Al papà Giorgio. Valentina Pes

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Al papà Giorgio. Valentina Pes"

Transcript

1 Al papà Giorgio Valentina Pes 1

2 1^ edizione - anno 2009 Copyright 2009 Italia Press Edizioni srl Via Larga, Milano tel Cell fax sito: Per il Sud America: Italia Press edizioni srl Rua Duque Costa, 365 AP.23 blocco Saô Paulo-SP Brasil tel: Gabriella e Claudio Caruso Fava Chagas Impaginazione Sascia L. Katlewicz Stampa The Pool srl Milano - via Col di Lana, 12 tel fax Tutti i diritti riservati - Printed in Italy 2

3 Ottobre 1969; Scuola elementare Rinnovata Pizzigoni di Milano. Di fianco alla porta d ingresso è inciso il motto del metodo Pizzigoni : TEMPIO: LA NATURA; SCOPO: IL VERO; METODO: L ESPERIENZA. Solo molti anni dopo il mio primo giorno di scuola ho compreso davvero il significato di queste parole. Cari remigini Questa frase del direttore Manzi è il primissimo ricordo che ho delle elementari; nel cortile pieno di sole, già divisi per classi, sotto i platani, con un impegnativo grembiulino turchese e altri 31 seienni appartenenti alla 1 A, capitanati dalla vecchissima signorina Antonia Aiolfi, allora quarantaquattrenne, alta come un granatiere, con un rossetto rosso sangue e un filo di perle. Per me, insieme alla mia mamma, era già la più bella donna del mondo. 3

4 Il periodo passato con lei, presente dalle 9 alle 16,30, dal lunedì al venerdì per 5 anni, è stato assolutamente determinante per il resto della vita, e meraviglioso. A parte la scuola fantastica (agraria, animali, letteratura straniera, nuoto, disegno, laboratorio di fisica, tempo pieno quando la signora Gelmini non era neanche nata), c era una sorta di incubo: la REFEZIONE. L odore nauseabondo che fluttuava nei corridoi del pianterreno era in grado di far indietreggiare qualunque soldato non disposto ad una missione suicida. Ma lei, inflessibile: che fosse minestrone non meglio identificato, brasato non si sa di quale bestia, o il famigerato pollo in gelatina, non c erano santi: se si poteva masticare e inghiottire era commestibile, e andava mangiato. TUTTO. Avendo noi il tempo pieno, i bambini fortunati, di bocca buona, che finivano di mangiare in tempi ragionevoli, avevano diritto ad un ora di ricreazione in giardino. I poveri cristi come la sottoscritta, che a casa aveva la sfiga di essere straviziata e la cui nonna, pur di farle mangiare la frutta, sbucciava e toglieva i semi dei chicchi d uva, se la passavano peggio. All improvviso si bloccava l epiglottide e non c era verso che potesse scendere neanche una briciola. Il risultato era un enorme stanzone, con decine di tavoloni da trenta persone, vuoti, e tre o quattro solitari bambini che, sotto lo sguardo feroce dei maestri, cercavano di nascosto di infilare carne o gnocchi in tutte le tasche a disposizione per poter uscire a giocare almeno un quarto d ora. A casa, poi, si trattava di scrostare grembiulini e vestiti, con una madre stupita, che non capiva. Ma non puoi dire alla maestra che non ti piace? Beata innocenza; evidentemente, quando andava a scuola lei, nel 1941, c erano altri problemi (che ne so, i bombardamenti, la gente impiccata per la strada, il pane fatto con la segatura ) L Aiolfi non era solo un granatiere, un capitano e un aguzzino; ma anche una gran ficcanaso e una vice mamma meravigliosa. Il primo giorno della seconda elementare me lo ricordo come fosse adesso: tutti coi nostri grembiulini o le nostre casacche turchesi, a turno dovevamo andare di fianco alla cattedra e raccontare al resto della classe le nostre vacanze, o quello che delle vacanze ci aveva colpito di più. Ogni interrogatorio durava circa 10 minuti, in classe eravamo in 32, e per amore di disciplina e di comodità si andava in ordine alfabetico. Era un attività lunga, impegnativa e piuttosto noiosa. Il momento più angosciante è stato 4

5 l interrogatorio del penultimo bambino: Allora, Roberto, cosa hai fatto tu quest estate, raccontaci. Eh, sono stato con la mia mamma, che non stava tanto bene Ah sì, e poi? Eh, poi è morta Non c è limite all imbarazzo, e tutto sommato va anche bene sapere di doversi fermare ad un certo punto; credo che per un bel pezzo la signorina non abbia osato interrogare Roberto nemmeno sulla tabellina del 3. Abitando lontano da scuola, avevo bisogno che qualcuno mi accompagnasse tutte le mattine. Mia madre era abitualmente in stato semicomatoso fino circa alle 10, infatti i suoi pazienti non arrivavano mai prima delle 11, così l autista era mio padre, e ci divertivamo un sacco lungo il tragitto: cantavamo e ci raccontavamo storie surreali. Questo, quando la FIAT 850 color nebbia, partiva; diciamo che il 60% delle volte partiva con grande, grandissimo ritardo, quindi la mia entrata in classe avveniva spesso dopo tempo massimo, cioè dopo le I bambini potevano cominciare a entrare in classe alle 8,45, e visto che io spesso arrivavo verso le 9.30, mi sono persa un abbondante fetta di vita scolastica. Ho attraversato gli anni delle elementari in una specie di limbo: ero considerata un po tonta, molto, molto distratta e con qualche rotella fuori posto, ma tanto buona e gentile, come diceva sempre la signorina alla mia mamma, cercando di consolarla per i miei 4 in matematica. Da sempre adoravo gli animali, e questo deve aver determinato nei miei genitori la scelta della scuola. (A 15 anni abbiamo poi capito la ragione del mio intontimento: ho avuto la mia prima crisi epilettica, dopo che, da 12 anni, in seguito a una febbre cerebrale, i miei neuroni subivano un assenza di un secondo ogni sei. Vale a dire 10 secondi ogni minuto, cioè 10 minuti ogni ora. Un autentica stordita). Inoltre ero considerata assolutamente negata per qualunque attività manuale, dal disegno al ricamo, oltre che nelle materie come il canto e la danza. Per quel che riguardava il ricamo o la danza non c erano dubbi: avrei preferito mille volte, nell ora di lavoro, fare mosaico o legatoria, come i miei compagni maschi, e, piuttosto del balletto, era di sicuro più divertente giocare a pallone o a pallavolo. 5

6 Ma cantare, e soprattutto disegnare, mi è sempre piaciuto; anche se l opinione della signorina Aiolfi era fortemente contraria: Questa bambina non sa neanche tenerla in mano, una matita! Figurarsi disegnare!. A nulla valevano le ragioni dell insegnante di disegno: Ma guarda com è creativa! E un po originale, ma non guasta Certo, a te vanno bene le cose strane; sei una comunista! A sette anni non si può inventare, bisogna disegnare le case e le persone come Dio comanda, non devono volare per aria! E con i capelli verdi, poi! Nazim Hikmet, Shakespeare, Leopardi, Carducci, Neruda avevano un significato entusiasmante e umano, con lei studiavamo sicuramente più volentieri la letteratura che la matematica, almeno per ciò che mi riguarda. Quindi il passaggio alla scuola media, è stato totalmente traumatico; lasciando perdere il fatto che fosse una classe tutta femminile, già di per sé cosa piuttosto angosciante, le attività generali si possono considerare NON PERVENUTE. Come profitto ero una bestia, non combinavo niente e gli argomenti che mi interessavano esulavano dal programma ministeriale. Speravo sempre che ad un certo punto sarebbero comparsi personaggi tipo Hemingway, Joyce, Dostoevskij. Quando mi sentivo rispondere, quando sarai al liceo, ci rimanevo malissimo e non capivo tutto quest interesse per D Annunzio, pochi altri, rigorosamente italiani; oltre all inspiegabile interesse della professoressa per queste perenni domeniche o vacanze al mare di ognuna di noi, di cui era costretta a leggere nei nostri banalissimi temi. Le insegnanti non brillavano per fantasia, entusiasmo e voglia di fare, e il mio eroe del momento era Don Lorenzo Milani, con la sua grinta e il suo coraggio. In realtà sono sempre stata affascinata dalle immagini; le prime che ho cercato di copiare sono state i fotogrammi di Bambi e di Biancaneve, e non posso dire con quale risultato. Avevo circa 5 anni ed ero convinta di aver prodotto delle autentiche opere d arte: passavo interi pomeriggi e serate a copiare coniglietti, cerbiatti e puzzole e la cosa che mi preoccupava di più era come rendere il senso di morbidezza della coda di Tippete. 6

