AIL News. Un cambiamento nel segno della continuità. Inserti staccabili:

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1 AIL News PERIODICO DELL AIL SEZIONE DELLA PROVINCIA DI PADOVA DELL ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LE LEUCEMIE-LINFOMI E MIELOMA ONLUS NOTIZIARIO AIL Sezione della Provincia di Padova ONLUS - VIA GABELLI 114, PADOVA TEL FAX SPEDIZIONE IN ABBONAMENTO POSTALE ART. 2 COMMA 20/C LEGGE 662/92 D.C.I. PADOVA Un cambiamento nel segno della continuità Inserti staccabili: - AIL NEWS RAGAZZI - I due Cow Boys di Erik Grappiglia n 3/2013 n 2/2014

2 2 AIL News PERIODICO DELL AIL SEZIONE DELLA PROVINCIA DI PADOVA DELL ASSOCIAZIONE ITALIANA CONTRO LE LEUCEMIE-LINFOMI E MIELOMA ONLUS NOTIZIARIO n 2/2014 In questo numero 03 EDITORIALE 04 GRAZIE AD A.VETTORE E L.ZANESCO 06 FESTA DEI VOLONTARI 07 GRUPPO VOLONTARI MARSANGO-BUSIAGO 08 FILO DIRETTO AIL Sezione della Provincia di Padova dell Associazione Italiana contro le Leucemie-linfomi e mieloma ONLUS: Via Gabelli, Padova Tel Fax 049 Registrazione Tribunale di Padova 3 marzo n. 933 Editore: AIL Sezione della Provincia di Padova ONLUS Direttore Responsabile: Sabina Scatolini Comitato di Redazione: prof. Luigi Zanesco, Giuseppe Cavaliere, Emiliano Zerin, Stefania Gallo, Marco Anzalone. Comitato Scientifico: Prof.Giuseppe Basso, Prof. Gianpietro Semenzato, Prof. Luigi Zanesco. Tipografia: Litocenter Srl, Via G.Rossa, 17 Piazzola sul Brenta (PD) Fotografie: Freetime di Armando Dino Juliani - Villafranca Padovana; Luigi Griggio. 11 IL MALATO CON LA SUA FAMIGLIA 13 UN ANGELO SPECIALE 16 NEWS ONCOEMATOLOGIA 22 REGALAMI UN SORRISO 2014 Scrivi all A.I.L. le tue idee, le tue esperienze, le tue domande, i tuoi pensieri TROFEO INSIEME PER LA VITA AIL 24 -BAR S. LUCIA -SOGNANDO ITACA 25 GRUPPO AIL ANDREA PETRIN 26 ZUMBATHON 27 -FESTA AL DAY HOSPITAL -HANNO FESTEGGIATO CON AIL BILANCIO 31 DICEMBRE BOMBONIERE SOLIDALI 31 NOTE E NUMERI INFORMATIVA Dati non raccolti presso l interessato. Si informa che, ai sensi dell art. 24, comma 1, lett. c), del D.Lgs 196/2003 (Codice in materia di protezione dei dati personali), il consenso per il trattamento dei dati personali non è richiesto quando riguardi dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque. Nel rispetto della normativa vigente in materia di protezione dei dati personali (art. 13 del D.Lgs 196/2003) La informiamo che i Suoi dati personali, non sensibili, sono raccolti e trattati da AIL sezione della provincia di Padova, anche attraverso l inserimento in banche dati e l elaborazione mediante procedure informatizzate, al solo fine dell invio presso la Sua residenza del giornale periodico Notiziario AIL Sezione della Provincia di Padova ONLUS. Responsabile del trattamento dei dati è il dr. Armenio Vettore. Potrà in ogni caso accedere in ogni momento ai dati personali che La riguardano, ottenere l indicazione della loro origine, delle modalità e delle finalità di trattamento, l aggiornamento, la rettifica e l integrazione dei dati personali, nonchè opporsi all utilizzazione degli stessi ed esercitare ogni altro diritto previsto dall art. 7 scrivendo a: AIL Sezione della Provincia di Padova ONLUS, Via Gabelli, Padova.

3 3 Saluto del nuovo presidente dell AIL Padova Prof. Luigi Zanesco Giovedì 10 aprile scorso mi svegliai di cattivo umore. Il cielo si presentava grigio, annuvolato. La giornata si annunciava uggiosa, con la prospettiva della solita fisioterapia e la lettura poco entusiasmante dei giornali. Mi alzai dal letto con molta fatica e mi accinsi ad aprire la posta. La mia attenzione fu subito attratta da una busta manoscritta speditami dal presidente dell AIL, Armenio Vettore: conteneva un messaggio, pure manoscritto, con cui comunicava le sue irrevocabili dimissioni dalla carica di presidente, a causa di motivi di lavoro. Nessuna ulteriore spiegazione. Da circa otto mesi non avevo notizie dell AIL a causa della mia malattia e grande fu la mia sorpresa. La giornata mi offriva inaspettatamente un argomento per impegnare la mente. Mi misi in contatto con il segretario Cavaliere e con il vicepresidente Brusutti che mi fecero un breve riassunto dei problemi dell Associazione e del disagio che le improvvise dimissioni di Vettore (a far data dal ) suscitarono nella sede dell AIL Padova. Mi chiesero di partecipare a una assemblea convocata d urgenza dopo pochi giorni. Non ebbi il coraggio di dir di no, nonostante la mia convalescenza prolungata mi procurasse notevoli ostacoli. E così dal 10 aprile cominciai a interessarmi dell AIL Padova. Una delegazione dei consiglieri dell Associazione mi chiese in più un secondo impegno: partecipare come candidato alla elezione del nuovo presidente. Confesso di avere opposto dapprima una notevole resistenza; ma infine, chiarendo le difficoltà della mia condizione fisica e dei limiti che poneva, per non deludere gli amici accettai la candidatura. L assemblea ebbe l ardire di eleggermi presidente, durante una affettuosa riunione (29 aprile 2014). A questo punto mi sentii rientrare nella vita normale dopo 8 mesi di assenza. La prima cosa che feci fu di ringraziare i soci AIL dell affetto e della fiducia che mi dimostrarono. Ma, venuto a conoscenza della situazione dell AIL, sarei stato in grado di corrispondere a questa fiducia? Rimuginai a lungo idee e pensieri. Ora espongo qui brevemente quali sono a mio parere i problemi che mi si sono presentati e che ritengo doveroso affrontare e risolvere: 1) Anzitutto chiedo un aiuto, fisico soprattutto, da prestarmi nei mesi restanti del 2014, da parte dei membri del CD dell AIL, e di tutta la segreteria. 2) Dovrò riportare subito la pace e la serenità nella segreteria dell Associazione. 3) Ravviso la necessità di raccogliere almeno più di quanto previsto dal bilancio preventivo Questa necessità è nata dalla mancata offerta tradizionale da parte di alcuni centri, evidentemente in difficoltà per la crisi finanziaria. Potranno essere stimolate le offerte libere da

