3 Nacque per lo spettacolo ha cambiato il calcio: i 90 anni del fuorigioco SCHIANCHI A PAGINA Montezemolo in pole per la presidenza del comitato Roma 2024 PICCIONI A PAGINA 33 PALLOTTA-LOTITO BOTTE DA DERBY ROMA E LAZIO DIVIETO DI CURVA CATAPANO, CECCHINI, CIERI, PUGLIESE ALLE PAGINE DE LAURENTIIS VULCANO NAPOLI «ERRORI MACROSCOPICI» MALFITANO, VERNAZZA A PAGINA 0 6 INTER, SHAQIRI TRA I TITOLARI E RISPUNTA PAULINHO BREGA, TAIDELLI ALLE PAGINE 6-7 EXTRATIME YAYA TOURÉ ALL ASSALTO DELLA COPPA D AFRICA w IL ROMPIPALLONE di GENE GNOCCHI Galliani sta chiudendo la trattativa con un azzurro, parametro zero, appena svincolato: Giorgio Napolitano. Nei Clarks Shop e nei migliori punti vendita. Per informazioni: Asak & Co. tel 045/ e mail:

2 2 Coppa Italia R Ottavi di finale LE PAGELLE di MARCO PASOTTO POLI È DECISIVO DISASTRO ZAPATA POMINI ATTENTO MALE SANSONE MILAN 6 IL MIGLIORE PAZZINI 6,5 Se ad agosto gli avessero detto che la prima da titolare sarebbe stata l anno dopo, si sarebbe fatto una risata. Intanto piazza la firma e un altro paio di ottimi spunti. ABBIATI 6 L ultima uscita risale al 5 novembre, ma non c è ruggine sulle sue braccia. ABATE 6 Ogni tanto si incarta con Cerci. Ma spinge con costanza. ALEX 6 Con Zapata fisso su Pavoletti, aiuta nei raddoppi. ZAPATA 4 Lento, svogliato, sempre in ritardo, si fa bruciare da Pavoletti, che poi stende in area. DE SCIGLIO 6 Per tornare ai bei tempi il cammino è ancora lungo, ma è più lucido rispetto a Torino. BONERA 6,5 Al posto di De Sciglio, nell azione del raddoppio inventa un lancio cinque stelle lusso per Poli. POLI 6,5 Dove si muove il pallone, si muove lui. Come sempre. Decisivo nell azione del raddoppio. DE JONG 6,5 Si affaccia in area una volta sola, ma vale i quarti. BONAVENTURA 5,5 Il frullatore agitato da Inzaghi stavolta lo spedisce in mediana. È stanco, ed è comprensibile. CERCI 6,5 Il cross per Pazzini, un palo e una punizione al veleno. Poi il fiato lo abbandona, ma come debutto dal non c è malaccio. (Montolivo s.v.). EL SHAARAWY 6,5 Quando parte, trova spesso lo spunto giusto. Senza rinunciare alla generosità. ALL. INZAGHI 6 Difficile convincersi che questi fossero davvero ottavi di Champions. Ma almeno porta la squadra ai quarti. SASSUOLO 5,5 6,5 IL MIGLIORE POMINI Dice di no due volte a Pazzini e altrettante a Cerci. E in un paio di casi non era per nulla facile. Alza bandiera bianca sui gol, ma è senza colpe. VRSALJKO 5,5 Con l Udinese ha volato, stavolta se la deve vedere con El Shaarawy, che lo tiene in apprensione. ANTEI 5 Si fa anticipare secco da Pazzini sul gol e non pare reattivo nemmeno nell azione del raddoppio. CANNAVARO 5,5 D accordo, De Jong tecnicamente non era suo, però quando gli sbuca vicino non fa nulla per fermarlo. LONGHI 5,5 Fa accomodare Cerci al cross per Pazzini da perfetto gentiluomo: e provare ad accorciare un metro? CHIBSAH 6 Si accende e si spegne come i segnali dei lavori in corso. Quando spinge, crea scompiglio. (Berardi s.v.) MISSIROLI 6 Gestisce bene soprattutto la parte centrale della ripresa, senza cedere ai cattivi consigli della fretta. BIONDINI 6 Moto perpetuo: porta avanti i compagni e guarda le spalle a Missiroli. FLOCCARI 5,5 Largo a destra, prova inutilmente a cercare fortuna accentrandosi. PAVOLETTI 6 Prova ad aprire qualche varco ma, soprattutto, si procura il rigore. (Zaza s.v.). SANSONE 5,5 Il rigore non basta. In campionato era stato un altra cosa. (Floro Flores s.v.). ALL. DI FRANCESCO 5 Rispetto a una settimana fa, la squadra cambia per 7/. Turnover eccessivo, visto il momentaccio del Milan. TOMMASI Il 6,5 rigore di Zapata c è, così come è corretta la decisione di ammonirlo senza ricorrere al rosso. Nel finale di primo tempo, questione di centimetri, ma la sbandierata su Vrsaljko pare giusta. BARBIRATI 6 - RANGHETTI 7 38 PRIMO TEMPO IL VANTAGGIO DEL «PAZZO» Girata dell attaccante che incrocia di destro: palla nell angolo LAPRESSE 9 SECONDO TEMPO SANSONE PAREGGIA DAL DISCHETTO Zapata commette fallo in area su Pavoletti: Sansone non sbaglia FORTE Batticuore Milan Un siluro di De Jong lo spinge ai quarti Avanti con Pazzini, i rossoneri vengono raggiunti su rigore dal Sassuolo e rischiano il k.o. L olandese scaccia la paura G.B. Olivero MILANO E alla fine passa il Milan, con la voglia e la determinazione di chi sta per crollare e trova il modo per rialzarsi e andare avanti. I rossoneri battono il Sassuolo negli ottavi di Coppa Italia e possono respirare. La squadra di Inzaghi non è guarita, ma la convalescenza adesso verrà vissuta con maggiore serenità. La partita di ieri era troppo importante per il morale e per il peso sulla stagione: la Coppa Italia resta la strada più percorribile per arrivare in Europa e il Milan non poteva smarrirla al primo turno. Se da qui alla sfida contro Lazio o Torino i rossoneri riusciranno a ritrovare la condizione lasciata a Dubai, allora il cammino potrà anche continuare. Nel frattempo Inzaghi continuerà a lavorare nella speranza che dal mercato arrivi qualche buona notizia e che cresca la forma di alcuni giocatori. BONERA CHE LANCIO Il gol decisivo si materializza quando nessuno se lo aspetta e i supplementari sembrano inevitabili. La vittoria rossonera è meritata perché il Milan attacca dall inizio, segna, sfiora il bis in tre occasioni e non si abbatte nemmeno quando lo sciagurato Zapata regala al Sassuolo il rigore che Sansone trasforma immalinconendo gli coraggiosi (in gran parte abbonati: ieri entravano gratis) che si erano radunati a San Siro. Per evitare l extra-time, però, serve un invenzione di Bonera che si ispira all amico Pirlo e recapita un cioccolatino a Poli (come sempre bravo a inserirsi senza palla con i tempi giusti): tiro al volo, traversa, tap-in di De Jong e tutti a casa. È l azione più bella della partita, che non avrà esaltato il c.t. Conte presente in tribuna come Rino Gattuso. LE ESULTANZE Giampaolo Pazzini e Nigel De Jong festeggiano dopo i gol IL CENTRAVANTI Il Milan, come sempre schierato con il 4-3-3, presentava due interessanti novità: Pazzini centravanti e Cerci titolare sulla destra nel tridente. Il Pazzo ha fatto il suo lavoro con orgoglio e dedizione: che vada o resti, è molto chiaro cosa può fare e cosa non è giusto chiedergli. Il ridottissimo impiego non è certo un aiuto, in particolare per una punta. Ma se serve un centravanti che dentro l area sappia come muoversi, che colpisca bene di testa, che in acrobazia sia bravo (molto bella la girata al volo di destro su cross di Cerci per l -0) allora lui c è. Il problema, chiaro da tempo, è che Menez ama giocare in posizione centrale e lo stesso Inzaghi non lo vuole allargare. Così la coesistenza è possibile solo in un con il francese centrale dei tre trequartisti alle spalle di Pazzini: un ipotesi non probabile ma a cui Pippo sta comunque lavorando. L ALA Cerci finisce nei momenti chiave del match: l assist per Pazzini, un palo, insomma una vivacità positiva che conforta Inzaghi, fermamente convinto dell incidenza che Alessio possa avere sul rendimento del Milan. È giusto notare però che la condizione atletica non è buona, come dimostrano il crollo nella ripresa e i duelli ripetutamente persi quando si ostinava a lanciare la palla oltre il difensore e a MILAN 2 SASSUOLO PRIMO TEMPO -0 MARCATORI Pazzini (M) al 38 p.t.; Sansone (S) su rigore al 9, De Jong (M) al 4 s.t. MILAN (4-3-3) Abbiati; Abate, Alex, Zapata, De Sciglio (dal s.t. Bonera); Poli, De Jong, Bonaventura; Cerci (dal 38 s.t. Montolivo), Pazzini, El Shaarawy. PANCHINA Diego Lopez, Agazzi, Menez, Saponara, Rami, Albertazzi, Niang, Zaccardo, Mastour. ALLENATORE Inzaghi. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITO Zapata per gioco scorretto. SASSUOLO (4-3-3) Pomini; Vrsaljko, Antei, Cannavaro, Longhi; Chibsah (dal 42 s.t. Berardi), Missiroli, Biondini; Floccari, Pavoletti (dal 4 s.t. Zaza), Sansone (dal 42 s.t. Floro Flores). PANCHINA Consigli, Polito, Magnanelli, Bianco, Gazzola, Brighi. ALLENATORE Di Francesco. CAMBI DI SISTEMA dal 42 s.t. ESPULSI nessuno. AMMONITI Missiroli, Biondini, Cannavaro, Antei per gioco scorretto. ARBITRO Tommasi di Bassano del Grappa. NOTE spettatori 8.393, incasso euro. Tiri in porta 9 (compresi un palo e una traversa)- 6. Tiri fuori 3-4. In fuorigioco 7-2. Angoli 7-3. Recuperi: p.t. ; s.t. 3. fare una gara a chi la raggiungeva prima. Dal punto di vista tattico, poi, Cerci deve imparare quello che Inzaghi chiede ai suoi esterni. Alessio spesso si è trovato a fare da tappo per Abate, abituato ai movimenti di Honda che è bravo ad accentrarsi, ad aprire il corridoio per il terzino e a portare via un uomo. Tutte cose che Cerci non ha fatto e dovrà imparare in fretta, perché le combinazioni sulla destra sono state la principale fonte di gioco rossonera in questa stagione insieme alle iniziative di Menez. GOL ANNULLATO Cerci è andato vicino al gol su punizione dopo il pari di Sansone. Il Sassuolo, per la verità, aveva segnato anche nel recupero del primo tempo, ma il guardalinee Ranghetti aveva colto in millimetrico fuorigioco Vrsaljko su punizione di Sansone: sarebbe stato l ennesimo gol incassato dal Milan su palla inattiva, ma anche un premio eccessivo per la squadra di Di Francesco che per 45 non aveva mai tirato nello specchio della porta. Con Pavoletti e Floccari al posto di Zaza e Berardi il Sassuolo ha trovato pochi sbocchi nonostante Zapata lasciasse molte possibilità ai suoi avversari. E da dietro quasi mai qualcuno ha provato ad aiutare le punte, così le poche parate di Abbiati sono state molto semplici e i rossoneri non hanno mai corso reali pericoli. SCELTA SBAGLIATA A proposito del Sassuolo, stupisce molto l atteggiamento rinunciatario dimostrato in campo e certificato dalle scelte iniziali di Di Francesco. Non basta assicurare a parole che si tiene alla Coppa Italia, bisogna dimostrarlo. Il Sassuolo non ha alcuna possibilità di retrocedere e oggettivamente nemmeno di puntare all Europa League. Non avendo quindi impellenti necessità di classifiche, Di Francesco avrebbe potuto fare turnover in campionato (sabato scorso contro l Udinese o domenica prossima contro il Genoa) e schierare la formazione migliore ieri contro il Milan. Invece Zaza e Berardi sono rimasti in panchina fino all 86 e all 87. Il tecnico avrà le sue ragioni, ma francamente ci sfuggono.

3 MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT 3 IL GOL DECISIVO Al 4 s.t. De Jong scarica di destro in rete il pallone respinto dalla traversa su tiro di Poli: il Milan è ai quarti. IPP farea TECNICA I DUE ALLENATORI PIPPO FELICE: «AVANTI COSÌ, CON 6 CONCLUSIONI IN PORTA E NON ABBIAMO SOFFERTO» LA MOVIOLA di VINCENZO D ANGELO VRSALJKO È UN PIZZICO AVANTI, GIUSTO ANNULLARE. OK IL RIGORE Il gol annullato al Sassuolo: Vrsaljko sembra in fuorigioco IPP IL TABELLONE IIIº turno eliminatorio 6 Chievo 25 Pescara 7 Sassuolo 24 Cittadella 9 Lazio 72 Bassano 33 Varese 34 Entella 2 Sampdoria 52 Como 39 Brescia 40 Latina 3 Udinese 28 Ternana IVº turno 25 Pescara 7 Sassuolo Milan 7 Sassuolo Ottavi Oggi ore 2 8 Torino 9 Lazio 9 Lazio 33 Varese IVº turno 5 Inter 2 Sampdoria 2- ore 2 Ottavi 22- ore 2 4 Napoli 3 Udinese Quarti Quarti IVº turno Empoli 9 Genoa 4 Roma 3 Empoli ore 2 Atalanta Avellino 38 IVº turno IIIº turno eliminatorio 2 d.t.s. 3 Udinese 4 9 Cagliari Cesena 2 8 Modena IVº turno d.t.s. d.c.r. IVº turno In rosso sono indicate le squadre che disputano in casa le gare in turno unico (i numeri definiscono la griglia) 20 Cesena 6 Casertana IVº turno 2 Sampdoria 39 Brescia Semifinali 2 0 Ottavo di finale tutt altro che semplice da dirigere per l arbitro Tommasi, che alla fine se la cava bene anche grazie all occhio attento dei suoi assistenti. Particolarmente ispirato il secondo, Ranghetti, decisivo in due difficilissime chiamate. La prima nel recupero del primo tempo, quando il Sassuolo va in gol con un colpo di testa di Vrsaljko. Sulla punizione laterale di Sansone, il croato sembra 2 Milan 4-3-5/8-4-5 FINALE Roma, Semifinali 2 0 Ottavi 2- ore 8 Fiorentina 6 Atalanta 2 0 infatti essere - è questione di centimetri - avanti rispetto a El Shaarawy (primo uomo in barriera) e a De Jong a centro area. Chiamata difficilissima, ma azzeccata. Più facile, seppur non agevole, la scelta di Ranghetti di restare giù con la bandierina sull assist al 4 della ripresa di Bonera per Poli, che porterà, dopo la traversa, al 2- finale di De Jong. In precedenza il Sassuolo aveva trovato il pareggio su un calcio di rigore contestato dal Milan (8 della ripresa): Pavoletti e Zapata corrono in diagonale fianco a fianco su una palla filtrante, l attaccante del Sassuolo passa avanti e prende la posizione prima, allargando con furbizia un po la gamba destra, sulla quale poi va a franare Zapata. Il contatto c è, rigore giusto /8-4-5 IVº turno Verona 0 0 Perugia 35 Juventus 7 Verona 0 Domani ore 2 Ottavi Oggi ore 8 Parma 2 Cagliari Genoa 4 Lanciano 27 Empoli 9 L Aquila 59 Atalanta Pisa 5 Bari 37 Avellino 38 3 Verona 0 0 Cremonese Perugia 35 Spezia 36 Cagliari 5 Catania 26 Palermo 8 Modena 23 GDS Il tecnico rossonero: «Dopo il Real Madrid sembravamo dei fenomeni, poi siamo diventati brocchi. Ci vorrebbe equilibrio» Matteo Pierelli MILANO E ra la classica partita ricca di insidie, quella in cui hai solo da perdere. Tanto più che incontrare il Sassuolo a gennaio per il Milan è sempre indice di sventure: l anno scorso in Emilia saltò Massimiliano Allegri, mentre pochi giorni fa, era l Epifania, la doccia gelata l ha dovuta subire Pippo Inzaghi, arrivato da Dubai pieno di buoni propositi dopo aver steso in amichevole il Real Madrid. MEDICINA DE JONG Sarà perché alla vigilia si era parlato di una notte simile a quelle di Champions, sarà che qui si parla di coppa Italia, sta di fatto che stavolta il Milan, pur soffrendo, fa il suo dovere, vince la prima partita di questo tribolato 205 e passa ai quarti, dove aspetta la vincente di Torino- Lazio di stasera. A togliere le castagne dal fuoco a Inzaghi ci pensano Pazzini (2 gol in coppa Italia in 3 presenze) e soprattutto Nigel De Jong al tramonto di un match che sembrava destinato ai supplementari. L olandese (terzo gol stagionale dopo quelli a Parma e Fiorentina) anche stavolta si è rivelato una pedina fondamentale, anche se lui come sempre tiene un profilo basso. «Non è importante chi segna, ma vincere dice dopo la partita. Non è stato facile contro un Sassuolo forte, ma abbiamo vinto e questo è quello che contava. Per la prima volta siamo riusciti a vincere una partita quest anno ed è importante, soprattutto per la fiducia. L obiettivo deve restare il terzo posto, anche se dobbiamo lavorare tanto». OBIETTIVO CENTRATO E c è tanto da lavorare anche per Pippo Inzaghi. Questo non è ancora il Milan che vorrebbe vedere, ma almeno per una notte può andare a dormire tranquillo: l incubo eliminazione è stato scacciato via. Il tecnico rossonero è comunque soddisfatto dei suoi: «Abbiamo fatto un ottima DI FRANCESCO AMARO: «DI SOLITO QUANDO L EPISODIO È DUBBIO SI TENDE A NON FISCHIARE» Il tecnico del Sassuolo contesta il gol annullato a Vrsaljko: «Ma sono comunque contento della prova dei miei Ora obiettivo salvezza» Alessandra Gozzini MILANO I l colpo era riuscito una settimana prima, nel martedì dell Epifania: il Sassuolo aveva sbancato lo stadio del Milan, affidandosi alla precisione di Sansone e soprattutto Zaza, uno abituato a muoversi con abilità dentro le aree di rigore. Ieri non era in campo (e neppure Berardi, altro a cui certi colpi riescono con facilità), e a far tremare il Milan ci hanno pensato Pavoletti (rigore procurato) e poi Sansone (rigore realizzato, bis dopo il centro realizzato qui in campionato). Solo che stavolta finisce senza festa, perché invece dei soliti indiziati esce fuori un (quasi) insospettabile del gol: De Jong sigla il successo di coppa e pareggia il conto dei precedenti recenti. partita: 6 tiri, un palo, una traversa: sono molto contento dei miei ragazzi. Io non ho visto nessuna difficoltà in questa partita, loro sono una squadra molto difficile da affrontare: si difendono bene, non lasciano spazi e trovare spiragli è dura». A tirare fuori dai guai il Milan è stato il discusso Pazzini. «Lui ha la mia totale fiducia, ma purtroppo qualcuno deve stare fuori, perché io cerco di dare alla squadra un certo equilibrio. Se metto Pazzini devo lasciare lasciare qualcuno tra Menez, El Shaarawy o Cerci. È dura... I giudizi affrettati noi dobbiamo lasciarli perdere: dopo la vittoria sul Real Madrid sembravamo dei fenomeni, ora siamo dei brocchi. Ci vuole un po di equilibrio anche nei giudizi che arrivano da fuori». Sugli obiettivi stagionali Inzaghi non si sbilancia. «L importante è che io faccia rendere al meglio i giocatori che ho a disposizione, poi a fine stagione guarderemo la classifica. La verità è che abbiamo avuto una piccola battuta a vuoto, ma ci può stare per una squadra che sta insieme da poco come la nostra. Tutto qui. La strada è quella giusta». ATTACCANTI Di Francesco che sette giorni fa aveva spiegato la vittoria «con l applicazione di tutto ciò che era stato provato in settimana», stavolta ci ha studiato su qualche ora in meno: ha scelto di concedere spazio agli attaccanti di scorta, per avere Zaza e Berardi concentratissimi in campionato. E in generale la squadra è stata cambiata per sette/undicesimi. L allenatore può dunque essere soddisfatto, se anche così ha costruito un gruppo all altezza della situazione. «E stata una partita aperta, il nostro gol annullato era in realtà valido e poteva cambiare la partita. Noi siamo il Sassuolo, siamo piccolini e non se ne parla. Quando c è un minimo dubbio non si fischia, e io di dubbi ne avrei tanti se fossi il guardalinee. Ma finiamola qui, se no torniamo ai soliti discorsi arbitrali». L analisi uscita dagli episodi da moviola si concentra sul campo: «Ho fatto giocare tanti ragazzi, sono contento così. Nella gestione del gruppo ci sta, siamo stati comunque equilibrati e in partita fino all ultimo. Altra considerazione: Zaza e Berardi hanno fatto due partite in una settimana, non volevo che alla terza, come spesso succede, steccassero». Sulla partita: «Siamo stati ingenui e sfortunati sul loro raddoppio. In certe situazioni la difesa ha sbagliato ma non posso non essere soddisfatto. Il nostro obiettivo resta la salvezza, e per farlo ci vuole consapevolezza. Cerchiamo sempre di fare la partita, di restare alti, e questo mi piace».

