POF. La nostra storia, i nostri successi sono a garanzia del vostro futuro

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1 Istituto d Istruzione Superiore G. Alberti Area Economica: Amministrazione Finanza e Marketing Turismo Area Tecnologica: Chimico Materiale e Biotecnologie Liceo Scientifico: Scienze Applicate La nostra storia, i nostri successi sono a garanzia del vostro futuro POF Anno scolastico 2013/2014

2 RELAZIONE ILLUSTRATIVA DELLA DIRIGENTE SCOLASTICA AL PIANO DELL OFFERTA FORMATIVA Gentili genitori e cari studenti come è prassi consolidata della mia dirigenza, sono solita introdurre ogni anno il P.O.F con una mia relazione che illustri il significato, la struttura e l importanza dell Offerta formativa dell Istituto. E sicuramente un periodo molto delicato e difficile della scuola Italiana, io e tutti voi conosciamo le difficoltà economiche-finanziarie dello Stato e delle conseguenze negative che queste hanno sull organizzazione scolastica e didattica in particolare, per cui è mio impegno e di tutti coloro che mi affiancano quotidianamente nel mio lavoro ampliare e migliorare il nostro Piano dell Offerta Formativa che rappresenta la carta d identità della scuola. Il mio impegno sarà quello di assicurare una Scuola che valorizzi tutti, in particolare che sia sempre attenta a leggere i bisogni di tutti gli studenti. Una Scuola che sia vicina ai più deboli con strategie sia organizzative che didattiche, ma nel contempo che sia capace di valorizzare le eccellenze ed elevare il livello di istruzione dei nostri allievi. Alla luce degli obiettivi di Lisbona tutta l azione educativa, formativa e professionalizzante sarà il fulcro intorno a cui ruoteranno le attività curricolari e progettuali dell Istituto nella pena osservanza del dettato ministeriale del Riordino del Secondo ciclo d Istruzione per ciò che concerne le finalità e l innovazione degli Istituti tecnici e dei Licei. Secondo questa impostazione la scuola ha l obiettivo di formare tutti attribuendo fondamentale importanza non solo ai saperi, ma anche ai metodi, alle modalità relazionali, agli strumenti e agli ambienti di apprendimento. Attualmente è infatti divenuta cruciale tale questione: non è più derogabile la necessità di fornire a tutti non solo l accesso all istruzione, ma gli strumenti per un apprendimento efficace, autonomo, capace di misurarsi in terreni nuovi, fornire quindi un corredo di competenze strutturate su conoscenze e abilità operative, indispensabile per decifrare il mondo, risalendo alle sue radici a partire dal presente, per parteciparvi con piena consapevolezza. Questo è possibile, solo in virtù dell individuazione di tecniche didattiche innovative, che sottendono la concezione dell apprendimento non come un operazione di immagazzinamento, ma come un processo di costruzione della conoscenza quale rete da arricchimento progressivo con l apporto di nuove metodiche apprenditive ed interconnessioni disciplinari. L adozione di uno stile di questo tipo comporta che si lavori per la costruzione di un buon clima fondato sull aiuto reciproco, sulla collaborazione, sulla valorizzazione delle diversità con la preferenza per una metodologia centrata sulla discussione, sulla formulazione di ipotesi e di domande. Penso che in questo modo sia possibile formare persone competenti nel rispetto dei loro tempi e stili di apprendimento, favorendo fiducia e motivazione e rispondendo ai loro reali bisogni cognitivi e formativi. Il Piano dell Offerta formativa elaborato da una commissione eletta nel collegio dei docenti e coadiuvato dalla sottoscritta, in sintonia con il dettato legislativo della Riforma Ordinamentale del 2

3 Secondo Ciclo d Istruzione, chiarifica l intento formativo, culturale, pedagogico e le azioni educative che l Istituto attuerà per perseguire i fini istituzionali che le sono propri. Il documento, di validità annuale, sintesi culturale dell identità dell Istituto, pur differenziandosi nei quattro indirizzi di studio: Amministrazione, Finanza e Marketing; Chimico, Materiali e Biotecnologie;Turistico; Liceo Scientifico Tecnologico: scienze Applicate, trova la sua unitarietà nell idea centrale che lo percorre: l obiettivo di preparare figure professionali di livello medioalto con capacità tecniche in grado di inserirsi in realtà economiche-amministrative, produttive e dei servizi diversificate e caratterizzate da continua evoluzione. L Offerta formativa dell Alberti si radica sulle attuali realtà socio-economiche sulle dinamiche che le caratterizzano rappresentando il punto di riferimento per la progettazione di percorsi formativi nei settori del tecnologicotecnico; dell economico, del chimico e dello scientifico. L impianto progettuale del P.O.F., come da normativa, si fonda per gli Istituti Superiori su Quattro assi culturali: dei linguaggi; matematico; scientifico-tecnologico; storico-sociale. L istruzione tecnica odierna si caratterizza come luogo specifico di costruzione, di incontro e congiunzione tra mondo della formazione e mondo del lavoro, tra cultura generale e professionale per cui gli insegnamenti dovranno far leva e fagocitare le capacità di astrazione e concettualizzazione; le attitudini pratiche e lavorative; gli stili percettivi e cognitivi da una parte, e le capacità operative e pragmatiche dall altra, promuovendo il coinvolgimento intellettuale ed emotivo degli studenti e l adozione delle pratiche della ricerca, dei laboratori, dei progetti. Alla luce di quanto esplicitato l Istituto promuoverà in primis tali competenze da perseguire: Padronanza della lingua italiana e capacità di produzione scritta; Conoscenza della lingua inglese parlata e scritta e di n altra lingua straniera almeno letta e parlata, Buona padronanza degli strumenti informatici; Capacità di progettazione e realizzazione di prodotti anche immateriali destinati al mercato; Duttilità mentale e capacità ad operare in gruppi pluridisciplinari con diversità di ruoli e responsabilità; Attitudine a lavorare per obiettivi ed ad una cultura del risultato. Consapevole che il suo ruolo è quello di coniugare l aspetto didattico pedagogico, di trasmissione dei saperi, con quello altrettanto significativo, di tipo educativo e socializzante, l Istituto orienta il suo agire per promuovere contemporaneamente la crescita culturale e professionale degli studenti, nonché la loro formazione personale per una identità libera ed autonoma. In quest ottica l istituto intende perseguire le seguenti finalità: Formare ai valori della legalità, della convivenza civile e democratica, dell integrazione dell accettazione della diversità e dell apertura all altro; Promuovere la formazione di persone e cittadini consapevoli, dotati di autonomia di pensiero e di giudizio, con una propria identità, capaci di interpretare le continue trasformazioni socio- culturali e di coglierne la portata; Fagocitare una approfondita preparazione professionale attraverso lo studio sistematico e l apporto di tutte le discipline; Stimolare una partecipazione responsabile ed attiva alla vita della comunità scolastica, spronando al dialogo, alla collaborazione, al rispetto di tutti; Promuovere occasioni di studio,di conoscenze, consolidando il legame con il territorio di appartenenza ed ampliando gli orizzonti culturali del mondo e dei saperi; Perseguire azioni di orientamento scolastico professionale finalizzate al raggiungimento di adeguati livelli di consapevolezza di sé per promuovere scelte adeguate e consapevoli. In linea generale attraverso il P.O.F l Istituto intende soprattutto finalizzare le sue azioni a incrementare il livello delle conoscenze e delle competenze di tutti gli studenti; 3