4 4 parte di vecchi e nuovi imprenditori, società commerciali, fondazioni bancarie.; e organizzate nuove manifestazioni dell AIL (rigorosamente poco costose) al fine di raccogliere fondi. 4) Ricordando l entusiastico apporto delle famiglie dei bambini, che con parenti ed amici costituirono la fonte del finanziamento nei primi anni dell AIL (dal 1975 ai primi anni 80 l AIL di Padova operava su tutta la Regione, non essendo emanata ancora dall AIL Nazionale la regola che ogni provincia deve creare una Sezione sociale propria, senza oltrepassare i confini!), accolgo con favore la decisione del CD dell AIL di Padova di rendere più operativi i gruppi di volontariato nei singoli paesi e paesini del territorio padovano: avrebbero la funzione di creare manifestazioni locali, sagre, feste culinarie all aperto, intrattenimenti musicali, ecc, come facevano le citate famiglie negli anni 70, da cui ricavavano i primi contributi per le famiglie e per la struttura del reparto. 5) Cercherò di seguire l attività dell AIL nella Clinica di Oncoematologia e nel Reparto Leucemie degli adulti con lo scopo di far conoscere meglio l Associazione alle famiglie dei pazienti ricoverati. Questo impegno richiederà una programmazione ben studiata, con la approvazione dei direttori, del personale medico ed infermieristico, e dei volontari interni ai reparti. Naturalmente il NOTIZIARIO AIL dovrà continuare a pubblicare notizie importanti per le famiglie dei pazienti, per la scuola del reparto pediatrico, e soprattutto per i bambini, che secondo le mie informazioni, amano molto gli inserti a loro riservati. Chiedo che intorno all AIL si promuova una rinnovata e più capillare solidarietà. L AIL di Padova è stata la prima Associazione volontaristica a largo raggio nel territorio di Padova e in tutto il Veneto negli anni 70. Lo spirito di solidarietà che ha animato le attività locali di quegli anni dovrà risorgere! Ringrazio tutti i consiglieri e il personale della segreteria per lo spirito di collaborazione che ha dimostrato e a tutte le famiglie dei bambini e adulti in cura nei due reparti di ematologia e oncologia vada il mio saluto più affettuoso, e un augurio di trovare nell AIL un efficace sostegno. Il presidente Prof.Luigi Zanesco Un grazie di cuore a Armenio Vettore e a Luigi Zanesco Il Consiglio Direttivo dell'ail Sezione di Padova desidera esprimere al dott. Armenio Vettore il ringraziamento più sentito per gli oltre 20 anni di attività profusa a favore della nostra Sezione. Egli ha dimostrato spirito di abnegazione, delicatezza particolare per gli ammalati ed ha fornito contributi non comuni negli incarichi anche di prestigio a Lui affidati dalla nostra Associazione. Dal 1 aprile Egli è divenuto Past President ritirandosi per impegni personali e di lavoro, ma rimanendo per tutti noi un importante punto di riferimento e ci auguriamo possa continuare nella zelante attività di collaborazione con la nostra sezione. Grazie di cuore Armenio per quanto fatto! L'AIL ti è riconoscente e ti augura molta serenità e successo per i futuri traguardi, che sicuramente non mancheranno anche con la nostra collaborazione. Altresì il Consiglio Direttivo dell'ail rende omaggio all'illustre Professore Luigi Zanesco che ha

5 5 voluto rendersi disponibile all'unanime volontà dei Soci AIL di volerlo quale nuovo Presidente della Provincia di Padova. Nonostante Egli stia passando un delicato periodo di convalescenza a seguito un grave incidente stradale che Lo ha visto coinvolto, anche pesantemente dal punto di vista fisico, non si è tirato indietro quando gli è stato richiesto di prendere il posto di comando e di coordinamento come "mentore", ma si è messo immediatamente in gioco per il nostro bene. Il Consiglio in scadenza onorato di tale presenza si è immediatamente messo a disposizione dello stesso Professore perché Egli possa per lungo tempo rimanere nostro Presidente, e con la Sua esperienza, provata capacità e prudenza, ma, soprattutto, con lo spirito altruistico, che gli è proprio, possa trasformare la nostra Sezione ancor più e meglio in virtuoso centro di solidarietà pulsante. Abbiamo bisogno dell'aiuto di tutti per continuare ad aiutare; non vi è infatti possibilità di aiuto senza a nostra volta essere aiutati! In tanti anni di Associazione il periodo socio economico in cui l'italia versa rende sempre più difficile la raccolta di fondi e di donazioni spontanee, ma noi rimaniamo sempre fedeli agli scopi statutari e alle indicazioni associative mossi dalla irriducibile volontà di fare il bene! Figure come quelle del Professore sono per noi importantissime, dono grandissimo per coloro che cercano di alleviare le sofferenze di tanti fratelli ammalati, vogliamo vivere in questa serena compagnia di persone illuminate da un grande senso civico e da uno spontaneo altruismo che segnano i cuori di chi, per una ragione o per un'altra, si ritrovano a condividere una parte di tempo di questa vita mortale. Voglio confidarvi la mia trepidazione e l'emozione vera per la sincera attenzione di questo grande ricercatore chimico e medico che con vero affetto ha seguito i tanti piccoli ammalati del reparto di oncoematologia pediatrica dell'università di Padova e l'azienda Ospedaliera quando ne era primario e che oggi come un tempo segue con la stessa sensibilità anche il reparto di ematologia adulti aiutando la nostra sezione tutti e due i reparti. Grazie Professore Zanesco per questo gesto! Ad ognuno ed a ciascuno dei nostri volontari giunga questa testimonianza che rinforza e rinsalda, che ricostruisce e che spinge a nuovi e più grandi sfide per un futuro, e ce lo auguriamo tutti, senza malattie così subdole e spietate come la leucemia il mieloma e gli altri tumori. La nostra serenità e il nostro augurio in occasione di questo avvicendamento celebri l'apprezzamento e la riconoscenza verso i sostenitori i benefattori e i volontari alle persone che voi amate e a quanti a titolo diverso portiamo in cuore. Celebriamo il "segno" di grande speranza nella semplicità del nostro dovere di soci AIL anche come ci insegna il Professore; che vive come il più semplice dei semplici volontari perché l'importanza sta nel fare e non nell'essere, e dimostra uno spirito di sobrietà e condivisione con i nostri ammalati che soffrono nel corpo e nello spirito cercando di essere sempre più vicini a loro e vicini anche ai familiari a cui guardiamo con infinita tenerezza. Anche l'ail di Padova corre oggi su strade asfaltate o autostrade, ma intraprende sentieri impervi e sassosi per raggiungere il bene ed è felice, perché questa è la strada percorsa dall'amore per gli altri. Questo, il cammino dell'ail, con oltre 39 anni di attività! Con l'aiuto dei volontari e dei tanti benefattori andiamo incontro a chi soffre infondendo speranza, perché stiamo lavorando per la ricerca e per l'assistenza. Mi permetto, concludendo a nome del Consiglio, a invitarvi a continuare ad aiutarci con donazioni grandi e piccole, perché per noi sono essenziali, ogni piccola goccia, per l'ail di Padova è un segno di speranza. Grazie di cuore ai nostri Presidenti e buon lavoro a tutti! A nome del Consiglio tutto, Marco Eugenio Brusutti Vice Presidente

