Angelus del 1 gennaio: la pace è sempre possibile

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1 PAG.1 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 RIVISTA TRIMESTRALE DI INFORMAZIONE - ANNO XX - N.89 - ottobre/dicembre 2014 Quando la mia terra si tinge di sangue di don Vincenzo Sorce Abbiamo iniziato un nuovo anno: un dono prezioso che ci viene offerto come spazio umano e spirituale per cogliere la presenza di Dio nella storia con lo Spirito di Gesù Cristo risorto. Uno spazio per leggere i segni dei tempi, i progetti di Dio, la sua volontà nella nostra vita personale, in quella delle nostre famiglie, delle nostre Associazioni, delle nostre Comunità, per allargare i nostri orizzonti, per contribuire all umanizzazione del mondo a partire dall evento dell Incarnazione. Un nuovo spazio per giocarci l impegno, la responsabilità, la disponibilità a collaborare con la Provvidenza che ci interpella e ci chiede di farci dono per i fratelli nel territorio, nella società, nella storia. Natale, Nuovo Anno, Epifania, una storia che si attualizza e si prolunga e che ci coinvolge. Deponiamo ogni resistenza, abbattiamo ogni steccato, ogni muro di separazione. Per questo nuovo anno, ho voluto farvi un regalo pubblicando il mio libro Quando la mia terra si tinge di sangue che, come si legge, è Dedicato alle Chiese di Agrigento e di Palermo, madri feconde di martiri. Un volume che vuole sottolineare come l anno passato sia stato segnato da un fiume di sangue di martiri e come il nuovo anno continuerà a fare i conti con le persecuzioni e i martirî. La storia passa attraverso il sangue. Ma bisogna guardare avanti con coraggio e con speranza. Un nuovo anno che si tinge di porpora, con la nomina a Cardinale di mons. Francesco Montenegro, Arcivescovo di Agrigento. La porpora è una testimonianza, è un impegno, è una sfida, è una proposta. Chiese di Sicilia sigillate dal sangue e dalla porpora. In compagnia del nuovo Cardinale, amico, fratello, testimone. Insieme con passione a servizio delle Chiese di Sicilia. Auguri, don Francesco. Angelus del 1 gennaio: la pace è sempre possibile Cari fratelli e sorelle, buongiorno e buon anno! In questo primo giorno dell anno, nel clima gioioso - anche se freddo - del Natale, la Chiesa ci invita a fissare il nostro sguardo di fede e di amore sulla Madre di Gesù. In Lei, umile donna di Nazaret, «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi». Per questo è impossibile separare la contemplazione di Gesù, il Verbo della vita che si è fatto visibile e tangibile, dalla contemplazione di Maria, che gli ha donato il suo amore e la sua carne umana. Oggi ascoltiamo le parole dell apostolo Paolo: «Dio mandò suo Figlio, nato da donna». Quel «nato da donna» dice in maniera essenziale e per questo ancora più forte la vera umanità del Figlio di Dio. Come afferma un Padre della Chiesa, sant Atanasio: «Il nostro Salvatore fu veramente uomo e da ciò venne la salvezza di tutta l umanità». Ma san Paolo aggiunge anche: «nato sotto la legge». Con questa espressione sottolinea che Cristo ha assunto la condizione umana liberandola dalla chiusa mentalità legalistica. La legge infatti, privata della grazia, diventa un giogo insopportabile, e invece di farci bene ci fa male. Gesù diceva: Il sabato è stato fatto per l uomo, non l uomo per il sabato. Ecco allora il fine per cui Dio manda il suo Figlio sulla terra a farsi uomo: una finalità di liberazione, anzi di rigenerazione. Di liberazione «per riscattare coloro che erano sotto la legge» e il riscatto avvenne con la morte di Cristo sulla croce. Ma soprattutto di rigenera- zione: «perché ricevessimo l adozione a figli». Incorporati in Lui, gli uomini diventano realmente figli di Dio. Questo passaggio stupendo avviene in noi con il Battesimo, che ci innesta come membra vive in Cristo e ci inserisce nella sua Chiesa. All inizio di un nuovo anno ci fa bene ricordare il giorno del nostro Battesimo: riscopriamo il regalo ricevuto in quel Sacramento che ci ha rigenerato a vita nuova: la vita divina. E questo attraverso la Madre Chiesa, che ha come modello la Madre Maria. Grazie al Battesimo siamo stati introdotti nella comunione con Dio e non siamo più in balia del male e del peccato, ma riceviamo l amore, la tenerezza, la misericordia del Padre celeste. Vi domando nuovamente: chi di voi ricorda il giorno in cui è stato battezzato? Per quelli che non ricordano la data del loro Battesimo, dò un compito da fare a casa: cercare tale data e custodirla bene nel cuore. Potete anche chiedere l aiuto dei genitori, del padrino, della madrina, degli zii, dei nonni Il giorno nel quale siamo stati battezzati è un giorno di festa! Ricordate o ricercate la data del vostro Battesimo, sarà molto bello per ringraziare Dio del dono del Battesimo. Questa prossimità di Dio alla nostra esistenza ci dona la vera pace: il dono divino che vogliamo implorare specialmente oggi, Giornata Mondiale della Pace. Io leggo lì: La pace è sempre possibile. Sempre è possibile la pace! Dobbiamo cercarla E di là leggo: Preghiera alla radice della pace. La preghiera è proprio la radice della pace. La pace è sempre possibile e la nostra preghiera è alla radice della pace. La preghiera fa germogliare la pace. Oggi Giornata Mondiale della Pace, Non più schiavi, ma fratelli : ecco il Messaggio di questa Giornata. Perché le guerre ci fanno schiavi, sempre! Un messaggio che ci coinvolge tutti. Tutti siamo chiamati a combattere ogni forma di schiavitù e a costruire fraternità. Tutti, ciascuno secondo la propria responsabilità. E ricordate bene: la pace è possibile! E alla radice della pace, sempre c è la preghiera. Preghiamo per la pace. Ci sono anche quelle belle scuole di pace, scuole per la pace: dobbiamo andare avanti con questa educazione alla pace. A Maria, Madre di Dio e Madre nostra, presentiamo i nostri propositi di bene. A Lei chiediamo di stendere su di noi e su tutti i giorni del nuovo anno il manto della tua materna protezione: «Santa Madre di Dio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta». ANGELUS nella SOLENNITÀ DI MARIA SS.MA MADRE DI DIO Piazza San Pietro Giovedì, 1 gennaio 2015 PAG. 1 - Quando la mia terra si tinge di sangue / Angelus del 1 gennaio: la pace è sempre possibile PAG. 2 - Quale rischio senza un lavoro? / A Riesi incontro con i giovani contro la dispersione scolastica PAG. 3 - Impazzire si può. Le terapie vanno in terapia / Benvenuti alla Fenicia del Letterario / Un esperienza unica ed emozionante! PAG. 4 - Speciale Brasile - Aspettando don Vincenzo... PAG. 5 - Speciale Brasile - Una grande festa! PAG. 6 - I volti dell anima: mostra fotografica a Mussomeli / Nuovo centro di ascolto per le dipendenze a Gela PAG. 7 - Giornata Mondiale contro l AIDS: Insieme si può. Fai vincere la vita / A Canicattì tavola rotonda sul gioco patologico PAG. 8 - Giornata Internazionale della persona con disabilità: tra musica e attesa del Natale PAG. 9 - Una giornata indimenticabile / Insieme come una grande famiglia PAG.10 - Speciale 30 di Fondazione di Terra Promessa PAG anni insieme per la vita PAG.12 - Le donne della Ginestra contro il femminicidio / Ciao, Fania! PAG.13 - Pubblicato Quando la mia terra si tinge di sangue / Corso di aggiornamento sul gioco d azzardo PAG.14 - Incontro sulle Malattie Rare e qualità della vita

