Anice verde. Pimpinella anisum

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2 L anice verde è un erba annuale aromatica che appartiene alla famiglia delle Ombrellifere. Originario dell Egitto e di alcune regioni del Mediterraneo orientale, l anice verde è coltivao oggi su scala commerciale soprattutto in India, Turchia, Messico, Cile e Russia. Cresce anche spontaneamente in terreni ricchi e asciutti, preferibilmente in posizione soleggiata e riparata. Ha una radice esile, intensamente profumata, un fusto eretto, alto fino a 50 cm, e fiorellini biancastri, raccolti in piccole ombrelle che compaiono nei mesi di luglio e agosto. I semi aromatici, ovoidali, appuntiti, da grigio-verdi a giallomarroni presentano sulla superficie dieci scanalature più chiare e mantengono spesso un frammento del peduncolo. Anice verde Pimpinella anisum L anice verde è una spezia antica: già nel 1500 a.c. gli Egizi lo usavano come cibo e bevanda e ne sfruttavano le proprietà medicinali. Coltivato in seguito anche da Greci e Arabi, nel Medioevo fu ampiamente utilizzato sia come insaporente e aromatizzante sia per la preparazione di rimedi naturali. PROPRIETÀ L anice è botanicamente affine all aneto, al cumino e al finocchio; i Romani ne introdussero la coltivazione in Toscana e dall Italia venne diffuso nel resto dell Europa, comprese le Isole Britanniche, dove fu talmente apprezzato che la sua importazione era soggetta a tassazione. L anice verde è largamente utilizzato per le sue qualità aromatiche e salutari; svolge un azione leggermente espettorante, carminativa, blandamente diuretica, lassativa e antispasmodica. È particolarmente efficace nella cura delle flatulenze e delle coliche; viene utilizzato come coadiuvante della digestione e stimolante dell appetito poiché favorisce la secrezione gastrica. Favorisce anche la secrezione delle ghiandole mammarie. Efficace contro la tosse, il mal di gola e il raffreddore, viene usato nella terapia contro il catarro bronchiale. L olio estratto dai semi è ottimo come antisettico. PRINCIPI ATTIVI Contenuti maggiormente nel seme: olio essenziale (sino al 3,5%) costituito soprattutto da anetolo (sino all 85%), pinene, fellandrene, cimene, metilcalvicolo, estragolo; inoltre olio fissato (sino al 20%); amido; colina; zuccheri; mucillaggine; proteine, furfurolo; pentosano. SALUTE Acidità gastrica, aerofagia, cattiva digestione, coliche gastrointestinali, flatulenza, meteorismo Bere una tazza d infuso dopo i pasti principali, oppure 10 gocce di tintura disciolte in un po di acqua tiepida. In alternativa, prendere un bicchierino di liquore a stomaco pieno. In caso di flatulenza, di meteorismo oppure di acidità, preparare un carbone digestivo seguendo questa ricetta: ridurre in polvere 50 g di semi, metterli in un recipiente e aggiungere 50 g di carbone di tiglio e 50 g di zucchero; miscelare con cura e prenderne un cucchiaino in un ostia dopo i pasti principali. In ogni caso, dopo aver mangiato cibi grassi oppure pesanti si consiglia di masticare qualche seme leggermente tostato. Incremento della montata lattea Per aumentare la secrezione delle ghiandole mammarie bere 2-3 tazze d infuso di semi. Affezioni bronchiali, asma, catarro nei bronchi, raffreddore e tosse Assumere all occorrenza, 3 volte al giorno, 2-3 tazze d infuso caldo; se il sapore è troppo sgradevole, dolcificare con un poco di miele. In alternativa prendere, 3 volte nel corso della giornata, gocce di tintura disciolte in una zolletta di zucchero oppure in una tazza di tè o di latte caldo. Per coloro che soffrono di attacchi di asma si consiglia di fumare nella pipa, o masticare, alcuni semi tostati. 34

3 A n i c e v e r d e PREPARAZIONI e Semi maturi essiccati e INFUSO: portare a bollore un litro d acqua; nel frattempo, pestare in un mortaio g di semi, quindi versarvi sopra l acqua e lasciare in infusione per 10 minuti circa. Colare e assumere all occorrenza. e TINTURA: mettere a macerare 20 g di semi finemente sminuzzati in 100 g di alcol a 70 ; lasciare a macero per giorni, quindi colare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro con contagocce. La dose media è di gocce per volta, disciolte in un poco di zucchero o di miele. Non assumere più di 50 gocce al giorno. e LIQUORE: lasciare macerare, per circa un mese, in un litro di grappa g di semi pestati; aggiungere anche un pizzico di cannella, 3 chiodi di garofano e un baccello di vaniglia. Prenderne all occorrenza un bicchierino dopo i pasti. OLIO ESSENZIALE: si acquista già pronto in erboristeria; prenderne 2-3 gocce disciolte nello zucchero 2-3 volte al giorno. Eccitazione nervosa, crampi e insonnia Assumere dopo i pasti, ogni volta che si manifestano i disturbi, gocce di tintura disciolte in una tazza d infuso di camomilla o di tiglio; oppure prendere 2-3 gocce di olio essenziale su una zolletta di zucchero. BELLEZZA Acqua di Colonia Aggiungere a 50 ml di alcol etilico 45 gocce di olio di bergamotto, 15 gocce di olio di limone, 10 gocce di olio essenziale di anice, 4 gocce di neruli, una goccia di olio di lavanda e una goccia di olio di rosmarino; mescolare con molta cura e conservare in una bottiglietta con tappo a vite, in un luogo asciutto e lontano da fonti di calore e di luce. Agitare bene prima dell uso. Elisir per rinfrescare e disinfettare la bocca, per profumare l alito, per sbiancare i denti e tonificare le gengive Miscelare bene, in un recipiente che si possa tappare ermeticamente, 50 g di semi di anice in polvere, 8 g di chiodi di garofano in polvere, 10 g di cannella macinata, un grammo di essenza di menta e 850 ml di acquavite. Lasciare macerare per giorni, quindi filtrare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro. Utilizzare l elisir (qualche goccia in un bicchiere di acqua tiepida) per fare sciacqui e gargarismi due volte al giorno. IN CUCINA In cucina vengono utilizzate tutte le parti della pianta. Il seme, intero oppure sminuzzato, viene impiegato nella preparazione di pane, focacce, strudel, salse, creme e canditi; può essere aggiunto a formaggi freschi e cremosi, a marinate e nell acqua di cottura dei crostacei. Con i semi di anice, inoltre, si preparano numerose bevande e liquori, tra cui il celebre Pernod. Il fiore e le foglie possono essere mescolate alle macedonie con fichi, datteri e castagne; la foglia è indicata per fare guarnizioni di torte dolci e salate. Il gambo e la radice, infine, vengono mescolati a minestre e stufati per donare un leggero aroma di liquirizia. 35