7 Normalmente si pensa che la vita di un bambino, in un paese più o meno pacifico, scorra piacevolmente tra amichetti giocosi, qualche compito e atmosfere fiabesche tipo Mulino Bianco. Per quel che ricordo, non ho mai avuto emozioni così profonde, nel bene e nel male, come nei miei primi anni. Avevo, inoltre, una davvero precoce consapevolezza del tempo che passa, anche se i sentimenti troppo intensi venivano stemperati dall amore e dalla levità delle persone che mi circondavano, soprattutto il papà Giorgio e la nonna Bice, la mamma di mia mamma. Solo l ironia, la leggerezza e l amore del mio papà mi hanno impedito di andare fuori di testa dall ansia e dalla paura di perdere la mamma Fulvia, gravemente malata di cuore da quando aveva ventitre anni. Ogni volta che la vedevo a letto con l influenza, invece che nel suo studio di strizzacervelli, pensavo che sarebbe morta durante la notte; il rischio era reale, perché anche adesso ha una capacità polmonare di circa il 15%, unita ad un funzionamento cardiaco del 20% e, attualmente, ad una memoria che non raggiunge il 2%, avendo ormai l Alzheimer da quattro anni. Mio papà era giudice alla Corte dei Conti, fino a 57 anni, quando decise che era meglio fare l avvocato, ma per tre settimane al mese lavorava a Milano invece che a Roma e spesso si fermava a scrivere a casa. Normalmente si svegliava alle sei, faceva colazione con uova, fagioli e gli avanzi della cena del giorno prima. Poi, per mezz ora, flessioni e vogatore: forse sperava di bruciare tutte le calorie appena inghiottite. Di solito, prima di uscire di casa, ci lasciava un disegno: una vignetta in cui raccontava cosa avrebbe fatto durante la giornata. Erano meravigliose, lo rappresentavano in pieno, ma, soprattutto, rappresentavano perfettamente la 7

8 cosa più impressionante, e che stupiva persino me: la sua dedizione a mia madre. L aveva conosciuta nel 54, lui aveva 31 anni e lei 22. Le aveva chiesto di sposarlo mentre le batteva a macchina la tesi di storia medioevale. Mia madre, molto prosaica e indaffarata, era contenta, ma aveva troppo da fare. Lavorare, fare le sue cose, viaggiare per conto suo; come prima cosa, dopo la laurea in lettere, (si è laureata in psicologia 15 anni più tardi) si era trasferita a Napoli a fare l operaia e poi a Milano dove lavorava come copywriter per la Thompson. 8

9 Mio papà lavorava a Roma. Dopo 6 anni e centinaia di lettere di mio padre, lei finalmente ha accettato di sposarlo, e dopo tre anni di ripensamenti sono nata io. Ripensamenti, perché, anche dopo sposati, mia madre lavorava a Milano e mio papà faceva avanti e indietro da Roma. La lettera che è riportata qui vicino, rappresenta in maniera impressionante l atteggiamento e il modo di pensare di mia madre nel Quello che faceva più colpo del papà Giorgio, su chi lo conosceva erano la sua allegria, la sua leggerezza e la sua capacità di godersi la vita. Erano qualità contagiose. Gli piaceva il suo lavoro, ma la sua passione erano la pittura, la musica e giocare con me, esattamente come in futuro sarebbe stato giocare. Aveva decorato i muri della mia camera, dipingeva nel tempo libero, scriveva poesie buffe e inventava storie e avventure. Io ne ero totalmente innamorata e mi pareva un papà scintillante, molto presente, che si prendeva cura, con passione, di me e della mia mamma, ma, purtroppo, pensavo che fosse assolutamente nella norma. I miei trentotto anni con lui sono stati allegri, giocosi e molto fisici, gli anni con a mia mamma, comunque segnati dalla sua perenne condizione di pericolo di vita, sono, ancora adesso che si può solo 9

10 intuire il suo pensiero, improntati ad una continua analisi del perché e del percome di ogni azione. Col risultato, ovvio, che con lei sono sempre stata molto più chiusa che con mio papà. Quando si parla di deformazione professionale 10

11 Mia madre è triestina, e da sempre, alla fine della scuola (a volte anche prima), venivo depositata a casa della mia meravigliosa nonna Bice, in campagna vicino a Trieste. Abitudine che è andata avanti con infinito amore da parte di entrambe fino al 1989, quando lei ha deciso di morire. Lì passavo circa 4 mesi beati; come si fa con i maiali, venivo messa sulla bilancia il giorno in cui arrivavo: la nonna scuoteva la testa, sconsolata, lamentandosi del mio deperimento (allora, e fino a circa 15 anni fa, ero gravemente sottopeso) e iniziava la cura ingrassante Pane, burro, marmellata, cioccolato, festoni di caramelle Rossana, che al mio arrivo mi faceva trovare appesi in giro per casa a mo di ghirlande natalizie. Oltre, naturalmente, a dosi doppie di pasta, carne, verdura e frutta di tutti i generi. La nonna Bice era un cuorcontento : quando uscivamo per andare a passeggio o al mare, fermava tutti i bambini che incrociavamo, mi presentava, allora avevo circa 4 anni, e chiedeva se volevano diventare miei amici. 11

12 Diciamo che aveva una tale dolce fermezza, che i malcapitati non avevano altra scelta. Dovevano dire di sì, per forza. Per prendere più di un piccione con una fava, all inizio dell estate ordinava una ventina di pizze margherite nella pizzeria sotto casa, un paio di cassette di gazzosa alla fabbrica di bibite del nonno, e batteva l intera pineta in riva al mare, chiamando a raccolta chiunque volesse una pizza e una gazzosa. In questo modo avevo la compagnia assicurata per la stagione e con molti di loro sono passata dall età della paletta e del secchiello attraverso il calcio, i flirt, la fidanzata, i figli e il divorzio. Naturalmente erano quasi tutti maschi, anche perché negli anni 70, di bambine che passavano l estate a giocare a pallone non ce n erano molte. La mia fortuna era che, all epoca, il mio aspetto era piuttosto mascolino e molto poco squinzio, per cui venivo accettata senza problemi. Le estati, quindi, le passavamo a giocare a pallone, fare i bagni, allevare mantidi religiose e lucertole e raccontarci storie del terrore sotto casa, possibilmente in piena notte, mentre d inverno, durante le vacanze di Natale, con fuori la bora e le strade ghiacciate, ci rintanavamo a turno nelle varie cucine a disegnare. Sono stati anni meravigliosi, in cui ho cominciato ad affinare i miei gusti artistici e a razionalizzare quello che, all inizio, era solo un sogno poco chiaro. Sapevo che vivere con i pennelli e i colori non sarebbe stata una cosa semplice; ma, come ha detto una volta il mio amico inglese Alex a mia figlia Anna, She believes. Avevo anche diviso in due un foglio, come si fa sulla lavagna a scuola, con una riga verticale in mezzo: di qua i favorevoli, di là i contrari. Tra i favorevoli c erano i miei amici d infanzia, ovviamente mio padre, e pochi altri. Tra i contrari il mondo intero, con in testa mia madre, davvero troppo razionale e poco incline a fantasticherie irrealizzabili. Dopotutto diceva, non sei mica Leonardo. Per il liceo non avevo dubbi. Mi interessava moltissimo la letteratura, amavo scrivere e avevo una chiara idea di quello che sarebbe stato il mio futuro. Volevo disegnare, scrivere, lavorare in team, avere tanti amici e girare il mondo. Quindi l unico percorso possibile era il liceo classico perché apre la mente. Avevo un concetto molto vago di cosa si intendesse con traduzione di greco e latino. Andavo a senso e le declinazioni o l ablativo assoluto erano per me delle oscure minacce che andavano combattute e vinte. I risultati delle mie impari lotte erano una sfilza di 4 e 5. Ma le letterature andavano benissimo. E in storia dell arte avevo un insegnante, tuttora mia amica, che aveva capito, anche prima di me, quale sarebbe stata la mia strada. Per anni avevo avuto così tanta paura di non riuscire a realizzare il mio sogno, che non avevo neanche affrontato il problema. In più, nel maggio del 1981, a 48 anni, tanto per coronare uno stato di salute non proprio eccellente, la mamma Fulvia aveva avuto il suo primo ictus. 12