6 6 FESTA DEI VOLONTARI Si è tenuta anche quest anno la Festa dei Volontari AIL sezione della Provincia di Padova. Circa 300 persone si sono ritrovate sabato 17 maggio nell ormai collaudatissimo Prà del Donatore a Limena dove hanno potuto gustare un ricco menù: antipasto di porchetta, pasticcio alle verdure e crespelle ai funghi, lonza di maiale, arrosto di tacchino patate fritte dolce e caffè. Pietanze accompagnate dai vini che come sempre sono stati offerti dall Enoteca La Cantinetta di Limena, oltre ad acqua, bibite e vettovagliamento offerti dai Supermercati Lando. Al termine della serata si è svolta la sottoscrizione a premi organizzata dall instancabile Silvana Zuccherini e i suoi volontari ed è stato offerto un omaggio floreale, a tutte le signore presenti, dall azienda florovivaistica Vergerio di Camposampiero. Un ringraziamento particolare va al gruppo volontari di Limena coordinato dai signori Busnardo per la veloce e puntuale disponibilità per il servizio in tavola. Prima della festa si è tenuta una riunione con i volontari alla presenza del prof. Luigi Zanesco, prof. Giuseppe Basso e della dott.ssa Raffaella Colombatti per il Reparto di Oncoematologia Pediatrica; mentre per quello di Ematologia Adulti erano presenti il prof. Gianpietro Semenzato e il dott. Renato Zambello. In apertura il segretario dell AIL di Padova, rag. Giuseppe Cavaliere, ha comunicato ai presenti che il presidente Armenio Vettore aveva rassegnato le dimissioni dal 1 aprile e, dopo averlo ringraziato per tutto quello che ha fatto in oltre 20 anni di mandato, ha informato che è stato eletto nuovo Presidente il prof. Luigi Zanesco. Appuntamento all anno prossimo! ALCUNI MOMENTI DELLA FE- STA VOLONTARI AIL DI SABATO 17 MAGGIO

7 Il gruppo volontari di Marsango-Busiago 7 Siamo il gruppo AIL di Marsango-Busiago e salutiamo tutti gli amici del giornalino. Come è iniziata la nostra collaborazione con l AIL? Per dare una risposta concreta, con i fatti, a una malattia terribile come la leucemia. Questa malattia aveva preso Simone, mio nipote di allora 4 anni, e dopo tre anni di sofferenza, si prospettava inevitabile il trapianto di midollo. Suo fratellino Matteo, di 2 anni e mezzo, era il donatore e, mentre Simone riceveva il midollo, il 9 dicembre noi cominciavamo quello stesso giorno a vendere le Stelle di Natale per l AIL. Il gruppo è composto da tante persone: Marilena, che sono io, la nonna e Micol la mamma roccia di Simone, mia figlia, poi le Danieli (3) Nadia, Marzia, Lucia, Giovanna e un gruppo di giovani sui trent anni, cui passiamo il testimone la domenica mattina. Fanno capo alla sezione di Marsango anche tre simpatiche e brave signore di Busiago, loro parrocchia, dove vendono Stelle di Natale e Uova di Pasqua dell AIL. Il risultato è comune e viene poi pubblicato sui rispettivi bollettini parrocchiali. Purtroppo la favola non è finita bene: Simone ci ha lasciati nel 2009 a 8 anni; ma noi per ricordarlo sempre e far capire a tutti che dare è molto più importante che ricevere, continuiamo a prendere pioggia, nebbia, neve, vento e freddo. Per lui, per tutti come lui che hanno lottato e continuano lottare. Perché, come dice la sua mamma Micol, per dare un senso alla sua vita fatta anche di tanti sorrisi e alla sua perdita, bisogna reagire e mettersi a fare qualcosa soprattutto per chi non ce la fa. Perché questo non succeda più. Noi ci troviamo ogni volta decise ad andare avanti e quando le vendite sono finite ci salutiamo affaticate e contente e ci diciamo: fra un po di giorni ci troviamo in pizzeria Approfittiamo dell occasione per ringraziare l ex presidente Armenio Vettore: venire alla nostra cena a sentire i risultati avuti, per noi è una festa! Ringraziamo anche Marsango e Busiago: siamo paesi piccoli, ma con un cuore grande e generoso. Marilena Gariboldi Capo gruppo Marsango-Busiago ANDREA PETRIN E ALCUNE IMMAGINI DEL GRUPPO DI MARSANGO E BUSIAGO

