A Lucca dal 24 al 27 aprile 2003 abbiamo ascoltato testimonianze uniche al mondo, dai protagonisti della solidarietà internazionale.

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1 Atti del 1 Forum della Solidarietà lucchese nel Mondo

2 A Lucca dal 24 al 27 aprile 2003 abbiamo ascoltato testimonianze uniche al mondo, dai protagonisti della solidarietà internazionale. Nella nostra città sono convenuti personaggi come Rosalina Tuyuc, Presidentessa di Conavigua, il Coordinamento Nazionale delle Vedove Guatemalteche, Rodrigo Rivas, economista cileno ex deputato nel governo Allende, scampato alla morte fortunosamente e riparato in Italia dopo il golpe dei colonnelli del 1973 costato la vita allo stesso Allende, Don Luciano Mendes, Vescovo di Mariana (Brasile), una figura leader dell Episcopato brasiliano e testimone di prima linea al Foro Sociale Mondiale di Porto Alegre del Abbiamo ascoltato le esperienze e le parole di Fratel Arturo Paoli, nominato Giusto tra le nazioni dallo Stato di Israele nel 1999 per aver aiutato e salvato alcuni ebrei nel 1944 all epoca delle persecuzioni naziste. Fratel Arturo Paoli, che vive e lavora in Brasile, è il vero emblema della solidarietà lucchese nel mondo. Abbiamo potuto ascoltare molti altri personaggi, dei quali troverete gli interventi in questi atti. Sono le esperienze che abbiamo incontrato e conosciuto in questi anni nel mondo e che abbiamo ritenuto fossero un punto di riferimento per un mondo non violento, di giustizia e di pace, in quei giorni drammatici, che videro l inizio della guerra all Iraq. Il 1 Forum della solidarietà lucchese nel mondo è stato un momento particolarmente significativo per la Provincia di Lucca, per le associazioni che hanno collaborato e per i partner stranieri invitati, per questo motivo l amministrazione provinciale ha pubblicato gli atti e sta lavorando al secondo Forum della solidarietà lucchese nel Mondo che si terrà a fine aprile Andrea Tagliasacchi Presidente della Provincia di Lucca 1

3 1 FORUM DELLA SOLIDARIETA LUCCHESE NEL MONDO Programma Prima giornata - 24 aprile Inaugurazione del Forum Moderatore dei lavori: Rossana Sebastiani Dirigente del Servizio P.I. Politiche Sociali e Sport della Provincia di Lucca Saluti di benvenuto Andrea Tagliasacchi Presidente della Provincia di Lucca Massimo Toschi Consigliere per la Pace, la cooperazione ed i Diritti Umani del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini Maria Eletta Martini Presidente del Centro Nazionale per il Volontariato Aldo Zanchetta Coordinatore della Scuola per la Pace della Provincia di Lucca Relazione magistrale Don Luciano Mendes Vescovo di Mariana (Brasile), già Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile Globalizzare la solidarietà Presentazione del video-intervista a Fratel Arturo Paoli 2

4 Seconda giornata - 25 aprile Moderatore dei lavori: Aldo Zanchetta Coordinatore della Scuola per la Pace della Provincia di Lucca Presentazione delle associazioni lucchesi partecipanti e dei loro partner Rodrigo Rivas L America Latina oggi: problemi, speranze e prospettive Padre Gino Barsella L Africa di fronte al XXI secolo Massimo Toschi Europa e Mediterraneo: quale cooperazione? Dibattito con i relatori Tavoli di lavoro su America Latina, Africa, Europa e Mediterraneo I tavoli sono destinati ad analizzare i problemi specifici delle realtà ove i nostri partner operano e definire le priorità per la cooperazione in atto con organizzazioni lucchesi. Ai tavoli partecipano i partner stranieri presenti e le corrispondenti realtà lucchesi. 3

5 Terza giornata - 26 aprile Moderatore dei lavori: Rossana Sebastiani Dirigente del Servizio P.I. Politiche Sociali e Sport della Provincia di Lucca Relazioni sui lavori dei tavoli Dibattito Testimonianze dei partner stranieri presenti Moderatore dei lavori: Patrizio Petrucci Assessore al Volontariato della Provincia di Lucca Prosecuzione delle testimonianze dei partner stranieri presenti Saluto del Vescovo di Lucca Mons. Bruno Tommasi Relazioni magistrali Claudio Martini Presidente della Regione Toscana La Cooperazione allo Sviluppo della Regione Toscana Gilles Nicolas Direttore del Contro Teologico di Algeri Solidarietà nel tempo della crisi Arturo Paoli Fratello del Vangelo La cultura del dono e del gratuito e la globalizzazione Rosalina Tuyuc Presidente di CONAVIGUA Associazione delle vedove di guerra del Guatemala 4

6 La cooperazione allo sviluppo vista dalla periferia del mondo: il caso del Guatemala Giulio Marcon Presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà La cooperazione allo sviluppo: la difficile riforma dell aiuto umanitario Andrea Tagliasacchi Presidente della Provincia di Lucca Lettura della Dichiarazione del 1 Forum della Solidarietà lucchese nel Mondo Conclusioni Quarta giornata - 27 aprile Un mondo di mondi diversi Giornata di festa e di incontro con la cittadinanza con banchetti illustrativi delle attività associative, musiche e proiezioni. Banchetti di associazioni e scuole con documentazione delle attività di cooperazione. Proiezione continua di video e diapositive, esposizioni fotografiche ed altre attività di comunicazione. 5

