2007 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE. EMILIA-ROMAGNA Azienda Unità Sanitaria Locale di Rimini

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1 2007 SERVIZIO SANITARIO REGIONALE EMILIA-ROMAGNA Azienda Unità Sanitaria Locale di Rimini 94

2 Le immagini riprodotte sono di Raffaella Vaccari

3 - FLORIANA RAGGI - con il favore di urano diario di una assistente sociale negli ultimi mesi di lavoro

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5 Premessa La pratica della scrittura, in particolare in forma di diario, appartiene alla mia esperienza personale, pertanto ho accolto con naturalezza l affiorare del bisogno, quasi la necessità, di tenere un diario degli ultimi mesi di lavoro. La scelta di scrivere al computer rivela che, inconsciamente, avevo pensato da subito che questa narrazione potesse avere dei destinatari: anzitutto colleghi assistenti sociali e operatori di servizi socio - sanitari. Che io sappia non esistono testimonianze dirette, dall interno della professione, e può essere utile fare conoscere la specificità del nostro lavoro, così poco visibile e valorizzato, nello svolgersi della realtà quotidiana. La scrittura di questo diario è stata comunque utile a me: mi ha permesso di sopportare la fatica degli ultimi mesi prendendo, da essa, quella distanza che consente la riflessione e la ricerca di significati. Mi ha aiutata a stemperare il coinvolgimento, l investimento emotivo - affettivo e a compiere la separazione. Il termine del periodo lavorativo istituzionale lascerà lo spazio necessario per coltivare altri interessi: l astrologia, le relazioni che nascono nella gestione del bed & breakfast, il giardinaggio, la lettura e la scrittura. Negli ultimi tempi la conoscenza dell Archivio dei Diari di Pieve S. Stefano e la partecipazione a iniziative promosse dalla Libera Università dell Autobiografia di Anghiari, hanno creato preziosi stimoli e nuove gemmazioni. Sentendo ancora fortemente l identità di assistente sociale e credendo nel valore di questo ruolo, non escludo l esercizio della libera professione. I nomi degli utenti sono stati cambiati, così pure, per alcuni di loro, i riferimenti a paesi e luoghi. Ho lasciato per esteso i nomi di amici e conoscenti, mentre ho prevalentemente usato le iniziali per quelli dei colleghi. Nel titolo si fa riferimento a Urano, pianeta che in astrologia è simbolo di rinnovamento, di svolte e tagli con situazioni precedenti. 2

6 Spesso c è bonaccia sulla pagina. Inutile girarla per cercare l angolo del vento. Si sta fermi, il pensiero oscilla, si riparano le cose che la navigazione ha guastato Valerio Magrelli

7 AGOSTO 2005 Venerdì 5 Mi sono svegliata con la chiara percezione che questo è l ultimo mese di agosto in cui sono dipendente della Azienda Usl di Rimini, assistente sociale presso il Settore Tutela Minori sede di Santarcangelo. L ultimo agosto nel quale sono parte di quel servizio pubblico in cui ho molto creduto e in cui ancora credo, ma che vedo sgretolarsi e diventare via via sempre più debole per la mancanza di risorse. Questa messa a fuoco della realtà mi è stata di grande aiuto nella mattinata rispetto alle complesse problematiche poste dalle persone con cui avevo fissato appuntamenti. I limiti oggettivi delle risposte che posso tentare, da sola o insieme alla psicologa, si sono relativizzati ancora di più proprio tenendo conto del limite del mio tempo: non oltre il 1 luglio 2006, poi pensionamento. Per quanto mi riguarda farò dunque quello che posso, se posso, in questo arco di tempo: il limite ridimensiona l onnipotenza, sempre in agguato e nello stesso tempo seda le ansie di prestazione; potenzia, forse, le reali possibilità di risposta ai bisogni. Mi piacerebbe che fosse così. La panoramica delle problematiche? Una situazione nuova, di conflittualità legata a una separazione con conseguenze sui minori; una purtroppo sulla quale siamo coinvolte da anni e che, con l arrivo dell adolescenza, è esplosa in modo tale da essere difficilmente arginabile (ho pensato a una struttura che possa permettere alla ragazzina di allontanarsi da vari famigliari patologici e frustranti); una che sto monitorando con colloqui mensili di sostegno alla genitorialità, presa in carico che sembra dare qualche risultato. Sul piano emotivo oggi mare calmo, ieri invece le mie acque si sono un po agitate in carcere, all ingresso e all uscita: semplicemente perché le regole cambiano a seconda del responsabile di turno. Accompagnavo Samir, magrebino, minore in tutela all azienda, a colloquio con il padre. A differenza delle volte precedenti l attesa è di soli 20 minuti, ma mi viene chiesto di lasciare nell armadietto, oltre al cellulare, anche la collana, l anello, l orologio cosa che faccio anche se informo che le volte precedenti la procedura era diversa. Quando mi dicono che devono perquisirmi mi rifiuto! E chiedo quali siano le regole: quelle di oggi o quelle precedenti? Non mi sanno rispondere. Solamente all uscita, quando nel lasciare dei soldi per il padre di Samir mi viene chiesto di compilare un modulo dove devo segnare anche il numero di serie delle banconote, realizzo che forse queste prassi sono conseguenti alle recenti norme antiterrorismo e riservate a chi è vicino agli islamici sarà così? A chi rivolgersi per avere risposta? Certo, posso telefonare alla direttrice, e poi scendere nella scala gerarchica ma non lo farò, non ho energie da spendere oltre lo stretto necessario. Spesso comunque, nel corso di questi anni - ormai oltre 35 - ho potuto riscontrare l assenza di interlocutori, o la mancanza di quello giusto! Negli ambiti istituzionali questa è la modalità più comune per non affrontare le questioni poste. Così è. Dopo il carcere c è stato un passaggio alla sede centrale della nostra azienda, in quel palazzo rotondo denominato colosseo. Iniziale sosta al bar, sapevo che Samir non 4