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5 Coppa Italia R Ottavi di finale fi PERSONAGGI ESTERNI VOLANTI Cerci, è buona la prima E si rivede El Shaarawy Davanti al c.t. Conte piace l ex Atletico al debutto dal. Stephan in crescita Alessandra Gozzini MILANO L a prima da titolare di Cerci con il Milan è di poche ore fa, nell ultima fredda serata di San Siro. Avrebbe potuto esserci prima, se il tentativo estivo dei rossoneri si fosse subito concretizzato in un accordo. Anche Inzaghi ha dovuto aspettare: aveva corteggiato Cerci in una spiaggia di Formentera, a luglio scorso, per poi riuscire ad averlo solo a gennaio. Pippo si era innamorato dei suoi spunti in velocità, caratteristica che si sposa alla perfezione anche con le esigenze attuali della sua squadra (e ora, a fine gara, ammette: «Alessio ha fatto molto bene, considerato anche che era tanto che non giocava»). PRIMA DA TITOLARE Ieri Cerci ha corso (la benzina è ancora da autonomia limitata) e suggerito: un cross teso destinato sul destro di Pazzini, per il gol del vantaggio. Poi ancora un palo colpito con il piede preferito, il sinistro, che avrebbe potuto impreziosire il suo debutto. Un occasione d oro per entrare subito nelle simpatie della Curva Sud, sotto cui si svolgeva l azione: e infatti Cerci quasi si dispera, saltando di rabbia con le mani tra i riccioli. Oppure ancora al quindicesimo del secondo tempo quando parte e di punta verticalizza per Pazzini, che poi spara sul portiere: certe geometrie sono apprezzate. E in più pure la discesa alla mezzora del secondo tempo: per fermarlo Biondini è da giallo. EL SHA A SECCO In mezzo anche la potenza su punizione, diretta in porta: aggiunge peso alla pericolosità del reparto. Che ieri ha dato lavoro a Conte, c.t. in tribuna: il tridente di Pip- Alessio Cerci, 27 anni, con Stephan El Shaarawy, 22 PEGASONEWS RIl Faraone si sfoga: «Voglio restare qui, sento la fiducia di tutti e voglio ripagarla» po era tutto made in Italy, con Pazzini supportato da Cerci ed El Shaarawy. Eccoci all altro uomo di fascia: Stephan era stato bocciato nel weekend, con l esclusione di Torino. Ieri all esame di riparazione non è andato male: un paio delle sue discese con tiro a giro, in entrambi i casi fuori misura. Inzaghi ha espresso giudizi positivi («aveva un ottima gamba») ma per promuoverlo di nuovo titolare in campionato gli chiede assist e gol, su cui ieri ha fatto scena muta. Tanto che per permettere al Milan di superare il Sassuolo ci ha pensato De Jong. El Sha dovrà ripassare bene la lezione, considerato anche che nel frattempo intorno a lui aumentano i compagni (di reparto): dopo Cerci il Milan è alla ricerca di una prima punta, e presto anche Honda rientrerà dalla Coppa d Asia. Dalla sufficienza (seppur ampia), Elsha dovrà dovrà passare all 8 per difendersi. Intanto spinge: «Io sento la fiducia di tutti e voglio restare per dimostrarlo» INFORTUNATI Discorso che accomuna El Shaarawy a De Sciglio, altro giovane che ha di colpo ridotto la media voto: ieri il terzino è rimasto chiuso nello spogliatoio all intervallo per una contusione al piede sinistro, che verrà esaminata in giornata. Identico report per Essien, forfait dell ultimo minuto: con Muntari, già fuori per problemi muscolari, saranno valutati nelle prossime ore. MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT MERCATO Quasi fatta per Suso Può arrivare subito al posto di Saponara Il Liverpool «apre» alla cessione ma prima serve la partenza dell ex empolese MILANO M ilan su Jesus Joaquin Fernandez Saez de la Torre, che scritto così sembra un nome nuovo. In realtà è un obiettivo datato, e forse anche qualcosa in più, se il giocatore in questione, Suso, è già atterrato su Milano per sostenere le visite mediche con il nuovo club. Potrebbe decollare di nuovo per Liverpool (i Reds sono i proprietari del cartellino) oppure trattenersi in Italia. E l ipotesi che si sia trattato di un viaggio di sola andata prende sempre più piede. 5 Il centrocampista Suso, 2 anni AFP SOSTITUZIONE Il Milan che ha la necessità di inserire un nuovo centrocampista in rosa (e per questo è seguito anche l atalantino Baselli) confida nell apertura del Liverpool, più morbido di fronte alla possibilità di cedere subito il giocatore. Serve però anche altra disponibilità, per esempio quella di Saponara: perché il Milan faccia entrare Suso occorre prima l uscita dell ex Empoli. Una sola presenza da titolare nei primi sei mesi rossoneri, gettone sufficiente a riavviare l interesse di Atalanta, Sassuolo e Bologna: appena una di queste piste condurrà Saponara fuori da Milanello, Suso (con ogni probabilità) seguirà il percorso inverso, subito. IDENTIKIT Una stagione fa Suso era rimpatriato per giocare in prestito all Almeria, sommando 33 presenze e tre gol. L anno ancora prima ( ), a Liverpool, le uscite erano state 4, quota azzerata quest anno, senza neppure un ingresso in corsa. Per questo il Liverpool, che in estate perderà comunque il giocatore già d accordo con il Milan, potrebbe convincersi a liberarlo già in inverno. Magari non a titolo gratuito, ma di fronte a un offerta low-cost sì. a.g.

6 6 Primo piano R Esplode il mercato Con Giovinco a Firenze la Juve va su Pazzini e il Milan vede Destro Sondaggio dei bianconeri col «Pazzo» e contatto con i viola per lo scambio con il portiere Neto. La Roma punta su Gomez e l agente del tedesco è ai ferri corti con Montella: «Su Mario polemica inopportuna» Carlo Laudisa Davide Stoppini C è una strada nuova per Giampaolo Pazzini: la Juventus. Il centravanti toscano sinora ha difeso con forza la sua maglia rossonera, ma la prospettiva di tornare a disposizione di Max Allegri potrebbe fargli cambiare idea. E se si dovessero concatenare una serie di mosse, potrebbe partire un giro di attaccanti in questo momento inverosimile. Ci riferiamo ovviamente ad un evoluzione nella trattativa per il trasferimento di Mattia Destro al Milan, come quello di Giovinco alla Fiorentina e il possibile trasloco di Mario Gomez alla Roma. Veri e propri fuochi d artificio. IL CONTATTO Tutto dipende dalle scelte di Sebastian Giovinco, da tempo nel mirino della Fiorentina. In queste ore il club bianconero ha avviato il dialogo con quello dei Della Valle per proporre uno scambio che porti subito il portiere Neto a Torino, con il contemporaneo approdo della Formica Atomica in maglia viola insieme all estremo difensore Marco Storari. L iniziativa di corso Galileo Ferraris permetterebbe alla Fiorentina di confezionare l uscita del numero uno brasiliano con una plusvalenza che potrebbe essere pareggiata dallo scambio con il proprio attaccante a fine contratto. Se questo dialogo portasse ad un intesa, la cessione di Giovinco creerebbe 0 le reti in campionato con la maglia giallorossa di Destro, che ne ha realizzate 4 nella stagione in corso e 6 in quella passata. Il suo record in A sono le 2 reti segnate con il Siena nella stagione 20-2 un vuoto che proprio Pazzini (ricordiamolo, a scadenza di contratto) potrebbe colmare al meglio. IL FEELING L a.d. bianconero Beppe Marotta e il d.s. Fabio Paratici lo apprezzano da anni, visto che il Pazzo si è affermato nella Samp della loro gestione. Aggiungiamoci che con Allegri in panchina il centravanti di Pescia ha fornito un ottimo rendimento. Nel ruolo di quinto attaccante potrebbe essere più che utile, considerando peraltro che avrebbe anche i requisiti per essere inserito nella lista di Champions League. ROSSONERI In casa Milan non possono che stare a guardare. Gli incontri della scorsa settimana con la Roma per il prestito con diritto di riscatto di Mattia Destro hanno portato ad un sostanziale via-libera. Ma sia Galliani che Sabatini hanno dovuto rallentare le operazioni in attesa che il Pazzo cambi idea. Ciò non toglie, però, che le diplomazie siano pronte a tornare in azione. IMPAZIENZA Nel mezzo c è l umore dell attaccante marchigiano, frustrato dal ruolo di comparsa all ombra di re Totti. Anche le dichiarazioni rilasciate al blog Undici sono state all insegna del malcontento: «Io come il sesto uomo del basket? Meglio essere tra i cinque. Il paragone mi piace, però dovendo dirla tutta l ambizione è essere tra chi comincia le partite. L unica cosa che non cambia è l impegno: serve dare il meglio in ogni minuto». Così come, evidentemente, gli sta stretto il ruolo di speranza: «Io giovane? Ma a ventitré anni uno non dovrebbe essere più considerato come tale. Per un giovane è difficile, va detto. E a qualcosa dovrebbe far pensare, se i giovani di un certo valore poi vanno all estero». Gli bruciano anche le recenti delusioni in maglia azzurra: «La Nazionale? Sono arrivato corto sia per la lista di Euro 202 che di Brasile 204. Dispiace, non posso negarlo. Dispiace molto ché quando sei lì speri sempre di partire. Ma ogni volta capisci che devi fare ancora qualcosa in più: prima o poi entrerò nell elenco l elenco fina- perle». I GIALLOROSSI Alla Roma sono tutti voli che bisogna liberarsi al più presto dal dilemma-destro. Per questo motivo o il d.s. Walter Sabatini sta lavorando (come suo solito) su consape- mille fronti (compreso il caso Nainggolan, nella notte incontro con l agente Beltrami). È ormai nota l attenzione per il brasiliano Luiz Adriano, a fine vincolo con lo Shakhtar Donetsk. Nelle ultime ore, però, sta prendendo corpo anche la candidatura di Mario Gomez, ormai ossessionato dal digiuno del gol tino. Cambiare aria gli farebbe be bene. Magari anche in prestito. È vero che ha un ingaggio fioren- pesante, ma se il tedesco accettasse asse di rimettersi in discussione in una squadra lanciata verso l obiettivo-scudetto anche Garcia potrebbe accettare di buon grado questa soluzione. Anche in questo caso siamo ai preamboli, ma gli interessi in campo paiono coincidere. IO COME IL SESTO UOMO DEL BASKET? MEGLIO STARE TRA I CINQUE LA POLEMICA Tanto più che ieri in casa viola è nata una polemica da non sottovalutare dopo le frasi di Montella: la: «Mi aspetto di più da Gomez. È arrivato ato il momento di inizia-iziare a tirare le somme e da lui pretendo di più». Ieri il procuratore di Gomez Ferber ha rilasciato una battuta pepata a Spiegel.de: «Queste dichiarazioni non sono giustificabili e in una situazione così delicata sono controproducenti per tutti. Le conclusioni si traggono alla fine del percorso», ha detto il procuratore. Insomma il caso è aperto. E i giallorossi ne seguono con attenzione le evoluzioni. A tre settimane scarse dal gong finale tutto è ancora possibile. Le verifiche si sprecano. In tal senso va registrato anche il sondaggio del Milan per Osvaldo, ormai esule in nerazzurro. Ma il solco principale resta quello che unisce i destini di Pazzini, Destro, Giovinco e Gomez. È il poker del momento. PRIMO O POI ENTRERÒ ANCHE NEI 23 DELLA NAZIONALE PER UN GRANDE TORNEO MATTIA DESTRO ATTACCANTE ROMA RIPRODUZIONE ONE RISERVATA GIRO DI BOMBER A destra Mattia Destro, 23 anni, attaccante della Roma. Sotto, da sinistra, Sebastian Giovinco, 27, in scadenza con la Juve, Giampaolo Pazzini, 30, ieri in gol in Coppa con il Milan e Mario Gomez, 29, centravanti della Fiorentina LAPRESSE PUNTE IN PARTENZA Borriello-Genoa prove di ritorno Floccari: è asta Almeida va via Il portoghese ha la valigia pronta. Makienok andrà al Molde. Rebus Niang Luca Sidoti H anno bisogno di giocare. E, finora, il campo l hanno visto davvero poco. Ecco perché tutti questi attaccanti potrebbero scatenare un valzer di trasferimenti nel mercato di riparazione in corso, trasformando i reparti offensivi del nostro campionato. ROMA Nella Capitale, il primo nella lista dei giocatori con le valigie in mano è Borriello. La punta 32enne alla Roma non trova proprio spazio, come dimostra il fatto che in questa stagione non ha ancora giocato in campionato. Per il futuro del giallorosso potrebbe risultare decisivo l infortunio di Matri (Genoa), che rimarrà fuori per circa un mese e mezzo (anche il compagno Tino Costa sarà indisponibile per più di un mese), in seguito a una lesione di secondo grado al soleo di sinistra. E così il Genoa ora è costretto a trovare un altra prima punta. Inoltre, dopo la recente cessione di Pinilla all Atalanta, la società di Preziosi non ha più un rimpiazzo in casa e si è così interessata al giocatore della Roma soprattutto se questi fosse disposto ad accettare un contratto che lo leghi ai rossoblù solo fino a fine stagione. Una soluzione possibile, anche perché per Borriello si tratterebbe della terza avventura al Genoa, dove ha giocato già nella stagione (35 presenze e 9 gol in A) e in quella (28 e 2). Visti i risultati, potrebbe trattarsi di un affare sia per lui che per Preziosi, che però sta valutando anche il possibile uscente dell Inter Osvaldo, che comunque, per RMatri e Costa fuori più di un mese: Preziosi deve intervenire sul mercato RBergessio è in uscita dalla Sampdoria. Per Ilicic il Toro tratta con Della Valle ora, non è convinto di lasciare Milano. SAMP E MILAN Anche la Sampdoria di Massimo Ferrero ha una punta in esubero. Si tratta di Bergessio, che ha totalizzato 3 presenze (di cui ben 0 da subentrato), ma non ha ancora segnato. Con l arrivo di Muriel, poi, rischia di trovare sempre meno spazio. Ecco perché il 30enne argentino è in uscita dai blucerchiati e ha già ricevuto offerte da Argentina, Brasile, Spagna e da alcune società italiane (Parma, Cagliari e Udinese). Ma, per bocca del suo agente, ha fatto sapere di volersi giocare le proprie carte a Genova, sebbene il possibile arrivo di Eto o e la volontà della dirigenza di trattenere Okaka, potrebbero convincerlo a fare i bagagli. In casa rossonera, poi, oltre a Pazzini,