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8 Prima giornata: 24 aprile SALUTI DI APERTURA Andrea Tagliasacchi Presidente della Provincia di Lucca Ringrazio i rappresentanti delle associazioni e quelle personalità che sono qui oggi per portarci la loro esperienza e la loro cultura. Da quando abbiamo iniziato il percorso che ha portato alla costituzione della Scuola per la Pace, abbiamo imparato molto, conoscendo culture e situazioni diverse in tutto il mondo e toccando l inadeguatezza delle istituzioni nell affrontare determinate tematiche. Ho sempre pensato che le esperienze di solidarietà concreta che le associazioni di volontariato portano avanti in tutto il mondo avessero bisogno di visibilità al fine di creare più consapevolezza e conoscenza sul nostro territorio; ci siamo quindi resi conto che era necessario mettere in comunicazione le diverse esperienze. Negli ultimi anni è emerso un giudizio sulla globalizzazione che possiamo definire politico: si è andato affermando sempre di più un tipo di globalizzazione che ha portato all esclusione ed alla concentrazione delle ricchezze nelle mani di pochi, ma contemporaneamente ha preso sempre più forza un vasto e variegato movimento di contestazione a questa idea di globalizzazione. Il significato del Forum è quello di dare voce, di dare spazio a quella parte di mondo possibile che c è già, a quella parte di mondo che pratica già un altra globalizzazione. Queste realtà ci insegnano l importanza e la forza della solidarietà, della mitezza, della determinazione, dell interiorità e dell esperienza vissuta: tutto questo non può non portare un segno ed un messaggio di speranza a tutti noi. Le istituzioni non devono certo avere la pretesa di inglobare queste esperienze, ma devono impegnarsi affinché venga costruita una rete che permetta il rafforzarsi di un progetto, nato e noto da tempo, di aiuti e di cooperazione. Sono quindi molto emozionato, senza retorica, nel vedere queste sale piene di ragazzi e ragazze che portano le loro esperienze di vita e di solidarietà concreta. L altro significato di questa iniziativa è la forza della nonviolenza; sono dell idea che questo messaggio, in un contesto mondiale come quello attuale, dominato dalla guerra e dalla violenza, non possa che essere accolto con entusiasmo e con grande speranza. Durante queste giornate parleranno personalità provenienti dall Africa, dall America Latina, dall area mediterranea, dalle regioni balcaniche e dal Medio Oriente, terra quest ultima dove si gioca la vera partita del dialogo tra culture e religioni diverse. Mi auguro che questo possa essere il primo incontro di una lunga serie, mi auguro che anche gli enti locali possano essere un punto di riferimento per le associazioni della nostra zona. 7

9 Massimo Toschi Consigliere per la Pace, la Cooperazione ed i Diritti Umani del Presidente della Regione Toscana Claudio Martini Prima di iniziare questo brevissimo saluto, vorrei leggere una lettera che mi è arrivata ieri mattina: Caro Professor Massimo, sono accanto a lei nella celebrazione del 1 Forum della Solidarietà lucchese nel mondo. Il mio saluto rispettoso e grato ai testimoni, a cominciare dal mio fratello Arturo Paoli. Con affetto, Francesco Loris Capovilla, che come saprete era il Segretario di Papa Giovanni XXIII. Ho voluto leggervi questa lettera, perché sono dell idea che oggi, 40 anni dopo, l Enciclica di Giovanni XXIII Pacem in Terris acquisti un significato particolare, soprattutto pensando all attuale contesto mondiale. Porto poi il saluto del Presidente della Regione Toscana, Claudio Martini che oggi è impegnato a Bruxelles, ma che sarà presente al Forum nei prossimi giorni. Sono grato al Presidente Tagliasacchi per la scelta strategica che ha compiuto, investendo risorse, forze ed energie sulla pace e sulla solidarietà. Su alcuni giornali locali si è ironizzato su questa iniziativa, affermando che il Forum rappresenta un costo inutile per la società lucchese e per la Provincia. In realtà investire su una cultura di pace e di solidarietà non significa sprecare ma significa puntare sul futuro. Vorrei inoltre sottolineare il legame tra questo Forum e ciò che sta accadendo nel mondo, perché la pace non si costruisce, come ha detto il Presidente Tagliasacchi, con le bombe e con la guerra, ma attraverso partenariati di solidarietà, di amicizia, di incontro e di dialogo. Sono infatti questi i veri anticorpi contro ogni guerra ed ogni fondamentalismo. La pace è la questione principale del secolo che è appena iniziato: siamo di fronte a scelte tragiche che possono produrre un meccanismo perverso di guerra infinita; siamo quindi chiamati a costruire nuovi rapporti ed una nuova sensibilità. Il titolo di questo Forum Un mondo di mondi diversi può dare adito ad una lettura parziale ed esclusiva, una lettura, certamente strumentale, che intende costruire un mondo che contiene realtà diverse ma non comunicanti tra loro. La direzione da seguire è, ovviamente, quella di costruire mondi tra loro interdipendenti e comunicanti: questa è la lettura vera e autentica di questo titolo, un titolo che contiene in nuce sentimenti di dialogo e di incontro, sentimenti che in questi anni Lucca ha dimostrato di sentire e trasmettere. Ciò che avviene in questi giorni a Lucca è quindi un fatto molto importante, come un seme che produrrà i suoi frutti nel futuro. 8

10 Maria Eletta Martini Presidente del Centro Nazionale per il Volontariato (CNV) Porto i saluti del Centro Nazionale per il Volontariato, che conta oltre 500 associazioni sparse in tutta Italia. Penso che queste ed altre iniziative servano a collegare l opera dei volontari che lavorano in Italia con coloro che operano in altre zone del mondo meno fortunate. Il CNV non è un associazione, ma è una rete che vuole fornire servizi alle associazioni, aiutandole a crescere sia qualitativamente che quantitativamente, cercando di far sì che possano adempiere in maniera organica e non superficiale ai loro compiti. L esperienza ci ha insegnato che c è bisogno di una profonda comprensione dei problemi del mondo e della loro complessità. Tra le associazioni che hanno promosso il Forum, ce ne sono molte che già hanno rapporti con il Terzo e Quarto Mondo e che rappresentano la parte più avanzata e più aperta dell associazionismo. E infatti necessario che le associazioni tutte non vivano chiuse nei loro problemi quotidiani, bisogna che si immergano nei problemi del mondo, perché i problemi degli altri devono diventare i nostri problemi. Sarebbe necessario indagare sulla cooperazione, bisognerebbe fare sì che la cooperazione non fosse unilaterale, ma rappresentasse una concertazione tra le realtà locali beneficiarie dei vari progetti. Discutiamo di tutto questo proprio durante un periodo funestato da guerre e da violenze, e non sappiamo se e quando le guerre, ufficialmente dichiarate al fine di esportare la democrazia, finiranno. Oggi non possiamo limitarci a chiedere la pace, ma bisogna essere capaci di costruirla giorno dopo giorno, lottando contro le ingiustizie ovunque si trovano; per far tutto ciò bisogna uscire dal privato, anche quando questo combacia con uno scenario nazionale o europeo. E positivo, a questo proposito, che a questa iniziativa abbiano aderito le istituzioni, che devono assumersi le loro responsabilità, ma soprattutto le scuole. La loro adesione è particolarmente importante e significativa, perché il mondo da cambiare è quello in cui i ragazzi vivranno domani. Al Forum sono presenti testimoni che provengono da molte parti del mondo, ed io penso che i giovani accettino come maestri solo le persone che sono testimoni di altre vite, di altre esperienze. Auguro quindi cordialmente buon lavoro a tutti: penso che dobbiamo aver fiducia nei giovani, penso che in essi sia presente quella forza dinamica che può veramente cambiare il mondo. 9