8 aveva fatto colazione e io avevo bisogno di tirarmi su con un po di zuccheri. Il bar è stato il punto di riferimento tra me e Samir: lui si è seduto per mangiare con calma e sfogliare un giornale sportivo mentre io parlavo con alcune colleghe lì incontrate; poi sono salita al 2 piano. Trascorsa più di mezz ora sono andata a prenderlo preoccupata che non si sentisse abbandonato e insieme siamo risaliti negli uffici dove ho ultimato i miei impegni. Il ritorno a Santarcangelo ha richiesto un tempo davvero eccessivo per i 10 km di distanza a causa del solito traffico e, una volta arrivati, l incontro con la coppia affidataria, venuta a prendere Samir. Solo nel pomeriggio ho realizzato che non avevo pagato la consumazione del bar! Saggezza dell inconscio! Ma certo. Vivo il bar come un tutt uno con l azienda, visto che è incorporato nello stesso edificio, e rispetto all Azienda evidentemente ho già pagato, ho già pagato abbastanza. Per affrontare la questione sul piano reale ovviamente ho chiamato una collega che riparasse e mi scusasse con i proprietari. Sabato 6 Dei tre appuntamenti di oggi (fissati perché certe persone possono venire a colloquio solo il sabato ) se ne è presentato uno solo! Situazione già sperimentata varie volte e che mi lascia sempre senza parole o con una parola dialettale rivolta a me stessa che è pataca. Ecco, non è una bella sensazione e colora di grigio la giornata del sabato. In compenso la coppia di nigeriani che si è presentata è arrivata in anticipo sfoggiando - lui - un cellulare ultimo modello che ogni tanto squillava suscitando risposte intervallate da larghi sorrisi. Lei - meno sorridente - sente la responsabilità di madre e conosce meglio la dura realtà del nostro paese per esservi immigrata da molti anni. Hanno un bimbo di 6 mesi in affido diurno, rispetto al quale hanno bisogno di essere indirizzati - guidati anche nelle cose più semplici. Lui ha l aspetto di un bambinone che di fronte al nostro mondo di vetrine luccicanti e bei giocattoli non sa resistere attratto e ipnotizzato. Difficile gestire il mensile del lavoro in nero mettendo al primo piano priorità sensate, almeno dal mio punto di vista. Racconta di commerci di auto tra il nostro paese e il suo in cui vorrebbe coinvolgersi una volta ottenuto il permesso di soggiorno. Mi chiede: - Ma quando cambierà questa legge?-, gli rispondo che forse cambierà, se ci sarà un nuovo governo nel prossimo anno. E mentre lo dico penso che i Cpt li ha voluti la legge Turco - Napolitano: forse non si pensava che poi sarebbero diventati dei lager? Eppure la storia dei manicomi e di tutti i luoghi chiusi avrebbe dovuto insegnarci qualcosa! Lunedì 8 E stato proprio piacevole uscire dall ufficio, un momento liberatorio come sempre. Di diverso e accattivante c era quello che la giornata odierna offriva: cielo terso azzurrissimo, gonfio di nubi bianche, aria fresca, leggera, a tratti fin troppo per essere 5

9 nel culmine dell estate. La sensazione di liberazione è continuata nella lunga sosta in giardino dove un leggero venticello ha favorito letture, pensieri, contatti telefonici. Se in questi 10 anni non avessi avuto il mio ortus conclusus a ricompormi e ritemprarmi non avrei potuto tollerare di trascorrere tante ore in un sotterraneo dove la mia finestra inquadra un cartello di divieto di sosta permanente che si staglia contro il cielo. Come dire che, fino a quando sono in quell ufficio, mi è vietato volgere lo sguardo al cielo, al lontano, all ignoto; mi è preclusa la fantasia è sulla cruda realtà che devo focalizzare la mia attenzione! Ed è quello che ho cercato di fare, in questi 10 anni, in quell ufficio! Mercoledì 10 Gli ultimi due pomeriggi sono stati condizionati dalla pesantezza delle mattinate, in particolare oggi. Ho cercato di rilassarmi stando sdraiata a letto, al buio e, cosa insolita, mi sono addormentata. Il risveglio ha richiesto ritmi molto lenti anche se ho cercato di essere operosa: innaffiatura si sperava nella pioggia ma per ora è ancora una promessa e oltretutto l aria è irrespirabile, tutto il contrario di ieri, giorno luminoso. Ho poi preparato una torta che cuocerò stasera e mentre sono in atto le operosità del quotidiano, rimugino le questioni affrontate in mattinata: sfilano davanti a me i visi, le espressioni, le parole, una carrellata di persone aggrovigliate nei loro problemi. In particolare il viso di un ragazzino di 12 anni, serio e severo, molto arrabbiato con la madre e difensore del padre, con cui, dopo la separazione dei genitori, vuole vivere. A motivazione della sua scelta mi porta gli stessi episodi e situazioni di cui mi aveva già parlato il padre, descritti anche con le stesse parole! Il padre rifiuta di venire a colloquio con la ex moglie ci siamo inutilmente parlati per più di vent anni e al momento non riesce a mettere in conto che dovrà comunque farlo, via via che il figlio crescerà e dovrà attraversare l adolescenza e successivamente le altre tappe della vita. Difficile mettere al primo posto il bene del figlio e superare ripicche, rivendicazioni, rancori, competizioni. E difficile essere adulti, rispettosi dell altro, difficile separarsi davvero, internamente, psicologicamente, accettare di essere solo padri, solo madri, senza più aspettative in quanto marito e moglie. Bastassero le carte ufficiali! Però è importantissimo fissare delle regole precise e attenervisi; soprattutto dove la conflittualità è alta, la vaghezza si presta a continuare il perverso gioco coniugale, non aiuta l essere genitori. Gli esplicito questo pensiero e lo invito a riconsiderare l eventualità di incontrare la ex moglie per stabilire accordi rispetto al figlio. Ieri invece io e la psicologa abbiamo potuto constatare, dopo un lungo percorso con una coppia separata, alcune modifiche positive e un clima sereno ritenuto impensabile solo un anno fa. Se ne dicevano di tutti i colori, alimentati dall astio delle rispettive famiglie: denunce, avvocati, carabinieri, tribunali, decreti tutta una messa in scena di comportamenti eccessivi e carichi di livore per poi piano piano giungere a mediazioni, collaborazioni, accettazione del nostro aiuto! Molto ha fatto il bimbo, che ora ha 3 anni, con la sua simpatia e seduzione! E importante è stata la figura di G.Z., l educatrice che ha presenziato agli incontri 6

