Bergoglio e pregiudizio

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "Bergoglio e pregiudizio"

Transcript

1 CON LE MONDE DIPLOMATIQUE + EURO 1,50 Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, Aut. GIPA/C/RM/23/2013 ANNO XLIII. N. 4. DOMENICA 5 GENNAIO 2014 EURO 1,50 PD-GOVERNO Fassina «chi?». E Renzi scivola verso il rimpasto U n gesto sprezzante di Matteo Renzi apre il primo terremoto nel governo «amico». Tutto interno al Pd. Gli hanno chiesto del viceministro Stefano Fassina e il segretario ha fatto finta ELEZIONI IN SARDEGNA di non capire, «chi?». E Fassina ha presentato dimissioni «irrevocabili» (a ottobre era tornato indietro), approfittando per portare all estreme conseguenze una scelta politica compiuta da tempo. Renzi, secondo Fassina, deve assumersi la responsabilità di nominare una squadra di governo in linea con il nuovo corso. Non può cioè continuare a bombardare il governo di cui è il primo azionista. Alle dimissioni Il Pd nel caos alla ricerca di un candidato. Renzi dà «libertà di scelta» ai vertici regionali del partito i renziani rispondono con il gelo: il rimpasto sarà un problema anche loro. FABOZZI PAGINA 3 COSTANTINO COSSU PAGINA 3 La posizione del Vaticano su gay e lesbiche non cambia, ma le coppie di fatto non sono più un tabù. E mentre il papa parla di «nuova sfida», nel governo è scontro sulle unioni civili. Con Forza Italia schierata a favore, Alfano resta solo PAGINE 2,3 BIANI INVERTIRE LA ROTTA La nuova Europa non cade dal cielo Monica Frassoni I l 21 dicembre scorso, il manifesto ha ospitato l appello «Invertire la rotta» di un gruppo di eminenti intellettuali tra i quali Stefano Rodotà e Guido Rossi, che auspica un deciso cambio di rotta delle politiche europee e in particolare la non applicazione dell obbligo del pareggio di bilancio previsto dal fiscal compact; appello meritorio, perché nel fumoso dibattito italo-italico cerca di riportare l attenzione sull importanza delle politiche europee; qualche giorno dopo Michele Salvati sul Corriere della Sera si è chiesto se quell appello sia «utile ed educativo» in quanto, concentrandosi sulle politiche europee e non sulla necessità di intervenire con delle riforme interne per rimediare ai mali nazionali, lascia fuori una parte assolutamente cruciale dell azione utile per uscire dalla crisi. CONTINUA PAGINA 6 INDUSTRIA La Fiat e le politiche fallimentari Roberto Romano, Andrea Di Stefano L a recente operazione Fiat sul mercato americano non deve sorprendere. È perfettamente in linea con le politiche adottate da Marchionne. Non tanto per le politiche di delocalizzazione, serie ma non importanti, piuttosto la necessità di Fiat di agganciare un player (paese) adeguato per conseguire le necessarie economie di scala al fine di ridimensionare gli alti costi fissi delle imprese automobilistiche. La Fiat è (forse) importante per l Italia, ma nel consesso europeo non si configura nemmeno come una multinazionale tascabile. Nel settore dell automotive non è tra le prime multinazionali. CONTINUA PAGINA 5 IL MANIFESTO E CUBA Quell analisi poco «creativa» Bergoglio e pregiudizio Aldo Garzia N el 2014 si può discutere di Cuba senza cadere nel clima da derby Roma-Lazio? Dimostra quanto sia difficile farlo un articolo di Pierluigi Battista, sul Corriere della Sera di ieri, particolarmente velenoso contro Ignacio Ramonet per una conversazione con Fidel Castro ospitata da questo giornale e contro il manifesto per le sue contraddittorie posizioni su Cuba. CONTINUA PAGINA 8 LAMPEDUSA PAGINA 4 Gli ispettori della Legacoop: «Il centro di accoglienza è un lager e va chiuso» AVELLINO PAGINA 5 Isochimica, fabbrica di veleni «Così mangiavamo l amianto» IRAQ PAGINA 7 Bandiere nere di al Qaeda sui tetti di Fallujah, schiaffo per Maliki e gli Usa CAMPAGNA ABBONAMENTI Battaglieri sulle questioni ambientali L Italia è un Paese che non ha mai davvero fatto seriamente i conti col proprio passato e la propria storia. E questo vale anche per alcune delle questioni ambientali irrisolte e oscure, come quelle delle «navi a perdere» o la gestione criminale dei rifiuti tossici che da nord a sud si sono ripetute in modo inquietante. Anche sul versante "legale" come l'inquinamento delle aree industriali Giuseppe Onufrio cambiamenti del clima alla deforestazione, all inquinamento della catena alimentare e delle filiere produttive, la battaglia per una maggiore responsabilità sociale del nostro Paese è ancora da affermare: gli interessi di chi vuole difendere scelte sbagliate e proteggere gli inquinatori, a partire dalle fonti fossili, sono ancora prevalenti. Per le associazioni ambientaliste - da Taranto a Porto Tolle, da Marghera alle tante aree da bonificare - la battaglia per la tutela dell ambiente in cui viviamo e per affermare il principio che «chi inquina paga» è ancora in corso. E anche per le questioni che riguardano l ambiente globale, dai come più in generale per le organizzazioni della so- cietà civile, la presenza di una testata libera e battagliera come il manifesto rappresenta uno strumento importante e uno spazio critico da difendere. * direttore Greenpeace Italia Abbonamenti 2014

2 pagina 2 il manifesto DOMENICA 5 GENNAIO 2014 BERGOGLIO E PREGIUDIZIO Chiesa La posizione ufficiale del magistero è sempre la stessa. Tuttavia adesso per il papa l omosessualità non è più un tabù, ma un tema di confronto /FOTO TAM TAM La sfida di Francesco Su «Civiltà Cattolica», parlando dell educazione dei figli di coppie omosessuali, Bergoglio dice che bisogna interrogarsi su come annunciare il Vangelo «a una generazione che cambia» Luca Kocci S ul tema delle coppie omosessuali il dibattito è aperto anche nella Chiesa di papa Francesco. La posizione del magistero ufficiale non è cambiata: le relazioni omosessuali sono «gravi depravazioni», l unica via di salvezza resta la «castità» («gli atti di omosessualità sono intrinsecamente disordinati» e «contrari alla legge naturale», non sono il frutto di una vera complementarietà affettiva e sessuale, in nessun caso possono essere approvati», ricorda il Catechismo della Chiesa cattolica). Tuttavia è innegabile che quello che era un tabù, soprattutto durante i pontificati di Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger, da quando Jorge Mario Bergoglio è salito sulla cattedra di Pietro è diventato argomento di discussione e confronto. Il tema lo ha rilanciato papa Francesco anche nel colloquio con i superiori delle congregazioni religiose maschili pubblicato ieri da Civilità Cattolica in un lungo articolo firmato dal direttore del quindicinale dei gesuiti, padre Antonio Spadaro (anche se, siccome l incontro è avvenuto il 29 novembre, interpretarlo come un inserimento papalino nel dibattito politico di questi giorni è assolutamente fuori luogo). Parlando dell educatore che deve «essere all altezza delle persone che educa» e interrogarsi su come annunciare il Vangelo «a una generazione che cambia», Bergoglio rievoca un episodio accaduto a Buenos Aires: «Ricordo il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d animo: la fidanzata di mia madre non mi vuole bene». Chiosa Bergoglio: «Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. il manifesto DIR. RESPONSABILE Norma Rangeri CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Benedetto Vecchi (presidente), Matteo Bartocci, Norma Rangeri, Silvana Silvestri, Luana Sanguigni il nuovo manifesto società coop editrice REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE, Roma via A. Bargoni 8 FAX , TEL REDAZIONE AMMINISTRAZIONE SITO WEB: TELEFONI INTERNI SEGRETERIA 576, ECONOMIA 580 AMMINISTRAZIONE ARCHIVIO POLITICA MONDO CULTURE 540 TALPALIBRI VISIONI SOCIETÀ 590 LE MONDE DIPLOM LETTERE 578 iscritto al n del registro stampa del tribunale di Roma autorizzazione a giornale murale registro tribunale di Roma n ilmanifesto fruisce dei contributi statali diretti di cui alla legge n.250 ABBONAMENTI POSTALI PER L ITALIA annuo 320 semestrale 180 versamento con bonifico bancario presso Banca Etica intestato a il nuovo manifesto società coop editrice via A. Bargoni 8, Roma Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede». Leggere queste parole come un apertura alle coppie omosessuali - come pure qualcuno ha fatto - pare forzato. Di sicuro però la questione viene affrontata in termini più problematici del passato. Come del resto già papa Francesco aveva fatto in estate, di ritorno dalla Giornata mondiale della gioventù a Rio de Janeiro, quando in aereo, parlando con i giornalisti, aveva pronunciato la frase che innescò il dibattito: «Chi sono io per giudicare un gay?». Ribadita, e approfondita, nella lunga conversazione con padre Spadaro pubblicata da Civilità cattolica a settembre (e poi in un libro edito da Rizzoli). «Se una persona omosessuale è di buona volontà ed è in cerca di Dio, io non sono nessuno per giudicarla. Dicendo questo io ho detto quello che dice il Catechismo», puntualizza Bergoglio. «Una volta una persona mi chiese se approvavo l omosessualità. Io allora - prosegue papa Francesco - le risposi con un altra domanda: Dio quando guarda a una persona omosessuale ne approva l esistenza con affetto o la respinge condannandola? Bisogna sempre considerare la persona» e «accompagnarla a partire dalla sua condizione». La linea sembra chiara: fermezza nella dottrina - del resto Bergoglio da vescovo di Buenos Aires fu uno dei più strenui oppositori della legge che nel 2011 approvò le unioni tra persone dello stesso sesso, definendola frutto della «invidia del demonio» - ma atteggiamento pastorale meno rigido e più inclusivo. Nel questionario preparato dal Vaticano per interpellare i cattolici di tutto il mondo su temi caldi come le coppie omosessuali e i IBAN: IT 30 P COPIE ARRETRATE 06/ STAMPA litosud Srl via Carlo Pesenti 130, Roma - litosud Srl via Aldo Moro 4, Pessano con Bornago (MI) CONCESSIONARIA ESCLUSIVA PUBBLICITÀ poster pubblicità srl SEDE LEGALE, DIR. GEN. via A. Bargoni 8, Roma tel , fax TARIFFE DELLE INSERZIONI pubblicità commerciale: 368 a modulo (mm44x20) pubblicità finanziaria/legale: 450 a modulo finestra di prima pagina: formato mm 65 x 88, colore 4.550, b/n posizione di rigore più 15% pagina intera: mm 320 x 455 doppia pagina: mm 660 x 455 DIFFUSIONE, CONTABILITÀ. RIVENDITE, ABBONAMENTI: reds, rete europea distribuzione e servizi, v.le Bastioni Michelangelo 5/a Roma - tel , fax chiuso in redazione ore certificato n del tiratura prevista divorziati in vista del Sinodo straordinario dei vescovi sulla famiglia in programma per ottobre 2014, un intero blocco di domande è dedicato alle «unioni di persone dello stesso sesso». «Qual è l atteggiamento delle Chiese locali di fronte alle persone coinvolte in questo tipo di unioni? Quale attenzione pastorale è possibile avere» nei loro confronti?», viene chiesto. E molti di coloro che hanno inviato le risposte ai loro vescovi e in Vaticano - parrocchie, gruppi di base, singoli fedeli - hanno espresso pareri in netta difformità rispetto alle posizioni ufficiali. Allora proprio il Sinodo potrà essere l occasione per verificare se le parole problematiche di papa Bergoglio, oltre a manifestare le buone intenzioni di una prassi pastorale più inclusiva ma in un quadro dottrinale di condanna immutato, comporteranno anche un aggiornamento delle ermeneutiche bibliche e soprattutto del magistero. Senza questi passaggi le aperture resteranno dimezzate. Unioni civili/galan (FI): «IN PARLAMENTO C È LA MAGGIORANZA PER APPROVARLA» «Matteo poteva avere più coraggio, ma io voterò la sua proposta» Carlo Lania ROMA L a proposta di Matteo Renzi sulle unione civili - che prevede parità di diritti tra coppie omo e eterosessuali escludendo matrimonio e adozioni - la giudica «poco coraggiosa». «Si poteva fare di più, comunque è meglio di niente», afferma. E in ogni caso è pronto a votarla, convinto che la maggioranza del parlamento farà come lui. «Temi come i diritti civili appartengono alla coscienza individuale, non ai partiti», dice. C è da credergli. Ignorando le perplessità sollevate nel suo partito, alcuni mesi fa Giancarlo Galan, deputato di Forza Italia, ex ministro ed ex governatore del Veneto, ha presentato un disegno di legge sulle unioni civili in cui, pur senza nominarlo mai, di fatto prevede il martrimonio tra persone dello stesso sesso. Chiaro quindi che si aspettasse qualcosa in più dal segretario del Pd. Galan come giudica la proposta di Renzi sulle unioni civili? Culturalmente arretrata ma comunque sempre meglio di niente, meglio della totale arretratezza che c'è nella legislazione italiana Perché arretrata? Renzi regola anche le unioni di fatto tra uomo e donna, che hanno già un sistema molto buono per regolare il loro rapporto affettivo, la loro felicità, il loro rapporto di coppia. Si chiama matrimonio. Sono gli omosessuali che non hanno niente e allora perché dare a chi non ha nulla una formula diminutiva, un diritto condizionato, un trattarli come minus quam eterosessuali. Perché lei invece è favorevole ai matrimoni gay? Nella mia proposta di legge non ho deliberatamente usato la parola matrimonio per non renderla impraticabile, perché sappiamo com'è l'italia. Però la sostanza è quella. Vede non si può essere liberali a seconda delle convenienza, liberali si ma... Ma niente. Lei sarebbe d'accordo anche per le adozioni alle coppie omosessuali? Non siamo ipocriti. Se si riconoscono gli stessi diritti si riconosce allora anche la possibilità di adottare un bambino. Però io non privilegio affatto il diritto della coppia, ma quello del bambino. E contrariamente a quelli che parlano senza aver visto niente, sono stato negli orfanotrofi in Venezuela, in Uruguay, in Ucraina, in Russia e ho visto decine di centinaia di bambine e bambini che non hanno neppure la speranza di ricevere una carezza nella loro vita. E allora non crede che per loro sia meglio ricevere due carezze da due papà? Va bene ma lei lo voterebbe un disegno di legge sulle unioni civili presentato da Renzi? Sì, obtorto collo ma lo voterei e a Renzi direi che io avrei fatto di meglio. Poteva avere più coraggio. E in Forza Italia quanti lo voterebbero? Abbastanza. Della Forza Italia di adesso abbastanza, della Forza Italia che ho contribuito a fondare nel '94 la stragrande maggioranza. Invece in questa Forza Italia annacquata nel Pdl una significativa minoranza. E in parlamento secondo lei quali altre forze si schiererebbero a favore? Anche qui, non facciamo gli ipocriti. La maggioranza c'è ed è evidentissima. Il Pd come lo vede, tutto convinto? No non tutto. Non tutto perché i retaggi vetero comunisti ci sono ancora. Ma non mi scandalizzo è giusto che sia così. Sono retaggi della chiesa comunista, che era una chiesa ben strutturata, anche se non come l'altra. Sconfiggerli tutti mica è semplice. Cambiamo argomento. E' favorevole anche alla modifica della Bossi-Fini sull'immigrazione? Sì, anche se prima dovrei leggere e studiare le modifiche. Ma mi sembra chiaro che la Bossi-Fini non abbia funzionato. Pensa che il governo rischi sui temi etici? No, perché sarebbe sbagliato se un governo, qualsiasi governo, rischiasse su questo. Perché da buon laico ritengo che siano questioni che attengono alla coscienza individuale. Questo governo rischia per l'assoluta inefficienza che sta dimostrando in campo economico e sociale. E invece Alfano? Alfano dovrebbe chiedersi se quello che sta facendo corrisponde alla volontà degli elettori che lo hanno mandato in parlamento.

