Dormitorio: Chiesa vicina alle periferie dell uomo. Accoglienza e solidarietà. Cultura Gradisca: si presenta mercoledì 17 l archivio parrocchiale

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1 tassa riscossa/taxe perçue/padova Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n 46) art. 1, comma 1, NE/PD anno LI - numero 48 SETTIMANALE DI INFORMAZIONE DELL ARCIDIOCESI DI GORIZIA 13 dicembre Euro 1,00 EDITORIALE GUIDO BAGGI Accoglienza e solidarietà Sabato 13 dicembre, alle ore 16, l arcivescovo mons. Carlo inaugurerà ufficialmente il nuovo dormitorio gestito dalla Caritas diocesana nei locali annessi al Santuario della B.V. Marcelliana a Monfalcone. Agli inizi del Novecento l area di Monfalcone attira l attenzione di intraprendenti imprenditori e quello che è poco più di un paese di contadini e pescatori si avvia a diventare, pur attraversando la tragica esperienza di due guerre, un significativo polo industriale. La storia, le dominazioni, i cambiamenti dei confini hanno messo a contatto, non sempre pacifico, in questa parte orientale della penisola italiana i mondi latino, germanico e slavo. Lo sviluppo industriale, in particolare la presenza del cantiere navale, ha portato a Monfalcone lavoratori e dirigenti dall Istria, dal Carso italiano e sloveno, dal Friuli, dal Veneto e da regioni del Sud Italia, soprattutto da Puglia e Campania. Negli ultimi anni è salita in modo significativo la presenza di lavoratori dai Paesi balcanici e dal Bangladesh. Che cosa è la Monfalcone di oggi se non il risultato, non senza contraddizioni e difficoltà, di tutti questi arrivi che nel corso di un secolo si sono susseguiti portando nuove identità a mescolarsi con quella dei nativi bisiachi? Mescolarsi perché non sempre l integrazione è riuscita. Anzi, negli ultimi anni le difficoltà sono aumentate perché alle differenze culturali si sono aggiunte quelle religiose, di lingua e di consuetudini sociali. Se a tutto questo aggiungiamo che l attuale crisi economica sta portando a nuove povertà tra gli stessi abitanti della città e del mandamento, abbiamo un quadro che pone grandi interrogativi a chi amministra questo territorio, ma anche alla comunità cristiana che in esso vive chiedendosi quale possa essere la traduzione concreta dell accoglienza e della solidarietà. Le attività dei servizi sociali degli enti pubblici, della Croce Rossa, della Caritas, alle quali offre un significativo contributo anche qualche imprenditore privato, cercano di dare una risposta alle emergenze: cibo, vestiti, salute, un tetto sotto il quale dormire. L apertura, accanto alla chiesa della Marcelliana, di un punto di accoglienza per la notte, è, in ordine di tempo, l ultima delle risposte che la comunità cerca di dare in una situazione che evidenzia la presenza crescente di senzatetto. continua a pagina 19 Avvento di Fraternità Inchiesta: il gioco d azzardo, una causa di impoverimento PAG. 3 Domenica 14 dicembre in tutte le chiese dell arcidiocesi viene celebrata la Giornata della carità diocesana; sabato 13 dalle alla Marcelliana Veglia di preghiera "Notte Caritas" Società "Francesco ci insegna che la corruzione è un male del cuore" PAG. 5 Cultura Gradisca: si presenta mercoledì 17 l archivio parrocchiale PAG. 11 Dormitorio: Chiesa vicina alle periferie dell uomo Il nuovo dormitorio Caritas di Monfalcone. (foto Salvatore Ferrara) Sabato 13 alle 11 presso la sala "Cocolin" del Paolino d Aquileia il vescovo Carlo incontrerà gli Amministratori pubblici per una riflessione su "La responsabilità verso la pace" Martedì 16 alle ore presso il San Luigi a Gorizia serata per i giovani in preparazione al Natale; sarà possibile accostarsi al sacramento della riconciliazione

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3 AVVENTO DI FRATERNITÀ 13 dicembre Anche noi come Isaia dobbiamo portare il lieto annuncio ai miseri non solo con le parole, ma anche non uno stile di vita aperto all ascolto, all accoglienza e al sostegno. Noi, infatti, siamo la prima Bibbia che legge le persone del nostro tempo. III^ DOMENICA "Mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri" (Is 61,1) DOMENICA 14 DICEMBRE Dalla Lettera Pastorale Anche all interno della comunità occorre l esercizio dell accoglienza in particolare verso chi non è "forte" nella fede, nella vita cristiana, nella situazione difficile personale, familiare o sociale. Anche in questo caso l ascolto e la vicinanza sono fondamentali e vanno sempre offerti anche quando - come nel caso di chi ha difficoltà economiche - la persona sembra cercare solo un aiuto concreto (per questo occorre sforzarsi affinché i "centri di ascolto" della Caritas, siano appunto anzitutto di ascolto...). Probabilmente il sinodo dei vescovi sulla famiglia offrirà qualche indicazione concreta per l accoglienza di chi vive realtà familiari problematiche, ma già da ora è importante che la comunità non escluda nessuno, rispetti le scelte, i drammi e i tempi di ciascuno e proponga con convinzione il Vangelo della vita, dell amore, del perdono. (Dalla Lettera pastorale "Una Chiesa che ascolta e accoglie" n. 62) Un intera vita per pagare i debiti Filippo è un furlan cui la sor- te avversa non ha indurito il carattere, ma lo ha mantenuto mansueto, pacifico, pragmatico, un uomo che vive la propria realtà di povertà relativa con dignità e rassegnazione. Ha 55 anni e un lavoro sicuro, per quanto può esserlo ai nostri giorni, che gli assicura un reddito mensile di 1200 euro; con un po di straordinario e proponendosi per i turni più pesanti riesce a raccogliere qualche centinaio di euro in più. Per un occupato nel settore dei servizi alla persona non è male. Il suo bilancio familiare è però disastroso e tra affitto, trattenute sullo stipendio e restituzione rateale di prestiti accesi con finanziarie va via quasi tutto il suo stipendio. E uno di quei nuovi poveri (occupato, separato, single) di cui spesso la stampa si interessa con curiosità. L esiguo reddito lo ha costretto a vendere l auto, ora raggiunge il posto di lavoro in bicicletta qualunque tempo faccia, e a consumare il suo pasto principale sul lavoro. Se non intervenisse la Caritas con il pagamento delle utenze la vita che condurrebbe anziché spartana sarebbe impossibile. Il drammatico bilancio familiare è il risultato di una situazione familiare disastrata cui si è sovrapposta un assoluta assenza di educazione finanziaria. In seguito alla separazione dalla moglie, trasferitasi in altra città, e all uscita della figlia dal nucleo familiare, si è dovuto accollare i prestiti contratti dall ex consorte di cui lui incautamente era garante. Il debito iniziale di euro, acceso quando erano in 2 in famiglia che lavoravano, si è praticamente raddoppiato nel giro di alcuni anni ed il peso della restituzione ora grava interamente su di lui. La parte più consistente di questo debito ha scadenza 2038, quando avrà 80 anni, cioè la speranza di vita media degli individui di sesso maschile: un intera vita per pagare i debiti. Al prestito iniziale si sono aggiunti nel tempo gli oneri dell allungamento dei tempi di restituzione, le varie more per il ritardo nei pagamenti nonché l agire di avide finanziarie che, approfittando della ineducazione finanziaria delle persone, hanno caricato oneri e tassi di interesse da rapina. Il tentativo di accendere un microcredito per dare un parziale aiuto a Filippo non è andato a buon fine. Una storia triste la sua, vissuta però con molta dignità e senza perdere quella naturale bontà d animo che lo caratterizza. Giornata della Carità diocesana La 3^ domenica di Avvento per la nostra Arcidiocesi è la Giornata diocesana della Carità. Tutte le offerte che si raccolgono nelle Celebrazioni Eucaristiche domenicali sono destinate per le opere di carità della Caritas diocesana. In particolar modo le offerte raccolte quest anno serviranno per il Fondo Straordinario Famiglie in Salita che sostiene con tirocini formativi, voucher e borse lavoro le famiglie impoverite dalla crisi economica. Aderire alla colletta imperata testimoniandolo all Assemblea Eucaristica domenicale è uno strumento per animare alla carità, ma anche un modo per riconoscere l opera della Caritas diocesana. La Caritas diocesana di Udine, a nome di tutte le quattro Caritas diocesane del Friuli Venezia Giulia, assieme alla Federazione Regionale delle Banche di Credito Cooperativo del Friuli Venezia Giulia con la consulenza dell IRES FVG impresa sociale sta svolgendo un ampia indagine sul fenomeno del gioco di azzardo: una delle cause di impoverimento economico, morale e relazionale di tante persone. Nel mese di novembre ha illustrato due report su due aspetti del fenomeno: il primo, che sarà presentato nel prossimo numero di Voce Isontina, parlerà della propensione dei teenager ad accedere a giochi a cui si vince e perde denaro e la seconda è un osservazione dei punti gioco sparsi sul territorio. Dall analisi dei dati quantitativi UN INDAGINE SUL FENOMENO IN FRIULI VENEZIA GIULIA Il gioco d azzardo,una causa di impoverimento forniti da AAMS FVG rispetto alle tipologie di gioco d azzardo presenti in regione, si evince che la raccolta effettiva tra novembre 2011 e ottobre 2012 in FVG è stata di complessivi milioni di Euro, dei quali il 64% sono stati spesi in macchinette. A ottobre 2013 le macchinette presenti in regione risultavano essere (escluse le VLT), dislocate in locali diversi (sale dedicate, bar, tabacchini ecc.). I Comuni slot free in FVG erano solo 16 su 218 (pari al 7,3%). La ricerca è stata realizzata attraverso l osservazione di alcuni luoghi di gioco che contengono slot machines (sale dedicate e bar) nel territorio della provincia di Udine. Si deciso di svolgere la ricerca nei bar con un numero di macchinette uguale o superiore a 6, con l obiettivo di svolgere l osservazione in luoghi dove comunque la presenza del gioco d azzardo è forte. Primi elementi di analisi: - nella maggior parte dei casi le macchinette vengono accorpate in una zona dedicata, più o meno separata dal resto del locale (stanze dedicate, muro di separazione, estremità del locale); - molti dei bar offrono altre possibilità di gioco d azzardo (ricevitorie, gratta e vinci ecc.); questi bar risultano ubicati in zone residenziali, molto spesso vicino ad altri esercizi (poste, edicola, supermercato, farmacia ecc.); - i bar ubicati nelle zone più periferiche davano l impressione di essere frequentati da clienti abituali. I clienti intercettati erano maschi. Le interviste ai baristi e gestori hanno rilevato: - la gran parte dei giocatori sono clienti abituali, che provengono dai quartieri vicini (nel caso della città); - la maggior parte dei giocatori sono uomini dai 30 ai 50 anni, con una concentrazione tra i 40 ed i 50 anni (riferita da diversi baristi); - il caso più comune è quello del giocatore che usufruisce anche del bar: fa delle pause, prende una consumazione, chiacchiera con il barista o con gli altri avventori, poi se ne va o riprende a giocare; - il caso del giocatore che entra solo e soltanto per giocare d azzardo esiste ma non è così frequente; - i baristi/gestori risultano consapevoli dei rischi connessi al gioco di azzardo e riportano episodi di persone che hanno giocato anche per 10 ore di fila, così come rilevano che alcuni giocatori giocano diversi giorni alla settimana anche per più ore consecutive. Pillole per informarsi oltre i luoghi comuni Si può fare - Nel corso dell anno 2013 si sono rivolte ai Centri di Ascolto parrocchiali 523 persone: di queste, il 52% erano cittadini italiani. - Nell anno 2013 sono state 425 le persone che si sono rivolte al Centro di Ascolto diocesano di Gorizia. - La solitudine rimane il dato che caratterizza le storie di vita che sono state ascoltate dagli operatori e dai volontari del CdA isontino. Ogni 2 donne italiane, una vive sola con figli a carico e ogni 2 uomini italiani, uno vive solo. - La classe di età più frequente tra i cittadini italiani rivoltisi al CdA goriziano è quella tra i 41 e i 60 anni, pari al 58%. La crisi economica sembra aver creato una nuova tipologia di povertà: i disoccupati che hanno un età compresa tra i 40 e i 60 anni. Queste persone, data la loro età, non hanno ancora diritto a percepire la pensione, ma purtroppo avranno anche difficoltà a ottenere un altro posto di lavoro. - Nel corso dell anno 2013 l 80% delle persone rivoltesi al CdA goriziano aveva un problema legato al reddito. In particolare nel corso del 2013 sono 188 le persone che non avevano alcuna fonte reddituale, pari al 44% di coloro che si sono rivolti al CdA di Gorizia. - Nel consiglio pastorale parrocchiale dedicare del tempo per riflettere sulle povertà e l emarginazione sociale presente nel territorio parrocchiale per discernere nuovi strumenti per sensibilizzare la comunità a vivere gesti di prossimità. - Destinare una parte delle risorse finanziare della parrocchia per la carità parrocchiale. - Far nascere nelle parrocchie più grandi un luogo simbolico dell attenzione delle persone più povere. Accanto alla casa della liturgia (la chiesa) e alla casa della catechesi (l oratorio) far nascere anche la casa della carità: può essere semplicemente una stanza dove la comunità cristiana accoglie le persone più povere.