8 8 Filo diretto: LA DONAZIONE DI SANGUE DI CORDONE E LA BANCA DI SANGUE DI CORDONE DI PADOVA INFORMAZIONE MEDICA PER I LETTORI DEL NOTIZIARIO A CURA DEL PROF.LUIGI ZANESCO EMERITO DI PEDIATRIA - UNIVERSITÀ DI PADOVA In questo numero del Notiziario sarà concisamente riportato un testo per informare le future mamme che desiderano donare il sangue del cordone ombelicale alla nascita del loro bambino alla Banca del sangue cordonale. E scritto dalla dott.ssa BOVO, che è anche disponibile per ulteriori informazioni al n COS'È IL SANGUE DI CORDONE OMBELICALE Il sangue del cordone ombelicale, detto anche sangue placentare, è il sangue che, al termine del parto, rimane nel cordone ombelicale e nella placenta e che normalmente viene con essa eliminato. Alla fine degli anni Settanta, alcuni ricercatori hanno scoperto che il sangue cordonale è ricco di "cellule staminali emopoietiche" simili a quelle presenti nel midollo osseo, in grado cioè di generare globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Grazie a questa scoperta nel 1988 in Francia fu effettuato con successo il primo trapianto di staminali emopoietiche ottenute da sangue cordonale. Fino ad oggi sono stati effettuati oltre trapianti con questo tipo di cellule staminali, con risultati del tutto sovrapponibili a quelli ottenuti con le altre fonti di cellule staminali ematopoietiche (midollo o sangue periferico). Considerando che solo il 30% dei pazienti che necessita di un trapianto riesce a trovare un donatore familiare compatibile, donare il sangue del cordone ombelicale del proprio bambino rappresenta un importante possibilità di cura per chi è affetto da gravi malattie. Offre inoltre un contributo prezioso allo sviluppo della ricerca scientifica. PERCHÉ È IMPORTANTE DONARE IL CORDONE OMBELICALE? PERCHE può essere utilizzato nei trapianti per la cura di malattie tumorali del sangue, come le leucemie e i linfomi, e patologie non tumorali, come ad esempio la talassemia (malattia ereditaria del sangue), l aplasia midollare (mancata produzione delle cellule del sangue) e alcune gravi carenze del sistema immunitario. PERCHE è una valida fonte alternativa di cellule staminali ematopoietiche per i pazienti che non dispongono di un donatore di midollo compatibile. PERCHE è una fonte immediatamente disponibile e quindi riduce i tempi di attesa per un trapianto LA BANCA DI SANGUE DI CORDONE DI PADOVA La possibilità di effettuare trapianti con sangue cordonale ha indotto alla nascita di vere e proprie banche, dove vengono conservate le unità di sangue cordonale raccolte. In tutto il mondo vi sono circa 160 banche che conservano più di unità di sangue di cordone. E' in questo contesto che è nata la Banca di Sangue di Cordone di Padova (PDCBB) presso i laboratori della Clinica di Oncoematologia Pediatrica. Iter della mamma che vuole donare La futura mamma che decide di donare il sangue di cordone deve semplicemente sottoporsi ad un colloquio, nel terzo trimestre di gravidanza, atto ad accertare l'idoneità alla donazione. Basta quindi fissare un appuntamento presso la Banca del Sangue di Cordone o la sala parto in cui si intende partorire, per valutare con un operatore sanitario lo stato di salute generale della mamma, l'andamento della gravidanza, l'assenza di fattori di rischio per la trasmissione di malattie infettive dei genitori e di malattie ereditarie in famiglia. Al termine del colloquio, una volta accertata l'idoneità alla donazione, verrà spiegata la procedura da seguire e consegnato il consenso informato. La firma del consenso è indispensabile per poter effettuare la raccolta e rendere disponibile l unità di sangue cordonale per un eventuale trapianto.

9 Alla Banca di Sangue di Cordone di Padova afferiscono le donazioni raccolte di una trentina di sale parto in tutto il triveneto. Ogni Ospedale dove è possibile aderire alla donazione di sangue di cordone può essere organizzato in modo differente per quanto riguarda i tempi e le modalità di acquisizione del consenso informato e dell anamnesi. Per avere informazioni precise è dunque opportuno rivolgersi al personale sanitario dell ospedale nel quale si partorirà. Un elenco completo con i numeri di telefono di riferimento aggiornati si può reperire nel sito Al momento del parto viene eseguito alla madre un prelievo di sangue per l esecuzione degli esami previsti dalla legge (test infettivologici). Il sangue cordonale viene raccolto da personale qualificato (generalmente dalle ostetriche) alla fine del parto dopo che il cordone è stato reciso, utilizzando un apposita sacca sterile. Ciò che viene raccolto è il sangue rimasto nei vasi cordonali, quel sangue che verrebbe eliminato insieme alla placenta. E possibile effettuare la raccolta sia da parto naturale che da parto cesareo. La procedura di raccolta NON COMPORTA ALCUN RISCHIO né per la mamma né per il neonato. La procedura non modifica in alcun modo l assistenza della mamma e del neonato. Non è possibile procedere alla raccolta nel caso in cui al momento del parto vengano individuate situazioni particolari che la rendano non indicata come ad esempio: gravidanza inferiore a 37 settimane, stato febbrile, malformazioni congenite del neonato, rottura delle membrane maggiore di 12 ore, ecc Una volta raccolto, il sangue viene inviato alla Banca del Sangue di Cordone, dove personale specializzato effettua tutti i controlli e la processazione della raccolta. Le sacche che risultano essere idonee per il trapianto vengono caratterizzate, manipolate, criopreservate e conservate in azoto (-190 C) presso la Banca del Sangue di Cordone. Affinché la donazione sia utile al trapianto è richiesta una quantità di cellule minima. Solo una parte delle raccolte che arrivano alla banca sono quindi utilizzabili poiché devono rispondere a criteri di qualità richiesti da standard internazionali al fine di garantire ai pazienti donazioni sicure ed efficaci. E importante sapere che la quantità di cellule contenuta nel sangue di cordone raccolto non è legata allo stato di salute della mamma o del bambino. Le donazioni escluse possono comunque trovare un importante impiego nella ricerca, se la donatrice, nell'apposito consenso, ha acconsentito a tale utilizzo. La ricerca e' fondamentale per poter migliorare le applicazioni cliniche e per scoprire nuove frontiere di utilizzo delle cellule stesse. Se la raccolta viene congelata, a distanza di 6-12 mesi dal parto la mamma viene richiamata per essere sottoposta ad un ulteriore prelievo di sangue e per far avere alla Banca un certificato medico che attesti lo stato di salute del neonato. I dati genetici relativi all unità risultata idonea a tutti i controlli vengono quindi trasmessi dalla Banca del Sangue di Cordone al registro nazionale IBMDR (Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo) che a sua volta li invia al registro internazionale WMDA (Associazione Mondiale Donatori di Midollo), e sono resi disponibili per i Centri Trapianto di tutto il mondo che ne facciano richiesta. Raccolte "dedicate" e "autologhe" Se al momento della nascita del bambino, esiste un parente stretto (fratello, sorella, mamma o papà del neonato), a cui sia stata diagnosticata una patologia trattabile con l infusione di cellule staminali ematopoietiche, o ci sia nella famiglia il rischio di una malattia geneticamente trasmissibile a futuri figli (per la quale il trapianto è una pratica scientificamente approvata) la raccolta può essere effettuata come raccolta dedicata, riservata cioè al parente malato. In questo caso, previa richiesta del medico specialista, viene attivato un servizio di reperibilità per la raccolta e la conservazione dell'unità ad uso familiare. Tale conservazione è assolutamente gratuita presso la PDCBB così come in tutte le Banche pubbliche. In assenza delle condizioni sopra indicate la normativa italiana vieta la conservazione del sangue cordonale per uso autologo, proprio perchè, non esistono evidenze scientifiche riguardo a un suo impiego a scopo personale al di fuori dei casi previsti dalla normativa di riferimento, senza contare che alcune alterazioni che causano le malattie curabili con le cellule staminali cordonali possono già essere presenti nel sangue del neonato donatore rendendole inutilizzabili per il trapianto. Per ottenere migliori risultati nella cura di malattie del sangue (leucemie, linfomi, mielomi) è inoltre preferibile usare cellule provenienti da una persona diversa dal malato, perché in questo modo si accresce l effetto immunologico delle cellule trapiantate e quindi la possibilità di successo del trapianto. La conservazione autologa apre poi importanti problemi etici, di equità e di solidarietà. Per chi volesse comunque ricorrere alla donazione autologa è consentito inviare il sangue di cordone presso Banche di Crioconservazione private istituite presso altri Paesi europei ed extraeuropei previa autorizzazione all'esportazione rilasciata dalla 9

