Utilizzo e ristrutturazione dei prodotti derivati nelle imprese italiane

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1 Utilizzo e ristrutturazione dei prodotti derivati nelle imprese italiane Convegno ODC Milano Milano 26 gennaio 2006 Intervento di Emanuele Facile 1

2 Agenda 1. Introduzione: terminologica e dubbi frequenti 2. l fenomeno dei derivati in Italia: un analisi comparativa 3. Le cause e la recente evoluzione del problema derivati 4. Le diverse modalità di generazione della perdita 5. Un approccio risolutivo alla ristrutturazione 2

3 Introduzione: terminologia e dubbi frequenti Cos è un derivato Come si calcola il valore di mercato (mark to market) La differenza tra pay-out e mark to market La differenza tra prezzi a pronti e prezzi impliciti Chi ci guadagna alla fine? Quanto guadagna la banca? Il concetto di utile o perdita: rispetto a cosa? Cosa vuol dire ristrutturazione? 3

4 Agenda 1. Introduzione: terminologia e dubbi frequenti 2. Il fenomeno dei derivati in Italia: un analisi comparativa 3. Le cause e la recente evoluzione del problema derivati 4. Le diverse modalità di generazione del mark to market negativo 5. Un approccio risolutivo alla ristrutturazione: non solo derivati 4

5 La crescita dei derivati è un fenomeno mondiale, non solo italiano Importi nozionali contratti OTC con controparti non finanziarie % + 3 % miliardi di Us % + 7 % + 5 % + 32 % dic-99 giu-00 dic-00 giu-01 dic-01 giu-02 dic-02 giu-03 dic-03 giu-04 Date rilevazione BIS Interest rates Foreign Exchange Fonte: BIS 5

6 In Italia i volumi sono cresciuti molto dalla metà del 2002 Italia - Nozionali contratti OTC con controparti non finanziarie % Miliardi di % + 16% giu-02 dic-02 giu-03 dic-03 Date rilevazione Bankit Interest rates Foreign Exchange Fonte: Bollettini Statistici Banca d Italia 6

7 Il confronto con altri Paesi europei evidenzia volumi comparabili Scambi giornalieri contratti OTC FX con controparti non finanziarie 8,00 7,00 6,00 CAMBI Miliardi Us 5,00 4,00 3, ,00 1,00 - * Francia Italia Germania Spagna UK UK Local Scambi giornalieri contratti OTC IR con controparti non finanziarie 30,00 25,00 TASSI Miliardi us 20,00 15, ,00 5,00 - * Francia Italia Germania Spagna UK UK Local *: per la Germania i volumi sono modesti in quanto diverse banche tedesche operano in derivati da Londra attraverso le loro investment banks 7

8 Anche il n di aziende che utilizza i derivati è nella media internazionale % di aziende che utilizzano derivati 90,00% 80,00% 70,00% 60,00% 50,00% 40,00% 30,00% 20,00% 10,00% 0,00% Australia Canada Francia Germania Giappone Italia Olanda Spagna Svizzera UK USA Aziende che utilizzano derivati Aziende che utilizzano Foreign exchange derivatives Aziende che utilizzano Interest rate derivatives Numero aziende considerate nel campione Australia 304 Canada 592 Francia 163 Germania 412 Giappone 368 Italia 99 Olanda 134 Spagna 29 Svizzera 123 UK 886 USA 2207 Fonte: Analisi su aziende di 48 Paesi condotta nel 2003 da Bartram (Univ. di Lancaster-UK), Brown e Fehle (Univ. North Carolina-USA) 8

9 Il catalogo prodotti delle banche italiane è simile a quelli internazionali Banche italiane Banche estere A tutti i segmenti di clientela Irs Irs Step-up Cap, Floor, Collar IRS Discount Irs Barrier Carry Swap Double opportunity swap Quanto CHF o Helvetia Doppia fase Double euribor Sunrise Altlantic Swap Irs Irs Step Up Cap, floor, collar Step up barrier swap Knock-out swap Leverage CHF libor Quanto Cumulative swap Slope swap Tip Top Eur Usd Quanto Option on cumulative swap: Louvre Options on cumulative swap: Guggenheim Unique swap A tutti i segmenti di clientela Clienti istituzionali e Large Corporate Aldilà dei nomi di fantasia, i prodotti sono molto simili Poche sono le banche italiane che hanno una fabbrica prodotti interna: quasi tutti acquistano dai grossisti internazionali, le global investment banks o alcune banche francesi ed inglesi Le global investment banks propongono gli stessi prodotti ai clienti istituzionali di tutti i principali mercati euro La banca italiana fa la fabbrica di marketing, assemblando e confezionando prodotti internazionali 9

