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1 Spedizione in abbonamento postale Roma, conto corrente postale n Copia 1,00 Copia arretrata 2,00 L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt Anno CLIV n. 221 (46.763) Città del Vaticano domenica 28 settembre Il Papa al comitato per i congressi eucaristici internazionali Bisogno di speranza In una manifestazione davanti alla Grande moschea di Parigi Rappresentanti musulmani condannano l Is y(7ha3j1*qsskkm( +[!"!}!$!:! Di fronte alla «carenza di speranza» nel mondo di oggi, Papa Francesco ribadisce che «l umanità ha bisogno di ascoltare il messaggio della nostra speranza in Gesù Cristo». Ricevendo sabato mattina, 27 settembre, i partecipanti alla plenaria del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali, il vescovo di Roma ha rilanciato il legame tra l Eucaristia, la missione della Chiesa e la speranza cristiana, spiegando che «l incontro con Gesù nell Eucaristia sarà fonte di speranza per il mondo se, trasformati per la potenza dello Spirito Santo ad immagine di colui che incontriamo, accoglieremo la missione di trasformare il mondo donando la pienezza di vita che noi stessi abbiamo ricevuto e sperimentato, portando speranza, perdono, guarigione e amore a quanti ne hanno bisogno». Ancora una volta il pensiero del Pontefice si è rivolto in particolare ai poveri, ai diseredati e agli oppressi, con l invito a condividerne «la vita e le aspirazioni» e a camminare «con loro alla ricerca di un autentica vita umana in Cristo Gesù». Ad ascoltare le sue parole una settantina di delegati nazionali delle Conferenze episcopali dei cinque continenti e il comitato filippino guidato dall a rc i v e s c o v o di Cebu, la città che nel gennaio 2016 ospiterà il 51 Congresso eucaristico internazionale. Commentandone il tema paolino «Cristo in Egino Weinert ( ), «Ultima cena» voi, speranza della gloria» (Colossesi 1, 27) il Pontefice ha espresso l auspicio che esso consenta di «riscoprire la fede come sorgente di Grazia che porta gioia e speranza nella vita personale, familiare e sociale». PAGINA 8 BE R L I N O, 27. Mentre militari russi e ucraini si sono incontrati per la prima volta sulla linea del fronte per discutere l applicazione del cessate il fuoco nell est dell Ucraina, un accordo sostenibile sul gas potrebbe essere stato trovato ieri sera a Berlino nel corso di una trilaterale molto impegnativa fra i delegati di Mosca, Kiev e Bruxelles. Intanto, i presidenti russo, Vladimir Putin, e ucraino, Petro Poroshenko, hanno avuto un colloquio telefonico per discutere la possibilità di un nuovo vertice per superare la crisi. In base all intesa, l Ucraina dovrebbe pagare 3,1 miliardi di dollari entro la fine dell anno ai russi, e Ma l Ungheria sospende il transito del metano verso l Ucraina Intesa sul gas russo a Kiev e all E u ro p a Venticinque anni dopo l approvazione della convenzione delle Nazioni Unite sull infanzia Troppi bambini ancora senza diritti GINEVRA, 27. Venticinque anni dopo l approvazione della Convenzione dell Onu sui diritti dell infanzia, il 20 novembre 1989, la condizione dei minori nel mondo resta drammatica, nonostante alcuni significativi successi. Ne dà conferma un rapporto diffuso dall Unicef, il fondo dell Onu per l infanzia, in vista dell anniversario, sottolineando «i progressi ma anche le sfide per la comunità internazionale di trovare nuove strade per raggiungere i bambini che non possono essere lasciati i n d i e t ro». La mortalità infantile è diminuita del 49 per cento dal 1990, ma ancora oggi bambini muoiono ogni giorno soprattutto per malnutrizione, ma anche per malattie facilmente prevenibili e curabili come polmonite, diarrea e malaria. Nello stesso periodo circa 2,3 miliardi di bambini hanno avuto accesso ad acqua potabile, ma centinaia di milioni di bambini non sono ancora in queste condizioni in un mondo in cui una persona su tre non ha accesso a servizi igienici e sanitari adeguati. Metà delle persone che vivono in condizioni di povertà estrema hanno meno di diciotto anni. Tra gli altri parametri presi in considerazione dall Onu, particolare rilievo ha l istruzione. Il numero di quanti non frequentano la scuola primaria si è quasi dimezzato in venticinque anni, ma circa 58 milioni di bambini in questa fascia d età, il 9 per cento di quelli di tutto il mondo, non hanno ancora accesso all istruzione. La stessa qualità dell istruzione resta di un livello preoccupantemente basso. Almeno 250 milioni di bambini non sono ancora in grado di leggere, scrivere e far di conto, sia che vadano sia che non vadano a scuola. Inoltre, sebbene l iscrizione scolastica sia raddoppiata a livello mondiale arrivando al 54 per cento, vi sono ancora Paesi senza un livello di istruzione secondaria universale, mentre meno della metà degli Stati hanno riconosciuto la parità di genere nel diritto all i s t ru z i o n e. PARIGI, 27. Alla condanna espressa dai soggetti della comunità internazionale sui terroristi del cosiddetto Stato islamico (Is) si aggiungono sempre più quelle delle comunità islamiche di ogni parte del mondo. Se ne è avuta conferma dalle manifestazioni tenute ieri dai musulmani di Francia, insieme con i fedeli di altri culti, per condannare il brutale omicidio in Algeria del turista francese Hervé Goudel. Davanti alla Grande Moschea di Parigi il presidente del Consiglio francese del culto islamico, Dalil Boubakeur, ha parlato di «espressione forte e viva della nostra volontà incrollabile di vivere insieme». Interrogato sui miliziani dell Is, Boubakeur ha ribadito che questi ultimi di islamico non hanno nulla, usando toni durissimi. Nel frattempo, mentre per la quinta notte consecutiva contro l Is sono stati sferrati raid in territorio siriano, la coalizione impegnata nell intervento armato si allarga. Dopo il via libera dei rispettivi parlamenti, si sono aggiunte infatti Gran Bretagna e Danimarca. I due Paesi, insieme con la Francia, sono gli unici europei direttamente coinvolti nei raid con propri aerei, ma solo in territorio iracheno. Contributi militari a diversi livelli sono però forniti da altri Paesi europei, ai quali si affiancano cinque Paesi arabi, Arabia Saudita, Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Qatar. A giorni la coalizione dovrebbe essere ulteriormente ampliata, in particolare con la partecipazione della Turchia, con modalità non ancora chiarite, dopo che il Governo di Ankara si era mostrato finora contrario. «Ora la nostra posizione è cambiata» ha detto il presidente, Recep Tayyip Erdoğan, annunciando un voto in Parlamento per il 2 ottobre. Il Madre e figlio al di fuori di un aula scolastica in Siria (Reuters) Candele in Francia per ricordare il turista Hervé Goudel (Afp) cambiamento di posizione sembrerebbe determinato soprattutto dagli ultimi sviluppi sul terreno. L Is sta infatti assediando la località di Ain Al Arab Kobane nella lingua dei curdi che la abitano in prevalenza nella confinante Siria, spingendo al- Gazprom, che ha tagliato i rifornimenti al Paese vicino, garantirebbe la consegna di almeno cinque miliardi di metri cubi di gas sulla rotta ucraina nei prossimi mesi. Seduti attorno a un tavolo, ben più a lungo delle attese, il ministro dell Energia russo, Alexander Novak, l omologo ucraino, Iuri Prodan, e il commissario europeo per l Energia, Günther Oettinger, hanno cercato il bandolo della matassa. Ma se Oettinger si è detto fiducioso di aver trovato una soluzione sostenibile per coprire l emergenza inverno , in Europa e in Ucraina, il ministro dell Energia di Kiev ha messo le mani avanti: si tratterebbe di una proposta europea, e non è detto che soddisfi tutti. L intesa dovrà essere vagliata dai due Governi e riesaminata la prossima settimana a Berlino. Il vertice si è tenuto a poche ore da una nuova escalation dello scontro sugli approvvigionamenti energetici: con la decisione dell Ungheria di sospendere il transito del gas verso l Ucraina, in seguito all accordo che il Governo di Viktor Orbán dopo aver rotto il fronte Ue ha stretto proprio con Gazprom per un aumento dell import del gas russo nel periodo invernale. «Non abbiamo dormito la notte e abbiamo lavorato molto nei giorni scorsi», ha esordito Oettinger, introducendo i termini della possibile intesa. «E ora abbiamo raggiunto un accordo che io ritengo sostenibile», ha aggiunto. Il rappresentante europeo ha insistito sull emergenza invernale alle porte: «Qui si tratta di riscaldare gli appartamenti dei cittadini in Europa, di fornire energia alle imprese e di garantire non solo il fabbisogno energetico degli ucraini, ma anche il transito dei rifornimenti attraverso il Paese». Nessuno può «avere interesse a una rissa sul gas», ha concluso Oettinger, senza poter peraltro escludere del tutto che si ripeterà l emergenza gelo del 2009, se la soluzione trovata non dovesse essere approvata. Secondo i termini della soluzione illustrata dal commissario Ue per l Energia, «Kiev si impegnerà a pagare due miliardi di dollari entro la fine di ottobre. La Commissione europea, anche prima, otterrà presso il Fondo monetario internazionale una garanzia per questa cifra. L Ucraina inoltre dovrà pagare 1,1 miliardi di dollari entro fine dicembre, in modo da versare 3,1 miliardi di dollari entro la fine dell anno. Dal canto suo, Gazprom consegnerà all Ucraina almeno cinque miliardi di metri cubi di gas nei prossimi mesi». E poiché sullo scontro sul prezzo del gas si attende la sentenza di Stoccolma dopo che il Governo di Kiev ha fatto ricorso al tribunale contro le rivendicazioni economiche del colosso russo che pretende il pagamento di 5,1 miliardi di dollari per il gas già consegnato dopo il giudizio si provvederà a regolare i conti rispetto a quello che avrà stabilito il giudice. Si conclude l assemblea generale del movimento dei Focolari Fe d e l i e creativi GI O VA N N I ZAVAT TA A PA G I N A 6 la fuga in Turchia civili. «Non possiamo permetterci il lusso di dire che azioni terroristiche in atto lungo la frontiera comune di 1250 chilometri con la Siria non ci riguardano», ha argomentato Erdoğan. Ancora ieri, centinaia di curdi turchi e siriani hanno abbattuto la barriera che separa i due Paesi nei pressi di Mursitpinar per raggiungere le forze curde in lotta contro l Is nei pressi di Ain Al Arab. Per la prima volta le forze di sicurezza turche dispiegate lungo il confine non hanno ostacolato il loro passaggio in territorio siriano. Nel novero dei Paesi contrari all intervento armato, almeno con le modalità messe in atto, si è confermato il Brasile. «L uso della forza o è per legittima difesa o è autorizzato dal Consiglio di sicurezza dell Onu», ha dichiarato il ministro degli Esteri brasiliano, Luiz Alberto Figueiredo, dopo un incontro a New York con il segretario di Stato americano, John Kerry. Settant anni fa la strage di Monte Sole Antidoti alla barbarie FERDINAND O CANCELLI A PA G I N A 5 NOSTRE INFORMAZIONI Il Santo Padre ha ricevuto questa mattina in udienza: Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Marc Ouellet, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; le Loro Eccellenze Reverendissime i Monsignori: Christophe Pierre, Arcivescovo titolare di Gunela, Nunzio Apostolico in Messico; Giuseppe Pinto, Arcivescovo titolare di Anglona, Nunzio Apostolico nelle Filippine; Francisco Montecillo Padilla, Arcivescovo titolare di Nebbio, Nunzio Apostolico in Tanzania. Provvista di Chiesa Il Santo Padre ha nominato Ausiliare di Napoli il Reverendo Salvatore Angerami, del clero della medesima Arcidiocesi, Rettore del Seminario Maggiore Arcivescovile, assegnandogli la Sede titolare vescovile di Torri della Concordia.