10 genitori-bambino a cadenza settimanale per un lungo periodo. Ora siamo in fase di svezzamento e la sua presenza è limitata a un incontro al mese. L obiettivo, come per tutti i casi di cui ci occupiamo, è l autonomia da noi, la loro autodeterminazione. Ma spesso, nelle situazioni più deprivate, dobbiamo arrivare al compimento del 18 anno e magari avere lo sconforto, come è successo ieri, di essere contattata da un altro servizio perché Alessio, il ragazzo seguito intensamente per un discreto tempo, è approdato lì, con una sofferenza nuova ma che affonda le radici in quel luogo delle origini, come direbbe Winnicott, sul quale neppure noi, servizio precedente, abbiamo potuto incidere in modo significativo. Giovedì 11 Mi è proprio piaciuto lavorare solamente nel pomeriggio! Ero sola a gestire mamma 1 durante la mattinata, ma avevo deciso comunque di tenerla come tempo per me: il mio bioritmo fa si che le ore del mattino siano le più produttive, perché mai dovrei destinarle sempre alla Azienda Usl? Nel pomeriggio c è, di positivo, la possibilità di concentrazione e dunque è la condizione ideale per scrivere relazioni e ordinare il pensiero su quello che si sta facendo. Poi avevo fissato un appuntamento alle per favorire chi ha orari di lavoro rigidi. Comunque il pomeriggio ha avuto il risvolto negativo dell essere sola, l unica dipendente in servizio (periodo di ferie, ma normalmente siamo pochi in quell orario) tanto che, quando si è allontanata la signora che fa le pulizie, ho chiuso la porta d accesso per riaprirla solo all ora dell appuntamento. La sede, di pomeriggio e in mancanza di luce solare, come oggi, giorno di pioggia e frescura, è davvero inquietante e sono ancora troppo recenti le paure vissute durante la vicenda H.H., le minacce subite, le invasioni costanti non solo del mio ufficio ma in tutta la sede per essere tranquilla quando sono sola. Fortunatamente da qualche mese il nucleo H.H. si è trasferito in un territorio sufficientemente lontano, e ciò mi permette di arrivare al lavoro senza chiedermi cosa succederà oggi? tenendo i numeri di carabinieri e vigili urbani a portata di mano. Purtroppo il nucleo continua a mantenere la residenza qui temo che la cancellazione coinciderà con il mio pensionamento! Venerdì 12 Alessio è fortunato! Ha incontrato una dottoressa motivata, decisa a prendersi a cuore la sua situazione, e oltretutto è anche giovane e carina il che non guasta. E importantissimo fare gli incontri giusti nel momento del bisogno: le istituzioni funzionano se ci sono persone che, all interno dei percorsi ci mettono anima, cura, attenzione.leggo da un saggio sulle virtù di Barbara Mapelli che l attenzione è virtù ardua, richiede lo spogliarsi, il più possibile, da ostacoli, difese interne, timori e paure per predisporsi all accoglienza, allo sguardo libero e all ascolto vero. Durante l incontro con Samir devo avere detto qualcosa che lo ha irritato o ha colpito qualche nervo scoperto tanto che si è chiuso in un atteggiamento mutacico che sono riuscita a sciogliere solo in parte sdrammatizzando la situazione con un atteggiamento 1 Mia madre, 93 anni, affetta da demenza senile, non è autonoma dal : tale condizione richiede, a me che sono figlia unica, presenza costante, impegno e cura. 7

11 affettivo e comprensivo, pur confermando il messaggio che volevo fare passare: la necessità che lui collabori al progetto in corso! Al rientro, in auto, tutta la stanchezza accumulata si è localizzata nel dolore cervicale e nella pesantezza alle tempie Il pomeriggio è terminato con l invio di un sms alla famiglia affidataria temendo che Samir avesse avuto brutte reazioni con loro, avevo comunque bisogno di sapere come stava. La risposta è stata rassicurante, questo mi ha permesso di chiudere con le questioni lavorative per proiettarmi sul ponte ferragostano di ben tre giorni; obiettivi modesti ma di qualità: il nostro entroterra - Valmarecchia e Montefeltro - letture, ritmi lenti per un sano recupero di energie. Giovedì 18 E delizioso trascorrere la mattinata a casa, e con questo clima arioso e tiepido occuparmi delle tante cose da sistemare, dei fiori, dell ospite in partenza dal bed & breakfast 2 che temporeggia, si sofferma in giardino e non se ne vuole andare!!! Nel pomeriggio, dopo due colloqui pesanti, finalmente due visite domiciliari piacevoli: la prima a una coppia con molti limiti cognitivo - organizzativi che sta tentando una propria autonomia di vita con l obiettivo di riportare a casa Marco, il figlio undicenne, allontanato da tempo dal nostro servizio e che ha vissuto in un piccolo istituto insieme alla madre. La seconda visita, a una coppia che funge da sostegno a Marco, il quale si reca da loro tre volte la settimana per una boccata d aria, per respirare un clima famigliare facendo cose semplici e utili per apprendere come si sta al mondo. Al rientro commento con la psicologa la differenza nel modo di accoglierci: nel primo caso non ci è stata offerta neppure una sedia, e abbiamo parlato in piedi, girando da una stanza all altra; nel secondo fin dall ingresso ci ha catturate il profumo di una crostata appena sfornata, che ci è stata offerta molto semplicemente, seduti intorno al tavolo della cucina, intravedendo i panni stesi sul terrazzo, e un certo caos presente nel salotto, testimone di una vitale creatività. Sabato 20 Meritato giorno di recupero dopo un venerdì pienissimo in cui addirittura P.B. è venuta qui a casa per scrivere una delicata relazione di aggiornamento al Tribunale per i Minori con maggiore concentrazione (in sede ci sono troppe interferenze telefoniche e reali); siamo state impegnate fino alle 18. Dobbiamo ancora rivederla per perfezionare alcuni punti: non abbiamo specificato bene i fatti che ci preoccupano e che riguardano una ragazzina in turbolenta fase adolescenziale (e la sorella al momento in fase di quiete, ma anche lei pronta a esplodere, con altre modalità)! Per gestirle con più autorevolezza chiediamo la modifica del Decreto attuale - che già ci dà l affidamento - pertanto occorre circostanziare bene le motivazioni di tale richiesta. E una situazione di lungo rapporto con la famiglia allargata, tante figure intorno, nessuna valida e veramente adulta, in grado di essere 2 Nel 2001 a seguito di una Legge Regionale ho aperto il b&b La lavanda (sito sollecitata dall idea che, non potendo andare verso il mondo, sarebbe stato il mondo a venire verso di me. 8