4 L arancia è un agrume, frutto dell arancio, pianta che appartiene alla famiglia delle Rutacee. Alberello sempreverde, alto fino a 12 m, con corteccia verde-bruno e rami spinosi da giovani, l arancio ha foglie persistenti, ovali, e fiori bianchi profumatissimi. Il frutto (detto esperidio) ha forma subglobosa, leggermente schiacciata alle estremità; la buccia, di colore a- rancio-rossastro e cosparsa esternamente di ghiandole oleifere, ha un sottile strato biancastro (albedo) che la separa dalla polpa. Esistono due specie di arancio, entrambe originarie della Cina: amara, Citrus aurantium, e dolce, C. sinensis (considerata un tempo una varietà della prima), ampiamente coltivata in Italia per i suoi frutti dolci e succosi. Arancia Citrus aurantium e C. sinensis Il nome arancio deriva probabilmente dal termine sanscrito nāgarania, che significa gusto degli elefanti. Viene attribuito a due specie del genere Citrus, C. aurantium (arancio amaro) e C. sinensis (arancio dolce), che comprende tutti gli agrumi tranne il kumquat (o mandarino cinese), che appartiene al genere Fortunella. PROPRIETÀ I pregi e le virtù della pianta dell arancio sono molteplici: in primo luogo, grazie al loro elevato contenuto di vitamina A e C, i frutti rappresentano un importante integratore vitaminico naturale. L arancio svolge inoltre una blanda azione lassativa; è stomachico e tonico per gli organi digestivi in generale; è un ottimo sedativo, antispasmodico, tossifugo, febbrifugo e sudorifero, benefico contro il mal di testa. Viene anche utilizzato, soprattutto come calmante e sedativo, in caso di tachicardia e di spasmi che interessano il sistema cardiovascolare, di insonnia e di nevrastenia. PRINCIPI ATTIVI Nei fiori è contenuto principalmente un olio essenziale detto olio di fiori di arancio. Nei frutti immaturi verdi, con scorza, sono presenti: un olio essenziale contenente limonene (al 92%); glicidi; sali minerali; acido citrico e malico; vitamine A, B 1, B 2, C, E, K, PP; un glicoside; composti amari. UN NOME, DUE SPECIE L arancio è la specie agrumaria più coltivata nel mondo, dall Asia all Africa, dall Europa all America Settentrionale e Meridionale, dove è concentrata la maggior parte della produzione mondiale. Il Brasile, seguito dalla Cina e dal Messico, è attualmente il maggior produttore di questi agrumi. Anche la regione mediterranea, soprattutto l Italia e la Spagna, riveste un ruolo di primaria importanza. Entrambe le specie di arancio (dolce e amaro) vengono ampiamente utilizzate nell industria alimentare per la preparazione di marmellate, composte e canditi, succhi e bevande, in liquoreria, nell industria cosmetica e in fitoterapia. OLI PREZIOSI Da questi agrumi si ricavano numerose, preziose essenze: l olio essenziale di arancio amaro, o essenza di bigarade, che si estrae dalla buccia dei frutti; l olio essenziale di arancio dolce, o essenza d arancio o di portogallo, che si estrae anch esso dalla buccia dei frutti; l essenza di fiori di arancio amaro, o essenza di neroli, dal nome del paese di Nerola, in provincia di Roma, di cui e- ra principe Flavio Orsini, la cui moglie, Anna Maria de la Tremoille de Noirmoutier, la introdusse in Francia verso il 1680; l essenza di petit-grain, che si ricava per distillazione dalle foglie e dai rametti di arancio amaro, ma an- 40

5 A r a n c i a che di arancio dolce. Dai fiori, sempre per distillazione, viene estratta anche la cosiddetta acqua nanfia, un acqua profumata usata come eccipiente e correttivo. In inverno, le arance, a spicchi o spremute, sono uno dei rimedi popolari più comuni per prevenire, grazie all elevato contenuto vitaminico, le tipiche malattie da raffreddamento. Le arance si possono gustare anche in molti altri modi: primo fra tutti, come marmellata. Questo termine viene utilizzato comunemente per indicare una qualunque conserva di frutta cotta con lo zucchero, ma in realtà si riferisce soltanto a quella ottenuta dagli agrumi: quelle preparate con altri frutti vengono definite, anche secondo la legge, confetture. Per preparare la marmellata di arance si utilizza anche la scorza, tagliata a fettine più o meno fini: è quindi indispensabile, per ottenere un prodotto veramente salutare oltre che gustoso e saporito, impiegare frutti coltivati in modo naturale, senza l impiego di sostanze chimiche per proteggere le piante dai parassiti, o per conservare i frutti o ritardarne la maturazione, o addirittura per renderli esteticamente più gradevoli. DOLCE O AMARA? L arancio amaro, Citrus aurantium, chiamato anche cedrangolo, cetrangolo, melangolo e arancio forte, è una specie originaria dell Asia sudorientale. Coltivato in Arabia dal IX sec. e in Sicilia dall anno 1002, oggi è diffuso in tutte le regioni climaticamente adatte alla coltivazione degli agrumi. Il suo frutto viene utilizzato per canditure, la polpa per la preparazione di marmellate e la buccia in profumeria e in liquoreria, per preparare, fra l altro, il noto Curaçao. L arancio amaro viene impiegato, inoltre, come portainnesto della maggior parte delle specie agrumarie e, molto spesso, come pianta ornamentale. Si distingue dall arancio dolce per le lunghe spine all ascella delle foglie inferiori e per il fogliame più scuro e aromatico. L arancia propriamente detta, che arricchisce di colore e sapore le tavole imbandite, è invece il frutto dell arancio dolce, C. sinensis, chiamato un tempo anche melarancio e portogallo. Coltivato in Cina fin dall antichità, venne introdotto in Europa nel 1520 dai navigatori portoghesi e si diffuse dalla penisola iberica all Italia e successivamente nelle Americhe e in numerose altre regioni del mondo. 41

6 A r a n c i a SALUTE Acidità gastrica, cattiva digestione, dolori intestinali, mancanza di appetito Assumere all occorrenza, prima dei pasti principali, una tazza o una tazzina d infuso di scorza, oppure bere, come sedativo stomachico, una tazza d infuso di foglie alla sera prima di coricarsi. In alternativa, come efficace rimedio per i dolori di stomaco, prendere qualche goccia di essenza di neroli oppure 25 gocce di tintura prima o dopo ogni pasto principale. Se i disturbi persistono, consultare il medico. Febbre, mal di testa, raffreddore e tosse Per stimolare la sudorazione e far diminuire la febbre, bere due volte al giorno una tazza d infuso caldo di scorze o di foglie; in alternativa, prendere 30 gocce di tintura su una zolletta di zucchero. In ogni caso si consiglia di consumare grandi quantità di succo per combattere eventuali infezioni in corso e per rifornire l organismo, in modo naturale, di vitamina C. Insonnie nervose, nevrastenie, spasmi del sistema cardiovascolare, tachicardie Come sedativo e calmante, assumere una tazza d infuso di foglie prima o dopo i pasti principali e una tazza alla sera prima di coricarsi. È un ottimo rimedio, indicato anche per i bambini che fanno fatica ad addormentarsi; in questo caso, far bere loro, prima di mandarli a letto, una tazza d infuso caldo di fiori, dolcificato con un poco di miele o di zucchero. Sopra, una tavola francese del XIX sec. che raffigura una venditrice di arance. BELLEZZA Lozione nutriente Pratica e molto semplice da preparare: è sufficiente spremere uno o più frutti, raccogliere il succo, filtrarlo e versarlo quindi negli stampini da ghiaccio A destra, marmellata di arance amare. Le arance amare rientrano nella composizione di vermouth e liquori, come il Cointreau e il Curaçao, ma anche, per macerazione, di acquaviti, elisir, bevande analcoliche e aperitivi. Le arance dolci, invece, sono pregiati frutti da dessert, da gustare da soli o per arricchire squisite macedonie, gelati e creme. Sono un aroma ideale per prodotti di pasticceria, ma sono anche ottime per preparare originali piatti salati, come l anatra all arancia, soufflè vari e persino insalate. 42

