Metodologie di valutazione di impatto degli interventi culturali. II fase

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1 Metodologie di valutazione di impatto degli interventi culturali. II fase Codice IReR: 2006B001 Project leader: Elvina Degiarde Rapporto finale Milano, dicembre 2006

2 La ricerca è stata affidata ad IReR dalla Direzione Generale Culture Identità e Autonomie della Lombardia nell ambito del Piano delle Ricerche Responsabile di progetto: Elvina Degiarde Gruppo di lavoro tecnico: Pietro Petraroia, responsabile regionale della ricerca, Direttore Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia; Giuliana Marangon, Claudio Rosini, Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia Gruppo di ricerca: Guido Guerzoni, docente di Economia e management delle istituzioni culturali, Università Bocconi; Jessica F. Silvani, Master universitario in Economia del turismo, Università Bocconi; Emanuela Bonicalzi, laureata in Relazioni pubbliche

3 Indice Premessa 7 Parte prima L analisi dell'impatto economico locale delle attività culturali: definizione teorica Introduzione 11 Capitolo 1 La teoria Che cosa è e che cosa non è un analisi di impatto economico I possibili modelli di riferimento I pregi e i difetti delle analisi di impatto Perché realizzare un analisi di impatto Valutazione Marketing Controllo Gli strumenti di misurazione dell impatto economico Gli effetti diretti, indiretti e indotti La spesa diretta La determinazione della quantità di visitatori, la loro segmentazione e la stima delle spese pro-capite Stima della domanda finale, tassi di capture rate e moltiplicatori Dalla spesa totale alla stima della domanda finale I moltiplicatori I moltiplicatori delle vendite I moltiplicatori reddituali I moltiplicatori occupazionali I moltiplicatori del valore aggiunto Il modello di partenza del software Il computo della spesa media Dai visitatori al numero delle visite La spesa totale La spesa sostenuta dai produttori degli eventi I moltiplicatori dell impatto economico e occupazionale 55 Capitolo 2 Lo stato dell arte sull utilizzo del metodo in Italia e all estero L utilizzo del metodo in Italia L utilizzo del metodo all estero 60

4 Parte seconda L analisi dell impatto economico delle attività culturali: il metodo Capitolo 3 La metodologia di analisi I passaggi fondamentali per condurre un analisi di impatto La definizione del problema e l identificazione degli usi e dei destinatari dei risultati Il Festivaletteratura di Mantova La mostra Gauguin Van Gogh. L avventura del colore nuovo. 68 Brescia, Museo di Santa Giulia, 22 ottobre marzo Definire l area di studio Festivaletteratura Gauguin Van Gogh. L avventura del colore nuovo Raccogliere i dati sulle istituzioni oggetto di studio I dati del Festivaletteratura I dati di Gauguin Van Gogh. L avventura del colore nuovo La costituzione delle data room degli eventi Definire le informazioni necessarie e le relative fonti rilevanti Identificare un set di segmenti di visitatori Festivaletteratura Gauguin Van Gogh. L avventura del colore nuovo Stimare il profilo di spesa di ciascun segmento di visitatori Adattamento di profili di spesa individuati in precedenti studi 92 Capitolo 4 I profili dei visitatori: dalle proxy all indagine sul campo Premessa Il turismo culturale. Gli escursionisti e il turismo a corto-medio raggio Il caso di Venezia Verona Le abitudini di viaggio degli italiani Il destination management delle città d arte Turismo a Torino La costruzione dei profili dei visitatori I profili demografici e le abitudini di viaggio I musei Le mostre I festival La determinazione delle preferenze di consumo Il turismo culturale Le mostre I festival Le proxy I dati sui festival I dati sulle mostre e i musei 170 4

