Indagine rivolta a sindaci e operatori sociali. La percezione del welfare nel territorio della Asl di Lecco

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1 Indagine rivolta a e sociali La percezione del welfare nel territorio della Asl di a cura del Dipartimento Dipendenze ASL - Gennaio 2013

2 ASL di - Gennaio 2013

3 LA PERCEZIONE DEL WELFARE NEL TERRITORIO DELLA ASL DI LECCO I RISULTATI a cura del DIPARTIMENTO DIPENDENZE CONTRIBUTI Direzione Sociale ASL di Osservatorio Dipendenze ASL di Servizio Famiglia ASL di Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci della Provincia di CNR Hanno collaborato Agostoni Costanza, Castellani Angelo, Corrado Giulio, Fogliato Elisa, Fumagalli Miriam, Goggia Giovanna, Marabelli Sandra, Mazzoleni Giorgio, Montebello Roberta, Pellegrini Carlo, Riboldi Franco, Rovida Damaris, Stucchi Giovanna, Zelano Giovanni Stesura degli Atti a cura di Franco Riboldi, con la collaborazione di Carlo Pellegrini e Lorenzo Tavani. 3

4 La Regione Lombardia fonda la propria identità e il proprio modello di governo sulla sussidiarietà, come metodo di comportamento e regola da perseguire attraverso la semplificazione, la capacità di fare rete con il territorio. Le competenze di natura gestionale, in una prospettiva sussidiaria, sono conferite ai livelli istituzionali e ai soggetti (anche privati) più vicini ai bisogni da soddisfare e in grado di farlo con maggiore economicità ed efficienza... (Libro Verde, Regione Lombardia 2010) Il passaggio dalla centralità della gestione amministrativa alla programmazione e interazione con il territorio permette di ridare centralità alla persona ed alla sua responsabilità. Nel programmare un Welfare così connotato, Regione Lombardia pone al centro i bisogni della persona e della famiglia, per attorno a questi disegnare e coordinare politiche integrate che promuovano lo sviluppo di opportunità con il concorso di una pluralità di soggetti e attori sociali, in primo luogo la stessa famiglia. ( Libro Bianco, Regione Lombardia 2011) 4

5 PREMESSA Introduco con piacere i risultati di questa indagine sul welfare locale, che l ASL di ha promosso nell anno appena trascorso. La grande disponibilità dei e degli sociali nel partecipare all iniziativa è un segno evidente del comune interesse a confrontarsi sulla questione, a interrogarsi sui bisogni della popolazione e soprattutto sulle risposte più adeguate per soddisfarli. Fare ricerca nel sociale, in tempi come questi, può sembrare un lusso per una ASL. In realtà il progetto di riforma del welfare, che Regione Lombardia sta sostenendo, impone una lettura attenta, scrupolosa, dei problemi locali e di come li si sta affrontando. Nel sostanziale cambio di rotta di questa riforma, centrato sul passaggio dall offerta alla domanda, lo sforzo maggiore che dobbiamo fare è proprio nella lettura e nell interpretazione dei bisogni. Non serve a nulla pianificare servizi sulla base di tradizioni, convinzioni o presunzioni. E necessario capire ciò che serve realmente al territorio, alle persone che vi abitano, alle famiglie, ai giovani, agli anziani, ai disabili, ai malati. Così, quando il Dipartimento per le Dipendenze ha presentato l intenzione di sondare sociali e in merito alle tematiche della droga e dell alcol, mi è sembrato opportuno non perdere l occasione per raccogliere altre informazioni da questi osservatori privilegiati. Chi meglio di questi soggetti è in grado di valutare le evoluzioni dei fenomeni sociali e l impatto che hanno i servizi sui bisogni della gente? Certo il questionario è stato impostato in modo del tutto originale per indagare le percezioni, ma non per questo viene distorto il dato di realtà, anzi sono spesso le percezioni, il modo come si pensa, le reazioni emotive che si creano davanti ai problemi, le vere molle che spingono ad agire e a fare interventi. L elaborazione di questi dati è stata fatta con l intento non solo di mettere in risalto criticità e differenze di opinioni, ma anche per colmare eventuali vuoti informativi e soprattutto per stimolare alla riflessione. L invito quindi, per chiunque operi nel sociale, è quello di prendere in mano seriamente questo materiale e di utilizzarlo come strumento di lavoro. Non è solo la restituzione formale e dovuta di un questionario, è anche un modo per aggiornarsi e sviluppare nuove idee. E soprattutto di queste che c è bisogno oggi per produrre benessere e migliore qualità di vita. Massimo Giupponi Direttore Sociale della ASL di 5

6 INTRODUZIONE Il presente lavoro è l analisi dei dati raccolti con l indagine La percezione del welfare nel nostro territorio: problematicità e risorse. Il punto di vista degli amministratori locali e degli sociali. Tale indagine, promossa dal Dipartimento Dipendenze della ASL di in collaborazione con il Centro Nazionale Ricerche (CNR), si è svolta nel periodo maggio-giugno Obiettivo iniziale dello studio era quello di indagare la problematicità del consumo di sostanze, i fattori di rischio e l adeguatezza degli interventi di prevenzione in atto nel territorio secondo la percezione degli amministratori e degli sociali dei Comuni; tema collegato con il corso di formazione per gli Amministratori sulla prevenzione del disagio giovanile (promosso sempre dal Dipartimento Dipendenze) e realizzato nel periodo ottobre-novembre Recependo le indicazioni della Direzione Sociale della ASL, l indagine è stata estesa ad altri aspetti del welfare locale. Si è colta così l occasione per sondare, attraverso la percezione di importanti testimoni privilegiati, il livello di criticità e l adeguatezza degli interventi in atto circa i problemi sociali più significativi presenti nella provincia di. Obiettivi Conoscere le percezioni degli amministratori e degli sociali sulla presenza e l entità nel territorio di criticità sociali per orientare specifici interventi di prevenzione, contrasto e sostegno a partire dai bisogni Confrontare il percepito con i dati e le evidenze di cui si è in possesso, soprattutto per individuare eventuali aree di sommerso Valutare l efficacia percepita degli interventi già in atto. Contenuti e Metodi Per realizzare l indagine si è utilizzato un questionario anonimo compilato online nell apposito link predisposto dal CNR. Ad ogni Comune è stato richiesto di compilare 2 questionari, uno da parte di un operatore dei Servizi Sociali e uno da parte del Sindaco (o, eventualmente da un suo delegato). In sede di presentazione (avvenuta tramite lettere inviata dal Direttore Generale della ASL) si è sottolineata l importanza della compilazione distinta dei due questionari, con le percezioni di entrambe le parti (tecnica e politica), dato il diverso angolo di visuale del compilatore. Il questionario proposto è articolato in 3 sezioni: problematicità adeguatezza dei servizi e delle risorse prevenzione, contrasto, sostegno 6

7 Per ogni sezione si è indagata la percezione del compilatore nei confronti di situazioni problematiche, servizi e interventi locali, mediante una scala valutativa da 1 a 100, suddivisa in 5 gradi in base al punteggio: nullo = 0; basso = 5 25; medio = 30 50; alto = 55 75; elevatissimo = La percezione indagata non rappresenta il dato reale, bensì l interpretazione soggettiva della realtà, l opinione che la persona si crea con l esperienza, il contatto concreto con le situazioni, le informazioni che riceve. Spesso la percezione anticipa il dato di realtà, lo integra, lo rielabora. Altre volte lo sostituisce, ne prende il posto (da qui l offerta di soluzioni senza partire dal bisogno). E un oggetto di analisi incredibilmente utile in campo sociale, esplorando non solo le competenze ma anche la dimensione umana, la vicinanza affettiva alla questione, la motivazione a cercare risposte. Partecipanti Hanno aderito all iniziativa la quasi totalità dei comuni della Provincia di (86 su 88: l Unione dei Comuni lombarda della Valletta è stata considerata come un unico Comune). Distretto ASL Comuni totali Comuni partecipanti Sindaci Operatori sociali tot I che hanno risposto al questionario sono stati 73 (83% del totale). Il 12% ha un età compresa nella fascia anni, il 32% in quella anni, il 30% in quella anni e il 26 % in quella superiore ai 59 anni. Rispetto al titolo di studio il 5% dei ha il diploma di media inferiore, il 7% di qualifica superiore ( 3 anni), il 53% di maturità, il 4% di laurea breve (3 anni), il 30% di laurea e il 12% non ha risposto. Gli sociali che hanno risposto al questionario sono stati 70 (81,4 % del totale). Il 20% ha un età compresa nella fascia anni, il 44% in quella anni, il 16% in quella anni, il 19% in quella anni e l 1 % in quella superiore ai 59 anni. Rispetto al titolo di studio il 3% degli sociali ha il diploma di maturità, il 77% di laurea breve (3 anni) e il 20% di laurea. 7

8 Presentazione dei dati Nell elaborazione dei dati si è cercato di interpretare la percezione degli intervistati mettendola a confronto con il dato di realtà. Ciò al fine di rendere questa presentazione non solo l esito di un questionario ma uno strumento per riflettere sulle proprie conoscenze e approfondire le problematiche welfare del proprio territorio. I dati raccolti sono sintetizzati e rappresentati attraverso due grafici per ogni item esaminato. Nel primo grafico viene messo a confronto il grado di percezione dei con quello degli sociali, mentre nel secondo è raffigurato il punteggio medio delle percezioni, di entrambi i gruppi intervistati, distinto per distretto (,, ). Il confronto tra politico e tecnico è una costante quotidiana del lavoro nel sociale, dove ideali, valori e rappresentanze partitiche devono necessariamente confrontarsi con la concretezza dell operare. L analisi del fattore geografico approfondisce ulteriormente tale confronto focalizzandolo attraverso la lente della realtà locale. Un modo per contestualizzare meglio la percezione sui problemi e sulle riposte che a questi vengono date. (N.B.: i dati del primo grafico sono lievemente arrotondati per difetto o per eccesso). 8