11 Aldo Zanchetta Coordinatore della Scuola per la Pace della Provincia di Lucca Significato e obiettivi del Forum Prima di riflettere sul significato del Forum, voglio ringraziare il Presidente Tagliasacchi per averlo voluto e reso possibile, ma anche per averne rispettato le dinamiche preparatorie, affidando l'autonoma definizione dei contenuti e degli obiettivi alla Scuola della Pace ed alle realtà del volontariato. Abbiamo lavorato liberamente, il che non sempre avviene. Voglio inoltre ringraziare tutto il personale che ha collaborato alla realizzazione del Forum: in particolare la dottoressa Rossana Sebastiani e tutto il suo staff. Voglio ringraziare anche le oltre venti realtà di volontariato internazionale di Lucca, della Valle del Serchio e della Versilia che hanno collaborato al Forum; il loro lavoro è stato essenziale. Sono inoltre grato ai rappresentanti esteri convenuti a Lucca. Tra questi molti hanno esistenze difficili, funestate spesso da guerre e da violenze. Ringrazio anche tutti i presenti e le Autorità che sono qui oggi, saluto i Sindaci dei Comuni della provincia, ricordando loro che esiste una legge sulla cooperazione decentrata che consente di dedicare una piccola porzione del bilancio comunale ad azioni di solidarietà internazionale. Sarei molto soddisfatto se la Provincia di Lucca ed i Sindaci prendessero in considerazione questa opportunità. Ringrazio infine quei lucchesi che vivono ed operano all estero svolgendo giorno per giorno azioni concrete di solidarietà e di volontariato internazionale. Abbiamo definito questo forum Forum della Solidarietà lucchese nel mondo. Solidarietà è una parola impegnativa ma anche ambigua, che può rivestire motivazioni diverse, non tutte compatibili tra loro, alcune delle quali addirittura non più accettabili dalla nostra coscienza. Semplice generosità, umanitarismo, beneficenza oppure consapevolezza di una solidarietà tra tutti gli esseri umani? Faccio mia un affermazione forte che spesso mi ricordano gli Indigeni Maya del Chiapas Nessuno salva nessuno, o ci salviamo tutti assieme o sprofondiamo tutti assieme : questo è il senso della solidarietà, uno sforzo comune di tutti gli uomini per fare di questa terra un mondo più vivibile. Solidarietà significa per tutti noi scambio orizzontale e simmetrico fra persone e realtà sociali diverse tra loro, al quale tutti contribuiscono con le proprie specificità in un reciproco arricchimento che rispetti le diverse identità di ciascuno nel comune impegno. Mi auguro che la parola solidarietà venga rivisitata criticamente in questi giorni, e riempita di contenuti adeguati alla realtà del mondo di oggi e ai suoi rapidi cambiamenti. E necessario che, oltre alla parola solidarietà, altre parole chiave del nostro vocabolario vengano rivisitate e riempite di contenuti concreti ed inequivocabili: pace, sviluppo e globalizzazione assumono ad esempio significati diversi a seconda di chi le pronuncia, alimentando miti interessati e pericolosi fraintendimenti. Globalizzazione. Si parla di villaggio globale con molta retorica, mistificando questa espressione. La si spaccia come un effettiva e splendida opportunità per tutti gli abitanti del pianeta, ma effettiva non è, e di fatto viviamo il consolidamento di un apartheid globale in cui una piccola minoranza, sempre più esigua, si appropria della quasi totalità delle ricchezze prodotte e delle risorse disponibili. Questa è la globalizzazione reale che viviamo. Rivas, Barsella e Toschi ci aiuteranno a discutere di globalizzazione e dei suoi effetti in varie parti del mondo, con l analisi di tre macrorealtà: l America Latina, l Africa ed il Mediterraneo. Sviluppo. Un altra parola mitizzata, della quale non capiamo bene il significato e per la quale siamo alla ricerca continua di nuove aggettivazioni per poterla giustificare: sviluppo umano, durevole, compatibile, alternativo ed altro, non dando però un significato concreto a questi aggettivi. Gilbert Rist ha scritto uno splendido libro su questa ambiguità: Lo sviluppo: storia di una credenza occidentale, un opera sulla quale meditare, insieme alle molte di Latouche e di altri. Dobbiamo fare chiarezza su questa parola, perché rischiamo di perpetuare equivoci e contraddizioni nella nostra pratica della solidarietà. Abbiamo legato indissolubilmente la parola sviluppo alle parole pace e giustizia. Spesso diciamo che non c è pace senza sviluppo, non c è giustizia senza sviluppo. Ma di quale sviluppo stiamo parlando? Della formula della cooperazione allo sviluppo, accantonata ormai dagli stati ricchi e dalle grandi istituzioni internazionali che non finanziano più programmi di aiuto allo sviluppo? Oggi la formula della cooperazione allo sviluppo è stata sostituita dalla formula intervento umanitario, e sempre più spesso dall espressione emergenza umanitaria. Queste formule denotano la sempre più frequente necessità di fare fronte a catastrofi sociali ed ambientali frutto di un modello economico iniquo. Recentemente si è addirittura arrivati a teorizzare il capitalismo compassionevole, fortemente sostenuto dal Presidente degli Stati Uniti Bush. 10

12 Pace. Quale pace? Già Ivan Illich negli anni 80, nel mirabile testo Le paci dei popoli, denunciava con forza le ambiguità presenti nella declamazione astratta della parola pace e nel suo connubio con la parola sviluppo, letto in un significato eminentemente economico e secondo un modello di pensiero unico incapace di riflettere la ricchezza ed il diritto alla diversità. Noi che ci occupiamo di cooperazione internazionale, siamo disposti ad essere trasformati in pompieri e crocerossine che devono intervenire sempre più in situazioni di emergenza? Siamo disposti a tappare le falle del sistema, senza più costruire alternative? Spesso i partner del sud ci contestano questo ruolo, e noi vogliamo parlare di questo durante il Forum. Questo è un tema di drammatica attualità. Siamo disposti ad accettare di collaborare ad interventi umanitari, come in Iraq, pensati per riparare i danni di guerre definite giuste, e di farlo sotto la tutela di coloro che sono stati gli aggressori? Spero che durante il Forum venga discusso questo problema e che venga presa una posizione chiara, forte e consapevole. Su questo punto ci aiuterà l intervento di Giulio Marcon, Presidente del Consorzio Italiano di Solidarietà, che terrà l ultima relazione. Il momento centrale del Forum è però rappresentato dai tre tavoli di lavoro con i partner stranieri, quando loro saranno chiamati a parlare, e noi ad ascoltare con umiltà, ristabilendo così un dialogo molto spesso inesistente. Questo è lo scopo ed il senso del 1 Forum della Solidarietà lucchese nel Mondo, un momento privilegiato del nostro camminare interrogandosi fra persone diverse ed uguali, diverse per riferimenti culturali e spirituali, uguali per dignità e responsabilità. Concludo il mio intervento con una frase di Ivan Illich, che mi sembra particolarmente significativa: io credo che dei limiti allo sviluppo economico, proposti da un movimento di base, siano la principale condizione perché la gente possa ritrovare la propria pace 11

