Decanato Venezia - Parrocchia SS. Redentore - Disponibile anche online su

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1 Decanato Venezia - Parrocchia SS. Redentore - Disponibile anche online su n 4 - Aprile 2014 progetto43 43ANNO Racconto di Pasquanel campo che è il mondo Le uova di Pasquale di don Natale Quella mattina Pasquale andò al podere sul presto, caricò il carretto coi meloni e girò il cavallo. Avrebbe fatto una sorpresa ai bambini appena svegliati. Di colpo, uno dei tanti squattrinati gli tese la mano. Sapevano che Pasquale dava sempre qualcosa di soldi, anche se lo faceva più per dovere che per pietà, senza mai guardare in faccia l avventore. Non andava a messa a pagare la sedia e così ricuperava la coscienza sdebitandosi alla In Questo numero Il racconto di don Natale Le uova di Pasquale la spalla di Don Alessandro Giovani e servizio Uscire dal Tunnel Un aiuto dai gruppi Al-Anon Diamoci la mano Il nostro Centro di Ascolto Calendario parrocchiale Tutti gli appuntamenti del mese Nella vigna del Signore Attività del Consiglio Pastorale Dalla lettera pastorale del card. Scola Il Campo è il Mondo La Newsletter da una nostra missione L importanza delle radici Dall archivio parrocchiale Chi arriva, chi si sposa, chi ci lascia Cyberbullismo Incontro nella Casa del Pellicano Freschi di stampa Libri appena usciti letti per voi Sintesi di Atlantide Essere e Avere Cineforum I nostri film Il segno dei cristiani Croce e Resurrezione Indirizzi utili bell e meglio. E vero che per una volta era stato in chiesa al funerale di Cristoforo, suo suocero e compagno a lavorare la terra, ma poi l acquasantiera non l aveva più toccata. Quella volta però, trovandosi leggero nelle tasche, disse breve non ho spicciolo e tirò via dritto. Arrivato, trovò la Pina già in cucina, con una qualche agitazione in corpo come se avesse le pulci: M è venuto in sogno mio padre e pensa un po, mi ha detto che ti ha allungato la mano e tu nemmeno un melone gli hai dato!. Le lagne della Pina, specie in prima mattina, gli davano noia, ma questa volta si trovò con il sangue gelato. Non disse né uno né due e si rimise in strada. Ora di sera aveva dato via tutti i meloni. Che sorpresa la mattina dopo quando vide nel podere che ne erano cresciuti altri, come a essere i primi. Ricomin- Segue nella seconda pagina di Comunità aperta Giovani e servizio di don Alessandro Un cartello di sei metri dice tutto è intorno a te ma ti guardi intorno e invece non c è niente. Jovanotti (Fango) Il mercato delle cose vorrebbe farci credere che tutto è rivolto a noi, che siamo proprio al centro del mondo, ma la realtà è che non sono le cose a prendersi cura della nostra vita, bensì le persone. E proprio nella presenza delle persone al nostro fianco che si misura il reale stato di crisi o di prosperità di una società e di un epoca. Segue nella seconda pagina Vincent Van Gogh, Il seminatore. Olio su tela, Van Gogh Museum, Amsterdam.

2 Segue dalla prima pagina ciò la distribuzione, trovando ogni mattina meloni da caricare e ogni giorno altrettanti compari da rifornire. La gente diceva Pasquale è già in pensione, perché non lavorava più, almeno come si intendeva normalmente. Più che altro aveva cambiato lavoro e stava in giro tutto il tempo. Lo strano è che il podere produceva meloni quotidiani nella quantità giusta da stare sul carro e Pasquale, allargando il giro, arrivava a sera vuoto. La gente diceva Dio ha benedetto Pasquale e intanto metteva via i meloni che piovevano ormai fuori stagione. Pasquale aveva anche cambiato sistema: dando il melone ora guardava in faccia le persone, eccome se le guardava, scrutando bene le rughe, se mai avesse incrociato Cristoforo, per pagare finalmente il suo debito. La gente diceva Pasquale ci guarda, ma lo diceva in senso benevolo, perché Pasquale si era fatto morbido: aveva preso ad avvolgere i meloni in larghe foglie e poi anche in carta colorata per poter offrire il melone in regalo e non come se buttasse lì un sacco. Passavano gli anni e Pasquale faceva la spola tra il suo podere e tutto il resto della piana. La gente diceva Il campo di Pasquale è il mondo dal tanto che arrivava a tutti. Non diceva parole, scrutava il volto, dava il melone e andava. Per la gente era sempre bello perché i meloni incartati sembravano piuttosto uova di Pasqua e i bambini si facevano intorno al carretto appena arrivava in una piazza. La gente