Net generation e formazione dei docenti

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1 Peer Reviewed Papers Net generation e formazione dei docenti Pierfranco Ravotto 1, Giovanni Fulantelli 2 1 AICA - Associazione Italiana per l Informatica ed il Calcolo Automatico - 2 ITD-CNR Palermo - Keywords: elearning, Digital natives, teacher education, Web 2.0, Open Educational Resources Dalla nascita di Internet a oggi, abbiamo assistito ad un crescendo di innovazioni che hanno investito la società, e che stanno rapidamente trasformando il modo in cui le persone lavorano, studiano, comunicano. Web 2.0, Social network, social web sono tutti termini utilizzati per indicare, più che un evoluzione tecnologica, un cambiamento nel ruolo delle reti all interno della società. dopo la comparsa dell articolo di Marc Prensky: Digital Natives, Digital Immigrants (Prensky, 2001), in cui Prensky teorizza che gli studenti di oggi pensano e processano le informazioni in maniera profondamente diversa rispetto alle generazioni precedenti di studenti; tale differenza è, secondo Prensky, conseguenza diretta dell esser nati nell era digitale, ed esser stati abituati da sempre a usare le tecnologie che ci circondano, come computer, videogame, lettori digitali di musica, telefoni cellulari, ecc. for citations: Ravotto P., Fulantelli G. (2011), Net generation e formazione dei docenti, Journal of e-learning and Knowledge Society, v.7, n.2, ISSN: , e-issn: Journal of e-learning and Knowledge Society Vol. 7, n. 2, Maggio 2011 (pp ) ISSN: eissn:

2 Peer Reviewed Papers - Vol. 7, n. 2, Maggio Introduzione Digital native (Prensky, 2001), Net Generation (Oblinger, 2003), Digital Generation, Technological Generation (Monereo, 2004), Millenials (Howe & Strauss, 2000), generazione Y (McCrindle, 2006): numerose sono le espressioni usate per indicare gli studenti di oggi. Su di essi e sul loro stile di apprendimento sono stati svolti numerosi studi, che hanno spesso portato ad una rischiosa divisione dicotomica tra nativi e immigrati digitali, che tende a semplificare la complessità del fenomeno (Owen, 2004; Krause, 2007; Bayne & Ross, 2007). E, comunque, un dato di fatto che gli studenti sono, chi più chi meno, fortemente e costantemente abituati ad usare gli strumenti digitali di comunicazione, di interazione e di condivisione. E la scuola e gli insegnanti non possono ignorarlo (Oblinger, 2003; Kvavik, 2005; Barnes et al., 2007; Thompson, 2007). Sarebbe come se, dopo l invenzione della scrittura, la scuola avesse continuato a basarsi solo sul parlato, o se, dopo l invenzione della stampa, la scuola non avesse fatto ricorso ai libri. Non avrebbe potuto essere così e, sul medio periodo, è scontato che la scuola non potrà ignorare la comunicazione digitale. La questione è che i tempi di questa rivoluzione nella comunicazione, i tempi della sua diffusione, sono stati brevissimi. Non è capitato, all epoca dell invenzione della scrittura, che insegnanti che non sapevano scrivere si siano trovati in classe studenti abituati a farlo, né, dopo l introduzione della stampa, che insegnanti non abituati ai libri si trovassero di fronte studenti in confidenza con essi fin da piccoli. Oggi invece succede che studenti abituati a cercare su Internet, a comunicare con Skype, a chattare in Messenger, a condividere su YouTube, abbiano insegnanti che ignorano questi ambienti. Obiettivo di questo articolo è quindi approfondire gli aspetti legati alla formazione dei docenti, e proporre alcuni possibili percorsi per gli insegnanti. Esso si basa all esperienza degli autori nell ambito di alcuni progetti europei. 2 Sloop, Tenegen, Sloop2desc: 3 progetti europei per la formazione dei docenti Dal 2005 ad oggi, abbiamo partecipato alla realizzazione di tre progetti co-finanziati dalla Comunità Europea, nell ambito dei programmi Leonardo da Vinci e Lifelong Learning, finalizzati a promuovere l uso delle Nuove Tecnologie nella scuola. Il progetto SLOOP - Sharing Learning Object in an Open Perspective ( ) si proponeva di far nascere una comunità di docenti interessati a produrre e condividere Learning Objects aperti (Ravotto & Fulantelli, 2007). Profondamente influenzato dalla filosofia dei movimenti sull Open/Free software, 88

