Cristina Covizzi. Corso di aggiornamento ANAI-Veneto Padova, 27 aprile 2009

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Cristina Covizzi. Corso di aggiornamento ANAI-Veneto Padova, 27 aprile 2009"

Transcript

1 Cristina Covizzi Corso di aggiornamento ANAI-Veneto Padova, 27 aprile

2 programmazione Valutare Pianificare Agire 2

3 Analisi preliminare volta alla pianificazione degli interventi da compiere Fase di preparazione logica Esame attento della situazione esistente 3

4 Devono risultare Esame preventivo Numero dei depositi interessati dall operazione; Per ogni deposito: indirizzo, nome del responsabile (recapiti telefonici, fax, e- mail) orari di apertura, gestione chiavi, accessi (portoni, cortili, spazi di movimentazione, ascensori, scale, piano); Possibili operazioni di sgombero locali (biciclette, sedie rotte, computer dismessi ); Note relative al colloquio con il personale (quando è stata collocata la doc., proveniva da ); Possibilità di recupero arredi (descrizione e quantificazione) 4

5 e dal punto di vista strettamente archivistico... Individuazione di precedenti interventi di riordino (segnale: n. di corda ai pezzi) Reperimento degli strumenti descrittivi esistenti Sommario elenco delle serie presenti ml approssimativi di documentazione presente (1 m³ m = 9 ml circa) 5

6 Quali situazioni possibili Deposito insufficiente per capienza Deposito inagibile (tenuta solaio, allagamento locali, piccioni ) Necessità di spostare alcune serie Trasferimento momentaneo per la messa in sicurezza dei locali 6

7 prima valutazione dei costi Valutazione dei costi relativi a: Costruzione/ristrutturazione del deposito Arredi Facchinaggio Personale specializzato (interno o affidamento esterno) 7

8 Che cosa si dovrebbe fare? Che cosa si può fare? Si stabilisce un programma generale evidenziando le priorità attraverso uno studio di fattibilità 8

9 Individuazione di un deposito Contatti con la Soprintendenza archivistica Verifica delle risorse umane disponibili Progetto esecutivo 9

10 10

11 Il deposito di quali superfici abbiamo bisogno (mediamente un deposito dovrebbe rimanere attivo non meno di 10 anni ) edificio ad hoc o ristrutturazione (LR 6/85) messa a norma del deposito controllo ambientale cura e salvaguardia delle collezioni arredo sale di consultazione 11

12 ISO 11799/2003 Information and documentation: Document Storage Requirements for Archives and Library Materials Specifica le caratteristiche del sito scelto per la costruzione dell edificio delle attrezzature necessarie per il funzionamento 12

13 ISO11779/2003 punto 4 Criteri di scelta del sito evitare le zone a rischio sismico, inondabili, soggette a smottamenti del terreno evitare i siti esposti a rischi incendio, esplosione, vicini a installazioni strategiche, nei pressi di impianti che emettano gas nocivi, fumi assicurarsi che siano rispettate le distanze minime di sicurezza dagli edifici o impianti adiacenti 13

14 ISO11779/2003 punto 5 Struttura dell edificio sicurezza dello stabile contro le intrusioni, i furti gli atti di vandalismo e di terrorismo, incendio doloso Si suggerisce Unico ingresso consentito con precauzioni per eventuali altri accessi Finestre protette 14

15 Scelta dei materiali da costruzione che garantiscano la massima inerzia termica Compartimentazione dei locali verticale e orizzontale per maggior sicurezza contro il fuoco e controllo del clima Resistenza al fuoco minima di 2 ore per muri, porte, pavimenti e soffitti Materiale utilizzato per le superfici interne non deve essere combustibile Valutazione da parte di un ingegnere strutturista della portata delle solette in funzione della densità e della quantità del materiale da depositare sugli scaffali 15

16 inoltre Suddividere la struttura in cinque aree principali: 1) depositi con spazi per lo smistamento e la lavorazione del materiale; 2) uffici per il personale; 3) sala di studio per utenti esterni; 4) servizi vari (servizi igienici, caffetteria, guardaroba, ecc.). 5) sala convegni 16

17 ISO11779/2003 punto 6 Considera l insieme delle misure di sicurezza da adottare in caso di incendio per la protezione contro i furti per l illuminazione per il ricambio e la qualità dell aria per la temperatura per gli arredamenti 17

18 incendio impianto di rilevazione incendi estinzione incendi (impianti di spegnimento automatici ed estintori portatili e carrellati) impianto di evacuazione di fumo e di calore Occorre predisporre un piano di emergenza e di evacuazione delle persone e del materiale 18

19 altri dispositivi di sicurezza impianto antiallagamento; impianto elettrico a norma; sistema di allarme antintrusione; gruppi elettrogeni per garantire il funzionamento degli impianti anche in caso di interruzione temporanea dell erogazione di energia elettrica. 19

20 Il controllo delle condizioni ambientali illuminazione Protezione da una esposizione eccessiva e prolungata ai raggi UV max 200 lux nei depositi (con lampade a fluorescenza, a incandescenza, a fibre ottiche) schermi alle finestre collocare i documenti in cartelle di cartone 20

21 Il controllo delle condizioni ambientali temperatura La temperatura consigliata è fra i 18 e i 20 mai superiore ai i 25 OBIETTIVO eliminare le punte estreme avere la temperatura più stabile possibile 21

22 Il controllo delle condizioni ambientali umidità relativa Umidità relativa = quantità di vapore acqueo ad una data temperatura Provoca alterazioni ai documenti per le contrazioni e le dilatazioni dovute alla fluttuazione del tasso di umidità relativa Tasso di umidità relativa raccomandato 40% - 45% con oscillazioni graduali tra i 35%-55% 22

23 Il controllo delle condizioni ambientali climatizzazione dei locali Per mantenere tali valori sarebbe necessario climatizzare i locali di conservazione Riscaldamento Raffreddamento Filtraggio Umidificazione Deumidificazione Ventilazione meccanica 23

24 Il controllo delle condizioni ambientali in n ogni caso Assicurare una buona circolazione dell aria per evitare concentrazioni di alti valori di umidità relativa in modo naturale Garantire la circolazione dell aria tra gli scaffali: 150mm dal pavimento e dal soffitto; 50mm di spazio libero dal palchetto superiore 24

25 Il controllo delle condizioni ambientali monitoraggio Lo strumento ideale è il termoigrometro = registra in modo continuato la temperatura e il tasso di umidità In alternativa Un igrometro Un termometro 25

26 Il controllo delle condizioni ambientali animali nocivi-insetti-funghi e muffe temperatura - umidità relativa - presenza di cibo Sono condizioni ambientali che provocano l insorgere del biodeterioramento Come operare? -pulizia e manutenzione (otturare fessure, spolverare) -regolazione dell ambiente per evitare le condizioni favorevoli ai funghi e agli insetti -ispezioni regolari nei depositi 26

27 ISO11779/2003 punto 6.8 Attrezzature e arredamenti Nei depositi va collocato solo il materiale documentario e il materiale utile per l immagazzinamento e la movimentazione 27

28 Arredi la scaffalatura Le scaffalature Non devono avere bordi e angoli taglienti Non devono essere fabbricate con materiale combustibile che rilascia sostanze dannose (es. gas acido che danneggia i documenti) Devono essere rifinite con smalto termofissato per resistere ad abrasione e corrosione Non devono avere ripiani di difficile spostamento (senza bulloni) Non devono essere collocate in prossimità dei muri esterni (distanza minima 200mm) Non devono superare i 215 cm (in media 5 ripiani da un metro per ogni scaffale) Devono avere un corridoio di 90 cm 28

29 La capacita di carico degli scaffali deve essere sufficiente a sopportare il peso della documentazione Cartelle d archivio = kg/ml Registri di grande formato = kg/ml La dimensione degli scaffali deve assicurare che i pezzi collocati non sporgano oltre i bordi 29