9 Prima sezione PROBLEMATICITA Nelle politiche di welfare i veri protagonisti sono quanti vivono a stretto contatto con i bisogni della gente e sono chiamati in prima battuta a dare risposte. In questa sezione iniziale del questionario si sono indagate le principali difficoltà di carattere sociale che affrontano oggi amministratori e tecnici degli Enti Locali. Due domande esplorano la loro percezione di problematicità attraverso visuali differenti: da un lato passando in rassegna un lungo elenco di criticità, vecchie e nuove, ampiamente riconosciute come tali a livello regionale e nazionale; dall altro focalizzando l attenzione sulle età o le condizioni di vita con maggiore complessità di bisogno e maggiori ripercussioni negative sul vissuto familiare. E una ricognizione su fronti diversi, ma complementari, del vivere sociale per valutare il disagio percepito nel proprio territorio e confrontarlo con il dato di realtà. PRIMA DOMANDA Ritiene che nel suo Comune i fenomeni sotto indicati rappresentino attualmente un problema ed, eventualmente, di quale livello di problematicità? 1. Abbandono scolastico 11. Disagio mentale 2. Immigrazione 12. Altre dipendenze non da sostanza 3. Disoccupazione 13. Incidenti stradali sotto effetto di alcol e/o stupefacenti 4. Alcolismo 14. Prostituzione 5. Suicidi/tentati suicidi 15. Spaccio di sostanze stupefacenti 6. Criminalità 16. Nuove povertà 7. Incidenti sul lavoro 17. Diffusione della tossicodipendenza 8. Vandalismo giovanile 9. Zone abitative di marginalità 18. Consumo di stupefacenti tra giovani non tossicodipendenti 19. Consumo di alcol tra giovani non alcoldipendenti 10. Diffusione del gioco d azzardo Possibili risposte: - Non esiste - Non ne ho notizia - Esiste, ad un livello di problematicità: nulla, bassa, media, alta, elevatissima (nulla: 0 bassa: 5-25 media: alta: elevatissima: )

10 1. Abbandono scolastico Il fenomeno dell abbandono scolastico comporta una carenza delle competenze di base per una piena partecipazione nella società. Rappresenta un significativo fattore di rischio per molte espressioni di disagio sociale (tossicodipendenza, alcoldipendenza, delinquenza minorile ). 0% 30% Abbandono scolastico Problematicità percepita 14% sociali 48% 30% 7% 35% 1% 2% 1% 19% 12% Abbandono scolastico Punteggio medio delle percezioni per distretto I dati del questionario evidenziano una percezione del problema molto più sentita negli sociali rispetto ai. Ben il 78 % degli amministratori locali considera nulla o bassa questa problematica che nel territorio lecchese non è affatto di scarsa entità : il 14,4 % degli studenti delle scuole superiori lecchesi non termina il ciclo di studi prescelto (una percentuale elevata, ma inferiore alla media nazionale che nel 2011 sfiora il 21%). Riferisce di non aver notizia del fenomeno il 12 % dei e il 30 % degli sociali, con un tasso di disinformazione significativamente più alto nel distretto di. Analizzando i dati per distretto si rileva, per quanto riguarda gli Sociali, una maggior sensibilizzazione ai bisogni della popolazione in formazione nel Distretto di. Per quanto riguarda invece i è il Distretto di quello dove il problema è maggiormente sentito. 2. Immigrazione E questo un fenomeno che pone il territorio costantemente di fronte a bisogni nuovi e complessi (accoglienza, accompagnamento, sistemazione abitativa, inserimento lavorativo, integrazione ), mettendolo fortemente alla prova nelle sue capacità di adattamento e di risoluzione dei problemi. Non si rilevano significative divergenze di percezione tra e sociali rispetto a tale problema, collocato dagli intervistati tra quelli a gravità medioelevata. Bassissime le percentuali dei disinformati al riguardo. 10

11 12% 7% Immigrazione Problematicità percepita Operatori sociali Sindaci 35% 30% 31% 22% 16% 18% 16% 11% 0% 2% Immigrazione Punteggio medio delle percezioni per distretto Il dato di realtà conferma il grado di percezione, connotandosi la provincia di tra le province lombarde con più alto tasso immigratorio (8,1 %, 2011). Rispetto alla diversificazione territoriale c è una lieve prevalenza del distretto di rispetto a quello di nel percepire una maggior problematicità. Ciò coincide con un più alto tasso immigratorio in tale distretto (8,7%) rispetto alla media provinciale. 3. Disoccupazione Il fenomeno riguarda tanto la popolazione adulta quanto quella giovanile con gravi ripercussioni sulle prospettive future e sullo stile di vita, specie dei giovani. La mancanza di ruolo, l insicurezza economica, la perdita di autostima si traducono spesso in disinvestimento, apatia, isolamento sociale, rifugio nell alcol o nella droga. Disoccupazione Problematicità percepita sociali 29% 30% 30% 31% 27% 28% Disoccupazione Punteggio medio delle percezioni per distretto 2% 2% 6% 11% 4% 0% Analizzando i dati del questionario emerge una percezione di problematicità di grado elevato in entrambi i gruppi di intervistati, anche se una quota non indifferente di (29%) ritiene il fenomeno di lieve entità. Anche il dato di 11

12 realtà tende a smorzare le preoccupazioni locali, visto che il tasso di disoccupazione nella provincia lecchese riferito al 2011 è di 5,6, con una media nazionale del 9,6 %. Incoraggiante è pure la disoccupazione giovanile che, a fronte di una dato nazionale del 32,6%, si colloca su valori decisamente meno alti (20,9%, ISTAT 2011). Resta il fatto che uno su cinque dei giovani lecchesi tra i 15 e i 24 anni risulta disoccupato. Il livello di informazione al riguardo appare adeguato per tutti i e per quasi tutti gli sociali. Il Distretto dove la problematicità è più avvertita sia da parte degli sociali che dei è il distretto di. Seguono nell ordine il distretto di e quello di. 4. Alcolismo Le gravi forme di dipendenza associate all assunzione di bevande alcoliche si ripercuotono pesantemente tanto sulla sfera psicofisica della persona quanto su quella sociale e familiare. Sono spesso espressioni di un disagio ad origine multifattoriale. 0% Alcolismo Problematicità percepita sociali 37% 38% 33% 28% 19% 14% 3% 4% 6% 11% 7% Alcolismo Punteggio medio delle percezioni per distretto Al riguardo c è una sostanziale convergenza di percezione in entrambi i gruppi intervistati: il fenomeno è avvertito prevalentemente come un problema di gravità medio- alta sia dai come dagli sociali. E comunque discreta anche la percentuale di amministratori e tecnici che attribuiscono all alcolismo una problematicità minore. Il 7% dei e l 11% degli sociali non ha notizie in merito alla sua diffusione nel territorio. Importante indicatore della realtà locale sono i servizi specialistici di riferimento per gli alcolisti (Servizio Alcologia di e Sert di ) che nel 2011 hanno seguito complessivamente 425 pazienti. Da rilevare che le persone effettivamente affette da tale dipendenza sono sicuramente di più nel territorio, vista la tendenza di tale patologia a restare molto a lungo nel sommerso (stime nazionali attribuiscono un rapporto di 1 a 10 tra pazienti seguiti 12

13 dai servizi e alcolisti del sommerso). Rispetto alla localizzazione territoriale, mentre per i non si rilevano sostanziali differenze di percezione, per gli sociali si osserva una significativa maggior percezione di problematicità nel distretto di, rispetto agli altri due distretti. 5. Suicidi/tentati suicidi Questa tipologia di eventi è spesso la conseguenza di problematiche di vario genere (disagio mentale, alcol dipendenza, tossicodipendenza, malattie croniche invalidanti, problemi finanziari, separazioni affettive, isolamento sociale.). Gesti estremi che sottintendono estreme richieste d aiuto. 7% 22% Suicidi/tentati suicidi Problematicità percepita sociali 47% 50% 8% 8% 2% 2% 0% 3% 36% 15% Suicidi/Tentati suicidi Punteggio medio delle percezioni per distretto Al riguardo c è un alta percentuale di intervistati, in entrambe le categorie, che percepisce il problema inesistente o di lieve entità. Peraltro, nella provincia lecchese, il numero di suicidi per residenti è di 6,2 (ISTAT 2010), superiore alla media delle province lombarde ( 5 suicidi x abitanti). Il numero di TS provinciale (5,3 TS x abitanti) è invece inferiore alla media lombarda ( 5,9 TS x abitanti), ove però si consideri che quest ultimo evento viene segnalato con minor scrupolosità (le statistiche stimano 8-25 tentati suicidi per ogni suicidio portato a termine). Fa riflettere la consistente quota di sociali (36%) che non è a conoscenza del problema. In riferimento alla localizzazione territoriale non si rilevano significative differenze di percezione tra distretti, ove si escluda una maggior percezione di problematicità negli sociali del distretto di. 6. Criminalità I comportamenti delittuosi riconoscono alla loro origine ragioni ambientali, socioeconomiche, psicopatologiche, educative, culturali. Esprimono per lo più segnali di disattenzione del territorio, richiamandolo a non delegare totalmente questo problema alle forze dell ordine e agli organi di giustizia. 13

14 10% 12% Criminalità Problematicità percepita sociali 45% 31% 31% 33% 15% 6% 2% 0% 14% 4% Criminalità Punteggio medio delle percezioni per distretto Rispetto a tali comportamenti si ravvisa una leggera prevalenza degli sociali nel percepirne la gravità, anche se una grossa quota di intervistati (57% dei e 41% degli sociali) non li riconosce affatto come aspetti preoccupanti del vivere sociale. Non hanno notizie al riguardo il 4 % dei e il 14 % degli sociali. Peraltro la loro diffusione nella provincia lecchese non è irrilevante: nel 2011 nella provincia di si sono registrate denunce per reato, in pratica 3564 reati per abitanti (fonte Ministero dell Interno). Un certo incremento rispetto agli anni precedenti si è evidenziato in merito alla cosiddetta criminalità predatoria : furti in appartamento, furti di automobili, furti in negozi e borseggi. Analizzando le percezioni degli intervistati in base alla localizzazione territoriale non si rilevano significative differenze negli sociali dei tre distretti, entre per i la problematicità è più alta nel distretto di, seguono e. Rilevante nel distretto di la differenza di percezione tra e sociali. 7. Incidenti sul lavoro Gli infortuni correlati alle attività lavorative rappresentano un problema rilevante sotto il profilo sanitario, sociale ed economico in considerazione della sofferenza che tali eventi causano e degli alti costi che il sistema deve sostenere. Spesso sono la conseguenza di una mancata opera di prevenzione che investe tutte le agenzie e le istituzioni del territorio. I dati rilevati dal questionario evidenziano in entrambi i gruppi intervistati una scarsa percezione di problematicità. Forse anche perchè il dato di realtà provinciale al riguardo non sempre è aggiornato e pubblicizzato in modo adeguato: colpisce l alta quota di sociali (62%) che non ha notizia del fenomeno. 14

