Un artista non certo mediocre : l eclettico Thomas Griffiths Wainewright*** di Michele Lopez

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1 Un artista non certo mediocre : l eclettico Thomas Griffiths Wainewright*** di Michele Lopez He would talk of nothing but art, of which he had the crudest ideas, from our leaving the gallery until we found ourselves at the Northumberland Hotel. [HOUN, 692] *** Questo articolo è apparso in una prima stesura col titolo Uno studio in verde sulla fanzine sherlockiana The Strand Magazine, n. 18 N.S., Dicembre 2007, pp Si ringrazia il direttore Stefano Guerra per l autorizzazione. Nell analizzare l attitudine di Sherlock Holmes verso i criminali famosi, ho già avuto occasione di notare come raramente il detective di Baker Street si sia interessato di un caso solo per la sensazione che questo suscitava presso il pubblico. 1 In quella circostanza affermavo che, dato questo atteggiamento di Holmes, coloro che erano stati da lui espressamente nominati nel Canone dovevano essere considerati degli esempi di particolare talento nel campo del crimine e pertanto degni di attenzione da parte degli studiosi holmesiani. Dopo avere discusso in quell articolo la figura di Charlie Peace, ci occuperemo nel presente lavoro di quel talento multiforme che risponde al nome di Thomas Griffiths Wainewright, citato da Holmes insieme al famoso scassinatore nel seguente passaggio: Una mente complessa, disse Holmes. Tutti i grandi criminali ne sono dotati. [ ] Wainwright (sic) non era certo un artista mediocre. 2 Penna, matita e veleno. Thomas Wainewright nacque a Chiswick il 4 ottobre 1794, da una buona famiglia: il suo nonno paterno, Robert Wainewright, era un avvocato di Gray s Inn; suo nonno materno era il dottor Ralph Griffiths, fondatore ed editore della Monthly Review, e personalità di spicco nella Londra letteraria dei suoi tempi. La madre Ann 3 morì, appena ventunenne, nel darlo alla luce, e suo padre, Thomas Wainewright, non le sopravvisse a lungo 4. Il piccolo Thomas fu allevato dal nonno e, dopo la morte di quest ultimo nel 1803, da suo zio, George Edward Griffiths. Il cognome materno fu aggiunto naturalmente dal nonno Griffiths, che comunque non provò mai grande affetto per il nipote: riflesso probabilmente di un rapporto già difficile con il genero. I termini del testamento del nonno furono una delle cause indirette degli avvenimenti più drammatici nella vita di Wainewright: infatti, affermando di avere già sostenuto a suo tempo le spese per dare alla figlia una dote, Ralph Griffiths si limitò a lasciare al nipote l usufrutto di sterline vita natural durante (vale a dire una rendita di circa 250 sterline l anno) senza però che potesse entrare in possesso del capitale, che restava affidato ai fiduciari, i suoi zii Robert Wainewright e Edward Smith Foss e in seguito il figlio di quest ultimo, suo cugino Edward Foss jr. Il giovane Thomas Griffiths Wainewright (d ora in poi TGW), crebbe immerso fin dall infanzia in un ambiente letterario e cresciuto in una dimora, Linden House, costruita da suo nonno senza badare a spese e dotata di un meraviglioso parco, e sviluppò abbastanza naturalmente un gusto per 1 Vedi LOPEZ, Michele, Un virtuoso del violino, The Strand Magazine, anno 9 N.S. n. 17, giugno 2006, pp Ringrazio inoltre lo Strand Magazine per aver consentito a ripubblicare in questa sede il presente saggio, apparso col titolo Uno studio in Verde. 2 A complex mind, said Holmes. All great criminals have that. [ ] Wainwright (sic) was no mean artist. [ILLU, 987] 3 Nel necrologio di Ann Griffiths apparso sul Gentleman s Magazine il 7 ottobre 1794, l articolista faceva un curioso riferimento alla sua intelligenza, affermando che la defunta aveva compreso gli scritti di Locke altrettanto bene, forse, di qualunque persona di entrambi i sessi oggi vivente. 4 La data della morte di Thomas Wainewright senior non è conosciuta con precisione, ma deve essere anteriore al 1803, come si può dedurre dal testamento di Ralph Griffiths steso in quell anno.

2 tutto ciò che era bellezza, lusso e agiatezza. La sua educazione si svolse presso la scuola di Charles Burney 5 a Greenwich, scuola che aveva un ottima reputazione per quanto riguardava i classici greci e latini (dei quali infatti TGW ebbe una conoscenza profonda), molto meno per altre materie. In ogni caso, fu qui che TGW mostrò i primi esempi del suo talento come disegnatore, talento che con una notevole eccezione alla rigida disciplina dell istituto fu incoraggiato a coltivare. Terminata la sua istruzione nel 1812, lo zio George (che alla morte della nonna era diventato il suo unico tutore) assecondò il desiderio del giovane TGW di seguire la carriera artistica e si adoperò per farlo entrare come apprendista presso un maestro di pittura, dapprima con John Linnell 6 e poi con Thomas Phillips. Thomas Phillips ( ) rivaleggiava all epoca con Sir Thomas Lawrence 7 per la palma di ritrattista più alla moda. TGW non apprezzò, del suo maestro, la finitura eccessivamente patinata e soprattutto la tendenza a uno stile di pittura che venisse incontro ai desideri del committente, ammorbidendone i difetti e falsificando, così riteneva TGW, la realtà. In anni successivi, scrivendo di Phillips, affermò che era inferiore a Lawrence nell arte di mettere a loro agio i soggetti ritratti e ottenere l atteggiamento più naturale possibile, ma lodò il suo grande senso del colore e l ammirazione (vivamente condivisa da TGW) per i grandi della pittura del Rinascimento, da Michelangelo a Raffaello, e per Rembrandt. La differenza tra maestro e allievo è ben esemplificata dal confronto tra il famoso ritratto di Byron (il cloak portrait ) che Phillips dipinse nel 1814 e lo stesso soggetto realizzato da TGW fianco a fianco con il maestro. Il dipinto di TGW è più crudo, più realistico; la figura del poeta non è idealizzata come nel tratto di Phillips. Dal disegno delle labbra traspare sensualità e lo sguardo è molto meno angelico; le occhiaie sono più fonde e i riccioli non sono artisticamente scompigliati. Non pochi critici ritengono che TGW sia andato più vicino di Phillips a cogliere l essenza della personalità di Byron. TGW restò con Phillips solo un anno, in capo al quale maturò una decisione che, come disse in seguito, lo fece diventare un rinnegato nei confronti dell arte: infatti scelse di rinunciare alla carriera di pittore per darsi alla vita militare. Probabilmente una certa insicurezza sul suo talento artistico e l insoddisfazione dell apprendistato con Phillips furono le principali cause di questa decisione. TGW certamente apprezzava soprattutto l eleganza delle divise e non a caso scelse un reggimento famoso per la bellezza delle sue uniformi e per essere stato il meno impiegato in battaglia nella storia dell esercito inglese. In ogni caso, il 14 aprile 1814, TGW acquistò per 400 sterline una commissione nel 16 fanteria del Bedfordshire. Subito dopo, il reggimento partì per il Canada e rientrò in Europa nel 1815, arrivando con due mesi di ritardo per partecipare alla battaglia di Waterloo; TGW fu destinato invece di stanza a Fermoy, in Irlanda, e in seguito a Portsmouth. In capo a un anno la noia di conversazioni non certo appaganti per uno spirito artistico e di un ambiente dove l unico divertimento erano dieci bicchieri di whisky senz acqua ogni sera, fu sufficiente per convincere TGW di averne avuto abbastanza della vita militare. Il 23 maggio 1815 vendette la sua commissione e il 25 lasciò il reggimento a Portsmouth per rientrare a Linden House. Il ritorno nell ambiente che più di ogni altro si confaceva ai gusti di TGW non fu però sufficiente a dargli quella tranquillità di spirito che cercava. Poco dopo il suo congedo infatti cadde vittima di un collasso nervoso e di uno stato di depressione che durò quasi un anno. I vari biografi di TGW hanno avanzato diverse ipotesi sull influenza che questa malattia possa avere avuto sulle sue successive azioni: il romanziere Ladbroke Black suggerisce che TGW possa avere sofferto di encefalite letargica, o malattia del sonno, e che gli effetti di questa malattia abbiano permanentemente alterato 5 Charles Burney jr. ( ), figlio di Charles Burney sr., musicologo e autore di una famosa Storia della Musica. 6 John Linnell ( ), all epoca pittore di buona fama, era stato un enfant prodige ed era entrato come studente alla Royal Academy a soli tredici anni. Fu amico e confidente di molti personaggi della Londra artistica; è ricordato sopratutto per la sua amicizia con William Blake, di cui fu generoso mecenate. 7 Thomas Lawrence ( ) fu il pittore inglese più importante di quegli anni; studente alla Royal Academy nel 1787, allievo di Sir Joshua Reynolds, dopo soli quattro anni era già insegnante nella stessa istituzione; divenne il principale ritrattista di Re Giorgio III, fu nominato Baronetto nel 1815 e presidente dell Academy nel Personaggio ben noto nelle corti di tutta Europa, ritrasse molti nobili e principi.

3 la sua salute mentale; Havelock Ellis 8 nel suo The Criminal (1890) afferma esplicitamente che TGW era sull orlo della follia, se non completamente pazzo; Jonathan Curling si limita a dire che la sua melanconia giovanile può certamente avere alterato il suo senso morale 9. Comunque, le medicine che infine lo fecero uscire dal suo stato depressivo furono soprattutto le cure prestategli da Eliza Frances Ward, una ragazza di cui TGW si innamorò e che in seguito sposò, e la lettura delle poesie di Wordsworth, di cui divenne fervente ammiratore; passione condivisa all epoca da pochi, sebbene qualificati lettori (tra gli altri, de Quincey, Keats e Hazlitt) e che dimostra una certa indipendenza di gusto e di giudizio da parte di TGW (molto più forti erano, all epoca, i detrattori del poeta). Nel 1816 TGW si era ripreso e si trasferì in città per iniziare a tempo pieno la carriera di pittore. Contemporaneamente, iniziò ad adottare i modi e l abbigliamento di un ricercatissimo dandy, ai limiti se non oltre della stravaganza, con le sue delicate mani bianche, gli anelli alle dita, l occhialetto (che portava sempre, lamentandosi della debolezza della sua vista), i guanti color limone, il fazzoletto da taschino profumato. Il suo desiderio era quello di essere a man about town, un uomo al centro della vita mondana, non meno che artistica, di Londra: ma i suoi mezzi limitati non gli consentivano di condurre il tenore di vita che avrebbe voluto. Questo era un grave impedimento per un uomo che, come osserva acutamente Oscar Wilde, cercava di essere qualcuno, piuttosto che fare qualcosa 10. La scarsa rendita che gli veniva dall eredità materna veniva comunque rimpinguata dall aiuto dello zio, e dalle rette di alcuni allievi che frequentavano il suo studio. Fondamentale, per la sua formazione pittorica e artistica in generale, fu in questo periodo la frequentazione di tre grandi pittori: Henry Fuseli 11, Theodore von Holst e William Blake. Non si sa esattamente quando iniziò l amicizia tra TGW e Fuseli: potrebbe risalire all infanzia del primo, quando probabilmente Fuseli frequentava Linden House in compagnia di altri grandi artisti come Flaxman 12, oppure potrebbero essersi incontrati tramite il primo maestro di TGW, John Linnell, che di Fuseli era stato allievo (Fuseli definiva Linnell il mio piccolo gigante ). Comunque, è certo che essi erano in termini amichevoli già nel 1818, come è dimostrato da lettere tuttora esistenti. Fuseli fu colui che più di tutti influenzò TGW dal punto di vista artistico; egli lo definì, senza ombra di iperbole o di ironia, il Dio della mia adorazione. In Fuseli TGW trovò non solo un maestro di pittura, ma quasi, potremmo dire con termine moderno, un guru: la sua vastissima cultura (Fuseli leggeva e scriveva in otto lingue) e soprattutto le sue idee sui fini dell arte trovavano piena risonanza nell animo di TGW. In sostanza, essi privilegiavano una pittura che desse corpo alle fantasie e alle creazioni della mente, anziché limitarsi a imitare la realtà: i dipinti di Fuseli nascevano dalla raffigurazione dei suoi incubi, delle sue fantasie erotiche, di quelli che con termine moderno potremmo chiamare i fantasmi dell inconscio; oppure dalla visualizzazione di scene di romanzi di argomento romantico con un tocco di sovrannaturale, con riferimento soprattutto alla vasta corrente della letteratura romantica tedesca che, praticamente sconosciuta in Inghilterra per tutto il XVIII secolo, diveniva allora di moda (uno dei principali artefici della sua divulgazione era stato proprio il nonno di TGW con la sua Monthly Review). TGW, che conosceva bene il tedesco, fu uno dei primi a recensire favorevolmente (sulla London Magazine) il Faust di Goethe, ben prima 8 Havelock Ellis ( ), medico e psicologo, è famoso per essere stato uno dei fondatori della sessuologia moderna, oltre che per i suoi lavori nel campo della psicologia criminale. 9 CURLING, Jonathan, Janus Weathercock; the life of Thomas Griffiths Wainewright, , London, T. Nelson and sons, 1938, p WILDE, Oscar, Pen, pencil and poison: a study in green, Fortnightly Review, January Henry Fuseli ( ), nato Johann Heinrich Füssli a Zurigo, si trasferì in Inghilterra nel Nel 1768, incoraggiato da Sir Joshua Reynolds, iniziò a studiare pittura e trascorse otto anni a Roma. La sua fama di pittore crebbe rapidamente dopo che espose nel 1781 il suo famoso quadro The Nightmare alla Royal Academy. Nel 1790 divenne membro dell Academy, nel 1799 entrò a far parte del corpo docente e dal 1804 ricoprì l incarico di Custode, che mantenne fino alla sua morte. Fu amico di Blake e in vita gli arrisero fama, onori e ricchezza: la sua pittura visionaria non incontrò tuttavia i più puritani gusti vittoriani della seconda metà del XIX secolo e il suo nome perse di importanza fino a essere quasi dimenticato: solo nel tardo XX secolo la sua opera fu grandemente rivalutata. 12 John Flaxman ( ) pittore e scultore di buona fama; divenne celebre sopratutto per le sue illustrazioni di preziose edizioni di classici (Omero, Dante, Eschilo) e per i suoi bassorilievi; fu professore di scultura (cattedra creata appositamente per lui) alla Royal Academy a partire dal Molti anni dopo TGW, nella sua petizione per ottenere la semilibertà, elencò fra i propri meriti quello di essere stato amico di Flaxman.