30 Normalmente bisogna prevedere scaffali a doppia faccia con profondità di 30 cm Valutare la possibilità di montare scaffalature con profondità maggiore per documenti particolarmente voluminosi 30

31 Il compactus La scaffalatura su rotaia permette lo sfruttamento intensivo dello spazio Sono necessarie alcune verifiche: Portata dei solai almeno 1200 kg/m² (per scaffalatura statica 600 kg/m²) Pavimento piano 31

32 Inoltre Le rotaie possono essere inserite nel pavimento o sovrapposte con l ausilio di una pedana Sono preferibili scaffali che si spostano manualmente e non con movimentazione elettrica Bisogna assicurare la circolazione dell aria lamiera perforata nei montanti laterali Presenza di cordoli separatori mobili tra un palchetto e il suo adiacente nella colonna a doppia faccia 32

33 scaffalature con soppalco collegare i piani con rampe o montacarichi. prevedere carrelli metallici per il trasporto del materiale dagli scaffali alle rampe o al montacarichi. scale a norma (UNI EN 131) una per piano. 33

34 ISO11779/2003 punto 7 -Nei depositi deve essere proibito Il funzionamento fumare, mangiare, bere, svolgere attività non strettamente connesse -In ogni compartimentazione deve essere presente un telefono interno -Le nuove accessioni devono essere controllate prima di essere introdotte nel deposito - La pulizia deve essere effettuata mediante aspirapolvere munito di filtro in grado di trattenere le spore fungine - Considerare la congelazione come trattamento per le infestazioni di insetti 34

35 Condizionamento del materiale Ogni documento deve essere condizionato in base al suo stato di conservazione e alla frequenza di consultazione Buste e contenitori sono a protezione della documentazione e devono essere adeguati a contenere senza costringere La carta utilizzata a diretto contatto con la documentazione deve avere i requisiti richiesti dalla norma ISO 9706/

36 I volumi devono essere collocati diritti, ad eccezione di quelli con altezza superiore ai 400mm per i quali è preferibile una collocazione orizzontale Se posti uno sull altro, il peso non deve essere eccessivo e devono essere facilmente rimossi e ricollocati (meglio non superare i 150mm) 36

37 Fogli sciolti di grandi dimensioni o delicati devono essere collocati in custodie grandi o passe-partout Le mappe,, i disegni, i manifesti e i grafici devono essere riposti di piatto in contenitori protettivi (scatole o cassetti) 37

38 ISO11779/2003 punto 9 Valutazione dei possibili rischi e dei piani di emergenza specifici secondo le caratteristiche dell edificio e della documentazione conservata (allegato C) 38

39 39

40 Sorveglianza e Autorizzazioni L art. 30, commi 1 e 2, del D. Lgs. 42/2004 (Codice dei beni culturali e del paesaggio) impone agli Enti pubblici di garantire la sicurezza e la conservazione dei beni culturali di loro appartenenza. Spetta alle Soprintendenze archivistiche osservare l idoneità dei luoghi destinati alla conservazione. Anche l autorizzazione allo spostamento di archivi da una sede ad un altra è concessa solo quando venga dimostrato che la nuova sede soddisfa i requisiti di sicurezza. 40

41 Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Articolo 21 Interventi soggetti ad autorizzazione 1. Sono subordinati ad autorizzazione del Ministero: a) la demolizione delle cose costituenti beni culturali, anche con successiva ricostituzione; b) lo spostamento, anche temporaneo, dei beni culturali, salvo quanto previsto ai commi 2 e 3; e) lo smembramento di collezioni, serie e raccolte; d) lo scarto dei documenti degli archivi pubblici e degli archivi privati per i quali sia intervenuta la dichiarazione ai sensi dell'articolo 13; e) il trasferimento ad altre persone giuridiche di complessi organici di documentazione di archivi pubblici, nonche' di archivi di soggetti giuridici privati. 2. Lo spostamento di beni culturali, dipendente dal mutamento di dimora o di sede del detentore, e' preventivamente denunciato al soprintendente, che, entro trenta giorni dal ricevimento della denuncia, può prescrivere le misure necessarie perché i beni non subiscano danno dal trasporto. 3. Lo spostamento degli archivi correnti dello Stato e degli enti ed istituti pubblici non e' soggetto ad autorizzazione. 4. Fuori dei casi di cui ai commi precedenti, l'esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali e' subordinata ad autorizzazione del soprintendente. 5. L'autorizzazione e' resa su progetto o, qualora sufficiente, su descrizione tecnica dell'intervento, presentati dal richiedente, e può contenere prescrizioni. 41

42 42

43 Risorse umane Personale interno Professionisti esterni Sistema misto = operare in stretto contatto con distribuzione dei compiti (consigliato) 43

44 44

45 I fase rilievo e censimento Per ogni deposito censito devono essere indicati: Il numero del deposito e il numero del vano censito all interno del deposito L articolazione seriale e la collocazione Gli estremi cronologici delle serie con eventuali lacune La consistenza delle serie -in pezzi (bb., regg., voll., scatole con doc. sfusa ) -in metri lineari (state abbondanti) Le dimensioni delle unità di condizionamento, dei registri o volumi Il peso di regg. e voll. o altro materiale particolarmente ingombrante Lo stato di conservazione e l eventuale elenco del materiale da restaurare 45

46 I fase strumenti da produrre 2 elenchi seriali: 1) Elenco delle serie presenti nei singoli depositi 2) Elenco riepilogativo delle serie per permetterne il ricongiungimento pianta topografica distinta per: deposito locale scaffali 46

47 I fase igiene ambientale Effettuare una buona igiene ambientale, eliminando: -GU e BUR -modulistica scaduta e stampati in bianco -fotocopie sparse in giro programmando: -disinfestazione dei locali 47

48 I fase selezione ai fini dello scarto elenco dei documenti sicuramente scartabili dopo il tempo prescritto e che generalmente sono conservati in serie: bollettari, fatture, registri di carico e scarico, cartellini marcatempo, mod. 740 consiglio:segnate i contenitori destinati allo scarto con una S rossa e non trasferiteli nel nuovo deposito 48

49 I fase elenco di scarto L ENTE, qualora intenda procedere allo scarto dei documenti, deve inviare alla Soprintendenza archivistica n. 3 copie della determinazione del dirigente responsabile del Servizio protocollo e archivio e n. 3 copie della proposta di scarto (elenco dei documenti che si intendono eliminare). 49

50 La proposta di scarto deve contenere 1. Breve introduzione sul lavoro di analisi svolto 2. Elenco riportante: Numero progressivo Descrizione degli atti proposti per lo scarto Data iniziale e terminale Quantità dei volumi, registri, buste, scatole Peso approssimativo Motivi specifici della proposta 50

51 poi In base al DPR 854/1975 la Soprintendenza archivistica, dopo aver valutato l elenco, deve trasmetterlo all Ispettorato Centrale per i servizi archivistici del Ministero degli Interni, per il controllo sull eventuale presenza di atti riservati, contenenti o dati relativi alla politica interna o estera dello Stato o i cosiddetti dati sensibili. Una volta pervenuta la lettera di risposta dall Ispettorato, la Soprintendenza restituisce all Ente un esemplare della proposta di scarto munito di autorizzazione. 51

52 II fase organizzazione degli spazi nel nuovo deposito - Gli spazi vanno organizzati sulla base della consistenza seriale dell incremento medio annuale in genere calcolato sulla base della produzione degli ultimi 2/3 anni della frequenza delle consultazioni - L altezza dei palchetti va predisposta in considerazione delle dimensioni dei pezzi da collocare - Sulla scaffalatura va apposta la segnaletica provvisoria (indicante l inizio e la fine della serie, lo spazio per l integrazione) 52

