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1 ANNO 80 N. 224 OTTOBRE 2009 Fondazione PIME Onlus Donazioni Progetti & Rendicontazione Direzione Generale P.I.M.E. via F. D. Guerrazzi, Roma

2 INDICE 1. INTRODUZIONE pag LA FONDAZIONE PIME ONLUS » Premessa 2.2 Perché il passaggio da PIMEdit Onlus a Fondazione PIME Onlus? » Gli scopi della Fondazione PIME Onlus » I passi compiuti e da compiere » Garanzia dei passaggi » Una precisazione: il benefattore è il principale attore della distribuzione dei soldi raccolti » Priorità da non sottovalutare » 9 3. DONAZIONI E PROGETTI 3.1 Situazione attuale » Come la Fondazione PIME Onlus gestisce le diverse tipologie di contributo dei benefattori alle missioni: » 11 - A. Adesione a un progetto proposto dalla Fondazione PIME Onlus e ruolo della Commissione Progetti » 11 - B. Adesione al progetto di sostegno a distanza SAD (adozioni) » 12 - C. Campagna 5 per mille » 13 - D. Contributo versato direttamente al missionario del Pime » 14 - E. Testamenti » 14 - F. Offerte di S. Messe » Le trattenute sulla raccolta fondi della Fondazione » La ricevuta della detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali » La gestione della privacy o riservatezza » LA PRIORITÀ DELLA TRASPARENZA 4.1 IL CONTRIBUTO DI UN ESPERTO: dott. Mauro Turri La legislazione italiana e il decalogo della trasparenza » 16 - A. Le leggi italiane: » 17-1 Il codice civile - 2 Le leggi speciali - 3 Le norme fiscali - B. Gli aiuti umanitari » 19 - C. Il decalogo della trasparenza » 20 1

3 4.2 IL CONTRIBUTO DI UN OPERATORE: dott. Luciano Gualzetti Una riflessione sull uso dei beni nella Chiesa: l esperienza della Caritas - A. Amministrazione dei beni nella Chiesa pag B. Trasparenza amministrativa e gestione etica dei fondi raccolti » 22 - C. Gestione di fondi nella Caritas Ambrosiana » IL CONTRIBUTO DELLA FONDAZIONE PIME ONLUS - A. Il programma web Segui il tuo Euro : dal versamento del benefattore al bonifico in missione » 25 - B. Il riconoscimento dell Istituto Italiano delle Donazioni IID » LA NUOVA SFIDA: LA RENDICONTAZIONE 5.1 Premessa » La situazione attuale » Alcune raccomandazioni per una giusta rendicontazione.....» Passi futuri » LA LEGISLAZIONE ITALIANA: dott. Mauro Turri 6.1 I missionari del PIME che fondano la loro Onlus personale...» 30 - A. Nozione di Onlus » 30 - B. Da chi andare per costituire una ONLUS » 31 - C. Lo statuto della Onlus » 31 - D. Le clausole obbligatorie » I missionari del PIME che usano conti correnti personali » CONCLUSIONE ALLEGATI A. DOCUMENTI & REGOLAMENTI - 1 Statuto della Fondazione PIME Onlus (cap 2.3) » 34-2 Regolamento Progetti PIME (cap 3.2.A) » 42-3 Norme PIME per Sostegno a Distanza SAD (Adozione) (cap 3.2.B)..» x Lettera a tutti i membri del PIME (cap 3.2.C) » 54-5 Testamento a favore del PIME (cap 3.2.E) » 56-6 Offerte per S. Messe (cap 3.2.F) » 57-7 Versamenti raccomandati per la detrazione fiscale (cap 3.4) » 58-8 Carta della donazione IID (Istituto Italiano Donazioni) (cap 4.3.B)...» 59 MODULI - È possibile scaricare i moduli qui indicati dalla sezione Moduli - Fondazione PIME Onlus dell intranet PIME. - 1.A - Presentazione di un progetto da parte di una persona o realtà PIME (cap 3.2.A) 2

4 - 1.B - Presentazione di un progetto da parte di una persona o realtà non del PIME (cap 3.2.A) - 1.C - Presentazione di un progetto da parte di una persona o realtà PIME finanziato con il 5x1000 (cap 3.2.C) - 1.D - Presentazione di un progetto SAD da parte di una persona o realtà PIME (cap 3.2.B) - 1.E - Presentazione di un progetto SAD da parte di una persona o realtà non del PIME (cap 3.2.B) - 1.F Presentazione di un progetto ALP. - 2.A - Rendicontazione per progetti fino a Euro (cap 5.3.A) - 2.B - Rendicontazione per progetti da a Euro (cap 5.3.A) - 2.C - Guida e Rendicontazione per i progetti finanziati con il 5x1000 (cap 5.3.C) - 2.D - Rendicontazione per progetti SAD (Adozioni) (cap 5.3.B) - 3 Clausola di riservatezza (cap 3.5) 3

