I probiotici. Gli antibiotici come arma vincente. Una previsione scientifica sbagliata

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1 I probiotici Il termine Probiotico significa letteralmente: A favore della vita e sembra assolutamente certo che i probiotici rappresenteranno per la medicina del ventunesimo secolo quello che gli antibiotici (il termine antibiotico letteralmente significa che sopprime la vita ) hanno rappresentato per il ventesimo. In realtà la nascita dei probiotici è in qualche modo collegata all introduzione degli antibiotici nella pratica medica. Gli antibiotici come arma vincente Verso la fine degli anni venti Alexander Fleming scoprì il primo antibiotico della storia della medicina: la penicillina! In seguito a questa scoperta rivoluzionaria e alla quale si deve la salvezza di migliaia di vite umane di quel tempo, cominciò uno smisurato, incontrollato e spesso ingiustificato uso di questo antibiotico. I medici iniziarono a prescrivere prima la penicillina e poi tutti gli altri antibiotici che ad essa seguirono per ogni tipo di malattia: i successi immediati che ne conseguirono in termini di vite umane salvate furono incredibili e ciò indusse la classe medica a prescrivere gli antibiotici ancora e ancora Ogniqualvolta un antibiotico veniva ingerito o iniettato, il batterio causa della malattia moriva e il paziente guariva! Verso gli anni settanta il mondo scientifico fu preso da una specie di delirio di onnipotenza: non sarebbe esistita mai più una malattia batterica incurabile! Gli scienziati delle case farmaceutiche erano sicuri che non ci fosse più alcuna ragione per proseguire l intenso lavoro di ricerca a 360 gradi che aveva caratterizzato i decenni precedenti: per immettere sul mercato un nuovo farmaco a quel tempo ci volevano 600 miliardi di vecchie lire e il processo richiedeva cinque anni! Con gli antibiotici si andava sul sicuro: per le aziende farmaceutiche investire denaro ed energie per studiare un nuovo antibiotico da immettere sul mercato era una scelta vincente! Tutti erano assolutamente sicuri che, grazie agli antibiotici, entro l anno 2000 le malattie infettive di origine batterica sarebbero scomparse per sempre! Una previsione scientifica sbagliata Sfortunatamente i medici avevano sbagliato i loro calcoli: oggigiorno più di persone muoiono ogni anno per malattie incurabili provocate da batteri resistenti ai farmaci, batteri che continuano a proliferare anche se attaccati dai farmaci potentissimi! Ma perché quelle previsioni ottimistiche degli scienziati di tutto il mondo si sono, poi, rivelate sbagliate? Cosa è successo? Qual è stato l errore se di errore si è trattato? Le considerazioni da fare a riguardo sono più d una.

2 Nessuna differenziazione. Prima di tutto è importante ricordare che gli antibiotici sono stati concepiti per uccidere i batteri in proliferazione! Tuttavia essi non hanno capacità di discernere fra batteri cattivi e batteri buoni: un antibiotico, una volta penetrato nel nostro organismo, stermina tutto ciò che somiglia ad un batterio che incontra lungo il suo cammino! E questo fatto ha già un risvolto negativo che gli scienziati degli anni cinquanta avevano sottovalutato: una terapia antibiotica, in tutti i casi, indebolisce le difese naturali dell organismo. Le difese naturali sono un esercito di circa 400 specie batteriche amiche che vivono e si riproducono disseminate soprattutto nel nostro apparato gastro-intestinale oltre che in altri distretti corporei, con un numero enorme di funzioni benefiche per l organismo ospite, prima fra tutte la produzione di anticorpi naturali utili nella difesa da agenti estranei pericolosi. Evoluzione batterica. La seconda conseguenza dell uso indiscriminato delle terapie antibiotiche che gli scienziati non avevano potuto prevedere fu la capacità dei batteri nemici di riorganizzarsi brillantemente, proprio come fa un esercito di consumata esperienza quando prende le contromisure, organizza le contromosse dopo una sconfitta in battaglia! Il popolo dei batteri patogeni, di fronte a antibiotici sempre più forti, ha saputo inventare nuove armi e strategie per vincere di nuovo e, ahimè spesso e volentieri ha vinto e continua a vincere! Questa brevissima cronistoria mi è sembrata obbligata per introdurre l argomento Probiotici perché la loro importanza e il loro utilizzo è strettamente legato all abuso passato e, a volte ancora presente, degli antibiotici e alla loro sconfitta nella loro concezione di panacea di tutti i mali!

3 Gli abitanti dell apparato gastrointestinale umano Tralasciando momentaneamente gli altri distretti corporei, quali per esempio l apparato genitourinario, anch esso sede dei nostri batteri amici, concentrerei la nostra attenzione sull apparato gastrointestinale. Il tratto gastrointestinale che, come tutti sanno, inizia con la bocca e termina con l ano, è la zona preferita dai nostri batteri amici! Pensiamo che la lunghezza completa del tratto gastrointestinale umano corrisponde di norma da 5 a 6 volte l altezza della persona: assumendo come valore normale cinque volte e mezzo, questo significa che il sistema digerente di un adulto alto 1 metro e 83 cm è lungo circa 10 metri!! Questa vastissima superficie è abitata da più di 400 specie batteriche tutte diverse fra loro ma aventi tutte un denominatore comune: un patto di non belligeranza con l organismo ospite. I batteri simbionti Normalmente non appena un microbo estraneo penetra nel corpo innesca una serie lunga ed efficace di meccanismi di difesa volti ad allontanare o distruggere l invasore; i microbi amici, al contrario, non vengono mai attaccati dai sistemi di difesa dell organismo ospite! Si è creata tra loro, nel tempo, quella che la scienza chiama Tolleranza immunologica, una sorta di simbiosi fra le due parti: il corpo si rende conto che questi batteri amici sono essenziali per la sua stessa salute e li lascia stare; i batteri si nutrono e sopravvivono utilizzando le risorse del corpo e si sdebitano con esso difendendolo ed esplicando tutta una serie di funzioni che andrò qui di seguito ad elencare e ad analizzare più dettagliatamente. Il numero dei batteri simbionti è impressionante: solo nel tratto gastrointestinale se ne contano migliaia di miliardi per un peso totale di un chilo e mezzo! L organismo umano possiede più batteri simbionti che cellule!! E tali batteri sono distribuiti in quantità diverse lungo l intero apparato gastrointestinale: ORGANO NUMERO DI BATTERI TIPOLOGIA DEI BATTERI Bocca Da a 1 miliardo/ml Streptococci, Lactobacilli, Bacteroides, Staphylococci, Corynebacteria Stomaco 1.000/ml Intestino Tenue Da a 10 milioni/ml Lactobacilli: Lactobacillus Acidophilus Intestino Crasso Da 100 a 1000 miliardi/ml Bifidobacteria: Bifidobacterium Bifidum, Bifidobacterium Longum, Bifidobacterium Infantis Come si può notare nello specchietto precedente, nello stomaco sono presenti pochissimi batteri