4 Diffondere la cultura della legalità; Costruire percorsi formativi che aderiscono ai differenti livelli e ritmi di apprendimento alla luce di quanto programmato ed ideato dagli Assi Culturali d Istituto e del C.T.S; Offrire agli studenti opportunità diverse di apprendimento ( lavori per progetti, stage). Il nostro POF si fonda ai sensi della L n 59 sull autonomia e del Regolamento applicativo del Riordino del Secondo ciclo d Istruzione del marzo 2010 per cui, il nostro Istituto di storia centenaria, poiché fondato nel 1909 si apre a tutte le innovazioni formative e culturali sancite dalle norme, provvedendo alla definizione e alla realizzazione dell Offerta Formativa propri dell Alberti e della caratterizzazione dei suoi percorsi ed indirizzi di studio. Il piano è il documento fondamentale in ogni scuola o Istituto dichiara la propria IDENTITA CUL- TURALE E PROGETTUALE. È il mezzo attraverso cui si armonizzano gli interventi educativi, didattici e gestionali sulla base della Costituzione italiana e dei programmi ministeriali. Il piano dell offerta formativa è deliberato dai docenti per ciò che riguarda gli aspetti formativi, didattici, pedagogici ed organizzativi; dal consiglio di circolo per le finalità e gli aspetti finanziari generali. Al termine di ogni anno scolastico il POF viene sottoposto a verifica e valutazione, di modo che ci si possa interrogare e riflettere sulle scelte, sulle metodologie, sui percorsi intrapresi, al fine di migliorare l azione formativa e culturale degli studenti. Identità MISSION Il nostro Istituto si attiva nell agire quotidiano per rendere concreta questa INNOVAZIONE decretata nel dettato istituzionale dell assetto riordina mentale degli Istituti Tecnici ma lavorando Nell adottare criteri che garantiscano percorsi metodologici di qualità ed attenti ai BISOGNI di ogni ALUNNO in quanto persona unica ed irripetibile. La scuola è per eccellenza il luogo in cui ognuno, nel veder garantito il diritto di apprendere, trovi occasione di costruire la propria IDENTITA nel rispetto e nella valorizzazione delle altre Il collegio dei docenti, consapevole del difficile compito dell educare ed istruire, ha progettato per gli alunni lo sviluppo di competenze disciplinari e relazionali necessarie a padroneggiare una realtà così complessa, ampliando l offerta formativa con progetti curricolari ed extracurricolari, P.O.N. realmente rispondenti ai bisogni educativi e d istruzione degli alunni, tenendo anche conto delle richieste formative del territorio e delle famiglie in particolare. La riforma ordinamentale degli Istituti Tecnici, indica le priorità culturali e formative, le modalità organizzative, il sistema di valutazione, ponendo l attenzione sull efficacia degli apprendimenti, quindi, sulla produttività del sistema e sul merito. Il collegio, dopo un attenta lettura ed analisi dei bisogni formativi degli studenti dell Istituto ha progettato un P.O.F. articolato per l attuazione di una Ottima scuola che concorra alla crescita umana e culturale di tutti gli studenti, permettendo loro di avere le competenze necessarie per affrontare la vita con maggiore consapevolezza, ma anche con senso di responsabilità, in relazione al loro grado di maturazione in fieri. La scuola vive ed opera in una realtà in profonda trasformazione. Le sfide poste dalla rivoluzione digitale, dalla globalizzazione, dalla convivenza di culture e religioni diverse possono trasformarsi in opportunità solo grazie anche all azione educatrice compiuta dalla scuola. 4

5 Come nel passato, deve essere in grado di svolgere la propria funzione educativa ed offrire ai propri alunni, in rapporto ai loro livelli di maturazione cognitiva ed esperenziale, sia i valori previsti dalla nostra Costituzione, sia le necessarie conoscenze abilità e competenze proprie degli Istituti Tecnici e dei Licei attraverso per affrontare e modificare le sfide della società globalizzata in perenne mutamento anche se io sono sicura che i cambiamenti nel contesto costituiscono una costante. Pur variando di generazione in generazione, non mutano tuttavia la necessità di garantire, a ciascun allievo, le irrinunciabili basi culturali degli indirizzi di studio. La scuola è sempre tenuta a proporre un itinerario di studio e di apprendimenti che rispetti le individualità, riconosca i talenti, non perda mai di vista le mete da raggiungere promuova la crescita di tutti e di ciascuno. Gli Istituti tecnici, come esplicitato nella riforma Ordinamentale citata hanno una lunga e positiva tradizione nel sistema nazionale di istruzione e hanno sviluppato nel tempo aspetti di qualità e di specificità di saperi da preservare e promuovere: la persona intesa nella completezza e nella complessità delle sue dimensioni: cognitiva, emotiva, sociale, artistico- espressiva, corporea; la finalizzazione dell istruzione all educazione, coniugando l apprendimento con la crescita integrale della persona e l affinamento delle competenze necessarie alla convivenza sociale; la cura dell accoglienza, delle relazioni, del clima della scuola, del benessere degli alunni quali condizioni per l efficace svolgimento delle attività ed il perseguimento delle finalità che le sono proprie; la cultura della promozione del successo formativo per tutti e la ricerca delle strategie e dei percorsi atti a valorizzare vocazioni e potenzialità ; il raggiungimento per tutti, nel rispetto dei ritmi personali, dei traguardi definiti,in modo che nessuno rimanga escluso. Gli Istituti Tecnici ed il Licei Scientifico Scienze Applicate rappresentano un tassello fondamentale del sistema educativo contemporaneo, in quanto, attraverso di essi, gli studenti pervengono all acquisizione delle conoscenze declinate nelle diverse discipline di studio, ed in ottemperanza alle richieste del mercato del lavoro. Sviluppare le competenze degli studenti significa dischiudere per gli studenti le grandi dimensioni del sapere e la straordinaria avventure della conoscenza Il presente documento scolastico relativo al Piano dell Offerta Formativa si fonda sui fini democratici specifici di un settore scolastico che concorre a promuovere la formazione dell uomo e del cittadino secondo i principi sanciti dalla Costituzione e favorisce l inserimento dei giovani dei giovani nel mondo del lavoro o proiettandoli vero i della la scelta delle facoltà universitarie. Nel rispetto della vigente normativa, detto documento si sostanzia nella progettazione e nella realizzazione di interventi di educazione, formazione e istruzione finalizzati allo sviluppo personale degli studenti frequentanti, nonché al successo formativo ed all acquisizione di autonomia degli stessi. Il P.O.F., inoltre, risponde ai bisogni del contesto socio-culturale in cui l Istituto è inserito ed alla domanda formativa degli stessi. A tal fine sono rispettate diverse opzioni di indirizzo congruenti con le finalità dell Istituto stesso e la sua identità culturale, rinvenibile nell impegno di scuola di servizio per la promozione di qualità formativa e professionalità degli studenti attraverso l organizzazione anche di percorsi personalizzati di insegnamento/apprendimento sul piano dei saperi, dell acquisizioni di competenze specifiche, della volontà di approfondimenti, di professionalizzazione. Il P.O.F. redatto da una commissione costituita all interno del Collegio dei docenti e dal Docente titolare della Funzione Strumentale, ha definito l identità culturale e progettuale della scuola nel suo insieme ed ha esplicitato la progettazione curriculare, extracurriculare, educativa ed organizzativa nell ambito dell autonomia, nella consapevolezza che l elaborazione del curricolo esplicito, implicito, trasversale. L intento educativo di questo Istituto è quello di mettere al centro la persona dell alunno la cui crescita è fondamentale per poter affrontare, nel futuro, responsabilmente il percorso di studi che lo attende. Nel Documento sono stati trattati, con analisi detta- 5