5 1. INTRODUZIONE Riorganizzare per servire meglio. L iniziativa di riorganizzare le attività del PIME in Italia (e nel mondo) nasce dalla necessità di rispondere a problematiche di carattere diverso che interessano l Istituto: - minor radicamento sul territorio - internazionalizzazione dell Istituto - riduzione del numero dei membri - invecchiamento e problemi di salute dei membri - diminuzione delle risorse economiche. In questi ultimi tempi si riscontra una certa evoluzione della tipologia di sostegni economici offerti ai missionari e alle missioni. In particolare si rileva: - una diminuzione delle offerte generiche; - un aumento delle offerte per i singoli progetti e per i progetti di sostegno a distanza (adozioni). Tutte queste nuove forme di sostegno ai missionari e alle missioni richiedono sempre più precisi e pressanti adeguamenti alle norme contabili e fiscali e alle legislazioni vigenti. Tali adeguamenti si rendono inoltre indispensabili anche in considerazione della nascita di una serie di soggetti laici che nella società italiana, per diversi motivi, sono diventati concorrenziali, ci si consenta il termine, con le nostre attività. La riorganizzazione delle attività di raccolta fondi nel PIME in Italia (e l interscambio delle informazioni tra i vari centri di raccolta del PIME nel mondo) risponde a una antica sfida all interno dell Istituto che, con l aumento progressivo dei membri provenienti da Paesi del Sud del mondo, esige una adeguata perequazione. Inoltre, c è anche la richiesta di una trasparenza economica ed etica, che presuppone un atteggiamento positivo di onestà e rigorosità nella gestione dei soldi a noi affidati dai benefattori. Non dimentichiamo che la Chiesa (Istituti missionari e altri ) gode ancora di una buona reputazione nel gestire per fini altruistici le donazioni ricevute. Questo capitale di fiducia rischia di erodersi se non siamo capaci di presentare una chiara e trasparente rendicontazione. L altro elemento importante in questa riorganizzazione delle attività nel PIME è emerso durante l incontro di orientamento della XIII Assemblea Generale (Ariccia, 2007). Riguarda l elaborazione dei progetti che devono essere «condivisi e discussi con i confratelli, confrontati con la Chiesa locale e garantite la continuità e la sostenibilità» (Atti, pp. 9-10). Infine non dimentichiamo che la mancanza di membri ci porterà inevitabilmente ad affidarci al lavoro di laici competenti, anche in ruoli chiave e di responsabilità. 4

6 L uso e l amministrazione dei beni economici dovranno sempre seguire criteri evangelici e di corresponsabilità, in modo che tutti quanti (benefattori, amministratori e beneficiati ) ne siano soddisfatti e grati. L inizio di qualsiasi processo dinamico è condizionato dai limiti di spazio e di tempo. Si nasce in un paese e in un tempo concreti per diventare poi missionari per tutto il mondo. Così il testo che viene proposto per presentare la Fondazione non ha la pretesa di essere onnicomprensivo di tutte le realtà del PIME. È un percorso già iniziato che, a mano a mano, si arricchisce con il contributo di tutti. Ringrazio a nome di tutti i missionari del PIME i membri della Commissione Progetti per l elaborazione del testo che sottoponiamo alla attenzione di ciascun confratello. Buona lettura e riflessione. P. Antônio Carlos Nunes Consigliere Generale PIME 5

7 2. LA FONDAZIONE PIME ONLUS 2.1 Premessa L attività di raccolta fondi in Italia è stata da sempre demandata alla due circoscrizioni PIME (ex ITS e ITM) con le rispettive procure, uffici (UAM e MAM) e case PIME. La regione Italia Settentrionale scelse di lavorare anche con un soggetto di tipo associativo (la PIMEdit Onlus) che prima era nato esclusivamente per l editoria (da qui nasce il nome PIMEdit). Alla fine degli anni 90 in questo soggetto sono state fatte confluire le adozioni e i progetti (assorbimento dell UAM). Dagli anni 2000, grazie alla possibilità offerta dalla PIMEdit agli offerenti di detrarre o dedurre dalle tasse le erogazioni, sono stati fatti confluire anche gli altri tipi di raccolta (personali, da assegnare, iniziative particolari, calamità, ecc). Dal 2000 a oggi le cifre transitate dalla PIMEdit Onlus ai missionari del PIME sono superiori a 50 milioni di euro (pari a più o meno a 100 miliardi delle vecchie lire). Il riconoscimento del lavoro fatto attraverso la PIMEdit non arriva solo dalla quantificazione delle risorse inviate in missione, ma anche dalle certificazioni ottenute sulla trasparenza amministrativa/contabile sintetizzate da quanto scritto sul Sole 24 Ore (il giornale economico italiano) che ha definito la PIMEdit Onlus «la Champions League della trasparenza». Il tutto però ruotava attorno alla raccolta di fondi e alle diverse attività di sensibilizzazione e comunicazione promosse dal Centro Missionario PIME di Milano. 2.2 Perché il passaggio da PIMEdit Onlus a Fondazione PIME Onlus? Diverse sono le ragioni che hanno motivato il passaggio alla Fondazione PIME Onlus. Ragioni di natura legislativa Per venire incontro alle diverse istanze che le leggi ci impongono e in parti - colare: - la natura della PIMEdit (associazione) fa sì che la proprietà, davanti alla legge, sia dei soci iscritti (attualmente i padri presenti al Centro Missionario). Il passaggio alla veste giuridica di Fondazione consentirà al PIME (attraverso il suo rappresentante legale e sentito il Superiore Generale) di incidere direttamente nelle scelte delle nomine, nel controllo contabile e nella destinazione delle somme; - vi sono anche elementi tipici delle Onlus associative che nel futuro avrebbero potuto generare problemi, come per esempio la democraticità, ovvero la possibilità aperta a tutti (senza distinzione) di poter essere socio e quindi di incidere nella politica dell associazione; - nelle strutture di tipo associativo (PIMEdit) i soci e gli amministratori rispondono solidalmente e illimitatamente con il proprio capitale personale mentre nella Fondazione (essendoci un capitale versato) si utilizza il patrimonio; - la normativa ONLUS richiede il rispetto di determinati parametri. Le diverse e molteplici attività svolte oggi dall Associazione PIMEdit Onlus (editoria, informazione, organizzazione incontri e convegni, animazione, raccolta fondi, 6