non diceva più arriva Pasquale ma arriva Pasqua anche se era Natale. E Pasquale aveva imparato a sorridere, contento di rimanere indietro. Ormai era di casa per il quinci e il quindi di tutto il marchigiano e nessuno aveva paura, anzi facevano a gara ad aspettarlo sulla strada perché si dava da fare di continuo per gli altri a renderli lieti e la gente diceva Pasquale non va mai in pensione. Spesso lo vedevano appena fuori da un paese, nel crepuscolo, indugiare sui lineamenti dell ultimo viandante a cui consegnava il melone, nella speranza di riconoscere Cristoforo prima che facesse scuro. La gente non conosceva il suo segreto, ma poteva dire nome e cognome dei beneficiati perché i paesi erano piccoli. Una sera però non sapevano nemmeno loro chi fosse il forestiero che ebbe in mano l ultimo melone sulla collina e trovarono strano che Pasquale fosse particolarmente disteso. Lo videro la mattina addormentato sereno sul carretto che non respirava Segue dalla prima pagina E oggi possiamo riconoscere i segni chiari di una paura profonda: quella che nessuno abbia a cuore il fratello. E così ci si riscopre diffidenti, pronti a dubitare di chi ci passa accanto, facili allo scatto d ira, al nervosismo in automobile e al parlare sgarbato e offensivo: è il segno di un mondo che non si fida perché i suoi abitanti non sentono la presenza attenta e amorevole di qualcuno. Nel progetto educativo di un Oratorio non può quindi mancare una forte attenzione su questo punto: formare dei giovani che non si aspettano che il mondo giri loro intorno attraverso i beni che posseggono ma siano disposti a fare come il nostro maestro: il Signore Gesù, che gira intorno ai discepoli con grembiule e catino, mettendosi al loro servizio. In questa dimensione del servizio c è il riscatto non solo di una vita ma di un intera società. Ma attraverso quali strade questo servizio è possibile? Come lo si più già dalla sera prima. La gente diceva Pasquale è morto contento. E al funerale presero i semi dal carretto e con i meloni che ne nacquero nei loro campi si fecero l un l altro doni avvolgendoli in carte colorate, come avevano visto fare da Pasquale e non sapevano più se erano meloni o uova. E il loro incontro fu più che altro una festa. PS: Questa breve narrazione di fantasia si basa su un nucleo iniziale raccontato come veramente accaduto. Per i discepoli di Gesù il nucleo della Pasqua ha reso vera la storia successiva trasformandoli in apostoli del Risorto. Il Signore Gesù, dopo aver parlato con loro, fu elevato in cielo e sedette alla destra di Dio. Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro e confermava la Parola con i segni che la accompagnavano (Mc 16, 19-20). Don Natale potrebbe incarnare in una proposta praticabile per un giovane che vive a Milano oggi? Non è una domanda scontata. Spesso si invoca la presenza dei giovani senza conoscere realmente ciò che vivono! Più che delle persone vengono considerati come il prezzemolo, alla stregua di spezie che insaporiscono comunque qualsiasi minestra. Invece è importante che l educazione alla carità di un giovane passi attraverso un percorso nel quale si può proiettare immaginando la sua vita. La vocazione non è forse la forma definitiva che assuma una vita che si spende per l altro? Se questo è l insegnamento di Gesù, le proposte concrete per i giovani, anche a partire dall Oratorio, devono mettersi in relazione essenzialmente con l evolversi del loro percorso di discernimento. La comunità dovrà fornire al giovane degli strumenti per tentare percorsi di servizio, ma sempre nella continua esigenza di verifica e di rimessa in gioco del vissuto, alla luce di quello che il Signore sta progressivamente rivelando al giovane. In secondo luogo, i luoghi del servizio non possono essere artificiosi, ma devono relazionarsi con una robusta Uscire dal tunnel con l aiuto di Al-Anon Sono la mamma di un alcolista... so bene che la mia testimonianza non aggiunge nulla al tanto che già è stato detto, ma è la mia sofferenza, come è mia la ricenca di qualcosa che mi porti fuori dal dolore. Per tanto tempo ho camminato in uno stretto tunnel di cui non vedevo via d uscita. Cercavo una fessura, un buco, anche piccolo, che facesse passare un pò di luce, quel tanto chiaro che mi inducesse a pensare alla salvezza... ma niente, niente! Poi un giorno un medico della ASL mi parlò di Al-Anon. Ricordo ancora a distanza di tempo l imbarazzo che dovetti vincere