12 un riferimento educativo. Noi abbiamo sempre offerto uno spazio di ascolto, di confronto tra loro, uno spazio di parola in cui si potevano esplicitare non detti, desideri, rabbie, frustrazioni e li abbiamo sostenuti e guidati in alleanza con le parti sane degli adulti e delle minori. Un lavoro sotterraneo e faticoso, pochissimo visibile e che non ha dato risultati eclatanti tant è che il nonno, nell ultimo incontro famigliare, ci ha accusate di non avere mai fatto niente! Possiamo riempire il vuoto, la voragine, che lascia un padre assente da sempre, e che preferisce trascorrere il tempo libero sempre con nuove fidanzate, ostentandole in giro per il paese sotto gli occhi delle trascuratissime figlie? Possiamo riempire il vuoto di una madre con molti limiti, aggrappata a un nuovo uomo pasticcione e irresponsabile che la mette continuamente incinta sottraendole il tempo da dedicare alle figlie maggiori, già ignorate dal padre, che attraversano l adolescenza come cavalli pazzi? Come possiamo fare in modo che i nonni, uniche figure reali, non siano così deboli da cedere di fronte alle richieste delle nipoti? Di fronte al trionfo del principio del piacere noi dobbiamo garantire un briciolo di super-io che permetta a tutti di fare i conti con il principio di realtà! Mercoledì 24 Poco tempo per la scrittura negli ultimi giorni, non solo per la presenza degli ospiti nel b&b ( il che significa avere cura delle relazioni e della colazione: una torta ogni giorno, e l acquisto di quanto manca) ma anche per essermi dedicata ad aggiornamenti astrologici 3 promessi da tempo. Oggi sono rientrata dal lavoro di pessimo umore per non avere salvato la relazione, anche se, non so come, mi era venuto in mente di stamparla prima che l operaio venuto a riparare qualche aggeggio nella stanza accanto togliesse la corrente! Comunque un danno a metà, in pratica domattina dovrò solo riscriverla, senza doverla rifare daccapo; anche se poi mi succede che nel riscrivere un pezzo, cambio, limo e sono sempre più sulla linea di ripulire ed essere il più possibile sintetica. Credo che uno stile essenziale sia più efficace per gli occhi e le menti dei giudici, del Tribunale o della Procura, che hanno sempre tante carte da leggere! Mi metto sempre nei panni degli altri: è un vizio o una virtù del mestiere? I termini vizio e virtù mi frullano nella mente al pensiero di un seminario ad Anghiari su questi argomenti, tenuto da Duccio Demetrio e Barbara Mapelli che hanno scritto un libro, in merito, che speravo fosse meno faticoso, invece è impegnativo, è una lettura per virtuosi : non appartengo alla categoria. La mente è affollata da troppe cose, idee, sogni, progetti che partono da un semplice bisogno di ordine: riordinare lo spazio in cui vivo mi aiuterà a riordinare anche i miei spazi interni! Penso alla telefonata con P.T. e al mio averle sottolineato quanto sia fortunata a non dovere trattare più con l utenza, con i casi, le famiglie multiproblematiche per svolgere un ruolo di coordinazione che consiste nel tenere rapporti con strutture, istituzioni, agenzie. Un ruolo di Responsabile che sicuramente ha le sue pene ma 3 Mi diletto di tracciare temi astrali individuali (oroscopi) e di interpretarli. 9

13 che ha qualche riconoscimento economico che poi si conserva anche nel pensionamento Nessuna collega della mia età ha, come me, solo funzioni di base come chi inizia ora questa mancanza di carriera quanto è voluta da me? Quanto dai dirigenti Ausl? Sta di fatto che io non ho un buon rapporto con il potere, non mi sento a mio agio in posizioni di Potere - sia pure un piccolo potere come quello cui accede di solito la nostra figura professionale - e sicuramente non l ho cercato. E Lui non è venuto a cercarmi. Ma sono tranquilla, non ho rimpianti, sono solo esasperata, in molti momenti per il troppo di questo lavoro, per la quantità esagerata, la non sostenibilità sul piano delle energie da investire. Già perché anche la qualità è talmente pesante che, come è successo per tutto il 2004, la sola situazione H.H. mi faceva tornare a casa fuori dalla mia ghianda per dirla alla Hillman. Giovedì 25 Mai che durante il rientro a casa mi senta soddisfatta della mattinata, c è sempre qualcosa che avrei dovuto - voluto fare e che non ho fatto. Così oggi: contatti, telefonate che per forza di cose sono rinviate a domani e che annoto sul un foglietto per non dimenticarmi. E invece dovrei essere contenta di come sono riuscita a concentrarmi su una relazione tosta, per la Procura, dove alla fine esprimo un parere per un eventuale intervento che so già che incontrerà molte resistenze nella famiglia e nel ragazzino. Ma in tutta onestà so che è una proposta giusta, conseguente a condizioni che possono trascinare Matteo su una brutta china. Quando ci sono genitori incapaci di mettere sponde educative un Decreto del Tribunale non è il toccasana, ma è meglio di niente, e può dare avvio a un percorso orientato a modificare la situazione, a capire quanto sta succedendo e a individuare modalità esistenziali più sensate per le parti in gioco: in questo caso padre, madre e un figlio unico piuttosto trascurato nei suoi bisogni profondi e lasciato in balia dei suoi impulsi. Venerdì 26 Forse oggi potrei anche dichiararmi soddisfatta, soprattutto per come si è concluso l incontro tra la famiglia affidataria e Samir, il contratto sottoscritto da ognuno, firmato in mia presenza che sancisce impegni, regole a cui attenersi, valide per ognuno. Questo strumento mi è sembrato un buon modo per uscire da una situazione in cui Samir era provocatorio oltre le righe, e loro molto esasperati e un po impotenti. Bene. Riconfermano anche ufficialmente l impegno con lui sottoscrivendo un nuovo affidamento, ancora della durata di un anno, che andrà inviato come al solito al Giudice Tutelare accompagnato da una mia relazione che è già pronta, rinnovo assicurazione ecc ecc. Poi occorrerà che accompagni Samir in Questura per il rinnovo del permesso di soggiorno, che scadrà a fine settembre, anche lì altra documentazione si riuscirà a evitare la fila di attesa? Un anno fa Samir era un ragazzino magro, abbandonico, lasciato a se stesso dallo zio, fuori casa per lavoro tutta la giornata, il padre in un carcere lontano da qui, e che non vedeva da mesi. Adesso è un ragazzone alto e robusto (è aumentato 14 kg, ci tiene a dire niente grasso solo muscoli ) più sicuro di sé, a volte un po spavaldo, orgoglioso di essere 10