13 Il più grave: ha polverizzato il centro di Broka e le uniche parole che era ancora in grado di dire erano ciao e Valentina. Per una persona con due lauree era davvero troppo poco. In una situazione del genere, qualunque pensiero che non riguardasse la vita e la salute di mia madre non veniva, giustamente, nemmeno preso in considerazione. Se voleva ricominciare a parlare, e quindi a lavorare (almeno in italiano, visto che aveva resettato completamente anche inglese, francese e tedesco) doveva farlo con i libri di Richard Scarry, dove, ad ogni oggetto disegnato era affiancata la sua definizione. Per un anno, tutti i pomeriggi, è venuta a casa nostra una logoterapista, e mia madre ha ricominciato a parlare l italiano e a curare i suoi pazienti. Un impresa nella quale non sarebbe mai riuscita senza l entusiasmo, l incoraggiamento e la complicità di mio padre, anche nel costringerla a giocare a Scarabeo per esercitarsi. In questo foglio è rappresentato il punteggio di una loro partita. La prima, dopo 3 mesi dall ictus, in cui mia madre sconfisse mio padre. Hanno continuato a giocare per oltre 20 anni, indipendentemente dalle prescrizioni mediche. In una situazione familiare così incasinata, il rapporto con mio padre era diventato ancora più esclusivo, ormai i genitori eravamo io e lui, e insieme, per un anno, ci siamo occupati della mamma, che aveva soprattutto gravi problemi di disistima. Alla fine del liceo mi sono fiondata da mio padre e gli ho detto, quasi furente perché avevo paura che dicesse di no: Io voglio andare a Firenze a studiare restauro. Lui ha sollevato gli occhi e il cucchiaio di legno dal risotto che stava mescolando (scelgo sempre dei momenti fantastici per informare le persone delle mie scelte di vita) e mi ha detto solo: VA BENE. Il papà Giorgio era una persona di grande spessore umano, ma non ha mai parlato molto. A settembre abbiamo caricato tutto (gatto, libri, vestiti, musica e vecchie foto) sulla macchina (non più la FIAT 850 del 1969 ma una bellissima ALFA ROMEO) e siamo approdati a Firenze, in Via Marconi 34, a dieci minuti a piedi dalla mia scuola, sulla strada per Fiesole. Mia madre era incazzatissima, dopo l ictus il suo carattere era cambiato parecchio, quando sono partita non mi ha quasi salutato (atteggiamento che si è mantenuto, praticamente invariato, per i miei tre anni fiorentini), ma quel che è peggio, temo che abbia tenuto il muso anche al papà per un bel pezzo. 13

14 Nel 1985 Firenze era meravigliosa e io ero pazzamente innamorata del mio futuro ex marito. Un lungo, doloroso, amore che è durato per oltre quindici anni. Avevo conosciuto Roberto solo 1 anno prima, ad un concerto di Guccini, ma senza nemmeno sapere il suo nome avevo deciso che avremmo avuto una figlia insieme; mi ero innamorata dei suoi occhi sorridenti e della sua vulnerabilità. Soprattutto immaginavo una grande empatia e comunicazione la possibilità di divertirci e di affrontare insieme le difficoltà. Praticamente auspicavo una situazione clonata da quella che vedevo tutti i giorni tra i miei genitori. La vita a Firenze era straordinaria: immersa fino al collo in qualcosa che pensavo esistesse solo nei libri o nelle mie fantasticherie; la luce, le persone, l atmosfera, il paesaggio, il mondo che sapevo sarebbe durato poco: il tempo della scuola. E, incredibilmente, a distanza di tempo e di spazio, ero per caso riuscita a trovare ciò che avevo avuto in mente per anni: un luogo esteticamente straordinario, persone di ogni parte del mondo che condividevano con me gli stessi interessi (non a caso il nome della scuola era Università Internazionale dell Arte), una vita quasi autonoma (quando non andavo a scuola avevo un lavoro part-time come apprendista da un restauratore di Borgo Pinti). 14

15 Insomma un esistenza piena e soddisfacente nella città più bella del mondo, con la consapevolezza di prepararmi a fare il lavoro migliore in assoluto. Ma con un neo. La certezza che l amore della mia vita, che abitava a Milano, non sarebbe mai stato in grado di condividere la mia passione. Il vecchio discorso della lavagna adesso riprendeva corpo, dolorosamente. Non potevo immaginare la mia vita senza Roberto e, purtroppo, sapevo che lui, come il 90% delle persone che conoscevo, considerava il restauro un capriccio passeggero. A Firenze lavoravo, disegnavo, studiavo, scrivevo, leggevo, ascoltavo musica, andavo al cinema o alle mostre con i miei amici; a scuola era una gioia: oltre al fatto di poter lavorare in cantieri come la Madonna del Carmine, c erano ore e ore di laboratorio con personaggi che oggi non esistono più. Restauratori di 60 o 70 anni che ci trasmettevano i segreti di una vita di lavoro e lo facevano con amore e passione. Avevo una vita da studentessa gaudente dal lunedì al venerdì. Il venerdì sera mollavo tutto, prendevo il mio gatto Romeo, salivo sul treno e mi precipitavo a Milano, dal mio amore. Passavamo insieme dei bellissimi week end da piccioncini e molti nostri amici ci portavano da esempio come coppia felice. Ma a 22 anni conoscevo, a Milano anche troppe persone disincantate, deluse dalla vita e depresse. E, purtroppo, me la prendevo maledettamente. Per loro io ero una poco di buono, andata via di casa senza essere sposata, da sola, in una città lontana, che frequentava gente poco seria e andava a suonare la chitarra, la sera, in Piazza Signoria. Ero davvero poco raccomandabile; (sì, perché ero anche un po stronzetta: una volta capito che tipi erano, mi divertivo a provocarli raccontando loro tutto quello che facevo). 15

16 Dopo tre anni, finita la vita studentesca, avrei potuto, comunque, proseguire con la vita fiorentina. Il lavoro part time si era consolidato, e molti miei insegnanti restauratori, che si occupavano di Masaccio, Andrea del Sarto e personaggi affini, mi avevano proposto di collaborare con loro. Poteva essere un buon inizio, ma in quel momento, per me, il cuore era molto più importante. Così ho chiuso la casa da studentessa gaudente, e, sono tornata a Milano, felice, con Romeo e una lettera di presentazione per la signora Pinin Brambilla. Da lei ho iniziato a lavorare per davvero; a Palazzo Reale, dove si occupava di parecchie tele in contemporanea con il cantiere del Cenacolo, ho trascorso 4 mesi, insieme ad altri 6 restauratori. I compiti iniziali erano le stuccature su un gigantesco quadro del Bellini e le basi su qualche sconosciuto, mentre le sue ragazze, con lei da decenni e ormai quasi mummificate, erano addette al ritocco pittorico sul manto della Madonna del cardellino di Raffaello. Era un luogo fuori dal mondo, e mi rendevo perfettamente conto della fortuna toccatami. Al mio ritorno a Milano ero certa che sarei tornata a casa, in camera mia, con i miei genitori. Sia perché non sapevo dove altro andare, sia, soprattutto, perché mi mancavano; ma una sorpresa poco piacevole mi aspettava: Mi dispiace - mi ha detto mio papà al mio ritorno sei grande (in effetti avevo 24 anni); in questi anni siamo stati benissimo da soli. E ora che ti trovi un altra casa. Per qualche settimana sono andata in giro a cercare un bilocale che coincidesse più o meno con il budget che mi avevano messo a disposizione i miei genitori, finché una sera, tornati da una cena fuori con gli amici (negli anni della mia assenza erano diventati ancora più conviviali, e stavano vivendo una seconda giovinezza), mi hanno detto: Abbiamo visto una casa bellissima. Esce parecchio dalla cifra che abbiamo in mente, ma, se ti piace, te la prendiamo volentieri. E così, in anni in cui era ancora fattibile, mi sono ritrovata ad essere proprietaria di una casa di ringhiera sul Naviglio (col posto auto). 16

