del mitico regno degli ashanti, ancora intrisa di antiche tradizioni. La strada, vero e proprio centro

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1 IL MAGICO ALFABETO DELLA NOTTE... tra sciamani, villaggi di streghe, superstizioni, unghie di luna e riti vudù Da un Ghana Togo Benin gruppo E. Berardi Testo e Foto di Debora Marconi... la Gioia portafortuna e anche la luna Tama Bibi Notte del dicembre 2011 Ghana: Accra qui è chiaro che la notte porta, insieme a ciò che senso di attesa per quello che accadrà. Ogni tanto...il clima che ci accoglie appena scesi dall aereo ancora non conosco, di certo l umido. compaiono casette di latta, che non amo definire sulla pista di atterraggio ad Accra, nel cuore tachicardico della notte,sin da subito, incredibilmente dotato di aria condizionata, piccolo nel quale stia Torna lentamente la visibilità e ricompare tutto il Prendiamo possesso del nostro mezzo, un pulmino baracche perchè mi pare di annullarne la dignità. nera, è letteralmente soffocante, opprimente e terribilmente appiccicaticcio. dotate di vita ancora, le sardine nelle loro scatoungla del Ghana. Ibiscus dai fiori gialli caratterizmo come probabilmente penserebbero di stare, se verde brillante della vegetazione intorno,della gi Ma in che mondo e in quale nuova avventura... lette. Mi colpisce quella che a me sembra la coda zano il percorso nella ricchezza della foresta pluviale che regala e che dona papaya, banane e frutti sono giunta questa volta? di crine di un mulo, appesa allo specchietto....stretta e stretti tutti tra due pietroni massicci Ma il mio stupore sparirà quando la mia mente riuscirà ad avvicinarsi sempre più al fatto concreto, Finalmente giungiamo a Kumasi, detta anche la della passione, anche a noi....uno schiacciato contro il petto e l altro a spingere da dietro sulla schiena...che fatica è, infatti reale e tangibile che qui siamo nei paesi della Magia. Della Magia, in tutti i sensi più incredibili, di Il Kejetia market in effetti è un qualcosa di straor città del mercato a cielo aperto. ora... respirare! In effetti, più che dell acqua avverto il bisogno Magia. Conosciamo Jeff, l autista dal fiero portamento ghanese e dalla bella e statuaria presenza. umano, che pare una vera e propria entità dotata dinario. Avventurarsi in questa sorta di formicaio di ossigeno, ricercato disperatamente attraverso lunghi e profondi respiri bisognosi più che mai, di Partiamo alla volta di Kumasi, un tempo capitale di forza vitale ed energia propria, è affascinante. aria... impossibilmente fresca. Tra mucchi di valigie semiaperte, sventrate e sgozzate del mitico regno degli ashanti, ancora intrisa di antiche tradizioni. La strada, vero e proprio centro Budelli umani con l inenarrabile si snodano in una confusione incredibile caratterizzata da suoni, grida da profondi tagli di coltelli, ansimanti, cerchi e urla continue che si addentrano e penetrano Togo vitale, diventa meravigliosa quando riesce a liberarsi dall asfalto di Accra. Bella. Color rosso ruggine nelle orecchie fino a raggiungere con intensità inamo le nostre...che lentamente escono, grazie al cielo intere, da un buco quadro e su un nastro di con grosse buche che paiono seminate lungo tutto finita le trombe di Eustachio fino al timpano. rotta gomma, stretto e mezzo distrutto, arrivano, il lungo ed interminabile tratto che percorriamo Donne corrono e si accalcano ovunque con piatti di metallo in testa, con ogni sorta di ben di ad aggrapparsi nuovamente alle nostre mani. sulle nostre quattro ruote che ogni tanto si bucano La sensazione del ricongiungimento al proprio e che talvolta hanno bisogno di qualche gonfiatina. Dio, dentro. Antiche rotaie e binari morti, di una bagaglio è sempre connotanta da un