10 Il mercato dei derivati in Italia: qual è quindi il problema? Numerose situazioni di perdita in termini di valore di mercato del derivato Numerose situazioni in cui il derivato non è correlato ad obiettivi di copertura dei rischi aziendali Numerose situazioni in cui la dimensione della perdita sul derivato è molto rilevante rispetto al fatturato e alle linee di fido dell azienda Il problema non è ancora completamente emerso Il fenomeno deve ancora emergere in tutta la sua dimensione: molte aziende solo da poco conoscono il MtM delle proprie posizioni Da fine gennaio 2005 il MtM dei derivati ( anche quelli di copertura!) è entrato in Centrale Rischi Dal bilancio 2005 entra in vigore il d.lgs. 394 del 31 dicembre 2003 sull indicazione in Nota Integrativa del valore di mercato dei derivati: sindaci e revisori hanno sempre maggiori responsabilità Per molte aziende si avvicina il momento non prorogabile dell esborso della perdita sui derivati (flussi di cassa in uscita, possibile crisi di liquidità) 10

11 Agenda 1. Introduzione: terminologia e dubbi frequenti 2. Il fenomeno dei derivati in Italia: un analisi comparativa 3. Le cause e la recente evoluzione del problema derivati 4. Le diverse modalità di generazione del mark to market negativo 5. Un approccio risolutivo alla ristrutturazione 11

12 Quali le cause? Una sintesi a livello di sistema Paese A livello di sistema Paese La crescita molto rapida dell offerta bancaria non ha consentito agli attori (imprese, banche stesse, autorità di vigilanza) di adeguare con i medesimi tempi competenze e strumenti informativi ed organizzativi Le asimmetrie informative tra le diverse categorie di operatori L evoluzione della normativa è stata molto rapida: da fenomeno sommerso SOTTO LA LINEA a dati IN BILANCIO e in Centrale Rischi in pochi mesi. Anche per i professionisti ed i revisori c è il problema di adeguamento di competenze e strumenti informativi 12

13 Quali le cause del problema nei comportamenti di banche ed imprese? I volumi complessivi dei derivati con le imprese? NO L eccessivo numero di aziende che li utilizzano? NO La presenza di prodotti troppo complessi nei cataloghi delle banche? NO L andamento dei tassi di interesse e di cambio è stato sfavorevole e unidirezionale? IN PARTE Le imprese hanno voluto guadagnare più che proteggersi dai rischi? IN PARTE Prodotti complessi a tutti i segmenti di clienti? SI 13

14 Prodotti complessi a tutti i segmenti di clienti? SI Il rapporto con i clienti Corporate ha seguito modelli Retail, con campagne prodotto effettuate attraverso rete non specializzata: i gestori hanno proposto i prodotti in modo indifferenziato La campagna prodotto spesso ha addirittura riguardato uno specifico prodotto derivato, con implicita una visione della banca sull andamento di tassi e cambi Prodotti complessi sono stati proposti a tutti i segmenti di clientela. Sono stati spesso tolti dal catalogo i prodotti più semplici (e più utilizzati dalle imprese maggiori) L informativa in sede di proposta sui possibili effetti degli strumenti in diversi scenari di mercato è stata spesso carente od opportunamente indirizzata su scenari costruiti in modo arbitrario Nessuna considerazione è stata posta dalle banche alle modalità di rappresentazione del derivato nel bilancio del cliente Con l ondata di periodiche ristrutturazioni la banca si è di fatto posta nell atteggiamento del gestore della posizione del cliente, senza avere però gli obiettivi di rischio né un benchmark né un mandato 14

