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1 Pubblicità inferiore al 45% - Contiene IP SETTIMANALE DI INFORMAZIONE FONDATO NEL 1983 Poste Italiane spa - Spedizione in a.p. - D.L. 353/2003 (conv.in l.27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 - DCB Pc VENERDÌ 28 GIUGNO ANNO 31 N EURO 0,20 Associazioni, è big bang : più eventi e qualche rivalità Si moltiplicano le realtà che propongono iniziative: giovani protagonisti CORVI A PAGINA 8 Piacenza oggi - Analisi e interviste per capire presente e prospettive di città e territorio Vaciago: Meno male che il vescovo c è... L ex sindaco, riferendosi alle vicende della Fondazione, distribuisce bacchettate: E già successo tante volte, nei secoli passati: quando non funziona il Comune... WEEKEND Edoardo Bennato a Piacenza A PAGINA 12 Dopo trent anni Il giornale che non c è di Giuseppe De Petro. Sono passati trent anni da quando il primo numero di Corriere Padano è uscito dalla tipografia ancora umido di inchiostro. Allora le macchine da stampa non avevano il forno. Era la vigilia delle elezioni politiche che si sarebbero svolte dopo qualche giorno. Il piombo e l austerity degli anni 70 stavano ancora sullo sfondo, era iniziato da poco il decennio della leggerezza, della sfrontatezza di buttar via tutto e costruire da capo senza prendere nulla in prestito dal passato. Allora si avviarono una serie di fenomeni che oggi viviamo quotidianamente. A rivoluzionare tutto è la tecnologia, pensate ai primi computer IBM, agli Olivetti M19 e M24. Strumenti che posero le basi per una rivoluzione, le redazioni e le tipografie ne furono coinvolte immediatamente. Corriere Padano iniziò allora le pubblicazioni, quando i fatti non succedevano se prima non li pubblicava Libertà. Ci siamo ritagliati il nostro spazio con forza per entrare nelle case, cercando di raccontare una realtà che Piacenza aveva bisogno di conoscere. PROSEGUE A PAGINA 10 Piacenza com è oggi, anche in rapporto agli errori del passato, e come potrebbe essere domani a partire dalle scelte urgenti da fare del presente. Per il numero del trentennale, Corriere Padano ha raccolto analisi e opinioni di piacentini, noti ed emergenti, che hanno fornito la loro chiave di lettura sul capoluogo - che però rischia, oltre che di non essere più nemmeno Provincia, pure di perdere la centrale del e del territorio, a partire dalle sue eccellenze ambientali, paesaggistiche, culturali ed enogastronomiche. Dalla strategia per lanciare Piacenza nel mondo approfittando dell Expo suggerita da Giampietro Comolli alle prospettive della cultura analizzate da Gabriele Dadati, dalla necessità di infrastrutture evidenziata da Giuseppe Parenti all insostituibilità del volontariato ricordata da Sandro Loschi, Piacenza deve saper trovare una quadra: per ora, però, non sembra farcela e l ex sindaco Giacomo Vaciago non risparmia frecciate. DA PAGINA 3 Le iniziative per la festa del patrono Sant Antonino: devozione, bancarelle e tanta musica ALBERICI A PAGINA 2 Irlanda in musica, arriva Hevia A PAGINA 13

2 Corriere Padano 2 SANT ANTONINO Sant Antonino, eventi nel segno della musica Festa del patrono con riti religiosi e bancarelle, ma anche con tante note: cori polifonico e gospel, banda itinerante e canzoni dialettali con Marilena Massarini 28 giugno 2013 COSTANZA ALBERICI Al via le manifestazioni antoniniane 2013: le celebrazioni del Santo patrono di Piacenza, gli eventi culturali e le varie i- niziative legate alla ricorrenza si aprono già nel fine settimana antecedente il 4 luglio, giorno di Sant Antonino in cui, dalle 7 alle 24, in centro città si collocheranno le bancarelle della consueta fiera. Mostre, iniziative culturali, celebrazioni solenni e tutti gli appuntamenti tradizionali non mancheranno anche quest anno; spazio in particolare ai momenti musicali, dal concerto del Coro Polifonico Farnesiano diretto dal maestro Mario Pigazzini (venerdì 28 giugno, ore 21, presso la Basilica di Sant Antonino) a quello di composizioni organistiche diretto dal maestro Luigi Fontana (martedì 2 luglio, stesso luogo e ora del precedente); tra gli appuntamenti dedicati alla musica, da non perdere quello con il gospel made in Piacenza di giovedì 4 luglio alle ore 20, in Piazza Sant An - tonino: il Placentia Gospel Choir presenterà le sue attività con un concerto a favore della Croce Rossa Italiana Comitato Provinciale di Piacenza. Gli obiettivi dell evento saranno infatti molteplici: musica, solidarietà e raccolta fondi. Nella stessa serata si svolgerà infatti Cena tra le note : presso il ristorante Taverna In sarà possibile degustare le specialità del territorio e banchettare all aperto direttamente in Piazza Sant Antoni - no; il ricavato sarà donato alla Croce Rossa per sostenere le attività di volontariato che quotidianamente svolge. Il Placentia Gospel Choir nasce dalla collaborazione tra f.i.r.m.a. (Federazione Italiana Ricerca di Musica e Arte), ArteMusica (diretta dal maestro Max Repetti) e l esperien - za musicale del Nicolini Gospel Choir; diretto da Raffaella Arzani (docente di canto piacentina apprezzata a livello nazionale e raffinata cantante jazz), è stato riconosciuto dalla Provincia di Piacenza come coro ufficiale a rappresentanza e valorizzazione del territorio piacentino. Il Placentia Gospel Choir è estremamente versatile sia come composizione che come scelta musicale, capace di spaziare dal gospel tradizionale al new gospel, attingendo da r n b, soul, funky e pop. Maggiori informazioni sull attività del progetto corale sono disponibili sul sito Il concerto gospel non è però l unico appuntamento in musica di giovedì 4 luglio: alle ore 10 ci sarà l esibizione itinerante della Banda Ponchielli che da Piazzale Genova si sposterà in Piazza Sant Antonino. In piazzetta Mercanti, alle ore 21, spazio invece a Piacenza nel cuore, rassegna della canzone dialettale piacentina con Marilena Massarini. A Monsignor Lanfranchi l Antonino d oro 2013 Va a Monsignor Antonio Lanfranchi, Arcivescovo di Modena-Nonantola, l Antonino d oro 2013, premio che giunge quest anno alla sua ventisettesima edizione. Nelle motivazioni degli assegnatari i Canonici del Capitolo della Basilica di Sant Anto - nino si legge che il conferimento del premio vuole essere un atto di stima e di gratitudine nei confronti del vescovo Antonio che con passione, umiltà e fedeltà per molti anni ha servito la nostra chiesa piacentina, impegnandosi in particolare negli ambiti dell insegnamento della religione cattolica, della formazione teologica e pastorale dei catechisti, dei seminaristi e dei sacerdoti, nel ruolo di Assistente dell Azione Cattolica (diocesana e del settore giovani nazionale) e per sette anni nella veste di vicario generale del vescovo Luciano Monari. [...] con il suo essere vescovo tra la gente e con la gente, sa mostrare il volto bello e autentico di chi è chiamato a svolgere il ministero episcopale. Un ministero che lo ha visto particolarmente impegnato, negli ultimi dodici mesi, a sostenere le migliaia di persone colpite dal terremoto che ha interessato l Emilia nel maggio Il premio, che cade nel decimo anno della sua elezione episcopale, verrà consegnato a Monsignor Lanfranchi dal vescovo Gianni Ambrosio giovedì 4 luglio nella Basilica di Sant Antonino, a conclusione della solenne celebrazione eucaristica delle ore 11. Nato a Grondone di Ferriere il 17 maggio 1946, Monsignor Lanfranchi fu vicario generale della diocesi di Piacenza-Bobbio dal 1996 fino al 2003, anno in cui (precisamente il 3 dicembre) è stato nominato vescovo di Cesena-Sarsina, ricevendo l ordinazione episcopale l 11 gennaio Il 27 gennaio 2010 papa Benedetto XVI lo ha promosso arcivescovo-abate di Modena-Nonantola. Dal 2005 al 2010 è stato membro della Commissione Episcopale per il Laicato; è il centesimo vescovo della diocesi modenese, il terzo arcivescovo-abate, nonché vice presidente della Conferenza Episcopale dell Emi - lia Romagna. In gioventù, dopo gli studi ginnasiali nel seminario vescovile e quelli filosofici e teologici al Collegio Alberoni di Piacenza, Antonio Lanfranchi ha frequentato a Roma la Pontificia Università Gregoriana e la Pontificia Università Salesiana conseguendo i titoli accademici in teologia biblica e in scienze dell educazione. Ordinato sacerdote il 4 novembre 1971, fino al 1972 è stato educatore nel seminario vescovile di Piacenza; dopo gli studi a Roma (1972/1977), ha ricoperto i ruoli di docente di lettere presso lo stesso seminario e di insegnante di religione nelle scuole pubbliche; dal 1978 al 1984 è stato invece direttore spirituale dalle AIMC e segretario dell ufficio catechistico diocesano. Il periodo che va dal 1978 al 1986 lo ha visto ricoprire la carica di assistente diocesano di Azione Cattolica Giovani; dal 1986 al 1988 ha assunto lo stesso ruolo per il settore adulti. Dal 1988 al 1996 è stato assistente nazionale del settore giovani di Azione Cattolica e docente di pastorale giovanile presso la Pontificia U- niversità Lateranense in Roma ( ). c.a.

3 28 giugno 2013 Corriere Padano 3 IN PRIMO PIANO Prospettive - Metodo di lavoro e suggerimenti del piacentino che ha fatto decollare i prodotti di Franciacorta e Trevigiano Piacenza, oro rosso per l Expo Giampietro Comolli: Per conquistare il mondo occorre saper volare alto ANDREA DOSSENA Per sedurre il mondo con le proprie eccellenze e rendere attrattivo il suo territorio, Piacenza deve imparare a volare alto. Mossa decisiva sarà definire un prodotto leader in sintonia con l irripetibile occasione dell Expo 2015, che avrà come tema Feeding the Planet. E- nergy for life : ad esempio il pomodoro, proposto - in termini glocal - come elemento basico made in Piacenza di pizza e pasta, delizie italiane note in o- gni angolo della Terra. E l ana - lisi di Giampietro Comolli (nel- la foto), piacentino illustre delle cui competenze ed esperienze parecchie realtà italiane hanno saputo far tesoro. Economista del vino, giornalista, enologo, degustatore per guide, e- sperto di consorzi di tutela Doc-Dop, Comolli è stato direttore del Consorzio vini Doc Colli Piacentini (dal 1983 al 1992) e del Consorzio Franciacorta (fino al 1999), tappa quest ultima tra le più significative di un percorso professionale invidiabile che l ha portato, tra l altro, a fondare l Osservatorio Statistico della produzione e commercializzazione vini spumanti, a lanciare premi, a dirigere l Al - tamarca Trevigiana (agenzia di attrazione e sviluppo di marketing territoriale) e a seguire l Osservatorio Economico dei Vini Effervescenti-Ovse, oltre IN BREVE che a collaborare a tre edizioni del G8 per la scelta dei vini ai pranzi di Capi di Stato e di Governo. Un inatteso blitz nella redazione di Corriere Padano è lo spunto per sferzare Piacenza che da oltre vent anni ha solo vissuto di rendita, e nel campo a- groalimentare ha puntato solo sull individualità del marchio e sulla capacità del singolo nell acquisizione di spazi personali, mentre altri territori - in Italia e nel mondo - hanno saputo far meglio giocando di squadra. Cosa occorre fare, per cambiare marcia? Quando nel 1991 arrivai in Franciacorta mi chiesero un modo diverso, innovativo e strategico per lanciare il loro territorio, allora pensai di far mettere sulle etichette delle bottiglie lo slogan Se fosse in Francia, si chiamerebbe champagne, poi cambiato senza citare la parola 'champagne' per metter fine alla guerra aper- ta dai francesi. Volare notevolmente più alto della realtà funzionò, e quella spinta funziona ancora se è vero che all epoca si producevano un milione di bottiglie e oggi il dato è di tredici milioni di bottiglie vendute nel mondo. Non si può pensare che Piacenza possa vincere su coppa, pancetta, salame, pomodoro, mais, latte, grana Padano, a- sparagi, cipolla, aglio, patata, etc...: è evidente che il cluster, ossia l insieme di tutto questo, fa poi il famoso distretto e il famoso territorio, e quindi dà spessore, ma oggi il mondo ha u- na velocità tale che è indispensabile un messaggio veloce e diretto. Un esempio: gli occhi di un gruppo di operatori turistici del booking online cinese, incontrati per l'expo, si sono illuminati non dopo una spiegazione articolata, ma quando ho sintetizzato il tutto in un invito di pochi secondi: Vi invito ad E- xpo perchè così vedrete anche Venezia e andrete in barca su un fiume che potrebbe essere il Mekong. Una frase sintetica, diretta alla domanda (Venezia, il turismo fluviale e lo stile di vita italiano) e non all offerta e specifica in assoluto ha risposto a quanto oggi impone la globalizzazione: saper mettere insieme la globalizzazione con la localizzazione, il cosiddetto sistema 'glocal' che è l'unico modo per salvaguardare le nostre specificità. Voler promuovere 25/30 prodotti porta al rischio di non avere né soldi a sufficienza né teste in grado di saperlo fare Il nostro territorio è in grado di fare questo? Un esempio può essere il successo del prosecco trevigiano, cui è stato attribuito il ruolo di cardinale tra più vescovi (il cluster di prodotti del territorio) mettendo insieme sforzi e fondi di decine di Comuni (e numerosi altri enti) dalle caratteristiche analoghe. E il modo di concepire il distretto su un leader di prodotto e di avere un budget importante che Piacenza dovrebbe far proprio, chiedendosi quale sia il prodotto leader (senza confonderlo con l'oggetto strategico e operativo, che è il lancio del territorio con prodotti, eventi e ospitalità per tutti i gusti e tutte le tasche) nel suo complesso. Per far questo serve sinergia intelligente tra mano pubblica e imprenditoria privata, ma anche sapersi muovere meglio: perchè chiedere a Farinetti di inserire nell Eataly di Piacenza il 40% di prodotti locali, quando sarebbe stato evidentemente molto meglio chiedere il 5% su tutti i negozi in Italia e nel mondo? I prodotti piacentini negli Autogrill? Ottima idea, però sarebbe stato più utile pubblicizzare Piacenza negli Autogrill locali ma fare arrivare i nostri prodotti a Torino o a Venezia Immaginiamo una scaletta per Piacenza? Cosa-Come-Quando-Quanto sono le domande, da fare in riunioni ad hoc, ai vertici degli enti pubblici, ai grandi imprenditori e a piccoli imprenditori. Questo per capire chi è disposto a metterci del proprio, perchè chi ci crede più degli altri ed è disposto ad investire è chi può fare scacco matto. Un volta individuato e condiviso un progetto su un prodotto leader, tutti devono remare nella stessa direzione sulla base di un bilancio, di un linguaggio comune e della capacità di guardare fuori dal proprio territorio e di fare accordi con chi è più grande, non con chi è più piccolo. L evento occasionale non serve se Azzeccando il prodotto al quale dare il ruolo di cardinale si fa anche la fortuna dei vescovi, ma servono scelte nette e condivise non è incatenato in un progetto più ampio: la Coppa d Oro, per esempio, più che premiare qualcuno che il giorno dopo sarà altrove, andrebbe magari data a un giornalista del New York Times ospitato per qualche giorno in Italia, che di certo poi parlerà volentieri bene di noi Premio S. Maria del Monte ad Enrica Firretti (c.a.) Va ad Enrica Firretti il 23esimo premio So - lidarietà per la vita Santa Maria del Monte, patrocinato dalla Banca di Piacenza: la consegna ufficiale avverrà domenica 30 giugno alle ore 18 in località Tassara (Nibbiano), presso la Chiesa Parrocchiale e il castello. Enrica Firretti, infermiera dal 1971, si è sempre dedicata all assistenza degli ammalati; attualmente opera nella struttura della Madonna della Bomba. Alle ore 18 ci sarà la Santa Messa nella Chiesa Parrocchiale; alle 19, l asse - gnazione del premio da parte del Prefetto di Piacenza Antonino Puglisi. Cena bianca il 29 al Farnese Il cortile di Palazzo Farnese sarà lo scenario della Cena Bianca 2013, appuntamento ormai tradizionale dell estate piacentina, che si svolgerà sabato 29 giugno dalle Poche regole per i partecipanti rendono questo evento molto suggestivo: gli abiti dei commensali, gli accessori e le stoviglie dovranno essere rigorosamente bianchi. Per ogni aggiornamento al riguardo, su Facebook si trova il gruppo aperto Cena bianca 2013 ; la prenotazione è obbligatoria e da effettuare presso Mode (via Verdi 7) e Kadò La via dei fiori (Stradone Farnese 74). Insieme all'abbigliamento candido, ciascun ospite viene invitato a portare una candela ed un fiore, assieme a stoviglie, piatti, bicchieri, il tutto ovviamente di colore bianco. (c.a.) Addio a Gigi Rizzi: conquistò Brigitte Bardot (dox) Scomparso a Saint Tropez, all età di 69 anni, l imprenditore piacentino Gigi Rizzi. Nato a Piacenza, dove la famiglia era proprietaria di un in - dustria di laterizi, Rizzi divenne famoso a fine anni 60 quando conquistò Brigitte Bardot e tante altre bellissime dell epoca, fino a diventare icona della dolce vita in Costa Azzurra.