15 Incidenti sul lavoro Problematicità percepita sociali 51% 62% Incidenti sul lavoro Punteggio medio delle percezioni per distretto 7% 10% 27% 16% 4% 0% 3% 0% 0% 20% Le statistiche nazionali (fonte INAIL, 2011) rilevano una riduzione del fenomeno sia per gli infortuni (calo del 6,6 %) sia per i casi mortali (calo del 5,4%), dati che però vanno considerati nel contesto di un occupazione in calo. Nella provincia lecchese il fenomeno rispecchia l evoluzione nazionale, con 4357 infortuni e un tasso d incidenza /1000 addetti di 42,4 (fonte INAIL 2010). Rispetto alle percezioni per distretto non si rilevano sostanziali differenze territoriali nell ambito di entrambi i gruppi intervistati, ove si escluda una relativa maggior problematicità percepita dai del meratese. 8. Vandalismo giovanile La soddisfazione nel danneggiare beni pubblici o privati è una manifestazione emblematica del disagio giovanile. Dietro l atto distruttore, spesso accompagnato da alcol o droghe, si muovono carenze educative, esperienze traumatiche, rifiuto dell autorità, ricerca di sensazioni forti, abbandono sociale Non sempre la responsabilità è da attribuire al singolo individuo. 4% 7% Vandalismo giovanile Problematicità percepita sociali 47% 40% 29% 27% 16% 11% 10% 1% 4% 4% Vandalismo giovanile Punteggio medio delle percezioni per distretto

16 Analizzando i dati raccolti si nota come la percentuale più alta degli sociali (40%) percepisce il vandalismo giovanile come un problema di media gravità, mentre la percentuale più alta dei (47%) lo percepisce di bassa gravità. La quota di intervistati senza opinioni al riguardo è relativamente bassa. E una percezione non tanto legata al numero di episodi quanto alla cronaca locale, all allarme sociale suscitato dal gesto distruttivo, mix di rivendicazione, bisogno dimostrativo, violenza. Peraltro anche sul piano dei numeri nella provincia lecchese il dato di realtà è abbassante inquietante: nel periodo compreso tra marzo 2011 e marzo 2012 si sono registrate 2070 denunce per danneggiamento (fonte SDI, 2012), tipologia di reato seconda solo ai furti. Il dato, anche se presumibilmente non va attribuito soltanto ai giovani (molte denunce sono infatti contro ignoti), è comunque rappresentativo di uno stile comportamentale molto diffuso e di facile presa tra le giovani generazioni. Rispetto alle percezioni per area distrettuale, mentre non si rilevano differenze significative tra i due gruppi di intervistati per i distretti di e, si rileva una discreta discrepanza di percezione tra e sociali nel distretto di. 9. Zone abitative di marginalità Si tratta di agglomerati rurali o di edilizia popolare connotati dalla presenza di nuclei familiari con basso tasso di istruzione e basso livello socio-economico. Aree a rischio di ghettizzazione, specie per immigrati ed extracomunitari, che richiamano maggior attenzione nella programmazione del bisogno abitativo. 21% 48% Zone abitative di marginalità Problematicità percepita 37% sociali 36% 19% 7% 11% 1% 3% 0% 9% 8% Zone abitative di marginalità Punteggio medio delle percezioni per distretto Il problema è percepito con una certa pregnanza dal 33 % degli sociali e dall 8% dei. Non ha notizia di tale criticità d insediamento il 9% degli sociali e l 8% dei. Nella provincia lecchese le zone abitative di marginalità sono dislocate un po su tutto il territorio anche se più consolidate di altre sono alcune aree correlate al flusso straniero (Kossovari e albanesi in Valsassina, ivoriani e ghanesi nel lecchese, 16

17 senegalesi nell alta Brianza). Si tratta di zone in parte frutto della programmazione (o mancata programmazione) urbanistica degli scorsi decenni, con notevole frammistione degli spazi (luoghi residenziali e luoghi produttivi, edilizia recente ed edilizia storica, parti progettate e parti cresciute per accumulazione e stratificazione successive) in parte frutto delle dinamiche immigratorie, con insediamenti legati alle opportunità lavorative, alla vicinanza di parenti o connazionali, alla disponibilità di alloggi a basso costo se non passibili di abusivismo (edilizia popolare, spopolamento da parte dei residenti di caseggiati rurali isolati o prospicienti strade fortemente trafficate). Osservando i risultati del questionario per area distrettuale non si rilevano significative differenze di percezione negli sociali dei tre distretti. Nel distretto di si rileva la minor percezione di problematicità da parte dei (e la relativa maggior differenza di percezione tra i due gruppi di intervistati). 10. Diffusione del gioco d azzardo La ricerca di premi/emozioni investendo beni personali sul futuro esito di eventi definisce il cosiddetto gioco d azzardo (scommesse sportive, slot machine, gratta e vinci ). E una ricerca rischiosa, che in presenza di vulnerabilità individuali può sfociare in comportamenti compulsivi (gioco d azzardo patologico), mettendo a repentaglio risorse economiche, lavoro, salute, affetti e relazioni. Diffusione del gioco d'azzardo Problematicità percepita sociali 25% 24% 23% 19% 20% 16% 12% 7% 3% 4% 27% 19% Diffusione del gioco d'azzardo Punteggio medio delle percezioni per distretto Analizzando i dati del questionario emerge in entrambi i gruppi intervistati una discreta percezione di problematicità, pur prevalendo negli sociali ( 51 % ) rispetto ai (39%). Rilevante è la quota di rispondenti senza un adeguata informazione al riguardo (27% degli sociali e 19% dei ). Peraltro la dimensione del fenomeno nella provincia di non manca di indicatori significativi: la provincia lecchese è collocata al 19 posto (su 103) come spesa annua pro capite per il gioco d azzardo: 1398 euro procapite 17

18 nel 2011 (Agicos, 2011); sono stimati in provincia circa giocatori sociali e 3800 giocatori problematici (Human Highway e Saman con BWin su dati ISTAT); si contano circa 2200 slot machines/vlt distribuite su tutto il territorio lecchese (AAMS e ISTAT 2011); nel 2011 il servizio dipendenze dell ASL ha preso in carico 63 persone/famiglie. Rispetto alle differenze territoriali nella percezione del fenomeno non si rilevano significative differenze di punteggio tra gli sociali dei tre distretti, mentre per quanto riguarda i il punteggio è sensibilmente più elevato nel distretto di (quasi sovrapponibile a quello degli sociali). 11. Disagio mentale Nella sua accezione più strettamente patologica il disagio psichico si riferisce ad uno stato di cronica sofferenza che rende spesso avvilente e senza prospettive la vita del malato, condizionandolo, insieme alla sua famiglia, alla solitudine e all esclusione sociale. E una sofferenza complessa che richiede alla collettività uno sforzo non solo sul piano economico - assistenziale, ma anche su quello ancor più difficile della comprensione e dell accettazione. 4% 0% 17% Disagio mentale Problematicità percepita sociali 45% 41% 36% 33% 14% 3% 2% 3% 2% Disagio mentale Punteggio medio delle percezioni per distretto I dati del questionario a questo riguardo rivelano una maggior percezione di problematicità negli sociali (80%) rispetto ai (49%), con un bassissimo livello di disinformazione in entrambe le categorie (2% per i e 3% per gli sociali). Indicativa di diffusione del disagio mentale nel territorio è la popolazione seguita dai Centri Psico Sociali (CPS) di e, che nel 2011 ammonta a 3944 soggetti (2411 per il CPS di di cui 1857 di e 554 di - e 1533 per il CPS di ). Tale popolazione rappresenta l 1,4% dell intera popolazione provinciale. Il numero complessivo di nuovi casi seguiti dai servizi (873) è indicativo dell incidenza del fenomeno nel territorio, che appare particolarmente significativa per le sindromi nevrotiche (472) e le sindromi affettive 18

19 (113). Considerando l utenza complessiva (ovvero utenti vecchi e nuovi) le patologie più seguite sono le sindromi nevrotiche (1284), la schizofrenia (1211) e le sindromi affettive (944). Osservando i dati per area distrettuale si nota una maggior similitudine di percezione tra le due categorie di intervistati nel distretto di, mentre la maggior divergenza di percezione è rilevabile nel distretto di. 12. Altre dipendenze non da sostanze Accanto al gioco d azzardo altri comportamenti gratificanti stanno sempre più connotando la modernità, diffondendosi soprattutto tra la popolazione giovanile. Comportamenti che possono sfuggire al controllo e trasformarsi in dipendenze senza droga : attaccamenti patologici a nuove tecnologie (internet, cellulare ), a relazioni (dipendenze affettive), allo shopping, al sesso, al cibo, all attività fisica sino al rischio in sé (sport estremi, ricerca di sensazioni forti ). 8% 4% Altre dipendenze non da sostanze Problematicità percepita sociali 32% 26% 29% 19% 19% 10% 4% 0% 29% 22% Altre dipendenze non da sostanze Punteggio medio delle percezioni per distretto Dal questionario emerge una percezione di problematicità significativa per il 49% degli sociali e per il 39 % dei, con un alta percentuale di rispondenti senza adeguate informazioni utili alla costruzione di percezioni (29% degli sociali e 22 % dei ). In effetti la mancanza di servizi di riferimento sul territorio rende molto soggettiva la percezione al riguardo e per lo più riferibile a ricerche sociali nazionali e regionali. Per alcune forme più diffuse (come le tecnodipendenze) è possibile stimare il fenomeno a livello provinciale, mentre per altre dipendenze siamo ancora ad un livello iniziale di approfondimento scientifico. Il rischio delle nuove tecnologie, studiato soprattutto nelle giovani generazioni (anche se non riguarda solo quelle) si stima coinvolgere il 10% degli utilizzatori di cellulari, pc, videogames, ipad. (il limite di 2 ore è stato stabilito come rischioso dalle linee guida internazionali). In particolare in Lombardia si stima che un terzo dei quindicenni passi più di 2 ore al giorno davanti alla TV, il 10-15% degli stessi si dedichi per oltre due ore ai videogames, il 29 % per oltre due ore alla navigazione 19