5 Parte terza I casi di studio Capitolo 5 Mantova: Festivaletteratura I dati delle fonti ufficiali I dati delle statistiche ufficiali del Il genere Le età Le professioni Le provenienze Il questionario somministrato in occasione del Festivaletteratura L analisi dei dati Il genere Le età Le provenienze La distribuzione della spesa media pro-capite giornaliera La segmentazione dei visitatori I profili di spesa dei diversi segmenti Dalla spesa della domanda finale passando per le giornate totali La spesa totale L applicazione dei moltiplicatori e il valore degli impatti Conclusioni sul caso Festivaletteratura 203 Capitolo 6 Gauguin Van Gogh. L avventura del colore nuovo. Brescia, Museo di Santa Giulia, 22 ottobre marzo Le categorie: le strutture ricettive Le categorie: le preferenze del consumatore I dati socio-demografici Il genere Le provenienze Le categorie: la segmentazione dei visitatori i dati di sintesi Le categorie dei visitatori La spesa pro capite giornaliera Dalle visite alle giornate/visitatore La spesa totale L impatto economico e occupazionale Conclusioni sul caso Gauguin Van Gogh. L avventura del colore nuovo 224 Parte quarta Bibliografia Capitolo 7 Le fonti Le fonti statistiche Reports e audience survey Fonti bibliografiche 234 5

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7 Premessa Da diversi anni in Italia e in Europa, il settore culturale ha assunto nuove valenze: non solo un fondamentale servizio sociale ed educativo ai cittadini per la crescita del benessere e la qualità della vita, la conoscenza di culture e identità diverse, la coesione sociale di una comunità, ma anche importante settore per lo sviluppo economico-produttivo dei territori. In Regione Lombardia il riconoscimento della cultura quale fattore di sviluppo economico e sociale, oltre che morale e civile dei territori regionali, costituisce un obiettivo strategico già dalla precedente legislatura. Le molteplici relazioni che legano i beni culturali alle attività e ai servizi culturali, ai beni ambientali e paesaggistici (come ampiamente riconosciuto a livello normativo ai sensi del Codice dei Beni Culturali e Paesisitici, 2004), alle attività economiche e sociali, hanno condotto all avvio di progetti di valorizzazione di beni e di promozione culturale finalizzati alla valorizzazione dei territori. Tutto ciò ha posto però in evidenza la carenza, sia interna all Ente sia tra i soggetti pubblici e privati che investono in cultura, di una cultura della misurazione dell impatto, in particolare dell impatto economico degli interventi culturali, che consenta di dare valore economico ai valori pubblici, quantificando i benefici economici degli investimenti culturali e individuandone i soggetti che ne traggono benefici. La presente ricerca promossa dalla Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie, il cui referente per conto della Direzione è l Osservatorio Culturale, aveva l obiettivo concreto di fornire un modello di misurazione dell impatto economico degli interventi culturali, sperimentandone e testandone l applicazione su due realtà, il Festival della Letteratura di Mantova, le Grandi Mostre di Brescia. In particolare la ricerca ha inteso rilasciare a Regione e al sistema degli attori che investono in cultura nella nostra regione, una strumentazione (accompagnata da una procedura applicativa di indicatori di misurazione di impatto economico) focalizzata in questa fase sulla spesa diretta sostenuta dagli organizzatori/ finanziatori e dai visitatori e sulla spesa indiretta, che permetta di misurare l impatto locale sull area di riferimento dal processo innescato da tale spesa, che sia riproponibile e applicabile in diversi contesti. L obiettivo, coerente col ruolo regionale di governo e di indirizzo, è quello di sviluppare e diffondere una cultura della misurazione in campo culturale che consenta, in considerazione della progressiva riduzione delle risorse pubbliche a disposizione, la confrontabilità delle decisioni e il monitoraggio degli obiettivi, la possibilità di verificare in fase di pianificazione dove allocare più efficacemente le risorse e di valutare a posteriori gli effetti sul territorio dell investimento in cultura.

8 In merito agli esiti della ricerca riferiti ai due casi considerati ai fini della sperimentazione del modello di analisi, il Festival Letteratura di Mantova e le Grandi Mostre di Brescia, questo studio individua gli ulteriori passaggi di ricerca necessari per fornire il dato maggiormente certificabile sul valore dell impatto economico dei due eventi rispetto all area territoriale di riferimento. Una sollecitazione importante è fornita dalla presente ricerca: la necessità di diffondere in campo culturale la cultura della raccolta dei dati, secondo standard condivisi e confrontabili per uscire dalla indeterminatezza e genericità delle affermazioni in merito a successo e criticità dei progetti di valorizzazione e promozione culturale. 8