2 pagina 2 L OSSERVATORE ROMANO domenica 28 settembre 2014 ROMA, 27. Cercare nuove vie per debellare la fame in Europa e nel mondo. Ma anche capire come la nuova politica agricola dell Ue può garantire l accesso al cibo, in misura sufficiente e sicura. E ancora, individuare su quali strumenti politici bisognerà puntare in futuro per affrontare queste sfide. Sono le domande a cui dovranno rispondere i ministri dell Agricoltura Oltre la metà dei greci a rischio p overtà ATENE, 27. A oltre sei anni dall inizio della crisi economica e della recessione che hanno colpito la Grecia, più della metà della popolazione il 58,3 per cento è minacciata dalla povertà. È questo l allarmante quadro della situazione economica delle famiglie greche che emerge da un rapporto pubblicato dall ufficio Bilancio del Parlamento di Atene e diffuso ieri dalla stampa. Dal documento si evince che circa 6,3 milioni di greci (su una popolazione totale di poco meno di undici milioni, secondo l ultimo censimento del 2011) sono a rischio povertà: quasi due milioni e mezzo di persone vivono infatti già al di sotto della soglia di povertà, mentre, stando al rapporto, 3,8 milioni sono in pericolo diretto di oltrepassare tale soglia. Con soglia di povertà si definisce il reddito minimo che una famiglia di quattro persone deve guadagnare ogni mese per pagare affitto e generi di prima necessità, come alimenti, trasporti, vestiario e istruzione base per i figli. Il rapporto, intitolato «Politiche per il reddito minimo garantito nell Unione europea e in Grecia», osserva inoltre che, mentre nel Paese le politiche di protezione sociale sono efficaci, quelle per l attuazione del reddito minimo garantito sono invece in ritardo. Vertice dei ministri dell Agricoltura dell Unione europea Per debellare la fame nel mondo europei riuniti da domenica per tre giorni a Milano. Presente anche il direttore generale della Fao, José Graziano Da Silva. Nel documento di preparazione dell incontro ministeriale, la presidenza di turno italiana dell Ue ricorda come solo in Europa, su circa cinquanta milioni di persone che soffrono di privazioni materiali, meno della metà hanno ricevuto aiuti Stoccolma verso un Governo di minoranza STO CCOLMA, 27. Il leader socialdemocratico svedese, Stefan Löfven, che il 14 settembre scorso ha vinto le elezioni legislative, scalzando il centro-destra dopo otto anni, intende costituire un Governo di minoranza composto dal Partito socialdemocratico dei lavoratori e dai Verdi. Il nuovo Esecutivo, però, potrebbe contare sul voto di soli 138 parlamentari su 349 seggi. Löfven riuscirà comunque a formare un Governo di minoranza, perché il centro-destra, che governava dal 2006, sceglierà probabilmente alimentari e che nel mondo sono ottocentocinque milioni le persone una su nove che soffrono la fame, mentre cinquecento milioni non hanno accesso all acqua. E, in un contesto in cui la popolazione mondiale non cessa di crescere, si è assistito nell ultimo mezzo secolo a una riduzione pro-capite del cinquanta per cento dei terreni agricoli, ad aumenti dei prezzi e alla volatilità dei mercati, alla perdita di biodiversità e all inquinamento, che vede coinvolta anche l agricoltura. È quindi tempo di fare delle scelte decisive. Il 2015 sarà, infatti, un anno cerniera: «A livello globale precisa la presidenza Ue sono in corso le modalità per definire l agenda politica post-2015, che apre una finestra di opportunità per spianare la strada alla sicurezza alimentare a livello globale». Nel contempo conclude il documento l Ue è a un bivio, «in quanto le priorità politiche fondamentali e gli orientamenti sulla crescita e l occupazione saranno essenziali per affrontare la sicurezza alimentare». I ministri avranno anche l occasione di parlare della crisi di mercato conseguente all e m b a rg o russo sui prodotti agricoli e dello scontro all interno della commissione Ue sul bilancio L Unhcr ne stima ben settecentomila per il 2014 Più richieste d asilo nei Paesi industrializzati l astensione, allo scopo di minimizzare l influenza dei quarantanove parlamentari dei populisti di estrema destra (i Democratici di Svezia), che alle legislative hanno raccolto oltre il 10 per cento dei voti, diventando la terza forza politica del Paese scandinavo. Il sistema svedese non prevede la maggioranza assoluta del Parlamento unicamerale per concedere la fiducia al Governo. Löfven tenterà di ottenere la fiducia anche del partito di sinistra guidato da Jonas Sjösted. GINEVRA, 27. Nella prima metà del 2014 il numero di persone in cerca di asilo nei Paesi industrializzati è continuato a salire e quest anno si annuncia quello con più richieste in questo senso dell ultimo ventennio, con una stima di oltre settecentomila. È quanto emerge dall ultimo rapporto dell alto commissariato dell Onu per i rifugiati (Unhcr), pubblicato ieri, sulle tendenze in materia di asilo, che si basa sui dati ricevuti da 44 Governi in Europa, America settentrionale, e alcune parti della regione A s i a - Pa c i f i c o. Il rapporto afferma infatti che sono le persone che hanno chiesto asilo in questi Paesi tra l inizio di gennaio e la fine di giugno, con un aumento del 24 per cento rispetto all analogo periodo dello scorso anno. Il numero è superiore anche a quello del secondo semestre del 2013, quando le domande erano state Considerato che generalmente nel secondo semestre dell anno si assiste a un incremento nel numero di richieste, l Unhcr prevede che nel 2014 si arriverà appunto a settecentomila, un livello mai toccato dall inizio degli anni Novanta, con i conflitti nell ex Jugoslavia. «Chiaramente ci troviamo in un epoca di crescenti conflitti», ha dichiarato l alto commissario António Guterres. Il responsabile dell Unhcr ha aggiunto che il sistema umanitario globale è già in grande difficoltà e che se non si troveranno soluzioni ai conflitti nei prossimi mesi e nei prossimi anni sempre più persone avranno bisogno di rifugio e di assistenza. «Purtroppo ha detto non è chiaro se le risorse e l accesso all asilo saranno a disposizione per aiutarle». Oltre due terzi di nuove domande d asilo state presentate in Germania, Stati Uniti, Francia, Svezia, Turchia e Italia. In Europa centrale, in particolare in Ungheria e in Polonia, così come in Australia, sono invece diminuite le persone che hanno chiesto di essere riconosciute come rifugiati. Nel complesso, la Siria è stato il principale Paese di origine dei richiedenti asilo, con un aumento di più del doppio ( domande rispetto alle nello stesso periodo del 2013). Dall Iraq, dove quest anno centinaia di migliaia di persone sono state costrette alla fuga, sono venute richieste di asilo. Seguono l Afghanistan con e l Eritrea con I richiedenti asilo, in ogni caso, sono una minima percentuale dei profughi di guerra, stimati a fine 2013 a oltre 51 milioni, tra rifugiati all estero e sfollati interni. La Catalogna convo ca il referendum MADRID, 27. Nonostante la netta opposizione del Governo di Madrid, il presidente della Catalogna, Artur Mas, ha firmato oggi il decreto per convocare il 9 novembre prossimo il referendum sull indipendenza dalla Spagna. La decisione, attesa da giorni, rende ancora più aspro il braccio di ferro con l Esecutivo di Madrid, che ha già dichiarato di ricorrere alla Corte costituzionale per bloccare la consultazione popolare. L arcivescovo Mamberti in Georgia Nei giorni settembre, S.E. monsignor Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati, ha compiuto una visita ufficiale in Georgia, su invito del ministro degli Affari esteri Maia Panjikidze. Giunto all aeroporto internazionale di Tbilisi, nelle prime ore di venerdì 13 settembre, l a rc i v e s c o v o Mamberti è stato ricevuto da una delegazione del Ministero degli Affari esteri, guidata dalla Signora Nino Baratashvili, direttore del dipartimento per gli Affari europei, e dall arcivescovo Marek Solczyński, nunzio apostolico. Nella mattinata dello stesso giorno, Mamberti ha visitato l università Sulkhan-Saba Orbeliani, fondata nel 2002 a Tbilisi per iniziativa dell amministratore apostolico del Caucaso dei Latini, il vescovo Giuseppe Pasotto, e accreditata, dal 2009, presso il Ministero dell Educazione. Per l occasione, si è svolto un incontro di Mamberti con la comunità accademica, rappresentata dal corpo docente e da un folto gruppo di studenti, di varia appartenenza confessionale. Al colloquio hanno preso parte anche alcuni esponenti del ministero degli Affari esteri e del corpo diplomatico. L arcivescovo Mamberti ha tenuto una conferenza sugli obiettivi della benemerita istituzione cattolica, nel contesto dell integrazione della Georgia e del suo patrimonio cristiano nella Comunità europea, rispondendo successivamente alle domande poste da alcuni partecipanti. Nel pomeriggio del 13 settembre, il segretario per i Rapporti con gli Stati ha visitato la sede centrale di Caritas-Georgia. Le attività di questa istituzione cattolica, attualmente diretta da don Krzystof Kowal, sono particolarmente note ed apprezzate nel Paese, grazie all ampio rag- gio dei suoi programmi, sviluppati in varie regioni georgiane, a favore di diverse categorie di persone, ma principalmente dei bambini, dei diversamente abili, dei senzatetto e degli anziani. Ultimamente, è cominciato anche un programma di assistenza speciale ai rifugiati dai territori colpiti dai conflitti violenti, in particolare dalla Siria e dall Iraq. L Aja chiede l ergastolo per Karadžić L AJA, 27. Il tribunale penale internazionale per l ex Jugoslavia ha chiesto ieri la condanna all ergastolo per Radovan Karadžić, ex presidente serbo-bosniaco, accusato di genocidio durante la guerra di Bosnia ed Erzegovina ( ), in particolare per il massacro di Srebrenica. «Il carcere a vita è la sola pena adeguata», ha affermato il tribunale, a tre giorni dall avvio della requisitoria nel processo all Aja. La visita ufficiale si è svolta dal 13 al 17 settembre I rappresentanti delle comunità cattoliche dei tre Riti presenti in Georgia armeno-cattolico, latino e assiro-caldeo hanno fatto conoscere anche i propri progetti di assistenza. Mamberti ha espresso, anche a nome del Santo Padre, un vivo apprezzamento ai collaboratori della Caritas per il significativo lavoro che stanno svolgendo, e per la testimonianza cristiana offerta alla società georgiana. Il segretario per i Rapporti con gli Stati ha manifestato parole di gratitudine anche ai rappresentanti di alcune comunità religiose, attive nel settore caritativo della Georgia: le suore Missionarie della Carità, i padri camilliani e le suore camilliane, nonché le suore di Santa Nino. Mamberti nella sede della Caritas-Georgia L arcivescovo Mamberti con il presidente georgiano Giorgi Margvelashvili Domenica 14 settembre, a mezzogiorno, l arcivescovo Mamberti ha presieduto una celebrazione eucaristica nella Cattedrale dell Assunzione della Vergine Maria a Tbilisi, concelebrata dall a m m i n i s t r a t o re apostolico del Caucaso dei Latini, dal nunzio apostolico e da un gruppo di sacerdoti, ed assistita da numerosi fedeli. Nel pomeriggio dello stesso giorno, Mamberti ha visitato il centro pastorale della comunità cattolica di rito assiro-caldeo. Essa, diretta dall arciprete Benny Beth Yadegar, tra l altro, è attiva nell assistenza alle famiglie dei profughi caldei dell Iraq. Nella serata della domenica, invece, il segretario per i Rapporti con gli Stati, accompagnato da una delegazione composta dal nunzio apostolico e da alcuni rappresentanti della Chiesa cattolica in Georgia, è stato ricevuto da Sua Santità Ilia II, Catholicos-Patriarca della Chiesa Ortodossa georgiana, nella sua residenza patriarcale. Nell a c c o g l i e re Mamberti, il Catholicos-Patriarca ha ricordato la visita di Giovanni Paolo II, nel 1999, ed ha rilevato con soddisfazione che i contatti di dialogo con la Chiesa cattolica si svolgono in modo continuativo e fraterno. Mamberti, da parte sua, ha trasmes- so al capo della Chiesa ortodossa georgiana il saluto di Papa Francesco, ed ha espresso l auspicio che il rispettoso dialogo cattolico-ortodosso possa ulteriormente rafforzarsi. Durante l incontro, i momenti di colloquio sono stati intercalati da alcuni canti liturgici e dall esecuzione musicale dell Ave Maria, composta dallo stesso Catholicos-Patriarca. Nella mattinata del lunedì 15 settembre si è svolto, nella sede del Ministero degli Affari esteri, l incontro di lavoro di Mamberti con Panjikidze, titolare del Dicastero. Nella conferenza stampa al termine dell incontro, il Ministro georgiano ho ringraziato Mamberti per la significativa visita, espressione degli amichevoli rapporti bilaterali e foriera di ulteriori sviluppi. Panjikidze ha anche rinnovato la gratitudine del proprio Governo alla Santa Sede per la solidarietà con la Georgia, espressa in molteplici occasioni. Mamberti, da parte sua, si è congratulato con la sua controparte per alcuni importanti obiettivi raggiunti dalla Georgia nel corso degli ultimi anni, anche per quanto riguarda la sua integrazione europea, rilevando lo specifico ruolo che il Paese può svolgere a livello internazionale, proprio a motivo del suo ricco patrimonio di fede e di cultura. In seguito, Mamberti ha deposto una corona di fiori sulla Piazza dedicata agli Eroi caduti per l Indipendenza del Paese ed è stato ricevuto in udienze distinte dal presidente della Georgia, Giorgi Margvelashvili, dal primo ministro, Irakli Garibashvili, e dallo speaker del Parlamento, David Usupashvili. Negli incontri sono stati toccati vari temi di interesse comune, esaminando anche le nuove prospettive di collaborazione. Le più alte autorità del Paese, inoltre, hanno espresso il desiderio di ricevere una visita del Santo Padre in Georgia. La giornata si è conclusa con una visita di Mamberti alla moderna City Hall di Tbilisi e con una cena offerta dal Ministro degli Affari esteri. Martedì 16 settembre, accompagnato dalla Signora Tamar Grdzelidze, ambasciatore di Georgia presso la Santa Sede, e da Baratashvili, direttore del dipartimento per gli Affari europei del ministero georgiano degli Affari esteri, l a rc i v e s c o v o Mamberti si è recato presso la località Khurvaleti nella regione di Gori, nelle vicinanze della linea amministrativa con la regione di Tskhinvali, interessata dal conflitto armato dell agosto Successivamente, egli ha visitato alcuni tra i maggiori siti storici georgiani, in particolare il monastero Jvari e la Cattedrale monumentale Svetitskhoveli nell antica città capitale di Mtskheta. Il programma ufficiale della visita si è concluso con il pranzo, offerto da David Zalkaliani, primo vice ministro degli Affari esteri, in onore dell arcivescovo Mamberti. Nella mattinata del mercoledì 17 settembre, Mamberti ha lasciato Tbilisi per fare rientro in Vaticano. L OSSERVATORE ROMANO GIORNALE QUOTIDIANO Unicuique suum Città del Vaticano o r n e o s s ro m.v a h t t p : / / w w w. o s s e r v a t o re ro m a n o.v a POLITICO RELIGIOSO Non praevalebunt GI O VA N N I MARIA VIAN direttore responsabile Carlo Di Cicco v i c e d i re t t o re Piero Di Domenicantonio cap oredattore Gaetano Vallini segretario di redazione Servizio vaticano: Servizio internazionale: Servizio culturale: Servizio religioso: Servizio fotografico: telefono , fax w w w. p h o t o.v a Segreteria di redazione telefono , fax s e g re t e r i o s s ro m.v a Tipografia Vaticana Editrice L Osservatore Romano don Sergio Pellini S.D.B. direttore generale Tariffe di abbonamento Vaticano e Italia: semestrale 99; annuale 198 Europa: 410; $ 605 Africa, Asia, America Latina: 450; $ 665 America Nord, Oceania: 500; $ 740 Abbonamenti e diffusione (dalle 8 alle 15.30): telefono , fax , , d i f f u s i o n o s s ro m.v a Necrologie: telefono , fax Concessionaria di pubblicità Il Sole 24 Ore S.p.A. 