20 in internet (social network, , studio ) mentre il 62% utilizzi ogni giorno il cellulare o gli SMS per comunicare con i pari (Rapporto HBSC Regione Lombardia). Rispetto alle differenze territoriali emerse dal questionario colpisce l alto punteggio degli sociali di rispetto agli altri distretti e ai dello stesso distretto. 13. Incidenti stradali sotto effetto di alcol e/o stupefacenti Frequenti cause di morte (prima causa di morte per i giovani tra i 18 e i 24 anni) e di invalidità, gli incidenti stradali sono per lo più imputabili a inosservanze, disattenzioni, mancato rispetto del codice della strada. Induce soprattutto a riflettere la guida sotto effetto di alcol e droga, per la sua alta frequenza, la gravità delle sue conseguenze e la sua evitabilità. Incidenti stradali sotto effetto di alcol/stupefacenti Problematicità percepita Incidenti stradali sotto effetto di alcol/droghe Punteggio percezioni per distretto sociali 44% 51% 14% 7% 10% 23% 16% 16% 11% 5% 0% 1% I risultati dell indagine evidenziano una certa preoccupazione per questo tipo di problema soltanto nel 27% degli sociali e nel 22 % dei. Alta è la quota degli intervistati che riferisce di non avere adeguate informazioni al riguardo (51% degli sociali e 23 % dei ). Il dato di realtà non è peraltro irrilevante, anche se in diminuzione rispetto al 2010 (rapporto ACI-Istat, 2012): nel 2011 gli incidenti stradali in provincia di sono stati 1005 (1080 nel 2010), 10 le vittime (17 nel 2010) e 1320 i feriti (1406 nel 2010). Secondo una stima dell'istituto Superiore di Sanità, gli incidenti provocati da conducenti in stato psicofisico alterato da alcol e droga corrispondono al 30% del totale dei sinistri che avvengono nel nostro Paese. Studi internazionali stimano che gli incidenti stradali con esito fatale sono causati in oltre il 50% dei casi da guida in stato di ebbrezza o sotto effetto di droghe. Osservando i dati del questionario per area distrettuale si evidenzia una percezione di problematicità più alta negli sociali del distretto di e in quelli del Distretto di. 20

21 14. Prostituzione La mercificazione dell esperienza sessuale è un fenomeno che vede uomini e donne combattere contro la propria dignità. In gioco non solo criminalità, sfruttamento, mancanza di leggi, bisogni economici o liberazione sessuale, ma anche umiliazione, rifiuto di sé e sconfitta dei valori umani. Prostituzione Problematicità percepita sociali 56% Prostituzione Punteggio medio delle percezioni per distretto 9% 27% 32% 23% 13% 8% 0% 3% 0% 0% 30% Osservando i dati del questionario colpisce l alta quota di intervistati che non ha notizia del fenomeno (56% degli sociali e 30% dei ). Il 32 % degli sociali e il 59 % dei percepiscono il problema come scarsamente importante. Per contro notizie di cronaca e recenti ordinanze di locali (multe elevate ai clienti di prostitute) rivelano di fatto un problema territoriale allertante. Pur mancando dati statistici provinciali, le stime ufficiali (Commissione Affari sociali della Camera, 2010) si riferiscono a un fenomeno in forte espansione su tutto il territorio nazionale coinvolgente circa donne (la metà non italiane). Oltre il 65% di queste donne pratica la prostituzione in strada (da qui le suddette ordinanze per prevenire incidenti), il 30% in albergo e il 5% in case private. Il dato di realtà va peraltro esteso alla prostituzione maschile, ancor più misconosciuta di quella femminile, e al mercato del sesso via internet, che sta aprendo nuovi e incontrastati scenari di disinibizione sessuale anche tra i più giovani. Esaminando il questionario per area distrettuale non si rilevano significative differenze territoriali (ove si escluda il punteggio di percezione più basso nei del distretto di ). 15. Spaccio di sostanze stupefacenti La cessione di sostanze stupefacenti ad altre persone, a livello terminale della catena, è un reato che cela spesso il bisogno di mantenere la propria dipendenza, più che reali volontà delinquenziali. E la trasgressione nella trasgressione che vincola ancor di più il malato alla sua malattia e a tutto ciò che la circonda. 21

22 Il questionario rivela una percezione di problematicità complessivamente uguale in entrambi i gruppi intervistati (44% degli sociali e 44% dei ) anche se nel gruppo degli sociali si diversifica nelle gradazioni più alte. Spaccio di sostanze stupefacenti Problematicità percepita sociali 34% 32% 36% Spaccio di sostanze stupefacenti Punteggio medio delle percezioni per distretto 3% 4% 17% 20% 17% 12% 7% 0% 18% Consistente è la quota di intervistati senza notizie al riguardo (36% degli sociali e 18% dei ). In effetti non è facile il confronto di questa percezione con il dato di realtà. Tra gli indicatori del fenomeno si possono considerare i dati forniti dalle forze dell ordine: nel 2011 i carabinieri del comando provinciale di hanno perseguito 47 episodi correlati alla droga, con oltre 50 persone denunciate all autorità giudiziaria per spaccio, 20 soggetti arrestati e il sequestro di 2,3 Kg di droga. Le persone segnalate alla prefettura per uso di stupefacenti sono state più di 140. Ulteriori informazioni sulla reale entità del fenomeno spaccio si possono dedurre dalle dimensioni del consumo: stando alle stime nazionali (rapporto di 1: 4 tra tossicodipendenti seguiti dai servizi e sommerso) nel territorio della provincia gli utilizzatori di droghe pesanti sono circa soggetti (che si rapportano a un consumo medio complessivo di 2-3 kg di droga al giorno o, se si vuole, kg all anno). Rispetto alle differenze territoriali espresse dal questionario colpisce l alto punteggio medio di problematicità attribuito allo spaccio dagli sociali del distretto di. 16. Nuove povertà Crisi economica, precarizzazione del lavoro e aumento del costo della vita stanno esponendo sempre più famiglie a condizioni di vulnerabilità e povertà. Nel moderno concetto di povertà non c è solo la povertà di mezzi economici, ma anche la perdita di certezze, di relazioni, di aspettative nonché l ansia della precarietà costante e la frustrazione dell esclusione sociale. 22

23 Il questionario mette in luce al riguardo una considerevole percezione di problematicità in entrambi i gruppi intervistati. 1% 3% Nuove povertà Problematicità percepita sociali 45% 34% 29% 21% 21% 11% 15% 10% 7% 3% Nuove povertà Punteggio medio delle percezioni per distretto Per l 84% degli sociali e il 70 % dei le nuove povertà rappresentano una difficoltà importante per le famiglie della provincia lecchese. Bassa la quota dei rispondenti senza adeguata informazione (3% degli e 7% dei ). Le statistiche nazionali (ISTAT 2011) riportano scenari critici: l'11,1% delle famiglie italiane è da considerarsi relativamente povero (per un totale di persone) e il 5,2% lo è in termini assoluti ( persone). La soglia di povertà relativa, per una famiglia di due componenti, è pari a euro. In Lombardia si stimano circa 900mila famiglie che nel 2011 hanno fatto fatica ad arrivare a fine mese: si tratta del 21% dei nuclei familiari (Camera di Commercio di Monza e Brianza,2011). Osservando i dati del questionario per area distrettuale si rileva che i con un punteggio medio di percezione più alto sono quelli del Distretto di, in sintonia con gli sociali dello stesso di distretto. Nel distretto di si registra la forbice più alta tra sociali (i più sensibili della provincia) e (i meno sensibili). 17. Diffusione della tossicodipendenza La tossicodipendenza è un grave problema di salute, ad origine multifattoriale, che coinvolge chiunque senza distinzione di età, sesso o estrazione sociale. L assoggettamento a una o più sostanze tossiche impedisce una piena adesione alla vita familiare e sociale, proiettando nel territorio forti richieste di aiuto e di prevenzione. A questo riguardo c è una significativa differenza nella percezione del fenomeno tra ed sociali. 23

24 Mentre la stragrande maggioranza dei primi considera il fenomeno di livello mediobasso, nei secondi la percezione di problematicità è di gran lunga prevalente. 7% 2% Diffusione della tossicodipendenza Problematicità percepita sociali 37% 40% 31% 20% 19% 4% 7% 0% 21% 12% Diffusione della tossicodipendenza Punteggio medio delle percezioni per distretto Il dato di realtà provinciale è in parte sfuggente nei suoi aspetti dimensionali. I servizi specialistici per le dipendenze (SERT di - e SERT di ) confermano con i loro numeri (689 pazienti nel 2011) un reclutamento abbastanza stabile negli anni. A questi numeri vanno ad aggiungersi anche quelli del Servizio Multidisciplinare Integrato di (155 pazienti tossicodipendenti nel 2011). Peraltro esiste un sommerso ancor più difficile da stimare rispetto a quello dell alcolismo vuoi per le maggiori implicazioni legali di tale consumo vuoi per la maggior reattività sociale che questo comporta. Da rilevare anche alcuni cambiamenti qualitativi del fenomeno (comparsa sul mercato di nuove sostanze) con consumatori sempre più giovani che raramente entrano in contatto con i servizi. Comprensibili sono le quote di intervistati (21 % degli sociali e 12 % dei ) che riferiscono di non possedere sufficienti elementi di valutazione. Analizzando i dati per distretto non si rilevano grandi differenze di percezioni nei, mentre è significativa la maggior problematicità percepita negli sociali del distretto di rispetto a quelli degli altri due distretti. 18. Consumo di sostanze stupefacenti tra giovani non tossicodipendenti L utilizzo di droghe ricreative (cannabis, ecstasy, smart drugs ) da parte dei giovani, è spesso una risposta mascherata ai bisogni della crescita. Piacere e sensazioni nuove si mischiano a ricerca d identità, atti dimostrativi, senso di appartenenza e fughe dalla realtà. Il questionario evidenzia una discreta percezione di problematicità da parte di entrambi i gruppi intervistati (51 % degli sociali e 50 % dei ). Rispetto al grado di informazione il 30 % degli sociali e i 16% dei riferiscono di non avere notizie. 24