7 PUNTE A EFFETTO DOMINO Roma 50% 23 anni Presenze Gol DESTRO Milan 50% 4 4 Milan 50% 30 anni Presenze Gol 0 PAZZINI Juventus 50% 8 Juventus 50% 27 anni Presenze Gol GIOVINCO 0 6 Fiorentina 50% Fiorentina 60% 29 anni Presenze M. GOMEZ Roma 40% 2 Gol Dati riferiti al campionato in corso GDS 7 i gol di Pazzini in Serie A con la maglia del Milan: l attaccante toscano ne ha realizzati 5 nella stagione , mentre in questa è ancora fermo a quota zero in campionato MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT Osvaldo-Mancini Faccia a faccia che sa solo di addio Ieri summit dirigenziale e confronto fra oriundo e tecnico (ancora furioso). Niente pace, Daniel partirà Matteo Dalla I l faccia a faccia c è stato: limpido, chiaro. Osvaldo ha avanzato morbidezza dopo le scuse svelate dal vicepresidente Javier Zanetti; Roberto Mancini ha ascoltato, usato pacatezza e fermezza rimanendo sulla propria mattonella: è arrabbiato, e al momento la strada della ricucitura è sbarrata. E così resterà. 7 STATO MAGGIORE Anche ieri Pablo Daniel Osvaldo ha lavorato a parte. Segnali inequivocabili. Lui vorrebbe restare all Inter, ma Inter e Osvaldo sembrano sempre più lontani. Alla Pinetina si sono ritrovati tutti, compreso lo stato maggiore del club: dal dg Marco Fassone al CEO Michael Bolingbroke e al dt Piero Ausilio, tutti hanno cercato assieme a Mancini di arrivare a un... dunque sulla vicenda. E il dunque è che Osvaldo è un separato in casa e così resterà, senza per questo definirlo tecnicamente né «fuori rosa» e né «sospeso». QUASI COME TEVEZ? L attaccante oriundo è inquieto: sa di averla fatta grossa e sa anche che il Mancio non è uno che - davanti a certe situazioni non soft - porga l altra guancia. Ai tempi del Manchester City - quando si raccontò del rifiuto di entrare in campo ma anche di una rissa quasi sfiorata col tecnico -, Carlos Tevez rimase fuori squadra due settimane, provvedimento che venne certificato da un comunicato del club nel quale era scritto che «fino a quando il provvedimento resterà in vigore, il giocatore non potrà prendere parte agli allenamenti con la squadra». All Inter il comunicato non c è stato, ma la sostanza pare la stessa: Osvaldo resta lontano, in attesa di una sistemazione. COMPLEANNO CON RODRI E TEVEZ Pablo Daniel Osvaldo ha festeggiato la serata di lunedì, quella del giorno del suo compleanno, con alcuni amici: fra questi, Carrizo, Palacio (appena rientrato da Amsterdam) e Tevez: e se avesse chiesto all Apache come comportarsi col Mancio? TWITTER LE PROPOSTE Fin troppo normale pensare che l oriundo voglia una grande squadra: c è chi ha sussurrato di Milan, ma in verità per Daniel ne sono arrivate altre di proposte: una è quella del Boca Juniors (già a dicembre), ma il giocatore vorrebbe restare in Italia e vicino a Milano. Le altre? Al momento c è il Genoa davanti a tutte: Gasperini rimarrà senza Matri per circa un mese e mezzo, pensa a Borriello ma sa che l innesto di un talento come Osvaldo potrebbe dargli garanzie offensive. Il fatto è che Osvaldo va convinto, perché al momento oltre al Genoa ci sono Cagliari, RIl Genoa insiste per averlo: in lizza pure Boca, Parma, Cagliari, Bologna. Lui per ora rifiuta Parma e anche Bologna (sua ex squadra), tutte situazioni che però non convincono l oriundo. PUO BASTARE PALACIO, MA... Il fatto, come detto, è che Mancini è sempre imbelvito e irremovibile: e che la notizia riguardante Palacio (non si opererà subito, come Mancio auspicava) ha dato vigore non solo al giocatore ma anche al tecnico. Che a questo punto - anche se le impennate nelle ultime ore di mercato ci stanno sempre - potrebbe non richiedere più una punta per concentrarsi sui due altri ruoli-cardine, certamente quello del centrocampista centrale (uno/due a seconda delle uscite) e anche del difensore. Altre storie insomma, ricordando che, con Podo e Shaqiri in più, là davanti potrebbero anche trovare ulteriore spazio Bonazzoli e Puscas (se non va in prestito al Genoa). Osvaldo, beh, proprio no. c è un altro attaccante che potrebbe lasciare il Milan, in cerca di spazio. È il 20enne Niang, che ha giocato in campionato solo sette partite senza gol. GLI ALTRI A Sassuolo Floccari è chiuso, oltreché dal tridente titolare Berardi-Zaza-Sansone, anche da Pavoletti, per il quale gli emiliani hanno rifiutato un offerta del Cagliari, e Floro Flores. L attaccante 33enne potrebbe così accasarsi proprio a Cagliari, ma piace anche al Parma, alla ricerca di una prima punta, e potrebbe addirittura diventare un alternativa per il Genoa, in caso di impossibilità di raggiungere Borriello o Osvaldo. Sempre in Emilia, c è un altro attaccante sul piede di partenza: Hugo Almeida, che non si è sbloccato in campionato col Cesena e potrebbe tornare all estero. Per lui ci sono gli interessi di club portoghesi, qatarioti e statunitensi. Oltre all ex Porto, a lasciare l italia potrebbe essere anche Makienok. Il 24enne danese del Palermo ha totalizzato solo quattro presenze in campionato: su di lui ci sono i norvegesi del Molde. Proprio la Norvegia, dove il campionato deve ancora iniziale, è una delle poche destinazioni possibili per lui, che ha già vestito due maglie in stagione (quella rosanero e quella del Brøndby). Va avanti, anche se a rilento, la trattativa tra Fiorentina e Torino per Ilicic: i viola hanno investito per lui nove milioni nel 203 e non vogliono lasciarlo partire senza un rientro. Da Roma a Milano, da Genova a Palermo, il valzer delle punte è solo alle note iniziali. PIACE AL GENOA MARCO BORRIELLO 32 ANNI L attaccante della Roma non ha mai giocato in campionato con Garcia in questa stagione e potrebbe tornare a Genova, sponda rossoblù CHIUSO ALLA SAMP GONZALO BERGESSIO 30 ANNI L argentino della Samp piace a diversi club (Parma e Cagliari su tutti), ma al momento pare intenzionato a rimanere a Genova VIA DALL ITALIA HUGO ALMEIDA 30 ANNI Il portoghese non si è ambientato nel nostro campionato e potrebbe tornare in patria, oppure scegliere Qatar o Usa RITORNO AL NORD SIMON MAKIENOK 24 ANNI Il danese non ha convinto a Palermo e dovrebbe andare al Molde in Norvegia, dove il campionato deve ancora iniziare

8 8 MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT

9 Primo piano R Esplode il mercato MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT 9 Scattata l asta per Pogba Il piano Juve: Falcao o Cavani Sul francese tutte le big d Europa, pronte a spendere oltre 90 milioni. Con quei soldi, a luglio assalto al bomber da Champions In più, per l estate resta l obiettivo Jovetic 90 milioni di euro: è la valutazione attuale di Pogba. Alla Juve guadagna 4,5 milioni a stagione DOVE PUÒ FINIRE Altre 5% 2 anni Presenze Gol Psg 25% POGBA Man. City 20% Real Madrid 20% Mirko Graziano A ttenzione! Le corazzate europee sono entrate a Torino e iniziano a posizionarsi attorno al fortino bianconero di corso Galileo Ferraris. L obiettivo è uno solo: Paul Pogba. Di fatto, molto presto si scatenerà concretamente un asta selvaggia, e la preda non verrà via per meno di milioni di euro. «Quanto vale Pogba? Di fatto, la valutazione la decide chi lo compra ha detto Mino Raiola a «Calciomercato», su Premium Calcio Sicuramente nessuno se lo aspettava così forte». Difficilmente parla a vanvera l agente del 2enne prodigio francese, ecco perché il resto dell intervento televisivo assomiglia tanto all inizio di un lungo saluto di Pogba al nostro campionato: «Non penso che la Juve possa permettersi Paul per molti anni continua Raiola è uno dei migliori dieci in Italia, per non dire dei migliori tre, e al momento la serie A non può accontentare un campione del genere. Ora siamo felici della Juve, ma più 4 Chelsea 20% 5 GDS avanti, quest anno o l anno prossimo, vedremo che occasioni si creeranno...». POSIZIONE JUVE Lo ribadiamo da tempo, anzi lo ha spesso spiegato direttamente l a.d. Beppe Marotta: «La posizione della Juve? Noi non mettiamo sul mercato nessuno dei nostri campioni, devono essere loro a chiederci di andare via. A quel punto, ci si siede a parlare con i potenziali acquirenti, ma solo alle nostre condizioni economiche». Il problema numero uno è che sotto il naso del fenomeno francese iniziano a sventolare proposte di ingaggio da 8-9 milioni a stagione, roba inavvicinabile per il nostro calcio. IN CORSA All assalto del centrocampista ci sono Real, Bayern, Paris Saint Germain, Manchester United, Manchester City e Chelsea. Particolarmente agguerrito il Psg, che ha bisogno di un simbolo francese in una squadra parecchio straniera. E affidare la fascia da capitano a Pogba sarebbe la soluzione migliore, sia tecnicamente sia a livello di immagine. Un eventuale operazione che oltretutto riavvicinerebbe la Juventus al club francese: oggi i rapporti sono infatti nulli in seguito allo «scippo» a costo zero di Kingsley Coman. Detto questo, in caso di cessione Marotta POGBA È UNO DEI MIGLIORI 0 DELLA A, LA JUVE NON PUÒ PERMETTERSELO PER MOLTO TEMPO MINO RAIOLA PROCURATORE DI POGBA stringerebbe la mano solo al miglior offerente, questo è sicuro. COLPI TOP Pogba o non Pogba, la Juve non cambierà comunque i propri piani: nella prossima stagione verrà dato il primo vero assalto alla Champions League, grazie anche ai soldi in arrivo dalla nuova tornata dei diritti televisivi e dall ingresso di importanti sponsor. Marotta e Paratici hanno idee chiare e strategie pronte in ogni caso. La partenza del francese non coglierebbe di sorpresa due dei grandi protagonisti della rinascita post calciopoli. Previsti rinforzi di qualità in ogni reparto. Là davanti sono due le soluzioni in alternativa: Falcao e Cavani. Il colombiano ha già sfiorato Torino questa estate, e al momento vive un rapporto difficilissimo con Van Gaal a Manchester, sponda United. La candidatura dell uruguaiano del Paris Saint Germain è invece emersa prepotente nelle ultime ore, e trova le prime conferme anche in Francia: pista ancor più praticabile se Pogba scegliesse proprio il Psg. La caccia a Falcao o Cavani viaggia su binari differenti rispetto alle trattative intavolate nelle ultime settimane con i vari Sneijder, Mkhitaryan, Januzaj e soprattutto Stevan Jovetic. I primi tre sono in ballottaggio, mentre il montenegrino è un obiettivo a prescindere. Marotta è pronto a offrire al City due milioni subito e altri 5 da diluire in un paio di rate annuali, ma l impressione è che ogni discorso possa decollare solo da giugno. A fine stagione verranno avvicinati pure Vazquez del Palermo e Ramires del Chelsea, a maggior ragione se dovessero tramontare le situazioni di Sneijder, Mkhiratyan e Januzaj. Capitolo difesa: Rolando vuole ora alzare la voce con il Porto perché preoccupato di perdere il treno bianconero. Per il futuro, Marotta guarda con attenzione a cosa farà Miranda con l Atletico Madrid. NEL MIRINO DEI CAMPIONI D ITALIA Paul Pogba, 2 anni, alla Juventus dal 202 BOZZANI RADAMEL FALCAO Punta colombiana, 28 anni, è in prestito allo United dal Monaco EDINSON CAVANI Attaccante uruguaiano, 27 anni, è in rotta con il Paris Saint Germain STEVAN JOVETIC Montenegrino, 25 anni, attaccante del Manchester City IL RINNOVO Lichtsteiner resta bianconero fino al 207 Lo svizzero: «E ora lo scudetto». Intanto, domani sera Juve Stadium esaurito per la gara di Coppa Italia con il Verona catore. Stephan ha sempre detto di voler restare, però chiedeva un cospicuo adeguamento dello stipendio: da 2 a 3 milioni di euro all anno. La Juventus invece avrebbe voluto confermarlo ma a cifre più basse (intorno ai 2,3 più bonus). Alla fine le parti hanno trovato un punto d incontro: lo svizzero avrà uno stipendio di 3 milioni di euro all anno (bonus compresi). DOPPIO VERONA Intanto la Juventus domani tornerà in campo per la Coppa Italia contro il Verona. Lo Stadium è già quasi tutto esaurito, inoltre chi acquisterà i biglietti per la Coppa potrà poi avere quelli per la gara di campionato di domenica se- Stephan Lichtsteiner, 30 anni LAPRESSE Fabiana Della Valle MILANO S tephan Lichtsteiner resta in bianconero. Per altri due anni di sicuro, poi magari anche di più. L esterno svizzero ha rinnovato il contratto fino al 207: in scadenza nel 205, ha firmato un biennale con un opzione per il terzo anno. «Sono molto felice ha commentato Lichtsteiner sul sito bianconero, abbiamo parlato tanto e ora finalmente so che resterò qui. Quest anno abbiamo molti obiettivi, uno purtroppo è già sfumato (la Supercoppa, ndr). Vogliamo vincere lo scudetto e magari la Champions League, anche se sappiamo che è difficile. Però si può sempre sognare...». In effetti la firma e il tanto atteso annuncio ufficiale sono arrivati dopo un periodo fitto di contatti tra Marotta, Paratici e l agente del giora (di nuovo contro l Hellas) a prezzi ridotti. Allegri punterà sul turnover, per far riposare chi ha giocato di più e concedere la ribalta a chi ha avuto meno spazio finora: probabile maglia da titolare per Storari, Ogbonna, Padoin, Mattiello, Pereyra, Coman, Morata, Giovinco e Caceres. Ancora out Barzagli, Asamoah e Romulo. BASTA POLEMICHE Martin Caceres, rientrato domenica al San Paolo dopo più di tre mesi di stop per colpa di un infortunio muscolare, è tornato ieri sulle polemiche del post partita di Napoli per un presunto fuorigioco in occasione del suo gol: «Preferisco parlare di calcio, del fatto che la Juve ha vinto 3- meritatamente ha detto l uruguaiano a Sky Sport. Invece qualcuno sta solo cercando la polemica. Ma sono cose che non c entrano niente con la partita, si vogliono creare discussioni ad ogni costo. In Liga non era così, si parlava molto meno degli episodi. È stata una partita difficile, dopo il pareggio abbiamo anche rischiato di subire il 2-. Ma dopo il 2- e soprattutto il 3- per noi eravamo più tranquilli. Abbiamo giocato una partita da Juventus, questa è la cosa importante, vincendo al San Paolo dopo 5 anni, se non sbaglio (4 per la precisione, ndr)».