3 esperienza della realtà. Una comunità dunque ha anzitutto il compito di vagliare, attraverso la preghiera e l esercizio di una commossa attenzione (come Gesù), dove ci sia realmente bisogno di spendersi, e solo allora può chiamare un giovane a mettersi in mezzo con la propria libertà. Quali percorsi apriremo in seno alla nostra parrocchia per aiutare i giovani a trovare il loro cammino, nella ricerca del proprio modo di farsi prossimi? Un giorno Gesù si fermò al pozzo perché aveva sete e incontrò una donna. Dopo poche parole la donna aveva lasciato la brocca a terra e Gesù aveva scordato di mangiare. I suoi discepoli lo invitano a prendere del cibo ma lui non ha più fame guarda avanti, e sogna: guardate i campi che già biondeggiano per la mietitura. Bisogna sognare forte per immaginare percorsi che non vengano da noi ma dallo Spirito, e speriamo di averne il coraggio per accompagnare i giovani di oggi a essere gli uomini liberi e forti di domani. Don Alessandro per andare alla prima riunione. Dovevo trovare il coraggio, l umiltà di ammettere la mia resa, il mio bisogno di aiuto. Dovevo fare il primo passo. Ce l ho fatta. Oggi sono ancora nel tunnel, ma non sono più da sola. Quando lo sconforto mi prende e mi butta giù, ci sono tante braccia a sostenermi. Ci sono sorrisi, voci che mi incoraggiano. C è la speranza... c è Al-Anon. I Gruppi Al-Anon sono un associazione di familiari ed amici di alcolisti, che si riuniscono per condividere esperienza, forza e speranza allo scopo di risolvere i problemi comuni. A Milano in via Palestrina, 5, è aperto da 30 anni un gruppo. Ci riuniamo tutti i sabati dalle alle Diamoci la mano Il nostro Centro di Ascolto è per tutti... E io, quando sarò innalzato da terra, attirerò tutti a me (dal Vangelo secondo Giovanni). a proprio tutti! Generosi e malvagi, ricchi e poveri, bianchi, neri e M gialli, uomini e donne, umili e potenti. E proprio a tutti, a tutte le esigenze e bisogni è aperto il nostro Centro di Ascolto. Lo stile del Centro è quello dell ascolto attivo volto a prendersi in carico le storie di sofferenza morale e materiale per definire progetti di liberazione dallo stato di bisogno. Il primo obiettivo delle nostre volontarie è quello di restituire dignità e speranza a chi magari pensava di averle perdute. Si adoperano per accogliere le persone che si rivolgono al Centro per orientarle verso la comprensione delle proprie reali esigenze, ricercare le soluzioni più indicate e indirizzarle verso i servizi più adeguati presenti in Parrocchia e sul territorio. A volte è necessaria una prima risposta per i bisogni più urgenti e anche questa risposta può essere fornita attraverso il coinvolgimento della comunità parrocchiale. L anno appena trascorso è stato un anno che ha messo in evidenza il peggioramento della situazione socio-economica sia dei residenti nel territorio parrocchiale sia di chi trovandosi nelle vicinanze della nostra chiesa, si accorge dell esistenza del Centro di Ascolto e spera di trovarvi una risposta concreta a situazioni spes- so al limite della più completa indigenza. Nel 2013 sono avvenuti oltre 250 incon- tri,per il 42% con persone di nazionalità italiana e per il 58% con stranieri. Quasi il 19% è senza fissa dimora o alla ricerca di una abitazione. Il 49% evidenzia un reddito inesistente o insufficiente rispet- to alle normali esigenze. Oltre il 50% è alla ricerca di un lavoro. Per circa il 60% dei casi sono state av- viate attività progettuali che nel 22% dei casi, relativi a residenti sul territorio parrocchiale, hanno dato adito anche ad interventi di sussidio da parte di gruppi e servizi presenti in Parrocchia e sul terri- torio comunale. Anche i bisogni, purtroppo, non hanno nazionalità: sono presenti nella stessa proporzione tra i cittadini italiani e quelli stranieri! Il Centro di Ascolto CALENDARIO PARROCCHIALE Aprile Sabato 5 e domenica 6 Mercatino della San Vincenzo Domenica 6 V domenica di Quaresima di Lazzaro Venerdì 11 alle 16 e alle 18, 30 Celebrazione comunitaria della Penitenza Sabato 12 alle in Duomo, Veglia diocesana dei giovani Domenica 13 Domenica delle Palme nella Passione del Signore alle 9.30 Processione delle Palme Giovedì 17 Inizio del triduo Pasquale alle S. Messa per i ragazzi alle celebrazione della Cena del Signore Venerdì 18 Nella Passione del Signore Digiuno e magro alle Celebrazione della Passione e morte del Signore alle via crucis di Decanato Sabato 19 Sabato santo- alle Veglia pasquale Domenica 20 PASQUA NELLA RESURREZIONE DEL SIGNORE Lunedì 21 lunedì dell Angelo (non di precetto) S. Messe alle Domenica 27 II domenica di Pasqua Maggio Giovedì 1 Festa dei lavoratori - alle inizia la recita del S. Rosario in oratorio Venerdì 2 1 venerdì del mese Domenica 4 domenica di Pasqua