17 Contemporaneamente alla gioia di poter fare un lavoro per il quale avevo studiato, che sentivo mio fino in fondo all anima, e che già consideravo come un vecchio amico, dovevo fare i conti con un martellante atteggiamento distruttivo, messo quotidianamente in atto da molte persone. Praticamente da chiunque non facesse il restauratore per vivere. Un po per volta, il mio grado di autostima, stava raggiungendo cifre negative. E molto meglio se vai in un ufficio, ma dai, ma sei sempre tutta impolverata, ma è faticoso, ma non è un lavoro sicuro, ma tanto non sei capace, ma a chi vuoi che interessi far restaurare un quadro o un affresco. E sempre piacevole avere vicino qualcuno che ti incoraggia amorevolmente e ha fiducia in te Il problema era anche riuscire a lavorare in un mondo dove, ad ogni colloquio di lavoro veniva argutamente espressa la convinzione che io NON fossi un maschio. Sì, il suo curriculum è ottimo, ma lei è una donna; sa, è un lavoro faticoso, tipo muratore. Peggio di quando, a 12 anni, ero felice di sembrare un maschio per giocare a pallone in santa pace: allora potevo bluffare, a 25 anni era un po più complicato. In genere, però, una volta appurato che ero indubitabilmente una donna, le persone erano contente. Il primo lavoro, finito lo stage dalla Brambilla, era a Milano. Dopo un paio di telefonate, durante le quali, pur mascherando la voce, non riuscivo a farmi passare per Giovanni, devo aver stressato a tal punto il signor Giacomelli, che ha accettato di vedermi e di farmi entrare a far parte del team che lavorava a palazzo Litta, la sede delle ferrovie dello Stato, in corso Magenta. Eravamo 5 restauratori (di cui 2 donne), lavoravamo nel cortile, su facciate e colonne, ed eravamo perennemente in lotta con i muratori. Era una questione di velocità. Avevamo dei tempi da rispettare per la consegna dei lavori, come sempre, e, naturalmente, la considerazione dei muratori per noi signorine, come venivano definiti i restauratori, indipendentemente dal sesso, era pari a zero. E davvero tutto relativo. Ogni tanto, d inverno, il cantiere rimaneva deserto perché le scalette gelavano e non si poteva salire sul ponteggio, senza il rischio, quasi la certezza, di volare di sotto. La vita di cantiere era, ed è, faticosa, scomoda e disagevole; se una persona deve fare pipì, magari preferisce rimandare di qualche ora, a rischio di esplodere, piuttosto che farsi 6 o 7 piani e spogliarsi in uno sgabuzzino gelido. Nel mio caso poi era particolarmente tragico: all inizio soffrivo di vertigini e così salivo sul ponteggio con un cappellino da baseball calcato in testa e gli occhiali da sole, per non vedere altro che gli scalini davanti a me. 17

18 Ma è comunque straordinaria: esiste tutto un mondo, un contorno, un intreccio di rapporti e di amicizie che durano ben oltre la consegna dei lavori. A volte succedeva che la stessa ditta avesse in piedi più di un cantiere e allora, visto che alla fine degli anni 80 i restauratori di affreschi e di materiali lapidei non erano moltissimi, ci veniva velatamente chiesto di avere il dono dell ubiquità. Le ditte non potevano, e non volevano, rifiutare un appalto e, normalmente, non si preoccupavano più di tanto di quante persone fossero necessarie per portare avanti i lavori. Finito il cantiere di Palazzo Litta, ho cominciato a lavorare anche per conto mio. Ormai da qualche anno abitavo sul Naviglio: avevo il mio appartamento, ma, soprattutto, uno spazio dove circondarmi di boccettini pieni di sol enti e vernici, infilarmi il camice e accendere la radio, senza dover rendere conto a nessuno di quello che facevo, se non a me stessa. Roberto e io praticamente vivevamo insieme, e lui accettava il mio comportamento un po strampalato quasi senza riserve. Ero sempre più decisa ad andare avanti per la mia strada, anche se, spesso, mi sono trovata a dover scegliere tra la libertà e la tranquillità economica. Dopo tanti anni sono sempre convinta che la libertà non abbia prezzo. Nel 1993, alla fine del mio primo trompe l oeil, a casa del mio ginecologo, ho cominciato a non stare troppo bene la mattina. Mi dava veramente fastidio, sono abituata a essere sempre in forma e ho parecchia energia: questi malesseri dimezzavano la mia carica e non li sopportavo. Non la concepivo nemmeno, l ipotesi più ovvia in una persona di 30 anni con una normale vita sessuale: che potessi essere incinta. 18

19 A me la convivenza andava benissimo, ma per Roberto e la sua famiglia l arrivo di un bambino comportava assolutamente il matrimonio. Così nel giugno del 1993 ci siamo sposati e il 17 novembre è nata Anna. All epoca, la famiglia era composta dal gatto Romeo, mio compagno già a Firenze, Witz ( barzelletta in tedesco) un cagnolino meticcio trovato nella spazzatura e allevato dal suddetto gatto, con conseguente grave crisi d identità, Anna, Roberto e la sottoscritta. Io avevo deciso d intensificare il mio lavoro privato, trompe l oeil e restauro di quadri, piuttosto che i cantieri, perché ci tenevo a passare i primi tre anni della vita di mia figlia con lei. Era un grosso impegno, lavorare, stare con Anna, impedirle di bersi il contenuto dei miei affascinanti boccettini (trementina, acetone e roba del genere) e, contemporaneamente, avere un qualche barlume di equilibrio mentale, ma, in fin dei conti, a distanza di 15 anni, penso di esserci riuscita e non ho nessun rimpianto. E inoltre i miei genitori e mia suocera erano dei bravissimi nonni e baby-sitter. In quegli anni anche il matrimonio andava piuttosto bene; eravamo soddisfatti della nostra vita, passavamo insieme parecchio tempo piacevole e durante le vacanze facevamo dei bellissimi viaggi avventurosi. Avevo la fissazione del nord Europa, e ho sempre trascinato la mia famiglia in Inghilterra, Germania, Francia e Norvegia, a girare in lande desolate dove gli unici turisti eravamo noi tre. Ci siamo divertiti, abbiamo visto posti magici e conosciuto persone meravigliose. 19

20 Soprattutto, siamo stati insieme, come famiglia, in un modo molto intenso, e condividendo esperienze che nessuno al mondo potrà mai toglierci, anche se, col tempo, le nostre strade si sono allontanate. Mentre ancora ero incinta, avevamo deciso che Anna sarebbe andata alla scuola inglese, e mi ero presentata al primo incontro con un attonita preside sui 60 anni, che, molto educatamente, cercava di farmi capire che l iscrizione era prematura. Ero convinta che fosse fondamentale, per un bambino, avere un impostazione anglosassone, e l atteggiamento accondiscendente e sdolcinato che vedevo nelle insegnanti degli asili vicino a casa mia, non mi piaceva affatto. Da sempre ho l impressione che, in Italia, i bambini vengano trattati come ceramiche da collezione, e che intorno ai anni gli venga richiesto di punto in bianco di essere grandi. Il risultato è, spesso, un enorme quantità di bambini straviziati, che si sentono autorizzati e giustificati a fare qualsiasi cosa. (E sufficiente trovarsi in un ristorante dove siano presenti 2 o 3 seienni, per rendersene conto. Di solito la risposta della mamma alle timide proteste di chi gradirebbe mangiare in santa pace, senza energumeni che si lanciano palline di carta o posate, è: Eh, ma sa, cosa vuole, sono bambini Col risultato di far sentire l altro una specie di Erode senza cuore). Di botto, poi, verso i 13 anni, quando la creatura si è trasformata in un marcantonio con cui è pericoloso discutere, agli stessi bambini che si lanciavano i coltelli, viene richiesto un comportamento da Piccolo Lord. Sono dell idea che il rispetto per gli altri e quella piccola cosa comunemente nota come senso di responsabilità, debbano essere trasmessi prima possibile. 20

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime

Tutto iniziò quando il mio capo mi chiese di trascorrere in America tre lunghissime Indice Introduzione 7 La storia delle rose: quando la mamma parte 9 Il bruco e la lumaca: quando i genitori si separano 23 La campana grande e quella piccola: quando nasce il fratellino 41 La favola del

Dettagli

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7.

Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 2 Dov è Piero Ferrari e perché non arriva E P I S O D I O 25 Milano, Corso di Porta Ticinese, 18. Terzo piano, interno 7. 1 Leggi più volte il testo e segna le risposte corrette. 1. Piero abita in un appartamento

Dettagli

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica:

Pasta per due. Capitolo 1. Una mattina, Libero si sveglia e accende il computer C È POSTA PER TE! e trova un nuovo messaggio della sua amica: Pasta per due 5 Capitolo 1 Libero Belmondo è un uomo di 35 anni. Vive a Roma. Da qualche mese Libero accende il computer tutti i giorni e controlla le e-mail. Minni è una ragazza di 28 anni. Vive a Bangkok.