3 DOMENICA 5 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 3 BERGOGLIO E PREGIUDIZIO Partito Per il primo colpo pesante al governo «amico» i renziani colpiscono in casa. Ma il rimpasto sarà un problema per il sindaco di Firenze quanto per Letta ROMA M atteo Renzi aveva appena finito di ripetere le solite rassicurazioni - «non sono io che metto in difficoltà il governo» - quando gli è venuto fuori un gesto arrogante che offre l occasione a un suo avversario interno di attaccarlo in contropiede. Fassina? «Chi?», ha fatto finta di non capire in conferenza stampa il segretario. E Stefano Fassina qualche ora dopo si è dimesso. Ma è stata quella del viceministro all economia una mossa politica studiata, preparata con un paio di interviste nell ultima settimana. Che serve a caricare su Renzi la responsabilità dell esecutivo. Può farlo cadere, se vuole. O sostituire i ministri del Pd, se ha voglia di imbarcarsi in un complicato rimpasto. Anzi, a questo punto dovrà probabilmente farlo. E di certo ha messo il governo in difficoltà. Stefano Fassina si dimette, e deve precisare «irrevocabilmente» perché nell ottobre scorso era tornato indietro da un identico annuncio dovuto a un dissenso sulla legge di stabilità, poi Letta lo aveva convinto a restare. Il viceministro riesce adesso a scaricare sul gesto PD Il leader accelera sulla riforma elettorale. «Entro una settimana scopriamo tutti le carte» Renzi: una legge in sette giorni Riccardo Chiari FIRENZE L a «Diritti degni di un paese civile», ma le coppie di fatto vengono dopo il sistema elettorale mistica dell apparire resterà sempre quella del liceale inginocchiato in preghiera in piazza della Vittoria, davanti al classico Dante. Ora che è segretario del Pd e a maggio dice di voler ritornare sindaco di Firenze, Matteo Renzi cerca comunque di smussare alcune convinzioni. Fino ad abbracciare, allargando il suo territorio di caccia al voto, le unioni civili. Declinate come «civil partnership sul modello tedesco», con uno slogan un po fumoso ma di sicuro effetto: «Coppie dello stesso sesso devono avere diritti degni di un paese civile». Attenzione però: i nobili propositi dati all ordine del giorno della prima segreteria democrat del 2014, organizzata dal leader «in uno dei luoghi più belli del mondo», devono finire in secondo piano rispetto al principale obiettivo della giornata: «Chi oggi pone il tema delle unioni civili - sentenzia Renzi - non vuole affrontare il punto centrale: in una settimana vogliamo una risposta sulla legge elettorale». Al centro del mirino c è sempre il Nuovo centrodestra di Alfano. Nome cui Renzi accoppia, a più riprese e con perfidia anche meritoria agli occhi dell elettore liberal, quello di Carlo Giovanardi. La tattica è quella della guerriglia: nonostante l azzardo del costituzionalista Ceccanti («Quanto dice la Consulta non è un diktat»), almeno fin quando la Corte non avrà dato la motivazioni della sentenza sul Porcellum sarà difficile iniziare una vera discussione sulla legge elettorale. Ma nell ottica renziana il messaggio mediaticamente potente prevale sui noiosi dati di fatto. Inoltre, con Giorgio Napolitano garante del governo Letta-Alfano fino almeno fino alla fine del semestre europeo, quale altra strada potrebbe percorrere il Pd di Renzi se non quella di tenere sempre il pallino del gioco? Con il duplice effetto di magnificare il dinamismo del partito, e di innervosire sempre più gli avversari. In prima fila l alleato di governo, che magari potrebbe fare un passo falso. In conferenza stampa Renzi anticipa anche la campagna di primavera. Con segreterie itineranti lì dove a maggio si voterà per le amministrative, per catalizzare l attenzione di nuovi, potenziali sostenitori. E con l ammissione di una debolezza, almeno ai suoi occhi. Quella delle elezioni europee. Così il segretario mette le mani avanti: «Sono un passaggio importante, ma non certo lo spartiacque della politica mondiale». Al tempo stesso, con l abilità del giocoliere, Renzi omaggia Mario Draghi («suo il merito per aver abbattuto lo spread»), e batte un colpo sulla camicia di forza del 3% nel 9 DICEMBRE I forconi rilanciano: occuperemo i comuni Il movimento dei «Forconi» ci riprova. Il siciliano Mariano Ferro e il veneto Lucio Chiavegato, rotto definitivamente con l ala di Claudio Calvani, annunciano le nuove iniziative del Coordinamento 9 dicembre che saranno dettagliate oggi in un incontro al presidio del Casello di Soave (Verona). «Stiamo pensando di occupare i comuni - dice Ferro - e di fare dei presidi davanti alle prefetture». Saranno avanzate al governo e al parlamento richieste che dovrebbero trovare risposta entro il 21 gennaio altrimenti «gli italiani saranno legittimati a prendere qualsiasi iniziativa». Dunque: sospensione immediata delle procedure esecutive di Equitalia o di altri enti; istituzione di un fondo di garanzia nazionale per tutte le aziende di tutti i settori produttivi in deroga a Basilea 2/3; aumento in busta paga per i dipendenti privati (300 euro) attraverso la defiscalizzazione degli oneri contributivi a carico dell impresa; aumento delle pensioni minime e adeguamento di quelle di invalidità tramite il taglio delle pensioni d'oro e delle spese improduttive; riduzione considerevole del costo del carburante per uso professionale e e dei pedaggi autostradali. Infine, tutela del made in Italy, «con inasprimento delle sanzioni, includendo l arresto, per chi pratica taroccamento in tutti i settori». NUOVO CORSO Il viceministro, offeso, mette il leader davanti a una scelta Fassina salta sul «chi?» rapporto deficit-pil. Ma lo fa alla sua maniera: «Dobbiamo tenere i conti in ordine. Però anche Francia e Germania in passato hanno sforato. E la Germania lo ha fatto con il cancelliere Schroeder, che in quel periodo stava facendo le riforme del lavoro». Quelle riforme - a partire dai temibili mini job cui solo ora, a furor di popolo, la Spd tedesca ha imposto una pur moderata revisione - cui il Pd di Renzi guarda invece con grande attenzione. Anche se del Job act oggi non si parla, rinviando l appuntamento alla direzione del 16 gennaio: «Intavoleremo la discussione con i nostri parlamentari, tecnici ed esperti». E che il sindacato resti al suo posto. Sia il Job act che la legge elettorale, annuncia Renzi con la consueta messaggistica collaterale («noi in tre giorni abbiamo fatto più di quanto fatto nei tre anni precedenti»), devono finire nel patto di coalizione. Quello che in teoria dovrebbe far andare avanti il governo. Ma soprattutto la legge elettorale è la priorità: «La prossima settimana scopriamo tutti le certe, entro fine gennaio si va in commissione e a metà febbraio in aula». Insomma la Consulta, mai nominata, si sbrighi. Perché il Pd renziano ha molta fretta. Paradossalmente, s intende, come ce l ha Silvio Berlusconi. sgarbato di Renzi una sua già matura scelta di rottura, e prova a raddoppiarne l effetto. Ancora ieri mattina dai giornali Fassina insisteva per un rimpasto, mettendo il suo mandato «a disposizione» di Letta e Renzi. «La squadra di governo è espressione di un Pd archiviato», spiegava da «reduce» della sconfitta corrente bersaniana. Renzi non lo degnava di una risposta, se non alla fine con quel «chi?» irridente che in passato il sindaco di Firenze aveva subito da D Alema. Fassina non si lascia sfuggire l occasione. «Le parole di Renzi su di me confermano la valutazione politica che ho proposto in questi giorni: la delegazione del Pd al governo va resa coerente con il risultato congressuale; è responsabilità di Renzi proporre uomini e donne sulla sua linea», dice. E poi aggiunge la formula classica del bravo dirigente: «Non c è nulla di personale, è una questione politica». Politica, ma anche un po personale era di certo la posizione scomoda nella quale si era venuto a trovare Fassina, responsabile di quelle politiche economiche che Renzi e i renziani non hanno smesso un minuto di bombardare dall esterno, prima e dopo le primarie. Nel giorno dell addio, il viceministro si toglie lo sfizio di stuzzicare il L economista di rito bersaniano ne approfitta per lasciare un incarico scomodo e incalzare gli avversari interni collega Del Rio, unico ministro di lunga militanza renziana. È di certo lui quell «autorevole collega che si arrampica sugli specchi» di fronte alle critiche quotidiane del segretario Pd. Ma consegnate le dimissioni a Letta, Fassina riceve pubblica e immediata solidarietà solo dall esterno del Pd. Gianni Cuperlo solo in serata esprime «dispiacere per l episodio che ha generato le dimissioni», e chiede a Renzi «rispetto per le persone». Matteo Orfini, esponente di quella corrente dei giovani turchi che sta cercando un'interlocuzione con il neo segretario, corrente della quale Fassina non fa parte, bacchetta l uno e l altro. Renzi per «gli atteggiamenti guasconeschi». Fassina perché avrebbe dovuto reagire «impegnandosi a fare di più». La nuova maggioranza renziana avvolge l episodio nel gelo. Il portavoce della segreteria Guerini liquida la vicenda come un disturbo dovuto a motivi personali: «Non c è motivo di fare polemiche, ma di lavorare, e molto. Dispiace che Fassina esprima in questo modo il suo disagio riguardo alla sua presenza nel governo». Il renziano Marcucci parla di «dimissioni per futili motivi»; altri di «pantomima». Renzi continua a non accorgersi di Fassina. A dimissioni già date, scrive su twitter di sentirsi «molto contento» per l esito della prima segreteria a Firenze. E aggiunge l hashtag #lavoltabuona che sarebbe troppo maligno collegare all addio del viceministro. Anche perché quell incarico all economia andrà comunque affidato, a meno di non considerare il governo già in esaurimento. E dunque si aprirà quel rimpasto che tanti problemi potrebbe creare sia a Letta che a Renzi, e forse soprattutto a Renzi che non potrebbe più continuare con un piede dentro e l altro fuori. C è al governo per esempio il ministro Zanonato, che è parimenti dell area che fu di Bersani. E c è la ministra Cancellieri: Renzi la voleva fuori, non troppo tempo fa. a. fab. ELEZIONI SARDEGNA «Niente liste». E i 5 stelle fanno lo sciopero della fame Costantino Cossu CAGLIARI L a questione della candidatura alle elezioni regionali in Sardegna (si vota il 16 febbraio) è stata discussa ieri in margine alla direzione nazionale del Pd convocata da Renzi a Firenze. Luca Lotti, responsabile enti locali del partito, ha sentito Francesca Barracciu, la candidata designata dai gazebo che, pochi giorni fa, si è ritirata dopo il suo coinvolgimento nell'inchiesta della magistratura sull'uso fatto da una quarantina di consiglieri regionali sardi dei fondi pubblici riservati ai gruppi (l'accusa è di peculato). Ricevuto l'avviso di garanzia, Barracciu è stata sfiduciata da gran parte del partito. Lotti ha sentito anche, per telefono, il segretario regionale Silvio Lai e i principali dirigenti sardi. Non si è ancora arrivati al nome di un nuovo candidato. La scelta è stata lasciata dai vertici nazionali al Pd sardo, che deciderà in piena autonomia. Le indiscrezioni trapelate ieri indicano una triade di possibili candidati composta dal prorettore dell'università di Cagliari Francesco Pigliaru, dal rettore dell'università di Sassari Attilio Mastino e dal segretario della Federazione nazionale della stampa Franco Siddi, tutti esterni al partito. Ma nel gioco potrebbero entrare anche il senatore Giampiero Scano e l'ex assessore regionale Carlo Mannoni. La parola definitiva verrà domani pomeriggio dalla segreteria regionale del Pd, convocata a Cagliari. Anche per il Movimento 5 stelle la situazione resta aperta. E c'è il rischio che i grillini non riescano a presentare una propria lista. M5S è diviso infatti in due opposte fazioni. Da una parte i «tramatzini» (da Tramatza, il piccolo paese dell'oristanese dove la corrente tiene le sue assemblee) e dall'altra il gruppo dei «meetup». I primi sono grillini di vecchia data, quelli che stanno con Beppe Grillo da prima dell'exploit elettorale che ha portato M5S in parlamento. Sono i duri e puri, che, preoccupati di un possibile assalto opportunistico alla diligenza, hanno preparato una lista di candidati alle regionali blindatissima: soltanto nomi di militanti iscritti a M5S prima dell'approdo alle due camere. I secondi sono invece nuovi iscritti, che rifiutano il diktat dei «tramatzini» in nome di un'apertura a realtà e ad energie nuove. Quando sul tavolo di Grillo sono arrivate sia la lista dei «tramatzini» sia quella dei «meetup», il padre padrone del movimento ha chiesto alle due fazioni di mettere da parte le divisioni e di presentare un elenco di candidature unitarie. Ma le due correnti sono rimaste sulle loro posizioni. Con la conseguenza che Grillo ha deciso di non dare l'imprimatur a nessuna delle due liste. Ieri, per protestare contro la decisione del leader, un gruppo di militanti e di parlamentari ha proclamato uno sciopero della fame, che però non ha smosso Grillo di un millimetro. Le residue speranze di risolvere l'impasse sono affidate ad una riunione delle due componenti che è stata fissata, per iniziativa dei parlamentari sardi di M5S, stamattina a Narbolia, in provincia di Oristano. E' l'estremo tentativo di trovare una soluzione. Se a Narbolia non sarà trovato un accordo che consenta di presentare una lista unica, i grillini, che alle ultime politiche hanno preso in Sardegna il 20 per cento dei voti, salteranno le elezioni regionali. Il termine ultimo per la presentazione dei simboli è infatti fissato per lunedì 6.