3 Pierfranco Ravotto, Giovanni Fulantelli - Net generation e formazione dei docenti Sloop introduce l idea che anche i contenuti didattici, così come già accade per i pacchetti software, possono essere prodotti da una comunità di utenti che condividono interessi e obiettivi; nel caso specifico, si tratta appunto di una comunità di docenti. Il concetto di rete è quindi essenziale all interno del progetto, e i docenti vengono incoraggiati a utilizzare ambienti online per comunicare in maniera analoga a come fanno i propri studenti. Inoltre, il modello di condivisione di risorse attraverso la rete, e i processi logici e tecnici affinché il modello si realizzi, riflettono analoghi modelli e processi tipici della net generation (basti pensare ad ambienti per la condivisione di video come YouTube, molto diffuso tra i giovani utenti della rete). Sebbene in Sloop non vi sia un chiaro riferimento alle problematiche legate al gap tra migranti digitali (i docenti) e nativi digitali (gli studenti), è comunque evidente un obiettivo di agire sui migranti per avvicinarli al mondo dei nativi. Tale obiettivo viene invece esplicitato nel progetto Tenegen - Connect the Teachers to reach and teach the Net Generation ( ): mettere in rete gli insegnanti per raggiungere la Net generation ed insegnare ad essa. I metodi di insegnamento sostiene il manifesto del progetto, promosso da Prompt, un organizzazione ungherese - devono continuamente cambiare per adattarsi ai bisogni ed incontrare le aspettative della società dell informazione. Che ci piaccia o no questa rivoluzione è in atto. Fra di noi vive una nuova generazione di studenti, quelli nati dopo il 1980, la Net Generation, che apprende e comunica in modo differente dalle generazioni precedenti. Sono abituati, nella loro vita quotidiana, impensabile senza computer, a cercare e trovare velocemente le informazioni su Internet. Sono nativi digitali, sempre connessi. Si è cercato di andare incontro alle aspettative di questi giovani producendo corsi in rete con learning object multimediali, animazioni e ogni artefatto digitale che ne potesse stimolare l interesse e la curiosità, ma senza incontrare un particolare successo. Molte ricerche sull e-learning e le ICT nella scuola mostrano che la net-gen richiede ed apprezza buoni insegnanti così come le generazioni precedenti. Non amano apprendere da soli, hanno bisogno degli insegnanti per raggiungere la conoscenza che serve loro. Tuttavia, gli insegnanti non traggono alcun vantaggio dalla connettività: essi tendono a rimanere nelle proprie classi in presenza, tenendo lezioni tradizionali ed usando tradizionali metodologie didattiche. Ecco perché il progetto connect the teacher si propone di mettere in rete gli insegnanti. Perché essere connessi è più importante che non predisporre materiali di apprendimento in rete da far fruire agli studenti lasciandoli però da soli. Gli insegnanti devono imparare a frequentare l ambiente in rete proposto agli studenti, devono ritrovarsi in rete con i loro studenti (Tenegen, 2008). 89