9 Parte prima L analisi dell'impatto economico locale delle attività culturali: definizione teorica

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11 Introduzione Le istituzioni e le manifestazioni culturali forniscono un contributo importante allo sviluppo economico dei territori su cui insistono: basti pensare alla rilevanza di siti come Pompei ( visitatori nel 2005) o di eventi come le Biennali di Venezia, capaci di convogliare centinaia di migliaia di visitatori, deviare i flussi turistici e influenzare il comportamento (non solo economico) dei residenti in zona. Tuttavia, per comprendere se tali effetti sono benefici e quantificarne l entità, è necessario seguire un iter metodologico preciso, che nelle sue prime fasi passa attraverso un meticoloso processo di raccolta di informazioni di carattere qualitativo e quantitativo, dacché le istituzioni e le attività culturali generano impatti assai diversi: culturali, sociali, economici, fiscali, occupazionali, ambientali, immobiliari (Ap e Crompton 1998). Per ciascuna di queste categorie di impatto esiste una ricca e qualificata letteratura accademica, che ha da tempo sottolineato sia gli aspetti positivi, sia quelli negativi; così, considerando gli impatti sociali, a fronte della crescita della qualità della vita, della disponibilità di maggiori occasioni di svago, della conoscenza di culture e comunità differenti, della difesa delle identità locali, dell'incremento della domanda di fruizione culturale, gli studiosi hanno riscontrato che in molti casi l'incremento delle presenza turistiche fa registrare preoccupanti tassi di crescita della prostituzione, dell'alcolismo, della microcriminalità, della tensione tra residenti e visitatori, della perdita di autenticità del tessuto locale, del caos e della congestione, degli atti di vandalismo, etc. (Wood 2005). Rispetto a tale varietà, si è deciso di concentrare questo studio su una sola categoria di impatto, quella economico-occupazionale, per ragioni facilmente comprensibili: l esistenza delle istituzioni e delle iniziative culturali, notoriamente caratterizzate da una scarsa redditività, è spesso garantita dall intervento di un ente pubblico o di un soggetto terzo interessato a sapere come e con quali effetti sono state utilizzate le risorse erogate (ad esempio le fondazioni ex bancarie). L esigenza di allocare in modo efficiente e ottimale tali fondi, insieme ai doveri di trasparenza cui sono soggette le pubbliche amministrazioni, le imprese sponsor e partner e molte fondazioni, impone di misurare con attenzione l impatto economico di un progetto culturale; a priori per determinare in modo oculato gli ambiti in cui investire risorse scarse e, a posteriori, per verificare che gli effetti sortiti siano stati quelli attesi. Poiché è piuttosto raro che i beni e le attività culturali determino un ritorno economico direttamente misurabile, si ricorre spesso alle analisi costi-benefici, alla teorie sui beni meritori, alle esternalità positive, oppure a modelli di

12 valutazione economica in cui il valore economico totale risulta dalla somma dei valori: - d uso diretti (goduti in esclusiva dai consumatori e derivanti dalla somma di quelli attuali (admission price/certo) e di quelli futuri (attualizzabili in diversi modi); - d uso indiretti (pubblici, diversi e goduti dall'intera comunità, come accade con i valori di opzione relativi alla domanda potenziale e con quelli di lascito intergenerazionale); - di non uso (culturali tout court: esistenza, pedagogici-educativi, identitari etc.). Questi valori sono stimabili con varie tecniche di misurazione (Sirchia 2000; Navrud and Ready 2002; Mazzanti 2003; Baia Curioni e Nepoti 2004), al fine di giustificare le spese sostenute dagli enti pubblici e terzi senza finalità di lucro, sia che si tratti di progetti concernenti strutture permanenti, quali musei, centri espositivi, teatri, biblioteche e archivi, sia che riguardino iniziative effimere, quali mostre temporanee, concerti, festivals, etc. Pur riconoscendo che i criteri economici non devono predominare nella definizione delle politiche di intervento in campo culturale, si deve ammettere che la loro assenza rende in qualche modo inconfrontabili le decisioni assunte, autorizzando sprechi di risorse e impedendo la fissazione di obiettivi certi e monitorabili nel tempo, quali ad esempio l aumento dei posti di lavoro, il contenimento della migrazione intellettuale, la costituzione di imprese private operanti su base locale, etc. Utilizzando l analisi di impatto economico è invece possibile calcolare gli effetti determinati dalla presenza di un evento o di un istituzione culturale sull economia del territorio circostante, con un buon livello di approssimazione, livello che aumenta al decrescere della durata del progetto monitorato, delle dimensioni dell area geografica su cui insiste e del livello di competizione sussistente con altre istituzioni e manifestazioni. La serietà del ricercatore e la correttezza dell'impiego potranno individuare anche impatti negativi: non si tratta di un'ipotesi peregrina, ma semmai di un'ulteriore conferma circa il rigore del metodo. Esistono infatti impatti economici positivi e negativi, il cui computo e saldo finale può assistere i decisori nell'assunzione delle scelte più delicate, come si può evincere dalle due seguenti tabelle: 12