4 della sua traduzione in inglese nel Troviamo qui un primo punto di contatto con Holmes, il quale a sua volta conosceva e apprezzava Goethe, che cita in lingua originale ([SIGN, 115 e 158].) Holst 13 condivideva appieno questa visione, e ancora più di TGW subiva l influsso del loro comune maestro Fuseli, data anche la sua più giovane età: TGW e Holst erano molto simili, non solo nelle idee ma anche nell atteggiamento e nell aspetto fisico. In anni successivi, quando tutti i suoi amici di un tempo lo avevano abbandonato, Holst fu l unico a offrire assistenza e aiuto al reietto TGW, ospitandolo in casa sua mentre era ricercato dalla legge e correndo il rischio di essere arrestato per favoreggiamento. Il 13 novembre 1817 TGW sposò la sua amata. Eliza Ward (nata nel 1796) era figlia di una certa signora Abercromby (née Weller) di Mortlake, due volte vedova: aveva avuto Eliza dal suo primo marito, mentre dal secondo ebbe due figlie: Helen (nata nel 1804) e Madeleine (nata nel 1810). Dopo il matrimonio la coppia andò a vivere a Mortlake, ma TGW continuò a recarsi in città ogni giorno e a condurre vita di società. Se le sue entrate erano a malapena sufficienti per uno scapolo, a maggior ragione dovevano esserlo per un uomo sposato, che per di più continuava a condurre un intensa vita mondana, passando incessantemente da una mostra, al teatro, a una cena in locali alla moda in compagnia di amici pittori e artisti; il che gli lasciava ben poco tempo per dedicarsi a una qualsiasi occupazione produttiva, incluso dipingere. TGW aveva inoltre preferenze costose in fatto di arte e l ambizione e il gusto del collezionista. In questo periodo frequentava spesso il negozio di Paul Colnaghi, vera Mecca degli appassionati d arte, specializzato nella vendita di stampe e riproduzioni di quadri famosi, allora uno dei pochi modi accessibili per poter conoscere i classici della pittura. Le stampe eseguite da incisori famosi raggiungevano spesso quotazioni piuttosto alte, e TGW spendeva cifre rilevanti presso il suo amico, cui faceva però una grande pubblicità. Nel negozio di Colnaghi (dove spesso si poteva incontrare anche Keats) TGW fece conoscenza con John Scott 14 (che aveva sposato la figlia di Colnaghi) e questa relazione aprì una pagina nuova nella sua carriera. Lo spensierato Janus Weathercock Nel gennaio del 1820 una nuova rivista faceva il suo esordio nel panorama letterario nazionale. La London Magazine nasceva sotto i migliori auspici: sotto la direzione del carismatico John Scott si erano raccolti collaboratori del calibro di Charles Lamb 15 e William Hazlitt 16. In seguito si sarebbero aggiunti nomi come John Keats, Thomas de Quincey, Barry Cornwall, John Clare, H.F. Cary e Benjamin Haydon. Di questa sceltissima pattuglia faceva parte TGW, che contribuì fin dal primo numero gennaio 1820 con un articolo a firma Egomet Bonmot. La London Magazine si occupava principalmente di letteratura, nonché di musica, arti figurative, teatro e attualità. I collaboratori, seguendo la tradizione del periodo, erano soliti firmarsi con pseudonimi; Lamb si faceva chiamare Elia, Hazlitt era Mr. Drama, de Quincey era Il Nano, e John Clare L Uomo Verde. TGW fu quello che più di tutti si divertì a giocare con le sue false identità, creandosene ben tre: l erudito Egomet Bonmot, il burbero Cornelius Van Vinkbooms e lo spumeggiante, pirotecnico Janus Weathercock. I contributi critici di TGW alla rivista, so- 13 Theodore von Holst ( ) era stato un altro enfant prodige della pittura: divenne allievo di Fuseli nel 1820, a soli dieci anni di età. L anno successivo Sir Thomas Lawrence comprò un suo schizzo a matita per tre ghinee. Nel 1824 entrò come studente alla Royal Academy, e i suoi disegni erotici furono tra i preferiti del Principe di Galles. Sebbene i suoi lavori non abbiano mai avuto la profondità di quelli di Fuseli, raggiunsero a volte livelli di intensità (e di violenza) simili. 14 John Scott ( ), scozzese di Aberdeen, fu direttore di vari periodici, tutti di ispirazione liberale; nel 1819 accettò l incarico di direttore della London Magazine, e nel corso della sua direzione riunì intorno a sé un impressionante numero di collaboratori di altissimo livello. 15 Charles Lamb ( ) scrittore e saggista di origine gallese, fu amico di Coleridge, di Wordsworth e di Shelley; ebbe una vita privata alquanto tormentata, con una sorella che uccise la madre in un accesso di follia e della quale egli ottenne il rilascio dal manicomio sotto la sua responsabilità, prendendosene cura fino alla morte. Lamb stesso trascorse sei settimane in manicomio nel La notorietà gli arrise sopratutto per il suo adattamento delle tragedie e commedie di Shakespeare per bambini, Tales from Shakespeare, da lui curato insieme alla sorella Mary e che ottenne un grande successo editoriale, e per i suoi saggi, molti dei quali pubblicati sulla London Magazine, mentre non ebbe uguale fortuna come commediografo. 16 William Hazlitt ( ), scrittore e saggista, è spesso considerato il più grande critico letterario inglese dopo il dottor Johnson; famosi sono i suoi lavori su Shakespeare. Amico di Coleridge, Wordsworth, Lamb, propugnò per tutta la vita idee fortemente liberali, al limite del rivoluzionario, e questo gli alienò alla lunga molte simpatie; morì in relativa miseria, dopo essersi ritirato dalla vita pubblica.

5 prattutto come Janus (un nom de plume singolarmente adatto per TGW) sono caratteristici della sua personalità: arzigogolati e fantasiosi nello stile, saltano spesso da un argomento all altro, con continue divagazioni, tra le quali però l osservatore attento può cogliere una linea costante di attenzione al gusto del bello al di là degli stereotipi classici delle scuole ufficiali. Non mancano gli accenni vanitosi, autoreferenziali, alle ricchezze del suo boudoir, di cui il Janus della finzione (ancora più dandy di quanto non fosse nella realtà TGW) elenca tutti i singoli pezzi, quadri, mobili, stampe, libri, precisandone il prezzo d acquisto; ma questi tratti, che alcuni intesero come un atteggiamento da snob, sono volutamente caricaturali: TGW fa rappresentare a Janus le proprie idee artistiche e i propri gusti raffinati, esagerandoli di proposito, in un ottica autoironica che però cela sempre un intenzione seria. Se i virtuosismi verbali di TGW irritavano talvolta Scott, che in più di un occasione dovette tagliare interi paragrafi dagli articoli del novello critico d arte, essi piacquero molto invece ai colleghi scrittori. Per TGW si apriva una nuova prospettiva: quella di poter essere un Autore riconosciuto, amico e collega dei migliori rappresentanti del mondo letterario. Soprattutto l amicizia con Lamb fu immediata e profonda; i Londoners crearono un circolo letterario informale (in cene, riunioni conviviali e chiacchierate) di cui TGW non era certo l esponente più oscuro. Nel 1821 TGW e sua moglie si trasferirono in città, questa volta in una residenza all altezza delle sue nuove aspirazioni. L appartamento nella casa al numero 49 di Great Marlborough Street, che era stata definita nel 1734 la più bella strada d Europa, divenne il santuario e la vetrina delle sue visioni decorative, riccamente arredato con profusioni di stampe preziose e pezzi di ogni epoca e stile. È lecito chiedersi come TGW potesse permettersi tutto questo: probabilmente suo zio pagava in questo periodo l affitto, o almeno parte di esso; le tariffe della London Magazine erano generose sedici ghinee alla pagina anche se per un certo periodo, forse irritato dalle sue critiche impertinenti sempre dispensate a cuor leggero, Scott non gli aveva più commissionato articoli. Ma a questo punto una tragedia improvvisa si abbatté sull ambiente dei Londoners. Le polemiche letterarie raggiungevano in quell epoca una violenza inaudita, coinvolgendo, come era inevitabile, anche tutta la linea politica e morale delle varie riviste. Scott, che era animato dal sacro fuoco della passione e considerava il suo mestiere come una missione, aveva pubblicato diversi editoriali in polemica con il direttore della Blackwood Magazine, la rivista rivale, di ispirazione fortemente conservatrice. Costui, John Gibson Lockhart, sfidò Scott a duello; quest ultimo si rifiutò, ma il comportamento del padrino di Lockhart, Jonathan Henry Christie, fu così offensivo che Scott stesso lo sfidò a sua volta. Lo scontro ebbe luogo presso Chalk Farm nella notte del 16 febbraio 1821; John Scott fu colpito a morte e spirò undici giorni dopo. In seguito alla morte di Scott, la rivista fu acquistata dagli editori Taylor e Hessey 17 che intesero farne una sorta di vetrina per i loro autori. Grazie al forte supporto degli amici, Lamb in prima fila, fin dal primo numero edito da Taylor TGW riapparve sulle pagine della London con un articolo a firma Van Vinkbooms. I due editori erano soliti riunire in cene presso la sede della rivista, con cadenza più o meno mensile, molti collaboratori e grandi nomi della scena letteraria londinese; in breve tempo TGW iniziò a fare lo stesso nella sua casa di Great Marlborough Street. Sotto lo stesso tetto si poteva così trovare riunito il gotha della letteratura inglese dell epoca; Lamb, Taylor, Hazlitt, Cary 18, Bryan Procter 19 erano ospiti regolari; in occasione delle sue visite a Londra nel 1822 e nel 1824 anche Clare 20 fu della partita; occasionalmente facevano parte della compagnia anche T. 17 La casa editrice di John Taylor e James Hessey era allora la più prestigiosa di Londra; il loro catalogo comprendeva autori quali Coleridge, Keats, de Quincey, Lamb, Clare, Carlyle e Cary. 18 H.F.Cary ( ), educato a Rugby e a Oxford, seguì la carriera ecclesiastica e divenne sacerdote; nel 1814 pubblicò a proprie spese la sua traduzione di Dante, che passò inosservata. Dietro suggerimento di Coleridge, nel 1819 essa fu ripubblicata da Taylor e Hessey ed ottenne un successo travolgente. La sua versione inglese del poema dantesco è tuttora considerata eccellente e non è improbabile, visti i gusti letterari di Holmes, che una copia di essa si trovasse sugli scaffali del salotto di Baker Street. 19 Bryan Procter ( ), meglio noto con il suo pseudonimo letterario di Barry Cornwall, pubblicò diversi volumi di versi e di prosa; contribuiva regolarmente alla London Magazine. Fu dapprima praticante avvocato e in seguito ottenne un incarico di Commissario per le Malattie Mentali. 20 John Clare ( ) era figlio di un contadino del Northamptonshire; i suoi Poems descriptive of rural life furono un best seller nel Quando venne a Londra fu considerato una curiosità letteraria, snobbato da alcuni, ma accolto e lodato pubblicamente da tutto il