4 Peer Reviewed Papers - Vol. 7, n. 2, Maggio 2011 Infine, il progetto Sloop2desc - Sharing Learning Object in an Open Perspective to develop European skills and competences ( ) coniuga il modello SLOOP con il tema delle competenze. Attraverso l esperienza maturata nel progetto Tenegen, l obiettivo di avvicinare i docenti al mondo digitale frequentato dai propri studenti è sicuramente più esplicito rispetto a quanto non lo fosse nel progetto originale Sloop. Sia Tenegen che Sloop2desc sono progetti TOI (Transfer Of Innovation): progetti di trasferimento dell innovazione di precedenti progetti: SLOOP e, nel caso di Tenegen, Netis. 3 Condividere Open Educational Resources Un elemento comune ai tre progetti è la condivisione di risorse digitali per la didattica prodotti da una comunità di docenti. Tale approccio si basa sulla ricca letteratura che ha evidenziato l importanza dei modelli di produzione e condivisione di risorse educative aperte (Open Educational Resource -OER) nei contesti educativi (Atkins et al., 2007; OECD, 2007; OLCOS, 2007). La letteratura tende a sottolineare i vantaggi pedagogici, organizzativi e politici delle Open Educational Resources, laddove un docente ha la possibilità di accedere a contenuti gratuiti creati da altri docenti in contesti educativi reali. Se a ciò si aggiunge la possibilità di rendere tali risorse modificabili, così come realizzato nell ambito del progetto Sloop attraverso il modello di OpenLO, ecco che si da la possibilità ai docenti di accedere a risorse educative contestualizzabili, rendendo le stesse effettivamente riusabili in termini pedagogici. Nell ambito dei progetti Sloop, Tenegen e Sloop2desc, e in particolare in riferimento all esigenza di avvicinare gli insegnanti al mondo digitale frequentato dai propri studenti, l approccio alla produzione e condivisione collaborativa di contenuti digitali si arricchisce di un ulteriore significato: gli insegnanti sono incoraggiati a sperimentare, spesso in maniera inconsapevole, una serie di comportamenti tipici delle net generation (Fulantelli et al., 2009). Infatti, la condivisione di contenuti sulla rete è tipico dei giovani studenti: basti pensare a ciò che accade su YouTube. E così come su YouTube gli utenti possono commentare e taggare un filmato inserito da un qualunque utente, o rimandare a filmati simili, analogamente gli insegnanti sono inviati a commentare e arricchire i materiali prodotti da altri utenti della rete, anche attraverso i riferimenti ad altri contenuti educativi. Inoltre, attraverso la condivisione delle risorse educative, si rafforzano i legami sociali esistenti tra i docenti che partecipano alla comunità online, promuovendo dinamiche simili a quelle che si realizzano negli ambienti di condivisone di risorse digitali usate frequentemente dagli studenti. Ecco quindi che attraverso la condivisione di risorse digitali, e dei mecca- 90

5 Pierfranco Ravotto, Giovanni Fulantelli - Net generation e formazione dei docenti nismi a supporto a tali processi di condivisione, gli insegnanti attuano comportamenti online analoghi a quelli dei propri studenti. 4 Tre modelli di formazione in rete per insegnanti Corsi di formazione per gli insegnanti sono elemento chiave sia di SLOOP ( ) che di Tenegen ( ) e di Sloop2desc ( ). Si tratta di corsi che condividono alcuni importanti elementi: l obiettivo di stimolare gli insegnanti a integrare formazione in presenza e formazione in rete facendo sperimentare loro, in prima persona, la formazione in rete, un modello di formazione in rete che prevede una forte interazione fra le persone e non solo un auto-apprendimento basato sui materiali didattici, l utilizzo della piattaforma Moodle per realizzare l ambiente di apprendimento, l accento sulla produzione e condivisione di OER, Open Educational Resource, o open LO nella terminologia SLOOP. Ma, accanto ad elementi comuni, ci sono anche alcune rilevanti differenze su cui ci sembra interessante concentrare l analisi visto che il tema formare gli insegnanti ad integrare e-learning e web 2.0 con la formazione in presenza è, ed è destinato a rimanere, rilevante. 4.1 I corsi SLOOP I corsi, erogati in più edizioni e in 5 lingue, hanno coinvolto 209 insegnanti a livello europeo (86 nel corso in italiano, 60 in quello in inglese, 28 in quello spagnolo, 20 in sloveno e 15 in rumeno). Questa la struttura del corso, della durata di 9 settimane: 1ª settimana: LO e aspetti pedagogici, 2ª settimana: SCORM e metadati, 3ª settimana: produzione di un LO, 4ª e 5ª settimana: rendere SCORM un LO, 6ª e 7ª settimana: inserire il LO SCORM in Moodle, 8ª settimana: la filosofia della condivisione, 9ª settimana: il freeloms. Dando per scontato l interesse dei corsisti ad integrare formazione in presenza e formazione in rete, l obiettivo del corso era quello di motivarli alla produzione e alla condivisione di LO aperti, sia da un punto di vista tecnico 91