13 Tabella 1 Impatti economici positivi IMPATTI ECONOMICI POSITIVI Crescita dei redditi e degli standard di vita Miglioramento delle condizioni dell economia locale Crescita quantitativa e miglioramento delle prospettive occupazionali Crescita degli investimenti, sviluppo territoriale, rinnovamento urbano e potenziamento infrastrutturale Crescita dei gettiti fiscali Miglioramento delle infrastrutture Crescita delle opportunità di acquisto nelle reti al dettaglio Pizam 1978; Belisle and Hoy 1980; Lui and Var 1989; Milman and Pizam 1988 Tyrrell and Spaulding 1984; Perdue, Long and Allen 1990; Milman and Pizam 1988; Ross 1992 Rothman 1978; Belisle and Hoy 1980; Tyrrell and Spaulding 1984; Sheldon and Var 1984; Liu and Var 1986; Milman and Pizam 1988; Ross 1992; Brown, Turgut and Lee 2002 Belisle and Hoy 1980; Sheldon and Var 1984; Milman and Pizam 1988; Getz 1991; Goldblatt 1997; Brown, Turgut and Lee 2002; Herrero, Sanz, Devesa, Bedate and Del Barrio 2006 Rothman 1978; Brougham and Butler 1981; Tyrrell and Spaulding 1984; Milman and Pizam 1988 Rothman 1978; Belisle and Hoy 1980; Sethna and Richmond 1978 Liu and Var 1986; Brown, Turgut and Lee 2002 Crescita dell'attrattività turistica della zona negli anni successivi Danson and Senior 1998; Jones 2001; Dwyer, Mellor, Mistilis and Mules 2000a Fonte: elaborazioni sulla base di Ap e Crompton 1998, p Non meno importanti sono gli impatti economici negativi: Tabella 2 Impatti economici negativi Crescita dei prezzi, scarsità dei beni e dei servizi, interruzione delle normali attività economiche Crescita del valore delle proprietà immobiliari e dei canoni di locazione, con espulsione dei residenti Crollo dei valori immobiliari, danni alle proprietà, crescita della microcriminalità, aumento dei costi della sicurezza, fuga dei residenti Crescita del costo della vita e delle tasse di proprietà Crescita dei costi per la manutenzione delle nuove infrastrutture, per la sovraproduzione di rifiuti e i consumi di risorse scarse, con indebitamenti nel lungo periodo IMPATTI ECONOMICI NEGATIVI Pizam 1978; Belisle and Hoy 1980; Brougham and Butler 1981; Liu, Sheldon and Var 1987; Husbands 1989; Ross 1992; Dwyer, Mellor, Mistilis and Mules 2000a; Wood 2005 Pizam 1978; Var, Kendall and Tarakcioglu 1985; Perdue, Long and Allen 1990; Bystrzanowski 1989; Ross 1992 Dwyer, Mellor, Mistilis and Mules 2000a; Brown, Turgut and Lee 2002; Auld e McArthur 2003; Matheson 2006 Liu and Var 1986; Perdue, Long and Allen 1990 Kreag 2000; Dwyer, Mellor, Mistilis and Mules 2000a; Brown, Turgut and Lee 2002; Wood 2005; Crompton 2006 Fonte: elaborazioni sulla base di Ap e Crompton 1998, p Per le ragioni sopra accennate, le analisi di impatto vantano quasi mezzo secolo di 13