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3 domenica 28 settembre 2014 L OSSERVATORE ROMANO pagina 3 Ancora divergenze nei negoziati sul nucleare iraniano Il leader palestinese chiede una svolta nel dialogo con Israele Discorso di Abbas all O nu Il presidente yemenita invita i ribelli a lasciare San a NEW YORK, 27. Il gruppo cinque più uno (i membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell Onu: Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Russia e Cina; più la Germania) e l Iran sono ancora lontani da un accordo definitivo sul programma nucleare di Teheran, secondo quanto ha comunicato ieri sera a New York un alto responsabile dell Amministrazione americana. «Le distanze sono significative» ha riconosciuto il responsabile, al termine di otto ore di intensi colloqui tra Teheran e il gruppo cinque più uno guidato a New York dall alto rappresentante per la Politica estera e di sicurezza comune dell Unione europea, Catherine Ashton. Il segretario di Stato americano, John Kerry, ha detto di sperare che nelle prossime settimane si possa arrivare a un accordo sul programma nucleare dell Iran. «Sarà un accordo di cui beneficerà il mondo intero», ha detto Kerry. Anche il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, ha affermato: «Ritengo che tutte le parti in causa vogliano raggiungere un accordo, abbiamo tempo fino al 24 novembre». Il capo della diplomazia del Cremlino ha però riconosciuto che «le questioni più difficili» restano ancora da risolv e re. Il ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, aveva da parte sua sottolineato come negli ultimi giorni non fossero stati compiuti passi avanti importanti nelle trattative. Nel suo intervento all Assemblea generale delle nazioni Unite, il presidente iraniano, Hassan Rohani, aveva detto che il negoziato sul nucleare deve procedere più velocemente. NEW YORK, 27. «Non si può tornare ai negoziati senza la fine dell occupazione di Israele». È un messaggio preciso quello lanciato dal presidente palestinese Mahmoud Abbas dal palco del palazzo di Vetro a New York. Di fronte all Assemblea Generale dell Onu, il leader di Al Fatah ha chiesto a Israele una svolta per riavviare il dialogo in stallo da ormai circa due anni. Il punto nodale restano gli insediamenti in Cisgiordania, che al momento secondo i palestinesi rendono impraticabile la soluzione dei due Stati. Abbas ha dunque proposto «un calendario preciso» per la fine di tutte le attività edilizie di Proteste palestinesi vicino all insediamento ebraico di Ofra in Cisgiordania (Afp) Israele «e l istituzione dello Stato palestinese». Ritornare ai negoziati del passato «è sbagliato»: occorrono soluzioni nuove. E occorre «un immediata protezione internazionale per i palestinesi, bisogna porre fine alla tragedia di questo popolo». Si deve dunque «porre fine al vergognoso blocco israeliano di Gaza». Abbas non ha mancato di sottolineare la gravità del momento nella Striscia di Gaza, alle prese con la ricostruzione dopo il conflitto di questa estate. «Non dimenticheremo e non perdoneremo, e non consentiremo che crimini di guerra sfuggano alla punizione» ha detto il leader palestinese, parlando delle operazioni militari. La guerra a Gaza ha detto Abbas è stata «una sequenza di crimini di guerra assoluti condotta davanti agli occhi e alle orecchie del mondo intero». Critiche sono giunte da Israele: il premier Benjamin Netanyahu avrebbe parlato di un discorso pieno di bugie e di istigazione, stando a quanto riferito da fonti di stampa israeliane. «Il discorso di Abbas all Onu chiarisce in maniera netta di non voler essere un partner per un accordo ragionevole» ha dichiarato Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri israeliano. SAN A, 27. Il presidente dello Yemen, Abd Rabbo Mansour Hadi, ha invitato i ribelli sciiti che hanno assunto il controllo di San a nel fine settimana a lasciare la capitale e li ha accusati di infrangere l accordo di pace mediato dalle Nazioni Unite. La richiesta di Hadi arriva dopo che l Amministrazione di Washington ha ordinato una riduzione del numero del personale diplomatico nello Yemen a causa della imprevedibile situazione legata alla sicurezza. Inoltre, una nota di avvertimento aggiornata del dipartimento di Stato americano invita i cittadini statunitensi che si trovano nello Yemen a lasciare immediatamente il Paese. I ribelli sciiti huthi, che hanno assediato San a per un mese, domenica scorsa hanno conquistato gli edifici pubblici al termine di violenti scontri alla periferia della città con gli islamisti del partito sunnita Al Islah che appoggiano le truppe governative in cui sono morte più di 270 persone. Il presidente yemenita finora non ha nominato un nuovo primo ministro, come previsto dall a c c o rd o per mettere fine ai combattimenti, mediato dall inviato speciale dell Onu, Jamal Ben Omar, e firmato dopo la conquista della capitale da parte dei ribelli. «Il modo legittimo per attuare questo accordo è riconoscere l autorità dello Stato sull intero Paese, specialmente San a», ha detto il presidente Hadi in un discorso alla Nazione. «Tutte le installazioni e le armi rubate dovrebbero essere riconsegnate» alle autorità yemenite, ha aggiunto. Lo sostiene l inviato dell Onu Bernardino León Le milizie libiche devono essere disarmate TRIPOLI, 27. Le milizie libiche «devono essere disarmate al più presto» perché si possa raggiungere una soluzione politica alla crisi nel Paese. Lo ha detto in un intervista all emittente Al Arabiya l inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia, Bernardino León. «Se fosse possibile attuare un agenda politica nelle prossime settimane, una delle priorità dovrebbe essere l avvio del disarmo Lapidata una donna in Somalia MO GADISCIO, 27. Safia Ahmed Jimale, una donna di 33 anni accusata di poliandria, è stata lapidata pubblicamente nella città meridionale somala di Barawe, una di quelle dove mantengono una forte presenza le milizie ribelli radicali islamiche di al Shabaab. Secondo quanto riferito dall agenzia di stampa britannica Reuters, il giudice di un autocostituito tribunale islamico ha dichiarato che la donna avrebbe ammesso di avere tre mariti. La Reuters aggiunge che alla lapidazione, messa in atto da miliziani di al Shabaab a volto coperto, ma anche da abitanti della città a volto scoperto, hanno assistito centinaia di persone. Contro al Shabaab è in atto una nuova offensiva delle truppe governative di Mogadiscio e di quelle dell Amisom, la missione dell Unione africana in Somalia, che due anni fa la costrinsero al ritiro da Chisimaio, seconda città e secondo porto del Paese, che avevano controllato per anni. All epoca, al Shabaab venne data per sconfitta, ma da allora ha dimostrato sia di controllare ancora diverse località meridionali, sia di aver mantenuta la propria capacità di colpire, con attacchi armati e attentati in patria come all e s t e ro. delle milizie; questa, infatti, è una delle ragioni alla base dei recenti scontri», ha osservato il diplomatico, sottolineando «la pericolosità» della presenza sul terreno di «armi pesanti». León ha ricordato che «i Paesi stranieri dovrebbero rispettare l invito dell Onu a non inviare armi in Libia». La risoluzione del Consiglio di sicurezza 2174 ha detto «è molto chiara su questo punto: deve esserci un embargo totale. Nessuna altra arma può essere lasciata entrare nel Paese». Nei giorni scorsi, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, parlando a una conferenza ministeriale sulla situazione del Paese nordafricano, ha affermato che «la Libia è in crisi profonda: il processo di transizione politica sta affrontando la sua sfida maggiore dalla rivoluzione». Il segretario Ban Ki-moon ha invitato tutte le parti in conflitto in Libia a «costruire il consenso in uno spirito di inclusività e riconciliazione». Tensioni e scontri per la campagna elettorale in Mozambico MA P U T O, 27. Forti tensioni, sfociate in qualche caso in scontri di piazza e violenze, stanno segnando la campagna elettorale in Mozambico. Ad affrontarsi sono i sostenitori del Fronte di liberazione del Mozambico (Frelimo), il partito da sempre al potere, e quelli Movimento democratico del Mozambico (Mdm), diventato negli ultimi anni la principale forza di opposizione. Scontri tra militanti delle due parti ci sono stati sia nel sud del Paese, dove è stato attaccato un convoglio del candidato dell Mdm alla presidenza, Daviz Simango, sia nella località settentrionale di Nampula. Nelle violenze non è invece coinvolta la Resistenza nazionale mozambicana (Renamo), l ex ribellione che nelle scorse settimane ha firmato con il Frelimo accordi per il ripristino della normalità, dopo essere tornata in armi due anni fa, interrompendo un ventennio di pace. Con l insediamento del nuovo presidente e la firma dell accordo sulla sicurezza L Afghanistan guarda al futuro KABUL, 27. La prossima settimana segnerà fasi importanti nella storia dell Afghanistan. Lunedì, infatti, è fissata la cerimonia di insediamento del nuovo presidente, Ashraf Ghani, e martedì lo stesso capo dello Stato apporrà la tanto attesa firma all accordo sulla sicurezza con gli Stati Uniti per il dopo L accordo si ripromette di riorganizzare la struttura e la logistica relative all ambito della sicurezza, con le forze chiamate a svolgere un ruolo fondamentale, visto che entro il 2014 è previsto il rimpatrio del contingente internazionale. L intesa comunque contempla la presenza di un contingente militare statunitense anche dopo il 2014, composto da circa tredicimila unità, che avrà compiti di assistenza e formazione delle forze di sicurezza afghane. Tale accordo era stato fonte di accese dispute tra l ex presidente afghano, Hamid Karzai, e l Amministrazione Obama, che voleva che la firma avesse luogo in tempi celeri. Invece l ex capo dello Stato afghano ha preferito tergiversare, sollevando le critiche non solo da parte di Washington, ma anche all interno delle mura domestiche. La stessa Loya Jirga (grande assemblea) si era detta favorevole all immediata firma dell accordo sulla sicurezza, nell interesse stesso del Paese, che continua a essere segnato dalle sanguinose violenze scatenate dai talebani. L intransigenza di Karzai, osservano gli analisti, ha finito per rendere ancor più ampio il divario con gli Stati Uniti e per isolare ancor più Kabul dalle complesse dinamiche regionali. Ora con l imminente firma dell accordo (Ghani, come pure il rivale Abdullah, aveva già detto in campagna elettorale che avrebbe siglato l intesa) le autorità di Kabul contano di rilanciare il ruolo del Paese sulla scena internazionale. E ciò nella consapevolezza del peso che l Afghanistan ha anzitutto nell ambito della politica regionale. Non a caso, dopo la nomina di Ghani a capo dello Stato e di Abdullah a primo ministro (figura questa che finora non era contemplata dalla Costituzione) sia il Pakistan che l India hanno espresso la volontà di rilanciare i rapporti con Kabul. L era del L Oms annuncia oltre diecimila dosi di un medicinale prodotto da una società britannica e una statunitense Farmaci sperimentali contro l ebola all inizio del 2015 GINEVRA, 27. Oltre diecimila dosi di un farmaco sperimentale contro l ebola, da tempo allo studio, saranno disponibili all inizio dell anno prossimo, secondo quanto annunciato ieri dall Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Si tratta di un medicinale sviluppato congiuntamente dall azienda farmaceutica britannica Glaxo Smith Kline (Gsk) e da quella statunitense New Link Genetics. «Gsk dovrebbe avere diecimila dosi disponibili all inizio dell anno prossimo» ha detto in una conferenza stampa Marie-Paule Kieny, vicedirettore generale dell Oms. Anche New Link Genetics, che già ha fatto dono all Oms di circa un migliaio di dosi del farmaco, dovrebbe disporre di qualche migliaio di dosi in più nei prossimi mesi. Nel frattempo, si moltiplicano gli interventi internazionali per contrastate l epidemia. Ieri sono arrivati in Africa occidentale i duecentocinquanta operatori della missione decisa dal segretario generale dell Onu, Ban Kimoon. La missione ha posto la base ad Accra, la capitale del Ghana. Sempre ieri, il Governo di Cuba ha annunciato un rafforzamento del contingente di medici e operatori sanitari da inviare in Africa occidentale. Oltre ai 165 medici e infermieri, già previsti, da inviare in Sierra Leone ai primi di ottobre, un nuovo gruppo di 296 medici e operatori sarà spedito in Liberia e in Guinea. Una prima risposta alla richiesta di Ban Ki-moon di non chiudere le frontiere con i Paesi colpiti dal virus, intanto, è venuta dalla Costa d Avorio, il cui presidente Alassane Dramane Ouattara ha annunciato che saranno di nuovo autorizzati i voli vietati a metà agosto. Operazione di decontaminazione nella capitale liberiana Monrovia (Afp) dopo Karzai non era certo cominciata bene, con la denuncia di brogli da parte dei due candidati in occasione delle presidenziali: denunce che, fra tensioni e polemiche, hanno causato gravi ritardi nel processo elettorale. Alla vigilia dell insediamento, Ghani ha promesso un rilancio del Paese sia in politica interna che internazionale, promettendo, in stretta collaborazione con Abdullah, la formazione di un Governo di unità nazionale: sicuramente un passo importante per realizzare il promesso rilancio. Sotto pressione il premier pakistano ISLAMABAD, 27. La Corte suprema pakistana ha ammesso ieri l esame di un ricorso presentato da un partito dell opposizione che chiede di esonerare dall incarico il primo ministro Nawaz Sharif per «false dichiarazioni». La petizione è stata presentata dal Pakistan Tehreek-i-Insaf, il partito dell ex campione di cricket Imran Khan, che da oltre un mese sta protestando a Islamabad contro presunti brogli avvenuti nelle elezioni legislative svoltesi nel maggio del Nel ricorso, riferiscono le agenzie di stampa internazionali, si chiede che Sharif venga esonerato in quanto «avrebbe mentito» al Parlamento quando ha dichiarato che non aveva chiesto al capo di Stato maggiore, il generale Raheel Sharif, di intervenire per sbloccare la crisi politica. La Corte suprema esaminerà la questione lunedì prossimo. Da tempo il primo ministro, per sgombrare il campo da ogni dubbio, ha detto di essere pronto ad aprire un inchiesta indipendente che faccia luce sui presunti brogli che gli vengono contestati. Nello stesso tempo Sharif ha chiesto all opposizione di evitare che le reiterate proteste finiscano per indebolire sul piano politico un Paese sempre alle prese con le violenze talebane.