2 PAG.2 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Quale rischio senza un lavoro? di Lina Cannizzo Non è difficile immaginare la quotidianità di una Comunità per minori... Siamo lontani, ormai, dai vecchi schemi consolidati in istituti e orfanotrofi, aboliti nel nostro Paese già da diversi anni. E, ancora prima, fu proprio la normativa regionale che regolamentò i nuovi servizi dedicati alla cura ed alla prevenzione. Si tratta di servizi, residenziali e diurni, incentrati sulla persona e sui suoi bisogni, anziché sulla patologia o categoria ; gestiti, generalmente, secondo il modello familiare, con pochi numeri, curando adeguatamente il rapporto operatore-utente, puntando come orientamento sulla prevenzione e sul lavoro di rete, piuttosto che solo ed esclusivamente sulla cura e riabilitazione. La Comunità per minori accoglie bambini e adolescenti in condizioni di disagio psicosociale e di rischio, inviati e monitorati dai servizi sociali e specialistici del territorio, su prescrizione del Tribunale per i minorenni. In Comunità, gli ospiti conducono una vita improntata al modello familiare, con momenti di gruppo e personali, sulla base di un Progetto Educativo Individualizzato che indica le linee educative e progettuali. Si tratta di ragazzi in età scolare, che oltre all impegno dello studio svolgono attività sportive e del tempo libero, secondo le modalità ed i tempi consueti di un qualsiasi ragazzo che vive in famiglia. Vengono offerti strumenti, contenuti e valori che aiutano il minore a strutturare la propria personalità, non più secondo obsoleti modelli coercitivi (trasgressione-punizione) ma utilizzando orientamenti responsabilizzanti che lo indirizzano verso valutazioni e scelte adeguate, per una crescita sana, basata sull autodeterminazione responsabile e la capacità progettuale (scelta-conseguenza). La Comunità, lavora contemporaneamente con la famiglia di appartenenza, e svolge un fitto lavoro di rete con i servizi e le varie istituzioni del territorio, al fine di favorire il reinserimento sociale. Ai ragaz- zi, già a partire dallo studio, vengono proposte esperienze socializzanti, comprese quella del volontariato e, laddove le condizioni lo consentono, anche quella lavorativa. Dopo anni di intervento educativo, è fondamentale la sfida relativa alla occupazione lavorativa, che consenta realmente il reinserimento sociale dei ragazzi; se già è complicato per un qualsiasi giovane inserirsi nel mondo del lavoro, forse lo è ancora di più per un ragazzo che è passato da situazioni personali e sociali complesse, che lo hanno in qualche modo etichettato come persona a rischio. A tal fine la Comunità è impegnata nella individuazione di agenzie partner in specifici progetti, e di aziende sensibili e disponibili sul territorio locale e non. In tanti anni di lavoro nella città di Ragusa, con ragazzi provenienti dall interland, da altre città siciliane e da varie parti del mondo a causa del fenomeno dell immigrazione clandestina, è stato possibile effettuare varie esperienze in tal senso; non sempre i risultati sono stati positivi o definitivi, ma certamente tali esperienze hanno costituito un significativo stimolo ad andare avanti, sia per i ragazzi che per gli operatori. Svolgere attività di volontariato o lavorare, ha rafforzato la determinazione dei nostri protagonisti, che, nelle ipotesi più riuscite, sono ritornati in famiglia o nella società generale con un titolo di studio, un bagaglio culturale ed un lavoro. Ogni evento, ogni circostanza o manifestazione, può costituire allora un opportunità di crescita personale, a livello culturale e di inserimento ed integrazione sociale. Ed è in tale contesto che trovano reale significato le testimonianze che qui riportiamo. Sono i ragazzi della Comunità, i referenti di agenzie ed aziende ed i volontari che parlano, dando voce a quei valori e contenuti che sono propri della nostra Associazione e di una società equa e solidale. Sono Salvo Patania e dal mese di luglio di quest anno, a 17 anni, ho avuto l opportunità di fare un esperienza davvero importante per la mia vita: ho iniziato a lavorare presso il laboratorio di un rinomato bar di Ragusa. Lavorare è davvero bello perché mi ha permesso di entrare finalmente a contatto con il mondo dell occupazione. Prima di iniziare, immaginavo che fosse più semplice la vita lavorativa, invece non lo è stato perché per poter guadagnare la paga bisogna impegnarsi e faticare. Sto intere giornate dentro una stanza a faticare, a rispettare i tempi di lavoro; ma tutto ciò, anche se costa impegno e fatica, mi permette di raggiungere l obiettivo ben preciso: imparare una professione ed essere retribuito. Dopo giorni e giorni che lavori senza sosta, quel traguardo è la cosa più bella, che mi rende orgoglioso in quanto quei soldi li ho sudati. Inoltre ho la possibilità di confrontarmi con persone più esperienti di me, socializzare ed apprendere. Questo è quello che mi serve per un vero inserimento nella società. Sono contento e soddisfatto del mio lavoro e ringrazio la Comunità per avermi aiutato ad avere questa opportunità. Continua a pag.14 A Riesi incontro con i giovani contro la dispersione scolastica di Giovanna Garofalo Si è tenuto giorno 24 settembre presso l IISS Carlo Maria Carafa di Riesi un incontro tra gli esperti della ACFR e i giovani delle 3 e 4 classi dell istituto insieme ai loro insegnanti e ad altri operatori della scuola e dei servizi socio sanitari del territorio. L incontro, organizzato dal Dirigente Prof. Giuseppe Miccichè nell ambito delle attività dell Osservatorio d Area sul fenomeno della Dispersione Scolastica, ha avuto come tema La dispersione Scolastica, Fuga dal Mondo, Droga. L IISS Carafa, che riunisce gli istituti superiori di Riesi e Mazzarino, è inserito all interno della rete dei servizi alla persona con cui Casa Rosetta promuove e conduce da molti anni interventi di prevenzione rivolti ai giovani studenti ma anche alle famiglie che frequentano i Centri di Riabilitazione Neuropsicomotoria di Riesi e di Mazzarino. La dispersione Scolastica è un tema sul quale l Associazione interviene da molti anni, sia con azioni dirette ai giovani sia attraverso la osservazione attenta del fenomeno e la pubblicazione di dati scientifici come strumenti rivolti agli insegnanti. Esempi ne sono i numerosi articoli scientifici pubblicati nella rivista Solidarietà e il recente Saggio, Edizioni Solidarietà, dal titolo Dispersione Scolastica e devianze adolescenziali in Sicilia del prof. Carmelo Salvatore Benfante Picogna. La giornata, che si è svolta presso l auditorium dell Istituto scolastico, è stata densa di contenuti e di emozioni grazie agli interventi del preside Micciché, di Don Vincenzo Sorce, presidente e fondato- re di Casa Rosetta ed esperto di disagio giovanile, e del Prof. Umberto Nizzoli, psicologo psicoterapeuta, esperto internazionale di psicopatologia dello sviluppo e problematiche giovanili, docente presso le Università di Bologna, Modena e Reggio Emilia, già Direttore del programma nazionale per le Dipendenze Patologiche, e da molti anni supervisore scientifico dei servizi e dei programmi di recupero della ACFR. La giornata è stata ricca di spunti di approfondimento grazie agli interventi del Prof. Micciché, che ha chiarito i termini della Dispersione scolastica, portando all uditorio dati e statistiche a livello europeo e nazionale, fino a definire il fenomeno localmente nel territorio di Caltanissetta. I numeri sono stati impressionanti, basti pensare ai dati sul rischio di dispersione scolastica che si attesta sul 41,7% nella provincia di Caltanissetta, confrontato con il 17,6% a livello nazionale. Le proposte del Preside lanciate agli operatori dei servizi socio- Continua a pag.14

3 PAG.3 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Impazzire si può: le terapie vanno in terapia di Angelo Longo Dal 25 al 27 settembre si è svolto a Trieste, presso il parco San Giovanni, il convegno Impazzire si può. Promosso dal Dipartimento di Salute Mentale di Trieste, con il patrocinio della Provincia di Trieste, l evento è stato organizzato dalle numerose associazioni e cooperative sociali triestine in collaborazione con il Forum nazionale Salute Mentale. Tre (più una conclusiva) le agorà che hanno animato la manifestazione: Supporto tra pari; Immaginare per rifare: i movimenti alternativi di lavoro e considerazione del denaro; Istituzioni e protagonismo: come mantenere il campo aperto della contraddizione. Suddivise in gruppi di lavoro, le agorà hanno permesso al nutrito numero di partecipanti di affrontare e di confrontarsi su numerose tematiche. Si è trattato di uno degli appuntamenti più importanti a livello nazionale come luogo di incontro e confronto fra persone, familiari ed associazioni con esperienza nel mondo del disagio mentale. Il convegno si è svolto nei luoghi in cui Franco Basaglia ha operato all'inizio degli anni 70 realizzando la sua rivoluzione e contribuendo in maniera determinante con la sua opera alla emanazione della legge 180 che ha abolito i manicomi e le sue logiche favorendo una presa in carico diversa della persona con disturbi mentali. Come evidenziato da molti, nei due giorni di lavori, più che di un convegno si è trattato di un dis-convegno dove gli schemi e le convenzioni di un convegno tradizionale sono stati capovolti. Ciascuno ha avuto modo di parlare e portare il proprio contributo senza temere giudizi e valutazioni di sorta; anzi, il convegno è stato organizzato e gestito in modo tale di avere piccoli gruppi di lavoro, dove ognuno potesse liberamente parlare ed avere tutto il tempo a disposizione. Oltre ai momenti di riflessione numerosi sono stati gli spazi di condivisione. Forse il più suggestivo è stato quello avvenuto la sera del 25 settembre al bagno Ausonia, uno storico lido balneare della costiera triestina, che una cooperativa sociale ha fatto tornare all'antico splendore. La serata è stata davvero emozionante e coinvolgente con la cena tipica e le numerose attività collaterali, svariati gruppi musicali, teatrali e realizzazioni pittoriche. La nostra associazione ha portato nello specifico l'esperienza dei suoi servizi, in particolare nel dibattito relativo alla residenzialità e alle nuove forme dell'abitare. Casa famiglia Rosetta, ad esclusione di alcune cooperative pugliesi e campane, è stata l'unica realtà del sud ad intervenire. Tutti sono rimasti meravigliati dalla nostra associazione che riesce a fornire servizi ad una vasta tipologia di persone con disagio sociale, caso, se non unico, alquanto raro in Italia. Gli spunti sono stati notevoli, anche se il quadro è sconfortante. Diffusissima è la situazione di difficoltà economica per la costante riduzione di risorse finanziarie da parte degli enti pubblici a fronte di un costante aumento della domanda di salute mentale da parte della popolazione. Da tutte le parti si è evidenziata la necessità di pratiche e percorsi innovativi che, nello spirito della riforma basagliana, siano scevri da logiche manicomiali, e si è concordato sulla necessità di applicare prassi sempre più rispettose della persona umana che tendano a percorsi di recovery e allontanino la cronicità. Gli stimoli e le suggestioni sono stati sicuramente notevoli e rappresentano una sfida e un impegno per continuare il nostro percorso di crescita professionale verso servizi di eccellenza nei confronti delle persone affette da problematiche psichiche che afferiscono alla nostra associazione. Benvenuti alla Fenicia del Letterario di Sonia Dente Anche quest anno, il 23 agosto 2014, come ormai da quattro anni a questa parte, presso Costa Fenicia a Scoglitti (RG), si è tenuta la 5 edizione di una manifestazione socio-culturale-enogastronomica-canora. Una manifestazione articolata, ricca di opportunità e sbocchi soprattutto nel mondo della cultura e dell imprenditoria giovanile, secondo uno spirito di partecipazione e condivisione; un evento colmo di nuovi talenti, di interventi importanti: la Fenicia del letterario. Questa edizione ha visto nuovi protagonisti rispetto alla precedente, e, tra essi, i ragazzi dell Associazione Casa Famiglia Rosetta ONLUS, ospiti della Comunità di Ragusa, accompagnati dalla dott.ssa Lina Cannizzo, direttrice della struttura, nonché assistente sociale per professione e poetessa per hobby. Il tema portante, che ha fatto da filo conduttore alla serata, è un tema attualissimo, importantissimo, ambitissimo: la PACE, in tutte le sue forme. Si è parlato, in particolar modo della figura di Giorgio La Pira quale modello esemplare di portatore di pace e tutto è stato incentrato su questa magica parola. Lina Cannizzo, prima di declamare le proprie poesie, ha illustrato le attività, nazionali ed internazionali, dell Associazione fondata da Don Vincenzo Sorce, della quale lei fa parte: ha sottolineato, tra l altro, anche le importanti attività condotte dall Associazione, in Sicilia e in Tanzania, proprio in riferimento alla figura di La Pira, a cui Don Vincenzo è particolarmente legato. Solidarietà, partecipazione, rete sociale, sviluppo, integrazione, aiuto, incontro, comprensione, commozione, consapevolezza queste le parole-chiave di tutto il suo intervento la pace non è una parola, ma si costruisce con azioni quotidiane concrete ha ribadito Lina. Bellissimo! Una realtà già sconosciuta ed adesso nota anche a noi, grazie a lei ed ai ragazzi che l hanno accompagnata. Ragazzi che, dopo aver svolto un cammino educativo, all interno di un contesto familiare com è quello della Comunità, adesso hanno bisogno di reinserirsi nella società, a pieno titolo, protagonisti e portatori di cultura, benessere, progettualità, pace. Ragazzi che, per dare senso al loro lavoro educativo e non vanificare progetti e speranze, devono soprattutto inserirsi nel mondo del lavoro. Io ho avuto, come negli scorsi anni, l onore di presentare la serata e sento di dire che, per me, questo è stato uno dei momenti più belli, più significativi, più educativi. Sì, la VITA è entrata in quel giardino, con i suoi aspetti positivi e negativi, ma era lì, nel volto di quei ragazzi splendidi e nella voce di una persona speciale: Lina Cannizzo. Grazie a Luca Lo Monaco, autore di tutto, per l opportunità dataci. Grazie agli interventi per aver reso speciale questa serata, dando l opportunità a tanti giovani che si inseriscono nel mondo del lavoro e della cultura, di farsi conoscere e potenziare le proprie idee e risorse. E tutto questo diventa fondamentale in particolar modo per i ragazzi di questa Comunità che, dopo anni di disagio e difficoltà, possono finalmente essere parte di una società capace di apprezzarli ed accoglierli, dando loro quelle opportunità a cui hanno diritto per integrarsi e vivere una vita adeguata. Che sia un esempio per tutti noi il lavoro svolto dalle persone che operano in Casa Famiglia : un esempio che possa aprirci verso gli altri e, in maniera speciale ed unica, verso chi ha più bisogno! Un esperienza unica ed emozionante!!! di Miriam Fidone Sono queste le parole che possono esprimere i giorni passati con Thomas, questa estate Lui è uno dei ragazzini ospite presso la Comunità di Ragusa, una realtà che, io e mia sorella Krizia, da sempre abbiamo avuto l opportunità di conoscere, grazie al lavoro dei nostri genitori ed in particolare, in questo caso, di nostra madre, che dirige la struttura di Ragusa. In varie occasioni, nel corso della nostra vita, abbiamo avuto contatti con i ragazzi della Comunità, soprattutto durante le colonie estive ma anche in altri eventi, integrandoci spontaneamente con loro, ed è capitato diverse volte di ospitarne qualcuno, o le loro sorelline, a casa nostra, condividendo una speciale esperienza di famiglia. Quest estate abbiamo conosciuto Thomas, un bambino che ha passato momenti difficili a causa di situazioni che non dipendevano da lui. Con noi è stato fantastico un bimbo vivacissimo, ma educato e gentile in ogni suo comportamento a casa, andando a fare la spesa, giocando con le nostre cagnoline, al mare o al pub Soprattutto abbiamo visto la sua felicità, il regalo più bello per tutti noi. Per la nostra famiglia è stato come avere un piccolo tesoro dentro casa, un altro figlio e fratello da accudire e da coccolare e da cui ricevere affetto. Per la realtà che ci circonda, una piccola ma intensa testimonianza di quanto sia fondamentale la scelta della solidarietà. A giudicare dai commenti di Thomas, anche per lui è stata una bellissima esperienza lui ha partecipato agli spettacoli in cui mi sono esibita cantando e sembra che sia uno dei suoi sogni quello di poter cantare. Ogni volta che ci sentiamo telefonicamente o ci rechiamo in Comunità a trovarlo, ci chiede di venire con noi. Insomma, un vero fratellino a distanza!