14 vita e sono state largamente applicate negli studi sull'economia regionale, ambientale e del turismo (Matheson and Wall 1982; Fleming and Toepper 1990; Fletcher 1994; Frechtling 1994a, 1994b e 1999; Bull 1995; Zhou, Yanagida, Chakravorty and Leung 1996; Freeman and Sultan 1997; Wagner 1997; Dwyer and Forsyth 2000; Dwyer, Forsyth and Spurr 2004; Tribe 2005; Vanhove 2005; Tyrrell and Johnston 2006). Il proposito era quello di fornire uno strumento di analisi efficace, in grado di supportare le decisioni dei policy maker e degli investitori pubblici e privati: la relativa talvolta illusoria facilità di impiego delle tecniche analitiche, la semplicità dei processi logici soggiacenti, la determinazione di misure chiare e comprensibili anche ai non addetti ai lavori ne hanno determinato il duraturo successo, sebbene non siano mancate e non manchino, come avremo presto modo di vedere, critiche piuttosto fondate. In ogni caso le progressive specializzazioni delle discipline di riferimento (economia del turismo, ambientale e del tempo libero) hanno figliato ulteriori campi di applicazione. In particolare debbo segnalare in tema di: - event tourism and management gli studi di Weaver and Robinson 1989; Getz 1991, 1994 e 1997; Backman, Backman, Uysal and Sunshine 1995; Goldblatt 1997; McDonnell, Allen and O Toole 1999; Mossberg 2000; Dwyer, Forsyth and Spurr 2005 e 2006; - manifestazioni MICE (Meetings, Incentives, Conventions and Exhibitions) quelli di Braun and Rungeling 1992; Dwyer and Forsyth 1997; Grado and Lord 1998; Mistilis and Dwyer 1999; Dwyer, Mellor, Mistilis and Mules 2000a e 2000b; - mega events o hallmark events (sportivi, politici o culturali) le ricerche di Ritchie 1984; Hall 1989; Robens and McLeod 1989; Syme, Shaw, Fenton and Mueller 1989; Hiller 1998; Jones 2001; Kelman 2003; Baade e Matheson 2004; Lee and Taylor 2005; Owen 2005; - eventi sportivi i saggi di Burgan and Mules 1992; Crompton 1995, 1999 e 2004; Baade 1996; Walo, Bull and Breen 1996; Gibson 1998; Daniels and Norman 2003; Gelan 2003; Baade and Matheson 2004; Daniels, Norman and Henry 2004; Haug, Krabbenhoft and Tippins 2004; - settore artistico latamente inteso le pubblicazioni del Metropolitan Council and Regional Arts Council 1985; Penne and Shananan 1987; Johnson 1996; Beyers and GMA Research Corporation 1999; Garcia 2004; Jalfon 2005; Re 2006; - festival artistici ed eventi culturali i contributi di Vaughan 1980; Gratton and Taylor 1986; O Hagan, Barret and Purdy 1989; Scotinform 1991; Scottish Tourist Board 1992; Mitchell 1993; Uysal and Gitelson 1994; Barr and Dave 1996; Stebbins 1996; Antrobus, Williams, Fryer, Khumalo, Streak and Webb 1997; Antrobus, Webb and Mather 1997; Allen, O Toole, McDonnell and Harris 1999; McHone and Rungeling 1999 e 2000; Brown, Var and Lee 2002; McKercher and Du Cros 2002; Thrane 2002; Auld e McArthur 2003; Felsenstein and Fleischer 2003; Maggi and Zeolla 2004; Robertson and Wardrop 2004; Saayman and Saayman 2004; Tohmo 2005; Herrero, Sanz, Devesa, Bedate and Del Barrio 2006; Litvin and Fetter 2006; 14