profondo e Dai finestrini si dipana un mondo sconosciuto alla stazione ferroviaria in disuso costituiscono il centro del mercato dove troviamo, inciampandoci gioioso respiro di sollievo. Che esce immediato mia vista, seppur abituata all Africa di viaggi precedenti. Persone avvolte in stoffa, probabilmente nelle stesse, ceste con polli sfiniti ed addormen e spontaneo, anche questa volta, nonostante l insopportabile torrida calura. alcune in quella kente tipica del Ghana, caratterizzata da colori vivaci, tonalità intense con disegni animiste. Teste di cobra, denti di cinghiale, aculei tati, caprette vive e feticci utilizzati per pratiche Recuperati tutti gli inseparabili borsoni, zaini e zainetti amici di avventura, raggiungiamo finalmente i dolci letti morbidi che ci attendono in una in occasioni differenti nel corso dell arco della e cuciture fantasiose e simboliche da indossare di porcospini, piume di uccelli modesta e carina pensioncina. giornata. Apprendo che le stoffe adinkra o stoffe Le pale della ventola girano veloci, sul soffitto, dell addio sono quelle utilizzate per le cerimonie proprio sopra il mio giaciglio... il prender sonno, funebri soltanto. I disegni che caratterizzano questi nel buio senza luna, favorito da questa brezza tessuti, sempre simbolici, sono intagliati su stampi artificiale. Spalanco ancora una volta gli occhi e ricavati da zucche a forma di fiasco, il colore prodotto dalla corteccia di un albero tipico, chiamato penso...di zanzare, neanche l ombra e neppure il suono di un ronzio. badie. Si preme sulla stoffa, dopo che l addetto Mi addormento... nel sogno dell ancor inconsapevole meraviglia, che da domani, vivrò ed incon I colori utilizzati sono quelli della bandiera del artigiano ha intinto lo stampo nella tintura calda. trerò insieme ai compagni di questo incredibile, Ghana ma il verde è sostituito dall azzurro. tutto da vivere viaggio, sospeso nell incantesimo Il rosso, rappresenta la terra. Il giallo, la ricchezza. del tempo. L azzurro, l amore infinito come il cielo. Ad un certo punto, abbandoniamo la strada ufficiale per lavori in corso che tradotto significa caos a livello guance all età di tre mesi indicanti la tribù o lo sta B e pipistrelli piccanti fritti degni di un vero e proprio banchetto di streghe e stregoni. Spiedini di topi non li troviamo ma sappiamo che lì ci sono anche quelli, tra il pesce grigliato e le scarpe nere ricavate dai copertoni degli pneumatici scoppiati. Vagabondando per le vie inanellate, saltellando allegramente tra catini di sapone fatto a mano, subito dopo aver incontrato una donna con una corona di fette di anguria in testa degna di una principessa delle fiabe, mi accorgo, grazie all attenzione che ora può depositarsi su ciò che ho più vicino, che sui visi neri neri di queste genti ci sono cicatrici profonde e vistose. Apprenderò in seguito che questi sono segni tribali creati sulle 27 dicembre 2011 partenza da Accra verso Kumasi inverosimile e ci avventuriamo in una diramazione...non altrettanto ufficiale. Quanta meravigliosa Mentre rischio di bocciare contro una ragazza tus di apparteneza sociale degli aschanti. La luce del giorno pare aver prosciugato l arsura e asciugato l atmosfera bagnata, della notte precedente. Il caldo è vivo ma sopportabile. Secco. tempesta di sabbia. I sussulti del pulmino e la visi portato con eleganza divina, ripenso alla leggen polvere, sembra di transitare nel bel mezzo di una con più pile di uova in testa, sul piatto di metallo Immediata si illumina l idea: se da noi e anche in bilità scarsa o nulla ci immergono in una dimensione senza tempo e senza spazio, sospesi in un Anokye, si trova in un punto preciso, luogo in cui lo da aschanti di questa città. La spada di Okomfo psicoanalisi si afferma che la notte porta consiglio,... Avventure nel mondo