4 simbionti e ciò è dovuto all estrema acidità di questo organo: sono pochissimi i batteri che riescono a sopravvivere ad un ph così basso (e questo vale sia per i batteri amici che per i germi patogeni): il succo gastrico è un arma letale fortissima e fondamentale se si pensa all enorme quantità di germi che arrivano nello stomaco con il cibo ma anche con la semplice acqua del rubinetto. Il trucco è non variare mai il ph dello stomaco! Difese naturali: PH acido e movimento perstaltico. E molto importante mantenere il normale ambiente acido dello stomaco: l uso indiscriminato di antiacidi o del semplice bicarbonato di sodio altera l equilibrio acido-base dell organo e permette la sopravvivenza di specie batteriche nemiche che altrimenti non riuscirebbero mai ad insidiarsi in questo organo ostile. La Natura ha comunque previsto anche l eventualità che qualche germe sopravviva all acidità gastrica e ha inventato il movimento peristaltico: con tale movimento ondulatorio che avviene dall alto verso il basso l organismo cerca meccanicamente di forzare il passaggio dei germi patogeni verso le sedi inferiori fino all eventuale ed auspicabile espulsione all esterno. Naturalmente è noto che il movimento peristaltico ha la funzione primaria di spostare il bolo alimentare lungo il canale gastrointestinale durante il processo digestivo, ma tale movimento può anche spostare germi patogeni incautamente penetrati nell organismo e sopravvissuti alla prima parte dell apparato digerente. Il trucco è non rallentare mai l azione peristaltica! E ciò è possibile inserendo nell alimentazione quotidiana l opportuna quantità di fibre e fluidi: se un soggetto non mangia verdura può accadere che la peristalsi rallenti o addirittura si interrompa, di conseguenza il cibo ristagna e subisce un processo di putrefazione. Questo cibo stagnante in putrefazione diventa terreno fertile per lo sviluppo eccessivo di lieviti e batteri pericolosi. Una scarsa peristalsi provoca anche stipsi che, a sua volta, può portare alla diverticolite, un disturbo per cui il cibo resta intrappolato in piccole aree dell intestino, conformate a tasca, che prendono il nome di diverticoli. Una volta intrappolati i residui di cibo, i diverticoli possono infiammarsi o infettarsi causando dolori e febbre. Un individuo che lamenta stitichezza in genere necessita di un giusto riequilibrio della flora batterica intestinale oltre che di un cambiamento della propria alimentazione. L'intestino e i batteri amici L intestino tenue non è solo l organo in cui avviene la maggior parte della digestione degli alimenti, è anche il luogo dove arrivano tutti i batteri pericolosi che sono sopravvissuti allo stomaco. I batteri simbionti si ritrovano in quantità crescente andando dalla parte superiore a quella inferiore: il duodeno e il digiuno sono scarsamente popolati; l ileo, al contrario pullula di batteri amici. Come si evince dallo specchietto precedente l intestino tenue è sostanzialmente la casa dei

5 Lactobacilli di cui parlerò diffusamente nei prossimi paragrafi. Se il tenue è fortemente popolato dai batteri amici, l intestino crasso è addirittura sovraffollato! Il crasso ha l importante funzione di assorbire l acqua, trasformando la sostanza liquida in materiale solido che verrà espulso sotto forma di feci. Questo processo deve essere eseguito velocemente prima che le sostanze residue possano putrefare diventando tossiche e prima che i rifiuti possano diventare terreno di coltura per i batteri nemici. Quando nell intestino crasso sono presenti un numero sufficienti di batteri simbionti, si verifica una putrefazione scarsa e i rifiuti vi passano attraverso tempestivamente. Ma se i batteri amici sono presenti in numero scarso o se le varie specie batteriche sono in rapporti squilibrati fra loro, le conseguenze possono essere disastrose. I batteri patogeni possono moltiplicarsi, aderire alle pareti intestinali, affollandovisi fino a scalzare i batteri amici. Una volta insediatisi stabilmente i prodotti chimici potenzialmente cancerogeni si possono trasformare in veri agenti cancerogeni. O in patologie quali, per esempio, la colite ulcerosa (infezione della parete intestinale) diventano un rischio concreto. L intestino crasso è un ambiente anaerobico, cioè senza ossigeno e i batteri che vi abitano sono quindi sostanzialmente anaerobici: i Bifidobatteri sono sicuramente gli abitanti benefici più rappresentati di questo organo.