6 gliate e schemi esemplificativi allo scopo di renderlo chiaro e di facile consultazione all utenza, i seguenti argomenti: Analisi del territorio Offerta Formativa Struttura scolastica Ampliamento dell Offerta Formativa Regole di funzionamento e di gestione generale Formazione in servizio Principi ispiratori del servizio scolastico Valutazione P.O.F. Per quanto riguarda, in particolare, i principi ispiratori del servizio scolastico sono state definite le seguenti finalità: - Educazione integrale della persona, Motivare per educare, - Servire l altro con spirito di collaborazione, - Essere sempre disponibile al confronto ed al cambiamento, - Rispettare le tradizioni, l ambiente architettonico, artistico e paesaggistico. Tali finalità si esplicitano nel raggiungimento di mete e- ducative miranti a far maturare negli alunni la coscienza di sé e del proprio rapporto con il mondo esterno, ad acquisire in modo sempre più chiaro ed approfondito la realtà sociale, a conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale, a raggiungere una preparazione culturale che ponga le premesse per un educazione, permanente e ricorrente, a rispettare ed aiutare l altro in ogni momento della giornata e della vita comunitaria. Sono state individuate le seguenti scelte didattiche ed organizzative: a) Accoglienza e prove d ingresso, b) Programmazione educativa e didattica, c) Organizzazione di percorsi strutturati attraverso l aggregazione di discipline in progetti multidisciplinari,d) attività di recupero, di consolidamento, di promozione di eccellenze, e) di rapporto con l esterno: istituzioni, territorio, a- ziende, stage. Sono state concordate, inoltre, le strategie di intervento di seguito elencate: 1. Creare un contesto in cui gli alunni possano comunicare, sentirsi accettati, imparare a lavorare con i compagni. Stabilire una razionale diversificazione degli obiettivi e degli interventi didattici in base all articolata varietà delle condizioni intellettuali e socio- culturali dei singoli. 2. Formazione di gruppi di livello che svolgono attività didattiche differenziate in rapporto ai contesti classe e alle singole situazioni di riferimento. 3. Porre come base dell interdisciplinarietà didattica la matrice dell attivismo dando ampio spazio all operatività. 4. Realizzazione, a fianco dei corsi di base, di attività integrative, opzionali, aggiuntive in orario scolastico e/o extrascolastico correlate e coniugate con il piano formativo dell Offerta Formativa e rispondenti ai reali interessi dei giovani; 5. Coinvolgimento delle scuole della città e della Provincia al fine di creare situazioni concrete volte al potenziamento dell orientamento in entrata e con l Università per quello, in uscita; 6. Attività di integrazione per gli alunni diversamente abili attraverso lo studio di curricoli personalizzati. Affinché l Istituto possa operare in modo da assolvere pienamente la sua funzione educativa è fondamentale un rapporto di apertura e di collaborazione con le famiglie e con tutte le agenzie educative e sociali presenti sul territorio, enti, Provincia, Comune, Camera di commercio,associazioni culturali, Università. Infatti, il P.O.F. è stato ideato e costruito sulla base delle proposte avanzate dai vari contesti in una logica di operatività didattica, curriculare ed extracurriculare. Saranno pertanto promosse, in merito all ampliamento dell offerta formativa, le seguenti attività con alcune delle quali la scuola si apre all esterno: - progetti con la partecipazione del territorio, dell ente locale e delle agenzie formative e culturali; - potenziamento dell informatica - e delle attività laboratoriali per le discipline scientifiche e linguistiche, attività sportive, attività umanitarie in sintonia con l impegno dell Unicef, collaborazione con le Forze dell ordine e della Regione per la Cittadinanza Attiva; rapporti con l ASL attraverso lo sportello di ascolto e la presenza di specialisti a scuola, incontri del CIC, attività artistiche e manipolative per scopi umanitari, progetto Orientamento e formazione, progetto Scuola Sicura,, progetti Fondo d Istituto: Educazione ambientale, alla salute, alla legalità, escursioni, visite guidate, gite di istruzioni, stage formativi in aziende, P.O.N di Lingue, di informatica, di Matematica ecc. 6

7 Accanto alla polarità della persona, non può mancare però, il riferimento alla comunità, alla relazione con gli altri che diventa contesto e strumento principale per la realizzazione personale. Per cui la nostra scuola, che da anni ha scelto di caratterizzarsi per l attenzione rivolta all individuo e allo studio del territorio, si pone come comunità educante ad una diffusa convivialità relazionale. Il territorio Città e Provincia inteso come luogo da scoprire, amare e rispettare, ma anche e soprattutto come luogo che diventa tanto più significativo quanto più si individuano in esso persone con cui entrare in relazione di scambio reciproco. E il luogo in cui le istituzioni e le persone che vi operano hanno valore e importanza quanto più sono al sevizio del bene comune. La città è stata ed è ancora il luogo delle scoperte, il luogo da osservare con gli occhi e con il cuore, dove si possono incrociare le memorie, affinché ciò che resta diventa patrimonio di ciò che sarà. perché, come ha scritto un noto studioso: UN VIAGGIO DI SCOPERTA NON E CERCARE NUOVE TERRE MA AVERE NUOVI OCCHI CON CUI GUARDARE. Gli studenti dell Alberti sono da sempre stati guidati ad osservare con meraviglia ciò che li circonda, ad indagare e a riscoprire aspetti ed elementi che si illuminano di nuova luce, dopo la scoperta e la conoscenza,diventando attori delle proprie conoscenze e spesso veicoli di informazione per le loro famiglie. Il territorio ha assunto per il nostro Istituto un impianto metodologico di insegnamento e di apprendimento di notevole rilievo, per la sua possibilità di collegarsi con la realtà e per il senso intercurricolare che supera ogni specialismo disciplinare. Tutto ciò trova validità nel nostro progetto pedagogico che si sviluppa intorno ad un idea di studente e di scuola ben definito. Il nostro impegno è ELABORARE e OFFRIRE una scuola capace di coinvolgere i propri giovani, di generare curiosità e interesse, per aiutarli ad esprimersi liberamente, utilizzando ogni forma di linguaggio e di saperi. Per realizzare tale progettualità educativo l Istituto si è impegnato, già da tempo, a sottoscrivere rapporti di collaborazione con le altre agenzie educative e con tutti coloro che, in quanto esperti o studiosi di settori utili alla crescita cognitiva e culturale degli studenti si prestano a collaborare con i docenti, mettendo a disposizione le loro competenze e conoscenze. Una attenzione particolare, negli ultimi anni, è stata rivolta alla formazione scientifica, fondata sull osservazione diretta e sulla didattica laboratoriale, utile alla formazione del pensiero formale e deduttivo ed aspetto caratterizzante della formazione tecnica-scientifica e tecnologica, Il nostro Istituto sa di accogliere persone uniche e complesse, con un identità articolata, con aspirazioni, capacità e fragilità e concorre con altre istituzioni alla rimozione di ogni ostacolo alla frequenza, contrasta la dispersione, valorizza le diversità individuali, persegue con ogni mezzo il miglioramento della qualità del sistema di istruzione, promuove il pieno sviluppo della persona. La nostra idea di educazione si basa sulla necessità di rispettare l integrità e l unicità di ciascuno, favorire l inclusione e lo scambio, permettere a ciascuno di acquisire cultura e valori necessari per vivere da cittadini consapevoli e responsabili. Diverse sono le iniziative messe in atto per favorire lo sviluppo e l utilizzo di altre abilità, nella prospettiva della piena realizzazione personale, attraverso un progetto formativo condiviso e integrato con la famiglia e la società e con la collaborazione di tutta la comunità educativa, la scuola offre occasioni di confronto e costruzione delle conoscenze e guida gli alunni: nell elaborare il senso della propria esperienza per giungere alla comprensione dei contesti naturali, sociali, culturali,antropologici,scientifici nei quali dovranno, nel corso della loro vita,esplicitare le competenze acquisite; nell acquisizione degli alfabeti di base fornendo gli strumenti mentali per conoscere la realtà, e per organizzarla in un sapere sistematico e significativo; 7