14 stato chiamato a giocare in una squadra importante con la quale ha iniziato da pochi giorni gli allenamenti, sembra con commenti positivi da parte del mister. Se questo potesse essere il suo futuro sarebbe fin troppo bello, un buon riscatto sociale. Poi ancora, mi piace di annotare un incontro tra un babbo marocchino e il figlio di 3 anni con una famiglia che già collabora con il servizio accogliendo a pranzo due ragazzini. Da lunedì, si occuperà del piccolo Said durante il giorno, dato il rientro al lavoro del padre dopo le ferie e il proseguimento del lavoro estivo della madre. Il mio ruolo? Quello di tramite, mediazione, facilitazione. Said è stato straordinariamente socievole e comunque una parte importante, per superare l impatto con il nuovo ambiente, è stata svolta da una barboncina simpatica e giocosa che, nel vederlo, si è messa subito in posizione di resa. Mentre ascoltavo discorsi sul cibo: no alla carne, tutti i tipi di carne non solo quella di maiale, ecc. osservavo in un angolo del soggiorno una enorme statua della Madonna, con aureola illuminata, un altra Madonna incorniciata e appesa al muro, forse quella di Medjugorje, una statua di S.Francesco posizionata su una mensola, con una grossa corona intorno al collo. Chissà come mai tutto questo bisogno di ostentare immagini, questo dovere dichiarare il proprio credo a tutti quelli che entrano in quella casa! I musulmani hanno invece un rapporto diretto con il loro Dio, senza troppe mediazioni, una verticalità e intimità che non mi dispiace! Sabato 27 Oggi avrei fatto gli auguri a Giorgio, se la mietitrice non lo avesse portato via da più di un anno, falciato per sempre. Un collega assistente sociale, uno dei rari maschi, conosciuto nel 1974 a Firenze, durante il concorso a seguito del quale, per un breve periodo, abbiamo lavorato insieme presso l ospedale psichiatrico. Ma l amicizia è rimasta fino all ultimo, fino a quei giorni di maggio 2004, in cui, al telefono la sua voce sempre più flebile, stava a indicare che il soffio della vita lo stava abbandonando. Sono stati tanti i compleanni festeggiati qui in Romagna, a Rivabella, perché questo era il periodo del soggiorno al mare dei ricoverati dell ex ospedale psichiatrico, che Giorgio accompagnava. Un esperienza che è andata avanti per oltre vent anni, da lui pensata e organizzata ma pressoché misconosciuta dai medici - psichiatri. Questa scansione ci dava la possibilità di rivederci, riaggiornarci, ritrovarci dopo un altro pezzo di strada fatta. A volte mi devo ancora rendere conto che il suo percorso è terminato. Nella mente molte immagini: la Grecia, Roma, ma soprattutto l Aquila e l Abruzzo saranno sempre legati a lui. Un altra città poi ci accomunava: Trieste, per quella stagione speciale che ha visto messe in atto pratiche psichiatriche alternative al manicomio legate al nome di Franco Basaglia. E proprio oggi, su il manifesto Maria Grazia Giannichedda lo ricorda in un lungo articolo, a venticinque anni dalla morte. Nel commentare lo scenario attuale dice: E un clima, questo, in cui l opera di Basaglia può risultare inattuale, o può magari suscitare più nostalgie che stimoli; può forse indurre alla tentazione di una lettura accademica delle sue idee, che invece sono legate a un forte senso etico della responsabilità sociale, segnate come sono da un rapporto intenso, fondante tra teoria e pratica politica, la sola chiave in cui possono essere capite e spese. Basaglia, che riposa nel cimitero di Venezia (credo 11