25 Per un confronto con il dato di realtà non è di grande utilità l afferenza ai servizi per le dipendenze (visto che i giovani consumatori vi accedono di rado). Più funzionali al riguardo sono altri osservatori privilegiati (scuola, prefettura, servizi per i giovani, consultori ) spesso oggetto di ricerche qualificate. Significativa per la Provincia di è la ricerca ESPAD del CNR: nell anno 2011 il 28% degli studenti tra i 15-19enni riferisce di aver assunto una o più sostanze psicoattive illegali almeno una volta nella vita ed il 21% nell ultimo anno. Consumo di sostanze stupefacenti tra giovani non tossicodipendenti Problematicità percepita Consumo di sostanze stupefacenti tra giovani non tossicodipendenti Punteggio percezioni per distretto 1% 4% sociali 33% 30% 26% 19% 16% 14% 9% 3% 30% 16% Osservando i dati per area distrettuale si rileva che il punteggio più alto è quello degli sociali del distretto di ; seguono gli sociali e i del distretto di. 19. Consumo di alcol tra giovani non alcoldipendenti Rifugio, sfogo, evasione, senso di appartenenza, mezzo di comunicazione, piacere a basso costo : sono questi i significati che portano l alcol a stretto contatto dei giovani e molto più vicino che un tempo al fenomeno droga. E un bere spesso occasionale ma esagerato, spinto, proibito, dove birra, superalcolici e drink si intercalano facilmente ad altre droghe nel disinteresse più completo verso ciò che potrà accadere. Gli intervistati evidenziano una percezione di problematicità tra quelle più elevate riscontrate nel questionario (57% degli sociali e 69% dei ). Colpisce l alta percentuale (24%) di sociali che non ha notizie al riguardo. In effetti il fenomeno è poco osservabile direttamente dai servizi, mentre lo si stima più facilmente attraverso indagini campionarie come la ESPAD (CNR). In base alle rilevazioni del 2011 circa il 90% della popolazione studentesca provinciale (15-19 anni) riferisce di aver bevuto alcolici almeno una volta nella vita, l 83% circa lo ha fatto nell ultimo anno, il 72% nell ultimo mese (quota superiore a quella nazionale e regionale) e per il 5,4% il consumo è stato frequente, quasi quotidiano. Il 25

26 35% circa degli studenti della provincia riferisce di aver praticato il binge drinking, nell ultimo mese, ha cioè assunto 5 o più bevande alcoliche in un unica occasione. Consumo di alcol tra giovani non alcoldipendenti Problematicità percepita Consumo di alcol tra giovani alcoldipendenti Punteggio percezioni per distretto sociali 3% 1% 36% 16% 19% 19% 27% 25% 11% 24% 8% 11% Osservando i dati per area distrettuale si osserva una discreta unitarietà di percezione in entrambi i gruppi intervistati. Prevalente comunque è il punteggio degli sociali di, seguito da quelli degli sociali e dei di. 26

27 Prima sezione PROBLEMATICITA (seconda parte) Questa seconda parte della prima sezione è indirizzata alle problematicità tipicamente riconducibili alla dimensione familiare in relazione alle fasi della vita: infanzia, adolescenza, giovinezza, età adulta e anzianità. Si aggiunge una ricerca sulla disabilità come condizione che impegna la famiglia ad una gestione del quotidiano più faticosa e responsabile. SECONDA DOMANDA Pensando alle famiglie del suo Comune, quale livello di problematicità riscontra nelle seguenti aree? 1. Infanzia 2. Adolescenza 3. Giovani 4. Adulti 5. Anziani. 6. Disabilità Possibili risposte: - Non esiste - Non ne ho notizia - Esiste, ad un livello di problematicità: nulla, bassa, media, alta, elevatissima (nulla: 0 bassa: 5-25 media: alta: elevatissima: ) 27

28 1. Infanzia Parlare dell infanzia significa parlare dei primissimi bisogni del bambino che vanno dall accudimento alla necessità di impostare il migliore e possibile percorso di sviluppo personale e maturativo. 19% 9% Infanzia Problematicità percepita sociali 53% 41% 36% 22% 1% 1% 1% 0% 11% 4% Infanzia Punteggio medio delle percezioni per distretto Viene segnalata bassa/media problematicità sia da parte degli, sia dei. Da osservare una percentuale non insignificante di (11%) che ha risposto non ne ho notizia. Presumibilmente perché non direttamente impegnati con questo gruppo di soggetti. Analizzando i distretti si osserva a una differenza significativa tra la percezione degli (punteggio medio 22) e (punteggio medio 10), pur nell ambito di una problematicità di grado basso (5-25). 2. Adolescenza La fase adolescenziale è caratterizzata da un rapido evolversi di trasformazioni dal punto di vista fisico, mentale e relazionale della persona. 3% Adolescenza Problematicità percepita sociali 49% 44% 32% 24% 23% 11% 4% 3% 1% 3% 3% Adolescenza Punteggio medio delle percezioni per distretto

29 Sia la dimensione familiare, sia quella sociale vengono sollecitate a porsi in relazione con le richieste del giovane in crescita, per accompagnarlo nel percorso di acquisizione di una nuova e stabile identità. La problematicità percepita è prevalentemente di grado medio sia per che per. Apprezzabile è la quota di (26 %, sommando alta ed elevatissima) che percepisce l adolescenza come un età molto problematica. Sicuramente meno preoccupati al riguardo appaiono i. Analizzando i singoli distretti, mentre non si osservano differenze significative nel territorio di e, a si rileva una forbice non indifferente nel punteggio medio delle percezioni di (44) e (28). 3. Giovani Questa fascia di età fa da ponte fra l adolescenza e la fase tipica degli adulti. Si stanno consolidando le acquisizioni che hanno caratterizzato la fase adolescenziale e i bisogni ora espressi riguardano invece la definizione e la costruzione di una propria carriera professionale. Su questa fascia possono facilmente incidere gli aspetti critici congiunturali. Gli interventi di supporto in quest area svolgono azioni di prevenzione, informazione, orientamento e aggregazione; propongono percorsi educativi per sviluppare maggiore autonomia, offrono opportunità esperienziali e progetti che promuovono l avvicinamento al mondo del lavoro. 1% Giovani Problematicità percepita sociali 48% 37% 24% 26% 29% 4% 12% 4% 1% 4% 8% Giovani Punteggio medio delle percezioni per distretto Anche per questa fase di vita si conferma, come per l adolescenza, una prevalente percezione di problematicità medio-alta per gli e medio-bassa per i. Presumibilmente pesano in questa differenziazione il maggior coinvolgimento dei tecnici nella gestione quotidiana dei disagi di tale età e la maggior vicinanza anagrafica di questo gruppo di intervistati. Anche in questo caso è 29

30 il distretto di quello che segnala una differenza significativa fra le risposte degli (punteggio medio: 48) e dei (punteggio medio: 29). 4. Adulti Le domande che i servizi possono facilmente trovarsi di fronte con queste persone riguardano la situazione personale e, spesso, la situazione del nucleo familiare. Da bisogni primari di sussidio a richieste di riammissione in percorsi lavorativi, abitativi, ecc. L attuale contesto socio-economico, caratterizzato da nuove fragilità e precarietà (crisi economica, perdita dell occupazione, mutamento del modello familiare) sta portando alla luce una crescente fatica da parte delle persone e delle famiglie ad acquisire e mantenere condizioni di autonomia, di benessere sociale ed economico. Adulti Problematicità percepita sociali 40% 42% 30% 25% 17% 11% 15% 7% 0% 4% 7% 1% Adulti Punteggio medio delle percezioni per distretto Domina la valutazione media con il 40% degli e il 42% dei. Sommando però la valutazione alta con quella elevatissima, riscontriamo un 47% di e un 19% di. Preoccupa il futuro dei giovani ma preoccupa ancora di più il presente degli adulti. Analizzando i singoli Distretti, vediamo che è ancora a mostrare una differenza significativa fra le risposte degli (57) e dei (26). Sicuramente la percezione degli si eleva per il contatto più diretto e gravoso con le richieste portate da questi soggetti ai servizi. 5. Anziani Il prolungarsi dell'aspettativa di vita, uno dei maggiori indicatori del grado di sviluppo socioeconomico, costituisce nel contempo uno dei problemi più complessi della nostra epoca. Gli indici di invecchiamento confermano anche localmente l incremento costante della popolazione anziana (popolazione ultra 65 anni = 20,3%) con una distribuzione 30

31 territoriale che evidenzia valori più elevati nel Distretto di (popolazione ultra 65 anni = 21,5%). Nell'economia familiare e della vita individuale cresce la dimensione del tempo dell'invecchiamento portando con sé, spesso, il declino dell'autosufficienza con la sua complessa fenomenologia. L età anziana, nel ciclo di vita familiare, è un passaggio faticoso poiché mette la famiglia a contatto con la sofferenza, il decadimento e la comparsa di nuovi bisogni (non solo di carattere assistenziale). E un area problematica, appesantita dall assenza di reti familiari o, quando sono presenti, dai problemi di sovraccarico dei caregivers. Anziani Problematicità percepita sociali 39% 38% 32% 36% 14% 22% 10% 0% 1% 5% 1% 1% Anziani Punteggio medio delle percezioni per distretto L anzianità è percepita prevalentemente come problematica di grado medio sia dagli (39%) che dai (38%). Va però osservata la percentuale di risposte alta e elevatissima che, sommate, danno un 46% per gli e 27 % per i. Indicativo di come questa fascia di popolazione metta a contatto gli amministratori e i tecnici del sociale con bisogni importanti che occupano uno spazio rilevante negli interventi richiesti. Di un certo rilievo è il 32% di che percepisce l anzianità come scarsamente problematica: forse più un auspicio a non considerarla come una sorta malattia quanto una fase naturale della vita anch essa ricca di soddisfazioni e meritevole di essere vissuta. Nell analisi per distretti ancora una volta si nota per la differenza fra risposte degli (55) e dei (41). 6. Disabilità Si è voluto aggiungere un esplorazione sulla disabilità in quanto condizione che impegna la famiglia in una riorganizzazione obbligata del suo funzionamento, con una gestione del quotidiano spesso ai limiti della criticità. Disabilità da intendersi in senso lato quale condizione di presenza di un membro con ridotta autonomia e a cui 31