15 - concerti di musica pop e rock gli articoli di Gazel and Schwer 1997; Danson and Senior 1998; - mostre, monumenti e musei le indagini di Vaughan 1984; Jafari 1992; Johnson and Sullivan 1993; Rogers 1995 e 1997; Teo and Yeoh 1996; KPMG 1998; Plaza 1999 e 2000; Bijou and Lester 2000; Stanley, Rogers, Smeltzer and Perron 2000; Strauss and Lord 2001; McKinsey and Company (2002); Stynes, Vander Stoep and Sun 2003; Travers and Glaister 2004; Stynes and Sun 2005b; Tate Modern 2005; Hassett and Swagel 2006; Audience Research and Analysis 2006; Oxford Economic Forecasting (2006). Con tutte le cautele del caso, attraverso questo strumento è possibile, a supporto delle pur necessarie analisi di carattere qualitativo, prevedere qual è il valore economico generato dall apertura, dalla ristrutturazione o dall ampliamento di un museo o dall organizzazione di una mostra, un concerto o un festival. Tale valore non va inteso in senso esclusivamente reddituale: sono fonti di valore economico l aumento nel numero di posti di lavoro, la crescita dei valori immobiliari, l ascesa dei gettiti delle imposte locali o l incremento dei redditi e delle vendite nell area presa in esame. L ipotesi di fondo è che sia possibile partire dalla spesa diretta delle istituzioni/soggetti organizzatori (la costruzione di un nuovo museo o l organizzazione di un grande evento comportano spese le cui ricadute devono essere considerate) e dei visitatori attratti (si tratta principalmente di biglietti d ingresso, altri consumi culturali, trasporti e parcheggi, spese per pernottamenti, ristorazione, acquisti di oggettistica e souvenir, shopping, acquisti di altri servizi culturali). A partire da questa iniezione di risorse economiche fresche, attraverso opportuni calcoli, è possibile calcolare anche gli effetti indiretti: ad esempio si può computare la quantità di denaro spesa dagli operatori economici locali per acquistare, sovente da grossisti, una maggiore quantità di beni e servizi al fine di soddisfare la maggior domanda delle istituzioni/soggetti organizzatori e dei visitatori. Ma le analisi di impatto calcolano anche un terzo round di effetti: l attivazione di un nuovo progetto culturale, permanente o temporaneo e l'incremento delle attività economiche correlate consente ai residenti e a quanti in qualche modo ne sono direttamente o indirettamente coinvolti di introitare redditi aggiuntivi, che essi spendono come preferiscono, spesso in misura consistente, nell area in cui risiedono. È questo reddito differenziale e la conseguente spesa in beni di consumo e di servizi, a costituire il terzo livello indotto, che va a sommarsi con i due precedenti, per determinare il valore finale dell impatto economico provocato dall esistenza di un'istituzione o di una manifestazione. Né le analisi di impatto si fermano a questo punto, essendo capaci di stimare l'aumento delle vendite, del valore aggiunto, dei redditi o dell'occupazione, consentendo di capire quante nuove imprese sono state costituite, in quale misura si è contrastata la migrazione intellettuale (trattenendo sul territorio profili di competenze assenti o altrimenti destinati a emigrare in altre aree), qual'è l effetto sulle attività delle imprese e sui loro dipendenti, in che misura i grossisti 15

16 introitano risorse aggiuntive, che potranno spendere reimmettendo in moto il meccanismo moltiplicativo. La somma dei tre impatti (diretti, indiretti e indotti) rappresenta l incremento di vendite, redditi, valore aggiunto e posti di lavoro di cui l area ha beneficiato grazie all istituzione o alla manifestazione e può servire a capire quali siano i vantaggi per l economia locale, a fronte dell investimento sostenuto da un soggetto pubblico, privato o misto per la realizzazione del progetto o dell'evento. In sintesi, secondo la schematizzazione di Farina (2003, p. 72), gli effetti possono così essere rappresentati: Figura 1 Effetti degli investimenti in interventi culturali 16