6 N. Talfourd 21 e Allan Cunningham 22 mentre de Quincey si rammaricò di non aver potuto accettare un invito nel novembre 1821 ad una cena alla quale era presente anche Sir David Wilkie, grande pittore e uomo schivo che raramente frequentava ambienti mondani. Lo scrittore e poeta Thomas Hood, l attore William Macready e John Forster, che fu in seguito il primo biografo di Dickens, erano presenze non insolite. A capotavola, come il più ospitale e generoso degli anfitrioni, TGW regnava su questa élite di artisti. In tutto questo periodo egli continuava a frequentare il suo maestro Fuseli e coltivava inoltre l amicizia con William Blake. Sebbene poco nota anche nell ambiente artistico, l attività di mecenate di TGW verso Blake non fu affatto trascurabile: alcune copie delle migliori e più costose edizioni delle opere del grande poeta e pittore furono acquistate proprio da TGW, che ne aveva cantato le lodi in un articolo sulla London Magazine nel settembre La sua attività di pittore restava però molto limitata; a TGW mancava, del resto, la capacità di sacrificio e di costante esercizio di cui avrebbe necessitato per sviluppare il suo indubbio talento. Il suo primo quadro a venire ammesso alla mostra della Royal Academy fu, nel 1821, A subject from the romance of Undine (uno dei romanzi gotici tedeschi preferiti da TGW, scritto dal barone la Motte Fouqué, una storia tragica di amore e morte con elementi sovrannaturali, tipico del romaticismo germanico del periodo 23 ). Né questo né gli altri quadri che espose negli anni seguenti (Paris in the chamber of Helen, 1822; An attempt from Undine of la Motte Fouqué, 1823; The Milkmaid s song, 1824) ottennero grandi riconoscimenti, anche se Blake, come riferito dal suo biografo Samuel Palmer, nel visitare la mostra del 1824 si fermò ad ammirare The Milkmaid s song, che era appeso in una posizione tutt altro che favorevole vicino al soffitto, e commentò: Very fine. 24 Questo non è un risultato di poco conto; molti intellettuali ritenevano allora che le grandi mostre, rendendo l arte un fenomeno fruibile dalle masse e non solo più dall élite come avveniva in passato, la volgarizzassero 25. Come abbiamo già detto, il tenore di vita di TGW era assolutamente sproporzionato ai suoi mezzi; la rendita del suo capitale non era sufficiente a consentirgli di pagare i pezzi da collezione, le dispendiose cene per i suoi amici, la servitù e l affitto di un appartamento di prestigio, le sue generose sovvenzioni a colleghi artisti in difficoltà finanziarie. Per soddisfare le sue esigenze, già nel 1822 TGW aveva compiuto il primo passo sulla via del crimine. Il 5 luglio il capitale lasciatogli in usufrutto, che era costituito da sterline in azioni della Royal Navy al 5%, fu convertito in sterline nelle nuove Annualità al 4%. TGW fu presente allo svolgimento delle necessarie formalità presso la Banca d Inghilterra, che comprendevano la firma dei tre amministratori fiduciari del patrimonio. Dieci giorni dopo, TGW presentò alla banca una procura che lo autorizzava a prelevare la somma di sterline. In essa, le firme dei tre fiduciari erano state accuratamente falsificate da TGW stesso. Due anni dopo, il 17 maggio 1824, una nuova procura analogamente falsificata gli consentì di mettere le mani sulle rimanenti sterline. Desta meraviglia la leggerezza con la quale TGW si imbarcasse in un impresa che, se fosse stato scoperto e poteva esserlo in qualunque momento, alla prima verifica contabile avrebbe potuto portarlo sulla forca. Il fatto è che, come scrisse anni dopo, nell entrare in possesso di quel denaro egli non faceva che prendere quanto era suo: il denaro era l eredità dei suoi genitori, gli spettava di diritto, e solo le inique disposizioni del nonno lo tenevano lontano da un patrimonio che avrebbe dovuto trovarsi nelle sue tasche e consentirgli di vivere da gentiluomo come era suo diritto per circolo della London Magazine, incluso TGW. In anni successivi le sue poesie non ottennero lo stesso successo e la sua fine fu triste e tragica; entrò in manicomio nel 1834, per rimanervi sino alla morte trent anni dopo. 21 Thomas Noon Talfourd ( ) era allora un giovane e brillante avvocato, che scriveva per varie riviste ed era amico di Lamb, Hazlitt e Coleridge; in seguito ottenne successo anche come commediografo, fu membro del Parlamento e infine giudice; curò l edizione delle memorie di Lamb e fu il primo a scrivere un resconto della carriera criminale di TGW. 22 Allan Cunningham ( ) autore di Vite dei maggiori pittori, scultori e architetti inglesi, conosciuto anche come autore di canzoni, scriveva spesso sulla London Magazine ed era amico di TGW. 23 Sebbene TGW avesse curato la recensione della mostra dell Academy in un articolo sulla London nel luglio 1821, fu così corretto da non fare parola della propria opera. 24 MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, London, Faber and Faber, 2000, p In proposito vedi STEWART, David, T.G. Wainewright s art criticism and metropolitan magazine style, Romantic Textualities: Literature and print culture , n. 17 (Summer 2007), pp (http://www.cf.ac.uk/encap/romtext/articles/rt17_no1.pdf)

7 nascita. Così pensava TGW. Del resto, in questo periodo egli riteneva probabilmente che fosse solo una questione di tempo prima che il patrimonio familiare passasse nelle sue mani: era l unico parente vivente di suo zio George Griffiths, e poteva dunque legittimamente aspettarsi che alla sua morte avrebbe ereditato Linden House e la fortuna accumulata dal nonno Griffiths. Allora, se la falsificazione fosse stata scoperta, avrebbe potuto tranquillamente rifondere la somma di cui si era appropriato. In ogni caso, sia la banca sia i fiduciari si dimostrarono così trascurati nei loro doveri che la contraffazione non fu scoperta fino al gennaio Il primo serio inciampo nella carriera artistica di TGW fu la cessazione della sua collaborazione con la London Magazine. Le circostanze furono curiose: nel gennaio 1823 Lamb aveva pubblicato il primo volume dei saggi di Elia, che raccoglieva gli articoli da lui pubblicati sulla rivista con questo pseudonimo: contemporaneamente, nello stesso mese firmò con il suo nome un necrologio intitolato The Character of the Late Elia, in cui descriveva la morte del suo alter ego. Sullo stesso numero, apparve l ultimo articolo di TGW, a firma Janus Weathercock, nel quale commemorava anch egli la scomparsa dell amico Elia, dicendosi moribondo e prossimo a raggiungerlo nell aldilà. Un paio di mesi dopo, tuttavia, la notizia della morte di Elia fu smentita in un editoriale del direttore, e altri saggi furono pubblicati in seguito da Lamb con quello pseudonimo; ma gli editori non richiesero più articoli di TGW per la pubblicazione. L impertinente Janus Weathercock era morto sul serio, e non per finta. Senza dubbio questo fu un brutto colpo per l ego di TGW e per le sue aspirazioni artistiche (anche se per un paio d anni la sua vita di allegro animatore dei circoli letterari non ne risentì). D altro canto la London iniziò proprio in questo periodo il suo declino. Taylor aveva diretto e gestito bene la rivista per qualche tempo, ma, senza il genio di Scott che l aveva creata, evidentemente non era in grado di consolidare e mantenere il grande successo di pubblico che aveva avuto all inizio. Tra il 1823 e il 1824 sia le vendite sia la qualità della rivista iniziarono a calare inesorabilmente. Lo spartiacque nella vita di TGW fu il tragico anno Una serie di eventi negativi lo colpirono in quel periodo, a iniziare dalla morte del suo maestro Fuseli. Il profondo legame di amicizia tra i due è dimostrato dal fatto che alla solenne cerimonia con la quale il 25 aprile 1825 la bara del grande pittore fu sepolta nella Cattedrale di St. Paul furono ammessi solo i membri della Royal Academy e pochissimi amici del defunto, tutti nobili e aristocratici di grande fama, tranne TGW. La perdita di una figura di riferimento come Fuseli fu un durissimo colpo per la sua psiche, proprio quando gli sarebbe stato necessario un sostegno morale e psicologico. Nel giro di poche settimane, altre due brutte notizie giunsero alle sue orecchie: Taylor e Hessey vendettero la London Magazine, ormai in forte crisi 26 ; suo zio George Griffiths vendette la Monthly Review. In un colpo solo gli si precludeva così la speranza di poter un giorno tornare a scrivere sulle pagine della rivista che aveva ospitato i suoi primi successi come autore e insieme la possibilità di apparire sulla rivista di famiglia, per così dire, anche se non vi aveva mai pubblicato nulla. Il suo ultimo tentativo letterario fu Some passages in the life etc. of Egomet Bonmot Esq., edited by Mr. Mwaughmaim and now first published by me, pubblicato anch esso nel Scritto parte in prosa e parte in versi, il libro, sulla falsariga del finto necrologio di Elia di Charles Lamb, descrive la vita e le aspirazioni letterarie ed artistiche del defunto Egomet Bonmot (che era stato uno dei tre alias di TGW come collaboratore della London, la personalità per mezzo della quale aveva espresso le sue più alte ambizioni). Non è difficile rintracciarvi dei tratti autobiografici, e vedere, nelle aspirazioni frustrate di Bonmot, un riflesso degli stessi smacchi cui era andato incontro TGW. Come scrive Andrew Motion, l opera è Il ritratto di qualcuno che sta cadendo a pezzi e che studia il modo di restare intero e che cerca di scherzare sulla propria delusione, senza riuscirci del tutto 27. Il suo insuccesso pose la parola fine alla carriera di TGW come scrittore. Nello stesso anno 1825, in luglio, TGW espose i suoi ultimi due lavori alla Royal Academy: Sketch from La Gerusalemme Liberata e First Idea of a Scene from Der Freischutz. Come già i 26 Si stima che durante i suoi quattro anni come editore della London, Taylor abbia perso qualcosa come sterline. 27 MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p. 139.