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5 SOCIETÀ 13 dicembre Intervista a Lorenzo Biagi, docente e segretario generale della Fondazione Lanza "Francesco ci insegna che la corruzione è prima di tutto un male del cuore" La corruzione si può combattere perché - nonostante tutte le apparenze - non è nel Dna italiano, è una deviazione resa possibile dall indebolimento della coscienza civile. All indomani dell ennesimo grave episodio di malaffare venuto alla luce, con una cupola affaristico-mafiosa a Roma, il Sir incontra Lorenzo Biagi, docente e segretario generale della Fondazione Lanza, autore (per le Edizioni Messaggero Padova) di un volume titolato - semplicemente quanto efficacemente - Corruzione. Sullo sfondo della cronaca, i richiami di Papa Francesco, che proprio ai corrotti dedica parole di una durezza inusitata. Ed è dalle parole del Papa che parte la riflessione. Bergoglio condanna senza appello la corruzione: Potremmo dire che il peccato si perdona, la corruzione non può essere perdonata Questo Papa ha maturato una consapevolezza molto forte circa lo spessore di questo male così speciale che è la corruzione,la cui peculiarità è di essere abituale, un costume continuativo, contagioso. La gravità sta nel fatto che diventa come una seconda na- La vera questione che il nostro Paese deve affrontare con coraggio è la logica del così fan tutti,che alimenta lo stile abituale della corruzione, che tende a insinuarsi attraverso comportamenti quotidiani tura nella coscienza della persona, che abituandosi a questo male pensa di essere Dio. Questo è il peccato più grave: credersi Dio in maniera immanente, pensarsi intoccabili, capaci di potere tutto, asservendo tutte le persone ai propri scopi.il peccatore commette azioni malvagie, ma resta nella sua coscienza quel barlume che potrà spingerlo a chiedere perdono; il corruttore e il corrotto, invece, sono portati a credere di non avere bisogno di Dio e, quindi, di perdono. La gravità della corruzione, male dell anima, sta quindi nel sostituirsi a Dio? Esattamente. Le diverse scienze la leggono a partire dalle azioni; il Papa invece riconduce la questione al cuore: non riguarda solo l esteriorità dell agire, ma la disposizione dell animo, intacca la coscienza mettendola a tacere, e così scattano meccanismi di ego-latria, in cui il corruttore pensa di essere al centro del mondo. Quando scoppiò Mani pulite sembrava che si fosse toccato il fondo, con corrotti e corruttori che si giustificavano bollando quel malaffare come costume diffuso. Tutto questo non è servito a far maturare una coscienza nella società? Questa è la vera questione che il nostro Paese deve affrontare con coraggio: la logica del così fan tutti, che alimenta lo stile abituale della corruzione, che tende a insinuarsi attraverso comportamenti quotidiani. In secondo luogo bisogna prendere coscienza che la corruzione è umana: chiamarlo male, come fa Papa Francesco,significa essere consapevoli che non facciamo mai abbastanza per contrastarlo e sradicarlo. Ovunque si può nascondere la corruzione. Ma in Italia sembra che non ci siano alternative: pensiamo - tra i casi recenti più eclatanti - ai lavori per il Mose, all Expo e, ora, a Roma. Sembra che, laddove ci sono i grandi affari, ci sia inevitabilmente grande corruzione. È così? Il popolo italiano ha un grosso problema con l etica civile, è debole il senso dell essere cittadini. Certamente il clima culturale individualistico non aiuta, spingendo solo a rivendicare diritti, dimenticandosi dei doveri.l etica civile è quella sorta di grammatica elementare che governa la coscienza del cittadino, il quale riconosce di avere anche doveri. Questa è la vera sfida.veniamo purtroppo da una storia di coscienza civile assai fragile: si dice che l Italia sia una società a giuridicità debole. Ora, a fronte dell emersione di tutto questo male divenuto fin troppo abituale nel nostro Paese, occorre una grande rinascita dello spirito civile, una ripresa dell ideale e del valore del bene comune, altrimenti non ci si può sentire legati ad alcuna responsabilità. E i cattolici cosa possono fare? Forti anche della riflessione di Papa Francesco sulla corruzione, devono rilanciare una presenza civile rinnovata, a partire da un servizio di base tra la gente per far conoscere, apprezzare e applicare questa etica civile. L etica civile, dunque, è la cura possibile di questa malattia dell anima? È la cura culturale, del corpo civico.per intervenire sul male dell anima,invece,le nostre comunità cristiane devono far comprenderne la gravità,predicando la conversione, annunciando che la fede cristiana dà la possibilità, anche a chi è entrato in questa spirale mortale, di riscattarsi se accetta la proposta di misericordia e cambia vita. Ma l Italia, alla fine, potrà liberarsi dalla corruzione o sarà destinata sempre a fare i conti con quella giuridicità debole? È vero che le notizie di corruzione sgomentano, ma è anche vero che nel nostro Paese ci sono tantissime esperienze, realtà e persone che nel quotidiano continuano a credere e impegnarsi affinché si divenga una comunità civile non più ostaggio della mafia, della corruzione, di tutto quel malaffare che oggi conosciamo. Come cattolici dobbiamo prendere in mano un nuovo protagonismo civico, imperniato su quello che la Gaudium et Spes ha definito umanesimo della responsabilità. Non possiamo assolutamente rassegnarci a credere che questo Paese sia perduto. a cura di Francesco Rossi DOCUMENTO DI 7 ORGANISMI CRISTIANI SU ACCOGLIENZA E DIRITTI Aprire una porta ai rifugiati "S iamo convinti del fatto che i valori fondamentali dell Unione europea, spazio di libertà e di giustizia, devono riflettersi nelle politiche quotidiane". Questo vale tanto più per ambiti in cui è a rischio la dignità delle persone, come nel caso dei migranti, rifugiati, richiedenti asilo. Di qui muovono le "Raccomandazioni per lo sviluppo di un sistema legale e sicuro di protezione nell Unione europea", documento elaborato dalle Chiese del vecchio continente per mano di autorevoli organismi impegnati nelle migrazioni: Caritas Europa, Commissione ecumenica per i migranti in Europa (Ccme), Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece), Eurodiaconia, Commissione cattolica internazionale per le migrazioni (Icmc), Servizio per i rifugiati dei gesuiti (Jrs) e Consiglio dei quaccheri per gli affari europei (Qcea). Pattugliare le frontiere non basta Se le tragedie di Lampedusa e di Malta dell ottobre 2013 avevano rianimato il dibattito sulla protezione legale nei confronti di chi vorrebbe entrare nell Ue, la Task Force Mediterraneo incaricata dalla Commissione europea di ragionare sul problema non ha avanzato alcuna proposta, come nulla è stato modificato dal Consiglio europeo. Al di là della conclusa operazione Mare Nostrum, o dell attuale e meno accurata Triton, è proprio "la mancanza di vie sicure e legali per entrare in Europa alla ricerca di protezione che costringe queste persone ad affidarsi a contrabbandieri", ripetono le Chiese. Si stima che 3mila persone siano morte nel Mediterraneo solo nel 2014, ma certamente molti di più sono i morti lungo le strade del contrabbando. "Misure di controllo dei confini non devono portare alla morte di uomini, donne o bambini", denuncia il documento. La tutela dei diritti umani e quindi del diritto a essere protetti devono essere accessibili "a chi, costretto ad abbandonare il proprio Paese, cerca protezione" e a chi si vede respinta la domanda di asilo perché ci sono casi in cui il respingimento mette in serio pericolo la vita delle persone. Il problema è che manca ai confini dell Ue una "porta d ingresso per i rifugiati". Una "cassetta degli attrezzi" La molteplicità di situazioni che si presentano ai confini dell Unione, rende necessario predisporre misure e strumenti diversificati, una sorta di "cassetta di attrezzi", spiegano le Chiese, che fanno alcune proposte. Una prima cosa da fare è aumentare le quote per il reinsediamento dei rifugiati e le ammissioni umanitarie. Il reinsediamento permette a un rifugiato, temporaneamente fuggito in un altro Paese, il trasferimento in uno Stato terzo, dove troverà protezione permanente. Oggi ogni Paese membro dell Ue decide autonomamente questi numeri, ma l Unione potrebbe contribuire meglio, con finanziamenti e con un più efficace coordinamento delle politiche nazionali, a garantire che numeri più alti siano resi disponibili nel caso di emergenze, come più volte richiesto dall agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) che ha di nuovo messo il punto a tema per la conferenza dei donatori per la Siria svoltasi il 9 dicembre a Ginevra. Un secondo strumento da adottare è "interpretare in modo più ampio il concetto di famiglia" quando si parla di riunificazioni, in modo che possano rientrare nelle misure previste dalla giurisprudenza dell Ue in questo ambito, i familiari anche al di là dello stretto nucleo. Ciò permetterebbe a "un numero considerevole di persone di arrivare in Europa in modo sicuro e organizzato". I diritti innanzitutto Altra misura necessaria è il rapido rilascio di visti umanitari nelle ambasciate o consolati degli Stati membri nei Paesi di origine o di transito che autorizzino a raggiungere lo Stato membro dove saranno avviate le procedure di asilo. Altra possibilità è "eliminare l obbligo di visto", soprattutto "per i casi in cui un gran numero di persone deve abbandonare uno Stato in cerca di protezione". Tutto ciò farebbe sì che le persone potrebbero spendere i loro soldi per viaggiare in modo sicuro anziché foraggiare il contrabbando e rischiare la vita. Un ulteriore possibilità, di cui non si può abusare, è quella delle sponsorizzazioni private, per cui ong, associazioni, chiese, mettono a disposizione un "invito" per persone che cercano protezione e si rendono responsabili anche a livello economico per la persona in arrivo. Il rischio è che la protezione dei rifugiati dipenda da sponsorizzazioni private. Nonostante le soluzioni proposte, sarebbe irrealistico pensare che la messa in atto di una simile "cassetta di attrezzi eliminerebbe la migrazione irregolare", conclude il documento delle Chiese, ribadendo il fermo convincimento che comunque "le persone che cercano protezione così come i migranti irregolari non devono mai essere abbandonate in situazioni di povertà o escluse dal poter godere dei diritti umani". Direttore responsabile: Mauro Ungaro Direzione, Redazione, Amministrazione: Gorizia - Via Seminario, 7 Telefono Fax Autorizzazione Tribunale di Gorizia n. 33 del Registro Stampa:CENTRO STAMPA DELLE VENEZIE Soc. Coop. a r. l.,via Austria 19/b Padova PD, tel ; Pubblicità: PUBLISTAR, Via Treppo, 5/B Udine - Tel Spedizione in abbonamento postale Abbonamenti: Ordinario (annuo): Euro 45,00 - Sostenitore: Euro 50,00 - Benemerito: 100,00 - Estero: Paesi europei: Euro 100,00 - Paesi extraeuropei (via aerea): Euro 125,00 - Prezzo di una copia Euro 1,00 - Una copia arretrata Euro 2,00 - L importo dell abbonamento può essere direttamente versato all Amministrazione, oppure a mezzo C.C.P. n intestato Giornale Locale di Informazione Generale a Voce Isontina, via Arcivescovado, Gorizia Pubblicità: Tariffe a modulo (mm. 40 x 42 mm.): Euro 18; finanziari, legali: Euro 26 Tutti i diritti riservati - Esce ogni sabato. I manoscritti e le fotografie inviati alla redazione, anche se non pubblicati, non si restituiscono. 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6 6 13 dicembre 2014 SOCIETÀ Giornata di studio promossa dalla facoltà teologica del Triveneto I migranti e noi: una storia da costruire giorno per giorno Nel giorno in cui papa Francesco ha parlato a Strasburgo alle Istituzioni europee - richiamando l Europa "a favorire le politiche di occupazione, ma soprattutto a ridare dignità al lavoro", e ad affrontare insieme la questione migratoria, perché "l assenza di un sostegno reciproco all interno dell Unione europea rischia di incentivare soluzioni particolaristiche al problema, che non tengono conto della dignità umana degli immigrati, favorendo il lavoro schiavo e continue tensioni sociali" - anche la Facoltà teologica del Triveneto poneva l accento sui temi della migrazione e del lavoro nella giornata di studio promossa a Padova dal biennio di specializzazione in teologia pastorale. Ad aprire i lavori è stato chiamato il presidente di Caritas italiana, l arcivescovo di Trento mons. Luigi Bressan. Il presule ha inquadrato il Nordest come "zona-cerniera" fra nord e sud, est e ovest, come spazio naturale di transito, viaggio, scambio, come terra di movimenti di emigrazione e di immigrazione sostenuti da associazioni e da sacerdoti dediti all assistenza pastorale, "perché si possa vivere insieme una coesione giusta". Oggi questo territorio ospita il 27-28% degli immigrati in Italia, su una popolazione del 14% per cento della popolazione totale italiana. "Siamo tutti fratelli e sorelle - ha affermato Bressan - e questa è una grande ricchezza ed esperienza culturale per tutti". Il tema delle migrazioni è stato poi letto da due prospettive diverse: sociologica, da parte del prof. Maurizio Ambrosini, e dottrinale-pastorale da mons. Giancarlo Perego. Europea,femminile,cristiana:è il volto dell immigrazione oggi,in Italia e nel Nordest. Chiede alle democrazie coesione,integrazione, incontro tra domanda e offerta di lavoro perché ogni persona sia considerata un cittadino La prospettiva sociologica Il sociologo dell Università di Milano ha esordito sfatando alcuni luoghi comuni e ridisegnando la mappa delle migrazioni. Innanzitutto ha chiarito che i migranti non provengono dai paesi più poveri del mondo, se non in minima parte (i migranti nel mondo sono circa 215 milioni, pari a circa il 3 per cento della popolazione mondiale; i poveri sono molti di più), perché per migrare occorre disporre di risorse; in molti casi l emigrazione è una strategia estrema di difesa di uno stile di vita da classe media (provvedere agli studi dei figli o aiutarli a costruirsi una casa). È la speranza di migliorare la proprie condizioni, più che la disperazione, a spingere al viaggio verso un altro paese, che per lo più viene intrapreso con un visto turistico, quindi regolarmente (i migranti [5 milioni in Italia], anche gli irregolari [400 mila], sono molti di più degli sbarcati via mare [100 mila nel 2014]). Se mancanza di controlli e accoglienza diffusa da parte della chiesa appaiono agli occhi comuni i "responsabili dell entrata dello straniero", a ben guardare si scopre invece che Unione europea e sviluppo economico sono vettori di inclusione. I migranti per motivi economici restano nel nostro paese perché trovano lavoro in imprese e famiglie; i richiedenti asilo sono tutelati dall articolo 10 della nostra Costituzione e dall Onu, mentre i familiari ricongiunti sono sotto la tutela di convenzioni internazionali e corti di giustizia. "Ciò è un vantaggio anche per l integrazione sociale - ha sottolineato Ambrosini - perché un giovane sbandato che si mette a fare il padre ritrova una normalità di vita". Oltretutto, ha aggiunto "è un diritto fondamentale sorgivo quello di essere accolti". La foto scattata dal sociologo ha messo a fuoco alcune caratteristiche dell immigrazione in Italia: in prevalenza europea (proveniente da Romania, Albania, Marocco, Cina, Ucraina), femminile, cristiana (ortodossa). "Con la crisi - ha concluso Ambrosini - è aumentata l occupazione degli immigrati (dal 6,8% sul totale nel 2008, oggi siamo sopra il 10% e a questi andrebbero aggiunti i lavoratori stagionali e le persone che lavorano nelle famiglie). Ciò significa che degli immigrati continuiamo ad avere bisogno anche in tempo di crisi (pensiamo all assistenza a domicilio degli italiani - che ha fatto aumentare l occupazione femminile). Le culture, per fortuna, sono plastiche, flessibili, adattabili al contesto". Calo delle nascite e migrazioni L approccio al tema da parte di mons. Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes della Cei, è partito da un dato di fatto: il saldo negativo della popolazione lavorativa in Europa nei prossimi vent anni passerà dal 24% al 27%; nel 2035 il saldo migratorio, secondo l attuale trend, coprirebbe solo il 25% del fabbisogno dei lavoratori. "Le migrazioni pertanto sono una necessità - ha affermato Perego - e sarà un aspetto fondamentale delle politiche migratorie e lavorative del futuro aiutare a costruire e accompagnare questa emigrazione sul piano lavorativo". Dopo un excursus sul magistero della Chiesa il direttore di Migrantes ha accennato ad alcune cifre significative che dicono la condizione dei migranti in Italia: un lavoratore migrante guadagna il 27% in meno di un collega italiano e il 49% è precario (contro il 29% degli italiani) e svolge un lavoro non qualificato, spesso non adeguato ai propri titoli di studio; per un ricongiungimento familiare sono necessari dai 6 ai 9 anni (il più alto tasso di suicidi dei figli è in Romania e Ucraina, paesi da cui provengono la maggioranza delle "badanti" che lavorano in Italia); su tre immigrati regolari, uno soltanto ha il medico di base; l 85% degli stranieri vive in affitto (86% degli italiani ha casa di proprietà) e paga il 20% in più di un italiano. Sul fronte del welfare, dal 2010 al 2030 in Europa i giovani caleranno del 25% e agli anziani aumenteranno del 29%; in Italia ogni anno 150 mila anziani perdono l autosufficienza e solo 50 mila potranno essere accolti nelle strutture: come sarà possibile rinunciare alle lavoratrici straniere? L invito all integrazione All evidente ingiustizia di queste situazioni, il presidente della Caritas invita a rispondere con l integrazione delle persone immigrate e con il favorire l incontro tra domanda e offerta di lavoro. "L ideologia - afferma Bressan - ci ha dato delle leggi (prima la Turco-Napolitano e poi la Bossi-Fini) che hanno legato questo incontro ai flussi; in realtà i lavoratori stranieri sono entrati in Italia e continueranno sempre a entrare irregolarmente finché non ci saranno nuove leggi che permetteranno incontro fra domanda e offerta di lavoro. Anche alla luce della dottrina sociale della chiesa - ha concluso - dobbiamo lavorare insieme sul piano sociale, economico e politico perché effettivamente il nostro paese sia una democrazia dove ogni persona, al di là del colore della pelle e del paese da cui proviene, sia considerata un cittadino, ossia una persona importante per la città". PROSEGUE LA PREPARAZIONE AL CONVEGNO ECCLESIALE Firenze 2015:resa nota la traccia di lavoro Declinare cinque verbi - uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare - per ritrovare il "gusto per l umano". Comprendere i segni dei tempi "per illuminare il buio dello smarrimento antropologico contemporaneo con una luce", che è il "di più" dello sguardo cristiano, in un mondo in cui "tutto sembra liquefarsi in un brodo di equivalenze". In tempi di "nubi minacciose", quelle di una crisi che "ha appesantito la dinamica sociale e culturale del Paese", la Chiesa italiana si prepara al Convegno di Firenze (9-13 novembre 2015) con una Traccia improntata all "urgenza di mettersi attivamente e insieme in movimento", indicando però all uomo di oggi una "direzione da intraprendere", in un epoca segnata dalla "carenza di bussole". Lo stile ecclesiale è quello proposto e testimoniato da Papa Francesco con la sua "Chiesa in uscita": quella che al Convegno di Verona, nel 2006, i vescovi hanno definito "Chiesa missionaria", chiamata a spendersi per la persona nei diversi ambiti di vita. Sono le "periferie esistenziali" - la "priorità" della comunità cristiana. Perché gli ambienti della vita quotidiana - la famiglia, l educazione, la scuola, il creato, la città, il lavoro, i poveri e gli emarginati, l universo digitale e la rete - sono diventati, in questi dieci anni, "frontiere": non da difendere creando "muri", ma da far diventare "soglie", luoghi di incontro e di dialogo "senza i quali rischiano di trasformarsi in periferie da cui si fugge: abbandonate o dimenticate". La Traccia sarà accompagnata sul sito web da "materiali di approfondimento" a cui chiunque potrà dare il proprio contributo, anche attraverso i social media. Il "gusto per l umano" Ci vuole un "gusto per l umano", per "leggere i segni dei tempi e parlare il linguaggio dell amore". Ne è convinto monsignor Cesare Nosiglia, presidente del Comitato preparatorio, che firma la presentazione della Traccia, "un testo aperto" che parte dalla constatazione che nelle nostre comunità esiste "un bisogno di discernimento comunitario di fronte alle sfide del mondo contemporaneo", ma anche "la voglia di camminare insieme, di assaporare il gusto dell essere Chiesa, qui e oggi, in Italia". L opzione di fondo: "Partire dalle testimonianze che sono esperienza vissuta della fede cristiana e che si sono tradotte in spazi di vita buona del Vangelo per la società intera". Quel "di più" che "fa la differenza" "A fronte di un Paese descritto dai media e dalle statistiche come sfilacciato e stanco", nelle nostre chiese locali emerge "un immagine alquanto diversa": si vive "in prima linea", e si affrontano le sfide con quel "di più" che "segna la differenza rispetto ai pur preziosi sforzi di altri soggetti impegnati a migliorare la qualità del vivere sociale". Ascoltare e parlare con la vita "Un umanesimo in ascolto, un umanesimo concreto, un umanesimo plurale e integrale, un umanesimo d interiorità e trascendenza": sono le quattro figure dell umano al centro della Traccia. "Partire dall ascolto del vissuto, per cogliere la bellezza della vita in atto", il primo imperativo: "ascoltare l umano significa vedere la bellezza di ciò che c è, nella speranza di ciò che può ancora venire". Concretezza significa "parlare con la vita", per "combattere l indifferenza con l attenzione all altro". Con tanti "miracoli silenziosi", "si arriva ben al di là di quel che si pensava". Umanesimo è un termine che "si declina al plurale": ci vuole "uno sguardo d insieme, l uno stretto accanto all altro, quasi tessere di un mosaico", per cogliere la bellezza di "una famiglia umana segnata non dall omologazione ma dalla convivialità delle differenze", e caratterizzata da "legami di figliolanza e fratellanza" da accompagnare con la "prossimità", soprattutto davanti alle fragilità vecchie e nuove, alle "fabbriche di povertà". Nessun dualismo tra verità e pratica, niente "professionisti dello spirito". Un uomo senza senso? "Nessun criterio condiviso, per orientare le scelte pubbliche e private, tutto si riduce all arbitrio delle contingenze": esistono solo "schegge di tempo e di vita, spezzoni di relazioni", e il rischio di "un uomo senza senso" è in agguato. In un contesto di crisi che ha "allentato i legami" e "indebolito i nessi" del volto umano, si rimane "centrati su se stessi" e impegnati in un "corpo a corpo" con l altro. Il "male" del nostro tempo è l autoreferenzialità, che "rende asfittica la nostra vita". Eppure, nonostante tutto, l uomo di oggi ha "un enorme bisogno di relazione", che emerge dalla rete ma anche dalla "solidarietà intergenerazionale all interno delle famiglie", dagli stili di vita più sobri, dall impegno a tutela della legalità, dal mondo della scuola e del volontariato, dalla straordinaria capacità di accoglienza degli immigrati: tutti segnali "poco notiziabili, ma concreti": "Occorre prima di tutto imparare ad ascoltare la vita delle persone, per sorgere i segni di un umanità nuova che fiorisce". Il "metodo" di Gesù è la testimonianza, e le due "direttrici principali di un nuovo umanesimo" sono la cura e la preghiera. Le frontiere e le periferie Oggi i luoghi sono diventati "sempre più frontiere: linee di incontro-scontro tra culture, e anche tra visioni del mondo diverse di una stessa cultura". La famiglia, ad esempio, "è attaccata da tanti fronti", con bambini che "vivono tra diverse case, costretti a fare i conti con complesse geografie relazionali". Al centro della Traccia, le cinque vie proposte da Papa Francesco nella "Evangelii Gaudium". Uscire, per non correre il rischio dell "inerzia strutturale" e "liberare le nostre strutture dal peso di un futuro che abbiamo già scritto". Annunciare, perché "la gente ha bisogno di parole e di gesti" e di persone che sappiano "prendere la parola in una cultura mediatica e digitale". Abitare, per "continuare ad essere una Chiesa di popolo" ripensando i propri "modelli" a partire dalla consapevolezza che "una Chiesa povera per i poveri" non è un "optional". Educare, per ricostruire le "grammatiche educative" e immaginare "nuove sintassi". Trasfigurare, cioè assicurare la "qualità della vita cristiana". M. Michele Nicolais