8 nel promuovere il senso di responsabilità, intesa come capacità di gestire la propria libertà nel rispetto degli altri con i quali interagire positivamente poiché ognuno impara attraverso la relazione e conquista l autonomia di giudizio e la capacità di assumere impegni; nel promuovere la pratica consapevole della cittadinanza attiva che tende alla costruzione di una personalità matura, responsabile, solidale, critica, capace di arricchirsi attraverso la conoscenza di altre culture, in un confronto capace di superare questioni legate alla religione, alle etnie, ai ruoli; nell inserimento e nell integrazione, ponendo particolare attenzione alle situazioni di disabilità, disagio, svantaggio, diversità. La nostra progettualità, negli ultimi anni si è esplicita, in maniera significativa in progetti di Istituto, che hanno visto coinvolti tutti gli studenti, i docenti ed esperti esterni. Tali progetti hanno identificato la nostra scuola come centro propulsore di scoperta dell identità culturale, sociale, economica, di rivalutazione dei saperi scientifici e le hanno permesso di essere riconosciuta meritevole di attenzione da parte dalle Istituzioni regionali, nazionali e del CNR. La partecipazione al territorio dei percorsi e dei progetti laboratori ali realizzati dagli studenti è diventata una proposta di conoscenza. E noto che da alcuni anni la scuola, soprattutto, sta subendo continui mutamenti e trasformazioni, con atti di riforma che tengono presente sia il piano culturale e pedagogico, sia quello della compatibilità economica e finanziaria, e nel presente POF si è cercato di far fronte ai cambiamenti della società contemporanea ed alle richieste di professionalizzazione del mercato del lavoro. Le conseguenze di tali trasformazioni sono differentemente giudicate, a seconda della sensibilità politica dei diversi soggetti, nell ambito della legittima pluralità di opzioni che sostanzia la democrazia. Ma non tutto muta, per fortuna, e i valori fondamentali dell azione formativa dell Istituto: convinzioni, persuasioni, convincimenti che provengono dalla storia e dall agire quotidiano dei docenti, restano sicura guida. Primi tra questi, la necessità di porre sempre e comunque al centro della nostra azione l allievo. E non un allievo astratto, medio, ma proprio quello che anima le nostre aule qualunque sia la sua estrazione sociale, di provenienza territoriale ed il suo livello di maturazione umana e cognitivo. La nostra scuola sottolinea la necessità che l'azione educativa non si realizzi in un'offerta unica e indistinta, indifferente alla diversità di cui ciascuno è portatore, ma si articoli in modo da tener conto delle situazioni di partenza di ciascuno. La nostra scuola intende operare con ogni mezzo per differenziare la proposta formativa adeguandola alle esigenze di ciascuno, in modo che a tutti gli alunni sia data la possibilità di sviluppare al meglio le proprie potenzialità. Altro principio fondante dell azione educativa attuata nella nostra scuola é il riconoscimento delle differenze e l'uguaglianza delle opportunità. Il rispetto per ogni cultura e la sua valorizzazione entro il processo di costruzione di nuove identità, capaci di coniugare la globalità con la località, e il rifiuto di ogni forma di discriminazione sono le basi del nostro comune sentire. Si tratta di fare dell Istituto un luogo di comunicazione e cooperazione. E poiché ognuno ed ognuna è portatore di differenze (e di differenza di genere in primis) il progetto educativo della nostra scuola sottolinea la necessità di porre attenzione all interazione tra differenze come processo di maturazione non solo affettivo ed emotivo, ma anche cognitivo. Noi ( io Dirigente, docenti, ATA, Tecnici; genitori, alunni, n) dell Alberti di Benevento, dovremmo inoltre sforzarci di vivere la nostra realtà come comunità : abbiamo un sogno, che la nostra scuola sia una scuola-comunità! In una comunità ciò che lega le persone è un sogno comune, costruito insieme. Sognare, costruire, realizzare insieme: sono questi i passi indispensabili per fare comunità. L esperienza che trasforma individui in comunità è la scoperta della necessità dell altro e dell impotenza del fare da soli. 8

9 Certo, questo oggi non appare facile: le difficoltà che attanagliano la scuola sono tante e a volte appaiono insormontabili., ma con il nostro impegno e la nostra tenacia siamo certi di costituire un punto di riferimento forte, un vademecum comportamentale per ogni discente su cui confrontarsi, attingere e tale da consentire una condivisione dell impronta educativa da testimoniare e comunicare con tutti i soggetti del territorio. Inoltre il saper fare non potrà disgiungersi dal saper essere, dall acquisire cioè quelle competenze sociali che permettono ad ogni ragazzo /a di apprendere individualmente e cooperativamente, di relazionarsi con gli altri, con le diversità, le specificità, di instaurare rapporti, di leggere ed interpretare la realtà, per effettuare scelte consapevoli e per stare bene al mondo. Credo che l evento educativo acquisti il suo significato solo se è in grado di introdurre il soggetto che cresce nella vita di relazione in modo attivo e propositivo. L educazione buona si costruisce nella relazione intersoggettiva, nell incessante dialogo tra gli adulti e giovani, parlando al cuore dei allievi, dimensione profonda dell essere umano. Nelle parole dette al cuore l autorità si fa servizio, sfugge il rischio di cadere nell autoritarismo e diventa così lo strumento primo per aiutare gli alunni a crescere. L Istituto dunque, attraverso le sue proposte educative e formative, si caratterizza come luogo accogliente ove l esemplarità, l affettività, la testimonianza di idealità positive si concretizzano nella pratica della quotidianità attraverso il dialogo, l ascolto, modelli di vita in cui specchiarsi e di quali ricavare come si può apprendere il senso autentico dell esistenza. Questo il mio impegno e quello di tutti gli operatori scolastici che mi affiancano quotidianamente nel mio lavoro, questo il mio augurio, per la promozione di un umanità migliore costituita da tutti gli studenti che frequentano l Istituto Alberti. Le sfide che attendono la nostra scuola sono: quelle educative; quelle legate alla formazione di professionalità, di coscienze positive, alla costruzione di solide individualità personali, quelle poste dalla rivoluzione digitale e dai postulati imposti dalla società globalizzata, dalle esigenze del mercato del lavoro, dalla convivenza di culture e civiltà diverse che possono trasformarsi tutte in opportunità formative, solo grazie all azione educativa e formativa della scuola intesa alla luce della nostra proposta educativa e formativa. Questo il mio augurio, questa la mia speranza per la promozione di un umanità migliore costituita anche in parte da tutti i giovani che frequentano il nostro Istituto con impegno, serietà, gioia. Il Dirigente Scolastico Dott.ssa Silvana Barricella Vai all indice 9

