COMUNE DI PULSANO (TA) SETTORE URBANISTICA

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1 COMUNE DI PULSANO (TA) SETTORE URBANISTICA INTERVENTO FORUM TURISMO ASSUNTO L attenzione e la corsa impetuosa verso il turismo che molti paesi in via di sviluppo hanno avviato da almeno 20 anni, è stata sollecitata dalla constatazione che il turismo è uno dei motori di riequilibrio dello sviluppo più potenti ed efficaci nel mondo ; tra le economie rilevanti, il turismo rappresenta una leva di sviluppo economico molto particolare, unica : il flusso monetario che viene trasferito non è un obbligo o un piacere da fare a favore della destinazione che si presceglie, ma è un piacere per se stessi. IL TERRITORIO DI RIFERIMENTO La costa ad est della città di Taranto, che denuncia una configurazione ben diversa da quella occidentale, nel corso dei suoi trenta km. di estensione lineare, è caratterizzata da profonde diversità geomorfologiche, con la presenza di paesaggi totalmente diversi. - La prima tratta, comprensiva dei territori comunali di Leporano ed in parte Pulsano, per la sua zona occidentale, si presenta a scogliera medio bassa con rientranze e sporgenze, con profonde insenature, per l intensa erosione marina delle rocce affioranti, con limitate tratte di costa sabbiosa alla radice delle insenature-porti. - Per la tratta da Pulsano, versante est, sino ad est di torre dell Ovo, la costa ha andamento rettilineo, con litorale sabbioso, interrotto da alcuni promontori rocciosi; all interno è compresa la tratta appartenente al territorio dell isola amministrativa del 1

2 Comune di Taranto, caratterizzata da un paesaggio a dune, che si sviluppano a notevole altezza ( 6,00-7,00 ), il cui sedime interessa sia il versante a sud che quello a nord della strada litoranea salentina, il cui tracciato si evidenzia come una profonda cicatrice del sistema dunale che, durante il periodo invernale, con frequentazioni di uomini e mezzi minima e venti frequenti, tende a riappropriarsi dello spazio sottrattogli. - L ultima tratta, sino al confine provinciale ad est, è caratterizzata da spiaggia sabbiosa, bordata verso l interno da una costa un po più alta arretratesi progressivamente sotto l azione del moto ondoso, che funziona da contenimento per il successivo cordone dunale, ricco di vegetazione costituita da un centinaio di specie di cui sono tipici il timo, il ginepro, il lentisco, la gramigna delle sabbie, il rosmarino. A nord, sono presenti siti a macchia mediterranea su terreno vegetale, non sabbioso, con specie ricorrenti quali il pero, il cisto, il mirto, il lentisco. Nel 2002 è stato istituito il Sistema delle Riserve Naturali Regionali Orientate del Litorale Tarantino Orientale nell ambito delle Aree Naturali Protette della Regione Puglia i cui elementi e nuclei principali sono costituiti dalle dune di Campomarino, ampie distese di sabbia con particolari configurazioni, ricoperte da rigogliosa e profumata macchia mediterranea; dal Fiume Chidro, il principale fiume del Salento, che ha le sue scaturigini in un ampio cratere subacqueo generato dalla forza erosiva delle acque che con impeto sgorgano dal sottosuolo; dalla Vecchia salina di Torre Colimena, specchio acqueo dall aspetto di ampio stagno, separato dal mare da una sottile linea di verdeggianti dune, che ha la particolarità di non possedere sorgenti sotterranee e che, in tempo passato, fu sede di produzione del sale, elemento principe dell alimentazione ed unico conservante per generi alimentari, prima della affermazione dei prodotti chimici, di tale attività sono conservati i ruderi delle strutture costituite dai vecchi magazzini del sale e da una torre di protezione interna; dalle Paludi del Conte. I tre nuclei costituiscono una vasta zona umida di richiamo e di nidificazione per l avifauna in uno con la rarissima tartaruga palustre europea che ha in questi siti uno dei suoi ultimi rifugi e le sue parenti marine, che depositano le uova sulla bianca spiaggia a sabbia finissima. Il descritto sistema delle Riserve Naturali è completato, a nord, dai Boschi Cuturi, con macchia mediterranea e maestose querce, ultimo lembo di quella che fu la grande foresta Oritana impostata dall imperatore Federico II di Svevia, oggetto di perimetrazione all interno sempre delle riserve naturali orientate della Regione Puglia. 2