6 La famiglia dei lactobacilli Le specie appartenenti alla famiglia dei Lactobacilli che popolano l apparato gastrointestinale umano sono numerose. Le più rappresentate nell intestino umano sono le seguenti: L. acidophilus L. bifidus o Bifidobacterium bifidum L. brevis L. buchneri L. bulgaricus L. casei L. cellobiosus o Lactobacillus fermentum L. leichmannii L. plantarum L. salivarius L. sporogenes L. vaginalis L. reuteri I Lattobacilli sono microrganismi a forma di bastoncello, aerobi facoltativi, raramente anaerobi obbligati, quasi sempre immobili. Aerobi facoltativi significa che riescono a vivere in presenza o anche in assenza di ossigeno. Il loro nome, oltre che alla forma (bacillo = bastoncello), fa riferimento alla loro capacità di fermentare gli zuccheri con produzione di acido lattico. Sono molto esigenti dal punto di vista nutritivo, e per la crescita necessitano di substrati ricchi di glucosio, vitamine (soprattutto del complesso B), aminoacidi, acidi grassi e sali di ferro, magnesio e manganese). Si sviluppano bene anche in ambiente debolmente acido, anzi il loro ph ottimale di crescita oscilla tra 5,5 e 6,2 ; sono però sensibili alla maggior parte degli antibiotici utilizzati per combattere le comuni infezioni da batteri gram-positivi. I Lattobacilli sono presenti in molti vegetali, ma soprattutto si trovano in tanti prodotti alimentari di largo consumo, ad esempio lo yogurt, i formaggi (Svizzero, Grana, Parmigiano, Gorgonzola, ecc.), il sidro, i crauti, gli insaccati crudi, quali responsabili di alcune fermentazioni biologiche naturali, che conferiscono ai cibi caratteristici sapori ed aromi. Questi batteri simbionti esplicano un gran numero di attività. Tanto per incominciare i Lattobacilli partecipano enzimaticamente alla predigestione di alcuni componenti del cibo aumentandone la biodisponibilità: scindono, ad esempio, proteine e grassi in molecole più semplici (proteolisi e lipolisi) e convertono il lattosio in acido lattico.

7 PROTEOLISI: Proteine Polipeptidi Aminoacidi (proteinasi da lattobacilli) (polipeptidasi da lattobacilli) LIPOLISI: Trigliceridi Acidi grassi + glicerolo (lipasi da lattobacilli) TRASFORMAZIONE DEL LATTOSIO IN ACIDO LATTICO: Lattosio Glucosio + galattosio (lattasi da lattobacilli) Glucosio Acido piruvico (complesso enzimatico glicolitico da lattobacilli) Acido piruvico Acido lattico (lattico deidrogenasi da lattobacilli) La trasformazione del lattosio in acido lattico è estremamente importante per tutti gli organismi che risultano intolleranti al lattosio: l intolleranza al lattosio è provocata da una carenza dell enzima lattasi che trasforma il lattosio in glucosio e galattosio. Quando una persona intollerante al lattosio beve un bel bicchiere di latte, tutto il lattosio qui presente rimane indigerito a fermentare nel colon con conseguente diarrea, meteorismo, eruttazione e crampi addominali. L enzima lattasi manca di solito nelle persone originarie dell Europa del Sud, dell Asia,o dell Africa, paesi nei quali il latte non fa parte della dieta al momento dello svezzamento dei bambini. Con il trascorrere delle generazioni, il fatto di non bere latte fa dimenticare al corpo come produrre l enzima lattasi. E noto che i Lattobacilli producono una lattasi che, a sua volta, aiuta a stimolare la produzione endogena di lattasi. Questo significa che quando i Lattobacilli sono presenti in gran numero un individuo intollerante al lattosio può superare questo handicap, iniziando, per esempio, col consumare yogurt. Yogurt vero, naturalmente! Che è ben diverso dalla stragrande maggioranza degli yogurt presenti in commercio. Ed è necessario soffermarsi un attimo su questo punto! Il vantaggio di cui sopra non si ha con lo yogurt pastorizzato o con qualsiasi forma di yogurt che non contenga batteri attivi. Molti produttori di yogurt pastorizzano ancora i loro prodotti una volta che è completato il processo di coltura. Questo procedimento distrugge qualsiasi batterio patogeno che si annida nello yogurt, ma purtroppo anche i microrganismi usati per innescare la fermentazione. Per questa ragione, anche se come organismi di coltura sono stati utilizzati i migliori batteri in assoluto, essi poi vengono distrutti dal processo di pastorizzazione. Gli unici batteri che devono essere usati per preparare il vero yogurt sono il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus termophilus. Ma, nella società contemporanea è più facile e meno costoso utilizzare batteri manipolati, concepiti per accorciare i tempi di produzione anziché utilizzare i ceppi naturali di L.bulgaricus e S.termophilus: il latte fermenta lo stesso, il risultato finale avrà un bell aspetto e un ottimo gusto, ma senza la coltura starter giusta i benefici sulla salute andranno persi. E poi c è la moda degli yogurt alla frutta: innanzitutto la frutta aggiunta non è mai fresca; in secondo luogo lo zucchero della frutta piace ai batteri quanto agli essere umani, forse di più, tanto