8 dipinti precedenti, anche questi non ottennero alcun riscontro particolare. Il tragico anno fu completato dal fallmento del suo tentativo di entrare a far parte, come associato, della Royal Academy: si presentarono quaranta aspiranti, per tre posti, e TGW non fu tra i prescelti. In seguito a questa débâcle, la sua attività di pittore si ridusse ulteriormente e TGW cessò di esporre all Academy. Agli inizi del 1826 il denaro del lascito che TGW si era procacciato illegalmente per mezzo delle sue falsificazioni era probabilmente finito ed egli iniziava ad essere pesantemente indebitato. In quell anno infatti concluse un accordo con uno strozzino di nome John Atkinson, in base al quale TGW si impegnava a versare al suddetto Atkinson e a diversi suoi parenti un totale di 150 sterline l anno vita natural durante, in cambio del saldo di un debito di sterline che Atkinson aveva già versato a TGW, più un ulteriore prestito di sterline. Atkinson si impegnava inoltre a non denunciare TGW per debiti. A garanzia di questa transazione era costituito un pegno di libri, quadri e stampe non specificati che avrebbero dovuto essere affidati in custodia a un tale Robert Atcheson, avvocato e socio di Atkinson. Questo ci dice che TGW aveva speso in cinque anni qualcosa come sterline, che a una stima prudente corrisponderebbero a circa sterline attuali, intorno a un milione di Euro! La situazione era insostenibile e TGW decise, sebbene a malincuore, che era necessario abbandonare il suo amato appartamento londinese, tanto più che, dopo anni di apparente sterilità, Eliza era incinta. L unica soluzione dignitosa che consentisse loro di salvare capra e cavoli era quella di andare a vivere a Linden House con suo zio, con il pretesto di assisterlo date le sue precarie condizioni di salute (il che era vero), risparmiando allo stesso tempo le spese di vitto e alloggio cui ormai TGW non era più in grado di fare fronte. Il trasloco avvenne nel settembre I fatti, dunque, sembrano sostenere la teoria di un veleno [DEVI, 964] Veniamo ora a quello che molti ritengono l inizio della carriera di TGW come avvelenatore. Nel giro di poche settimane dall arrivo della coppia a Linden House, la salute di George Griffiths iniziò a peggiorare rapidamente. Colto da forti dolori allo stomaco, spirò alla fine del gennaio La sua morte fu naturale, o fu invece frutto di un omicidio premeditato? In anni seguenti, quando la fama delle azioni criminose di TGW crebbe, mescolandosi alla leggenda, ben pochi dubitarono che suo zio fosse stata la prima delle sue vittime. Di sicuro aveva il movente: la situazione finanziaria di TGW rimaneva disastrosa, e solo l eredità dello zio avrebbe potuto rimetterla in sesto: senza contare il desiderio di impadronirsi della meravigliosa villa che fin dall infanzia aveva rappresentato per lui la dimora ideale. Quanto prima George Griffiths fosse passato a miglior vita, tanto meglio sarebbe stato per il giovane nipote. Una delle cameriere, Sarah Handcock, testimoniò che il suo padrone era morto in preda a un attacco di convulsioni, del tutto compatibili con una diagnosi di avvelenamento da stricnina. Ma, d altra parte, questa testimonianza fu resa solo alcuni anni dopo, quando altre due morti di cui una certamente tra le convulsioni erano avvenute in sua presenza; e non sappiamo se questi ricordi fossero genuini, oppure aggiunti a posteriori sulla base di quello cui la donna assistette in seguito. La mia opinione è che certamente ci sono elementi per sospettare fortemente TGW di avere avvelenato suo zio, ma non sufficienti per emettere con certezza assoluta un verdetto di colpevolezza. Il testamento fu letto e omologato il 5 febbraio 1828 e un amara sopresa attendeva TGW. Gli ultimi anni di gestione della Monthly Review avevano grandemente prosciugato il patrimonio familiare. Invece della fortuna che si aspettava di ereditare, e che lo avrebbe reso un ricco gentiluomo libero dall obbligo di guadagnarsi da vivere, TGW scoprì che il patrimonio di George Griffiths ammontava in tutto ad appena sterline; mentre la sola manutenzione di Linden House costava sterline all anno. Lungi dall essere definitivamente sistemata, la sua situazione finanziaria era addirittura peggiorata. Uno spirito più fragile, al posto di TGW, sarebbe potuto crollare sotto il peso del disastro; una persona dal carattere più pratico si sarebbe resa conto che l unica soluzione per trarsi dai pasticci era quella di vendere Linden House e con il ricavato saldare i debiti e condurre un tenore di vita più

9 modesto. Ma entrambe queste opzioni non erano contemplate nella filosofia di TGW. Invece, egli continuò a vivere largamente come se nulla fosse, confidando nella reputazione di ricchezza della famiglia per ottenere credito dai fornitori di Turnham Green. Suo figlio Griffiths nacque pochi mesi dopo e fu battezzato il 4 giugno Si dice che TGW provasse poco affetto per il bambino; questo, insieme al lungo lasso di tempo senza figli trascorso dal matrimonio, portò alcuni (tra cui Barry Cornwall) a ipotizzare che potesse essere un figlio illegittimo. D altro canto, tutte queste riflessioni ed insinuazioni furono espresse molti anni dopo, e comunque TGW ebbe poco tempo per affezionarsi al suo erede; quando lo vide per l ultima volta, Griffiths aveva meno di tre anni. Sebbene non facesse più parte della scena letteraria, TGW non aveva interrotto i contatti con i vecchi amici della London: H. F. Cary e Lamb cenarono a Linden House almeno in un occasione nell estate del 1829, e Cornwall fu suo ospite una sera del 1830, insieme a Richard Westall 28. Secondo Cornwall, in questo periodo TGW arrotondava i suoi guadagni con alcune transazioni fraudolente nel campo dell arte: acquistava stampe preziose, che poi rivendeva, trattenendo però le cornici, che riportavano i prezzi, molto alti, scritti di pugno da Colnaghi e da altri commercianti prestigiosi. Nelle cornici vuote TGW inseriva stampe di valore assai inferiore, che rivendeva, facendole passare per originali, ad acquirenti non esperti. Che queste voci siano o meno vere, certo è che comunque gli eventuali profitti illeciti non bastavano per ripianare i suoi debiti. Una soluzione radicale era necessaria, e doveva essere trovata nel più breve tempo possibile. A complicare le cose era intanto intervenuta la situazione patrimoniale della suocera, la signora Abercromby. Costei viveva a Mortlake con le due figlie, le sorellastre della moglie di TGW, mantenendosi principalmente con gli affitti di alcune case che possedeva. Ma gradualmente le rendite andarono calando, e nel 1828 la famiglia Abercromby non era più in grado di tirare avanti. I rapporti tra Eliza e le sorellastre erano sempre stati molto buoni; Helen e Madeleine frequentavano la casa di TGW e la sorella maggiore (che diversi commentatori descrivono come molto bella ) aveva posato come modella per Fuseli. Perciò era naturale che la coppia proponesse il suo aiuto ai parenti in difficoltà. A questo punto i resoconti sull esatto svolgersi degli avvenimenti divergono: secondo i biografi più antichi, Mrs. Abercromby si trasferì a Linden House insieme con le figlie tra il dicembre del 1829 e il giugno del 1830, e ivi morì improvvisamente, in un attacco di convulsioni, il 19 agosto 1830, sei giorni dopo avere fatto testamento 29. Ma Andrew Motion, nel suo libro pubblicato nel 2000, fa riferimento a fonti che attestano la sua morte nella parrocchia di Mortlake quasi un anno prima, il 22 agosto Se quest ultima informazione è esatta, perde credito la diffusa leggenda secondo la quale Mrs. Abercromby sarebbe stata la seconda vittima degli esperimenti di TGW nell arte del veleno. Come per la morte di George Griffiths, anche questa diceria si basa sulla testimonianza della cameriera Sarah Handcock e su poco altro. Il movente finanziario era infatti alquanto scarso; la morte di Mrs. Abercromby avrebbe fruttato a TGW solo un centinaio di sterline che la signora lasciò alla figlia maggiore Eliza. È però vero che la presenza della signora avrebbe potuto rivelarsi un grave ostacolo ai piani di TGW per risolvere definitivamente il problema dello stato delle sue finanze, piani che erano andati sviluppandosi dagli inizi del 1830 e che ora stavano entrando in una fase decisiva. Omicidio, se mai ce n è stato uno al mondo. [WIST, 871] Il 23 marzo 1830 Helen Abercromby, accompagnata dalla sorellastra Eliza Wainewright e da TGW stesso, si presentò negli uffici della Palladium Insurance Company, allo scopo di stipulare un assicurazione sulla vita per sterline per un periodo di tre anni. Questa polizza fu perfezionata il 20 aprile e il relativo premio di 29 sterline fu pagato da TGW. Interrogata sul motivo per 28 Richard Westall ( ) pittore, membro della Royal Academy dal 1794; è ricordato per le illustrazioni di classici (quali i poemi di Milton) e per i suoi ritratti di personaggi celebri, tra cui Byron e la Regina Vittoria, di cui fu insegnante di disegno dal 1827 al CURLING, Jonathan, Janus Weathercock, op. cit., p MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p. 156.

10 il quale voleva stipulare una polizza per un periodo di tempo così breve, Helen rispose che vi era una causa pendente in tribunale, che si sarebbe certamente risolta in suo favore entro tre anni e che le avrebbe fatto incassare una notevole somma di denaro; ma, se fosse morta nel frattempo, non voleva che la sua famiglia si trovasse in difficoltà. Disse che le era stato consigliato che questa era la cosa giusta da fare. Fino al 1808 era praticamente impossibile impiegare denaro in questa forma di investimento; dopo il 1809 il governo inglese aveva disposto leggi che regolavano il settore, ma rimanevano oscurità e confusioni normative che lasciavano ampio spazio a trucchi e imbrogli. In questa zona d ombra si inserì astutamente TGW. Senza entrare nei dettagli delle varie transazioni, basti dire che, tra il marzo e l ottobre del 1830, la vita di Helen Abercromby fu assicurata per una somma complessiva di sterline con cinque diverse compagnie, per un periodo di tempo fra i due e i tre anni. Nel corso delle varie visite alle compagnie coinvolte Helen mentì diverse volte, in particolare sulla sua età e sulla ragione per la quale desiderava stipulare la polizza; e negò ripetutamente di essersi assicurata presso altre compagnie. I premi, per un ammontare di 220 sterline, furono tutti pagati di tasca da TGW. Non c è dubbio che l intento di TGW fosse quello di intascare prima della scadenza le sterline delle polizze. Nessun altra ragione potrebbe spiegare il suo investimento di una somma così ingente per un motivo apparentemente futile come quello di assicurare la vita di una donna giovanissima e in perfetta salute. Una truffa ai danni dell assicurazione era il fine chiaro ed evidente del suo piano. Però Helen si era presentata personalmente negli uffici delle compagnie e aveva sostenuto le varie menzogne che erano state elaborate da TGW e da Eliza per ingannare gli assicuratori. È impossibile credere che ella fosse all oscuro dei piani di TGW, a meno di non ipotizzare che fosse talmente ingenua da sfociare nell imbecillità totale. Quindi era una complice consapevole del piano. Ma le polizze avrebbero potuto essere incassate solo se Helen Abercromby fosse morta entro tre anni. Nessuno, evidentemente, parteciperebbe volontariamente ad un piano che si potrebbe realizzare solo con la propria morte. Una osservazione di Helen ad un impiegato di una delle compagnie assicurative getta un po di luce sulla faccenda; la ragazza disse che si assicurava perché doveva andare all estero per qualche tempo. Il piano di TGW dunque prevedeva probabilmente che Helen si sarebbe dovuta recare all estero, presumibilmente in Francia, e lì scomparire, fingendo la propria morte con l aiuto di testimonianze compiacenti. Le difficoltà finanziarie di TGW erano in questo periodo più gravi che mai. I creditori di Turnham Green lo assillavano da presso, e per fare fronte alle spese spicciole TGW aveva contratto altri debiti, verso uno strozzino di nome Sharpus per 610 sterline e per altre 200 sterline verso un banditore all asta di Piccadilly, tale Wheatley. L 8 luglio 1830 TGW fu costretto a concedere a Sharpus una procura per un atto di vendita di tutti gli arredi e il contenuto di Linden House. Un rappresentante dello Sceriffo della Contea del Middlesex si installò in casa per sorvegliare gli oggetti dati in garanzia. Sharpus comunque concesse a TGW un rinvio dell atto fino al 21 dicembre. Poiché era consuetudine pagare i fornitori a Natale, per la fase finale del suo piano TGW scelse di trasferirsi in una nuova base di operazioni. Il 12 dicembre 1830, insieme a sua moglie, suo figlio, le due cognate e due domestiche Sarah Handcock e Harriet Grattan si trasferì in un appartamento ammobiliato al n. 12 di Conduit Street, una traversa di Regent Street. Qui furono compiuti gli ultimi passi. Il 13 dicembre Helen si recò da un avvocato che non l aveva mai vista prima, e stese un testamento con il quale nominava erede universale sua sorella Madeleine. Nello stesso giorno, presso un altro studio legale, firmò un trasferimento in favore di TGW della polizza per sterline emessa dalla Hope Insurance Company. Il cognato riconoscente aveva organizzato una serata di svago: tutta la compagine familiare si recò a teatro, al Covent Garden 31, cui fece seguito una robusta cena a base di aragosta e birra chiara. Il giorno dopo ebbe luogo una sequenza quasi identica di eventi: Helen si presentò da un altro avvocato e firmò un altro trasferimento di polizza in favore di TGW, questa volta di sterline emessa dalla Palladium. 31 Si ricorderà che il Covent Garden era uno dei teatri frequentati da Holmes, sopratutto per l opera. [REDC, 913]