Dettagli

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO

LA TEORIA DEL CUCCHIAIO 90 ICARO MAGGIO 2011 LA TEORIA DEL CUCCHIAIO di Christine Miserandino Per tutti/e quelli/e che hanno la vita "condizionata" da qualcosa che non è stato voluto. La mia migliore amica ed io eravamo nella

Dettagli

Ci relazioniamo dunque siamo

Ci relazioniamo dunque siamo 7_CECCHI.N 17-03-2008 10:12 Pagina 57 CONNESSIONI Ci relazioniamo dunque siamo Curiosità e trappole dell osservatore... siete voi gli insegnanti, mi insegnate voi, come fate in questa catastrofe, con il

Dettagli

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO?

TELEFONO AZZURRO. dedicato ai bambini COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? COS E IL BULLISMO? IL BULLISMO? 1 Ehi, ti e mai capitato di assistere o essere coinvolto in situazioni di prepotenza?... lo sai cos e il bullismo? Prova a leggere queste pagine. Ti potranno essere utili.

Dettagli

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso

DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso DAL LIBRO AL TEATRO Caduto dal basso LIBERI PENSIERI PER LIBERI SENTIMENTI La riflessione circa In viaggio verso l incontro come ci è stato proposto, nasce attorno alla lettura del romanzo : C è nessuno?

Dettagli

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1

Università per Stranieri di Siena. Centro. Certificazione CILS. Certificazione. di Italiano come Lingua Straniera. Sessione: Dicembre 2012 Livello: A1 Università per Stranieri di Siena Centro CILS Sessione: Dicembre 2012 Test di ascolto Numero delle prove 2 Ascolto - Prova n. 1 Ascolta i testi: sono brevi dialoghi e annunci. Poi completa le frasi.

Dettagli

Livello CILS A2. Test di ascolto

Livello CILS A2. Test di ascolto Livello CILS A2 GIUGNO 2012 Test di ascolto numero delle prove 2 Ascolto Prova n. 1 Ascolta i testi. Poi completa le frasi. Scegli una delle tre proposte di completamento. Alla fine del test di ascolto,

Dettagli

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna...

Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna... Se fossi donna molto probabilmente avrei un comportamento diverso. Il mio andamento scolastico non è dei migliori forse a causa dei miei interessi (calcio,videogiochi, wrestling ) e forse mi applicherei

Dettagli

Routine per l Ora della Nanna

Routine per l Ora della Nanna SCHEDA Routine per l Ora della Nanna Non voglio andare a letto! Ho sete! Devo andare al bagno! Ho paura del buio! Se hai mai sentito il tuo bambino ripetere queste frasi notte dopo notte, con ogni probabilità

Dettagli

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico

Un abbraccio a tutti voi Ornella e Enrico SASHA La nostra storia é molto molto recente ed é stata fin da subito un piccolo "miracolo" perche' quando abbiamo contattato l' Associazione nel mese di Novembre ci é stato detto che ormai era troppo

Dettagli

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013

domenica 24 febbraio 13 Farra, 24 febbraio 2013 Farra, 24 febbraio 2013 informare su quelle che sono le reazioni più tipiche dei bambini alla morte di una persona cara dare alcune indicazioni pratiche suggerire alcuni percorsi Quali sono le reazioni

Dettagli

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE?

COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? COME SI PASSA DALL AFFIDAMENTO ALL ADOZIONE? Storia narrata da Teresa Carbé Da oltre 10 anni, con mio marito e i miei figli, abbiamo deciso di aprirci all affidamento familiare, e ciò ci ha permesso di

Dettagli

PRONOMI DIRETTI (oggetto)

PRONOMI DIRETTI (oggetto) PRONOMI DIRETTI (oggetto) - mi - ti - lo - la - La - ci - vi - li - le La è la forma di cortesia. Io li incontro spesso. (gli amici). Non ti sopporta più. (te) Lo legge tutti i giorni. (il giornale). La

Dettagli

Che cosa fai di solito?

Che cosa fai di solito? Che cosa fai di solito? 2 1 Ascolta la canzone La mia giornata, ritaglia e incolla al posto giusto le immagini di pagina 125. 10 dieci Edizioni Edilingua unità 1 2 Leggi. lindylindy@forte.it ciao Cara

Dettagli

Concorso "La Fiorentina che vorrei". Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo.

Concorso La Fiorentina che vorrei. Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo. Concorso "La Fiorentina che vorrei". Chiara Portone (2^D) partecipa con questo bellissimo testo. Mi chiamo Chiara abito a Sesto Fiorentino e per iniziare voglio fare una premessa. Io di calcio ci capisco

Dettagli

CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI

CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI CAPITOLO 2 GLI AGGETTIVI A. LEGGETE IL SEGUENTE BRANO E SOTTOLINEATE GLI AGGETTIVI La mia casa ideale è vicino al mare. Ha un salotto grande e luminoso con molte poltrone comode e un divano grande e comodo.

Dettagli

unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B.

unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B. A. Ignone - M. Pichiassi unità 01 un intervista Attività di pre-ascolto Abbinate le parti della colonna A a quelle della colonna B. A B 1. È un sogno a) vuol dire fare da grande quello che hai sempre sognato

Dettagli

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda

PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI ITALIANO - Scuola Primaria - Classe Seconda Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI ITALIANO Scuola Primaria Classe Seconda Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro

Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Intenzione dell autore - Riflessioni e problematiche suggerite dal libro Il romanzo Tra donne sole è stato scritto da Pavese quindici mesi prima della sua morte, nel 1949. La protagonista, Clelia, è una

Dettagli

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO

LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO LING RACCONTA IL SUO VIAGGIO Sono arrivata in Italia in estate perché i miei genitori lavoravano già qui. Quando ero in Cina, io e mia sorella Yang abitavamo con i nonni, perciò mamma e papà erano tranquilli.

Dettagli

una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT

una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT una città a misura di bambino IGNAZIO MARINO SINDACO IGNAZIOMARINO.IT SEGUI LE STORIE DI IGNAZIO E DEL SUO ZAINO MAGICO Ciao mi chiamo Ignazio Marino, faccio il medico e voglio fare il sindaco di Roma.

Dettagli

Porto di mare senz'acqua

Porto di mare senz'acqua Settembre 2014 Porto di mare senz'acqua Nella comunità di Piquiá passa un onda di ospiti lunga alcuni mesi Qualcuno se ne è già andato. Altri restano a tempo indeterminato D a qualche tempo a questa parte,

Dettagli

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE

CON MARIA PREPARIAMOCI AD ACCOGLIERE IL SIGNORE AzioneCattolicaItaliana ACR dell ArcidiocesidiBologna duegiornidispiritualitàinavvento CONMARIA PREPARIAMOCIADACCOGLIEREILSIGNORE Tutta l Azione Cattolica ha come tema dell anno l accoglienza. Anche la

Dettagli

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore.

rancore Vita libera, abbastanza libera, e quindi restituita, nostra unica occasione finalmente afferrata. Una vita libera dal rancore. Commozione Si commuove il corpo. A sorpresa, prima che l opportunità, la ragionevolezza, la buona educazione, la paura, la fretta, il decoro, la dignità, l egoismo possano alzare il muro. Si commuove a

Dettagli

IL LUNEDÌ SCOMPARSO. Dai 5 anni

IL LUNEDÌ SCOMPARSO. Dai 5 anni PIANO DI L ETTURA IL LUNEDÌ SCOMPARSO Silvia Roncaglia Dai 5 anni Illustrazioni di Simone Frasca Serie Arcobaleno n 5 Pagine: 34 (+ 5 di giochi) Codice: 978-88-384-7624-1 Anno di pubblicazione: 2006 L

Dettagli

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE.