8 che ai batteri vivi piacerà di più buttarsi sullo zucchero della frutta che non darsi da fare a fermentare il latte. Ma non è difficile ovviare a questi rischi ed inconvenienti: basta preparare lo yogurt in casa propria, con una semplice yogurtiera, a partire da ceppi starter di L. bulgaricus e S. termophilus venduti nella maggior parte dei negozi di prodotti dietetici o naturali. Un altra funzione importantissima dei Lattobacilli è la produzione di Vitamine del gruppo B, quali niacina, acido folico e piridoxina. Le Vitamine sono prodotte in grandi quantità dalla nostra microflora intestinale soprattutto in caso di mancato apporto con la dieta. La motivazione risiede nel fatto che queste vitamine sono essenziali alla vita presiedendo reazioni come la coagulazione o la produzione energetica. La Vitamina B3 (acido nicotinico o niacina o vitamina PP) è prodotta direttamente dai batteri simbionti e particolarmente dai Lactobacilli a partire da NAD e NADP; mentre la Vitamina B8 (biotina) è sintetizzata solo quando manca l enzima Biotinidasi. Sia la Vitamina B3 che la B8 intervengono nel metabolismo energetico, precisamente nelle reazioni di ossidoriduzione della catena respiratoria e nel Ciclo di Krebs: ecco perché il ruolo svolto dai Lactobacilli deputati a sintetizzarle diventa fondamentale per la produzione e il rifornimento di energia. A questo riguardo è significativo il fatto che spesso individui che lamentano sintomi quali stanchezza, astenia, svogliatezza superano brillantemente questi disturbi dopo una semplice integrazione con probiotici a base di Lactobacilli. E non è da trascurare l ipotesi ben suffragata che la Vitamina B3 (niacina) diminuisca l immunogenicità degli alimenti grazie alla sua attività di catalizzazione dell idrolisi proteica. Il rapporto niacina/proteine presente negli alimenti sembra essere, infatti, uno dei fattori alla base delle reazioni avverse ai cibi: più il valore è alto, tanto minore è l allergenicità degli stessi. Quindi una microflora intestinale perfettamente funzionante capace di produrre adeguate quantità di niacina può aiutare a prevenire fenomeni di intolleranze alimentari. Sicuramente una delle funzioni più importanti dei Lattobacilli è la loro azione antimicrobica. Questa viene esplicata grazie alla produzione di sostanze quali il suddetto acido lattico e anche l acido acetico che abbassando il ph ambientale rendono difficile l insediameno di batteri patogeni. Ma i Lactobacilli producono anche veri e propri antibiotici naturali, quali per esempio il perossido di idrogeno (acqua ossigenata) e una sostanza chiamata Acidofillina, e altre chiamate Acidolina, Lattobacillina, Lactocitidina. Spesso queste sostanze non distruggono fisicamente il batterio patogeno, ma semmai lo inibiscono o lo mettono in fuga e tale azione inibitrice è, in alcuni casi, anche meglio della soppressione vera e propria perché quest ultima potrebbe lasciare dietro di sé tossine e scorie; in altri casi questa strategia risulta essere addirittura l unica possibile. Per esempio l attività antibiotica del Lactobacillus acidophilus è particolarmente attiva sia sui batteri Gram-positivi che Gram-negativi ma tale azione viene svolta in modo diverso per le due famiglie batteriche. Le adesine dei batteri Gram-negativi (le adesine sono sostanze con le quali i batteri patogeni aderiscono all epitelio intestinale per poter penetrare in profondità) sono mascherate da un capside,

9 cioè una capsula di rivestimento non essenziale alla sopravvivenza dei batteri stessi: per cui un antibiotico naturale che dovesse distruggere tali adesine, di fatto non ucciderebbe il batterio. I batteri simbionti allora impediscono l adesione e la moltiplicazione dei patogeni acidificando l ambiente grazie alla produzione di Acido lattico che specificamente riduce la capacità adesiva e proliferativa. Al contrario le adesine dei Batteri Gram-positivi sono parte integrante della superficie batterica: in questo caso i batteri simbionti distruggono tali adesine, uccidendo direttamente il batterio patogeno. I principali batteri patogeni inibiti dai Lattobacilli sono: Bacillus subtilis, Bacillus cereus, Candida albicans, Clostridium perfringens, Escherichia coli, Klebsiella pneumonite, Proteus vulgaris, Pseudomonas aeruginosa, Salmonella typhosa, Shigella dissenteriae, Staphylococcus aureus, Streptococcus fecalis I Lactobacilli sono risultati essere estremamente efficaci anche nei confronti di infezioni virali. E stato dimostrato che il L.acidophilus ha un potere antivirale nei confronti del Virus Herpes Simplex Labialis e Progenitalis (Don Weeks, New York University, 1983). Per quanto la scienza non abbia ancora capito con precisione l esatto meccanismo grazie al quale i batteri simbionti impediscono le complicazioni virali, il Dott. Emanuel Revici, fondatore dell Istituto di Biologia Applicata di New York, ha ritenuto che un indizio può venire dalla gerarchia evolutiva dei microrganismi. Alla luce del fatto che nella scala evolutiva i virus sono più antichi dei batteri, Revici ha ipotizzato che molte forme di batteri dovevano sviluppare dei metodi per controllare i virus in modo da proteggersi nella propria evoluzione. Ovviamente, se tutti i batteri fossero alla mercè dei virus, i batteri, tanto quelli buoni che quelli cattivi, sarebbero scomparsi molto, molto tempo fa. I fattori interni di controllo che i batteri amici hanno a propria disposizione per lavorare contro i virus non sono stati ancora completamente capiti. Tuttavia sappiamo che i Lattobacilli producono grandi quantità di acido lattico e i virus non amano gli ambienti acidi. Sappiamo che i Lattobacilli sono in grado di aumentare la temperatura del proprio territorio e i virus hanno difficoltà ad adattarsi a temperature elevate. Sappiamo che i Lattobacilli producono determinati sottoprodotti come gli acidi grassi essenziali che non sono tollerati dai virus. Inoltre una delle armi più potenti dei Lactobacilli nei confronti dei virus è sicuramente il perossido d idrogeno. Infine, i Lactobacilli, poiché aderiscono saldamente e specificamente alle mucose intestinali, le proteggono direttamente, con un effetto barriera, dalla possibile penetrazione invasiva di microrganismi indesiderati, oltre che in modo indiretto, per stimolazione delle difese immunitarie dell ospite. I Lattobacilli, quindi, svolgono un ruolo immunitario diretto combattendo i virus e i batteri nei modi suddetti. Ma potenziano anche indirettamente il sistema immunitario: quando agenti patogeni esterni riescono a permeare le pareti dell intestino e a penetrare nel flusso sanguigno, il sistema immunitario deve scattare in azione. Fintanto che le pareti del tratto intestinale sono rivestite da forti colonie di batteri amici in ottima salute, questi microrganismi pericolosi non riescono a passare, alleggerendo così il carico di lavoro

10 che grava sul sistema immunitario. I Lactobacilli risultano essere meravigliosamente efficaci nelle Candidosi.