13 RELAZIONE MAGISTRALE Don Luciano Mendes Vescovo di Mariana (Brasile), già Presidente della Conferenza Episcopale del Brasile Globalizzare la solidarietà Inizio il mio intervento salutando e ringraziando gli amici e le persone che sono qui e che mi hanno permesso di essere presente all apertura del Forum. Globalizzazione è una parola magica, che viene adoperata in senso negativo e positivo. Oggi questa parola ha perso di significato, perché non riusciamo più a capire cosa è globalizzato e cosa dobbiamo globalizzare. La globalizzazione economica ha avuto ed ha effetti positivi, come lo sviluppo della tecnologia, della produzione e della comunicazione. Dall altra parte sappiamo che l ideologia di mercato che la guida, provoca conseguenze negative quasi insuperabili. Questa ideologia inverte i valori, dando maggior peso alla parte economica della dimensione umana, come il profitto ed il mercato, lasciando in secondo piano il valore della persona: in molte parti del mondo è infatti aumentato il fenomeno dell esclusione sociale Oggi stiamo assistendo anche ad una globalizzazione culturale e comunicativa, che ha fatto sì, ad esempio, che quasi tutto il mondo seguisse, grazie ai mass media, questa guerra in Iraq. Lo sviluppo della comunicazione, oltre ad avere in diversi casi aspetti positivi, ha provocato la scomparsa di molte culture regionali, sovrastate dalla cultura dominante. La globalizzazione culturale ha quindi due facce: da una parte può far conoscere al mondo i valori di una cultura, dall altra può portare ad una omogeneizzazione indistinta delle culture e delle tradizioni. Noi siamo i figli di questa cultura globale. La mobilità umana che caratterizza il nostro mondo era impensabile sino a un decennio fa: mi ha molto impressionato, ad esempio, sapere che in una città piccola come Lucca è presente una comunità dello Sri Lanka di circa 300 persone. Tutto questo provoca un rimescolamento ed un arricchimento culturale reciproco. Oggi qui parliamo di solidarietà, di una globalizzazione della solidarietà che, oltre a portare un messaggio di speranza, può correggere gli aspetti negativi della globalizzazione attuale. Solidarietà significa capacità di vivere insieme, di aiutarci a vicenda, ma il suo scopo non può non essere quello di ridurre le disuguaglianze sociali. Il termine solidarietà inoltre deve significare orizzontalità, ecco che la globalizzazione caratterizzata invece dalla verticalità, che esalta l esclusione, entra inevitabilmente in conflitto con la pratica solidale. Voglio sottolineare il fatto che non dobbiamo intendere il termine solidarietà solamente in senso individuale, ma anche collettivo: esistono gruppi, enti o addirittura intere comunità che si impegnano per promuovere solidarietà. La solidarietà è una ricerca di fraternità che ha lo scopo di ridurre gli squilibri sociali ed economici attraverso una reciprocità di aiuti e di servizi. Ma non è sufficiente condividere il pane, è necessario amare il prossimo; la parola solidarietà deve essere illuminata dalle testimonianza delle persone che donano la loro vita al prossimo, che lo amano; questo fa pensare alla luce del Vangelo che ci fa comprendere il punto centrale della solidarietà: la dignità umana che possiedono tutte le persone, una dignità illuminata dalla luce e dall amore di Dio. Non è quindi sufficiente donare il pane, non può bastare la solidarietà intesa solamente in senso materiale: se le persone dividono tra loro il pane ma non comunicano e non dialogano, non possiamo dire di avere raggiunto il nostro scopo. Ecco che torna quindi al centro il tema dell amore verso il prossimo, una sorta di solidarietà del cuore. Bisogna, attraverso la solidarietà, unire il tessuto sociale che oggi è lacerato da guerre e da violenze, un tessuto formato non da mondi diversi e comunicanti, ma da mondi separati e reciprocamente ostili. La luce del Vangelo fa entrare nella profondità del cuore umano l ideale dell avvicinamento tra le persone, l ideale che permette la riconciliazione ed il perdono. Come sarebbe possibile ricostruire il tessuto sociale dell Iraq, della Palestina, del Rwanda o della ex Jugoslavia senza la riconciliazione ed il perdono? Come è possibile rimuovere l odio che si è sedimentato nel corso degli anni? Come è possibile, in una frase, avvicinare i cuori delle persone? Dobbiamo arrivare a capire la dignità della persona umana alla luce del perdono di Dio, che ci ha insegnato a fare pace con i nemici. Ma come fare? Questa è la sfida odierna dell umanità, una grande sfida che ci fa capire l inadeguatezza della solidarietà intesa solamente in senso materiale e sviluppista. 12