2 sgabello d oro del re discese dal cielo per indicare a questa popolazione il luogo dove avrebbe potuto insediarsi. Da tre secoli la spada non è mai stata rimossa e simboleggia la forza e l unione. Nessuno può estrarla. Pena, il crollo del potere e del regno aschanti. 28 dicembre 2011 Kumasi - Tamale - Villaggio delle Streghe di Gambaga Proseguiamo il nostro viaggio in direzione di Tamale tra spruzzi di arida boscaglia, distese giallo zafferano della savana, piatte ed eterne praterie sempre sulla strada rosso ruggine che si snoda tra paesaggi incantevoli nel Ghana settentrionale. Questa polverosa zona, ricca di moschee tra villaggi di capanne d argilla cotta, vanta un ricco patrimonio e tradizioni islamiche. Anche dal finestrino la vita scorre lenta e le donne con i bimbi legati sulla schiena ciondolano pigre in armonia con la vita del luogo, che pare sostare in una dimensione di freno esistenziale senza nessuna sorta di accellerata in qualsiasi senso la si intenda. Alberi dal fusto alto, con fiori rossi appartenenti alla famiglia dei baobab e piante ricoperte per intero dalla sabbia e polvere rossa della strada, animano lo spettacolare paesaggio. Tamale è il cuore della cucina ghanese ma molto difficile tollerare le temperature elevate. Decidiamo, sotto mia proposta, di avventurarci alla volta della ricerca del Villaggio delle Streghe di Gambaga, luogo dove trovano rifugio o dove sono deportate le donne accusate di stregoneria dalla famiglia o dal villaggio di appartenenza. Il villaggio sorge in una regione di estrema povertà ignorata dai governi, è un vero e proprio campo di Streghe e il loro custode, chiamato Gambarana è il capo della comunità e l unica presenza maschile. Grazie ai suoi poteri speciali, ereditati per via paterna, ha il potere di stabilire se una donna è una vera strega oppure no. Come avvenga tutto ciò è davvero una chicca di curiosità. Il Gambarana uccide un pollo e lo getta a terra. Se nel momento della morte, le ali dell animale riversano verso terra significa che la donna è una Strega, altrimenti, no. Solo se la donna è una vera Strega può rimanere al campo, ma deve lavorare e vivere esclusivamente per il Gambarana. I poteri delle Streghe, nel villaggio ovviamente silenti o inattivi. Il documentario Witches of Gambaga è stato premiato al festival africano di Quagadougou in Burkina faso e tratta proprio di questo villaggio. Da qualche altro punto di vista, nel quale posso ritrovarmi anche io, le Streghe con grande probabilità, non sono Streghe ma donne malate di mente o stufe di sottomettersi alla volontà altrui o donne particolarmente perspicaci, dotate di molto intuito e di acume spiccato, che consapevoli di determinate verità, si ribellano. Sotto un certo aspetto, che a me interessa particolarmente, questo fenomeno lo si può osservare a casa nostra e al giorno d oggi nella nostra Italia. Nella mia pratica professionale psicoanalitica, mi è capitato talvolta e soprattutto una, di trovare donne tacciate a livello implicito di stregoneria, 20 - Avventure nel mondo soprattutto quando depositarie di verità scomode famigliari o sociali. Se una paziente donna o cliniche psicoterapeute donne, gridano metaforicamente al violento o in generale al dissociato..., è possibile che qualcuno poi, le additerà come Streghe da bruciare al rogo, soprattutto se l uomo di riferimento, occupante ruoli alti nella sfera di potere. A volte non dobbiamo andare lontano. Tutto il mondo è paese. E forse è vero che non ci siamo mossi, nemmeno noi, dal tempo del Medioevo. In ogni caso, qui a Gambaga è finita pure una donna accusata di aver provocato una epidemia di meningite. Il nostro pulmino