4 Nella vigna del Signore Attività del Consiglio Pastorale Sessione del 5/3/2014 L Ordine del Giorno si proponeva un unico scopo e cioè quello della formazione di due Gruppi di lavoro con alcuni Consiglieri per approfondire le due tematiche guida scelte per il nostro Anno Pastorale, e cioè Liturgia e Territorio. Per la prima l Assemblea ha discusso in dettaglio quanto emerso nel precedente CPP alla luce delle indicazioni fornite dal Parroco Don Natale per migliorare quanto si fa nella nostra Chiesa per gli ambienti, per il modo di pregare, la partecipazione al canto, la cura e la preparazione delle S. Messe, la formazione e lo stile degli operatori impegnati nel servizio liturgico. Si è evidenziata l importanza del nuovo libro dei canti, comune per tutt e tre le corali della nostra Chiesa, che contiene anche testi per le celebrazioni eucaristiche, preghiere e salmi. Un sussidio importante da usare sia per la nostra partecipazione collettiva sia per la nostra meditazione personale nella casa del Signore. In genere si ritiene che le nostre Messe siano ben preparate, anche se qualcosa di meglio si può fare per una maggiore partecipazione dell Assemblea ai canti e per una miglior intelligibilità del messaggio proclamato nelle letture. Anche la diversità delle varie Messe è ritenuta un valore aggiunto, in quanto sono preparate su misura per i fedeli che le frequentano, giovani, maturi o anziani rispettivamente, in modo da coinvolgerli appieno nella celebrazione. Si chiede da alcuni la possibilità di qualche spazio di silenzio in più per poter meditare personalmente sul grande mistero che si ricorda nella S. Messa. Suggerimenti sono stati dati anche sulla direzione delle tre corali, sulla figura di un referente per ogni Messa per coordinare i vari operatori liturgici alternandoli opportunamente e reclutandone di nuovi, sulla formazione e sull informazione per tutti. Ne dovrà tener conto il Gruppo Liturgico che si è costituito con la guida di Don Natale e Don Luigi e formato da tre Consiglieri e da un giovane-adulto ancora da identificare e cooptare. Al Capitolo dei Sacerdoti è affidato il compito di rivedere gli orari delle Messe domenicali, onde dare un po di tempo ai fedeli per prepararsi ed eventualmente per ascoltare le prove dei canti ed impararne bene il motivo. Per il tema Chiesa e Territorio si è fatta presente la necessità di integrare il Gruppo già esistente guidato da Don Piero e formato ora soltanto da due Consiglieri, una giovane e un adulto, dopo le defezioni conseguenti allo scioglimento della Comunità Pastorale con S. Gregorio Magno. La missione dei laici è indispensabile per la diffusione del messaggio cristiano sul territorio, nelle famiglie che ci vivono e che non frequentano la Parrocchia se non occasionalmente, nelle case dove spesso non si conoscono neppure i vicini, coi quali si scambiano solo frettolosi e freddi saluti. L idea da sviluppare è quella che in ogni casa vi sia più che un solo referente (e oggi non c è neppure in tutte) un gruppo di famiglie, che facciano da ponte tra gli abitanti del territorio e la Parrocchia, per coglierne le esigenze, segnalandole ai sacerdoti o ai Gruppi parrocchiali, per fornire loro assistenza con carità fraterna nei momenti di difficoltà o di dolore, per partecipare alle loro gioie. Entrambi i Gruppi si riuniranno durante la Quaresima per esaminare quanto sopra in modo da poterne poi riferire al CPP nella prossima sessione del 7 Maggio. Roberto Bosisio Dalla lettera pastorale del cardinale Scola Guardiamo a Maria Vergine, a san Giu- Il Campo è il Mondo seppe e a tutti i santi per capire chi siano i testimoni. L Evangelo incarnato nella loro Il seguito e nei prossimi numeri di Progetto, una sintesi della lettera pastorale del cardinale Scola. Chi desidera leggerla per intero la può trovare al banco della Buona stampa, situato all interno della nostra chiesa. Cap. 4 Gesù Cristo Evangelo dell umano. Paragrafi f), g). f) Testimoni del Risorto Esporre se stessi, rischiare la propria