11 Nel pomeriggio invece stese un altro testamento, con il quale nominava eredi universali la sorella, Eliza Frances Wainewright, e suo marito. La sera, dopo essere stati nuovamente a teatro (al Drury Lane questa volta, dove recitava Macready, l amico di TGW) e avere consumato un altra cena indigesta a base di ostriche e birra scura, tutti rincasarono a piedi malgrado la sera umida e piovosa. Durante la notte Helen si sentì male e trascorse la giornata successiva a letto. E veniamo così alla mossa conclusiva del piano, quella che portò alla morte di Helen Abercromby. TGW aveva preparato il terreno molto bene, organizzando due cene indigeste di seguito e facendo sì che tutti attribuissero il successivo malessere della ragazza alle ostriche e al freddo preso la sera precedente. In realtà, TGW somministrò a Helen, insieme alla cena, del veleno, probabilmente antimonio in basso dosaggio, i cui effetti principali sono mal di testa e vomito, alterazione del battito cardiaco, debolezza generale, sudori freddi e annebbiamento della vista, esattamente i sintomi che caratterizzarono la malattia di sua cognata. Se non si esagera con la dose, questi sintomi possono essere facilmente scambiati per quelli di una gastrite. Tale fu la conclusione del medico che venne chiamato il 16 dicembre, quando si vide che Helen non migliorava: il dottor Charles Locock 32, basando la sua diagnosi sulle ostriche e l infreddatura, prescrisse quindi tinture di calomelano e sena. Il 17 Helen, assistita continuamente dalle sorelle e dal cognato, stava ancora male e un salasso arrecò solo un sollievo temporaneo. Il sabato 18, vedendo che il polso era ancora frequente e irregolare, il dottor Locock prescrisse tartaro emetico. TGW deve avere sorriso sinistramente tra sé nel vedere il medico rendersi complice inconsapevole del suo piano: il tartaro emetico è infatti il principale sale dell antimonio, che era con tutta probabilità il veleno che egli stava somministrando a Helen. Il risultato di questa terapia fu un peggioramento del vomito che durò tutta la notte. La domenica la paziente stava meglio, e per cena prese del brodo: ma in seguito peggiorò e passò una notte molto agitata. Lunedì Locock prescrisse quindi pillole di canfora come sedativo. Martedì mattina, il 21 dicembre, Helen stava piuttosto bene, meglio di come si fosse sentita nell ultima settimana. Il dottore la lasciò in buone condizioni dopo la visita mattutina. Poco prima dell ora di pranzo, secondo la testimonianza della cameriera Harriet Grattan, Eliza Wainewright somministrò a sua sorella una polvere in gelatina. Dopodiché, lei e TGW uscirono per una passeggiata. Quasi immediatamente Helen iniziò a sentirsi male e a delirare. Le cameriere, spaventate, mandarono subito a chiamare il dottor Locock, che giunse insieme al signor Hanks, l assistente di una vicina farmacia. La paziente era perfettamente cosciente, ma in preda a convulsioni simili a quelle del tetano. Il medico e il farmacista le somministrarono degli anti spasmodici che fecero subito effetto, tanto che la paziente esclamò: Oh, dottore, ero andata in Paradiso, ma lei mi ha riportato sulla terra!. Fu allora che la cameriera Sarah Handcock fece l infelice osservazione che la madre di Helen era morta nella stessa maniera. Tranquillizzati dalla cessazione delle convulsioni, Locock e Hanks se ne andarono. Pochi minuti dopo, la paziente fu colta da un altro spasmo. Quando il dottor Locock ritornò, alle quattro del pomeriggio, Helen Abercromby era morta. TGW e sua moglie, ritornando dalla loro passeggiata, apparirono stupiti e scioccati. Il dottor Locock emise un verdetto di morte per emorragia cerebrale, ma richiese il permesso di eseguire un autopsia. TGW acconsentì prontamente. Helen Abercromby fu avvelenata da TGW? La risposta non può che essere positiva. Tutti i sintomi riscontrati sulla ragazza coincidono con quelli tipici di un avvelenamento da stricnina: convulsioni (caratterizzate da un intervallo di remissione), piena coscienza del paziente, assenza di vomito. Anche i risultati dell autopsia confermano indirettamente questa ipotesi: nessuna irritazione dello stomaco, congestione dei polmoni, iperemia (eccesso di sangue) nel cervello e nel midollo spinale. Questi sintomi condussero il dottor Locock a confermare la propria diagnosi di morte per congestione cerebrale dovuta ad una gastrite e all infreddatura cui la paziente era andata soggetta. 32 Charles Locock ( ) non era un medico qualunque: divenne ginecologo e ostetrico personale della Regina Vittoria, fece nascere tutti i suoi figli, e per questi meriti fu nominato baronetto. Nel 1857 scoprì l uso del bromuro di potassio come primo vero rimedio efficace contro le crisi di epilessia.

12 Il dottor Locock fu colpevole di negligenza? Decisamente no. I sintomi dell avvelenamento da stricnina sono ben noti al giorno d oggi, e sarebbero stati riconosciuti prontamente anche ai tempi di Sherlock Holmes, ma nel 1830 erano praticamente sconosciuti non solo al medico comune ma anche allo specialista in tossicologia. La sostanza era stata sintetizzata per la prima volta solo nel L astuzia veramente diabolica di TGW nel servirsene fece il resto: egli non commise l errore di causare la morte improvvisa di una persona giovane e in buona salute, ma ebbe cura di indebolirla con un lento avvelenamento da antimonio e di fornire un pretesto plausibile per le sue condizioni di salute, prima di somministrarle la dose fatale il giorno stesso della morte. Sia il signor Culverton Smith sia il dottor Grimesby Roylott avrebbero, con minore successo, avuto un idea analoga in anni seguenti. L idea di usare un tipo di veleno che non potesse essere scoperto da nessuna analisi chimica era proprio quella che poteva venire in mente a un uomo intelligente e privo di scrupoli 33 Due domande si pongono obbligatoriamente. La prima è: Eliza fu complice di suo marito nell omicidio della sorellastra? La seconda: TGW aveva premeditato di uccidere Helen fin dall inizio della sua macchinazione o cambiò il suo piano strada facendo? La risposta alla prima domanda è la più difficile. Senza dubbio fu Eliza a somministrare a Helen la gelatina che conteneva una polvere non prescritta dal medico: una gelatina dolce, particolarmente adatta a mascherare il sapore fortemente amaro della stricnina. Questo non implica che ella fosse al corrente, prima del delitto, della natura della sostanza che somministrò a sua sorella dietro istruzioni di TGW, ma deve essersene resa conto per forza di cose dopo il fatto. A questo punto però, anche se avesse voluto, non avrebbe più potuto denunciare suo marito senza accusare anche sé stessa. La mia impressione è che questa sia la spiegazione più plausibile, anche alla luce di quanto accadde in seguito tra i due coniugi. La risposta alla seconda domanda può essere ipotizzata in base ad alcuni elementi. Helen morì il 21 dicembre, lo stesso giorno in cui scadeva la proroga dell atto di vendita che Sharpus vantava nei confronti degli arredi di Linden House. I creditori si presentarono in Conduit Street mentre Helen giaceva ancora sul letto di morte. TGW riuscì infine a persuadere Sharpus a rinviare la sua azione mostrandogli i due testamenti (che erano in suo possesso) che gli consentivano di rendere erede di Helen e quindi beneficiario delle polizze sé stesso oppure Madeleine, a sua discrezione. Questa coincidenza di date ci porta a supporre che probabilmente il piano originale di TGW fosse effettivamente quello di fingere la morte di Helen all estero, ma che dietro la pressione delle scadenze dei suoi debiti, mancandogli il tempo di organizzare un finto decesso, egli si decise a sacrificare la vita della ragazza. Non può continuare per sempre a giocare con strumenti affilati senza tagliarsi quelle manine delicate. [3GAB, 1033] Lo schema di TGW, che avrebbe dovuto fruttargli sterline, incontrò subito delle difficoltà. Il 4 gennaio 1831 le compagnie di assicurazione tennero una riunione: misero insieme le loro informazioni, dalle quali vennero in luce le varie menzogne di Helen Abercromby. Le compagnie formarono un fronte comune e rifutarono di pagare in base al concetto di misrepresentation : cioè l assenza di un reale interesse di Helen ad assicurare la propria vita, e il fatto che le polizze fossero invece state emesse nell interesse esclusivo di una terza persona (TGW) che aveva anche pagato di tasca propria tutti i premi. Le circostanze della morte di Helen, per quanto sospette, non rientravano nella competenza diretta degli assicuratori. (D altro canto, se Helen si fosse legittimamente assicurata sulla vita a favore della sorella o di una terza persona e TGW l avesse assassinata, questo non avrebbe inficiato la regolarità delle polizze, che avrebbero dovuto essere pagate). Coraggiosamente, TGW scelse di lottare e di intentare causa contro la Imperial. Ma c era una grossa difficoltà: la mancanza di denaro per sostenere le spese legali. Qui gli venne in aiuto l avvocato 33 The idea of using a form of poison which could not possibly be discovered by any chemical test was just such a one as would occur to a clever and ruthless man [SPEC, 273]