4 pagina 4 il manifesto DOMENICA 5 GENNAIO 2014 SOCIETÀ LAMPEDUSA Il verdetto dei commissari della Legacoop dopo l ispezione nel Cpsa della «pulizia etnica» «Il centro di accoglienza èunlager e va chiuso» A SINISTRA, UN IMMAGINE DEL CENTRO PER IMMIGRATI DI LAMPEDUSA/FOTO STEFANO LIBERTI. QUI ACCANTO, UN FRAME DEL VIDEO GIRATO DURANTE LA DISINFESTAZIONE. «La responsabilità dei nostri uomini è di non avere denunciato la vergogna e l indecenza in cui operavano» SPAGNA Violenze nel Cie di Barcellona Sciopero della fame nel Cie Zona Franca di Barcellona per denunciare le precarie condizioni di vita in cui versano i richiedenti asilo, la deportazione di un gran numero di persone nelle ultime settimane e le continue vessazioni cui i migranti sono sottoposti da parte di un gruppo di agenti che lavorano nel centro. La situazione di violenza e degrado era stata già denunciata nei giorni precedenti da diverse organizzazioni per i diritti umani. È dalla notte di capodanno, denunciano le associazioni, che alcune unità della polizia antisommossa si aggirano all interno della struttura senza apparente motivo. E secondo testimonianze dall interno, riportate dalla campagna «Tanquem Els Cie» (chiudiamo i Cie), hanno picchiato indiscriminatamente i migranti «ospiti» ferendoli e ingiuriandoli. Marco Benedettelli ANCONA E ra una scuola materna chiusa da tre anni. Ma un occupazione, prima di Natale, ha trasformato quell edificio del quartiere Piano di Ancona in un rifugio autogestito da una cinquantina di senzatetto che altrimenti avrebbero passato le feste sotto a un cavalcavia, intorno a un binario morto o in un altro di quegli angoli bui della città dove scivolano silenziosamente sempre più persone sole, senza lavoro, senza denaro. Giorgio Salvetti I l centro di «accoglienza» di Lampedusa è un lager e va chiuso. Ormai lo sanno tutti e lo hanno detto tutti. Le immagini dei migranti nudi in fila all'aperto innaffiati col disinfettante antiscabbia hanno fatto il giro del mondo. Ieri lo hanno ripetuto anche i commissari inviati dalla Legacoop dopo l'azzeramento dei vertici della cooperativa «Lampedusa Accoglienza» che finora ha gestito il centro e che il Viminale ha deciso di liquidare. Ieri sera, dopo la visita sull'isola, si sono riuniti con il nuovo amministratore di Lampedusa Accoglienza, il professore Roberto Di Maria, per decidere le prossime mosse. Legacoop non poteva non sapere cosa succedeva là dentro, ma neppure lo Stato può lavarsi la coscienza scaricando tutte le responsabilità sugli operatori che lavoravano in un contesto difficilissimo che certo non dipende da loro ma da una precisa e disumana politica dell'immigrazione. «Un centro da chiudere. Un centro che sembra un lager. Un centro accoglienza senza i requisiti minimi richiesti in un carcere», hanno detto al Corriere.it la responsabile di Legacoop Sociali in Sicilia Angela Maria Peruca, il direttore regionale di Legacoop Pietro Piro e il vicepresidente regionale Filippo Parrino che ieri hanno varcato i cancelli di Contrada Imbricola. Hanno incontrato la vice direttrice Paola Silvino, i medici e gli operatori, gli stessi apparsi nel video. All'interno sono rimasti 17 stranieri, ma per mesi sono stati centinaia, ammassati come topi, molti dei quali sopravvissuti al naufragio del 3 ottobre che causò 366 morti annegati. Dopo quella tragedia e le passerelle dei vertici delle istituzioni italiane ed europee tutti conoscevano perfettamente la situazione, ma nulla si è fatto. Fino alla messa in onda del famosofilmato e al gesto eclatante del deputato del Pd Khalid Chouki che ha deciso di passare il natale chiuso nel centro. Adesso la struttura è quasi vuota, ma i segni di quello che è avvenuto dietro quei muri sono ancora evidenti. I commissari raccontano di aver visto baracche, materassi ammassati, camerate allagate, serrande divelte, docce e bagni rotti e arrugginiti, sporcizia ovunque, l'infermeria senza brandine né lavandino. «La grave responsabilità dei nostri uomini è di non avere alzato la voce denunciando per primi la vergogna e l indecenza in cui operavano», dice Filippo Parino. E Pietro Piro aggiunge: «Il vero scandalo non è quel video, ma il silenzio che da mesi è calato sulle condizioni di vita di chi è stato accolto. E questo doveva essere chiaro ai potenti, alle autorità, a quanti hanno avuto libero accesso in una sorta di prigione dove nessuno poteva entrare senza autorizzazione». Angela Maria Peruca spiega: «Dopo il video era necessario fare una operazione-verità. Abbiamo trovato giustificazioni perché il disastro dei locali, quel giorno affollati da 500 migranti, costringeva a praticare le docce all aperto, ma c erano 18 gradi, una parete di vecchi materassi come precaria privacy. La familiarità fra alcuni operatori e i migranti può essere stata male interpretata come arroganza. Non esiste invece alcuna giustificazione per lo sconcio di materassi sfatti e servizi peggio di un lager. E questo che dovevano vedere anche polizia e carabinieri, l ufficiale sanitario, ministri e autorità che si presentavano per fittizie solidarietà mediatiche...». I tre ricordano anche le tante richieste fatte al Viminale e mai ascoltate. La lettera di rescissione del contratto è arrivata l'altro ieri. Adesso che succederà? «Abbiamo tempo 30 giorni per valutare quali cambiamenti possiamo adottare e capire con il Viminale se c'è un margine per evitare la recessione del contratto spiega al Manifesto il professore Di Maria un eventuale contenzioso giuridico non rientra nel mio ruolo. Noi però possiamo cambiare ciò che è di nostra competenza, non certo il contesto con cui qualunque gestore deve fare i conti. Questo dipende dal ministero degli interni». ANCONA La scuola, chiusa da tre anni, trasformata in un rifugio autogestito da una cinquantina di senzatetto L asilo occupato diventa la «Casa de nialtri» Ci vivono ragazzi somali ed eritrei, profughi sbarcati a Lampedusa e persone entrate in una spirale di povertà senza uscita Il Comune si oppone all iniziativa: l emergenza abitativa non esiste. È scontro tra la sindaca Mancinelli (Pd) e gli occupanti ALL INTERNO DELLA «CASA DE NIALTRI» È la prima volta da sempre, nelle Marche, che prende corpo una occupazione a scopo abitativo. L ex materna Regina Margherita è stata ribattezzata Casa de nialtri (Casa nostra, in dialetto locale) ed è un esperimento nato dalla volontà di un circuito di associazioni e formazioni politiche attive per la solidarietà. Oggi Casa de nialtri ospita soprattutto ragazzi dell est Africa: somali ed eritrei con regolare permesso di soggiorno per motivi umanitari. Uomini in fuga dalla guerra, sbarcati a Lampedusa, che lo Stato italiano e i suoi servizi sociali non sono riusciti a guidare nell integrazione. Ci sono poi quattro italiani e due nuclei familiari, nord africani e est europei, gente che per decenni ha versato i contributi al fisco ma ora ha perso tutto, casa, lavoro, per entrare in una spirale di povertà senza uscita. Ognuno ha una storia a sé, dettata da destini tragici come da scelte talvolta sbagliate. Si dorme sotto qualche coperta portata dalla protezione civile. Reti, materassi, cibo, fornelli da cucina e stufe elettriche per il riscaldamento arrivano dalla vicina parrocchia, dalle associazioni e dalla gente del quartiere che ha accolto la nuova occupazione senza timori. I bagni dell edificio sono a misura di bambino e al momento per fare la doccia bisogna andare negli spogliatori dell oratorio della chiesa. «Ma almeno qui si mangia intorno a un tavolo e si dorme sotto un tetto», spiegano i ragazzi. Adam, sudanese di 35 anni, è un ex maestro che la guerra in Libia nel 2011 ha costretto a sbarcare a Lampedusa. Per due anni è stato accolto in Italia col piano di Emergenza nord Africa, poi gli aiuti sono finiti. Prima dell occupazione passava le notti tra la stazione di Ancona e qualche giardino pubblico. La sua esperienza è simile a quella di molti che oggi vivono in via Ragusa: «Ognuno qui ha chiesto assistenza più e più volte ai servizi sociali del Comune e al Gus (la ong che per conto della prefettura gestisce l Ufficio di frontiera del porto, ndr). Ma non abbiamo mai trovato risposte definitive. Ci mandavano nei centri di ospitalità notturna, dove puoi stare non più di 45 giorni all anno. E questo quando c era posto (il dormitorio ha spazio d inverno per 30 persone, ndr). Qualcuno di noi ha avuto delle borse lavoro, che però non hanno portato a nulla. Abbiamo fatto avanti e indietro fra i vari sportelli senza mai arrivare a niente, per ritrovarci soli, abbandonati a noi stessi. Nella Casa de nialtri ci è stato dato aiuto, compagnia. Qui ci sentiamo un unico corpo. Abbiamo dignità». La scuola Regina Margherita è stata dichiarata parzialmente inagibile nel 2010 per un problema di sicurezza dei sottotetti in due stanze al secondo piano. Ma l occupazione si svolge al primo. Sulla carta, c è l intenzione di fare dell ex scuola, entro il 2014, un centro di assistenza disabili. Sergio Sinigaglia, del progetto «Ancona bene comune» coinvolto nella occupazione, spiega: «La città, così come altre in Italia, è piena di edifici pubblici inutilizzati. Si tratta di uno spreco di risorse inaccettabile in questo momento di emergenza sociale. Con l occupazione abbiamo voluto dare un aiuto immediato. Ma il nostro è anche un segnale agli amministratori: ad Ancona è nato un movimento per l abitazione e per i diritti di tutti. Chiediamo di individuare edifici pubblici non utilizzati, come la scuola Regina Margherita, per metterli a disposizione di chi è senza un tetto». Uno degli slogan della protesta è «Non si abita in una graduatoria», perché, secondo i suoi sostenitori, gli strumenti messi in campo fino a oggi sono inadeguati dinnanzi all emergenza. «L azione nasce da lontano - racconta ancora Sinigaglia - più volte ci siamo recati in Comune a chiedere risposte. In città i senza tetto aumentano silenziosamente. Non sanno più dove andare, hanno chiesto aiuto anche a noi. A dicembre una ventina di loro sono stati accolti nel centro sociale Asilo Politico. Intanto siamo andati ripetutamente negli uffici del comune, per chiedere spazi e offrire il nostro supporto, ma ci siamo sentiti rispondere dall assessore ai lavori pubblici Urbinati che in città non esiste nessuna emergenza e che è tutto sotto controllo. Abbiamo deciso di non attendere più. Il nostro è un progetto a lungo termine. Questo non sarà un centro di accoglienza ma una comunità dove chi partecipa condividerà progetti e azioni. Ci stiamo muovendo con le nostre risorse per organizzare corsi di lingua e di formazione professionale. Siamo anche pronti a ristrutturare l edificio con le nostre maestranze». Fermamente contrariata, preoccupata e a tratti nervosa è stata la reazione del Comune. Per due volte la sindaca Valeria Mancinelli (Pd), si è recata nella scuola per proporre alcune soluzioni e rientrare nella legalità. Nel primo incontro si è parlato di soluzioni abitative nuove, da studiare sulla base dei singoli casi, ma per la durata massima di 5 o 6 mesi, grazie all ampliamento dei servizi di accoglienza: «Il Comune ha offerto fin dal primo giorno e offre ancora oggi una soluzione immediata per l emergenza a tutti gli occupanti che lo richiedano, e cioè un tetto, un letto, un posto caldo e pulito dove dormire e lavarsi - ha poi commentato la sindaca in un comunicato - Quello che il Comune e lo Stato non può consentire è l occupazione abusiva di edifici pubblici come metodo di risposta al problema, perché le regole a volte sono sbagliate, a volte funzionano malamente e bisogna impegnarsi per cambiarle, ma senza regole sarebbe il far west e quando è così i primi che ci rimettono sono proprio i più deboli». Il 2 gennaio, sindaca e assessori sono tornati in via Ragusa, ma questa volta non sono stati lasciati entrare e hanno parlato con alcuni ragazzi africani dalle cancellate della scuola, riproponendo le nuove soluzioni abitative. Quasi nessuno degli occupanti, però, ha deciso di lasciare la Casa de Nialtri. Emma Capogrossi, assessore ai servizi sociali, ribadisce: «I percorsi di integrazione sono lunghi e complicati. Nessuno è mai stato lasciato a se stesso. Anzi, mi pare che con l occupazione si stiano solo danneggiando i ragazzi. Gli organizzatori fanno muro e non permettono, a noi istituzioni, di entrare in contatto diretto con loro». Anche il Gus è pronto a farsi carico di due nuove alloggi: «Rispetto l iniziativa, perché ha sollevato un problema. Però le soluzioni prospettate non mi sembrano condivisibili - spiega il responsabile Paolo Bernabucci - Nelle Marche aiutiamo 250 richiedenti asilo, con collaboratori competenti, specializzati e nel rispetto delle regole. Ma non possiamo garantire assistenzialismo senza limiti. È un approccio sbagliato, che crea dipendenza». Intanto gli abitanti del quartiere non smettono di portare, silenziosamente, buste di cibo o vestiti a chi vive nella ex scuola Regina Margherita. L occupazione ha ricevuto anche il sostegno del mondo cattolico. L Arcivescovo Menichelli ha espresso solidarietà agli occupanti. Don Renato, il parroco della vicina Chiesa dei Saveriani, è fra i preti subito intervenuti. «Con tutte le criticità del caso, questa occupazione ha avuto il merito di scuotere le istituzioni e muovere le coscienze. La sera, alla stazione, è pieno di disperati che dormono all addiaccio, nelle sale d aspetto, buttati sui cartoni. Bisogna andare e parlare con loro per capire davvero. Non si può più fare finta di nulla. Ho detto alla mia comunità di accogliere senza timore chi vive nella Casa de nialtri. Il quartiere Piano, dove è nata l occupazione, è il più multietnico di Ancona. La gente è abituata a convivere con gli stranieri. Forse, in un altra zona della città, sarebbe stato diverso e avrebbe prevalso la paura».