4 Corriere Padano 4 ATTUALITÀ POLITICA 28 giugno 2013 L intervista - Disamina e frecciate di uno dei big del centrodestra piacentino Nell area moderata un vuoto da colmare Massimo Trespidi è commissario provinciale PdL, ma anche presidente della Provincia, ente di cui si preparano le esequie tra contraddizioni e incertezze MARCELLO POLLASTRI Da una parte ci sono le battaglie quotidiane con issata la bandiera di una Provincia che, con ogni probabilità, sta sparando le ultime cartucce: quella per impedire l accor - pamento del 118 e preservare un eccellenza piacentina; quella con Anas perché intervenga a rendere decente una Statale 45 che cade letteralmente in pezzi. Dall altra c è la ferma intenzione di ristrutturare un Pdl che, specialmente dopo le ultime disastrose amministrative, necessita assolutamente di una svolta. Massimo Trespidi può tranquillamente scordarsi un estate di relax, se mai l avesse pianificata. Magari una maratona qua e là, una camminata in montagna domenicale. Ma la testa del presidente della Provincia nonché commissario provinciale pidiellino (fino a nuovo congresso) è tutta sulle faccende politiche. Del resto l agenda è fittissima spiega al Corriere Padano. Sono giorni che a livello nazionale tiene banco un dibattito che parte già anacronistico: i dirigenti si chiedono se sia meglio un restyling del Pdl o una riedizione della mai dimenticata Forza Italia. Trespidi non sembra tanto appassionato a questo tema. Non è certo un problema di nome, quello del principale partito del centrodestra. Quello che in realtà mi interessa è un partito sempre più rinnovato e legato al territorio. Una mission che Trespidi si è dato da quando, a marzo, ha assunto l'incarico di commissario del Popolo della Libertà. E proprio per continuare nell'impronta generale che sta dando al partito, Trespidi ha nominato ufficialmente due giovani alla guida del coordinamento cittadino del partito: si tratta di Giovanni Botti, consigliere comunale, per lui una riconferma nell'incarico; e di Gloria Zanardi, già consigliere di circoscrizione, la quale assumerà anche la guida del gruppo giovanile. "Ho scelto due giovani per rilanciare e rinvigorire il Pdl a livello piacentino e per dare anche un segnale di rinnovamento di cui il partito ha bisogno - ha detto Trespidi - Il rinnovamento deve avvenire non tramite la carta d'identità, ma attraverso uno spirito che porti il Pdl dentro le dinamiche della gente. L'obiettivo finale sarà quello di avere a Piacenza tra settembre e ottobre il segretario nazionale Angelino Alfano come mi aveva promesso. Il Pdl deve avere una maggior capacità di penetrazione sul territorio partendo dal basso. L'esito delle ultime elezioni amministrative dimostra come un partito debba saper penetrare maggiormente sul territorio e in città". Trespidi ha parlato di un "nuovo inizio". "Rilanciare l'azione e la presenza del partito sul territorio con iniziative, alcune già realizzate sul tema del lavoro molto partecipati (come anche quello con il giornalisti Sallusti e Giacalone) e altre in cantiere come quello a Bobbio sul tema dell'expo 2015 dove sarò a parlare". "Entro la pausa estiva voglio convocare tutti gli eletti per un'assemblea complessiva e i coordinatori comunali per parlare anche delle elezioni amministrative del prossimo anno visto che si andrà al rinnovo di 34 dei 48 comuni, è la tornata più consistente. Questo è un lavoro che richiede il contributo e l'apparato di tutti. Voglio coinvolgere tutti coloro che vogliono impegnarsi e devo dire che ce ne sono". Trespidi ha chiarito di aver incontrato nei giorni scorsi il gruppo P- dl del Comune: "Va chiarito assolutamente quale città abbiamo in mente. La nostra città". "Nell'area moderata c'è un vuoto da colmare. Di congresso al momento non stiamo parlando. Chi si sta muovendo significa che cura solo alla poltrona e non al bene del partito. Ora dobbiamo concentrarci solo sul rilancio del Pdl". E poi c è l attività quotidiana nel suo ufficio di via Garibaldi. Che va avanti incessante mentre a Roma stanno preparando le esequie delle Province: Siamo in una fase di contraddizione spiega Trespidi le funzioni restano assegnate fino al 31 dicembre, ma è verosimile che Il Pdl deve avere una maggior capacità di penetrazione sul territorio partendo dal basso: per essere presenti serve impegno si vada fino a fine mandato. La novità potrebbe essere che se il Governo vada nella direzione del disegno di legge costituzionale e allora i tempi sono più lunghi. Non è escluso che a fine mandato i presidenti in carica gestiscano la fase di transizione fino a novembre C è ancora un quadro di incertezza. Ma intanto noi ci godiamo importanti risultati, perché nel 2013 porteremo a casa la nuova scuola a Castelsangiovanni, la nuova palestra a Fiorenzuola e il mio compito sarà gestire la fase di transizione tutelando e garantendo il personale in modo tale che questo patrimonio venga salvaguardato. Va fiero del lavoro svolto finora, il presidente: in particolare di due icone del suo mandato, il Ponte sul Trebbia e l aver fatto sbarcare i prodotti piacentini in sei autogrill. Spero che quando finirò il mandato sia riconosciuto il tratto distintivo che ho cercato di dare, quello del dialogo e del confronto con le istituzioni e quello della vicinanza alla gente. In fondo lo dissi nel 2009: il mio ufficio sarà il territorio. Credo di aver mantenuto la promessa. In alto, Massimo Trespidi. Al centro in alto, scorcio della Provincia. Qui a sinistra, Alfano a Piacenza

5 28 giugno 2013 Corriere Padano 5 ATTUALITÀ D Amo: Serve una pianificazione che riduca le diseguaglianze Ai margini della IV Serata Cittàcomune Il Paese smarrito confronto sulla crisi della democrazia italiana, Gianni D Amo prova a collegare il senso dell in - contro con la realtà locale. Collegare il fenomeno del leaderismo con il dominio di Reggi nel PD piacentino è stato immediato: L aspetto peggiore è stata la mancanza di dibattito reale sulle questioni più importanti, purtroppo la situazione continua. Basta osservare il bassissimo profilo con cui si sta affrontando il PSC. Pensare all urbanistica significa anche avere una idea di società di cui si progettano le reti. Non se ne sta discutendo pubblicamente... Sono stati fatti incontri... La città deve essere coinvolta maggiormente, deve essere responsabilizzata, non basta incontrare solo i portatori di interessi, altrimenti i più forti avranno la meglio. Allora la politica a cosa serve? Ottenere la disponibilità delle aree militari dismesse è un occasio - ne storica... Perché no a un incontro sul PSC piuttosto che lo spaesamento del paese? Si nota una certa assenza di Cittàcomune dal dibattito sui temi locali. Accetto la critica, però vorrei ricordare il mio impegno in consiglio comunale su Palazzo uffici, sull area ex Acna... Quest impegno andava sostenuto con un risultato elettorale che purtroppo non c è stato, non abbiamo avuto forza sufficiente, naturalmente ha inciso Troppo D Amo dipendente? Cittàcomune non è legata alla mia persona, non ci sono limiti nell affrontare argomenti, non siamo un ceto politico che riproduce solo se stesso e quindi fenomeni di gregarismo. Probabilmente abbiamo un problema di comunicazione, facciamo fatica a parlare con la città. Pubblichiamo articoli, abbiamo sperimentato la presenza in consiglio comunale, ma non è un megafono sufficiente. La chiave giusta dobbiamo ancora trovarla. Il nostro impegno non si può comunque negare. Torniamo al PSC, alla città del futuro Piacenza deve ricompattarsi al suo interno, guardare aldilà della ferrovia per realizzare una serie di servizi a favore di un realistico polo della mobilità, spazi per auto, bus, cicli, bar, edicola, informazioni, decongestionando e rendendo più funzionale tutta la zona della stazione ferroviaria. Impegnarsi seriamente per la realizzazione del progetto che rivaluterebbe la zona di Piazza Cittadella e collegherebbe la città al Po. Il progetto Baia di San Sisto, per capirci. Cosa si intende per ricompattarsi al suo interno? Evitare che la città si espanda in modo disordinato perché finisce che nella cosiddetta città diffusa si insediano i più abbienti creando problemi di mobilità e fenomeni di separazione sociale. Occorre una pianificazione che riduca le disuguaglianze e favorisca l inte - grazione. Parlando di sviluppo ci si chiede spesso quale sia la vocazione E quella che ci ha dato la storia: punto di incontro, snodo fondamentale tra territori, con tutte le opportunità che ne derivano. gdp Lezioni finite - Voglia di libertà, però senza scordare i compiti Forza, ragazzi: sarà un estate tutta da giocare Tanto divertimento, ma con un occhio alla formazione: è la ricetta che i centri estivi piacentini offrono alle famiglie prima e dopo le vacanze al mare o in montagna ROBERTA SUZZANI Un, due, tre estate. Lezioni di matematica, statistica e geografia hanno da poco lasciato il posto alle vacanze scolastiche che, se anche non sono un gioco, mettono il giocare come primo punto nella lista delle cose da fare. Subito dopo ci sono i compiti, ovviamente. Il divertimento con un occhio alla formazione sono gli ingredienti principali delle proposte di intrattenimento rivolte ai ragazzi dagli zero ai quindici anni che i centri estivi piacentini offrono alle famiglie prima e dopo le vacanze al mare o in montagna. Quelli che una volta si chiamavo Grest, ma che ora sono un vero e proprio universo dedicato ai ragazzi che comprende gruppi di teatro, sport, supporto per il recupero dei crediti formativi e summer camp dove si impara l inglese giocando. Come il Summer Camp Jungle Villane, al Centro Commerciale Porta San Lazzaro in via Emilia Parmens,e dove, accanto al classico centro estivo rivolto ai bambini fino ai 10 anni, c è il laboratorio English is fun! (Per informazioni tel ). Il centro di apprendimento Tipe propone due progetti rivolti a diverse fasce di età. C è il progetto dedicato agli allievi della scuola primaria e delle prime due classi della scuola secondaria di primo grado, il progetto Homeworks, e il percorso dedicato agli allievi al termine della scuola secondaria di primo grado e per i periodi estivi durante la scuola secondaria di secondo grado, il progetto Skills. Alla sede del Centro di apprendimento sullo Stradone Farnese n. 41 (La Cavallerizza) i ragazzi potranno studiare, fare i compiti estivi e recuperare le materie con debito. (Per informazioni tel. 0523/652109, cell ). Tra il dovere e il piacere c è il centro estivo organizzato dalla cooperativa sociale Mondo A- perto in via Martiri della Resistenza 4B, attivo dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 16. Qui, accanto ai compiti, i bambini dai 3 ai 15 anni possono giocare, andare in piscina, partecipare a gite didattiche e culturali, ed essere coivolti in laboratori a tema. Ci sarà anche sarà dedicato uno spazio per l'alfabetizzazione di bambini stranieri appena arrivati in Italia. (Per informazioni tel 0523/070603, cell , , ). Se i vostri sono bambini sportivi all ora quello che per voi è il Rio Sport Farm Camp all agri - turismo Il Rio località Rossia di Gossolengo. Si può fare di tutto dalle escursioni in bicicletta, a piedi e a cavallo, alle lezioni per imparare ad andare sui roller o sui pattini a rotelle. I bimbi entrano in contatto con gli animali e imparano a prendersene cura e per gli appassionati di cucina ci sono i laboratori ad hoc. (Per iscrizioni e informazioni tel oppure andare sul sito dove è possibile scaricare il modulo di iscrizione). Sempre a base di sport la proposta rivolta ai bambini dai 5 ai 13 anni sia della Società Canottieri Nino Bixio (nell omonima via al civico 24) sia dalla vicina Società Canottieri Vittorino da Feltre (via del Pontiere, 29). In calendario fino all ultimo venerdì di settembre corsi di nuoti, tennis, canottaggio con i- struttori federati, ma anche laboratori d arte e musica e tanti giochi. (Per informazioni Nino Bixio tel. 0523/ Fax: 0523/323808; Vittorino da Feltre 0523/385540). Vita all aria aperta, sport e vis a vis con gli animai, sono gli ingredienti della proposta del Centro sportive Acerbi, Adot- Attività all aria aperta o in piscina e lingue straniere: idee per tutti ta un cucciolo, che si svolgerà a "La Cuccia", località Cascina Torchiazzo, Strada Farnesiana n.247, San Polo di Podenzano. Rivolto a bimbi dai 4 ai 13 anni il centro offre corsi di nuoto, attività sportive e psicomotoria per i più piccoli, trekking e montain bike e tutto quello che si può fare all aria aperta. Compresa la merenda con mamma e papa. (Per informazioni tel. 0523/335882, cell ). La cooperativa Eureka fa un passo un più e propone delle vere e proprie settimane verdi a Capannette di Pej in Valboreca. Si può scegliere tra tre formule: una semplici e tradizionale, quella più avventurosa e quella dedicata all equitazio - ne. Le iscrizioni sono settimanali e si fanno presso la sede della Cooperativa Eureka, via Manfredi 18, tel.0523/ L estate è appena cominciata. Ma con tutte queste iniziative e manifestazioni, con tutte queste proposte, con tutti questi giochi da fare è il caso di dire presto che è già tardi. Buone vacanze a tutti.