4 pagina 4 L OSSERVATORE ROMANO domenica 28 settembre 2014 Con la demolizione della spina di Borgo nel 1937 l edificio fu abbattuto e ricostruito nella sua attuale collocazione a cura della Santa Sede Il restauro del palazzo dei Convertendi a Roma Un monito a non dimenticare di MARIA MARI epaola L BRUNORI ungo via della Conciliazione il 29 settembre verrà svelato dopo un restauro che ha richiesto circa un anno di lavoro il fronte del palazzo dei Convertendi, mostrando la bellezza di un nuovo volto che ripercorre e ripropone una storia plurisecolare. L edificio, che gode del beneficio di extraterritorialità, fa parte del Patrimonio della Sede Apostolica, di competenza del nuovo Dicastero della Segreteria per l economia. Nel linguaggio quotidiano il termine b ellezza appare parola abusata e, di conseguenza, destituita di mordente e di presa, quasi che il suo significato si sia diluito e banalizzato in usi impropri: la parola, quasi fosse decaduta, nel parlare corrente viene sostituita da locuzioni spesso diminutive rispetto al senso semplice e primigenio di questo termine. La parola bellezza, invece, riprende potentemente senso e misura quando si reincarna in Le origini di questa istituzione risalgono all anno santo del 1600 e al tentativo di realizzare un opera assistenziale per coloro che intendessero abbracciare il cattolicesimo si felici, si ha la possibilità di parteciparvi in prima persona. Si tratta certamente di una potenzialità, ma al contempo comporta spirito di servizio, dedizione, studio, conoscenza tecnica, perché i risultati in questo campo spesso richiedono prove e tentativi. In particolare il restauro architettonico nella sua accezione di servizio al patrimonio comune costruito e all ambiente, quando è guidato nelle scelte progettuali da rigore scientifico, permette di prendersi cura della terra in cui viviamo, di operare in concreto sul mondo, restituendo senso e leggibilità a edifici e contesti urbani. Il risultato fa sì che quanto si è fatto non si comporti come un frammento incongruo di un habitat casuale, ma immette la fabbrica e il suo contesto in un ordinato fluire della storia. A questi risultati corrisponde di solito un soffermarsi del nostro sguardo, quasi un riconoscimento di qualcosa che prima non c era, ma che oggi si sente come appropriato al luogo e al momento storico. Il palazzo dei Convertendi ha una storia plurisecolare ed estremamente complessa: l antico edificio sorgeva in quel complesso di edifici che costituivano la spina di Borgo: una serie di isolati compresi fra Borgo Vecchio e Borgo Nuovo, sviluppati fra la piazza antistante la Basilica di San Pietro e piazza Adriana, di fronte a Castel Sant Angelo e al Sopra: Piazza San Pietro e la prima parte della spina di Borgo prima delle demolizioni A destra: fasi finali delle demolizioni nel 1937 con la rimozione delle macerie qualcosa che improvvisamente ci si materializza di fronte, colpendoci per l appropriatezza, la misura, la giustezza di ciò che ci p re s e n t a. In questo senso il lavoro di chi ha la possibilità di essere quotidianamente in contatto con il patrimonio artistico e di operare su monumenti e beni connotati da una grande valenza storica è decisamente privilegiato: capita spesso di assistere a questa presa di senso concreto e, in alcuni caponte Elio che, a partire dall antichità romana, ha costituito la via di accesso privilegiata a questa porzione della città dal centro di Roma. Fra gli edifici che verranno rifusi a costituire il palazzo, la storiografia ha dato particolare rilievo al palazzo che Bramante progettò e realizzò in forme classiche per la famiglia Caprini, indissolubilmente legato alla figura di Raffaello, che ne fece la propria dimora e il proprio studio fino alla morte. Vasari ci racconta che, nella grande stanza che fungeva da studio, venne esposto il corpo dell artista ai piedi della grande tavola della Tra s f i g u ra z i o n e, appena conclusa e che il contrasto fra Raffaello morto e la vivezza delle immagini rappresentate «faceva scoppiare l anima di dolore a ogni uno che quivi guardava». Nel corso del XVI secolo le fabbriche furono oggetto di complessi passaggi di proprietà, finché, nel 1576, venne in possesso del cardinale Giovanni Francesco Commendone, che, ampliando e dando assetto organico a quanto intrapreso dai precedenti proprietari, lo riplasmò in forma compiuta di palazzo, probabilmente avvalendosi dell opera dell a rc h i - tetto Annibale Lippi. L immagine del nuovo edificio ci è trasmessa con forza da un affresco di Antonio Tempesta e Matthijs Bril facente parte del ciclo pittorico realizzato per Gregorio XIII al terzo piano della Loggia dell ala nord del palazzo Aposto- L antico palazzo dei Convertendi nel 1580 fa da sfondo al passaggio della processione per la traslazione delle spoglie di san Gregorio Nazianzeno a San Pietro in un dettaglio del ciclo pittorico realizzato da Antonio Tempesta e Matthijs Bril lico Vaticano: in dieci quadri viene rappresentata la processione che ebbe luogo l 11 giugno 1580 per la traslazione delle reliquie di san Gregorio Nazianzeno da Santa Maria in Campo Marzio fino a San Pietro in Vaticano, cui fanno da sfondo i panorami urbani rappresentati con notevole precisione, a sottolineare il valore simbolico dell evento, quasi una presa di possesso della città da parte del Pontefice. Nel corso del secolo successivo il palazzo continuò a ospitare personalità illustri, passando dapprima a Camilla Peretti, sorella di Sisto V, quindi al cardinale Agostino Spinola, fino all acquisto, nel 1676, da parte del cardinale Girolamo Gastaldi che, alla sua morte, lo lasciò all O spizio dei Convertendi. Le origini di questa istituzione risalgono all Anno Santo del 1600 e al tentativo del sacerdote oratoriano Giovanni Giovenale Ancina di istituire un opera assistenziale per coloro che, da altre confessioni, intendessero abbracciare il cattolicesimo. Il progetto non ebbe particolare sviluppo fino a che, circa settant anni più tardi, padre Mariano Sozzini non fondò un istituzione dedicata ad aiutare i convertiti stranieri che si ritrovavano in Roma in stato di necessità e indigenza, spesso proprio a causa della loro scelta religiosa che li isolava dal contesto sociale e familiare da cui provenivano. Dopo essere stato alloggiato in diverse sedi, l Ospizio venne insediato nel palazzo a partire dal 1715 e lì rimase per i successivi due secoli, fino al 1917, quando l edificio venne assegnato a sede della Congregazione per la Chiesa orientale, istituita il primo maggio di quell anno da Papa Benedetto X V. Nel corso dei secoli e ancora negli anni successivi alla nuova destinazione, il palazzo venne adattato internamente La mappa sotto esame alle mutate esigenze, mantenendo però i caratteri stilistici dei fronti che aveva a partire dalla fine del XVI secolo. Le vicende urbanistiche che, a partire dagli anni Trenta del Novecento, cambiarono radicalmente l assetto urbano di quest a re a sono note: all indomani del Concordato e del Trattato che, nel 1929, sancirono i Patti Lateranensi con lo Stato Italiano e il riconoscimento del nuovo Stato della Città del Vaticano, si riaprì il dibattito plurisecolare sulla necessità di dare un accesso monumentale a San Pietro. Quanto nei secoli precedenti aveva dato origine a progetti monumentali e astratti, in meno di un decennio si concretizza e, nel 1937, si iniziano e concludono frettolosamente le demolizioni di un tessuto urbano millenario, aprendo l asse viario cui sarà dato il nome di via della Conciliazione. In questo frangente storico assume particolare rilevanza proprio il palazzo dei Convertendi: le cui vicende storiche avevano determinato uno status giuridico privilegiato, tanto da farlo considerare una dipendenza del Palazzo Apostolico e da assicurargli il privilegio di extraterritorialità an- che nel trattato del Gli accordi fra la Santa Sede e il Governatorato di Roma, preceduti e accompagnati da un intenso lavorio diplomatico, determinarono che, a differenza dell edilizia contermine, espropriata e abbattuta a cura del Comune di Roma, l edificio venisse demolito e ricostruito nella sua attuale collocazione proprio a cura della Santa Sede. Il progetto e la realizzazione videro in prima linea gli ingegneri Giuseppe Momo e Leone Castelli che, a partire dal 1929, avevano collaborato per costruire la nuova capitale di Stato di Pio XI. Al loro fianco lavorarono Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli, architetti incaricati dal Governatorato di Roma di progettare e realizzare la nuova via monumentale e numerosi edifici delle quinte laterali. Il progetto del nuovo palazzo ricordava, nelle linee stilistiche generali, l antico edificio, ma lo riformulava in una prospettiva più monumentale, adeguandolo alla nuova collocazione. Il nuovo palazzo prospettante su via della Conciliazione reinterpretava la memoria dell antico, adeguandola a nuove esigenze di rappresentanza e a un gusto più monumentale; la testimonianza materiale di quanto perduto era affidata a lacerti delle architetture preesistenti, salvati nella concitazione della demolizione, quali i conci del portale e della soprastante loggia, incastonati al centro del nuovo prospetto su via della Conciliazione. Il restauro attuale garantito dalla guida di tutti i superiori degli enti sotto cui ricade il palazzo, i quali hanno fatto sì che le diverse componenti tecniche lavorassero in maniera concorde ed efficace ha offerto l o ccasione per ripercorrere e ricostruire con rigore storico le vicende del palazzo e per offrire alla conoscenza in un volume di prossima pubblicazione una serie di contributi su questi temi. Tuttavia in questo caso, così come usuale nel restauro filologicamente corretto, la ricerca storica non si è limitata a tratteggiare le vicende pregresse del monumento: essa si è fatta guida e strumento operativo per restituire un immagine dei fronti corretta e rispettosa di una storia plurisecolare e stratificata. Condividendo un osservazione dell architetto Carlo Valentini, solitamente dopo qualche mese i teli dei ponteggi intorno a un edificio tendono a cancellare dal nostro ricordo l immagine consueta di un fondale della nostra quotidianità e a sostituirla poi, senza che quasi ce se ne accorga, con la nuova vista del fronte svelato. In questo caso, non sembra possibile questa indifferenza: l intervento sul palazzo dei Convertendi ci riporta con forza alla storia e ci trasmette la memoria di una vicenda complessa e importante, un monito a non dim e n t i c a re. Ipotesi del «Daily Mail» L America scoperta da Marco Polo? La notizia è stata rilanciata dal «Daily Mail» e ha fatto subito il giro del mondo: un antica mappa potrebbe riscrivere i libri di storia. Si tratta di un documento relativo a Marco Polo, e secondo il testo l esploratore italiano sarebbe stato il primo europeo a scoprire l'america, duecento anni prima di Colombo. La mappa, disegnata su pelle di pecora, mostra quello che sembra essere lo Stretto di Bering, l Alaska, le isole Aleutine e la costa occidentale del Nord America. La cartina proviene da una serie di quattordici documenti che sono stati appena studiati a Ricordo di Jean-Pierre Callu I n t re c c i a v a i fili della storia di GIUSEPPE ZECCHINI Un mese fa, il 29 agosto, è morto Jean- Pierre Callu, cavaliere della Legion d Onore, membro dell Académie des Inscriptions et Belles Lettres, professore emerito di latino alla Sorbona, nonché e soprattutto uno dei più illustri esponenti dell umanesimo cristiano in terra di Francia. Nato a Parigi nel 1929, aveva esordito negli anni Sessanta del secolo scorso come numismatico e storico dell economia, studiando gli sforzi degli imperatori fra III e IV secolo dell era cristiana per giungere a una moneta unica per tutto l impero e aveva poi analizzato, negli anni Ottanta, il problema dell inflazione nella tarda antichità: se si considera che in quegli anni moneta unica e inflazione erano al centro del dibattito nelle istituzioni comunitarie, che l euro pareva un sogno utopistico e l inflazione un mostro difficile da debellare, ci si rende conto della straordinaria sensibilità con cui Callu coniugava la ricerca erudita all appassionata partecipazione alle vicende dell Europa contemporanea. Tra gli anni Ottanta e Novanta lo storico dell economia si evolve in storico della cultura, editore dell epistolario di Simmaco, studioso dell Historia Au g u s t a e della sua fortuna nel medioevo e nell umanesimo sino a Petrarca, infine editore di un altro celebre epistolario, quello di Gerberto d Aurillac (Papa Silvestro II), e dei testi relativi al mito di Alessandro fra tarda antichità e medioevo per la Biblioteca della Pléiade. Ricostruire i percorsi che connettevano l umanesimo medievale e rinascimentale all eredità dell antico come rimedio e reazione alla drammatica frattura causata dalla caduta dell impero romano era avvertito da Callu come un u rg e n z a inderogabile e come il primo dovere di uno studioso della latinità; si trattava di riaffermare tenacemente che un filo ininterrotto lega insieme la storia dei popoli europei, che si può essere ancora romani dopo l impero (traduco il titolo di un suo celebre saggio) solo per via culturale grazie alla consapevolezza di un patrimonio comune di libri e di idee; allora anche noi non possiamo essere europei prima dell Europa, se non condividiamo la medesima consapevolezza che ebbero gli uomini dell Umanesimo nei confronti dei loro predecessori antichi e per cui era necessario continuare e ravvivare il rapporto, peraltro mai del tutto spezzato, con Roma tardoantica, dove avevano convissuto le due componenti essenziali della nostra civiltà, quella classica e quella cristiana. Non posso esimermi da un ricordo personale: Callu era tanto colto e raffinato quanto timido nel rivelare i suoi sentimenti personali, però una decina d anni fa mi fece compiere un insolito giro turistico di Parigi attraverso i luoghi nascosti e le lapidi, che ricordavano i massacri di preti, suore e semplici cristiani durante gli a u re i anni della rivoluzione; me le indicava senza commentare e passava oltre, fino alla tappa successiva, ma il suo silenzio era eloquente. fondo per la prima volta. L e s p l o r a t o re avrebbe attraversato lo stretto di Bering; secondo i documenti, questa nuova terra venne battezzata Penisola delle Foche. I documenti custoditi dal 1930 nella Library of Congress di Washington descrivono anche un grande ghiacciaio che scendeva verso il mare. Anche se affascinante, questa nuova versione della storia ha diversi punti deboli: l'esploratore italiano non ha mai menzionato il suo viaggio in questa nuova terra, ma soprattutto l'origine e l autenticità dei documenti rimangono dubbie.