ci trasporta per ore, prima di giungere a Gambaga. Ci hanno detto che distava neanche due ore da Tamale ma noi viaggiamo da cinque e più! La notte prende il sopravvento e i falò, nei campi, illuminano la notte buia e fonda e siamo pervasi tutti dall atmosfera intorno che perfettamente si confà, a ciò che stiamo andando a cercare. Che momenti indelebili nella memoria. Ci siamo. Troviamo una donna in strada disposta a portarci dal capo del villaggio. Forse è Maga Magò non con i capelli gialli ma neri ricci corvini! Il clima e ciò che sto per raccontare pare surreale. Davanti ad una capanna in paglia siede il Gambarana e noi tutti, davanti, a semicerchio. Una traduttrice funge da intermediaria tra noi e il capo. Sottolineo che non è una intermediaria di qualche agenzia, peraltro inesistente, ma è la donna, che abbiamo caricato in pulmino e che fin lì ci ha scortati. L unghia della luna rovesciata a culla, sovrasta Ghan Tog 01 nel cielo nero proprio sopra la capanna e il Gambarana, un uomo in tunica con ciabatte infradito con ponpon gialli. Che effetto essere lì, davvero emozioni allo stato puro. Mi rendo ben conto degli attimi irripetibili che sto vivendo e di essere in un momento di vita imperdibile. In sostanza, la verità è che non possiamo andare a trovare le Streghe perchè dormono a quell ora e la luce elettrica ovviamente non c e, esistono i fuochi. Quando chiediamo al capo notizie e specificazioni ci risponde che non può darle...sono informazioni segrete. Non è un male però non poter entrare dalle Streghe...sarebbe come andare a curiosare in un luogo di sofferenza o comunque di espiazione... o entrare in uno zoo umano. Quando ci alziamo per andar via, controllo con la coda dell occhio, che il Gambarana non acchiappi per gli stracci nessuna di noi...su undici partecipanti al viaggio solo in quattro, siamo donne... Aiuto! Non si sa mai!!! Ritorniamo a Tamale nel buio pesto, ma l appena trascorso è così denso e vivo che non mi accorgo delle ore del rietro. 29 dicembre 2011 da Tamale verso il Togo - Kara Partiamo da Tamale e lasciamo le graziose stanze ed i morbidi materassi della pensioncina che ci ha ospitati per quello che restava della notte, dopo una doccia a getti d acqua, ovviamente fredda. Subito sbagliamo strada e l errore ci permette di affrontare un tratto di sterrata rossa unico e sicuramente non frequentato da altri viaggiatori. Incontriamo tra sterpaglie di paglia e di erba secca nera bruciata dal fuoco, villaggi con casette di argilla sparse come funghi nei pressi di giganti alberi baobab. Apprenderò in seguito che i baobab sono gli alberi contenenti gli spiriti degli antenati, vero culto dell intera Africa occidentale e che dunque fungono da vera e propria protezione delle abitazioni. E così, intralciati soltanto da una mandria di buoi dalle corna lunghissime, proveniente dalla direzione opposta alla nostra, incontriamo il villaggio di Tugu e poi quello di Ghani fino a raggiungere il fiume Oti con l omonimo centro abitato. Ceste enormi di paglia, gallinelle e pulcini ruspanti, caprette a zonzo dimorano tra le genti, in una immagine agreste e bucolica fiabesca, che chissà quale poesia avrebbe ispirato anche al Pascoli. Siamo ormai nei pressi del Togo, e qui inizia anche il viaggio dei Visti, non visti. Ci sono errori nel nostro Visto Ghana e quello del Togo dobbiamo prenderlo. Dopo una sosta forzata, di ore alla frontiera caratterizzata dal clima soffocante caldissimo, riusciamo a scavalcare il confine con un particolare rituale di circostanza, comune, conosciuto bene anche in Italia, sul quale non intendo dilungarmi per una sorta di desiderio di sorvolare su certi delicati argomenti che potrebbero rivoltarsi a nostro sfavore visto il contesto di....