8 attività museali, biblioteca, etc.) potranno comportare il superamento dei parametri legislativi pregiudicando la qualifica ONLUS dell ente stesso. Ragioni di natura operativa interne al PIME La nascita della Regione Italia. Ragioni di natura gestionale La creazione di una Fondazione che opererà sull intero territorio nazionale consentirà inoltre di: - coordinare meglio tutte le attività di raccolta del PIME in Italia; - controllare e verificare le erogazioni delle offerte aiutando il PIME nella scelta dei progetti e degli interlocutori da sostenere; - evitare sperequazioni tra i diversi membri dell Istituto; - avere meno padri dedicati a questo servizio in Italia ma più qualificati nella professionalità; - ottimizzare le risorse evitando di avere duplicazioni di costi quali sistemi informativi, consulenti, fornitori, ecc.; - sviluppare competenze specifiche sia dei membri che dei laici che con noi lavorano. 2.3 Gli scopi della Fondazione PIME Onlus Così come indicato nello Statuto, la Fondazione persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale, operando nel settore della beneficenza, rivolgendosi a tutti i cittadini e operatori, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. In particolare la Fondazione si propone di sostenere le attività dei soggetti che operano nell ambito della cooperazione internazionale, delle missioni, delle adozioni a distanza, dei progetti di sviluppo dei Paesi in via di sviluppo, e in generale di quanti operano per migliorare la qualità della vita nei Paesi in via di sviluppo, con particolare attenzione ai Paesi in cui sono presenti i missionari del PIME o alle attività da questi avviate. La Fondazione, inoltre, intende prestare soccorso e supporto a quei Paesi che sono colpiti da eventi di calamità pubblica o da altri eventi straordinari, rivolgendo la propria attenzione alle sofferenze originate delle citate situazioni. La Fondazione a questo fine interagisce anche con enti pubblici e privati, istituzioni e organizzazioni italiane, europee ed extra europee. La Fondazione non può svolgere attività diverse da quelle indicate negli scopi di cui all art. 2 dello Statuto, ad eccezione di: - allestire, gestire e sovrintendere iniziative educative, musei e biblioteche che abbiano come scopo la diffusione e la conoscenza delle aree del sottosviluppo; la sensibilizzazione alle diverse culture e alle diverse religioni; la conoscenza del lavoro dei missionari e delle problematiche connesse; - promuovere scambi culturali anche internazionali; - organizzare mostre, convegni, rappresentazioni, concerti o eventi in genere, sempre nell ambito degli scopi della Fondazione. (Per ulteriori informazioni si veda l allegato A1 Statuto della Fondazione PIME Onlus ) 7

9 2.4 I passi compiuti e da compiere La riunificazione delle due regioni PIME in Italia Questa ristrutturazione va nella direzione anche di razionalizzare le attività del PIME in Italia inserendole in un progetto adeguato e completo. In particolare, partendo da quello che c è di buono, occorrerà sfruttare la riunificazione come opportunità per recuperare competenze dalle due ex regioni e razionalizzare così i costi. Tra le altre cose, occorrerà avere sempre un occhio di riguardo al costante miglioramento della trasparenza amministrativa e delle relative procedure contabili. Settori che attualmente fanno parte della Fondazione Oltre alla raccolta fondi nella Fondazione confluiranno anche le attività di educazione alla mondialità e di gestione del patrimonio librario e museale. Questo sia perché si tratta di attività funzionali alla sensibilizzazione sui problemi dell intercultura e dell animazione missionaria, sia perché risulti evidente che tali esperienze non sono singolo patrimonio di una casa, bensì dell intero Istituto. (Per ulteriori informazioni si veda l allegato A1 Statuto della Fondazione PIME Onlus ) È da tener presente che la diminuzione dei membri ci ha portato e ci porterà inevitabilmente ad affidarci al lavoro dei laici anche in ruoli chiave e di responsabilità. Il controllo del loro operato potrà avvenire sulla base di quanto previsto dalla legge e in questo senso un particolare non ininfluente sarà la veste giuridica idonea e i contratti di lavoro adeguati. Attualmente sono stati compiuti i passi per convogliare progressivamente l attività della raccolta fondi dalla PIMEdit Onlus verso la Fondazione PIME Onlus e per ben inquadrare il personale dei seguenti settori del Centro Missionario PIME di Milano: UAM, Biblioteca, Museo e Mondialità-Animazione. Un secondo passo proposto è quello di convogliare nella Fondazione le raccolte dei fondi provenienti dalle diverse case di animazione missionaria facenti parte della Regione Italia. Editoria PIME: dove collocarla? Dalla Fondazione saranno escluse le attività editoriali ad abbonamento per evitare un eventuale problema: infatti la pubblicazione di riviste vendute per abbonamento è considerata dal Fisco attività commerciale. Una Onlus può svolgere attività commerciale a condizione che rispetti alcuni parametri economici e che l attività commerciale sia accessoria alla attività principale. In questi anni la PIMEdit Onlus ha sempre rispettato i parametri normativi (nell eventualità di una contestazione avremmo giustamente affermato che le riviste pubblicate a pagamento, Mondo e Missione e Italia Missionaria, sono accessorie all attività di raccolta), tuttavia diversi consulenti ci hanno consigliato di escludere questo tipo di attività che potrebbe generare confusione ed essere fonte di contestazione da parte della Agenzia delle Entrate. Per questo si invita la Direzione Regionale Italia e la Direzione Generale a promuovere un comitato che studi una veste giuridica appropriata dei Media PIME che consentirà, oltre che una impostazione comune dell attività editoriale - 8