5 domenica 28 settembre 2014 L OSSERVATORE ROMANO pagina 5 Una lucida e originale analisi storica e una rilettura alla luce della fede degli abissi di tenebra che tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 investirono i villaggi e le parrocchie tra il Setta e il Reno Settant anni fa la strage di Monte Sole Antidoti alla barbarie La memoria secondo Giuseppe Dossetti di «I FERDINAND O CANCELLI l silenzio, più della parola, rimane la sostanza e il segno di ciò che fu il loro universo e, come la parola, il silenzio si impone e chiede di essere trasmesso» scrive Elie Wiesel alla fine della sua opera Al sorger delle stelle. «Non restare in silenzio, mio Dio» è il titolo dell intro duzione che don Giuseppe Dossetti scrisse per il libro di Luciano Gherardi Le querce di Monte Sole pubblicato nel A settant anni dalla strage di Monte Sole, avvenuta ad opera di reparti delle SS tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944, le pagine di Dossetti offrono una lucida e originale vita», fonti da prosciugare per lasciare spazio a generazioni più perfette. «Ma perché sino a questo punto?» si chiede Dossetti. La risposta non può essere trovata solamente in ragioni politiche, sociali od economiche. Una tale negazione radicaanalisi storica di quei tragici avvenimenti e ne propongono una rilettura alla luce della fede che, sola, può illuminare gli abissi di tenebra che in quei giorni investirono i villaggi e le parrocchie tra il Setta e il Reno. «Soggetto di questa storia scrive Gherardi è la comunità nel suo insieme: la gente umile e inerme, che trema come una foglia ma reagisce in modo splendido». «Le vittime di Monte Sole continua Dossetti sono state intere comunità unite precipuamente dal vincolo religioso che le qualifi- cava (...). A Casaglia la strage è compiuta prelevando la gente dalla chiesa dopo la preghiera eucaristica presieduta dal sacerdote Ubaldo Marchioni a sua volta sacrificato ai piedi dell altare. A Cerpiano le vittime sono state riunite e massacrate nell oratorio dell asilo dedicato all Angelo custode il 29 settembre, festa di san Michele. A Salvaro e a Malfolle un teste ricorderà, nei giorni precedenti, «chiesate piene di gente». La storia di intere comunità, di un mondo semplice, contadino, di «un piccolo mondo antico» e quella dei singoli individui si tinge del rosso del martirio che avviene in molti casi «in singolare collegamento con l Eucaristia». Don Fornasini con i parrocchiani in pellegrinaggio Alcuni di loro resteranno vittime dell eccidio camente solenne operazione magica o meglio idolatrica di molte delle loro stragi», compresa quella di Monte Sole nella quale non è difficile ritrovare elementi che rimandano al rituale e al sacrificio, «certamente continua il sacerdote genovese nelle intenzioni degli autori e anche in una certa consapevolezza delle vittime». Bambini, anche di pochi giorni, e donne sono stati tra le vittime più numerose a Monte Sole, come se «un impulso trascinante» si rivolgesse contro le «fonti della Tra gli altri sacerdoti o religiosi caduti vi furono don Ubaldo Marchioni, don Giovanni Fornasini, padre Martino Capelli, don Elia Comini e suor Ciclamino, Maria Fiori, che «venuta da Bologna in famiglia desiderò rimanervi quanto occorreva per ultimare la preparazione dei bambini di San Giovanni di Sotto alla prima Comunione prevista per il 3 settembre». Le SS, ricorda Dossetti rifacendosi a Leone Poliakov, «ricevevano una formazione dottrinaria di una consequenzialità allucinante, avevano un loro linguaggio, una loro mistica e un loro rituale solenne e meticoloso da cerimonia demoniaca (...) e tutto ciò contribuiva ancor più a caratterizzare l aspetto di grande e bie- le dell umanità di chi è visto come diverso e che porta a «disconoscere metafisicamente la persona immagine di Dio» è possibile non solo se si è negato Dio ma se si è affermato l idolo. Le stragi naziste, chiarisce nel suo scritto il sacerdote, sono l apice di quella «prostituzione idolatrica» che è «per sé inevitabilmente sempre sanguinaria» e che è ripetutamente descritta nella Scrittura: nel libro dell Esodo, del Deuteronomio, nei Salmi, in Isaia, Geremia ed Ezechiele, nel libro della Sapienza. In singolare sintonia con il giudizio di Dossetti e con la sua lettura metafi- La chiesa di Santa Maria Assunta a Casaglia prima delle devastazioni e, sopra, una pisside schiacciata rinvenuta fra le macerie sica della logica nazista stanno le parole che alcuni mesi prima degli eventi di Monte Sole alcuni ragazzi tedeschi affidavano a pochi volantini spediti per posta o lanciati dalle balaustre dell università di Monaco di Baviera. Hans e Sophie Scholl e gli Protagonista è un intera comunità Gente umile e inerme che trema come una foglia ma reagisce in modo splendido altri componenti della Rosa Bianca hanno sempre interpretato il regime hitleriano come regime demoniaco e hanno pagato per questo con la vita. Che cosa deve fare il cristiano alla luce di eventi come quello di Monte Sole? La proposta di don Dossetti è chiara e si articola in tre movimenti. «La prima cosa da fare, in modo molto risoluto, sistematico, profondo e vasto, è l impegno per una lucida coscienza storica e perciò ricordare: rendere testimonianza in modo corretto degli eventi. (...) Corona di tutto questo ricordare deve essere la memoria espressa, non occasionale ma costante, nella preghiera individuale e comunitaria», una sorta di «memoria della Chiesa». In terzo luogo «occorre proporsi di conservare una coscienza non solo lucida ma vigile, capace di opporsi a ogni inizio di sistema di male, finché ci sia tempo», purificando anche la Chiesa da «ogni infiltrazione emotiva e da ogni elemento spurio che non attenga al nucleo essenziale della fede e che possa favorire anche solo in maniera indiretta ritorni materialistici o idealistici». Ricordo, preghiera, vigilanza, purificazione: don Giuseppe, al termine della sua riflessione, consegna alla Parola e all Eucaristia la custodia di questi antidoti alla barbarie e lo fa sottolineando l importanza di raccogliere «il pensare e l agire per la pace in nome di Cristo» in quella che lui ha sempre considerato la «quarta dimensione di tutto»: il silenzio, «molto silenzio al posto dell assordante fragore che ora impera», quel silenzio che, «come la parola (...), s impone e chiede di essere trasmesso». di MARIO AGNES emichele ZAPPELLA Linee di un pontificato Pubblichiamo uno stralcio del primo capitolo di Giovanni Paolo II: linee di un pontificato, lavoro in due volumi scritto da Mario Agnes, direttore emerito del nostro giornale, e da Michele Zappella con introduzione dell arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe (Marigliano, Libreria editrice Redenzione, 2014, pagine XXVIII+1299, euro 60). zio petrino, quale sia la finalità ultima della sua azione pastorale, quale sia la direttrice di fondo che guida la sua missione ecclesiale, quale sia il senso globale del suo pontificato. Tutto questo si esprime sinteticamente nel viaggio. Il viaggio, lungo le vie del mondo, assume una portata che va al di là della semplice fruizione di uno strumento di evangelizzazione, per quanto di primaria importanza in un epoca in cui la mobilità delle persone, grazie al progresso dei mezzi di trasporto, ha raggiunto le dimensioni di un fenomeno di massa. Il viaggio di Giovanni Paolo II si identifica con la missione universale della Chiesa contemporanea, ne rappresenta una struttura portante, ne decide le possibilità realizzatrici, ne sprigiona le potenzialità umanizzanti, ne costituisce una forma basilare che la riveste e la riflette. Il viaggio è evangelizzazione, il Giovanni Paolo II e l evangelizzazione Quel dialogo chiamato viaggio «Il Signore, padrone della storia e dei nostri desideri, ha stabilito che il mio pontificato fosse quello di un Papa pellegrino dell evangelizzazione, per percorrere le vie del mondo portando in ogni luogo il messaggio di salvezza»: con queste parole, pronunciate nell aeroporto di città del Messico il sei maggio 1990, Giovanni Paolo II rivela quale sia l ispirazione che anima il suo serviviaggio è messaggio di salvezza, il viaggio è dialogo con gli uomini di ogni Paese e di ogni nazione, il viaggio è risposta concreta alla vocazione cattolica della Chiesa. Il viaggio è pellegrinaggio. Giovanni Paolo II nei suoi viaggi si presenta come pellegrino, «vengo a voi come un pellegrino». È qui la novità storica nell intendere e nell interpretare il ministero del successore di Pietro. Da un Papa, che non solo «sta» nella sua sede, ad un Papa che «va» in ogni angolo della terra. Da un Papa, che non solo attende e accoglie le genti, ad un Papa atteso e accolto dalle genti. Più che di un cambiamento formale si tratta di un cambiamento, in ultima analisi, di sostanza. Il viaggio-pellegrinaggio del Papa attua, al massimo grado, l universalità missionaria della Chiesa. Si riallaccia, nella risoluzione di Giovanni Paolo II, al «misterioso itinerario di fede e di amore, che condusse Pietro e Paolo dalla loro terra natale a Gerusalemme, poi in altre parti del mondo e infine a Roma». L a n d a re del Papa dei tempi moderni si ricongiunge, così, all andare degli Apostoli che sospinse l espansione cattolica della Chiesa dei primi tempi. E ora, come allora, a monte del viaggio apostolico si evidenzia una volontà trascendente. Allora, l angelo del Signore sciolse Pietro dalle catene, che lo avvincevano nella prigione, e gli impose di seguirlo: «Con questo intervento straordinario Dio venne in aiuto al suo apostolo perché egli potesse proseguire nella sua missione. Missione non facile, che comportava un itinerario complesso, e faticoso». Ora, è ancora il Signore, padrone della storia e dei nostri desideri, a stabilire che il pontificato del successore di Pietro sia quello di «un Papa pellegrino». Il viaggio di un Papa pellegrino, «Vicario di Cristo e capo visibile di tutta la Chiesa» (Lumen gentium, n. 18), «pietra e clavigero della Chiesa» (Lumen gentium, n. 22), è il viaggio della Chiesa nella sua ineliminabile tensione universalistica, è il viaggio della Chiesa che «cammina insieme con tutta l umanità e sperimenta insieme col mondo la medesima sorte terrena, ed è come il fermento e quasi l anima della società umana» (Gaudium et spes, n. 40), è il viaggio della Chiesa pellegrina nel tempo e nella storia verso la fine del tempo e della storia. Quest ultimo significato escatologico, messo in risalto dal capitolo VII della Lumen gentium, allarga l orizzonte in cui situare il viaggio del Papa pellegrino. La Chiesa è una realtà più ampia della Chiesa dei viatori, essa comprende pure i suoi fedeli, passati da questa vita, che si stanno purificando e quelli che godono della visione di Dio. La consapevolezza, illuminata dalla fede, che già una parte della Chiesa è approdata Ad Angelo Scelzo il premio Capri San Michele Nel pomeriggio di sabato 27 settembre, nell auditorium comunale di Anacapri, il vicedirettore della Sala stampa della Santa Sede, Angelo Scelzo, riceve il Premio Speciale della trentunesima edizione del Premio Capri San Michele per il libro Penna di Pietro. Storia e cronaca della comunicazione vaticana dal Concilio a Papa Francesco (Città del Vaticano, Libreria Editrice Vaticana, 2014, pagine 640, euro 16). all eternità della beatitudine e che, in comunione con essa, la Chiesa peregrinante sulla terra è «germe e inizio del Regno di Cristo e di Dio» (Lumen gentium, n. 5), fortifica la speranza della restaurazione di tutte le cose nel Regno perfetto, in cui Cristo, venturo nella gloria e giudice universale, introdurrà i giusti risorti. Tale prospettiva ultraterrena e metastorica accentua, oltre misura, il dinamismo operoso e missionario di una Chiesa pellegrina che anela alla sua pienezza cattolica. E di questo dinamismo, il Papa pellegrino si fa testimone privilegiato e primo attore. Nell ottica del pellegrinaggio di tutta la Chiesa nel mondo, di cui è testimone e attore, si comprende meglio l insistenza con cui Giovanni Paolo II fa riferimento, nei suoi viaggi, al suo ufficio di servitore di Gesù Cristo («Vengo a voi come servitore di Gesù Cristo, come araldo del suo Vangelo di giustizia e di amore»), di successore dell Apostolo Pietro («Visitare Chiese e nazioni lontane rientra nel mio servizio di Successore dell Apostolo Pietro, incaricato da Cristo di custodire e promuovere l unità dell intero popolo di Dio»), di Pastore della Chiesa cattolica, di Vescovo di Roma, sede dell Apostolo Pietro e centro della cattolicità. Giovanni Paolo II ama illustrare le finalità dei suoi viaggi al di fuori dell Italia, in particolare, nei Discorsi negli aeroporti di partenza e di arrivo. Per questo motivo, essi risultano poco conven- zionali e si propongono come fonti preziose per individuare le molteplici e, sovente, complesse ragioni che sollecitano il viaggio. Le finalità dei viaggi indirizzano la loro dimensione sia religiosa che umana («Il mio obiettivo nel venire qui ha una dimensione sia religiosa sia umana») in una direzione decisamente universalistica. Prima di tutto, come già si è avuto modo di sottolineare, l universalità della Chiesa è rappresentata dalla persona del suo capo visibile: «Attraverso la mia presenza, la Chiesa universale intende Papa Wojtyła all interno di una tenda nel villaggio di Santa Maria a Huronia, in Canada (15 settembre 1984) salutare». Quindi, già la presenza del Papa manifesta l universalità come dimensione globale, entro cui le particolarità ecclesiali, ma anche quelle nazionali e sociali, rinvengono il proprio, specifico significato di parti di un tutto, non separate l una dall altra, non isolate in se stesse, tanto meno in conflitto l una contro l altra, bensì organicamente strutturate, l una insieme all altra, in un tutto, in cui la molteplicità converge nell unità, segno e garanzia di conciliazione, di pace, di sviluppo. L universalità si configura come valore supremo.