10 10 Direzione Sanitaria dell'ospedale dove la mamma ha deciso di partorire. I costi inerenti alla conservazione autologa del sangue cordonale all estero sono a carico del richiedente. I risultati della PDCBB Grazie alla generosità di migliaia mamme ed al lavoro di 30 Centri Raccolta la Banca di Sangue di Cordone di Padova ha "bancato" più di 2600 unità di sangue di cordone che possono essere messe a disposizione dei Centri Trapianto di tutto il mondo. Ad oggi sono stati effettuati 116 trapianti con raccolte provenienti dalla PDCBB 33 in Italia e 81 all'estero sia per pazienti adulti che per bambini. Le unità non idonee al trapianto hanno consentito l'ottimizzazione di nuove metodiche per migliorare la processazione e la conservazione delle unità raccolte (ad esempio l'introduzione e la validazione di metodiche automatizzate per la separazione cellulare). La PDCBB fa inoltre attualmente parte del gruppo di Banche italiane impegnate in un progetto di ricerca multicentrico per l'utilizzo clinico di Gel Piastrinico, preparato ottenuto a partire dalla centrifugazione del sangue cordonale. Tale gel viene applicato alle ulcere cutanee e alle piaghe da decubito allo scopo di rigenerare i tessuti. Lo studio clinico verrà applicato in un gruppo di pazienti pediatrici affetti da una malattia genetica che causa ulcere cutanee gravi e dolorose, per il trattamento delle quali non esistono terapie efficaci conosciute. Per quanto riguarda le raccolte dedicate a disposizione cioè per una famiglia con una patologia eventualmente trattabile con un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, la PDCBB ne conserva circa 280. Dall'inizio della sua attività ne son state trapiantate con successo 7. dott.ssa Daniela Bovo Banca del Sangue di Cordone di Padova presso la Clinica di Oncoematologia Pediatrica dell Azienda Ospedaliera di Padova INFORMAZIONI UTILI Banca del Sangue di Cordone di Padova Tel / Fax Sito internet: WWW: PDCBB.IT STORIA DELLA BANCA DEL SANGUE DI CORDONE DI PADOVA La Banca del Sangue di Cordone di Padova ha iniziato la sua attività nel 1992 inizialmente per dare la possibilità alle mamme dei pazienti con leucemia di raccogliere il sangue placentare di altri figli per un eventuale trapianto al figlio ammalato. Nel 1995 ha aderito al network GRACE (Gruppo per la Raccolta ed Amplificazione di Cellule Emopoietiche) con il quale ha partecipato alla standardizzazione delle metodiche inerenti l attività di bancaggio contemporaneamente all implementazione di un sistema di qualità ISO Nell ambito di questo progetto, dal 1997 sono iniziate le raccolte di unità di sangue placentare provenienti da donazioni volontarie. Con delibera n 277 del 9 marzo 1999 l Azienda Ospedaliera di Padova ha preso atto dell attività svolta e ha formalizzato l istituzione della Banca del Sangue di Cordone Ombelicale presso la Clinica di Oncoematologia Pediatrica con il nome di PDCBB (Padova Cord Blood Bank). Nel 2000 la Banca di Padova ha ottenuto la certificazione ISO 9002 (che ha mantenuto sottoponendosi a verifiche annuali) ed ha iniziato ad inserire le sue unità nei registro nazionale ed internazionale. Con la Delibera n del 7 dicembre 2001, la Banca di Sangue di Cordone di Padova è stata riconosciuta dalla Regione Veneto. Dal Febbraio 2007 la Banca è entrata a far parte della Rete Nazionale delle Banche ITCBN (Italian Cord Blood Network), che è subentrata al network GRACE. Il registro delle unità di sangue cordonale delle Banche afferenti all ITCBN è gestito dall IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry and Italian Cord Blood Banks).

11 IL MALATO CON LA SUA FAMIGLIA 11 MICAELA FERGNANI - PSICOLOGA CARLO SABBION - COORDINATORE INFERMIERISTICO U.O EMATOLOGIA E IMMUNOLOGIA AO PADOVA Non ci sono dubbi, la letteratura ma ancor di più l esperienza parla chiaro: affrontare una malattia con il sostegno dei familiari rende il percorso più facile da sopportare. Ma tutte le famiglie sono in grado di sostenere l onere della cura o in alcune circostanze creano maggiori complicazioni? Tolstoj nell incipit del romanzo Anna Karenina scriveva: tutte le famiglie felici si assomigliano; ogni famiglia infelice è infelice a modo suo. È quindi facile capire che ci sono famiglie e famiglie. Ogni nucleo si struttura nel corso degli anni e trova un suo equilibrio che garantisce una certa prevedibilità ai suoi componenti. In parole semplici ogni membro della famiglia ha un suo ruolo, un suo posto ben definito; possiamo quindi trovare la persona con atteggiamento materno e quella che ha un ruolo paterno, la persona che accudisce e si prende cura, la persona che si occupa prevalentemente di questioni materiali e colui che sancisce regole e amministra i beni e così via. Vi siete ritrovati? I ruoli, così utili perché costituiscono la nostra identità familiare non sono fissi ma subiscono variazioni nel corso della vita e noi tutti siamo chiamati ad essere sufficientemente flessibili per adattarci ai mutamenti che gli eventi ci richiedono. In caso contrario rischiamo di scivolare in situazioni patologiche. Ci sono condizioni che potremo definire naturali e che riscontriamo nella vita della maggioranza delle persone. Tali eventi cambiano le dinamiche e gli equilibri familiari: mi riferisco ad esempio alla nascita di un figlio, un trasloco, un trasferimento lavorativo, l uscita di casa di uno dei membri o l arrivo di un altro, il pensionamento, l invecchiamento e così via. Alcuni di questi eventi sono inevitabili e quindi prevedibili in quanto riguardano più o meno ogni nucleo familiare e ci danno il tempo per prepararci ad affrontarli; altri sono casuali o quantomeno meno prevedibili e possono accadere indipendentemente dalla nostra volontà. La malattia si inserisce in quest ultima categoria. Nessuno di noi si augura razionalmente di ammalarsi tanto meno di una patologia seria come può essere una malattia oncoematologica. La malattia non appartiene mai alla sola persona del malato e tra i primi ad essere coinvolti insieme a lui sono i suoi familiari. Inizialmente avevo intitolato questo contributo il malato e la sua famiglia ma, come si può notare, ho cambiato la congiunzione e sostituendola con la preposizione con. Il motivo di questa apparentemente insignificante variazione è facile ora da comprendere: persona malata e famiglia non sono due entità del tutto distinte ma fanno parte di una esperienza che, seppur con gradi e intensità diverse, appartiene ad entrambi. La gamma delle patologie oncoematologiche è piuttosto ampia ed ha vari livelli di gravità; gli ultimi anni hanno visto un notevole sviluppo della ricerca e un ampliamento delle possibilità di cura. Le nuove terapie hanno quindi portato ottimi risultati ma questo ha significato percorsi di cura spesso molto lunghi con ospedalizzazioni frequenti o terapie della durata di parecchi mesi in day hospital. Vi è inoltre un gruppo di malattie con aspetti di cronicità che, per definizione, accompagneranno la persona malata in tutto il suo percorso di vita. Ciò comporta, a differenza delle altre neoplasie, un coinvolgimento familiare ancora maggiore e per periodi di tempo a volte tanto lunghi da richiedere a chi si prende cura del malato in prima persona la rinuncia all attività lavorativa e/o alle attività sociali. L evento malattia rimette in discussione equilibri e ruoli dei componenti della famiglia. Coloro che già potevano vantare una solida coesione e ruoli non troppo rigidi, sono più avvantaggiati ad affrontare positivamente i cambiamenti imposti. La possibilità di poter esprimere liberamente le emozioni in un gruppo familiare è un altro elemento molto importante nel buon esito dell esperienza malattia. Molto spesso l affetto che lega i membri di un nucleo familiare porta a commettere degli errori seppur in buona fede. Uno di questi è la cosiddetta