10 1. IL TERRITORIO 1.1 Aspetti storici della città Battaglia delle Forche Caudine 321 a.c Arco di Traiano 114 d.c. Chiesa di Santa Sofia 762 d.c. Pianta della Pontificia città di Benevento 1759 Bersaglieri entrano a Benevento 1861 "... Nulla in Italia è più antico di Benevento, che secondo le leggende locali fu fondata da Diomede o da Ausone, un figlio di Ulisse e Circe. Essa fu senza dubbio un'antica città ausonica, fondata lungo tempo prima della conquista sannita di questa parte d'italia. Pur tuttavia è come di una città sannitica che per primo sentiamo parlare di essa, ed è allora una fortezza così poderosa che sia nella prima che nella seconda guerra Sannita, Roma non ardisce attaccarla. Nella terza guerra sannitica cadde nelle sue mani. Ciò nonostante, lo storico Tito Livio, nel descrivere la fierezza del popolo sannita, afferma che, nonostante la vittoria, i Romani non riuscirono a fiaccare quei temperamenti tenaci (Edward Hutton ) Breve sintesi della Storia di Benevento attraverso gli itinerari turistici archeologici della città: Della sua antichissima Storia la Città di Benevento conserva piuttosto poco ma, l affinamento della ricerca che negli ultimi anni ha ricevuto nuovi impulsi, coniugata alla scoperta di un sito di e- poca sannitica in contrada Cellarulo potrebbe, almeno in parte, colmare questa lacuna. In un ideale percorso storico, nonostante continue sovrapposizioni, è ancora possibile scorgere le vestige delle epoche passate: - età sannitica; - età romana; - età longobarda; - età della dominazione pontificia. - Annessione al Regno d Italia 10

11 Le origini e l età sannitica. La città fu fondata, come narra la leggenda, dall eroe greco Diomede il quale come segno di riconoscimento lasciò alla città le zanne del cinghiale Calcedonio, cinghiale tutt oggi rappresentato nello stemma del Comune. L origine etimologica del nome antico della città Maloenton è controversa. Maloeis è un termine che alcuni collegano alla radice mal, per altri si ricollega al significato di altura per il fatto che la città sorge su uno sperone collinare; per altri ancora andrebbe collegata a malon cioè alle greggi che popolavano i pascoli collinari che circondavano la città. Per altri studiosi infine, la radice del nome antico andrebbe ricercata nell immagine del toro che oggi è nel simbolo della Provincia e che richiamerebbe (il ver sacrum) le sacre primavere dei sanniti. L errore interpretativo dei romani, che avevano ancora scarsa familiarità con la lingua greca, li indusse ad assimilare il termine Maloenton al malum eventum (evento nefasto, negativo, malvagio) della lingua latina. Per questo, dopo la vittoria riportata su Pirro nel 275 A.C. cambiarono il nome in Bonum eventum (evento lieto, situazione favorevole) da cui il nome odierno di Benevento. Quel che è accertato è che al popolo sannita era riconosciuto valore e potenza militare probabilmente non priva di qualche esagerazione. Oltre la leggenda, la fierezza dei Sanniti e dei Beneventani è testimoniata nella narrazione romanocentrica delle tre guerre che li opposero ai romani. E. T. Salmon, in un suo interessante e puntuale lavoro di ricerca storica scrive, senza cedere ad una vena di romanticismo Un costante coraggio e un instancabile volontà di essere liberi rendono la storia dei Sanniti d appassionante interesse e il giudizio coincide con l amore per la libertà che era riconosciuta ai Sanniti, come già accennato, dagli stessi storici romani. Livio ha riconosciuto, quanto i Sanniti fossero orgogliosi della loro autonomia al punto da tramandare che questi Bello non abstinebant: adeo ne infelicitetr quidem defensae libertatis taedebat et vinci quam non temtare victoriam malebant. Per i Sanniti di oggi, cittadini italiani ed europei, cittadini di uno Stato moderno che è giunto alla civiltà giuridica di abiurare la guerra per la soluzione delle controversie internazionali, ed ha riconosciuto il diritto inviolabile della libertà personale di ciascuno, l amore per la libertà può trovare una radice antica, nel DNA di quei progenitori che, in nome della libertà hanno offerto l estremo sacrificio, la vita, per non voler rinunciare all autodeterminazione sul piano storico. L età romana. Con lo scontro memorabile di Sentinum del 295 per il cui significato epico fu detto poi battaglia delle nazioni cui seguì, nel 293 quello di Aquilonia, i romani affermarono, come è noto, la loro supremazia sull Italia centrale e sulla nazione dei Sanniti, premessa del dominio su tutta la penisola. Da secoli si parla del volto dell imperialismo romano e delle sue nefaste conseguenze. I vinti e- rano destinati all oblio con tanta spietatezza che lo stesso Tacito ci ha lasciato un severo giudizio nei riguardi del sistema utilizzato Ubi solitudinem faciunt, pacem appellant (dove hanno fatto il deserto, ora lo chiamano pace. La collocazione strategica di Benevento, attraversata poi dalla via Appia, nonostante la disfatta della terza guerra sannitica, ha consentito alla città di riacquistare un ruolo importante e di rinascere prosperosa anche sotto il dominio romano. Numerosi monumenti ne ricordano la grandezza e fra i più significativi basta ricordare: 11