10 Serie A R Arbitri sotto attacco 0 MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT De Laurentiis rilancia «Contro il Napoli errori macroscopici» Il presidente replica a Nicchi: «Genero violenza? Non ho offeso nessuno, ci sono le immagini». Ma rischia il deferimento Mimmo Malfitano NAPOLI L a risposta di Aurelio De Laurentiis alle dichiarazioni rilasciate da Marcello Nicchi, il presidente degli arbitri italiani, nel corso del Processo del lunedì, è stata sferzante e decisa. «Contesto totalmente le sue accuse nei miei confronti. Anche se non mi sorprende che il capo degli arbitri abbia voluto difendere chi aveva commesso gravi errori. Questa volta le sue dichiarazioni sono in totale contrasto con quanto acclarato ampiamente dalle immagini televisive. I miei tweet sono stati semplici, essenziali e assolutamente non offensivi, poiché hanno fotografato la realtà dei fatti ampiamente poi condivisa e ribadita da gran parte dei media», si legge nel comunicato che il club ha diffuso, ieri, in tarda serata. ALL ATTACCO Dunque, nessuna marcia indietro o ripensamenti: dopo aver contestato la direzione di Tagliavento (ne ha chiesto la sospensione) e di tutti i suoi collaboratori, il presidente del Napoli non ha risparmiato risposte piccate al massimo dirigente arbitrale che, invece, aveva difeso l operato del direttore di gara designato per la super sfida con la Juve. «Bisogna stare attenti quando si parla, perché ogni dichiarazione sopra le righe può generare DE LAURENTIIS DEVE STARE ATTENTO, OGNI POLEMICA FINISCE PER AIZZARE LA VIOLENZA MARCELLO NICCHI PRESIDENTE AIA, LUNEDÌ violenza. Polemiche che poi si trasformano in violenza nei campi sottostanti, come dimostrano i 370 ragazzi picchiati in un anno. Ed io non ci sto più a questo stato di cose», aveva detto, Nicchi, richiamando alle proprie responsabilità il dirigente napoletano che, invece, ha ribadito in toto le accuse fatte nel dopo partita. Sopra il gol, contestato per un fuorigioco, di Caceres. A destra Aurelio De Laurentiis, 65 anni DA PECHINO L ultima contestazione alla classe arbitrale, in ordine di tempo, c era stata nell agosto 202, in occasione della finale di Supercoppa, a Pechino, proprio contro la Juve, che il Napoli aveva perso giocando i tempi supplementari in inferiorità numerica: l arbitro Mazzoleni espulse prima Zuniga e poi Pandev reo di aver insultato uno dei suoi collaboratori. Nel dopo partita, per protesta, il Napoli non si presentò alla premiazione. «Anche stavolta, in una gara così delicata, la macroscopicità degli errori è stata tale che ho ritenuto evidenziarli. Venendo dal cinema sono stato educato per la democraticità e la libertà d espressione. La critica è sempre costruttiva per migliorare le prestazioni di tutti noi protagonisti, inclusi gli arbitri che devono assolutamente, per professione e cultura, essere rigorosissimi nell imparzialità». INTRODUZIONE MOVIOLA La chiede da tempo, il presidente del Napoli. La moviola avrebbe potuto fare chiarezza sul gol di Caceres, per esempio, contestato dal Napoli per un millimetrico fuorigioco del giocatore juventino. Non è stato l unico episodio, in ogni modo, che ha scatenato al reazione napoletana. Sott accusa anche il gol del pari annullato per un presunto fallo di Koulibaly su Buffon in uscita. In uno dei tre tweet scritti, De Laurentiis ha fatto riferimento persino alla malafede o all incapacità degli arbitri italiani. «Il pensiero personale che ho inteso esprimere ha l unico significato di evidenziare l inadeguatezza dell attuale sistema e la necessità di una urgente revisione dello stesso, come l introduzione della moviola in campo che da più anni ho sollecitato. Moviola che per altro è già utilizzata in molti sport professionistici». De Laurentiis potrebbe essere deferito dalla Procura Federale per i twett sugli arbitri. FOCUS di SEBASTIANO VERNAZZA QUEI «MIND GAMES» COPRONO I DIFETTI? G li inglesi li chiamano «mind games», giochi della mente, stratagemmi psicologici per raggiungere un obiettivo, messaggi verbali che nascondono un secondo fine. Nel calcio si fa uso di «mind games» per molti scopi, ad esempio per spostare l attenzione da un polo di discussione ad un altro. Ultimo caso domenica sera, dopo Napoli- Juventus. A caldo Aurelio De Laurentiis ha attaccato a testa bassa l arbitro Tagliavento e i suoi collaboratori, Rafa Benitez ha fatto la battuta sul «ci può stare». Presidente e allenatore si sono presi la scena dei media e nessuno o quasi ha parlato più della brutta prestazione del Napoli. Piccolo inciso: in Italia un grande «mind game» è l «altrismo». Se dici che Tizio ha rubato una mela, al bar o sui social network salta subito fuori uno a obiettare che Caio ha trafugato una pera, come se il furto dell uno annullasse quello dell altro. I più grandi e recenti interpreti di «mind games» calcistici sono stati Alex Ferguson e José Mourinho. Memorabile quella volta che, alla vigilia di un Manchester United-Chelsea, Mou accusò sir Alex di essere un catenacciaro, nella speranza che il gran scozzese schierasse una squadra piena di punte. Ferguson non abboccò e il Manchester vinse, ma lo Special One, col ritiro di «Fergie», è diventato il numero uno del genere. Molte delle sue frasi celebri sono «mind games», inclusa la prima pronunciata in Italia, «io non sono un pirla», che gli servì per catturare subito simpatie. Nessuno ha inventato nulla, i «mind games» c erano anche una volta, soltanto che non li chiamavano così. In Italia basta ripassare gli aforismi di Nereo Rocco e di Helenio Herrera negli anni Sessanta; in Inghilterra fece scuola Brian Clough, quello del «Maledetto United». L importante era (è) stornare, confondere, alzare polvere. LOTTA AL GOL NON GOL Tecnologia atto I Riunione in Figc per illustrare costi e tempi Il via libera per la prossima A sembra scontato, ma c è il nodo soldi e i tagli all Aia Francesco Ceniti D opo fiumi di parole, arriva un primo passo concreto sull introduzione in Italia della tecnologia per evitare i gol fantasma. Oggi a Roma è previsto un incontro ufficiale tra le parti interessate: Federcalcio, Lega di A e Associazione degli arbitri. Tutti seduti intorno a un tavolo per ascoltare la relazione del gruppo di lavoro voluta da Carlo Tavecchio, presidente della Figc, alcuni mesi fa, quando decise con una accelerata di dotare gli stadi della A con gli strumenti utilizzati al Mondiale oppure in Premier League. La strada sembra tracciata: dalla prossima stagione l ipotesi dovrebbe diventare realtà. Il condizionale resta d obbligo se non altro per una questione non secondaria: i soldi necessari per rendere operativa tutta l operazione. Sulla volontà di farlo pochi dubbi: la Figc si è espressa in modo chiaro, la Lega per bocca di molti presidenti ha sposato in pieno l iniziativa (qualcuno vorrebbe andare oltre con l apertura alla moviola in campo, ma qui ci sono pensieri molto diversi), l Aia non si è detta contraria, ma... Marcello Nicchi, 6 anni I PROBLEMI La questione arbitrale è molto delicata: ci sono i tagli annunciati (5 milioni di euro) verso l Aia che andrebbero a colpire soprattutto il capitolo formazione e le categoria inferiori, poi c è il rebus addizionali. Tavecchio ne aveva decretato il de profundis per questioni economiche (costano un milione e 300 mila euro alla Figc), ma prima di Natale, complice la mediazione del d.g. Michele Uva, c era stata una quasi totale retromarcia con annessa riflessione sul futuro dei giudici di porta da rinviare a giugno. Le ultime polemiche hanno portato di nuovo tempesta sul barometro degli addizionali, ma di sicuro il presidente Marcello Nicchi ascolterà con molta attenzione la relazione sulla tecnologia. Soprattutto sui costi dove il ragionamento è elementare: se i soldi per l occhio di falco dovessero materializzarsi dai tagli all Aia (più o meno le due cifre sono simili) è chiaro che qualcosa non tornerebbe. Anche perché l idea della tecnologia è di dare una mano agli arbitri (giusto), ma se da una parta si dà e dall altra si toglie la qualità del servizio per forze di cosa ne risentirebbe. ASPETTANDO L IFAB Comunque oggi ne sapremo di più anche sui tempi tecnici per arrivare all annuncio ufficiale. La Federcalcio deve pure decidere quale tecnologia usare: quella adottata dalla Premier League oppure quella vista al Mondiale. Entrambe hanno l okay derll Ifab, ma forse i costi non sono identici. Ecco perché di fronte a vantaggi e svantaggi la Figc cercherà di ottenere un prezzo migliore, cercando di far leva sulla concorrenza tra le ditte in gara. Più complicata la seconda parte del progetto di Tavecchio che ha offerto alla Fifa la Serie A come campionato sul quale testare il progetto moviola in campo: due richieste per squadra su situazioni certe (forse anche il fuorigioco). Solo a fine febbraio Blatter saprà se l Ifab accetterà questa sperimentazione. Le premesse non sono positive: il Board sembra contrario (come Platini e L Uefa) a questo passo. Il «no» o un rinvio diplomatico sembra il finale più probabile, ma Blatter non è abituato a perdere. La sorpresa è sempre possibile. IL RETROSCENA C era una volta Abete... Il silenzio di Tavecchio irrita il mondo arbitrale MILANO C è un silenzio che fa rumore nella querelle che in questo campionato mette di fronte gli arbitri con alcune società della Serie A. In molti hanno notato come non sia stata spesa neppure una parola di prammatica da parte di Carlo Tavecchio e della Federcalcio. Certo, gli arbitri hanno piena autonomia, ma da sempre la Figc ha cercato di fare da cuscinetto per difendere quello che è un servizio pagato dalle casse di via Allegri. Insomma, le polemiche ci sono sempre state, ma ci sono sempre state anche le dichiarazioni distensive del presidente di turno. Basta andare in archivio per trovare quelle di Giancarlo Abete: a volte anche con toni duri per rimettere in riga società, presidenti e tesserati andati fuori giri, al di là del naturale diritto di critica. Questo non è accaduto con Tavecchio neppure di fronte a certi giudizi che erano veri insulti personali e non proteste per un episodio contestato. IRRITAZIONE Tavecchio ha incontrato Nicchi e gli arbitri a Coverciano prima di Natale. In quell occasione sono state spese parole dolci verso l Aia anche grazie alla presenza di Michele Uva, il d.g. che sta cercando di ricucire lo strappo. Ma la tregua delle feste è stata spazzata via dalle ultime polemiche. E ancora una volta dalla Figc il silenzio è stato assoluto. Un atteggiamento a dir poco pilatesco che ha causato irritazione nel mondo arbitrale. Tutto questo mentre è in arrivo un appuntamento che sulla carta dovrebbe servire a distendere gli animi: l annuale incontro tra designatore della Can A, arbitri e Nicchi con presidenti, allenatori e capitani. Un faccia a faccia utile per avere chiarimenti sul regolamento e su alcune decisioni prese. Si terrà (Roma o Milano) entro gennaio. Di solito i buoni propositi (collaborazione e toni più pacati) durano lo spazio di pochi giorni. Magari questa volta sarà diverso. cen

11 CalcioR DENTRO LA TATTICA MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT CONTENUTO PREMIUM E UN TEMA DA SEMPRE AL CENTRO DI POLEMICHE UNA STORIA IN 3 TAPPE Il fuorigioco è, da sempre, al centro del dibattito calcistico. Se ne discute per una chiamata, giusta o sbagliata che sia, da parte degli assistenti arbitrali, se ne parla quando una squadra cerca con insistenza (e con metodo) di mettere gli avversari in posizione irregolare tanto che si è addirittura inventata la definizione di tattica del fuorigioco. Ora cerchiamo di ripercorrerne la storia, consapevoli che le controversie sul tema non finiranno mai. COSÌ PRIMA DEL 925 La regola prima della svolta del 925. Il fuorigioco (ci devono essere 3 giocatori tra attaccante e porta) viene aggirato con l avanzamento di un difensore che mette il centravanti oltre la linea LA REAZIONE CON IL WM DI CHAPMAN Nella stagione la contromossa di Chapman. Dopo un k.o. del suo Arsenal, il tecnico schierò la squadra secondo il WM, inventando il terzo difensore che doveva marcare il centravanti COM È OGGI: SEMPRE PIÙ COMPLICATO L attaccante blu più a sinistra è in fuorigioco perché più vicino alla porta rispetto al pallone (in bianco vicino al centrocampo) e al penultimo difensore (pallino rosso sulla linea tratteggiata) 90 anni in fuorigioco IL RACCONTO di ANDREA SCHIANCHI L a madre di tutte le regole del calcio nacque per disperazione e per paura. Come quando lo Stato deve affrontare un emergenza e promulga leggi speciali, novant anni fa i dirigenti del calcio mondiale si trovarono più o meno nella stessa situazione: molte partite terminavano 0-0, la media-gol si era pericolosamente abbassata (fino a 2,58 reti a gara, una miseria per quell epoca) e, soprattutto, gli spettatori erano in calo e gli introiti dei padroni del vapore pure. Si decise allora di dare la colpa di quel fenomeno d involuzione alla regola del fuorigioco a tre e si propose di passare al fuorigioco a due. IN PRINCIPIO Non era soltanto una questioni numerica, ma concettuale. In sostanza, alcune squadre negli anni Venti avevano trovato l antidoto difensivo perfetto. Allora si giocava con il metodo, che era poi la piramide di Cambridge leggermente modificata: (invece di 2-3-5). I due difensori più il portiere tenevano in gioco l attaccante, ma bastava che uno facesse un movimento in avanti al momento del lancio per il centravanti avversario e questi finiva in fuorigioco. Maestri di questa tattica erano Morley e Montgomery del Notts County, e pure Hudspeth e McCracken del Newcastle non erano male. Ne conseguì, come accade ogni volta che si trova una buona soluzione, che molti allenatori insegnarono ai loro difensori quei movimenti, li obbligarono a prendere come esempi Morley e Montgomery, o Hudspeth e McCracken, e gli attaccanti di tutto il mondo restarono prigionieri per la delusione degli spettatori che non vedevano più gol. ESPERIMENTI La crisi avanzava minacciosa, coinvolgeva l Inghilterra ma non soltanto, e rischiava di minare l essenza del gioco. Fu allora che i dirigenti calcistici si misero al lavoro per studiare qualche accorgimento. Due in particolare: passare al fuorigioco a due appunto, oppure tracciare due linee in ogni metà campo all altezza dei 36 metri, dietro le quali un attaccante veniva considerato in posizione regolare. Nell inverno del 925 cominciarono gli esperimenti, vennero disputate partite amichevoli durante le quali si giocava il primo tempo con la regola del fuorigioco a due e il secondo tempo con la regola delle linee a 36 metri. Alte si levarono le grida di disapprovazione da parte dei tradizionalisti, quelli che non ammettevano cambi al sistema. Ma i dirigenti andarono avanti per la loro strada e alla riunione dell International Board, il 3 giugno 925, in un elegante palazzo di Rue de Londres a Parigi, venne approvata la modifica del regolamento su proposta del rappresentante scozzese. Era passato il fuorigioco a due, FAME DI SPETTACOLO COSÌ CAMBIÒ LA MADRE DI TUTTE LE REGOLE adesso si trattava di verificarne gli effetti. PIU GOL Alla base dell evoluzione c era un desiderio di spettacolo, questo è ovvio. E c era, in particolare, la volontà di favorire gli attaccanti rispetto ai difensori. Quando il calcio nacque, a metà dell Ottocento, da una costola del rugby, era un gioco di dribbling: si doveva superare l avversario attraverso l abilità, le finte, la tecnica. Poi, nel giro di pochi anni, si trasformò in SI SEGNAVA POCO E LA GENTE SCAPPAVA DAGLI STADI: NEL 925 SI DECISE DI PASSARE ALL OFFSIDE A DUE PER NON PENALIZZARE TROPPO GLI ATTACCANTI L OLANDA, IL MILAN DI SACCHI, IL FOGGIA DI ZEMAN: UNA SCELTA VINCENTE Una scena abituale del Milan di Sacchi: Franco Baresi, a destra, chiama il fuorigioco. 2 Johan Cruijff in azione durante la sfida Olanda-Argentina 4-0 del Mondiale Zdenek Zeman festeggiato dopo la promozione in A del Foggia nel Herbert Chapman ( ) inventore del WM con l Arsenal gioco di passaggi, e vennero privilegiati i lanci lunghi, la forza fisica, le qualità atletiche dei protagonisti. Ora si cercava una via di mezzo, il famoso compromesso: non si voleva che gli attaccanti fossero penalizzati e, allo stesso tempo, non si voleva essere punitivi nei confronti dei difensori. La nuova regola portò un maggior numero di gol, la media si alzò fino a toccare quota 3,69 nella stagione successiva alla modifica, ma in realtà ciò fu dovuto al fatto che molte squadre non avevano ancora trovato le contromisure. Un vecchio proverbio recita: «Fatta la legge trovato l inganno». E così fu. L allenatore dell Arsenal Herbert Chapman, ingaggiato a suon di sterline proprio nell estate del 925 subito dopo l approvazione del fuorigioco a due, fu messo sul banco degli imputati dal ricco proprietario del club, Sir Henry Norris, e dal giocatore più importante della squadra, Charles Buchan. Lo accusavano di non aver modificato le sue idee e gli proposero di inserire un difensore in più in mezzo ai due classici. Chapman accettò e nacque il famoso sistema o WM. In pratica, un Il difensore in più era lo stopper che si occupava di marcare il centravanti avversario: Jack Butler fu uno dei primi interpreti del ruolo. Con il WM si giocava uomo-contro-uomo, tante corse, tanti duelli. 3 CONTROPIEDE Chissà se i dirigenti che si riunirono a Parigi, in quel giugno del 925, pensavano di aver dato l avvio a una discussione che dura ancora oggi. Il problema è che, nonostante quello che raccontano, gli allenatori da sempre si preoccupano prima di tutto di non subire gol e poi, magari, di farne. Scrisse un aiutante di Chapman: «Il segreto non è attaccare, ma contrattaccare. Comandare il gioco a metà campo o riempire di giocatori l area avversaria non è lo scopo di questo gioco. Noi, all Arsenal, attiriamo deliberatamente i nemici per poi allontanare la palla velocemente attraverso lanci lunghi verso le nostre ali». E la spiegazione dell italico contropiede. E il fuorigioco, ben presto, diventò diventato una tattica difensiva. Pensiamo alla Grande Olanda che con il movimento in sincronia dei difensori metteva gli avversari in posizione irregolare. Oppure ricordiamoci del pressing e del fuorigioco alto del Milan di Sacchi con Baresi che, qualora l arbitro se ne fosse dimenticato, alzava il braccio a ricordargli che era il caso di fischiare. Ma quell atteggiamento non produceva più gol, semmai contribuiva ad aumentare la frustrazione degli avversari che non trovavano le contromisure. La verità è che non ci sono regole che garantiscano spettacolo, gol e divertimento, tranne una: far giocare quelli che al pallone danno del tu e non del voi. 2 4