6 Peer Reviewed Papers - Vol. 7, n. 2, Maggio 2011 che dal punto di vista della licenza d uso (Fulantelli et al., 2007). 4.2 I corsi Tenegen I corsi Tenegen sono finalizzati, in primo luogo, ad abituare gli insegnanti a connettersi, a mettersi in rete: nel duplice senso di essere connessi in Internet e di muoversi nei diversi ambienti web 2.0 e di far rete fra di loro, scambiando opinioni e risorse didattiche. I corsi Tenegen sono costituiti da moduli indipendenti e fruibili anche singolarmente: Modulo 1: E-learning concepts (5 settimane), Modulo 2: Networked learning (3 settimane), Modulo 3: Educational ICT tools (4 settimane), Modulo 4: E-learning event in Moodle (1 settimana), Modulo 5: Sharing Learning Objects (5 settimane). L edizione ungherese del corso ha coinvolto 200 insegnanti - per il 70% della formazione professionale, per il 20% della scuola superiore e per il 10% della scuola primaria. Inoltre, sono stati avviati un corso pilota in lingua inglese, con 60 iscritti di vari paesi, e un corso per 30 insegnanti turchi. 4.3 I corsi Sloop2desc I corsi Sloop2desc intendono: fornire ai docenti competenze relative alla formazione in rete, all uso didattico del web 2.0 e alla progettazione e condivisione di OER, aiutarli a passare da una didattica centrata sul programma, quale lista di contenuti, ad una didattica delle competenze. I corsisti sono chiamati a produrre OER per i propri studenti basate su un sistema per la certificazione delle competenze. In Italia e in Slovenia è stato assunto come campo di interesse quello delle competenze informatiche e come riferimento il framework EUCIP. In Romania, è stato adottato il settore della navigazione marittima, con sistemi per le certificazioni delle competenze indicati dall International Maritime Organization (IMO). La struttura del corso è la seguente: Modulo 1: Usare Moodle come corsisti e come docenti (2 settimane), Modulo2: Essere tutor in rete e usare gli strumenti del web 2.0 (3 settimane), Modulo 3: Usare e produrre risorse didattiche digitali aperte per la for- 92

7 Pierfranco Ravotto, Giovanni Fulantelli - Net generation e formazione dei docenti mazione in rete (3 settimane), Modulo 4: European Qualification Framework (EQF), e-competence Framework (e-cf) e standard EUCIP (2 settimane), Modulo 5: Produzione collaborativa di risorse didattiche aperte basate sullo standard EUCIP/IMO (6 settimane). Da febbraio a giugno 2010, sono stati formati circa 60 docenti Italiani, in due corsi pilota. Da novembre 2010 ad aprile 2011 si sono svolti un corso per circa 40 insegnanti sloveni, un altro per altrettanti insegnanti rumeni, e diversi corsi a cascata per 500 insegnanti in Italia. 5 Target e metodologie Una significativa differenza fra i corsi riguarda il target. I corsi Sloop e Sloop2desc si rivolgono a insegnanti già abituati all uso della rete, anche se generalmente per uso personale e non per attività con i propri studenti. Ed è infatti in rete che è avvenuto, in gran misura, il loro reclutamento. Invece i corsi Tenegen intendono rivolgersi a insegnanti standard in gran parte non abituati a connettersi. Inoltre, i corsi Tenegen, quantomeno per gli insegnanti ungheresi e per alcuni dei moduli, forniscono crediti spendibili per la carriera. La differenza di target ha, ovviamente, conseguenze metodologiche. 5.1 La metodologia dei corsi SLOOP e Sloop2desc I corsi SLOOP e Sloop2desc pongono entrambi l accento su: proposte di lavoro che i singoli corsisti possono sviluppare a proprio piacimento e sulla base dei propri interessi; un percorso d apprendimento basato sul learning by doing in cui i materiali proposti sono soltanto un punto di partenza, su cui innestare un lavoro di approfondimento e di confronto nel gruppo; interazione non solo con il docente/tutor, ma all interno del gruppo dei pari in una logica di apprendimento collaborativo. Nel passaggio dai corsi SLOOP a quelli Sloop2desc c è stata un evoluzione, in parte dovuta a quanto è successo nel breve tempo trascorso fra l inizio del primo progetto e l avvio del secondo: l esplosione del web 2.0. Le differenze principali hanno riguardato sia le risorse, che la metodologia, che l ambiente di interazione: Per quanto riguarda le risorse proposte ai corsisti, in SLOOP esse erano essenzialmente Learning Object SCORM, composti da numerosi SCO, 93