6 pagina 6 L OSSERVATORE ROMANO domenica 28 settembre 2014 ROMA, 27. Da tutto il mondo le Conferenze episcopali e le diocesi stanno rispondendo con entusiasmo e partecipazione all invito di Papa Francesco di pregare, domenica 28 settembre, per la terza Assemblea generale straordinaria del sinodo dei vescovi, che si svolgerà dal 5 al 19 ottobre in Vaticano sul tema: «Le sfide pastorali della famiglia nel contesto dell evangelizzazione». Il presidente della Conferenza episcopale degli Stati Uniti e arcivescovo di Louisville, monsignor Joseph Edward Kurtz, ha invitato i presuli americani ad aderire alla giornata di preghiera. «Il sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia si legge in una nota dell a rc i - vescovo di Louisville è un momento importante per la Chiesa e per le famiglie. Pertanto, mi rallegro di cuore con tutti coloro che parteciperanno a questa giornata per pregare per i padri sinodali. Poiché la Chiesa cattolica si rivolge con particolare attenzione alla famiglia, possa il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia essere una fonte di speranza e di guarigione per tutti». In occasione della Giornata universale di preghiera le diocesi, le parrocchie, le comunità religiose, le famiglie e tutti i fedeli cattolici degli Stati Uniti sono invitati a pregare per il sinodo. Le proposte di preghiera comprendono una preghiera alla Santa Famiglia composta da Papa Francesco e preghiere di intercessione che possono essere utilizzati dai fedeli durante la messa. Altre impostazioni liturgiche, e preghiere personali o in famiglia sono disponibili sul sito della Conferenza episcopale degli Stati Uniti. Inoltre, le famiglie e tutti i cattolici sono incoraggiati a recitare il rosario durante ogni giorno di svolgimento del sinodo. L a rc i v e s c o v o Kurtz sarà presente all assemblea sinodale insieme alla delegazione statunitense composta dall a rc i v e s c o v o di New York, cardinale Timothy Michael Dolan, dall arcivescovo di Washington, cardinale Donald William Wuerl, e dall arcivescovo metropolita di Pittsburgh dei Bizantini, monsignor William Charles Skurla, presidente del Consiglio della Chiesa Rutena. Domenica 28 su invito di Papa Francesco Tutto il mondo in preghiera per il sinodo L invito di Francesco, dunque, è rimbalzato sui tanti siti che in questi giorni pubblicano la preghiera del Papa. È il caso dell arcidiocesi della Madre di Dio a Mosca, che ha pubblicato la preghiera in russo, della Chiesa cattolica in Danimarca, della diocesi di Stoccolma che copre tutto il territorio svedese, della diocesi norvegese, della piccola arcidiocesi del Lussemburgo e della diocesi del Principato di Monaco. L invito fatto in neerlandese sul sito della Conferenza episcopale dei Paesi Bassi, è stato rilanciato anche sui siti delle singole diocesi. La rete di preghiera passerà anche attraverso la Germania come annuncia il sito della Conferenza episcopale l Austria e la Gran Bretagna, secondo quanto scritto sul sito dei vescovi d Inghilterra e Galles, che ospita anche la registrazione di un dialogo sul sinodo avvenuto il 23 settembre scorso tra un gruppo di giornalisti e il cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster il quale, come presidente dei vescovi inglesi, parteciperà al sino do. Intanto, dal 22 al 27 settembre 2015 si svolgerà a Philadelphia, (in Pennsylvania), l ottavo I n c o n t ro mondiale delle famiglie, sul tema: «L amore è la nostra missione: la famiglia pienamente viva». di GI O VA N N I ZAVAT TA Contemplare, uscire, fare scuola: alle parole consegnate dal Papa al movimento, i Focolari aggiungono un concetto-chiave, «fedeltà creativa», riassunto, sintesi dei lavori conclusivi dell assemblea generale a Castel Gandolfo. Fedeltà al dono trasmesso dalla fondatrice, Chiara Lubich, ma creativa perché il carisma dell unità va attualizzato, incarnato nella società di oggi. Servono, per farlo, almeno altri due principi: più formazione, nel senso, anche, di fare scuola, sia dal punto di vista spirituale che della proposta culturale; e uscire, perché il cambiamento si compie non chiudendosi in se stessi ma donandosi agli altri. Non potevano non fare riferimento all affettuoso incontro avuto poche ore prima con Francesco, e al discorso del Pontefice, le riflessioni della presidente dei Focolari, Maria Voce, e del neo co-presidente, Jesús Morán Cepedano, al centro nel pomeriggio venerdì 26 settembre, di una conferenza stampa a Roma. «Un momento di grazia»: così Maria Voce, rieletta per altri sei anni alla guida del movimento, ha definito l udienza dal Papa, sottolineando come Francesco li abbia incoraggiati a vivere il loro carisma fino in fondo, con creatività, in modo gratuito, attraverso il dialogo. E come anche la contemplazione, il rapporto con Dio vadano vissuti con gli altri, «santi insieme», Concluso il pellegrinaggio di preghiera dei vescovi statunitensi in Terra Santa La pace è possibile perché Dio è la nostra speranza A Parigi e in tutta la Francia manifestazioni dei musulmani contro la violenza fondamentalista Basta con la barbarie PARIGI, 27. «Noi musulmani di Francia diciamo alt alla barbarie». È questo lo slogan che ha riunito nel pomeriggio di ieri, venerdì, centinaia di musulmani davanti alla Grande moschea di Parigi, in una Francia ancora sotto choc per la decapitazione in Algeria dell ostaggio francese Hervé Gourdel, da parte di un gruppo legato agli jihadisti dello Stato islamico. «L islam è per la pace, per il rispetto della vita», ha dichiarato Dalil Boubakeur, rettore della Grande moschea e presidente del Consiglio francese del culto musulmano, che ha organizzato la manifestazione, durante la quale sono stati mostrati cartelli con slogan come «non a nome mio» o «siamo tutti Hervé Gourdel». «Questa manifestazione è l espressione forte e viva della nostra volontà di unità nazionale e della nostra volontà incrollabile di vivere insieme», ha aggiunto Boubaker, che ha pronunciato il suo discorso avendo al fianco il sindaco della capitale, Anne Hidalgo, e il vescovo di Evry-Corbeil Essonnes, Michel Dubost, rappresentante dell episcopato francese in qualità di presidente della Consiglio per le relazioni interreligiose e nuovi movimenti religiosi. Uccidere un uomo, ha detto il leader musulmano, significa «uccidere tutta l umanità. Salvare un uomo vuol dire a sua volta salvare tutta l umanità». Analoghe manifestazioni, con bandiere a mezz asta e cortei, si sono svolte in numerose altre città francesi. In particolare, grande partecipazione si è registrata alle manifestazioni di Marsiglia e a Nantes. La Francia, come è noto, è una delle forze della coalizione che effettuano raid aerei in Iraq contro le postazioni dello Stato islamico. Ma è anche il Paese con la più grande comunità musulmana d Europa, ben cinque milioni di fedeli. Dalla Francia alcuni giovani sono partiti volontari per andare a combattere con gli jihadisti in Siria, come il presunto autore dell attentato al museo ebraico di GERUSALEMME, 27. Si è concluso nei giorni scorsi il pellegrinaggio di preghiera in Israele e Palestina di diciotto vescovi statunitensi, mossi dal desiderio «di pregare per la pace e lavorare per una soluzione che veda due Stati e la città di Gerusalemme aperta e condivisa. Siamo andati hanno spiegato i presuli al termine del viaggio motivati dall amore di Cristo e da una profonda inquietudine per gli israeliani e i palestinesi. La preghiera ha costituito il perno del nostro pellegrinaggio. Grazie alle liturgie quotidiane nei luoghi santi e nelle parrocchie locali, abbiamo sperimentato la comunione in Cristo con le comunità cristiane locali. Siamo riconoscenti a coloro che, dai nostri luoghi di provenienza, hanno sostenuto il nostro pellegrinaggio con la loro preghiera. Abbiamo pregato anche accanto agli ebrei, ai musulmani e ad altri cristiani». Nel constatare la difficile situazione nella Striscia di Gaza, i presuli americani hanno sottolineato come «Gerusalemme, la città della pace», sia «un segno di contraddizione. Il gigantesco muro che separa gli israeliani e i palestinesi hanno sottolineato è un altro segno di contraddizione. Per gli israeliani è un segno di sicurezza, per i palestinesi è un segno di occupazione e di esclusione. Il contrasto tra Israele i Territori palestinesi occupati è, a sua volta, un segno di contraddizione. Traversando la frontiera, ci si sposta dalla libertà e dalla prosperità all intimidazione dei posti di blocco militari, all umiliazione e a una grande povertà. La situazione dei cristiani palestinesi è ancora un segno di contraddizione. La comunità cristiana emigra a un ritmo allarmante. Papa Francesco col suo pellegrinaggio in Terra Santa lo scorso maggio, con le sue parole e coi gesti che ha compiuto, ha regalato speranza. Dopo la guerra di Gaza, la speranza si è indebolita. Una persona ci ha detto che la Terra Santa è la terra dei miracoli. Il miracolo di cui abbiamo bisogno hanno concluso i vescovi è la trasformazione dei cuori umani perché da ogni lato si diventi meno sordi alle preoccupazioni dell altro. In comunione coi nostri fratelli vescovi e con tutti i popoli delle regione, lanciamo un appello perché siano trovate delle alternative che spezzino il ciclo della vendetta e della violenza. La preghiera è potente. Sappiamo che la pace è possibile perché Dio è la nostra speranza». Bruxelles, Mehdi Nemmouche. Tuttavia, nelle ultime settimane si sono fatte sempre più numerose le prese di distanza dal terrorismo. L altroieri un gruppo di professionisti musulmani, medici e avvocati, ha sottoscritto un appello pubblicato dal quotidiano «Le Figaro», in risposta al farneticante messaggio diffuso nei giorni scorsi dai miliziani dello Stato islamico in cui si prendeva particolarmente di mira la Francia. «Noi, francesi di Francia e di confessione musulmana, vogliamo esprimere con forza la nostra totale solidarietà a tutte le vittime di quest orda di barbari, soldati perduti di un sedicente Stato islamico», sottolineano i firmatari dell app ello. Una ferma condanna di tutte «le violenze compiute in nome della religione» è poi arrivata anche dal Centro internazionale per il dialogo interreligioso e interculturale Re Abdullah bin Abdulaziz Kaiciid, cui partecipano rappresentanti cristiani, musulmani, buddisti, induisti ed ebrei. Si conclude l assemblea generale del movimento dei Focolari Fedeli e creativi diceva Chiara Lubich. Il dialogo è difficile, «non s impara a buon mercato», ha detto il Pontefice, ma, osserva Morán Cepedano, «è l unica strada per costruire umanità; non è ingenuità bensì rischio, coraggio. Comincia dall ascolto, dal saper ascoltare l altro, senza preconcetti né pregiudizi, senza superiorità né subordinazione». Solo con l ascolto l assemblea generale che si conclude domenica 28, al Centro Mariapoli, e alla quale hanno partecipato cinquecento delegati di centotrentasette nazioni (compresi rappresentanti di Chiese cristiane diverse da quella cattolica, di religioni non cristiane e di culture non religiose appartenenti ai Focolari) ha potuto canalizzare in un documento finale le tremila istanze di rinnovamento giunte dal movimento. Un lavoro sintetizzato dai presidenti con lo slogan «uscire, insieme, opportunamente preparati». Non si ferma l opera degli enti caritativi Sostegno per la popolazione di Gaza Perché la spinta all azione ha come meta il mondo. Maria Voce e Jesús Morán Cepedano hanno poi parlato delle loro attese nei confronti del Sinodo della famiglia che si aprirà il 5 ottobre in Vaticano. «Ci aspettiamo ha detto la presidente che non emergano solo i problemi ma la tanta vita cristiana vera che c è nella famiglia», testimonianza non solo di fedeltà coniugale e amore duraturo ma della capacità «anche di farsi carico dei problemi e dei dolori di tante famiglie in crisi, divise, separate, accompagnandole affinché non si sentano escluse dalla Chiesa». Il Sinodo, ha aggiunto il co-presidente, «non deve risolvere questioni dottrinali o disciplinari, piuttosto andare a fondo sia delle potenzialità della famiglia sia delle sue sofferenze, seguendo ha concluso quella linea di verità e misericordia portata avanti da Papa Fr a n c e s c o». GERUSALEMME, 27. La guerra in Terra Santa ha aggravato una situazione umanitaria già difficile nella striscia di Gaza. Dopo 51 giorni di scontri