3 Le dune di Campo Marino e di Torre Columena sono classificati quali Siti di Importanza Comunitaria. Sono state evidenziate le caratteristiche orografiche-paesaggistico-ambientali delle varie tratte di coste che costituiscono il sistema della costa, che all attualità presenta : - totale assenza di una politica ambientale di salvaguardia e di sviluppo del territorio, legato principalmente al comparto turistico; - totale assenza di darsene ed approdi turistici di supporto alla ricettività e di tutte le altre attività di interesse turistico. - totale assenza di spazi di aggregazione, attività culturali ed per il tempo libero, attività sportive, con particolare riguardo alla risorsa mare - notevoli carenze localizzative e funzionali delle aree previste per la balneazione; OBIETTIVI STRUTTIURALI Da tempo, a seguito di leggi Nazionali che si sono poste come obiettivo l utilizzo della costa a fini turistici, la Regione ha in atto la redazione, con il competente assessorato allo sviluppo del territorio, di un Piano Regionale di Utilizzo delle Aree Costiere e, con l assessorato al turismo, affronta le problematiche specifiche della portualità turistica al fine dello sviluppo del turismo nautico e da diporto. I Comuni, nelle more dell attuazione dei piani-programmi a livello regionale, avanzano proposte di Piano delle Spiagge, da intendersi quali contributi alle problematiche complessive oggetto di studio da parte dei competenti Organi Regionali. Nell affrontare le politiche di riqualificazione e di sviluppo del settore turistico legato alla risorsa mare, occorre innanzi tutto affrontare il problema in termini di sistema esteso a tutto il litorale jonico tarantino orientale, con l individuazione di un insieme di strutture tra di loro complementari e differenziate con il risultato finale di offrire all utente un ampia gamma di scelte differenziate. All uopo : - curare il collegamento via terra, ai fini di una integrazione ed un coinvolgimento delle risorse ambientali-rurali-ricettive-servizi presenti nelle aree interne, ed attualmente escluse dai vantaggi sociali ed economici prodotti dal comparto turistico; - curare il collegamento via mare tra i poli primari di attività legate al turismo marino; 3

4 - prevedere parchi acquatici, parchi di divertimento, parchi a tema di livello sopraterritoriale, funzionalmente collegati alle reti previste in precedenza; - prevedere, in linea con le direttive dell assessorato al turismo regionale, uno o più porti turistici, al fine di colmare il deficit all oggi evidente di tali strutture, presenti con una sola unità asll estremo est ( campo marino ), a fronte della rete riscontrabile nel contiguo litorale leccese; - prevedere aree ed adeguate strutture per lo sviluppo della piccola pesca e della pesca turismo costiera di cui al D.M. 14/9/1999, localizzandole, preferenzialmente, in siti che nel passato erano caratterizzati da tale attività ( Torre Colimena, Torre Ovo, Baia di Luogovivo ) - dotare, compatibilmente con le caratteristiche orografiche ed ambientali della costa, punti di alaggio, dotati delle strutture per l ammaraggio per lo sviluppo e la pratica della barca meco - dotare la costa di un sistema di stabilimenti balneari, di spiagge attrezzate e di spiagge libere; - dotare le zone costiere che presentano emergenze subacque marine ed archeologiche di strutture collettive ed individuali per la perlustrazione dei fondali, con la presenza di personale specializzato nelle tecniche e nell illustrazione delle emergenze; - dotare tutte le strutture di adeguati spazi a parcheggio, al fine di ridurre la pressione di mezzi privati sulla strada litoranea, che possano anche funzionare quali aree di scambio tra mezzo privato e mezzo pubblico per raggiungere la meta ; - dotare la viabilità di accesso-penetrazione-distribuzione di spazi per pedoni, ciclisti, con percorsi in sede propria e completati da strutture di servizio - dotare il sistema litoranea di idonea segnaletica personalizzata e differenziatas a seconda della meta, del percorso, dell emergenza, del servizio, etc..indicato. Il SISTEMA PRODUTTIVO - TURISMO La presente analisi, ha affrontato le problematiche connesse allo sviluppo compatibile del comparto turistico per quanto attiene le aree rurali, le coste; problematiche affrontate in termini di sistema che prevede le interconnessioni con gli altri sistemi 4