6 Corriere Padano 6 CORRIERE giugno 2013 Trent anni di Corriere Padano - Conversazione con la giornalista che è stata direttore del settimanale dal 1990 al 2001 Lenti: La passione di un decennio Negli anni 80 contribuimmo a influenzare positivamente la società piacentina FRANCESCA LOMBARDI La professione di giornalista, per com è oggi, potrebbe sparire Allargando lo sguardo agli aspetti generali della professione di giornalista, Antonella Lenti fornisce una illuminante chiave di lettura del frammentato quadro attuale. La polverizzazione dell'informazione e il giudizio non positivo che sempre più cittadini hanno dei media si sommano ad un sempre più sconcertante precariato dei giornalisti più giovani: la professione, in queste condizioni, può avere un futuro? Il giornalismo come professione codificata, forse, è destinato a sparire. Personalmente, per anni, mi sono accollata una condizione di precarietà nella piena consapevolezza della scelta perchè ho sempre nutrito una grande passione per questo lavoro, inteso come mediazione utile alla crescita delle coscienze e del sentire comune, ma oggi il contesto è cambiato in peggio. C'era precarietà anche negli anni '80, intendiamoci, ma oggi la precarietà tra i Antonella Lenti, direttore di Corriere Padano dal 1990 al 2001 Per oltre dieci anni di Corriere Padano è stata la guida, ma Antonella Lenti, per la nostra testata, rappresenta qualcosa di più del direttore, pure storico e di lungo corso, che ha accompagnato in quella veste un terzo del cammino fin qui percorso dal giornale. Rappresenta qualcosa di più perché per anni del settimanale, e delle iniziative editoriali collegate, incarnava ai nostri occhi il genius loci,e chi ha avuto l occasione di lavorare con lei, poi, per diverso tempo, ha provato u- na sorta di disorientamento nel non trovarla nel suo ufficio (pur piccolo) di direttore. D altronde Antonella (ora a Libertà) il Corriere Padano l ha quasi visto nascere, essendovi approdata alla metà degli anni ottanta, quando il giornale era giovanissimo (due anni) e il mondo, anche il piccolo mondo piacentino, tanto diverso da oggi. A proposito, che ruolo ha a- vuto la testata negli anni ottanta, in quella Piacenza? Negli anni ottanta Corriere Padano seppe cogliere i fermenti presenti nella società e già questo rappresentò un merito. Un sapiente uso delle foto, una inedita attenzione alla cronaca nera e alla cronaca giudiziaria, la novità ulteriore rappresentata dallo scandaglio puntuale dell ambito politico coronarono un modo nuovo di fare giornalismo a Piacenza. Non mancò l enfasi, ma tutto contribuì a far conoscere il giornale e a lanciarlo. CP fu capace di conquistare credibilità settimana dopo settimana. Ebbe anche un ruolo di pungolo e mi spingo a dire che contribuì a influenzare positivamente la società piacentina, a toglierle qualche i n- gessatura di troppo. Negli anni novanta, però, il buio Nell un operazione inaspettata cercò di cancellarci. Fu escogitato un clone del nostro giornale, C r o n a- che Padane. Reagimmo confezionando un numero del Corriere in tre, a casa mia, non avendo più una redazione. Lo facemmo per lanciare il messaggio che non volevamo arrenderci. E non ci arrendemmo anche giovani anche fino a 35/40 anni - è dilagante e ci sono ormai giornalisti di serie A e di serie B Come superare questa situazione? Non stravolgendo le regole o abbassando gli stipendi di chi è più tutelato, ma è necessario fare un salto di mentalità e distinguere tra diritti e privilegi: una fetta di giornalisti, invece, si comporta come certi impiegati che si limitano a difendere status quo anacronistici. La precarietà non è nata oggi, ma pensare che molti giovani che hanno scelto questo lavoro non riusciranno forse mai ad avere una stabilità pone interrogativi enormi sui possibili problemi sociali degli anni a venire. Sarebbe quindi ora di togliere un po' di rigidità del nostro mondo... ma se un giornalista non capisce quel che sta succedendo intorno a lui, beh, forse non è neanche un giornalista Andrea Dossena grazie a ragazzi, a giovani che avevano raccolto la sfida e volevano stare dalla parte dei più deboli, che in quel caso eravamo noi. In seguito si andò avanti anche a costo di sacrifici personali. Se oggi CP festeggia trent anni direi che ne è valsa la pena. E oggi? Come vedi la situazione dell informazione in generale e quella di un settimanale locale come CP? Restando all ambito locale va sottolineato come in quegli anni, gli anni delle o- rigini, il mondo dell i n f o r- mazione fosse limitato per numero di attori e fosse anche paludato, forse non più corrispondente alle esigenze di quella società in rapido cambiamento. Oggi, in presenza di una moltiplicazione dell informazione, ma anche di una sua polverizzazione, ritengo che sia necessario, come sempre del resto, andare a cercare dietro la notizia, a scavare sotto la notizia, per far capire ai cittadini che cosa sta realmente accadendo. E difficile ed è rischioso ma è quello che si deve fare, a maggior ragione quando si ha una periodicità settimanale. Nei suoi anni d oro CP vendeva molto, era apprezzato dal pubblico e tuttavia c era chi lo considerava scandalistico. La spettacolarizzazione della politica nasceva allora, ad esempio con R e p u b- blica, e questa tendenza si impose velocemente. CP localmente cavalcò quest o n- da e comunque anch io, allora, mi trovai nella schiera dei critici. La direzione tuttavia era quella e il lato positivo fu di liberarsi delle pesanti cortine che avvolgevano la politica. Quel cambiamento, buono o cattivo, era irreversibile e incontrava il gusto del lettore. E ciò che scrivevi faceva o- pinione. Poi la tua direzione Sono diventata direttore per caso e per necessità nel frangente narrato prima. A- vevo paura ma nello stesso tempo non volevo che un esperienza così importante restasse imprigionata nella formalità, nella routine. Ho cercato di fare del mio meglio e non so se sono riuscita a dare un impronta al giornale che tuttavia, nei novanta, smise di essere gracile e tornò a consolidarsi. Abbiamo creato Ulisse e Piacentini ; quest ultimo nacque, non senza presunzione da parte nostra, sulla falsariga de I siciliani, la rivista di Pippo Fava. L idea era di fare un trimestrale fuori dal coro, di proporre un altro modo di interpretare la nostra realtà e la famosa piacentinità, affermare che esistevano energie nuove in un mondo che si stava allargando. Anche la grafica era alternativa. Prevengo la domanda: oggi forse non c è più spazio per un prodotto di questo tipo, troppo costoso. E poi mancano i lettori. Che cosa ti è rimasto dell esperienza direttiva? E conservi momenti o episodi di particolare gratificazione? E una esperienza che mi ha dato molto, ritengo che abbia contribuito ad affinare le mie capacità di approfondimento e perfino di ragionamento. Mi sono presa, naturalmente, infinite arrabbiature e ho sopportato la tensione dell uscita settimanale. Ma mi è servito, e molto. Quanto alle gratificazioni, ricordo con particolare piacere i complimenti di alcune persone, passati alcuni anni, in relazione alla mia rubrica C o n t r o s e n- so. Se oggi avessi vent anni ti proporresti di fare lo stesso mestiere che hai fatto? Forse sì, ma oserei di più, magari me ne andrei. La tentazione di andare all estero a fare focacce mi si presenta ancora. Penso che mantenersi orizzonti liberi contribuisca alla propria formazione in maniera sensibile. Le esperienze lontane sono spendibili anche a livello locale. Corriere Padano, bicchierata di compleanno Festosa bicchierata nella redazione di via XXIV Maggio per festeggiare il trentesimo anniversario della fondazione di Corriere Padano: con il direttore, Giuseppe De Petro, hanno brindato componenti dello staff di oggi e collaboratori di ieri.

7 28 giugno 2013 Corriere Padano 7 ATTUALITÀ Puntare sulla risorsa delle nostre valli, l acqua, e sugli spazi verdi in città Ripensare lo sviluppo: l ambiente al centro Nuovo protagonismo dei cittadini che si mobilitano per il territorio. Da No Tube all opposizione all eolico, a garanzia di scelte più condivise FRANCESCA LOMBARDI In origine furono i verdi, nelle varianti del sole-che-ride ed e- cologisti-albero, ma si parla degli anni Ottanta, quindi di tanto tempo fa e oggi si può dire che tutto è cambiato e che niente è cambiato. In origine furono i verdi ma ancor prima furono i problemi che gli ambientalisti sollevarono, portandoli all ono - re del mondo e all attenzione dell opinione pubblica. Se si può (anche) dire che nulla è cambiato è perché la questione, in fin dei conti, è rimasta la stessa. Ancora, sul tappeto, si confrontano i fautori di differenti modelli di sviluppo. Anzi, da un lato di una ideale scacchiera potremmo mettere gli scacchi degli sviluppisti e dall altro le pedine dei valorizzatori dell esistente (esistente inteso come risorsa ambientale). Se concentriamo la nostra attenzione sugli ultimi dieci anni vediamo che proprio di questo si tratta, ovvero di un continuo, estenuante confronto tra questi due modi di intendere lo sviluppo. Non saremmo esaurienti, infine, se tacessimo la novità, sicuramente positiva, rappresentata da un opinione pubblica non più silenziosa e non più alla finestra, bensì pronta a organizzarsi in comitati e movimenti, capace in questo modo di garantire l esistenza in vita della democrazia, troppo spesso svilita nei fatti e nella pratica politica. organizza serate di informazione, presenta studi geologici e relazioni di esperti, rivela che la centralina di Confiente sarà in realtà una centralona: avrà il volume, e occuperà lo spazio, di un palazzo di sei piani. Ma soprattutto No Tube ha un asso nella manica, un seguito popolare che stupisce, che si radica nei paesi, che ascolta ma non accoglie le ragioni sviluppiste anche di qualche sindaco. Negli anni seguenti la minaccia sventata a Confiente si ripropone un poco più a valle. Il progetto di un giovane ingegnere genovese propone la realizzazione di una centrale a San Salvatore, proprio là dove il Trebbia disegna curve sinuose che lo rendono particolarmente degno di fama. La mobilitazione spontanea muove anche le istituzioni e il ballon d essai (questo probabilmente era) del progettista ligure si sgonfia velocemente. Movimenti e partecipazione Ma la cronaca ambientale degli ultimi lustri non si esaurisce con la proposta respinta di costellare i corsi d acqua di tubi in cemento e centrali più o meno grandi. La cronaca di un decennio che fugge, che in parte è già fuggito, è caratterizzata dal nuovo protagonismo di una popolazione che, superando gli Piano regionale: nell inceneritore di Parma dal 2020 anche i rifiuti di Piacenza? Con il prossimo Piano regionale di gestione dei rifiuti, Sabrina Freda, assessore all Ambiente, propone la rottamazione degli inceneritori di Ravenna e Piacenza. Non sappiamo a Ravenna, ma a Piacenza tale annuncio ha già incontrato u- na duplice, autorevolissima, opposizione. Stupiti e sorpresi si sono detti Dosi, sindaco di Piacenza, e Trespidi, presidente della Provincia. Larghe intese anche nell indignazione: perché dismettere qualcosa che funziona? Va precisato che il piano regionale annunciato dalla Freda avrà attuazione nel La velocità odierna della politica (delle sue decisioni e delle sue non decisioni) e l auspicabile progresso della tecnologia autorizzano a pensare che un piano più che quinquennale possa anche non essere preso alla lettera. Stando al presente, è tuttavia lecito pensare che la decisione annunciata a Bologna celi in modo poco efficace la volontà della Regione di punire l unico suo capoluogo eretico. I rifiuti non più smaltiti nell obsoleto impianto di Piacenza sarebbero inceneriti nel nuovissimo (fra qualche anno) impianto di Parma, città non targata Pd bensì clamorosamente griffata M5S. Pizzarotti, che ha vinto l anno scorso anche sulla scorta del no all inceneritore, non solo non impedirà ai piedi del Regio la realizzazione dell impianto di termovalorizzazione, ma sarà obbligato ad incenerire anche i nostri rifiuti. La vendetta è un piatto che si serve caldissimo. steccati dell appartenenza politica, si mobilita per salvaguardare ciò che percepisce come il bene più prezioso. Vanno in questa direzione le recenti opposizioni alle ipotesi di realizzare centrali a biomasse in territorio piacentino, prima a Ferriere e poi a Bettola, con quest ultimo caso che mette in evidenza la rabbia della gente quando ritiene di essere stata ignorata, nell assunzione di decisioni importanti, dai propri rappresentanti. Lo stesso dicasi per il ventilato (è il caso di dirlo) impianto eolico in località Nicelli, territorio di Farini, alta Val Nure. Un discorso ampio, dunque, che al di là delle emergenze, o dei veri propri incubi (come pensare a un edificio equivalente a un palazzo di sei piani a Confiente), testimonia di una ormai diffusa e vigile presa di coscienza, a livello di opinione pubblica, sulla nostra realtà ambientale. Pensiamo alla protesta latente e pronta a deflagrare nel caso la mai deposta volontà di costruire dighe in Trebbia, per risolvere il problema dell approv - vigionamento idrico a beneficio dell agricoltura, si concretizzasse in un progetto sostenuto da u- na forte volontà politica. Oppure, sempre in positivo, pensiamo alla nuova sensibilità manifestata da una larga parte di popolazione piacentina in favore della destinazione a parco dell area ex Pertite. Anche in questo, naturalmente, si può inserire la strumentalità di alcune prese di posizione, l eterno gattopardismo capace di cogliere nelle finte rivoluzioni l occasio - ne per continuare a fare buoni affari. Ma la consapevolezza della necessità di salvaguardare il verde, di procurarselo realizzando polmoni verdi, restano fatti positivi. Certo, un respiro di sollievo potrà essere tratto quando i cittadini cominceranno a ribellarsi, pacificamente come adesso, a un consumo di suolo insostenibile e ingiustificato, come è evidente soprattutto nelle periferie e nei centri abitati dell hin - terland urbano. Istruttiva, in questo senso, è anche la visione della quinta di scheletri, un vero e proprio ossario di impalcature, che deturpa il paesaggio a sud di Bobbio, direzione alta Val Trebbia, di fronte a quelle che furono le terme della città di San Colombano. Le valli Che l Appennino soffra da anni, almeno dagli anni sessanta del secolo scorso, di un progressivo depauperamento demografico, in gran parte dovuto alla necessità di emigrare nelle città per trovare lavoro, e di un conseguente invecchiamento della popolazione residente, è cosa nota. Così come nota è la ricerca di soluzioni per invertire la tendenza. Dunque il confronto tra idee differenti di sviluppo e crescita. Se le valli piacentine, la valle del Trebbia e la valle del Nure, hanno una risorsa questa è indubbiamente l acqua. Ed è a questo proposito che gli svilup- pisti si proponevano di prendere il treno della crescita, o almeno dell inversione di una tendenza negativa: importanti società avrebbero voluto investire nelle nostre valli intubando tratti di fiume e di torrente al fine di produrre energia elettrica. Il manufatto più importante sarebbe dovuto sorgere a Confiente, a monte di Marsaglia, dove l Aveto appunto confluisce nel Trebbia. Ecco, finalmente, lo sviluppo a portata di mano. Ma tutto sembrava troppo facile, tutto era troppo facile. Queste società che con tanto interesse guardano ai nostri corsi d ac - qua ce la racconteranno giusta? Siamo nel 2007 e nasce No Tube, un associazione ambientalista destinata ad animare il dibattito e, a detta dei suoi non pochi sostenitori, anche non attivisti, destinata a sventare in più occasioni lo scempio del Trebbia, del Nure e di tre-quattro loro affluenti montani. No Tube mobilita velocemente centinaia di persone, raccoglie migliaia di firme tra Piacenza e provincia,

8 Corriere Padano 8 SOCIETÀ 28 giugno 2013 Tendenze - Sempre di più i giovani coinvolti nella crescente quantità di attività ed iniziative culturali, ricreative e musicali Associazioni, big bang e concorrenza Si moltiplicano le realtà che propongono eventi di ogni tipo, e spunta qualche rivalità PIETRO CORVI "Big bang" delle associazioni a Piacenza? Il dato certo è che alla loro prolificità si deve una quantità infinita di iniziative, attività ed eventi culturali, ricreativi e musicali senza i quali la città sarebbe - come tanti la dipingono - morta. Proviamo a fotografare almeno uno spicchio della situazione - ripromettendoci di tornare a scavare più a fondo in futuro - partendo da 4 realtà che han fatto parlare di sé nelle ultime settimane. Anthill Project, ASD in pista da ormai 2 anni, impegnata nella diffusione di sport "freestyle" e cultura "di strada", reduce di diversi eventi e mini-festival in vari locali ma soprattutto dell'ambizioso festival Alley-Oop, che, dopo la prima edizione 2012 a Spazio4, quest'anno si è messo "in proprio" con successo: tre giorni di skate, parkour, bmx, rap, elettronica e tanto altro all'arena Daturi, con un'inedita esperienza di "co-working" tra i molti soggetti coinvolti e vissuti, cosa non da poco, anche da centinaia di forestieri. Banda Larga, fondata nel 2007 da un gruppo di musicisti professionisti e semplici appassionati, fresca del festival "Musica Diffusa" al riscattato Teatro Serra di Pontenure (nella foto a lato): 5 weekend tra classica, jazz, sperimentazioni contemporanee, scuole, fotografia, scultura e vintage, sull'onda di una proficua e innovativa rete di collaborazioni e sinergie. Dopo questa prima importante occasione di visibilità (la rassegna sarà ripropo- Città e provincia meno spente grazie alla voglia di fare che prova ad offrire spunti e alternative nuove sta nel 2014) l'intenzione è di riaffacciarsi presto con nuove originali proposte. Collettivo 51, nato tra 2010 e 2011 sull'esperienza Loft51 (un negozio sfitto di via Roma riqualificato nell'ambito del progetto MUSA di Agenzia Quartiere Roma) e attivo su vari fronti, dalla fortunata rassegna di concerti-aperitivo in centro "7PM" (nella foto Collettivo 14, la scossa che serve a Fiorenzuola «A Fiorenzuola mancano tante cose: locali dove suonare, feste alternative e qualcosa da fare nei weekend per evitare che i giovani debbano prendere la macchina per andare altrove». E' su queste basi - le parole sono del presidente Stefano Pastorelli, classe '84, fiorenzuolano doc e chitarrista degli indie-rockers Flowers - che ha visto la luce Collettivo 14, neonata associazione affiliata Arci che raccoglie come fondatori 14 ragazzi del paese provenienti da vari gruppi e compagnie ma accomunati dalla voglia di dare una smossa alla situazione. Il vicepresidente è Massimiliano Morganti, la segretaria Enrica Menta; i consiglieri, Giacomo Bandini, Dario Malchiodi e Alex Cantarelli. «Il nostro primo scopo è raccogliere fondi per la Zobia 2014: mortificata da continui tagli economici ha di conseguenza perso qualità e interesse. L'ambizione è poi quella di fondare una nostra sede e arrivare a dare continuità ad una programmazione di eventi culturali e musicali sul territorio». Il battesimo dell'avventura è Kill Beer, la prima festa della birra di Fiorenzuola, venerdì 28 e sabato 29 giugno al Campo Sportivo 2 (sul palco: Mi Fa Soul, The Sick, Flowers, The Shout - tributo ai Beatles - Ray of Genius e vari dj). «Un evento che ci mette a dura prova: stiamo investendo soldi nostri cercando di fare il meglio possibile, lavoriamo tutti gratis e, nonostante il Comune ci abbia messo in difficoltà non fornendoci il palco e obbligandoci a pagare il suolo e la luce, siamo sicuri di riuscire a creare un modello vincente in questo periodo di crisi». p.c. in alto, di cui si è appena conclusa la terza edizione) alle collaborazioni con Orzorock (il 28 e 29 giugno è in scena la 16ma tornata a Gragnano), Tendenze e Caffè Baciccia. 29Cento, storica realtà attiva dal 2004 a sostegno della musica originale, cui si deve, tra le tantissime iniziative, l'organizzazione delle ultime 8 edizioni di Tendenze e a cui l'amministrazione ha affidato da diversi anni i Giardini Sonori e, attraverso la collaborazione con Arci, l'organizzazione degli eventi musicali estivi di Spazio4. A proposito, il bando del centro comunale di via Manzoni - «uno degli spazi più completi ed interessanti che la nostra città offre» osservano giustamente i ragazzi del Collettivo - scadrà a dicembre. Un affidamento su cui si concentreranno molte attenzioni. Il Collettivo dice laconicamente «domani chissà». 29Cento «non conosce le volontà di Arci in merito» ma spiega che il prossimo anno «probabilmente chiuderemo il nostro ciclo decennale. Ora abbiamo tutti impegni, ambizioni e responsabilità diverse». Tra cui il Lo-Fai, il nuovo hand-made bar di via Cavalletto, «una nuova realtà nata dall'esperienza di A/Mano Market, dalla voglia di sostenere l'imprenditorialità giovanile senza dimenticare l'attitudine e le radici da cui proveniamo».da Anthill arriva invece un politico «no comment». Insomma, partita apertissima e da tenere d'occhio. In città si respira un clima di concorrenza. C'è voglia di fare, inventare, organizzare: l'auspicio è che questa competitività spinga tutti a dare il meglio e che i piacentini ne approfittino, che siano attenti, reattivi e partecipativi. Curiosi. Banda Larga è per la «collaborazione tra chi si occupa di temi simili per raggiungere obiettivi più importanti. Ma in una realtà come la nostra non sempre è facile e la competizione può far da stimolo a dare di più». Il Collettivo giudica le guerre tra associazioni «sterili e dannose. La creatività ha bisogno di confronto e se nel nostro "paesotto" andassimo più d'accordo potremmo creare qualcosa di straordinario». Anthill fa un passo indietro, rivendicando «l'unicità della nostra specifica esperienza sul territorio piacentino». 29Cento, infine, guarda con positività a questo clima effervescente: «Quando c'è qualità c'è tutto e ora a Piacenza ce n'è tanta, con moltissime proposte rispetto a qualche anno fa, ciascuna mossa da inclinazioni e motivazioni diverse. Ci sono le basi per far parlare di noi anche fuori da Piacenza. Avanti così».