14 Una civiltà che ha un fondamento cristiano è chiamata adesso a presentarsi attivamente nella società, avendo la coscienza che non è più sufficiente sfamare il mondo, ma è necessario riconciliare i popoli. Come arrivare umanamente ad un perdono? Tutti sogniamo un mondo diverso, un mondo di pace. Ma la pace non può fare a meno del perdono. Una solidarietà che riesce a superare steccati religiosi, ideologici e culturali, convertendo il cuore al perdono, può veramente avvicinarsi al prossimo, al suo cuore, alla sua cultura. La sfida non è oggi solamente quella di un cuore buono che porta il pane e le medicine, la sfida non è solamente quella di arricchire materialmente, ma di avvicinare i popoli. Non è quindi sufficiente dividere le ricchezze, ma bisogna cambiare il modo di vivere. I vescovi del Brasile, quando si sono radunati per ricordare i 50 anni della fondazione della loro Conferenza Episcopale, hanno deciso di cambiare se stessi, di creare un movimento nazionale per sradicare la miseria e la fame. Oggi il nuovo Presidente brasiliano Lula, ha scelto come priorità nazionale proprio quella dello sradicamento della povertà, ma per far questo è necessario andare alle radici del problema, ovvero all ineguale distribuzione della ricchezza, all ingiustizia sociale. Oggi il Brasile è caratterizzato da una grande ingiustizia nella società, da molti poveri che vivono nelle favelas e pochi ricchi che possiedono larghe parti del territorio brasiliano. Non è possibile sradicare la povertà attraverso operazioni chirurgiche mirate, perché se non estirpiamo il virus che ha generato il male, non riusciremo mai a sconfiggere l ingiustizia. Il virus è rappresentato dall idea che per essere felici sia necessario essere ricchi ed accumulare ricchezze. La solidarietà senza cuore, non può correre il rischio di far sì che i poveri di oggi divengano i ricchi escludenti di domani, ma per raggiungere questo scopo è necessario, come ho già ricordato prima, solidarizzare con il cuore del prossimo, comunicando con lui, facendo capire che la vita non è bella solamente se si è molto ricchi. Nella globalizzazione è necessario indagare in profondità nel sistema della convivenza umana, il problema è sapere qual è l ideale di vita umana, quale società vogliamo. Se noi non cambiamo la nostra mente, possiamo sbagliare l azione solidale, perché le nostre azioni riflettono la nostra mentalità ed il nostro modo di pensare. Dobbiamo creare una società che sappia vivere in maniera semplice, ma attenzione, non vorrei che pensaste che semplice significhi povera e miserabile, perché non è così. Vita semplice significa vivere senza l assillo dell accumulazione continua, senza il pensiero fisso della ricchezza; non è facile per noi, figli degli imperi coloniali, questa sorta di conversione interna. Dobbiamo creare gesti di solidarietà che abbiano dentro di loro valori che non riproducano una società sbagliata, fotocopia della nostra. Mi ricordo ancora il G8 di Genova, quando il Presidente della Repubblica Italiana Ciampi, promosse e sottopose agli altri capi di Stato un documento molto interessante che conteneva cinque priorità da seguire: 1. Guardare all Africa come priorità di solidarietà umana, essendo questa un area che ha sofferto e soffre molto. 2. Saper convivere e valorizzare un mondo come quello attuale, caratterizzato da una grande mobilità umana. 3. Combattere la segregazione razziale e religiosa. 4. Offrire alla gioventù un ideale nuovo di vita. 5. Creare un fondo destinato all aiuto delle nazioni povere. Ho ringraziato personalmente il Presidente Ciampi per aver avuto il coraggio di presentare questa lista di richieste volte alla costruzione di un mondo nuovo. Purtroppo il G8 non ha le ha accolte, essendo per definizione un consesso escludente. Tornando a parlare del Brasile, il Presidente Lula ha varato un programma, come già ricordato, con il fine di sradicare la fame e la povertà. Ma il Brasile necessita anche di alfabetizzazione, ha bisogno di avere opportunità di ingresso nel mercato di lavoro, necessita della tutela del diritto alla salute ed all alimentazione. Nel nostro paese è difficile anche riuscire a preparare il cibo, basti pensare che un allacciamento alla rete nazionale del gas costa 1/4 del salario minimo! E quindi necessario progettare politiche pubbliche che abbiano come priorità la persona umana. Penso che la Toscana e Lucca rappresentino luoghi che hanno da sempre fatto della solidarietà un punto irrinunciabile delle loro politiche; dobbiamo quindi dire grazie al Forum per aver dato l opportunità di esprimerci e per aver dato una speranza di cambiamento. Il libretto che mi è stato dato contiene la presentazione delle associazioni lucchesi e dei progetti di solidarietà concreti che esse portano avanti, ecco 13

15 già un mondo possibile che è attivo nel presente. In Brasile, a Rio Branco come in Amazzonia, sono presenti moltissimi missionari laici e religiosi italiani, persone che portano una testimonianza concreta di solidarietà e di amore per l umanità. Oggi abbiamo le forze per costruire una società differente, questo pensiero ci fornisce l energia per lavorare nel quotidiano, avendo sempre presente una possibilità di cambiamento. Termino il mio intervento, ringraziando nuovamente Lucca, per la sua presenza in vari territori del Brasile; nella mia Diocesi, il lucchese Alfredo Bandoni porta avanti un progetto denominato Vita Nuova, aiutando le ragazze del luogo a non finire nella rete della prostituzione. E stata creata anche un associazione, l Associazione Teresiana Missionaria, che è riuscita a mettere le radici sul territorio. Abbiamo avuto anche l aiuto dell ambasciatore italiano, Vincenzo Petroni e la visita personale di vari gruppi di amici lucchesi. Il Presidente Tagliasacchi, il Sindaco di Lucca Fazzi ed il Presidente della Regione Toscana Martini si sono interessati a vari progetti, ma soprattutto ci hanno fatto sentire la loro vicinanza umana. Dobbiamo recuperare, non solo il rispetto, ma anche l amore per l altro, è necessario veramente globalizzare la solidarietà che anche attraverso questo Forum può arrivare a più persone, può far sì che le persone si aprano al Mondo, può creare vincoli stretti tra mondi diversi ma uniti. Per costruire una nuova società è necessario avere la forza di non semplificare la realtà, di capire la complessità della situazione attuale; bisogna educarsi ed educare alla condivisione, al superamento dell individualismo, riscoprendo la gioia della gratuità. L ultimo punto è molto importante, in quanto la nostra società oggi tende a chiudersi in se stessa in maniera egoistica. E inoltre necessario educarsi al perdono, perché senza il perdono è impossibile evitare il crollo dell umanità: chi studia la geopolitica inizia a parlare di una possibile terza guerra mondiale, una cosa terribile che condurrebbe alla fine dell umanità. Concludo parafrasando il titolo di questo Forum: il Mondo è formato da molti mondi diversi, mondi che tra loro devono comunicare. Il Mondo è stato creato perché la persona umana venisse amata e rispettata, questa è la missione che ci sta davanti. 14