4 PAG.4 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Casa Familia Rosetta e Roda De Conversa del 3º Settore La Associação Casa Familia Rosetta di Porto Velho, attiva per la promozione di una politica dei servizi in favore dei più bisognosi, ha fatto parte nel 2014 del Movimento chiamato Roda de conversa do Terceiro Setor, la cui finalità è stata creare spazi di dibattito e di confronto tra le varie organizzazioni sociali presenti in Rondônia. Tra i temi trattati quelli legati al cambiamento nella legislazione sul terzo settore, lo sviluppo economico e sociale delle organizzazioni, l incontro con i candidati a Governatore per presentare proposte inerenti al Terzo settore nello Stato della Rondônia. Varie organizzazioni no profit (Associazioni, Fondazioni, Istituti e ONG) hanno preso parte al movimento, che rappresenta uno spazio di dialogo, confronto, condivisione di conoscenze e scambio di iniziative, finalizzate a una gestione più professionale del terzo settore. Speciale Brasile-Speciale Brasile-Speciale Visita del Dr Vitore Maximiano Secretario Nacional de Politicas Publicas sobre Drogas-SENAD L Associação Casa Familia Rosetta è stata accreditata nel 2014 presso la Secretaria Nacional de Politicas Pùblicas sobre Drogas SENAD di Brasilia, relativamente al trattamento e reinserimento sociale di giovani con problemi di tossicodipendenze. La convenzione ottenuta permette la copertura di alcuni posti in comunità, rendendo possibile l offerta di un servizio gratuito alla popolazione più bisognosa. Nell occasione di un evento sulla prevenzione promosso dalla Secretaria Estadual de Promoção da Paz SEPAZ che si occupa delle dipendenze patologiche nello stato della Rondônia, abbiamo ricevuto la visita istituzionale del Segretario Nazionale, Dr Vitore Maximiano, nella Comunità Porto da esperança dell Associazione. Il segretario nazionale ha molto apprezzato la mostra comunità, elogiando il lavoro realizzato e riconoscendo la professionalità del servizio. Seminario Persone diversamente abili e Cultura della Pace Il mese di settembre 2014 l Associazione Casa Familia Rosetta è stata invitata a partecipare al seminario di Diversità umana e Cultura della Pace, per presentare una relazione dal tema Persone diversamente abili e Cultura di Pace. Nella società in cui viviamo, essere normale è molte volte sinonimo di essere uguale. Uguale a un modello standard a cui tutti devono uniformarsi, e chi non si inquadra in questo ideale di persona è escluso dalla società. Ma cosa significa ESSERE NORMALE?? E così accade che le persone diversamente abili siano molte volte escluse dal contesto sociale. Bisogna riconoscere che le persone con handicap sono individui attivi che usano altri mezzi per muoversi; decifrano l ambiente con altre parti del corpo e non solo con gli occhi e le orecchie; leggono con le dita; parlano a gesti e pensano per immagini. Esse possono lavorare, studiare, relazionarsi con gli altri, purché vengano loro garantite le condizioni di accessibilità. Parlare di Cultura della Pace significa riferirsi ad una serie di valori, attitudini e comportamenti, ad uno stile di vita basato sul rispetto della VITA, sul rifiuto della violenza e sulla pratica della nonviolenza, attraverso l educazione, il dialogo, la cooperazione, nel pieno rispetto e nella promozione dei Diritti Umani e delle Libertà fondamentali. Impegnarsi per una cultura della pace vuol dire prodigarsi per la soluzione pacifica dei conflitti, per il rispetto di ogni individuo e per garantire uguaglianza di diritti e opportunità. La cultura della pace si costruisce nelle piccole azioni quotidiane, nella modalità di relazione con gli altri, nella nostra capacità di riconoscere e valorizzare le differenze, nel modo in cui risolviamo conflitti e sentimenti, nella volontà di esercitare il rispetto e la tolleranza. Ognuno di noi può essere un costruttore di Pace. Ognuno di noi può influenzare, col proprio modo di agire, le persone con le quali convive. Per questo bisogna permettere ai valori della pace di ispirare i nostri comportamenti, le nostre parole e decisioni. Possiamo cambiare il nostro stile di vita, le nostre relazioni; pratichiamo l Etica della Diversità, rispettando le differenze e l unicità di ogni persona; aiutiamo a costruire una società più sana! Perché, in fondo, la PACE comincia nell interiorità di ognuno di noi ed è un compito che non possiamo delegare a nessuno. Un Fiore, una Vita: Vivaio di Fiori tropicali nella Comunità terapeutica Porto Da Esperança L Associação Casa Familia Rosetta-Porto Velho, con l appoggio della Fondazione del Banco del Brasile ha impiantato un vivaio di Fiori tropicali presso la Comunità terapeutica Porto Da Esperança. Da qualche mese abbiamo iniziato la produzione di Anturios Rossi, Rosa do Deserto, Heliconia e altre specie di Fiori tropicali. Il progetto dei Fiori tropicali in comunità ci permette di raggiungere un doppio obiettivo: da un lato educare i giovani in recupero, al lavoro produttivo e alla responsabilità, essendo la ergoterapia un mezzo per realizzare il processo di cambiamento; dall altro ci permette di contribuire al mantenimento della struttura dal punto di vista economico-finanziario. Importante considerare che la realizzazione delle attività con i fiori ci consente di acquisire delle abilità rilevanti: la sensibilità nella coltivazione dei fiori, il contatto con la terra, la responsabilità, la creatività, la capacità di lavorare in modo professionale, l avere contatto con la bellezza. Tutte queste abilità convergono nel processo di recupero dalla tossicodipendenza, aiutando la persona ad acquisire nuove competenze e abilità sociali.

5 PAG.5 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 e Brasile-Speciale Brasile-Speciale Brasile Transformando Vidas! Associação Casa Familia Rosetta Brasile di Giusy Fulco Dal 14 al 28 novembre scorso, abbiamo accolto in Brasile il nostro Fondatore e Presidente, Padre Vincenzo, insieme al Dr. Ricotta, membro del consiglio di amministrazione. La loro presenza ha avuto, quest anno, un gusto tutto speciale, sia per i vari momenti intensi vissuti, sia perché per la prima volta abbiamo potuto festeggiare il compleanno di Padre Vincenzo con la grande famiglia brasiliana della nostra associazione. Tra i vari momenti vissuti ricordiamo gli incontri di supervisione e di formazione con i direttori e le equipe di operatori e operatrici delle strutture del programma terapeutico, della riabilitazione e della casa famiglia per persone disabili. Momento forte è stata la visita al progetto di Ouro Preto, dove è in costruzione la nuova comunità terapeutica, frutto della solidarietà delle persone di quella città, sotto la guida del Prof. João Alves e del Promotore di giustizia Dr. Evandro Araujo, del Ministerio Pubblico. Altro momento significativo è stato il ritiro spirituale le cui meditazioni sono state ispirate dalla lettura del Libro di Giobbe, che ha visto convolti i membri della comunità Santa Maria dei Poveri insieme ai ragazzi del rientro e alle donne della comunità terapeutica Nossa Senhora Aparecida, e gli operatori. Un momento di grande condivisione, di forte spiritualità che ci ha rafforzati nelle motivazioni. Assai significativi sono stati gli incontri e le riunioni con le autorità locali: la Secretaria Penha della Sepaz, il Governatore Confucio Moura e il deputato federale Garçom, per la consegna di un pulmino per il trasporto dei ragazzi disabili del centro diurno. Altro importante risultato che ci ha dato un enorme gioia, la collaborazione firmata con la segreteria statale dell agricoltura-seagri, che ci aiuterà a far diventare la comunità un laboratorio agricolo sperimentale, incrementando la produzione dell orto e l allevamento degli animali. Tra gli incontri emotivamente forti, ricordiamo quello con i Graduati che insieme alle loro famiglie han- no condiviso la loro vita parlando di come l associazione li abbia trasformati; l incontro con i Gio- vani graduandi durante la celebrazione della Messa di Ringraziamento; l incontro con i rappresentanti dei Volontari della Speranza che nel quotidiano ci sostengono attraverso varie azioni di solidarietà. Le due settimane hanno visto la conclusione il giorno 28 novembre, con la Cerimonia delle Graduazioni dei Giovani che hanno concluso il programma terapeutico. Questa giornata è stata molto speciale perché abbiamo potuto festeggiare anche il compleanno di Padre Vincenzo, Fondatore e Presidente di questa opera di amore, oltre che il ritorno nella società di 23 giovani, tra cui 2 donne. In tutti questi anni Padre Vincenzo si è dedicato al servizio agli ultimi, seminando speranza e recuperando Vite Umane. Molti anni fa ha piantato un seme che è germogliato e che oggi è diventato un albero che produce frutti in Italia, in Africa, in Europa e in Brasile. Questa cerimonia delle Graduazioni è stata speciale anche perché abbiamo ricordato i 30 anni della prima comunità terapeutica Terra Promessa della nostra associazione. Ci sentiamo grati e legati ai nostri fratelli italiani, che hanno generato il nostro progetto brasiliano, così come noi stiamo generando il nuovo progetto di Ouro Preto do Oeste. Arrivare alle Graduazioni significa molto di più che concludere un trattamento: significa riprendersi la propria vita, con un nuovo progetto, essere testimoni di speranza, dimostrando che è possibile uscire dalla droga. Ricordando la promessa dell operatore ci sentiamo di affermare che: Crediamo nella vita, nei valori che la rendono meritevole di essere vissuta. Crediamo nella sacralità della persona umana, nella possibilità di recupero di ogni uomo e ogni donna, anche dei più colpiti e deboli. Crediamo in una società più giusta e più umana, nella solidarietà tra le persone e tra i popoli. Nell arco questi 30 anni Padre Vincenzo ha graduato migliaia di giovani, oggi liberi dalla droga, che nutrono un grande sentimento di gratitudine. Abbiamo voluto essere noi, i figli brasiliani, come sempre ci chiama, a Graduarlo con la spilla simbolo del logo dell associação brasiliana. Per questo gesto d amore abbiamo scelto Eliezio, che si è recuperato dall alcool nella nostra comunità, lavora oggi in associazione ed è membro della Comunità Santa Maria dei Poveri.