7 CHIESA LOCALE 13 dicembre La Parola III^ DOMENICA D AVVENTO Per alcune settimane lasciamo provvisoriamente Marco, per farci accompagnare in questo cammino di Avvento dagli altri evangelisti. In questa terza tappa, siamo invitati ad entrare nel mistero di Dio da Giovanni, il quarto evangelista. Una piccola premessa: la liturgia di questa III^ domenica di Avvento è caratterizzata dall invito a gioire nel Signore (cfr. 1^ lettura, versetto 10); questo motivo imprime a questa domenica la caratteristica che le ha valso la denominazione gaudete : in molte Comunità il colore dei paramenti riprende il rosaceo, una variazione cromatica che corrisponde proprio all attesa aurorale che connota l Avvento. Insieme alla parola gioia, l altra parola chiave di lettura è Luce. Chi è Giovanni? Chi è Gesù? Probabilmente i versetti di oggi, sono da legare al capitolo 8,12 quando Gesù di se stesso esclamerà Io sono la luce del mondo ; Giovanni, seppur importante, è e rimane solo colui che rende testimonianza alla Luce. Tutto il testo giovanneo di oggi ci dice che Giovanni il Battista è un testimone, un testimone autentico. Egli non ha alcuna intenzione di riempire la scena, di fare la primadonna. La prima cosa che si esige da un testimone è la sincerità, e Giovanni è sincero, fino in fondo. Fino al punto da accettare, disarmato, le domande più impertinenti: «Chi sei? Cosa dici di te stesso? Perché dunque battezzi se tu non sei né il Cristo, né Elia, né il profeta?». Un altro, al suo posto, avrebbe mostrato una certa irritazione davanti a questa pretesa di sapere tutto, davanti a questa sorta di violenza che obbliga il profeta ad uscire allo scoperto, a definirsi, a dichiararsi. Giovanni, no. Accetta queste domande e vi risponde con una sincerità che è disarmante. Non è il Cristo, il Messia. Non è quell Elia che tutti attendevano. Non è il profeta desiderato. È solo una voce, una voce che grida ed invita a preparare la strada al Signore, perché sta arrivando. Giovanni, dunque, è una sentinella che lancia l avvertimento: volete forse correre il rischio di perdere l appuntamento con Dio che passa? Giovanni è uno che ha il compito di ridestare gli animi, di preparare i cuori. Un compito che svolge anche per noi, oggi, discepoli del III millennio! Riesco a cogliere nel mio vissuto i segni della presenza di Dio? Presi da tantissime cose, a quali devo dare la giusta priorità? Due possono essere le conseguenze di questa nostra riflessione. La prima. Riconoscere in Gesù la luce significa accoglierlo come colui che può illuminare tutta la nostra vita: le cose facciamo, le relazioni che viviamo, le stanchezze che sopportiamo, i nostri piccoli e grandi fallimenti (=peccato). La seconda. Riscoprirsi testimoni nel nostro quotidiano non significa semplicemente essere presente o partecipare da spettatore ad un avvenimento, significa prendervi parte da di dentro, con la propria vita, comprendendo e rivelandone il senso. La riflessione di questa settimana vogliamo concluderla con Papa Francesco: «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia» (Evangelii Gaudium, n.1). Il testimone della gioia è colui con la sua stessa vita annuncia la bellezza della sua fede e che si rallegra nel compiacersi di aver reso gioioso qualcun altro. E noi? Come siamo testimoni del Signore? Mons. Paolo Nutarelli Don Nicola Ban FAQ SI PUÒ PARLARE IN CHIESA? La chiesa come edificio ha un duplice scopo: permettere l incontro con la comunità cristiana insieme alla quale rivolgersi a Dio nella preghiera ed essere un luogo in cui è possibile l incontro personale con Dio nella preghiera individuale e silenziosa. In quanto luogo della comunità la chiesa è anche luogo in cui salutare le altre persone, in cui accogliere che arriva per la prima volta, in cui permettere una conoscenza più approfondita degli altri. Parafrasando la prima lettera di Giovani: "Se non comunico con il mio fratello che vedo, come posso comunicare con Dio che non vedo?". In questo senso in chiesa non solo si "può" parlare, ma anche si "deve" parlare. Tuttavia la chiesa è anche luogo in cui si può trovare un po di pace e di silenzio che aiutano la preghiera personale. Fa piacere entrare in una chiesa silenziosa, tanto più se all esterno si respira un clima di confusione e di distrazione. Pertanto l esigenza di incontrare gli altri e stringere legami più forti nella comunità che porterebbe a fare della chiesa un luogo di dialoghi e di parole, va armonizzata con l esigenza di offrire comunque un ambiente che permetta la preghiera silenziosa e personale. In ogni caso, allora, quando si è in chiesa è opportuno parlare con un volume di voce basso in modo da non disturbare chi desidera giustamente il silenzio. Soprattutto prima delle celebrazioni bisogna aiutarsi gli uni gli altri a mantenere un clima di preghiera e di silenzio in modo da favorire anche un raccoglimento interiore. Dall Agenda dell Arcivescovo Domenica 14 Dicembre - Alle 10.30, in Via Diaz, 18/A a Gorizia, partecipa al culto della Chiesa Evangelica Metodista. Martedì 16 Dicembre - Alle 9.00, a Zelarino, partecipa all incontro delle Caritas del nordest - Alle 20.00, a Gorizia, presso il Convitto salesiano San Luigi, partecipa alla celebrazione penitenziale per i giovani della città e della diocesi. Mercoledì 17 Dicembre - Dalle 9.30, in Arcivescovado, udienze libere riservate ai soli sacerdoti. - Alle 11.00, presso l ospedale S. Giovanni di Dio a Gorizia, celebra la S. Messa. Venerdì 19 Dicembre - Dalle 9.30, in Arcivescovado, udienze. - Alle 12.00, a Medea, presso il Centro "Villa S. Maria della pace" dei Padri Trinitari, partecipa al pranzo e incontra gli ospiti della residenza per gli auguri. - Alle 17.30, a Pordenone, visita la Comunità vocazionale e celebra l Eucarestia. Sabato 20 Dicembre - Alle 16.00, presso la Casa di Riposo Angelo Culot di Lucinico, celebra la S.Messa. - Alle 18.00, presso la Parrocchia dei Santi Vito e Modesto a Gorizia, celebra la S. Messa per l Associazione ANDOS. Domenica 21 Dicembre - Alle 10.00, presso Villa S. Giusto, presiede la celebrazione eucaristica per gli ospiti e il personale della struttura nell approssimarsi del S. Natale. Nomine nel clero La Cancelleria comunica che l Arcivescovo monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli ha nominato Incaricato diocesano di Gorizia per il Seminario Teologico Interdiocesano "San Cromazio d Aquileia" il reverendo don Nicola Ban. di mons. Michele centomo Galateo Liturgico ANCHE AL SIGNORE PIACCIONO LE "BUONE" MANIERE (3) ENTRANDO IN CHIESA Entrando in Chiesa, ci si pone in un clima di SI- LENZIO il chiacchiericcio lo lasciamo fuori. Ci avviciniamo all acquasantiera, intingiamo le punte delle dita e tracciamo bene il segno della Santa Croce sul nostro corpo dicendo che noi siamo FIGLI DI DIO. E un gesto che ci ricorda il nostro Battesimo e lava il nostro cuore dai peccati quotidiani. Con passo tranquillo, SENZA CORRERE, si prende posto. Se si desidera accendere una candela questo è il momento più adatto, senza poi, creare il cosiddetto "turismo religioso" durante la S. Messa. Prima di entrare nel banco, si fa la GENUFLES- SIONE (vedi la figura), rivolti al Tabernacolo che ha sempre la lampada accesa (vedi la figura), altrimenti, se non si riesce, l INCHINO (vedi figura). Dopo aver preso posto nel banco, non sederti subito, ma mettiti in ginocchio per prepararsi alla celebrazione. Successivamente puoi sedere. Solo se VERAMENTE NECESSARIO si potranno scambiare alcune parole con conoscenti o amici, e sempre a voce bassa per non disturbare chi sta pregando. MARTEDÌ 16 A GORIZIA Preparazione al Natale: serata per i giovani La pastorale giovanile di Gorizia martedì 16 dicembre propone una serata in preparazione al Natale per i giovani della città e di tutta la diocesi. Attraverso alcune attività di gruppo si cercherà di capire come guardiamo e come siamo visti dagli altri, come Dio ci guarda e come noi guardiamo Dio. Nel corso dell attività sarà anche possibile accedere al sacramento della riconciliazione: sarà questo il modo migliore per prepararsi e preparare il Natale di Gesù. L appuntamento è alle presso il S. Luigi in via Don Bosco. Riconoscimento al nostro settimanale "A Voce Isontina che da 50 anni racconta la Gorizianità": questa la motivazione sulla targa che il sindaco Romoli, ha voluto consegnare al nostro settimanale nel corso di una semplice cerimonia svoltasi la scorsa settimana in municipio a Gorizia alla presenza del vescovo mons. Carlo e delle autorità civili e militari (foto A. Caragnano).

8 8 13 dicembre 2014 CHIESA Privilegiare la formazione perché l Aci è ed ha a cuore prima di tutto la formazione, una formazione di qualità (biblica, antropologica, pastorale cioè teologica); garantire la specificità associativa, cioè come movimento (ma associato) di laici cristiani; assicurare un forte radicamento identitario che abbia radici profonde nella vocazione laicale, nell appartenenza alla chiesa diocesana, nella popolarità e nella democrazia a servizio del bene comune. In altre parole, essere di Aci significa essere il sale della terra e la luce del mondo, secondo le esigenze evangeliche che, in altre parole, significano, fedeltà a Dio ed all uomo. Le problematiche -ognuna delle quali richiederebbe un capitolo - sono numerose e si intrecciano con il ritmo della vita delle Chiese (diocesi e parrocchia) alle quale l associazione intende rapportarsi, nella dimensione diocesana e parrocchiale. Tenendo conto che non esiste un altro rapporto tanto esigente. I movimenti o gruppi spontanei di ogni genere colgono solo alcune delle esigenze sopra indicate, e le considerano alla stregua di opzioni possibili, sono occasioni ed apparentamenti per un tratto di strada. L Azione cattolica, invece, vive tutto questo come adesio- Se ne è parlato nel corso di un incontro regionale a Udine Come rilanciare l Azione cattolica? L impegno a privilegiare primariamente la formazione ne totale, come appartenenza, come matrimonio, come legame. L associazione (ed all interno i suoi aderenti) non ha un altro progetto pastorale che non sia quello della diocesi e della parrocchia; non ha uno stile pastorale proprio che non sia quello della Chiesa (le chiese) come si evince dai progetti, dai documenti e dalle assunzioni di responsabilità. Dunque, il legame è pieno e corresponsabile. "Costitutivamente" (vedi Statuto) e non solo come occasionalità, opzione vicina ad altre, come preferenza. La teologia del Concilio presenta pagine illuminanti per tutti: operatori pastorali, laici cristiani e presbiteri, strutture pastorali (uffici diocesani) o istituzioni varie. Nella Chiesa tutto questo (ed altro) sarà sempre in discussione; avrà soprattutto bisogno di adeguata calibratura perché non ci siano confusioni fra educatori e animatori, fra incaricati e responsabili, tra laici e presbiteri. L Azione cattolica italiana -e la nostra, quella goriziana, arricchita come è anche dalla tradizione precedente ai primi novanta anni di associazione in Italia- presentando se stessa nel momento in cui rinnova la propria adesione associativa, non è preoccupata delle tessere o della forza dei numeri e, tantomeno, degli effetti che è capace di creare attorno a sé (i famosi "eventi" che sono Un incontro di Ac (foto d archivio, Sergio Marini) ormai entrati nel linguaggio curiale); piuttosto è preoccupata di comunicare e promuovere -insieme- tutte queste sfaccettature che configurano "l essere di Aci" in questo tempo, nel nuovo millennio. La fatica di coniugare l identità con la missionarietà (essere missione, stare alle frontiere, partire dalle periferie, come si dice oggi) è fatica di tutti e con tutti. Il principio che presiede l operare di Aci non è l idea di riempire di iniziative le settimane, ma la coscienza della propria vocazione laicale, dell attenzione antropologica, della testimonianza e del servizio. L esigenza di essere aperti agli altri (e quindi a tutti) qualifica sia la pastorale che la formazione, la dimensione missionaria come la testimonianza. E così anche tute le iniziative. Quando sostiene queste tesi -soprattutto davanti a prese di posizione o editoriali sorprendenti- l Aci si fa carico della propria debolezza di strutture e di persone; allo stesso tempo è consapevole che si cresce solo a condizione di rafforzare quell identità che è vocazione ad essere soggetti dell azione educativa (e non animatori), responsabili (e non operatori), protagonisti e corresponsabili in prima persona (non di addetti che aspettano la linea da altri); popolari, nel senso che sono legati al popolo di Dio e alla società nella quale vivono.,. Preghiera, azione, sacrificio e studio: formula (completata da Paolo VI) che ha significato una storia ed una tradizione alla quale in molti hanno attinto (anche la pastorale diocesana) chiede di continuare ad esistere nel futuro come ascolto, legame, popolo e associazione o, attraverso le parole nuove del nostro tempo "adorazione, missione, comunione e teologia". Di questo e di altro -impegnativo per il rilancio dell associazione ed il futuro delle chiese locali- si è parlato al convegno interregionale di Udine fra le associazioni di Aci del Friuli Venezia Giulia e la delegazione regionale del Nord-est. Renzo Boscarol CHIAMATI DAL PADRONE DELLE MESSI (10): PADRE DAVID BRESCIANI S.J. Goriziano di nascita, Padre David Bresciani compie gli studi classici nella propria città. A 21 anni entra nell Ordine dei gesuiti. A Lubiana studia filosofia poi si trasferisce a Roma per proseguire con gli studi di teologia presso l università Gregoriana. Consegue la licenza in teologia presso il Centre Sèvres, facoltà teologica gesuita di Parigi. Nel 1999 è ordinato sacerdote dall arcivescovo padre Bommarco in Sant Ignazio, mentre dice la prima messa al Sacro Cuore. Per diversi anni è stato membro del "Centro Studi e Ricerche E. Aletti" di Roma, centro di impegno ecumenico. A Roma, presso il Pontificio Ateneo Sant Anselmo, consegue il Dottorato di ricerca in teologia. Attualmente si occupa di direzione spirituale e di esercizi spirituali ignaziani. Perché proprio prete? Forse perché siamo tutti chiamati a diventare preti o meglio sacerdotes cioè uomini che rendono sacre tutte le cose. L uomo nella sua vita è chiamato a santificare tutto il creato. Così era all origine l uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio. Ma l uomo, da solo, non ce l avrebbe mai fatta, era sempre un discorso di collaborazione con il suo Signore creatore. Con il peccato venne meno proprio questa partecipazione dell uomo al compimento (santificazione) del creato e l uomo perse la propria identità sacerdotale. In che senso siamo quindi tutti chiamati a diventare sacerdoti? Nel senso che Cristo, sacerdote per eccellenza della nuova alleanza, è l uomo nuovo al quale siamo tutti chiamati a configurarci. In lui ha inizio la nuova umanità. Il sacerdozio non è una professione ma una scelta di vita,che non vuole solo far capire o testimoniare qualcosa, ma che, di fatto, fa vivere la vita come un dono e la offre continuamente al Signore affinché rimanga sempre un dono e non diventi invece una merce di scambio: io faccio il bravo e tu Dio mi benedici. Così non va! Il sacerdozio è la vita vissuta come dono gratuito e In Cristo c è posto per tutti quindi in un rapporto di offertadono continuo con il Signore. Il sacerdote non agisce solo per se stesso, ma per tutta la Chiesa come corpo di Cristo. In senso ministeriale, "al servizio di", cosicché tutta la Chiesa può vivere veramente la vita come un dono gratuito che va continuamente offerto al Signore affinché la santifichi e noi (popolo di Dio) possiamo in tal modo vivere un esistenza santificata, che è la vera novità della storia dell umanità. Una vita santa non significa sdolcinata o senza "macchia", ma una vita che è strappata dalla corruzione della morte. La vita è un dono e non un diritto e come tale deve essere vissuta.questo significa vivere in Cristo che è l unico che ha la vita e la può dare e ricevere dal Padre. In Lui la gratuità non è un problema di etica o di morale bensì la realtà della vita stessa. Certo, questo discorso teologico, a mio avviso essenziale,lo posso fare oggi, dopo tanti anni di vita consacrata. Non lo potevo fare certo al momento della mia scelta. Si tratta di un discorso che oggi mi sta confermando sempre di più in questa mia scelta e che sempre di più sta orientando il mio cammino personale di sacerdote e religioso. Non sono nato con la vocazione sacerdotale, anzi! E se anche l avessi avuta sin da bambino,così,in uno stato embrionale, sono comunque stati per me decisivi piuttosto alcuni incontri, alcune conoscenze e, ne sono sempre più convinto adesso quando ripenso al mio passato, l incontro con i padri gesuiti. Credo che la mia vocazione sarebbe rimasta lì, in forma virtuale, se non avessi incontrato coloro che poi hanno fatto emergere in me una certa intuizione, un certo desiderio e soprattutto una certa fiducia e sicurezza che questa era per me la strada giusta. Certo, è il Signore che opera, ma Egli opera nella storia, nella nostra storia personale, in modo molto concreto, anche tramite i suoi ministri. Perché gesuita? Anni fa un sacerdote diocesano, mio amico e coetaneo, mi prendeva in giro in modo simpatico chiamandomi scherzosamente "compagno di Gesù", come a dire: ma noi, sacerdoti non gesuiti, non siamo pure compagni di Gesù? Certo, ci mancherebbe! Ma credo che l intuizione di S. Ignazio sia stata all epoca semplicemente geniale. In una realtà in cui tutta la società era formalmente cristiana, cattolica, dal re all ultimo suddito, ciò che mancava era proprio questa dimensione di vicinanza, di amicizia, quasi di intimità con il Signore: compagni di Gesù, giustamente! Tutti lo dovremmo essere in un certo senso, anche oggi! Compagnia di Gesù, questo è il nostro vero nome. L espressione "gesuita", oramai in uso corrente, ci è stata data da altri. Essere un compagno di Gesù... è bellissimo! Siamo conosciuti soprattutto per il voto di ubbidienza come carisma nostro particolare. Devo, però, dire che negli esercizi spirituali di S. Ignazio ho da subito percepito una spiritualità di una grande libertà, apertura e con "i piedi per terra"! Tutto, certo, nella grazia dello Spirito Santo, ma tutto molto vero! "Trovare Dio in tutte le cose", dice S. Ignazio di Loyola, il nostro fondatore, il che significa accogliere tutto come provvidenza di Dio, come l evolversi della storia, anche quella molto personale,secondo la sua saggezza di Dio Padre.Da questo passo trae origine la nostra ubbidienza. Non da regole, precetti, codici, norme, ma dalla consapevolezza che Dio è nostro Padre e noi siamo suoi figli e che tutto il resto è relativo o meglio che va accolto con gratitudine come dono di Dio.E allora tutto diventa bello, interessante e non ci si spaventa della realtà, del mondo, dell esistenza. Solo in quest ottica possiamo capire l opera missionaria di un Matteo Ricci o di un Roberto de Nobili, solo per citare alcuni dei nostri missionari più illustri. E non è necessario neppure andare così indietro nel tempo, è sufficiente ricordare il cardinale Carlo Maria Martini e la sua apertura al mondo laico. Il cardinale era un uomo di Dio, di una fede profonda e senza paura, non nell esprimere il proprio pensiero, ma nell accogliere le persone di diversa provenienza, nella sua apertura paterna al mondo, ai credenti, ai dubbiosi, ai non credenti. Nella storia siamo stati criticati e ammirati (in questo non siamo un eccezione!). Per capire chi siamo ci vuole un po di sobrietà, non bisogna idealizzarci ma nemmeno biasimarci. Siamo un dono per la Chiesa, e come tale facciamo parte dell opera di salvezza che nella storia Cristo sta portando avanti. Se così non fosse, allora sarebbe meglio non esserci. Per me, quando stavo decidendo che cosa fare della mia vita, la domanda principale era, se diventare gesuita o meno. Se non avessi scelto la Compagnia di Gesù, probabilmente non sarei diventato nemmeno sacerdote, vedevo la mia vocazione sacerdotale solo all interno dell Ordine dei gesuiti. Un richiamo forte per me è stato il vedere i gesuiti come un gruppo di uomini, di sacerdoti che lavorano assieme in uno spirito di sostegno reciproco, per il regno di Dio. Quasi come una squadra di calcio ben affiatata. Non voglio idealizzare troppo, ma comunque dopo tanti anni di appartenenza all Ordine posso dire che la vita comunitaria è un dono molto prezioso per la vita personale come anche per la nostra missione. Infatti, sei messo continuamente in discussione e di conseguenza puoi conoscerti più a fondo giorno dopo giorno. Non avevo subito colto questo aspetto della "vita in comune" e inizialmente non mi è stato affatto chiaro. Ma per me è come uno scoprire progressivo che la scelta fatta ventiquattro anni fa è stata proprio quella giusta. Perché proprio gesuita? In ultima analisi penso proprio perché li ho incontrati e me ne sono entusiasmato. a cura di Angela Ceccotti L intervista integrale a padre David Bresciani è pubblicata sul sito