15 Le asimmetrie informative a sfavore dell impresa 1 Tra Banca e Impresa Le asimmetrie informative Tra payout e mark to tomarket: l impresa guarda solo al al payout Tra tassi spot e tassi impliciti: l impresa non conosce i i tassi impliciti Tra rischio effettivo e prezzi recenti: l impresa calcola il il rischio solo sulla base del recente andamento dei prezzi Le azioni intraprese negli ultimi mesi Ora le le imprese sono consapevoli del mark to to market (fin troppo ), che sembra diventato l unico elemento rilevante di di un derivato in in essere L impresa continua a non capire la la differenza tra tassi a pronti e tassi impliciti L impresa non si si sta dotando né di di strumenti software né di di competenze per interagire in in modo informato con la la banca 2 Tra Impresa e Revisore / Sindaco Le società di di revisione spesso non hanno posizioni esplicite definite a livello centrale Sindaci e revisori spesso non sono disponibili // in in grado di di inquadrare l operazione in in derivati rispetto al al complessivo rischio di di impresa I revisori affrontano il il tema a consuntivo solo in in presenza di di perdite Le società di di revisione sono ora molto attente alle posizioni in in derivati ma spesso ancora non hanno criteri interpretativi espliciti e definiti a livello centrale Le società di di revisione interpretano in in modo restrittivo i i principi di di rappresentazione in in bilancio e spesso non sono molto disponibili a supportare l azienda nel miglioramento del processo di di risk management 15

16 Le carenze informative nelle imprese e nelle banche 3 Nell Impresa Le carenze informative Logiche finanziarie e logiche contabili sono scollegate Manca la la conoscenza del rischio a cui l impresa è esposta L imprenditore è spesso propenso al al rischio, senza essere in in grado di di quantificarlo Manca un criterio gestionale di di riferimento per guidare le le scelte di di copertura o di di speculazione Le azioni intraprese negli ultimi mesi Definizione di di una policy solo su su imposizione di di revisori e sindaci (per fini di di rappresentazione in in bilancio) Scarsa propensione a migliorare la la gestione dei rischi finanziari 4 Nella Banca L area Finanza crea i i prodotti in in ottica di di pura finanza di di mercato L area Finanza non conosce il il profilo di di esposizione ai ai rischi finanziari del cliente L area Crediti misura in in modo approssimativo o parziale l esposizione dei clienti ai ai derivati L area Commerciale non domina il il profilo di di rischio dei prodotti che l area Finanza propone I gestori imprese non sono in in grado di di analizzare il il rischio del cliente e proporre il il miglior prodotto Alcune banche hanno lavorato sulla definizione dei processi interni (internal audit, profilo di di rischio dei prodotti) Poche banche stanno pensando all innovazione dell offerta nell ottica di di rilanciare un area di di attività con potenziale redditività stabile nel medio - lungo periodo 16

17 Agenda 1. Introduzione: terminologia e dubbi frequenti 2. Il fenomeno dei derivati in Italia: un analisi comparativa 3. Le cause e la recente evoluzione del problema derivati 4. Le diverse modalità di generazione del mark to market negativo 5. Un approccio risolutivo alla ristrutturazione 17

18 Le diverse situazioni dietro un mark to market negativo A) Operazioni di copertura a tassi storici operazioni finalizzate alla protezione dal rialzo dei tassi di interesse (o sui cambi con eur/usd <= 1), nate quando i prezzi erano lontani dai livelli attuali B) Operazioni nate come speculative, e trasformate in speculative a maggior rischio hanno assunto un grado di rischio e perdita crescenti nel tentativo di recuperare la perdita iniziale C) Operazioni nate come coperture, poi trasformate in operazioni speculative hanno assunto un grado di rischio crescente nel tentativo di recuperare la perdita 18

19 La lettura della situazione di perdita da parte dell impresa Comunemente l impresa identifica nello strumento derivato in sé e per sé la causa della perdita L analisi della perdita è spesso sommaria e parziale, talvolta addirittura errata A) Operazioni di copertura a tassi storici B) Operazioni nate come speculative, e trasformate in speculative a maggior rischio Il concetto di copertura è accettato solo se a condizioni convenienti rispetto ai prezzi spot al momento della valutazione dei risultati Il concetto di copertura non è compreso fino in fondo. I risultati non vengono confrontati con i risparmi sull esposizione L azienda scopre all improvviso il Mtm negativo e lo identifica come una perdita certa E disposta a rischiare ancora pur di non chiudere l operazione con un esborso C) Operazioni nate come coperture, poi trasformate in operazioni speculative Il concetto di copertura è stato rinnegato di fronte al primo pay-out negativo E difficile ritornare alla copertura a condizioni fuori mercato 19