6 PAG.6 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 I volti dell'anima: mostra fotografica a Mussomeli di Angelo Longo Giorno 29 settembre presso i locali della pasticceria Normanna a Mussomeli ha avuto luogo l'inaugurazione della mostra fotografica I volti dell'anima dell artista Michal Fundowicz, organizzata dalla Comunità Alloggio Spinnato e dall'associazione culturale Arcistrauss. Michal, polacco di nascita e mussomelese di adozione, ha svolto il servizio volontario europeo (SVE) a Mussomeli presso l Associazione Culturale Strauss, trascorrendo la maggior parte del suo tempo ad occuparsi degli utenti dell Associazione Casa Famiglia Rosetta Onlus. Michal è una delle molte persone che nel corso degli anni hanno svolto attività di volontariato presso la nostra comunità, grazie al rapporto di stima e collaborazione che lega Casa Rosetta e l ArciStrauss e che si è consolidato nel tempo permettendo a numerosi ragazzi e ragazze provenienti da svariati paesi europei di vivere una esperienza all'interno delle nostre strutture. Si tratta di giovani che svolgono attività di volontariato internazionale e che vengono accolti dall'associazione arcistrauss che li inserisce in progetti che prevedono svariate forme di integrazione con il territorio che li accoglie e che porta alla conoscenza e al rispetto reciproco. L'esperienza vissuta in Comunità si può riassumere come un incontro tra diversi che si parlano con il linguaggio universale del cuore: diversi perché stranieri i primi, diversi in quando persone con sofferenza psichica i secondi. Così le diversità si superano venendo meno, in un territorio familiare, la comunità, e che scompaiono con l'amore che si fa condivisione. Sono stati tra noi, durante questi anni, ragazzi provenienti da paesi, culture, religioni, tradizioni diversissime ma ognuno di loro è riuscito a lasciare un segno tangibile ed unico all'interno della comunità perché il segno più grande è quello che rimane indelebile nella memoria. Michal è riuscito ad entrare in maniera semplice e rispettosa nel cuore di tutti noi è ed è riuscito ad immortalare con la sua inseparabile macchina fotografica i volti di tutti coloro che lo hanno accompagnato in questa esperienza. La mostra ha rappresentato sicuramente un modo per ringraziare Michal e, con lui, simbolicamente, tutti i ragazzi che sono stati in comunità. La mostra, rimasta nelle sale di uno dei locali più frequentati del paese fino al tre di ottobre, è stata un momento di sensibilizzazione offerto al territorio, seppur qualche giorno prima rispetto al 10 di ottobre, giornata mondiale delle persone con malattia mentale. La serata inaugurale ha visto la presenza di numerosi esponenti della comunità di Mussomeli: scuole, associazioni, professionisti, ed è riuscita a conciliare riflessione e convivialità. Queste le parole con cui Roberta Lanzalaco dell'arcistrauss ha aperto la serata: Quando cambi il modo di guardare le cose, le cose che guardi cambiano. I Volti dell Anima racconta la disabilità, non quella fisica, non quella mentale, non quella spirituale, ma la disabilità intesa come capacità di parlarsi attraverso lo sguardo, attraverso un gesto, attraverso la condivisione. Riconoscersi disabili per ritrovarsi abili di comprendere e lasciarsi comprendere. E da cosa nasce la comprensione, se non dal guardarsi nell anima e vedersi? Vedersi uguali. Vedersi vicini. Vedersi persone. Vedere se stessi. Ecco il valore di una foto: fare di ciò che raffigura lo specchio per riconoscersi e scoprirsi uomo, donna, essere umano. Un incontrarsi per riconoscersi. Ed ecco il valore della collaborazione tra Arcistrauss e Casa Rosetta: incontrare volti per generare occasioni, perché ogni incontro divenga crescita. Attraverso le foto di Michał Fundowicz, che I Volti dell Anima raccoglie, si è potuto rendere immortali i visi, gli istanti, le emozioni. Una mostra per rendere immortale la storia di un amicizia che ha per protagonisti, da una parte, gli occhi di chi i volti dell anima li ha veramente visti e fotografati, e dall altra, anime desiderose di essere guardate per essere viste. Nuovo Centro di Ascolto per le dipendenze a Gela di Giuseppe Violo Ciò di cui la gente ha veramente bisogno, è di essere ascoltata bene. (Mary Lou Casey) La sofferenza è una condizione di difficoltà interiore, di confusione: infatti, nel momento in cui si perde il controllo, non ci si riconosce, si ha paura e si è disorientati rispetto ad una situazione che è sfuggita di mano e si ha una regressione. In tali circostanze, un Centro di ascolto, oltre ad essere un orecchio attento, diventa uno spazio di accoglienza per chi soffre. Al giorno d oggi i luoghi in cui prende forma la sofferenza sono molti. Possiamo fruire del mondo circostante con modalità finora impensabili. Si è costantemente connessi ad internet e la quantità di informazioni disponibili è enorme. Ciò non è necessariamente un male, anzi costituisce un opportunità per chi è in grado di leggere ed affrontare i problemi in modo adeguato, tuttavia rappresenta anche un grosso rischio, per chi, in stato di fragilità, è in confusione rispetto ai propri valori e alla propria identità. Per queste persone si tratta di un pericoloso e facile accesso a finte soluzioni ai problemi, cioè a probabili, future dipendenze di vario genere. Per fare degli esempi, si spazia dalle nuove molecole psicotrope vendute come fertilizzanti ai casinò on-line, dal cyberbullismo ai siti che spiegano come raggiungere l anoressia e molto altro. A ciò va aggiunto che l attuale momento costringe ad un continuo sforzo di cambiamento e riadattamento sia lavorativo (cambiare nell arco della vita più volte mestiere), che personale (adattamento ad una realtà che muta repentinamente). Perdere il passo, significa entrare a far parte di quel mondo che definiamo di nuove povertà (deprivazione materiale e culturale), con tutto quello che ne consegue. Perdere il passo non è così difficile, in un mondo veloce come il nostro. In quest ottica, martedì 11 Novembre 2014, a Gela presso l Hotel Sileno, si è svolta la cerimonia di inaugurazione di un Centro di ascolto per problemi di dipendenza patologica. Presenti le autorità cittadine nelle persone dell assessore alla pubblica istruzione, Avv. Cassarà e del sindaco dott. Fasulo. Ha presenziato all evento Don Vincenzo Sorce, fondatore e presidente de L Oasi di Caltagirone, associazione impegnata nella lotta alle dipendenze patologiche già da dodici anni. Hanno arricchito e invitato gli astanti alla riflessione gli interventi del Prof. Nizzoli, psicologo clinico e psicoterapeuta e della Dott.ssa Gloria Pagano, medico tossicologo. Ai suddetti interventi ha fatto seguito il taglio del nastro ed il saluto della responsabile dell associazione L Oasi, Dott.ssa Anna Arnone, nella nuova sede del Centro in via Butera, angolo via Rolla. Il Centro di ascolto fa parte di un più vasto disegno di servizi al cittadino, pensati come contrasto alle dipendenze patologiche. Il consumo di alcool, il gioco d azzardo e le droghe, infatti, continuano a mietere silenziosamente vittime. A portare avanti tale ambizioso progetto è la federazione Esodo, di cui fanno parte le associazioni Casa famiglia Rosetta, Terra Promessa e L Oasi. Associazioni che si occupano del disagio umano in tutte le sue manifestazioni. Nella fattispecie, Il centro di ascolto nel territorio gelese è una reazione, una risposta che la federazione Esodo propone ad un territorio che necessitava da tempo di un tale servizio, verso il quale le autorità si sono presto mostrate disponibili e attente. L obiettivo è di ampliare la rete di interventi, di promuovere la salute e la capacità di miglioramento di coloro che si trovano in difficoltà. Affrontare, ma anche prevenire le fragilità, attraverso un processo di ampliamento di coscienza e quindi un naturale aumento della resilienza (cioè della capacità di rispondere positivamente ai traumi che la vita dispensa) delle famiglie e quindi dei membri al loro interno. Tali attività verranno anche promosse attraverso un attento e capillare lavoro di sinergia con le scuole presenti nel territorio.

7 PAG.7 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Giornata Mondiale contro l AIDS: Insieme si può. Fai vincere la vita di Salvatore Caminita Lunedì 1 dicembre 2014, presso il Centro di Formazione Istituto S. Pio X in Via Libertà n.45 a Partinico, in occasione della Giornata Mondiale contro l AIDS, ha avuto luogo l incontro INSIEME SI PUÒ. FAI VINCERE LA VITA. Vale la pena di ricordare che l'associazione "Casa Famiglia Rosetta" ha risposto fin dai primi anni 90 al problema dell'aids dando vita ad un programma di assistenza e integrazione sociale a persone che vivono il problema dell'aids e della Sieropositività con la creazione di due "Case Alloggio" per adulti ambosessi nelle città di Caltanissetta e Partinico, e della Casa delle Speranze mons. C. Naro a Tanga (Tanzania) dove vengono accolti e curati bambini sieropositivi e in aids. Introdotti dal Fondatore e Presidente don Vincenzo Sorce, i relatori del Convegno di quest anno sono stati l assistente Sociale Salvatore Caminita, la giornalista Alessandra Turrisi, il sociologo Rosario Cigna, gli infettivologi Tullio Prestileo e Mauro Sapienza, la psicologa Maria Angela Nicolosi e Sua Eccellenza Mons. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale. Tutti i relatori hanno affrontato il problema dell infezione da H.I.V. in base alle proprie com- petenze professionali. Nel convegno è emerso che è ormai scomparsa sia da parte dei media che da parte della popolazione l attenzione nei riguardi di questa malattia. Sono passati ben 31 anni da quando per la prima volta venne scoperto il virus dell H.I.V. responsabile della Sindrome da immunodeficienza acquisita o Aids. Dal giorno della sua prima scoperta al 2013 sono state 78 milioni le persone contagiate e 39 milioni i morti per infezioni collegate all H.I.V. Nel mondo 35 milioni di persone convivono con il virus, a volte senza esserne a conoscenza, ma solo il 37% ha accesso ai farmaci antiretrovirali. In Italia si registra la più alta prevalenza di soggetti affetti da H.I.V., con 1000 decessi l anno. Sono gli italiani affetti da H.I.V., di cui solo 15-25% consapevole di esserlo. Nonostante questi numeri, ancora l 80% degli italiani ritiene di non essere a rischio di contrarre la malattia, mentre il 60% pensa che sia facile il contagio ma che l infezione riguardi esclusivamente i tossicodipendenti, gli omosessuali e chi ha relazioni sessuali promiscue. Questi dati testimoniano che anche se in questi trent anni è stato fatto molto, come l introduzione di farmaci antiretrovirali che hanno migliorato l aspettativa e la qualità di vita di molte persone sieropositive al virus dell H.I.V., tanto altro ancora rimane da fare. L obiettivo di tale convegno è stato quello di non permettere che questa malattia venga dimenticata e di fornire quelle conoscenze basilari ma indispensabili per arrestare la più grande pandemia di questo secolo. Nella XX conferenza internazionale sull A.I.D.S svoltasi a Melbourne, la comunità scientifica si è impegnata per il 2020 a raggiungere l obiettivo 90x90x90, ovvero riuscire ad ottenere il 90% delle diagnosi di infezioni da H.I.V., l accesso alle terapie per il 90% dei malati e l azzeramento della carica virale nel 90% dei casi di sieropositività. L Associazione Casa Famiglia Rosetta sarà sempre in prima linea nella lotta al virus dell H.I.V. sognando che un domani non troppo lontano si riesca a scoprire il modo per debellare definitivamente il virus nei soggetti sieropositivi. A Canicattì Tavola Rotonda su Gioco patologico e nuove emergenze di Angela Sardo Il 28 novembre scorso Canicattì si è offerta ancora una volta territorio favorevole alla diffusione di interventi di prevenzione e di proposte di trattamento a favore dei giocatori patologici. La Chiesa S. Lucia ha aperto le porte a una cittadinanza che ha esplorato e riconosciuto il problema come diffusione problematica di comportamenti ad alto rischio sia per l individuo che per l intero sistema familiare e sociale d appartenenza. L equipe che compone il gruppo di lavoro comprende Giovanna Garofalo, Umberto Bosco, Antonio Urriani Giardina, Giovanni Salotta, Angela Sardo, che insieme hanno voluto sensibilizzare i partecipanti a conoscere i dati epidemiologici che contraddistinguono la nostra regione, le modalità di sviluppo della dipendenza patologica del gioco, le differenze di genere che distinguono i comportamenti femminili da quelli maschili, le aree d intervento, le linee terapeutiche, nonché l approccio multidisciplinare e integrato nelle terapie con l ausilio del consulente finanziario che interagisce nel processo riparatorio della persona portatrice della dipendenza. Ottimo riscontro hanno fatto registrare le testimonianze di Michele e Giuseppe in qualità di utenti del nostro servizio per i giocatori patologici. Entrambi hanno presentato una panoramica di esperienze, di vissuti personali legati agli sviluppi di comportamenti compulsivi tali da compromettere tutto il loro sistema familiare. Le personali considerazioni hanno evidenziato le fragilità dell umano, la difficoltà di chiedere aiuto in tempo, superando le barriere personali, e hanno dimostrato l efficacia dei gruppi di supporto e dei programmi personalizzati nei processi individuali di cambiamento. La tavola rotonda ha sottolineato la fondamentale valenza e importanza della famiglia, con le proprie risorse, nel fronteggiare e attuare gli interventi nella cura e guarigione di una problematica tanto delicata e complessa quale quella del gioco patologico.