8 Peer Reviewed Papers - Vol. 7, n. 2, Maggio 2011 appositamente progettati e realizzati. Sloop2desc ha privilegiato invece la scelta ecologica del riuso (Ravotto et al., 2009) di risorse esistenti: oltre ai prodotti sviluppati in SLOOP, si è fatto ricorso a video e filmati reperiti su Vimeo, YouTube, SlideShare. Sul piano metodologico il corso SLOOP vedeva una costante presenza dei docenti/tutor nel ruolo di propositori e moderatori. Mentre in due dei moduli Sloop2desc - fra cui il quinto di produzione di materiali didattici e corsi per gli studenti - si è fortemente promossa la dimensione collaborativa: i corsisti sono invitati ad auto-organizzarsi definendo autonomamente, senza l intervento del tutor, modalità di lavoro, tipologia dei prodotti, tempi, Infine, mentre in SLOOP tutto il lavoro avveniva nell ambiente Moodle, in Sloop2desc, soprattutto nella fase collaborativa, i corsisti vengono stimolati a fuoriuscirne utilizzando Skype per comunicare, GoogleDoc per sviluppare collaborativamente le risorse, MindMap per progettare, La metodologia dei corsi Tenegen Come abbiamo già detto i corsi Tenegen hanno come riferimento l insegnante tipo, non quello già connesso. Mettere in rete questi insegnanti è l ambizioso obiettivo. Rivolgendosi ad un target più tradizionale, nei corsi Tenegen: le indicazioni di lavoro sono generalmente più dettagliate e prescrittive e c è un maggior controllo sul lavoro svolto; l interazione è più fra corsista e docente che non di gruppo; i materiali didattici hanno un aspetto più tradizionale. E stata scelta la risorsa libro di Moodle che offre anche la possibilità di produrre un file pdf stampabile e dunque studiabile in modalità offline. Uno solo dei cinque moduli del corso Tenegen non ha queste caratteristiche, quello sul Networking learning che propone, coerentemente con il progetto NETIS, modalità di lavoro più tipiche del connettivismo (Bessenyei & Tóth, 2007). Ed è quello che ha avuto meno successo, sia perché non forniva crediti, sia proprio per una sua apertura probabilmente eccessiva dato il contesto, più adatta al target Sloop che non a insegnanti tradizionali. In ogni caso, per quanto sia venuto incontro alle caratteristiche del target, il corso Tenegen ha abituato gli insegnanti a connettersi e a stare connessi; ognuno di essi ha, per esempio, dovuto aprire un blog in cui ha commentato le varie tematiche del corso. 94