5 DOMENICA 5 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 5 LAVORO Per trenta anni hanno smontato le carrozze delle ferrovie piene di minerale Anselmo Botte M ichele e Antonio hanno cinquanta e cinquantuno anni, avevano vent anni quando hanno cominciato a lavorare nella Isochimica di Graziano. Prima di allora qualche esperienza in lavori stagionali e dopo il terremoto del 1980 la possibilità di intraprendere una attività lavorativa che garantiva certezza di occupazione. Antonio fu il terzo degli assunti nel settembre del 1982, segnalato da un tecnico delle FF.SS. e insieme ad altri quattro compagni di lavoro iniziò l attività di smontaggio e scoibentazione delle vetture. L azienda non era ancora costituita e le prime due vetture furono smontate nella stazione di Avellino, a pochi passi dai passeggeri. Misero in piedi un sistema e un processo di lavorazione sul quale si costruì il modello dell attività. Li chiamavano «ingiarmatori», ma la loro esperienza di tecniche di lavorazione costituì la base di partenza del lavoro della Isochimica. Le carrozze erano state montate tutte a mano, non ce n era una uguale all altra, il procedimento di smontaggio doveva tener conto di questo. Tutte le carrozze delle Ferrovie dello Stato erano state coibentate con l amianto, si trattava adesso, da quando era stata accertata la sua pericolosità, di smontarle e rimuoverlo. Nelle officine di Genova, Torino, Firenze, Castellamare fiutarono i pericoli di questa operazione e si rifiutarono di farlo. Toccava trovare una soluzione, e la soluzione la trovò Graziano: c era un area del paese depressa, un territorio devastato dal terremoto, nessuno ci avrebbe fatto caso. Isochimica nasce così. Quattro mesi di lavoro nero per mettere a punto le tecniche di lavorazione e si parte. «Allora d accordo, per adesso lavoriamo all aperto, ma vedete laggiù... appena saranno ultimati quei capannoni sarete al coperto». Attrezzi da lavoro: giravite, pinze, seghe, spatola. Per la polvere, una mascherina di carta. L organizzazione del lavoro prevedeva gruppi di sette operai e un capo squadra per ogni singola vettura. «Più che una vettura sembrava un tunnel buio - dice Antonio, -le finestre erano coperte da lastre di metallo, entrava poca luce, e noi avevamo soltanto una piccola lampadina. Appena cominciavamo a smontare il sottotetto veniva giù una polvere di carbone e amianto. DALLA PRIMA Roberto Romano, Andrea Di Stefano La sua dimensione è troppo piccola per far fronte al cambiamento di struttura che attraversa il settore delle automotive, il debito troppo alto (oltre 14 miliardi) e i profitti risicati: il prossimo passo, forse l ultimo per Marchionne, è quello di arrivare ad un ulteriore step di aggregazione, forse con la stessa General Motors. In altro modo, l operazione Chrysler è il tentativo di agganciare un area economica (industria) capace di misurarsi con i colossi europei (Germania) e del sud est asiatico (Giappone). Diversamente la Fiat non potrebbe nemmeno essere considerata una società di subfornitura. Sostanzialmente Fiat è stata cacciata dall Europa perché la Germania ha assunto un ruolo dominante, in cui solo alcune società di subfornitura possono partecipare. Se ci pensate bene è stata anche la politica di Marchionne, ma i governi del Paese invece di fare politica industriale hanno esasperato il mercato via incentivi. Il colpo di grazia che proprio non serviva a Fiat. Sostanzialmente Fiat acquista se stessa per entrare nella filiera del settore delle automotive americano, visto che in Europa lo spazio di mercato è economicamente chiuso dalla Germania con sei milioni di auto prodotte e un tasso di utilizzo degli impianti superiore al 75%, cioè la soglia che permette di maturare dei profitti. La Fiat si trova nella non invidiabile situazione di non poter realizzare investimenti produttivi perché producono tecnicamente perdite. I piani annunciati (e sinora sempre rinviati) sono largamente inferiori a quelli dei concorrenti europei: AVELLINO La testimonianza di due operai dell Isochimica di Graziano, fabbrica nata dopo il terremoto «Ci facevano mangiare l amianto» Cominciavamo la spennellatura con le spatole e la pioggia s infittiva. Nei vagoni si formava uno strato di nebbia grigia con venature di azzurro nella quale eravamo immersi per tutto il turno di lavoro. I capelli era pregni di polvere. L amianto si depositava dappertutto, anche sulle cose che mangiavamo: respiravamo e mangiavamo amianto. La consapevolezza del pericolo c è stata subito, ma ci dicevano che quelle polveri non erano pericolose. Poi nel 1983 mi mandarono a Firenze perché alcune vetture non erano state ripulite bene dall amianto. Le vetture erano isolate e prima che cominciassimo la lavorazione furono spostate all aperto, in un luogo lontano dall officina. Nella pausa pranzo mi accorsi che gli operai mi evitavano, li tranquillizzai dicendo loro che mi sarei fermato lì soltanto per pochi giorni. Fu allora che uno di loro mi prese per braccio e mi portò in un corridoio le cui pareti erano ricoperte da articoli di giornale nei quali si parlava della pericolosità dell amianto. Lì cominciò il problema e cominciai ad informarmi. Senza successo cercai di convincere anche i miei compagni di lavoro. Me ne sono andato alla fine del 1984, dopo due anni e mezzo di immersione nell amianto, nessuno mi seguì. Nessuno si salverà. Sono stato sano come un pesce fino al 2011 quando la tak ha evidenziato placche pleuriche, tipico della contaminazione da amianto. Sono malato... insufficienza respiratoria, affaticamento fisico e del cuore. Questa azienda ha avuto vita facile in una zona disastrata... si è calpestato tutto... persone senza scrupolo. Sfruttamento intensivo... distruzione di una generazione... eravamo in 333, tutti giovani». Michele fu assunto nel 1983, aveva 19 anni e 10 mesi. «L amianto veniva sotterrato in un terrapieno, poi furono scavate delle apposite buche, larghe e profonde. Non doveva uscire fuori che lavoravamo l amianto. Le prime discussioni sulla pericolosità dell amianto ricordo che iniziarono nel maggio del 1985 dopo le nostre denunce e uno studio dell Università La Cattolica di Roma. La percezione della pericolosità l ho avuta nel Nel frattempo si era passato dalle mascherine di carta alle maschere multi filtro che ricoprivano tutta la faccia e le tute monouso, dalle quali però filtrava tutto, fibre d amianto comprese. Dove si sviluppava la polvere non c era scampo. Me ne sono andato il 15 gennaio del In quell anno ho vinto un concorso nella polizia municipale di Salerno, e sono contento e soddisfatto. Ma qualche preoccupazione continuava ad agitarsi nel cervello quando sentivo notizie giornalistiche sull amianto, le orecchie mi si drizzano. Per non sentire cose cattive ho voluto dimenticare, fino a quando non ho fatto la spirometria (1996). Nella respirazione forzata, inconsciamente, avevo preparato la mia respirazione perché potesse dare il massimo nella speranza di superare l esame e farmi dire che non avevo niente. Da quella volta ho fatto parecchie notti insonni pensando al fatto che l amianto avrebbe potuto uccidermi, poi mi sono quietato da solo senza parlare mai con la famiglia. AUTOMOBILI Con chi ne devi parlarne di questo, diventa difficile. Parli con la moglie della paura che hai di morire? Non mi pare proprio un argomento sano. Angosce che non puoi scaricare sugli altri e non sai con chi sfogarti. Questa situazione e durata per molto tempo. Poi un giorno mi hanno chiamato Carlo e Nicola, due ex compagni di lavoro di Avellino, era il 2006, mi hanno chiesto se avevo conservato materiale della Isochimica. E stata la prima mazzata in fronte. Anche se erano passati 15 anni avevo ancora tutto: carte chiuse in una busta mai buttate via (un segno!). Forse riusciamo a fare qualcosa mi dissero, c era bisogno di manifestare per noi e per il Borgo Ferrovia. Ho cominciato a non dormire più. Ricordo una frase nuda e cruda di Carlo: guarda che il male o c è o non c è. A cambiare non possiamo cambiare niente, quello che possiamo fare è guardare al futuro e dare una speranza alle nostre famiglie. E lì mi è scattata la molla di cacciare la testa da sotto la sabbia, nascondere a se stessi il problema non serve a niente, la situazione va affrontata, e ho ricominciato a frequentare i compagni di Avellino. A casa di tutto questo non ho mai parlato, e ancora oggi evito di parlarne. Ho sempre sostenuto che la casa è un rifugio personale. Tenere fuori tutti i problemi, gli acciacchi. Fuori da questa brutta storia. Il male c è o non c è, vivere con dignità, lottare con dignità, e trasmettere dignità ai figli, e fare in modo che anche loro si educhino alla dignità». Paradosso Fiat, utili senza investimenti nei giorni scorsi la sola Audi (gruppo Volskwagen) ha confermato che spenderà 22 miliardi di euro tra il 2014 e il 2018 pari a 4,4 miliardi l anno. Il tasso di utilizzo degli impianti, la produzione complessiva di automobili sono troppo bassi per aspettarsi un qualsiasi ritorno in utili. Solo non investendo la società Fiat può produrre utili. Un paradosso, ma gli investimenti sono per loro natura un anticipo dei profitti futuri. Se le quote di mercato si riducono e i costi fissi crescono, possiamo ridurre il costo del lavoro (variabile) fino alla schiavitù, ma il risultato non cambierebbe. Quindi l operazione negli Usa è figlia della policy industriale italiana. Appena iniziata la crisi economica, ancor prima dell operazione negli Stati Uniti, Marchionne ha cercato di costruire più di una alleanza con una società automobilistica tedesca (Opel). Marchionne disse al governo (di centro destra) che non voleva nessun incentivo per l acquisto di nuove autovetture perché erano dannosi per il mercato. Marchionne aveva compreso perfettamente che stava cambiando in profondità il mercato dell auto, e solo a determinate condizioni era possibile realizzare degli investimenti. Marchionne aveva tentato di agganciare un Paese che stava diventando uno dei due player internazionali del settore delle automotive. Utilizzando correttamente l analisi economica circa la dinamica dei settori di scala, ALCUNE IMMAGINI DELLA ISOCHIMICA DI GRAZIANO E DEI SUOI OPERAI fin da l inizio avremmo capito che il problema della Fiat era un problema del settore dell auto europeo, con un particolare: la Germania aveva cominciato a conquistare quote di mercato e costruito una tale forza di fuoco che avrebbe messo in ginocchio tutti gli altri Paesi. Secondo l indagine Mediobanca sulle multinazionali il comparto in Germania conta per il 40% delle vendite di tutte le corporation tedesche e solo le aziende di quel paese sembrano avere le carte in regola per far fronte ad una rivoluzione che già nel 2010 la Kpmg, analizzando il settore, individuava come epocale e basata su una mobilità green: calo costante e verticale delle alimentazioni a benzina e gasolio, car sharing e massima integrazione con diverse forme di trasporto. Con oltre 6 milioni di auto prodotte si possono abbassare i costi di produzione in misura ben più alta di un paese che a mala pena arriva a 600 mila auto prodotte. Non dimentichiamo mai che il costo del lavoro incide per una frazione dei costi generali per queste società. L operazione di Marchionne è quella di affidare agli Stati Uniti il proprio marchio, inserendolo all interno del necessario processo di ristrutturazione del settore automotive americano. Forse sarebbe possibile agganciare le policy americane relative al settore maturando una qualche politica industriale pubblica. Sempre che l Europa permetta una operazione del genere. Ma l errore è stato commesso tempo addietro, mentre la flessibilità dei contratti erano la foglia di fico per nascondere il problema di struttura del settore. Alla fine la politica si è schierata o meno con Marchionne, ma la politica in altri Paesi ha affrontato la ristrutturazione con politiche industriali. Il settore deve affrontare l eccesso di capacità produttiva e la compressione della domanda tendenziale, causata anche dagli infelici sussidi del In qualche modo le barriere all entrata (nel settore delle automotive) sono più alte, cioè solo a determinate condizionidimensioni è possibile rimanere sul mercato. Sostanzialmente siamo in presenza di un oligopolio-monopolio tecnico: poche società coprono l intera domanda. Di questo dovremmo parlare quando discutiamo di Fiat. LAVORO Il romanzo della disperazione Angelo Ferracuti S ono ormai sette mesi che giro per l Italia per presentare il mio libro Il costo della vita, uscito da Einaudi, che ricostruisce la più grande tragedia operaia del dopoguerra, quella della Mecnavi di Ravenna del 1987, dove persero la vita 13 operai nelle stive di una nave gasiera, e molte volte l incontro in pubblico si trasforma in un momento assembleare. Intervengono operai cassaintegrati di aziende in crisi, quelli colpiti da gravi malattie, c è sempre un mobbizzato, vittima delle violenze in ufficio, un ragazzo precario che ha cambiato venti lavori in tre anni, un disoccupato agitato nel corpo, con gli occhi lucidi, che già col corpo esprime la disperazione che sta vivendo, di solitudine e sconfitta sociale. In questo mio piccolo viaggio in Italia ho visto solo deserti, fabbriche dismesse, come la Burgo di Mantova, occupata da un anno, la tormentata storia della Fincantieri di Ancona, ho girato in una Sardegna brutalizzata da una industrializzazione selvaggia, con la Sares dei Moratti, un altra specie di Ilva, quella tomba del novecento che è Carbonia, reperto cimiteriale della dismissione, tanto per citare alcuni siti industriali dispersi, in crisi, o dall impatto nefasto con il territorio. E lo specchio di un paese dell Europa ai tempi del neoliberismo, il risultato tangibile di un capitalismo selvaggio, e i legami tra politica, affari e malavita organizzata, che ormai da noi sono la norma. Ma anche il frutto delle delocalizzazione selvagge fatte dalle tante «Mosche del Capitale» che, per citare Volponi, «ha avuto vari collassi, varie crisi, perché è così, è ingordo, avido, mangia troppo, molto più di quello che può digerire e poi sta male, e naturalmente fa pagare agli altri sempre le sue sofferenze». Tra tutte queste storie, quella dell Isochimica di Avellino mi colpì moltissimo, tanto che arrivato in Irpinia per parlare del mio libro, raccolsi la storia di Nicola Abrate, il leader di questi operai che lavoravano l amianto a mani nude, ignari del pericolo, e che oggi rischiano di morire tutti di mesotelioma pleurico. Ritrovarli anche a Salerno è stata un altra ferita. Sentire il loro inascoltato grido di dolore è un peso che mi porto nella coscienza. Cosa posso fare per loro? Perché, a parte la Cgil, la politica, la sinistra, li ha abbandonati? Perché nessun telegiornale nazionale ne parla? Forse l unica cosa che possiamo fare è raccontare la loro storia, che dovrebbe essere il vero grande romanzo di questi tempi, come lo furono quelli di Dickens, Orwell, Steinbeck. Ma è un romanzo che nessuno vuole più leggere. Non c è più una società che può accoglierlo, un partito (i suoi eredi carrieristi si dilettano col marketing), di cui restano residuali frattaglie, forse non c è più nemmeno una lingua per scriverlo. Ma è ancora qui il nostro fuoco, è qui che dobbiamo ripensare il discorso.