17 La ricerca 1 si pone pertanto un duplice obiettivo: il primo consiste nella progettazione, realizzazione e test di un un cruscotto di indicatori di valutazione d impatto che consenta in grado di assistere in futuro gli operatori della Regione Lombardia in operazioni analoghe. Tali strumenti consentono di ottenere dati previsionali e consuntivi, concreti e confrontabili, più accattivanti di quelli forniti dalla reportistica tradizionale (che, quando esiste, si limita a ricostruire le serie storiche degli incassi e del numero di visitatori), utili per impostare i rapporti con eventuali sponsor ed investitori. Il secondo obiettivo è quello di scrivere una procedura in grado di facilitare l impiego dei risultati per diversi scopi, quali: - le valutazioni ex ante ed ex post delle politiche di investimento in campo culturale; - la misurazione del loro impatto economico, reddituale, occupazionale e fiscale; - la stima della capacità di tali politiche di creare nuove imprese, dunque soggetti meno dipendenti dai finanziamenti pubblici, un eventualità che nel prosieguo del tempo consente agli investitori iniziali di allocare diversamente le risorse al fine di favorire dinamiche consimili; - l attivazione di politiche di marketing interno, volte al convincimento di altri soggetti decisionali pubblici a livello regionale, che, di fronte a numeri, cifre e ritorni attesi degli investimenti, posseggono più elementi per giudicare l entità delle risorse impiegate e, soprattutto, comprendere meglio le ragioni e gli effetti dei progetti finanziati in campo culturale; - l attivazione di politiche di marketing esterno, volte cioè al coinvolgimento di altri soggetti decisionali, pubblici e privati (enti locali, associazioni di categoria, sindacati, imprese, etc.) al fine di garantire un maggior impegno istituzionale e finanziario, attribuendo un diverso ruolo 1 Un ringraziamento va a: Guido Alfani, Stefano Baia Curioni, Silvia Bagdadli, Lorenzo Bizzi, Armando Cirrincione, Nicola Cois, Paola Dubini, Anna Merlo, Cinzia Parolini e Alessandro Rubini per gli utili consigli; Il personale dei comuni, delle province, delle unioni industriali e dei piccoli industriali, delle Camere di Commercio di Mantova e Brescia, il dr. Mantovani della Fondazione CAB di Brescia e il dr. Grazioli, direttore di Brescia Mostre spa, per i dati così gentilmente forniti; la dr.ssa Tonelli e la d.ssa Polettini dell'associazione Festivaletteratura per le informazioni e gli aiuti; il personale della Fondazioni CRT e il dr. Gualtieri della Fondazione Monte dei Paschi di Siena per la tempestiva assistenza; Michele Trimarchi, il personale del FUS e della Regione Emilia Romagna e Daniele Jallà per i materiali concessi; il dr. Rossetti di Civita Servizi; Giulia Cogoli e Raffaele Cardone per aver concesso di accedere alle ricerche sul Festival della Mente di Sarzan; la d.ssa Borsari per le informazioni trasmesse sul Festival della Filosofia di Modena; il personale del Festival di Locarno; il dr. Pietrabissa e l'ing. Botti di Arcus Spa per la costante assistenza,; Umberto Allemandi e la sua casa editrice per i dati forniti; gli staff di Villa I Tatti, del Florenz Kunsthistorisches Institut e del Nederlands Interuniversitair Kunst Historisch Institut di Firenze per le assidue attenzioni; Alessandro Mininno e Giacomo Moleri per l assistenza informatica. 17

18 alle logiche di intervento della Regione, più orientate alla creazione di virtuosi start-up che al passivo sostegno di iniziative di terzi; - l attivazione di strumenti di controllo sull impiego delle risorse e sul raggiungimento degli obiettivi prefissati in sede di approvazione del progetto e di stipula di relativi accordi (ex accordi di programma e convenzioni con la Regione). 18

19 Capitolo 1 La teoria 1.1. Che cosa è e che cosa non è un analisi di impatto economico Un analisi di impatto economico produce un istantanea dell economia dell area in esame, rivelandone le correlazioni interne e fornendo una stima dei risultati dei cambiamenti già realizzatisi o attesi nell economia dell area, a seguito di una qualche scelta. Nel caso del turismo culturale le analisi di impatto economico stimano i cambiamenti occorsi o suscitabili in termini di vendite, valore aggiunto, redditi, gettiti fiscali ed incrementi occupazionali generati da cambiamenti dell'offerta turistica e/o culturale dell area. Bisogna premettere che nella conduzione delle analisi di impatto economico non viene al solito posta soverchia attenzione ad alcune dimensioni comunque rilevanti, a cominciare dall efficienza dell iniziativa o dell evento oggetto della valutazione. Anche i costi fiscali, come pure i maggiori costi sostenuti dalle amministrazioni pubbliche (polizia, infrastrutture, pulizia, ecc.) per fronteggiare il maggior afflusso di visitatori, non vengono generalmente inclusi nei procedimenti di stima. In tal senso, per fornire una risposta piena e inequivoca a questi problemi, è opportuno che l analisi di impatto economico divenga una sezione di un'indagine più ampia: gli impatti ambientali, sociali e fiscali sono, infatti, altrettanto importanti, a livello di bilancio e risultato finale, pur non venendo generalmente affrontati. Si tratta, pertanto, di un approccio di cui sono da tempo noti i punti di forza e di debolezza, i pregi e i difetti, sovente correlati a un uso eccessivamente disinvolto dello strumento I possibili modelli di riferimento Sono assai numerosi i modelli utilizzabili per calcolare gli impatti economici: quelli più vetusti e applicati sono i cosiddetti Imput-Output (I-O), in grado di fornire utili indicazioni sull'andamento di più variabili: vendite, produzione, valore aggiunto, redditi, occupazione, gettiti fiscali. Su di essi esiste una letteratura a dir poco sterminata (Archer 1982, 1984 e 1996; Miller and Blair