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13 Coppa Italia R Ottavi di finale Dramma Anderson Il padre accusato di duplice omicidio Tragico incidente dopo un inseguimento all ex fidanzato della compagna, morto con una donna Stefano Cieri INVIATO A FORMELLO (ROMA) I l dramma dopo la gioia. Tanto era stato dolce il derby per Felipe Anderson quanto amaro, anzi amarissimo il dopo. Il padre del giocatore della Lazio è infatti finito in carcere, in Brasile, con l accusa di duplice omicidio, uno volontario e l altro colposo. Una notizia terribile per il giocatore, una vicenda ancora da definire, ma comunque già sufficientemente chiara per inchiodare alle sue responsabilità Sebastiao Tomè Gomes, il cinquantunenne padre del numero 7 biancoceleste. SCHIANTO TERRIBILE Il magic moment di FA7 si è interrotto improvvisamente quando in Brasile era il tardo pomeriggio di lunedì e in Italia era già la notte tra lunedì e martedì. A Brasilia, dove il giocatore è nato e dove tuttora vivono i suoi familiari, il padre è rimasto coinvolto in un incidente stradale in cui hanno perso la vita un uomo di 30 anni, Bruno Santos Silva, e una donna di 6, Noemia Caldeira Gomes. Ma è la sequenza del tragico incidente a essere tremenda. La dinamica dei fatti ha aperto uno squarcio ancora più sinistro. La carambola che ha determinato la morte delle due persone si è infatti verificata al termine di un vero e proprio inseguimento che il papà di Anderson ha fatto all uomo che è poi deceduto. Si trattava dell ex fidanzato della sua attuale compagna (i genitori di Anderson sono separati). Pare che tra i due ci fosse stata una discussione accesa in precedenza. L epilogo dell inseguimento non è ancora del tutto chiaro. I due uomini (quello deceduto era a bordo di una moto) hanno finito la loro corsa addirittura all'interno di un abitazione, dopo aver sfondato il muro. Dentro la casa si trovava la signora che, investita dall auto del padre di Anderson, ha perso la vita. Nell impatto è deceduto anche l uomo inseguito dal papà del giocatore laziale. Non è chiaro se abbia perso la vita nell impatto o sia stato prima speronato. Fatto sta che, al momento, l accusa sarebbe di omicidio volontario nei confronti dell uomo e di omicidio colposo nei confronti della signora. Il padre di Felipe, dopo essere inizialmente scappato, si è successivamente costituito presso un commissariato di polizia. Se le accuse fossero confermate rischierebbe una condanna fino a 30 anni di reclusione. DALLA GIOIA AL DRAMMA Appena appresa la notizia, a Roma era già notte, il giocatore della Lazio si è immediatamente messo in contatto con i suoi familiari. La vicenda lo ha profondamente scosso. Una mazzata tremenda per lui, arrivata proprio nel momento calcisticamente più bello della sua vita. FA7 era infatti stato il grande protagonista laziale del derby di domenica scorsa. Una partita che lo aveva definitivamente consacrato dopo le ottime prestazioni fornite nell ultimo mese e mezzo di campionato. Di lui, lunedì mattina, si era parlato tantissimo anche in Brasile. Con i media che, più o meno all unanimità, dopo MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT DALLA FESTA ALL INFERNO FAMILIARE RL auto del papà del laziale ha sfondato una casa uccidendo la proprietaria 2 3 Felipe Anderson, brasiliano della Lazio, impreca durante una gara 2 L auto del padre che ha sfondato il muro di una casa uccidendo una donna 3 L auto e la moto del rivale in amore, ucciso ANSA aver esaltato le sue gesta nel match contro la Roma, avevano invocato la sua convocazione nella Seleçao da parte del c.t. Dunga. Poi, in serata, quegli stessi media sono dovuti tornare a occuparsi del giocatore laziale per tutt altri motivi. A TORINO Anderson, ragazzo schivo e molto religioso (ma anche il padre, prima di questo episodio, aveva condotto una vita irreprensibile) si è chiuso in un comprensibile silenzio. Ma ha subito detto sia alla società sia al tecnico Pioli che sarebbe rimasto al suo posto. E 3 così l allenatore lo ha anche convocato per il match di Coppa Italia in programma stasera a Torino. Andrà in panchina, ma più che per questa brutta vicenda per i postumi della contusione a una coscia rimediata nel derby di domenica. Pioli è convinto che il suo rendimento non risentirà di quanto accaduto a suo padre: «E una cosa privata, ne abbiamo parlato, è tranquillo». Il presidente Lotito lo ha rincuorato così: «La società gli è vicina, lui è un grandissimo giocatore e soprattutto una persona di altissimo livello morale». DIFENSORE VICINISSIMO Pioli punta i quarti e accoglie Hoedt Torino con Lopez TORINO (3-5-2) LAZIO (4-3-3) OGGI Ore 2 ARBITRO Russo 9 MAKSIMOVIC 88 8 PERES FARNERUD 39 CAVANDA 7 MARTINEZ 4 B. KEITA 32 CATALDI 26 RADU 30 PADELLI 25 GLIK 4 GAZZI BERISHA 2 SILVA 7 3 EL KADDOURI MOLINARO KLOSE 24 LEDESMA 22 AMAURI 85 NOVARETTI 87 CANDREVA 23 ONAZI 7 PEREIRINHA PANCHINA 3 Castellazzi, 8 Jansson, 24 Moretti, 36 Darmian, 32 Masiello, 4 Basha, 20 Vives, 94 Benassi, Maxi Lopez. ALL. Ventura. BALL. nessuno. SQUAL. nessuno. DIFF. nessuno. INDIS. Barreto (2 giorni), Bovo (2 giorni), Quagliarella (5 giorni). ALTRI Gillet, Larrondo, Nocerino, Perez, Sanchez Miño. PANCHINA 22 Marchetti, 77 Strakosha, 27 Cana, 3 Konko, 8 Basta, 44 Prce, 20 Biglia, 6 Parolo, 70 Oikonomidis, 7 F. Anderson, 9 Djordjevic, 78 Tounkara. ALL. Pioli. BALL. Radu-Cana 60-40%, Candreva-Tounkara 70-30% SQUAL. nessuno. DIFF. nessuno. INDISP. Braafheid, Ciani, Ederson, Gentiletti, Gonzalez, Lulic. De Vrij e Mauri. ALTRI Sculli. Berardino-Bramardo S ubito una novità nel Torino. Neppure il tempo di conoscere i nuovi compagni nell unico allenamento di rifinitura alla Sisport, e questa sera per Maxi Lopez sarà già l ora del debutto. Difficilmente l attaccante argentino partirà titolare, ma l emergenza in casa granata è tale che l ex del Chievo verrà utile contro la Lazio. Appena in tempo, verrebbe da dire, vista la novità di giornata. Ieri mattina nella partitella si è fermato Fabio Quagliarella, una contusione sul collo del piede, dolorosa ma niente di grave, tanto che l attaccante napoletano dovrebbe essere a disposizione per la trasferta di Cesena.Ventura non potrà contare su Bovo e Barreto, (durata record, dieci giorni, l influenza del brasiliano), oltre a Larrondo, Nocerino, Perez e Sanchez Mino con la valigia pronta. Non ci sarà Gillet per un impegno giudiziario. Il portiere belga ha dovuto rispondere alla chiamata del tribunale di Bari, convocato in aula come testimone in uno dei processi sul calcioscommesse che vede imputati tre ex capi della tifoseria biancorossa. QUI LAZIO In casa biancoceleste, Stefano Pioli dà spazio al turnover. «Il derby è stato dispendioso. Ci sono alcuni giocatori che vengono da infortuni Wesley Hoedt, 20, maglia rossa EPA e domenica abbiamo una gara importante col Napoli. Contro il Torino comunque saremo competivi, vogliamo passare il turno». Tornano titolari Berisha, Keita e Klose. Debutta Cataldi. «Mi aspetto una prova positiva da loro, sono certo che arriverà perché so come si stanno preparando» ha spiegato il tecnico. Infortunati Mauri e De Vrij. Intanto, è vicinissimo l accordo per Wesley Hoedt, 20 anni, in scadenza con l Az Alkmaar. Ieri, il d.g. del club olandese, Stewart ha precisato: «Non c è ancora l intesa con la Lazio». Ma sta arrivando con l offerta di un milione e 200mila euro (di cui 500mila come valorizzazione) per liberare subito Hoedt (accordo fino al 208, 500mila euro l anno), pronto ad affiancare il connazionale De Vrij al centro difesa. Questione di ore. PLAYOFF CHAMPIONS 2007 «Dinamo-Lazio era truccata» Poi la smentita BUCAREST E durato lo spazio di qualche ora l ultimo scandalo della Dinamo, che però questa volta avrebbe potuto investire la Lazio. Invece Cristi Pulhac, difensore romeno della Dinamo, ha ritrattato in serata le dichiarazioni che il sito ProSport gli attribuiva al mattino. Il primo lancio era stato esplosivo: «Dinamo-Lazio -3 dell agosto 2007, spareggio per entrare nei gironi di Champions, era stata concordata dalle dirigenze, lo stesso presidente Cristian Borcea aveva trattato l accordo. Poi la Lazio avrebbe comprato Radu, come fece». L articolo parlava di scommesse e milioni di euro vinti per il mondo, poi in serata il giocatore - raggiunto dalla Gazzetta - ha smentito le dichiarazioni, che poco dopo sono state corrette anche sul sito romeno. Nessuna combine. Resta in carcere invece il presidente di quella Dinamo, che dopo un lungo processo penale ha perso il suo appello nel mese di marzo 204 e sta scontando una condanna a sei anni e quattro mesi di carcere, senza condizionale (ma è stato a casa per Natale in permesso), per evasione fiscale nel trasferimento internazionale dei giocatori di quella Dinamo: le indennità di trasferimento dai club stranieri finivano su conti off-shore invece di andare ai club di appartenenza. E nessuno pagava le tasse: un inchiesta ha portato in carcere decine di persone in tutto il paese. Gabriel Safta AL TARDINI Il Parma mostra Lila Cagliari: Zola ci tiene Debutta l albanese I rossoblù con Conti PARMA (3-5-2) CAGLIARI (4-3--2) OGGI Ore 8 ARBITRO Cervellera 2 CASSANI 4 MENDES 3 MARIGA 9 POZZI 0 JOAO PEDRO 3 MURRU 90 COP 24 BENEDETTI 22 IACOBUCCI 29 PALETTA 3 LILA 22 HUSBAUER 5 CONTI COLOMBI 9 FELIPE 4 GALLOPPA 7 PALLADINO 2 CAPELLO 2 GONZALEZ 8 BARELLA 8 GOBBI 6 DESSENA PANCHINA 83 Mirante, 92 Coric, 5 Costa, 27 Santacroce, 6 Lucarelli, De Ceglie, 33 Rispoli, 8 Mauri, 2 Lodi, 70 Lucas, 99 Cassano, 20 Bidaoui. ALL. Donadoni BALLOTTAGGI Mendes-Santacroce 55-45%, Galloppa-De Ceglie 55-45%, Gobbi-De Ceglie 55-45%. SQUAL. nessuno. DIFF. nessuno. INDISPONIBILI Coda (40 giorni), Ghezzal (30 giorni), Jorquera e Biabiany (da verificare). ALTRI Acquah e Belfodil (Coppa d Africa), Sarr. PANCHINA 27 Cragno 4 Pisano, 8 Avelar 33 Capuano, 30 Donsah, 9 Longo, 3 Caio Rangel, 25 Sau, 7 Farias. ALL. Zola BALLOTTAGGI Dessena-Pisano 60-40%; Barella 60 Donsah 40%. SQUAL. nessuno DIFF. nessuno INDISP. Ibarbo (7 g), Cossu (5, Balzano (0), Ceppitelli (0) Piovani-Frongia D ue squadre che hanno problemi più seri, in zona retrocessione, ma che possono usare la Coppa per l inserimento dei nuovi e rafforzare l intesa in vista del girone di ritorno. Quindi anche se Roberto Donadoni solo stamattina darà i convocati del Parma, è sicuro che ci sarà Andi Lila, neoacquisto, capitano della nazionale albanese. Previsto comunque un turn-over: indisponibili Acquah e Belfodil (in Coppa d Africa) e i lungodegenti Coda e Ghezzal (per entrambi allenamenti personalizzati) e Jorquera e Biabiany (in permesso). QUI CAGLIARI «Una partita molto interessante: ci alletta l idea di passare il turno». Gianfranco Zola accelera. «Il Parma non attraversa un gran periodo ma non dobbiamo dar loro occasioni per rialzarsi». A casa Brkic, Rossettini, Ekdal e Crisetig, tra i 20 convocati torna capitan Conti. L allenatore del Cagliari coccola la vecchia guardia («Dessena? Uno come lui in squadra non può mancare. Sau? Sta bene, ha lavorato col gruppo») e tira la volata ai giovani Barella e Capelli. «Devo valutare i nuovi e conoscere chi gioca meno. Donadoni? Un amico che stimo. Avrei preferito incontrarlo in situazioni diverse, per noi e per loro».