10 sia essa cartacea che on line -, anche una chiara e precisa situazione degli investimenti per questo settore e dei risultati raggiunti. 2.5 Garanzia dei passaggi Il passaggio da singola attività di una casa (in questo caso il Centro Missionario PIME di Milano) a struttura dell intero PIME è garantito da alcune particolari attenzioni. - Innanzitutto le figure di riferimento della Fondazione sono nominate dalla Direzione Generale e quindi il Presidente, il Segretario, il Consiglio di Amministrazione, nonché coloro che sono preposti al controllo dei conti, potranno anche non coincidere con missionari o laici del Centro Missionario PIME di Milano. - La struttura della Fondazione prevede, inoltre, per statuto, figure esterne competenti che hanno il compito di rispondere ai Superiori sulla bontà della gestione (Collegio dei revisori). - Sono poi previsti, all interno, momenti (come le riunioni del Comitato beneficenza, che stanzia eventuali cifre da assegnare) in cui è garantita la presenza diretta di un membro della Direzione Generale e della Direzione Regionale Italia. 2.6 Una precisazione: il benefattore è il principale attore della distribuzione dei soldi raccolti. Va però precisato che dei circa 8,5 milioni di euro distribuiti dalla PIMEdit Onlus nel 2008: - circa il 45% sono per adozioni a distanza e quindi già destinati all origine dal benefattore; - il 33% sono erogazioni personali per i missionari, quindi anch esse già destinate all origine dall offerente; - l 8% si riferisce alla raccolta per progetti e quindi anche in questo caso è l offerente che sceglie; - un ulteriore importo di circa il 5% - relativo al 5 per mille - è stato, per la maggior parte, assegnato a progetti suggeriti dalla Direzione Generale. Di fatto gli unici importi assegnati dalla PIMEdit nel 2008 sono pari a circa l 8% del totale; si tratta di elargizioni comunque decise di comune accordo con la Direzione Generale e la Direzione Regionale Italia, rappresentate all interno della Commissione Progetti. Come la PIMEdit Onlus in passato, tanto più in futuro la Fondazione PIME Onlus sarà una struttura di servizio alle missioni che ci auguriamo garantirà ai missionari il sostentamento di cui in questi anni hanno usufruito per continuare le loro opere. (Per ulteriori informazioni a riguardo della raccolta fondi è possibile consultare sul sito le relazioni complete della raccolta fondi del 2008, del 2007 e del 2006) 2.7 Priorità da non sottovalutare Per quanto possano a prima vista sembrare meno importanti, vi sono anche questioni di natura fiscale, legale e giuridica di cui non possiamo non tenere 9

11 conto. Innanzitutto l opportunità offerta ai benefattori di avvalersi delle agevolazioni fiscali previste dalla legge sulle somme erogate ai progetti dei missionari del PIME. È evidente che lo Stato dà questa possibilità solo a fronte di alcuni parametri contabili precisi che ci impongono gestioni omogenee, cronologiche e sistematiche complesse e rendicontazioni trasparenti. Se oggi non garantissimo questa possibilità agli offerenti potremmo veder diminuire drasticamente le cifre raccolte. Quindi aiutare l offerente anche sotto questo profilo è un servizio che va indirettamente a vantaggio dei missionari, i quali potranno ancora contare sui loro offerenti. Ma al di là delle leggi dello Stato vi è soprattutto un dovere morale e di giustizia che impone, a noi per primi, di essere trasparenti verso i benefattori e verso lo Stato, il quale, attraverso il nostro lavoro, vede di fatto diminuire parte delle sue entrate che potrebbero essere messe a servizio della collettività intera. 10

12 3. DONAZIONI E PROGETTI 3.1 Situazione attuale Nel PIME e al di fuori del PIME ci sono diversi enti che gestiscono la beneficenza destinata all Istituto o al singolo confratello, ad esempio: la procura di Roma, la procura di Milano, la procura-centro USA, la nuova Fondazione PIME Onlus (che ha assorbito la funzione della beneficenza della PIMEdit Onlus), il MAM di Napoli e le associazioni fondate a sostegno delle opere del singolo missionario (alcune sono anche Onlus). 3.2 Come la Fondazione PIME Onlus gestisce le diverse tipologie del contributo dei benefattori alle missioni A. Adesione a un progetto proposto dalla Fondazione Servendosi dei canali che ritiene più idonei, la Fondazione promuove la raccolta fondi a sostegno di progetti di sviluppo grazie ai quali i missionari del PIME possono realizzare interventi e strutture che contribuiscono alla crescita spirituale e umana delle popolazioni con cui vivono e lavorano. I progetti approvati dall apposita Commissione progetti sono lanciati sul periodico Missionari del PIME e sul sito web - Norme da tenere presente e ruolo della Commissione progetti/comitato di beneficenza Per avere accesso a questi contributi, è necessario che il missionario presenti alla Fondazione una richiesta sulla base di alcune linee guida predisposte da una apposita Commissione progetti, formata dai rappresentanti della DG, DR IT, procura IT, UAM e Fondazione (Si vedano gli allegati: A2 Regolamento progetti PIME ; e i moduli 1.A - Presentazione di un progetto da parte di una persona o realtà PIME e 1.B - Presentazione di un progetto da parte di una persona o realtà non del PIME, preparati dalla Commissione progetti). Gli interventi sono volti all ambito dell istruzione, della sanità, della formazione e avvio al lavoro, dello sviluppo sociale e del territorio, dell evangelizzazione e dialogo, della comunicazione, delle emergenze umanitarie. Attualmente il settore Progetti dell Ufficio Aiuto Missioni del PIME rappresenta un autentico ponte fra i missionari e i numerosi sostenitori che permettono la realizzazione di tante piccole e grandi opere. Un progetto viene considerato concluso quando l intera cifra decisa dalla Commissione progetti per rispondere alla richiesta dell intervento è stata raccolta. - Alcune cifre Nel quinquennio sono stati aperti 240 progetti di sviluppo di cui 200 conclusi e 40 in corso. All interno dell Ufficio Aiuto Missioni, il settore Progetti è curato da un dipendente, coadiuvato da un volontario. L Ufficio Elaborazione Dati e l Amministrazione collaborano alla gestione del progetto per quanto di loro competenza. Ogni due mesi la Commissione progetti si ritrova per prendere in esame i progetti 11