32 vanno offerti interventi di sostegno e accompagnamento sia allo sviluppo di una propria capacità, sia di integrazione sociale. Le famiglie delle persone disabili vivono una realtà complessa, devono superare quei momenti di crisi e di difficoltà che ogni famiglia normalmente può attraversare (impegni, assenze, malattie) con maggiori difficoltà, in quanto occorre garantire la cura e la tutela del familiare disabile. 0% 10% 3% Disabilità Problematicità percepita sociali 47% 41% 34% 29% 14% 13% 5% 1% 3% Disabilità Punteggio medio delle percezioni per distretto Le percezioni si collocano soprattutto nell ambito della problematicità media ma se ci si espande verso l alto o, viceversa verso il basso, si possono fare delle valutazioni interessanti. Accorpando le risposte alta ed elevatissima otteniamo una percentuale di risposte date dagli del 42% e dei del 19%. La risposta bassa vede segnalare un 10% di contro, invece, il 34% dei. I dati confermano una tendenza negli amministratori ad un pensiero più positivo al riguardo (peraltro non indifferente sul piano quantitativo), forse più da intendersi come scarsa incidenza del problema nel proprio territorio o come percezione di efficacia degli interventi di sostegno, che non come mancato riconoscimento di tale problematica. In tutti i distretti è confermata la maggior problematicità percepita dai tecnici rispetto ai politici. Nel distretto di tale differenza appare più marcata. 32

33 Seconda sezione ADEGUATEZZA DEI SERVIZI E DELLE RISORSE Nel sistema del welfare uno degli assi portanti è rappresentato dai servizi, sia pubblici che privati. Superato il dualismo concorrenziale oggi sono i temi della continuità assistenziale e della programmazione congiunta a reggere il confronto tra pubblico e privato. In questa seconda sezione si sono prese in considerazione tre aree di indagine. Una prima area ha riguardato i Servizi comunali e gli Uffici di Piano, che sono gli organismi più a contatto con l immediato bisogno dei cittadini, servizi di primo orientamento o che traducono operativamente gli orientamenti politici territoriali. Un secondo blocco ha esplorato i servizi dedicati (servizi specialistici mirati a bisogni specifici): tossicodipendenze, salute mentale, famiglia; a seguire l incidenza degli interventi tipici del terzo settore e dei servizi socio sanitari. L ultima parte si è spostata sul tema della sicurezza, un tema strategico per il welfare, teso a garantire i diritti di tutti e lo sviluppo della coesione sociale. TERZA DOMANDA Ritiene che i seguenti servizi/risorse in ambito locale siano adeguati rispetto alle esigenze dei cittadini del suo Comune? 1. Servizi comunali 2. Uffici di Piano 3. Servizi pubblici e privati per le alcol - tossicodipendenze 4. Servizi pubblici e privati di salute mentale 5. Consultori Familiari pubblici e privati 6. Terzo Settore 7. Servizi sociali e sanitari 8. Polizia Locale 9. Forze dell Ordine Possibili risposte: - Non sono in grado di valutare - Si nella seguente misura: nulla, bassa, media, alta, elevatissima (nulla: 0 bassa: 5-25 media: alta: elevatissima: ) 33

34 1. Servizi comunali I servizi comunali rappresentano il livello di prossimità più immediata con la popolazione. E il luogo in cui, prima degli altri vengono accolte le domande, i bisogni e, non ultimi, anche gli atteggiamenti delle persone in difficoltà. Sono per questo motivo il presidio dove viene agito il maggior grado di coinvolgimento dei soggetti intervistati. 0% 0% Servizi comunali Adeguatezza percepita 7% 8% sociali 49% 38% 33% 36% 16% 10% 1% 1% Servizi comunali Punteggio medio delle percezioni per distretto I risultati si attestano su una percezione di adeguatezza medio - alta in entrambi i gruppi intervistati, con una leggera tendenza dei a prevalere nei valori più elevati. Si osserva in entrambi i gruppi un curioso 1% alla voce non ne ho notizia, poco significativo statisticamente ma forse meritevole di approfondimento. L analisi per distretto mostra una minor percezione di adeguatezza nel territorio del distretto di, seppur con punteggio medio comunque soddisfacente. Da considerare le caratteristiche tipiche di un territorio con ampia dimensione geografica e presenza diffusa di comuni di piccolissima entità. 2. Uffici di Piano Il Piano di Zona (L.328/2000) rappresenta il principale strumento locale di programmazione triennale per gli interventi sociali e sociosanitari. Promosso dai Comuni e da diversi soggetti istituzionali è sostanzialmente un piano regolatore del funzionamento dei servizi. E uno strumento indispensabile per governare il processo di costante adeguamento del sistema all evoluzione dei problemi ed è definito da un organismo tecnico intercomunale: l Ufficio di Piano. Nella provincia di si riconoscono tre ambiti (, e ) ognuno con il proprio Ufficio di Piano ed il proprio Piano di zona. La percezione prevalente in entrambi i gruppi intervistati si colloca ad un livello di adeguatezza media (54% degli sociali e 42 % dei ). Rilevante è la percentuale di che mostra una 34

35 grande soddisfazione al riguardo degli Uffici di Piano (sommando il valore alta adeguatezza ed elevatissima si raggiunge il 47% dei ). Uffici di piano Adeguatezza percepita sociali 54% Uffici di Piano Punteggio medio delle percezioni per distretto 0% 0% 9% 7% 42% 37% 21% 10% 1% 14% 4% Meno rappresentato questo livello di percezione dalla quota degli sociali (solo 22% sommando alta ed elevatissima) cui si aggiunge un emblematico 14% degli stessi intervistati che ha risposto: non ne ho notizia. L analisi per distretto non offre grosse diversità locali. I, in ogni ambito territoriale, sembrano percepire una maggior adeguatezza degli Uffici di Piano rispetto agli sociali. 3. Servizi pubblici e privati per le Alcol -Tossicodipendenze I servizi pubblici per le dipendenze si stanno sempre più connotando come riferimenti locali significativi non solo per i diretti interessati (quanti soffrono di dipendenza patologica), ma anche per le famiglie, la scuola e altre istituzioni. Non più solo luoghi di cura, ma anche spazi aperti alla consulenza, alla prevenzione, alle nuove forme di dipendenza, all integrazione con altri servizi. Nella provincia lecchese, accanto all offerta pubblica (Sert di -, SerT di, Servizio Alcologia di ) si collocano anche offerte del privato: un Servizio Multidisciplinare Integrato (SMI) con sede a, con analoghe funzioni e modalità operative; 5 Comunità Terapeutiche (strutture residenziali con utenti anche di altre province) con sedi a Molteno (CAL), Calolziocorte (Il Gabbiano), Colico (Il Gabbiano), Sirtori (Atipica), Oliveto Lario (Villa San Giorgio); 5 gruppi di auto aiuto Alcolisti Anonimi con sede a, Colico,,, Monticello; 7 gruppi di auto aiuto Club Alcolisti in Trattamento (CAT) con sede a Calolziocorte,, Oggiono, Molteno, Introbio, Paderno d Adda, Casatenovo. 35

36 Servizi pubblici e privati per le Alcol - Tossicodipendenze Adeguatezza percepita Servizi pubblici e privati per le Alcol - Tossicodipendenze. Punteggio percezioni per distretto sociali 1% 4% 51% 37% 19% 21% 9% 14% 3% 3% 21% 16% In entrambi i gruppi intervistati prevale una percezione di adeguatezza media di questi servizi. (51 % degli sociali e 37 % dei ). Da considerare che il 24% dei e il 17% degli ha una percezione di adeguatezza alta/elevatissima. Non irrilevante è la quota di intervistati che segnala di non averne notizia (21% degli sociali e 16 % dei Sindaci). In realtà la domanda del questionario si estende a più informazioni e il dato raccolto non permette di differenziare se la mancata conoscenza riguarda i servizi pubblici o quelli privati (più recenti e meno pubblicizzati). L analisi per distretto evidenzia una percezione di adeguatezza media per quanto riguarda le sedi periferiche di tali servizi ( e ) mentre per quanto riguarda le sedi centrali (), tra cui c è anche lo SMI, si rileva una percezione di adeguatezza di grado medio - alto (soprattutto da parte degli sociali). 4. Servizi pubblici e privati di salute mentale I Servizi di salute mentale si rivolgono a pazienti con disturbo psichico sviluppando programmi di prevenzione, cura, riabilitazione, reinserimento sociale e lavorativo, sostegno ai familiari. Costituiscono una fitta rete si strutture, estesa su tutto il territorio provinciale, le cui ottiche di riferimento sono l'integrazione degli interventi e la continuità terapeutica. L offerta pubblica fa riferimento al Dipartimento di Salute Mentale (DSM) che si articola in: le organizzazioni apicali di Psichiatria e di Neuropsichiatria; il Centro Psicosociale (C.P.S.) di - e il C.P.S. di, articolati a loro volta in ambulatori siti a, Introbio, Mandello, Calolziocorte e Oggiono; i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura (S.P.D.C.) negli Ospedali di e di ; le Comunità Residenziali ad alta assistenza (C.R.A.) di Bosisio Parini e di Cernusco Lombardone; la Comunità Riabilitativa a media assistenza (C.R.M.) di Casatenovo e la Comunità Protetta a media assistenza (C.P.M.) di Garlate; i Centri Diurni di e ; la Comunità Protetta ad alta assistenza (C.P.A.) di Rogeno; gli appartamenti 36

37 di Residenzialità Leggera (Calolziocorte, Olginate, Cesana Brianza, e Casatenovo). L offerta del privato accreditato comprende: la C.P.A. Il Poggio di Rogeno, la C.R.M. Il Volo di Monticello e la Comunità Protetta a bassa assitenza (C.P.B.) Casa Sara di. Servizi pubblici di salute mentale Adeguatezza percepita 16% 0% 1% sociali 27% 59% 41% 17% 19% 3% 4% 6% 7% Servizi pubblici e privati di salute mentale Punteggio percezioni per distretto I dati raccolti segnalano come prevalente una percezione di adeguatezza media in entrambi i gruppi intervistati. Bassa è la quota dei disinformati (6% degli e 7 % dei ). Fa riflettere il 27% dei che percepisce come poco adeguati questi servizi. Nell analisi per distretto non si notano significative differenze di percezione nei tre diversi ambiti territoriali (il punteggio medio è sempre riferito a un adeguatezza media). 5. Consultori Familiari pubblici e privati I Consultori Familiari (L. 405/1975) sono nati per rispondere ai vari bisogni della famiglia, della donna, della coppia, dell infanzia e dell adolescenza. In queste strutture operano professionisti (psicologi, assistenti sociali, ginecologi, ostetriche, infermieri e assistenti sanitarie) cui è possibile rivolgersi per avere consulenze su relazioni familiari e di coppia, sessualità, contraccezione, interruzione di gravidanza, per difficoltà nell educazione dei figli o per difficoltà di inserimento nell ambiente scolastico. Vengono inoltre offerti servizi quali: assistenza ginecologica e ostetrica durante la gravidanza; incontri relativi a igiene, svezzamento, necessità di conciliazione famiglia/lavoro e ad altre tematiche inerenti la crescita; prevenzione dei tumori (PAP Test); adozione e affidamento familiare; attività di ascolto e orientamento per i giovani, attività di educazione sanitaria. Nella provincia di i consultori familiari pubblici (afferenti alla ASL) sono 12 (, Calolziocorte,Casatenovo, Cernusco Lombardone, Costa Masnaga, Galbiate, 37