6 pagina 6 il manifesto DOMENICA 5 GENNAIO 2014 SPAGNA Con un atto pubblico annunciano la «fine della lotta armata» Gli ex detenuti dell Eta scelgono la via politica Jacopo Rosatelli «I l nostro impegno nei confronti del nuovo scenario politico è totale». Ad affermarlo ieri, nella cittadina basca di Durango (provincia di Bilbao), è stato José Antonio López Ruiz, noto come Kubati, ex detenuto dell organizzazione armata Eta. Una dichiarazione fatta non a titolo individuale, ma a nome del gruppo di ex La «izquierda abertzale» chiede al governo che finisca la «dispersione penitenziaria» LA RIUNIONE DEGLI EX DETENUTI DELL ETA A DURANGO, NEI PAESI BASCHI /REUTERS reclusi recentemente scarcerati dalle prigioni spagnole dopo aver scontato interamente le condanne. In realtà, dopo aver scontato ben più del dovuto, come stabilito lo scorso ottobre dalla Corte europea dei diritti umani in una sentenza che ha obbligato la Spagna a porre in libertà decine di etarras (membri di Eta) a cui era stata ricalcolata (ovviamente al rialzo) la pena molti anni dopo che le condanne a loro carico erano già state emesse in via definitiva dai tribunali. Di fronte a numerosi giornalisti, in un atto pubblico caricato di una certa solennità, gli ex detenuti si sono resi protagonisti di un gesto di grande importanza: accettare apertamente il «nuovo scenario politico», e cioè la fine della lotta armata da parte dell organizzazione terrorista e la scelta a favore di vie legali e non-violente da parte dell ex braccio politico dell Eta, la izquierda abertzale. Oltre a ciò è venuto anche il riconoscimento, per la prima volta, di «avere causato sofferenza». Una mossa attesa, dopo che la scorsa settimana a fare lo stesso passo era stato il collettivo dei circa 500 detenuti che tutt ora scontano le loro pene. Una presa di posizione, quella degli etarras in carcere, di enorme rilievo, perché ha dimostrato che una parte fondamentale dell organizzazione armata non metterà i bastoni fra le ruote al processo di pacificazione in corso. La paura dei settori impegnati nel dare linfa al «nuovo scenario politico», apertosi nell ottobre 2011 con la dichiarazione di «cessazione delle attività» da parte dell Eta, è sempre stata, infatti, che dal collettivo dei detenuti venissero opposte resistenze tali da compromettere gli sforzi per chiudere una pagina dolorosa della storia di Euskadi e della Spagna. Resistenze che avrebbero rischiato di offrire pretesti utili al governo conservatore del premier Mariano Rajoy per continuare a restare completamente immobile, limitandosi solo a ripetere il mantra: «L Eta si deve sciogliere». In questo modo, invece, gli etarras in carcere tolgono alibi all esecutivo del Partido popular (Pp), che ora non potrà più giustificare l inazione che su questo tema lo contraddistingue - mentre è attivissimo a smantellare i diritti civili e sociali. Un aspetto sul quale il processo di pace rischia di incagliarsi è proprio il destino dei detenuti, molti dei quali devono scontare ancora lunghe condanne. La izquierda abertzale, insieme ai settori più moderati del nazionalismo basco e ad esponenti del Partito socialista (Psoe), chiede che finisca la cosiddetta «dispersione penitenziaria», e cioè che i membri dell Eta in carcere vengano trasferiti in istituti di pena dei Paesi baschi. Attualmente, infatti, la gran parte è reclusa in prigioni molto lontane, rendendo molto difficile le visite dei familiari. Il riavvicinamento a casa potrebbe essere il primo passo di un possibile graduale reinserimento sociale, da attuarsi in un ottica di elaborazione condivisa del passato traumatico sul modello di altri conflitti di simile natura. Nonostante le novità di questi giorni, dalle reazioni del Pp non si EUROPA intravedono novità. Dopo il comunicato dei detenuti era stato il ministro degli interni, Jorge Fernández Díaz, a dire che non cambiava nulla, mentre ieri sono stati esponenti di rango inferiore a tacciare l iniziativa degli ex reclusi come «un offesa alle vittime» da parte di persone che «continuano ad essere semplicemente dei terroristi». Per il Psoe, invece, la scelta compiute dai detenuti «rappresenta un passo importante», anche se nei confronti dell iniziativa pubblica di ieri i socialisti avevano espresso delle riserve. Che si tratti di «un evento impensabile fino a poco tempo fa» è sicuro il giornalista Luis Aizpeolea, storica firma del quotidiano liberal-progressista El País e profondo conoscitore delle cose basche. In un commento pubblicato sull edizione online del principale giornale spagnolo, Aizpeolea sottolinea che con il comunicato degli ex detenuti ieri si è compiuto definitivamente ciò che da sempre veniva chiesto all Eta: «che facessero le loro rivendicazioni indipendentiste con gli strumenti della politica e non con il terrorismo». TURCHIA 1 Scandalo corruzione, Erdogan: «Complotto» Lo «scandalo della corruzione» in Turchia, che dal 17 dicembre ha portato all arresto di decine di burocrati e figli di ex ministri, uomini d affari, politici e banchieri vicini al premier, rischia di travolgere il governo islamico conservatore di Recep Tayyip Erdogan che a questo punto grida al «complotto internazionale» che «minaccia il futuro e la stabilità» di Ankara. «Questa non è un'operazione legale. L obiettivo di questa operazione è il futuro del mio Paese. È un azione che mira a bloccare la crescita del mio Paese», ha detto Erdogan, «Quello che vogliono fare è uccidere la volontà nazionale», ha proseguito il premier nel corso di una conferenza stampa a Istanbul. Le dimissioni a catena di parlamentari dell Akp, il suo partito, non si fermano e dopo che il governo ha rimosso il pubblico ministero responsabile dell indagine per impedire una seconda ondata di arresti, il conflitto tra il potente leader musulmano Fetullah Gulen ed Erdogan è diventata ormai guerra aperta. TURCHIA 2 Si alza un altro muro al confine con la Siria È iniziata, secondo le autorità locali, la costruzione di un muro alto quattro metri sul lato del confine turco-siriano nel sud-est della provincia turca di Gaziantep, vicino alla città di Karkamis. La recinzione, che coprirà un tratto di 900 chilometri, mira a ridurre il numero di immigrati in Turchia provenienti dalla Siria. Un altro muro di filo spinato nella cittadina di frontiera curda Nusaybin è stato appena completato sul confine a nord della siriana Qamishlo, nonostante le proteste della popolazione locale che si era mobilitata in massa per impedirne la costruzione a partire da fine ottobre. Secondo l Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr), entro la fine del 2014 il numero di rifugiati siriani in Turchia raggiungerà quota 1,5 milioni: 300mila vivranno nei campi profughi e il restante milione e duecentomila ne resterà fuori. Al momento la Turchia ospita circa 700mila rifugiati. Sia l appello che l osservazione di Michele Salvati contengono punti importanti; ma entrambe hanno il limite di non indicare quali sono le conseguenze in termini di azione politica che bisogna trarre da entrambi gli approcci. Michele Salvati quando sostiene che le politiche europee siano tutto sommato lontane dalle riforme di cui si discute in Italia, sottovaluta l impatto devastante che hanno le politiche sbagliate della Ue a maggioranza conservatrice e la crescente sfiducia e delegittimazione del progetto europeo sulla nostra UE Dibattito nel partito in vista del rinnovo del parlamento di Strasburgo, e un congresso ad hoc Linke, due anime nelle urne «D al trattato di land, organo della Linke, bre, in cui ha raccolto un proposte in materia di politica di sicurezza, che pre- Maastricht, sulle cui colonne trova significativo 8,6%. l Unione europea spazio il vivace dibattito Ora, a pochi mesi dal vedono l uscita della Germania è diventato un potere neoliberale, militarista e in larga misura antidemocratico, che a partire dal 2008 ha contribuito a causare una delle maggiori crisi economiche degli ultimi 100 anni». Così si legge nel preambolo del programma con il quale la interno alla formazione nata dalla fusione fra i postcomunisti della Germania est e i socialdemocratici di sinistra dell Ovest. L Europa aveva già animato il confronto fra le diverse anime del partito lo scorso anno: ad accenderlo fu un intervento di al mantenimento della voto per il parlamento di Strasburgo, si riaffacciano le differenze fra le tendenze «lafontainiane» e quelle dei «pragmatici» come Gysi. Il quale vede il rischio di assumere posizioni non in linea con l ispirazione che deve guidare una formazione come la dalle strutture mili- tari della Nato: «È un punto di vista troppo nazionale, che significa che può anche starci bene che la Nato esista, basta che noi ne siamo fuori». Per Gysi, invece, occorre ripensare complessivamente il sistema di sicurezza europeo. Linke vuole presentarsi alle elezioni europee del 25 maggio. Un programma che non è ancora definitivo, e che probabilmente verrà modificato nel corso del congresso convocato ad hoc per la sua approvazione a metà febbraio. A volere cambiamenti è nientemeno che la figura Oskar Lafontaine, l altro «padre nobile» del gruppo, nel quale si apriva all ipotesi della fine dell euro e del ritorno alle divise nazionali. Ne nacque una discussione molto ampia, che si concluse con il prevalere delle tesi favorevoli moneta unica, ma a condizione di una radicale revisione dell intera architettura dell Ue. Un compromesso accettato da tutti, con il quale la Linke si è presentata di fronte agli elettori tedeschi alle politiche dello scorso settem- Linke: «Per noi internazionalisti di sinistra non ci può essere nessun ritorno allo stato nazionale. Noi dobbiamo essere sostenitori dell integrazione europea», ha affermato Gysi. Secondo il quale sono poco convincenti anche le I distinguo del capogruppo al Bundestag non sono una stroncatura su tutta la linea, dal momento che egli stesso ha riconosciuto che complessivamente il programma «per l Europa sociale, democratica e di pace» è condivisibile. Fra i punti principali: più influente del partito, il un reddito minimo garantito pari al 60% del reddi- veterano e carismatico capogruppo alla Camera GERMANIA Immigrazione: una commissione per decidere to medio in ciascun paese; bassa (Bundestag) Gregor Gysi. Nel mirino c è, fra l altro, proprio quella frase del preambolo in cui il giudizio sulla Ue appare a Gysi eccessivamente tranchant: «Si tratta di un passaggio non molto riuscito», ha dichiarato venerdì a un agenzia di stampa. Parole riprese ieri dal quotidiano I democristiani bavaresi della Csu si erano fatti sentire, nei giorni scorsi, per lanciare l allarme-invasione. Dal primo gennaio sono cadute le restrizioni nei confronti della libera circolazione di romeni e bulgari nella Ue, e per i conservatori del ricco Land ciò significa il rischio del «turismo del welfare»: immigrati in arrivo per godere dei benefici dello stato sociale tedesco. Ragion per cui la Csu vorrebbe che il governo di Berlino varasse regole più severe verso i migranti. Una posizione duramente contestata dalla socialdemocratica Spd, alleata dei democristiani bavaresi e della Cdu di Angela Merkel nella grosse Koalition. Il conflitto si è ora raffreddato: la cancelliera ha annunciato che il primo consiglio dei ministri del dopo-vacanze creerà una commissione di sottosegretari incaricata di studiare eventuali misure in materia di accesso allo stato sociale da parte dei cittadini Ue non-tedeschi. Una mossa diplomatica che serve più che altro a troncare una dimune una livello minimo co- di tassazione dei profitti d impresa; concessione di crediti dalla Bce direttamente agli Stati; i pacchetti di aiuti vincolati a memorandum sociali (il contrario delle «riforme» richieste ora); l umanizzazione della politica verso i migranti con l abolizione Neues Deutschscussione che rischiava di danneggiare seriamente l immagine del neonato esecutivo. j. r. dell agenzia Frontex. j. r. VERSO IL VOTO Dopo l appello sul manifesto Sbarramento al 2% per invertire la rotta DALLA PRIMA Monica Frassoni Politici e società civile non hanno ancora capito cosa si rischia ripresa economica e sociale. E i firmatari dell appello prendono in considerazione solo una parte del problema e soprattutto non dicono che l uscita dalle politiche di austerità "non cade dal cielo", ma può solo derivare dal cambio delle maggioranze politiche che oggi governano l Europa; prime fra tutte le maggioranze del Parlamento europeo e della Commissione. Se alle prossime Europee del 25 maggio 2014, si eleggerà un Parlamento nel quale sarà necessaria una «grosse Koalition» permanente, a causa della presenza ingombrante di forze politiche anti-europee e totalmente inutili nella definizione di politiche positive e dall ulteriore ridimensionamento di quelli che Barbara Spinelli chiama «gli europeisti insubordinati», dai federalisti presenti in ogni partito, ai Verdi, a parte dei Liberali e della Sinistra unitaria, possiamo stare sicuri che assolutamente nulla cambierà e l Ue continuerà a essere irrilevante quando non controproducente per la soluzione della crisi. Quindi, gli appelli sono utilissimi "promemoria" e il giusto monito sulle responsabilità nazionale è davvero importante. Ma lo sarà ancora di più la capacità dei partiti, della società civile, degli intellettuali e dei media pro-europei di fare della prossima campagna elettorale non un referendum tra forze nazionali, ma un momento di confronto sull Europa che verrà. Io penso davvero che in questo momento società politica e civile non abbiano ancora davvero capito cosa si rischia, senza una grande mobilitazione a favore di un Europa capace di investire in attività industriali sostenibili e in nuovi lavori verdi invece che in infrastrutture inutili o carrozzoni malridotti di un economia decotta; pronta a riprendere con decisione in mano i grandi casi di violazione sistematica delle regole europee in materia di ambiente come la Terra dei Fuochi, l Ilva o la Caffaro; o a eliminare le ambizioni di multinazionali come Enel, Eni, Edf o Eon di ammazzare lo sviluppo delle rinnovabili e dell efficienza energetica, facendoci tornare al petrolio, al carbone al gas, con l appoggio di ministri compiacenti come Zanonato. Un Europa forte e fiera anche perché capace di rappresentare un vero scudo contro derive autoritarie come in Ungheria, corruzione e malaffare in Italia, Bulgaria o Romania, nazionalismi velleitari e incapaci di risolvere i problemi, come in Francia e in molti altri paesi. Un Ue che sa essere un porto sicuro, anche se temporaneo, per chi fugge dalla guerra. E, naturalmente, capace di realizzare una vera Unione bancaria, mettendo in minoranza la Merkel e separando le attività speculative da quelle di credito del settore bancario. Insomma, per uscire dalle politiche europee dell austerità non serve uscire dall euro, bisogna cambiare chi governa nella Ue con il voto popolare. È possibile. Basta non cedere all idea che abbia già vinto chi ha deciso che cavalcare la pancia anti-tutto e quindi anche anti-bxl sia facile e redditizio. O che l astensionismo non sia più arrestabile. In Italia, c è una condizione urgente e necessaria per facilitare questa mobilitazione: cambiare la legge elettorale europea riducendo dal 4% al 2% la quota di sbarramento voluta da Veltroni e da Berlusconi a pochi mesi dalle elezioni del Come giustamente sostiene la Corte costituzionale tedesca che ha eliminato lo storico sbarramento al 5% per le elezioni europee, ridurre la rappresentatività del Parlamento europeo rappresenta un grave ostacolo alla sua legittimità. Se, anche per come funziona il sistema mediatico e il finanziamento della politica in Italia, solo Forza Italia, Pd e Grillo saranno rappresentati a Bruxelles, non solo si allargherà il fronte anti-ue nostrano e l astensione, ma si perderanno voti importanti di forze politiche che potranno contribuire al cambio di rotta e impedire la «grosse Koalition» europea, garanzia per un disastroso business as usual. Faccio perciò anch io un appello, a tutti coloro che oggi pensano che l Europa non sia da smantellare ma da cambiare: convinciamo il Parlamento italiano a mettere mano con urgenza alla legge europea. È ancora possibile: nel 2009, si decise di cambiare la legge in febbraio. Questo sarebbe un primo, importantissimo passo non tanto per garantire questo o quel partitino, ma per favorire l emergenza di un largo fronte democratico decisamente contrario alle politiche di austerità europee, ma anche risolutamente convinto che il futuro dell Italia non può che essere in un Europa democratica e forte. * Greenitalia - Presidente del Partito verde europeo