7 A r a n c i a PREPARAZIONI u Frutti freschi e loro scorza essiccata r Foglie essiccate B Fiori freschi o essiccati Olio essenziale u INFUSO DI SCORZE: mettere in una tazza di acqua bollente un cucchiaino di bucce essiccate e sminuzzate; lasciare in infusione per 20 minuti circa. r INFUSO DI FOGLIE: mettere in infusione, per minuti, 2-4 g di foglie secche in 100 ml di acqua; filtrare e berne una tazza al giorno. B INFUSO DI FIORI: lasciare in infusione, per minuti, 15 g di fiori di freschi oppure 5 g di fiori essiccati in 100 ml di acqua bollente. Filtrare attraverso un colino, e, se si desidera, dolcificare con un poco di miele. u SUCCO: spremere la quantità desiderata di a- rance e berne immediatamente il succo, puro o leggermente zuccherato. da riporre nel freezer. All occorrenza, passare un cubetto sul volto più volte, per ottenere una benefica sensazione rinfrescante e tonificante dell epidermide del viso. Maschera per pelli stanche Ottima per nutrire, ammorbidire e cancellare i segni di stanchezza. Sbucciare un arancia e grattare con un coltello ben affilato la parte bianca e spugnosa (albedo) che si trova tra la buccia e la polpa. Aggiungere a questa parte bianca un albume d uovo, due cucchiai di latte in polvere e un cucchiaino di miele. Amalgamare bene tutti gli ingredienti fino a ottenere una crema densa ed omogenea; spalmare sul viso e sul collo, lasciare agire per 20 minuti, quindi asportare con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua tiepida e, alla fine, ripassare con un tonico rinfrescante. Tonico ai fiori per pelli delicate Ottimo per attenuare gli arrossamenti e stimolare la circolazione sanguigna. Prendere 60 g di fiori freschissimi, farli bollire per 20 minuti circa in 500 ml di acqua distillata. Trascorsi il tempo indicato, filtrare e aggiungere 2 ml di glicerina e 2 cucchiai di alcol puro a 95. Conservare in una boccetta di vetro e utilizzare come un normale tonico. u TINTURA: mettere a macerare 20 g di scorza essiccata e sminuzzata in 100 ml di alcol a 70. Dopo giorni, filtrare e conservare in una boccetta di vetro scuro con contagocce. La dose consigliata è di gocce in poca acqua, prima o dopo i pasti principali. OLIO ESSENZIALE DEI FIORI: ottenuto per distillazione dai fiori freschi di arancio amaro, si può acquistare già pronto in erboristeria o in farmacia. È comunemente conosciuto come olio essenziale di neroli, essenza di neroli o acqua di fiori d arancio amaro. OLIO ESSENZIALE DELLE FOGLIE: ottenuto per distillazione delle foglie e dei rametti di arancio amaro, si può acquistare già pronto in erboristeria o in farmacia. Viene commercializzato con il nome di essenza di petit-grain. IN CUCINA Le arance si possono consumare fresche, in spremute, cocktail e frullati; si possono associare a insalata o gustare a fettine, condite con o- lio, sale e pepe. Si utilizzano per fare crostate, canditi e marmellate; rientrano nella preparazione di rosoli e di alcuni liquori, come il Grand Marnier, il Cointreau e il Curaçao. L acqua dei fiori è un aromatizzante essenziale per la pastiera napoletana e per altri tipici dolci del Meridione. 43

8 La betulla è un elegante latifoglia che appartiene alla famiglia delle Betulacee. Originaria del Nord Europa e dell Asia settentrionale, è ampiamente diffusa anche nelle aree montuose dell Europa meridionale, in Asia Minore e nel Nordamerica; nel nostro Paese cresce spontanea soprattutto sulle Alpi, formando talvolta boschi puri (betuleti). Alta fino a 30 m, ha un tronco snello con rami esili e penduli e una corteccia papiracea argentea, interrotta da caratteristiche lenticelle nerastre, che si sfoglia in lamine facili da asportare. Le foglie decidue, piccole e acuminate, sono alterne e hanno il margine doppiamente dentato. I frutti sono simili a corte pignette cilindriche, pendenti, che a maturità si disfano completamente. Betulla Betula pendula Albero sacro degli antichi Celti, la betulla è una specie pioniera che cresce anche in condizioni proibitive, fino ai limiti della vegetazione arborea, in tutto l emisfero settentrionale. I nativi nordamericani ne utilizzavano la scorza per costruire le loro canoe e per rivestire le loro capanne. PROPRIETÀ La betulla possiede ottime proprietà diuretiche ed antisettiche contro le infezioni dell apparato urinario: stimola la diuresi senza provocare alcun effetto collaterale sgradito, è utile per combattere la ritenzione di liquidi nei tessuti, sia di origine renale che cardiaca, e favorisce l eliminazione di acido urico. Aumenta altresì la fluidità della bile e abbassa il tasso di colesterolo nel sangue e svolge inoltre una buona azione lassativa, febbrifuga e depurativa dell organismo. Per uso esterno possiede ottime qualità astringenti, antisettiche, disinfettanti ed emollienti, utili soprattutto nella cura della pelle e del cuoio capelluto. PRINCIPI ATTIVI La betulla contiene principalmente: olio essenziale; tannini; resine; saponine; tracce di flavonoidi e di glucosidi di vario genere. SALUTE Artrosi, astenia sessuale, decalcificazione ossea Bere all occorrenza, durante la giornata e lontano dai pasti principali, 3 tazze di infuso di gemme; se il gusto risultasse troppo amaro, dolcificare con un po di miele. Se i disturbi persistono, consultare uno specialista. Calcoli ai reni, coliche renali, edemi e idropisia, renella e ritenzione di acido urico Prendere, durante la giornata, 8-10 cucchiai di decotto di radice oppure 2 tazze di infuso di foglie, lontano dai pasti; in alternativa, assumere 3 cucchiaini di tintura al giorno, diluiti in una tisana a piacere. In caso di renella, è molto efficace la linfa: si consiglia di prenderne 2-3 bicchierini alla mattina a digiuno, prima di colazione, per 15 giorni. Per fluidificare la secrezione biliare, per ridurre il colesterolo nel sangue e per abbassare il tasso di albumina nelle urine Per un ottima azione depurativa, bere 3 tazze al giorno di infuso di foglie o 2-5 cucchiaini di tintura diluiti in una tazza di decotto di foglie di carciofo, preferibilmente lontano dai pasti. Se i valori non ritornano alla normalità rivolgersi al medico. Febbre, raffreddore Per un azione tonica e stimolante, assumere all occorrenza un bicchierino di vino medicinale, prima dei pasti principali, oppure, in caso di febbri intermittenti, bere una tazza di decotto di radice prima dei pasti. 46