11 La candidosi intestinale La Candidosi è un infezione provocata da una proliferazione eccessiva di Candida Albicans un minuscolo lievito/fungo che popola la bocca, la gola, il tratto digerente, quello genito-urinario e la pelle delle persone sane. La Candida è essenzialmente innocua e vive in modo sano in perfetto equilibrio con i batteri del corpo. Una delle più importanti responsabilità dei batteri simbionti è proprio quella di tenere sotto controllo la Candida Albicans. Le colonie attive di batteri amici sono attente ad impedire a questi organismi di reperire luoghi di possibile insediamento. I guai cominciano quando si permette alla Candida di liberarsi da questi freni per trasformarsi da innocuo lievito in un pericoloso fungo che invade tutto. Tra i lieviti, la Candida è sicuramente la più subdola, nel senso che può trasformarsi da lievito privo di radice in fungo aggressivo e tenace, che butta le radici. Le diramazioni più sottili di queste radici, le cosiddette ife, riescono addirittura a penetrare nello strato che riveste le pareti interne dell intestino umano e, una volta creata una breccia, le particelle di cibo parzialmente digerito, i prodotti del metabolismo del lievito, le scorie tossiche e altri materiali sono in grado di passare nel circolo sanguigno. Si tratta chiaramente di sostanze che non hanno nulla a che fare con il sangue, per cui attivano le difese immunitarie. Ma quando questa stimolazione si ripete all infinito le difese immunitarie si indeboliscono e l organismo rimane indifeso ed esposto a tutti gli agenti patogeni possibili. Cause della candidosi Ma come fa la Candida a passare dalla sua forma di lievito alla sua forma di fungo patogeno? Le cause sono molteplici. La causa principale è rappresentata dagli antibiotici, che, distruggendo oltre ai batteri patogeni anche quelli simbionti, demoliscono la prima difesa dell organismo nei confronti della Candida: senza i batteri amici, soprattutto i Lactobacilli, la Candida è libera di proliferare indisturbata. Dato che la Candida prolifera in un ambiente carico di zuccheri, una dieta ricca di zuccheri rappresenta un altra causa d infestazione di questo microrganismo. I farmaci immunosoppressori, come gli steroidi e la pillola anticoncezionale, come pure le infezioni ricorrenti, come da esempio il virus Epstein-Barr e il citomegalovirus, rallentano l attività delle cellule del sistema immunitario, rendendole meno capaci di combattere la proliferazione della Candida. Tra le altre cause di sviluppo eccessivo di questo lievito vi sono gli squilibri ormonali legati al ciclo mestruale, la gestazione, e il diabete. Un altra causa è la biancheria intima di nylon perché i materiali sintetici, aumentando la sudorazione, creano un ambiente caldo e umido, ideale per la crescita della Candida.

12 Sintomi della candidosi La Candidosi può colpire diversi distretti corporei ed è forse per questo che è difficile diagnosticarla. La proliferazione della Candida a livello intestinale provoca stipsi e/o diarrea, meteorismo, dolori addominali, aerofagia. All interno della bocca provoca il cosiddetto mughetto, un affezione caratterizzata da bruciore e/o maculature della lingua, ulcerazione degli angoli della bocca, stomatite e alitosi. Nel tratto urinario la proliferazione della Candida può provocare infezioni renali e vescicali. Nell apparato genitale femminile, l aumento del lievito può determinare squilibri ormonali, sindrome pre-mestruale, irregolarità del ciclo, perdita della libido, dolori addominali e vaginite. Se le tossine della Candida vengono incorporate nelle secrezioni ormonali, possono essere colpiti il cervello e il sistema nervoso: i sintomi possono essere apatia, astenia, cefalea, irritabilità, depressione, ansia, sbalzi d umore, vuoti di memoria. Terapia nutrizionale della candidosi Come sempre, anche in caso di Candidosi, il cibo ci viene in aiuto e diventa la nostra medicina, esattamente come diceva Ippocrate all inizio della storia della Medicina: Lascia che il cibo sia la tua medicina! Se presentiamo uno dei sintomi suddetti e vogliamo seriamente combattere la Candida, per prima cosa dobbiamo cambiare la nostra alimentazione e ciò vale anche se decidiamo di effettuare una terapia farmacologia: non ha alcun senso cercare di uccidere la Candida con dei farmaci e contemporaneamente nutrirla e renderle il soggiorno piacevole. Infatti, come accennato nel paragrafo precedente, la Candida ama e si nutre di zuccheri: la nostra terapia nutrizionale, sarà, quindi assolutamente priva di dolci, caramelle, cioccolatini, bevande dolci. La Candida odia tutto ciò che è amaro: la nostra dieta abbonderà di verdure amare, come la catalogna o la cicoria. La Candida è un lievito: saranno banditi dalla nostra tavola tutti gli alimenti lievitati quali pizze, focacce, pane. La terapia nutrizionale anti-candida può sembrare, a prima vista, restrittiva o addirittura punitiva ma così non è! Se riflettete un attimo vi rendete conto che tale dieta corrisponde ad un semplice regime alimentare sano e ipocalorico: eliminare dall alimentazione dolci, pizze e bevande gassate non ha mai fatto male a nessuno, al contrario ha prodotto numerosi effetti benefici, primo fra tutti, un leggero dimagrimento. APPROCCIO DIETETICO NELLA CANDIDOSI INTESTINALE CIBI PERMESSI: pesce, carne, ricotta, tutta la verdura e gli ortaggi (soprattutto: cicoria, catalogna, pomodori, cetrioli, rape rosse, patate, carote, zucchine, carciofi, asparagi, cavolfiore, melanzane, sedano, indivia, scarola), pane di segale. BEVANDE PERMESSE: acqua minerale, latte, yogurt, tisane, thè, succo di pomodoro, caffè, succo di limone. CIBI VIETATI: dolci, marmellate, cibi lievitati (pane, focacce, pizze ), riso, pasta. BEVANDE VIETATE: bevande gassate, succhi di frutta.