14 Serie A R Caos Capitale 4 MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT DAL 2007 A OGGI UNA LUNGA STORIA DI VIOLENZA 4 APRILE 2007 TIFOSI MANCHESTER ACCOLTELLATI Andata dei quarti di Champions: guerra fuori dall Olimpico: 20 feriti, 7 accoltellati, 5 inglesi in ospedale. E dentro cariche della polizia ANSA 22 NOVEMBRE 202 RAID ULTRÀ AL PUB DI CAMPO DE FIORI Vigilia di Lazio-Tottenham, inglesi assaliti con caschi, coltelli e mazze. Due ultrà romanisti condannati per lesioni gravi a 4 e 3 anni e 6 mesi 22 SETTEMBRE 203 I LAZIALI ASSALTANO LA POLIZIA Al termine del derby d andata, perso 2-0, gli ultrà della Lazio tentano l assalto agli agenti con petardi, fumogeni e bottiglie. Respinti: i fermati ANSA 3 MAGGIO 204 LA TRAGEDIA DI CIRO ESPOSITO Finale di Coppa Italia Napoli-Fiorentina, l ex ultrà romanista De Santis spara sui tifosi del Napoli. Ciro Esposito morirà il 25 giugno ANSA «Roma, era un derby di guerra» Infiltrazioni di ultrà stranieri per gli scontri. Dimezzate le curve dei due club: «Rischio alto» Alessandro Catapano Massimo Cecchini ROMA C VD: come volevasi dimostrare. Il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive ieri ha proposto a Giuseppe Pecoraro, Prefetto di Roma, di vietare l accesso alle curve di Roma (Sud) e Lazio (Nord) a tutti coloro che non sono in possesso delle tessere del tifoso propriamente dette per i match Lazio-Napoli del 8 gennaio e Roma-Empoli (20 gennaio di Coppa Italia e 3 gennaio). Niente ingressi per i possessori di altre tessere e acquirenti di biglietti, il che porterà il club giallorosso a perdere circa spettatori e quello biancoceleste quasi INFILTRAZIONI Il Prefetto, dopo avere sentito ieri i due club, deciderà oggi la conferma della sanzione, visto che i 4 arresti, gli scontri con la polizia, il rinvenimento di arsenali, molotov e una bomba fanno credere a un salto di qualità della «guerriglia metropolitana» con un coinvolgimento non più solo dei cosiddetti «cani sciolti». E infatti nei piani doveva essere un derby di guerra. Da giorni i laziali, forti del sostegno di qualche hooligan inglese e soprattutto dei terribili ultrà bulgari del Levski Sofia, alleati fedeli, avevano dato appuntamento ai romanisti, i quali, già accusati in passato di comportamenti vigliacchi, Gli incidenti tra i tifosi e le forze dell ordine fuori dallo stadio Olimpico scoppiati dopo il derby Roma-Lazio di domenica pomeriggio ANSA RVietato l accesso ai non tesserati in Nord e Sud per Lazio-Napoli e i due Roma-Empoli appellata al Tar, ma difficilmente sarà fatto. Probabile invece che singoli abbonati chiedano la revoca del provvedimento. Lotito spiega: «Non si può rispondere dei comportamenti che avvengono fuori dalstavolta avevano deciso di rispondere. «Armandosi» di bombe carta con esplosivo e bulloni e bottiglie incendiarie, come dimostra l arsenale rinvenuto dalle forze dell ordine nell auto parcheggiata davanti al bar ritrovo dei giallorossi. Una scelta presa dopo lunghe riunioni tra i capi della curva Sud, altro che un manipolo di cani sciolti che non si è concretizzata sul campo perché alla vigilia della partita i venti tifosi del Levski Sofia sono stati intercettati e identificati dalla polizia in un ristorante, dunque di fatto «depotenziati». Un blitz efficace, perché ha mandato all aria i piani di tutti, laziali, bulgari e romanisti. Ecco perché il giorno dopo, non dovendoli più esplodere fuori (dove qualcuno si è voluto «consolare» attaccando gli agenti), decine di bomboni sono stati smaltiti all interno dell Olimpico. Ed ecco perché nel comunicato del Casms si legge di «alto livello di pericolo», che ha reso necessario «interventi di carattere preventivo per colpire... le curve degli ultrà, dove maturano le logiche prevaricatorie dei violenti». Non basta. Mercoledì il Casms terrà una nuova riunione per monitorare le due tifoserie. IPOTESI TAR Roma e Lazio hanno metabolizzato male la decisione, che potrebbe essere RBeretta: «Non penalizziamo gli innocenti». Anche la giustizia sportiva sotto accusa lo stadio perché altrimenti il sistema diventa ingovernabile». La sanzione per i club romani, comunque, è meno dura rispetto a quella che ha colpito a novembre i tifosi dell Atalanta (ingresso vietato ai non possessori della tessera del tifoso per tre mesi e in tutto lo stadio) e viene spiegata dalle autorità con la gravità e la reiterazione dei fenomeni di violenza da parte degli ultrà bergamaschi. LEGA E GIUSTIZIA SPORTIVA Dal Viminale, poi, trapela anche irritazione per le sanzioni della giustizia sportiva. Detto che Tosel commina pene a seconda dei referti, le autorità ritengono incredibile che i collaboratori della Procura federale, ad esempio, abbiano sottovalutato le decine di petardi sparati nel derby, che sono costati solo euro di multa. Su tutta la vicenda interviene anche Beretta, presidente della Lega di Serie A: «Ci teniamo a sottolineare tre elementi: i complimenti per l attività della polizia; la condivisione dell inasprimento delle norme anti- violenza; la volontà di credere però che un con un contrasto più efficace si ottiene individuando i responsabili, evitando penalizzazioni indiscriminate». Chiude il fronte Coni con Malagò: «Sono amareggiato. Il giorno in cui in un derby non succederà niente andrebbe fatta una festa». Al momento, invece, suona solo l orchestrina del Titanic. INTERVISTA A PANORAMA De Santis: «Tra stadio e politica per tutti sono il mostro perfetto» Parla l ex ultrà romanista che ha ucciso Ciro Esposito: «Mi hanno accollato di tutto, anche Mafia Capitale. Ma se non avessi premuto quel grilletto sarei stato ammazzato» Daniele De Santis, accusato dell omicidio di Ciro Esposito PHOTO MASI U n servizio di quattro pagine, la sua storia personale e, ancora una volta, la sua versione dei fatti, sintetizzata così: «Se non avessi premuto quel grilletto, sarei morto». Daniele De Santis, in arte Gastone, l ex ultrà romanista accusato dell omicidio volontario di Ciro Esposito, non parla ai pm che indagano sui fatti drammatici del 3 maggio scorso, ma concede un intervista al settimanale Panorama in edicola oggi. Condita con una riflessione che farà discutere: «Io sono il mostro perfetto. Per il mio passato da stadio e le simpatie politiche. Per questo mi hanno accollato di tutto, da rapporti con Alemanno a legami con i servizi segreti, fino ad un coinvolgimento con Mafia Capitale. Ma è assurdo, io non so nemmeno di cosa si tratti...». Già, i legali della famiglia Esposito, Sergio ed Angelo Pisani, hanno depositato un istanza in Procura perché indaghi su presunti rapporti tra De Santis e Carminati. «Ma è pazzesco», dice lui. LE CONDIZIONI De Santis parla dall infermeria di Regina Coeli. Dopo la lunga degenza a Viterbo, è tornato a Roma. Tre mesi fa quando inviò ai pm una lettera-memoriale in cui ammetteva di aver sparato, ma «senza alcuna volontà di uccidere», doveva essere sottoposto ad un intervento chirurgico, il quarto. De Santis è ancora in attesa, tanto che il quadro clinico non è migliorato granché: continua a convivere con una forma acuta di osteomielite alla tibia quel che gli resta addosso di quel 3 maggio che nessuno è stato in grado di arginare. Nei prossimi giorni potrebbero operarlo all Umberto I di Roma o al Rizzoli di Bologna. Il rischio che perda la gamba è ancora concreto. Il suo avvocato, Tommaso Politi, attende che i pm Eugenio Albamonte e Antonino Di Maio gli notifichino l avviso di conclusione delle indagini. UNA TRAGEDIA Intanto, De Santis ribadisce la sua versione dei fatti: «Penso sempre al 3 maggio e questa è e rimane una tragedia per tutti. Per la famiglia di Ciro dice, ma anche per la mia. A volte mi domando: se per salvarmi la vita, oltre alle sofferenze fisiche, devo veder soffrire tanto, non era meglio che mi avessero ammazzato?». Poi, la sua ricostruzione di quegli attimi concitati prima degli spari. «L unica cosa che non avrei dovuto fare è stata raccogliere un fumogeno e rilanciarlo verso un pullman parcheggiato sul controviale che chiudeva completamente l accesso. Improvvisamente, sono spuntate almeno 30 persone. Se fosse andata come sostiene chi mi accusa, avrei dovuto sparare al primo che mi capitava, no?». De Santis, invece, racconta di essere fuggito e raggiunto; di avere preso «le prime bastonate e coltellate» e, mentre tentava di chiudere il cancello di accesso all area dove abitava, «una gamba è rimasta sotto e si è staccata quasi completamente dal corpo. Ho arrancato per qualche metro e li ho avuti ancora addosso. Ero convinto di vivere gli ultimi momenti della vita». Una versione che, però, continua a non convincere i pm. a. cat.

15 Serie A R Caos Capitale Lite Pallotta-Lotito «Parole ignoranti sui nostri conti» «No, siete in rosso» Scambio di accuse tra Roma e Lazio. Baldissoni: «I biancocelesti esperti di scommesse...». Il patron laziale: «Hanno perso 38 milioni soltanto nel 204» NOI NON CI INTENDIAMO DI SCOMMESSE, ALLA LAZIO INVECE NE SONO ESPERTI MAURO BALDISSONI D.G. DELLA ROMA BALDISSONI IMPARI A TENERE I CONTI A POSTO. E PALLOTTA RISPETTI IL FAIR PLAY FINANZIARIO CLAUDIO LOTITO PRESIDENTE DELLA LAZIO LOTITO RILASCIA DICHIARAZIONI SCIOCCHE SUGLI ASPETTI ECONOMICI DEL NOSTRO CLUB LA PROSSIMA VOLTA CHE VENGO A ROMA GLI SPIEGHERÒ TUTTO COME SI FAREBBE CON UN BAMBINO JAMES PALLOTTA PRESIDENTE DELLA ROMA Stefano Cieri Andrea Pugliese È un derby che sembra proprio non voler finire mai, di quelli quasi infiniti, nonostante il fischio finale sia arrivato oramai tre giorni fa. Anche se poi, in fondo, l unica speranza è che quella di ieri sia stata l ultima puntata, almeno fino al 24 maggio, giorno in cui è in programma la sfida di ritorno. Sarà davvero così? A sentire il botta e risposta di ieri in realtà c è da crederci poco. L INIZIO DELLA VALANGA È stata una giornata lunga, fatta di attacchi e risposte, messaggi sempre molto chiari e mai velati, insulti edulcorati e accuse reciproche, tra etica e conti, sull asse Boston-Roma e ritorno. Il tutto sulla scia di quello che aveva detto Claudio Lotito lunedì, riferendosi al selfie di Francesco Totti: «Non mi è piaciuto, è stata una provocazione, un gesto così può istigare ed esacerbare gli animi, basta vedere cosa è successo dopo, fuori dallo stadio. Lo scudetto alla Roma? Non lo vince, mi ci gioco la presidenza». Olè, è l inizio della valanga, venuta giù a cominciare dal tweet di risposta James Pallotta: «È un peccato come Lotito commenti Totti. È stato un gran momento, ma avrei quasi preferito un suo selfie con la sua faccia sul gol». Esattamente quello che girava in Rete fin dal pomeriggio di domenica, con il volto malinconico del presidente della Lazio. I COLPI AL CONI Poi, ad inizio mattinata, ecco la seconda replica, stavolta sullo scudetto, ad opera di Mauro Baldissoni. «Noi di scommesse non ce ne intendiamo, alla Lazio invece ne sono esperti ha detto il d.g. della Roma, riferendosi all inchiesta di Cremona che ha portato alla squalifica di sei mesi del capitano biancoceleste Stefano Mauri per omessa denuncia. Se poi Lotito si gioca la presidenza c è il rischio che i tifosi della Lazio comincino a tifare per noi». Il motivo? L avversione di una parte della tifoseria laziale nei confronti del suo presidente e la speranza che possa lasciare. Poteva finire qui, se non fosse che al convegno a cui ha parlato Baldissoni («La riforma 204 della giustizia sportiva e il suo impatto nel calcio») era previsto anche Claudio Lotito, sbarcato più tardi, nel pomeriggio. Immediata la replica: «Baldissoni pensasse a tenere in ordine i conti della società. Poi, se vuole, può venire a Formello, così gli facciamo vedere le scommesse vinte sul risanamento della società e la sua efficienza. Totti? Ripeto, è stato inopportuno, tant è vero che ci sono stato problemi di ordine pubblico. Le persone con un alto tasso mediatico dovrebbero avere più senso di responsabilità. Tra l altro il telefonino non può essere portato in campo, è motivo di sanzione. E pensate cosa succederebbe se tutti facessero quello che ha fatto lui». CONTI A POSTO O NO? Sembrava finita lì, anche se su radio e web la vera partita era appena ricominciata, sulla scia delle accuse velenose tra dirigenti. Una partita vissuta tra stupore e ilarità, con una città spaccata a commentare le bordate a distanza. Strascichi di un derby, in Il d.g. della Roma Mauro Baldissoni e il presidente James Pallotta FOTOPRESS Caludio Lotito, 57 anni, è presidente della Lazio dal 2004 ANSA un ring mediatico senza fine, appunto. Tanto è vero che poi, nel pomeriggio, da Boston è arrivata la seconda replica di James Pallotta: «Lotito continua a rilasciare dichiarazioni sciocche, che denotano ignoranza sugli aspetti economici del nostro club. La prossima volta che verrò a Roma sarà mia cura renderlo edotto sulla nostra solidità e redditività finanziaria. Lo farò come se parlassi a un bambino: parlando lentamente e scandendo bene tutte le sillabe. Se non dovesse capirlo neanche questa volta, beh, allora rinuncerò». Frasi al fulmicotone, con l intento di ridicolizzare l antagonista e che, come conseguenza più logica, hanno portato all immediata controreplica del MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT presidente biancoceleste: «Pallotta si ricordi che nel solo 204 ha perso oltre 38 milioni di euro e presentato un patrimonio netto negativo consolidato di oltre 8 milioni. Gli auguriamo che a partire dal primo luglio 205 sia in grado di rispettare le norme del fair play italiano, norme che la Lazio rispetta da oltre dieci anni». A questo punto ci si è fermati qui, almeno per ora, con la speranza (probabilmente vana) di un armistizio. O almeno anche solo di una tregua. Il derby, del resto, è finito oltre sessanta ore fa ed il prossimo si giocherà tra più di cinque mesi. Fino a quel momento lì c è tempo per capire e riflettere. Su accuse e responsabilità. 5 ARBITRI E TELEFONINI Totti salvato ma le prossime foto saranno da «giallo» (cen) E se il selfie diventasse una moda tra i calciatori? Ai margini della polemica tra Lazio e Roma (ma neppure troppo ai margini) c è anche l autoscatto di Francesco Totti dopo il 2-2. Un gesto che ha sorpreso tutti, squadra arbitrale compresa. Le manifestazioni d esultanza dei giocatori giallorossi erano state di gioia sfrenata, ma senza esagerazioni o provocazioni. Poi il capitano ha piazzato il «colpo di classe». La domanda che tutti si fanno ora è la seguente: andava ammonito? La risposta, a stretto giro di regolamento, è: poteva, ma non era una cosa automatica. Insomma, rientra nella discrezione di un arbitro giudicare il gesto come una esultanza eccessiva oppure come una perdita di tempo, entrambi puniti con una ammonizione. Cosa accadrà allora dalla prossima giornata? Premesso che il divieto di usare i telefoni in campo non è un compito che riguarda gli arbitri (ma la Procura federale e porta a multe), l indicazione del designatore Messina ai suoi uomini è stata chiara: evitiamo che quella del selfie diventi una abitudine che va a sostituire la maglia levata (pagata col giallo). In altre parole, il prossimo che ci prova sarà (se visto) ammonito. Giocatore avvisato... FENOMENO TOTALE E sui social il selfie del capitano fa quasi 8 milioni Numeri impressionanti su Twitter, Facebook e Instagram: visualizzazioni da tutti i continenti. E Roma 2024 chiama Alessandro Catapano ROMA D e gustibus non disputandum est, per usare la lingua cara a Claudio Lotito. Dunque, il presidente della Lazio si farà una ragione del successo planetario riscosso dal selfie di Francesco Totti. Per carità, ritrovarsi con una minoranza di persone è spesso motivo di orgoglio (Nanni Moretti dixit), ma la valutazione che Lotito ha fatto della speciale esultanza di Totti «inopportuna, fuori luogo», addirittura «un istigazione a violare le norme» il giorno dopo viene travolta dalla marea dei social network. Dove il selfie del capitano romanista ha raggiunto numeri effettivamente impressionanti (oltretutto destinati a crescere), su tutte le piattaforme principali. Un milione di «impressions» in pratica visualizzazioni su Twitter per tutte le foto relative al gesto del romanista, 6,7 milioni di persone raggiunte su Facebook dal selfie originale. Diecimila retweet, 260mila «mi piace» e 23mila «like» su Instagram. E, infine, il 25% del traffico intercettato su Twitter, 900mila clic su Facebook. Il tutto, questo è il followers: IMPRESSIONS milione Mi piace : PERSONE RAGGIUNTE 6,7 milioni followers: LIKE TOTALI 23 mila Il selfie di Francesco Totti, 38 anni, dopo il gol del 2-2 nel derby dato più incredibile, senza possedere né un account Twitter o Instagram né un profilo Facebook. Ma solo sfruttando i profili ufficiali della Roma, che fanno medie più basse dei picchi toccati da Totti (62mila follower su Twitter, 4 milioni e 298mila mi piace su Facebook). Tra gli sportivi, Totti è l anti-social per eccellenza, eppure con una foto li ha sbancati, muovendo un traffico più da rockstar che da calciatore. TUTTO IL MONDO La popolarità di Totti fuori dal Grande Raccordo Anulare è cosa nota e ormai consolidata da tempo. Come il fatto che a 38 anni, pur tra i tanti campioni che la squadra può schierare, Totti resti l unico fenomeno di marketing della Roma. Il solo in grado di fare la differenza anche fuori dal campo, in Italia e all estero. Il preparatore dei portieri Guido Nanni dà a Totti il cellulare per il selfie MANCINI Basta scorrere la lista dei principali paesi in cui il post è stato visto, praticamente in tutti i continenti: Italia, Indonesia, Egitto, Algeria, Brasile, Messico, Stati Uniti, Marocco, Francia, Thailandia la top ten delle visualizzazioni. Un successo planetario, che raddoppia le cifre fatte registrare dal gol al Manchester City con cui Totti è diventato il marcatore più anziano dell odierna versione della Champions League, fino a domenica il picco giallorosso sui social. Totti continua ad essere il migliore ambasciatore della Roma nel mondo. E non è escluso che quando smetterà lo diventerà di tutta la città. Qualcuno sta pensando di coinvolgerlo nella candidatura di Roma Ve lo immaginate? Chissà se Lotito se ne farebbe una ragione.