9 CHIESA 13 dicembre Incontro delle religiose della diocesi con padre Dino Cozza Dio chiama al cambiamento nel tempo di smarrimento Celebrazione di don Aldo nella chiesa di S. Anna a Gorizia La Chiesa messicana presentata alle Zelatrici Nella Casa di accoglienza delle suore della Provvidenza, in Via Vittorio Veneto, incontro delle Religiose Usmi di Gorizia con Padre Dino Cozza, sabato mattina 22 novembre. Dopo l incontro con monsignor Arcivescovo che il 22 ottobre scorso ha presentato alle religiose, nell Istituto Salesiano san Luigi, la sua lettera Pastorale, sabato 22 novembre siamo state chiamate a riflettere sulla chiamata al cambiamento che oggi risuona più che mai nella Chiesa per vivere tutti un cristianesimo più vivo e autentico. "Ma come superare lo smarrimento che ci coglie tutti quest ora in cui le Chiese perdono potere, le comunità religiose perdono forza e significanza e non hanno più persone a gestire opere colossali del passato? Può tutto questo essere letto come una grazia, un ora in cui Dio chiama il suo popolo al cambiamento per avvicinarsi a Lui in modo più autentico?" Queste le parole introduttive di Padre Dino Cozza, della Congregazione del Murialdo e profondo Conoscitore della vita Consacrata, che ha guidato l incontro aprendo una ampia importante riflessione sul tema che dovrà accompagnarci in quest anno dedicato alla Vita Consacrata. Desideriamo rendere partecipe tutta la nostra chiesa di Gorizia del cammino che abbiamo già iniziato in questi giorni vigiliari e quanto ci attende. Lo faremo tramite la collaborazione e l incoraggiamento delle nostre parrocchie e le pagine, sempre attente e disponibili, di "Voce Isontina". Grazie a tutti fin d ora. Le religiose Usmi di Gorizia NELLA CASA DEL PADRE Ricordo di fra Gilberto Sabato 6 è morto a Erba fra Gilberto Veneri dell Ordine Ospedaliero di S. Giovanni di Dio. Fra Gilberto è stato al servizio di Gorizia prima al S. Giovanni di Dio e poi a Villa S. Giusto per una quindicina di anni. Il tradizionale incontro, di preghiera di Adorazione eucaristica per le vocazioni, delle zelatrici del seminario ha avuto in questo mese una variante: la presenza del novello consacrato don Aldo Vittor. L assistente diocesano, su proposta della responsabile delle zelatrici, ha scelto per l incontro di dicembre la chiesa della comunità di S. Anna che molto volentieri ha ospitato il gruppo, tanto benemerito per il seminario e le vocazioni. Certo non si possono fare confronti con il passato, ma è lecito rilevare un clima di entusiasmo e gioiosa partecipazione, sollecitata anche dalla presenza del neo sacerdote che all omelia ha ringraziato le zelatrici, soprattutto per la costante preghiera per le vocazioni e ha chiesto loro di continuare in questo impegno per ottenere dal Signore non solo un proficuo apostolato da parte della sua persona, ma anche la continuità dell entusiasmo della convinzione della scelta missionaria nel suo nuovo ambiente, che sarà la periferia di Città del Messico. La parrocchia cui è destinato don Aldo è infatti parte di una realtà molto povera, come sono tutte le periferie delle metropoli, bisognosa di evangelizzazione e di promozione umana. Ovviamente la richiesta ha trovato posto nel cuore di tutti con la promessa di mantenere aperto il canale non solo della preghiera, ma anche della comunicazione. La distanza non affievolisce i vincoli spirituali, ma li rafforza, nella certezza che la comunione della fede è un dono di Dio. Al termine della celebrazione è stato consegnato al sacerdote missionario un dono ricordo che lo aiuterà a mantenere viva la memoria delle sue radici e la dedizione al suo apostolato. È seguito un rinfresco, sufficientemente delizioso da suscitare l approvazione di tutti gli intervenuti. Il clima di festa, l autenticità degli auguri e saluti, la sincerità della preghiera hanno reso l incontro una tappa significativa sulla strada dell Avvento. don Diego Bertogna

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11 CULTURA 13 dicembre MERCOLEDÌ 17 DICEMBRE ALLE IN DUOMO Gradisca riscopre il suo archivio parrocchiale ALLA BSI Gli elaborati grafici del giovane Lasciac Mercoledì 17 dicembre alle ore nel Duomo dei Santi Pietro e Paolo in Gradisca d Isonzo, verrà presentato il riordino dell archivio storico parrocchiale. La serata, intitolata "Gradisca, la sua storia, le sue carte", vedrà la presenza di Pierpaolo Dorsi, soprintendente archivistico per il Friuli Venezia Giulia e di Giada Piani e Vanni Feresin, archivisti. Nel corso della serata, allietata dal maestro Dimitri Candoni all organo Zanin, saranno visibili alcuni documenti antichi dell archivio storico. L Archivio storico della Parrocchia di Gradisca è stato messo sotto tutela dalla Soprintendenza Archivistica del Friuli Venezia Giulia nel 2010 perché dichiarato di grande interesse storico. Il patrimonio documentario esistente è notevole ed è un unicum per il nostro territorio: i documenti più antichi sono datati 1535 e l insieme delle carte copre cinque secoli di storia della città di Gradisca. Una presenza certamente significativa è data dai Registri anagrafici a partire dal 1576 (i più antichi dell Arcidiocesi di Gorizia), dai 130 libri cassa (chiamati urbari dal 1535 al 1831) che consentono di ricostruire tutta l amministrazione della chiesa, dai registri delle tante confraternite (a partire dal 1689), ai poderosi libri delle cronache, senza tralasciare i migliaia di carteggi tra il XVII e il XX secolo che sono una testimonianza straordinaria della vita, non solo religiosa, di una comunità antica, complessa e multiforme come quella gradiscana. Basterebbero queste poche righe per comprendere l importanza della serata di mercoledì 17 dicembre per la comunità parrocchiale di Gradisca. Un incontro che è stato fortemente desiderato e atteso per concludere degnamente un opera intrapresa oltre cinque anni fa e che è costata fatica, impegno e determinazione ammirevole da parte degli archivisti Giada Piani e LA RIVISTA DEL "RIZZATTI" Iniziativa Isontina: in edicola il numero 65 È in edicola la rivista del Goriziano Iniziativa Isontina. Emanazione del Centro studi A.Rizzatti, la rivista si propone in questo numero con una forte proposta su due piani, quello informatico, offrendo una interessante panoramica del progetto regionale attraverso l intervista con l assessore regionale Sara Vito e, in secondo luogo, proponendo temi di riflessione in vista del centenario della grande guerra. A questo proposito il numero dato alle stampe, ripropone l omelia del papa Francesco a Redipuglia ed una serie di testimonianze su quanto è avvenuto a partire dal giugno 1914, soprattutto la guerra sui Carpazi: sono testimonianze che consentono di capire il dramma della guerra e la richiesta di pace che veniva dalle famiglie e dalle comunità. Completano il riferimento alla lettera dell arcivescovo di Gorizia ed alle iniziative celebrative dell anniversario. Un altro capitolo della rivista è dedicato a cogliere le strade attraverso le quali far uscire Gorizia ed il Goriziano dalla crisi. Completano il numero alcuni servizi di arte e di storia, la rubrica delle recensioni e il ricordo di figure e testimoni del nostro tempo. L editoriale, invece, guarda alla domanda di segni di speranza da accendere nei diversi ambienti per dare prospettiva alla fatica del pensare, del fare politica e del vivere in periferia. Vanni Feresin, che da oltre cinquanta scatoloni colmi di carte hanno saputo dare forma a un ordinatissimo archivio. Analogo e poderoso impegno è stato impiegato per reperire i locali idonei alla conservazione dell archivio, per liberarli e renderli funzionali e soprattutto per l acquisto degli armadi, che è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione Carigo e alla generosità di numerosi privati che hanno voluto contribuire in questo modo alla salvaguardia della "storia" di Gradisca. Con il riordino dell archivio e la sua collocazione in opportuni locali, la storia di Gradisca è stata davvero "salvata" e si tratta di un opera culturale di non poco conto. Chi si occupa di ricerche storiche sa bene quanto sia difficile ed impervia la ricerca in archivi trasandati e disordinati e il tesoro di un archivio gelosamente e funzionalmente conservato e dotato di uno strumento importantissimo come un inventario. Con la presentazione dell archivio l impegno verso il patrimonio della parrocchia non si conclude in quanto si spera di poter in seguito riordinare anche la biblioteca storica e soprattutto di poter restaurare un po alla volta i registri anagrafici e altri documenti che sentono di più l usura del tempo. Nel frattempo siamo tutti invitati mercoledì 17 per immergerci nella storia di Gradisca, partendo dalle sue carte, testimonianze preziose che sono una fonte importantissima, se non l unica, per ricostruire la memoria di una parrocchia importante e testimone di una grande storia. Andrea Nicolausig La Biblioteca statale isontina ospita nelle giornate di giovedì 10 e venerdì 11 dicembre la mostra di elaborati grafici redatti negli anni giovanili dall architetto goriziano Antonio Lasciac ( ). Nelle sale della Galleria d arte "Mario Di Iorio" verranno esposti disegni e documenti, molti di quali inediti custoditi nella maggior parte all Archivio di Stato di Gorizia. L esposizione, curata da Diego Kuzmin, rientra nel programma del calendario di appuntamenti della due giorni di convegno internazionale dal titolo "Lasciac. Architetto tra Italia, Egitto e Slovenia. Storia, disegno e tecnica", organizzato dal Dipartimento di Ingegneria e Architettura dell università di Trieste. Presenteranno l esposizione, Marco Menato, direttore della Bsi e Renata Da Nova, direttore dell Archivio di Stato cittadino. L obiettivo del progetto è dare rilievo a una notevole mole di documentazione originale dell architetto goriziano, conservata soprattutto all Archivio di Stato di Gorizia, rimasta inedita fino alle recenti ricerche compiute da Diego Kuzmin. La figura di Antonio Lasciac assume particolare valenza per il territorio transfrontaliero di Gorizia e Nova Gorica, che all epoca della sua esperienza professionale era un unicum territoriale. La sua valenza internazionale è altresì testimoniata delle importanti opere eseguite, specialmente in Egitto nel periodo a cavallo tra Otto e Novecento. Sulle alture del Rafut che si affacciano sul capoluogo isontino, oggi territorio sloveno, nel 1912 realizzò la propria abitazione, opera particolarmente significativa per il linguaggio architettonico costituito da elementi tratti dalla tradizione mamelucca, resi mediante le moderne tecniche costruttive applicate al revival neo-islamico. Elementi che l architetto aveva portato nella sua città natale al ritorno da un periodo trascorso in Egitto dove aveva trovato lavoro e fortuna, come testimoniano le tante opere realizzate al Cairo, ad Alessandria e sul Bosforo. La mostra, corredata da un catalogo, potrà essere visitata dalle alle con ingresso gratuito. L ANNUALE CONVEGNO IN MEMORIA DI CELSO MACOR Costruttori di pace sciogliendo i conflitti "L acerazioni nella vita ed in famiglia" questo il tema centrale del convegno svoltosi la scorsa settunana con il quale -per iniziativa del Centro A.Rizzatti e della rivista Iniziativa Isontina - è stato onorato e ricordato Celso Macor, nel sedicesimo anniversario della scomparsa. Poeta e scrittore, giornalista e politico, intellettuale finissimo, Celso Macor ( ), originario di Versa, ha offerto con la sua poetica e la sua proposta culturale un ennesino percorso per rileggerne la produzione letterario ed il pensiero spirituale. Un messaggio particolarmente profetico proprio nel centenario dello scoppio della grande guerra come hanno evidenziato la ricca proposta di letture che hanno aperto l incontro, anche quest anno particolarmente frequentato da un folto pubblico, a cura del gruppo teatrale del Liceo Dante Alighieri di Gorizia coordinate dal prof. Rosa Tucci e dal musicista Angelo Portelli. In un crescendo sono riemerse le tesi che, secondo Macor, consentono di cogliere il senso di "patria", le responsabilità di chi ha deciso la guerra e benedetto le armi, la forza di un appello (di quaranta anni fa ) contro la dimenticanza, la retorica delle memorie e, soprattutto, la forza del racconto in friulano ed italiano, "tre bacchette in croce", che ricordano i caduti friulani (ma anche bisiachi, istriani, triestini ) nelle steppe dei Carpazi. Un quarto d ora di rara intensità. Alla provocazione dell omelia di papa Francesco a Redipuglia, soprattutto a quel ripetuto grido "A me che me ne importa?" ha dato risposta il giornalista del TG3 Cristiano Degano che -intercalando le sue riflessioni con la presentazione delle immagini e delle parole di un servizio che ricorda i cinquanta anni di televisione nella regione Friuli Venezia Giulia - ha tratto numerose ragioni per scolpire la loro attualità, oggi e domani. Degano vi ha colto la determinazione del pastore che denuncia senza mezzo termini la "terza guerra mondiale" dei conflitti che si accendono e si riaccendono ogni giorno, ma anche ha espresso la volontà di "segni concreti" come la riabilitazione dei fuciliati della grande guerra, proponendo la raccolta di firme per i quattro alpini friulani di Cercivento. L incontro ha ospitato un convegno, coordinato da Paola Cosolo Marangon, direttrice della rivista "Conflitti", rivista italiana a di ricerca e formazione sul tema "Ingiustizia e diseguaglianze luogo di coltura dei conflitti" con tre interlocutrici Alima Bacosca, rumena, Mirela Heba, albanese e Ivan Snidero, volontario in America Latina e oggi assessore comunale a Cervignano. L illustrazione delle dinamiche conflittuali, i conflitti causati dalle ingiustizie sociali e familiari, i conflitti nelle e delle migrazioni, sono stati gli argomenti del triplice giro di opinioni che ha consentito di raccogliere la testimonianza consapevole di due donne della migrazione albanese e rumena, ma anche della loro lotta per non lasciarsi travolgere dalla dura realtà quotidiana e dalla voglia di offrire un futuro migliore a sé ed ai loro figli. Altrettanto significativa la testimonianza che unisce volontariato e impegno politico, quando unica è la volontà di gestire il cambiamento cogliendo nella storia del passato (gli atteggiamenti dei conquistadores in Bolivia verso le etnie) e di battersi per dare almeno una possibilità ai popoli. Lo sforzo delle due interlocutrici delle migrazioni, oggi come ieri, è di battersi contro i luoghi comuni e di dimostrare a se stessi ed al proprio popolo in prima persona che si può lottare per i diritti ma non cedendo ai metodi delle violenze e delle imposizioni. Coniugare volontariato e politica - ha ricordato Alina Bacosca, consigliere comunale a Buttrio, che la globalizzazione non impedisce di riconoscere le proprie responsabilità; e che la pace, come ha concluso la coordinatrice Cosolo, impone sempre di coniugare giustizia e libertà delle persone, delle comunità, dei popoli e delle nazioni. Ha concluso i lavori il direttore di Iniziativa Isontina, il quale ha chiesto di proseguire sulla strada di altri segni e testimonianze a favore di una autentica pacificazione: la lezione di Macor ha trovato accoglienza nell impegno di singoli gruppi e comuni che hanno ricordato i caduti dell esercito austroungarico; un segno conclusivo - ha auspicato - venga anche dalla città di Gorizia e dalla sua amministrazione comunale. Altri segni possano consegnare ai giovani una memoria riconciliata, prima di isterismi patriottici e consapevole che spetta a tutti l impegno a favore della pace e della riconciliazione. La testimonianza di Celso Macor è più viva che mai proprio perché urge e provoca la coscienza di tutti ed ha nomi precisi: battersi per il riscatto delle ingiustizie, bene comune, passione per gli ultimi, "fare propria la condizione degli altri". R.B.