libertà, questo, che si chiama testimonianza, ci è chiesto da Gesù. Una testimonianza che si riduca alla sola, pur importante, coerenza con alcuni principi di comportamento, non risulta convincente. Il necessario buon esempio non basta a renderci testimoni autentici. Si è testimoni quando attraverso le nostre azioni, parole e modo di essere, un Altro appare e si comunica. Si può dire che la testimonianza è il mezzo con cui la verità dell amore di Dio raggiunge l uomo nella storia, invitandolo ad accogliere liberamente questa novità radicale (Benedetto XVI). Il testimone rinvia a Cristo, sommamente amato, non a sé. In quanto testimone il cristiano non può chiamarsi fuori dalla vita, né prendere le distanze dai suoi fratelli; la testimonianza stabilisce legami e crea luoghi di convivenza, dove sia possibile sperimentare una umanità rinnovata, un modo più vero di sentire la vita, di essere amati e di amare. vita manifesta in pienezza quanto sia desiderabile seguire Cristo e proporlo in ogni ambito dell umana esistenza. g) Un apertura a 360 Il testimone, quando è autentico, fa sempre spazio all interlocutore e a tutte le sue domande. Non è certo un ripetitore di teorie o di dottrine cristallizzate, ma vive delle stesse domande del suo interlocutore perché è immerso in quel medesimo campo che è il mondo. Non esistono infatti domande dei nostri contemporanei che non siano nostre. In questa prospettiva, aprendoci al confronto leale con tutti e in tutti gli ambienti dell esistenza, faremo maturare il buon seme seminato nel campo. Se la fede si rafforza donandola, la testimonianza consente di gustare ancora di più la bellezza della vita cristiana.

5 Dalle nostre missioni L importanta delle radici, volto di Dio Valentina e Marco, la coppia di nostri parrocchiani che hanno scelto di lavorare per tre anni come laici fidei donum ad Açailandia, in Brasile, ci inviano loro notizie. Nella religione Tambor de Mina le tradizioni afro e indio convivono con il cattolicesimo. A Santa Rosa dos Pretos, nello stato del Maranhào vive una comunità fondata dagli schiavi africani fuggiti dai loro padroni e lottano ancora oggi per il diritto alla terra e per mantenere vive le tradizioni dei paesi di origine. Con loro abbiamo partecipato alla festa di Santa Barbara in cui si evocano, attraverso alcune donne chiamate figlie di santo, alcune entità e figure mitiche che fanno parte della vita delle persone del posto. La guida spirituale è chiamata madre di Santo e vive in una sorta di spazio sacro. Al nostro arrivo siamo stati accompagnati lungo un percorso che parte dalla casa della madre di Santo e termina con una fonte sacra. La festa è durata tutta la notte, con danze senza sosta di venti donne in abiti tradizionali al suono di tamburi e strumenti tradizionali suonati solo da uomini. Cosa significhi tutto ciò per queste persone è difficile capire. Per noi è stata un occasione per intuire l importanza delle proprie radici, per scoprire il volto di un Dio palpabile nei canti e nel rullo dei tamburi che riempivano l aria. E per intuire che di modi per vivere il rapporto con gli altri e quello con Dio ce ne sono davvero un infinità e che chi ci salva è un Dio che può assumere aspetti diversi a seconda delle tradizioni, del tempo e del luogo in cui si incarna. E che va al di là degli schemi che il nostro orizzonte occidentale ci impone. Nascono tre nuovi gruppi di giovani Con il nuovo anno nella parrocchia dove lavoriamo sono nati tre nuovi gruppi di giovani, due in una zona agricola e un altro nel quartiere di Piquià de Baixo. In tutti e tre i casi si tratta di una bella sfida. Nelle zone agricole i giovani sono spesso costretti ad organizzarsi in tutto e per tutto, anche perché si tratta di comunità lontane dalla città dove nessuno ha il computer, dove non prende il cellulare e dove non si può restare se si vuol continuare a studiare. Tuttavia una ventina di giovani sono riusciti a mettere in piedi un gruppo dove possono divertirsi, riflettere, pregare e soprattutto iniziare a confrontarsi e crescere insieme. Anche a Piquià il caso è complesso. La comunità infatti cambia continuamente perché tutti quelli che ne hanno la possibilità scappano a causa dell inquinamento della fabbriche siderurgiche. Chi rimane tenta di sopravvivere e in attesa che un giorno non lontano possa andarsene anche lui. In questa difficile situazione i giovani continuano