13 Atcheson, socio del suo principale creditore Atkinson, il quale esaminò la causa e si disse pronto a sostenerla con esito favorevole. Dietro il parere del socio, Atkinson accettò di accollarsi le spese necessarie con la prospettiva di rifarsi sul premio che la compagnia sarebbe stata costretta a pagare. Un accordo fu siglato il 27 gennaio, in base al quale Atkinson concedeva a TGW un prestito di circa sterline a fronte di un pagherò di sterline, a garanzia del quale Atkinson tenne la polizza di sterline con la Eagle Company che era stata girata in suo favore, più Linden House e i suoi arredi, nonché le altre due polizze che erano state girate da Helen in favore di TGW. Con il ricavato, TGW saldò il suo debito con Sharpus e iniziò le procedure legali, avendo cura di agire apparentemente nella semplice veste di esecutore testamentario di Helen e in favore della sorella Madeleine, sua erede. Malgrado il suo ottimismo riguardo l esito finale della causa, nel frattempo TGW doveva pur vivere, e i fornitori di Turnham Green non erano stati soddisfatti. Pertanto, egli decise di lasciare l Inghilterra e di rifugiarsi in Francia in attesa della conclusione, allo scopo di evitare la prigione per debiti. In una data imprecisata tra il maggio e l ottobre del 1831 TGW salpò per Boulogne, lasciando in un alloggio a Pimlico la moglie e il figlio Griffiths, che non avrebbe mai più rivisti. I sei anni che TGW trascorse in Francia sono un periodo quasi totalmente oscuro e del quale si sa ben poco, il che favorì, specie da parte dei primi biografi, la nascita di ogni sorta di speculazioni non verificate. In particolare, ebbe molto credito la leggenda di un non meglio precisato gentiluomo del Norfolk che TGW avrebbe assassinato dopo averlo convinto a stipulare una polizza sulla vita con la Pelican Insurance Company, al solo scopo, scrive Oscar Wilde, di vendicarsi della compagnia che si era rifiutata di pagargli il prezzo del suo delitto. 34 Altrettanto fantasiosi sono coloro i quali gli attribuiscono il possesso di un anello come quello dei Borgia, contenente stricnina, con il quale TGW sarebbe andato in giro ad avvelenare la gente per passatempo (l assurdità di una simile leggenda balza agli occhi se solo consideriamo il fatto che la stricnina ha un sapore talmente amaro da rendere quasi impossibile avvelenare con essa cibi o bevande senza prendere particolari precauzioni). Quello che si sa di certo è che visitò la Normandia e la Bretagna; che nell estate del 1832 era a St. Omer, dove un impiegato di Atcheson lo raggiunse per fargli firmare dei documenti inerenti al processo; che nel 1833 era a Parigi, dove trascorse parecchi mesi di stenti e miseria, e da dove mandò una lettera al suo vecchio amico Barry Cornwall, chiedendogli denaro con le semplici parole: Signore, muoio di fame. Nel corso di questi anni probabilmente TGW passò anche un periodo in carcere nella capitale francese, sebbene, come altre, questa circostanza sia avvolta dalle nebbie del mito. Nel frattempo, la macchina della giustizia procedeva con estrema lentezza: l assenza di TGW, la sua scarsità di fondi e l errore di trascrizione di un cancelliere rallentarono a tal punto la pratica della causa contro la Imperial che la prima udienza venne infine fissata per il 29 giugno Intanto, però, una circostanza assai peggiore per TGW era venuta alla luce. Nel gennaio 1835 la Banca d Inghilterra aveva scoperto la frode da lui messa in atto undici anni prima. Due messi di Bow Street, i fratelli John e Daniel Forrester, andarono a trovare TGW a Boulogne, dove si era stabilito, e gli notificarono il mandato di arresto che pendeva sul suo capo se avesse rimesso piede sul suolo inglese. La sfida legale con la Imperial si giocò sul filo delle insinuazioni, da parte della difesa, della possibilità di omicidio ad opera di TGW, pur senza affermarla esplicitamente, mentre gli avvocati del querelante sottolinearono la giovinezza e l innocenza di Helen per confutare l esistenza di un intento truffaldino da parte sua, respingendo le allusioni sulla natura della sua malattia avanzate in particolare dalle cameriere. Il giudice raccomandò alla giuria di concentrarsi sul punto principale, cioè sulla possibilità di false dichiarazioni da parte dell assicurata nello stipulare la polizza. La giuria non riuscì a raggiungere una decisione e si spaccò esattamente a metà: sei contro sei. Sembrava finita, ma TGW ordinò ai suoi avvocati di rinnovare la querela. La seconda causa si tenne nel dicembre 1835, e questa volta la difesa ebbe buon gioco nel non insistere ad insinuare la 34 WILDE, Oscar, Pen, pencil and poison: a study in green, op. cit.

14 possibilità di un avvelenamento per concentrarsi invece sulle bugie e le false dichiarazioni di Helen, e provando ampiamente che tutte le polizze erano state pagate direttamente da TGW. Il verdetto questa volta fu unanime e favorevole alla Imperial. Per TGW ogni possibilità di tornare alla sua vecchia vita era ormai definitivamente sfumata. La dimora per avere la quale aveva forse ucciso suo zio e per mantenere la quale aveva certamente ucciso sua cognata fu venduta per soddisfare i creditori. Se avesse rimesso piede in Inghilterra sarebbe stato arrestato e processato per falso, un accusa da pena capitale. Eppure, ciò nonostante, TGW ritornò a Londra nel maggio Sulle ragioni del suo ritorno i biografi si sono sbizzarriti: alcuni sostengono (senza alcuna prova) che fu per amore di una donna della quale si era invaghito; altri pensano che la miseria della sua vita in Francia, unita alla sua spavalderia nel pensare di poterla fare franca, lo spinse infine ad imbarcarsi per il suo paese. Qui prese alloggio in una squallida pensione nei pressi del Covent Garden, uscendo solo la notte, per andare a volte a fare visita a Holst, l unico amico che gli fosse rimasto dai vecchi tempi. Ma la sua latitanza non era destinata a durare a lungo. La sera del 9 giugno 1837, TGW fu riconosciuto in Howland Street da Daniel Forrester mentre chiacchierava con una donna non identificata (alcuni hanno ipotizzato che fosse stata pagata dalla polizia per attirarlo in trappola). Fu prontamente tratto in arresto e la mattina seguente venne rinviato a giudizio per falsificazione. Quando gli venne chiesta la sua occupazione, TGW rispose semplicemente: I am nothing. Appariva stordito e confuso dal colpo improvviso che si era abbattuto su di lui. In carcere, TGW sembrò avere cambiato atteggiamento nei confronti della sua situazione. Diverse volte si lasciò andare, forse per il gusto di stupire l ascoltatore, ad affermazioni che in seguito alimentarono la sua reputazione di assassino senza scrupoli. A un incaricato delle compagnie di assicurazione che era andato a trovarlo in carcere, alla domanda se, ora che si trovava, prigioniero e umiliato, in una cella di Newgate, non pensasse che in fin dei conti il delitto, considerato come pura speculazione, non rende, rispose semplicemente: Voi uomini della City vi imbarcate nelle vostre speculazioni e ne accettate i rischi. Alcune di queste speculazioni hanno successo, altre falliscono. È capitato che le vostre abbiano avuto successo e le mie siano fallite. Questa è la sola differenza tra voi e me. E, per quanto riguardava la sua condizione, affermò altezzoso: Ma vi dirò una cosa nella quale ho avuto successo. Per tutta la vita sono stato ben deciso a tenere la posizione di un gentiluomo. Lo sono sempre stato e lo sono tuttora. È consuetudine di questo posto che tutti gli occupanti di una cella facciano il loro turno nello spazzare per terra. I miei compagni di cella qui sono un muratore e uno spazzino e, per Dio, loro non mi offrono mai la scopa! 35 Ad un avvocato che gli chiedeva perché avesse avvelenato Helen Abercromby, replicò: Per l anima mia, non lo so davvero, a meno che non sia stato perché aveva le caviglie così grosse. 36 Nella sua cella di Newgate, TGW ebbe visitatori anche più illustri. Il 27 giugno 1837 Charles Dickens, insieme con l attore Macready e il suo futuro biografo John Forster, era in visita nel carcere, per indagare sulle condizioni dei detenuti. Sbirciando dentro una cella, Macready vide un uomo che leggeva, e riconoscendolo esclamò inorridito: Mio Dio! È Wainewright! Forster descrive nella sua Vita di Dickens l orrore provato dall attore nel trovare in quel luogo di infamia un uomo alla cui tavola avevano entrambi cenato una decina d anni prima 37. Il grande scrittore fu anch egli indubbiamente colpito dall episodio, tanto che si ispirò a TGW per il suo racconto Braccato a morte (Hunted down), di cui parleremo più avanti. Alcuni hanno visto echi di TGW anche nel Jonas Chuzzlewit di Martin Chuzzlewit. Il viavai di legali e funzionari delle assicurazioni nella cella di TGW non era dovuto a pura curiosità: vi erano diversi interessi in gioco. Nel dicembre del 1836 Madeleine Abercromby (che nel frattempo aveva sposato il vecchio creditore di TGW, Wheatley) aveva intentato causa alla Eagle 35 CURLING, Jonathan, Janus Weathercock, op. cit., pp Dickens si ispirò a questo episodio, che inserì alla lettera nel suo romanzo La piccola Dorrit, facendo pronunciare in carcere al fellone della storia, Rigaud Blandois, quasi esattamente le stesse parole. 36 MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p CURLING, Jonathan, Janus Weathercock, op. cit., pp

15 per la polizza di sterline sottoscritta da Helen nel L assicurazione era dunque interessata ad ottenere da TGW qualche sorta di confessione che rendesse vano il tentativo della sorella superstite di incassare il premio. Allo stesso tempo, la legge che prevedeva la pena di morte per il reato di falso era da qualche anno bersaglio di un vasto movimento d opinione che la considerava una barbara eredità del passato. La Banca d Inghilterra non era quindi particolarmente desiderosa di spingere l accusa alle estreme conseguenze e vedersi additare come responsabile di una sentenza sanguinosa. Purtroppo non esistono registrazioni delle trattative che ebbero luogo tra le parti in causa; certo è che a TGW venne offerta una qualche mitigazione della pena in cambio di ammissioni di colpevolezza almeno parziali (stante l impossibilità di raccogliere prove sufficienti a farlo condannare per omicidio). L esito non fu certamente favorevole come egli probabilmente si attendeva. Il 5 luglio 1837 TGW apparve in tribunale alle nove del mattino e si dichiarò non colpevole di tutte le accuse. La seduta fu sospesa e una consultazione dell ultimo minuto ebbe luogo. In base agli accordi presi, un ora dopo l imputato ritornò in aula e si dichiarò colpevole delle accuse minori (di avere presentato le due procure falsificate per ottenere le due somme, di prima e di sterline poi) in cambio della rinuncia da parte dell accusa a presentare prove per l imputazione di falsificazione. In tal modo TGW sperava di ottenere una sentenza lieve, forse di qualche mese di carcere (dopo tutto, come non si stancò mai di ripetere, il denaro era suo), ma così non fu. La condanna fu di deportazione a vita in Tasmania (allora Van Diemen s Land). Nella petizione per ottenere la semilibertà, scritta sette anni dopo, TGW parlò della perfidia senza scrupoli dalla quale si era sentito ingannato. La sentenza che gli era stata comminata, scrive Wilde, era per un uomo della sua cultura una specie di morte. 38 Pensando all entità dei suoi crimini, qualcuno potrebbe tutto sommato affermare che TGW se la fosse cavata relativamente a buon mercato, ma in realtà l inferno della deportazione era molto peggio di una rapida fine sul patibolo. TGW fu trasferito a Southampton, dove venne imbarcato su una nave da trasporto galeotti, la Susan, che salpò il 29 luglio Sfortunatamente per lui, nessun Jack Prendergast si trovava a bordo per far fare al vascello la stessa fine del Gloria Scott e quindi, dopo un viaggio nelle terribili condizioni tipiche del trasporto forzati, sbarcò a Hobart Town il 21 novembre. Era prassi, sancita dal regolamento, che tutti i galeotti, all arrivo sull isola, dovessero passare attraverso un periodo di lavori forzati, incatenati a spaccare pietre o costruire strade, senza riguardo per la loro precedente condizione, istruzione o attidtudini. Solo un ininterrotto periodo di buona condotta durante questa fase poteva farli in seguito assegnare a lavori meno logoranti e a un trattamento più umano 39. La vita alla catena era un vero inferno: la crudeltà dei carcerieri veniva espressamente incoraggiata e vitto e vestiario erano a livelli più che squallidi. Tali erano le condizioni dei prigionieri che il suicidio era una via d uscita comune. Non era raro che tre galeotti si unissero in un patto nel quale si tirava a sorte il più fortunato, che veniva ucciso da un suo compagno, il quale sarebbe poi finito sulla forca grazie alla testimonianza del terzo, il più sfortunato, che avrebbe dovuto cercarsi altri due compagni per una nuova estrazione a sorte e un nuovo patto suicida. Testimonianze ufficiali riferiscono che quando nelle adunate venivano annunciati i nomi dei condannati a morte costoro si gettavano in ginocchio ringraziando Dio perché stavano per essere liberati da quel supplizio, mentre coloro che venivano risparmiati piangevano e si disperavano. Torna ad onore della tenacia di TGW, la cui precedente esistenza non lo aveva certo preparato a resistere ad una simile ordalia, il fatto di essere sopravvissuto alla prova. Dopo poco più di un anno, nel dicembre del 1838, egli fu assegnato all ospedale di Hobart Town in qualità di infermiere generico. 38 WILDE, Oscar, Pen, pencil and poison: a study in green, op. cit. 39 Andrew Motion fa notare però che, sebbene il regolamento prescrivesse una simile prassi, solo 23 dei 193 uomini sbarcati dalla Susan vennero assegnati ai lavori forzati, e TGW era l unico di essi che non avesse mai svolto prima lavori manuali. Vedi MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p. 243.