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13 MUSICA, SPORT & SPETTACOLI 13 dicembre AGENDA VENERDÌ 12 Sax e Pianoforte per la "Lipizer" Il 4 Concerto della Sera, organizzato dall Associazione culturale "Lipizer" ONLUS - con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, della Regione Friuli V. G., del Comune e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia -, si terrà Venerdì 12 Dicembre al Teatro "Bratu "(Viale XX Settembre 85, alle ore 20,45). Nell ottica dello scambio tra Concorsi Internazionali locali, quest anno si esibirà Jan Gri ar, vincitore del Concorso Internazionale di Saxofono di Nova Gorica (Slovenia). mentre in Marzo 2015 sarà sul palcoscenico il pianista cileno, Danor Quinteros Fuentes, vincitore del Concorso di Pianoforte "Giuliano Pecar" di Gorizia, mentre nella passata Stagione venne applaudito il Duo argentino-svizzero Windwurzeln, laureato al Concorso di chitarra "Enrico Marcatali" di Gorizia. Il protagonista di Venerdì, il saxofonista Jan Gri ar suonerà in Duo con il pianista Tomaz Hostnik, proponendo un programma che si annuncia impegnativo con musiche di Desenclos, Lauba, Markovich Kalinkovich, Borne, Debussy e Saint-Saëns. Domenica 21 dicembre alle 18 nella chiesa di Staranzano "On this shining night" Tre cori per la 27^ edizione di "Corovagando" Anche quest anno l Associazione corale "Audite Nova" di Staranzano organizza la sua XXVII^ rassegna corale "Corovagando". La manifestazione si terrà domenica 21 dicembre 2014, presso la Chiesa dei SS. Pietro e Paolo a Staranzano, con inizio alle ore L evento costituisce uno degli appuntamenti del calendario "Nativitas 2014", una serie di manifestazioni corali natalizie organizzate dall USCI del Friuli Venezia Giulia e da quello della provincia di Gorizia. La serata, intitolata "On this shining night", prevede l esibizione di tre cori associativi: il Piccolo coro della Propedeutica guidato dalla Maestra Piera Quargnal, il coro di Voci Bianche e quello giovanile "Audite Juvenes", diretti entrambi dalla Maestra Gianna Visintin Quargnal. Ospite della serata sarà il coro di Voci Bianche "Pueri Cantores" del Duomo di Udine, diretto dalla Maestra Anna Giulia Serena. Durante la manifestazione sarà possibile fare una donazione all associazione Onlus "Vanessa Guido - Un ponte per la vita e la solidarietà" che, con le sue attività, cerca di aiutare i bambini affetti da gravi malattie oncologiche. Al termine delle esibizioni, seguiranno un rinfresco e un momento di convivialità rivolto ai giovani cantori e alle loro famiglie. Agnese Rossit AL KULTURNI DOM Il mio primo concerto Sabato 13 (con inizio alle 9 e alle 10.30), si terranno presso il Kulturni dom di via Brass a Gorizia due spettacoli musicali dedicati ai bambini dai 0 ai 3 anni, mirato all educazione all ascolto della musica, con il coinvolgimento della famiglia "Il mio primo concerto - Musica con mama e papà". Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria al numero SERATA MUSICALE Il 700 napoletano protagonista a Fogliano Candoni insieme al presentatore della serata. La vigilia della festa è sempre qualcosa di speciale per le comunità che festeggiano il giorno dedicato alla propria patrona. Per il paese di Fogliano, lo scorso 20 novembre, la giornata prefestiva è stata accompagnata da una serata culturale dedicata all organo Nachini. È stato infatti proposto il concerto "Il Settecento Napoletano" che ha ripercorso la storia dei tre massimi compositori partenopei del diciottesimo secolo attraverso una selezione delle loro composizioni: Domenico Cimarosa, Domenico Scarlatti e Giovanni Battista Pergolesi. A presentare ed organizzare la serata Ivan Bianchi che ha esposto brevemente le vite degli artisti proposti. Ad eseguire gli stessi brani è stato invece Dimitri Candoni, pluripremiato pianista di Monfalcone ed attuale membro degli Scanpanotadori Bisiachi di Fogliano, coordinatori della serata assieme all Associazione "L Albero del Melogramma" di Fogliano e alla Parrocchia di Santa Elisabetta d Ungheria dello stesso paese. La Madonna della Salute, quindi, protettrice del paese bisiaco, ha avuto un posto di rilievo nella serata concertistica ed è stata pregata anche attraverso le note emesse dall antico e pregiato strumento settecentesco. Un evento molto partecipato per la sua tipologia che ha dimostrato l apprezzamento della comunità bisiaca verso la cultura, anche questa volta regalata gratuitamente a chi ha saputo cogliere l occasione di ascoltare della buona musica. Ivan Bianchi

14 14 13 dicembre 2014 MUSICA, SPORT & SPETTACOLI di Paolo Nanut A tutto sport SI RISTRUTTURA IL "CAMPAGNUZZA" Stanno proseguendo i lavori di ristrutturazione del campo di calcio della Pro Gorizia, che porterà presumibilmente dalla prossima stagione sportiva, si spera in prima categoria, il più vecchio club calcistico della città ad avere una struttura più funzionale. L abbattimento della gradinata porterà alla creazione di un campo in erba sintetica per gli allenamenti anche se ciò toglierà all impianto di via Capodistria la sua struttura originale che lo portava ad essere fra i più importanti della regione. Negli anni 70 e 80, nei periodi in cui la Pro Gorizia giocava in serie D, la gradinata a ridosso del campo di gioco era spesso stracolma di tifosi che incitavano i biancazzurri; questa atmosfera ha reso il "Campagnuzza" uno fra i campi più ostici in assoluto per le formazione che venivano in riva all Isonzo. Ora quella gradinata non c è più e con la tribuna a mezzo servizio (la parte superiore continuerà ad essere chiusa al pubblico) la capienza del campo sportivo si è ridotta a un decimo della capienza iniziale. Dai cinquemila posti originari si è passati ora a cinquecento: una capienza sufficiente per i campionati dilettanti regionali ma non alterettanto se in un futuro che si spera non troppo lontano la Pro Gorizia tornerà a calcare la sua categoria "naturale", la serie D. Per una società di tradizioni come la Pro e una città come Gorizia, che potenzialmente (e lo abbiamo visto a più riprese riesce a portare allo stadio anche più di mille tifosi) l unica tribuna del "Campagnuzza" potrà però in futuro diventare inadeguata; basta ricordare che già quest anno in serie D giocano due gloriosi sodalizi come Triestina e Padova con tutto il loro seguito di tifosi per rendersi conto. Chi vivrà vedrà e valuterà... La rassegna proposta da Kulturni Dom di Gorizia e "Folkclub" di Butrio Verso Natale con "Go Gospel" Martedì 16 protagonista il trio "Insignigizi" dallo Zimbawe L offerta dicembrina a Gorizia si arricchisce con un nuovo appuntamento. Sono tornati i concerti di "Go Gospel", tradizionale rassegna organizzata dai Kulturni dom di Gorizia e di Nova Gorica, in collaborazione "Folkclub" di Buttrio. Gli appuntamenti con la musica gospel ed etnica sono partiti lo scorso 4 dicembre con il gruppo "Egschiglen" dalla Mongolia, che ha incantato il pubblico con la sua particolare melodia in diplofonia, ovvero la capacità del cantante di emettere una nota alta ed una bassa contemporaneamente, e proseguiranno il 16 dicembre, alle presso il Kulturni dom di Gorizia in via Italico Brass con il concerto del trio "Insigngizi" dallo Zimbawe, che avrà come ospite d onore Oto Pestner, uno dei più importanti cantanti gospel e swing della Slovenia. Gli "Insingizi" presenteranno la loro musica originale e coinvolgente, portando a Gorizia i suoni dell Africa, resi con gli strumenti più antichi e autentici: la voce e le percussioni. Il concerto, promosso dalla Banca di Credito di Doberdò e Savogna, sarà successivamente proposto in una mini - Attesa per l appuntamento proposto dal gruppo vocale Polymnia Bethlehem Winter Wonderland Concerto domenica 14 alle ore 17 in chiesa a Begliano Il Gruppo Vocale Polymnia di Turriaco e la parrocchia Santa Maria Maddalena di Begliano organizzano per domenica 14 dicembre, alle ore 17.00, un concerto natalizio nella chiesa di Begliano. Il pomeriggio si propone come un canto di Natale: Bethlehem Winter Wonderland. Betlemme, umile luogo di nascita di Gesù, memoria di un Dio che si fa uomo, si incarna; Winter wonderland, incanto delle meraviglie di un paesaggio invernale. Due aspetti ora in profonda sintonia, ora in netto contrasto. Con il rischio spesso di dimenticare il protagonista dell evento e il messaggio che ha portato all umanità. L essenzialità di una stalla festeggiata con uno sfavillio di luci, la povertà di una mangiatoia ricordata con prelibate ricercatezze culinarie, il silenzio misterioso di una notte stellata riempito dal fruscio delle carte che avvolgono i panettoni e dallo scoppiettio di tappi di spumanti... Ma anche il Natale che viviamo oggi e il Natale della tradizione nelle case dei nostri nonni e bisnonni, la vizilia de na volta... A interpretare questa duplice realtà un gruppo di bambini e ragazzi che frequentano ogni domenica gli incontri di Catechesi nella parrocchia santa Maria Maddalena di Begliano e il Gruppo Vocale Polymnia di Turriaco, attivo dal 2006, diretti entrambi dal MUSICALMENTE M Dorino Fabris. I bambini si presentano, come già lo scorso anno, con il nome "Angeli della Pace", a ricordare il ruolo che da qualche anno svolgono durante la celebrazione della Messa: su invito del celebrante partono dall altare per portare un segno di pace a tutti i fedeli raccolti in chiesa. Quest anno poi il richiamo alla pace si fa ancora più denso di significato nel centenario dell orrore della prima guerra mondiale e dopo la visita di Papa Francesco al sacrario di Redipuglia. I bambini daranno voce, con le musiche di Bepi De Marzi, ai personaggi della meravigliosa storia del Natale: Giuseppe, il falegname, e la giovane Maria, nella sua casa di Nazaret. Poi l editto, il viaggio... e la nascita del bambino Gesù, venuto al mondo per tutti, in particolare per gli emarginati, per i più poveri... come Fatmata, la bambina segnata dal marchio della guerra... Il viaggio proseguirà con il Gruppo Vocale Polymnia, che intonerà alcuni brani della tradizione natalizia anglosassone: In Dulci Jubilo, O Come All Ye Faithful, Masters In This Hall negli arrangiamenti di Jonathan Rathbone, e ancora The Little Drummer Boy, Christmas Lullaby... I due cori dedicheranno la seconda parte del programma anche al paesaggio invernale "delle cartoline" con Il gallo a mezzanotte, di donnarciso Miniussi; Rudolph dal naso rosso,vizilia de na Volta di Rodolfo Kubik, Winter Wonderland e l augurio di We Wish You A Merry Christmas, per concludere, coinvolgendo nel canto anche tutti i presenti, con il tradizionale Stille nacht. D.F. Proposte per una strenna in musica tournée a Cerklje e a Izola, in Slovenia. Per informazioni e prevendita è possibile contattare la BCC di Doberdò e Savogna e il Kulturni dom di Gorizia. La rassegna si sposterà successivamente al Kulturni dom di Nova Gorica, dove giovedì 18 dicembre alle si terrà il concerto di Sherrita Duran, cantante statunitense, già corista di Adriano Celentano e Gianni Morandi, qui accompagnata dai gruppi "Singgirls" e "Big Band Nova", dalla Slovenia. La prevendita dei biglietti è aperta al Kulturni dom di Nova Gorica ed il costo dei biglietti è fissato a 15 euro per gli interi, 12 i ridotti. Si farà rientro al Kulturni dom goriziano il 20 dicembre alle ore 20, per il concerto dell orchestra "Ventaglio d Arpe" di Udine, promosso dalla Scuola di Musica - Glasbena Matica di Gorizia, in collaborazione con il locale Kulturni dom. Il 2015 si aprirà con il concerto di cornamuse del "Griff Trio" dal Belgio, in programma domenica 4 gennaio alle 18 al Kulturni dom di Gorizia. L evento, promosso dai due Kulturni dom, dal Folkclub di Buttrio e dalla Cooperativa Culturale Maja di Gorizia, porterà musiche derivanti da diverse tradizioni del mondo, rese con tre tipi di cornamuse diverse, flauti ed harmonium. La prevendita dei biglietti, dal costo di 10 euro, è attiva al Kulturni dom di via Brass. A chiudere la rassegna "Go Gospel" ci penserà il 7 gennaio alle "La favola di Natale nel mondo", favola in musica con il coro misto "Fran Venturini" di Domio e l orchestra dell Accademia Lirica Santa Croce di Trieste diretta da Alessandro Svab, con la presenza di solisti provenienti dai conservatori di Mosca San Pietroburgo, Ucraina, Slovenia e Croazia. Il concerto, a scopo benefico, è promosso dal Lions Club di Gorizia e dall Accademia Lirica Santa Croce. "Gorizia non può permettersi il "lusso" di non ospitare eventi pop, rock e folk - ha rimarcato il direttore del Kulturni dom Igor Komel -; da gennaio i nostri sforzi andranno anche in questa direzione, con una serie di concerti per promuovere e riproporre l attività musicale e concertistica in città". Natale è quasi alle porte e ci sembra giusto segnalarvi alcuni album di artisti per lo più statunitensi come possibili doni, tenendo presente che si tratta di album d importazione non reperibili nei megastore ma molto più facilmente negli ormai pochi negozi specializzati esistenti in provincia e regione. Ma sono album di tutto rispetto, a nostro avviso molto più ricchi di vera arte di molti lavori prettamente commerciali. Just to hear the whistle blow Tim Stafford -Cantautore rockin country, ma anche rispettato chitarrista country e folk grass, Stafford è al suo secondo lavoro da solista, più basato sulla canzone d autore, rispetto al suo disco di esordio. Musicalmente si può porre sulla scia di Alison Krauss e Tom O - Brien, ma quando fanno canzoni meno country. Alcuni lo definiscono, per stile e bravura, l erede di Tony Rice, ma rispetto al famoso picker bluegrass, Stafford è anche cantautore. The little prayers trilogy - Chip Taylor 3 CD Chip Taylor, in pista dai sessanta, ha messo assieme una serie di canzoni scritte negli anni, ma mai pubblicate. In tre CD a tema, cercando di dare un senso all operazione. E ci è riuscito, anche con l aiuto di Lucinda Williams, che appare in due brani.ma anche gli altri 28 valgono la pena di essere riscoperti. Come compositore Taylor non si discute di certo. Whole nights thru - Sam Llanas Sam è uno dei membri fondatori dei BoDeans. Ha lasciato la band nel 2011 per proseguire una carriera come solista, per trovare una propria identità. Questo non è il suo primo album da solista, ne aveva incisi almeno altri due quando ancora era nella band, ma è il primo che cerca di proporre musica propria. È un disco di canzoni interiori, scritte nottetempo, con atmosfere pacate e liriche profonde. Un disco di ballate notturne, di rock ballads si usava dire una volta. E questo disco ha il sapore di un album anni settanta con il classico suono delle band di quel periodo. Caught in the act - Richard Keith Richard Keith, che non ha nulla a che vedere con il quasi omonimo degli Stones, è un rock and roller che arriva dal Connecticut. Nato alla scuola di Steve Earle e Tom Petty, Keith ama la ballate elettriche e le cavalcate rock. Coadiuvato da una solida band con Steve Hansen alla chitarra solista e Martin Stroh alla batteria, la cosa più vicina a Jim Keltner in ambito rock, Keith ha confezionato un disco solido e molto piacevole. Sicuramente uno da tenere d occhio. You used to live here - Kelly Mickwee Kelley Mickwee è sulla scena da diverso tempo. Prima come parte del duo Jed and Kelly, quindi come membro delle Trishas. Quando il quartetto tutto femminile ha deciso di fermarsi, Kelly è andata avanti, questa volta con il suo nome. Rockin country, classicamente texano, ma con radici a Memphis in quanto la Mickwee ha registrato il suo disco in Tennessee, nella patria del southern soul. Un cocktail di rock e radici, venate di soul, a cui la bella voce di Kelly dà forza e sostanza. Debutto molto interessante. I nostri preferiti 1(1) The bootleg series vol.11 - the Basement tapes - Bob Dylan 2(2) The endless river - Pink Floyd 3(-) Original - Janiva Magness 4(4) Viva Voce - Francesco De Gregori 5(5) Nothing has changed - greatest hits - David Bowie 6(6)- Allergic to water - Ani di Franco 7(7) A ritrovar bellezza - Diodato 8(8)Avonmore - Bryan Ferry 9(9) Mano nella mano - Sergio Cammariere 10(10) Ske-Dat-De-Dat The Spirit of Satch - Dr.John. Giuliano Almerigogna