9 B e t u l l a PREPARAZIONI r Gemme e foglie giovani essiccate 4 Corteccia e linfa 4 DECOTTO DI CORTECCIA: far bollire 5-10 g di corteccia essiccata e sminuzzata in una tazza di acqua bollente, per 5 minuti; togliere quindi dal fuoco, lasciare riposare per 30 minuti, poi colare e conservare in un luogo fresco. r INFUSO: versare un litro di acqua bollente sopra 40 g di foglie o di gemme essiccate e sminuzzate, aggiungere mezzo cucchiaino di bicarbonato e lasciare in infusione per minuti, quindi filtrare. Berne 3 tazze al giorno, lontano dai pasti. r TINTURA: mettere a macerare 20 g di foglie essiccate e sminuzzate in 80 ml di alcol a 60 ; dopo giorni, filtrare e conservare in una boccetta di vetro scuro. 4 VINO MEDICINALE: mettere a macerare, per un tempo non inferiore a 8 giorni, 50 g di corteccia in un litro di buon vino rosso; trascorso il tempo indicato, filtrare e conservare in una bottiglia ben chiusa, in un luogo asciutto. La dose consigliata è di un bicchiere prima dei pasti. Dermatosi, piaghe e ulcere Fare lavaggi e applicare compresse sulle zone interessate, utilizzando un decotto preparato con g di foglie essiccate o g di corteccia, fatte bollire in un litro d acqua per 10 minuti circa. 4 LINFA: praticare un incisione sulla corteccia della pianta e raccogliere la linfa che ne fuoriesce in un barattolo di vetro. Somministrare a bicchierini, secondo le indicazioni. BELLEZZA Cura depurativa per l acne e per pelli grasse con eccesso di sebo Per cicatrizzare i foruncoli ed evitare l espandersi delle impurità, applicare un cataplasma direttamente sulle zone interessate. Fare cuocere qualche foglia e alcune gemme in pochissima acqua fino a quando evapora completamente; togliere quindi dal fuoco e lasciare intiepidire; stendere l impacco sul viso lasciandolo agire per minuti e poi sciacquare con acqua tiepida. In alternativa, lavare molto bene le zone colpite con un infuso di foglie e gemme (una manciata in una tazza di acqua bollente); bagnare più volte il viso utilizzando delle garze sterili. IN CUCINA La betulla possiede ottime qualità curative, ma non trova un grande impiego in campo alimentare. Utilizzando la corteccia è possibile preparare una birra dal gusto e dal sapore particolari; dalla linfa, invece, si possono ricavare vino e aceto aromatico. Impacchi contro la cellulite Per uso esterno, fare degli impacchi sulle zone interessate con un decotto di corteccia o di foglie; fasciare ben stretto e lasciare agire per minuti. Lozione per l igiene e l irrobustimento dei capelli Preparare una tintura di foglie di betulla a basso grado alcolico (20 ); diluirne un cucchiaio in una tazza di acqua e praticare massaggi e frizioni sul cuoio capelluto 2 volte alla settimana. 47

10 Il biancospino è un arbusto che appartiene alla famiglia delle Rosacee ed è originario dell Europa, dell Africa settentrionale e dell Asia occidentale. In Italia cresce dalle zone calde vicino al mare fino alle zone submontane, in siepi e in boschi di latifoglie. Pianta spinosa a crescita rapida, il biancospino può raggiungere i 9 m d altezza. Le foglie sono verde scuro, glabre, coriacee e profondamente lobate. Nella tarda primavera, all apice di corti rametti, compaiono i fiorellini bianchi, leggermente sfumati di rosso e dolcemente profumati, riuniti in grappolini. Dalla tarda estate fino all autunno sui rami compaiono le bacche rosse, che contengono il vero frutto: uno o due noccioli. Biancospino Crataegus oxyacantha Le virtù curative del biancospino, in particolar modo dei suoi fiori, sono conosciute fin dal Medioevo. È un eccellente regolatore dell attività cardiaca: viene utilizzato per contrastare l ipertensione, l arteriosclerosi e le palpitazioni. Le sue proprietà antispasmodiche e calmanti combattono l insonnia e gli stati di angoscia. PROPRIETÀ È una pianta molto importante dal punto di vista medico, largamente utilizzata nella medicina orientale e occidentale, nel trattamento di disturbi dovuti a ipertensione e stress. La corteccia possiede proprietà febbrifughe, le foglie e i frutti sono astringenti, antidiarroici e antiscorbutici. I fiori, che svolgono l azione curativa più importante, sono ottimi cardiotonici, ipotensivi, antispasmodici e blandamente ipnotici. Il biancospino svolge un efficace azione sedativa del sistema nervoso simpatico, regola la pulsazione cardiaca e la pressione sanguigna in caso di angina pectoris, nevrosi cardiache, tachicardia e ipertensioni in genere. Svolge un azione vasodilatatrice in stati di sofferenza dei grandi vasi sanguigni e in caso di vene varicose; è utile nell arteriosclerosi, nei disturbi della menopausa, nelle insonnie nervose, in caso di vertigini, stati di angoscia e ronzii alle orecchie. PRINCIPI ATTIVI Contiene: glucosidi di flavone; catechine; crategina; quercetina; quercitrina; saponine; vitamina C; acidi crategico e crategolico; diversi altri componenti non ancora identificati. SALUTE Affezioni delle vie respiratorie, infiammazioni delle mucose della bocca e delle gengive, tosse Utilizzare il decotto di frutti o l infuso di fiori, eventualmente addolciti con un po di miele, per fare sciacqui e gargarismi almeno due volte al giorno. Insonnia, ipertensione, ronzii alle orecchie, stati di angoscia e di arteriosclerosi, vertigini Bere con regolarità 3 tazze d infuso di fiori caldo, addolcito con miele, o 3-4 cucchiai al giorno di vino medicinale, oppure 30 gocce di tintura 3 volte al giorno (mattino, metà pomeriggio e sera, prima di coricarsi). Contro l ipertensione prendere un infuso preparato con biancospino, boccioli di tiglio e achillea. Se i sintomi non migliorano, consultare subito il medico. Aritmia cardiaca, angina pectoris, nevrosi cardiache, palpitazioni, tachicardia Se i sintomi sono gravi chiamare subito il medico. Bere inoltre regolarmente 2-3 tazze al giorno d infuso di fiori, tiepido o caldo, o prendere all occorrenza, come cardiotonico e ipotensore gocce (per volta) di tintura, 2-3 volte al giorno. Crampi uterini e disturbi della menopausa Con azione antispasmodica, prendere all occorrenza 2 tazze al giorno di infuso di fiori di biancospino e un bicchierino di vino medicinale, prima dei pasti principali. 46