8 PAG.8 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Giornata Internazionale della persona con disabilità: tra musica e attesa del Natale Come di consueto la grande Famiglia di Casa Rosetta ha celebrato la Giornata Internazionale della persona con disabilità, e il 3 dicembre ha visto la realizzazione di due eventi significativi che fanno ormai parte della storia dell Associazione. Il Centro Diurno di Mussomeli ha fatto coincidere l evento con l organizzazione della tradizionale Rassegna Canora, che quest anno ha avuto per tema La bellezza della creazione, mentre il Centro Diurno di Villa San Giuseppe a Caltanissetta, ha voluto coniugare la festa con la preparazione al Natale. Ecco come familiari, operatori e volontari ci hanno raccontato l evento. La bellezza della creazione dal Centro Diurno di Mussomeli La bellezza della creazione, è il tema che quest anno è stato scelto per la XIX Rassegna Canora del Centro Diurno di Mussomeli. La bellezza di tutte le creature è uno straordinario simbolo visibile di un mistero invisibile di grandezza e di bontà infinita. Tutte le creature hanno un loro posto e ciascuna completa la bellezza dell universo lodando il Signore. Proprio come i nostri ragazzi che con un linguaggio non solo di parole, ma di gesti semplici e di emozioni che derivano dal profondo del cuore, hanno contribuito alla bellezza del creato. Anche quest anno l evento si è svolto presso l Auditorium degli Istituti ex Hodierna e Virgilio di Mussomeli, presentato da Giovanna e Martina, due allieve dei rispettivi istituti. L idea nasce da finalità terapeutiche, ludiche e ricreative e anche come momento di aggregazione e di incontro con le realtà del territorio. Negli ultimi anni si è privilegiato il contesto scolastico che, per molti aspetti, rappresenta una preziosa risorsa, ma anche perché si ritiene sia lo spazio più adeguato per conseguire obiettivi riabilitativi ed educativi. La Rassegna ha avuto inizio con la proiezione di un video che mostra il capolavoro del creato e che riassume in sé tutte le meraviglie delle altre creature, esaltandone l ordine e l armonia. La manifestazione canora è proseguita con il benvenuto da parte del Dott. Vincenzo Sorce alle autorità intervenute: le Associazioni Fratres e Misericordia, il Direttore della BCC San Giuseppe, il Comandante dell Arma dei Carabinieri, i Dirigenti scolastici, Don Rosario Castiglione e Padre Lo Conte e l Ing. Di Prima membro del consiglio di amministrazione della nostra Associazione. I primi ad andare in scena sono stati i ragazzi del Centro Diurno. La performance ha rappresentato La Genesi curata dalle psicomotriciste M. Cristina Maiorana e Giuseppina Sorce, collaborate dai ragazzi del servizio Volontariato Europeo dell ARCI STRAUSS: Anja, Julia, Agnese e Samit. Mentre i ragazzi del centro diurno che hanno partecipato sono stati Salvatore Pecoraro, Carmelo D Andrea, Marco Vacante, Mariella Casucci, Claudia Marchese, Simona Cimarosa, Alessandro Mancuso, Massimo Duminuco, Giovanna Cirlincione, Emanuele Caruso, Patrizia Di Somma, Francesco Tabone, Concetta Amico, Calogera Bertolone, Massimiliano Bortolotto, Roberta Cappalonga, Liborio Chimera, Alessia Di Leo, Vincenzo Di Raimondo, Faustino Falletta, Vincenzo Ingrao, Anna Ingrao, Totuccio Mantio, Giuseppe Mattina e Giovanna Prato. La prima esecuzione canora è stata assegnata a Salvatore Pecoraro che si è esibito con il brano L Essenziale di Mengoni accompagnato dalla ballerina Chiara Pardi. A seguire Dolce Sentire interpretata da Giuseppe Uscio, Salvatore Pecoraro, Carmelo D Andrea, il volontario Gero Arnone e alla chitarra, il nostro operatore, Salvatore Losardo. Entrambe le rappresentazioni hanno suscitato l ovazione del pubblico ed hanno trasmesso grandi emozioni, frutto dell impegno e della costante preparazione curata dall educatrice Lilla Losardo. Grande entusiasmo ha suscitato, poi, il Sogno della Taranta presentato dal gruppo musicale della Comunità Alloggio Mons. Spinnato, curato e accompagnato dall operatore Angelo Amico in collaborazione con la volontaria Anna Maria Scibetta. I ragazzi che si sono esibiti sono stati Ernesto, Claudia, Luisa, Emanuela, Giovanni, Michele, Maria, Anja, Julia e Agnese. Di grande effetto è stata anche l interpretazione della nota canzone Se io, se lei di Biagio Antonacci, interpretata da Carmelo D Andrea accompagnato dai passi di danza di Francesca Sorce e curato dalle psicomotriciste Giuseppina Sorce e M. Cristina Maiorana. Durante la Rassegna non sono mancati momenti di profonda emozione quando è stato proiettato il video del viaggio in Tanzania di Vincenzo Federico, studente dell ex Hodierna, che a soli 17 anni ha vissuto un esperienza coinvolgente nella cruda realtà della Tanzania. Attraverso le immagini, Vincenzo ha voluto renderci partecipi delle emozioni sperimentate come volontario nella Missione di Tanga, che accoglie tanti bambini sieropositivi o affetti da HIV, dove si è recato la scorsa estate insieme al fondatore Don Vincenzo Sorce. In questo clima di emozione, suscitata dalle immagini proiettate, si è colta l occasione per sensibilizzare il pubblico presente verso le adozioni a distanza dei bambini della Missione. La manifestazione si è conclusa con un ringraziamento a tutti i presenti: i Dirigenti degli Istituti ex Hodierna e Virgilio, i volontari dell ARCI STRAUSS e il referente Roberta Lanzalaco, i volontari della bottega, Don Sebastiano Lo Conte, rettore della chiesa S. Maria di Gesù di Mussomeli e Don Rosario Castiglione, Arciprete della chiesa Santa Maria della Luce di Acquaviva Platani, i genitori dei nostri ragazzi, le strutture intervenute, tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione del buffet, i volontari della Misericordia, Croce Rossa, Cavalieri di Malta, Rotary, Rotaract, Interact, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Guardia di Finanza. Un grazie è stato rivolto a Salvatore Giardina, Domenico Di Maria, Calogero Scannella, Lillo Guagenti e Salvatore Messina e a chi ha realizzato i gadget e la scenografia: Maurizio Giammusso e Teresa Canalella. Un particolare ringraziamento è stato rivolto agli operatori del centro diurno che hanno contribuito alla realizzazione di questa XIX Rassegna Canora. Un ringraziamento anche ai nostri ragazzi che non sono stati presenti, perché impossibilitati o perché sono stati presenti come pubblico: Giovanni Catanese, Giuseppe Calma, Gaetano Sciumè, Rosolino Di Noto, Teresa Genco, Mariella Cappalonga, Francesco Genuardi, M. Lucia Magni, Enza Mingoia, Giuseppe Infurna, M. Rita Mulè, Felicia Naro, Francesco Lombardo. È con il cuore che possiamo gustare in pienezza l ineguagliabile bellezza della creazione: sono gli occhi interiori, lo sguardo, che al di là e al di dentro delle apparenze può dischiudere capolavori nascosti dall umiltà delle cose.