53 III fase organizzazione del trasferimento Reperimento della ditta di traslocatori (gara o ditta già in contratto) Verifica dell esperienza nel settore Mezzi adeguati per il trasferimento (pallet, roll, scatole, ceste) Imballaggi idonei Sopralluogo con i traslocatori (verifica: accessi, scale, ascensori, spazi di movimentazione) Assicurazione del carico 53

54 IV fase piano di trasferimento individuazione del primo deposito da trasferire ordine delle serie da trasferire data di inizio lavori da comunicare agli interessati tempi previsti calendario giornaliero dei trasferimenti distinto in ore/uomo, ml da spostare (prevedere report a fine giornata) recupero dei mezzi necessari non forniti dai traslocatori (carrelli, elevatori, muletti, etc.) organizzazione dei coordinatori (uno alla presa e uno al recapito, se si organizzano 2 squadre di traslocatori) 54

55 IV fase trasferimento Numerazione dei pezzi in modo provvisorio: matita, gessi colorati Pulitura dei pezzi (macchine depolveratrici) Condizionamento dei pezzi all interno dei contenitori Numerazione progressiva dei contenitori Elenco sommario dei contenitori Posizionamento dei pezzi dall alto verso il basso e da sinistra verso destra 55

56 Revisione dell elenco di consistenza Elenco topografico (per file di scaffali, colonne e palchetti) Pianta topografica Segnaletica archivistica (prevedere dei portaetichetta sulla testata delle file) 56

57 Formazione relativa -alle norme di sicurezza - reperimento e consultazione dei pezzi 57

58 Infine Progetto di riordino e inventariazione 58

59 bibliografia M. BARBARA BERTINI, La conservazione dei beni archivistici e librari. Prevenzione e piani di emergenza, Roma, Carocci editore,

60 Prevenire è meglio che curare: la conservazione preventiva, ovvero come ottenere i migliori risultati possibili con risorse illimitate, a cura di Maria Barbara Bertini, Quaderni della scuola di Archivistica, paleografia e diplomatica dell ASMi, Milano,

61 M. DUCHEIN, Les bâtiments d archives en France: construction et equipement, Paris, Archives nationales, G. ARRUZZOLO- G. MARINUCCI, La spolveratura meccanica dei documenti d archivio, Pulizia industriale e sanificazione, anno XXXII, Milano, Ed. MO.ED.CO. Srl.,

62 contatti Cristina Covizzi 62

63 63

Archivieconomia. Brescia 15-22 ottobre 2011. 2011 a cura di Mauro Livraga 1

Archivieconomia. Brescia 15-22 ottobre 2011. 2011 a cura di Mauro Livraga 1 Archivieconomia Brescia 15-22 ottobre 2011 2011 a cura di Mauro Livraga 1 Archivieconomia: premessa I metodi di immagazzinamento, di condizionamento e di movimentazione, influiscono sulla durata del materiale

Dettagli

Direzione Generale Organizzazione, risorse umane e tecniche

Direzione Generale Organizzazione, risorse umane e tecniche ALLEGATO A CARATTERISTICHE TECNICHE DEI LOCALI DA ADIBIRE AD ARCHIVIO DI DEPOSITO Sommario 1. Caratteristiche generali... 2 2. Ubicazione... 2 3. Strutture esterne e dimensioni... 2 4. Diapositivi di sicurezza...

Dettagli

incisione rupestre a Massello (Torino)

incisione rupestre a Massello (Torino) Maria Barbara Bertini * PREVENIRE è meglio che CURARE ovvero giocare d anticipo invece di gridare: al lupo al lupo * Direttore dell Archivio di Stato di Milano realizzazione slides a cura di Mariagrazia

Dettagli

Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO DI BASILICATA. Rionero in Vulture (PZ)

Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO DI BASILICATA. Rionero in Vulture (PZ) I.R.C.C.S. Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico CENTRO DI RIFERIMENTO ONCOLOGICO DI BASILICATA C. R. O. B. Rionero in Vulture (PZ) 85028 Rionero in Vulture (PZ) Via Padre Pio,1 P. IVA. 01323150761

Dettagli

La sicurezza antincendio negli uffici

La sicurezza antincendio negli uffici G. Varisco C.T. ANIE AssoAscensori giovanni.varisco@kone.com Convegno La sicurezza antincendio negli uffici 13 marzo 2008 Istituto Superiore Antincendio Roma Le varie tipologie di ascensori previste dal

Dettagli

Gestione e conservazione preventiva

Gestione e conservazione preventiva Gestione e conservazione preventiva Perchè 100 passi? Abbiamo selezionato e segnalato 100 azioni che tutti coloro che in biblioteca hanno a che fare con i libri dovrebbero mettere in pratica. Lo scopo

Dettagli

Allegato nr. 8 DISPOSIZIONI PER LA GESTIONE E LA TENUTA DEGLI ARCHIVI

Allegato nr. 8 DISPOSIZIONI PER LA GESTIONE E LA TENUTA DEGLI ARCHIVI Allegato nr. 8 DISPOSIZIONI PER LA GESTIONE E LA TENUTA DEGLI ARCHIVI Le disposizioni di seguito riportate per la gestione degli archivi dell Azienda Servizi Sociali di Bolzano, sono state elaborate in

Dettagli

Normativa UNI 11292 Locali destinati ad ospitare unità di pompaggio per impianti antincendio. Caratteristiche costruttive e funzionali

Normativa UNI 11292 Locali destinati ad ospitare unità di pompaggio per impianti antincendio. Caratteristiche costruttive e funzionali Normativa UNI 11292 Locali destinati ad ospitare unità di pompaggio per impianti antincendio. Caratteristiche costruttive e funzionali Definizione di norma tecnica Le norme sono documenti prodotti mediante

Dettagli

Regolamento di prestito per mostre

Regolamento di prestito per mostre Regolamento di prestito per mostre Il prestito temporaneo per mostre dei documenti dell Archivio Biblioteca della Quadriennale (ArBiQ) è concesso secondo le modalità previste dal presente Regolamento.

Dettagli

SCHEDA TECNICA DESCRITTIVA

SCHEDA TECNICA DESCRITTIVA COMUNE DI MONTESE Provincia di Modena Via Panoramica, 60-41055 Montese Sportello Unico Tel. 059 971112 fax 059 971125 C.F. 00273460360 SCHEDA TECNICA DESCRITTIVA Da presentare entro 15 giorni dalla Comunicazione

Dettagli

Microclimi e microrganismi: importanza del monitoraggio Mariasanta Montanari

Microclimi e microrganismi: importanza del monitoraggio Mariasanta Montanari Piacenza, 30 gennaio 2009 Prevenire per conservare Microclimi e microrganismi: importanza del monitoraggio Mariasanta Montanari Laboratorio di Biologia -Istituto Centrale per il restauro e la conservazione

Dettagli

SICUREZZA DELLE SCAFFALATURE

SICUREZZA DELLE SCAFFALATURE SOMMARIO SOMMARIO... 2 1. SCOPO... 3 2. CAMPO DI APPLICAZIONE... 3 3. TERMINOLOGIE E ACRONIMI... 3 4. DESTINATARI DELL ATTUAZIONE DELLA PROCEDURA... 4 5. MODALITÀ OPERATIVE... 4 5.1. CRITERI TECNICI PER

Dettagli

Le guide degli alberghi. La prevenzione incendi Il registro dei controlli

Le guide degli alberghi. La prevenzione incendi Il registro dei controlli Le guide degli alberghi La prevenzione incendi Il registro dei controlli INTRODUZIONE L art. 5 del D.P.R. n. 37/98, disciplinando i principali adempimenti gestionali finalizzati a garantire il corretto

Dettagli

Cosa evitare e come conservare

Cosa evitare e come conservare Cosa evitare e come conservare Cecilia Prosperi La conservazione del patrimonio culturale è assicurata da una coerente, coordinata e programmata attività di studio, prevenzione, manutenzione e restauro.