13 presentati dai confratelli PIME o dalle missioni PIME preventivamente vagliati dalla Commissione tecnica. Per i Micro-progetti in regola la Commissione tecnica, che si riunisce mensilmente, potrà già dare la sua approvazione e lanciarli sui mezzi di comunicazione sociale (MCS) dell Istituto. B. Adesione al progetto di sostegno a distanza SAD (adozioni) Il PIME, nel 1969, è stato il primo in Italia a proporre l adozione a distanza quale strumento di solidarietà molto semplice che, da un lato, permette a tanti bambini, giovani e disabili un avvenire migliore nella propria terra, dall altro stimola gli offerenti ad aprire il cuore ai bisogni del mondo. La Fondazione, tramite l Ufficio Aiuto Missioni, affida un bambino, un giovane o un disabile al sostegno degli offerenti che sottoscrivono una domanda di adozione e si impegnano a un versamento annuo di 200 per un minimo di tre anni (per venire incontro nell attuale fase di crisi economica, da quest anno c è la formula 4x50, versamenti in quattro rate, e la formula amico, che consiste nell associarsi con un proprio conoscente). Nel 2003 il PIME ha approvato come parte del suo impegno missionario il progetto delle Adozioni a Distanza per aiutare materialmente l adottato, per la sua formazione umana globale, per l animazione missionaria degli adottanti. Nel 2005, all interno della convenzione siglata tra PIME e PIMEdit Onlus, è stato definito un regolamento che contiene le norme per l avvio e la gestione dei progetti di sostegno a distanza. (Si veda allegato A3 Norme PIME Sostegno a Distanza - SAD 2005 ei moduli 1.D Presentazione di un progetto SAD da parte di una persona o realtà PIME e 1.E Presentazione di un progetto SAD da parte di una persona o realtà non del PIME ). - Alcune norme da tenere presenti Referente e garante del progetto di sostegno a distanza è il missionario che individua i bambini/giovani/disabili bisognosi e li segnala all Ufficio Aiuto Missioni (UAM). L UAM li affida ai sostenitori che sottoscrivono una domanda di adozione e si impegnano a un versamento annuo di 200 per un minimo di tre anni, inviando loro foto e documentazione relative sia del bambino/giovane/disabile che del missionario. Il missionario utilizza il contributo economico a sua discrezione: per consentire ai bambini di essere ospitati in appositi convitti o di frequentare la scuola; per indumenti o medicine, secondo le diverse necessità; per dare l opportunità a giovani fra i 14 e i 24 anni di proseguire gli studi superiori; per garantire ai disabili le terapie necessarie. In seconda istanza il contributo viene utilizzato per sostenere nelle necessità più urgenti la comunità nella quale il bambino/giovane/disabile è inserito. Il missionario si preoccupa anche di tenere i contatti epistolari con i sostenitori tramite l invio periodico di informazioni riguardanti l andamento generale sia dei bambini/giovani/disabili, che del villaggio o della comunità. Questo avviene con modalità e tempi differenziati a seconda della realtà geografica e del contesto sociale nel quale si situa ciascun progetto di sostegno a distanza (si auspica almeno due lettere circolari all anno, oltre che la rendicontazione annuale). Al sostenitore verrà 12