20 1985; Seaman 1987; Fletcher 1989; Blaine 1993; Frechtling 1994a, 1994b e 1994c; Wanhill 1994; Henry and Jonhson 1995; Zhou, Yanagida, Chakravorty and Pingsun 1996; Fleischer and Freeman 1997; Miller 1998; Dwyer, Mellor, Mistilis and Mules 2000a e 2000b; Vogelsong, Graefe and Estes 2001; Jackson, Houghton, Russell and Traindos 2005, che hanno predisposto a Do.It-Yourself Kit; Thomo 2005; Wood 2005; Re 2006; Tyrrel and Johnson 2006). Il modelli input-output si basano sul modello delle interdipendenze settoriali proposto originariamente da Wassily Leontief. Le tabelle input-output che ne derivano costituiscono, da un lato, una descrizione (o, meglio, un interpretazione) del funzionamento del sistema economico in un dato momento; dall altro possono essere impiegate quale strumento previsionale per stimare gli effetti che la crescita della domanda in un settore genera sul sistema economico nel suo complesso. L'assunto di partenza è assai semplice: ogni sistema economico è composto da settori differenti, tra di loro interdipendenti, poiché la produzione di ciascuno di essi viene in parte acquistata da utilizzatori finali e in parte da operatori attivi in altri settori, che a loro volta la impiegano nella propria produzione. Qualsiasi impresa, all'interno del suo settore di attività, genera degli output acquistando e combinando input provenienti dalle famiglie o da altri settori produttivi; le transazioni tra imprese operanti in diversi settori sono descritte nelle cosiddette matrici delle transazioni, altrimenti dette tavole delle interdipendenze settoriali o matrici input-output, che riportano i valori dei flussi intersettoriali (in realtà le tavole imput-output constano di almeno tre sezioni maggiori o matrici: A) matrice della domanda intermedia (scambi intersettoriali); B) matrice dei fattori di produzione primari (che dipende dai salari e dai saggi di profitto); matrice della domanda finale (che riflette i destini finali delle risorse prodotte, ossia delle risorse non consumate dai diversi settori). Secondo questo schema, date le condizioni di interdipendenza tra i settori e le caratteristiche dei cicli produttivi settoriali, un incremento di domanda in un settore può tradursi in un aumento di attività del sistema economico (espressa in valore del prodotto finale) maggiore, anche di molto, rispetto all'iniezione iniziale. In termini formali, analizzando la tavola delle transazioni, si osserva che il sistema, essendo il numero di incognite superiore al numero di equazioni, è indeterminato. X1 = X11 + X X1i + + X1n + Y1 X2 = X21 + X X2i + + X2n + Y2 Xi = Xi1 + Xi2 + + Xii + + Xin + Yi Xn = Xn1 + Xn2 + + Xni + + Xnn + Yn Secondo l ipotesi sviluppata negli anni '30 da Wassily Leontief (Leontief 1968), Xij rappresenta la quantità di output del settore i assorbita dal settore j per ogni unità del suo output totale ed è detta coefficiente di input del prodotto del settore i nel settore j. Il set completo dei coefficienti di input che rappresentano tutti i settori di una certa economia (ad esempio in Chhabra, Sills and Cubbage 2003 essi sono 325 e il loro numero dipende dal grado di dettaglio dei sistemi di rilevamento statistici nazionali - quello dell'istat ne copre 60), raffigura la matrice strutturale di quell'economia, che può essere riscritta come: 20

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