Dettagli

Impianti e dispositivi di protezione antincendio. Impianti industriali 2-2012 1

Impianti e dispositivi di protezione antincendio. Impianti industriali 2-2012 1 Impianti industriali 2-2012 1 RIFERIMENTI NORMATIVI D.M.10/03/98 Criteri generali di sicurezza e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro D.M.04/04/98 Elenco attività normate (soggette a CPI)

Dettagli

* * * * * Pratica VV.F. 4996

* * * * * Pratica VV.F. 4996 Azienda Ospedaliera Policlinico di Modena ******** ADEGUAMENTO ANTINCENDIO AL PROGETTO GUIDA DEGLI ATRI E DEI VANI SCALA DEL POLICLINICO DI MODENA RELAZIONE TECNICA * * * * * Pratica VV.F. 4996 L AMMINISTRAZIONE

Dettagli

Impianti e dispositivi di protezione antincendio. Impianti e dispositivi di protezione antincendio

Impianti e dispositivi di protezione antincendio. Impianti e dispositivi di protezione antincendio Impianti Meccanici 1 Danni provocati dagli incendi negli stabilimenti : - diretti : distruzione di macchinari, impianti, merci. - indiretti : mancata produzione Mezzi di prevenzione e Provvedimenti di

Dettagli

e-mergency. Virtual learning per la formazione ai piani di emergenza per biblioteche e archivi.

e-mergency. Virtual learning per la formazione ai piani di emergenza per biblioteche e archivi. Dottorato di ricerca in e-learning Università G.d Annunzio Chieti Università Telematica Leonardo da Vinci UNIDAV e-mergency. Virtual learning per la formazione ai piani di emergenza per biblioteche e archivi.

Dettagli

COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI

COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI COMUNE DI GALLIATE Provincia di Novara REGOLAMENTO DI ACCESSO AGLI ARCHIVI COMUNALI Approvato con deliberazione G.C. n. 45 del 27/11/2008 esecutiva il 10/01/2009 Depositato in Segreteria Generale con avviso

Dettagli

REGISTRO DEI CONTROLLI PERIODICI ANTINCENDIO 2014

REGISTRO DEI CONTROLLI PERIODICI ANTINCENDIO 2014 PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO Servizio per il Personale, Ufficio per la sicurezza sul lavoro EDIFICIO REGISTRO DEI CONTROLLI PERIODICI ANTINCENDIO 2014 Responsabile della gestione del

Dettagli

NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2

NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2 NORME ISO 7396-1 e ISO 7396-2 Relazioni con il D.M. 18/09/2002 - La Guida AIIGM Elio PATETTA Dottore in Ingegneria Biomedica Vice Presidente AIIGM CORSO DI FORMAZIONE CARATTERISTICHE E PROGETTAZIONE DEGLI

Dettagli

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI

GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI GUIDA ALLA REALIZZAZIONE DEI VANI TECNICI PER ASCENSORI INTRODUZIONE Le dimensioni delle cabine degli ascensori devono rispettare valori minimi stabiliti dalle normative vigenti, dipendenti dalla particolare

Dettagli

AZIENDA USL ROMA H Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione

AZIENDA USL ROMA H Dipartimento di Prevenzione Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione VERBALE DI SOPRALLUOGO PER LA VERIFICA DELLE ATTIVITA DEL SETTORE ALIMENTARE SOGGETTE A REGISTRAZIONE AI SENSI DEL REGOLAMENTO (CE) N. 852/2004 (esclusa produzione primaria) D.I.A. N del ATTIVITA : Reg.

Dettagli

TATUAGGIO E PIERCING REQUISITI DEI LOCALI GESTIONE DELLE ATTREZZATURE GESTIONE DEI RIFIUTI

TATUAGGIO E PIERCING REQUISITI DEI LOCALI GESTIONE DELLE ATTREZZATURE GESTIONE DEI RIFIUTI TATUAGGIO E PIERCING REQUISITI DEI LOCALI GESTIONE DELLE ATTREZZATURE GESTIONE DEI RIFIUTI A. Cosa dice la Legge? Articolo della DGR 464/2007 E opportuno che gli ambienti destinati a 1. sala d attesa 2.

Dettagli

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI ISTITUTO CENTRALE PER IL RESTAURO E LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHIVISTICO E LIBRARIO

MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI ISTITUTO CENTRALE PER IL RESTAURO E LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHIVISTICO E LIBRARIO MINISTERO PER I BENI E LE ATTIVITÀ CULTURALI ISTITUTO CENTRALE PER IL RESTAURO E LA CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO ARCHIVISTICO E LIBRARIO LABORATORIO DI CONSERVAZIONE PREVENTIVA RELAZIONE TECNICA Su richiesta

Dettagli

Luoghi di lavoro Art. 62 D. Lgs n. 81/08

Luoghi di lavoro Art. 62 D. Lgs n. 81/08 1 Luoghi di lavoro Art. 62 D. Lgs n. 81/08 DEFINIZIONE Luoghi destinati a ospitare posti di lavoro, ubicati all interno dell azienda o dell unità produttiva, nonché ogni altro luogo di pertinenza dell'azienda

Dettagli

Provincia Autonoma di Trento

Provincia Autonoma di Trento Provincia autonoma di Trento Soprintendenza per i beni culturali Ufficio beni archivistici, librari e Archivio provinciale Seminario informativo sulla tenuta degli archivi cartacei e digitali e sugli adempimenti

Dettagli

VANI ASCENSORI E MONTACARICHI

VANI ASCENSORI E MONTACARICHI VANI ASCENSORI E MONTACARICHI 2015 ilario.mammone@ordineingegneripisa.it ing. ilario mammone 1 NORMATIVA DPR 1497 DEL 29/05/63 APPROVAZIONE DEL REGOLAMENTO PER ASCENSORI E MONTACARICHI D.M. 246 DEL 16/05/87

Dettagli

e-mergency. Corso on line ai piani di emergenza per biblioteche ed archivi.

e-mergency. Corso on line ai piani di emergenza per biblioteche ed archivi. e-mergency. Corso on line ai piani di emergenza per biblioteche ed archivi. a cura di Dott.ssa Maria Barbara Bertini Dott.ssa Simona Budassi LEZIONE 1 PREMESSE PERCHE I PIANI DI EMERGENZA? Il patrimonio

Dettagli

ISTRUZIONI PREVENTIVE ANTINCENDIO A TUTTO IL PERSONALE

ISTRUZIONI PREVENTIVE ANTINCENDIO A TUTTO IL PERSONALE ISTRUZIONI PREVENTIVE ANTINCENDIO A TUTTO IL PERSONALE MISURE PREVENTIVE PER TUTTI I LAVORATORI E vietato depositare e manipolare sostanze infiammabili in quantità superiori alla normale dotazione prevista.

Dettagli

oggetto: Adeguamenti strutturali e manutentivi relativi all applicazione della normativa di igiene e sicurezza sul lavoro

oggetto: Adeguamenti strutturali e manutentivi relativi all applicazione della normativa di igiene e sicurezza sul lavoro (Carta intestata dell Istituzione Scolastica) Al Provincia/ Comune/ Municipio ) (il destinatario deve essere il soggetto tenuto alla fornitura e manutenzione dell immobile)... data... oggetto: Adeguamenti

Dettagli

Edifici e locali destinati ad uffici. Ing. Stefano Perri Funzionario Comando Regionale Vigili del Fuoco Aosta s.perri@regione.vda.