5 costituenti la realtà territoriale; in questa sezione si affrontano sempre le problematiche complessive, con particolare riguardo al settore della residenzialità alberghiera ed extra-alberghiera. La struttura del comparto-distretto produttivo turistico del versante orientale della Provincia di Taranto, come già evidenziato in precedenza, presenta notevoli deficienze strutturali imputabili a : 1. difficoltà di accesso dovute a collegamenti inadeguati con la mobilità a livello territoriale interessante i possibili fruitori provenienti dall esterno della regione, dalla regione, dalla provincia e province contermini; l assenza di sistemi alternativi al trasporto su gomma ( aria-ferro-mare ), che si traduce in sofferenza per il traffico viaggiatori e merci; 2. insufficiente infrastrutturazione territoriale per quanto attiene la mobilità di penetrazione e distribuzione alle aree interessate e la dotazione di infrastrutture a rete per il ciclo delle acque, distribuzione elettrica e pubblica illuminazione, ciclo dei rifiuti; 3. insufficiente politica ambientale globale che necessita un deciso cambiamento di rotta che si ponga come obiettivi prioritari : per il pregresso, la riqualificazione e riabilitazione dell esistente, prodotto di logiche caratterizzate dalla convinzione dell inesauribilità delle risorse e dell asservimento-consumo dell ambiente da parte dei vari attori partecipanti al processo di sviluppo e trasformazione; per il futuro, l attivazione di programmi e progetti compatibili e sostenibili, caratterizzati da corretto inquadramento-inserimento territoriale e con la previsione di strutture atte a mitigare-minimizzare gli impatti prodotti; 4. inesistenza di un sistema locale territoriale, in alternativa alle imprese ed alle reti di impresa, e di un sistema locale di offerta turistica, inteso come nuova forma di aggregazione territoriale potenzialmente capace di coagulare ed irrobustire le vocazioni, le attrattive, le dotazioni ed i servizi turistici insediati in una determinata area, sulla base di unioni e/o associazioni tra attori privati e pubblici ; di uno spazio in grado di proporre al visitatore un offerta articolata ed integrata, realizzando un sistema di ospitalità turistica specifica e distintiva che valorizza le risorse e la cultura locale secondo l approccio della Total Leisure Experience ( T.L.E. ) : una accomodation territoriale in grado di soddisfare motivazione di un attrattiva di base ( cultura, natura, mare, beni monumentali ed 5

6 archeologici, ambiente rurale, ambienti urbani, etc..) ed un appagamento complessivo nell uso del proprio tempo libero ( ricettività, strutture per il tempo libero, enogastronomia, artigianato, prodotti tipici ed altro ) 5. inesistenza di una rete completa di strutture ricettive alberghiere, strutture ricettive all aria aperta, ostelli della gioventù, residenze turistiche, case ed appartamenti per vacanze, case per ferie, esercizi di affittacamere, con standards qualitativi e tecnici in linea con quelli offerti dal mondo delle realtà antagoniste; 6. inadeguatezza-insufficienza di strutture turistiche complementari a quelle ricettive e di completamento dello spazio turistico costituite prevalentemente da stabilimenti balneari, spiagge attrezzate, darsene ed approdi turistici, servizi sportivi, parchi ricreativi, etc 7. assenza di una efficace valorizzazione turistica delle attrattive culturali ed ambientali da intendersi come una ordinata interazione tra le emergenze culturali ed ambientali che il territorio offre ed i servizi che le rendono fruibili per accessibilità, accoglienza, informativa. 8. assenza di una corretta politica di eventi programmati da realtà territoriali localicomunali e sovracomunali con il risultato di scarso effetto e parziale partecipazione ( coincidenza di date, ripetività, organizzazione deficitaria, etc..) 9. assenza di una politica di eventi straordinari di area con ripercussioni a livello nazionale ed internazionale, anche con la valorizzazione corale di avvenimenti che, attualmente, si sviluppano a livello locale, con scarse ricadute ( ad esempio Premio Satirion, da inserire in un più ampio scenario che veda interessati i parchi archeologici, i luoghi museali, le biblioteche, monumenti e siti archeologici presenti nell area ) 10. scarsa valorizzazione prodotti tipici ed artigianato, necessità di incoraggiare emulazione tra produttori di area e di sito con l offrire occasioni di ristorazione, celebrazione, convivialità e festa soprattutto con prodotti trainanti di area ; esaltazione delle cosiddette vie : vino, olio, prodotti freschi, prodotti dell economia pastorale, etc ) il tutto con : calendarizzazione coordinata; coordinamento di area; innovazione creativa delle proposte ; verifica dei flussi; co-marketing con forme di sponsorizzazione locale 6