9 PAG.9 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 dai Centri Diurni di Mussomeli e Caltanissetta indelebile. Grazie a tutti coloro che si sono spesi per organizzarla. Una giornata indimenticabile di Antonella Lacagnina La festa del disabile che si celebra ogni anno il 3 dicembre, fa parte di quelle pochissime occasioni che non sfruttano il sentimentalismo o sono state create dal consumismo, ma si celebrano per il bisogno di festeggiare quei ragazzi meno fortunati di tanti altri, per poter dar loro un'opportunità di socializzare e per poter esprimere loro sostegno, incoraggiamento, amore. Mentre gli altri anni i nostri ragazzi hanno condiviso questa ricorrenza insieme ai ragazzi della loro età, più grandi o più piccoli, quest'anno, Casa Famiglia Rosetta ha pensato di radunare tutte le famiglie, per poter trascorrere alcune ore, interagendo con i nostri figli e con gli operatori. Inizialmente, insieme ai nostri ragazzi, abbiamo potuto rivedere, grazie ad un CD realizzato dagli operatori, che poi ci è stato regalato, tutte le bellissime occasioni che sono state date loro per scoprire il mondo circostante, come vacanze estive, circo, visite e mostre, rappresentazioni teatrali... Dopo, sempre insieme a loro, seguiti e guidati dagli operatori, abbiamo realizzato un bellissimo albero di Natale e delle palline che sono state realizzate utilizzando tecniche varie. È stato un bellissimo momento, in quanto abbiamo scoperto che i nostri ragazzi hanno acquisito tante abilità che prima non possedevano, ed è stato bellissimo lavorare insieme a loro e leggere nei loro occhi una grande felicità. Questa esperienza non è servita soltanto ai ragazzi, che hanno potuto mettere in luce tutte le loro potenzialità, ma è servita anche ad arricchire il nostro bagaglio umano ed interiore. Infine gli operatori hanno preparato un ottimo pranzo, che è servito non solo a condividere questo bellissimo momento con i nostri figli, fratelli o sorelle e con gli operatori, ma a conoscere meglio i familiari degli altri ragazzi, per poter, come in una grande famiglia, confrontarci e migliorare sempre più i nostri rapporti. È stata una giornata indimenticabile, che ha lasciato sicuramente nel nostro cuore una traccia Insieme come una grande famiglia di Gisella Canicattì Il tre dicembre, in occasione della Giornata Internazionale delle persone con disabilità, ho partecipato, insieme al mio piccolino, mio marito e mia madre, alla meravigliosa giornata organizzata dallo staff del Centro Diurno di Villa San Giuseppe. Appena arrivata, ho respirato un aria familiare che mi ha fatto sentire come a casa. Quello che saltava subito agli occhi era la gioia dei ragazzi e delle famiglie intenti a partecipare, insieme agli operatori, alla realizzazione degli addobbi e dell albero di Natale. Tutto era stato organizzato benissimo, dai tavoli occupati dalle famiglie insieme ai ragazzi ed agli operatori, al grande tavolo dove era in lavorazione l imponente albero di Natale. La giornata si è poi conclusa al piano inferiore, nella sala mensa, organizzata anche quella in modo eccellente, dove tutti, ordinatamente, ci siamo accomodati a tavola e abbiamo consumato insieme un pranzo buonissimo, quindi un plauso anche ai cuochi di Villa San Giuseppe e soprattutto a Gaetanino che è stato un maître di sala sempre simpatico e gioviale. Ho voluto stendere queste poche righe affinché questi incontri vengano ripetuti più spesso, anche se questo comporta un lavoro organizzativo in più per gli operatori. Però, se il risultato è quello di rendere felici i ragazzi e le loro famiglie, penso che la fatica venga ricompensata. Per concludere, desidero soltanto dire grazie a Bianca, Carmelina, Alida, Maria Pia, Angelo, Pasquale, Mariolina, Anna, Donatella, Umberto, Giovanni. Grazie di esserci!!!

10 PAG.10 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Speciale 30 di Fondazione di Terra Promessa: avvertì che dopo di lui i drogati sarebbero arrivati a fiume. E così fu. Con queste parole Don Vincenzo rievoca nel suo libro autobiografico Il coraggio di osare (p.51) gli inizi del Programma Terra Promessa, che quest anno celebra il suo trentennale. In quel momento, il sì di Don Vincenzo poteva apparire come una piccola goccia in un deserto sconfinato di dolore, ma presto quella goccia divenne un fiume, come aveva predetto quel giovane tossicodipendente. Un fiume in piena, che si è diramato in Un giorno, ero appena arrivato dai miei vecchi genitori per pranzare con loro. Mentre eravamo a tavola, qualcuno bussò alla porta: un padre, accompagnato dal figlio, chiedeva di parlarmi. Li aveva spinti a venire a quell ora la forza della disperazione. Il padre aveva scoperto che suo figlio, durante il servizio militare, aveva cominciato a drogarsi e un giorno aveva rischiato di morire per un overdose. Non capivo però perché si fosse rivolto a me. Era per me una nuova situazione da affrontare e francamente non mi sentivo preparato. Essi compresero la mia esitazione, ma insistettero perché non li abbandonassi alla disperazione. Così mi impegnai. Dopo qualche giorno, don Salvatore Tumminelli mi telefonò per dirmi che intendeva mandarmi un giovane drogato perché lo aiutassi. Io protestai: perché dovevo essere io a occuparmene e non lui? Ma le mie proteste non approdarono a nulla. Così giunse anche il secondo giovane, che subito mi molte direzioni fino ad arrivare all oceano e oltre, portando ovunque vita e speranza. Da quel 1984, infatti, il Programma terapeutico ha teso una mano a migliaia di giovani attraverso le varie Comunità e i Centri di prevenzione che, nel tempo, si sono dislocate via via sul territorio nazionale: Caltanissetta, Roccella, Serradifalco, Delia, Canicattì, Licata, Gela, Cammarata, Palermo, Grammichele, Ramacca, Siracusa, Rosolini, Montegrosso d Asti, Torino. Dal 1995 il Programma varca il vecchio continente e approda alla giovane e lussureggiante Porto Velho, nella foresta Brasiliana, dove nascono, insieme a un Centro di riabilitazione psico-motoria, una Comunità Terapeutica maschile e una femminile, attualmente in pieno sviluppo. Prossimamente, infine, sorgerà anche a Tanga (Tanzania), un Centro di formazione, prevenzione e riabilitazione a servizio dei popoli africani. Ma la crescita non è stata puramente geografica o quantitativa. È stata soprattutto una crescita qualitativa. Il Programma, infatti, grazie alla lungimiranza del suo fondatore, Don Vincenzo, non solo si è ispirato ai valori della carità e della tenerezza cristiana verso i feriti della vita, ma si è proposto di rispondere alle sfide delle dipendenze patologiche di ieri e di oggi con professionalità esigente, con rigorosa scientificità e con attenzione concreta sia alle specificità che ai nuovi bisogni. Questo ha comportato, in primo luogo, la diversifi- cazione del Programma Terra Promessa e del suo progetto riabilitativo. Nel 1991, infatti, nasce la Casa Alloggio Villa Sergio, con la quale si intendeva dare una risposta pioneristica alle problematiche delle persone affette da HIV/AIDS, che, in quel contesto storico, erano strettamente connesse alle problematiche della tossicodipendenza. Nel 2003 fa seguito il Progetto La Ginestra : una Comunità Terapeutica per donne tossicodipendenti con figli. Infine, nel 2004, si aggiunge L Oasi, struttura specializzata nel trattamento dell alcol-dipendenza. Attualmente, la Comunità Villa Ascione sta lavorando per far sorgere Reti di volontari sparse sul territorio, con il duplice scopo di facilitare il follow-up di coloro che hanno concluso il percorso riabilitativo, e di andare incontro, in un contesto sempre più complesso e in evoluzione, alle persone in difficoltà laddove esse si trovano. In secondo luogo, il valore del progetto Terra Promessa è stato riconosciuto da istituzioni quali l ONU, il Dipartimento di Stato Americano, l Unione Europea, e ha trovato un posto significativo nei circuiti internazionali della formazione e della prevenzione. Così, dunque, dal 1999 al 2001, Terra Promessa ha preso parte alla formazione di circa 500 operatori e quadri dirigenti impegnati nel recupero delle tossicodipendenze, provenienti dai Paesi dell Est Europeo: Bulgaria, Ungheria, Polonia, Slovenia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Federazione Russa, Bielorussia e Moldavia. Nel settembre del 2002 e nel settembre del 2003, Terra Promessa è stata protagonista nell organizzazione e realizzazione della Terza e della Quinta Conferenza Internazionale sulla prevenzione della tossicodipendenza, alle quali parteciparono delegati provenienti da ben 72 e 83 nazioni rispettivamente. Dal 2009 al 2011 è stata coinvolta nel programma formativo delle Nazioni Unite denominato TreatNet, raggiungendo ben 871 operatori della Nigeria, del Mozambico e della Costa d Avorio. Infine, nel 2012 ha collaborato nel progetto GROW (Guiding the Recovery of Women), in cui sono state formate 34 donne afgane operanti nel settore. Trent anni, dunque, di ampi orizzonti e allo stesso tempo di risposte puntuali, offrendo a migliaia di adolescenti, giovani e adulti, figli, mariti e padri una speranza concreta di riprendere in mano la propria vita, la propria dignità e i propri affetti. Trent anni di sfide e di battaglie, trent anni di fiducia e di coraggio, trent anni di vita, insomma, da ricordare e celebrare insieme. Con questo spirito, il 18 e 19 dicembre scorsi si sono svolte a Villa Ascione due giornate commemorative sotto lo slogan, appunto, Insieme per la vita. Invitati speciali della prima giornata sono state le scolaresche dei Licei Classico e Scientifico, del Magistrale e della

11 PAG.11 - EMMAUS N.89 - ott/dic ANNI INSIEME PER LA VITA Ragioneria di Caltanissetta. La scuola è, infatti, un luogo strategico per svolgere un lavoro di prevenzione e per raggiungere tanti giovani esposti al rischio di cadere nelle insidiose spire della dipendenza patologica che, oggi più che mai, assume forme e volti molteplici e cangianti. La mattinata si è aperta con la lettura della Filosofia e con un concerto di pianoforte e violino dei Maestri M. Gangi e S. Vacca, durante il quale è stato eseguito un ricco repertorio di brani classici, colonne sonore di Ennio Morricone e Tango. In seguito, il Direttore di Villa Ascione, Calogero Ricevuto, ed Ettore Fischetti hanno illustrato ai presenti la storia di Marcello Quatra dell Associazione e il Programma Terapeutico, aiutati dalla proiezione di un cortometraggio su Terra Promessa. È stato poi lanciato ai giovani studenti un messaggio particolarmente toccante attraverso la testimonianza dei graduati : giovani anch essi che hanno avuto il coraggio di chiedere aiuto, che hanno creduto, hanno lottato e hanno vinto. Le parole vibranti e coinvolgenti di Don Vincenzo hanno, infine, coronato quest incontro, che si è svolto in un clima festoso e, allo stesso tempo, attento e partecipato. La mattinata si è conclusa con la visita alle mostre allestite per l occasione: l esposizione ornitologica, messa a disposizione dall Associazione Ornitologica Centro Sicilia, e la mostra fotografica di Ausilia Lombardo. La seconda puntata della celebrazione trentennale si è svolta nel pomeriggio di venerdì 19. Questa volta è stato Don Vincenzo, in un tendone gremito di invitati ed amici, ad aprire il programma con una commossa rievocazione degli inizi di Terra Promessa e del cammino percorso in questi 30 anni. Una storia, che trova la sua sintesi in queste parole, più volte ripetute da Don Vincenzo nel suo discorso: L amore genera amore, Ciò che è amato cresce! Un concerto dell Orchestra Russa, diretta dal Maestro Sferrazza, ha poi dilettato i presenti con brani di Bach, Mozart e Tchaikovsky, preparando così l atmosfera ad uno dei momenti più significativi della serata: l assegnazione del Premio Solidarietà, che, in questa edizione speciale, è stato conferito a varie persone: al magistrato brasiliano, Dr. Evandro Araujo Oliveira e al Prof. João Pereira, innanzitutto, i quali hanno dato un impulso decisivo alla realizzazione del nuovo Centro di Ouro Preto; al Prof. Umberto Nizzoli, psicologo e psicoterapeuta, supervisore scientifico dell Associazione ormai da parecchi anni; a Giuseppe Morreale, numero uno in quel grande fiume di coloro che hanno ritrovato in Terra Promessa la loro speranza e, infine, ad Angela Sardo, volontaria della prima ora, oggi Direttrice de La Ginestra. A conclusione della serata, i presenti hanno potuto ammirare all aperto l esibizione di due falconieri e, dulcis in fundo, sono stati invitati a prendere parte a un delizioso buffet preparato dai residenti di Villa Ascione e al taglio dell enorme, squisita torta sulla quale campeggiavano, ancora una volta, le parole L amore genera amore. Nel cuore di tutti un solo sentimento: la gioia. Sulla bocca di tutti una sola parola: Grazie!