7 DOMENICA 5 GENNAIO 2014 il manifesto pagina 7 INTERNAZIONALE LA GUERRA È INFINITA A Fallujah e Ramadi infuria la battaglia. I jihadisti proclamano un «stato indipendente» In Iraq sventolano le bandiere nere Schiaffo al premier Maliki. 86 i morti nelle ultime 24 ore, 20 civili. E l esercito bombarda dall alto Chiara Cruciati D opo una settimana di scontri nella regione irachena di Anbar, ieri lo Stato Islamico dell Iraq e del Levante, gruppo jihadista vicino ad al Qaeda, ha innalzato le proprie bandiere sui tetti della città di Fallujah. L IsIL ha dichiarato la città «nuovo stato indipendente», uno schiaffo in faccia al premier Nouri al Maliki. «Dichiariamo Fallujah Stato Islamico e chiamiamo tutti a farne parte!», hanno gridato alcuni miliziani dagli speaker delle moschee durante la preghiera del venerdì. L intelligence statunitense e il governo di Baghdad non nascondono la loro preoccupazione: «Estremamente grave» viene definita la situazione nell area, da lunedì terreno di scontro tra jihadisti da una parte ed esercito regolare e tribù dall altra. I militanti dell IsIL hanno assunto il controllo delle strade, presidiate da veicoli e uomini armati, e occupato stazioni di polizia a Fallujah e Ramadi, raccogliendo le armi abbandonate dalle forze di sicurezza e liberando decine di prigionieri. Distrutto il quartier generale della polizia a Fallujah, insieme all ufficio del sindaco. Il controllo qaedista sulle due città si allarga di ora in ora, ennesimo segno dell incapacità del governo sciita del premier Maliki di esercitare una reale autorità nelle regioni a maggioranza sunnita. In queste ore né polizia né esercito regolare presidiano la regione dell Anbar, impossibilitate a entrare dalla massiccia presenza di miliziani armati. Per questo l esercito ha deciso di intervenire dall alto con dei raid aerei: ieri bombe sono piovute sulla zona settentrionale di Fallujah, azione criticata dalle tribù e dal vicesindaco, Faleh Al-Eisawi: «Chiediamo all esercito di interrompere i bombardamenti indiscriminati di aree popolate da civili». Giovedì notte forze di sicurezza e leader Il potere del cane La storia secondo la quale Kim Jong-un avrebbe dato in pasto ai cani lo zio «traditore», è uscita su un media di Hong Kong, il «Wen Wei Po» - classificato al diciannovesimo posto, su 21, in una classifica sulla credibilità dei quotidiani dell ex colonia - ed è stata ripresa ieri da autorevoli giornali italiani (e da alcuni media internazionali, che hanno sollevato dubbi al riguardo, fin dai titoli). La storia - infatti - è probabilmente falsa. Sulla Corea del Nord siamo ormai abituati a bufale o notizie strambe senza possibilità di conferme, perché del paese si sa poco. Ma in alcuni casi l utilizzo del condizionale - anche nei titoli - sarebbe d obbligo. Il discorso in generale riguarda l abitudine a concepire l Asia attraverso una «narrazione degli eccessi» che può essere acchiappaclic per una homepage, o «curiosa» sul quotidiano, ma che non rende giustizia a culture e processi storici che andrebbero affrontati in modo più profondo e complesso. Perché in un economia sempre più globalizzata, già ci toccano da vicino e ci riguarderanno sempre di più. E faremmo meglio a conoscerle, e comunicarle, in modo più rigoroso e serio. simone pieranni tribali sembravano aver riassunto il controllo di parte della città di Fallujah: «Siamo riusciti oggi, insieme alle tribù, a riprendere il controllo della strada principale, dopo una lunga battaglia», ha detto il capo della polizia, Mohammed Al-Isawi. La situazione per le strade di Fallujah e Ramadi non appare però così rosea: 86 i morti nelle ultime 24 ore, almeno 20 civili. Sono centinaia le persone in fuga dalla regione, terrorizzate dall elevata probabilità di una "battaglia finale" e terribile tra truppe governative e IsIL. Il silenzio e la desolazione delle strade di Fallujah e Ramadi sono interrotti solo dal rumore delle auto cariche di valigie ed effetti personali di chi fugge dalle proprie case. I rifiuti agli angoli delle piazze si accumulano, manca del tutto la corrente elettrica, mentre nelle abitazioni inizia a scarseggiare il carburante per i generatori e i negozi abbassano le saracinesche. Ma a preoccupare di più Washington e Baghdad è la vittoria morale per ora riportata dai qaedisti: il governo Maliki si è mostrato totalmente incapace di mantenere il controllo e la stabilità di Anbar, regione calda sin dai tempi del regime di Saddam Hussein, ma ora quasi del tutto slegata dal potere centrale. Lunedì gli scontri sono esplosi dopo l arresto di un parlamentare sunnita e i raid contro gli accampamenti di protesta anti-governativa. Immediate le dimissioni di 44 parlamentari sunniti, a cui il premier ha risposto con il ritiro dell esercito e della polizia dalla regione di Anbar. Che l IsIL venga ricacciato indietro o meno, il governo non ha passato il test: a due anni dal ritiro delle truppe statunitensi, l Iraq è un Paese gravemente frammentato in tribù e comunità religiose ed etniche. Nessuna pacificazione interna appare all orizzonte, un orizzonte fatto di profondi settarismi, figli sia delle scelte politiche dell esecutivo sciita che del naturale contagio della vicina guerra civile siriana. Il confine con la Siria non è mai stato tanto permeabile: a combattere per le strade di Fallujah e Ramadi sono gli stessi jihadisti impegnati nel conflitto contro il presidente siriano Bashar al Assad a Homs e Aleppo. Rita Plantera N on decollano i negoziati di pace tra il governo del Presidente del Sud Sudan Salva Kiir e i ribelli fedeli all ex vice presidente Riek Machar deposto nel luglio scorso e ora accusato di un tentativo di colpo di stato. Delegazioni di ambo le parti hanno tenuto colloqui unilaterali con i mediatori dell Intergovernmental Authority on Development (Igad) rinviando un faccia a faccia diretto atteso per ieri ad Addis Abeba, in Etiopia. Una falsa partenza che aumenta le notti insonni dell amministrazione Obama e di Pechino, che attraverso i colossi di proprietà statale - il China National Petroleum Corp (Cnpc) e il Sinopec - rappresenta il maggiore investitore e sfruttatore delle risorse petrolifere del Sud Sudan. Un inferno, quello partito da Juba intorno al 15 dicembre del vecchio anno che, facendo implodere vecchi e mai risolti attriti politici tra le fazioni opposte di Salva Kiir e Riek Machar, ha finito con lo scoperchiare tutte le fragilità e le contraddizioni di uno Stato fantoccio nato, con il forte sostegno dell amministrazione di G. W. Bush, staccandosi con il referendum del 2011 dal Sudan, con cui continua a condividere i mali atavici tra cui quelli della repressione e demonizzazione delle forze politiche di opposizione, della LIBANO Al Majid era ammalato, ma potrebbe essere stato torturato Morte sospetta del leader qaedista Michele Giorgio È una morte piuttosto misteriosa quella di Majid al Majid, il leader del gruppo qaedista «Brigate Abdullah Azzam» arrestato dalle forze armate libanesi a inizio settimana. Al Majid sarebbe morto per un blocco renale. Le autorità militari libanesi hanno fatto sapere che era ammalato. Tuttavia questo improvviso peggioramento delle sue condizioni, avvenuto mentre era detenuto, suscita qualche sospetto. A Beirut qualcuno non esclude che il leader qaedista sia stato torturato durante gli interrogatori. Altri arrivano ad ipotizzare l eliminazione di Al Majid, personaggio che sapeva troppo e che forse avrebbe potuto rivelare sostegni e coperture di cui godrebbe il suo gruppo in Libano tra le formazioni sunnite più radicali avversarie di Hezbollah. Le «Brigate Abdullah Azzam» hanno rivendicato il duplice attacco kamikaze compiuto lo scorso 19 novembre contro l ambasciata iraniana a Beirut. Attentato che, secondo Hezbollah e gli alleati del movimento sciita, sarebbe stato pianificato nell area del Golfo. Al Maji d ufficialmente era ricercato da Riyadh ma forse anche usato a distanza dall intelligence saudita nella battaglia, sempre più aspra, che Iran e Arabia saudita combattono in Libano attraverso i rispettivi alleati. Esperti americani dicono che al- Majid raccogliesse fondi nei paesi del Golfo per i jihadisti e qaedisti che combattono in Siria contro il presidente Bashar Assad. SUD SUDAN Aumenta l imbarazzo della Casa bianca La pace può attendere, salta il negoziato tra governo e ribelli corruzione, della povertà e della mancanza delle infrastrutture di base. All ombra soprattutto degli Stati Uniti e dei suoi grossi e grassi interessi petroliferi. Mille morti e circa 200 mila sfollati nel giro di venti giorni sono l output di una carneficina che non accenna a fermarsi e rischia di fare del Sud Sudan, da creatura all occhiello della diplomazia statunitense, un profondo buco nero per Obama chiamato a evitare Lo scontro tra Salva Kiir e il suo ex vice Machel continua. Preoccupata anche la Cina, primo investitore nel Paese MILIZIANI DELL ISIL NELLE STRADE DI FALLUJAH, IERI/FOTO REUTERS E proprio Al Qaeda in Siria e in Iraq - mentre ieri le autorità libanesi riferivano della morte di Majid al Majid - ha rivendicato l attentato suicida compiuto giovedì scorso nella periferia sud di Beirut, roccaforte di Hezbollah. Nel suo comunicato Al Qaeda sostiene di «essere riuscito a violare la sicurezza del Partito del Diavolo...è soltanto un primo anticipo del conto salato che dovranno pagare quei criminali», in riferimento a Hezbollah che in arabo vuol dire «Partito di Dio». Per l attentato suicida di giovedì, nel quale sono morte cinque persone compreso il kamikaze, la magistratura libanese ieri ha confermato l identità dell attentatore: un giovane di 19 anni, Qutayba Satem, originario della regione nord-orientale di Wadi Khaled, al confine con la regione centrale siriana di Homs, dove si concentrano gruppi militanti libanesi che appoggiano i ribelli anti-assad. I genitori di Satem hanno detto agli inquirenti che il figlio era scomparso il 28 dicembre scorso. quello che ha tutti i presupposti di diventare il più clamoroso fallimento della politica statunitense in Africa, sullo sfondo di un genocidio e moria etnica di grosse proporzioni giusto dietro la porta. Tra l eco di raffiche di fuoco che continuano senza sosta da metà dicembre e le urla silenziate di civili vittime di esecuzioni sommarie e i pianti atroci dei bambini che muoiono di fame e delle donne stuprate, va in onda l annaspare di una Casa Bianca in panne che mentre da un lato minaccia di tagliare gli aiuti, vitali, per il più giovane staterello della costellazione africana e di sospendere il supporto logistico alle sue inesperte forze militari, dall altro - mentre continuano le operazioni di evacuazione della sua ambasciata e delle centinaia di cittadini americani su suolo di guerra - non esita a stanziare circa 49 milioni di dollari in aiuti umanitari nel tentativo di scongiurare la tragicommedia del suo inizio d anno e prendere tempo per concordare una linea politica d intervento. Prima di ovviare, panacea di ogni debacle politica, in quella esclusivamente militare. Contraddizioni di tempi di guerra che in questo caso sbiadiscono almeno un po l immagine del carrozzone di Washington, mentre le delegazioni delle parti in conflitto giocano a negoziare combattendosi al fronte per guadagnare una posizione di forza al tavolo della pace. AFGHANISTAN ATTACCO A BASE NATO NEL QUARTIERE DIPLOMATICO Una base congiunta americano-afghana è stata attaccata nel distretto diplomatico di Kabul nei pressi dell'ambasciata tedesca e di quella italiana. L'esplosione - secondo la coalizione - sarebbe avvenuta «nelle vicinanze» di Camp Eggers, una base militare gestita dalle forze Nato e non lontana dal Palazzo presidenziale; l attacco - segnalato ieri pomeriggio dalla polizia afghana - sarebbe stato nei confronti di un convoglio militare che stava rientrando nella sua base. Il sito in lingua inglese della tv al-arabiya, ha specificato che non ci sarebbero state vittime, ma che le forze di sicurezza a guida Nato hanno confermato di aver inviato truppe per coordinare i soccorsi. Un altro attacco, nei pressi del distretto di Ghanikhel nella provincia orientale di Nagarhar, ha invece causato almeno sette morti: sei vittime tra gli attentatori suicidi e una di un militare della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf). BANGLADESH SEGGI ELETTORALI IN FIAMME ALLA VIGILIA DEL VOTO Oggi si svolgeranno in Bangladesh le elezioni del Parlamento; ieri numerosi seggi elettorali sono stati incendiati, mentre imperversa uno sciopero di 48 ore che nelle intenzioni degli oppositori al governo dovrebbe impedire agli 82 milioni di potenziali votanti di recarsi alle urne. Contro la decisione di indire le elezioni, infatti, si è schierata un opposizione di ben 18 partiti, guidati dal Partito nazionalista bengalese (Bnp) di Khaleda Zia. Secondo gli osservatori internazionali, inoltre, il paese è profondamente diviso dalle attività di due tribunali speciali che stanno giudicando i responsabili di crimini commessi durante la Guerra di liberazione del Durante tutta la giornata di ieri, membri e attivisti dell opposizione hanno incendiato una sessantina di seggi elettorali, in 32 distretti bengalesi e appiccato il fuoco ad un vagone ferroviario in sosta, ferendo una decina di passeggeri. ANTARTIDE LA CINESE SNOW DRAGON BLOCCATA NEI GHIACCI Secondo quanto riferito dall Amsa, l'autorità australiana per il soccorso marittimo, la rompighiaccio cinese «Snow Dragon», che aveva aiutato a recuperare i passeggeri a bordo dell'akademik Shokalskiy, la nave russa rimasta incagliata nei ghiacci dell'antartide, è ancora bloccata. «La nave è al sicuro, non è in difficoltà e in questo momento non ha bisogno di assistenza», anche se è bloccata nella banchisa, ha detto il comandante della nave all'amsa. L'Aurora Australis, invece, la nave con a bordo i 52 passeggeri tratti in salvo, in un primo momento incaricata di aspettare la «Snow Dragon», sarebbe invece in viaggio verso una base australiana fuori dal circolo polare. MESSICO RAID CON SPARATORIA NEL CARCERE, NOVE MORTI Sei uomini armati sono entrati nella prigioniero dello stato meridionale messicano di Guerrero, chiedendo la liberazione di un prigioniero, ma una volta dentro avrebbero ingaggiato una sparatoria con le guardie del penitenziario, causando la morte di nove persone. Si tratta dell ennesimo scontro all interno delle carceri messicane, dopo che nell aprile scorso, in un analogo episodio avvenuto nella prigione di La Pila, stato di San Luis, erano morte tredici persone a seguito di uno scontro a fuoco. Secondo quanto affermato dalla Bbc, nello stato di Guerrero, uno dei più violenti in Messico, sarebbe in corso una sanguinosa guerra tra i cartelli della droga dei Knights Templar e degli Zeta. Dal 2006 sarebbero più di 60mila le persone ad aver perso la vita nel tentativo di superare il confine messicano, da quando il precedente governo di Calderon, aveva deciso di utilizzare i militari per contrastare il traffico di droga dal Messico.