Edifici e locali destinati ad uffici. Ing. Stefano Perri Funzionario Comando Regionale Vigili del Fuoco Aosta s.perri@regione.vda. Edifici e locali destinati ad uffici Ing. Stefano Perri Funzionario Comando Regionale Vigili del Fuoco Aosta s.perri@regione.vda.it DPR 151/2011 N Attività Categoria A B C 71 Aziende ed uffici con oltre

Dettagli

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO

GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO GUIDA ALL INSTALLAZIONE DI UN SISTEMA FISSO AUTOMATICO DI RIVELAZIONE E ALLARME D INCENDIO La presente guida mette in risalto solo alcuni punti salienti estrapolati dalla specifica norma UNI 9795 con l

Dettagli

LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI

LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI LA MOVIMENTAZIONE E LO STOCCAGGIO DEI MATERIALI a cura di Marialuisa Diodato SERVIZIO PREVENZIONE E PROTEZIONE V IA A LBERTONI, 15-40138 BOLOGNA! 051.63.61.371-FAX 051.63.61.358 E-mail: spp@aosp.bo.it

Dettagli

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA

CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA CITTÀ di FABRIANO PROVINCIA DI ANCONA Settore Assetto e Tutela del Territorio Oggetto: Lavori di adeguamento alle norme di igiene e sicurezza e realizzazione di dotazioni impiantistiche presso il Sant

Dettagli

COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE Provincia di Pistoia REGOLAMENTO DELL ARCHIVIO DEL COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE

COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE Provincia di Pistoia REGOLAMENTO DELL ARCHIVIO DEL COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE Provincia di Pistoia REGOLAMENTO DELL ARCHIVIO DEL COMUNE DI SERRAVALLE PISTOIESE approvato con Deliberazione C. C. n 56 del 29-10-2013 Articolo 1. Impianto del Regolamento

Dettagli

Impianti di rilevamento fumi (Norme di installazione)

Impianti di rilevamento fumi (Norme di installazione) Norme di installazione Protezione contro i contatti diretti e indiretti: La protezione contro i contatti diretti ed indiretti degli apparecchi elettrici ed elettronici presenti nell impianto e dei rispettivi

Dettagli

TENDE TAGLIA FUOCO E TAGLIA FUMO AD USO CIVILE E INDUSTRIALE

TENDE TAGLIA FUOCO E TAGLIA FUMO AD USO CIVILE E INDUSTRIALE TENDE TAGLIA FUOCO E TAGLIA FUMO AD USO CIVILE E INDUSTRIALE Descrizione dei prodotti Le cortine taglia fuoco e taglia fumo FANANI FIRE sono state progettate per contenere l espansione di fiamme e fumi

Dettagli

PREVENZIONE INCENDI norme e procedure

PREVENZIONE INCENDI norme e procedure PREVENZIONE INCENDI norme e procedure dott. ing. Gioacchino Giomi COMANDANTE VIGILI DEL FUOCO ROMA 1 abitazione 2 fabbrica 3 albergo 4 albergo 5 CHE COSA E LA PREVENZIONE INCENDI è una funzione di preminente

Dettagli

REGIONE EMILIA-ROMAGNA

REGIONE EMILIA-ROMAGNA REGIONE EMILIA-ROMAGNA SCHEDA INFORMATIVA PER RICHIESTE DI CONCESSIONE EDILIZIA, AUTORIZZAZIONE E PER NOTIFICA DI AMBIENTI DI LAVORO AL SINDACO DEL COMUNE DI (1) prot. n del AL SERVIZIO DI PREVENZIONE

Dettagli

Lo stoccaggio dei materiali può avvenire sia a terra si su apposite attrezzature: gli scaffali.

Lo stoccaggio dei materiali può avvenire sia a terra si su apposite attrezzature: gli scaffali. Mezzi di warehousing Le attrezzature per lo stoccaggio comprendono tutti i mezzi che non possono seguire il materiale durante i suoi movimenti. Si tratta quindi di "mezzi fissi", cioè di attrezzature facenti

Dettagli

MODELLO DI REGISTRO DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO

MODELLO DI REGISTRO DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO I PRODOTTI DI Modelli per la valutazione dei rischi, Kit, Linee guida, Registro della Sicurezza Antincendio (cod. 300.41) DIMOSTRATIVO MODELLO DI REGISTRO DELLA SICUREZZA ANTINCENDIO Modello di REGISTRO

Dettagli

IMPRESA SICURA s.r.l.

IMPRESA SICURA s.r.l. REGISTRO DEI CONTROLLI E DELLA MANUTENZIONE ANTINCENDIO ai sensi del D.P.R. 151/2011 IMPRESA SICURA s.r.l. Via N. Bixio n. 6 47042 - Cesenatico (FC) Tel. 0547.675661 - Fax. 0547.678877 e-mail: info@impresasicurasrl.it

Dettagli

La protezione attiva

La protezione attiva LEZIONE 33 La protezione attiva L insieme delle misure di protezione che richiedono l azione di un uomo o l azionamento di un impianto sono quelle finalizzate alla precoce rilevazione dell incendio, alla

Dettagli

REGOLAMENTO GENERALE PER L ARCHIVIO ULSS Allegato alla deliberazione del Direttore Generale n. 636 del 14.12.2010

REGOLAMENTO GENERALE PER L ARCHIVIO ULSS Allegato alla deliberazione del Direttore Generale n. 636 del 14.12.2010 REGOLAMENTO GENERALE PER L ARCHIVIO ULSS Allegato alla deliberazione del Direttore Generale n. 636 del 14.12.2010 Art. 1 FUNZIONE DELL ARCHIVIO 1. Ai sensi del D.L.vo 22 gennaio 2004 n. 42 e dl DPR 28

Dettagli

Inpdap ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI DELL AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DIREZIONE COMPARTIMENTALE DELLA LOMBARDIA

Inpdap ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI DELL AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DIREZIONE COMPARTIMENTALE DELLA LOMBARDIA Inpdap ISTITUTO NAZIONALE DI PREVIDENZA PER I DIPENDENTI DELL AMMINISTRAZIONE PUBBLICA DIREZIONE COMPARTIMENTALE DELLA LOMBARDIA EDIFICIO SITO IN VIA FORTEZZA N. 11 - MILANO SEDE TERRITORIALE INPDAP ATTIVITA

Dettagli

È assolutamente vietato utilizzare apparecchiature elettriche non a norma. Evitare l uso di prese multiple. Non utilizzare apparecchiature

È assolutamente vietato utilizzare apparecchiature elettriche non a norma. Evitare l uso di prese multiple. Non utilizzare apparecchiature LAVORO ELETTRICO In Italia la norma CEI 11-48 del 1998 stabilisce le prescrizioni generali per l esercizio sicuro degli impianti elettrici e per l esecuzione dei lavori su od in prossimità di tali impianti.

Dettagli

Comune di Agerola Provincia di Napoli --------

Comune di Agerola Provincia di Napoli -------- 1 Comune di Agerola Provincia di Napoli -------- SERVIZIO REFEZIONE SCOLASTICA PER SCUOLE MATERNE REQUISITI CENTRO COTTURA ALLEGATO C LOCALI: I locali devono essere distinti l uno dall altro in funzione

Dettagli

2. I mobili e gli arredi devono essere disposti in modo da consentire agevoli spostamenti, lasciando libero l accesso ai locali.