12 PAG.12 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Le donne della Ginestra contro il femminicidio di Maria pia Antonelli Gela, 25 Novembre Giornata Mondiale contro la Violenza sulle donne. Sala del Convitto Pignatelli. Ecco, sono le vittime che parlano. I monologhi del libro di Serena Dandini Ferite a morte riaprono le ferite dei vissuti delle donne della Comunità La Ginestra : le voci tremano, si rompono, diventano respiri affannosi mentre provano a recitare quello che non è una recita, non è teatro, non è finzione. Cambiano i luoghi, i nomi, i contesti, ma la violenza è la stessa, il dramma è lo stesso, la condizione di donna violata e abusata è dolorosamente, ingiustamente la stessa. Coraggiosamente, le donne ospiti della Comunità hanno voluto dare la loro voce ad alcune delle vittime del femminicidio, e allo stesso tempo hanno dato parola alla loro anima, alle scure grotte della loro memoria, alle cicatrici del cuore e del corpo. Ed eccole lì, di fronte a centinaia di occhi, a recitare la violenza subita, la dignità calpestata, la libertà negata e UCCISA. Il silenzio prende il posto dei mormorii diffusi nella sala, quando la voce violacea di Maria, dolorosamente calma, penetra negli occhi dei presenti Ce ne vuole per denunciare il padre di tuo figlio. Bisogna nascondere il cuore sotto un velo nero e andare avanti... Ma non è bastato per farlo arrestare, sennò io non ero qui, assieme a tutte voi. Adesso qualcuno si pentirà di non avermi dato retta, ma non è una consolazione per mia madre. Quello che mi dispiace è che mi ha accoltellata davanti alla mia creatura. Poteva almeno portarlo in un'altra stanza... e invece aveva troppa fretta di chiudermi gli occhi... Espressioni stupite e quasi attonite rispondono alle voci rosse di Elisabetta e Valentina, che abilmente rivelano le sfumature dell'emotività, ora grottesche e drammatiche, ora comiche e dolenti: All'uomo gli viene naturale di alzare un po' la voce! Non è colpa sua! È fatto così! Tu studia il DNA e poi mi vieni a raccontare. All'uomo non gli piace essere contrariato! Devi dargli ragione! Anche se ha torto. E tutto fila liscio. E invece No! Sempre da ridire, fare polemica, mettere i puntini sulle i! Adesso parliamo, ora mi spieghi. Lo esasperate! Lo provocate! E poi vi lamentate che si arriva alle estreme conseguenze... Qualcuno abbassa lo sguardo al monologo della vittima di un amore virtuale, finito su Facebook: Sì lo ammetto. Gli ho chiesto di più. Gli ho anche dato un ultimatum. L ho pregato di spegnere il computer, almeno la domenica mattina. Mi ha cliccato: Non mi piace, faccina triste. L'ho lasciato. Ma non se n'è accorto. Non sapevo come dirglielo. Allora ho modificato il mio profilo su Facebook. Situazione sentimentale: Single. Finalmente l'ha capito. È stato lì che non ci ha visto più. Gli è sembrato troppo umiliante essere lasciato così, davanti ai suoi mille amici virtuali. Potevo essere più discreta, comunicarglielo a voce, a tu per tu... Volevo cliccare Non mi piace, anzi, non mi piaci più tu. Ma non mi ha dato il tempo. E mi ha sparato. La dolcezza invece invade l'aria quando Alessia recita Fior di Loto: Mi hanno detto che i venditori di fiori di Bangalore riescono con un solo tocco magico a trasformare un bocciolo ancora chiuso in un fiore spalancato sul mondo. Io rimarrò per sempre un bocciolo. I Talebani le hanno sparato nello Scuolabus, la sua colpa era studiare, andare a scuola. I Talebani hanno capito tutto: una donna istruita rischia davvero di cambiare il mondo. In questo 25 Novembre, le donne della Ginestra hanno voluto indossare le umiliazioni della loro vita in un abito nero, e hanno gridato con la forza del riscatto la pienezza della loro identità di genere, nel rosso dell'accessorio di una collana, di un paio di scarpe, di un fiore, testimoniando il bisogno di un cambiamento forte, profondo, della cultura e della società che ancora nega alle donne il diritto di poter essere se stesse. Le donne della Ginestra. Donne in grado di cambiare se stesse, e anche il mondo. Ciao, Fania! Il 5 Luglio 2014 tornava alla Casa del Padre Fania, che ci disse: vi sorrido mentre dipingo le porte cielo. Era una donna straordinaria, capace di ricercare il senso delle cose del mondo attraverso le prove che la vita le riservava. Fiera, gentile, elegante, Fania ha saputo usare il suo tempo per prepararsi con dignità ad abbandonarsi nelle mani di Dio. La ricordiamo così, alla Ginestra, quando nel Settembre del 2008 dava inizio alla sua nuova vita, con la tenacia di una grande donna capace di rivedersi e rimettersi in discussione con se stessa e col mondo. La graduazione del 7 dicembre 2013 era la consacrazione delle sue qualità, di quelle capacità di dedizione che sapeva donare a se stessa e a tutte le persone che incontrava. La sua memoria è sempre viva, testimone nell arte di amare e di comunicare. Tonia, sua compagna di questo grande viaggio che è la comunità, ha scritto per lei: C era una rosa che cresceva all ombra di un muro. Sbocciava e fioriva nella luce di Dio. Innaffiata e nutrita dalla rugiada del mattino spargeva la sua dolcezza giorno e notte. Crescendo e fiorendo alta e gentile, levandosi lentamente e nobilmente, arrivò ad una crepa sul muro da cui filtrava uno sprazzo di luce. Si arrampicò in avanti con ulteriore forza, senza mai un pensiero di paura o vanità, e attraverso la crepa si schiuse al di là del muro. La luce, la rugiada, la distesa del paesaggio, così nuovi eppur antichi, si perse in loro senza smettere però di emanare, ancora e ancora, il suo profumo. Le rivendicazioni della morte ci affliggeranno e faranno sì che il nostro coraggio impallidisca e soccomba? No, accogliamo la fede e la speranza. La rosa cresce, sboccia e fiorisce spandendo, ancora, da lontano, il suo profumo. Al di là del muro. E così lei stessa confidò al suo diario: 25 maggio 2014 Se Dio vorrà tenermi ancora su questa terra, farmi questo miracolo (perché è di questo che si tratta) mi attiverò e pregherò con tutte le mie forze affinché io possa essere una autentica francescana. Aiutami ad esserlo, Signore. La sensazione è quella di poter fare tanto, in questo cammino, si può dare ed aiutare gratuitamente, con amore pulito e puro. Sono nelle tue mani, Gesù, aiutami solo nel darmi la forza di accettare i tuoi progetti, le tue decisioni, e a cercare di capirti tenendoti sempre la porta aperta, ma, soprattutto, il mio cuore. Perdona i miei peccati, Gesù, e accogli me e le mie preghiere.

13 PAG.13 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Pubblicato Quando la mia terra si tinge di sangue di don Vincenzo Sorce È fresco di stampa l ultimo lavoro del nostro presidente, don Vincenzo Sorce. Un volume che non è un saggio né un opera agiografica, ma che è, piuttosto, il tratteggio appassionato di tre figure significative e assai diverse tra loro, divenute veri e propri martiri della terra di Sicilia. Sentir parlare di martirio, oggi, è, purtroppo, frequente. In Africa, in Medio Oriente sono sempre più numerosi i cristiani religiosi e laici vittime dell odio religioso. La testimonianza della fede, che quasi sempre si esprime e traduce nel servizio ai più poveri, ai dimenticati, ai negletti della società, sa di dover affrontare ogni giorno il pericolo di vedere stroncata la vita di quanti scelgono la missione. Ma il volume di don Sorce non ci parla dei martiri missionari di cui spesso abbiamo notizia dagli organi di informazione e che non di rado ci appaiono disarmati e sereni nella consapevolezza di dover mettere in conto il rischio di morire per la propria fede. L Autore ha scelto di presentare tre protagonisti della storia recente della nostra Isola che si sono mossi in ambiti molto diversi: un religioso, un magistrato, un prete diocesano. Il libro coglie il filo rosso di un martirio che è apparentemente nascosto nelle pieghe di biografie assai differenti tra loro e che, alla fine, rivela un unica chiave di lettura e, dunque, un analoga interpretazione del senso di tre vite molto diverse: quella di padre Francesco Spoto, bocconista di Raffadali, di Rosario Livatino, giovane magistrato canicattinese, di Padre Pino Puglisi, sacerdote del clero diocesano di Palermo. Tre vite lontane nel tempo e nello spazio, ma con quel filo rosso che le lega e che fa emergere in ciascuna un unico anelito: la ricerca della giustizia. Per il padre Spoto, Superiore generale dei Bocconisti, giustizia è santità, è portare il Vangelo e prodigarsi al servizio e per la liberazione dei poveri del Congo. Per Rosario Livatino giustizia è interpretare e applicare la legge vivendo le relazioni personali e professionali alla luce del Vangelo. Per don Pino Puglisi giustizia è comunicare che il Vangelo è per tutti certezza di riscatto e vita nuova, soprattutto per i dimenticati e per i deboli preda della criminalità. Le vite di tutti e tre i protagonisti dicono che fare la giustizia è possibile, che il cristiano non può rinunciare a ricercarla, che la santità è anche nella quotidiana fatica di ridare dignità e diritti agli esclusi. Così si conclude il lavoro di don Sorce che, siamo certi, sarà apprezzato da molti lettori: Il martirio è sangue innocente che lava le colpe dell irresponsabilità e dell ingiustizia, dello sfruttamento e della sopraffazione, della violenza e della mafia, e ridona coraggio e speranza in una nuova umanità. Il martirio è profezia di tempi nuovi, di orizzonti nuovi, di umanità nuova. Il sangue del martirio richiama sofferenza, dolore, dimensione costitutiva dell uomo, aspetto essenziale della fragilità e della debolezza, e, contemporaneamente, richiama espiazione, purificazione, prendersi cura, redenzione. Nel sangue del martirio c è il realizzarsi del pensiero di Pascal: «Cristo è in agonia fino alla fine del mondo». Oggi l esperienza del martirio è dilatata fino agli estremi confini della terra, ed è questa dilatazione che rende estesa e perpetua la salvezza del mondo, convergenza di sangue dell uomo e di Dio, incrocio di peccato e di salvezza. Il martirio parola di innocenza che si fa offerta, dono, vittima, liturgia infinita di amore che grida dagli abissi della storia al Signore del cosmo le parole della resa incondizionata, le parole di supplica di aiuto e di conforto, i gemiti del creato che soffre le doglie del parto di una umanità totalmente nuova. Corso di aggiornamento sul Gioco d Azzardo di Giovanna Garofalo Nell ambito delle attività organizzate per celebrare i trent anni del Progetto Terra Promessa prevenzione e lotta alle dipendenze, nei giorni 18 e 19 dicembre, presso il salone del Villaggio Santa Maria dei Poveri della Associazione Casa Famiglia Rosetta, ha avuto luogo il Corso di aggiornamento dal titolo Gioco d Azzardo Patologico: dalla emergenza alla definizione del trattamento, organizzato da ACFR, anche in qualità di Provider ECM, e accreditato dall Ordine degli Assistenti Sociali della regione Sicilia. Il Corso è stato rivolto al personale di ACFR, TP e L OASI con l obiettivo di formare operatori specializzati in grado di rispondere alla emergenza GAP su tutto il territorio siciliano. Il progetto Terra Promessa, infatti, ha attivato 10 Centri d Ascolto in 9 diversi comuni nelle province di Catania, Palermo e Caltanissetta per l accoglienza delle famiglie o gli interventi di prossimità su temi di prevenzione primaria delle dipendenze. L Italia è il paese europeo in cui, proporzionalmente alla sua popolazione, vi è il più alto numero di giocatori d azzardo patologico. In quest ultimo decennio, molti studi confermano che in diversi giocatori d azzardo la passione per il gioco spesso sfocia nella patologia: non si riesce a smettere di giocare, compromettendo spesso il proprio equilibrio psicologico con gravi ripercussioni in ambito familiare e perdendo progressivamente ogni relazione di tipo sociale. Dal 2004 l ACFR offre un trattamento ambulatoriale e, più recentemente, anche residenziale ai giocatori e alle loro famiglie. Le richieste di aiuto sono in aumento e le risposte esigono un attenzione multi professionale che veda coinvolti, oltre alle figure sanitarie, anche esperti finanziari, agenzie di credito, forze dell ordine, agenzie educative, e altri stakeholders impegnati nel sostegno ai Giocatori, alle famiglie, alle giovani generazioni. Il Corso ha offerto ai partecipanti le basi teoriche e le buone prassi per impostare correttamente un intervento psicoeducativo nei casi di dipendenza da Gioco d Azzardo. Le tematiche specifiche trattate hanno riguardato indicazioni per un inquadramento della specificità del fenomeno gioco d azzardo patologico necessario a comprendere alcune difficoltà incontrate nella presa in carico; il disegno di un panorama dei principali aspetti clinici e terapeutici del problema; la definizione di strategie collaborative nella rete territoriale per la prevenzione e il sostegno. Il Corso è stato diretto dal Prof. Umberto Nizzoli, Psicologo e psicoterapeuta, esperto Internazionale in Dipendenze e comportamenti d abuso, già direttore del Dipartimento Dipendenze ASL Reggio Emilia e direttore dei Ser.T. Il Professore Umberto Nizzoli è, da oltre 10 anni, il supervisore Scientifico nel campo delle Dipendenze e organizzazione dei servizi della ACFR, TP e L OASI. Ha introdotto il Corso di formazione don Vincenzo Sorce, Presidente e Fondatore delle Associazioni, Responsabile del Progetto Terapeutico per la Lotta alle Dipendenze, Progetto Terra Promessa di cui quest anno si celebrano i trent anni di attività. Le due giornate formative sono state condotte dal Prof. Umberto Nizzoli e dagli operatori della équipe del Servizio per il trattamento dei Giocatori d Azzardo Patologico composta dal dr Umberto Bosco, Psicologo, Psicoterapeuta del Centro di Consulenza per la Famiglia, Responsabile del Protocollo GAP, dal Dr Antonio Urriani Giardina, Educatore Professionale, presso la Comunità Terapeutica Terra Promessa, dalla dr Angela Sardo, Direttrice della Comunità Terapeutica per Donne, La Ginestra, dal dr Giovanni Salotta Consulente finanziario del Protocollo terapeutico.