11 B i a n c o s p i n o PREPARAZIONI B Fiori essiccati u Frutti freschi o essiccati u DECOTTO DI FRUTTI: fare bollire in un litro d acqua, per 15 minuti circa, 100 g di frutti essiccati; lasciare raffreddare, colare e prenderne 2-3 tazze al giorno. B INFUSO DI FIORI: versare una tazza d acqua bollente sopra 5-6 g (un cucchiaino da tè) di fiori essiccati sminuzzati; lasciare riposare per 5-8 minuti, quindi colare e bere caldo. Se si desidera, dolcificare con un cucchiaino di miele. B TINTURA: mettere a macerare, in g di alcol a 30, 25 g di fiori essiccati e sminuzzati. Dopo giorni filtrare e conservare in una boccetta di vetro scuro con contagocce. Prendere gocce, 2-3 volte al dì, in una tisana calda, o allungate in un po d acqua. B VINO MEDICINALE: mettere a macerare in un litro di vino bianco secco 50 g di fiori essiccati di biancospino e 100 g di vischio. Dopo una settimana, filtrare e conservare in una bottiglia di vetro. Prenderne un bicchierino prima dei pasti principali, oppure 5-6 cucchiai al giorno. Calcoli renali, diarrea, ritenzione urinaria Bere una tazza di decotto di frutti 2-3 volte al giorno. Se i disturbi persistono, consultare il medico. Pressione alta, vene varicose Per rafforzare i vasi sanguigni e regolarizzare la circolazione sanguigna, bere una tazza d infuso caldo di fiori 3-4 volte al dì. IN GIARDINO Nel prato il biancospino forma una bella siepe spessa oppure un gradevole arbusto. Per fare una bella recinzione di biancospino, piantare gli arbusti a cm d intervallo l uno dall altro, e potare le piante, se necessario, tra metà estate e metà primavera. Se bruciato emana un buon calore e un delicato profumo rilassante. BELLEZZA Maschera astringente per pelli grasse Preparare un infuso mettendo 5 g di foglie essiccate e sminuzzate, in 50 ml d acqua bollente; lasciare in infusione per minuti, colare e filtrare. Nel frattempo sciogliere a fuoco lento, mescolando, un cucchiaio di cera d api e uno di lanolina; togliere dal fuoco, aggiungere l infuso e mescolare finché il composto non si sia completamente raffreddato; aggiungere quindi un cucchiaio di argilla bianca e rimestare fino a ottenere una crema soffice e densa. Applicare sul viso e lasciare agire per minuti; sciacquare poi con abbondante acqua tiepida. 47

12 La pianta più tipica fra le cosiddette erbe della nonna è senz altro la camomilla. In realtà, però, con questo nome si indicano più specie che appartengono a due differenti generi, Matricaria e Anthemis, della famiglia delle Composite. Pianta erbacea aromatica, annuale, biennale o perenne, la camomilla è originaria dell Europa centromeridionale e dell Africa nordoccidentale; in Italia cresce spontanea dalle zone submontane fino al mare, lungo le strade campestri, negli incolti come nei coltivi. Alta da 10 a 50 cm, ha fiori profumati e robusti, riuniti in capolini che sbocciano alla sommità di lunghi peduncoli; gialli-dorati quelli al centro e bianchi nella raggiera, compaiono in estate formando splendidi tappeti erbosi. Camomilla Anthemis spp. e Matricaria spp. Antica pianta, già conosciuta e apprezzata per le sue proprietà terapeutiche dagli Egizi e dai Greci, la camomilla è la più nota fra le erbe della nonna, ancora oggi usata abitualmente sotto forma di tisana, per la sua blanda azione sedativa e antispasmodica, per conciliare il sonno, in particolare dei bambini. PROPRIETÀ Comune, ma preziosa erba medicinale, impiegata da oltre 2000 anni per le sue qualità antispasmodiche, sedative, antimicotiche e antibatteriche, la camomilla svolge un efficace azione emmenagoga nelle amenorree e dismenorree di origine nervosa; è un blando analgesico, particolarmente efficace per la fascia del trigemino, in caso di cefalee premestruali, influenzali e odontalgie; mitiga le coliche e ha una benefica azione sulla digestione; possiede altresì proprietà cicatrizzanti, carminative e antiallergiche ed è un ottimo stimolante del sistema immunitario. Per uso esterno l infuso, sotto forma di impacchi, cura blefariti, congiuntiviti, occhi arrossati, gengiviti e infiammazioni cutanee. La camomilla romana, per uso interno, interferisce con l assorbimento del ferro e di altri minerali, mentre, per uso esterno, può irritare le mucose. PRINCIPI ATTIVI Nei capolini sono presenti principalmente: un olio volatile contenente amazulene e abisabololo; flavonoidi, tra cui apigenina, luteolina e quercitina; inositolo e acido antemico; cumarine. Sono due le specie più importanti e maggiormente utilizzate in ambito medico e cosmetico: la camomilla comune (Matricaria recutita) e la camomilla romana (Anthemis nobilis). Sebbene possiedano proprietà analoghe, anche se in parte differenti, molti erboristi preferiscono utilizzare solo la camomilla romana, che ha un aroma più marcato, oppure mescolare le sommità fiorite delle due piante (due parti di camomilla comune e una di camomilla romana). La camomilla comune ha una percentuale di olio volatile più elevata e contiene sostanze antinfiammatorie e analgesiche particolarmente efficaci nella cura delle scottature e nelle prevenzione delle ulcere e delle infezioni. I capolini delle diverse specie di camomilla vanno raccolti, a scopo medicinale, un po prima della fioritura completa, possibilmente in giornate di tempo bello, calde e asciutte; si fanno quindi seccare rapidamente all ombra, in un luogo ben ventilato, e li si ripone, infine, in un recipiente chiuso ermeticamente da conservare al riparo dall umidità. Per non perdere le loro proprietà terapeutiche, i fiori essiccati devono essere utilizzati entro l anno di raccolta. La camomilla viene utilizzata anche in campo cosmetico e la sua essenza viene viene impiegata in profumeria. Alcune specie e numerose varietà e ibridi vengono coltivate come piante a- romatiche o come ornamentali, come ad esempio A. nobilis Flore Pleno, bellissima cultivar con fiori doppi, bianco crema, e foglie profumate di mela, e A. nobilis Treneague, priva di fiori, che forma tappeti erbosi dall aspetto di muschio. A. tinctoria, invece, la camomilla dei tintori, è un elegante piantina di origine europea con fiori solitari dorati, utilizzati per preparare una tintura di un colore giallo particolarmente intenso. 40

13 C a m o m i l l a Nell immagine a sinistra, fiori di camomilla freschi ed essiccati (nel vaso). In diverse località, come ad esempio nel Monferrato, in Piemonte, si tramanda la credenza che, per garantire pienamente i suoi effetti curativi, la camomilla debba essere raccolta con la mano sinistra senza farle toccare terra prima di essere giunti a casa e che, soprattutto, si debbano cogliere di preferenza le piantine che si sono sviluppate vicino a a cespi di gramigna oppure di cicoria. Sotto, uno splendido capolino di camomilla. Il termine chamomilla è un adattamento tardo latino del nome che gli antichi Greci diedero a questa pianta e che significa mela nana per il profumo delle foglie di alcune specie, che ricorda quello della mela. LA CAMOMILLA COMUNE Conosciuta anche con il nome di capomilla e un tempo classificata come M. chamomilla, M. recutita è una specie di origine asiatica, diffusa quasi ovunque nel mondo e presente su tutto il territorio del nostro Paese, a carattere infestante, soprattutto nei campi di cereali. Pianta annuale alta fino a 50 cm, la camomilla comune fiorisce da maggio ad agosto. Il nome del genere a cui appartiene deriva, secondo alcuni botanici, dal termine latino matrix, che significa utero, per l azione eccitante che questa pianta esercita sulla muscolatura di quell organo. LA CAMOMILLA ROMANA Un tempo classificata come Chamaemelum nobile, A. nobilis è una specie che non cresce spontanea sul nostro territorio, ma solo coltivata come pianta medicinale e talvolta ornamentale. Alta fino a 30 cm, ha foglie grigio-verdi, leggermente vellutate. Il genere a cui appartiene comprende numerose specie, perlopiù originarie dell Europa mediterranea e, alcune, endemiche del nostro Paese. In Italia è assai comune la camomilla bastarda (A. arvensis), poco profumata e con foglie divise in segmenti più larghi di quelli delle altre specie. 41