13 Indispensabile, in caso di Candidosi, sia che si segua una terapia farmacologica sia che si decida di affrontare il problema in modo naturale, è l integrazione con probiotici. La scelta dei probiotici cadrà senza ombra di dubbio sul Lactobacillus Acidophilus che è il batterio più efficace nei confronti della Candida: quando a piastre Petri contenenti colture di Candida si aggiungono ceppi di Lactobacilli, questi ultimi inibiscono e bloccano la crescita della Candida. Questa straordinaria capacità dei Lactobacilli spinge ormai la maggior parte dei medici a somministrare una terapia probiotica durante o dopo una qualsiasi terapia farmacologia o radiante. La chemioterapia, per esempio, è una delle cure farmacologiche più velenose e più devastanti esistenti: uno dei tantissimi suoi effetti collaterali è sicuramente la Candidosi! Nel 1984 il Dott. Kageyama, medico giapponese, alla luce delle acquisizioni nel campo dei probiotici di quegli anni, somministrò a 56 pazienti leucemici in chemioterapia, aventi livelli elevatissimi di Candida nelle feci (100 milioni di unità/g di feci), 2 miliardi di Lactobacillus Acidophilus e 2 miliardi di Lactobacillus Bifidum per 3 mesi; la quantità di Candida nelle feci si abbassò da 100 milioni a 1 milione di unità/g di feci. I livelli di Candida rimasero invariati nel gruppo di controllo che non aveva usufruito dell integrazione probiotica. Tutti coloro che sono affetti dalla Candida presentano di norma una funzionalità digerente scadente: ecco perché, a volte, accanto ad una integrazione probiotica si effettua una supplementazione con enzimi digestivi (proteasi, bromelina, papaina ) di estrazione naturale, preferibilmente algale, in quanto estremamente bioassimilabile. Un altra arma molto efficace a disposizione del nutrizionista è un acido grasso, l acido caprilico, derivato dalla noce di cocco, un campione nella lotta antifungina, è il corrispettivo naturale della nistatina, il farmaco universalmente utilizzato per le Candidosi, ma mentre questo farmaco, a differenza dell innocuo acido caprilico, una volta terminata la cura non può evitare una rapida crescita di nuove colonie di Candida, l acido grasso ha un effetto del tutto favorevole che si protrae nel tempo. Ma ritroviamo dei potenti antifungini anche fra gli alimenti più comuni: l aglio ne è un esempio straordinario! Una terapia nutrizionale anti-candida prevede il consumo di aglio in grandi quantità e, per chi non dovesse gradirne il sapore o il suo retrogusto, in commercio esistono tavolette o capsule di estratto d aglio che ovviano a questi inconvenienti. Ultimo della lista ma non per ordine di importanza è il succo di aloe: bastano 2 4 cucchiaini di succo d aloe diluiti in un po d acqua ogni giorno per combattere efficacemente la Candida albicans e per rafforzare le difese immunitarie.

14 L azione anti-colesterolo dei lactobacilli La flora batterica intestinale, in particolar modo, i Lactobacilli svolgono un azione antidislipidemica efficacissima: in termini più semplici, contribuiscono a mantenere sotto controllo il colesterolo, forse agendo sui Sali biliari. La bile, ricordiamo, è una sostanza prodotta nel fegato a partire proprio dal colesterolo e da 2 amminoacidi quali la glicina e la taurina. La bile, una volta sintetizzata, viene immagazzinata nella cistifellea e dopo un pasto, riversata nel duodeno dove verrà utilizzata per la digestione dei grassi. Una volta che la bile è stata utilizzata essa viene riassorbita dall intestino tenue e quindi ritrasferita nel fegato per poter poi essere riutilizzata. Prima che la bile possa essere riassorbita, però, deve essere nuovamente decomposta nei suoi costituenti di base: si ipotizza che i lactobacilli facciano proprio questo! Il colesterolo assorbito nell intestino viene modificato dalla flora batterica intestinale in coprostanolo e coprostanone; il primo rappresenta circa il 50% degli steroli fecali, il secondo il 10 15%. E anche se il meccanismo con cui agiscono non si conosce alla perfezione, il dato importante è che se ad un soggetto con livelli di colesterolo superiori alla norma vengono somministrati probiotici a base di Lactobacilli, il colesterolo si abbassa. Gli animali germ free, cioè senza microflora intestinale, hanno una bile che resta invariata rispetto a quella che gli animali producono per la digestione dei grassi. Essa non può essere riciclata in questa forma. Quando agli stessi animali esenti da germi sono somministrate adeguate colture batteriche come ad esempio Bifidobatteri e Lactobacilli, la loro bile è riciclata dal fegato o fatta uscire dal corpo sotto forma modificata: l azione dei batteri benefici sulla bile ha in qualche modo eliminato il colesterolo dagli apparati di questi animali. Sembra che i batteri amici si mangino il colesterolo: nel 1985 il Dr. Gilliland dimostrò che quando si faceva fermentare l Acidophilus in presenza di colesterolo, durante la crescita di questi batteri amici, nel loro interno faceva la comparsa una certa quantità di colesterolo; probabilmente il colesterolo serve, ai batteri, per ricavarne energia. La conclusione alla quale è arrivato il D. Gilliland è stata che la capacità del Lactobacillus acidophilus renderebbe possibile per l organismo assimilare in minima parte il colesterolo ingerito con la dieta, non rendendolo disponibile per l assorbimento nel sangue. Per dirla più semplicemente esistono due modi in cui i batteri amici aiutano a ridurre il colesterolo nel sangue: la prima, decomponendolo; la seconda è mediante la sua assimilazione diretta. A questo proposito è utile ricordare il cosiddetto fenomeno Masai. I Masai sono popolazioni tribali dell Africa orientale; costoro sono nomadi e la loro vita dipende totalmente dal bestiame che allevano e che portano con sè da un luogo all altro; si nutrono, infatti, quasi esclusivamente di grassi animali saturi che sappiamo essere causa prima di ipercolesterolemia. Eppure, i Masai non muoiono per patologie cardio-vascolari e hanno i livelli di colesterolo nella norma o addirittura minori di quelli della popolazione americana.