3 pratiche vudu tipiche del luogo. Fatto stà, che carichiamo un gendarme sul pulmino e che vomiterà lungo tutto il tragitto, che ha il compito di scortarci fino a Kara al centro di polizia per aggiustare il Visto sbagliato e ottenere per intercessione...direi, ancestrale...quello per il Togo. Le ore alla stazione di polizia sono eterne, trascorriamo l intero pomeriggio, distesi sulle piastrelle fresche del posto di comando rigenerati dall aria condizionata che rinfresca a dovere. In compenso la cena è deliziosa, consumata in un posto d incanto con tavolate ben preparate e addobbi graziosi sulle pareti. a30 dicembre 2011 Kara - Valle dei Tamberna obenin Koutammakou o terra dei Batammariba La giornata di oggi è memorabile. Partiamo per Koutammakou o terra dei batammariba detta anche valle dei Tamberna. I villaggi sono straordinari, animati da case di fango con tetto in paglia, fortificati in veri e propri castelli, creati nel XVII secolo dalle genti scampate ai rastrellamenti di schiavi causati dai sovrani di Dahomey del Benin. I complessi di casette denominate tata, sono una serie di torri collegate tra loro grazie ad un muro che un tempo fungeva da difesa contro gli invasori. Innumerevoli i raccolti di miglio e mais su terrazze sopraelevate fatte di tronchi ricoperti di argilla. Di fronte ai recinti, sempre una sorta di sacrario con feticci, soprattutto fallici, che sono vere e proprie creazioni simboliche straordinarie con funzioni protettive e propiziatorie, concretizzazioni della fertilità, volute dal culto degli antenati o comunque dallo spirito vivente che anima qualsiasi cosa esista nel creato. Molte, anche quelle formate dai teschi di animali domestici, soprattutto capre. Gli animali dei villaggi, mucche e polli, abitano, durante la stagione delle pioggie, la parte al piano terra delle abitazioni. Le galline e i pulcini entrano, attraverso una piccola porticina nel loro rifugio a destra, mentre i vitelli e le caprette, sono a sinistra. Una scaletta conduce al piano superiore dove si trova la terrazza e all interno dei tetti conici, le camere da letto o i granai. I baobab sono molti e donne con copricapo con corna e pipa in bocca siedono immobili, mentre i bambini sono distesi, fra gli animali distesi. I colori di questi luoghi sono caldi, come la temperatura che li avvolge. Il giallo, il marrone e beige predominano. La vegetazione è secca, la steppa arida, il cielo terso. E chiaro che questa è una ricca, ricchissima povertà. Il nostro concetto occidentale di povertà, a parer mio, è estremamente ingannevole. La povertà, noi la facciamo coincidere, quasi sempre, con l assenza di beni concreti. Quasi che il materiale, tanto virtuale mondo che abitiamo fosse ricco solo per questo. E invece forse, è davvero povero e misero perchè lo spirituale o è assente, o ritagliato fra il resto a fatica. Anche se per grazia del cielo, esiste e in fondo ad ogni anima, lo si trova sempre. L animismo, probabilmente corrisponde a ciò che più raggiunge il vero. E chi ha stabilito che l anima appartiene solo al genere umano? 01 Benzina in damigiane 02 Il mercato 03 Danza L uomo...che si definisce Sapiens, da solo, però. Il creato respira, queste popolazioni lo sentono a istinto immediato, noi soltanto dopo aver girovagato fra sovrastrutture intellettuali spesso sterili, esenti dalla logica del cuore che invece tocca l amore del mondo. Basta guardarci allo specchio per accorgerci umilmente che da queste comunità e dal vento che parla, abbiamo da imparare molto. Ci allontaniamo a malincuore dai villaggi e incontriamo lungo lo sterrato di ruggine rossa, singolari distributori di benzina nei campi...benzina in bottiglie di vetro con imbuti pronti per l uso! Più avanti, una festa di paese improvvisata, tra birra di miglio e bevande di sorgo. Qui, uno sciamano è al lavoro. Con il suo bastone pratica la cura. La terra parla e il bastone comunica ciò che la terra suggerisce all anima del sofferente, fungendo da intermediario tra il suolo e la