armati, le fragile infrastrutture locali, comprese le strutture sanitarie, scolastiche, la rete idrica ed elettrica hanno riportato gravi danneggiamenti. I tassi di disoccupazione e la povertà hanno raggiunto il loro picco più alto. Migliaia di famiglie che hanno avuto la loro casa danneggiata o distrutta continuano ancora in questi giorni a lottare per trovare un riparo dignitoso e confortevole. Nelle ultime settimane numerosi enti caritativi si sono mobilitati in soccorso della popolazione. Secours Catholique, Caritas di Gerusalemme, Pontifical Mission per la Palestina, Associazione tedesca per la Terra Santa, Custodia di Terra Santa, Università di Betlemme, la Solidarietà delle Scuole cattoliche e il Patriarcato latino sono in continuo scambio di informazioni sui bisogni umanitari urgenti e sui progetti da intraprendere per evitare la sovrapposizione degli interventi e per integrare il lavoro gli uni degli altri. Attraverso le donazioni di benefattori da tutto il mondo, sono stati raccolti cinque milioni di dollari per sostenere i programmi di aiuto degli enti caritativi. La Caritas di Gerusalemme, per esempio, ha distribuito generi di prima necessità durante e dopo la guerra. In particolare, kit sanitari e circa ottocento litri di carburante alle scuole allestite dalle Nazioni Unite, assistenza sanitaria e cibo a numerose famiglie soccorse nelle scuola greco-ortodossa e in quella del Patriarcato latino; nonché forniture di base a ventotto persone con disabilità ospitate dalle suore Missionarie della Carità, cento pacchi alimentari per le famiglie che hanno trovato riparo nella chiesa della Sacra Famiglia. La Caritas continuerà fino alla fine dell anno la sua assistenza d emergenza, compresa la distribuzione di cibo, denaro, servizi, materiale scolastico come zaini e uniformi per gli scolari, kit sanitari e regali per le prossime festività natalizie. La Pontifical Mission per la Palestina ha anche fornito migliaia di litri di carburante per supportare le operazioni di tre cliniche per mamme e bambini del Consiglio delle Chiese d Oriente e per l osp edale arabo Al-Alhi. Ha distribuito forniture mediche e farmaci, anche nei suoi centri di salute e ha sostenuto i check-up nelle strutture per l infanzia, nonché servizi sanitari e interventi chirurgici per i pazienti poveri e gli sfollati. In collaborazione con il comitato amministrativo dei greco-ortodossi e con l Associazione internazionale dei cristiani ortodossi (Iocc), la Pontifical Mission per la Palestina sta attuando anche un programma che prevede la ristrutturazione delle abitazioni dei cristiani che hanno subito danni di lieve entità durante la guerra e che possono quindi essere recuperate.

7 domenica 28 settembre 2014 L OSSERVATORE ROMANO pagina 7 Il monogramma IHS sull a l t a re della chiesa del Gesù a Roma Celebrata in Vaticano la festa della Gendarmeria Al servizio del Papa e della Chiesa con fedeltà e discrezione «Grazie, perdono, aiutami di più!». Nella giaculatoria più cara ad Álvaro del Portillo, beatificato a Madrid sabato mattina 27 settembre, si riconosce «la tensione di una vita centrata in Dio» e «che può aiutare anche noi a dare nuovo slancio alla nostra vita cristiana». Con queste parole Papa Francesco si è voluto unire spiritualmente alla celebrazione per la beatificazione presieduta dall arcivescovo Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Per l occasione, infatti, il Pontefice ha inviato una lettera al vescovo Javier Echevarría Rodríguez, prelato dell Opus Dei. Riproponendo l attualità della testimonianza del beato, il Papa ha affermato che, in fondo, è lo stesso «cammino di santità che deve percorrere ogni cristiano: lasciarsi amare dal Signore, aprire il cuore al suo amore e permettere che sia lui a guidare la nostra vita». E così proprio le tre parole della giaculatoria «ci La partecipazione alla messa celebrata da Papa Francesco sabato mattina, 27 settembre, nella cappella del palazzo del Governatorato dedicata a Maria Madre della famiglia, è stato il momento centrale delle manifestazioni organizzate dal Corpo della Gendarmeria dello Stato della Città del Vaticano in occasione della festa del patrono san Michele arcangelo. Con il Pontefice hanno concelebrato, tra gli altri, il cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato, con il suo predecessore, il cardinale Giovanni Lajolo, il vescovo segretario generale Fernando Vérgez Alzaga e il cappellano don Sergio Pellini. Erano presenti il personale della Direzione dei servizi di sicurezza e protezione civile dello Stato della Città del Vaticano non impegnato nei turni di lavoro, guidato dal direttore generale Domenico Giani e dagli altri dirigenti, e i membri dell Associazione gendarmi in congedo. Le diverse parti della messa sono state sottolineate dal canto della corale Fideles et amati diretta dal maestro Tina Vasaturo. Il primo momento della festa si era svolto nel tardo pomeriggio di venerdì 26, nel Giardino quadrato dei Musei vaticani. Alla presenza del cardinale decano Angelo Sodano e di numerosi porporati, di arcivescovi e vescovi, tra i quali sul palco era il prefetto della Casa pontificia Georg Gänswein, di officiali della Segreteria di Stato, membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede e di un nutrito gruppo di personalità civili e militari di diversi Paesi del mondo, il cardinale Bertello ha voluto ringraziare la Gendarmeria per l attento lavoro svolto quotidianamente con professionalità e fedeltà. Un particolare ringraziamento il porporato ha voluto rivolgere anche al prefetto Salvatore Festa, che lascia ufficialmente l incarico nell Ispettorato italiano di Pubblica sicurezza presso il Vaticano, e ha salutato il suo successore Raffaele Aiello. Il sostituto della Segreteria di Stato sottolinea l impegno della Chiesa nella questione degli abusi Subito e con rigore Nella questione degli abusi la Chiesa «sta portando avanti un percorso di purificazione» i cui risultati «sono sotto gli occhi di tutti». Chi si è reso responsabile di questi crimini «è stato punito o messo in condizione di non nuocere più» assicura l a rc i - vescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, ricordando che la «tolleranza zero» intrapresa con le norme canoniche e le disposizioni interne «messe a punto in questi ultimi dieci anni ha portato all espulsione di centinaia di sacerdoti e religiosi indegni». Intervistato da Franca Giansoldati, su «Il Messaggero» del 27 settembre il sostituto puntualizza che sul caso Wesołowski «una storia che ci ha fatto piangere» ammette si è «agito subito», appena la denuncia dell autorità ecclesiastica locale è arrivata sul tavolo di Papa Francesco. E racconta: «Eravamo appena rientrati dal viaggio in Brasile e il Santo Padre mi chiamò per darmi il dossier e far richiamare il nunzio a Roma. Nel giro di cinque giorni questi era già nel mio ufficio. Non è vero che ci siamo mossi solo dopo la segnalazione di un giornalista. Adesso arriverà il processo». Nel ribadire che la lotta alla pedofilia è «contro il male, il male con la m maiuscola», l arcivescovo denuncia le connivenze e le protezioni di cui godono i responsabili degli abusi nella società di oggi: «La rete dei pedofili afferma in proposito è ramificata» e «potente a livello internazionale». Può contare su «appoggi, molti e altolocati», anche perché «muove business e fiumi di d e n a ro». A Madrid è stato beatificato Álvaro del Portillo Tra un grazie e un perdono avvicinano alla realtà della sua vita interiore e del suo rapporto con il S i g n o re». Il nuovo beato, ha fatto notare il Papa, non si era fermato al «grazie» davanti a Dio ma proprio «il riconoscimento dell amore del Signore» lo aveva portato a una vita più generosa nel servizio agli altri. E «con un cuore spoglio di interessi mondani, alieno alla discordia, accogliente con tutti e sempre alla ricerca del buono negli altri, di ciò che unisce, edifica. Mai un lamento o una critica ha rilevato il Pontefice nemmeno in momenti particolarmente difficili»; piuttosto, come aveva imparato da san Josemaría Escrivá de Balaguer, «rispondeva sempre con la preghiera, il perdono, la comprensione, la carità sincera». Inoltre, ha scritto Francesco, il prelato «conosceva bene il bisogno che abbiamo della misericordia divina e spese molte energie per incoraggiare le persone con cui entrava in contatto ad accostarsi al sacramento della confessione». Il Papa ha poi ricordato i grandi Successivamente l arcivescovo Angelo Becciu, sostituto della Segreteria di Stato, ha dato lettura di un messaggio attraverso il quale Papa Francesco ha espresso particolare affetto ai gendarmi «rinnovando sentimenti di profonda gratitudine scrive per il loro fedele e generoso servizio svolto con discrezione, professionalità e tanto amore alla Chiesa e al Papa». Prima di trasmettere la sua benedizione apostolica, il Pontefice conclude esortando i «cari Gendarmi» a confidare «sempre nella bontà e nella fedeltà del Signore che sempre ci è accanto e mai ci tradisce. Affidatevi fiduciosi alla materna protezione della Vergine Maria e del vostro patrono san Michele arcangelo». In apertura di serata il comandante Giani ha rinnovato l assicurazione della continuità di un servizio reso da tutto il Corpo della Gendarmeria con una sempre più affinata professionalità, ma soprattutto con amore e devozione alla Chiesa e al Papa, e con una particolare attenzione al dialogo con tutte le forze di polizia e di intelligence internazionali, per garantire quel clima di serenità necessario alla missione del vescovo di Roma in ogni parte del mondo. Nello stesso tempo ha confermato analogo impegno «a dare un grande contributo per un sostegno strategico al dialogo fra le religioni per contrastare le varie forme di estremismo violento e sostenere una serena coesistenza internazionale». La serata si è conclusa con l esecuzione di alcuni brani musicali da parte della banda musicale del Corpo. (mario ponzi) Lo stereotipo di una Chiesa fatta solo di «abusatori» e di «orchi» va dunque rifiutato con fermezza. Per il sostituto è il momento invece di «allargare il campo visivo» e di «unire le nostre forze, laici e cattolici, per combattere questo male» e proteggere i bambini, che nei Paesi più poveri sono vittime anche del vergognoso fenomeno del turismo sessuale. La lotta alla pedofilia un «problema reale, diffuso nelle famiglie, ambienti educativi, sportivi», come dimostra la squallida vicenda delle minorenni prostituitesi a Roma richiede «lo sforzo congiunto di tutte le istanze della società», da quelle politiche e istituzionali a quelle educative e formative. «Dobbiamo chiederci esorta il sostituto se l attenzione è adeguata», anche dal punto di vista legislativo, e se «a livello culturale e normativo si debba fare di più» per contrastare quella mentalità «violenta e predatoria nei confronti dei bambini» che va insinuandosi anche «nelle pieghe della televisione, della pubblicità». Da parte sua la Chiesa mantiene un «attenzione molto alta» soprattutto nelle sue strutture formative e pastorali. «Oggi nei seminari afferma l arcivescovo solo persone umanamente solide e spiritualmente profonde vengono ammesse». Lo stesso rigore si riscontra nelle istituzioni ecclesiastiche chiamate a giudicare i responsabili. In proposito il sostituto sottolinea che «le nostre corti sono molto più severe di altre esterne. E i vescovi ormai, quando si trovano davanti a casi di molestie, hanno dei punti di riferimento giuridici precisi per agire». progetti di evangelizzazione promossi in molti Paesi, nella consapevolezza che «la prima condizione per annunciare Cristo agli uomini è amarli, perché Cristo li ama già prima». Del Portillo dunque, secondo Francesco, ci fa presente che «non possiamo tenere la fede per noi stessi: è un dono che abbiamo ricevuto per donarlo e condividerlo con gli altri». Il messaggio del beato è di fidarci del Signore, senza «paura di andare controcorrente e di soffrire per l annuncio del Vangelo». Egli «ci insegna che nella semplicità e nella quotidianità della nostra vita possiamo trovare un cammino sicuro di santità». Nell omelia della celebrazione di beatificazione, il cardinale Amato ha ricordato che oggi più che mai il mondo ha bisogno di «un ecologia della santità per contrastare l inquinamento del