9 28 giugno 2013 Corriere Padano SOCIETÀ Dadati: Cultura vivace, ma orfana e in sordina Lo scrittore piacentino: Non c è un vuoto di contenuti, quelli ci sono, tuttavia manca la capacità di aggregazione. Occorre un dialogo tra le diverse anime 9 ROBERTA SUZZANI «Ieri eravamo, diciamo così, autosufficienti. Oggi siamo orfani di chi era in grado di fare territorio e stringere attorno a sé anime diverse di questa realtà culturale forte, ma spezzettata. Per di più c è il mondo che preme alle porte. Ma proprio questa minaccia che incombe sul territorio potrebbe essere, no anzi, deve essere un opportunità per creare una nuova prospettiva». Tirare le fila della cultura piacentina davanti a un caffè. Una proposta, ma forse sarebbe meglio chiamarla una sfida, che non molti accetterebbero. Ma che lui, Gabriele Dadati (nella foto), ha raccolto subito. E proprio davanti a un caffè abbiamo fotografato una cultura in contraddizione. Viva e vivace, ma in sordina. Scrittore, editor, insegnante e, ma non solo, responsabile della redazione e della comunicazione per Laurana Editore, Dadati seppur con tanta già storia alle spalle è quello che si definisce un giovane autore, per di più piacentino. Uno sguardo allo stesso tempo autorevole e fresco ma comunque disincantato che si allunga su Piacenza e la sua cultura orfana. Orfana. Termine forte, ma calzante. A pochi giorni dalla morte di Ferdinando Arisi la mente torna alla perdita di Stefano Fugazza e la sensazione che si sia creato un vuoto è palese. «Non un vuoto di contenuti precisa Gabriele quelli ci sono, ma manca la capacità di aggregazione. Ognuno a modo suo Fugazza e Arisi facevano comunità. Attorno a loro si radunavano menti differenti che in loro trovavano una sintesi, un punto di contatto. In un panorama complesso e vivace come quello piacentino, è venuto a mancare chi creava un dialogo tra le diverse anime, ma anche chi faceva da collante tra le nuove generazioni e la vecchia guardia. La loro assenza si sente». Se fino a ieri l autosufficienza culturale di Piacenza, «a cui, paradossalmente, ha contribuito la mancanza di una realtà universitaria di stampo umanistico di forte tradizione» ha preservato la città e le sue menti, oggi lo scenario è cambiato. «Chi si vuole occupare di cultura in questo momento deve Racconti piacentini del Novecento, l obiettivo è portar fuori la realtà locale «Pensavamo di avere tempo, ma il tempo non c è stato». Succede spesso. E successo a Gabriele Dadati e Stefano Fugazza. Pronto per la pubblicazione Racconti piacentini del Novecento, antologica di autori piacentini curata da Fugazza e Dadati nel solco di un progetto realizzato nel 2003 dalla casa editrice Mup di Parma allora guidata da Guido Conti, è rimasto in stand by in attesa di un momento di tranquillità. «Ma nel 2008 Stefano si ammalò e nel maggio dell anno seguente si spense. L anno scorso, parlando con gli amici di PiacenzaSera è salato fuori questo progetto e abbiamo deciso di pubblicaro anche in memoria di Stefano. In fondo è il suo ultimo progetto inedito. Quindi ho riordinato i testi e riscritto la prefazione che allora avevamo steso a quattro mani, ma che ora ha u- na nuova prospettiva. E lo abbiamo stampato». Racconti piacentini del Novecento, pubblicato da Codex10 nella collana I pescegatti, è passato dall essere un progetto al diventare u- na realtà ed è già stato prestanto al Melville Cafè di San Nicolo (da Gianni D Amo, Marco Bosonetto e Mauro Ferri) e alla Fondazione di Piacenza e Vigevamo (da Stefano Pareti, Vittorio Anelli e Mauro Ferri). «L obiettivo è guardare oltre sottoliena l autore e andare a stuzzicare l attenzione della stampa nazionale e delle province limitrofe. La cultura piacentina va portata fuori da Piacenza». fare i conti con tutto il resto». E con il resto, Dadati, intende il mondo. Quello che serve all universo culturale di casa nostra è ristabilire un dialogo che si è perso, «ma questa volta il dialogo deve essere aperto al fuori. Si è disgregata la comunità locale e il bisogno di guardare a riferimenti culturali più ampi è più che mai impellente. Uno dei miei pallini è mettere in dialogo realtà nazionali e locali, lo sto facendo con Laurana Editore e Codex10 e insieme stiamo pensando ad alcuni progetti. Ma si tratta di un ini - ziativa personale e temo che, far uscire Piacenza dalla situazione di stallo che si è creata, sia completamente affidata al singolo individuo». Una strategia, però, Dadati ce l ha e la tira fuori dal cassetto. «Ho l impressione che la filiera cultura sia fatta da tre anelli che sono strettamente legati tra di loro. Ci sono i produttori, ovvero gli artisti, gli scrittori, i critici, i fotografi, gli attori e via dicendo. C è il megafono, ossia le galleria d arte e le case editrici. E c è il pubblico, il terzo anello. Posto che il primo e il terzo anello ci sono e sono attivi e vivaci, il comparto su cui bisogna lavorare è il secondo». Ma arriva sempre un ma. «Guardiamoci in giro. A Piacenza non abbiamo una casa e- ditrice che abbia la forza di una risonanza nazionale. Lo stesso dicasi per le gallerie d arte. E non diciamo che le piccole realtà sono tutte così perché ci sono esempi di virtuosismi a cui dovremmo fare riferimento. Creare una linea diretta tra nazionale e locale è possibile e su questa linea passa anche lo sviluppo del territorio sia a livello A Piacenza non c è una casa editrice che abbia risonanza nazionale culturale sia sul fronte economico. Oggi non abbiamo risorse? Usiamo la fantasia e magari rinunciamo ad abbellire la vetrina. Piacenza è abbastanza forte per riuscire a uscire da Piacenza». Alzare il volume del megafono piacentino, quindi. Ma come? Semplice, cambiando musica e diventando più nazionali.

10 Corriere Padano 10 ECONOMIA 28 giugno 2013 Progetti al via - Cinque itinerari non convenzionali lanciati dal Comitato per l imprenditoria rosa della Camera di Commercio Pink Route, il turismo è al femminile Arte, sapori, mestieri e colori a misura di famiglia: coinvolte 28 aziende piacentine FRANCESCA GAZZOLA Imparare a preparare la pasta, chiuderla a treccia con il ripieno all interno, e scoprire tutti i segreti di un piatto tipico piacentino come i tortelli con la coda; e poi sedersi a tavola ad assaporare un prodotto ottenuto con le proprie mani, ammirando i panorami unici delle nostre vallate. E solo u- no dei tanti itinerari turistici non convenzionali elaborati da Pink Route, il nuovo progetto del Comitato per la promozione dell imprenditoria femminile della Camera di Commercio, che mira a promuovere reti di impresa tra le imprenditrici donne, e a valorizzare al contempo - le eccellenze del territorio, facendole conoscere oltre i confini nazionali. Proponiamo una forma di turismo esperienziale che mira a coinvolgere il turista a toccare con mano la Piacentinità, assaggiando le tipicità locali, visitando le attività produttive e scoprendo le tradizioni di un territorio che ha tanto da offrire dal punto di vista turistico, spiega Nicoletta Corvi, presidente del Comitato per la promozione dell im - prenditoria femminile. Protagoniste del percorso saranno le 28 imprenditrici piacentine che hanno aderito al progetto, impegnandosi a sviluppare nuove sinergie sul territorio: Unendo forze e menti possiamo dare nuovi slanci al business e sperimentare nuove soluzioni capaci di guardare all estero e di incrociare opportunità importanti come quella dell Expo Ne sono convinte (oltre che entusiaste) le sette componenti del Comitato della Camera di Commercio, che rappresentano tutti i settori dell economia piacentina: Nicoletta Corvi (Cooperazione), Consuelo Sartori (Camera di Commercio); Federica Bussandri (Artigianato); Federica Melodi (Agricoltura); Alessandra Tampellini (Commercio), Loretta Rossetti (Credito) e Paola Rossi (Lavoro). Il progetto si avvale della collaborazione di Maurizio Caimi, coach e consulente del gruppo per gli aspetti comunicativi e promozionali. I pacchetti turistici saranno attivi entro il mese di luglio e verranno promossi attraverso il sito web di Pink Route che sarà anche un portale turistico realizzato in collaborazione con la società Mood partner del progetto che si occuperà anche della promozione e commercializzazione degli itinerari. I progetti Gli itinerari turistici non convenzionali che coinvolgeranno le 28 aziende rosa piacentine ruotano attorno a quattro tematiche: arte, sapori, me- Sorprese, passeggiate e tipicità per scoprire il territorio e le tradizioni locali: si comincia da luglio stieri, colori a cui se ne aggiunge una quinta, la fami- glia che li abbraccia tutti, grazie all individuazione di percorsi pensati per i bambini e l offerta di servizi educativi e di laboratori di animazione. I percorsi coinvolgono i diversi settori a cui appartengono le imprese femminili partecipanti al progetto: agricoltura (aziende ortofrutticole, cantine, erboristeria, miele e marmellate), ricettività (agriturismi, ristoranti, bed&breakfast), artigianato (laboratori per la lavorazione del cuoio e della pelle ma anche botteghe di pasta fresca), artiste e restauratrici oltre che come già antici- PROSEGUE DALLA PRIMA PAGINA Il giornale che non c è A rendere possibile l avven - tura furono proprio le nuove tecnologie che accorciarono la filiera della produzione del giornale, opera dell inge - gno e nello stesso tempo manufatto, abbassandone sensibilmente i costi. Le stazioni di fotocomposizione sostituirono le Linotype e le reprocamere fecero smantellare i reparti di zincografia. Si ottenne una accelerazione dei processi e una qualità superiore del prodotto giornale. Le testate si moltiplicarono e le foliazioni crebbero vistosamente. La nostra avventura nacque dopo aver considerato come nel quadro dell informazio - ne locale ci fosse un vasto spazio da coltivare, quello di una informazione libera, schietta, senza interessi corporativi e senza condizionamenti di gruppi politici economici o altri. Un giornale per i piacentini, sperando sempre più con il contributo dei piacentini così concludeva la presentazione del progetto. Interazione che nel tempo si è sviluppata tra lettori e testata: la redazione e- ra aperta e chiunque poteva parlare con tutti. Le visite in redazione erano numerose. A distanza di tempo si può dire che l informazione sviluppata dal Corriere Padano fosse, già allora, partecipa- ta. A raccontarla in questo modo sembra si sia trattato di una passeggiata, non fu così. Proprio perché l iniziativa editoriale ebbe presto successo fu contrastata con ogni mezzo. Chi muoveva le fila della città voleva continuare pato - animatrici ed educatrici. La proposta turistica sarà incentrata sullo scambio di esperienze e di relazioni tra le singole imprenditrici, chiamate a a farlo al riparo della pubblica opinione muovendosi nel back stage fino allora inviolato, certi che il teatrino avrebbe messo in scena un copione fidato. Dunque una guerra, che non mi sento di aver vinto nonostante Corriere Padano continui le pubblicazioni mentre altri le abbiano via via abbandonate. Il logoramento è stato considerevole ed il costo lo paghiamo ancora oggi sia in termini di risorse che di ruolo. A fatica i lettori hanno compreso che una copia gratis può essere ugualmente di qualità. Oggi distribuiamo settimanalmente / copie, quasi la metà di quanto vende Libertà. La fruizione è velocissima ed abbiamo verificato che la tiratura potrebbe aumentare sensibilmente: il crollo del mercato pubblicitario causato dalla grave recessione in cui versa il paese cancella orizzonti migliori. Oggi ci si chiede quale sarà il futuro dei giornali, le vendite si sono ridotte vistosamente e il processo sembra i- narrestabile, la crisi dei consumi ha colpito anche l edito - ria. Ma soprattutto internet ha rivoluzionato la fruizione delle notizie mettendo fuori gioco gli schemi tradizionali. Una ricerca effettuata negli Stati Uniti rivela che sta crescendo la domanda di accesso all informazione, alternativa non solo al giornale di carta ma anche al classico sito internet, attraverso un modo di leggere in evoluzione, sempre più interattivo, condiviso e personalizzato. confrontarsi e a sviluppare connessioni per accrescere e potenziare la propria attività, spiega la presidente Corvi. Accanto alle proposte che prevedono il coinvolgimento del turista anche straniero - nella preparazione dei piatti tipici piacentini si aggiungono itinerari a contatto con la natura come passeggiate tra i vigneti dei colli piacentini in cui scoprire le fasi lavorazione dei prodotti che dalla terra giungono sulla tavola. Ed ancora: visite nei laboratori artigiani per toccare con mano le creazioni realizzate dalle artigiane piacentine che lavorano il cuoio, il legno, la ceramica, la pelle. Non mancherà la componente artistica con mostre e laboratori itineranti da parte delle artiste piacentine che esporranno le proprie opere presso le aziende delle colleghe. Gli itinerari conclude Corvi - sono pensati per valorizzare le bellezze storiche e naturalistiche del territorio piacentino: in ogni pacchetto turistico sono previste tappe in luoghi di pregio artistico che costituiscono il patrimonio culturale locale insieme ai paesaggi unici delle quattro vallate piacentine. Nella foto, le sette componenti del Comitato per la promozione dell imprenditoria femminile Sarà la fine dei giornali? Non credo. Le vendite si stabilizzeranno su valori ancora inferiori, le redazioni dimagriranno e i giornalisti si abitueranno a finalizzare il loro lavoro per più canali. Chiamarli ancora giornali sarà improprio perché nei fatti saranno sempre più sistemi multimediali. Anche Corriere Padano sta osservando con attenzione l evoluzione in corso cercando di comprenderne l appro - do. Qualunque esso sia, sarà comunque di intermediazione tra le notizie e i lettori. Troveremo un nuovo spazio per riproporci nella modernità? Dal 1983 lo scenario è completamente mutato, quotidiani on line, radio, televisioni diversificano e arricchiscono l offerta di informazione. Differenziarsi e mantenere tratti inequivocabili di originalità ci si può riuscire immaginando un ruolo di interesse pubblico, soprattutto in questo momento quando a tutti si chiede di partecipare e dare un contributo. Allora la domanda è: un media locale cosa potrebbe fare nell interesse collettivo? Essere lo specchio fedele della società, alimentare la diffusione di una cultura rispettosa della tradizione sviluppando la modernizzazione, stimolare la crescita di una coscienza civile e del bene comune, difendere la società da un certo conformismo bigotto e dalle ipocrisie, questa è la risposta. Sarebbe il giornale che non c è. Giuseppe De Petro

11 28 giugno 2013 Corriere Padano MUSICA EVENTI Dal Mississippi al Po, al festival blues scocca l ora di Edoardo Bennato: concerto sabato 29 Venerdì Piacentini, le shopping nights continuano ad animare le vie del centro cittadino 11 Gli appuntamenti della settimana sul nostro sito vivipiacenza.it Rebeldes, festa a Sant Antonio con tanta musica e un esordio Settima tornata per la sempre attesissima Festa dei Rebeldes, che venerdì 28 e sabato 29 tornerà a riempire di musica, tortelli, pisarei, picùla, spiedini, patatine e birra "a sdelle" il cortile della Cooperativa di Sant'Antonio. Venerdì apriranno la serata i misteriosi Big Juan & The Satellites, un esordio tutto da scoprire che scalderà il palco per gli Scala's Big 9, solare garanzia ska e rocksteady; sabato, spazio invece agli 88Trash e allo stoner & desert rock degli Oak's Mary (nella foto), con il nuovo album "Say hello to the president". Val Tidone Festival, come un fiume in piena PIETRO CORVI Da Pecorara ad Agazzano, da Ziano a Gragnano, il Val Tidone Festival è un fiume in piena di grandi concerti. Quattro eventi da "agendare", cui si aggiunge il programma del collaterale, nuovissimo "Val Luretta Jazz Festival". Appuntamenti sempre alle 21.15, ad ingresso libero. Venerdì 28 si riparte da Pecorara con i Carling Family, da Goteborg, follie jazz tra Dixieland, Chicago, New Orleans, swing, Bebop e Jazz anni '60 suonate da un ottetto di eccellenti polistrumentisti. Mercoledì 3 luglio si passerà allo "stride" col il frizzante trio della pianista americana Stephanie Trick, in scena a Castello Scotti di Ziano, coadiuvato dai ballerini di swing acrobatico Marco Larosa e Sonia Salsedo. Domenica 7, in Piazza Europa ad Agazzano, nell'ambito del collaterale "Val Luretta Jazz" diretto da Mattia Cigalini, alla sua prima edizione, concerto del giovane virtuoso del sax piacentino con il suo ultimo progetto e CD "Beyond" alla riscoperta del pop (ci sarà anche Fabrizio Bosso alla tromba come special guest). Il cartellone di questa bella neonata creatura prevede, sempre in piazza ad Agazzano, anche i concerti del Paolo Jannacci Trio, venerdì 5, quelli dei trii di Marco Mazzoli e Giuliano Ligabue, sabato 6, e quello di Fabio Giachino lunedì 8. Tornando infine al Val Tidone, mercoledì 10 a Villa Marchesi di Gragnano ecco lo straordinario quintetto di Peppe Servillo con, tra gli altri, lo strepitoso saxofono di Javier Girotto (15 euro l'ingresso, 10 per over 65 e soci di ass. Teatracordo; gratis per under 18 e residenti a Gragnano).