14 C a m o m i l l a SALUTE Acne e rottura dei capillari Con azione purificante, dopo essersi lavati il viso, sciacquare con l infuso. Blefarite, congiuntivite, occhi arrossati e stanchi Mettere in infusione, per 15 minuti, un cucchiaio di fiori essiccati in una tazza di acqua bollente, quindi filtrare e lasciare raffreddare. Fare impacchi freddi sugli occhi con una pezzuola imbevuta nell infuso. Diarrea, nausee mattutine, vomito, indigestione, ulcera allo stomaco e mancanza di appetito Bere 3 tazze d infuso, di prima mattina, a mezzogiorno e di sera, oppure assumere 8-10 gocce di tintura su una zolletta di zucchero o in alternativa 3 cucchiai di sciroppo, 3 volte al giorno. Disturbi premestruali Assumere, lontano dai pasti, 2-3 tazze di infuso al giorno, oppure gocce di tintura su una zolletta di zucchero, 3 volte durante la giornata. Infiammazioni cutanee da pannolini, pelle irritata, screpolata e ferite Esporre le parti arrossate all aria fresca e applicare sulle parti interessate delle compresse fredde di camomilla. Sopra, capolini di camomilla (Matricaria chamomilla). Questa pianta ha fusti eretti brevemente prostrati alla base e foglie profondamente divise in stretti segmenti, detti lacinie. I fiori della camomilla, come tutti quelli delle specie che appartengono alla famiglia delle Composite sono riuniti in capolini, formati dai fiorellini del centro (disco), chiamati flosculi, gialli e tubolosi, e da quelli del raggio, bianchi, impropriamente chiamati petali, con una ligula (prolungamento a forma di linguetta) con due solchi profondi. Insonnia, difficoltà a dormire, stati d ansia Prendere una tazza calda di infuso mezz ora prima di coricarsi; questo metodo è un blando sedativo anche per i bambini, tradizionalmente consigliato contro gli incubi notturni; per i più piccoli mettere un cucchiaio d infuso nel poppatoio. Mal di gola e gengiviti Fare gargarismi e sciacqui con l infuso freddo di fiori, più volte nel corso della giornata. Mal di schiena, mal di testa Spalmare sulle parti interessate un poco di olio per uso esterno e massaggiare delicatamente. In caso di dolori molto forti e persistenti, consultare il medico. 42

15 C a m o m i l l a PREPARAZIONI B Fiori essiccati Olio essenziale B INFUSO: mettere un cucchiaio di fiori essiccati in una tazza di acqua bollente; lasciare in infusione per un ora, quindi filtrare e assumere secondo le indicazioni. B POLVERE DI FIORI: triturare finemente in un mortaio 5 g circa di fiori essiccati. Conservare in un barattolo chiuso e prendere la polvere mescolata a miele oppure a zucchero, a piacimento. B TINTURA: mettere a macerare 20 g di fiori sminuzzati in 100 ml di alcol a 70 ; dopo 8 giorni, colare e conservare in una bottiglietta di vetro scuro con contagocce. B SCIROPPO: preparare un infuso con 3 cucchiai di fiori in 150 ml di acqua bollente; lasciare in infusione per almeno un ora, spremere, filtrare e aggiungere quindi 250 ml di sciroppo semplice, preparato sciogliendo 665 g di zucchero in 335 ml di acqua, portando a ebollizione e quindi filtrando con u- na tela. BELLEZZA Latte detergente per pelli secche e sensibili Agisce come ottimo calmante e, inoltre, ammorbidisce e schiarisce la pelle. Riscaldare a bagnomaria 2 cucchiai di fiori in 1/2 tazza di latte intero e cuocere per 30 minuti (non far bollire il latte ed evitare la formazione della pellicola). Lasciare in infusione per 2 ore, quindi filtrare. Conservare in frigo e consumare entro una settimana. Applicare sul viso con un batuffolo di cotone ed eliminare gli eccessi con un fazzoletto di carta. Bagno calmante e rilassante Aggiungere all acqua del bagno 5-10 gocce di olio essenziale, distribuendolo nell acqua che deve essere a una temperatura poco inferiore a quella corporea (33-36 C); lasciare riposare qualche minuto e agitare leggermente. Attenzione a non versare l olio nell acqua calda bollente poiché evapora. Prevenire la forfora Preparare un decotto con 4 cucchiai di fiori in 1/2 l di acqua, far bollire per 20 minuti e poi filtrare; versare u- na dose di shampoo neutro in una tazza e aggiungere 2 cucchiai di decotto o 4 gocce di olio essenziale. Mescolare bene e usare come di consueto. Schiarire i capelli Preparare un infuso con 8 cucchiai di fiori e usarlo regolarmente dopo lo shampo. BOLIO PER USO ESTERNO: mettere a macerare 60 g di fiori secchi ben sminuzzati in 500 ml di olio di oliva; scaldare per 2 ore a bagnomaria, agitando ogni tanto. Spremere con cura e passare attraverso una tela; conservare in una bottiglia di vetro scuro, a chiusura ermetica. OLIO ESSENZIALE: si può acquistare già pronto in erboristeria o nelle farmacie più fornite. MILLEUSI La camomilla è apprezzata per le sue proprietà curative anche in giardino: infatti può essere coltivata come pianta medico accanto a una pianta deperita per rianimarla, oppure si può utilizzare l infuso come spray sulle piantine per prevenire il marciume da umidità e sul composto vegetale per attivarne la decomposizione. Anthemis tinctoria, la camomilla dei tintori viene usata come base di una tintura, di un bel colore giallo dorato, per la lana e la seta. AVVERTENZE In soggetti particolari o in quantità eccessive, la camomilla può provocare insonnia ed eccitazione. Inoltre, a dosi elevate può diventare vomitiva. 43