a sperare inventandosi nuove strade per cercare di sbrogliare insieme una realtà così complicata. E la casa in cui viviamo è invasa dai bambini Lo scorso novembre abbiamo cambiato casa. Si è trattato di un trasloco facile perché siamo andati in un posto vicinissimo. Eppure il cambiamento si è sentito. Eccome. Prima di tutto perché la casa è molto più piccola e poi perché i bambini della zona hanno eletto lo spazio davanti a casa - e la stessa casa - a loro posto preferito per giocare. Così le porte e le pareti sono cadute e ci ritroviamo con ragazzini e ragazzine, i loro genitori e i giovani che stiamo accompagnando che entrano e escono continuamente. Anche se talvolta non è facile, la cosa ci piace perché ci dà la possibilità di avvicinarci di un altro passettino alle persone del posto. Dalla Newsletter di Marzo di Marco e Valentina. Se desideri riceverla, manda un a uno di questi indirizzi: o I nostri contatti Skype sono: marcoratti o valentina.caperdoni. DALL ARCHIVIO PARROCCHIALE Sono rinati battezzati in Cristo Giorgia Bergamino Vittoria Gandini Miranda Manzetti Matteo Morandotti Ci hanno preceduto nella casa del Padre: Maria Ada Costacurta di anni 88 Rosa Lissoni 97 Rosella Ceci 67 Carla Teresa Lischetti 83 Marco Ebbene 27 Livia Merini 65 Luca Gabriele Righini 73

6 Come prevenire bullismo e comportamenti violenti Superare la difficoltà del relazionarsi Domenica 16 Marzo presso il salone nuovo dell oratorio nella nostra Parrocchia, il gruppo di genitori della Casa del Pellicano ha presentato il 5 incontro sul tema Cyber-bullismo; relatrici, la psicologa psicoterapeuta e coach familiare dott.ssa Laura Rolla e la docente di religione Giovanna D ecclesiis. L alta affluenza di pubblico presente in sala dimostra quanto le tematiche affrontate in questo appuntamento siano di grande interesse e attualità. La dott.ssa Rolla ha esposto dal punto di vista psicoanalitico le peculiarità del fenomeno bullismo in senso generale e quindi ha parlato dei comportamenti vessatori reiterati nel tempo, dell intenzionalità e dell asimmetria di potere tra il bullo e la vittima. Ha inoltre sottolineato che i comportamenti violenti, per chiamarsi bullismo, devono avvenire tra coetanei e il ruolo fondamentale del gruppo come identità allargata che il ragazzo/a bullo cerca di portare dalla sua parte per sentirsi forte e sostenuto nelle sue azioni. Il bullo infatti sceglie di essere leader negativo usando l aggressività per mettersi in mostra, per trasgredire le regole, perché attaccando una minoranza è come se dicesse a tutti io faccio parte di una maggioranza e quindi sono più forte. Ha illustrato poi il profilo psicologico facendo notare che i comportamenti violenti e prevaricatori vengono messi in atto da ragazzi/e psicologicamente deboli, con scarsa stima di sé e delle proprie capacità, che hanno bisogno di umiliare l altro per affermarsi, con la presenza di problemi di relazione e difficoltà di gestione delle proprie frustrazioni. Ha ribadito inoltre che il gruppo, se in alcuni casi fa da supporto al bullo, fortunatamente in molti altri, può svolgere un azione positiva e di aiuto nei confronti della vittima, oltre a stimolare il ragazzo/a bullo a prendere maggior consapevolezza dei propri comportamenti ed aiutarlo a sviluppare maggior empatia. Si è parlato infatti di questo aspetto come uno dei più importanti per aiutare i bambini, futuri ragazzi e giovani adulti ad identificarsi con l altro, nella sofferenza dell altro, a percepire le emozioni e i sentimenti del coetaneo, a far crescere in loro un autonomia emotiva e di pensiero cosciente e ragionata. A tal proposito la professoressa D ecclesiis ha presentato un video, tratto da un esperienza realmente vissuta, dove una ragazza bulla, leader negativo capo di un gruppetto che tiranneggia e offende ripetutamente altre compagne, rivolgendosi ad un insegnante con una lettera riesce poi a modificare il proprio comportamento riflettendo su se stessa e iniziando a provare empatia per gli altri. Inoltre si è parlato del più recente cyber bullismo, legato alle nuove tecnologie (sms, mail social network, video, immagini) come nuova forma del bullismo di portata vastissima e delle tipologie di questo fenomeno, della sua specificità e del disimpegno morale che questa modalità può favorire. Infine si è voluto dare un messaggio positivo riguardo la rete e gli strumenti tecnologici, fornendo alcuni