12 12 congiura del silenzio. L intento è quello di tacere la malattia per non ferirsi e non preoccuparsi vicendevolmente. Ecco alcuni esempi di ragionamenti di frequente riscontro: sono molto preoccupata per mio marito e piango spesso ma lui non mi deve vedere quando entro in stanza devo avere un bel sorriso per cui mi asciugo le lacrime, faccio un sospiro e sono pronta. Con lui inoltre non voglio parlare di malattia e gli racconto solo cose allegre ; i miei familiari sono molto preoccupati per me e non voglio preoccuparli oltre né essere un peso e quindi non chiedo loro di venirmi a trovare in ospedale tutti i giorni anche se la loro presenza mi darebbe conforto ; per favore dottore non dica nulla a mia madre della sua malattia, è anziana non voglio che si preoccupi, non deve sapere che ha una leucemia ; solo mia moglie sa della mia malattia, ai miei genitori che sono anziani ho preferito dire che mi devono fare dei controlli e starò qualche giorno in ospedale. I miei figli li avviserò più avanti quando starò meglio, sono così piccoli devono continuare a fare la loro vita da bambini, piena di giochi non certo di preoccupazioni. Siamo poi così sicuri che queste siano le strategie vincenti? Quasi mai. Il non detto o la mezza verità lascia spesso spazio alla fantasia e di conseguenza a pensieri solitamente negativi. Il diretto interessato che non viene informato dai familiari si preoccuperà di certi silenzi e penserà che la situazione è molto grave se nessuno vuol parlarne. Il familiare che vede il proprio caro sofferente anche se esso a parole si sforza di mostrarsi in buone condizioni non potrà fare a meno di preoccuparsi ma senza potersi esprimere perché non viene data parola alle emozioni come paura, ansia e disperazione. Non esprimere liberamente i sentimenti che in un dato momento ci assorbono potrebbe crearci un disagio che in alcuni casi è quasi paragonabile come intensità al disagio provocato dalla stessa malattia. Inoltre spesso non riusciamo ad essere bravi attori e qualcosa nel nostro recitare la parte delle persone serene e ottimiste ci sfugge e viene immediatamente captato dal nostro interlocutore familiare il quale, nel frattempo, ha sviluppato una sorta di radar pronto a registrare ogni nostro impercettibile segnale. A volte può non esservi accordo sulle modalità da usare per star vicini nel miglior modo a chi è malato. In questo caso la priorità è rappresentata dalla persona che soffre ed è proprio prestando attenzione ad essa che sapremo dosare il nostro aiuto. Alcune persone preferiscono stare da sole nella sofferenza e sono infastidite da chi si propone di aiutarle con troppa insistenza. Il loro desiderio va rispettato anche se può creare senso di frustrazione e impotenza. Il messaggio che in questo caso il malato deve recepire è rispetto il tuo desiderio di stare da solo ma nel caso tu avessi bisogno io ci sarò Altri malati desiderano avere costantemente vicino una persona cara e allora chi assiste può sentire un carico troppo gravoso da sopportare nel tempo: in questo caso far comprendere al malato che si ha la necessità di allontanarsi e prendersi piccoli spazi per ricaricarsi senza che ciò venga recepito come abbandono o disinteresse, può essere un consiglio utile. E altresì sano chiedere un aiuto nel sostenere il peso dell assistenza ad altre persone di fiducia quali familiari, amici o professionisti della salute. In sintesi, la motivazione e la forza che i familiari riescono ad attivare nella persona malata è fondamentale e questo lo si può riscontrare nella maggior parte dei casi. Preservare il paziente da sentimenti di disperazione intensi e dalla rassegnazione è un compito che si porta avanti solo creando una fitta rete di persone di cui la famiglia rappresenta il perno; elemento essenziale verso un percorso di guarigione del corpo e dello spirito. Già, perché il personale sanitario segue il malato nel suo iter ospedaliero curandone la malattia, ma non dimentichiamo che l esperienza vissuta lascia il segno anche per lunghi periodi successivi alla remissione attestata da esami clinici. Il rientro alla quotidianità con la ripresa di ritmi e progetti rimasti in sospeso può non essere così semplice e di nuovo la rete familiare è chiamata a fornire un grande supporto creando le condizioni per un graduale ritorno alla normalità. La malattia come momento di crisi dal greco scelta - per molte famiglie rappresenta una opportunità per rimettere in gioco i rapporti, dare voce a sentimenti di affetto mai espressi, chiarire vecchi rancori, e rinsaldare legami usurati. Ri-mettersi in discussione può rappresentare una occasione unica per ritrovare nuovi e più soddisfacenti equilibri all interno del gruppo familiare. Micaela Fergnani - Psicologa Carlo Sabbion - Coordinatore Infermieristico U.O Ematologia e Immunologia AO PADOVA