16 Serie A R Il personaggio 6 MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT SHAQ SHOW! COSÌ SI SCALDA XHERDAN Un circense con il pallone (foto Bozzani). Questo lo spettacolo messo in scena da Xherdan Shaqiri domenica al Meazza durante il riscaldamento prima del Genoa. Tra testa e tacco la palla è rimasta a lungo in aria Casa, sala trofei, maglia da titolare Shaqiri ha fretta di prendere l Inter Mancini prova gli anti-empoli: c è pure lo svizzero che va matto per scarpe, orologi e Leonardo Di Caprio Luca Taidelli INVIATO AD APPIANO GENTILE S haqiri ha fame un po da sempre. Quando la sua famiglia nel 992 si trasferì in Svizzera dal Kosovo, di soldi non ne giravano. E si narra che la casa di Augst in cui sono cresciuti Xherdan e i suoi fratelli non fosse dotata di impianto di riscaldamento. Per l uomo che sta infiammando i tifosi dell Inter la famiglia è sacra e con il primo grasso stipendio da calciatore ha comprato una vera casa ai genitori. FREDDO E OSSESSIONI Malgrado gli agi, la fame quella più leggera a Shaqiri è rimasta negli anni. Tanto che Thorsten Fink, suo tecnico al Basilea, lo controllava ogni giorno sulla bilancia. Shaq ha fame tuttora, tanto che uno dei suoi soprannomi (oltre che cubo magico, tra altezza e muscolatura bionica) è Shark, lo squalo. La fame è anche quella di sushi, già testato anche a Milano, dove è stato puntualmente riconosciuto e preso d assalto. Una storia simile a quanto successogli con una fan, che era arrivata a dirgli che si sarebbe uccisa se non l avesse incontrato. «Così sono andato da lei, l ho tranquillizzata, le ho regalato una maglia e tutto si è risolto» raccontava lui. Che va matto per scarpe, orologi e Leonardo Di Caprio. «Rivedrei The wolf of Wall Street anche un centinaio di volte» ha ammesso di recente il nazionale svizzero. RXherdan ha già chiesto di vedere tutte le coppe vinte dal club nerazzurro FAME DI CAMPO Ma la fame di Shaq è soprattutto quella di campo. Malgrado non sia e non possa essere in formissima (ulti- ma uscita col Bayern, 30, il 6 dicembre contro il Friburgo), Xherdan ha una voglia pazzesca di campo, di liberare tutta la voglia e l energia accumulate negli ultimi mesi sulla panchina cui spesso lo costringeva Pep Guardiola. Mancini forse anche a questo ha pensato ieri, quando tra esercitazioni e partitelle ha sempre tenuto lo svizzero tra i titolari. Largo a destra nel , pronto ad accentrarsi per scaricare il magico sinistro. RPreso d assalto mentre mangiava sushi in centro, deciderà se vivere a Milano o sul lago 5 Le presenze stagionali finora di Shaqiri, tutte con il Bayern Monaco, condite da due gol Xherdan Shaqiri, 23 anni SCACCINI LE CURE DEL MANCIO Intabarrato con guanti e cappello, protetto dal toro Campagnaro, Shaq ha cercato di recepire il più possibile del credo manciniano. Lui del resto è una spugna e per calarsi nella nuova di- mensione ha già chiesto di vede- re la sala dei trofei in sede. Con umiltà, senza strafare, Xherdan ieri è stato anche preso dal Man- cio che gli parlava in inglese con gli altri offensivi (Icardi, Pa- lacio, Podolski, mentre Herna- nes svolgeva un lavoro precau- zionale in palestra e Kovacic sta- va tra le riserve) per studiare pressing alto, movimenti, ripar- tenze, cambi di gioco, attacco degli spazi, intercambiabilità di posizioni. Insomma, tutto quan- to possa servire a scardinare la difesa dell Empoli. Una squadra che corre e gioca un calcio mol- to migliore di quanto blasone e classifica potrebbero far pensa- re. PRO E CONTRO Difficile stabili- re adesso se davvero Shaqiri che oggi verrà presentato alla stampa e che ieri ha iniziato a vedere qualche casa, dovendo ancora decidere se vivere a Mi- lano o in zona Pinetina nel- l anticipo del Castellani esordi- rà da titolare o a gara in corso. La logica farebbe pensare alla seconda ipotesi, anche perché il ragazzo non ha ancora la con- dizione per sacrificarsi da esterno nel che di fatto Mancini pretende in fase di non possesso palla. Ma anche gli altri esterni alti (Podolski ed Hernanes) non sono certo al top. Come si è visto nel secon- do tempo contro il Genoa, quando la squadra è andata in difficoltà nel momento in cui là davanti non portavano più il pressing caro al tecni- co. E se quindi staffetta de- v essere, dai blocchi potrebbe anche uscire Shaqiri. Che, a meno di sviluppi imprevedibili del match, comunque farà uno spezzone. Per poi godersi da ti- tolare la prima a San Siro, il 2 gennaio in Coppa Italia contro la Sampdoria di Mihajlovic. Un altro che col sinistro ci sapeva abbastanza fare. CAVIGLIA MALEDETTA Gol, scatti e sterzate Palacio pare rinato con un menù speciale Magnetoterapia e un fisioterapista dedicato quando non lavora in gruppo. E ieri ha fatto faville INVIATO AD APPIANO GENTILE R odrigo Palacio corre, scatta, sterza. E viene sempre provato tra i titolari. Relegando, a ieri, in panchina il numero 0 di fatto e di maglia: Mateo Kovacic. Da fuori, non diresti proprio che la caviglia sinistra del Trenza non gli dà pace dal giugno scorso e che tra sollecitazioni e vecchie infiltrazioni qualche problema lo darà sempre. Ma Rodrigo è un tipo tosto e il gol è la medicina migliore. Quelli segnati nelle ultime uscite a Lazio e Genoa gli hanno fatto bene quasi quanto il consulto di lunedì ad Amsterdam dove con Piero Volpi, responsabile dello staff medico interista, ha incontrato il dottor Niek van Dijk. Il luminare delle caviglie ha avallato la tesi nerazzurra di procedere con la terapia conservativa. A differenza del collega argentino cui Rodrigo (col benestare del club) si era rivolto durante la sosta natalizia, che aveva consigliato l intervento chirurgico. Di fatto instillando nella testa del giocatore una serie di dubbi. MENÙ PARTICOLARE Palacio invece stringerà i denti e proseguirà con un menù tutto particolare, alternando sedute con i compagni vedi quella di ieri a cure e lavori mirati. Con un fisioterapista dedicato, tanta magnetoterapia, infiltrazioni di acido ialuronico (e non di cortisone, come avvenuto durante il Mondiale). Il tutto col grande vantaggio dato dall arrivo di Podolski e Shaqiri, che permetteranno a Mancini di dosare l uomo da 4 reti nelle ultime due stagioni in nerazzurro. DOSATO E TOSTO A meno di situazioni limite, Palacio non giocherà due gare a settimana. Se sarà davvero titolare sabato a Empoli, con ogni probabilità andrà in panchina il 2 contro la Sampdoria, in Coppa Italia. Poi si tratterà di vedere come reagirà la caviglia. Un operazione da un lato non dà garanzie i precedenti non mancano ma dall altro non si può escludere a priori. L unica certezza è che il Trenza non molla. E VIDIC... Così come Nemanja Vidic, che dopo la buona prova contro il Genoa ieri è stato provato al fianco di Ranocchia. Andreolli però era in palestra a fare lavoro aerobico. lu.tai. ECCO WANDA CON MAURITO DA COPERTINA Una copertina con il pancione in vista. Mauro Icardi e Wanda Nara sono finiti sulla cover del magazine argentino «Caras»: Wanda mostra con grande orgoglio le forme premaman, in attesa della nascita di Francesca, prima figlia della coppia Ricorso-Jesus, si va all attacco per cancellare i 3 turni di stop MILANO (m.d.v.) Venerdì l Inter sarà a Roma per l udienza alla Commissione Disciplinare della FIGC: si discute il ricorso presentato dal club nerazzurro circa le tre giornate (la quarta è già stata scontata, contro il Genoa) date a Juan Jesus per la gomitata a Chiellini in Juve- Inter. Gli inviati interisti nella Capitale saranno gli avvocati Angelo Capellini e Adriano Raffaelli, ma molto probabilmente presenzierà anche il giocatore per spiegare in maniera ancor più dettagliata la dinamica dei fatti. La tesi difensiva del club punterà all annullamento totale della pena: perché il fallo avviene in gioco, perché il giocatore non vede l avversario, perché la palla passa a pochi centimetri e insomma è una situazione di gioco nella quale c è sì il gomito di Jesus ma non per colpire l avversario e tantomeno con dolo. In seconda istanza, semmai, potrebbe essere richiesta la riduzione in base a un vecchio precedente legato a Ibrahimovic. PODO AL PARLAMENTO Intanto, gag al Parlamento europeo: in occasione della conferenza finale di bilancio del semestre europeo tenutasi a Strasburgo, curioso siparietto tra il presidente del Parlamento Martin Schulz e Matteo Renzi. «Il voto in Grecia - dice Schulz-? Posso parlare del passaggio dei giocatori tedeschi all estero, come Podolski all Inter, ma non di elezioni in cui il popolo è sovrano». E Renzi: «Sono d accordo totalmente con il mio amico Martin, tranne per Podolski, visto che sono della Fiorentina». Podo spopola. Juan Jesus, 23 anni LAPRESSE

17 Serie A R Mercato Ora tra Leiva e Suarez torna di moda Paulinho Sui primi due anche il Napoli. Ma l Inter deve cedere centrocampisti per i quali Thohir avanza un idea: girarne un paio al «suo» DC United Matteo Brega MILANO T utto bloccato, congelato, anestetizzato. Il mercato dell Inter è entrato nella sala d attesa. Perché per muovere la macchina organizzativa degli arrivi a Linate o alla Malpensa, bisognerà prima vendere. Di Osvaldo scriviamo a parte, qui analizziamo le situazioni di chi potrebbero portare liquidità o alleggerire il monte ingaggi. M Vila, Kuzmanovic, Krhin, Obi e Mbaye su tutti. E sullo sfondo un Erick Thohir che da Giacarta vorrebbe accorciare i tempi. PUYOL & CO. ALLA PINETINA Visita speciale ieri alla Pinetina: Carles Puyol («Mancini ha tantissima esperienza»), Ivan de La Pena e Demetrio Albertini sono stati ricevuti da Sylvinho, Roberto Mancini e il d.t. Ausilio. UNITI ALLO UNITED Al punto da pensare - idea embrionale - di proporre a chi rifiuta ogni destinazione, quella «casalinga». Ovvero, di mandarli a Washington nei Dc United. Strategia non semplice, ma che almeno offre un opportunità di vita. La Major League Soccer riparte a marzo (prima giornata casalinga per la squadra di Thohir, arrivano i Montreal Impact), ci sarebbe tutto il tempo per inserire i nuovi acquisti. Intanto il presidente interista dovrebbe prospettare l idea a Jason Levien e William Chang, gli altri soci americani. Una strada ardua che Thohir percorrerebbe in caso di mancanza d alternative. Perché il Qpr non ha ancora avanzato alcuna proposta ufficiale per M Vila, l Amburgo per Kuzmanovic attende di tornare dal ritiro invernale di Dubai (il 22 gennaio), Krhin deve scegliere tra prestito e cessione definitiva, Mbaye sta valutando le varie offerte (Cagliari, Chievo e Palermo) dopo che la pista Atalanta sembra scemata e infine Obi per il cui futuro bisogna ancora costruire qualcosa. LEIVA E SUAREZ La settimana in corso serve principalmente a sfoltire. Intanto i contatti per gli acquisti vengono tenuti aperti in attesa di accelerare o meno. Su Lucas Leiva tutto è chiaro. Il brasiliano vuole lavorare con Mancini, Inter e Liverpool si sono parlati ma solo per dirsi che serve qualche giorno in più. Nell attesa magari i Reds abbasseranno le richieste (0-2 milioni). Mario Suarez è l alternativa che convince di più. Ma intavolare una trattativa con l Atletico Madrid dopo qualche frizione per l affare Cerci non è semplice (e c è il Napoli sullo sfondo). A meno che nella chiacchierata non venga inserita un opzione estiva per Mauro Icardi. Intanto l Inter ha abbozzato un offerta: 2 milioni di prestito, più bonus di riscatto. Se ne continuerà a parlare. PAULINHO, ADEL, ZOUMA Tra Leiva e Suarez, ecco che rispunta Paulinho (nella foto AC- TION). Il brasiliano del Tottenham, offerto un mese fa (senza risposte convinte) può tornare una pista percorribile. Operazione da impostare in partenza sul prestito senza l obbligo di riscatto (ha un accordo fino al 208 con gli Spurs). In calo le quotazioni di Thiago Motta (Psg), stabile Lassana Diarra, lieve quella di Allan (Udinese). Adel Taarabt intanto ha ammesso l interesse dell Inter: «Ci sono stati contatti, ma ci sono di mezzo altri giocatori dell Inter che piacciono al Qpr». La pista però ha perso fascino negli ultimi giorni. Mancini vuole anche un centrale difensivo. Sarebbe gradito il prestito di Kurt Zouma (classe 994) del Chelsea, utilizzato senza continuità da Mourinho. Altro nome buono è quello di Munoz del Palermo). MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT CLASSIFICA SQUADRE PT PARTITE RETI V N F S G P JUVENTUS ROMA LAZIO NAPOLI SAMPDORIA FIORENTINA GENOA MILAN INTER PALERMO SASSUOLO UDINESE VERONA TORINO EMPOLI CHIEVO ATALANTA CAGLIARI PARMA (-) CESENA * PUNTO DI PENALIZZAZIONE CHAMPIONS PRELIMINARI DI CHAMPIONS EUROPA LEAGUE RETROCESSIONI 9 a GIORNATA Sabato 7 gennaio EMPOLI-INTER (ore 8) PALERMO-ROMA (ore 20.45) Domenica 8 gennaio, ore 5 LAZIO-NAPOLI (ore 2.30) CESENA-TORINO CHIEVO-FIORENTINA GENOA-SASSUOLO MILAN-ATALANTA PARMA-SAMPDORIA UDINESE-CAGLIARI JUVENTUS-VERONA (ore 20.45) MARCATORI RETI Tevez (2, Juventus). 0 RETI Icardi (2, Inter). 9 RETI Menez (5, Milan); Callejon e Higuain (, Napoli); Dybala (2, Palermo). 8 RETI Di Natale (Udinese). 7 RETI Matri (Genoa); Djordjevic e Mauri (Lazio); Gabbiadini (Napoli; 7 nella Sampdoria); Zaza (, Sassuolo). 6 RETI Vidal (2, Juventus); Honda (Milan); Ljajic (, Roma); Thereau (Udinese); Toni (2, Verona). TACCUINO 7 CONTRO L ARCHIVIAZIONE Bergamini, la famiglia al contrattacco (cen) La famiglia di Donato Bergamini rilancia per cercare la verità sulla morte del calciatore del Cosenza, il 8 novembre 989. E stata presentata l opposizione alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura - che nel 20 aveva riaperto il caso con l ipotesi di omicidio volontario - per l ex fidanzata Isabella Internò e Raffaele Pisano, l autista del camion sotto il quale - secondo i due - Bergamini si sarebbe tuffato per suicidarsi. La famiglia Bergamini ha allargato il pool difensivo: con Eugenio Gallerani ci sarà Fabio Anselmo, conosciuto per aver seguito inchieste sulla morte di Aldrovandi e Cucchi. UNDER 20 Oggi a Pistoia test con l U2 di Lega Pro L Under 20 di Chicco Evani giocherà questo pomeriggio a Pistoia (ore 4.30, ingresso gratuito) un amichevole con l Under 2 di Lega Pro allenata da Valerio Bertotto. BENEFICENZA Buffon con Theodora C è anche Gigi Buffon, capitano di Juve e Nazionale, tra i sostenitori della raccolta fondi fino al 2 febbraio per Fondazione Theodora, i dottori clown che danno sollievo ai bambini negli ospedali.