15 La spiegazione di questa apparente contraddizione rispetto a tutto ciò che abbiamo detto finora risiede nell abitudine di queste popolazioni di bere grandi quantità di latte fermentato degli animali di cui si cibano. In tale latte, che è stato analizzato e studiato, risiede un fattore chiamato AMF che è in grado di ridurre il colesterolo LDL, in quanto pare che tale AMF inibisca l enzima che sintetizza il colesterolo. E stato visto che l AMF viene prodotto dal Lactobacillus acidophilus, soprattutto dal ceppo DDS-1, purchè sia presente alla concentrazione di 4 milioni di batteri vivi per ml di latte: ecco perché in caso di dislipidemia, insieme ad una terapia nutrizionale opportuna è assolutamente consigliabile un integrazione probiotica con L.acidophilus DDS1.

16 LACTOBACILLUS BULGARICUS Un batterio molto importante e presente nell apparato gastrointestinale umano è il Lactobacillus Bulgaricus. Esso è conosciuto soprattutto come starter nella produzione dello yogurt ma è anche un batterio amico transiente nel nostro intestino. I ceppi batterici transienti sono quei microbi di transito, cioè quei batteri amici che non colonizzano, non si insediano nell ambiente formando colonie. La loro funzione è quella di acidificare l ambiente contribuendo a renderlo inospitale per i batteri patogeni.: in questo senso svolgono una potente azione sinergica con gli altri Lactobacilli colonizzatori. Il ceppo Bulgaricus DDS-14 produce un potente antibiotico naturale, il Bulgarican, che si è dimostrato essere ancora più potente dell Acidofilina prodotta dal Lactobacillus Acidophilus. Inoltre il Bulgaricus, grazie alla sua capacità di scomporre adeguatamente il lattosio risulta di grande aiuto per quei soggetti intolleranti al lattosio.

17 LACTOBACILLUS REUTERI Un altro batterio autoctono molto interessante appartenente alla famiglia dei Lactobacilli è il Lactobacillus Reuteri, presente a livello intestinale ma anche e soprattutto nel cavo orale. Come si evince dalla tabella precedente, la bocca è una sede molto frequentata dai batteri, sia endogeni ma anche esogeni, essendo questo organo direttamente a contatto con l esterno e quindi, più soggetto ad intrusioni non desiderate. E la situazione si fa seria se pensiamo che i batteri del cavo orale sono in grado di raggiungere tutti gli organi del nostro corpo anche attraverso la circolazione sanguigna. E questo un motivo in più per attuare una attenta igiene orale al fine di salvaguardare la nostra salute generale e il nostro benessere. Il Lactobacillus Reuteri è isolabile nel latte materno ed è attraverso questa via che viene trasmesso dalla madre al figlio, dove va a popolare l apparato gastrointestinale, bocca compresa. La microflora orale può essere facilmente compromessa dagli attuali stili di vita stressanti, errati e frenetici, da una cattiva alimentazione, dall uso di antibiotici, antidepressivi, contraccettivi orali e, soprattutto, da una scarsa igiene orale quotidiana. Quando l equilibrio della microflora orale è alterato, la nostra bocca è più esposta al rischio di malattie parodontali e di carie. E tali conseguenze non sono da sottovalutare: le malattie parodontali e le carie interessano il 95% della popolazione e sono entrambe causate dalla placca, un biofilm di batteri patogeni che si forma sulla superficie dei denti e della bocca. Nelle malattie parodontali i batteri patogeni non rimossi si infiltrano nelle gengive e poi nell osso dei denti provocando un infezione accompagnata da un infiammazione di tutte le strutture colpite. La carie, invece, è la distruzione dello smalto dei denti causata da un interazione nociva tra i batteri della placca e il cibo. Come si è detto per l intestino, anche nella bocca, è assolutamente necessario che la microflora autoctona sia qualitativamente bilanciata e quantitativamente sufficiente per evitare l infiltrazione di batteri patogeni. Una buona supplementazione probiotica può aiutare a tal fine, senza tralasciare un accurata igiene orale e periodiche visite dal dentista. Il probiotico più utile, in caso di patologie del cavo orale, è quello contenente il Lactobacillus Reuteri. Questo batterio possiede molte caratteristiche utili: è capace di risiedere in bocca oltre che nell intestino; è capace di aderire alla saliva e ai tessuti della bocca, assicurando protezione; produce reuterina una sostanza che funziona come un antibiotico naturale e che è capace di combattere i batteri patogeni responsabili delle malattie parodontali e dell alito cattivo; aiuta a ridurre l infiammazione gengivale, aiuta a stimolare le difese immunitarie. Una supplementazione con Lactobacillus reuteri risulta alquanto utile anche e soprattutto in seguito alle terapie antibiotiche prescritte dai dentisti.