16 Nel 1840 il ruolo di ufficiale medico per la Tasmania venne assunto dal dottor Frederick John Clarke, un chirurgo dell esercito 40 che aveva alle sue dipendenze come assistente chirurgo il cognato, il dottor Robert Kennedy Nuttall. Costui prese in simpatia TGW (che del resto si era sempre comportato impeccabilmente ed era diventato un assistente prezioso), e lo incoraggiò a riprendere a dipingere, al di là degli occasionali schizzi anatomici che erano connessi ai suoi doveri presso l ospedale. Dal 1840 in poi TGW ritrasse numerosi esponenti della buona società di Hobart Town, cimentandosi con successo nella tecnica per lui insolita dell acquerello. I dipinti da lui realizzati in Tasmania sono praticamente gli unici che siano giunti fino a noi; non esiste infatti traccia di quasi tutta la sua produzione londinese (salvo un dipinto custodito dal British Museum), incluse le opere che furono esposte alla Royal Academy. Parallelamente, il regime al quale era sottoposto andò gradualmente attenuandosi, tanto che gli venne infine consentito di uscire dall ospedale senza scorta quando andava nelle case dei suoi soggetti per ritrarli e persino per dare lezioni di disegno. La sua impeccabile buona condotta lasciava tuttavia trasparire di tanto in tanto lampi di crudeltà, come quando un detenuto verso il quale egli aveva ragioni di rancore venne portato all ospedale in fin di vita. TGW sussurrò nelle orecchie dell uomo, di cui aveva riconosciuto gli inevitabili segni della prossima fine: Domani a quest ora la tua anima sarà all inferno e il mio braccio sarà immerso nelle tue viscere fino al gomito, mentre ti starò sezionando. 41 È altresì probabile che, come molti altri condannati, TGW facesse uso di oppio, per lenire le sofferenze dei lavori forzati prima e delle fatiche del servizio poi. In ogni caso, la buona salute che l aveva sostenuto all inizio della sua vita da carcerato venne gradualmente meno e il 12 gennaio 1842 TGW fu ricoverato come paziente nell ospedale in cui lavorava. Vi rimase per più di due anni, vittima di sintomi non ben chiari, caratterizzati da uno stato di prostrazione generale, con occasionali riprese. Crossland, nel suo Wainewright in Tasmania (1954) ha ipotizzato che la malattia di cui soffriva fosse sclerosi multipla 42. Abbiamo accennato alla buona reputazione che TGW si era costruito, specialmente tra i medici dell ospedale. Il suo migliore amico, il dottor Nuttall, era anche il suo più ardente sostenitore per l ottenimento della semilibertà. Sebbene i tempi non fossero ancora maturi, Nuttall convinse TGW a presentare ugualmente domanda per ottenere un ticket of leave nell aprile 1844, in quanto di lì a poco lui e Clarke sarebbero stati trasferiti in India. Un ticket of leave era un permesso, revocabile in qualsiasi momento, che consentiva a un condannato di stabilirsi in un luogo qualsiasi della colonia e di esercitare qualunque mestiere legittimo, purché facesse rapporto alla polizia ogni sei mesi e comunicasse in anticipo i dettagli di ogni suo viaggio sull isola. La domanda fu presentata il 18 aprile e venne immediatamente respinta, in quanto TGW aveva scontato una parte troppo breve della condanna. Tuttavia, il 31 maggio, il pittore ricevette inaspettatamente un Probation Pass di terza classe che testimoniava l atteggiamento favorevole delle autorità e lasciava ben sperare per il futuro. Poco più di un anno dopo, il 18 dicembre 1845, il ticket of leave di TGW fu ricevuto e confermato dal direttore dell amministrazione penitenziaria. Subito dopo avere ottenuto la semilibertà, TGW affittò un piccolo alloggio nei pressi dell ospedale dove mise su uno studio di pittore. Sfortunatamente per lui, non era destinato a godere a lungo della sua nuova situazione. Il 14 novembre 1846 il governatore della colonia incluse il suo nominativo tra quelli proposti per il perdono condizionale. Questa era una forma più ampia di indulgenza, che consentiva a chi ne beneficiava di viaggiare e lavorare a suo piacimento entro i limiti delle colonie di Australia e Nuova Zelanda. Entro la fine del mese, però, (la data esatta non è conosciuta) TGW fu colpito da apoplessia e perse l uso della mano sinistra. Fu portato nel nuovo ospedale di St. Mary, dove rimase per nove mesi. Nell agosto del 1847 ebbe un temporaneo miglioramento e chiese di poter essere dimesso. Ma improvvisamente, il 17 agosto 1847, morì per un 40 La Tasmania, chissà, sarebbe potuta essere una delle destinazioni anche del dottor Watson, se non fosse stato costretto a lasciare il servizio attivo. 41 Aneddoto riferito dal figlio del dottor Nuttall. Vedi CURLING, Jonathan, Janus Weathercock, op. cit., p MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p. 274.

17 aneurisma cerebrale. Non ci sono tracce della sua sepoltura, ed è possibile che il suo corpo sia stato sezionato per scopi anatomici. L ultima traccia di TGW in Tasmania è il necrologio apparso sul Britannia & Trade Advocate di Hobart il 26 agosto 1847: Morto, il 17 c.m., di apoplessia, Thomas Wainewright, artista. Cosa scrissero di lui: gli altri Da vivo, TGW aveva aspirato alla fama, e spesso l aveva sfiorata. Da morto, la ebbe, anche se non proprio quella che avrebbe desiderato. Il mormorio di voci che correva su di lui in Inghilterra divenne un rombo assordante quando, nel novembre 1846, venne pubblicato il romanzo Lucretia, or: the Children of Night, scritto da Edward Bulwer Lytton. Quasi del tutto (giustamente) dimenticato al giorno d oggi, Lytton godeva allora di una discreta fama come romanziere popolare, soprattutto grazie a lavori quali la satira politica Paul Clifford (1831) e il romanzo Eugene Aram (1832), basato sulla storia del famoso criminale. Nella prefazione, l autore dichiarava testualmente: Per quanto possa sembrare incredibile, i crimini di cui si parla in questo romanzo ebbero realmente luogo nel corso degli ultimi diciassette anni. Non vi è stata nessuna esagerazione [ ] né mi sono allontanato molto dai loro dettagli [ ] racconto fatti storici, non invento una finzione. 43 Con buona pace di Lytton, però, il romanzo si prende molte libertà con la realtà storica di TGW. Il criminale della vicenda, Gabriel Varney, è un assassino per vocazione e per educazione, allevato allo scopo da un padre sadico e torturatore. L omicidio è per lui una cosa naturale, il frutto di un ambiente criminale. Il personaggio femminile, Lucrezia Clavering, è ispirato, come scrisse lo stesso Lytton, ad una criminale francese: ciò nonostante, molti lettori la identificarono con Eliza Wainewright, confondendo inestricabilmente realtà e invenzione letteraria. L anello contenente veleno con il quale i due seminano vittime a destra e a manca è più in tono con i leggendari crimini dei Borgia (cui rimanda anche il nome della protagonista) che non con il pratico modus operandi di TGW. Soltanto nei dettagli dell ultimo crimine (l omicidio della nipote di Lucrezia allo scopo di incassare il denaro della sua assicurazione) troviamo un parallelo quasi esatto con la vita reale di TGW: come pure nel destino finale del protagonista, che non viene condannato per i suoi delitti, ma deportato per il reato di falso. Lucretia ottenne un enorme successo, e il pubblico si appassionò con tale fervore al romanzo che per la seconda edizione (1853) Lytton fu costretto a cambiare il finale, poiché la morte della giovane eroina per mano della coppia omicida aveva suscitato indignazione e rabbia nei lettori; nella versione riveduta e corretta, la ragazza sopravvive al tentativo di avvelenamento. Bulwer Lytton aveva avuto accesso ad alcuni documenti che i funzionari delle assicurazioni avevano raccolto nei vari alloggi di TGW in Francia, e probablimente si servì di allusioni e frammenti in essi contenuti per introdurre nel racconto degli elementi autenticamente biografici. Da questo momento, la realtà dei crimini di TGW fu definitivamente contaminata dalla leggenda e i si dice divennero indistinguibili dai fatti reali. Purtroppo, i documenti in possesso di Lytton sono andati perduti senza lasciare traccia. Charles Dickens contribuì per la sua parte. Nel suo racconto Hunted down 44 (1859), cui abbiamo già accennato, presenta un personaggio Julius Slinkton, nel cui nome è facile cogliere un eco del nom de plume di TGW, Janus il cui mezzo per vivere consiste nell avvelenare la gente per incassare il denaro della loro assicurazione: uccide una sua nipote, tenterà di fare lo stesso con la sorella di lei e infine con un vicino di casa alcolizzato, incoraggiato a bere e indebolito con dosi sistematiche di veleno. Ma costui si rivelerà essere la sua nemesi: un funzionario della compagnia di assicurazione con cui la morta aveva stipulato la polizza, innamorato di lei e deciso a vendicarne l omicidio. È, senza mezzi termini, un raccontino da poco, non all altezza nemmeno delle cose meno riuscite del grande scrittore: d altro canto fu buttato giù in breve tempo (anche se Dickens era interessato alla figura di TGW e aveva steso un abbozzo di trama molti anni prima) in seguito a 43 BULWER LYTTON, Edward, Lucretia, or: The Children of Night (1846), Project Gutenberg, DICKENS, Charles, Hunted Down (1859), Project Gutenberg,