18 CalcioR 8 MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT IL BLOG DELLA SERIE A IMURIEL È K.O.: I ISLITTA LA FIRMA I ILA SAMP CHIEDEI ILO SCONTOI IED ETO O ASPETTAI Luis Muriel, 23 anni, attaccante, all Udinese dal 202, è appena arrivato alla Sampdoria PEGASO Il mercato invernale si è aperto ufficialmente il 5 gennaio. La sessione chiuderà il 2 febbraio alle ore 23. La sede istituzionale delle trattative anche per questa edizione del calciomercato di riparazione sarà l Ata Hotel Executive di Milano Per il camerunese c è ottimismo ma Bergessio continua a dire no: anche all Udinese SAMPDORIA Alessio Da Ronch GENOVA C uriosi delusi al campo di Bogliasco. Sul terreno del centro sportivo della Sampdoria c è Correa, ma Muriel no. Il fantasista argentino corre sul campo superiore, mentre dell attaccante colombiano non c è traccia, così come del difensore Coda. Mistero? Sorpresa? Un po sì, visto che l ultimo acquisto del presidente Ferrero non suda all allenamento. Ma c è di più: manca pure l ultimo atto burocratico per acquisirne le prestazioni. Manca qualche dettaglio per completarne il trasferimento. PROBLEMA FISICO Le visite, in effetti, hanno evidenziato che Muriel non potrà giocare in tempi brevi. C è un problema, pare muscolare, di vecchia data. Un acciacco che il giocatore si è portato dietro da Udine dove i tifosi lo definiscono «un ingrato» e al suo rientro lo fischieranno sicuramente. E c è pure una condizione fisica tutt altro che brillante. L attaccante colombiano, quindi, dovrà essere preparato per qualche settimana prima di mettersi a disposizione di Mihajlovic. Un dettaglio, ma non trascurabile. Tanto che la Sampdoria ha immediatamente chiamato l Udinese per ridiscutere alcuni particolari del trasferimento. L accordo non dovrebbe essere in pericolo, ma uno sconticino da parte dei friulani aiuterebbe a mettere la firma finale su tutti i documenti. NO DI BERGESSIO Fermo Muriel, è rimasta in stand-by pure l operazione Eto o. L affare procede bene, in discussione ci sono la durata e l entità del contratto, con la società che vorrebbe impegnarsi per 8 mesi e il giocatore che chiederebbe un contratto lungo un anno in più. Il divario da colmare comunque non è eccessivo e inserendo alcuni bonus nell accordo tutto potrebbe sistemarsi in fretta, così come ha lasciato capire l ottimismo mostrato ieri dal manager del centravanti camerunese Vigorelli. Il problema principale, al momento, è semmai il traffico nel settore attaccanti della Samp. Bergessio ieri ha rifiutato pure l Udinese, chiedendo di restare, mantenendo occupato, di fatto, il posto che dovrebbe andare a Eto o. Eder e Okaka, infatti, non sono assolutamente in discussione e se Bergessio non troverà una piazza gradita sarà Massimo Ferrero a dover rompere gli indugi e ad affondare il colpo Eto o, mettendo in preventivo un sacrificio in più sul fronte monte ingaggi. ILE TRATTATIVE DI A I ICOLPO VERONA: I IPRESO FERNANDINHOI IPALERMO: RINNOVO I IPER VAZQUEZ, I ISCONTRO CON MUNOZI Filippo Di Chiara T ra colpi messi a segno e trattative avviate, anche ieri il mercato ha regalato una giornata frizzante. COLPO HELLAS Il colpo di giornata lo ha messo a segno il Verona: ieri è stata chiusa la trattativa per l esterno brasiliano Fernandinho, accordo totale col Gremio per il prestito con diritto di riscatto fissato a 2 milioni di euro. Il giocatore oggi arriverà in Italia per effettuare le visite mediche. E dopo Greco è il secondo affare messo a segno dall Hellas che ora farà qualche cessione con Luna, Marques e Guillermo Rodriguez in lista. MANOVRE PALERMO Giornata importante per il Palermo in chiave rinnovi. Il presidente Zamparini ha in pratica annunciato quello di Vazquez, fatti passi avanti per quello di Barreto, mentre è scontro con Munoz che non accetta l offerta rosanero. Su Dybala, a Sky, il numero uno rosanero ha confermato la quotazione «superiore ai 40 milioni». Nel mirino Terranova. Per giugno bloccato Duarte del Club Brugge. ALTRI AFFARI Il Parma ha fatto un sondaggio per Inler (Napoli): affare in salita. Il Cagliari ha detto no al Genoa per Longo. L Empoli sta per chiudere con Bjarnason, poi c è il sogno Saponara conteso anche dal Sassuolo: le manovre dei toscani sono in corso. Franco Vazquez, 25, rosanero dal 202 LAPRESSE IRIECCO MASIELLO: I IPRIMO ALLENAMENTOI IE NIENTE FISCHI I IVICINO EMANUELSONI ATALANTA Andrea Masiello, 28, difensore ATALANTA.IT Matteo Spini BERGAMO A Zingonia sembrava proprio un pomeriggio qualunque. L aria pungente di metà gennaio, il cielo coperto, l Atalanta che si allena sullo sfondo: sembrava, ma non lo era, perché quello di ieri era il Masiello-day, il giorno in cui tornava ad allenarsi il difensore coinvolto nell inchiesta della Procura di Cremona sul calcioscommesse, denominata Last Bet. A Bergamo dell argomento si è parlato tanto e ancora si parlerà, eppure, ieri, la faccenda non sembrava in alcun modo uscire dagli schemi della normalità, visto che, sugli spalti del Bortolotti (mentre in sede la dirigenza lavorava per Emanuelson: l olandese è davvero vicino), c erano le solite facce dei soliti venti curiosi. Due chiacchiere da bar e niente di più, finché qualche minuto dopo le 5, entra la squadra e, per ultimo, lui, Andrea Masiello, al primo abbraccio nerazzurro a quasi tre anni dall ultima presenza prima della squalifica che scadrà il 26 gennaio. NORMALITA Masiello sembra uno qualsiasi, magari un po più cupo, silenzioso e solitario, sempre in fondo al gruppo e in disparte. Eppure l impressione è che, fisicamente, il giocatore non sia poi così indietro. Corsetta, palleggi e partitelle a campo ridotto, prima con le portine, poi otto contro otto: Masiello gioca coi rosa, fa coppia con Scaloni, difende, anticipa, riparte, suggerisce, tira. Come se il tempo si fosse fermato tre anni fa. La gente è contenta e in tribuna si pensa già ai prossimi risultati dell Atalanta. Ma a pronostici e scommesse è meglio non pensare in un giorno «normale». IAQUILANI STOP I IFERMO 0 GIORNII IAVANZA L IDEA I IBERTOLACCII Alberto Aquilani, 30 anni centrocampista viola dal 202 LAPRESSE Il centrocampista è stato visitato a Monaco. Niente Chievo e coppa Italia: riposo e terapie FIORENTINA Giovanni Sardelli FIRENZE A quilani deve fermarsi. Al momento per 7-0 giorni, poi si vedrà. Colpa dei tendini, il «tallone di Alberto». Un infiammazione fastidiosa e subdola che ha progressivamente impedito al numero 0 viola di allenarsi con intensità e continuità. Negli ultimi due mesi per l ex Liverpool solo una presenza da titolare, a Cesena, tanta panchina e anche la tribuna. La tendinopatia achillea di cui soffre è infatti recentemente peggiorata, tanto da impedirne la convocazione nella sfida vinta contro il Palermo domenica scorsa. Lunedì il centrocampista romano è quindi volato a Monaco di Baviera per una visita dal professor Hans-Wilhelm Müller- Wohlfahrt che ha consigliato riposo e terapie, appunto, per 7-0 giorni. Salterà Chievo e Atalanta (in Coppa Italia). Poi la nuova valutazione. CONTRATTI E PAROLE Proprio la tendinopatia achillea lo aveva frenato nel 202, appena arrivato in viola. Fu costretto a uno stop di due mesi prima di rientrare pienamente in squadra. Stavolta il problema è meno grave, ma abbastanza fastidioso da consigliarne lo stop. Proseguono invece i colloqui per il rinnovo del contratto in scadenza il prossimo giugno. C è l accordo economico, ancora non quello sulla durata. La Fiorentina offre un biennale, considerato che a luglio compirà 3 anni. Il calciatore gradirebbe una firma fino al 208. Ha già autografato un ricco adeguamento qualche tempo fa invece Cuadrado, in gol domenica e presente ieri a «Pitti», la kermesse fiorentina della moda. «Segnare è sempre un emozione fortissima ha esordito il colombiano e battere il Palermo ha rimesso a posto la classifica. Siamo una grandissima squadra e dobbiamo esserne convinti. Diamanti? Ci darà una grande mano. Gomez? I gol arriveranno tutti insieme appena si sblocca». E sul mercato va registrata l accelerata per il centrocampista Bertolacci (Genoa). HANNO DETTO SERVE UNA PUNTA. E UN ESIGENZA STRUTTURALE ANDREA STRAMACCIONI ALLENATORE UDINESE ICARDI NON MI PIACE PROPRIO COME PERSONA MASSIMO MACCARONE ATTACCANTE EMPOLI RIPETERE LA STAGIONE SCORSA? PENSO SARA DURA LUCA TONI ATTACCANTE VERONA

19 Calcio R Lo studio MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT 9 I DATI DEL CIES, L OSSERVATORIO DI NEUCHATEL IN SVIZZERA SERIE A LIGA BUNDESLIGA LIGUE PREMIER LEAGUE JUVENTUS CESENA Permanenza dei giocatori 6 4 MENO DI ANNO REAL MADRID GRANADA Permanenza dei giocatori 5 6 MENO DI ANNO BAYERN MONACO FRIBURGO Permanenza dei giocatori 6 8 MENO DI ANNO LIONE Permanenza dei giocatori 3 0 MENO DI ANNO CAEN CHELSEA LEICESTER Permanenza dei giocatori 7 7 MENO DI ANNO 6 DA A 3 ANNI 4 5 DA A 3 ANNI 7 6 DA A 3 ANNI 8 2 DA A 3 ANNI 9 7 DA A 3 ANNI 9 0 PIÙ DI 3 ANNI 2 4 PIÙ DI 3 ANNI 0 7 PIÙ DI 3 ANNI 8 2 PIÙ DI 3 ANNI 6 8 PIÙ DI 3 ANNI Media anni di permanenza 3,58,54 Media anni di permanenza 4,32 2,03 Media anni di permanenza 3,88 2,56 Per ciascun campionato, sono indicate le squadre attualmente prima e ultima in classifica (Cesena ultimo per punti conquistati sul campo, il Parma ne ha uno di penalizzazione) Fabio Licari INVIATO A ZURIGO (SVIZZERA) M obilità è una delle parole magiche vendute dai governi occidentali del Ventunesimo secolo: serve a nascondere, spesso, soltanto precariato e licenziamenti. Mobilità è una parola che s adatta bene, sempre più, anche al calcio europeo degli ultimi anni (benché condizione media e protezione dei «dipendenti» siano più alte): il movimento in entrata e uscita dai club è ormai frenetico. Niente di male, in teoria, a cambiare anche tutta la squadra ogni anno: ma il discorso è diverso se l interesse non è tecnico-tattico bensì «personale», riguarda «mediatori e allenatori e dirigenti che collaborano con loro» e crea disaffezione nei tifosi. I club cambiano rose (in media di 24,7 giocatori) a gran ritmo: dal 36,6% del 2009 al 4,5% del 204. Il trend è in crescita ma, statistiche alla mano, non migliora il rendimento. Tutto il contrario, come spiega lo studio dell Osservatorio del calcio (Cies) di Neuchatel, Svizzera: un rapporto che «legge» i movimenti dei club europei, e soprattutto delle grandi leghe, negli ultimi cinque anni. JUVE TOP-CESENA ULTIMO Un dato su tutti: Bayern e Borussia Do.; Arsenal, Chelsea, United e City; Juve; Real Madrid e Barcellona; e infine Lione sono tra i club di Germania, Inghilterra, Italia, Spagna e Francia con meno mobilità. Troppe variabili, naturalmente, per considerarla l equazione del successo ai vertici anche Real Sociedad, Everton e Montpellier, non certo top club ma un indicatore importante sì. Nel club bianconero, dal 2009 al 204, un giocatore resiste mediamente 3,58 anni (con giocatori in squadra da più di tre anni): cifra nobile che la colloca al 6 posto assoluto in Europa. L ultimo in classifica, il Cesena, ha una media di un anno e mezzo e nessuno in rosa da più di tre anni. Idem il Genoa (,54). Entrambi al 26 posto della classifica europea per «mobilità». A sorpresa, dopo la Juve, il club italiano più stabile è il Cagliari (media 3,26, al 36 posto). Media anni di permanenza 3,00 2,67 Cambiare troppo fa male ai risultati Si vince con i «fedeli» Un indagine dimostra che vincono le squadre come Real e Juve, dove i giocatori rimangono per più stagioni I 5 CAMPIONATI TOP Discorso non diverso nei grandi campionati europei. Anche le classifiche attuali sono in linea con l indagine Cies: chi è al comando (Real, Bayern, Chelsea e Lilla) ha una media di stabilità molto più alta dell ultimo in classifica. C è però un dato che separa l Italia da queste leghe top. Considerati i primi 3 campionati europei, Spagna (22 ) Inghilterra (23 ), Germania (28 ) e Francia (29 ) sono tra i tornei più stabili in assoluto. Invece la Serie A è all 8 posto, con il 45% di tasso di mobilità, preceduta soltanto da tornei minori: il primo è Cipro (addirittura 57,5%), al 7 posto la Turchia (47,5%), e in mezzo Bulgaria, Portogallo, Serbia, Romania e Grecia. Iker Casillas, 33 anni, da sempre al Real Madrid. Qui il portiere è col presidente Florentino Perez, 67 E L ITALIA NO In Italia il trend è in evidente ascesa. Nel 2009 la mobilità raggiungeva il 40,2%. Nel 200 siamo saliti al 42,%, l anno successivo al 46,3%, nel 202 addirittura al 48,4%. Altro che Zoff, Gentile, Cabrini, Furino eccetera : ai tifosi serve un almanacco. Nel 203 una leggera inversione di tendenza (45,2%), ma nel 204 la percentuale è risalita (47,9%). La media di questo quinquennio è 45%. La Spagna, la peggiore delle altre leghe top, è al 35,7%, mentre la Francia, la più virtuosa, al 30,3%. E mentre Premier e Liga tendono ad avvicinarsi alla Serie A, la virtuosissima Germania riduce ad ogni anno la sua mobilità. L EUROPA È MOBILE Neanche il trend europeo può essere di consolazione. Nel 2009 la mobilità era al 36,6%; oggi siamo al 4,5%. La media continentale quinquennale è 39,7%: insomma, siamo sempre nella parte bassa della classifica. C è anche una spiegazione geografica: è l Europa del sud (Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Turchia, Israele) la più mobile (48,5%), seguita dall Est (45,5%), dal Centro (4,9%), dall Ovest (35,9%) e infine dal Nord (3,2%). Sono le conclusioni a preoccupare: «La tendenza evidente ad acquistare nuovi giocatori nei tornei del Mediterraneo e dell Est non è collegata alla necessità di rimpiazzarne altri venduti per denaro ma...». Il discorso è chiaro. Ci sono categorie interessate al mercato permanente. E non per questioni tecnico-tattiche. Se ne sono resi conto presidenti e proprietari? Media anni di permanenza 3,39 2,42 ALTA FEDELTÀ I 50 club europei con il più alto tasso di «fedeltà» dei giocatori, espresso in anni GDS. REAL SOCIEDAD (Spa) 5,26 2. CSKA MOSCA (Rus) 4,9 3. FENERBAHÇE (Tur) 4,4 4. REAL MADRID (Spa) 4,32 5. ATHLETIC BILBAO (Spa) 4,25 6. BARCELLONA (Spa) 4,04 7. ATVIDABERG (Sve) 4,00 8. BORUSSIA DORTMUND (Ger) 3,89 8. SHAKHTAR DONETSK (Ucr) 3,89 0. BAYERN MONACO (Ger) 3,88. BORUSSIA M GLADBACH (Ger) 3,82 2. DINAMO KIEV (Ucr) 3,80 3. BNEI SAKHNIN (Isr) 3,75 4. MONTPELLIER (Fra) 3,69 5. EVERTON (Ing) 3,67 6. JUVENTUS 3,58 7. HAUGESUND (Nor) 3,54 7. ZENIT (Rus) 3,54 9. DEBRECEN (Ung) 3,48 9. TEPLICE (Cec) 3,48 2. LOKEREN (Bel) 3,46 2. VORSKLA POLTAVA (Ucr) 3, ARSENAL (Ing) 3, SILKEBORG (Dan) 3, CHELSEA (Ing) 3, MANCHESTER UNITED (Ing) 3, VIKING (Nor) 3, STOKE CITY (Ing) 3,3 29. ZURIGO (Svi) 3, METALIST KHARKIV (Ucr) 3, ELFSBORG (Sve) 3, MTK BUDAPEST (Ung) 3, START (Nor) 3, GAZ METAN MEDIAS (Rom) 3, CAGLIARI 3, AALESUND (Nor) 3, HACKEN (Sve) 3, LECH POZNAN (Pol) 3, BATE BORISOV (Bie) 3, MANCHESTER CITY (Ing) 3,2 40. BAYER LEVERKUSEN (Ger) 3,2 42. LIVERPOOL (Ing) 3, KOSICE (Svk) 3, DNIPRO (Ucr) 3,9 44. INVERNESS (Sco) 3,9 46. LILLA (Fra) 3,7 47. APOEL (Cip) 3,6 48. EVIAN (Fra) 3,3 49. LILLESTROM (Sve) 3, 50. GALATASARAY (Tur) 3,0

20 20 MERCOLEDÌ 4 GENNAIO 205 LA GAZZETTA DELLO SPORT

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