12 Corriere Padano 12 VIVIPIACENZA 28 giugno 2013 Karma to Burn, il tour europeo fa tappa a Spazio4 Passa anche per Piacenza il tour europeo dei Karma to Burn (nella foto a destra), storico trio stoner-rock in arrivo dal West Virginia, gruppo noto per il proprio sound completamente strumentale sotto l'influenza di band come Kyuss e The Obsessed. La tappa è mercoledì 3 luglio allo Spazio4. Apertura affidata ai piacentini Noon per un pieno di riff coriacei e suoni "fuzz". Jack Folla, Lobello e Titor per la festa del Vik a Montale Venerdì 5 luglio al birrificio La Buttiga di Montale il circolo Arci "Vik" recupera la sua festa saltata per pioggia un mese fa. Banchetti, birre, buffet dalle 18 e tre ghiotti concerti dalle In scena, il crossover nostrano dei Jack Folla, i Lobello, da Pavia icone del punk-rock underground, e i torinesi Titor, rock poderoso in italiano e ultra-contaminato. WEEKEND Festival blues, a Piacenza scocca l ora di Bennato La Festa Giovani accende Pontedellolio All'Anfiteatro San Giacomo di Ponte dell'olio continua in riva al Nure la Festa Giovani 2013, decima edizione, organizzata dai Leoni della Notte. Dopo Good Fellas e Jovanotte, venerdì 28 spazio ai Deja-Vu, sabato 29 ai Discoinferno (in foto) e domenica 30 ai Bandaliga con Max Cottafavi. Lunedì 1 luglio, largo ai Mister X; martedì 2 si chiuderà con lo ska e il rocksteady dei The Scala's Big 9, opportunamente accostati al dj-set reggae della SunWise Family. Non è tutto, perché in luglio l'anfiteatro ospiterà poi la mini-rassegna in tre serate "Cabaret d'autore". Spettacoli alle 21; in arrivo: Giuseppe Giacobazzi e Duilio Pizzocchi martedì 9 luglio, I Legnanesi sabato 20 luglio e Marco Della noce, Fabrizio Casalino e Rocco Ciarmoli, tutti da Zelig, sabato 27 luglio. Prevendite aperte per i tre spettacoli in tutte le filiali della Banca di Piacenza. Appennino Festival, avvio a tutta Sardegna Torna il tradizionale Appennino Festival, dodicesima edizione. La kermesse diretta da Franco Guglielmetti parte sabato 29 giugno a Bettola con un omaggio alla Sardegna più selvaggia: alle 18 verrà presentato il libro "Launeddas, il suono di una vita" di Dante Tangianu e alle 21 si farà strada il concerto "Sonos e ballon de Sardigna" con il gruppo sardo Ittiri Canneddu e i tenores Tilariga Bultei. Domenica 30 a Calenzano, alle 16 concerto dei Tenores che dalle 19 accompagneranno la cena musicale itinerante nelle frazioni. Partita col vento in poppa, la nona edizione del festival "Dal Mississippi al Po" organizzata da Coop Fedro terrà banco nell'area e- sterna del Palazzetto dello Sport di via IV novembre per tutto il weekend, fino a domenica 30. Mancano all'appello 6 concerti e 5 incontri letterari, organizzati quest'anno in un programma particolarmente fruibile, compatto e omogeneo: apertura area e stand gastronomici (con specialità piacentine e americane tutte a base di ingredienti a km zero) sempre alle 19.30; "caffè letterari" alle 20.15; concerti dalle Venerdì 28, serata "nordica" (ingresso libero). Si partirà con l'incontro "Nel torrido Nord", dedicato ad una Scandinavia inedita, multietnica, moderna, violenta e rock, con lo scrittore e musicista di Oslo Thomas Enger e Andrea Ferrari. Accompagnamento musicale di Kasey Lansdale e Roldano Daverio. Poi, concerto della Lansdale accompagnata dai fidentini Rab4. Alle 22, palco alla cantautrice norvegese Rita Engedalen, puro "Delta Blues". Sabato 29 si ripartirà dall'incontro "Ritrarre il rock è possibile?" con John Vignola ("Il mucchio selvaggio", Radio2, "Vanity Fair"). A seguire, "La cupa notte di Albione": viaggio negli universi letterari degli autori inglesi Glen Duncan e Tim Willocks, in compagnia del romanziere Giuliano Pasini. Accompagnamento musicale della folk-blues singer piacentina Linda Sutti, poi in concerto col suo trio in apertura al mitico Edoardo Bennato (ingresso 20 euro in piedi, 30 posto numerato a sedere). Domenica (ingresso 10 euro inclusa una consumazione) si chiuderà con gli incontri "Pietro contro Pietro: notte horror a Piacenza" (il giornalista Pietro Corvi intervista il romanziere piacentino Pietro Gandolfi) e "Il Bushido, via della pace o della guerra?"; Maurizio Matrone, Tim Willocks e Joe R. Lansdale indagano con l'autore giappo-hawaian-californiano Dale Furutani la sua scrittura nutrita di arti marziali, Hollywood e Noir; accompagnamento musicale del grande armonicista Egidio Juke Ingala, poi in concerto con i suoi The Jacknives; a chiudere, il giovane duo chitarra, armonica e voce Moreland & Arbuckle, dal Kansas. Pontenure Parco Raggio, il cinema è magia Otto proiezioni, da qui a giovedì 11 luglio, sempre alle 21.45, per il cinema all'aperto a Parco Raggio di Pontenure. Lunedì 1 e martedì 2 si proietterà "La grande bellezza"di Paolo Sorrentino, mercoledì 3"Oltre il confine"di Rolando Colla (ingresso gratuito), giovedì 4"Anna Karenina"di Joe Wright, lunedì 8"Oblivion"di Joseph Kosinski, martedì 9"Frankenweenie"di Tim Burton, mercoledì 10"Le cose belle"di Agostino Ferrente e "Giovanni Piperno" (ingresso gratuito) e giovedì 11"Venuto al mondo" di Sergio Castellitto. Kill Beer, Fiorenzuola a pinte tarantiniane Anche Fiorenzuola quest'anno ha la sua festa della birra. L'appuntamento, che nella città della Val d'arda mancava da parecchi anni, è stato resuscitato con slancio imprevedibile dalla neonata associazione giovanile Collettivo 14. Si intitola "tarantinianamente" Kill Beer e occuperà l'area Campo Sportivo 2 venerdì 28 e sabato 29, dalle 19 all'una. Accanto alla proposta culinaria, immancabilmente a base di carni alla griglia e di una selezione di birre, anche una interessante offerta musicale "made in Fiorenzuola" e dintorni. Venerdì guadagneranno il palco i Mi Fa Soul, The Sick e i Flowers (in foto); a seguire, dj-set rock; sabato spazio invece ai Ray of Genius e ai The Shout, tributo ai Beatles; si chiuderà col dj-set di Pinza & Lele. A Gentle Vertigo al Cantiere Weil Uno sfavillante incontro tra quattro voci originalissime per stile e autenticità. Ecco quanto promette il Cantiere Simone Weil di via Giordano Bruno venerdì 28, dove alle 21 ci sarà in concerto il quartetto A Gentle Vertigo con Gianni Mimmo al sax soprano, Fabio Sacconi al contrabbasso, Angelo Contini al trombone (in foto) e Alison Blunt al violino. Una formazione acustica e inedita, con un'attitudine marcatamente contemporanea e selvaggiamente cameristica che attraversa con disinvoltura le frontiere, capace di un senso formale rigoroso e di abbandoni violenti. Una vertigine gentile, insomma, free-jazz e improvvisazione per ascoltare la relazione fra voci interiori, la declinazione lirica farsi cruda e la narrazione procedere per necessari smarrimenti.

13 28 giugno 2013 Corriere Padano VIVIPIACENZA 13 Muzikobando alla Muntà: aperitivo in salsa klezmer Domenica 30, ore 19, aperitivo in salsa klezmer a La Muntà. Spazio ai Muzikobando, quintetto dedito a pregevoli e personali riletture di suoni e linguaggi della Mitteleuropa formato da Gian Andrea Guerra al violino, Valentia Soncini a voce e viola, Massimo Lamberti e Fabio Crespiatico a chitarra e contrabbasso e Bruno Orlandi alla fisarmonica. Presenteranno il CD "Babil". Satira, ironia e comicità: show per una mostra ad Albarola Sei brevi momenti teatrali di satira, ironia e comicità: questo lo spettacolo Sedie, vedove, barman, camerieri,fabbriche che andrà in scena sabato 29 giugno alle ore 21 ad Albarola, presso Palazzo Barattieri. La serata è a cura del Teatro Instabile di Vigolzone e del Gruppo Archeologico Val Nure; i fondi raccolti verranno destinati alla realizzazione di una mostra di reperti archeologici. A CURA DI PIETRO CORVI Note per tutti i gusti: arrembante Orzorock 18 concerti per tutti i gusti e 2 dj-set su 2 palchi no-stop dalle ore 20 all'alba. A contorno, tanto cibo e fiumi di birra. C'è parecchia carne sul fuoco di Orzorock, lo storico festival nel letto del Trebbia di Gragnano che venerdì 28 e sabato 29 giunge arrembante alla sua 16 edizione. Ad aprire le danze, venerdì, i Roverheart, hard-rock psichedelico devoto ai '70; seguiranno Seele Brennt (rock alternativo da Genova), Morght'n'torg (stoner), Wunderkammer (elettro-punk), Zebra Fink (stoner-rock italiano), Tryptamin (nu-metal, elettronica e psichedelia), Sula Ventrebianco (nella foto, rivelazione rock napoletana dell'anno), Sica (electro-rock da Torino); dj-set elettronico di Tramadrops in chiusura, per ballare tutta la notte. Sabato toccherà invece ai Jay's Pig rompere il ghiaccio con un sound in bilico tra rock alternativo e progressive; poi il rock dei giovanissimi e brillanti Deframat, il pop-rock cantautorale e ultra-contaminato dei genovesi Subbuglio!, lo stoner degli Insula, il post-rock dei Nothing Important Happened Today, il punk-rock "sfortunato" dei Bravi Tutti, il trip-rock degli storici Misfatto, il crossover dei Jack Folla e il celtic-punk delle Mosche di Velluto Grigio; dj-set conclusivo della Blackat Crew, dal country alla techno, fino al mattino. Laboratorio teatrale con Pino L Abbadessa Nuovo laboratorio teatrale del regista e attore Pino L'Abbadessa. Al Cantiere Weil con lo stage "Balla sui vetri" si lavorerà su Sarah Kane, scrittrice e drammaturga inglese protagonista di una stagione di grande rinnovamento: ha scritto pagine cariche di disagio e insofferenza per le norme che regolano il vivere civile e di condanna dei grandi mali della fine del Secolo. Sul piano formale è invece determinante la scelta di utilizzare un linguaggio duro, spesso scurrile, e di superare l impostazio - ne psicologico-narrativa del dramma tradizionale. Stage dal 5 al 7 luglio; al centro, le tematiche principali della produzione della Kane con particolare attenzione al testo "4.48 P- sychosis", ma anche training corporeo e vocale, persona e personaggio, improvvisazione e sintesi espressiva, monologo interiore e frammentazione corale. Info a Venerdì Piacentini, shopping e animazione Centro città ancora vivace protagonista del finesettimana con i Venerdì Piacentini (fino al 19 luglio). Dall'aperitivo a tarda sera, tutte le vie, piazze e ogni angolo del cuore cittadino si trasformeranno in un grandissimo scenario a cielo aperto per decine di eventi e spettacoli per tutti i gusti e tutte le età. Ecco i principali in programma il 28 giugno (tutto su Piazza Cavalli ospiterà la sfilata "GalàModa" (una "Fashion night" è prevista anche in via Chiapponi), Piazza Duomo (con tanto di parco divertimenti per i bambini) il concerto degli Special Guest (in foto), Via Roma lo spettacolo di Casa Montagna per il Festival Internazionale dei Giovani, via Genova la milonga di tango argentino e i Giardini Merluzzo il country dei Bill and the Gates. In Piazza Sant'Antonino troveranno spazio il concerto garage degli A Rebours e i dj-set elettronici di Uni Noise, in Galleria della Borsa il rock degli Electrika Euphoria e in via San Siro un Busker Fest con mangiafuo - co, acrobati e giocolieri. Degustazioni di vini con Valtidone WineFest in Piazza Borgo, liscio e balli di gruppo ma anche un gran torneo di calciobalilla e la Pinuccio Cirmi Band in Via Cavour, aperitivo al buio per single in via Genova e concerto dell'half Quartet sotto la galleria del Politeama. Le offerte non si esauriscono qua, tutti i commercianti, bar e locali partecipano originalmente con molte altre proposte tra intrattenimento, cene sotto le stelle e varie iniziative enogastronomia: inforcate la bici e lanciatevi alla scoperta. Concerti, libri, dj-set: Melville pimpante Concerti, libri e dj-set sempre al centro della programmazione del Melville, il nuovo caffè letterario al centro culturale di San Nicolò. Sabato 29 si riparte dall'aperitivo a base di tapas e musica easy raffinata: ai controlli il dj Alex Mondina, tra chill-house, acid-jazz e disco music '70 e '80. Venerdì 5 luglio verrà poi il turno della cantautrice e folk-singer piacentina Erica O- pizzi (in foto). Mercoledì 10 si tornerà ai libri con "Città in controluce", la rivista edita da Vicolo Del Pavone e diretta da Giampaolo Nuvolati: si parlerà di città tra utopia e distopia con un folto stuolo di ospiti. Salsomaggiore vibra con il Festival Beat Festival Beat all'apice. Nel finesettimana a Salsomaggiore, concerti, aperitivi, feste, dj-set e mercatini vintage no-stop. Il venerdì 28 si apre alle in Piscina Leoni, continua alle 18 con aperitivo letterario in Largo Roma e alle 19 col concerto dei Senzabenza al Devil's Den Pub; dalle 21, i concerti clou a Ponte Ghiara: The Cyborgs (Ita), Los Infierno (Mex), The Mentalettes (Ger) e Arthur Brown (Uk). Stessa scaletta sabato 29: al Devil's suoneranno i Tough e a Ponte Ghiara gli Head and the hares (Ita), Jim Jones Revue (Uk), The Fuzztones (USA, in foto) con l'ospite speciale James Lowe dagli Electric Prunes. In entrambe le serate, sfrenati dj-set fino all'alba. Domenica 30, infine, piscina dalle 14.30, concerto dei De Curtis a Parco Chini dalle 18, live degli spagnoli Hollywood Sinners e party di chiusura dalle nel "Cavern" dell'hotel Cantuccio. Hevia, Sonohra e Flook a Irlanda in musica La gaita elettronica del celeberrimo Hevia (in foto), il "principe delle Asturie", e il fresco pop-rock dei Sonohra, venerdì 5 luglio; la musica celtica tradizionale degli anglo-irlandesi Flook, sabato 6. Ecco i concerti che riempiranno di musica Piazza San Colombano a Bobbio nel primo weekend in programma di "Irlanda in musica", 16ma edizione della fortunata rassegna organizzata da Coop Fedro e Comune di Bobbio. Hevia, seconda volta al festival, non ha bisogno di presentazioni; i Sonohra sono la giovane rivelazione sanremese del 2008 e presente - ranno anche un inedito "featuring" con Hevia, con cui hanno un disco in cantiere. I Flook, eccellente quartetto di flauti, accordeon, chitarra, bouzouki, bodhran, mandolino e fischietti, il cui concerto viene recuperato dopo l'inatteso forfait dell'anno scorso, promettono uno spettacolo ad altissima velocità, tutto da ballare.