12 il Ponte Leproso costruito, appunto, sul percorso della Via Appia che entra in città per proseguire poi verso Brindisi, porta orientale dell impero; l Arco di Traiano (114 a.c.) collocato sul percorso della Via Appia, rivolto ad Est, per accogliere l'imperatore che tornava vittorioso dalle sue spedizioni in Oriente; il Teatro Romano (II-II sec.) non meno significativo per la grandiosità che poteva ospitare spettatori, segno questo che Benevento era una città tanto popolosa quanto prospera da meritare e permettersi un teatro così ampio; le terme recentemente recuperate; l anfiteatro venuto alla luce negli ultimi anni. La "Longobardia minore": una lunga sopravvivenza Nel medioevo Benevento diviene il principale centro politico e culturale della Langobardia Minor, capitale tanto da assumere il ruolo di capitale del ducato a partire dal 774. Tra le vestigia architettoniche meglio conservate, grazie anche all'autonomia mantenuta fino all undicesimo secolo dai principi longobardi sono degne di nota: la Chiesa di Santa Sofia (che ha ottenuto il riconoscimento di tutela del patrimonio UNESCO) fatta edificare dal principe Arechi II nel 760. Scopo del principe era quello di offrire alla città un edificio religioso a forte impatto ambientale per mostrare il prestigio raggiunto ed il potere politico di cui disponeva. Il pregio del tempio e dato da una pianta centrale contornata da un'originale struttura con nicchie stellari. Vi sono tre absidi e resti degli affreschi di pregevole fattura sulle pareti. Del periodo longobardo conserva ancora un ampio tratto della cinta muraria e il complesso della rocca dei Rettori, unici esempi superstiti di architettura militare longobarda. Le Mura, innalzate tra VI e VII secolo e ampliate nell'viii da Arechi II, si fondano su un basamento di blocchi di pietra calcarea recuperata da edifici preesistenti mentre la parte più elevata è stata realizzata con opus incertus con l impiego di malta e ciotoli dei fiumi. La Rocca dei Rettori era il fortilizio più elevato della cittadella di Benevento; dell'epoca longobarda rimane il Torrione angolare, mentre il resto del castello è il risultato di rifacimenti successivi. Alto 28 m, il Torrione ha pianta poligonale e nelle sue pareti si riconoscono recupero di pietre provenienti da edifici di età romana. Verso l'esterno si aprono finestre bifore con volta ad ogiva, Il terrazzo è caratteristico per la presenza di due torrette Periodo Pontificio La dominazione pontificia, che si protrarrà per molti secoli fino al 1860, inizia ufficialmente nel 1077 con la morte di Landolfo VI, ultimo principe longobardo. Il governo della città viene affidato a due rettori, previa approvazione papale i quali, proprio come i consoli romani, esercitavano i loro doveri collegialmente e godevano del diritto di veto reciproco (da un documento del 25 a- gosto 1082, la Carta di Stefano Sculdascio). La storia di Benevento pontificia è segnata sin dall i- nizio da numerose ed alterne vicende, da stragi e tumulti tra la fazione aristocratica, che tenta di resistere alle pressioni pontificie e la fazione popolare che si schiera con il papa. Il potere della santa sede raggiunge l apice sotto Innocenzo III, come si può evincere dagli statuti cittadini del 1202 che mirano al consolidamento del potere papale, bloccando ogni tentativo di rivolta. Il lungo procedimento della loro stesura ed approvazione si risolve solo nel 1230 con la ratifica di papa Gregorio IX. Divenuta possedimento di Federico II, in Benevento avviene lo scontro tra Manfredi 12

13 di Svevia e Carlo D Angiò, il quale sottopone la città a ferro e fuoco, commettendo omicidi e violenze. Benevento viene ricostruita da papa Clemente IV. Nella metà del Quattrocento, durante la guerra di successione al regno di Napoli tra Angioini e Aragonesi, il papa Eugenio IV conferisce il titolo di vicario nella città di Benevento al sovrano Alfonso d Aragona. Alla morte di Alfonso, riemergono furenti litigi per il possesso della città che viene restituito al papato nel Sede cardinalizia, Benevento annovera col passare dei secoli molti insigni porporati, tra cui il cardinale Vincenzo Maria Orsini, poi papa Benedetto XIII che, da buon domenicano, ripudia il fasto seicentesco e si dedica alla riforma della liturgia, dei riti e alla convocazione annuale di sinodi diocesani dando alla città un periodo di equilibrio e di serenità. Nel 1688, un terribile terremoto si abbatte sulla città e il cardinale Orsini, avviandone la ricostruzione, infonde coraggio ai beneventani. Anche da pontefice, Orsini continua a conservare il titolo di arcivescovo di Benevento dove ritorna ne 1727 e nel Occupata successivamente dalle truppe francesi di Napoleone, viene concessa in feudo al principe Carlo Maurizio Talleyrand. Con il Congresso di Vienna (1815), nella seduta del 4 giugno, a norma dell'articolo 103 viene stabilito che Benevento sia restituita alla Santa Sede, insieme all'altro principato napoleonico di Pontecorvo. Periodo Risorgimentale I moti del 1820 coinvolsero anche la carboneria beneventana, che, sull esempio della rivoluzione scoppiata a Napoli, insorse per chiedere garanzie di libertà. Nel 1860 Benevento fu liberata dal dominio pontificio per opera del partito garibaldino con un azione incruenta: il beneventano Salvatore Rampone, senza scorta, vestito in camicia rossa da colonnello dei garibaldini, comunicò ad Edoardo Agnelli, ultimo delegato apostolico, l ordine di lasciare la città entro tre ore. Il lungo dominio papale era finito. Con il decreto del 25 ottobre 1860 di Giorgio Pallavicini, Benevento fu dichiarata provincia d Italia. Dopo l instaurazione del governo nazionale, numerosi furono i movimenti insurrezionali che si ebbero in quasi tutti i paesi della nuova provincia contro le truppe governative, movimenti che furono repressi da una dura azione militare che culminò nella strage delle popolazioni di Pontelandolfo e Casalduni ad opera dei bersaglieri comandati dal generale Negri. 1.2 La Realtà economico-ambientale odierna. Con una popolazione di poco più di abitanti e una superficie di chilometri quadrati, Benevento é la Provincia meno estesa della regione Campania. Collocata nel nord est della regione occupa un area geografica collinare, presenta caratteristiche orografiche e socio-economiche particolari. Il terziario e il commercio rivestono un importante e crescente ruolo nella formazione della ricchezza, in linea con la media regionale, occupando il 58,2% dell'aggregato provinciale, con una percentuale che si attesta al 13,7% nel solo commercio, settore questo che, in ogni caso, dovrebbe intensificare la componente di "terziario avanzato", o terziario per lo sviluppo, a supporto delle imprese. Dal punto di vista occupazionale la provincia é caratterizzata da una altissima percentuale di addetti all'agricoltura (21%, contro il 7% della Campania), da un tasso di disoccupazione del 17,6% e da un numero di pensionati quasi pari a quello degli occupati (occupati , pensionati contro ). 13