16 Seconda giornata: 25 aprile PRESENTAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI PROMOTRICI DEL FORUM E DEI LORO PARTNER STRANIERI ALERR S.r.l. Agenzia Lucchese Energia Recupero Risorse Lo scopo della nostra agenzia è quello di sviluppare e diffondere le forme di energia rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico). Nel settembre 2002 ALERR ha compiuto una missione di lavoro in Marocco, incontrando diverse università, centri di ricerca e ONG operanti nel settore delle energie rinnovabili. Ci siamo preoccupati di quale potesse essere il ruolo di ALERR in una realtà come quella marocchina, dove molti paesi e villaggi sono sprovvisti di energia e di acqua potabile. Da questa riflessione è nato il progetto di utilizzare pannelli fotovoltaici per azionare pompe che pescano e depurano l acqua, distribuendola poi ai villaggi. Un primo progetto, cofinanziato dalla Provincia di Lucca e dalla Regione Toscana, partirà dal maggio 2004 e permetterà di portare l acqua ad un villaggio rurale situato a 40 km da Marrakech. Qui al Forum sono presenti il Direttore e la segretaria di Direzione dell Associazione Tichka, una ONG che opera nelle Province di Ouarzazate e Zagora. Questa ONG già da molti anni opera nel settore sanitario e si occupa dei grossi problemi di analfabetizzazione che affliggono la stragrande maggioranza delle popolazioni rurali. Bisogna pensare che la mancanza dell acqua potabile non solo provoca malattie gastrointestinali che colpiscono soprattutto bambini nei primi anni di vita (46 bambini su 1000 muoiono prima di arrivare ai 5 anni), ma ha anche implicazioni culturali e sociale, perché i bambini sono incaricati di prendere l acqua per le famiglie; non è possibile quindi per loro andare a scuola. Mohamed Aandam (Marocco) partner di ALERR Faccio parte dell Associazione Tichka di Ouarzazate, provincia a sud del Marocco. La nostra associazione lavora nel campo degli aiuti umanitari: la sua principale attività è quella di collaborare per il miglioramento delle condizioni di vita della popolazione. Concretamente abbiamo attivato molti progetti per rendere possibile l accesso all acqua potabile, oggi negata a larghi strati della popolazione. Stiamo intervenendo anche nel campo dell istruzione e dell energia elettrica. Amici del Perù La nostra associazione è nata da circa 10 anni per aiutare Maurizio Caneva, missionario laico in Perù. Sono due i progetti avviati in questo paese: la creazione di due mense che forniscono quotidianamente cibo a 400 bambini, un intervento quindi, di carattere assistenziale. Da circa un anno è inoltre nato un progetto agro-alimentare che ha il fine di rilanciare l agricoltura della zona in cui operiamo. L associazione inoltre è attiva anche in Italia, attraverso la promozione di iniziative volte a far conoscere e sensibilizzare la popolazione locale sui problemi di questo paese sudamericano. Gli Amici del Perù hanno invitato al Forum Roberto Romero Arce, giornalista e membro del Consiglio Regionale della Regione del Cuzco (Perù). Roberto inoltre collabora con la Commissione per la Difesa dei Diritti Umani. Roberto Romero Arce (Perù) partner dell Associazione Amici del Perù La mia esperienza è quella di un giornalista che si è battuto e si batte per la difesa dei diritti umani. Mi sono occupato di casi molto importanti come quello della sparizione di un professore e di nove studenti, assassinati, torturati e poi bruciati da un gruppo paramilitare, crimine per il quale è accusato l ex Presidente del Perù, Fujimori, che oggi risiede in Giappone, sotto falso nome. In questi dieci anni abbiamo conosciuto direttamente il lavoro dell associazione Amici del Perù, con la quale abbiamo svolto molte ricerche sul territorio, occupandoci di portare aiuto ai bambini, alle donne, alla popolazione che vive in condizioni di 15

17 estrema povertà in luoghi che si trovano tra i 3500 e i 4000 metri sul livello del mare. Spero che non mancheranno momenti per discutere più a lungo, ma mi sembra già importante il fatto di poter essere presente al Forum della Solidarietà lucchese nel Mondo. Eloisio Queiroz Pena (Brasile) partner dell Associazione Teresiana Missionaria (A.Te.Mis) Mi chiamo Eloisio Queiroz Pena, sono brasiliano. Insieme ad Alfredo Bandoni faccio parte dell Associazione Missionaria Teresiana A.Te.Mis. - Brasile, che è partner di A.Te.Mis - Lucca, svolgiamo il nostro lavoro nella regione di Mariana, Stato di Minas Gerais. E una regione ricca di miniere, di attività minerarie, con molta popolazione e anche tanta povertà. Ci sono molte carenze: carenze affettive, carenza di risorse materiali, nonostante la ricchezza mineraria della regione. A.Te.Mis ha operato soprattutto in Mariana, ma, attraverso la cooperazione di persone della comunità di Lucca, abbiamo potuto assistere sei centri che fanno parte della Arcidiocesi di Mariana, una Arcidiocesi piuttosto grande che comprende 129 Comunità, tutte nelle stesse condizioni di povertà e di bisogno. Abbiamo promosso adozioni a distanza Lucca - Mariana per aiutare questi bambini e le loro famiglie, famiglie numerose che vivono in situazione difficili, poiché ci sono bambini e soprattutto bambine e adolescenti a rischio di essere avviate alla prostituzione o di essere vittime di violenze sessuali. Per affrontare questa difficile situazione abbiamo apprestato il progetto Vita Nuova che intende prendersi cura delle adolescenti che vivono questa situazione. Associazione Berretti Bianchi L associazione Berretti Bianchi è una piccola e giovane realtà nata nel L associazione ha lo scopo di lottare, per quanto possibile, contro il crimine della guerra. I Berretti Bianchi non finanziano progetti né inviano aiuti umanitari, ma sono attivi nel campo dell interposizione popolare e nonviolenta tra le parti in conflitto. L associazione è nata grazie alle esperienze che diverse persone avevano fatto in diverse parti del mondo, come in Kossovo, in Bosnia, in Iraq ed in varie parti dell Africa. Successivamente è nata la necessità di condividere queste esperienze. Ecco come è nata la nostra associazione. Dall estate del 2002 i Berretti Bianchi stanno lavorando in maniera particolare in Palestina, nei territori occupati, cercando di fare interposizione popolare tra i civili palestinesi e l esercito israeliano. E molto difficile che persone che vivono nei territori occupati possano espatriare, abbiamo quindi invitato Hidaia Husseini, responsabile di un orfanotrofio di Gerusalemme Est. L azione dell interposizione popolare e nonviolenta trae origine dalla filosofia della diplomazia popolare, dalla volontà che le persone prendano in mano i destini della propria esistenza, anche sporcandosi le mani. Concludo il mio intervento ricordando Rachel Corry, una ragazza statunitense che è stata uccisa il 16 marzo scorso dall esercito israeliano nei territori occupati, mentre faceva interposizione popolare e nonviolenta. Hidaia Husseini (Palestina) partner dell Associazione Berretti Bianchi Vorrei iniziare parlandovi della mia scuola che si chiama Dartifell el arabi, che vuol dire una casa per i bambini. Questo luogo è nato dopo la guerra nel 1948 con l arrivo di 55 bambini, che erano stati abbandonati a se stessi dopo il massacro di Dersim, bambini che erano stati trovati per la strada e di cui il più piccolo aveva un anno, il più grande circa dieci. Presi con me questi bambini e li portai a casa mia. Poco dopo cominciai a pensare di mettere su una scuola per quei bambini: in quella stessa scuola molti di loro sono cresciuti. Ora abbiamo 1200 studenti, di cui la maggior parte sono orfani: 300 dormono lì e diamo loro cibo ed istruzione. Siamo soddisfatti nel constatare che molti dei nostri bambini ora sono in tutto il mondo e hanno ricevuto una buona istruzione. Abbiamo rapporti di amicizia con molti paesi europei ed uno di questi è l Italia, che ci affianca in molti progetti, come quello dei camping per la pace : i nostri bambini sono stati spesso in Italia, a Bologna e Firenze, e spero che si continui questa collaborazione che apprezziamo così tanto. 16