13 Un Angelo speciale 13 Alla notizia della precoce scomparsa del Prof. Angelo Rosolen siamo state contattate da numerose famiglie di pazienti da lui seguiti. I loro cuori sono colmi di dispiacere e tristezza, consapevoli del vuoto che lascia sia dal punto di vista umano che medico-professionale. Così ci è sembrato più che doveroso rendere note alcune di queste calde testimonianze. Noi tutte, ancora incredule per l accaduto, ci sentiamo di dover esprimere ad alta voce un vero grazie al nostro Prof. Angelo. Non dimenticheremo la determinazione e la serietà che sempre metteva nel lavoro, la fiducia e l appoggio al suo personale, ma anche il coraggio e l umiltà con cui ha affrontato la sofferenza. Custodiremo dentro di noi questo prezioso bagaglio, certe che ci accompagnerà nel lavoro come nella vita. Infermiere Mara e Martina Clinica di Oncoematologia Pediatrica I medici interessati alla ricerca clinica sulle malattie oncoematologiche avevano in Angelo un riferimento sicuro; i tecnici discutevano con lui per un aggiornamento tecnologico; gli ammalati e i loro familiari avevano un amico sempre disponibile, con cui aggiornarsi e soprattutto per ricevere comprensione, incoraggiamento, informazioni dettagliate. Ora non più. Angelo Rosolen è scomparso in giovane età, lasciando un eredità difficile ma esemplare. Testimonianze di valore perduto sono le molte lettere che sono arrivate, ricche di gratitudine e di profondi commenti della disgraziata evenienza. Tre di queste lettere vengono qui riportate, ricche come sono di un contenuto affettuoso e riconoscente. Il personale medico della Clinica di Oncoematologia Pediatrica 1 - I genitori di Luciano D. Ci sono persone speciali per le quali una sola frase non può esprimere fino in fondo il senso della loro esistenza, ma vogliamo con queste poche righe manifestare la nostra riconoscenza per il prof. Rosolen. Abbiamo intrapreso il nostro viaggio della speranza verso Padova per curare il nostro bambino, opportunamente indirizzati verso il prof., che ci ha accolto con grande umanità e professionalità. Ricordiamo la sua franchezza nel metterci di fronte alla dura realtà, ma soprattutto la sua determinazione e competenza che, grazie anche a tutta l equipe dell ospedale, ci ha consentito di vincere una dura battaglia, trasformando le lacrime e la disperazione in fiducia e forza per lottare. Siamo certi che nel cielo un Angelo continuerà a proteggere il nostro piccolino e tutti gli altri bambini che soffrono. Grazie prof. Rosolen.

14 Da Giovanni B. In questo periodo, in particolare dopo i controlli periodici, ho pensato molto spesso al professor Angelo Rosolen, ogni mattina mi sveglio e penso che se ora sto bene il più grande merito va attribuito a lui. Egli rappresenta il medico che è stato in grado di donarmi una seconda vita, sin dai primi giorni di ospedale mi sono sentito protetto e al sicuro sotto la sua cura, una cura non solo prettamente clinica quella che il professor Rosolen si è sempre impegnato a dare ai suoi pazienti, ma soprattutto una cura che partiva da una grande umanità, uno stimolo a combattere e fronteggiare la malattia, a sostenere le difficili terapie e i dannosi effetti con l'obbiettivo di guarire i pazienti e di incitarli anche nei momenti più difficili a combattere per amore della propria vita. Mi sono sempre fidato completamente di lui, nel suo sguardo sicuro trovavo la fiducia e l'ottimismo di cui avevo bisogno, è stato per me il miglior alleato e la più grande persona incontrata durante la mia battaglia contro il linfoma. Il professor Angelo Rosolen rimane dentro di me e mi accompagnerà sempre, non solo perché mi ha guarito, ma perché rappresenta un modello da seguire, una persona da cui sto traendo grande ispirazione. Mi ha dato lo stimolo per credere nella sanità italiana, per difenderla e tutelarla ed è grazie ad un medico come lui che voglio impegnarmi nello studio delle politiche sanitarie in Italia e nella programmazione sanitaria. Il 10 Febbraio ho discusso la mia tesi universitaria triennale in Scienze politiche presso l'università Cattolica di Milano, il tema centrale del mio lavoro è stato il Servizio sanitario nazionale, analizzandone i punti di forza e di debolezza e cercando risposte ai gravi problemi della sanità italiana. Durante i mesi in cui ho scritto la mia tesi e successivamente durante la discussione il professor Angelo Rosolen era con me, l'ho sentito presente in maniera davvero forte ed è a lui che dedico la mia tesi e il mio desiderio di poter lavorare all'interno della programmazione sanitaria, perché è lui che mi ha portato a credere nel valore della salute, della sanità, dell'impegno nella propria professione e a tutelare i propri pazienti. Figure come Angelo Rosolen rendono forte la sanità italiana e riempiono di fiducia pazienti che ogni giorno combattono contro malattie acute. Nella mia vita voglio impegnarmi per essere testimone dell'importanza che ha avuto questo dottore per me. 3 - Dalla Famiglia Perrotta Abbiamo conosciuto il professor Rosolen ad aprile del 2008 in occasione del ricovero di nostro figlio Raffaele nel Reparto di Onco-Ematologia Pediatrica dell'ospedale di Padova per curare un linfoma non Hodgkin (linfoma di Burkitt) annidato nelle fosse nasali. La diagnosi fu fatta a Roma così come i primi cicli di chemioterapia. Decidemmo poi di trasferirci a Padova proprio per affidarci alle cure del professor Rosolen la cui professionalità e competenza nel campo delle neoplasie infantili erano note al nostro medico di famiglia che si attivò per stabilire un contatto e permettere il ricovero di Raffaele. Al momento del ricovero Raffaele era ancora un bambino, aveva da poco compiuto i 10 anni, e fre quentava la quinta elementare (darà infatti gli esami di fine ciclo "a distanza" grazie alla Scuola Elementare del Reparto ed all'aiuto dei maestri Paolo e Marika). Oggi Raffaele è un giovanotto, ha 16 anni, è in buona salute e frequenta brillantemente il III anno del Liceo Scientifico. La professionalità e la disponibilità di tutto il personale del Reparto di Onco-ematologia Pediatrica e del Day-Hospital ci hanno permesso di vivere con dignità un momento difficile della nostra vita, consci di affrontare un battaglia importante, lunga e dagli esiti non scontati. La presenza del professor Rosolen in tutto il periodo della terapia è stata costante e discreta. Il poterlo incontrare, anche solo per pochi minuti, ci aiutava a dare un senso alle terapie che Raffaele faceva e ci aiutava ad intravvedere la meta da raggiungere. Il professor Rosolen è sempre stato di una franchezza disarmante, ci ha sempre informati dei progressi fatti nella terapia e non ci ha mai nascosto le difficoltà che in alcuni momenti sono sorte. A terapia conclusa lo abbiamo incontrato più volte, in occasione delle visite di controllo che perio dicamente Raffaele fa ancora oggi, ed ha sempre trovato il tempo di scambiare qualche parola, di informarsi sull'evolversi della malattia, di ascoltare le nostre piccole conquiste quotidiane. La scomparsa del prof. Rosolen ci fa sentire un po' più soli, un po' più indifesi, spezza quel legame protettivo che egoisticamente immaginavamo senza fine. Grazie professor Rosolen per tutto quello che come medico hai fatto per Raffaele e per noi, ma anche per il contributo importantissimo che hai dato alla ricerca sulle malattie oncologiche infantili.