16 La cannella, conosciuta anche come cinnamomo, è un albero sempreverde, alto fino a 10 m, con una corteccia bruno chiaro, cartacea, foglie coriacee e glabre, lunghe fino a 18 cm, e piccoli fiori giallastri riuniti in pannocchie ascellari e terminali. Questa pianta prospera nei climi tropicali marittimi a bassa altitudine e predilige i terreni sabbiosi. Appartiene alla famiglia delle Lauracee ed è originaria dello Srī Lanka (l antica Isola di Ceylon), il maggiore produttore mondiale, ma viene coltivata anche in India, Brasile, Indonesia e nelle Seicelle, dove si è naturalizzata. La spezia consiste nella corteccia essiccata della pianta, che ha uno spessore di un quarto di millimetro, colore chiaro, forte odore aromatico e gusto piccante. Cannella Cinnamomum verum Il commercio della cannella ha scandito per secoli la storia dell Isola di Ceylon: per assicurarsi il predominio su questi traffici, i Portoghesi la sottomisero nel XVI sec., soppiantati poi, nel 1658, dagli Olandesi, che intrapresero per primi la coltivazione di questa spezia. Nel 1796 subentrarono gli Inglesi, che vi rimasero fino al PROPRIETÀ La cannella possiede proprietà antiparassitarie, antisettiche, antispasmodiche, astringenti, carminative, digestive, febbrifughe, leggermente afrodisiache e tonificanti. Stimola l appetito, riduce il vomito e la flatulenza e, come ben si sapeva in passato, favorisce la contrazione dell utero: è quindi indicata per frenare emorragie e per regolare il flusso mestruale. PRINCIPI ATTIVI Contiene un olio volatile (fino al 10%), pectine, resine, mucillagini, zuccheri e tannini (contenuti sia nella corteccia che nelle foglie). Dalla corteccia viene estratto l olio essenziale di cinnamomo, dall odore penetrante e dal sapore dolciastro, utilizzato in liquoreria, profumeria e farmacia, che contiene il 5-10% di eugenolo, il 65-75% di aldeide cinnamica, aldeide cuminica, cineolo, fellandrene, safrolo ed esteri dell acido cinnamico. Dalle foglie si ricava invece un olio essenziale che contiene dal 70 al 95% di eugenolo, oltre a piccole quantità di altre sostanze, che viene talvolta usato come sostituto dell olio di chiodi di garofano. Dalle radici, infine, viene estratto un olio essenziale ricco di canfora (60%), non in commercio. SALUTE Artrosi e reumatismi, per disinfettare piccole piaghe e punture d insetti Diluire 1-2 gocce di olio essenziale di cannella in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e applicarlo sulla zona interessata con un leggero massaggio, fino a quando è completamente assorbito. Coliche addominali, diarrea cronica, dolori di stomaco Bere una tazza di infuso una volta al giorno. Disturbi digestivi e renali causati dal freddo Si consiglia di bere, ogni giorno, 1-2 tazze di infuso o di decotto, a temperatura ambiente. Raffreddori, influenza e per facilitare la sudorazione Bere 1-2 bicchierini di vino medicinale bollente, dolcificato con miele, oppure 2-3 tazze di infuso, al giorno. Infezioni croniche Ingerire, lontano dai pasti, una goccia di olio essenziale su una zolletta di zucchero. Tosse e disturbi respiratori in genere, per stimolare la circolazione, Diluire 1-2 gocce di olio essenziale di cannella in un cucchiaio di olio di mandorle dolci e applicarlo sul torace con un leggero massaggio. In questi 38

17 C a n n e l l a PREPARAZIONI 4 Corteccia dei rami (facilmente reperibile in erboristeria, farmacia, drogheria e nei supermercati) Olio essenziale 4 INFUSO: portare a ebollizione un litro di acqua, togliere dal fuoco e aggiungere un cucchiaino di cannella in polvere; lasciare in infusione per almeno 15 minuti prima di filtrare. Si consiglia di conservare l infuso così preparato in bottiglie di vetro, in un luogo asciutto. 4 DECOTTO: mettere un cucchiaio di corteccia spezzettata in un litro di acqua; portare a ebollizione e fare sobbollire per 5 minuti; togliere quindi dal fuoco, fare intiepidire e infine filtrare con un colino. 4 TINTURA: mettere 20 g circa di corteccia tritata e ridotta in polvere in 100 ml di alcol a 80 ; fare macerare il composto per una settimana e alla fine filtrare. 4 VINO MEDICINALE: aggiungere 60 g di corteccia in polvere a un litro di buon vino bianco; lasciare macerare per almeno 6 giorni, quindi filtrare e conservare in un luogo fresco e asciutto. È bene porre una particolare attenzione nella scelta del vino, poiché se la qualità è scadente durante la macerazione può inacidire. OLIO ESSENZIALE: viene estratto direttamente dalla corteccia o dalle foglie e subisce una complessa lavorazione, per cui è preferibile acquistarlo già pronto in erboristeria. casi sono indicati anche l infuso, il decotto, la tintura e il vino medicinale. Gengive e mucose della bocca ulcerate Sciacquare la bocca ed effettuare gargarismi con l infuso freddo oppure con 10 gocce di tintura diluite in un bicchiere di acqua; ripetere almeno due volte al giorno. Stati di convalescenza Diluire 10 gocce di tintura in un poco di acqua e bere prima dei pasti. IN CUCINA Fortemente aromatica, dolce, gradevole e solo raramente amara o astringente, la cannella ha un profumo molto fragrante; per distillazione si ottiene u- na quantità minima di olio, anch esso deliziosamente aromatico. Grazie al suo sapore particolare, la cannella è indicata sia per i piatti dolci che per quelli salati: è gradevole soprattutto con il riso, nei pani speziati, nelle composte di frutta (in particolar modo in quelle a base di pere), nei dessert, nei dolci e nelle bevande al cioccolato. Un tempo veniva usata nella birra e nel vino e ancora oggi è apprezzata nel vin brûlé, che si può preparare facendo bollire 150 ml di acqua in una casseruola con un pezzetto di stecca di cannella, un pezzetto di zenzero essiccato e pestato, 8 chiodi di garofano, qualche pezzetto di scorza d arancia e 75 g di zucchero; si uniscono quindi 750 ml di vino rosso, portando questa miscela quasi a ebollizione prima di servire. 39

18 Il carcadè, o karkadè, è un arbusto annuale che appartiene alla famiglia delle Malvacee. Originario della fascia tropicale afroasiatica, viene oggi coltivato ovunque lungo i Tropici. Alto fino a 2 m, assai ramificato alla base, semplice o con poche ramificazioni nella porzione superiore, ha fusti rossastri. Le foglie hanno un lungo picciolo: quelle basali sono ovoidali e con il margine intero, mentre quelle superiori sono palmate e composte da tre foglioline. I fiori solitari, inseriti all ascella delle foglie superiori, hanno un calice carnoso, rosso, e una corolla formata da 5 petali gialli, spesso macchiati di bruno rossastro. Il frutto è una capsula ovoidale, allungata e con l apice appuntito, ricoperta da un sottile strato di peluria. Carcadè Hibiscus sabdariffa Coltivato su scala commerciale soprattutto in Egitto, Srī Lanka, Messico e nelle regioni più calde dell Asia, il carcadè venne importato in Italia, forse dall Eritrea, negli anni immediatamente precedenti la seconda guerra mondiale, ma il suo utilizzo nel nostro Paese e nella nostra farmacopea è ancora oggi estremamente limitato. PROPRIETÀ Il carcadè è noto sin dall antichità per le sue pregiate e particolari qualità aromatiche e dissetanti, assai apprezzate soprattutto nella stagione estiva e nei Paesi molto caldi. Il carcadè, oltre a essere una piacevole bevanda aromatica, grazie ai suoi principi attivi possiede anche proprietà salutari che lo rendono un ottimo rimedio naturale: agisce infatti come sudorifero e diuretico, stimolando le funzioni dell apparato renale e favorendo l eliminazione dei liquidi in eccesso; è un ottimo regolatore delle funzioni epatiche e agisce come fluidificatore del sangue. Grazie al contenuto di mucillagini, protegge le mucose interne, regola le funzioni intestinali ed esercita un azione leggermente lassativa; è altresì utile per prevenire e combattere l influenza, il raffreddore e la febbre. Per uso esterno, esercita un azione emolliente, astringente e tonificante. PRINCIPI ATTIVI Contiene principalmente: acidi organici, compresi acido tartarico, acido citrico, acido malico e acido ibiscico; pigmenti rossi, tra cui gossipitina e ibiscina; vitamina C; mucillagini; polifenoli; glucosidi; fitosterolina. SALUTE Affezioni all apparato renale, eccessiva ritenzione di liquidi, per regolarizzare le funzioni epatiche, per favorire la fluidificazione e la depurazione del sangue, per favorire la sudorazione All occorrenza assumere a piacere l infuso: per avere dei buoni risultati e goderne i benefici, si consiglia di consumare almeno un litro di infuso al giorno. Questo rimedio è particolarmente indicato soprattutto nei mesi estivi, o quando incominciano i primi caldi, per alleviare il carico di lavoro dell apparato renale. Se i disturbi si aggravano e i sintomi non tendono a migliorare, è opportuno consultare il medico. Carenza di vitamina C, digestione difficile, intestino pigro, per proteggere le mucose intestinali Come buona fonte di vitamina C, assumere tutti i giorni, sotto forma di bevanda rinfrescante, dissetante e a basso contenuto calorico, 2-3 tazze di infuso, caldo o freddo a piacere; per regolarizzare le funzioni dell intestino e per proteggere le mucosi intestinali, bere regolarmente tutti i giorni 3-4 tazze di infuso. Febbre, influenza, mal di gola, raffreddore, per migliorare e per stimolare le difese naturali dell organismo Assumere l infuso caldo, soprattutto come prevenzione nel periodo invernale; per calmare i bruciori e il mal di gola aggiungere 1-2 cucchiaini di miele di acacia.