38 Introbio,, Mandello del Lario, Oggiono, Olgiate Molgopra, Olginate e Valmadrera), mentre quelli del privato sociale sono 2 ( e ). 3% 1% Consultori Fam. pubblici e privati Adeguatezza percepita 14% sociali 40% 33% 27% 17% 19% 3% 5% 23% 14% Consultori Fam. pubblici e privati Punteggio medio delle percezioni per distretto L analisi svolta evidenzia come la quota prevalente degli intervistati, di entrambi i gruppi, abbia una percezione di sufficiente adeguatezza rispetto a questi servizi. Significativi e meritevoli di approfondimento sono due rilievi: il 27 % dei che rivela una percezione di scarsa adeguatezza di tali servizi e il 23 % degli sociali che risulta disinformato al riguardo. Da sottolineare che la mission dei consultori è centrata, non solo sulla dimensione individuale e familiare, ma anche su quella sociale. Osservando i dati per area distrettuale si hanno riscontri abbastanza simili. 6. Terzo Settore Il Terzo Settore è composto dal mondo del volontariato, dell associazionismo sociale, delle cooperative di solidarietà. Raggruppa le organizzazioni che svolgono attività di erogazione di servizi di pubblica utilità, non perseguendo una logica di profitto ma di solidarietà. Nella DGR 1353/2011 vengono definiti e valorizzati i soggetti del Terzo Settore (fondazioni, associazioni riconosciute e non, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, enti di patronato, impresa sociale) cui viene riconosciuto il titolo a collaborare alla programmazione dei piani di zona. A livello locale l ASL, sin dal 2008, recependo le direttive regionali, ha costituito il Tavolo permanente di consultazione con i soggetti del Terzo settore. Ciò con gli obiettivi di facilitare i processi di raccordo e consultazione tra la ASL e i soggetti del terzo settore e di dare concreta attuazione al principio di sussidiarietà orizzontale. Fanno attualmente parte di questo tavolo: ASVAP di e Provincia Onlus (), 38

39 Associazione Compagnia delle Opere (), Consorzio Consolida società cooperativa sociale (), Provincia Lombarda dell Ordine dei Chierici Regolari Somaschi (Milano), INAS: Istituto Nazionale Assistenza Sociale (Roma), COO.DIP. Coordinamento Privato per le Dipendenze (Molteno -LC), SO.LE.VOL.: Solidarietà Volontariato (), ANTEAS (), Casa don Guanella (), Associazione Fabio Sassi Onlus (), ARCI: Comitato Provinciale (), Auser Provinciale (), Associazione Alleanza per la salute (), Società di San Vincenzo De Paoli Consiglio Centrale ( Onlus), Cooperativa Sociale OmniaLanguage (), Associazione Onlus L Altra Metà del Cielo Telefono Donna (). Nell ottica di rafforzare il raccordo tra istituzioni e terzo settore, nel gennaio 2012 è stato approvato dal Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci (e recepito nei Piani di Zona) un documento che definisce la partecipazione di una rappresentanza del terzo settore alle Assemblee Distrettuali e ai lavori degli Uffici di Piano. Terzo Settore Adeguatezza percepita sociali 31% 33% 33% 26% Terzo Settore Punteggio medio delle percezioni per distretto 0% 3% 17% 12% 12% 13% 14% 6% I dati presentano una percezione di adeguatezza più che buona assestandosi i valori prevalenti nel range medio alto. Osservando le estremità si rileva che il 13% degli sociali e il 14 % dei appaiono disinformati al riguardo. E possibile che le caratteristiche territoriali spieghino questo dato. Una mappatura puntuale evidenzia come la presenza del Terzo Settore non sia equamente rappresentata, concentrandosi su zone particolari, come ad esempio i contesti a maggior urbanizzazione. Nell analisi dei dati per area distrettuale non si osservano significative differenze, assestandosi i valori proprio al limite tra l adeguatezza media e quella alta. 39

40 7. Servizi sociali e sanitari Il riferimento è a tutti quei servizi a valenza sociale e/o sanitaria presenti nel territorio che non sono stati presi in considerazione nelle altre domande. E il caso dei servizi rivolti ad anziani e disabili, come ad esempio le Residenze Sanitarie Assistenziali (R.S.A.) strutture socio-sanitarie residenziali destinate ad accogliere, temporaneamente o permanentemente, anziani non autosufficienti (se ne contano 7 nel distretto di, 6 nel distretto di e 11 nel distretto di ). E il caso delle cure domiciliari, rivolte a persone multiproblematiche, portatori di patologie croniche, inguaribili a breve aspettativa di vita (le cure domiciliari integrate o ADI sono gestite dal Dipartimento Fragilità della ASL con sedi operative a,, Oggiono,, Introbio). E il caso dei servizi per l infanzia e l adolescenza, come ad esempio i Centri di Aggregazione Giovanile o C.A.G. (di cui 4 nel distretto di e 4 nel distretto di ). 0% 0% 3% 4% Servizi sociali e sanitari Adeguatezza percepita sociali 50% 36% 41% 47% 14% 3% 3% 0% Servizi sociali e sanitari Punteggio medio delle percezioni per distretto Analizzando i dati del questionario si rileva una quasi totale concentrazione delle risposte nelle fasce dove l adeguatezza di questi servizi risulta più che soddisfacente. In particolare i hanno una percezione di adeguatezza molto alta (61% contro il 44% degli, sommando alta + elevatissima) mentre tra gli prevale la percezione di adeguatezza media (50% contro il 36% dei ). Il dato disaggregato sui tre distretti vede in ogni ambito territoriale i Sindaci esprimere maggior soddisfazione. Il punteggio medio è quasi in tutti gli item collocato nella fascia di adeguatezza alta (55-75). 8. Polizia Locale La Polizia Locale, distinta in municipale e provinciale, è una risposta al bisogno di sicurezza che riguarda non solo l ordine pubblico, ma anche la sicurezza ambientale, stradale, alimentare, del lavoro. 40

41 La Polizia Municipale dipende funzionalmente dal Comune, che può istituirla sia singolarmente sia in associazione con altri comuni. L obiettivo prioritario è quello di garantire il presidio e la sicurezza del territorio, assicurando il rispetto delle norme e della legalità. La Polizia Provinciale è il Corpo di Polizia Locale dell Ente Provincia che, attraverso nuclei specializzati e sedi territoriali, garantisce le attività di: polizia ambientale, polizia ittico-venatoria, polizia stradale, polizia amministrativa e giudiziaria, interventi di Protezione Civile in caso di calamità naturali, vigilanza sulle acque del Lario e i laghi minori. 5% 1% Polizia Locale Adeguatezza percepita sociali 42% 37% 29% 25% 15% 10% 8% 3% 20% 4% Polizia Locale Punteggio medio delle percezioni per distretto L analisi fatta mostra quanto la distribuzione nelle diverse fasce di risposta sia diffusa. La maggiore concentrazione è nella percezione di adeguatezza media in entrambi i gruppi intervistati (42% dei e 37% degli ). Consistente è anche la quota di rispondenti più che soddisfatta (32 % degli e 33% dei, sommando alta ed elevatissima). Va segnalata la percentuale di risposte: non ne ho notizia che è del 20 % degli e del 4% dei Sindaci. E probabile che si tratti di realtà di bassa o bassissima dimensione dove tale servizio di fatto non risulta presente. Tale ipotesi sembra essere sostenuta dall analisi dei dati disaggregati per territorio. Il territorio dei tre distretti è particolarmente disomogeneo. con maggiore urbanizzazione. più diffuso ma ugualmente coeso territorialmente. che invece ha un territorio molto vasto (il maggiore dei tre distretti) con scarsa popolazione. Con ulteriori due differenziazioni fra il territorio a lago (riviera) e il territorio montano della Valsassina. Analizzando i dati disaggregati abbiamo per e percentuali abbastanza simili di soddisfazione, con prevalenza sia a che a, dei sugli. Il dato di, invece, si differenzia, perché viene raccolta una percentuale di soddisfazione del 37 % da parte dei e del 51% degli. Una differenza interessante, che sembra 41

42 esprimere una minor soddisfazione da parte di chi ha funzioni di carattere politico gestionale, rispetto a chi opera direttamente sul campo, come gli. 9. Forze dell Ordine Nella provincia lecchese sono presenti: l arma dei carabinieri, la polizia di stato, la guardia di finanza, il corpo forestale dello stato, la polizia penitenziaria. Sono servizi preposti principalmente al controllo sociale, con azioni non solo volte al perseguimento dei reati (l arma dei carabinieri nel 2011 ha perseguito quasi il 90% dei reati commessi in provincia: ) ma anche di tipo preventivo (servizi perlustrativi e di pattugliamento, polizia di quartiere, ordine pubblico nelle manifestazioni sportive e sociali, sorveglianza speciale, controllo della circolazione stradale, controlli amministrativi ed ambientali). La polizia penitenziaria (carcere) e i comandi provinciali di carabinieri, polizia di stato (questura), corpo forestale dello stato e guardia di finanza hanno sede a. Stazioni dei carabinieri sono dislocate su tutto il territorio (Olginate,, Casargo, Cremella,, Calolziocorte, Colico, Mandello del Lario, Valmadrera, Brivio, Casatenovo, Introbio, Oggiono). 0% 0% Forze dell'ordine Adeguatezza percepita sociali 37% 38% 37% 31% 17% 10% 10% 11% 4% 4% Forze dell'ordine Punteggio medio delle percezioni per distretto L analisi svolta evidenzia come prevalente un grado di adeguatezza percepita più che soddisfacente nei (48%, sommando alta ed levatissima), mentre negli prevale una percezione di adeguatezza media (37%), anche se non lontana è la percezione di adeguatezza ottimale (35%). I dati relativi ai distretti mostrano la maggior soddisfazione dei nei distretti di e, e la maggior soddisfazione degli (seppur di poco) nel distretto di. 42