14 Corriere Padano 14 A TAVOLA 28 giugno 2013 A TAVOLA Scommettiamo che... il nostro gelato è il top Gelateria Pasticceria San Marco lancia la sfida del confronto: Sono più che sicuro - dice il patron Pietro Collaro - che sceglierete ancora noi ROBERTA SUZZANI «Facciamo una scommessa. Assaggiate il mio gelato, poi provatene uno simile e scegliete il migliore». Pietro Collaro, patron della Gelateria Pasticceria San Marco in via Boselli 21, non ha alcun dubbio: il suo gelato non teme confronti. «Metterei cinquemila euro sul tavolo senza alcuna e- sitazione» aggiunge con il sorriso di chi sa che la passione che mette nel suo lavoro in questo caso come non mai si sente. O meglio: si gusta. Una sicurezza con la S maiu- scola perché «il mio è un gelato artigianale con la A maiusco- la fatto solo con prodotti freschi e di prima qualità senza nessun additivo, farina o altro. Solo uova, zucchero, latte e tanta passione». Pochi ingredienti e un segreto. Anzi due. «Quello che non si può svelare dice maliziosamente Pietro e l altro che tutto conoscono: l amore per il mio lavoro». Un amore nato a Torre del Greco, in provincia di Napoli, «dove c è un altra gelateria San Marco, la più antica dove ho mosso i miei primi passi come garzone» e approdato 14 anni a Piacenza. In terra Farnese Pietro è arrivato per la famiglia e proprio con la sua famiglia ha dato vita al suo sogno lavorando fianco a fianco alla moglie Francesca e le figlie Imma e Nunzia «aspettando che i miei nipoti diventino grandi e imparino quest arte di famiglia. Intanto, il gelato, se lo mangiano». E proprio ai nipoti Pietro pensa quando crea il suo gelato, le torte, i pasticcini e le meravigliose granite. «A loro insegno che ogni stagione ha la sua frutta e che bisogna rispettare la materia prima che deve essere sempre di qualità. Con i miei clienti faccio lo stesso». Sbirciando le vaschette, tra melone e cioccolato, è chiaro che sui gusti, Pietro non transige e le mode le lascia a qualcun altro. «Qui il puffo non c è mai stato né ci sarà mai. A me piace Zuppa al pesto Ingredienti per 6 persone: 200 g di zucchine; 250 g di fagiolini verdi; 400 g di pomodori molto maturi; 600 g di fagioli cannellini freschi (peso lordo); 2 patate (250 g circa); 150 g di spaghetti; 1 mazzetto di basilico; 1 grosso spicchio d aglio fresco; 3 cucchiai d olio extravergine d oliva; 3 cucchiai di parmigiano grattugiato; sale. Preparazione: Sgranate i fagioli. Spuntate e lavate i fagiolini e tagliateli a pezzetti. Pelate le patate e tagliatele a dadi. Tuffate per pochi secondi i pomodori in acqua in ebollizione, passateli nell acqua fredda quindi pelateli, privateli dei semi e spezzettateli. Lavate le la genuinità, la semplicità. Mi piace che le cose siano sane e buone tant è vero che le do ai miei nipoti». Sane e buone, come l ultimo nato. Un gusto che Pietro ha creato per soddisfare prima di tutto la sua golosità. «I nostri gelati nascono tutti così, dalle nostre idee. Dalle nostre ispirazioni. Dai nostri palati. Proponiamo un nuovo gusto, lo creiamo, lo assaggiamo tutti, lo miglioriamo e solo quando siamo convinti lo proponiamo in negozio. Ricotta e pere è nato dalla mia passione per formaggio e pere, però non potevo creare un gelato al parmigiano così ho pensato a un alternativa». Una valida alternativa. La parola d ordine alla pasticceria gelateria San Marco è qualità. Quest oasi per i golosi ha portato il sole di Napoli nella nebbia della Val Padana prendendo i piacentini per la gola. E dopo aver assaggiato il cono ri- cotta e pere con i pezzi di frutta fresca che si sentono scroccare sotto i denti e il sapore della ricotta fresca, non ho alcun dubbio: me ne da una vaschetta intera? zucchine, dividetele in due longitudinalmente e affettatele non troppo sottili. Versate due litri di acqua fredda in una casseruola e unitevi tutte le verdure preparate tranne le zucchine. Unite un cucchiaio d olio, il sale e mettete la casseruola sul fuoco. Quando si alza l ebollizione, abbassate la fiamma al minimo e lasciate cuocere per circa trenta minuti prima di unire anche le zucchine. Fate cuocere per altri trenta minuti circa e infine calate gli spaghetti spezzettati e terminate la cottura. Lavate e asciugate il basilico, sfogliatelo e pestatelo nel mortaio con gli spicchi d aglio e un pizzico di sale fino a ridurlo in crema. Completate il pesto con due cucchiai d olio, amalgamate bene e unitelo alla zuppa al momento di toglierla dal fuoco. Servitela calda o tiepida passando a parte il parmigiano grattugiato. CUCINA DI CASA Orata, patate e pomodori al forno Ingredienti per 4 persone: 1 orata di circa 1,2 kg; 1 kg di patate; 200 g di cipolle; 4 pomodori rotondi di media grandezza; 2 spicchi d aglio; 4 cucchiai di pangrattato; 4 cucchiai d olio extravergine d oliva; prezzemolo; timo; sale e pepe. Preparazione: Lavate i pomodori, divideteli a metà, svuotateli dai semi quindi spolverateli di sale e sistemateli capovolti su un doppio foglio di carta da cucina per far sgocciolare l ac - qua di vegetazione. Pelate le patate e tagliatele a fettine sottili quindi sciacquatele e asciugatele dentro un panno- Spellate e tritate le cipolle e mescolatele con le patate, un pizzicone di timo, sale e pepe. Strofinate l interno di una teglia ampia con uno spicchio di aglio diviso a metà e allargatevi il miscuglio di patate e cipolle. Versate sul fondo della teglia un dito di acqua, condite con due cucchiai d olio e infornate a 200 per 40 minuti. Squamate l orata, svuotatela e lavatela sotto l ac - qua corrente asciugatela e praticate due incisioni parallele su ogni parte quindi cospargetela di sale e pepe anche internamente. Preparate un trito finissimo con una manciatina di prezzemolo e uno spicchio d aglio e miscelatelo con il pangrattato, un pizzico di timo e u- na macinata di pepe. Riempite i pomodori con questo miscuglio. Trascorsi i 40 minuti, ritirate la teglia dal forno, adagiate l orata sulle patate quasi cotte, ungetela con un cucchiaio d olio e disponetevi intorno i pomodori farciti. Cospargete questi ultimi con un filo d olio e rimettete la teglia nel forno. Proseguite la cottura per altri 35 minuti e, quando l orata comincia a prendere colore, pennellatela un paio di volte con il fondo di cottura. Servite la preparazione calda nello stesso recipiente di cottura. La ricchezza e la varietà degli ingredienti rendono la preparazione un perfetto piatto unico, nutrizionalmente equilibrato. Trattoria Biasini a Magnano di Carpaneto, rosso mandorlato e i classici del territorio La formula è consolidata: una trattoria rustica, una famiglia che la conduce con passione, un menù dedicato ai classici del territorio. La carta vincente della famiglia Biasini sta nella semplicità dell'offerta gastronomica unita alla genuinità delle materie prime. Il salume, con cui inizia il pasto, viene seguito durante ogni fase della preparazione fino alla stagionatura, che avviene in casa, il vino è di produzione propria e comprende solo alcune etichette: da segnalare il rosso mandorlato e la malvasia semisecca entrambi serviti nella scodellina di porcellana bianca. Il pollame è allevato nel podere di famiglia. La signora Maria Montesissa, moglie di Romano, prepara pisarei e fasò, anolini in brodo, (senza stracotto come si vogliono in Val d'arda), tortelli di ricotta ed erbette al burro oppure, per i più pasticcioni, conditi con sugo di funghi. Tra i secondi piatti potete scegliere tra anatra e faraona arrosto, coniglio arrosto o alla cacciatora, gallina ripiena lessa e pollo alla cacciatora. D'inverno il menù include lepre e cinghiale o altra selvaggina con polenta. I dolci casalinghi sono quelli della tradizione: crostate di marmellata, di frutta fresca e torte di mandorle accompagnate se si vuole da uno stupendo zabaione. Se capitate in zona potete fermarvi anche solo per due fette di salume e una scodella di buon vino. Altrimenti occorre prenotare. Biasini, località Magnano di Carpaneto Tel Chiuso: lunedì

15 28 giugno 2013 Corriere Padano CITTÀ UTILE 15 BORSA DELLA SPESA Farmacie FARMACIE DI SERVIZIO A PIACENZA DAL AL TURNO DIURNO: dalle 8,30 alle 22 FARNESIANA Via Farnesiana, 100/E DR. CROCI P.zza Cavalli, 29 TURNO NOTTURNO: dalle 22 alle 8, SAN LAZZARO Via E. Parmense, 22/A DR. GIANNI CORVI C.so V. Emanuele, DR. SPOTTI Via Guercino, SAN FRANCESCO Via Sopramuro, PIACENZA Via P. Cella, DR. CABERTI Via Martiri della Resistenza COMUNALE MANFREDI Via Manfredi 72/B CAMILLO CORVI Via XX Settembre, 106 E' possibile accedere alle farmacie, in servizio di turno, ricomprese nella ZTL, comunicando al farmacista il numero di targa del proprio mezzo. IL NUMERO TELEFONICO DA' INDICAZIONE DELLE FARMACIE DI TURNO A PIACENZA E PROVINCIA Mercati settimanali Lunedì: Bettola, Borgonovo Val Tidone, Caorso, San Nicolò, Castell Arquato, Castelvetro Martedì: Ferriere, Nibbiano, Piacenza Farnesiana, Pontedellolio, Pontenure, Travo, Vernasca Mercoledì: Carpaneto, Marsaglia, Piacenza, Pianello, Vigolzone Giovedì: Agazzano, Castelsangiovanni, Fiorenzuola, Gossolengo, Gropparello, Perino, Piacenza Farnesiana, Podenzano, Villanova Venerdì: Cortemaggiore, Lugagnano, Monticelli, San Giorgio, Rivergaro, Roveleto Sabato: Bobbio, Fiorenzuola, Piacenza, PC Besurica Domenica: Agazzano, Alseno, Borgonovo, Caminata, Carpaneto, Castelsangiovanni, Cortemaggiore, Gragnano, Gropparello, Monticelli, Morfasso, Nibbiano, Pianello, Pontedellolio Avis, i prelievi Domenica 30 giugno: Piacenza Sabato 6 luglio: Carpaneto, Alseno Domenica 7 luglio: Bettola, Carpaneto (Info a cura del Settore Servizi Sociali e A bitativi Comune di Piacenza) Home Care Premium Il Comune di Piacenza aderisce all'iniziativa dell INPS Gestione Dipendenti Pubblici (ex INPDAP) Home Care Premium, un progetto innovativo di Assistenza Domiciliare che si attesta su prestazioni socio assistenziali (economiche e di servizio) di supporto alla non autosufficienza e allo stato di fragilità, anche in ottica preventiva, con un attenzione all eventuale necessaria integrazione sanitaria. Il 30 settembre 2013 è il termine ultimo per la presentazione delle domande. Il progetto è rivolto a persone non autosufficienti, residenti nel Comune di Piacenza, rientranti nelle seguenti categorie: - i dipendenti e pensionati pubblici iscritti al Fondo Credito, in quanto utenti della Gestione Dipendenti Pubblici o aderenti al Fondo ai sensi del D.M. n. 45/1997; - i loro coniugi conviventi; - i loro familiari di primo grado; - i giovani minorenni orfani di dipendenti o pensionati pubblici. Per maggiori informazioni contattare gli Sportelli Informasociale o consultare il sito INPDAP. Centro per le famiglie Il Centro per le Famiglie del Comune di Piacenza comunica le seguenti iniziative previste per giugno: SPAZIO GIOCO ESTATE 2013 Il Centro per le Famiglie, in collaborazione con la Cooperativa Casa Morgana, propone anche per quest anno il Centro Estivo Spazio Gioco Estate, che si terrà presso la scuola per l infanzia G. Rodari, dal 1 al 26 luglio 2013, dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle Il Centro Estivo, gratuito, è rivolto a un gruppo di 40 bambini di età compresa tra i 4 e gli 11 anni e sarà condotto da quattro educatori. È carico delle famiglie il costo dei pasti e della piscina. Le iscrizioni si raccolgono a partire da sabato 15 giugno presso lo Sportello Informa- Famiglie&Bambini. INCONTRI DI PREVEN- ZIONE DEGLI INCIDENTI DOMESTICI DEI BAMBINI In collaborazione con gli o- peratori del dipartimento di Sanità Pubblica dell Ausl di Piacenza e il Centro per le Famiglie, sabato 29 giugno dalle ore alle ore si terrà uno degli incontri dedicati alla prevenzione degli incidenti dei bambini in ambiente domestico. Il Centro per le Famiglie è anche su Facebook. Per avere tutte le informazioni sulle nostre attività in tempo reale, clicca Mi piace sulla pagina Centro per le famiglie Piacenza. Per informazioni su tutte le iniziative e per le iscrizioni ai corsi e ai laboratori: Sportello InformaFamiglie&Bambini, Galleria del Sole, 42 Centro Civico Farnesiana: luned ì, giovedì, venerdì e sabato dalle 9.00 alle 12.00, mercoledì dalle 9.00 alle e dalle alle tel , Ristrutturazioni e bonus mobili: le nuove agevolazioni Il governo Letta ha aumentato le detrazioni fiscali per ristrutturare casa o aumentarne l'efficienza energetica. Gli strumenti da scegliere tra quelli a disposizione sono tanti. Ci sono le detrazioni per le ristrutturazioni semplici, quelle che l anno scorso sono state aumentate dal 36 al 50%, e ora sono confermate fino al 31 dicembre Più generose le agevolazioni fiscali per l efficienza energetica innalzate dal 55 al 65%: se ne potrà usufruire fino a fine anno per gli interventi su abitazioni singole mentre per lavori sulle parti comuni o su tutte le unità immobiliari dei condomini ci sarà tempo fino al 30 giugno Altra grande novità, l introduzione del cosiddetto bonus mobili: le spese, fino a euro, per arredare stanze ristrutturate avranno diritto alla detrazione del 50%. Salvo modifiche in sede di conversione in legge, le modalità per usufruire del bonus fiscale restano sostanzialmente le stesse: il 50% o il 65% della spesa viene detratto dalle imposte in 10 rate di pari importo su altrettanti anni. Si ha diritto allo sgravio per: accorpamenti di locali, allargamento o nuova realizzazione di porte, finestre, lucernari; rimozione di barriere architettoniche o rifacimento scalini; installazioni di antifurti, citofoni, inferriate, cancelli, monta - scale, montacarichi, ascensori, di stufe, caldaie, condizionatori; impianti fotovoltaici; realizzazione ex novo di box auto o garage; impianti elettrici e idrici, scarichi, canne fumarie, grondaie; ritinteggiatura o ri - facimento della facciata, sanitari, marciapiedi e pavimentazioni esterne, serramenti e saracinesche, trasformazione di un balcone in veranda; opere finalizzate alla sicurezza statica e antisismica, rifacimento del tetto e molti altri interventi. La lista non è esaustiva. L elenco completo è pubblicato sul sito dell Agenzia delle Entrate.