2. I mobili e gli arredi devono essere disposti in modo da consentire agevoli spostamenti, lasciando libero l accesso ai locali. DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA PERSONALE DOCENTE E ATA: istruzioni sull uso di mobili ed arredi, attrezzature e macchine, apparecchiature elettriche. Si evidenziano di seguito le istruzioni sull

Dettagli

CLASSIFICAZIONE INCENDI

CLASSIFICAZIONE INCENDI Lucidi lezione "Normativa Antincendio" Conformità edifici civili ed industriali alle norme di prevenzione incendi. Fase progettuale: - Vie di esodo - Autorimesse - Locali per impianti tecnologici (CT,

Dettagli

Rifacimento totale degli impianti elettrici dell edificio scolastico Ungaretti sito in Via Volvera 14 nel Comune di Piossasco (TO)

Rifacimento totale degli impianti elettrici dell edificio scolastico Ungaretti sito in Via Volvera 14 nel Comune di Piossasco (TO) PROGETTO ESECUTIVO Oggetto: FASCICOLO DELL OPERA Rifacimento totale degli impianti elettrici dell edificio scolastico Ungaretti sito in Via Volvera 14 nel Comune di Piossasco (TO) Committente: COMUNE DI

Dettagli

Prime indicazioni e misure finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro per la stesura dei piani di sicurezza

Prime indicazioni e misure finalizzate alla tutela della salute e sicurezza dei luoghi di lavoro per la stesura dei piani di sicurezza Azienda certificata in conformità alla norma UNI EN ISO 9001:2000 Sede Legale : 15100 Alessandria - Via Venezia, n. 16 - C. F. - Partita I.V.A.: 01640560064 OPERE DI COMPARTIMENTAZIONE DI N. 3 VANI SCALA

Dettagli

due LA SICUREZZA DEGLI APPARECCHI DOMESTICI CASA sicura GUIDA ALLA SICUREZZA NELL AMBIENTE DOMESTICO

due LA SICUREZZA DEGLI APPARECCHI DOMESTICI CASA sicura GUIDA ALLA SICUREZZA NELL AMBIENTE DOMESTICO due GUIDA ALLA SICUREZZA NELL AMBIENTE DOMESTICO CASA sicura LA SICUREZZA DEGLI APPARECCHI DOMESTICI Ministero delle Attività Produttive Direzione Generale Armonizzazione Mercati e Tutela Consumatori www.casasicura.info

Dettagli

PARERE PREVENTIVO. Tempi di attesa: Il parere verrà espresso entro 30 giorni dall arrivo della richiesta al Servizio SPISAL.

PARERE PREVENTIVO. Tempi di attesa: Il parere verrà espresso entro 30 giorni dall arrivo della richiesta al Servizio SPISAL. PARERE PREVENTIVO Richiesta di parere preventivo: il privato cittadino, il libero professionista o la ditta possono richiedere un parere preventivo per la realizzazione di nuova costruzione, ampliamento,

Dettagli

PARERE PREVENTIVO. - Tempi di attesa: Il parere verrà espresso entro 30 giorni dall arrivo della richiesta al Servizio SPISAL.

PARERE PREVENTIVO. - Tempi di attesa: Il parere verrà espresso entro 30 giorni dall arrivo della richiesta al Servizio SPISAL. PARERE PREVENTIVO - Richiesta di parere preventivo: il privato cittadino, il libero professionista o la ditta possono richiedere un parere preventivo per la realizzazione di nuova costruzione, ampliamento,

Dettagli

Per una migliore conservazione del patrimonio documentario, considerato dalla legge bene demaniale, si chiede l attiva collaborazione degli utenti.

Per una migliore conservazione del patrimonio documentario, considerato dalla legge bene demaniale, si chiede l attiva collaborazione degli utenti. Regolamento Regolamento della sala di studio e della sala mediateca Per una migliore conservazione del patrimonio documentario, considerato dalla legge bene demaniale, si chiede l attiva collaborazione

Dettagli

ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE CIRO POLLINI - MORTARA La sicurezza nella scuola

ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE CIRO POLLINI - MORTARA La sicurezza nella scuola ISTITUTO PROFESSIONALE STATALE CIRO POLLINI - MORTARA La sicurezza nella scuola Opuscolo informativo per gli studenti Strumento d informazione ai sensi del D. Lgs. 81/2008. L utente è tenuto a conoscerne

Dettagli

PIANO DELLE MISURE PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI ( DLgs 9 aprile 2008, n. 81 ed integrazione DLgs 3 agosto 2009, n. 106 )

PIANO DELLE MISURE PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI ( DLgs 9 aprile 2008, n. 81 ed integrazione DLgs 3 agosto 2009, n. 106 ) Allegato 06 REGISTRO CONTROLLI PRESIDI E SISTEMI ANTINCENDIO CASSETTA DI PRIMO SOCCORSO DLgs 9 aprile 2008, n. 81 ed integrazioni DLgs 3 agosto 2009, n. 106 PIANO DELLE MISURE PER LA SICUREZZA DEI LAVORATORI

Dettagli

Regolamento per il prestito temporaneo di opere e documenti di archivio per mostre ed esposizioni

Regolamento per il prestito temporaneo di opere e documenti di archivio per mostre ed esposizioni Regolamento per il prestito temporaneo di opere e documenti di archivio per mostre ed esposizioni L Archivio del Moderno concede il prestito di opere e di documenti conservati nei propri fondi e collezioni

Dettagli

Lezione n. 2. La Protezione Antincendio. 1 A parte.

Lezione n. 2. La Protezione Antincendio. 1 A parte. Lezione n. 2 La Protezione Antincendio. 1 A parte. La Protezione Antincendio. Come già accennato la protezione antincendio consiste nell insieme delle misure finalizzate alla riduzione dei danni conseguenti

Dettagli

LICEO SCIENTIFICO STATALE GIOVANNI DA PROCIDA via De Falco, 2 84126 Salerno 089 236665 info@liceodaprocida.it www.liceodaprocida.

LICEO SCIENTIFICO STATALE GIOVANNI DA PROCIDA via De Falco, 2 84126 Salerno 089 236665 info@liceodaprocida.it www.liceodaprocida. 3 L EDIFICIO SCOLASTICO 3.1 DESCRIZIONE DELL EDIFICIO SCOLASTICO 3.1.1.IMPIANTO TERMICO CENTRALE -E presente all interno dell edificio nel piano seminterrato il locale caldaie. Ciascuna delle due caldaie

Dettagli

Allegato 07 - Norme prevenzione incendi

Allegato 07 - Norme prevenzione incendi Allegato 07 - Norme prevenzione incendi Estratto dal: Decreto Ministeriale del 10 marzo 1998 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro. 3.1. DEFINIZIONI

Dettagli

DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 N 64. Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro

DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 N 64. Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro DECRETO MINISTERIALE 10 MARZO 1998 N 64 Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell emergenza nei luoghi di lavoro Art. 2. - Valutazione dei rischi di incendio 1. Obbligo del datore

Dettagli

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO. Comune di Pisa

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO. Comune di Pisa DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEL RISCHIO INCENDIO DOCUMENTO REDATTO AI SENSI DEL D. Lgs. 9 aprile 2008, n 81 D.M. 10 marzo 1998 D.P.R. 151 11 agosto 2011 Comune di Pisa Asilo Nido Marina di Pisa Il tecnico

Dettagli

MODELLO UNICO DI DOMANDA. RICHIEDE (vistare l'opzione che interessa)

MODELLO UNICO DI DOMANDA. RICHIEDE (vistare l'opzione che interessa) SCHEDA A MODELLO UNICO DI DOMANDA DIPARTIMENTO DI PREVENZIONE Al SERVIZIO Pre.S.A.L. ASL RM F (Marca da bollo) Via Terme di Traiano 39/a 00053 Civitavecchia IL SOTTOSCRITTO nato a il residente in (comune,

Dettagli

AZIENDA COMMITTENTE. ACI Ufficio Provinciale di. Datore di lavoro. Indirizzo CAP CITTA telefono fax DESCRIZIONE DELL ATTIVITA OGGETTO DEL CONTRATTO:

AZIENDA COMMITTENTE. ACI Ufficio Provinciale di. Datore di lavoro. Indirizzo CAP CITTA telefono fax DESCRIZIONE DELL ATTIVITA OGGETTO DEL CONTRATTO: Informazione sui rischi presenti nell ambiente di lavoro Misure da adottare per eliminare/ridurre al minimo i rischi di interferenze (art. 26 del D. Lgs. 9 Aprile 2008 n. 81 e succ. m. i.) Pagina 1/9 Premessa

Dettagli

Autorità Nazionale Anticorruzione

Autorità Nazionale Anticorruzione Autorità Nazionale Anticorruzione CAPITOLATO TECNICO GARA A PROCEDURA APERTA SOTTO SOGLIA PER L AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI GESTIONE DELL ARCHIVIO DI DEPOSITO DELL AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE Oggetto:

Dettagli

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 1995, n. 418.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 1995, n. 418. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 30 giugno 1995, n. 418. Regolamento concernente norme di sicurezza antincendio per gli edifici di interesse storico-artistico destinati a biblioteche ed archivi.