psiche. Caspiterina, come sono bravi i miei colleghi! Spostati di qualche metro intrugli e forse pozioni in boccette, per chissà quali funzioni. Intanto dall altra parte della strada, stanno inseguendo e raccogliendo topi, grossi, in un sacco. La nostra guida Emily, una donna con l alito sprigionante un tanfo di birra allucinante, mentre ridacchia di gusto ci racconta che i topi costituiscono un alimento succulento, anche le interiora, utilizzate fritte, come il cervelletto nel fritto misto piemontese. Ci racconta che secondo lei, sono di gran lunga meglio dei conigli e dei polli e che ci perdiamo molto nel non provarli arrostiti! Tresbon, tresbon ripete! Ci racconta che invece i serpenti sono utilizzati nei riti vudù, soprattutto. Torniamo a Kara, dove ci attende la cena nel ristorante di ieri, deliziosa come la precedente. 31 dicembre 2011 Kara - partenza per il Benin - Villaggi Taneka o Tangba - Natingou Anche oggi abbiamo la fortuna di vivere, nell ultimo giorno dell anno una meravigliosa avventura etnografica. Andremo a trovare i villaggi Taneka. Ma prima, il Visto per il Benin, che scopriamo durare soltanto 48 ore. Bene, dobbiamo muoverci allora e siccome non abbiamo più foto tessera, cerchiamo un fotografo che ci raggiunge a colazione e con una tovaglia sfondo, ci mette contro il muro giallo e...clic!scatta! Transitiamo, prima di raggiungere i Taneka, nei pressi di un mercato molto ricco, anche di colori vivacissimi. Scopriremo che la storia di questo luogo è bellissima. Il mercato sorse qui, perchè qui, fu visto per la prima volta un bianco coniglio magico. Dura fu la lotta, per resistere ai tentativi di spostarlo. In tutta l Africa occidentale i mercati sono luoghi spazio-temporali importanti. E qui, che si svolge la vita ed è qui il vero punto di riferimento della scansione del giorno e anche della notte. Un dolce profumo di mango ci accompagna alla terra tanto amata da Marco Aime, il principale studioso di queste genti, colui che con grazia squisita ha sempre affermato che è imbarazzante sempre, fare domande sceme a persone così intelligenti. Ma è anche grazie a queste domande sceme che possiamo apprendere lo svolgersi della vita e la... VIAGGI Ghana - Togo - Benin cosmologia del credo animista. Le nuvole dell Atakora è uno scritto meraviglioso, sul popolo dei taneka tangba. Il villaggio di Seseirhà ci accoglie con la magia delle danze, alle quali partecipiamo entusiasti con la ricchezza dello stupore che ci accompagna ad ogni passo, nel caldo secco di quelle colline tra bambini festanti, lavanderie all aperto con i panni stesi e buttati su alberi e cespugli ad asciugare, campanelle per la scuola create con tubi sugli alberi battuti e percossi da pezzi di aratro e tanto altro ancora. Ma torniamo alla danza. Sono con noi, tre sacerdoti del luogo, quattro capi e il capo più importante del villaggio. Tamburi e strumenti creano un atmosfera arcaica e la bellezza del luogo ci getta immediatamente in un contesto psichico, spirituale lontano anni luce dal tempo presente. Pare di essere catapultati in una realtà ancestrale sulle colline dell Atakora tra gli spiriti degli anziani e dei defunti che è come se vivessero tra i vivi. La danza rappresenta un rito di passaggio vitale, l entrata nel mondo adulto attraverso pratiche di iniziazione. Tutto ha l anima e anche nei mulinelli di sabbia, nel vento della polvere dimorano gli spiriti dei defunti. I costumi sono originali, creati con fantasia e genialità e costituiscono un elemento coreografico affascinante. Ci sono anche i buoi che simboleggiano parecchio in questa cultura, ad esempio un bue davanti all uscio di una capanna indica che una coppia di giovani inizia una nuova vita. Tanto è più grande il bue, tanto pià grande sarà la prosperità. Le capanne sono d argilla, i tetti in paglia raccolta sulla punta da giare d argilla. Nell insieme mi ricordano tanti cappellini vicini con i ponpon. Altri tetti in lamiera, più costosi e dunque per i Avventure nel mondo