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Il "Villaggio" sarà visitabile fino al 24 dicembre e non mancheranno le iniziative collaterali: i negozi del centro commerciale "Le Nuove Vie" proporranno infatti ai propri clienti dei biglietti omaggio per la tradizionale Giostra dei Cavalli, che durante il periodo dicembrino animerà parte di piazza Vittoria. Sempre nelle settimane di dicembre, presso i negozi de "Le Nuove Vie", saranno anche distribuiti dei biglietti per speciali promozioni al Kinemax di Gorizia. "Il nostro intento - ha illustrato Beniamino Ursic, presidente dell associazione "Le Nuove Vie" - è quello di dare un po di gioia a tutte le persone e le famiglie, in questi momenti in cui le difficoltà rendono tutto più complicato". Sempre dedicato all intrattenimento per le famiglie anche il luna park dei Giardini Pubblici, che con il trenino, la pesca dei cigni, il tirassegno e il brucomela sicuramente allieterà le feste dei più piccoli. Il parco cittadino, come consuetudine, ospiterà anche alcuni stand enogastronomici, con proposte dolci e salate, mentre lungo parte di Corso Verdi saranno ospitati i mercatini delle locali associazioni. Spettacoli ed appuntamenti Oltre agli eventi "stanziali" del Dicembre Goriziano, tante anche le proposte di intrattenimento che animeranno le singole giornate in attesa di Natale e Capodanno. Si parte sabato 13 dicembre, alle 14, con lo spettacolo itinerante "Magie, favole e danza", con i prestigiatori Riccardo e Michele, le letture di fiabe in piazza Sant Antonio e le esibizioni della scuola di ballo "Dance for your rights". Domenica 14, sempre alle ore 14, nuovo spettacolo itinerante, con musiche di pianoforte accompagnate dalle danze di una ballerina - quasi a simulare un carillon - che percorrano le piazze Vittoria e Sant Antonio e le vie Garibaldi, delle Monache, Mazzini e Rastello. Piazza Vittoria ospiterà anche le esibizioni artistiche e i laboratori per bambini di due maestri madonnari e, a concludere la giornata, il "Concerto di Natale" con musiche della tradizione. Nel fine settimana successivo, venerdì 19 dicembre alle 15:30 si terrà la "Gran parata di Natale", con artisti di strada e trampolieri che, nei pani di gnomi, folletti e giganti, percorreranno le vie del centro storico, coinvolgendo grandi e piccoli passanti con il ritmo delle musiche natalizie. Sabato 20 invece sarà il momento del gospel con lo spettacolo del "Fvg Gospel Choir" che, in piazza Sant Antonio alle ore 16:30, si esibirà in una selezione dal tradizionale repertorio di canti a tema natalizio. Nella stessa giornata saranno nuovamente presenti in città i maghi Riccardo e Michele, mentre tra i negozi del Centro Commerciale Naturale "Le Nuove Vie" si inaugureranno mostre fotografiche e si darà vita a dimostrazioni estetiche e degustazioni di cioccolata da bere. Domenica 20 dicembre alle 16:30 ancora un esibizione itinerante con lo spettacolo "Come Angeli", con artisti di strada che indosseranno i panni di tanti angeli, ricreando una suggestiva rappresentazione dedicata alle feste, cui farà seguito alle 18 in piazza Sant Antonio l esibizione della scuola "Dance for your rights". Via Rastello L attesa del Natale e Capodanno sarà anche l occasione per "rivivere" via Rastello che, come suggerito dal sindaco Ettore Romoli, "potrebbe radicarsi in questa nuova tradizione del recuperare negozi chiusi dando vita a dei "temporary shops", in questo caso dedicati all enogastronomia". La storica via ospiterà "La Casa del Maiale", proposta da "l Osservatorio del Re", che proporrà giornate a tema: la settimana del bollito, il festival delle patate in tecja, piatti cotti sotto la peka, la lavorazione della carne del maiale e la riproposta di dolci tradizionali che stanno andando persi. Spazio poi agli show cooking e le degustazioni di vini presso gli spazi del Maximilian, proposti da "Autoktona" e "Vitamine Creative" in collaborazione con "Vinoteka" di San Floriano del Collio. Riaprirà anche Casa Mishou, con la tipica cucina friulana, e la Pro Loco di Vermegliano proporrà birre artigianali, stuzzichini e bevande calde. Via delle Monache ospiterà i sapori serbi, proposti dal ristorante Karamancic. Non mancherà poi l animazione in Borgo Castello, con tanti appuntamenti che coniugheranno sport e Natale. Natale e Teatro Come già negli ultimi anni, il Teatro Comunale "Giuseppe Verdi" proporrà anche in questo Natale i suoi speciali "Abbonamenti sotto l albero": si tratterà ancora una volta di pacchetti da tre biglietti proposti a prezzi particolarmente vantaggiosi, che daranno la possibilità di scegliere tra sei spettacoli di Prosa, tre della Musica e sei tra Eventi e Balletto. Un regalo che sicuramente sarà apprezzato tra i tanti amanti del teatro e della cultura. Selina Trevisan Martedì 16 dicembre una mostra ed una conferenza Una giornata tutta dedicata all amicizia tra Italia e Ungheria Dove si muove la storia dei popoli? Attraverso una galleria di feluche, galloni e decorazioni? Attraverso aule di parlamenti e corridoi di ministeri? Attraverso patti e trattati stipulati in alto loco? Attraverso guerre, manovre ed attentati? Così sembrerebbe leggendo i libri di storia. Ed invece abbiamo le prove di una controstoria non meno importante di quella ufficiale, che prende le mosse da fatti considerati comunemente minimi o poco rilevanti. Tutto nasce agli inizi degli anni novanta quando un ragazzo ungherese, Mark Erszegi, decide di venire a studiare a Gorizia, per frequentare la Sabato 29 novembre 2014 ella chiesa di San Giuseppe Artigiano a Gorizia abbiamo salutato con commozione e tanto affetto Nicola De Putti, che a soli undici anni è andato alla Casa del Padre. Nella celebrazione funebre concelebrata da don Vittorio Tonidandel e da don Antonio Marostegan si è ricordato il grande esempio di Nicola e la sua particolare solarità. È stato un ragazzino speciale che ha saputo affrontare, fin da piccolo, con coraggio e spirito di accettazione, la malattia e la sofferenza, comunicando agli altri la sua gioia e voglia di vivere che il suo sorriso e i suoi occhioni azzurro cielo non hanno mai tradito. Nell omelia, don Vittorio, rivolgendosi in particolare ai ragazzi e bambini pre- facoltà di Scienze Diplomatiche. A Gorizia incontra un signore di nome Sergio Pellegrini,presidente del Centro culturale " Studium". Dal sodalizio tra i due che decidono di promuovere i rapporti di amicizia tra Italia e Ungheria, nascono tante iniziative tra cui l annuale vacanza sulla neve di Bagni di Lusnizza frequentata da svariate famiglie ungheresi, diversi viaggi di conoscenza e approfondimento culturale sia in Ungheria che in Italia, diverse elaborazioni culturali comuni come l importante mostra su S. Stefano e la mostra sui rapporti storici Italia - Ungheria con particolare riferimento a Marco D Aviano. Che quanto successo non sia irrilevante lo testimonia il fatto che nella celebrazione del 16 dicembre di questa storia comune fra Italia e Ungheria, il console generale ungherese dott. Istvan Manno, conferirà la Croce di Cavaliere dell Ordine al Merito d Ungheria al Presidente del Centro Studium. Gli anni sono passati, Mark è diventato un diplomatico importante del Ministero degli Affari Esteri Ungheresi, Sergio è nonno di numerosi nipoti, ma il seme dell amicizia continua a dare frutti. Per continuare su questa strada invitiamo i goriziani a partecipare alla Giornata dell amicizia italo-ungherese SAN GIUSEPPE ARTIGIANO Il commosso saluto a Nicola di martedì 16 dicembre. Alle ore 16, nella Sala della Torre della Fondazione Carigo in Gorizia, via Carducci 2, avrà svolgimento la conferenza sul tema "Tradizione e modernità di una nuova costituzione europea. il caso dell Ungheria" con elatore dott. Mark Erszegi. Successivamente, alle ore 17,45, nella Biblioteca statale isontina verrà inaugurata la mostra "Italia - Ungheria: una storia comune. ieri e oggi" e un ricordo del Beato Marco d Aviano. Alle è previsto un momento conviviale presso il Convitto S.Luigi in via Don Bosco 48. per la cena è necessaria la prenotazione entro il 12 dicembre via yahoo.it oppure tel (euro 10 a testa; gratis per i bambini fino a 10 anni ). Alle 21, nella sala incontri del San Luigi, programma musicale con l arpista Ester Pavlic. senti, ha evidenziato come ciascuno di noi possieda un quaderno su cui scrivere la propria vita; non ha importanza quante pagine avrà, ma Dio leggerà il loro contenuto. Ebbene, il quaderno di Nicola ha avuto poche pagine, ma sicuramente ricche di tanta testimonianza. Sulla piccola bara bianca i genitori hanno deposto l abito da pirata con il quale a Nicola piaceva camuffarsi, da vero amante del teatro qual era. Ha infatti partecipato a diverse rappresentazioni del gruppo parrocchiale "Bimbinscena", dando prova di incredibile grinta e presenza scenica; lui, così minuto, era un grande sul palcoscenico ed ha saputo, in più occasioni, appassionare i piccoli amici e un folto pubblico. Al termine della celebrazione alcuni compagni di scuola e di catechismo hanno condiviso, leggendo alcuni pensieri, i momenti che hanno vissuto insieme a Nicola, ricordandone la generosità, l allegria, la voglia di far ridere con le sue barzellette, l impegno e l amicizia donati a tanti. Infine, i genitori hanno rivolto al loro caro Nicola un saluto molto toccante e hanno colto l occasione per ringraziare quanti li hanno accompagnati con la preghiera e con l aiuto. Caro Nicola, ti chiediamo di custodire i tuoi cari, tutti gli amici e le persone che hanno avuto il dono di conoscerti. Sei stato grande e ci hai insegnato tanto con la tua vita. Aiutaci a seguire il tuo esempio, ad affrontare la vita con il coraggio" di un pirata"! Ilaria e Elena Inaugurazione alla BSI venerdì 12 dicembre Installazione di Fonda S inaugura venerdì 12, con inizio alle ore 18 alla Biblioteca statale isontina, nell atrio dello scalone storico, il percorso installativo Oltre il digitale del pittore digitale Fabio Fonda. L allestimento, promosso dalla rivista Juliet Art Magazine, si compone di opere inedite, frutto della recente collaborazione con il designer Piero Porro. Nel lavoro di Fabio Fonda la scoperta delle possibilità espressive offerte dalla tecnica digitale è stata progressiva ma rapida. Non poteva essere diversamente: i tempi dell innovazione non conoscono pause, al massimo possono produrre ripensamenti. In queste nuova produzione si ritrova la prassi di vivere il pennello digitale come una coperta del mondo, nel senso che tutto può diventare segno, assumendo dentro di sé le infinite possibilità di trasformazione grafica e coloristica offerte dal computer. Il processo creativo peraltro si arricchisce di spunti coloristicamente materici, in una gestualità libera, ampia ed espressiva. Quasi in un ritorno di fiamma per una formazione giovanile intrisa di opere in odore di Kandinsky e Pollock. Il tutto realizzato su materiali nuovi ed allestito sulle geometriche costruzioni di Piero Porro. L installazione sarà visibile fino al 31 gennaio 2015 negli orari di apertura della Biblioteca statale isontina, fino al 23 dicembre dalle 7.30 alle e dal 24 dicembre fino al 7gennaio 2015 dalle 7.30 alle 13.30, chiuso nei giorni festivi. Margherita Reguitti