16 Corriere Padano 16 ATTUALITÀ 28 giugno 2013 Lo scontro - Migliaia di firme già raccolte. Mancano i chiarimenti richiesti alla Regione Trasloco 118, Piacenza si mette di traverso Amministratori del territorio, una fetta di politici, sindacati e cittadini contro il trasferimento della Centrale operativa a casa dei cugini parmigiani ROBERTA SUZZANI Piacenza si mette di traverso e sull ipotesi di trasferimento della Centrale Operativa del 118 a casa dei cugini parmigiani in un quadro di razionalizzazione delle forze e di riorganizzazione dell assetto sanitario in aree vaste, ribadisce il suo no. L incontro di qualche settimana fa con l assessore regionale Carlo Lusenti alla sede del Pd non ha sortito l effetto desiderato. E invece di calmarle, le acque già agitate si sono trasformate in una vera e propria tempesta, con un coro di voci variegato unito da una sola parola no. Senza il gra- zie. Il no dei 48 sindaci del territorio che, in sede di Conferenza Sociosanitaria, hanno firmato un documento congiunto affidato al presidente della Provincia Massimo Trespidi. A lui il compito di consegnarlo, nei prossimi giorni, direttamente nelle mani del numero uno della Regione Vasco Errani, facendosi portavoce della preoccupazione espressa da più parti di perdere una «nostra eccellenza cresciuta in trent anni di lavoro. La Regione troppo spesso si dimentica di Piacenza». Il no dei sindacati Cgil, Cisl e Uil, che in una missiva indirizzata a via Garibaldi, ai sindaci di Piacenza, Castelsangiovanni e Fiorenzuola e al direttore generale dell Ausl Andrea Bianchi, vanno al contrattacco e candidano Piacenza «a un ruolo di riferimento per tutta l area vasta». Scacciando i fantasmi di protagonismo assoluto le rappresentanze sindacali fanno appello alla ragione. «Chiediamo un confronto provinciale per esaminare le eccellenze, le necessità e i ruoli che la sanità piacentina ha e potrebbe avere nel nuovo contesto che si sta delineando in campo socio sanitario». Il no dei politici a cominciare dal consigliere regionale Andrea Pollastri che ha portato direttamente in assemblea legislativa la voce di Piacenza. Ma anche dei rappresentanti del Carroccio Pietro Pisani, Nelio Pavesi e Carlo Torregiani che più volte hanno espresso la loro preoccupazione sostenendo che le unificazioni delle centrali «sono il primo passo verso l accorpamento delle Ausl». E quello di Fratelli d Italia che minaccia la rottura con l organo centrale in caso di trasferimento della Centrale a Parma. Dal canto suo il consigliere del Pd Marco Carini cerca una via di mezzo «sì all ac - corpamento, ma che la sede centrale sia Piacenza, valutate le condizioni di polo di eccellenza della nostra città». Infine il no dei cittadini. Cinquemila le firme già raccolte off line, mentre sul web continua il tam tam per siglare la petizione No chiusura 118 Piacenza che ha come obiettivo i 10mila firmatari. «Il nostro primo obiettivo spiega Paolo Rebecchi, presidente del Comitato provinciale Anpas Piacenza e consigliere regionale Anpas Emilia Romagna è ovviamente quello di mantenere la centrale operativa sul territorio perché lo riteniamo un modello virtuoso, ma vorremmo anche conoscere i piani di riordino della Regione. Vorremmo capire come potrebbe essere il nuovo assetto di area vasta e quale ruolo andrebbe a svolgere Pianceza in questo eventuale quadro organizzativo». La domanda è una sola: cosa accadrà? «Stiamo ancora a- spettando una risposta dalla Regione. Noi, come Parma. E bene chiarirlo, come Comitato di cittadini, non siamo contrari a priori allo spostamento della Centrale, ma vogliamo capire cosa questo eventuale spostamento potrebbe comportare al nostro sistema di servizi, alla nostra struttura organizzativa. Vorremmo, in alter parole, a- vere modo di dire la nostra. Ma Rebecchi (Anpas): Vorremmo dire la nostra, ma per farlo abbiamo bisogno di avere in mano il progetto per farlo abbiamo bisogno di a- vere in mano il progetto». E se in mano non hanno il futuro, i membri del Comitato hanno il passato. «Un passato, che è un presente, virtuoso» ci tiene a sottolineare Rebecchi. «Il nostro sistema organizzativo del 188 è un modello efficiente ed economico che affianca personale volontario dovutamente formato a un sistema di professionisti dell Ausl che interviene in caso di necessità. In questo modo riusciamo a dare al territorio un ottima copertura in un sistema di regime di costi equilibrato. Inoltre Piacenza può vantare il primato del Codice Blu. La nostra è stata la prima realtà in Europa ad attivare u- na rete di defibrillatori in vari luoghi pubblici e privati. Quando viene segnalato un attacco cardiaco, accanto agli o- peratori sanitari, si attivano le forze dell ordine tutti in grado di utilizzare un defibrillatore e quindi di salvare la vita a una persona colpita da infarto». «Tutto questo conclude Rebecchi è un patrimonio umano e professionale che non può andare perso. E questo che chiediamo alla Regione. E questo che spiegheremo ai cittadini durante un incontro pubblico che vogliamo organizzare a breve». Piacenza ha levato gli scudi. Vuole difendere il proprio patrimonio, ma vuole anche e soprattutto capire quali sono i progetti per il suo futuro. Certo non ha intenzione di rimanere in attesa degli eventi ed è già partita al contrattacco. Nella foto in alto, un intervento di soccorso. A lato, Paolo Rebecchi (Anpas)

17 28 giugno 2013 Corriere Padano 17 ECONOMIA Controluce - L economista ed ex sindaco di Piacenza bacchetta l incapacità di produrre una progettualità lungimirante Meno male che c è un vescovo Vaciago: E già successo nei secoli passati: quando non funziona il Comune... LUIGI GALEAZZI Opinion leader richiesto dai media nazionali, dal Sole24ore a Ballarò, Giacomo Vaciago, e- sperto di politica economica ed economia monetaria, è stato il primo sindaco di Piacenza eletto direttamente dai piacentini nel Nè accademico, nè politi- co, nei toni predilige un certo understatement, per mirare al sodo. La lunga crisi, di cui, anche a livello locale, non si vede la fine, porta a proporgli tre domande: dove va il mondo (Piacenza compresa)? Cosa è possibile fare per lo sviluppo locale? Quale il ruolo, in questo senso, della Fondazione di Piacenza e Vigevano. «La crisi che stiamo vivendo - premette l economista dell Università Cattolica - un po' in tutto il mondo sviluppato, e quindi, in particolare in Europa ed U- SA, e' una crisi da "debito eccessivo". Ci siamo illusi, per vent'anni, che i debiti (privati e/o pubblici) potessero consentirci di resistere alla forte concorrenza proveniente dai Paesi emergenti. In realta' - e lo sappiamo da Ricardo, che due secoli fa spiega i problemi nuovi che l'inghilterra incontra, quando lo sviluppo dell'industria non è più esclusivo ma c'e' crescita in tutto il mondo, tu puoi continuare a crescere solo se fai meglio degli altri e/o ti specializzi in modo di essere loro complementare. Fare debiti per "conservare il passato" e' la cosa peggiore che puoi fare (la lezione vale per il mondo sviluppato, ma vale anche per ciascuno di noi...). Ma purtroppo, proprio cosi' e' andata, e adesso evitiamo il peggio solo perche' quell'eccesso di debito l'abbiamo messo nei portafogli delle Banche Centrali. Con i mercati finanziari che... vanno in crisi di astinenza, appena sono indotti a temere che la droga della troppa-moneta, per rendere sostenibile il troppo-debito, possa venir meno. Ci vorranno vent'anni per uscire dai guai in cui ci siamo messi. E nel frattempo, cresce chi vuole, cioè chi se lo merita: devi essere "attraente", per far si' che i migliori del mondo vengano qui ad investire, e quindi avvenga che anche dei tuoi migliori, che stanno gia' crescendo altrove, qualcuno resti» Quindi noi a Piacenza... «La crisi si supera con nuove progettualità. Chi si siede lungo il fiume e aspetta che la ripresa arrivi, non la vedrà mai. In questo senso, chi rilegge oggi il programma con cui l'universita' Cattolica apre a Piacenza (nel 1990!) il Corso di laurea di " Economia dell'innovazione ", e poi quattro anni dopo, nel 1994, la base programmatica con cui Alleanza per Piacenza mi candida a sindaco della nostra citta', vede che vent'anni fa eravamo molto meglio di oggi. E mi dispiace. Avevamo (uso il plurale perchè c'era in campo una bella squadra di gente) capito benissimo quali erano i veri problemi da risolvere e ci dichiaravamo pronti a rimboccarci le maniche per farlo. Quel percorso e quel programma sono ben raccontati nella mia lezione (la seconda lezione Arcelli, tenuta nella Biblioteca comunale, il 3 marzo 2006), intitolata Le politiche europee per la crescita. Da Piacenza a Lisbona...e ritorno. E' scaricabile dalla mia aula didattica perche' la uso con i miei studenti per spiegare loro, con un e- sempio concreto, la decadenza del Paese. E perche' anche noi piacentini l'abbiamo fortemente voluta: non e' colpa di Berlusconi o della Merkel se oggi Piacenza e' cosi' andata indietro. Il nostro era infatti un sogno, e gia' negli anni successivi (mi dimetto da sindaco all'inizio del 1998, quando mi rendo conto che a nessuno piu' interessa quel sogno...), si e' proceduto a smontarne i pezzi piu' importanti. Lo strumento principale della crescita, cioe' l'avvio di PIACEN- ZA SVILUPPO con le aree pro- Chi si siede lungo il fiume e aspetta che la ripresa arrivi, non la vedrà mai. Vent'anni fa eravamo molto meglio di oggi... E mi dispiace duttive da usare per attrarre qui grandi investitori, viene cancellata. Le aree sono tutte vendute in blocco al miglior (uno solo, come mai?) offerente. E di sviluppo nessuno piu' parla. L'altro grande e ambizioso progetto, PIACENZA PER PIACENZA, anche chiamato PC al QUA- DRATO), scompare. Lo stesso Piano Regolatore Campos Venuti viene violentato con una variante generale che sparpaglia sul territorio - contro lo spirito e la lettera del PRG appena approvato - centinaia di abitazioni. Neppure l'accordo con le Ferrovie - affinchè con l'alta Velocita' portassero i nostri pendolari a Milano in 25 minuti - e' stato fatto rispettare. Il Comune ha smesso (nonostante il nome) di occuparsi della citta' e sempre piu' si e' occupato di se stesso...» Quindi non c'e' speranza? «Non esageriamo. Ho scritto e detto tante volte che nessun Paese e' mai condannato in eterno. Prima o poi (non so se fra u- no, dieci, o cento anni), torneremo a crescere. E lo capiremo quando torneremo ad occuparci del futuro dei nostri figli e, soprattutto, dei nostri nipoti. Cioe' della crescita e del come puoi meritarla. E quindi come puoi impiegarne i frutti, scegliendo tra beni privati (il benessere in- A Piacenza uno scontrino su tre non viene emesso, le Fiamme Gialle: La crisi non è una scusa (doss.and)venti evasori totali e cinque paratotali stanati e 42 milioni di sottrazione di base imponibile più 10 milioni di Iva evasa rilevati: questi i principali numeri dell attività svolta dalla Guardia di Finanza di Piacenza nei primi cinque mesi del I dati sono stati resi noti nel corso della celebrazione del 239esimo anniversario di fondazione delle Fiamme Gialle, durante il quale il comandante provinciale del corpo, il colonnello Maurizio De Panfilis, ha voluto lanciare un chiaro messaggio: Non accettiamo che la crisi economica, purtroppo ancora molto presente anche a Piacenza, possa essere usata come scusa da coloro che rifiutano di fare il proprio dovere nei confronti dello Stato e della collettività. Per questo, nonostante le tante difficoltà che incontriamo quotidianamente, in futuro la nostra attività sarà ancora più incisiva. Tra gennaio e maggio di quest anno sono state eseguite 30 verifiche fiscali e 958 ispezioni sul corretto rilascio di scontrini e ricevute fiscali (il dato delle 333 mancate emissioni a livello locale, pari al 34,61%, è solo leggermente più alto ma molto simile alla percentuale nazionale), mentre i reati fiscali accertati sono stati 30. Scoperti anche 277 lavoratori irregolari: 260 in grigio e 17 in nero. dividuale, un'automobile, un salotto...), e beni pubblici (un giardino pubblico, una buona scuola...). Chi visita le nostre belle città, e vede accanto ai tanti bei palazzi privati anche le tante belle chiese, capisce che una volta sapevamo gestire in modo equilibrato la compresenza di beni privati e comuni. Ma erano i frutti della crescita che venivano cosi' impiegati. Se non c'e' crescita, e' u- na triste perdita di tempo raccogliere firme perchè il Comune faccia un parco in piu' nell'area della Pertite: qualcuno ha anzitutto spiegato a chi ha firmato per quel progetto, quanti servizi sociali verranno quindi chiusi? O peggio ancora, qualcuno che ha votato al Referendum del 2011 per abrogare il cosiddetto 23 bis e quindi perchè sia il Comune a fare gli enormi investimenti che servono per la depurazione dell'acqua, lo sa quante scuole ed asili dovranno quindi essere chiuse nei prossimi anni? Gia' quel che abbiamo attualmente non e' sostenibile in futuro, e quindi dovremmo smettere di elencare nuove spese senza indicarne la copertura. Torneremo a crescere prima o poi, quando anzitutto avremo il coraggio di dire la verità» Quale il ruolo della Fondazione di Piacenza e Vigevano, recentemente rinnovata nei suoi vertici? «Come dicevo lo scorso anno, bisogna imparare a riscoprire le virtù di una finanza umile e perciò utile. Vale per ciascuno di noi; vale per il Paese; vale anche per gli impieghi della Fondazione: è possibile usare meglio le risorse della nostra Fondazione, sia per valorizzare le imprese locali sia per attrarne di nuove. Mi aspetto che a proposito della gestione degli ultimi anni si dica la verità ai piacentini. Serve, da un lato, far rendere il capitale in Quel che abbiamo attualmente non sarà sostenibile in futuro... E quindi smettiamo di elencare nuove spese senza indicarne la copertura progetti selezionati e garantiti dalle banche (ma non investire in azioni di banche, che da anni sono la cosa piu' rischiosa che ci sia, come si e' visto nell'investimento a Parma cioe' non nella Parma che funziona bene, ma in quella sbagliata, che conosciamo dai tempi della Parmalat ). Dall'altro, occuparsi di piu' degli "ultimi", come si e' ben visto nella vicenda che ha portato alla scelta del nuovo Presidente della Fondazione: quando non funziona il Comune, meno male che abbiamo un Vescovo (e' gia' successo tante volte, nei secoli passati...)» Nella foto al centro, Giacomo Vaciago. In basso a sinistra, il vescovo Gianni Ambrosio