7 Per quanto attiene la ricettività gli obiettivi sono i seguenti : 1. alla realizzazione di un sistema che veda coinvolte le seconde case che già all attualità, con scarsa qualificazione, e negativa ripercussione sull immagine del territorio, svolgono funzione ricettiva limitata all offerta di un tetto e di un certo n di posti letto, in totale assenza di offer ta di servizi complementari, di partecipazione del turista alle opportunità offerte dal territorio e dai territori contermini. La organizzazione del servizio comporterebbe la possibilità di sviluppo di un settore che potrebbe vedere impegnati per tutto l arco dell anno agenzie immobiliari, giovani locali, artigiani, giardinieri, guide turistiche, etc. 2. realizzazione di un sistema di borgo albergo e di bed & brekfast da localizzare preferibilmente nei centri storici minori, offrendo al turista un ambiente che si avvale delle tradizioni locali, delle feste religiose, di avvenimenti civici, della opportunità offerte dall artigianato e produzioni locali, come valore aggiunto alla vacanza al mare; offrendo ai locali la possibilità di reddito aggiuntivo e di sviluppo sociale. 3. realizzazione di alberghi dimora storica-residenza d epoca interessanti complessi di particolare valore storico-ambientale, dotati di arredi e strutture atte ad ospitare utenza particolarmente qualificata 4. realizzazione di centro benessere con impianti e servizi di tipo specialistico del soggiorno, finalizzato a cicli di trattamento terapeutico, dietetico,estetico o relax 5. realizzazione di centro congresso dotato di strutture ricettive e complementari per la celebrazione di eventi 6. riqualificazione funzionale delle strutture esistenti, ivi compresa l opportunità di ampliamenti da effettuarsi anche con tipologia a nuclei indipendenti ma organici alla struttura di riferimento, da normarsi con puntualità all interno dei regolamenti edilizi comunali. ELEMENTI STORICI: LE TORRI COSTIERE Disseminate le torri lungo il litorale jonico per avvistare le incursioni dei nemici Saraceni e Turchi, innalzate intorno al 1500 rappresentano dei veri gioielli di edilizia militare. Esse si differenziano per dimensioni a cui corrispondeva una funzione specifica : torri imponenti per la difesa di punti strategici armare di archibugiere e caditoie, oltre ad artiglieria pesante ( torre Colimena ); torri di dimensioni più modeste, minori, che 7

8 servivano solo da avvistamento, armate con archibugi e caditoie ( torre Saturo, Castelluccia, Zozzoli, Ovo, delle Moline, Borraco, S. Pietro, Saline ). Originariamente a due piani fuori terra, con il piano terra inaccessibile dall esterno, adibito a deposito e cisterna, ed il piano superiore raggiungibile con una scala esterna, il più delle volte ad una tesa a doppio invito; il piano terrazzo, con intorno un coronamento apprestato a difesa, con falconare, archibugiere a feritoia e caditoie, strategicamente disposte atte ad impedire la scalata o l abbattimento della porta. Nel corso dei secoli la quasi totalità delle torri ha subito interventi, anche di tipo strutturale, con l aggiunta di ambienti ad uno o due piani fuori terra e la realizzazione di un piano superiore, destinato ad avvistamento ed a sede operativa di artiglieria pesante. Dell originario sistema sono scomparse torre Canneto, insistente tra torre Ovo e torre Zozzoli, e torre Rossa, tra torre Zozzoli e torre Castelluccia. I promontori su cui sorgono le torri, e gli specchi acquei contigui, sono ricchi di reperti - testimonianza di antiche civiltà; in alcuni casi, resti di precedenti postazioni per cavallari che, percorrendo il litorale, svolgevano funzione di sentinella che comunicavano all interno imminenti pericoli. Le Torri sulle quali intervenire sono le seguenti: TORRE COLIMENA, territorio di Manduria TORRE SALINE, territorio di Manduria TORRE SAN PIETRO, territorio di Manduria TORRE BORACO, territorio di Manduria TORRE DELLE MOLINE, territorio di Maruggio TORRE DEL MONTE DELL OVO territorio di Maruggio TORRE ZOZZOLI- nota come TORRE SGARRATA territorio di Taranto Torre CASTELLUCCIA territorio di Pulsano Torre SATURO, territorio di Leporano OBIETTIVI Le torri, nella quasi totalità in completo abbandono e fatiscenti, ai fini della loro salvaguardia, necessitano di interventi di presidio statico e di manutenzione finalizzata a scongiurare il pericolo di ulteriori crolli e distruzioni. Nelle more dell attuazione di progetti organici di riqualificazione ed idonea destinazione funzionale, relazionata alle caratteristiche filologiche di questi monumenti, 8