Dettagli

Requisiti strutturali e tecnologici delle unità d offerta sociosanitarie Normativa di riferimento

Requisiti strutturali e tecnologici delle unità d offerta sociosanitarie Normativa di riferimento Requisiti strutturali e tecnologici delle unità d offerta sociosanitarie Normativa di riferimento Nella tabella sono riportati i principali riferimenti normativi vigenti alla data del 1/7/2014, fatte salve

Dettagli

DICHIARAZIONE DI AGIBILITA DI EDIFICI DESTINATI AD ATTIVITA ECONOMICHE

DICHIARAZIONE DI AGIBILITA DI EDIFICI DESTINATI AD ATTIVITA ECONOMICHE MODULISTICA UNIFICATA REGIONE LOMBARDIA (ai sensi dell art. 5 della l.r. 1/2007) Al Comune di Merlino Settore Tecnico Sede DICHIARAZIONE DI AGIBILITA DI EDIFICI DESTINATI AD ATTIVITA ECONOMICHE Il/La sottoscritto/a

Dettagli

Progettazione Tecnologica e Impianti IMPIANTI TECNICI. corso di laurea specialistica in Scienze dell Architettura

Progettazione Tecnologica e Impianti IMPIANTI TECNICI. corso di laurea specialistica in Scienze dell Architettura Progettazione Tecnologica e Impianti IMPIANTI TECNICI corso di laurea specialistica in Scienze dell Architettura Firenze, A.A. 2005/2006 Ing.Gabriele Raffellini Pagina web http://web.taed.unifi.it/fisica_tecnica/gabriele/gabriele.htm

Dettagli

voto peso % voto pesato voto peso % voto pesato valore soglia minima Analisi del sito Analisi del sito

voto peso % voto pesato voto peso % voto pesato valore soglia minima Analisi del sito Analisi del sito SISTEMA DI PESATURA DELLE SCHEDE DEI REQUISITI Modalità di calcolo del punteggio pesato: 1 Voto del requisito x peso = Voto pesato del requisito 2 Somma dei voti pesati del requisito = voto dell'area di

Dettagli

B C. della SICUREZZA negli ALBERGHI Manuale ad uso dei lavoratori Informazione ai sensi dell art. 36 e dei Titoli II e III del D.Lgs. 81/2008 e s.m.

B C. della SICUREZZA negli ALBERGHI Manuale ad uso dei lavoratori Informazione ai sensi dell art. 36 e dei Titoli II e III del D.Lgs. 81/2008 e s.m. ROCCO VITALE A B C della SICUREZZA negli ALBERGHI Manuale ad uso dei lavoratori Informazione ai sensi dell art. 36 e dei Titoli II e III del D.Lgs. 81/2008 e s.m. 1 A B C della SICUREZZA negli ALBERGHI

Dettagli

ARCHIVIO STORICO FONDO GNECCHI RUSCONE GAVAZZI

ARCHIVIO STORICO FONDO GNECCHI RUSCONE GAVAZZI COMUNI DI VERDERIO INFERIORE E VERDERIO SUPERIORE PROVINCIA DI LECCO ARCHIVIO STORICO FONDO GNECCHI RUSCONE GAVAZZI REGOLAMENTO PER LA CONSULTAZIONE DEI DOCUMENTI PRESSO LA BIBLIOTECA INTERCOMUNALE (Approvato

Dettagli

Applicazione D.M. 18 Settembre 2002 agli impianti gas medicali: Parte 2: Requisiti specifici

Applicazione D.M. 18 Settembre 2002 agli impianti gas medicali: Parte 2: Requisiti specifici Applicazione D.M. 18 Settembre 2002 agli impianti gas medicali: Parte 2: Requisiti specifici Elio PATETTA Dottore in Ingegneria Biomedica Vice Presidente AIIGM POLITECNICO DI MILANO, 13 Dicembre 2011 SOMMARIO

Dettagli

ALLEGATO A/4 (DESCRIZIONE OPERAZIONI DI FACCHINAGGIO INTERNO ED ESTERNO)

ALLEGATO A/4 (DESCRIZIONE OPERAZIONI DI FACCHINAGGIO INTERNO ED ESTERNO) PROCEDURA APERTA PER L AFFIDAMENTO DEI SERVIZI DI PULIZIA, DISINFESTAZIONE E DERATTIZZAZIONE, PORTIERATO, FACCHINAGGIO INTERNO ED ESTERNO, PER UFFICI E SERVIZI PROVINCIALI CIG: 4178959A0D ALLEGATO A/4

Dettagli

SEDI D ARCHIVIO: CARATTERISTICHE E REQUISITI

SEDI D ARCHIVIO: CARATTERISTICHE E REQUISITI Ministero per i Beni e le Attività Culturali SOPRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER IL PIEMONTE E LA VALLE D AOSTA Torino SEDI D ARCHIVIO: CARATTERISTICHE E REQUISITI 1 DOVERI DI CONSERVAZIONE E ALLESTIMENTO

Dettagli

4 Standard Promuovere un posto di lavoro sano Ambienti di lavoro Microclima Illuminazione

4 Standard Promuovere un posto di lavoro sano Ambienti di lavoro Microclima Illuminazione 4 Standard Promuovere un posto di lavoro sano Ambienti di lavoro Microclima Illuminazione D.Lgs 81/08 - TITOLO II LUOGHI DI LAVORO Articolo 63- Requisiti di salute e sicurezza Allegato IV Luoghi di di

Dettagli

IDENTIFICAZIONE AZIENDA. FIGURE PREPOSTE ALLA SICUREZZA SUI LUGHI DI LAVORO (indicare solo se sono presenti)

IDENTIFICAZIONE AZIENDA. FIGURE PREPOSTE ALLA SICUREZZA SUI LUGHI DI LAVORO (indicare solo se sono presenti) IDENTIFICAZIONE AZIENDA Ragione Sociale Azienda Nome del Datore di lavoro/legale Rappresentante (identificato con chi ha il potere di spesa e decisionale) P.Iva Azienda Codica Fiscale Azienda Tel Azienda

Dettagli

Giovanna Giubbini. Archivio di Stato di Ancona

Giovanna Giubbini. Archivio di Stato di Ancona Archivio di Stato di Ancona A un anno dal sisma Gli archivi nel territorio mantovano Mantova, 29 maggio 2013 Le esperienze di messa in sicurezza del patrimonio archivistico nelle Marche: una cooperazione

Dettagli

CANILI PRIVATI E PENSIONI PER CANI (Tipologia dei locali e condizioni minime obbligatorie)

CANILI PRIVATI E PENSIONI PER CANI (Tipologia dei locali e condizioni minime obbligatorie) CANILI PRIVATI E PENSIONI PER CANI (Tipologia dei locali e condizioni minime obbligatorie) A. REPARTO RICOVERO CANI B. REPARTO ISOLAMENTO (PER CANI AMMALATI O SOSPETTI O DI NUOVA INTRODUZIONE) C. AREA

Dettagli

PERMESSO DI COSTRUIRE

PERMESSO DI COSTRUIRE PERMESSO DI COSTRUIRE - Dove si presenta : L istanza per l autorizzazione alla realizzazione di nuova costruzione, ampliamento, variante o cambio d uso di edifici da adibire ad attività lavorative deve

Dettagli

GESTIONE DI ALCUNI SERVIZI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE Durata: 2 anni dalla data di sottoscrizione del contratto