15 NEWS dal Reparto di Oncoematologia Pediatrica: tanti modi per fare solidarietà 15 A CURA DI : STEFANIA GALLO SEGRETERIA AIL PRESSO LA CLINICA DI ONCOEMATOLOGIA PEDIATRICA PASQUA 2014 Parola d ordine: SOLIDARIETÀ Sono stati giorni davvero frenetici quelli che hanno preceduto le feste Pasquali. Tantissimi genitori si sono prodigati nella raccolta di fondi, in donazioni, nella vendita di biglietti della lotteria e nell acquisto di uova di cioccolato. Anche quest anno, infatti, all interno della Clinica di Oncoematologia Pediatrica, colorate, gustose e soprattutto solidali, sono tornate le nostre uova di Pasqua. Una tradizione che si rinnova ormai da diversi anni per dare ai genitori, impossibilitati a recarsi nelle piazze, la possibilità di donarle a parenti ed amici. Il vostro affetto è stato TRAVOLGENTE. GRAZIE a tutti... e in bocca al lupo a quanti hanno acquistato i biglietti della lotteria! Lotteria di Beneficenza Regalami un sorriso Un GRAZIE di CUORE, per la PREZIOSA collaborazione, alle mamme e ai papà di: Alex T., Anna D.F., Alberto Ce., Alberto Co., Alberto Z., Alessia A., Andrea B., Benedetta C., Diego P., Emanuele P., Ferdinando Pietro C., Giacomo F., Giulia V., Irene P., Luca F., Luca M., Marta M., Matteo P., Nicholas M., Nicole V., Nicolò B., Riccardo D., Roberto S., Samuele C., Sara T., Senia B., Sofia M., Tina G., Tommaso C., Veronica V. e inoltre: - al Prof. Luigi Zanesco e al Prof. Modesto Carli; - ad Annamaria, Barbara, Claudia, Daniela, Laura, Mara, Maria Vittoria, Michela, Monia e Sheila - Clinica di Oncoematologia Pediatrica; - a Rossana - Cardiologia; - a Giacomo e Raffaele - Sala Operatoria Chirurgia Pediatrica; - al signor Fabio Sturaro e alla Cooperativa Radiotaxi di Padova; - al titolare e al personale della Cartolibreria/Copisteria La Tecnica Service di Padova; - ai signori: Federico ed Alberto (Data Cafè di Padova), Albino, Fabrizio e Lucia M., Mara S. e Fabio G., Laura e Diego G.; - agli insegnanti, ai genitori e ai bambini dell Asilo di Bressanvido. Un pensiero particolare lo rivolgiamo: - a Matteo P. (10 anni) e Alex T. (15 anni), che anche per questa edizione ci hanno offerto, con grande entusiasmo, il loro aiuto. Da soli sono riusciti a distribuire ben 250 biglietti (suonando i campanelli di tutto il vicinato!). Grazie, siete stati bravissimi! Ciao, a presto! E non dimenticatevi di salutare le vostre famiglie da parte nostra. - A Giulia C. (10 anni), sorella del piccolo Alberto, e a Greta C. (11 anni). Abbiamo saputo che avete contribuito con grande impegno alla vendita dei biglietti della lotteria. Grazie dal profondo dei nostri cuori! - Al signor Gaetano M., papà di Nicholas, che ha promosso una campagna di sensibilizzazione tra amici e colleghi di lavoro, ritirando per loro conto biglietti della lotteria e uova di Pasqua. GRAZIE per la disponibilità. Un saluto affettuoso a quanti hanno voluto sostenere questa iniziativa... da parte nostra e di tutti i piccoli pazienti dell Oncoematologia Pediatrica.

16 16 Cari genitori... Panificio Pasticceria Antica Tradizione del pane di Cattelan Lorenzo C. e Snc In Via Risorgimento 32 ad Albignasego vive il Panificio Pasticceria Antica Tradizione del pane. Quando si entra si viene subito accolti dal profumo inebriante del pane appena sfornato. Fare il pane è un lavoro che richiede passione e che costa sacrifici (si lavora dal tramonto all alba), e questo i proprietari, signori Manuela e Lorenzo Cattelan, lo sanno molto bene. Quando tutti ancora dormono, il forno è già rovente e pronto a cuocere ogni tipo di bontà! A completare questo bel quadro la cortesia e la grande professionalità dei collaboratori che si occupano del forno, del laboratorio e del negozio. Ma il panificio Cattelan si distingue anche per la SOLIDARIETA : da diversi anni, infatti, sostiene, in vari modi, la nostra Associazione. Per questo motivo, in occasione delle feste natalizie, abbiamo consegnato a tutto lo staff il nostro attestato di amicizia, che viene dato a chi si distingue per IMPE- GNO e GENEROSITA. Ma naturalmente questo speciale riconoscimento è rivolto anche a tutti i clienti del panificio per la sempre pronta partecipazione alle varie iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi a sostegno della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova. GRAZIE di cuore a tutti e un affettuoso saluto a Benedetta. Cogliamo l occasione per ringraziare la signora Maristella P., amica di famiglia, per averci donato delle bellissime sciarpe, realizzate con le sue mani, per la raccolta di offerte. Pizza Mania - pizzeria per asporto di Ruggero M. La stupenda bambina che vedete nella foto è Aurora, 5 anni. Ricorderete sicuramente i suoi bellissimi disegni presentati al concorso di disegno organizzato qualche mese fa: La principessa e Un giorno di sole. Il 7 novembre scorso, accompagnata dalla mamma, è venuta a portarci, soddisfatta, le offerte raccolte nella pizzeria di famiglia. Da molti anni Pizza Mania delizia i palati dei propri clienti con un ampia scelta di ottime pizze. Il sorriso, qui, non manca mai. I proprietari e il personale sono sempre gentili e cordiali e proprio per questo motivo i clienti rinnovano sempre con piacere la propria generosità, lasciando offerte a sostegno della Clinica di Oncoematologia Pediatrica di Padova, con la consapevolezza che grazie a ogni piccolo gesto si possono ottenere risultati importanti. Grazie dunque ad Aurora, alla sua famiglia e a tutti i clienti di Pizza Mania per il prezioso aiuto!!! NELLA FOTO: BENEDETTA CON I GENITORI (MANUELA E LORENZO), LA ZIA (ANNA) E I PREZIOSI COLLABORATORI DEL PANIFICIO: ANGE- LA, LUCIA, LAURA, MONICA, LISA, MORENO E ROBERTO.

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