9 Pierfranco Ravotto, Giovanni Fulantelli - Net generation e formazione dei docenti Conclusioni Sono passati 10 anni da quando Prensky ha evidenziato come i modelli di pensiero, thinking pattern, dei nativi digitali siano cambiati perché le esperienze che hanno avuto, fin da piccoli, hanno portato ad una diversa strutturazione dei loro cervelli (Prensky, 2001). La dicotomia tra nativi digitali e immigrati digitali a cui hanno portato le idee di Prensky è stata negli anni molto dibattuta sul piano scientifico, pur riconoscendo che esistono differenze significative nel modo in cui gli studenti apprendono oggi, rispetto a come accadeva in passato. Se da un lato non è stato ancora dimostrato che i nativi digitali hanno specifici thinking pattern, importanti studi come quelli di Howard Gardner affermano che le menti si differenziano l una dall altra in modo significativo a seconda che si siano sviluppate in una cultura pre-alfabetizzata, in una cultura classica o moderna in cui il testo è fondamentale, o in una cultura post-moderna dove l alfabetizzazione riguarda una varietà di segni che operano congiuntamente, talora in sinergia, talaltra in caotica mescolanza (Gardner, 2003). Di fronte a tali cambiamenti, anche se l attribuzione di caratteristiche per sola virtù generazionale fosse una scorciatoia rispetto a profonde difficoltà educative (Rapetti & Cantoni, 2010), la scuola non può non tener conto del fatto che i media e le ICT sono la cultura in cui i nostri studenti sono abituati a vivere, costruire e scambiare significati (Ardizzone & Rivoltella, 2008). La scuola non può quindi procedere secondo canali e metodi tradizionali. Gli insegnanti devono imparare a dialogare, comunicare, scambiare significati con i loro studenti nell ambiente in cui essi vivono, nella tecnologia digitale. E dunque è indispensabile che gli insegnanti si abituino a vivere anche loro in quell ambiente, ad essere connessi, a fare rete, a costruire e scambiarsi opinioni, ipotesi di lavoro, materiali didattici ed esperienze. I tre progetti presentati, seppure ognuno contraddistinto da specifici obiettivi e approcci metodologici, mirano a innovare la didattica nella direzione sopra indicata. L analisi condotta da Zsolt Tóth sui risultati del progetto Tenegen, utilizzando metodi della Social Network Analysis e incentrata su caratteristiche qualitative e quantitative del processo di costruzione collaborativa della conoscenza, evidenzia come il processo di apprendimento sia stato fortemente collaborativo; la comunicazione online tra i docenti/corsisti, ed in particolare attraverso i forum della piattaforma Moodle utilizzata nel progetto, è stata centrale al processo di apprendimento. I commenti dei partecipanti confermano il successo del progetto, dal momento che la maggior parte di essi lo hanno valutato attivo, memorabile e utile per i processi di apprendimento (Tóth, 2011) Sebbene non siano ancora disponibili risultati sulle indagini quantitative 95

10 Peer Reviewed Papers - Vol. 7, n. 2, Maggio 2011 relative ai corsi attivati nel progetto Sloop2desc, il successo del progetto è stato evidenziato dai commenti estremamente positivi di alcuni docenti partecipanti ai corsi, dall intensa attività di comunicazione online che si è sviluppata durante i mesi del corso, e soprattutto dal fatto che alcuni docenti hanno attivato ancora prima della chiusura dei corsi - degli ambienti online per l elearning da utilizzare con i propri discenti, trasferendo così il modello Sloop in contesti applicativi, e superando così la fase sperimentale che contraddistingue i progetti europei. Nonostante ciò, i cambiamenti che le nuove tecnologie impongono alla scuola appaiono ancora troppo lenti, nonostante i docenti italiani dimostrino di essere pronti a tali cambiamenti: il corso attivato nell ambito del progetto Sloop2desc ha avuto oltre adesioni a fronte di 400 posti disponibili. L impegno dei docenti dovrebbe quindi essere maggiormente supportato dall istituzione scolastica, che ad oggi sembra far poco per avviare un vero rinnovamento attraverso le tecnologie, rinnovamento indispensabile per riavvicinare studenti che, generazione dopo generazione, si allontanano sempre più dai modelli e linguaggi educativi in uso nella scuola. BIBLIOGRAFIA Ardizzone P., Rivoltella P. C. (2008), Media e tecnologie per la didattica, Vita e pensiero. Atkins D. E., Brown J. S. & Hammond A. L. (2007), A Review of the Open Educational Resources (OER) Movement: Achievements, Challenges, and New Opportunities. (Data di accesso: 2 giugno 2010) Barnes K., Marateo R., Pixy Ferris S. (2007), Teaching and learning with the net generation, Innovate: Journal of Online Education, vol 3, issue 4, April/May the_net_generation.pdf. (Data di accesso: 10 marzo 2010) Bayne S., Ross J. (2007), The digital native and digital immigrant : a dangerous opposition. Proc. Of Annual Conference of the Society for Research into Higher Education (SRHE) December final.pdf (Data di accesso: 28 gennaio 2011) Bessenyei I., Tóth Z. (2007), E-learning experiences in the NETIS project, NETIS 2007, (Data di accesso: 27 giugno 2010) Fulantelli G., Gentile M., Taibi D., Allegra M. (2009), Open learning resources as an opportunity for the teachers of the Net Generation, in Proceedings of the ICVL the 4rd International Conference on Virtual Learning, October 30-November 96