OGGI LA BIANCHI PER FORTUNA NON C'E' MA L'ITALIANO LO SAI ANCHE TE PER OGNI PAROLA DICCI COS'E', E NUOVE ISTRUZIONI AVRAI PER TE. 1 SE UNA SORPRESA VOLETE TROVARE ATTENTAMENTE DOVETE CERCARE. VOI ALLA FINE SARETE PREMIATI CON DEI GOLOSI DOLCINI INCARTATI. SE ALLE DOMANDE RISPONDERETE E NON CADRETE IN TUTTI I TRANELLI, SE TROVERETE

Dettagli

Flame of Hope maggio 2015

Flame of Hope maggio 2015 Flame of Hope maggio 2015 Cari amici, Quand è che si apprezza maggiormente la vita e si è consapevoli di essere vivi e ne siamo grati? Quando quel dono prezioso è minacciato e poi si apprezza la vita il

Dettagli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli

RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA. Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli RITIRO PER TUTTI NATALE DEL SIGNORE LA CONVERSIONE ALLA GIOIA Maria, Giuseppe, i pastori, i magi e...gli angeli Siamo abituati a pensare al Natale come una festa statica, di pace, tranquillità, davanti

Dettagli

Trasformazione attivo-passivo

Trasformazione attivo-passivo Trasformazione attivo-passivo E possibile trasformare una frase attiva in passiva quando: 1. il verbo è transitivo 2. il verbo è seguito dal complemento oggetto. Si procede in questo modo: 1. il soggetto

Dettagli

PROVA DI MATEMATICA - Scuola Primaria - Classe Quinta

PROVA DI MATEMATICA - Scuola Primaria - Classe Quinta Rilevazione degli apprendimenti PROVA DI MATEMATICA - Scuola Primaria - Classe Quinta Anno Scolastico 2011 2012 PROVA DI MATEMATICA Scuola Primaria Classe Quinta Spazio per l etichetta autoadesiva ISTRUZIONI

Dettagli

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo?

I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? I nonni di oggi: com è cambiato il loro ruolo? In Italia, secondo valutazioni ISTAT, i nonni sono circa undici milioni e cinquecento mila, pari al 33,3% dei cittadini che hanno dai 35 anni in su. Le donne

Dettagli

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore

Sac. Don Giuseppe Pignataro. L oratorio: centro del suo cuore Sac. Don Giuseppe Pignataro L oratorio: centro del suo cuore L'anima del suo apostolato di sacerdote fu l'oratorio: soprattutto negli anni di Resina, a Villa Favorita per circa un decennio, dal 1957 al

Dettagli

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento.

DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico. L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento. DIOCESI DI TORTONA Ufficio Catechistico L avventora!!! Sussidio per l accompagnamento di bambini e ragazzi nel tempo d Avvento Anno 2014 (B) E nato per tutti; è nato per avvolgere il mondo in un abbraccio

Dettagli

ΥΠΟΥΡΓΕΙΟ ΠΑΙΔΕΙΑΣ ΚΑΙ ΠΟΛΙΤΙΣΜΟΥ ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΜΕΣΗΣ ΕΚΠΑΙΔΕΥΣΗΣ ΚΡΑΤΙΚΑ ΙΝΣΤΙΤΟΥΤΑ ΕΠΙΜΟΡΦΩΣΗΣ

ΥΠΟΥΡΓΕΙΟ ΠΑΙΔΕΙΑΣ ΚΑΙ ΠΟΛΙΤΙΣΜΟΥ ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΜΕΣΗΣ ΕΚΠΑΙΔΕΥΣΗΣ ΚΡΑΤΙΚΑ ΙΝΣΤΙΤΟΥΤΑ ΕΠΙΜΟΡΦΩΣΗΣ ΥΠΟΥΡΓΕΙΟ ΠΑΙΔΕΙΑΣ ΚΑΙ ΠΟΛΙΤΙΣΜΟΥ ΔΙΕΥΘΥΝΣΗ ΜΕΣΗΣ ΕΚΠΑΙΔΕΥΣΗΣ ΚΡΑΤΙΚΑ ΙΝΣΤΙΤΟΥΤΑ ΕΠΙΜΟΡΦΩΣΗΣ ΤΕΛΙΚΕΣ ΕΝΙΑΙΕΣ ΓΡΑΠΤΕΣ ΕΞΕΤΑΣΕΙΣ ΣΧΟΛΙΚΗ ΧΡΟΝΙΑ: 2014-2015 Μάθημα: Ιταλικά Επίπεδο: Ε1 Διάρκεια: 2 ώρες Υπογραφή

Dettagli

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Alcolismo: anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di alcol L alcolismo è una malattia che colpisce anche il contesto famigliare

Dettagli

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini,

Civilewww.edurisk.it. Care bambine, cari bambini, Cari bambini, Civile questo libretto che vi viene oggi proposto vi aiuterà a conoscere i rischi e ad imparare come difendervi, in particolare dai rischi legati al terremoto. Questo come tutti sapete è

Dettagli

33. Dora perdona il suo pessimo padre

33. Dora perdona il suo pessimo padre 33. Dora perdona il suo pessimo padre Central do Brasil (1998) di Walter Salles Il film racconta la storia di una donna cinica e spietata che grazie all affetto di un bambino ritrova la capacità di amare

Dettagli

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica

SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07. Documentazione a cura di Quaglietta Marica SCUOLA DELL INFANZIA ANDERSEN SPINEA I CIRCOLO ANNO SCOLASTICO 2006/07 GRUPPO ANNI 3 Novembre- maggio Documentazione a cura di Quaglietta Marica Per sviluppare Pensiero creativo e divergente Per divenire

Dettagli

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI

LEZIONE 4 DIRE, FARE, PARTIRE! ESERCIZI DI ITALIANO PER BRASILIANI In questa lezione ci siamo collegati via Skype con la Professoressa Paola Begotti, docente di lingua italiana per stranieri dell Università Ca Foscari di Venezia che ci ha parlato delle motivazioni che

Dettagli

Regole per un buon Animatore

Regole per un buon Animatore Regole per un buon Animatore ORATORIO - GROSOTTO Libretto Animatori Oratorio - Grosotto Pag. 1 1. Convinzione personale: fare l animatore è una scelta di generoso servizio ai ragazzi per aiutarli a crescere.

Dettagli

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA

SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA LIBRO IN ASSAGGIO SETTE MOSSE PER LIBERARSI DALL ANSIA DI ROBERT L. LEAHY INTRODUZIONE Le sette regole delle persone molto inquiete Arrovellarvi in continuazione, pensando e ripensando al peggio, è la

Dettagli

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!!

IL TUO CORPO NON E STUPIDO! Nonostante se ne parli ancora oggi, il concetto di postura corretta e dello stare dritti è ormai superato.!! IL TUO CORPO NON E STUPIDO Avrai sicuramente sentito parlare di postura corretta e magari spesso ti sei sentito dire di stare più dritto con la schiena o di non tenere le spalle chiuse. Nonostante se ne

Dettagli

Dal lato della strada

Dal lato della strada Dal lato della strada Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è perché

Dettagli

unità 27: aiutarsi lezione 53: mi dai una mano?

unità 27: aiutarsi lezione 53: mi dai una mano? unità 27: aiutarsi lezione 53: mi dai una mano? 1. Sofia ha appena ricevuto un e-mail con questo titolo: Se mi dai una mano, arrivo! Secondo te, di che cosa parla il messaggio? Discutine con un compagno.

Dettagli

4.Che cosa... di bello da vedere nella tua città? (A) c'è (B) è (C) ci sono (D) e

4.Che cosa... di bello da vedere nella tua città? (A) c'è (B) è (C) ci sono (D) e DIAGNOSTIC TEST - ITALIAN General Courses Level 1-6 This is a purely diagnostic test. Please only answer the questions that you are sure about. Since this is not an exam, please do not guess. Please stop

Dettagli

NATALE SARA. Come sempre Natale sarà una festa, una grande magia, per svegliare la tua fantasia giù dal cielo un bel sogno verrà.

NATALE SARA. Come sempre Natale sarà una festa, una grande magia, per svegliare la tua fantasia giù dal cielo un bel sogno verrà. NATALE SARA Su nel cielo che gran movimento, su tra gli angeli del firmamento: quelli addetti agli effetti speciali si rimboccano tutti le ali. C'è chi pensa ai fiocchetti di neve, chi compone una musica

Dettagli

libro primo 7 grazie, farò del mio meglio per non arrecarti altro disturbo. E appena ho provato a reagire, mi hai bloccata, sei passato a discorsi

libro primo 7 grazie, farò del mio meglio per non arrecarti altro disturbo. E appena ho provato a reagire, mi hai bloccata, sei passato a discorsi Capitolo primo 1. Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie. Lo so che questo una volta ti piaceva e adesso, all improvviso, ti dà fastidio. Lo so che fai finta che non

Dettagli

1 Decidi come finisce la frase.

1 Decidi come finisce la frase. No mamma no A1/A2 anno di produzione: 1993 durata: 18 genere: commedia regia: Cecilia Calvi sceneggiatura: Cecilia Calvi fotografia: Franco Lecca montaggio: Valentina Migliaccio interpreti: Isa Barsizza,

Dettagli

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013

DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI. Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONGRESSO INTERNAZIONALE SULLA CATECHESI Aula Paolo VI Venerdì, 27 settembre 2013 Cari catechisti, buonasera! Mi piace che nell Anno della fede ci

Dettagli

Unità VI Gli alimenti

Unità VI Gli alimenti Unità VI Gli alimenti Contenuti - Gusti - Preferenze - Provenienza Attività AREA ANTROPOLOGICA 1. Cosa piace all Orsoroberto L Orsoroberto racconta ai bambini quali sono i cibi che lui ama e che mangia

Dettagli

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia

Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar. Classe IV. Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia Scuola Primaria Istituto Casa San Giuseppe Suore Vocazioniste Meno male che c è Lucky!!! La missione del W.F.P. in Madagascar Classe IV Maestre: Cristina Iorio M. Emanuela Coscia È il 19 febbraio 2011

Dettagli

Una storia vera. 1 Nome fittizio.