9 espressione di raffinata architettura militare, Il sistema delle torri di guardia costiere, considerata anche l amenità dei siti di pertinenza e la loro facile accessibilità, può costituire un percorso turistico da svilupparsi anche con motonavi-battelli - barconi - barche da diporto, da ancorarsi al largo, con sbarco a mezzo di vettori di dimensioni più piccole, attrezzati con il fondo trasparente o con mezzi idonei ad apprezzare i fondali e l archeologia subacquea, e successivi percorsi pedonali e/o ciclabili, in quanto i siti di sbarco sono integrati e contigui ad emergenze archeologico-ambientali e rurali di notevole interesse, oltre a strutture per la balneazione, il tempo libero e la ristorazione ( in essere o da realizzarsi ). GLI INSEDIAMENTI TURISTICO-RESIDENZIALI Come riportato in precedenza, sino a tutti gli anni 50, prevalentemente raggiungibili con viabilità proveniente dall interno, erano presenti sulla costa sparuti nuclei residenziali, abitati per lo più da addetti alla pesca ed all agricoltura ( in territorio di Manduria San Pietro in Bevagna e Torre Columena; in territorio di Maruggio Campo Marino; nel territorio all attualità di Torricella Librari-Torre dell Ovo; in territorio di Pulsano-Leporano in prossimità della Baia di Luogovivo ). L entrata in esercizio della litoranea salentina, e la conseguente veloce raggiungibilità dei luoghi, diede la stura al fenomeno della seconda casa, localizzata, in notevole percentuale, in aree aventi destinazione d uso di tipo agricolo e sensibili dal punto di vista paesaggistico ambientale. Nuclei, quindi, sorti abusivamente, sanati nella loro globalità dalle leggi di condono permissive ed omnicomprensive, che si sono succedute a partire dal 1985, e completati dalle previsioni di aree di completamento e di espansione previste dagli strumenti urbanistici adottati ed approvati negli anni Per quanto sopra, quella che era stata prevista come strada paesaggistica, di fatto in moltissime tratte svolge la funzione di attraversamento di nuclei abitati, che si distribuiscono sia a sud che a nord del suo tracciato, interessato, inoltre, da strade a pettine di distribuzione alle residenze. Nelle tratte non interessate da gemmazioni residenziali continui, la circostante campagna è punteggiata da case sparse ed a piccoli nuclei che depauperano il paesaggio rurale, di notevole valore paesaggistico-ambientale. OBIETTIVI 9

10 Le gemmazioni residenziali insistenti sulle aree litoranee necessitano : - di opere di minimizzazione e mitigazione ambientale, a mezzo di aree di rispetto e corridoi ecologici, che costituiscano connettivo con l immediato intorno e svolgano in uno azione di inserimento; - all interno ed ai margini di tali aree, individuazione di strutture complementari alla residenza e funzionali all elevazione qualitativa dell ambiente turistico, che, in funzione della localizzazione e della prevedibile consistenza superficiaria e volumetrica, svolgano ruolo a livello di vicinato e/o territoriale; - adeguamento-riqualificazione delle strutture viarie di penetrazione e distribuzione ai nuclei residenziali con la dotazione di idonee aree attrezzate per il parcheggio e la sosta e, là ove possibile, inserimento di piste ciclabili e pedonali, comprese in un disegno complessivo di mobilità alternativa, finalizzata a a collegare i poli residenziali tra di loro e con i centri urbani consolidati, i poli residenziali con aree a servizi e di interesse storico-culturale - realizzazione-completamento degli impianti a rete ( acqua, fogna, distribuzione elettrica, pubblica illuminazione, etc..) LE MASSERIE- BENI AMBIENTALI La cultura urbanistica ha sempre considerato il terreno agricolo, Verde Agricolo, quale il territorio non interessato da previsioni di infrastrutture lineari e di aree per impianti tecnologici di interesse generale, non interessato da previsioni di zone omogenee destinate ad attività residenziali, artigianali, produttive e servizi di cui al D.M. 1444/68 : l insieme, quindi, del territorio non urbanizzato o non urbanizzabile, su cui, quasi indifferentemente, venivano consentite attività legate all attività produttiva agricola, ad attività di trasformazione prodotti agricoli, alla zootecnia, etc L ampio territorio che si sviluppa da sud, in contiguità del tracciato della litoranea salentina, in direzione nord ed interessante i paesi di pianura, sarà trattato, dal punto di vista agricolo- produttivo, nel prosieguo; in questa fase della relazione, ci si soffermerà sulle caratteristiche paesaggistico-ambientali-strutturali che rendono l insieme un area, nella sua globalità, appetibile ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile, compatibile con le trasformazioni ed attività agricolo-pastorali, potenzialmente in grado di produrre un reddito aggiuntivo e differenziato rispetto a quello squisitamente agricolo. 10