18 I bifidobatteri I Bifidobatteri (soprattutto Bifidobacter bifidum, Bifidobacter longum, Bifidobacter breve negli adulti e Bifidobacter infantis nei bambini) sono germi strettamente anaerobi e sono i principali abitanti dell intestino crasso. Essi competono spietatamente tanto per le sostanze nutritive quanto per i siti di insediamento lungo le pareti intestinali, impedendo le invasioni dei batteri patogeni. Sono portentosi produttori di acidi che abbassano il ph, incrementando, così, l acidità della zona e rendendola poco interessante per i patogeni che prediligono gli ambienti alcalini. I Bifidobatteri inibiscono i germi patogeni che trasformano i nitrati in nitriti che sono potenziali agenti cancerogeni. Favoriscono, inoltre, la produzione di Vitamine del gruppo B e agevolano l elaborazione dei cibi da parte del fegato. Come dice il nome, il Bifidobacter infantis è il principale colonizzatore dell apparato gastrointestinale dei neonati: la maggior parte dei neonati di mamme sane vengono al mondo puliti; tuttavia entro qualche giorno dalla nascita l intestino dei bambini viene colonizzato dai batteri. Le modalità di nascita, vaginale o per taglio cesareo, influenzano fortemente il tipo di batteri che il neonato presenterà dentro di sé. Ad esempio, alcuni studi mostrano che è stato riscontrato il Bifidobacter infantis nel 60% dei neonati a termine dopo parto naturale, mentre solo il 9% dei bambini nati con taglio cesareo erano colonizzati da tale batterio. Per un misterioso fenomeno di madre natura i bambini assorbono i batteri amici dalla madre durante il loro passaggio attraverso un canale di nascita pulito e sano. Altro dato importante è rappresentato dall allattamento: la principale differenza tra neonati alimentati con latte artificiale e quelli alimentati con latte materno è costituita dalla presenza di elevati livelli di pericolosi Bacteroides, Clostridium, e E.coli nei neonati alimentati artificialmente. E questi valori non diminuiscono con il crescere del neonato. Dopo aver esaminato una varietà di possibili fonti alimentari in grado di migliorare la colonizzazione del tratto gastrointestinale del neonato, gli scienziati hanno concluso che il latte materno è assolutamente il migliore. Bisogna aggiungere, però, che il latte materno di oggi è molto diverso e meno prezioso di quello di mezzo secolo fa. Questo perché anche il latte materno è stato contaminato dai danni che tutto il nostro ecosistema ha subito negli ultimi decenni. E stato provato che la qualità del latte materno si è abbassata in tutto il mondo, quasi certamente per via degli agenti inquinanti creati dall uomo che si trovano nell aria, nell acqua e nella catena alimentare. Nel latte materno di oggi sono diminuiti i batteri amici e sono aumentati i batteri pericolosi con gravi implicazioni per la salute dei bambini. A questo proposito ricordiamo che il Bifidobacter infantis, se presente in forze, è in grado di contrastare la diarrea neonatale, una delle cause più frequenti di morte infantile soprattutto nei Paesi sottosviluppati e non solo: ogni anno negli Stati Uniti più di 1000 neonati di età inferiori a 12 mesi muoiono per la diarrea, causata soprattutto dalle tossine di Escherichia coli.

19 E.coli, Salmonella e Shigella e Yersinia sono batteri cui i Bifidobatteri possono far fronte purchè questi siano ben impiantati nell intestino. Un integrazione probiotica con Bifidobacter infantis nei bambini è sempre consigliabile non solo per il ruolo immunitario svolto da questo microrganismo simbionte, ma anche perché, come tutti i Bifidobatteri, determina un incremento dell assorbimento di azoto che aiuta il neonato, soprattutto quello sottopeso, a raggiungere il normale incremento del peso corporeo; inoltre migliora l assorbimento di calcio e produce le Vitamine del gruppo B importantissime per la crescita del bambino.

20 La scelta del probiotico Per tutti i motivi elencati e discussi nei precedenti paragrafi risulta evidente che un integrazione probiotica è benefica se non, a volte, addirittura indispensabile. Ma quali probiotici scegliere? Quando assumerli e per quanto tempo? I batteri giusti I batteri amici colonizzatori più importanti per mantenere il nostro apparato gastrointestinale in buona salute sono sicuramente: il Lactobacillus Acidophilus, che si insedia soprattutto nell intestino tenue e il Bifidobacter Bifidum che predilige l intestino crasso. Insieme ai batteri colonizzatori, un buon probiotico deve contenere anche batteri di transito, i migliori transienti sono: il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermofilus. I batteri transienti non formano colonie, non mettono su casa nel nostro intestino, ma svolgono un ruolo non meno importante: nel loro passaggio attraverso il corpo creano le giuste condizioni affinché i batteri colonizzatori possano insediarsi stabilmente e proliferare; proprio allo stesso modo in cui un fertilizzante aiuta le piante a crescere, i batteri di transito aiutano quelli residenti a vivere e moltiplicarsi. Perché il nostro programma di integrazione sia efficace è importante, quindi, che esso comprenda sia i batteri colonizzatori che batteri transienti. Ma la scelta non si deve limitare al genere batterico: al genere Lactobacillus, per esempio, appartengono numerosissime specie batteriche, alcune non dannose ma neanche di grande utilità, altre, al contrario con grandi poteri e attivissime. E questo discorso vale anche per le famiglie batteriche patogene: ad esempio, quasi tutti i ceppi di E. coli sono innocui, ma alcuni stipiti, come il letale 0157:H7 sono così potenti da essere micidiali. Quando si acquistano probiotici bisogna sempre cercare quelli costituiti dai ceppi più potenti di ogni specie.

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