malcostume e della corruzione». E tracciando il profilo spirituale del nuovo beato, il cardinale ne ha evidenziato soprattutto l umiltà vissuta «in modo straordinario», perché da lui ritenuta «uno strumento indispensabile di santità e di apostolato». Egli, ha aggiunto il cardinale, ha speso la propria esistenza nell «imitazione e identificazione con Cristo mite e umile di cuore». E numerosi sono gli episodi e i testimoni che confermano l esercizio eroico di questa virtù. In particolare, ha rilevato, il prelato era stato contagiato «dall atteggiamento del Signore Gesù, che non era venuto per essere servito ma per servire». Il cardinale Amato ha quindi evidenziato che il nuovo beato univa «alla squisitezza del tratto un ecce- di NICOLA GORI Francesco celebra i vespri al Gesù Da duecento anni sulle frontiere In occasione del duecentesimo anniversario della ricostituzione della Compagnia fondata da sant Ignazio di Loyola, Papa Francesco presiede sabato pomeriggio, 27 settembre, la celebrazione dei Vespri e il Te Deum nella chiesa romana del Gesù. Un gesto che ricorda quello di Pio VII, il quale celebrò la messa all altare del santo fondatore il 7 agosto Del significato e delle prospettive che apre questa ricorrenza abbiamo parlato con padre James Grummer, assistente del preposito generale per gli Stati Uniti d America, uno dei quattro consiglieri ad providentiam della curia generalizia. Quali sentimenti suscita in voi la presenza del Pontefice per questa celebrazione anniversaria? Direi che la gratitudine è il sentimento principale, soprattutto se pensiamo ai modi che ci sono stati concessi per servire la Chiesa e la Santa Sede durante questi ultimi duecento anni. Quando Pio VII firmò la Sollicitudo omnium ecclesiarum diede ai gesuiti l opportunità di vivere e operare in tutto il mondo. Che significato ha assunto per la Compagnia l elezione di un Papa gesuita e latinoamericano? Nei confronti del Papa abbiamo uno speciale voto di obbedienza. Ora con l elezione di Francesco abbiamo un Pontefice che conosce la zionale ricchezza spirituale, nella quale dominava la grazia dell unità tra vita interiore e instancabile apostolato». Ne troviamo conferma nelle parole dello scrittore Salvador Bernal, quando afferma che egli trasformava in poesia l umile prosa del lavoro quotidiano. «Era esempio vivente ha commentato il porporato di fedeltà al Vangelo, alla Chiesa, al magistero del Papa. Trovandosi nella basilica di San Pietro, a Roma, era solito recitare il Credo presso la tomba dell Apostolo e una Salve Regina davanti all immagine di Maria, Mater Ecclesiae». Rifuggendo dai personalismi, «comunicava la verità del Vangelo e l integrità della tradizione», non i propri pareri personali. Altri aspetti della vita spirituale del beato evocati dal cardinale Amato sono stati la pietà eucaristica, la devozione mariana e la venerazione dei santi. Anche in questo è l attualità del messaggio di Álvaro del Portillo, «operoso ministro della Chiesa» che ha lasciato l invito a vivere «una santità amabile, misericordiosa, gentile, mite e umile». Compagnia di Gesù dall interno. Egli ha sperimentato in prima persona la spiritualità, la vita e il ministero dei gesuiti, in quanto egli stesso gesuita. Dunque ha una conoscenza profonda di come possiamo servire meglio la Chiesa nel momento storico in cui viviamo. I gesuiti possono considerarsi ancora come «remiganti esperti» a sostegno della barca della Chiesa sconvolta dalla tempesta, come li definì Papa Pio VII? Noi gesuiti siamo felici di avere la possibilità di operare al fianco di molte persone che contribuiscono con i loro talenti a sostenere gli sforzi della Chiesa per portare la buona novella del Vangelo a un mondo che deve affrontare molte sfide e difficoltà. Siamo contenti di lavorare insieme con molti altri per portare avanti il messaggio del Va n g e l o. Sono trascorsi duecento anni dalla ricostituzione della Compagnia: cosa è rimasto dello spirito originario voluto da sant Ignazio e cosa è cambiato? Gli Esercizi spirituali di sant Ignazio rimangono il fulcro del cuore e dell anima della Compagnia di Gesù. Fare esperienza della grazia del perdono di Dio e accogliere la chiamata a lavorare con lui hanno oggi la stessa importanza che avevano duecento anni fa, così come ai tempi di Ignazio. In che modo questa ricorrenza può fare da trampolino per i progetti futuri della Compagnia? Ogni volta che ricordiamo un avvenimento del passato, richiamiamo con gratitudine quel particolare evento e tutti i suoi anniversari. Abbiamo ricevuto molti, molti doni dal Signore, e gli anniversari sono un opportunità per ricordare la bontà di Dio. Siamo in grado di vedere la fedeltà di Dio di generazione in generazione. Ricordare che Dio ci è stato così fedele nel passato ci spinge a credere che Dio ci rimarrà fedele anche in futuro. Questo ci riempie di speranza ed entusiasmo per continuare a costruire sul lavoro che hanno fatto quanti ci hanno preceduto. Penso che un anniversario come questo ci radichi ancora più profondamente nella nostra tradizione. Queste nostre radici si alimentano alle fonti che ci nutrono, in modo da avere la forza e l energia necessarie per predicare il Vangelo a chi ancora non lo conosce, in una forma che sia comprensibile nei differenti contesti in continuo cambiamento in cui gli uomini si trovano oggi. Come sono presenti i gesuiti nelle periferie esistenziali indicate più volte da Papa Francesco? I gesuiti operano nel mondo in una miriade di contesti differenti: tra i rifugiati e nelle aule universitarie, nelle biblioteche e tra coloro che sentono l impatto deleterio di alcuni aspetti della globalizzazione, nei parchi giochi e nei laboratori, tra coloro che lottano per trovare un senso alla loro vita così come tra coloro che sono profondamente credenti. È un grande privilegio lavorare alle frontiere e fare ponti fra coloro che si sentono nelle periferie e coloro che si sentono al centro.

8 pagina 8 L OSSERVATORE ROMANO domenica 28 settembre 2014 Il Papa al Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali Bisogno di speranza «Oggi vi è una carenza di speranza nel mondo, per questo l umanità ha bisogno di ascoltare il messaggio della nostra speranza in Gesù Cristo». Lo ha ricordato Papa Francesco ai partecipanti alla plenaria del Pontificio comitato per i congressi eucaristici internazionali, ricevuti in udienza sabato mattina, 27 settembre, nella Sala Clementina. Signori Cardinali, Cari fratelli vescovi e sacerdoti, fratelli e sorelle, sono lieto di incontrarvi al termine dei lavori della vostra Assemblea; e ringrazio Mons. Piero Marini per le cortesi parole che mi ha rivolto a nome di tutti all inizio di questo incontro. Saluto i Delegati Nazionali designati dalle Conferenze Episcopali e, in modo speciale, la Delegazione del comitato filippino guidata da Mons. Jose Palma, Arcivescovo di Cebu, città nella quale avrà luogo il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale, nel gennaio In quei giorni, il mondo cattolico terrà fissi gli occhi del cuore sul sommo mistero dell Eucaristia per trarne rinnovato slancio apostolico e missionario. Ecco perché è importante prepararsi bene e io vi ringrazio, cari fratelli e sorelle, per il lavoro che state svolgendo al fine di aiutare i fedeli di ogni continente a comprendere sempre più e sempre meglio il valore e l imp ortanza dell Eucaristia nella nostra vita. L Eucaristia tiene il posto centrale nella Chiesa perché è essa a fare la Chiesa. Come afferma il Concilio Vaticano II, riportando le parole del grande Agostino, essa è s a c ra m e n - tum pietatis, signum unitatis, vinculum caritatis (Sacrosanctum Concilium, 47). Il tema scelto per il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale è quanto mai significativo: Cristo in voi, speranza della gloria (Col 1, 27). Esso pone in piena luce il legame tra l Eucaristia, la missione e la speranza cristiana. Oggi vi è una carenza di speranza nel mondo, per questo l umanità ha bisogno di ascoltare il messaggio della nostra speranza in Gesù Cristo. La Chiesa Gli obiettivi del prossimo incontro nelle parole dell arcivescovo Piero Marini Verso Cebu 2016 A fare il punto sulla preparazione del cinquantunesimo congresso eucaristico internazionale, che si terrà a Cebu nelle Filippine dal 24 al 31 gennaio 2016, è stato, all inizio dell udienza, l arcivescovo Piero Marini, presidente del Pontificio comitato. «Cristo in voi, speranza della gloria» è il versetto della Lettera di san Paolo ai colossesi (1,17) scelto come tema del congresso «che si celebrerà nel cuore del continente asiatico». Il Cristo risorto, ha detto l arcivescovo spiegando le ragioni della scelta, «abita ormai la storia con il suo mistero pasquale e la Chiesa, edificata dall Eucaristia come sacramento di comunione e di pace, manifesta il progetto di salvezza di Dio attraverso l annuncio missionario del Vangelo della misericordia». Così, ha proseguito, «al centro del Congresso di Cebu ci sarà il rapporto tra l Eucaristia e la missione: missione evangelizzatrice sviluppata in Asia soprattutto attraverso il dialogo con le culture, con le religioni, con i poveri e con i giovani». E «tutto ciò per raggiungere quelle periferie geografiche e quelle marginalità sociali in cui la presenza del Signore Gesù è altrettanto visibile che nella celebrazione dei sacramenti». proclama questo messaggio con ardore rinnovato, utilizzando nuovi metodi e nuove espressioni. Con lo spirito della nuova evangelizzazione, la Chiesa porta questo messaggio a tutti e, in modo speciale, a coloro che, pur essendo battezzati, si sono allontanati dalla Chiesa e vivono senza fare riferimento alla vita cristiana. Il 51 Congresso Eucaristico Internazionale offre l opportunità di sperimentare e comprendere l Eucaristia come un incontro trasformante con il Signore nella sua parola e nel suo sacrificio d amore, affinché tutti possano avere vita, e vita in abbondanza (cfr. Gv 10, 10). Esso è l o ccasione propizia per riscoprire la fede come sorgente di Grazia che porta gioia e speranza nella vita personale, familiare e sociale. L incontro con Gesù nell Eucaristia sarà fonte di speranza per il mondo se, trasformati per la potenza dello Spirito Santo ad immagine di colui che incontriamo, accoglieremo la missione di trasformare il mondo donando la pienezza di vita che noi stessi abbiamo ricevuto e sperimentato, portando speranza, perdono, guarigione e amore a quanti ne hanno bisogno, in particolare i poveri, i diseredati e gli oppressi, condividendone la vita e le aspirazioni e camminando con loro alla ricerca di un autentica vita umana in Cristo Gesù. Cari fratelli e sorelle, affido fin d ora il prossimo Congresso Eucaristico Internazionale alla Vergine Maria. La Madonna protegga e accompagni ognuno di voi, le vostre comunità, e renda fecondo il lavoro che state svolgendo in vista dell importante evento ecclesiale di Cebu. Vi chiedo per favore di pregare per me e tutti di cuore vi benedico. Nomina episcopale in Italia La nomina di oggi riguarda la Chiesa in Italia. Salvatore Angerami ausiliare di Napoli Nato a Napoli, il 26 novembre 1956, si è laureato in ingegneria presso l Università Federico II del capoluogo campano e per alcuni anni ha esercitato la professione di ingegnere. Successivamente è stato accolto nel seminario arcivescovile di Napoli dove ha compiuto gli studi filosofico-teologici. È stato ordinato sacerdote il 22 giugno 1997 ed è incardinato nell arcidiocesi di Napoli. Dopo l ordinazione sacerdotale ha ricoperto i seguenti incarichi: animatore del seminario maggiore arcivescovile di Napoli ( ); vicario parrocchiale di San Gennaro al Vomero ( ); parroco di San Gennaro al Vomero ( ); delegato arcivescovile per l edilizia di culto ( ). È stato, inoltre, collaboratore della parrocchia Beata Vergine di Lourdes e Santa Bernardetta ( ), confessore ordinario del seminario maggiore arcivescovile ( ), padre spirituale della comunità propedeutica del seminario maggiore arcivescovile ( ) e decano dell ex settimo decanato. È stato membro del consiglio diocesano per gli affari economici ( ) e membro della commissione di arte sacra ( ). Nello scorso mese di luglio, il cardinale arcivescovo lo ha nominato rettore del seminario arcivescovile di Napoli.

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