14 quindi inviato mensilmente il periodico Missionari del Pime, che riporta notizie sui missionari, sui progetti generali dell Ufficio Aiuto Missioni del PIME e sui progetti di sostegno a distanza. Si raccomanda al responsabile del progetto la massima attenzione nella gestione delle schede (dove ci sono i mezzi si usino le computer form proposte dalla Fondazione), delle liste degli adottati e soprattutto degli indirizzi degli adottanti (Si veda al cap. 3.5 Gestione della privacy) - Alcune cifre I progetti di sostegno a distanza attivi al gennaio 2009 erano 79, di cui 17 in Africa, 18 in America Latina, 41 in Asia e 3 in Oceania, per un totale di circa 21 mila adozioni e circa 17 mila sostenitori coinvolti. Tre di questi progetti si rivolgono a disabili e dieci a giovani; i rimanenti sono rivolti al sostegno di bambini. All interno dell Ufficio Aiuto Missioni il settore sostegno a distanza è curato da tre dipendenti, coadiuvati da tre volontari. L Ufficio Elaborazione Dati e l Amministrazione collaborano alla gestione del progetto per quanto di loro competenza. - Un anomalia da risolvere: adozioni extra Per adozioni extra si intendono le adozioni gestite direttamente da un missionario o da una missione senza il tramite dell Ufficio Aiuto Missioni della Fondazione PIME Onlus. Nelle norme pubblicate nel 2003 i missionari vengono espressamente invitati a inoltrare le richieste di adozione attraverso un centro di raccolta (nel nostro caso l Ufficio Aiuto Missioni), affinché sia maggiormente garantita la continuità dell opera e si dà autorità ai centri di raccolta di far rientrare nelle regole di cui sopra i progetti di adozione già esistenti. Per il momento la Fondazione PIME Onlus raccoglie versamenti anche a beneficio delle adozioni extra, ma, in futuro si auspica un accelerato adeguamento alle norme comuni per poter beneficiare dei servizi della Fondazione e rientrare nelle gestione comune tramite l Ufficio Aiuto Missioni. C. Campagna 5 per mille Ogni contribuente può sostenere la ricerca e il volontariato destinando il 5 per mille dell IRPEF dovuto all erario, analogamente a quanto già previsto per l 8 per mille. La Fondazione PIME Onlus è tra gli enti destinatari della disposizione ed è presente nell apposito elenco. - Destinazione della somma ricevuta: percentuali del primo anno La Fondazione PIME Onlus destina quindi la somma ricevuta a sostegno delle attività del Pime in Italia e nel mondo. Nel 2006 ben persone hanno scelto di destinare il loro 5 per mille ai missionari del PIME. La Commissione progetti ha deciso di destinare la cifra così ricevuta per l 80% a progetti di sviluppo nel Sud del mondo, per il 12% a iniziative di educazione e sensibilizzazione in Italia, per il rimanente 8% a spese di pubblicizzazione e verifica. (Per ulteriori informazioni si rimanda al sito paragrafo 5 per mille ) 13

15 - Coinvolgimento di tutti La Fondazione coordina questa campagna chiedendo il coinvolgimento di tutti i confratelli e le case del PIME. È bello vedere come molti hanno coinvolto a loro volta amici, benefattori e conoscenti inserendo i dati della campagna nelle loro lettere circolari, nei loro siti, nella risposta dei propri messaggi di posta elettronica, etc. Anche per la destinazione della somma raccolta si chiede il coinvolgimento di tutte le regioni (Si veda allegato A4 5 per mille - Lettera a tutti i membri del PIME ) affinché il progetto proposto non sia il progetto del singolo, ma sia condiviso da molti (discussione nel consiglio, nell assemblea, etc.). Per facilitare le procedure della Fondazione si raccomanda di usare sempre il modulo proposto dalla commissione progetti. (Si veda il modulo 1.C Presentazione di un progetto da parte di una persona o realtà PIME finanziato con il 5 per mille ) D. Contributo versato direttamente al missionario del PIME La Fondazione fa da tramite tra i vari sostenitori e i singoli missionari, raccogliendo i contributi e destinandoli a beneficio del missionario o della missione a cui l offerta è indirizzata, nel pieno rispetto della volontà del donatore. La cifra viene consegnata alla procura di Milano. Una proposta: unificare la raccolta seguendo la procedura della Fondazione per poter dare a tutti la possibilità della detrazione fiscale E. Testamenti Nell eventualità che la Fondazione sia beneficiaria di testamenti lo comunicherà alla DG e consegnerà la procedura delle pratiche all ufficio preposto dalla procura di Milano. (Si veda allegato A5 Testamento a favore del PIME e il Modulo Testamento a favore del PIME ) F. Offerte di S. Messe Tutte le offerte raccolte per le intenzioni delle S. Messe sono consegnate alla procura di Milano (Si veda allegato A6 Offerte di S. Messe ) 3.3 Le trattenute sulla raccolta fondi della Fondazione - Attualmente si trattiene: - 8% sui progetti approvati dalla Commissione progetti; - 8% sulle adozioni a distanza o al massimo 16 euro se ci sono versamenti superiori a 200 Euro per la stessa adozione; - 0% sui contributi versati direttamente al missionario del Pime; - 0% sulle offerte delle emergenze. Però dalla cifra totale raccolta si detraggono i costi dei viaggi e della rendicontazione. Solo nel caso di progetti di costruzioni si applica l 8%. - Perché questa trattenuta? È un contributo per coprire le spese di promozione (sito e riviste), di gestione e di amministrazione (dipendenti, comunicazioni, etc.). 14

16 Una proposta: iniziare a valutare una trattenuta sui contributi versati direttamente al missionario del PIME per contribuire alle spese di gestione e ai servizi svolti ai confratelli. 3.4 La ricevuta della detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali Attualmente come PIME solo la Fondazione PIME Onlus (e fino alla chiusura dell operazione 5 per mille anche la PIMEdit Onlus) può rilasciare la ricevuta della detraibilità e deducibilità delle erogazioni liberali. Non possono tuttavia godere delle agevolazioni fiscali i versamenti effettuati in contanti o non intestati alla Fondazione PIME Onlus. L attuazione di questo processo risulterebbe facilitata dall approvazione della proposta al 3.2.D e, al tempo stesso, dall impegno di educare i nostri benefattori ad adeguarsi alle formule proposte per il versamento (si veda allegato A7 Versamenti raccomandati per la detrazione fiscale ) e a comprendere i vantaggi di questa operazione concessa dallo Stato. La possibilità di detrarre e dedurre le erogazioni liberali costituisce un vantaggio non solo per l ente, la ditta, la famiglia, il singolo cittadino che fa il versamento, ma anche per il missionario che a volte non solo riceve la prima offerta, ma successivamente può ricevere anche una seconda offerta, frutto della rinuncia di tenere per sé il ricavato in percentuale dalla detrazione effettuata. 3.5 La gestione della privacy o riservatezza In Italia la gente è sempre più sensibile alla questione della privacy. Anche il PIME non è stato esente da situazioni incresciose (per fortuna non molte) nelle quali il benefattore si è visto contattato impropriamente da altre Onlus o persone. Per evitare problemi di immagine, con conseguenze a volte anche penali, si è invitato il singolo confratello a firmare un impegnativa di corretta gestione dei dati che la Fondazione e il PIME gli comunica. Una vigilanza ulteriore si richiede nei riguardi dei collaboratori che gestiscono i dati in missione. (Si veda modulo 3 Clausola di riservatezza ) 15