4 02 privilegiati. Nella parte alta, vivono i sacerdoti, i giovani iniziati e gli innumerevoli feticci vestiti con pelle di capra. In una particolare zona, deputata alla cottura di cibi e alla preparazione di birra messa in grandi zucche o comunque bevande di miglio, innumerevoli spuntano pentoloni, pentoline e paioli giganti tra i quali vagabondiamo. Decidiamo di raggiungere a piedi, nonostante il caldo tremento, la grotta sacra di Varun, un buco nella roccia della montagna che accoglieva chi riusciva a sfuggire ai mercanti degli schiavi. La passeggiata tra le colline cosparse di fiori gialli, simili alle nostre primule con vegetazione rada, meravigliosa. Non ricordo di aver visto un paesaggio simile in nessuno dei viaggi da me effettuati e pare davvero di incontrare ad ogni passo lo spirito di qualche antenato, quando l arietta disturba la calura immobile. Dopo aver oltrepassato un grande albero sul sentiero, l unico, quasi a fungere da porta naturale con il ramo a mò di arco, all entrata in una diversa dimensione, arriviamo in un luogo contraddistinto dalla brezza che spezza l afa e da una discesa che ci apprestiamo a percorrere. Iniziano a comparire molti alberi ad alto fusto con meravigliosi fiori arancio caduti, che costituiscono una sorta di sentiero che conduce naturalmente alla grotta esattamente come i sassolini nella fiaba di Pollicino, indicano la via nel folto del bosco. L uomo che ci guida alza lo sguardo e con il dito, lassù in alto, indica il buco. Ci arrampichiamo,tra sassi e lastroni piatti di roccia, ricoperti di fiori arancioni che ormai sono la parte più vitale e romantica del sentiero e di questa avventura, nell avventura. Entrare nella grotta è fantastico. Buio pesto, meno male che abbiamo le torce. Si narra che la grotta sia costituita su tre livelli. Quello del serpente boa, quello dell acqua e quello della pantera. La gente della collina considera sacra la grotta e qui avvengono cerimonie animiste e sacrifici rituali. Infatti, molti sono i teschi di poveri animali che troviamo e feticci con piumaggi di ogni sorta. Ascoltiamo quel nero, inframezzato dal suono dei pipistrelli che svolazzano, anche a pochi centimetri dai miei capelli. Quando esco nuovamente alla luce del giorno, la luce che filtra fra le fronde, mi abbaglia ma il mio sguardo si posa a terra e scorgo tra i sassi un bracciale. Che ora dimora, con me a ricordo di quel magico giorno, l ultimo dell anno gennaio 2012 Natingou - Villaggi dei Betabaribè detti Somba - Abomey L inizio del nuovo anno è davvero speciale, originale proprio, direi. Oggi visitiamo il popolo dei betamaribè, l etnia somba tra campi di granturco, miglio secco nella terra rossa bruciata dal solito fuoco e dai fumi di queste terre. Gli alberi sono verdi e la brezza fresca è un dono del cielo. Il vento accarezza i volti di tutti e il fruscio delle frasche anima il silenzio del mondo nuovo che ci corre incontro. I pulcini pigolano nell erba secca alta, raccolta da corde, mentre maialini ci seguono, festosi come cani. Le abitazioni di questa etnia non sono raccolte in veri villaggi, sono ubicate in mezzo ai campi coltivati, quasi a ricordare i nostri cascinali, ovviamente per i luoghi e non per le forme delle abitazioni. Anche qui le costruzioni in fango con tetti in paglia raccolti sulla sommità, non dalle giare di argilla ma da catini smaltati, rossi e bianchi. Sono le tata-somba, capanne circolari a più piani, con torrette di argilla che fungono da camere da letto e guglie. La peculiarità è data dai disegni geometrici sui muri, identici a quelli sui visi dei bambini componenti della tribù che contraddistinguono per l appunto,ogni tribù. Il loro è un individualismo particolare che li ha visti opporsi sia ai negrieri di Ghan Tog Dahomey e sia all islam che al cristianesimo. La loro religione è il più puro animismo e praticano la caccia con archi e frecce. Numerosi i feticci, sulle porte di ingresso, vicino alle finestre e su ogni albero del campo. Gli alberi dalla corteccia bianca dell eucalipto, hanno