43 Terza sezione PREVENZIONE, CONTRASTO, SOSTEGNO Nell ultima parte del questionario si è indagata la percezione di efficacia rispetto agli interventi attuati per contrastare le dipendenze e per sostenere la famiglia che, nel progetto di riforma del welfare lombardo, assume un ruolo centrale da protagonista. Un primo gruppo di interrogazioni esplora gli interventi centrati sulla prevenzione nel territorio, con azioni a carattere universale, rivolte alla popolazione generale e azioni selettive, dirette a gruppi più vulnerabili o in contesti/aree a rischio. Il secondo blocco di domande sonda gli interventi specifici a sostegno della famiglia, connotandosi la stessa quale risorsa territoriale potenzialmente efficace nella risoluzione dei problemi. E nell ottica della sussidiarietà il senso delle tante azioni volte a sostenerla e a valorizzarla. QUARTA DOMANDA Quali tra questi interventi di prevenzione al consumo di alcol e sostanze sono stati attuati nel suo comune? E con quale livello di efficacia? 1. Informazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione 2. Promozione di stili di vita sani 3. Interventi di inserimento lavorativo e sociale 4. Azioni di sorveglianza e/o controllo 5. Protocolli interistituzionali 6. Interventi di tipo urbanistico/ambientale Possibili risposte: - Non so valutare - Non è stato attuato - Si nella seguente misura: nulla, bassa, media, alta, elevatissima (nulla: 0 bassa: 5-25 media: alta: elevatissima: ) 43

44 1. Informazione e sensibilizzazione rivolte alla popolazione Quando si parla di prevenzione spesso scatta l associazione con gli interventi di informazione e di sensibilizzazione. Questa modalità di fare prevenzione è stata molto utilizzata in passato sia per interventi rivolti a gruppi di popolazione in generale (es. genitori o adulti) sia per specifici target (es. studenti di una scuola). Le ricerche effettuate evidenziano come tale intervento da solo non sia produttivo rispetto all obiettivo di modificare i propri atteggiamenti e comportamenti in quanto le informazioni prodotte non sempre tengono conto di una serie di variabili e specificità del target (es. sesso, età, esperienza con le sostanze, ruolo ecc). D altra parte però esiste anche la necessità di correggere alcune informazioni errate che possono modificare la percezione delle problematiche e condizionare l approccio alle sostanze psicoattive. Questo tipo di intervento risulta più efficace se associato ad altre strategie ad esempio quelle di carattere educativo - promozionale. Informazione e sensibilizzazione Efficacia percepita 11% 0% 1% sociali 27% 29% 29% 11% 14% 8% 8% 4% 4% 30% 22% Informazione e sensibilizzazione Punteggio medio delle percezioni per distretto Dalla ricerca emerge che questa tipologia preventiva ha ricevuto nella media un giudizio medio - alto rispetto alle altre tipologie presentate. Entrando più nel dettaglio delle risposte emerge che gli amministratori locali sono più critici rispetto agli sociali. Gli sociali del distretto di sono coloro che hanno espresso il punteggio più alto nella valutazione di efficacia. Inoltre circa 1/4 degli sociali e 1/3 degli amministratori risponde di non averle effettuate nel proprio comune. Questa diversificazione fa emergere che forse è in corso una revisione critica di questa strategia anche se è valutata ancora con una certa efficacia. 2. Promozione di stili di vita sani La promozione di stili di vita sani sta riscuotendo molto interesse in questi ultimi anni per la provata efficacia nei programmi di educazione alla salute in quanto presuppone l attivazione delle persone stesse come principali attori del proprio 44

45 cambiamento. Sono attuati con programmi di lungo periodo (uno o più anni), vanno a incidere e a modificare le abilità personali e sociali, favoriscono un processo di responsabilizzazione e correggono le informazioni scorrette aumentando così la capacità di resistenza all utilizzo di sostanze psicoattive. Questi interventi richiedono un intervento precoce e così sono spesso realizzati nelle scuole. 10% 0% 1% Promozione di stili di vita sani Efficacia percepita sociali 26% 29% 41% 29% 18% 13% 13% 7% 10% 3% 1% Promozione di stili di vita sani Punteggio medio delle percezioni per distretto Nella media generale questa strategia di intervento è quella ritenuta maggiormente efficace. Se si sommano le percentuali delle valutazioni, da media ad alta, risulta che gli amministratori la ritengono più efficace rispetto agli sociali, che, per quasi 1/3, rispondono di non averli attuati nel proprio territorio. Sul totale di coloro che hanno risposto, invece, sono gli sociali quelli che esprimono un livello medio di efficacia maggiore, soprattutto quelli che lavorano nei comuni del distretto di. 3. Interventi di inserimento lavorativo e sociale Questa tipologia di intervento caratterizza maggiormente i progetti di reinserimento sociale ma ha anche una valenza preventiva soprattutto per quei soggetti che presentano delle fragilità e necessitano di essere accompagnati e sostenuti. E una prevenzione più esperienziale dove si è costretti a misurarsi con le proprie capacità e abilità personali, lavorative e relazionali. Inoltre il lavoro è generalmente percepito come un fattore che dovrebbe favorire il benessere della persona. 45

46 0% 1% Inserimento socio-lavorativo Efficacia percepita 31% 26% 14% sociali 41% 21% 18% 14% 11% 7% 10% 3% 1% Inserimento socio-lavorativo Punteggio medio delle percezioni per distretto Sommando le percentuali delle valutazioni medio - alte c è una sostanziale corrispondenza tra le valutazioni degli amministratori e degli. Questa misura, con la promozione di stili di vita sani, è quella ritenuta più efficace, soprattutto dagli sociali e soprattutto nel distretto di. Questo dato andrebbe letto insieme all elevata percezione della problematicità della disoccupazione. In quest ottica la disoccupazione potrebbe essere letta come sinonimo di aumento del rischio di marginalità sociale e quindi anche di forme di dipendenza o disagio. 4. Azioni di sorveglianza e/o controllo Le azioni di sorveglianza e controllo hanno la funzione di presidiare il territorio per limitare la microcriminalità, gli atti di vandalismo e di piccolo spaccio e contribuiscono ad aumentare la percezione di sicurezza da parte della popolazione. Azioni di sorveglianza/controllo Efficacia percepita sociali 29% 29% 24% 23% 20% 22% 16% 9% 15% 7% 1% 3% 1% 1% Azioni di sorveglianza/controllo Punteggio medio delle percezioni per distretto

47 Analizzando tutte le risposte emerge come la percentuale della bassa o nulla efficacia e della media- alta efficacia, secondo gli amministratori, sia pressoché identica. Mentre per gli sociali emerge una maggior considerazione di questi interventi che sono ritenuti di media alta efficacia. Questo dato è confermato analizzando i punteggi dati da coloro che hanno risposto rispetto all efficacia, ed è evidente soprattutto nel distretto di. Il risultato non è così scontato in quanto coloro che organizzano e gestiscono alcune di queste azioni, le ritengono meno efficaci. 5. Protocolli interistituzionali I protocolli interistituzionali sono uno strumento che viene utilizzato da più istituzioni che, strategicamente, si accordano per definire modalità comuni per gestire specifiche tematiche o servizi. L aspetto vantaggioso di questi strumenti è che permettono di affrontare un argomento con modalità condivise e raccordate, favoriscono la creazione di un pensiero e una cultura comune, promuovono la crescita di un sistema preventivo diffuso sul territorio facilitando la creazione di reti istituzionali. 5% 1% Protocolli interstituzionali Efficacia percepita 9% 29% sociali 19% 19% 10% 1% 3% 1% 29% 30% 27% 16% Protocolli interistituzionali Punteggio medio delle percezioni per distretto Tra le strategie proposte nel questionario questa è stata la meno attuata e tra le più difficili da valutare nella sua efficacia, inoltre ha avuto un basso numero di rispondenti. Tra coloro che hanno risposto sull efficacia prevale la bassa valutazione degli amministratori. Mentre nella media tra coloro che hanno risposto conferma la maggior valutazione da parte degli sociali con il picco per quelli del distretto di. Per quanto riguarda la prevenzione dell abuso di alcolici è attivo sul territorio della Provincia il protocollo Prevenzione dei rischi connessi all abuso di sostanze alcoliche in occasione di manifestazioni autorizzate dalle Amministrazioni locali, promosso dal Tavolo Sicurezza della Prefettura di, che però non è stato 47

48 ancora attuato in gran parte dei comuni. Questo dato mette in luce un aspetto critico di questo strumento: la necessità di curare e gestire adeguatamente le fasi di conoscenza, diffusione e attuazione. 6. Interventi di tipo urbanistico/ambientale Spesso si parla di interventi di prevenzione rivolti al territorio inteso come comunità locale e si fa meno riferimento al territorio inteso come luogo, come paese. Anche gli interventi urbanistici e ambientali hanno importanti risvolti preventivi non solo per certe tipologie di malattie ma anche per la creazione di quei fattori ambientali (servizi aggregativi, decoro ambientale, vivibilità, sicurezza, spazi culturali, adeguati spazi verdi ) che favoriscono il benessere socio relazionale della persona evitando il rischio della marginalità. Per l attuazione di questi interventi è importante l attivazione non solo delle risorse amministrative ma è necessario favorire la partecipazione attiva dei cittadini alla costruzione del proprio ambiente di vita. Interventi urbanistico/ambientale Efficacia percepita sociali 23% 14% 13% 16% 10% 7% 8% 1% 0% 1% 36% 29% 16% 12% Interventi urbanistico/ambientale Punteggio medio delle percezioni per distretto Un po come avvenuto per gli accordi interistituzionali, questa tipologia di interventi è di difficile valutazione e poco attuata, anche se interventi urbanistici e ambientali sono realizzati dalle amministrazioni locali. Analizzando il punteggio medio di chi ha risposto, solo nel distretto di si evidenzia una valutazione più alta degli amministratori, mentre negli altri due distretti la valutazione più alta è degli sociali. Questi risultati pongono l attenzione sul fatto che questi interventi possono avere anche degli impatti importanti sulle politiche preventive in senso più ampio. 48

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