18 un offerta che sarebbe stato difficile rifiutare: una rivista americana infatti, pur di avere un racconto dickensiano da pubblicare, pagò la strabiliante somma di mille sterline! Hunted down è probabilmente una delle opere con il peggiore rapporto qualità-prezzo della storia della letteratura. A Dickens va fatta risalire un altra idea che entrò nell immaginario collettivo intorno alla figura di TGW: il diario in cui Slinkton annota meticolosamente le dosi di veleno somministrate e i relativi effetti. La pubblicazione del racconto in volume (1870) portò in seguito altra carne al fuoco della leggenda: la prefazione di John C. Hotten conteneva infatti un breve resoconto della vita di TGW (associato apertamente al Julius Slinkton della finzione), comprese le leggende, ormai date per vere, circa il gentiluomo del Norfolk e il mitico diario. Uno dei temi principali di entrambi questi racconti è la sorpresa e il disgusto scandalizzato degli autori di fronte ad un individuo dotato sia di raffinate doti artistiche sia di una spietata attitudine al crimine. La stessa condanna moralistica è anche alla base del primo resoconto biografico in assoluto di TGW, scritto da T. N. Talfourd come parte del suo compito di editore dei Final Memorials di Charles Lamb. Trovando impossibile conciliare arte e crimine, con un moralismo tipicamente vittoriano Talfourd getta l ombra del degrado morale del TGW criminale sull opera del TGW artista. La veemenza con la quale attacca i gusti superficiali di Janus è veramente eccessiva e fa supporre che lui, come uomo di legge, non si perdonasse per essere stato intimo e ospite di un simile individuo. È significativo che tutti i biografi di epoca vittoriana, ma anche edoardiana, dei grandi scrittori che furono amici di TGW (Lamb, Cary, Clare) si siano sforzati di minimizzare la profondità del legame che li univa allo spensierato Janus Waethercock: un tentativo spesso ridicolo, se si pensa agli attestati di stima lasciati dal solo Lamb (che usa l aggettivo capitale riferendosi alla prosa di TGW), per fare un esempio, o al resoconto di Thomas de Quincey del suo incontro con TGW nel novembre 1821, a una cena offerta dagli editori Taylor e Hessey. In un giorno in cui odiavo la sola vista di un volto umano, scrive de Quincey alludendo alle proprie cattive condizioni di salute, quest uomo suscitò in me una scintilla d interesse e si rammarica del fatto di non avere potuto presenziare ad un invito a cena a casa di TGW 45. Come riassume efficacemente Maurizio Ascari, i suoi critici si concentravano sulla crudeltà e sull astuzia di Wainewright facendo della propensione letteraria, del talento pittorico e dell abito di gentiluomo segni di ipocrisia e decadenza 46 La morale della rispettabile borghesia vittoriana non può riconoscere la compatibilità di un istruzione superiore e del talento artistico con le azioni criminali (che si suppongono patrimonio esclusivo delle degenerate classi inferiori): ergo, per ristabilire l equilibrio e riconciliarsi con i propri pregiudizi, occorre necessariamente supporre che istruzione e talento non siano genuini. Così la denigrazione dell opera di TGW raggiunge il suo picco in un articolo pubblicato sulla rivista Notes and Queries nel 1866: deformazione di una lettera scritta inizialmente per appoggiare la domanda di TGW per il ticket of leave, diventa una furiosa invettiva che investe sia la sua opera (si afferma che TGW infondeva nei ritratti, anche di giovani e innocenti fanciulle, la sua stessa espressione diabolica) sia la sua storia, alla quale sono aggiunti nuovi particolari leggendari, tra i quali due avvelenamenti avvenuti in Tasmania (difficili da conciliare con la concessione della semilibertà da parte delle severe autorità coloniali). Nessuna azione sembrava eccessiva o inverosimile, se attribuita a un mostro simile: l interesse principale della sua storia stava nel fatto che era stato allevato per condurre la vita di un gentiluomo colto, e poi aveva tradito il suo lignaggio. Come potevano combinarsi queste due vite nella stessa storia? Solo, apparentemente, infamando il suo nome e sostenendo che il suo lavoro era orribilmente infettato dalla sua malignità. 47 Tutti i resoconti della vita di TGW scritti in seguito si basano su queste leggende ormai accettate come vere: su questa falsariga scriveranno Thornbury nel 1870 in Old stories re-told e Seccombe nel 1894 in Twelve bad men, e su questi dati baserà la sua analisi psicologica Ellis in The Criminal. 45 DE QUINCEY, Thomas, Biographical Essays (1851), Project Gutenberg, 46 ASCARI, Maurizio, Dealers in poison: il mito dell avvelenatore nell Ottocento inglese, Linguæ, 1/2006, p. 71 (www.ledonline.it/ linguae/) 47 MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p. 282.

19 Per arrivare alla pubblicazione della prima vera biografia di TGW che indaghi i fatti separandoli dal mito occorrerà aspettare il 1938 e il volume Janus Weathercock di Jonathan Curling. La prima voce a staccarsi dal rispettabile coro di gentiluomini scandalizzati dalla nequizia di TGW è, prevedibilmente, quella di un grande anticonformista come Oscar Wilde. Nel gennaio 1889 lo scrittore irlandese pubblica infatti un articolo (dal quale abbiamo già più volte citato), Pen, pencil and poison, nel quale rivaluta apertamente la figura artistica di Janus Weathercock. Seguendo e amplificando il breve giudizio che già il poeta Swinburne aveva dato nella sua Life of Blake, dove TGW era definito ammirevole sia come pittore, sia come scrittore, sia come assassino 48, e sulla scia della pubblicazione, nel 1880, dei saggi di TGW in volume 49, Wilde analizza gli articoli da lui pubblicati sulla London e ne proclama i meriti critici non indifferenti. È chiaro che egli fu uno dei primi a riconoscere quella che è la chiave dell eclettismo estetico, voglio dire la vera armonia di tutte le cose belle senza riguardo per l età o il luogo 50 scrive Wilde, riferendosi in particolare alle descrizioni dell arredamento del boudoir di Janus. La sincerità di TGW nel suo amore per la grande letteratura e per i grandi pittori è debitamente messa in risalto e Wilde gli riconosce il merito, giudicandolo in questo addirittura un precursore, di avere introdotto la mescolanza tra le varie forme artistiche: L idea di trarre dalla pittura un poema in prosa è eccellente dice, parlando delle sue descrizioni critiche di quadri famosi. Molta della migliore letteratura moderna nasce dallo stesso scopo Per lui, tutte le arti erano una cosa sola. 51 Wilde non nasconde i suoi difetti, soprattutto nello stile letterario, anche se per alcuni di essi dobbiamo incolpare l epoca in cui visse 52, e con il suo tipico umorismo paradossale sottolinea, riguardo al reato di falso: se ricordiamo la sua fatale influenza sulla prosa del giornalismo moderno, non era certamente il peggiore dei suoi peccati. 53 Ma il saggio è importante perché per la prima volta l opera del critico d arte è separata da quella del criminale e giudicata imparzialmente: Il fatto che un uomo sia un avvelenatore non è un argomento contro la sua prosa. [ ] Non c è nessuna incongruità essenziale tra crimine e cultura. Non possiamo riscrivere la Storia intera allo scopo di gratificare il nostro senso morale di ciò che dovrebbe essere. 54 Il ritratto psicologicamente più accurato è forse quello di John Dickson Carr. Nel suo romanzo Occhiali neri (The black spectacles, 1939) Carr fa pronunciare al suo investigatore, il dottor Gideon Fell, una conferenza sugli avvelenatori che non sfigurerebbe in nessun manuale di criminologia. La psicologia dell avvelenatore è mirabilmente tratteggiata con una serie di esempi presi dalle cronache criminali, tra i quali spicca il nome di TGW: qual è la prima e più importante caratteristica dell avvelenatore? Questa. Fra gli amici ha di solito reputazione di buon ragazzo, è gioviale, alla mano. [ ] Invece c è nei loro caratteri, come rovescio della medaglia e quasi complemento necessario, una tale assoluta indifferenza per il dolore degli altri, una tale freddezza nel dare la morte nelle forme più orribili, che la nostra mente umana comune non può capacitarsene. 55 TGW corrisponde perfettamente a questa descrizione; di lui Fell afferma: Thomas Griffiths Wainewright [ ] era il più ospitale dei padroni di casa un centinaio di anni fa. 56 E ancora, citando la famosa risposta di TGW sulle caviglie di Helen Abercromby: Questo è naturalmente un paradosso, ma realmente esprime l attitudine dell avvelenatore verso la vita umana: Wainewright aveva bisogno di denaro, perciò (naturalmente) qualcuno doveva morire. 57 Carr, per bocca del dottor Fell, va molto vicino secondo me a cogliere l essenza dei crimini di TGW: delitti amorali, più che immorali. Difficile vedere nel gaio, spensierato Janus Weathercock un serial killer psicopatico, oppure un sadico tormentatore, quale lo vorrebbero Talfourd, Ellis o Bulwer-Lytton. A mio avviso 48 SWINBURNE, Algernon Charles, Life of Blake (1868), citato in: MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p La pubblicazione fu curata da William C. Haziltt, nipote del William Hazlitt collaboratore della London e amico di TGW. 50 WILDE, Oscar, Pen, pencil and poison, op. cit. 51 Ibidem. 52 Ibidem. 53 Ibidem. 54 Ibidem. 55 CARR, John Dickson, Occhiali neri (The black spectacles, 1939), in: Il delitto perfetto non esiste, Milano, Mondadori, 1976, p Ibidem, p Ibidem, p. 148.

20 l analisi di Carr è più verosimile: TGW (come molti altri suoi illustri colleghi avvelenatori) era un assoluto egoista, privo di qualsiasi senso morale, incapace di comprendere a fondo la realtà dei suoi crimini perché simili cose non trovavano posto nella sua scala di valori, in base alla quale la sua posizione di gentiluomo era la cosa più importante. Se non si fosse trovato in difficoltà finanziarie, TGW non avrebbe mai fatto del male ad una mosca in vita sua: invece, avendo bisogno di denaro per mantenere il suo tenore di vita, divenne dapprima falsario e poi assassino con la massima indifferenza. Anche ai giorni nostri la figura di TGW non ha esaurito il suo interesse agli occhi degli studiosi. Nel 2000 è stato pubblicato Wainewright the poisoner, un libro che ha suscitato vasto clamore per due motivi. Innanzitutto l autore, Andrew Motion, è un letterato di primo piano: non solo è poet laureate, cioè il poeta ufficiale di corte della monarchia britannica, ma è famoso anche come biografo, avendo pubblicato libri su Keats e su Philip Larkin. In secondo luogo, il suo lavoro su TGW non è una biografia ortodossa, bensì un tentativo di ricostruire la sua vita attraverso una confessione apocrifa, scritta ostensibilmente in prima persona da TGW stesso e nello stile del primo diciannovesimo secolo, mentre i fatti autentici sono esposti nelle note al termine di ogni capitolo. Questo esperimento letterario ha lo scopo, secondo l autore, di recuperare Wainewright dall oscurità e di riportarlo in vita come forza dinamica e plausibile. 58 Il perché è presto detto: La sua carriera drammatizza idee che occuparono profondamente Wordsworth, Coleridge, Byron, Keats, de Quincey, Lamb e molti altri scrittori e artisti del Romanticismo. Combinando in sé una vita di cultura e una vita di crimine, egli impersonifica una versione estrema di ciò che essi consideravano una verità generale: che il bene e il male nascono dalla stessa radice. 59 L ideale del Sé dei Romantici e l importanza di una figura come TGW che ne esplorò sia gli aspetti teorici nei suoi scritti, sia gli aspetti pratici nello sconfinato egoismo dei suoi crimini, sono al centro dell interesse di Motion. L esperimento non può forse dirsi completamente riuscito, e ha suscitato reazioni contrastanti nella critica: ma ha dimostrato che a centosessant anni dalla sua morte la personalità ambigua e profondamente duplice di TGW continua ancora ad eccitare la curiosità del pubblico. e Sherlock Holmes. A questo punto, ritorniamo all affermazione di Holmes dalla quale siamo partiti. Dobbiamo ora chiederci: in base a quali elementi il detective arriva a formulare il suo giudizio? Collochiamo innanzitutto la frase di Holmes nel suo adeguato contesto temporale e canonico. Siamo nel settembre del 1902: Watson è appena andato a vivere da solo in Queen Anne Street presumibilmente in attesa di sposarsi di lì a poco e a Holmes è stato proposto un delicato incarico riguardante un temibile criminale. Tanto temibile, in effetti, che sir James Damery lo definisce l uomo più pericoloso d Europa [ILLU, 985]. Ma il detective è già al corrente delle imprese del barone Gruner, perlomeno in ambito criminale: ed è quando sir James descrive i molteplici interessi culturali dell assassino austriaco che Holmes pronuncia la frase nella quale cita TGW. (Dobbiamo purtroppo constatare che il dottor Watson, nel riportare le parole di Holmes, commette un altra delle sue molteplici disattenzioni: infatti trascrive l ortografia del nome come Wainwright anziché, correttamente, Wainewright. Il dottore è peraltro in buona compagnia: questo errore abbonda nella bibliografia su TGW.) Teniamo presenti due cose, per iniziare: la sconfinata cultura di Holmes in fatto di letteratura criminale ( immensa, secondo Watson [STUD, 22]) e il fatto che Holmes, con la sua passione per la conoscenza esatta e sistematica [STUD, 17] difficilmente si sarebbe formato un opinione in base ad elementi superficiali. Questo ci fa supporre che la bibliografia disponibile all epoca su TGW gli fosse ben nota: in particolare, che avesse familiarità con i resoconti di Talfourd, Thornbury, Ellis e Seccombe, e forse anche con le opere letterarie di Dickens e Bulwer Lytton. 58 MOTION, Andrew, Wainewright the poisoner, op. cit., p. xviii 59 Ibidem, p. xvi

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