18 Corriere Padano 18 ECONOMIA 28 giugno 2013 Crisi e ripresa - Incontro con il presidente della Camera di Commercio Parenti: Infrastrutture per rilanciare Piacenza Collegamento con Milano, percorso ciclabile in Val Trebbia, Mediana, maggior capacità idraulica dei bacini, Museo nazionale dell agricoltura: partiamo da lì ANDREA DOSSENA Per la sua esperienza imprenditoriale e in qualità di presidente della Camera di Commercio, Giuseppe Parenti può fornire un autorevole analisi del quadro economico locale, nazionale e internazionale: decisivi per Piacenza, secondo il presidente della Paver, saranno la realizzazione di alcuni progetti in parte già definiti sui quali occorre però trovare la piena convergenza. In Italia la crisi sembra non finire mai: si intravede almeno la luce in fondo al tunnel? No, è ancora troppo presto... ma bisogna dire che, in realtà, anche a Piacenza i tunnel sono due. Ce n'è uno non buio, quello delle aziende che hanno mercato fuori dall'italia: tutto il mondo - ad eccezione di 5 Paesi, dovremmo chiederci perchè l'italia sia tra questi! - sta crescendo, quindi chi fa export va bene. L'altro tunnel, ben più oscuro, è quello che stanno percorrendo le aziende il cui mercato è ristretto ai confini interni. Una moneta forte come l'euro - alla nascita quasi pari al dollaro, ora Alla fine, l'ex sottosegretario al Ministero dell'economia Polillo, le chiavi della sua azienda le ha prese? «Ma va, quando si tratta di lavorare quelli non ci sentono». E' passato quasi un anno da quella puntata di Piazza Pulita. Durante il suo intervento alla trasmissione de La7, Andrea Zucchi, allora proprietario di due punti vendita di occhiali nel piacentino, rivolgendosi all'allora sottosegretario lanciava la sua sfida: «Queste sono le chiavi della mia attività. Con stasera ho finito. Domani i miei negozi li aprite voi». Una piazzata, la provocazione di un imprenditore strozzato dalle difficoltà, parole che si dicono, hanno pensato in molti. E invece no. «E invece mi sono chiamato fuori sul serio». E a cinquant'anni ha ricominciato da capo. «Ho chiuso tutto - dice senza nascondere un pizzico d'orgoglio - in pareggio di bilancio senza debiti con banche o cose del genere, ma ancora oggi pago tasse e contributi per quelle attività. La dimostrazione, ce ne fosse ancora bisogno, che in Italia lavorare onestamente non è tecnicamente possibile». Considerazione amara quella di Zucchi. E non è la sola che l'imprenditore piacentino di nascita, ma oggi londinese part time, snocciola durante la nostra chiacchierata. Il giorno dopo la trasmissione di Corrado Formigli, Zucchi non ha alzato la saracinesca dei suoi negozi, ma a 1,33 rispetto alla valuta statunitense - permette di comprare a basso prezzo prodotti di consumo stranieri, ma dall'altro lato ai prodotti italiani rende più difficile reggere la concorrenza. Più euro in circolazione ridurrebbero il divario con il dollaro, ma il problema sono le logiche contrastanti in Europa: i tedeschi hanno tutto l'interesse a mantenere lo status quo che frena l'italia. Dalla realtà internazionale a quella locale: che ruolo può avere, in questa complessa congiuntura, la Camera di Commercio piacentina? Verso l'esterno può aumentare l'impegno per l'internazionalizzazione delle nostre imprese, per aprire loro nuovi orizzonti, mentre a livello territoriale può spingere a migliorare la competitività del nostro territorio aumentando le infrastrutture e rendendo più ospitale il territorio stesso, anche in vista di Expo Infrastrutture: da dove cominciare? Ci sono diverse priorità, dal nuovo collegamento veloce e puntuale con Milano al percorso ciclabile in Val Trebbia, che potrebbe essere finanziato con i fondi di Bruxelles e andrebbe nella giusta direzione visto che che il turismo ciclabile aumenta ogni anno del 15/20%. Fondamentale sarà anche la Mediana Piacentina, che prima o poi andrà fatta: l'aumento del traffico lungo il corridoio 5 spingerà alla richiesta di un'ulteriore corsia per l'a21, ipotesi alla quale Piacenza sarà costretta a dire di no in quanto già sottoposta ad un inquinamento pazzesco; a quel punto, il problema sarà risolvibile solo o a monte o a valle della città, e Piacenza dovrà farsi trovare pronta. Altro progetto di rilievo è aumentare la capacità i- draulica dei bacini della Val Trebbia, con due obiettivi: migliorare la qualità dell'acqua che beviamo senza doverla pescare vicino al Po (quindi con minor consumo di energia) e dare acqua alla nostra agricoltura rendendo la pianura più verde. C'è poi l'ipotesi di fare a Piacenza un Museo nazionale dell'agricoltura, che in Italia praticamente non esiste: la posizione della nostra città, nel cuore della Pianura Padana, potrebbe renderlo un punto di richiamo per turisti e scolaresche. La sede? Abbiamo pensato ai capannoni oggi del Genio Pontieri, di fianco ai Musei Civici, per ampliare il polo museale: l'impe- Il mondo cresce: le nostre imprese puntino sull internazionalizzazione Zucchi: Lavorare onestamente in Italia è quasi impossibile si è tirato su le maniche per «fare quello che avevo detto». Ha concretizzato il suo progetto "Passaporto per la vita" e iniziato a trasformare in opportunità tangibili le idée, dando vita una nuova avventura: mettere a disposizione la propria esperienza per consulenze fiscali internazionali e riunire lavoratori autonomi interessati all idea di fare business globale in giro per il mondo. Persone che vorrebbero valutare la possibilità di trasferirsi fuori confine per salvarsi dal tritacarne fiscale e burocratico che strangola le nostre categorie produttive «Molti mi hanno contattato, molti si sono persi lungo la strada» aggiunge. «In Italia troppi di mestiere fanno "quelli che si lamentano" e basta. La situazione è chiaramente insostenibile e non ci sono prospettive di ripresa alcuna né immediate né in un orizzonte più o meno lontano. E gli italiani cosa fanno? Parlano, parlano ma non fanno nulla di concreto per cambiare la situazione. A cominciare dai politici». Il dito è puntato sull'ex Governo Monti, ma anche l'attuale esecutivo non ne esce indenne. «Che fa lo Stato per uscire da questa crisi? Parlo di azioni concrete. Non c'è un progetto di demolizione della spesa pubblica e si continuano a mettere le mani nelle tasche degli italiani che, lo dico senza paura di sembrare antipatico, se lo meritano perché vogliono "essere comodi" e trovare il boccone a misura di bocca». In che senso? «Nel senso che in Italia esiste la parola "precariato", mentre all'estero c'è la "meritocrazia". Fuori dall'italia, se uno è bravo, è in grado di cambiare gnio personale del sindaco Dosi per farsi dare questi locali, e- ventualmente anche in affitto in coincidenza con l'expo, sarà decisivo. Quello sulle aree militari è un discorso lungo, ma di certo volumi così ampi possono essere un'occasione straordinaria per parchi, musei, etc. in grado di migliorare la qualità della città. Basti pensare al nuovo Palazzo Uffici, che potrebbe essere fatto nella Nicolai o recuperando l'ex ospedale militare Il nodo resta però la reale capacità nostrana di fare squadra: e- siste o no una volontà comune di Camera di Commercio, Comune, Provincia e forze economico-produttive su un progetto capace di individuare la vocazione di Piacenza e farla decollare? Sui progetti infrastrutturali vedo un sostanziale accordo, nel senso che nessuno li contesta e- splicitamente: di certo sono il futuro E sul resto? A molte città è facile associare qualcosa che le differenzia in senso assoluto, ma Piacenza sembra mancare di u- na visione chiara, anche in prospettiva. Connotare Piacenza è difficile perchè non fa distretto, ma non dimentichiamo le eccellenze della meccanica (ad es. la raccorderia) o dell agrindustria: salumi, vini e pomodoro sono ormai rinomati La Regione a volte sembra un po' distante: solo una lontananza geografica o c'è anche altro? La lontananza geografica, a volte, diventa anche distanza di rapporti, però va detto che, quando ci si fa vivi e si chiede, di solito la Regione risponde: dipende molto da noi Nella foto in alto, Giuseppe Parenti. A lato, cicloturismo: è in grande espansione lavoro ogni anno migliorando la sua posizione. In Italia se uno non fa bene il suo lavoro non posso licenziarlo per assumerne un altro più bravo perché noi abbiamo la "giusta causa". Questi sono i motivi per cui l'italia non può farcela e a chi dice che tra un paio d'anni le cose miglioreranno, io rispondo: illusi». Quindi che si fa? Si va via. Il sogno di lasciare l'italia, per Zucchi, non è da tenere nel cassetto. Lui quel sogno lo ha tirato fuori e lo ha fatto diventare realtà in una struttura che opera e lavora a Londra «ma che potrebbe essere in qualsiasi altro posto al mondo». A patto di avere idee chiare, spirito di avventura e sacrificio «e un budget di investimento a fondo perduto da investire in termini sullo studio del sistema commerciale in cui ci si intende inserire». Tecnologia avanzata, edilizia, Voce Italy e presto un portale internet - canarimedia.com - «per aprirci veramente al mondo». «Oggi il gruppo di lavoro che abbiamo creato conta 70 membri, il mio obiettivo è raddoppiare questi numeri. Siamo l'italia che ce la fa, siamo l'italia che "fa" e a cui gli enti governativi inglesi guardano con attenzione e interesse». Poi d'un fiato Zucchi aggiunge, quasi ammonisce: «Ci salviamo solo con le nostre mani, con il nostro cervello e le nostre forze. Mettiamoceli». Roberta Suzzani

19 28 giugno 2013 Corriere Padano 19 COOPERAZIONE Attualità - L orgoglio di una forma d impresa che sa reggere anche in una complessa congiuntura economica e finanziaria Cooperative, tenuta in tempi difficili Nel tema della 91esima Giornata internazionale i punti di forza per resistere alla crisi FRANCESCA GAZZOLA La crisi economica mondiale e la capacità del modello cooperativo di fronteggiarla meglio di ogni altra forma di impresa saranno al centro della Giornata internazionale delle cooperative che verrà festeggiata in tutto il mondo sabato 6 luglio. L impresa cooperativa rimane forte in tempo di crisi sarà infatti il tema della 91ma Giornata internazionale delle cooperative (è la 19^ in collaborazione con l'onu): in tale occasione verranno evidenziati i punti di forza della cooperazione che come si legge nel messaggio che accompagnerà l edizione 2013 non cade vittima del capitalismo per - ché mantiene la persona al centro delle strategie di impresa. Nel messaggio indirizzato a tutto il mondo, l Alleanza cooperativa internazionale (associazione non governativa che riunisce, assiste e rappresenta le cooperative di tutti i Paesi) sottolinea come le cooperative siano più resistenti rispetto ad altre formule imprenditoriali, perchè modello alternativo di impresa che invece di perseguire il profitto, si concentra sulle persone, aggregando il loro potere di mercato, e portando avanti le attività sulla base dei valori etici della trasparenza, della responsabilità sociale e della solidarietà. L Alleanza cooperativa internazionale si Nell'indagine Birchall analizza le cooperative finanziarie - forniscono una preziosa anco- si legge ancora nel messaggio sofferma in particolare sull'aspetto del credito e sulla dimensione sociale delle coope- dimostra come tale sistema gono un ruolo chiave in ambito dalle origini nel 1850 ad oggi e ra di salvezza ai territori, e svolrative, elementi non trascurabili in tempo di crisi: 'Le coopevelato maggiormente stabile Giornata internazionale coo- bancario alternativo si sia ri- di assistenza sanitaria'. La rative di credito hanno continuato a crescere e a fornire cre- conomisti (prima della crisi) a- quindi un invito a riflettere sul ed efficiente di quanto molti e- perativa 2013 vuole essere dito alle piccole e medie imprese, creando indirettamente occupazione afferma l Allean - Esaltate anche la dimensione za cooperativa internazionale che spiega i motivi: La stabilità e l avversione al rischio sono sociale e le cooperative di credito nel Dna delle cooperative finanziarie', come dimostrato vessero predetto. modello cooperativo e sui risultati ottenuti anche in tempo anche dal recente rapporto Altro aspetto che l'alleanza pubblicato dall'organizzazione internazionale del Lavoro ne in risalto è la dimensione sore conclude l'alleanza coope- cooperativa internazionale po- di crisi per continuare ad offri- (OIL) e curato dal professor ciale: mentre le economie si restringono e i governi faticano a zione e supporto ad un modello rativa internazionale - atten- Johnston Birchall, docente di politica sociale alla Università mantenere inalterate le prestazioni sociali 'le cooperative tinua ad avere successo'. di business che ha avuto e con- di Stirling nel Regno Unito. Nato nel 1923 l evento che dal 1994 è gestito con l Onu La Giornata internazionale delle cooperative - che si svolge ogni anno il primo sabato di luglio ha l obiettivo di valorizzare il movimento cooperativo ed accrescere tra i governi del mondo - la consapevolezza del contributo che le cooperative offrono allo sviluppo socio-economico globale. L evento venne celebrato per la prima volta nel 1923 dall Alleanza cooperativa internazionale (a cui aderiscono oltre 200 organizzazioni cooperative in tutto il mondo che rappresentano più di 800 milioni di persone) per diffondere gli ideali di solidarietà internazionale. Dal 1994 la Giornata è gestita in collaborazione con l Onu che ha chiesto a tutti i governi di celebrarla con cadenza annuale a da allora Nazioni Unite e Movimento internazionale cooperativo festeggiano tale ricorrenza insieme. Ogni edizione ha un suo messaggio specifico che pone in relazione la formula cooperativa con una tematica ben precisa e di grande attualità. Il tema dello scorso anno ( Le imprese cooperative costruiscono un mondo migliore ) era inserito in un contesto molto particolare: il 2012 lo ricordiamo era l Anno internazionale delle cooperative proclamato dall'onu, con iniziative distribuite nell arco di 12 mesi in tutto il mondo. Le ultime Giornate internazionali cooperative hanno posto in relazione il mondo cooperativo con: i cambiamenti climatici (2008, Affrontare i cambiamenti climatici attraverso l impresa cooperativa ), la ripresa globale (2009 Guidare la ripresa globale attraverso l impresa cooperativa ), le donne (2010 La cooperativa per l empowerment delle donne), i giovani (2011 I giovani il futuro delle imprese cooperative ). Le tematiche precedenti hanno riguardato infine - la responsabilità sociale delle imprese, la cooperazione per la pace e per uscire dalla povertà, la globalizzazione dell acqua, la promozione dell occupazione.

20 Corriere Padano 20 COOPERAZIONE 28 giugno 2013 Giornata Cooperazione - L analisi di Piacenza Nel nostro dna i valori adatti a vincere la crisi Confcooperative e Legacoop, i presidenti Milza e Molinelli intervengono sulla necessità di fare rete e sulle prospettive delle cooperative di comunità FRANCESCA GAZZOLA La cooperazione ha al suo interno la formula adatta per resistere alla crisi: i valori di mutualità, partecipazione, flessibilità e gestione democratica d impresa uniti al forte legame con il territorio e allo spirito di innovazione sono gli assi vincenti del modello cooperativo e la soluzione a molte criticità. Lo sottolineano i presidenti delle due Centrali cooperative piacentine, Francesco Milza (Confcooperative) e Maurizio Molinelli (Legacoop), ai quali chiediamo come interpretare il tema della 91ma Giornata internazionale delle cooperative del prossimo 6 luglio: L impresa cooperativa rimane forte in tempo di crisi. Milza: E storicamente accertata la maggiore capacità del modello cooperativo di resistere alle congiunture economiche negative. I motivi sono riconducibili prevalentemente alla tipologia stessa della formula cooperativa che permette di distribuire al proprio interno la risorsa economica tra i soci, attraverso una formula più solidale e anche tramite il modello di governance di "una testa un voto" che consente ai soci (siano essi, lavoratori, conferitori di prodotto o consumatori di beni o servizi) di determinare ed indirizzare le politiche della cooperativa, spiega il presidente di Confcooperative Piacenza. Molinelli: Nonostante la forte crisi economica e la fase di recessione, la cooperazione - pur avendo incontrato in alcuni settori difficoltà - riesce a Mutualità, gestione democratica, flessibilità, legame con il territorio, spirito d innovazione, partecipazione: la forza del modello cooperativo resistere grazie al patrimonio e al forte spirito di condivisione degli obiettivi da parte dei soci. Incoraggianti i dati occupazionali soprattutto nei settori consumo e sociale, con la creazione di nuovi posti di lavoro; altre realtà cooperative hanno puntato su innovazione ed espansione sui mercati esteri. In sintesi aggiun- ge il presidente di Legacoop Piacenza - il legame con il territorio, l innovazione e l inter - nazionalizzazione sono le azioni che rendono ancora vincente la cooperazione. Le Cooperative di comunità come soluzione per la sopravvivenza dei servizi nei territori di montagna. Quali opportunità sul territorio? Molinelli: Le Cooperative di Comunità sono esperienze che nascono dalle comunità per difendere la possibilità di vivere nel proprio territorio. Nel recente convegno organizzato a Bobbio - e al quale è intervenuto il presidente nazionale Giuliano Poletti abbia- mo avviato una riflessione con gli attori locali al fine di costituire cooperative di comunità nel nostro Appennino. L obiettivo aggiunge è fornire servizi nuovi alle micro-collettività anche prendendo in appalto dagli enti pubblici l'erogazione di servizi ritenuti anti-econonici ma indispensabili a garantirne la presenza alle fasce più deboli. Le sfide sono tante: il turismo in particolare offre grandi opportunità. Milza: La cooperazione sul territorio dell Appennino - compreso quello piacentino - sta sviluppando una serie di i- niziative che puntano - attraverso la formula delle coope- rative di comunità - a proporre un modello di sviluppo sostenibile basato su strutture cooperative multifunzionali che sappiano al proprio interno gestire il bisogno e trasformarlo in attività economica anche micro ma che permetta la sopravvivenza di territori in termini di servizi e conseguen- Nelle foto, dall alto, Francesco Milza e Maurizio Molinelli temente di residenzialità. Tale sfida aggiunge Milza è senza dubbio difficile ma è tra le poche percorribili assieme ai soggetti istituzionali competenti. Sinergie e interscambio tra le associate sono le strategie di impresa da percorrere? Quali sono gli esiti in questa direzione? Milza: Il progetto Coopera Rete di Confcooperative mira alla cooperazione tra le cooperative ed ha già portato significativi risultati in termini di interscambio e intercollaborazione tra associate di ambiti diversi, sia per quanto riguarda il valore economico sia per il valore di conoscenza che ha generato. Nell'offerta di servizi diventa sempre più necessario sviluppare professionalità diverse che si presentino al mercato come soggetto unico, attraverso strumenti tradizionali come la forma consortile e forme nuove come i contratti di rete. E su questi strumenti e sulla conoscenza reciproca che punta il progetto di Confcooperative. Molinelli: Lo sviluppo di sinergie e di reti d'impresa sono elementi fondamentali in questa fase. La nostra associazione ha attivato da tempo servizi amministrativi e di supporto per l accesso al credito delle associate e ha altresì favorito le aggregazioni, le sinergie tra cooperative anche con fusioni recenti, avvenute sia nel 2012 sia nei primi mesi del Per rimanere oggi sul mercato occorre che le imprese cooperative raggiungano dimensioni importanti: per questo le operazioni di aggregazione sono complesse ma indispensabili. UNIONCOOP Soc.Coop. r. l. COOPERATIVA DI SERVIZI AMMINISTRATIVI In convenzione con UNICAF S.P.A. di Roma forniamo servizi di: contabilità generale/iva predisposizione e deposito bilanci predisposizione e invio telematico di tutte le dichiarazioni fiscali ALTRE SPECIALIZZAZIONI Paghe - Contributi Disbrigo pratiche amministrative/societarie Servizi per gare d appalto UNICAA (Sisa&Confcooperative) Sportello di Piacenza Italia Certificato Nr Rev. 04 SOCIETÀ CERTIFICATA SECONDO LE NORME UNI EN ISO 9001:2008 PER I SERVIZI DI CONTABILITÀ GENERALE/IVA E PAGHE-CONTRIBUTI Via Colombo, 35 (2 piano) PIACENZA Tel Contabilità: Fax Ufficio paghe: Fax Segreteria: Fax

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