consigli ai genitori per stare vicini e sostenere i propri figli : questi sono appunto solo strumenti e sta alla maturità, alla coscienza e all intelligenza di ciascuno saperli usare in modo positivo e costruttivo. Dato l argomento molto corposo e il tempo tiranno, purtroppo non è stato possibile lasciare spazio alle domande che possono, per chi fosse interessato, essere dirette all indirizzo mail: Laura Rolla Freschi di stampa Giuseppe Militello LA CHIESA CHE VORREI Paoline edizioni pp. 152, 14,00 Il desiderio di riprendere la sfida della «nuova evangelizzazione» attraverso alcune riflessioni alla scoperta di quello che la Chiesa è: una Chiesa fraterna, gioiosa, missionaria, attenta alle esigenze di tutti. I libri consigliati in questa rubrica sono disponibili al Banco della Buona Stampa situato in chiesa. Alex Zanotelli SOLDI E VANGELO Editrice Missionaria Italiana pp. 64, 5,00 Lettura attualizzata e sferzante del capitolo 16 di Luca, la pagina più «economica» dei Vangeli. Alla luce dell odierna situazione di crisi, l autore fa risuonare la voce di Gesù. Anselm Grun MOMENTI DI FELICITÀ QUOTIDIANA Queriniana edizioni pp ,00 La felicità non è inarrivabile: è lì, a disposizione, al centro della nostra vita. Passa attraverso cose semplicissime: un azione piacevole, un sonno salutare, un bagno rigenerante, un amicizia, una preghiera. Rosetta Calì PALLA AL CENTRO! Paoline edizioni, pp. 232, 14,00. Lo sport visto come un collettore di valori che nobilitano la vita come la solidarietà; luogo di socializzazione e di competitività, ma sempre nel rispetto dell altro.

7 Scegliere Sintesi da Atlantide tra Essere ed Avere Un estratto dal giornale di opinione che viene esposto all interno della nostra chiesa e sul sito web della parrocchia; temi che affrontano e discutono l attualità che ci circonda, perchè talvolta soffermarsi e approfondire il pensiero aiuta la fede e la nostra coscienza. L impulso dell uomo a produrre e consumare è un fatto atavico, che ha caratterizzato molte civiltà: il concetto di possedere e di scambiare è richiamato dalle immagini degli scambi di doni tra popoli diversi o ai regali che hanno tradizioni antiche. È tuttavia mutato il rapporto sociale con il consumo. In passato esistevano meccanismi sociali per educare e orientare l impulso al consumo, mentre nella società contemporanea la spinta sembra differente, con l individuo indotto a produrre e consumare senza possibilità di resistenza, e a vivere in una dimensione euforica e ottusa, con la falsa libertà di poter scegliere tra prodotti diversi. Ciò appare in particolare vero per alcuni beni cosiddetti posizionali, che non sono acquistati per il loro uso tipico, ma per gareggiare e confrontarci con altri e posizionarci nelle gerarchie sociali. Come evidenzia l economista Luigino Bruni in un recente editoriale su Avvenire, molti studi ci mostrano ormai da oltre un decennio che il denaro e le energie spese per consumi posizionali procurano un aumento di piacere che dura finché dura la novità, cioè pochi giorni (telefonini) o pochi mesi (auto e case). Eppure persino Epicuro, filosofo che nel pensiero comune viene associato alla vita comoda e dedita ai piaceri, avvertiva nella Lettera sulla Felicità di guardarsi dai falsi condizionamenti: quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, [ ] ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l animo causa di immensa sofferenza. In tempi più recenti, la psicanalisi ha identificato due modalità fondamentali dell esperienza, definite l Avere e l Essere: ma solo la seconda ha come presupposto la libertà e l autonomia, che finalizza gli sforzi alla crescita e all arricchimento della propria interiorità. Alcuni odierni condizionamenti sociali spingono però nella categoria dell Avere. Poniamo che un tale si rivolga a uno psicoanalista scrive Erich Fromm ed esordisca con la frase: «Dottore, io ho un problema; ho l insonnia. Benché abbia una bella casa, bravi figli, un matrimonio felice, ho molte preoccupazioni». Qualche decennio fa, anziché dire «ho un problema», con ogni probabilità avrebbe detto: «Sono agitato»; anziché «ho l insonnia» avrebbe detto «non posso dormire» e in- René Magritte, L amico dell ordine. Olio su tela, Belgio, vece di «ho un matrimonio felice», avrebbe usato l espressione «sono felicemente sposato». Riflessioni di questo genere sono presenti anche in economia: il Paradosso della