17 CORMONESE - GRADISCANO 13 dicembre Nel giorno dell Immacolata, anche il rinnovato omaggio alla Madonna della Porta Condividere il cammino di Ac: una grazia da capire insieme Una giornata di festa la solennità dell Immacolata per la Comunità di Gradisca d Isonzo con la festa dell adesione vissuta nella preghiera, nella riflessione e nella fraternità conviviale. Un momento di riflessione perché aderire e condividere un cammino come quello di AC è anche una grazia da capire insieme, un momento in cui chiedersi come si possa e si debba mettere l adesione a servizio della Chiesa. Concetti ribaditi dall Assistente don Giulio che ha celebrato al S. Messa e nell omelia ha indicato anche Maria come modello dell educatrice dei cuori, delle coscienze ai valori più veri, ai valori del Vangelo. Al momento dell offertorio sono stati portati all altare i segni eucaristici, ma anche quelli del cammino di azione cat- tolica e i simboli che contraddistinguono l associazione. Don Tonino Bello, (foto Adriano Fecchio) presente nella solennità nelle omelie delle Messe per la coincidenza del primo anniversario della Fondazione della Fraternità francescana di Gradisca, così diceva dell Azione Cattolica: "L A.C. è chiamata ad andare fino in fondo, o meglio fino in cima, che è la meta della santità, perché essere uomini fino in fondo per un cristiano significa esserlo proprio fino in cima, mai a mezza costa, mai nella discontinuità ma fino in cima. Ma che cosa è l Azione Cattolica? E la domanda che si fanno in tanti, è forse anche il pensiero di molti presbiteri o parroci nell iniziare a ripensarla in termini positivi o a auspicarla nella propria parrocchia; è la domanda che si fa un giovane quando decide di prendere la tessera, di aderirvi, un adulto che si sta stancando della solita routine. L azione cattolica, prendendo a prestito ancora le parole di monsignor Bello, "è la base musicale del servizio alla Chiesa e, per essa, al Regno di Dio. La tenuta ecclesiale di ogni altro gruppo oggi esistente all interno delle nostre comunità dipende dal tono robusto, chiaro, sostenuto con cui l AC esegue la base musicale del servizio. Gli applausi dopo il concerto li prende il cantante, non chi ha eseguito la base musicale; ma quanta soddisfazione in chi ha permesso, senza protagonismi da copertina, l esecuzione intonata degli altri e la riuscita complessiva del concerto!" Al termine si é ripetuto l omaggio alla Madonna della Porta, alla quale la città é molto legata. P.G. GRADISCA Presepe davvero speciale realizzato dai più piccoli (foto Tiziana Carnazza) Si son dati tanto impegno, sostenuti dai loro educatori e catechisti, i bambini delle associazioni e della catechesi nel dare un volto natalizio all Oratorio Coassini che è la casa della loro educazione alla fede e alla vita comunitaria. La costruzione delle casette per la realizzazione della Favelas-Betlemme, dopo aver visto l artistico presepe di San Giovanni, li ha conquistati, del resto a quest idea sottostà la verità che davvero Gesù ha "voluto" nascere alla periferia del mondo e di quella Palestina destinata a diventare "Terra Santa". Dio ama abitare la periferia, i luoghi cioè in cui "c è sofferenza, dove i lontani sono giudicati, dove ci sono quelli che non contano. Quelle periferie che hanno bisogno di Lui che invocano la sua presenza, che "hanno bisogno della luce del Vangelo", come ricorda Papa Francesco nella Evangelii gaudium. Un Dio che si fa nostro prossimo perché il nostro prossimo è colui che io decido di incontrare. Mettersi nella logica di chi è il mio prossimo mi fa sbagliare perché alla fine stabilirò io chi voglio incontrare, mentre la necessità é quella di farsi prossimo a chiunque, pastori, Magi, gente di Betlemme, senza distinzione di persone. Questo messaggio lo si voleva comunicare ai bambini, accanto a quello che il Natale ci porta, Gesù si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà divina. Ma dopo la realizzazione, la contemplazione della propria opera, del segno di Natale, bisogna davvero andare a cercare e a incontrare le periferie umane che sono presenti nel nostro territorio, nella nostra comunità, questo sarà l ulteriore impegno per le giornate che verranno. Il presepe sarà visitabile la domenica dopo la celebrazione delle Messe e nei moemnti di apertura dell Oratorio. IN DUOMO Confessioni natalizie GRADISCA Per vivere in modo vero il mistero del Natale del Signore particolarmente numerose saranno le occasioni per accostarsi al sacramento della Riconciliazione a Gradisca d Isonzo. Scriveva don Tonino Bello: "Amare, voce del verbo morire, significa decentrarsi, uscire da sé. Dare senza chiedere." Ecco il Signore nel suo essere misericordioso ha fatto proprio così, si è dato, gratuitamente come ha sottolineato anche in questi giorni Papa Francesco, si donato da morire, soprattutto nel perdono, nel comunicare cioè una possibilità nuova di vita con lui e con gli altri. Questo il senso profondo della riconciliazione, non un atto "natalizio" per acquietare il cuore. Giovedì 18 alle ore 20,30 in Duomo confessione comunitaria con la presenza di diversi sacerdoti. Venerdì 19 in Duomo dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 17,30 confessioni individuali con direzione spirituale. Sabato 20 e domenica 21 dicembre sempre in Duomo dalle ore 15 alle 17,30. AL COASSINI, DOMENICA 14 Incontro mensile delle famiglie "Per-donarsi nella famiglia e scoprire la gioia di essere amati." Sarà questo il tema del primo incontro mensile delle famiglie che é stato calendarizzato da alcune coppie che si sono ritrovate insieme per dar vita a un percorso di amicizia e condivisione per affrrontare insieme i tanti problemi dell oggi dentro un percorso di vita cristiana. L incontro non copierà schemi obsoleti della classica relazione frontale, ma sarà una provocazione-proposta riportata poi nei piccoli gruppi per un confronto reciproco e un approfondimento e quindi in una sintesi e preghiera comunitaria nuovamente in gruppo e un momento di fraternità. Gli incontri sono aperti a tutte le famiglie che lo desiderano del decanato di Gradisca-Cormòns, oltre quelle già coinvolte che hanno dato la loro disponibilità. L appuntamento é per domenica 14 dicembre alle ore 15,30 nell Oratorio Coassini di Gradisca d Isonzo. Si può annunciare la propria partecipazione telefonando in parrocchia 0481/99148 oppure via mail o ancora presentandosi direttamente la domenica fissata. Venerdì 12 in San Paolino la presentazione di una ricerca 100 anni dalla consacrazione della parrocchiale di Sdraussina Venerdì 12 dicembre alle ore 18,00 nella Chiesa di San Paolino Vescovo di Poggio T.A. sarà presentata ufficialmente la ricerca storica realizzata da Ivan Portelli sugli eventi che hanno portato alla consacrazione della Chiesa il 20 dicembre 1914 a guerra già iniziata. Il Circolo Culturale di Sdraussina che, assieme alla Parrocchia di San Paolino V. ha voluto celebrare in questo modo un altro centenario, accanto a quello dell i- nizio della Grande Guerra. "Ci è sembrato significativo" dice la presidente del Circolo Culturale di Sdraussina Elena De Nardi, "ricordare questo centenario: una piccola comunità trova comunque la forza e il coraggio di consacrare la nuova chiesa parrocchiale per ritrovare il suo senso di comunità in un momento di estrema tragicità". La chiesa fu consacrata da mons. Sedej dopo diversi anni in cui l intera comunità si era Annuale incontro promosso dalla Pro Senectute San Nicolò non dimentica Villesse Oltre 90 soci della Pro Senectute hanno dapprima atteso e poi ospitato e ringraziato San Nicolò che anche quest anno ha voluto salutare gli anziani di Villesse. adoperata per la costruzione di una nuova chiesa in sostitutuzione della chiesetta deidicata a san Valentino divenuta insufficiente per una popolazione che andava via via aumentando grazie alla forte presenza di operai impiegati nel locale setificio. Nei locali della Parrocchia sarà inaugurata la mostra fotografica e documentale Un secolo di storia visitabile fino al 22 dicembre. Per l organizzazione di questo evento che si preannuncia particolarmente interessante il Circolo Culturale di Sdraussina ha posto in essere una collaborazione con il Consorzio Culturale del Monfalconese EcoMuseo Territori. Genti e memorie tra Carso e Isonzo e con la Banca di Credito Cooperativo di Staranzano e Turriaco. Grazie a queste collaborazioni, oltre agli eventi dei prossimi giorni, sarà possibile la pubblicazione della ricerca storica di Ivan Portelli e saranno restaurati alcuni arredi della Chiesa, primo fra tutti la cornice e il quadro raffigurante san Paolino Vescovo e San Valentino realizzato esplicitamente per la Chiesa di Sdraussina e raffigurante i due patroni. In una comunità dove sono presenti ben tre gruppi corali non poteva mancare una conclusione musicale: Un concerto per 100 anni. Cori giovanili per i 100 anni della Chiesa di Sdraussina offerto da tre compagini giovanili provenienti dalla regione e dal Veneto: il Coro Giovanile La Foiarola di Poggio T.A (che opera all interno del Circolo Culturale di Sdraussina), il coro giovanile Armonia di Mestre-Venezia e il coro Juvenes Cantores di Plasencis. Il concerto, inserito nel cartellone di Nativitas. Canti e tradizioni natalizie in Alpe Adria dell USCI Friuli Venezia Giulia, si terrà lunedì 22 dicembre alle ore 20 sempre presso la Chiesa Parrocchiale di Poggio T.A.

18 18 13 dicembre 2014 CORMONESE - GRADISCANO Pellegrinaggio a Roma dell Unità pastorale in segno di gratitudine alle religiose All udienza per la Famiglia Paolina Da papa Francesco assieme alle suore Pastorelle In questi giorni la Famiglia Paolina, presente nella nostra Unità Pastorale con le suore Pastorelle suor Luigia, suor Fernanda e suor Maria, ha festeggiato i suoi 100 anni dalla fondazione nel 1914, ad opera del Beato don Giacomo Alberione. Il momento centrale è stato indubbiamente l udienza speciale che Papa Francesco ha concesso alla Famiglia Paolina e a tutti i suoi sostenitori e collaboratori, in sala Paolo VI il 27 novembre. Anche l Unità Pastorale Cormonese era presente, insieme alle Suore pastorelle, in segno di gratitudine per il prezioso e silenzioso lavoro che svolgono da tempo nell Unità. Il pellegrinaggio è iniziato il 25 novembre muovendo in pullman per la capitale. La prima tappa romana è stata sulla via Appia Antica, per vivere il momento dell arrivo di S. Paolo a Roma, citato dagli Atti degli Apostoli. L apostolo arriva in catene; a lui va incontro un gruppo di cristiani della comunità di Roma. Abbiamo sostato in preghiera, cercando di fare nostro il coraggio di quei cristiani che espongono a rischio la loro vi- ta, pur di accogliere Paolo. Il gesto ridona coraggio a Paolo che si sente più forte nell affrontare la dura realtà. La visita alle catacombe di san Sebastiano, ha permesso di soffermarci in modo particolare sui graffiti che riportano le preghiere dei primi cristiani dedicati in molte lingue agli apostoli Pietro e a Paolo. Il secondo giorno è iniziato con la visita ai musei vaticani che raccontano in modo del tutto particolare ed unico la catechesi espressa nell arte, di cui la più ampia manifestazione è la cappella Sistina con gli affreschi di Michelangelo. A conclusione della giornata si è svolta la visita alla basilica di S. Paolo fuori le mura: un momento davvero avvolgente di riflessione e preghiera sulla tomba dell apostolo, aiutati dalla catechesi espressa dagli affreschi. Il terzo giorno è stato segnato dall incontro con papa Francesco: un evento che ha dato compimento al nostro pellegrinaggio Ecco alcune significative espressioni che ci ha rivolto: "Vivere la fede e comunicarla attraverso i programmi editoriali e multimediali. E la vostra peculiarità come famiglia paolina. Comunicare il vangelo nello stile del vangelo, con gratuità. Comunicare Cristo Via e Verità e Vita a tutti gli uomini, con tutti i mezzi moderni. Questo annuncio universale, questa sfida cattolica, voi l avete nel sangue, nel DNA. Il Beato Giacomo Alberione, fondando la Famiglia paolina, si è ispirato all espressione di S Paolo: "Guai a me se non annuncio il vangelo". Servire la Chiesa, amare l unità della Chiesa, mai favorire i conflitti, mai scimmiottare quei media che cercano i conflitti e fanno scandalo nelle anime. Favorire sempre l unità, il grande dono che Gesù ha chiesto al Padre". Il segretario di Stato vaticano, il cardinale Pietro Parolin, ha chiuso l anno centenario nel santuario dedicato alla Regina degli apostoli, spezzando il pane "Eucaristia" per noi tutti che eravamo una moltitudine. In questi tre giorni tutto è cresciuto tra noi: relazioni, conoscenze, consolidamento della nostra vita spirituale. Non ci resta che vivere tra noi "parola di Dio viva oggi". Barbara Bertin CONCERTO IN DUOMO Cinque cori per i canti della tradizione natalizia La Rassegna Corale Natalizia, svoltasi in Duomo di Cormòns, della sera di sabato scorso, 6 dicembre, è stata una bella occasione per riscoprire le tradizioni dei canti natalizi. Hanno partecipato cinque cori: il Coro di San Leonardo, il Piccolo Coro di San Leonardo, il Coro delle Tre Valli di Cravero, il Coro dell Accademia Musicale Culturale Harmonia di Cividale e la Corale parrocchiale di Sant Adalberto di Cormòns. Un plauso e un ringraziamento a tutti i cinque cori e alla Comunità Montana del Natisone, Torre e Collio che ha organizzato l evento. CORMONS Il vescovo ha incontrato il Consiglio pastorale Come promesso l Arcivescovo Carlo sta incontrando i Consigli Pastorali che l anno scorso hanno redatto gli atti di comunità. Martedì 2 dicembre ha incontrato i quattro C.pa.pa. dell Unità Pastorale cormonese. Nel dialogo tra il Vescovo e i consiglieri pastorali è emersa l importanza di riscoprire il Sacramento del Battesimo e le difficoltà, ma anche la ricchezza, di essere quattro comunità parrocchiali che camminano insieme. La seconda domenica d Avvento nel segno della solidarietà a Cormons L offerta delle borse della spesa Nella giornata dedicata alla caritas territoriale ella prima domenica di Avvento il parroco, Nmonsignor Paolo Nutarelli, aveva detto che la Parola di Dio proclamata quella domenica ci chiedeva di vegliare ovvero di svegliarsi e non vivere nel torpore e nell apatia. La seconda domenica di Avvento ci invita a camminare, a mettersi in moto e a non stare fermi. Parecchie famiglie delle comunità cristiane dell Unità Pastorale cormonese nel loro piccolo hanno iniziato o continuato a camminare a mettersi in movimento. Un esempio sono le tante famiglie che hanno aderito alla proposta di acquistare una borsa di generi alimentari da portare sull altare all offertorio la seconda domenica di Avvento che serviranno alla Caritas di Cormòns. Un grazie ai volontari della Caritas territoriale di Cormòns che hanno distribuito borse alimentari a 70 famiglie nel 2014 e hanno sostenuto più di 200 persone nello stesso anno. Questi volontari sono un esempio di cristiani che non vogliono fermarsi, ma sono sempre in movimento per accogliere, ascoltare e sostenere coloro che vivono in povertà e solitudine. Lo scorso 27 novembre nel santuario di Rosa Mistica La testimonianza di padre Aldo Incontro con la comunità delle Suore della Provvidenza Il cammino all interno dell Ordine Francescano Secolare La promessa di Livia E il grazie della parrocchia di Cormons Il neordinato padre Aldo Vittor, giovedì 27 novembre, ha celebrato la Santa Messa nella cappella dell infermiera del Convento Rosa Mistica a Cormòns. Con questo gesto il missionario della comunità di Villa Reggia ha voluto dimostrare la sua vicinanza alle suore ammalate e anziane che vivono nel Convento di Rosa Mistica. La comunità cristiana parrocchiale di Cormòns ringrazia Livia Fallato per la sua testimonianza di sequela a Gesù. Il giorno della solennità della B.V. Immacolata nella Chiesa di Santa Maria Assunta dell ordine dei cap- puccini a Gorizia ha fatti proprie le promesse di vita evangelica nell Ordine Francescano Secolare. Un gruppo di cormonesi ha voluto stringersi attorno a Livia in questo momento di gioia per lei e per tutta la comunità parrocchiale.