11 La zona rurale in oggetto è caratterizzata da viabilità di attraversamento e di collegamento che si sviluppa in direzione est-ovest ( che collega i paesi di pianura tra di loro e con quelli contigui all interno ed all esterno del territorio provinciale ) ed in direzione nord-sud ( collegamento con la costa con particolare riferimento alle zone in cui sono presenti aree e strutture turistiche e servizi per la balneazione ) Innestate sulla precedentemente descritta armatura principale, una fitta rete di strade che si adagiano sulla terra, senza alterarne il manto ondulante, acclivi e declivi, ignare del livellamento artefatto, si sviluppano sinuose, si curvano inutilmente, mai monotone, chiuse sui due lati da muri a secco, con pietre ben giustapposte con, sopra, una specie di cappello con pietre più grosse, aggettante, di spessore rigorosamente costante; strade in più punti fiancheggiate da rustici agricoli, ad uso deposito, lavorazione del latte, rifugio per i contadini, e caratterizzate da bianche colonne in tufo che sottolineano l accesso alle masserie, i cui massicci volumi si intravedono fra le folte chiome degli ulivi, e da edicole votive che sottolineano alcuni degli innumerevoli incroci, costituenti deviazioni e/o direzioni improvvise. L esattezza e la perizia riscontrata nella costruzione dei muri, si dilaga al di là degli stessi, nelle contigue aree coltivate a vite : talvolta a pergole basse, con i rami e le foglie disposte con logica matematica ; altre volte come alberelli fioriti su una perfetta trama di paletti e di fili ; altre ancora a tendone, a formare un cielo verde continuo sotto il quale spiccano grappoli dorati ; sempre, disposte le viti con una esattezza tale che è difficile credere che, il tutto, sia opera delle mani che non hanno per guida se non l occhio e le braccia; l impianto della vite, lungo il percorso, varia impercettibilmente da luogo a luogo : la variazione di orientamento fa sì che il sole possa elargire i suoi doni di calore sempre al massimo delle potenzialità ed i venti alitare in modo da incidere sul rendimento, qualità e varietà del prodotto. Aree coltivate a vite che sembrano illimitate, tanta è la loro estensione ; dove la vite scompare, corrono lungo i terreni, si spezzano senza un plausibile perché, si incontrano e si scontrano, i muri a secco, e formano maglie che irretiscono le terra come se la imprigionassero, a formare le piantate : la terra è tutta una fioritura di pietre, a volte frequentata da greggi, dal vello del colore dei sassi, che si nutrono brucando sotto l occhio vigile del pastore e dei suoi cani che non sono lì, in mezzo al gregge, ma sul ciglio della strada, quella strada che non è un anonima cicatrice che esiste soltanto per il suo inizio e fine, ma costituisce servizio per il pastore, il gregge, la terra petrosa che riveste ancora una funzione vitale. 11