19 C a r c a d è PREPARAZIONI B Dell intera pianta vengono utilizzati solamente i calici giovani essiccati Il calice di carcadè secco si presenta sotto forma di piccoli filamenti, o pezzettini, lunghi 2 cm circa ciascuno, di colore rosso scuro e molto spesso accartocciati. Si possono trovare facilmente nelle erboristerie, nei negozi specializzati in cucina macrobiotica e nei supermercati ben forniti. B INFUSO: versare un litro di acqua bollente in un recipiente di porcellana o di terracotta contenente g di calici essiccati e leggermente contusi; lasciare in infusione per minuti, quindi colare. Berne a piacere nel corso della giornata; se si desidera, aggiungere una fettina di limone o di arancio e, se il gusto dovesse risultare troppo amaro, dolcificare con un cucchiaino di miele. BELLEZZA Colorante naturale per una splendida tintura rosso ramato Preparare un infuso piuttosto concentrato di calici di carcadè (50 g in un litro d acqua), lasciare intiepidire, filtrare e utilizzare per fare più risciacqui ai capelli. IN CUCINA Il carcadè è ottimo per preparare un tè dal sapore leggermente acidulo, da bere caldo nella stagione fredda, oppure ghiacciato durante l estate. Viene ampiamente utilizzato come insaporente acido per salse, vini, marmellate, gelatine, bibite, curry e salse piccanti. Può anche essere impiegato come colorante rosso per bibite e tisane. Maschera schiarente Preparare un infuso mettendo 3 g di calici essiccati in 100 ml d acqua: lasciare in infusione per minuti, quindi colare. Nel frattempo, preparare 150 ml di gel di agar-agar all 1% nel seguente modo: pesare 1,5 g di agar-agar in polvere e scioglierlo in 150 ml d acqua, mettere sul fuoco e far bollire fino a quando l agar-agar è completante sciolto e la soluzione appare limpida. A questo punto, unire l infuso di carcadè al gel appena tolto dal fuoco, mescolare molto bene, versare in un vasetto con tappo a vite e lasciare gelificare fino a completo raffreddamento. Spalmare con le mani la maschera così preparata sulla pelle del viso ben pulita, lasciare agire per minuti, quindi sciacquare con abbondante acqua tiepida. Per un risultato più rapido e duraturo applicare due volte alla settimana. Tonico emolliente e riacidificante per pelli precocemente invecchiate, facilmente irritabili e sensibili agli agenti atmosferici Mettere a macerare 3-4 cucchiai di calici essiccati in 4 cucchiai di alcol etilico (o 6 cucchiai di vodka), per 2 settimane, quindi filtrare; sciogliere 1/4 di cucchiaio di borace in 3 cucchiai di amamelide e aggiungere il composto all alcol filtrato, mescolare bene, aggiungere 10 gocce di glicerina e travasare in una bottiglietta con tappo sottovuoto. Applicare come di consueto sulla pelle del viso dopo averlo lavato, agitando bene prima dell uso.

20 Come il carciofo, ssp. scolymus, anche il cardo è ritenuto una derivazione, ottenuta in secoli di coltivazione, del cardo selvatico, pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle Composite. In natura è una pianta perenne, ma viene coltivato come annuale e raccolto alla fine del primo del primo anno: se viene lasciato in campo, nel secondo anno fiorisce e fruttifica. È un ortaggio dalle dimensioni imponenti, che può pesare fino a 20 kg e con foglie lunghe 2 m, vigorose, con la nervatura centrale carnosa, profondamente frastagliate, talvolta spinose, che formano un vero e proprio cespo alla base della pianta. I fiori, come quelli del carciofo, sono capolini solitari, terminali. Cardo Cynara cardunculus ssp. altilis Originario del bacino del Mediterraneo, il cardo veniva raccolto e coltivato già nell antichità ed era assai apprezzato dai Romani, che ne conoscevano diverse varietà. Attualmente, in Italia, viene coltivato soprattutto in Piemonte, Liguria, Emilia-Romagna e in tutte le regioni meridionali. PROPRIETÀ Il cardo è una pianta officinale che svolge un efficace azione coleretica e colagoga (simolante della secrezione biliare); è un notevole epatoprotettore e depurativo del fegato e presenta, inoltre, buone proprietà diuretiche: favorisce infatti l eliminazione dell acido urico e previene l artrite, la gotta e la calcolosi urinaria. Come verdura il cardo è raccomandabile a tutti, ma soprattutto ai forti mangiatori, che molto spesso eccedono con i grassi: accompagnare le carni con un contorno di cardi o di carciofi è una buona regola che preserva la salute del fegato e garantisce una buona funzionalità intestinale. PRINCIPI ATTIVI Il cardo contiene principalmente: vitamine; sali minerali; glucosidi; tannini; inulina; sostanze amare. SALUTE Affezioni del fegato, sovraccarico epatico, lieve insufficienza epatica, stitichezza da scarsa attività biliare, disturbi della produzione biliare, cefalea epatobiliare, disturbi postprandiali legati a insufficienza biliare In presenza di questi disturbi è raccomandabile assumere prima dei pasti principali una tazza di infuso o, in alternativa, 30 gocce diluite in un po d acqua. Se invece si desidera facilitare il deflusso della bile, oppure favorire la digestione dopo un pasto particolarmente abbondante o ricco di grassi, bere un bicchierino di vino medicinale dopo il pasto. Artrite, gotta, calcolosi urinaria In caso di gotta o calcolosi urinaria, assumere 40 gocce di tintura 2-3 volte al giorno, secondo la prescrizione del medico. Come prevenzione dell artrite, invece, assumere 20 gocce 2 volte al giorno. Sebbene il cardo non sia tossico, è comunque bene consultare l erborista. CASA E GIARDINO Coltivazione in orti familiari Il cardo si coltiva in pieno sole e resiste alle basse temperature solo nelle fasi finali della coltivazione. Predilige terreni piuttosto sciolti, tendenzialmente sabbiosi e profondi; sono da evitare i terreni compatti e argillosi. Ha note-

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