15 uno dei più belli al mondo) - città dove casualmente mi trovavo nel giorno del suo funerale, in tempo per vedere la bara scivolare via sull acqua - ha avuto il merito di sottrarre i malati di mente alle ristrette categorie della medicina per restituirli al mondo, alla loro soggettività, alla dignità, alla cittadinanza. Ed è stato così che molti esseri umani, uomini, donne, dopo aver subito per anni reclusione ed esclusione, si sono trovati di fronte a delle possibilità di vita. Certo da operatrice so bene quanto tutto questo processo non sia per niente ideologico ma impegni giorno per giorno, con fatica, in una ricostruzione difficile, dura, di identità a pezzi ma in giro per l Italia ci sono molti puzzle ricostruiti, si possono ascoltare molte testimonianze. Le persone che Giorgio accompagnava al mare, in vacanza con i soldi della loro pensione finalmente nelle loro tasche e non più espropriate dal manicomio, erano la testimonianza dei danni causati dall istituzione totale, per l evidente deterioramento psico - fisico. Ma erano anche la prova vivente di una rinascita, di una riscoperta di sé, una ritrovata voglia di vivere. E lo dimostravano entrando in pieno nel ruolo di turisti, dei tanti turisti che affollano le nostre spiagge, facendo il bagno, la passeggiata la sera, comperando cianfrusaglie nei tanti negozietti, facendo la gita a S.Marino o all Italia in miniatura Giorgio ha avuto il merito di ridare loro delle piccole curiosità generatrici di significato. Non è stato poco, anche perché poi, il rientro all Aquila, negli ultimi anni, era davvero un ritorno a casa, la casa - famiglia, essendo il manicomio chiuso! Lunedì 29 E stato un inizio di settimana difficile, non ho carburato per tutta la mattina, pur insistendo a scrivere una relazione, scarsamente concentrata e compiendo errori continui di battitura meno male che avevamo già fatto tutta la scaletta e poi a compensare il mio stato down c era P.B. efficiente e lucida! Bisogna assolutamente almeno essere in due, anche per il semplice supportarsi in situazioni come queste, oltre che per la necessità del confronto continuo, che le situazioni complesse di cui ci occupiamo richiedono. Giunta a casa, un po prima del solito, lo stato di stanchezza e spossamento è continuato per un po poi c è stata una leggera ripresa nel pomeriggio, ma ora sono in piena crisi e mi sto preoccupando dal momento che ieri è stata una domenica tranquilla e rilassante: forse non mi è bastata, mi serve un tempo più lungo per riassestarmi; le mie stanchezze sono arcaiche, croniche. Mercoledì 31 In permesso! E fino a lunedì non metterò piede nel sotterraneo dove trascorro le mie mattinate e molti pomeriggi da più di dieci anni. La valigia è già pronta, devo solo fare la doccia e controllare le ultime cose. Ho davvero voglia di questo stacco, anche se non è proprio vacanza - vacanza dal momento che sarò ad Anghiari, alla Libera Università per un seminario con Duccio Demetrio e Barbara Mapelli su vizi e virtù. Sono insieme a Giovanna, poi là si conoscono sempre persone interessanti, le si rincontrano insomma, diciamo che è una quasi vacanza. 12

16 Ne ho un grande bisogno tenuto conto della giornata di ieri, con l apice, nella mattinata, delle urla della ragazzina cavallo pazzo, che ha sfogato una parte della sua enorme rabbia, e la fatica del pomeriggio. Con Samir abbiamo raggiunto la Questura per il rinnovo del permesso di soggiorno, non c è stata attesa: favoriti dal mio ruolo una volta tanto! Poi al ritorno l ho accompagnato a casa degli affidatari, luogo bellissimo; ma il caldo e la guida di un auto Ausl, dura come un camion, mi hanno molto stancata. SETTEMBRE Mercoledì 7 Già scorre questo nuovo mese, con rientro al lavoro lunedì 5 dopo una bella pausa. Sempre faticosa la ripresa, tanto che ieri ho timbrato l uscita alle 11 (viste le ore in più da recuperare) e sono corsa da Giò per infilarmi il costume e andare con lei verso il mare, una spiaggia semi vuota, godibile, il mare altrettanto un tantino freddo tanto che abbiamo solo camminato in acqua senza fare il bagno. Così ho cercato di riprendere l attività lavorativa in modo soft, piccole dosi anche se oggi sono arrivate persone nuove, a cui ho fissato appuntamenti. Si è ripresentata la solita realtà di questo periodo, legata alla riapertura delle scuole, e ai problemi connessi: le mense, i trasporti, i libri, spese che molta gente non riesce a sostenere senza qualche aiuto. E servono valutazioni sulla titolarità, o meno, di questi aiuti; compito di noi assistenti sociali Ausl, dal momento che il Comune di Santarcangelo e gli altri Comuni della Provincia non hanno ritirato le deleghe sui Servizi Sociali, unica o rara situazione in Regione. Delle persone con cui ho parlato mi resta l immagine del viso indio di un venezuelano, la dignità, la commozione nel descrivere le peripezie per raggiungere la condizione odierna che gli ha permesso di ricongiungersi con il figlio. Con molte fatiche lo sta crescendo da solo, dal momento che la madre, risposata a Milano, si fa viva molto raramente. Sarebbe bello avere tempo per potere ricostruire più liberamente la sua storia e le storie di tante persone che, in questo ambito e ruolo, vedo in modo finalizzato, sulla base di una domanda precisa, che può diventare anche più estesa e complessa, ma che si declina in una cornice istituzionale. Ho provato a immaginare il suo arrivo in Italia, alla ricerca di un figlio sequestrato dalla madre e di cui non sapeva più niente da un anno, tranne che era stato visto a Milano. E poi il ritrovamento, e il suo cambiamento di obiettivo dopo aver scoperto che il figlio era ormai legato al nostro paese, alla nostra cultura, e che non voleva ritornare Venezuela. Da qui il suo adattarsi ai bisogni, ai desideri del figlio, cercando un lavoro qualsiasi (quando là aveva una attività redditizia che mai lo avrebbe indotto a emigrare) e organizzandosi una vita nuova in un paese non scelto. Oggi è stata proprio una giornata speciale, vista la normale carrellata di uomini incapaci di calarsi nel ruolo di padre! 13