11 Pierfranco Ravotto, Giovanni Fulantelli - Net generation e formazione dei docenti 1, 2009 Jassy (Romania) Fulantelli G., Gentile M., Taibi D., Allegra M. (2007) The Open Learning Object model for the effective reuse of digital educational resources in Proceedings of the Openlearn 2007: Researching open content in education, Milton Keynes, UK. Gardner H. (2003), Cambiare idee. L arte e la scienza della persuasione, Universale Economica Feltrinelli, 2003 Howe N, Strauss W. (2000), Millennials Rising: The Next Great Generation. New York: Vintage Books. JISC (2007), Student expectations study, July documents/publications/studentexpectations.pdf. (Data di accesso: 11 novembre 2010) Krause K. (2007), Who is the e-generation and how are they faring in higher education? in Joe Lockard and Mark Pegrum (eds) Brave New Classrooms: democratic education and the internet. New York: Peter Lang. pp Kvavik R.B. (2005), Convenience, Communications, and Control: How Students Use Technology. In Oblinger D.G. and Oblinger J.L. (Eds.) Educating the net generation. (Data di accesso: 23 gennaio 2011) McCrindle M. (2006), New Generations at Work: Attracting, Recruiting, Retraining & TrainingGeneration Y: McCrindle Research Monereo C. (2004), The virtual construction of the mind: the role of educational psychology. Interactive Educational Multimedia, vol. 9. Oblinger D. (2003), Boomers, gen-xers and millennials: understanding the new students. Educause Review, July/August pdf/erm0342.pdf. (Data di accesso: 23 gennaio 2011) OECD - Organisation for Economic Co-operation and Development, Centre for Educational Research and Innovation (2007), Giving Knowledge for Free: The Emergence of Open Educational Resources, SourceOECD Education & Skills, Vol. 2007, No. 3, May 2007 OLCOS (2007), Open Educational Practices and Resources: OLCOS Roadmap OERderves. (Data di accesso: 18 giugno 2010) Owen, M. (2004), The myth of the digital native. Futurelab, June futurelab.org.uk/resources/publications-reports-articles/web-articles/web- Article561 (Data di accesso: 23 gennaio 2011) Prensky M. (2001), Digital natives, digital immigrants, 2001, com/writing/prensky%20-%20digital%20natives,%20digital%20immigrants%20 -%20Part1.pdf (Data di accesso: 27 giugno 2010) Rapetti E., Cantoni L. (2010), Nativi digitali e apprendimento con le ICT. La ricerca work in Ticino, Svizzera, in Je-LKS n 1, 2010, pag. 52 Ravotto P., Fulantelli G. (2007), L idea base di SLOOP: condividere free/open LO. in Condividere free/open LO. I risultati del progetto SLOOP (o com/doc/ /lidea-base-di-sloop-condividere-freeopen-lo-2007, Data di 97

12 Peer Reviewed Papers - Vol. 7, n. 2, Maggio 2011 accesso: 27 giugno 2010) Ravotto P., Masseroni M., Farinati L., Vimercati M. (2009), Principi ecologici per l elearning in Atti del Congresso AICA 2009 (o Principi-ecologici-per-l-eLearning-2009) Tenegen, Impressum, (Data di accesso: 27 giugno 2010) Tóth Z. (2011), Collaborative and cooperative knowledge co-construction in the TeNeGEN project, data di accesso: 30 marzo 2011 Thompson J. (2007), Is education 1.0 ready for web 2.0 students? Innovate: Journal of Online Education, vol 3, issue 4, April/May SITOGRAFIA SLOOP: Sloop2desc: TENEGEN: 98

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