18 Centro Sviluppo Umano Il Centro Sviluppo Umano è una piccola associazione di Viareggio che da circa 11 anni sostiene progetti di cooperazione con vari paesi del Terzo Mondo (Benin, Costa d Avorio, Burkina Faso). Da cinque anni l associazione si è concentrata soprattutto sul Burkina Faso, e particolarmente sulla provincia di Namentenga, la più povera di questo paese. Sono stati portati avanti progetti di alfabetizzazione, di sviluppo agricolo, commerciale e artigianale (con un fondo di rotazione crediti), è stata realizzata una stazione solare di pompaggio. Il Comune di Viareggio, la Regione Toscana e la Conferenza Episcopale Italiana hanno cofinanziato diversi dei nostri progetti. I nostri partner sono Abbè Johanny Koanda, parroco di Tougouri, la parte più povera della Provincia di Namentenga e il Prof. Stanislas Ouedraogo, coordinatore del progetto che ha portato alla realizzazione della stazione solare di pompaggio. Purtroppo è stato negato il visto ad un altro partner che non è riuscito ad arrivare a Lucca. Abbè Johanny Koanda (Burkina Faso) partner del Centro Sviluppo Umano Ringraziamo i promotori del 1 Forum della Solidarietà lucchese nel Mondo per averci permesso di intervenire. Sono il curato di Tougouri, che fa parte della Provincia di Namentenga, una delle più arretrate del Burkina Faso. La nostra azione si situa nell area di intervento dell OCADES (Organizzazione Cattolica per lo Sviluppo Solidarietà). La Chiesa della Burkina Faso e della Nigeria sta organizzando, attraverso l OCADES, azioni di sviluppo e di solidarietà. Per quanto riguarda la nostra Provincia, l attività dell OCADES si concentra soprattutto sul versante dell alfabetizzazione e della scolarizzazione (la percentuale di analfabeti è molto alta). La nostra azione quindi ha come priorità quella dell educazione dei giovani e dei bambini. Ad ora circa 2500 persone hanno seguito i corsi di alfabetizzazione. Sono dell idea che lo sviluppo di un popolo non può prescindere dall alfabetizzazione. Per questo motivo l azione descritta è particolarmente determinante per il futuro del Burkina Faso. Comitati di solidarietà con il Popolo Saharawi Kalama - Lucca, Khaima - Valle del Serchio, Frig - Versilia Il Popolo Saharawi vive sul territorio del Sahara Occidentale e del deserto algerino in seguito all invasione del territorio da parte del Marocco e della Mauritania, avvenuta nel Dopo un primo periodo di resistenza per liberare il territorio (fino al 1991), è intervenuta l ONU che ha imposto il cessate il fuoco ed ha indetto un referendum per l autodeterminazione del Popolo Saharawi. Ad oggi questo referendum, a causa dell opposizione del Marocco, non c è ancora stato, nonostante varie Risoluzioni delle Nazioni Unite. I tre comitati della Provincia di Lucca si occupano prevalentemente di aiuti umanitari (alimentari, medicinali, ecc.), della promozione di gemellaggi tra enti locali e tendopoli Saharawi e dell organizzazione di viaggi nelle tendopoli algerine dei Saharawi. Voglio sottolineare che dal 1975 ad oggi, circa 500 Saharawi sono scomparsi nelle prigioni marocchine. Uno dei progetti sui quali siamo impegnati in questo momento è quello della scuola 12 ottobre che il nostro partner ora ci illustrerà. Khandoud Hamdi (Saharawi) partner dei Comitati di solidarietà al Popolo Saharawi Lucca, Valle del Serchio, Versilia Ringrazio la Toscana che da 20 anni è fortemente impegnata per la solidarietà con il Popolo Saharawi. I tre comitati della Provincia, insieme alla Regione Toscana, hanno adottato una scuola dove studiano circa 3000 ragazzi. Questa scuola fu creata nel 1978, ma è potuta vivere grazie a questi aiuti. Il progetto è nato nel 2001, ed è costato euro; la prima fase terminerà nel dicembre 2003, successivamente si passerà alla seconda fase che riguarderà soprattutto la formazione del corpo docente. 17