feticci particolari, zucche tonde vuote con dentro di tutto. Uno solo ha bottiglie appese su tutti i rami e anche se a me ricorda un albero decorato per Natale, ovvio è, che tutto è, fuorchè un albero di Natale. Incontriamo più avanti, lungo la strada, in mezzo ad un prato, un fortino simile a questi, ma rosa, con i tetti, sull alta terrazza, in latta. Con sorpresa scopriamo che è un albergo e anche se l idea può far sorridere non ha di certo eguali nella storia dell architettura. Le persone hanno gli amuleti, detti grigri appesi al collo e con sorpresa scopro che quegli strani oggetti che avevo visto al mercato sono in realtà portafortuna contenenti qualcosa di segreto al loro interno. Riprendiamo il nostro pulmino e ci avviamo verso la città di Abomey, luogo mitico, dello spietato regno di Dahomey, i tremendi sanguinari, che si resero responsabili di guerre e della tratta degli schiavi e che utilizzavano le gambe amputate dei nemici come bastoni per ucciderne altri. Nel nostro hotel immerso nella vegetazione troviamo però, la pace. Dopo la cena in una folta boscaglia con alte statue in legno scolpito a rappresentare le anime della notte, con la bocca spalancata ad altezza naturale, raggiungiamo le stanze per la notte. Ed è subito chiaro, nonostante il buio pesto, che la presenza dei topi è costante e che non ci abbandonerà neppure per un secondo. La certezza ce la regala un uomo che transita a due passi con un enorme macete in spalla...scopriremo infatti in seguito, che non è un discendente di Dahomey ma un vero e proprio cacciatore di topi. Quanto darei affinchè arrivasse il Pifferaio Magico, quello della fiaba che liberava la città...e se un incantesimo trasformasse in lui, il nostro coordinatore o qualsiasi altro uomo del gruppo o un passante qualsiasi???!... in queste lande, tutto è possibile!...e invece dai tre topi nella notte, sotto l armadio, non ci libera nessuno...ma cambiamo stanza. Non con la bacchetta magica...traslochiamo! 2 gennaio 2012 Abomey - Lago Nokouè e i Tofinu con Villaggio di Ganviè - Ouidah - Lomè Il risveglio è terrificante. Il mio zainetto con passaporto, documenti, carta di credito, macchina fotografica, obbiettivi e soldi in contanti, sparito. É un senso di angoscia, insieme a quello di impotenza, si fa strada dalla punta dei piedi sino a tutta la lunghezza dei miei capelli. Cosa è accaduto? Lo cerchiamo in ogni dove, anche nella foresta delle statue a grandezza d uomo con la bocca spalancata, che nel buio pesto prima dell alba, assumono un aspetto davvero inquietante, alla luce delle torce. Sparito. Quando ormai, persa è la speranza di ritrovarlo... compare magicamente un omino con uno scatolone di cartone, ricolmo del mio zainetto vuoto e di tutto il contenuto dello stesso, rovesciato a casaccio. Sono felice, rovisto, per controllare che non manchi nulla, soprattutto il passaporto. C è tutto, proprio tutto. L omino sorride e io senza esitare gli allungo cinquanta euro, non credo abbia mai visto una cifra così. Ma cosa sia davvero accaduto, resta un mistero. Forse il trasloco della notte precedente, non lo so. E vero che durante il giorno apprendo una cosa molto interessante. Nella cultura animista, quando un ladro trova nella roba rubata, le fotografie di chi ha subito il furto, restituisce la refurtiva... perchè potrebbe innescarsi il meccanismo del malocchio! Una fotografia vede e in quanto tale è un testimone attendibile! Chissà!!! Partiamo verso sud, grazie al cielo senza aver perso un minuto dalla tabella di marcia e lungo la strada caratterizzata da un fenomeno meraviglioso che tra breve descriverò, raggiungiamo il magico lago di Nokouè con le genti Tofinu. Il magico fenomeno è rappresentato da bocce di benzina tonde tonde, damigiane svestite, ai margini della strada, che si susseguono ininterrotte su tavoletti di legno, alla nostra destra e alla nostra sinistra. Vere e proprie palle di luce arancio ma 22 - Avventure nel mondo

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