17 4. LA PRIORITÀ DELLA TRASPARENZA 4.1 IL CONTRIBUTO DI UN ESPERTO: dott. Mauro Turri La legislazione italiana e il decalogo della trasparenza A. Le leggi italiane Il tema della trasparenza amministrativa e gestionale è oggetto di grande attenzione da parte delle organizzazioni non profit perché rappresenta un asse di valore essenziale per lo sviluppo del Terzo settore e in definitiva per la crescita di una società civile sempre più sensibile e responsabile oltre che generosa. Oggetto di questa breve analisi sono le norme che compongono il quadro giuridico di riferimento per quelle organizzazioni non profit di carattere non operativo/produttivo che effettuino in prevalenza erogazione di fondi. Si tratta di enti - tipicamente le fondazioni ma anche associazioni - che gestiscono per scopi istituzionali un patrimonio più o meno cospicuo e che eventualmente, con attività di diverso tipo (politiche di fund raising, attività commerciali), si procurano le risorse necessarie per progetti. Il legislatore nazionale ha inteso agevolare queste attività, in quanto ritenute socialmente meritevoli, attraverso norme che ne facilitassero l azione. Tuttavia l eterogeneità del terzo settore, composto da organizzazioni dissimili non solo dal punto di vista giuridico (associazioni, fondazioni, organizzazioni non governative, IPAB, comitati, cooperative, circoli, etc.), non ne ha facilitato l azione, ma, anzi, ha determinato un proliferare di norme. È possibile comunque trarre considerazioni di carattere generale o meglio stabilire un denominatore comune in merito alle caratteristiche e alle modalità di funzionamento. Questo denominatore è rappresentato dalla TRASPARENZA. L ente d erogazione, qualunque esso sia, ha l esigenza di rendere conto dei risultati ottenuti nel caso d utilizzo di risorse non proprie. Il rendere conto è un: - Dovere morale nei confronti dei sostenitori. È parte integrante del contratto di fiducia con i donatori/sostenitori. - Obbligo giuridico: si discute se l erogazione di modico valore configuri una donazione modale, utilizzo della somma per un determinato motivo. - Obbligo fiscale: diverse norme impongono l obbligo di rendicontazione. - Opportunità: rafforza l immagine e il grado di percezione positiva dell ente; può rappresentare uno strumento di comunicazione sociale. L area normativa della Trasparenza Codice Civile Norme fiscali Leggi Speciali 16

18 - A1. Il codice civile In termini generali il codice civile non detta specifici obblighi di utilizzo delle scritture contabili per gli enti non commerciali. Gli enti di cui agli art. da 14 a 36 c.c. (associazioni, fondazioni, comitati) non sono obbligati alla tenuta delle scritture contabili, di cui agli art (libro giornale e libro degli inventari). L art. 20 del c.c. prevede per le associazioni riconosciute l obbligo di approvazione del bilancio, ma non della tenuta della contabilità. L obbligo delle scritture contabili è previsto esclusivamente per i soggetti che esercitano attività d impresa commerciale ai sensi dell articolo 2195 del codice civile. - A2. Le leggi speciali In deroga al principio generale diverse norme della legislazione speciale sono intervenute a dettare obblighi contabili e di bilancio per particolari categorie di organizzazioni: - Organizzazioni Non Governative: legge 49/1987; - Organizzazioni di Volontariato: legge 11/8/1991; - Associazioni Sportive Dilettantistiche: legge 398/91; Società sport. dilett: 289/2002; - Fondazioni liriche: D.Lgs 367/1996; - ONLUS: D.Lgs 460/97; - Associazioni di Promozione Sociale: legge 383/ Cooperative sociali: legge 381/91; - Impresa sociale: D.Lgs 155/2006 Le deroghe contenute nella disciplina delle leggi speciali ribadiscono al più l obbligo d approvazione e un contenuto minimale che tuttavia non privilegia gli aspetti qualitativi circa il grado di raggiungimento della finalità istituzionale. - A3. Le norme fiscali Gli enti non commerciali sono tenuti alla redazione di un bilancio consuntivo per l attività complessivamente realizzata per evidenziare la situazione economica, finanziaria e patrimoniale dell ente (D.Lgs 460/97. Sono tenuti ad allegare una relazione circa l impiego dei proventi (istituzionali e commerciali). (D.M 25/5/95, C.M. 152/1992, C.M 124/1998, Art.148 Testo unico imposte sui redditi). - Gli Enti Non Profit che effettuano, nell ambito istituzionale, raccolte pubbliche di fondi devono redigere, entro quattro mesi dalla chiusura dell esercizio, un apposito e separato rendiconto dal quale devono risultare, anche a mezzo di una relazione illustrativa, in modo chiaro e trasparente, le entrate e le spese relative a ciascuna delle celebrazioni, ricorrenze o campagne di sensibilizzazione (art. 20 DPR 600/73). - Gli enti che hanno ricevuto il contributo del 5 per mille, devono redigere un apposito e separato rendiconto (corredato da una relazione illustrativa) nel quale devono indicare in modo chiaro e trasparente quale sia stata la destinazione delle somme percepite. La redazione di questo documento dovrà essere effettuata entro un anno dalla ricezione del contributo (art. 8 del 17