14 Dal punto di vista socio-economico, i dati più evidenti sono il bassissimo reddito pro-capite, lo spopolamento generale, più marcato nei centri più distanti dal capoluogo, l'invecchiamento della popolazione. Tra i punti critici ci sono la carenza di opportunità di lavoro, la difficoltà nella sopravvivenza delle nuove imprese, la presenza di aziende agricole di piccole dimensioni e frammentazione fondiaria, carenza di servizi, insufficiente valorizzazione delle risorse del territorio. Tra i punti di forza le produzioni alimentari tipiche, le zone agricole "di eccellenza" con produzioni DOC, ambiente ancora incontaminato, centri storici pregevoli dal punto di vista architettonico, produzioni biologiche "di fatto" e gastronomia tipica, nicchie di artigianato tradizionale, ricchezza di storia, cultura, folclore e tradizioni, ma soprattutto vivacità nelle iniziative imprenditoriali. La presenza dell'università degli Studi del Sannio poi, ha rafforzato tali iniziative e ancora di più potrà operare nel futuro, costituendo un importante volano occupazionale per la nostra provincia. Riteniamo, infatti, che proprio la provincia di Benevento possa rappresentare un modello e un laboratorio di sviluppo integrato per "valorizzare l'italia minore", che anche l'europa sta promuovendo, presso tutti gli Stati membri, per la salvaguardia dei piccoli centri. In questo quadro di riferimento, considerando i fattori di criticità ma anche le opportunità e le potenzialità della città di Benevento, le Aziende Tecno, da sempre particolarmente attente allo sviluppo dei servizi offerti e alle esigenze dei propri clienti, ritengono fondamentale l attivazione di alcune priorità. La presenza di un corso di Liceo Scientifico, opzione Liceo Scientifico Scienze Applicate, presso l Alberti intercetta l esigenza di far crescere nei giovani l aspirazione a formare una futura classe dirigente protagonista sul territorio in cui è nata. Il modello di sviluppo dell economia del Sannio beneventano è condizionato da squilibrio e fragilità sia sul fronte dell offerta che della domanda. Un tessuto produttivo, ancorato alla piccola impresa, prevalentemente a carattere familistico, ancorato ad un offerta tradizionale diviene inevitabilmente poco competitivo sia rispetto al mercato interno sia sul piano dell integrazione dei mercati di respiro internazionale. Ancora scarsa la spinta propulsiva che potrebbe derivare dalla associazione in forma cooperativa per costituire una base in grado di disporre di risorse per invertire la situazione. L Alberti offre, in tale ambito, un corso di studio coerente con i bisogni del territorio basata sul settore tecnico economico con l indirizzo AFM e tecnologico con l indirizzo del Chimico ambientale. Tuttavia, una qualche speranza di ripresa è riposta in quel nucleo di aziende del Sannio che si stanno affacciando sui mercati emergenti con successo crescente (fonte Camera di Commercio di Benevento in Collaborazione con l Istituto G. Tagliacarne Rapporto Economico anno 2013). Anche le attività agricole basate sulla piccola proprietà fondiaria sono soggette ad un calo strutturale di redditività. Il turismo, dal canto suo, nonostante le rilevanti risorse del territorio ed un offerta ricettiva di qualità (l indice di qualità è di 10 punti superiore alla media nazionale (fonte Camera di Commercio di Benevento ibidem) è soggetto ad una costante erosione dei flussi in ingresso, specie di quelli stranieri.. L Alberti offre nel settore tecnico economico, un corso di studio capace di porsi, in coerenza con i bisogni del territorio, l indirizzo Turistico. Le sinergie fra scuola e bisogni del territorio sono da sempre gli elementi di crescita e di sviluppo 14

15 1.3 Origini dell Istituto L Istituto Tecnico "G. Alberti" di Benevento è il più antico degli Istituti del Sannio. La sua origine risale ai primi del 1900, conosciuto allora come Regio Istituto Tecnico "L.Palmieri". La sua trasformazione in Regio Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri "G. Alberti" avviene con R.D.del 31/8/1933, in seguito alla quale, l istituto si annovera tra i pochi in Italia ad indirizzo mercantile. La preparazione culturale e professionale ha beneficiato di una formazione non solo rivolta agli sviluppi economici del territorio e della società, ma anche ad interessi di natura ecologica ed alla chimica degli inquinamenti. Il D.P.R. del 9/6/1965 permette di scindere i due differenti indirizzi, favorendo la istituzione dell Istituto per Geometri, autonomo. Essendo, quindi, unico nel suo genere a Benevento e provincia, l ITC Alberti ha colto le trasformazioni del mercato e della società, adattando la formazione degli studenti alle esigenze ed alle richieste del mondo del lavoro. A partire dall anno scolastico 1978/79 l istituto si è sdoppiato, dando l opportunità alla città di beneficiare di un altro Istituto a carattere amministrativo. L Istituto, dislocato in due plessi, ha avuto una sezione staccata a San Marco dei Cavoti, diventata autonoma da qualche anno. A partire dall anno scolastico 1986/87 ha attivato corsi sperimentali di informatica nel quadro del Piano Nazionale di Informatica, istituito dal Ministero della Pubblica Istruzione; successivamente ha avuto la trasformazione in Istituto giuridico economico. 1.4 L attuale localizzazione dell Istituto L Istituto è dislocato in due plessi : La sede centrale in piazza Risorgimento indice La sede succursale in via delle Poste. 2. FINALITÀ, IDENTITÀ E PATTO FORMATIVO L Istituto, il cui ruolo è quello di coniugare l aspetto didattico-pedagogico con quello di tipo professionalizzante e non disgiunta dalla formazione del cittadino, orienta il suo agire agli obiettivi della crescita e dello sviluppo integrale della persona. In questa ottica persegue le seguenti finalità: -educare ai valori della legalità, della convivenza civile, della democrazia, dell integrazione, dell accettazione delle diversità e dell apertura all altro; -realizzare un azione educativa centrata sullo studente e caratterizzata ad interventi miranti alla rimozione dello svantaggio per promuovere il successo formativo; -stimolare una partecipazione attiva e responsabile alla vita della comunità scolastica, improntando le relazioni al dialogo, alla collaborazione, al rispetto di persone e cose; -promuovere occasioni di studio, conoscenza e competenze volte alla valorizzazione del territorio, consolidando i legami culturali di appartenenza; -assicurare attraverso l apporto di tutte le discipline, una solida formazione culturale basata sull unitarietà dei saperi. Gli attuali indirizzi di studio afferiscono ai seguenti settori: 15

16 Settore Economico, Settore Tecnologico e Settore Liceale Il riordino del sistema dell istruzione di secondo grado, attualmente in atto, non ha inciso sulle scelte educative presenti nell Istituto, dal momento che gli indirizzi esistenti sono stai confermati integralmente dal nuovo ordinamento in atto. 2.1 SETTORE ECONOMICO BIENNIO COMUNE A TUTTI GLI INDIRIZZI CORSO SERALE IN AMMINI- STRAZIONE FINANZA E MAR- KETING INDIRIZZO AMMINISTRAZIONE FI- NANZA E MARKETING INDIRIZZO TURISMO ARTICOLAZIONE AFM NUOVO ORDINAMENTO CLASSI 1^;2^;3^;4^ ARTICOLAZIONE TURISMO NUOVO ORDINAMENTO CLASSI 1^;2^;3^;4^ ARTICOLAZIONE IGEA VECCHIO ORDINAMENTO CLASSE 5^ ARTICOLAZIONE ITER VECCHIO ORDINAMENTO CLASSE 5^ 16