17 Giovedì 8 Ancora in carcere con Samir, che mi sembra sempre più alto, cresce da una settimana all altra in modo visibile! Un bel ragazzino, con il cellulare, regalo dei genitori affidatari per la promozione, sempre in mano in attesa di squilli, sms, carico di foto di coetanee. Uno stato d animo leggero che entrambi abbiamo mantenuto anche con il padre, aiutati dal luogo, non più l asettica stanza dei colloqui ma i gazebo esterni, di legno, nello spazio riservato alle famiglie, arredato con scivoli e una casetta per i più piccoli, sullo sfondo grandi pannelli con i personaggi dei cartoni. Insomma una cornice gradevole, che mi ha permesso di allontanarmi un po, di sedermi al sole mentre loro parlavano fitto fitto in arabo, o meglio, nel dialetto della loro zona di provenienza. Intorno gatti, farfalle multicolori, in sintonia con il mio umore tranquillo, non turbato dai riti assurdi dell ingresso. Memore del nervosismo della volta precedente mi ero premunita presentandomi senza anelli, bracciali, collane invece l agente preposto all ingresso, pur facendoci attendere 45 minuti, ha fatto perquisire solo Samir, senza porre condizioni nei miei confronti. Così l ora del colloquio è scivolata via, e al saluto il padre, che sembra quasi un fratello maggiore di Samir, si è commosso, mi è sembrato che a fatica trattenesse le lacrime. Al ritorno Samir aveva voglia di giocare con lo sportello dell auto, una storica 127 Ausl, eroica per come ancora si arrampica su per le colline, ma di una precarietà preoccupante se si considera lo stato della carrozzeria. Siamo passati da S.Cristina, e S.Ermete alta, così, giusto per fare un giro con fermata al negozio biologico dove io ho preso del pane e Samir un grande panino imbottito di formaggio, triste ripiego dopo la proposta, per lui inaccettabile, di prosciutto salame coppa.. Al rientro in ufficio, una serie di telefonate, poi verifiche e programmazioni con P.B. che, mi ricordava, sono già tre anni che lavora in questa sede! Quanti psicologi sono passati? Quanta fatica ogni volta per introdurli nei casi? E poi, gli stili di lavoro diversi, le diverse formazioni! Non ci voglio neppure pensare, anzi, diciamo pure che basta, basta pensare e scrivere di lavoro; almeno per questa sera. Venerdì 9 Tranne la visita domiciliare a fine orario, tutta la mattinata in ufficio, con la finestra che inquadrava un cielo grigio e piovoso, e il solito cartello di divieto di sosta permanente contro il cielo, a ricordarmi che devo stare a testa bassa, a contatto con la realtà della terra. Tutta la noiosità della compilazione di schede in attesa da tempo, varie telefonate e l arrivo, inatteso: - Possiamo per un saluto? - di madre e figlio che non vedevo da circa due anni e che non avevo riconosciuto! Silvio, oltre che molto carino, occhietti neri, vivacissimi e un fisico da atleta, è davvero un ragazzino a modo. Come abbia fatto a crescere così sano, lo sa davvero solo lui. Per fortuna ha avuto altre figure di riferimento rispetto al padre, un macho (o presunto tale) discotecaro, che ha risposto una sola volta alle numerose convocazioni mostrando limiti abissali rispetto al ruolo di padre, che poi di fatto non ha mai esercitato, neppure sul piano economico! E purtroppo questa condizione è molto diffusa. 14

18 Lunedì 12 Fortunatamente oggi non dovevo scrivere cose impegnative, ma solo relazioni per interventi di sostegno economico: riduzioni per le mense scolastiche e per la scuola materna, più alcune telefonate (una lunghissima, con una educatrice) di raccordi - accordi ecc. La testa e il cuore erano altrove, e negli occhi l immagine di Valeria 4 con Marco, a spasso per il paese, felice, l immagine della felicità. Marco ora, a soli due anni e mezzo, non ha più la sua mamma adorante. Nel pomeriggio lei era in chiesa, coperta di fiori, moltissime persone, la maggior parte giovani coetanei, a dimostrare una vicinanza attonita, senza parole. Mercoledì 14 Pochissima efficienza: mal di gola, raffreddore, un dente curatissimo e da tempo tenuto in piedi con puntelli che è saltato durante la cena di ieri sera, umore compromesso, oltre che dal lutto, dalle malattie di altri parenti. Dunque poca voglia di ascoltare i malesseri altrui, nonostante ciò ho cercato di prestare attenzione a due situazioni nuove, una delle quali più complessa per le tante persone che sono state messe in campo, assessori compresi. Riscontro la difficoltà di attenersi al proprio ruolo di fronte a persone pressanti, che credono di avere solo diritti. E per chi fa il politico dire no è quasi una sconfitta, ma i ni sono poi di rocambolesca gestione! Mentre stavo per lasciare la stanza e concludere, un altra telefonata in arrivo con richiesta di appuntamento: ancora una situazione nuova, coppia da poco separata in grosso conflitto e con figlia che non vuole più abitare con la madre, cui è affidata; e il quesito era: può stare con il padre? A segnalare e a chiedere appuntamento una zia paterna a cui ho detto che senz altro la situazione è molto più complicata di come la stava presentando, che ci vogliono elementi di conoscenza per rispondere, che questi potrò averli dopo che ho incontrato lui, lei, loro due insieme intanto ho fissato un appuntamento con lui - padre. Sono entrata in auto sentendomi stanchissima e senza più capacità di contenere mentalmente tutte queste vicende sulle quali vanno poi prese piccole - grandi decisioni. Scriverne, purtroppo nel mio tempo libero, mi aiuta a prendere un po di distanza emotiva e, guardando il calendario, a darmi coraggio. Inoltre il controllo delle effemeridi dà responsi positivi: Urano in congiunzione al mio Sole e Luna segna il termine del periodo lavorativo come salutare scelta di rinnovamento! Giovedì 15 Potrei essere contenta per come siamo riuscite, io e P.B., a fare una relazione di aggiornamento in un arco di tempo contenuto, completa di tutti gli elementi che volevamo portare, ma sintetica, essenziale. Oltretutto è la descrizione del miglioramento di una situazione, con modifiche significative che stanno portando una coppia molto infantile e in lite, verso una paternità e maternità più consapevoli; tanto di guadagnato per Raffaele, un bimbo vitale, simpatico e socievole, molto seduttivo. 4 Cugina, deceduta all età di 39 anni dopo avere molto lottato, prima per diventare madre, poi per potere accompagnare il figlio nella crescita. 15