19 D.P.C.M 19/3/2008). - Più dai, meno versi, art. 14 D.L 14 marzo 2005 n. 35, Decreto competitività convertito dalla L. 14 maggio 2005 n. 80. C.M. Agenzia delle entrate, 19 agosto 2005, n. 39/E. costituisce in ogni caso presupposto per l applicazione delle disposizioni di cui al comma 1(ossia la possibilità di dedurre) la tenuta da parte del soggetto che riceve le erogazioni di scritture contabili atte a rappresentare con completezza e analiticità le operazioni poste in essere nel periodo di gestione, nonché la redazione entro quattro mesi dalla chiusura dell esercizio, di un apposito documento che rappresenti adeguatamente la situazione patrimoniale, economica e finanziaria. In pratica la norma fiscale è assolutamente la più puntuale ma altresì la più stringente in tema di trasparenza contabile/amministrativa. Il ragionamento del legislatore fiscale è assolutamente chiaro: AGEVOLAZIONE FISCALI in cambio di TRASPARENZA CONTABILE/AMMINISTRATIVA LE DONAZIONI DEVONO ESSERE TRACCIABILI Dalle tasche del sostenitore alle casse dell ente la donazione deve essere tracciabile. In ossequio ai principi di: - Trasparenza - Rendicontazione - Detassazione dei fondi raccolti per le attività istituzionali In applicazione di norme tributarie che lo impongono: - Articolo 15 comma 1 lettera i-bis del DPR 917/86; - Articolo 10 comma 1 lettera g del DPR 917/86; - Articolo 14 D.L 14 marzo 2005 n.35 il versamento delle erogazioni deve essere eseguito tramite banca o ufficio postale ovvero mediante altri sistemi di pagamento previsti dall art. 23 del D. Lgs. 9 luglio 1997, n. 241 (individuati in carte di debito, di credito e prepagate, assegni circolari e bancari) e secondo ulteriori modalità che possono essere stabilite con decreto del ministro delle Finanze. Le predette modalità trovano applicazione, come precisato con la circolare n. 39/E del 19 agosto 2005, anche per le erogazioni liberali effettuate ai sensi dell art. 14 del decreto-legge 14 3 marzo 2005, n. 35, convertito con modificazioni dalla legge 14 maggio 2005, n. 80. Da ultimo, con risoluzione n. 133/E del 14 giugno 2007 è stato chiarito che le medesime modalità di versamento devono essere utilizzate anche per le erogazioni liberali detraibili ai sensi dell art. 15, comma 1, lettera h), del Testo Unico Imposte 18

20 Redditi. Le istruzioni per la compilazione dei modelli di dichiarazione dei redditi 730 e UNICO confermano la generale applicabilità delle anzidette modalità di effettuazione delle erogazioni liberali al fine della fruizione dei relativi benefici fiscali. Dalle casse dell ente alle attività solidaristiche la donazione deve essere tracciabile. L ente deve: - spendere il denaro in conformità a quanto dichiarato ai donatori o alle aziende pubbliche e/o private erogatrici; - erogare con modalità idonee a consentire la tracciabilità. Sono assolutamente da preferire le transazioni bancarie anche ai fini del rispetto delle norme sull antiriciclaggio; - acquisire idonea documentazione di supporto (fatture, ricevute, report intermedi di spesa); - deve istituire idonee contabilità di progetto anche di natura extra-contabile. I risultati confluiranno nel bilancio di esercizio. In caso di realizzazione indiretta delle attività solidaristiche ovvero per il tramite di altra organizzazione similare l ente deve: - formalizzare i rapporti con le associazioni partner; - garantire che le modalità di rendicontazione, la loro periodicità e le relazioni cronologiche e temporali tra trasferimento dei fondi e realizzazione dei progetti siano coordinate con la trasparenza e la tempestività della comunicazione ai donatori di fondi; - identificare i responsabili dei progetti solidaristici individuando precise ed esplicite modalità di responsabilizzazione personale e individuale. È infatti necessario che non ci sia sovrapposizione negli assetti di governo delle associazioni con il rischio, in caso contrario, che venga considerata l ipotesi di distribuzione di utili. B. Gli aiuti umanitari Nell ipotesi in cui l ente intenda destinare all estero i fondi pervenuti a seguito di raccolte pubbliche effettuate occasionalmente ovvero acquisiti nell espletamento dell attività tipica delle ONLUS (destinazione consentita limitatamente agli aiuti umanitari ai sensi dell art. 10, comma 2, lettera b), del decreto legislativo n. 460 del 1997), è altresì tenuto ad annotare nella predetta relazione illustrativa ovvero nelle scritture contabili di cui all art. 20-bis del DPR 29 settembre 1973, n. 600, i dati identificativi di una accreditata istituzione che opera anche indirettamente nel Paese estero destinatario dei fondi a cui siano stati preventivamente comunicati il piano e le modalità di erogazione dell aiuto umanitario. 19

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