17 2.1.1 Indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing Profilo professionale L indirizzo Amministrazione, Finanza e Marketing, con le sue due articolazioni, si riferisce ad ambiti e processi essenziali per la competitività del sistema economico e produttivo del Paese, come quelli amministrativi, finanziari, del marketing e dei sistemi informativi aziendali di cui vengono approfonditi tecnologie e metodologie. I risultati di apprendimento sono definiti a partire dalle funzioni aziendali e dai processi produttivi e tengono conto dell evoluzione che caratterizza l intero settore sia sul piano delle metodologie di erogazione dei servizi sia sul piano delle tecnologie di gestione, sempre più trasversali alla diverse tipologie di imprese. Tali risultati tengono conto del significativo spostamento di attenzione verificatosi nel campo delle scienze aziendali verso l organizzazione e il sistema informativo, la gestione delle relazioni interpersonali e degli aspetti comunicativi, il marketing e i internazionalizzazione. L indirizzo si caratterizza per un'offerta formativa che ha come sfondo il mercato e affronta lo studio dei macrofenomeni economico-aziendali nazionali e internazionali, la normativa civilistica e fiscale, il sistema azienda nella sua complessità e nella sua struttura, con un ottica mirata all'utilizzo delle tecnologie e alle forme di comunicazione più appropriate, anche in lingua straniera. Le discipline giuridiche, economiche, aziendali e informatiche riflettono questo cambiamento e si connotano per l approccio di tipo sistemico e integrato dei loro contenuti che vanno quindi sempre letti nel loro insieme. Un simile approccio persegue anche l obiettivo di rendere gli apprendimenti più efficaci e duraturi perché basati su una didattica che parte dalla osservazione del reale, essenziale per affrontare professionalmente le problematiche delle discipline in prospettiva dinamica. Le discipline di indirizzo, presenti nel percorso fin dal primo biennio sia con funzione orientativa sia per concorrere a far acquisire i risultati di apprendimento dell obbligo di istruzione, si svolgono nel triennio con organici approfondimenti specialistici e tecnologici. Tale modalità, in linea con le indicazioni dell Unione europea, consente anche di sviluppare educazione alla imprenditorialità e di sostenere i giovani nelle loro scelte di studio e professionali. Le competenze imprenditoriali, infatti, sono considerate motore di innovazione, competitività, crescita e la loro acquisizione consente di far acquisire una visione orientata al cambiamento, all iniziativa, alla creatività, alla mobilità geografica e professionale, nonché all assunzione di comportamenti socialmente responsabili che mettono gli studenti in grado di organizzare il proprio futuro tenendo conto dei processi in atto. A queste finalità concorre la particolare impostazione data nel quinto anno all attività didattica che è tesa, in coerenza con quanto indicato nella L. 53/2003, ad approfondire e arricchire col metodo dei casi e dell area di progetto i contenuti affrontati nel precedente biennio. Lo svolgimento di differenti casi aziendali riferiti a diversi contesti produttivi e al tessuto economico locale, infatti, consente non solo di favorire l autonomia scolastica e il radicamento sul territorio, ma anche di stimolare negli studenti autonomia elaborativa, capacità di ricerca, abitudine a produrre in gruppo, uso di strumenti efficaci nel rappresentare e comunicare i risultati del proprio lavoro. L indirizzo e le due articolazioni, di cui si riportano in sintesi le descrizioni, fanno riferimento a comparti in costante crescita sul piano occupazionale perché orientati verso forti innovazioni sul piano organizzativo e del marketing, soprattutto con riferimento alle potenzialità delle tecnologie dell informazione e della comunicazione (ICT). 17

18 L indirizzo Amministrazione, finanza e marketing persegue lo sviluppo di competenze relative alla gestione aziendale nel suo insieme e all interpretazione dei risultati economici, con specifico riferimento alle funzioni in cui si articola il sistema azienda (amministrazione, pianificazione, controllo, finanza, marketing, sistema informativo, gestioni speciali). L articolazione Relazioni internazionali per il Marketing approfondisce gli aspetti relativi alla gestione delle relazioni commerciali internazionali riguardanti differenti realtà geo-politiche o settoriali e assicura le competenze necessarie a livello culturale, linguistico, tecnico. L articolazione Sistemi informativi aziendali approfondisce competenze relative alla gestione informatica delle informazioni, alla valutazione, alla scelta e all adattamento di software applicativi, alla realizzazione di nuove procedure, con particolare riguardo al sistema di archiviazione, della comunicazione in rete e della sicurezza informatica. QUADRI ORARI - Perito Tecnico Economico A.F.M. : attività e insegnamenti generali comuni agli indirizzi DISCIPLINE 1^ biennio 2^ biennio monoennio I anno II anno III anno IV anno V anno Religione Cattolica e /o Attività alternative Lingua e Letteratura italiana Storia,Cittadinanza. e Costituzione Lingua Inglese Lingua francese Matematica Informatica Scienze integrate 2 Fisica 2 Chimica Scienze integrate (Scienze della 2 2 Terra e Biologia) Economia Aziendale * Geografia 3 3 Diritto ed economia 2 2 Diritto Economia Politica Scienze motorie Tot. Ore settimanali *Opzione Internet e-commerce (attualmente solo nel corso sez. D classe V IGEA) 18

19 2.1.2 Corso serale in Amministrazione Finanza e Marketing L Istituto offre agli adulti, per il conseguimento del diploma di Scuola secondaria di secondo grado, l indirizzo in Amministrazione, Finanza e Marketing. I percorsi di studi sono caratterizzati da modularità (programmi strutturati per argomenti coerenti), metodologie didattiche idonee agli adulti che permettano loro di essere parte attiva nel percorso di apprendimento (laboratori, lavoro di gruppo, ricerche, ecc.), flessibilità del percorso formativo, che tiene conto delle esperienze lavorative e formative precedenti, riconoscendo crediti per competenze già acquisite (e dunque accelerando il conseguimento del diploma). Le lezioni si tengono in orario pomeridiano Indirizzo Turismo Profilo professionale L indirizzo Turismo ha lo scopo di far acquisire allo studente, a conclusione del percorso quinquennale, le competenze relative all ambito turistico, oggi essenziale per la competitività del sistema economico e produttivo del Paese e connotato dall esigenza di dare valorizzazione integrata e sostenibile al patrimonio culturale, artistico, artigianale, enogastronomico, paesaggistico. L ambito è caratterizzato da un mercato complesso perché estremamente mutevole e molto sensibile alle variazioni dei fattori economici, ambientali, sociali che incidono sull andamento dei flussi turistici e dell offerta ad essi connessa. Tale complessità richiede percorsi formativi finalizzati al conseguimento di un ampia gamma di competenze tali da consentire allo studente di adottare stili e comportamenti funzionali alle richieste provenienti dai diversi contesti e di curvare la propria professionalità secondo l andamento della domanda. Per sviluppare simili competenze occorre, pertanto, favorire apprendimenti metacognitivi mediante il ricorso a metodologie esperienziali e la pratica di attività in grado di: - sviluppare capacità diffuse di vision, motivate dalla necessità di promuovere continue innovazioni di processo e di prodotto; - promuovere competenze legate alla dimensione relazionale intesa sia negli aspetti di tecnicalità (dalla pratica delle lingue straniere, all utilizzo delle nuove tecnologie), sia negli aspetti attitudinali ( attitudine alla relazione, all informazione, al servizio); - stimolare sensibilità e interesse per l intercultura, intesa sia come capacità di relazionarsi efficacemente a soggetti provenienti da culture diverse, sia come capacità di comunicare ad essi gli elementi più rilevanti della cultura di appartenenza. 19

20 Le discipline di indirizzo, in linea con le indicazioni dell Unione europea, consentono anche di sviluppare educazione alla imprenditorialità e di sostenere i giovani nelle loro scelte di studio e professionali. Le competenze imprenditoriali, infatti, sono considerate motore di innovazione, competitività, crescita e la loro acquisizione consente di far acquisire una visione orientata al cambiamento, all iniziativa, alla creatività, alla mobilità geografica e professionale, nonché all assunzione di comportamenti socialmente responsabili che mettono gli studenti in grado di organizzare il proprio futuro tenendo conto dei processi in atto. A queste finalità concorre la particolare impostazione data nel quinto anno all attività didattica che è tesa, in coerenza con quanto indicato nella L. 53/2003, ad approfondire e arricchire col metodo dei casi e dell area di progetto i contenuti affrontati nel precedente biennio. Lo svolgimento di differenti casi aziendali riferiti a diverse tipologie di imprese e al tessuto economico locale, infatti, consente non solo di favorire l autonomia scolastica e il radicamento sul territorio, ma anche di stimolare negli studenti autonomia elaborativa, capacità di ricerca, abitudine a produrre in gruppo, uso di strumenti efficaci nel rappresentare e comunicare i risultati del proprio lavoro. 20

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