Felicità enunciato nel 1974 da Easterlin evidenziò che nel corso della vita la felicità delle persone non dipende dalle variazioni di reddito e di ricchezza. Col crescere del benessere economico la felicità umana aumenta fino ad un certo punto, poi diminuisce. E necessario il recupero di ciò che ci è stato tramandato per interpretare il mondo alla luce di ciò che veramente conta. Se ci lasciamo sedurre e intorpidire dall esperienza dell avere, e dai condizionamenti dei beni posizionali, rinunceremo a una fede consapevole e autentica, che rischia di farci smarrire la strada della salvezza, oltre che quella della felicità. La Redazione di Atlantide Cineforum I film selezionati e proiettati questo mese nelle sale della nostre parrocchie. Cinema PALESTRINA Via Palestrina, 7 Milano - proiezione pomeridiana h proiezione serale con presentazione e dibattito h a cura di G. Zappoli (My Movies) e A. Autieri (Box Office). 3 aprile QUANDO MENO TE LO ASPETTI di Agnès Jaoui - Francia Comm. 10 aprile LES MISERABLES di Tom Hooper - GB Sala GREGORIANUM Via Settala, 27 Milano - proiezione domenicale h proiezione del martedì con presentazione e dibatitto h info: 8 aprile MOLIERE IN BICICLETTA di Philippe Le Guay con F. Luchini, L.Wilson, M. Sansa. Francia Comm. 15 aprile STILL LIFE di Uberto Pasolini con E. Marsan, J. Froggatt, K. Drury, A. Buchan, N. D Souza. Italia, Regno Unito, Comm. 29 aprile PHILOMENA di Stephen Frears con J. Dench, S. Coogan, S. Kennedy Clark. USA, Regno Unito, Francia Dramm. 6 maggio IL CAPITALE UMANO di Paolo Virzì con V. Bruni Tedeschi, F. Bentivoglio, V. Golino. Italia, Comm.

8 anche un altra dimensione del dolore del Crocifisso: Gesù si rivolge a Dio con il nome di Padre. Il perché diventa il grido fiducioso nelle tue mani ed allora l esperienza dell abbandono da parte del Padre diventa abbandono di sé fra le braccia di Lui. Gesù abbandonato vive il suo dolore in profonda comunione con tutti i crocifissi della terra, ma nello stesso tempo si offre fiducioso al Padre per amore del mondo e così il perché della sofferenza umana prende senso alla luce della sofferenza di Cristo. Non è da solo che Cristo salva il mondo, ma con l adesione di ognuno di noi alla sofferenza e alla croce. Dice San Paolo: Io compio nella mia carne i sacrifici che mancano alla passione di Cristo. Il Segno del cristiano è il crocifisso Croce e Resurrezione La crocifissione e la morte di Gesù storicamente sono un atto di violenza da condannare, ma per chi ha fede sono il più grande atto d amore, perché nessuno ha un amore più grande di chi dà la vita per i propri amici (Gv 15,13) Nei vangeli Orari S. Messe Feriali: (escluso settembre) Prefestivi: Festivi: Segreteria Parrocchiale da lunedì a sabato solo il mercoledì Tel Fax Sagrestia Centro Ascolto Caritas Martedì e Giovedì: Tel Casa Accoglienza Associazione GRATIS di Marco e Matteo Gesù crocifisso si rivolge a Dio con il grido: perché mi hai abbandonato?. Questa domanda è carica del tormento che attraversa la sofferenza; è il tormento di non comprenderne il senso. Ma le parole riportate da Luca lasciano trasparire PARROCCHIA SS. REDENTORE - Numeri e Indirizzi Utili ORATORIO da lunedì a sabato e domenica Tel SCUOLA MATERNA Direzione Tel Fax Suore Comunità SACERDOTI Don Natale Castelli (Parroco) Don Gigi Colombo (Vicario) Don Alessandro Noseda (Vicario) Don Piero Denna (Residente) Don Luigi Parisi (Residente) Così da quel venerdì santo noi sappiamo che la storia delle sofferenze umane è anche storia del Dio con noi. Egli è presente a patire con l uomo e a trasmettergli il valore immenso della sofferenza offerta per amore. Dio ha fatto Sua la morte, perché il mondo facesse sua la vita, quella vera, la vita eterna grazie alla Sua Risurrezione. Anche oggi ho ricevuto la Santa Comunione e mi è sembrato di essere uno dei discepoli di Emmaus, perché dopo quella Santa Pasqua ogni Santa Comunione è un miracolo, un incontro prodigioso con nostro Signore. Questa è la Pasqua del Signore che dà senso alla sofferenza dell umanità perché l ha assunta e redenta e dà senso alla vita degli uomini e questo senso è l Amore. Emma Della Valle Mella progetto di Comunità Aperta Parrocchia SS. Redentore via L. Palestrina 5 - Milano Direttore responsabile Margherita Faustinelli Per contatti: Registrato presso il Tribunale di Milano n 426 del Stampa Pixart.it

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