GESTIONE DI ALCUNI SERVIZI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE Durata: 2 anni dalla data di sottoscrizione del contratto Allegato 3 COMUNE DI BORGO SAN LORENZO DOCUMENTO UNICO DELLA VALUTAZIONE DEI RISCHI DA INTERFERENZE Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, art. 26 GESTIONE DI ALCUNI SERVIZI DELLA BIBLIOTECA COMUNALE

Dettagli

Esempi di di misure di di prevenzione

Esempi di di misure di di prevenzione Esempi di di misure di di prevenzione (tecniche organizzative e procedurali) proposte nelle Linee operative GDO Giorgio Zecchi SPSAL AUSL di RE Nel sopralluogo di vigilanza sulle misure di tutela occorre

Dettagli

Descrizione Copertura:

Descrizione Copertura: Soluzioni Progettuali Scheda: SP09 Rev: 09/07/2009 9.47.00 Pagina 1/8 Descrizione Copertura: STATO DI FATTO COPERTURA CON PIANTA AD L E PADIGLIONE Nuova Esistente Praticabile Non Praticabile Si tratta

Dettagli

La nuova regola tecnica sui centri commerciali (D.M. 27 luglio 2010)

La nuova regola tecnica sui centri commerciali (D.M. 27 luglio 2010) Corso scienza e tecnica della prevenzione incendi Pisa 11-12 Aprile 2014 La nuova regola tecnica sui centri commerciali (D.M. 27 luglio 2010) Dr. Ing. Fabio Bernardi C.N.VV.F. 1 2 Attività commerciali

Dettagli

2 Principali misure di protezione antincendio da adottare

2 Principali misure di protezione antincendio da adottare Cancelleria comunale Via Municipio 13 6850 Mendrisio 058 688 31 10 cancelleria@mendrisio.ch mendrisio.ch C O STRUZIONI P R OVVISORI E L I N EE GUI D A DI PROTEZIONE ANTINCENDIO 1 Scopi e basi legali 1.1

Dettagli

VADEMECUM ADDETTI SICUREZZA E PREPOSTI INFORMAZIONI PRELIMINARI PER UN CORRETTO SVOLGIMENTO DELLE MANSIONI DEGLI ADDETTI ALLA SICUREZZZA

VADEMECUM ADDETTI SICUREZZA E PREPOSTI INFORMAZIONI PRELIMINARI PER UN CORRETTO SVOLGIMENTO DELLE MANSIONI DEGLI ADDETTI ALLA SICUREZZZA VADEMECUM ADDETTI SICUREZZA E PREPOSTI INFORMAZIONI PRELIMINARI PER UN CORRETTO SVOLGIMENTO DELLE MANSIONI DEGLI ADDETTI ALLA SICUREZZZA INTRODUZIONE A norma del Decreto 26 Agosto 1992 il Dirigente scolastico

Dettagli

La nuova UNI 9795 Lancenigo di Villorba (TV), 13 ottobre 2010. per realizzare un Impianto secondo

La nuova UNI 9795 Lancenigo di Villorba (TV), 13 ottobre 2010. per realizzare un Impianto secondo La Norma Tecnica impiantistica UNI 9795: 2010 per realizzare un Impianto secondo la Regola dell Arte M. Damoli 1 Norma UNI 9795 NORMA ITALIANA Gennaio 2010 TITOLO: Sistemi Fissi Automatici di Rivelazione

Dettagli

Parapetti provvisori quali sistemi collettivi di protezione dei bordi

Parapetti provvisori quali sistemi collettivi di protezione dei bordi Martedì 22 luglio2014, dalle ore 15.00 alle ore 17.00 presso la sede CPT, Viale Milano 56/60 Lodi Parapetti provvisori quali sistemi collettivi di protezione dei bordi ing. Massimiliano Colletta I LAVORI

Dettagli

ARCA, marchio di qualità per gli edifici in legno 7 ottobre 2011 MADE Rho (MI)

ARCA, marchio di qualità per gli edifici in legno 7 ottobre 2011 MADE Rho (MI) ARCA, marchio di qualità per gli edifici in legno 7 ottobre 2011 MADE Rho (MI) La sicurezza al fuoco nella progettazione e posa in opera di canne fumarie Dott.ing. Paolo Bosetti Servizio Antincendi e Protezione

Dettagli

Il parere di conformità nella prevenzione incendi

Il parere di conformità nella prevenzione incendi 92 2.2.5.1.1 Tipi di estintore Gli estintori di distinguono: in base all agente estinguente utilizzato in: polvere idrocarburi alogenati (halon) anidride carbonica (CO 2 ) schiuma acqua in base alle dimensioni

Dettagli

IMPIANTI DI RIVELAZIONE INCENDIO. Ing. PAOLO MAURIZI Corso 818/84

IMPIANTI DI RIVELAZIONE INCENDIO. Ing. PAOLO MAURIZI Corso 818/84 IMPIANTI DI RIVELAZIONE INCENDIO Ing. PAOLO MAURIZI Corso 818/84 GENERALITA E OBIETTIVI Misure di protezione incendi Protezione di tipo attivo Salvaguardia della incolumità delle persone (attraverso un

Dettagli

D. Lgs. 81/08 TITOLO IX - SOSTANZE PERICOLOSE Capo I Protezione da agenti chimici

D. Lgs. 81/08 TITOLO IX - SOSTANZE PERICOLOSE Capo I Protezione da agenti chimici D. Lgs. 81/08 TITOLO IX - SOSTANZE PERICOLOSE Capo I Protezione da agenti chimici Claudio Arcari Piacenza,15 Febbraio 2001 Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81 Titolo I Titolo II Titolo III Titolo

Dettagli

Verifica della conformità normativa 2

Verifica della conformità normativa 2 Verifica della conformità normativa 2 Per una corretta gestione della sicurezza è necessario predisporre (vedi allegato 2.A.) e archiviare l apposita documentazione. 2.1 Elenco documentazione Certificato

Dettagli

Perizia rischio residuo ai sensi art 44g RLE cpv2 (ad ausilio dei Municipi)

Perizia rischio residuo ai sensi art 44g RLE cpv2 (ad ausilio dei Municipi) Istruzioni Canton Ticino nr. 02 Perizia rischio residuo ai sensi art 44g RLE cpv2 (ad ausilio dei Municipi) Il presente formulario non è vincolante, ma rappresenta un mezzo ausiliario per le autorità di

Dettagli

La nuova regola tecnica sui centri commerciali (D.M. 27 luglio 2010)

La nuova regola tecnica sui centri commerciali (D.M. 27 luglio 2010) La nuova regola tecnica sui centri commerciali (D.M. 27 luglio 2010) 1 Attività commerciali Obbligo del C.P.I. ai sensi del punto 87 del D.M. 16 febbraio 1982 Locali, adibiti ad esposizione e/o vendita,

Dettagli

COMUNE DI FINALE EMILIA

COMUNE DI FINALE EMILIA COMUNE DI FINALE EMILIA PROVINCIA DI MODENA DETERMINAZIONE N. 922 DEL 12/11/2013 PROPOSTA N. 191 Centro di Responsabilità: Servizi Sociali, Istruzione, Associazionismo, Cultura, Promozione del Territorio

Dettagli

Caricamento supporti di stampa

Caricamento supporti di stampa Caricamento supporti di stampa In questo capitolo sono inclusi i seguenti argomenti: "Supporti di stampa supportati" a pagina 2-2 "Caricamento dei supporti di stampa nel cassetto 1" a pagina 2-7 "Caricamento

Dettagli

Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione arch. Antonio Esposito Comando Provinciale VV.F. Pisa

Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione arch. Antonio Esposito Comando Provinciale VV.F. Pisa «Scienza e Tecnica della Prevenzione Incendi» A.A. 2013-2014 Norme di sicurezza antincendi per gli edifici di civile abitazione arch. Antonio Esposito Comando Provinciale VV.F. Pisa DPR 151/2011 Regolamento

Dettagli