12 E proseguendo, la strada viene fiancheggiata da alberi alti e frondosi, spesso potati ed ordinati come se la strada fosse il viale di un parco : compaiono gli ulivi, con tronchi massicci e tormentati, con la chioma potata con il vuoto al centro, per accogliere il sole, e la sommità rasa rigorosamente in orizzontale; disposti a volte a bosco, sembrano cresciuti liberamente, alti ma sempre disuguali, altre volte ordinati e disciplinati, in filari perfettamente disposti e squadrati tra di loro. E, in successione, ampi appezzamenti a seminativo sempre contornati e definiti da tortuosi muretti di pietrame calcareo a secco. Architetture in pietra a vista ( trulli ), iazzi, parallelepipedi in tufo, strutture tradizionali per l irrigazione, orti di produzione e familiari, alberi di mandorle in gruppo e/o a filare, ficheti completano questo ambiente, classico esempio di giardino mediterraneo diffuso. A sud-est, in territorio di Manduria-Avetrana-Maruggio, ampie zone, estese centinaia di ettari, costituenti alture che sovrastano la zona litoranea, si ritrova la testimonianza degli ultimi lembi della grande foresta Oritana, cara all imperatore Federico II di Svevia, dove crescono maestose querce e la macchia foresta di leccio che, un tempo, si spingevano sino al mare, come sembrano testimoniare alcune presenze isolate di leccio di evidente significato relittuale. Numerose sono le masserie, disposte a sciame sul territorio, sorte con funzione difensiva, e per questo strategicamente localizzate quali sentinelle del territorio in genere e delle ampie aree di pertinenza in particolare; concentrato di ricchezza, sia in termine di materie prime che in termini di animali, che infine di denaro liquido necessario a pagare i salariati, le rendevano inevitabilmente esposte, prede ambite all attacco dei briganti ed alle scorrerie saracene e piratesche. Costruite intorno al XVI secolo con elemento generatore una torre a base quadrata, di forma tronco piramidale, ad un solo piano ed una sola entrata protetta da caditoia, successivamente sono divenute a corte, adibite prevalentemente a cerealicoltura ed all allevamento del bestiame ovino e caprino, arricchendosi di vani per ricovero, lavorazione del latte, deposito ed abitazione dei coloni. Schema strutturale prevalente è costituito da portale di ingresso che immette nella corte attorno alla quale si dispongono i ricoveri per il bestiame, eventuali depositi per attrezzature; addossato ad un lato della cinta muraria, il corpo di fabbrica principale, di solito a due piani, che contiene la dimora del massaro, magazzini ( a volta ubicati ad un piano intermedio tra terra e primo ) e le stalle. In alcuni casi, locali per la produzione e 12

13 la conservazione dei formaggi. All esterno della corte, torri colombarie, alveari, pollai, etc. Durante il XVIII secolo, con l espansione del latifondismo, furono realizzate tipologie di masserie somiglianti a palazzotti signorili-castelli, che hanno conseguito il loro massimo splendore dagli inizi del XIX agli inizi del XX secolo con aggiunta di vani adibiti a trappeti e palmenti. L organico ambiente costituito da strade comunali, vicinali, rurali definite da preziose architetture in pietra costituite dai muretti a secco ed in alcune tratte sottolineate da strutture rurali ed intersecate da tratturi che raggiungono masserie, rustici, impianti della antica operosità contadina e contigue a siti archeologici, testimonianza della continuità di vita che ha interessato questo immenso, per conformazione oltre che per dimensioni, territorio rurale, è stato vivo e vitale sino a tutto il XIX secolo ed alla metà del XX secolo, integro nella sua sostanza, e solo in una minima parte della superficie interessato a sfruttamento agricolo improprio, avendo investito l agricoltura sistemi dunali, aree a macchia, e boschive, ed interessato ambiti contigui a zone di elevata valenza paesaggistico-ambientale. Dalla metà degli anni 50 e sino a gran parte degli anni 80, del secolo scorso, si è assistito : - al proliferare dei terreni abbandonati, incolti; - all abbandono degli insediamenti agricoli, dei fabbricati rurali, delle strutture complementari e delle emergenze architettonico-ambientali nonché alla distruzione di antiche testimonianze della economia agricolo-pastorale, rurale tradizionale. Solo nel 2003, con legge dello Stato ( n 37 8 del 24/12 ), le diverse tipologie di architettura rurale, realizzate tra il XIII ed il XIX secolo, su proposta delle Regioni interessate, sono individuate con Decreto del Ministero per i beni e le attività culturali, di concerto con il Ministero delle politiche agricole e forestali, dell ambiente e della tutela del territorio ; lo stesso Decreto definisce altresì i criteri tecnico-scientifici per la realizzazione degli interventi necessari per la conservazione degli elementi tradizionali e delle caratteristiche storichearchitettoniche-ambientali degli insediamenti, alla tutela delle aree circostanti, dei tipi e metodi di coltivazioni tradizionali, all insediamento di attività compatibili 13

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