Una storia vera. 1 Nome fittizio. Una storia vera Naida 1 era nata nel 2000, un anno importante, porterà fortuna si diceva. Era una ragazzina come tante, allegra, vivace e che odiava andare a scuola. Era nata a Columna Pasco, uno dei tanti

Dettagli

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti,

Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, Le classi 4^A e B di Scarperia hanno richiesto e partecipato al PROGETTO CLOWN. L esperienza, che è stata ritenuta molto positiva dalle insegnanti, si è conclusa con una lezione aperta per i genitori.

Dettagli

pag. 1 Quand'ero piccolo mi ammalai: mi sentivo sempre stanco, volevo sempre bere e fare pipì

pag. 1 Quand'ero piccolo mi ammalai: mi sentivo sempre stanco, volevo sempre bere e fare pipì pag. 1 Quand'ero piccolo mi ammalai: mi sentivo sempre stanco, volevo sempre bere e fare pipì pag. 2 La mamma diceva che ero dimagrito e così mi portò dal medico. Il dottore guardò le urine, trovò dello

Dettagli

Una libera pensatrice.

Una libera pensatrice. Passato prossimo/imperfetto 1 Leggi il testo e scegli il verbo corretto. Una libera pensatrice. In primavera, quando l aria si riscaldava/si è riscaldata e è diventata/diventava piacevole, noi bambini

Dettagli

Ciao!! Un cielo stellato così come lo puoi vedere con i tuoi occhi. Il cielo visto da un potente telescopio molto lontano dalle città

Ciao!! Un cielo stellato così come lo puoi vedere con i tuoi occhi. Il cielo visto da un potente telescopio molto lontano dalle città 1 Ciao!! Quando guardi il cielo ogni volta che si fa buio, se è sereno, vedi tanti piccoli punti luminosi distribuiti nel cielo notturno: le stelle. Oggi si apre l immaginario Osservatorio per guardare...

Dettagli

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa

Quanti nuovi suoni, colori e melodie, luce vita e gioia ad ogni creatura splende la sua mano forte e generosa, perfetto è ciò che lui fa TUTTO CIO CHE FA Furon sette giorni così meravigliosi, solo una parola e ogni cosa fu tutto il creato cantava le sue lodi per la gloria lassù monti mari e cieli gioite tocca a voi il Signore è grande e

Dettagli

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore

Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Esser Genitori dei Bambini Indaco e Cristallo: Crescerli col Cuore Crescere un bambino Indaco o Cristallo è un privilegio speciale in questo momento di turbolenze e cambiamenti. Come genitori, state contribuendo

Dettagli

Arcangela Mastromarco

Arcangela Mastromarco Autore: Con la collaborazione di: Arcangela Mastromarco Lidia Scarabelli 1 Unità 1 Questa è la mia famiglia. Io mi chiamo Meijiao. Faccio la IV elementare. La mattina mi alzo alle 7.00, mi vesto e faccio

Dettagli

PRUEBA COMÚN PRUEBA 201

PRUEBA COMÚN PRUEBA 201 PRUEBA DE ACCESO A LA UNIVERSIDAD MAYORES DE 25 Y 45 AÑOS PRUEBA COMÚN PRUEBA 201 PRUEBA 2013ko MAIATZA MAYO 2013 L incontro con Guido Dorso Conobbi Dorso quando ero quasi un ragazzo. Ricordo che un amico

Dettagli

23 APRILE 2015 L IDEA

23 APRILE 2015 L IDEA IL PROGETTO 23 APRILE 2015 L IDEA Il 23 aprile è la Giornata mondiale del libro e del diritto d autore, è il giorno di San Giorgio a Barcellona, è il giorno della World Book Night in Inghilterra, è il

Dettagli

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere!

Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Anna La Prova Bambini oppositivi e provocatori 9 regole per sopravvivere! Chi sono i bambini Oppositivi e Provocatori? Sono bambini o ragazzi che sfidano l autorità, che sembrano provare piacere nel far

Dettagli

Il desiderio di essere come tutti

Il desiderio di essere come tutti Francesco Piccolo Il desiderio di essere come tutti Einaudi INT_00_I-IV_Piccolo_Desiderio.indd 3 30/08/13 11.44 Sono nato in un giorno di inizio estate del 1973, a nove anni. Fino a quel momento la mia

Dettagli

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato

2- Quando entrambi hanno una vita di coppia soddisfacente per cui si vive l amicizia in modo genuino e disinteressato L amicizia tra uomo e donna. Questo tipo di relazione può esistere? Che rischi comporta?quali sono invece i lati positivi? L amicizia tra uomini e donne è possibile solo in età giovanile o anche dopo?

Dettagli

Giro, ghirotondo e altre storie ortografiche

Giro, ghirotondo e altre storie ortografiche Giro, ghirotondo e altre storie ortografiche Strumenti per la didattica, l educazione, la riabilitazione, il recupero e il sostegno Collana diretta da Dario Ianes Rossana Colli e Cosetta Zanotti Giro,

Dettagli

Favole per bambini grandi.

Favole per bambini grandi. Favole per bambini grandi. d. & d' Davide Del Vecchio Daria Gatti Questa opera e distribuita sotto licenza Creative Commons Attribuzione Non commerciale 2.5 Italia http://creativecommons.org/licenses/by-nc/2.5/it/

Dettagli

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA?

L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? dott.ssa Anna Campiotti Marazza (appunti non rivisti dall autrice; sottotitoli aggiunti dal redattore) L ADULTO CHE SA EDUCARE: REGOLE O PRESENZA? primo incontro del ciclo Il rischio di educare organizzato

Dettagli

El valor de ser padre y de ser madre -----

El valor de ser padre y de ser madre ----- El valor de ser padre y de ser madre ----- San Luis, 27 de Octubre 2012 Vengo da un continente dove esiste una vera crisi della paternità. La figura del padre non è molto precisa, la sua autorità naturale

Dettagli

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI

PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI PERCHÉ IL MONDO SIA SALVATO PER MEZZO DI LUI (Gv 3, 17b) Ufficio Liturgico Diocesano proposta di Celebrazione Penitenziale comunitaria nel tempo della Quaresima 12 1 2 11 nella lode perenne del tuo nome

Dettagli

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste.

storia dell umanità sarebbe veramente molto triste. FIGLI DI DIO Cosa significa essere un figlio di Dio? E importante essere figli di Dio? Se sono figlio di Dio che differenza fa nella mia vita quotidiana? Queste sono questioni importanti ed è fondamentale

Dettagli

Destinatari: adulti/giovani adulti di diversa provenienza linguistica e culturale che imparano l italiano in contesto L2 o LS

Destinatari: adulti/giovani adulti di diversa provenienza linguistica e culturale che imparano l italiano in contesto L2 o LS MA IL CIELO È SEMPRE PIÙ BLU di Rino Gaetano Didattizzazione di Greta Mazzocato Univerisità Ca Foscari di Venezia Destinatari: adulti/giovani adulti di diversa provenienza linguistica e culturale che imparano

Dettagli

La Sua Salute e il Suo Benessere

La Sua Salute e il Suo Benessere La Sua Salute e il Suo Benessere ISTRUZIONI: Questo questionario intende valutare cosa Lei pensa della Sua salute. Le informazioni raccolte permetteranno di essere sempre aggiornati su come si sente e

Dettagli

Lo sai, sono la tua anima gemella perchè...

Lo sai, sono la tua anima gemella perchè... Clémence e Laura Lo sai, sono la tua anima gemella perchè... Se fossi un paio di scarpe sarei i tuoi lacci Se fossi il tuo piede sarei il tuo mignolo Se fossi la tua gola sarei la tua glottide Se fossi

Dettagli

1. In generale, direbbe che la sua salute è: (Indichi un numero) Eccellente... 1 Molto buona... 2 Buona..3 Passabile... 4 Scadente...