19 Con loro abbiamo lavorato e stiamo lavorando molto, mettendo in campo varie modalità, dal colloquio singolo, a quello di coppia, a quello famigliare, all incontro tra le due famiglie, concitatissimo, con fuoriuscite di aggressività senza freni inibitori! Completa il nostro lavoro quello, prezioso e oscuro ancora più del nostro, di G.Z., che, con il suo intervento educativo, ha favorito l avvicinamento del padre al bambino e, a distanza di due anni, la sua presenza si è trasformata in un intervento di sostegno al padre rispetto alle insicurezze sulle quali via via chiede un confronto. Potrei essere soddisfatta, dicevo, se non fosse che continuano ad arrivare casi nuovi che mi creano uno stato d ansia perché, solo numericamente, sono oltre il sopportabile! A conclusione una visita domiciliare a sorpresa, ma legittima, proprio grazie al Decreto di affidamento che abbiamo e che non ha prodotto modifiche: ancora un padre latitante, che non provvede economicamente e moralmente al mantenimento ed educazione della figlia e che da quando si è accasato con una nuova compagna è letteralmente sparito anche dal nostro territorio. Occorrerà rintracciarlo e richiamarlo alle sue responsabilità. Già, le responsabilità! Nel pomeriggio, alla Coop, davanti a me in fila alla cassa, un ragazzone che mi sembra di conoscere: è proprio lui, Alex, dimagrito, bel viso, lo guardo per salutarlo e lui risponde al saluto. Meno male, non so mai quale potrà essere la reazione delle persone di cui mi sono occupata loro malgrado quando le incontro in situazioni esterne all istituzione. Alcune fanno proprio finta di non vedermi, atteggiamento che ha tutta la mia comprensione e il mio rispetto. Comunque Alex aveva anche un po voglia di parlare e mi informava di avere fatto domanda per fare il militare, nei carabinieri, e di stare pensando di rimanere nell arma perché ho fatto tante domande di lavoro ma non ho mai risposte. Penso che sia una buona scelta per lui, così carente di guida e regole, cresciuto in una di quelle famiglie allargate e...allentate, a maglie troppo larghe per produrre esseri umani capaci di stare al mondo con la schiena dritta. Mi sembra che l arma dei carabinieri possa costituire per Alex quel contenitore di cui ha bisogno. Venerdì 16 Troppo stanca, quasi tutto il giorno fuori per lavoro, dato che nel pomeriggio c è stato un incontro a Rimini per promuovere un percorso istituzionale per le donne che hanno subito violenza e per annunciare l avvio di un corso di formazione. Era ora, siamo rimasti gli ultimi in Regione! Martedì 20 Quasi le 20, non è da molto che sono rientrata: ho lavorato solo nel pomeriggio, facendo visite domiciliari; l ultima mi ha creato un blocco allo stomaco che sto cercando di mandare giù bevendo acqua frizzante. Quella donna, 33 anni, senegalese, madre per la prima volta dalla metà di agosto, non potrà continuare a vivere in quelle condizioni. Ho scoperto un palazzo fatiscente che non so quanti cittadini di Santarcangelo conoscano, molto nascosto essendo collocato nella rientranza di una via. Ovviamente è abitato solo da neri, o negri, come vuole che si chiamino gli 16

20 africani Geneviève Makaping, l antropologa che risiede a Rende, e insegna all Università di Calabria, una donna immigrata che è riuscita a costruirsi un bel riscatto. Trecento euro di affitto per una stanza dove, da quando il marito è in carcere, abita sola con il neonato. Un bimbo molto piccolo, nato prematuro, bisognoso di avere intorno un clima di cure e attenzioni femminili. Invece, nell appartamento, le altre tre stanze sono occupate da uomini, che fanno turni per la cucina, le pulizie e mostrano un atteggiamento di indifferenza verso madre -bambino. Dovrò attivarmi prendendo contatti telefonici con varie strutture per trovare un luogo dove lei e il figlio possano vivere in un clima adatto anche perché ha accettato la proposta di un eventuale ingresso in casa - famiglia, anzi, mi sembra che la desideri davvero. Sabato 24 Ben venga il sabato a casa, anche se non di riposo, ci sono sempre cose di cui prendersi cura: la casa, il giardino, la mamma - impegno costante. Così dalla cura per gli utenti, che richiede comunque la capacità di costruire e tessere legami con i famigliari e con la comunità, passo a quel lavoro di donna che tutte ci accomuna e che è ancora troppo sminuito dal pensiero maschile dominante. In una bella intervista su Il manifesto di qualche giorno fa, Theresa Funicello, statunitense, filosofa della politica, femminista, non ancora tradotta in Italia, afferma che la prima cosa da capire è che tutte le donne lavorano [ ] Recentemente la mia riflessione si è concentrata sul fatto che il processo della maternità, dal concepimento alla cura post - natale e oltre, sta alla base del processo di formazione del capitale. Detto nel modo più semplice possibile, le donne producono e mantengono sia i lavoratori che i capitalisti. E a proposito di quello che lei pensa del reddito di cittadinanza dice che non è altro che un reddito garantito per tutti, con una addizionale per coloro che svolgono compiti di cura nei confronti degli altri [ ] Sarebbe un chiaro riconoscimento del lavoro non pagato di milioni di donne. Vederlo riconosciuto adeguatamente rappresenterebbe una vittoria storica. La settimana è stata super impegnata e impegnativa anche per l arrivo della zia di Francia 5 che si è inserita nel fitto palinsesto. Avrei voluto vederla più volte e magari anche da sola, senza il contorno di altri parenti, ma non è stato possibile. Al servizio, ho sostenuto tre primi colloqui che significano, in qualche modo, la necessità di una presa in carico che è impossibile fare come vorrei. Devo comunque dare priorità a Magatte, la donna senegalese con neonato e al loro bisogno di protezione per cui ho preso contatti in più direzioni. Ho cercato di parlare con uno dei conviventi che sembra essere cugino del marito per permettere che l inserimento in struttura sia accettato e visto come scelta ragionevole, almeno per qualche mese che è un tempo indispensabile per conoscere la situazione e valutare come procedere. Le foto che ha portato dal Senegal mostrano una ragazza felice, vesti eleganti, confezionate da antiche sapienze, madre e padre in atteggiamento regale, sorelle sorridenti e prosperose, una ricchezza, soprattutto affettiva, ormai alle spalle. Quando parla con 5 Guerrina Raggi, 91 anni, è emigrata nella zona di Belfort nel 1946 partendo da Poggio Berni con le due figlie per raggiungere il marito: entrambi hanno lavorato come operai. 17

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