20 Agenda 1. Introduzione: terminologia e dubbi frequenti 2. Il fenomeno dei derivati in Italia: un analisi comparativa 3. Le cause e la recente evoluzione del problema derivati 4. Le diverse modalità di generazione del mark to market negativo 5. Un approccio risolutivo alla ristrutturazione 20

21 I falsi obiettivi della ristrutturazione Evitare di pagare o cercare addirittura di incassare nel breve periodo Recuperare la perdita aumentando il rischio 21

22 I veri obiettivi comuni ai diversi percorsi Identificare una soluzione risolutiva Porre le basi affinché il problema di lettura da parte dell azienda non si ripresenti anche post-ristrutturazione Allineare sulla soluzione tutti gli attori (vertice aziendale, eventuali revisori, sindaci) 22

23 Gli obiettivi finanziari della ristrutturazione Dilazionare gli esborsi finanziari del mark to market negativo in più esercizi: il nuovo derivato avrà delle condizioni peggiorative rispetto a quelle di mercato per un importo corrispondente al mark to market Per le operazioni originariamente di copertura e poi divenute speculative evitare il rischio che la perdita aumenti Per le operazioni nate come speculative, trasformare le caratteristiche del rischio, ancorandolo a parametri più controllabili e rendendo la posizione prontamente liquidabile Ottenere un profilo che sia rappresentabile in termini chiari ad interlocutori esterni all impresa, siano essi sindaci, revisori, banche, azionisti di minoranza, potenziali investitori A questo si può eventualmente aggiungere la finalità di recuperare almeno in parte la perdita, qualora alcuni parametri di mercato dovessero muoversi in futuro in un certo modo. Questo obiettivo, se abbinato a definire comunque un livello di perdita massima per l azienda, difficilmente potrà consentire di recuperare intera perdita. Importante è che l azienda consideri questo obiettivo come secondario ed eventuale rispetto agli altri. 23

24 Le possibili direzioni di uscita dalla situazione di perdita SI E opportuno ristrutturare? NO Analisi delle operazioni in essere Costruzione posizione di rischio complessiva Analisi di sensitività sul payout per esercizio Analisi di sensitività sul Mtm alla fine dei prossimi esercizi Confronto del rischio di aumento di payout e Mtm rispetto ai prezzi storici Come ristrutturare? Chiudere la posizione? SI NO Analisi dell esposizione dell azienda ai rischi di cambio e tasso Analisi economico - finanziaria dell azienda Analisi della cultura finanziaria aziendale - Finanziamento del mark to market negativo - Impatto sull affidabilità dell azienda - Esistenza di rischi non coperti - Monitoraggio perdita - Impatto sulla rappresentazione in bilancio Analisi della rappresentazione in bilancio 24

25 Riassumendo: le linee guida per l impresa 1. Non aspettare che siano le banche ad affrontare il problema, sulla base di criteri di interpretazione ad oggi non ancora consolidati dei dati di Centrale Rischi 2. Quantificare il mark to market dei derivati 3. Identificare il rischio sottostante (importo di indebitamento strutturale dell azienda nel medio termine, esposizione import od export in divisa) e valutare l opportunità di riportare i derivati ad un profilo di copertura di questa esposizione al rischio 4. Verificare con la banca controparte delle operazioni in derivati la sua disponibilità a ristrutturare la posizione nel medio termine 5. Chiarire gli obiettivi della ristrutturazione, e poi richiedere alle banche delle proposte corrispondenti a questi obiettivi 6. Redigere una policy aziendale sulla gestione dei rischi finanziari, da far approvare in consiglio di amministrazione 7. Trasformare le operazioni che si vogliono mantenere speculative in operazioni dal profilo di rischio chiaro e controllabile, separandole da quelle di copertura 8. Definire con i professionisti, sindaci o i revisori i criteri di rappresentazione in bilancio delle operazioni post ristrutturazione 9. Verificare i prezzi della ristrutturazione e scegliere il timing 10. Mantenere un controllo periodico del valore di mercato post ristrutturazione 25

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