19 MANDAMENTO 13 dicembre DALLA PRIMA L apertura della nuova struttura interpella tutto il territorio Accoglienza e solidarietà Sabato 13 l inaugurazione del dormitorio Caritas dalla prima Parlare oggi a Monfalcone di accoglienza e solidarietà richiede attenzione a due diversi livelli: quello della povertà, nuova o vecchia che sia; quello dell integrazione o della convivenza di culture, modi di vivere e fedi diverse. Di fronte al povero, a chi ha bisogno, il cristiano non guarda alle culture o alle fedi: la sua risposta è la solidarietà e l aiuto senza condizioni. La dichiarazione di amore verso Dio non ha significato se non è attivo l amore verso il prossimo, nel quale il cristiano riconosce il volto di Dio. Occorre però evitare di essere ingenui per fare in modo che la solidarietà giunga a buon fine e non sia strumentalizzata da qualcuno che rende schiavi i poveri a proprio vantaggio. La risposta alla povertà va organizzata e in questo la Caritas, altre organizzazioni laiche e pubbliche amministrazioni, che già collaborano, potranno certamente aumentare la loro capacità di risposta unitaria. La comunità cristiana può aiutare tutto questo non solo con il contributo materiale, ma soprattutto crescendo essa stessa nell atteggiamento di accoglienza e solidarietà, Veglia nella Cappella del San Michele dalle del 31 dicembre Quella "Sorgente" che mette in comunione le varie religioni Accadono delle felici coincidenze. Alla fine della veglia del 2013 è stato proposto come tema per il 2014 "Il Battesimo di Gesù", solennità che chiude il tempo di Natale e che non è mai stato presa in considerazione nelle precedenti celebrazioni. Il nostro Arcivescovo per l Anno Pastorale ci ha indirizzato una lettera pastorale dal titolo "Rinascere dall acqua". È proprio una bella coincidenza! La "veglia" sempre strutturata nelle quattro parti - Parola che crea; Parola che fa storia; Parola che si fa carne; Parola che si fa pane - ha come filo conduttore la preghiera di benedizione sull acqua battesimale. L acqua è l elemento, insieme alla luce, che accompagna l ascolto della Parola di Dio. A partire dall esperienza della Sorella Pellegrina Giovanna Negrotto, Dio è la Sorgente. Il nome "Sorgente" è il nome che mette in comunione i religiosi-mistici delle varie religioni, ci dice Giovanna. Maria, allora, - ed è questo il titolo della veglia - è la Madre della Sorgente. Maria offre al mondo la sorgente, da cui scorre l acqua salvifica. Maria offre Gesù al mondo. Ecco l immagine della Madonna del Pollino: una mamma che non tiene per sé il figlio, ma lo protende, lo dona al mondo, ad ogni uomo, ad ogni donna. Non importa che entri a far parte della Chiesa: bello è che viva Gesù, l acqua che fa rivivere, rende perfetta l umanità, qualsiasi religione professi. Ancora una felice coincidenza: il racconto di Natale si intitola "L ospitalità" di André Trocmé, che ci propone ancora una volta la dimensione dell accoglienza, sulla quale come Diocesi siamo invitati a riflettere e pregare. André Trocmé ha svolto la sua missione evangelizzatrice come pastore riformato a Le Chambon sur Lignon, un villaggio francese nelle Chevenne, la cui popolazione durante l ultima guerra ha salvato la vita a migliaia di profughi anzitutto ebrei, tra i quali molti bambini. La veglia, proposta dalla Caritas Decanale, si svolgerà nella Cappella dell Oratorio S. Michele di Monfalcone nella notte del 31 dicembre (a partire dalle ore 21.15). La raccolta che verrà effettuata durante la celebrazione sarà a favore della Scuola dell Infanzia "Maria Immacolata" di Monfalcone. Don Remo testimonianza offerta a tutta la società. Sul piano dell integrazione e della convivenza di stili di vita e fedi diverse, l accoglienza unilaterale, pur manifestando buoni sentimenti e buona volontà, non può produrre frutti. E su questo piano una certa difficoltà è evidente anche a Monfalcone. Per puntare all integrazione e all inclusione sociale occorre che ambedue le parti avvertano la stessa esigenza e si muovano con la stessa volontà. E evidente che si è ancora lontani, soprattutto con chi proviene da altri continenti, da un comune obiettivo di coinvolgimento sociale. Ci sono timori da ambedue le parti. E anche presente una cultura che tende ad escludere chi ha la pelle di un colore diverso o una fede che non è quella dei nostri paesi. Le attuali vicende internazionali rendono più acuti i problemi e più grandi le diffidenze. I martiri cristiani, uccisi dalle armi di aderenti allo Stato islamico sono una realtà e accrescono le paure. Accoglienza? La risposta della comunità cristiana non può essere che positiva, ma non può essere scambiata con accondiscendenza, con rinuncia alla propria identità, con un buonismo che non serve a creare nuove relazioni. Per poter accogliere chi vuole essere accolto è necessario avere grande consapevolezza della propria identità, dei propri valori, della propria storia. Solo così è possibile confrontarsi, rispettare e chiedere rispetto. Ancora una volta è in ballo la capacità della nostra comunità cristiana di essere se stessa, una comunità di fede forte del proprio passato e attenta ai segni dei tempi per rendere nuova testimonianza anche nell accoglienza e nella solidarietà. Guido Baggi SAN GIUSEPPE Un Avvento di fraternità vissuta Seguire il percorso di riflessione sull accoglienza proposto dalla Caritas diocesana. La parrocchia di San Giuseppe di Monfalcone ha deciso di affrontare in questa maniera il periodo dell Avvento. Il cammino verso il Natale è allora iniziato con questo spirito: toccando così i temi e le problematiche sull accettazione e l accoglienza delle famiglie e delle persone in difficoltà in questo periodo di crisi, indipendentemente dalla loro provenienza e per riuscire a perseguire uno stile di vita decisamente evangelico. Ogni domenica in occasione della Santa Messa è possibile infatti leggere sul bollettino "Il Parrocchiale" l inserto "Avvento di fraternità", che propone riflessioni, preghiere, letture e testimonianze sul tema dell accoglienza. Oltretutto i bambini che si preparano alla Cresima propongono, sempre di domenica, un dono dello Spirito Santo e spiegano le motivazioni di tale scelta, scaturita da confronti e discussioni avvenuti durante l incontro settimanale. Questa iniziativa si protrarrà per sette domeniche a partire dalle quattro di Avvento. Sabato 20 dicembre i bambini della parrocchia parteciperanno all attività proposta dagli Scout di Monfalcone per accogliere la Luce di Betlemme, che arriverà come ogni anno via treno. Nel pomeriggio in piazza Cavour ci saranno attività sul tema "Il coraggio di creare Pace" per i bambini del catechismo e gli Scout del Monfalcone 1 e 3. Finite queste attività, la Luce di Betlemme che approderà in serata a Monfalcone, sarà portata dai piccoli fino alla parrocchia di San Giuseppe per la Messa serale come avverrà per le altre comunità. In quest occasione di preghiera si terranno anche momenti di festa e celebrazione presenziati da tutti i gruppi della parrocchia e del ricreatorio che la animeranno insieme. Questo momento di festa sarà un occasione per scambiarsi gli auguri di Natale. Il gruppo liturgico del "Consiglio pastorale parrocchiale" si occuperà dell organizzazione della veglia per la Vigilia di Natale in preparazione alla Santa Messa di mezzanotte del 24 dicembre. Greta Brussi AL TEATRO COMUNALE "Vizilia de na volta" AGENDA C è grande attesa per lo spettacolo musicale natalizio "Vizilia de na volta" che vedrà impegnati ancora una volta assieme i due cori del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi, adulti e bambini, domenica 21 con inizio alle 16 al Teatro Comunale a Monfalcone. Lo spettacolo, attraverso la suggestiva ambientazione e le melodie natalizie del passato ricrea la notte della vigilia di Natale di un tempo, filo conduttore la poesia di Silvio Domini "Vizilia de na volta" musicata da Rodolfo Kubik. Uno spettacolo adatto ai bambini che si lasciano rapire dalla magia del Natale ed agli adulti che risvegliano ricordi sopiti, lo spettacolo ha debuttato nel dicembre 2013 all Auditorium "Marin" di Grado. Sabato 13 dicembre invece il Coro del Gruppo Costumi si esibirà nella cittadina trentina di Rovereto nell ambito della manifestazione "Natale dei Popoli" e presso il Museo della Grande Guerra. I due cori del Gruppo Costumi Tradizionali Bisiachi sono diretti dalla maestra Caterina Biasiol con la collaborazione della maestra Rossella Candotto. Cerimonia organizzata dall Anfi nella chiesa di S. Nicolò Suffragio dei finanzieri caduti Ricordati anche i militari morti nella Grande Guerra Approvate nei giorni scorsi dalla Giunta regionale Porto: nuove linee di indirizzo Primo passo per il Piano regolatore portuale La Sezione A.N.F.I. di Monfalcone (Associazione Nazionale Finanzieri d Italia) ha ricordato con una messa i Soci e familiari deceduti nell ultimo anno e quelli in servizio caduti nell adempimento del loro dovere. Prima del rito officiato dal Parroco di San Nicolò don Gilberto Dudine, alla presenza di alcuni familiari, il presidente Giorgio Miccoli ha letto alcuni nomi dei militari caduti nella Grande Guerra "O ggi si chiude una prima tappa importante verso la definizione del nuovo Piano regolatore del Porto di Monfalcone. Con le linee di indirizzo approvate dalla Regione garantiamo alla realtà portuale di Monfalcone uno sviluppo in termini portuali e logistici in linea con i recenti trend crescenti di traffico merci, che riguardano tutto l arco portuale dell Alto Adriatico. Riconosciamo così al Porto di Monfalcone un ruolo pregnante in un contesto di sinergia e complementarietà con il principale scalo portuale regionale, il Porto di Trieste". L assessore regionale alle Infrastrutture Mariagrazia Santoro ha commentato così l approvazione da parte della Giunta regionale - avvenuta nei giorni scorsi - delle linee guida che porteranno alla formulazione del nuovo Piano regolatore portuale. Tra le disposizioni più importanti, contenute nelle linee di indirizzo, va ricordata la previsione di un incremento delle attuali aree retroportuali con prevalente funzione intermodale e logistica, per aumentare e diversificare l offerta di aree da destinare a nuovi traffici. Si prevede l opportunità che l ampliamento possa ricomprendere le aree attualmente non utilizzate, comprese tra le banchine ed il piazzale del Porto e l agglomerato industriale del Lisert, in quanto aree facilmente infrastrutturabili da destinare a funzioni in linea con la destinazione di interscambio merci già prevista dal Piano regolatore comunale generale (PRGC) di Monfalcone. Il documento prevede inoltre la realizzazione di adeguate banchine di ormeggio, compresa la darsena per le modalità Ro-Ro e CON-Ro, nonché di piazzali modulari di stoccaggio con portata pari o superiore a 6 tonnellate al metro quadrato e piazzali multifunzione anche a servizio del trasporto containerizzato. Il potenziamento del raccordo ferroviario verrà effettuato migliorando le linee ferroviarie e i raggi di curvatura, oltre ai collegamenti alla rete principale verso la stazione ferroviaria di Monfalcone.

20 20 13 dicembre 2014 MANDAMENTO Le razzie dei ladri hanno provocato un malessere sociale diffuso Quell intimità violata ed offesa Una raffica di furti ha creato paura nella popolazione Dicembre, tempo di Avvento. La parola stessa lo consiglia, tempo di accoglienza. Ciò si dovrebbe fare in questo periodo che conduce alle feste del Santo Natale, accogliere il diverso, lo straniero, la persona in difficoltà, Purtroppo non è sempre facile disporsi all accoglienza, soprattutto quando si viene ripetutamente colpiti da fenomeni che hanno a che fare davvero poco con il periodo natalizio. L intero mandamento monfalconese in questi ultimi quindici giorni è stato terra di razzie da parte di alcune bande di ladri ben organizzate che stanno setacciando la zona con estrema cura e attenzione. Tutto ciò porta molta diffidenza nella gente che si sente controllata, si sente mirata dall attenzione di persone molto lontane, eppure capaci di arrivare e colpire così vicino. A essere prese di mira sono state diverse famiglie, sia durante le ore diurne, in periodi di assenza da casa, sia durante le ore notturne, comunque sempre nel posto in cui ognuno dovrebbe sentirsi più al sicuro, ossia la propria abitazione. Tali incursioni hanno generato un malessere sociale diffuso e profondo nella maggior parte delle persone del luogo, malessere che si manifesta in diversi modi: c è chi si chiude, chi, invece, pur di sfogare, parla, condivide e cerca di carpire ovunque informazioni per rassicurarsi, per auto-convincersi che non succederà nulla o, in alternativa e paradossalmente, per confermare il timore di essere una potenziale vittima di questi sconosciuti. Da rubare, ormai, nelle viarie abitazioni, c è ben poco, la crisi già di suo sta colpendo le famiglie a cui non resta molto da nascondere, ma ciò non toglie che il concetto di proprietà, di bene e di male rimangano: pertanto quando "l ospite indesiderato" arriva e scardina una porta o una finestra, non è solo l infisso fisico a essere rovinato, ma l interiorità dell individuo che vede violata la propria intimità. Proprio per sostenere la popolazione in alcuni paesi alcuni cittadini volontariamente si sono dati da fare per segnalare alle forze dell ordine ogni elemento possa essere utile loro, nel massimo rispetto del lavoro dell altro, anzi, nella piena condivisione e sostegno. Ed ecco quindi passeggiate prolungate di giorno e di notte a servizio degli altri, a tutela di una comunità che era abituata a vivere nella tranquillità. A Turriaco la lista civica "Il paese in comune" ha invitato l amministrazione comunale a farsi interprete dei disagi della popolazione nei confronti degli organi preposti, spingendola a coinvolgere in un azione corale le altre amministrazioni del mandamento a difesa degli organi di vigilanza sottoposti al depotenziamento degli organici e dei mezzi operativi, nonché dei loro rifornimenti, a causa delle continue riduzioni ai capitoli relativi alla spesa sulla sicurezza. I cittadini si augurano che qualcosa venga fatto e che la situazione trovi un epilogo. Elisa Baldo Ad Aris e nella comunità ortodossa di Ronchi dei Legionari Nicola: il santo che unisce i fedeli cattolici ed ortodossi Sabato 6 dicembre, è stata celebrata la memoria di San Nicola da Bari, conosciuto anche come san Nicola di Myra, san Nicola dei Lorenesi, san Nicola Magno o più comunemente san Niccolò per la chiesa cattolica. San Nicolò nacque nel 270 a Patara di Licia (provincia LA LAMPADA DELLA PACE NEL DECANATO "Dove sono le tenebre ch io porti la luce" Continua in queste settimane nel Decanato di Duino, Monfalcone e Ronchi, il pellegrinaggio della lampada della pace che Papa Francesco ha offerto a tutti i vescovi in occasione della visita dello scorso 13 settembre a Redipuglia. Questo pellegrinaggio nelle parrocchie diocesane, rappresenta l occasione per approfondire il messaggio lasciato da Francesco evitando così che rimanga una funzione poco sentita ed isolata. Tutte le comunità, con la presenza di questo segno, potranno così continuare a pregare per la pace valorizzando quel segno di unità che quella lampada intende rappresentare. La presenza di questo segno, soprattutto in questo periodo di Avvento, mira anche a favorire la sintonia tra le diverse comu- nità ecclesiali e realtà religiose. Per il nostro Decanato è stato organizzato un calendario in modo che la lampada giunga in tutte le parrocchie nelle quali sono in programma diverse iniziative di preghiera che sono suggerite anche anche in un sussidio didattico elaborato dalla Curia. Tra la fine di novembre e gli inizi di dicembre la lampada ha visitato le comunità di Monfalcone, Begliano, Pieris, l Ospedale San Polo, le comunità di san Canzian, Staranzano, Duino - Aurisina e la Cappella del viaggiatore in Aeroporto a Ronchi. Questo il calendario a partire dal 13 dicembre: Maria Madre della Chiesa di Ronchi, 14 dicembre: santo Stefano a Vermegliano, 15 dicembre: incontro dei gruppi di cresima di Redipuglia (incontro all Ossario), 16 dicembre: san Rocco a Turriaco, 17 dicembre: san Pietro e Paolo a san Pier d Isonzo, 18 dicembre: chiesa di santa Domenica in Selz, 19 dicembre: san Giacomo di Redipuglia, 20 dicembre santa Elisabetta di Fogliano, dal 21 dicembre al 23 nella parrocchia di san Lorenzo di Ronchi ed infine il 24 e il 25 dicembre in occasione della solennità del Natale, nuovamente presso la chiesa dell ossario di Redipuglia. Ogni parroco organizzerà la funzione religiosa secondo le modalità che crede assieme ai gruppi parrocchiali e la sera precedente al proprio turno sarà responsabile di recuperare la lampada nella vicina parrocchia del decanato. Salvatore Ferrara dell Impero Bizantino). Cresciuto in un ambiente di fede cristiana, perse prematuramente i genitori a causa della peste,diventando così erede di un ricco patrimonio. In seguito lasciò la sua città natale e si trasferì a Myra, dove venne ordinato sacerdote. Alla morte del vescovo di Myra, venne acclamato dal popolo come nuovo vescovo. Fu un gran difensore della fede cattolica ed infatti condannò la dottrina dell Arianesimo durante in Concilio di Nicea del 325. Morì il 6 dicembre nel 343 a Myra. San Nicola è ricordato per le sue opere di carità, in quanto protagonista di molte leggende riguardanti miracoli a favore di poveri e defraudati. Egli è anche considerato protettore dei bambini e dei fanciulli poiché prese la difesa di tre giovani donne spinte dal padre, ricco, decaduto e quindi incapace di maritare decorosamente le proprie figlie a prostituirsi. San Nicolò quindi, per salvaguardare le doti delle tre fanciulle, avvolse in un panno una grande quantità di denaro e lo consegnò per tre notti consecutive a casa del padre delle ragazze in modo tale che le figlie potessero avere le doti per sposarsi. La carità di San Nicolò è stata infatti uno degli aspetti messi in evidenza dall arcivescovo monsignor Carlo Roberto Maria Redaelli, che in occasione della festa patronale, ha concelebrato assieme ad altri sacerdoti una santa messa solenne nella parrocchia di San Nicolò a Monfalcone nel rione di Aris San Polo. Il presule ha ricordato l importanza del fatto che all interno delle comunità cristiane sia necessario unirsi per cercare di aiutare le persone più bisognose prendendo come esempio le opere del santo. Il vescovo ha svolto una riflessione sull attesa del Signore in occasione dell avvento, mossa dalla seconda lettura fatta dalla seconda lettera di san Pietro apostolo (3,8-14). "Noi cristiani di oggi vogliamo affrettare la venuta del Signore?" domanda il vescovo ai fedeli. Monsignor Redealli ci ricorda che la venuta del signore non deve essere vista come la fine del nostro mondo o la morte di noi uomini, bensì come un mondo rinnovato, privo di malvagità. Il Signore è infatti "magnanimo con voi, perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi" dice il vangelo poiché egli arriverà solo nel momento in cui Cristo si manifesterà in tutto e consegnerà al padre l intero mondo liberato dal male. "Ogni volta che celebriamo l eucarestia diciamo di aspettare il Signore" afferma il vescovo e invita i fedeli a pensare che il cristiano è colui che attende qualcuno, un compimento e un salvatore, quindi l atteggiamento della comunità dev essere quello di aspettare con speranza la venuta del Signore, poiché solo egli sarà in grado di salvarci. Monsignor Redealli esorta inoltre i fedeli a praticare una vita cristiana, fatta di liturgia, riti e opere di carità come aveva fatto lo stesso San Nicolò, in quanto solo col bene si potrà concretizzare il Regno di Dio e il Signore affretterà la sua venuta. Nel corso della celebrazione liturgica sono stati presentati anche i ragazzi che in quest anno pastorale riceveranno la Cresima ed il signor Simone Ammaturo, il quale conseguirà un percorso monastico presso l ordine benedettino dell Abbazia di Praglia in provincia di Padova. Il vescovo ha consegnato a Simone la Liturgia Monastica delle ore come simbolo di augurio alla sua nuova vita. In conclusione il vescovo ha accompagnato i bambini a ricevere i regali da San Nicolò. Questo santo infatti è noto anche al di fuori del mondo cristiano in quanto la sua figura ha dato origine nel mondo di lingua inglese al mito di Santa Claus (Babbo Natale). San Nicolò è un icona riconosciuta anche dai cristiani ortodossi dai quali viene chiamato San Nicola di Myra. Nel nostro territorio, infatti, grazie alle emigrazioni dalla Romania in Italia di questi ultimi anni, si è creata una comunità ortodossa romena che si riunisce nella chiesetta di S.s. Trinità di Ronchi. Questa comunità ha celebrato San Nicolò con canti inerenti alla sua figura e sono stati letti dei brani dal Vangelo,che hanno avvicinato i fedeli al ricordo della figura di San Nicolò. Gli ortodossi riconoscono anch essi San Nicolò come persona caritatevole e, in quanto protettore dei fanciulli, l icona di questo santo viene di solito consegnata durante la celebrazione di matrimoni come augurio di una vita fatta di amore sincero. Questa comunità utilizza la figura di San Nicolò anche per educare i propri figli poiché spinge questi ultimi a comportarsi bene se vogliono ricevere da questo santo protettore i regali tanto desiderati.san Nicola da Bari non è solo una forza rinnovatrice della pace e della solidarietà fraterna, ma anche l unione fra la chiesa ortodossa e quella cattolica. La figura di questo santo permette quindi di sentire vicini a noi cristiani cattolici non solo quelle persone che fanno parte della comunità cattolica, ma anche tutti coloro che vivono nel nostro territorio e che hanno culture e tradizioni diverse, poiché davanti al Signore noi uomini siamo tutti fratelli. Beatrice Branca e Salvatore Ferrara

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