19 E inoltre molto importante lo scambio culturale che la Provincia di Lucca sostiene con il nostro popolo. Tutte le estati infatti molti bambini saharawi vengono a Lucca ed in tutta la Toscana. Equinozio - Associazione Nuova Solidarietà Equinozio è un associazione che si occupa di commercio equo e solidale e di economia alternativa. Il Progetto Mariposa, di cui Carmen Morales Ponce, la nostra partner peruviana, è una delle responsabili, si occupa di importazione di artigianato prodotto da ragazzi e ragazze detenuti in vari carceri peruviani con l accusa di appartenere al MRTA (Movimiento Revolucionario Tupac Amaru). Molto spesso queste persone sono incarcerate senza processi o con accuse costruite ad arte. Carmen è la sorella di uno dei detenuti e fa parte di un associazione di familiari che li appoggia da un punto di vista legale ed umanitario. Carmen Morales Ponce (Perù) partner di Equinozio - Associazione Nuova Solidarietà Sono la sorella di un prigioniero politico, Fernando Morales, che si trova attualmente in un carcere del Perù. I prigionieri politici nel nostro paese sono per la maggior parte giovani e non sono altro che il risultato dei venti anni di violenza ed ingiustizia che si sono avuti in Perù. Poiché i governi ingiusti ci hanno dato solo fame e miseria, alcuni gruppi si sono armati e sollevati. Tra i gruppi armati ribelli ricordiamo Sendero Luminoso e il movimento rivoluzionario Tupac Amaru. Sendero Luminoso riuscì a riunire molte comunità di contadini, ma non ottenne altro che una dura e cruenta repressione: scomparvero molte persone e la Commissione della Verità e della Riconciliazione (un organismo nato per accertare le violazioni dei diritti umani avvenute in Perù nel ventennio fujimorista) è giunto ad affermare che ben 7613 scomparvero in tutto il paese. Questa realtà così triste sta portando sofferenza a molte famiglie, perché sono stati incarcerati tanti innocenti. Tutti coloro che sono in carcere sono condannati a pene molto severe. In Perù esistono molte prigioni di massima sicurezza: su 84 prigioni, 12 sono di massima sicurezza, nel senso che le celle sono camere di due metri per due e le condizioni di vita dei prigionieri, che hanno un alimentazione carente, sono inumane, visto che si spende meno di un dollaro a persona per il loro sostentamento giornaliero. Questa vita è terribile non solo per i prigionieri, ma anche per i familiari. Quello che cerchiamo con il progetto Mariposa è un appoggio solidale dell Italia per poter alleviare la situazione terribile dei prigionieri politici peruviani attraverso un maggior valore dato al lavoro nelle prigioni, lavoro molto importante perché oltre ad aiutare a sopportare psicologicamente la situazione terribile in cui queste persone si trovano, li aiuta a sentirsi ancora vivi. Diocesi di Lucca - Ufficio Missionario Diocesano L Ufficio Missionario Diocesano si occupa dell animazione missionaria e di vari progetti di cooperazione in diversi paesi del sud del mondo. Oggi ci sono molti missionari lucchesi, circa cento, che operano in varie parti del mondo. I paesi dove si concentrano il maggior numero di progetti di cooperazione sono il Perù, il Rwanda ed il Brasile. In Perù, come già ricordato dagli Amici del Perù, opera Francesco Caneva, in Rwanda operano un prete e tre volontari lucchesi, in Brasile operano alcune persone, quattro preti ed un volontario. Il nostro partner, Don Dion Mbonimpa, opera nella Parrocchia di Nyarurema (Rwanda), fondata dalla Diocesi di Lucca nel 1986, la seconda partner, Francisca Marinehiro, lavora a Rio Branco e rappresenta una sintesi del lavoro dei lucchesi in questa zona del Brasile. Don Dion Mbonimpa (Rwanda) partner della Diocesi di Lucca - Ufficio Missionario Diocesano Come ben saprete il Rwanda è uscito da non molti anni da una guerra cruenta. La cooperazione sta cercando di aiutare la popolazione rwandese a ricostruire i lacerati rapporti sociali ed a promuovere, insieme alle comunità locali, progetti di sviluppo. Le principali attività riguardano la promozione dell agricoltura, del piccolo commercio e dell artigianato. I progetti sono accompagnati da una solidarietà concreta che, grazie 18

20 alla Diocesi di Lucca, sta aumentando di anno in anno. I progetti di cooperazione cercano di debellare l analfabetizzazione, la povertà, l ingiustizia, le malattie. E stata costruita una scuola che fornisce una preparazione tecnica, molto importante per i nostri giovani. Speriamo che tale collaborazione possa continuare, perché il nostro popolo ha bisogno della vostra solidarietà. Francisca Marinehiro (Brasile) partner della Diocesi di Lucca - Ufficio Missionario Diocesano Salve, sono Francisca Marinehiro. Vengo dall Acre, una regione del Brasile. Sto vivendo tre momenti molto importanti della mia vita, momenti che ho aspettato per trent anni: per prima cosa, poiché anch io convivo con quelle realtà, con quei problemi di cui avete parlato in questa sede e che riguardano vari paesi, sento l importanza di partecipare a questo momento di solidarietà internazionale. Attualmente ci arriva un sostegno molto forte anche localmente dal governo dello Stato (ora governa il Partito dei Lavoratori - PT) e dal governo del Brasile. In secondo luogo sono felice, poiché ho l opportunità di denunciare le ingiustizie che stiamo vivendo nel Consiglio Comunale di Rio Branco, di cui faccio parte come consigliera. In terzo luogo spero di poter festeggiare e celebrare tutto ciò nella mia Chiesa, nelle comunità in cui celebro, convivo e condivido questi problemi. Per questo vi ho parlato di tre momenti importanti della mia vita: denunciare, condividere e cooperare con la solidarietà internazionale e celebrare nella mia Chiesa la mia fede insieme a tutta la comunità. Vi ringrazio per il vostro sostegno. Gemellaggi di Solidarietà con i Paesi del Terzo Mondo Molti volontari operano in Africa ed America Latina, il nostro ruolo è quello di mettere in contatto le zone dove operano questi volontari con gruppi e famiglie della lucchesia, al fine di promuovere adozioni a distanza ed opere di sviluppo. Con i gruppi e le famiglie si instaura quindi una corrispondenza diretta. Attualmente i gemellaggi attivi sono circa Il nostro partner è Padre Vittorio Antutu, missionario francescano che ha dedicato tutta la sua esistenza ad uno dei popoli più poveri dell Eritrea; il nostro progetto in questa zona ha lo scopo di fornire aiuti a 250 bambini, permettendo loro di studiare. Padre Vittorio Antutu (Eritrea) partner di Gemellaggi di Solidarietà con i Paesi del Terzo Mondo Il gemellaggio con l Eritrea è iniziato nel 1993, dopo l indipendenza dall Etiopia ottenuta nel In quel periodo nacquero i primi progetti di sviluppo. Mani Tese aveva iniziato la costruzione di un acquedotto, e ci venne comunicato che era possibile iniziare anche un rapporto di scambio con alcune realtà lucchesi. Conobbi quindi i Gemellaggi di Solidarietà che aiutarono molto le popolazioni locali, che provenivano da un periodo di guerra devastante. La situazione era difficile, molte famiglie erano funestate da lutti e da miseria, e gli scambi di solidarietà ebbero effetti positivi, sia morali che materiali. Purtroppo nel 2000 l Etiopia invase l Eritrea, occupando la nostra zona per circa 25 giorni. Tutte le opere costruite grazie alla solidarietà internazionale vennero distrutte e l opera di solidarietà dovette fare un grande sforzo per la ricostruzione. Gruppo Missionario Parrocchia dell Arancio Il nostro gruppo da diversi anni appoggia i progetti di Fratel Francesco D Aiuto, un missionario comboniano che opera a Vitoria, città situata nel sud-est brasiliano. Nel 1987 a Sierra, vicino a Vitoria, è nato il Centro di difesa dei Diritti Umani, che svolge un ruolo essenziale nella difesa dei diritti della persona umana, dal 2000 invece sono nate una serie di cooperative allo scopo di creare una nuova coscienza nel 19

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