14 PAG.14 - EMMAUS N.89 - ott/dic 2014 Il 20 dicembre, presso il Salone del Villaggio Santa Maria dei Poveri a Caltanissetta, gli ospiti del Centro Diurno della Associazione Casa Famiglia Rosetta hanno accolto gli operatori, i pazienti e le Famiglie dei Centri di Riabilitazione Neuropsicomotoria di Caltanissetta, Mussomeli, Riesi e Mazzarino per la partecipazione ad un importante incontro dal titolo Le Malattie Rare. Affrontare la Complessità: verso una migliore qualità della Vita. L evento è stato introdotto dal Presidente e fondatore della Associazione, Don Vincenzo Sorce. Successivamente, ha presentato la sua relazione la dr Maria Piccione, Medico Pediatra e Genetista, Responsabile del Centro di Riferimento regionale per le Malattie Genetiche cromosomiche e la Sindrome di Down dell Azienda Ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo, impegnata anche nella organizzazione e nel coordinamento della Rete regionale dei Centri di Riferimento sulle Malattie Rare. La Dr Donatella Buscemi, Psicologa, psicoterapeuta presso il Servizio domiciliare e il Centro Diurno Villa San Giuseppe ha relazionato su La Famiglia con Disabilità: una storia lunga una vita, mentre la dr Carmelina Gulino, Psicomotricista presso il Centro Diurno Villa San Giuseppe, è intervenuta con la relazione dal tema Verso una migliore qualità della vita delle persone con disabilità. Incontro sulle Malattie Rare e qualità della vita di Giovanna Garofalo Infine, la Dr Giovanna Garofalo, Biologa e genetista, responsabile Centro di Genetica Familiare e Laboratorio Specialistico di Genetica Medica dell Associazione, ha presentato le attività del Centro di Genetica Familiare, che da vent anni opera a Caltanissetta con interventi di prevenzione e diagnosi delle malattie genetiche. Ampio spazio è stato dato agli interventi dei pazienti e dei familiari che hanno partecipato all incontro, nell intento di promuovere una coesione solidale tra le famiglie impegnate nel sostegno continuo ai propri familiari e gli operatori sociosanitari che rappresentano uno dei tasselli del sistema dei sostegni che ruota intorno alla persona che vive con una disabilità. L incontro, rivolto a tutti i pazienti e alle famiglie e agli operatori dei Centri di Riabilitazione neuropsicomotoria, ha inteso essere uno stimolo al miglioramento delle conoscenze e un momento di sensibilizzazione sulle Malattie Rare che rappresentano almeno il 10% delle patologie umane note, la maggior parte delle quali di origine genetica. Spesso la carenza di informazioni da parte degli operatori sociali e sanitari e delle istituzioni impedisce un efficace presa in carico del paziente con gravi conseguenze sul piano della cura ma, soprattutto, sulla qualità della vita delle persone con Malattie Rare e delle famiglie. L incontro ha, dunque, sollecitato l attenzione e la presa di coscienza delle figure impegnate, al fine di favorire un efficace lavoro di rete. La Rete nazionale e regionale per le Malattie Rare rappresenta un importante punto di riferimento verso una più efficace ed efficiente gestione del problema e della sua complessità. Continua da pag.2 - Quale rischio Mi chiamo Rosario Cavallo, ho diciannove anni ed è da quando ne avevo 14 che vivo presso la Comunità Alloggio per minori M e G. Gulino di Ragusa. La mia è una Comunità che si occupa di minori a rischio, con problemi in famiglia e con dei genitori che la maggior parte delle volte non sono in grado di occuparsi di loro. Per me, entrare in questa realtà, è stato un vero e proprio trauma, perché conducevo una vita diversa, anche se in realtà avrei voluto una situazione normale. Infatti, dopo qualche mese mi sono subito ambientato, ho imparato a socializzare e a frequentare gruppi di amici positivi rispetto a quelli con cui stavo prima. La Comunità per me è stata una vera e propria famiglia. Mi hanno dato tutto ciò di cui avevo bisogno e restituito quello che in parte la mia famiglia mi ha negato da piccolo. Ho conosciuto un altro padre, grazie a P. Vincenzo! Oltre a trattarmi come figlio, gli operatori e tutta l Associazione in generale mi hanno trasmesso valori fondamentali in cui credere, al fine di poter portare avanti il progetto della mia vita. Ho imparato ad apprezzare lo studio ed ho potuto fare delle esperienze di lavoro. Purtroppo non ho avuto sempre un lavoro fisso, ho cambiato diversi lavori tra i quali: pasticciere, pizzaiolo e cuoco, e anche contadino. Di recente ho lavorato presso un autolavaggio dove mi sono trovato molto bene e le mansioni che ho svolto sono state molto gratificanti. Aggiungo che tutte queste esperienze lavorative hanno fatto sì che imparassi molte cose, così da poter lavorare anche in diversi ambiti senza alcun problema. Svolgendo anche attività di volontariato, spero di poter trovare un lavoro che risponda alle mie attitudini e mi piacerebbe molto poter impegnarmi nei progetti di servizio civile, anche per aiutare chi ha più bisogno, come la Comunità, i miei operatori, i miei insegnanti ed i miei amici hanno fatto con me. Lavorare mi ha fatto crescere tantissimo e mi ha dato anche tanta responsabilità e precisione nello svolgere le attività anche al di fuori del lavoro o a casa. La Comunità, oltre la possibilità di studiare e lavorare, mi ha permesso di fare esperienze davvero uniche. Tra queste, ad esempio quella di partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù a Madrid nel 2011, partecipare ad un udienza generale a Roma con il papa e infine, la più recente, quella di partecipare a uno scambio culturale per dieci giorni a Salonicco in Grecia. Per rendere possibile questa esperienza, ho preso contatti con l Associazione Culturale Arcistrauss, con sede a Mussomeli, che si occupa di fare partire giovani per l Europa per svolgere periodi di volontariato. Il mio è stato un progetto durato dieci giorni, a partire dal 3 dicembre fino al 12 dicembre u.s. Hanno partecipato al progetto 41 giovani provenienti da varie parti del mondo, per uno scambio di idee e un confronto su tematiche sociali come il razzismo e le dipendenze dalle sostanze stupefacenti. Per me è stata un esperienza molto positiva perché ho conosciuto altri ragazzi con i quali mi sono potuto confrontare e con i quali ho condiviso momenti davvero belli e significativi. Ritorno a casa carico di un bagaglio importante, e con il desiderio di poter realizzare altri progetti simili a questo e in modo particolare di poter partire per un intero anno di volontariato internazionale presso una nazione europea, con il progetto di servizio di volontariato europeo. Continua da pag.2 - Contro la dispersione scolastica sanitari e scolastici su possibili interventi hanno aperto una discussione ricca di propositi e possibilità. Parte centrale della giornata sono stati gli interventi di don Vincenzo Sorce, che ha suggerito, grazie alla sua esperienza pluriennale a diretto contatto con la sofferenza dei giovani del nostro tempo, proposte di sostegno rivolte sia agli insegnanti sia ai giovani che alle loro famiglie, con l apertura di un Centro d Ascolto presso la Scuola, dove gli esperti educatori e psicologi dell Associazione potranno incontrare le problematiche dei ragazzi e sostenere interventi precoci a contributo della di prevenzione della dispersione scolastica e del disagio giovanile. L intervento del Prof. Umberto Nizzoli ha catalizzato l attenzione dei giovani intorno al problema del disagio psicologico che gli adolescenti del nostro tempo, vivono quotidianamente, cercando di mettere in campo tutte le risorse personali. Crescere è duro... ha ribadito più volte il prof. Nizzoli, parlando in maniera molto semplice e diretta con i ragazzi e le ragazze, sottolineando l importanza del Saper chiedere aiuto, ai primi segnali di sofferenza, alle persone di cui ci fidiamo e da cui pensiamo di poter ottenere sostegno e strumenti per superare le difficoltà. Agli interventi sono seguite due testimonianze di giovani che hanno superato le difficoltà del vivere, dopo essere caduti nell oblio delle sostanze, facile soluzione per negare il disagio personale, in cui molti giovani si rifugiano. La giornata si è conclusa con un dibattito cui hanno partecipato sia i giovani studenti sia gli insegnanti e sul quale si sono poste le basi per una proficua e stretta collaborazione professionale da parte degli operatori specializzati di Casa Rosetta. Direttore Responsabile Vincenzo Sorce - Coordinatore di Redazione Maria Giovanna Scavone Redazione C.da Bagno - tel Reg. a Trib. di CL n. 132 del

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