1. In generale, direbbe che la sua salute è: (Indichi un numero) Eccellente... 1 Molto buona... 2 Buona..3 Passabile... 4 Scadente... ISTRUZIONI: Il questionario intende valutare cosa lei pensa della sua salute. Le informazioni raccolte permetteranno di essere aggiornati su come si sente e su come riesce a svolgere le sue attività' consuete.

Dettagli

Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può!

Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può! Pag. 1/3 Viaggiare all estero in emodialisi con noi si può! (Articolo tratto da ALCER n 153 edizione 2010) Conoscere posti nuovi, nuove culture e relazionarsi con persone di altri paesi, di altre città

Dettagli

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE...

SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... SE IO FOSSI UN ALBERO E INVENTASSI UNA STORIA DAL MIO DISEGNO...TI RACCONTEREI CHE... Una volta si fece la festa degli alberi nel bosco e io e una bimba, che non lo sapevo chi era, giocavamo con gli alberi

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.

Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Vite a mezz aria Ogni riferimento a fatti realmente accaduti e/o a persone realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale. Giuseppe Marco VITE A MEZZ ARIA Romanzo www.booksprintedizioni.it Copyright

Dettagli

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti

Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Gioco d Azzardo Patologico (GAP): anche la famiglia e gli amici sono coinvolti Informazioni e consigli per chi vive accanto ad una persona con problemi di gioco d azzardo patologico Testo redatto sulla

Dettagli

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE

AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE AZIONE CATTOLICA ADOLESCENTI ITINERARIO FORMATIVO SKYSCRAPER SECOND GUIDA PER L EDUCATORE Presentazione La guida dell educatore vuole essere uno strumento agile per preparare gli incontri con i ragazzi.

Dettagli

ALLA SCUOLA MATERNA UNITÁ 16

ALLA SCUOLA MATERNA UNITÁ 16 ALLA SCUOLA MATERNA Marzia: Buongiorno, sono venuta per iscrivere il mio bambino. Maestra: Buongiorno, signora. Io sono la maestra. Come si chiama il bambino. Marzia: Si chiama Renatino Ribeiro. Siamo

Dettagli

Una città per giocare: linee guida per il convegno internazionale.

Una città per giocare: linee guida per il convegno internazionale. Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - CNR progetto internazionale "La città dei bambini" Una città per giocare: linee guida per il convegno internazionale. Non mi mancava la memoria o l intelligenza,

Dettagli

Progetto Baseball per tutti Crescere insieme in modo sano

Progetto Baseball per tutti Crescere insieme in modo sano Progetto Baseball per tutti Crescere insieme in modo sano Il baseball, uno sport. Il baseball, uno sport di squadra. Il baseball, uno sport che non ha età. Il baseball, molto di più di uno sport, un MODO

Dettagli

LA STREGA ROVESCIAFAVOLE

LA STREGA ROVESCIAFAVOLE LA STREGA ROVESCIAFAVOLE RITA SABATINI Cari bambini avete mai sentito parlare della strega Rovesciafavole? Vi posso assicurare che è una strega davvero terribile, la più brutta e malvagia di tutte le streghe

Dettagli

Dalla lettura di una poesia del libro di testo. Un ponte tra i cuori

Dalla lettura di una poesia del libro di testo. Un ponte tra i cuori 1 Dalla lettura di una poesia del libro di testo Un ponte tra i cuori Manca un ponte tra i cuori, fra i cuori degli uomini lontani, fra i cuori vicini, fra i cuori delle genti, che vivono sui monti e sui

Dettagli

Indovinelli Algebrici

Indovinelli Algebrici OpenLab - Università degli Studi di Firenze - Alcuni semplici problemi 1. L EURO MANCANTE Tre amici vanno a cena in un ristorante. Mangiano le stesse portate e il conto è, in tutto, 25 Euro. Ciascuno di

Dettagli

CIO CHE SPINGE L UOMO

CIO CHE SPINGE L UOMO CIO CHE SPINGE L UOMO RIFLESSIONI E PROSPETTIVE SU COME PERCEPIAMO IL MONDO INTORNO A NOI COSA CI SPINGE? Cosa ci fa agire, cosa ci fa scegliere un alternativa piuttosto che un altra, cosa ci attrae e

Dettagli

ÒMangio a scuolaó sezione bambini

ÒMangio a scuolaó sezione bambini DISCRIMINANTI DEL CAMPIONE Istituto scolastico Classe Comune 1) Sesso maschio femmina 2) Etˆ 7-10 anni 11-13 anni 3) Preparazione dei pasti preparati nella cucina preparati altrove e della scuola portati

Dettagli

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo

Frisch. unità 1. 1 Leggi il testo unità 1 1 Leggi il testo Frisch Frisch era un abitudinario, come lo sono del resto quasi tutte le persone della sua età. Ogni mattina nei tre giorni che passava alla villa si alzava puntualmente alle sette

Dettagli

Francesco Villa Liceo Scientifico Statale Vittorio Veneto

Francesco Villa Liceo Scientifico Statale Vittorio Veneto Francesco Villa Liceo Scientifico Statale Vittorio Veneto La Milano che (non) vorrei... 13 aprile 2014 Anche per oggi suona la campanella che annuncia la fine delle lezioni! Insieme ai miei compagni di

Dettagli

Ciao ragazzi! - Lombardo Nosengo Ulysse

Ciao ragazzi! - Lombardo Nosengo Ulysse Unità 3 41 Il Vesuvio Ciao ragazzi! - Lombardo Nosengo Ulysse affresco - Pompei Capri Il golfo di Napoli Pompei Napoli Pompei Capri 42 L imperfetto indicativo L alternanza passato prossimo e imperfetto

Dettagli

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a

O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a O r a r e, e s s e r e a m i c i di c h i d a v v e r o c i a m a Ci situiamo Probabilmente alla tua età inizi ad avere chiaro chi sono i tuoi amici, non sempre è facile da discernere. Però una volta chiaro,

Dettagli

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto.

Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Conoscere per non avere paura. Capire che si può fare molto, ma non tutto. Accudire con attenzione e rispetto. Gentili congiunti, Questa piccola guida è stata creata per voi con l obiettivo di aiutarvi

Dettagli

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94

DAL MEDICO UNITÁ 9. pagina 94 DAL MEDICO A: Buongiorno, dottore. B: Buongiorno. A: Sono il signor El Assani. Lei è il dottor Cannavale? B: Si, piacere. Sono il dottor Cannavale. A: Dottore, da qualche giorno non mi sento bene. B: Che

Dettagli

La Convenzione Onu sui diritti dei bambini I DIRITTI DEI BAMBINI NELLA VITA DI OGNI GIORNO

La Convenzione Onu sui diritti dei bambini I DIRITTI DEI BAMBINI NELLA VITA DI OGNI GIORNO La Convenzione Onu sui diritti dei bambini I DIRITTI DEI BAMBINI NELLA VITA DI OGNI GIORNO Che cos è la Convenzione Onu sui diritti dei bambini? La Convenzione sui diritti dei bambini è un accordo delle

Dettagli

Con Rikke nei Parchi d Abruzzo di Kristiina Salmela

Con Rikke nei Parchi d Abruzzo di Kristiina Salmela di Kristiina Salmela Gole di Fara San Martino (CH) Hei! Ciao! Sono un bel TONTTU - uno gnometto mezzo finlandese mezzo abruzzese, e mi chiamo Cristian alias Rikke. Più di sei anni fa sono nato nel Paese

Dettagli

E vestirti coi vestiti tuoi DO#-7 SI4 dai seguimi in ciò che vuoi. e vestirti coi vestiti tuoi

E vestirti coi vestiti tuoi DO#-7 SI4 dai seguimi in ciò che vuoi. e vestirti coi vestiti tuoi SOGNO intro: FA#4/7 9 SI4 (4v.) SI4 DO#-7 Son bagni d emozioni quando tu FA# sei vicino sei accanto SI4 DO#-7 quando soltanto penso che tu puoi FA# FA#7/4 FA# SI trasformarmi la vita. 7+ SI4 E vestirti

Dettagli

Pagliaccio. A Roma c è un. che cambia ogni giorno. 66 Artù n 58

Pagliaccio. A Roma c è un. che cambia ogni giorno. 66 Artù n 58 format nell accostare gli ingredienti e da raffinatezza della presentazione che fanno trasparire la ricchezza di esperienze acquisite nelle migliori cucine di Europa e Asia da questo chef 45enne d origini

Dettagli