8 pagina 8 il manifesto DOMENICA 5 GENNAIO 2014 L ULTIMA DALLA PRIMA Aldo Garzia Lasciamo da parte considerazioni di tipo giornalistico (scorrete google e vedrete che di quella conversazione Ramonet-Castro si è parlato da Melbourne a Berlino e quindi pubblicarla è un servizio offerto ai lettori che possono giudicare domande e risposte). Andiamo al nocciolo politico. Capita spesso di essere schiacciati tra inneggianti al castrismo che non vogliono vedere per citare solo episodi recenti le condanne a morte del 2003, il dissidente Orlando Zapata Tamayo morto nel 2010 a causa di uno sciopero della fame, i limiti di una esperienza storica e chi invece predica più duri accerchiamenti politici ed economici che finora non hanno dato i risultati sperati. Ha scritto Eduardo Galeano: quando si parla di quell isola, Cuba fa male sia a chi ha creduto all utopia del socialismo, sia a chi in un mondo totalmente mutato dal 1959, anno della rivoluzione cubana, e dal 1989, quando cadde il Muro di Berlino vede che quell esperienza non si cancella. Lo scorso 10 dicembre c è stata una stretta di mano tra Barack Obama e Raúl Castro a Johannesburg, occasione i funerali di Nelson Mandela. L immagine ha fatto il giro del mondo. Un mese prima Obama si era recato a Miami con l obiettivo di fare il punto sul «caso Cuba» che dal 1959 costituisce un problema da cui gli Stati Uniti non riescono a venire a capo. In quell occasione ha pronunciato frasi non di circostanza: «Tenete in considerazione che quando Castro andò al potere io ero appena nato, per cui non ha senso che le stesse politiche del 1961 siano valide ancora oggi nell età di Internet e Google». Annunciando novità nelle relazioni verso l isola, il presidente statunitense ha concluso: «Dobbiamo mostrarci creativi e ponderati, continuando ad aggiornare la nostra politica». La stampa internazionale ha interpretato quelle parole di Obama come l annuncio del possibile annullamento in tempi ragionevoli dell embargo economico verso Cuba in vigore dal lontanissimo A proposito di embargo, il 29 ottobre gli Stati Uniti hanno intanto ricevuto l ennesimo segnale politico dall Assemblea delle Nazioni unite: 188 voti a favore della mozione che proponeva la fine delle misure di discriminazione economica, 2 voti contrari e 3 astensioni. È la ventiduesima volta che l Onu si espime contro il bloqueo. Unico paese a votare insieme agli Stati Uniti è stato Israele. I tre astenuti UN PRIMO MAGGIO A L AVANA /FOTO REUTERS occorre cercarli con la lente d ingrandimento sul mappamondo: Palau, Micronesia, Isole Marshall. Tutto questo non è «una logora pellicola del passato», per citare Battista: è quello che accade nei nostri giorni intorno a Cuba. Tornando al viaggio di Obama a Miami, erano presenti all incontro con il presidente statunitense Berta Soler, leader del gruppo delle Dame in bianco (le mogli e le parenti dei detenuti politici), e Guillermo Fariñas, famoso per alcuni scioperi della fame in nome dei diritti umani e Premio Sakharov 2010 ricevuto da parte del Parlamento europeo a Bruxelles. Va sottolineato che sia Soler, sia Fariñas risiedono a Cuba: quindi, hanno ricevuto un visto per lasciare l isola e farvi ritorno. Se ne deduce che al dialogo con Washington non sono disinteressate le autorità dell Avana. Il discorso di Obama a Miami non è l unico segnale di disgelo. A settembre 2013 le rispettive diplomazie si erano incontrate per ripristinare «la comunicazione postale diretta» interrotta pensate un po dal 1963: lettere e pacchi, nelle due direzioni, passavano dal Canada prima di andare a destinazione. In precedenza, l amministrazione Obama aveva fatto ripartire il dialogo sui flussi migratori che si era spezzato nel Merito Discutere SU CUBA SI PUÒ? GAETANO PAGANO DI MELITO L italiano che fece la rivoluzione cinese Eugenio Lorenzano PIANO DI SORRENTO H a fatto un certo effetto il silenzio sulla morte di Gaetano Pagano di Melito avvenuta pochi giorni fa. Eppure si tratta dell unico italiano che abbia partecipato attivamente e in armi alla rivoluzione cinese, e di un amico fraterno di Fidel Castro, Olof Palme, Amilcar Cabral, Agostinho Neto e Samora Machel. Nato nel 1928 da famiglia nobile di diplomatici, si trova tra Giappone e Cina giovanissimo e proprio lì aderisce all esercito maoista e partecipa alla rivoluzione vittoriosa del Laureatosi in ingegneria navalmeccanica, si trasferisce in Svezia e fa la spola con Cuba come tecnico volontario. Diventa un personalissimo amico di Fidel Castro a Cuba e più tardi in Svezia diventa un volto popolare del giornalismo televisivo per i suoi reportage dall Africa. Memorabili le sue riprese in Angola: quelle della battaglia di Cuito Canavale in particolare mettono con le spalle al muro il governo sudafricano dell apertheid. Il primo ministro svedese Olof Palme diventa un suo estimatore e amico, tanto da allacciare forti relazioni con Cuba e con i governi rivoluzionari delle ex colonie portoghesi in Africa. Sicuramente ci fu lo zampino di Pagano di Melito nell epico discorso di Olof Palme contro l apartheid all Avana davanti a una gremita Piazza dela Rivoluzione. Negli ultimi trenta anni di vita Pagano è ritornato al suo paese di origine, Piano di Sorrento, dove con la moglie Britte Jansson ha condotto una vita estremamente riservata; forse troppo schiva, tanto che in molti si sono dimenticati di lui. La sua stretta amicizia con Fidel Castro gli permise (tra i pochissimi) un incontro a Roma col lider maximo in occasione della visita di Fidel a Papa Woytila. Ha ottenuto riconoscimenti in Angola, Mozambico, Guinea-Bissau, Capo Verde, Cuba, Svezia e Cina popolare. Pochi mesi prima della sua morte è stata pubblicata una sua biografia di Chiara Bianca Maturo, alla quale ha rivelato aneddoti e dettagli storici di notevole importanza. storie Le reazioni al dialogo tra Ignacio Ramonet e Fidel Castro pubblicato dal manifesto dimostrano che le analisi di chi attacca, per dirla con Obama, non sono «creative» di Obama è anche aver cancellato alcune norme volute dal suo predecessore George Bush junior che limitavano i viaggi a Cuba dei cubanoamericani e gli invii di denaro alle famiglie di origine. L Avana è ormai piena di turisti americani che aggirano l embargo aereo via Giamaica o Messico. Cuba, a sua volta, non sta ferma. Almeno sul versante economico. Alcune liberalizzazioni avanzano, seppure non a ritmo di salsa. Sarebbero oltre 500 mila i lavoratori por cuenta propia (cioè, non dipendenti dello Stato) nei settori dell artigianato e dei servizi incentivati dal governo. Il loro numero cresce periodicamente. Aziende pubbliche e cooperative possono fallire, se i loro bilanci risultano in deficit mentre se producono guadagni possono assumere e aumentare le retribuzioni dei propri dipendenti (il socialismo tutto statalizzato del passato non contemplava compatibilità economiche). Registi, musicisti, cantanti e operatori culturali possono assumere collaboratori senza la mediazione di enti statali. Mossa positiva pure in campo sportivo: via libera agli atleti che vogliono diventare professionisti all estero alla sola condizione che paghino le tasse a Cuba. Ancora: il presidente Raúl Castro ha annunciato a metà ottobre l avvio del processo economico che porterà al superamento del sistema della doppia moneta in vigore sull isola dal 1994 (peso e dollaro prima, peso e peso convertibile negli ultimi anni). Cuba accelera dunque i propri cambiamenti economici mentre resta timida sul fronte politico. Gli analisti statunitensi parlano di «modello cinese in miniatura»: economia mista che convive con il potere politico centralizzato nel tentativo di non fare la fine dell Urss di Mikhail Gorbaciov. Altra questione. Sono passati più di 50 anni dall avvio dell embargo di Washington contro l isola. Ne sono passati 24 dal crollo del Muro di Berlino e dall avvio della fine dei cosiddetti «paesi del socialismo reale». E ne sono passati 7 da quando Fidel Castro non dirige più la politica cubana in prima persona. Possibile credere che siamo ancora qui a parlare di Cuba e del suo destino solo perché come scrive Battista è «una prigione a cielo aperto»? L analisi andrebbe raffinata e bisognerebbe capire le tante ragioni che stanno dietro la «resistenza» cubana (da una rivoluzione non importata al nazionalismo anti-usa, dalla nebulosa prospettiva di diventare protettorato degli Stati Uniti al dato di fatto che è difficile cancellare nel bene e nel male mezzo secolo di storia). Come canta il cantautore avanero Pablo Milanes, «Cuba non è una società perfetta ed è piena di contraddizioni». Non è il Paradiso e neppure l Inferno. Battista ha infine l indice puntato contro il manifesto e la sua posizione contraddittoria verso Cuba. Per questo, cita gli articoli severissimi di K.S. Karol (il suo libro La guerriglia al potere è uno straordinario reportage datato 1970) e noi potremmo ricordare quelli non meno critici di Rossana Rossanda. Cuba si era incamminata negli anni settanta in un cieco filosovietismo di sopravvivenza perdendo le proprie peculiarità: giusto tagliare i ponti allora. Dopo il 1989, siamo tornati a interrogarci sul perché a L Avana non accadeva quello che era capitato nelle altre capitali dell Est. Se su questo giornale sono usciti acritici inni al castrismo, non recavano certo la firma di Maurizio Matteuzzi, o mia o di Roberto Livi che oggi è corrispondente del manifesto a L Avana. Abbiamo sempre cercato di ragionare e di sottrarci al clima da stadio. Quanto alla critica al «socialismo reale», questa è stata una delle ragioni originarie della nascita del manifesto nel 1969 a cui non siamo mai venuti meno. Scrive Galeano in modo efficace: «I fatti dimostrano che l apertura democratica è, più che mai, imprescindibile. Devono essere i cubani, e solo loro, senza che nessuno vada a metterci mano dall esterno, ad aprire nuovi spazi democratici e a conquistare le libertà che mancano, all interno della rivoluzione che loro hanno fatto». Un auspicio illusorio? Chissà. Ma l alternativa è un imprevedibile redde rationem dal sapore di guerra civile che non auspica chi vuole bene a Cuba, alla sua gente, alla sua cultura. Non lo auspica nemmeno Washington.

RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE

RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE RELAZIONE CONGRESSO DI CIRCOLO DELL 11 OTTOBRE 2014 CANDIDATO SEGRETARIO: LOCCI ROSALINA CONDIVISIONE - RESPONSABILITA - COMPETENZE Saluto tutti i presenti: iscritti, simpatizzanti rappresentanti dei partiti..

Dettagli

Maschere a Venezia CAP I

Maschere a Venezia CAP I Maschere a Venezia 7 CAP I In un pomeriggio di fine marzo Altiero Ranelli, un giovane giornalista de Il Gazzettino di Venezia, entra nell ufficio del direttore. - Ho una grande notizia. - grida contento.

Dettagli

Di Luca Bossi, Giulia Farfoglia, Valentina Molinengo e Michele Cioffi

Di Luca Bossi, Giulia Farfoglia, Valentina Molinengo e Michele Cioffi In mare aperto: intervista a CasAcmos Di Luca Bossi, Giulia Farfoglia, Valentina Molinengo e Michele Cioffi Nel mese di aprile la Newsletter ha potuto incontrare presso Casa Acmos un gruppo di ragazzi

Dettagli

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù.

Come vivere senza ansia con accanto un amico di nome Gesù. PREFAZIONE Voglio sottolineare che questo libro è stato scritto su dettatura di Gesù Cristo. Come per il libro precedente, desidero con questo scritto arrivare al cuore di tante persone che nella loro

Dettagli

MIGRANTI. La classe I B. incontra la professoressa Giovanna Cipollari (CVM) docente referente: prof.ssa Patrizia Monetti. Progetto di intercultura

MIGRANTI. La classe I B. incontra la professoressa Giovanna Cipollari (CVM) docente referente: prof.ssa Patrizia Monetti. Progetto di intercultura MIGRANTI La classe I B incontra la professoressa Giovanna Cipollari (CVM) docente referente: prof.ssa Patrizia Monetti Progetto di intercultura Essere giovani nella società globale: in viaggio da me a

Dettagli

Proposta per un Nuovo Stile di Vita.

Proposta per un Nuovo Stile di Vita. UNA BUONA NOTIZIA. I L M O N D O S I P U ò C A M B I A R E Proposta per un Nuovo Stile di Vita. Noi giovani abbiamo tra le mani le potenzialità per cambiare questo mondo oppresso da ingiustizie, abusi,

Dettagli

difendiamo i nostri figli * 20 giugno - AMDG

difendiamo i nostri figli * 20 giugno - AMDG difendiamo i nostri figli * 20 giugno - AMDG intervento di alfredo mantovano Care amiche e cari amici! una giornalista poco fa mi chiedeva di riassumere in poche parole-chiave il messaggio che il popolo

Dettagli

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni

INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013. per Bambini dai 7 ai 10 anni INNAM0RARSI DELLA PAR0LA LA PAR0LA SI FECE CARNE E VENNE AD ABITARE IN MEZZ0 A N0I. Cammino di Avvento 2013 per Bambini dai 7 ai 10 anni DIOCESI DI FOSSANO Commissione Diocesana Pastorale Ragazzi Ehi!!

Dettagli

Sindaco BERGAGNA Stefano Punto n. 6 all O.d.G.: Interpellanza, a. firma dei Consiglieri comunali di minoranza, su seggi elettorali a

Sindaco BERGAGNA Stefano Punto n. 6 all O.d.G.: Interpellanza, a. firma dei Consiglieri comunali di minoranza, su seggi elettorali a 1 Sindaco BERGAGNA Stefano Punto n. 6 all O.d.G.: Interpellanza, a firma dei Consiglieri comunali di minoranza, su seggi elettorali a Buja. Prego. Cons. FASIOLO Rudi (senza microfono) Un altra interrogazione

Dettagli

Mediterranea INTRODUZIONE

Mediterranea INTRODUZIONE 7 INTRODUZIONE guerrieri Palermo, anno 1076. Dopo che - per più di duecento anni - gli arabi erano stati i padroni della Sicilia, a quel tempo nell isola governavano i normanni, popolo d i guerrieri venuti

Dettagli

OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO L Italia nella bufera: crisi e proteste. Rilevazione 16 Dicembre 2013

OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO L Italia nella bufera: crisi e proteste. Rilevazione 16 Dicembre 2013 OSSERVATORIO SOCIO-POLITICO L Italia nella bufera: crisi e proteste Rilevazione 16 Dicembre 2013 Le notizie della settimana: i Forconi COSA RICORDANO GLI ITALIANI Le proteste in piazza/ il movimento dei

Dettagli

Il PD vuole aprire le porte ai nuovi italiani

Il PD vuole aprire le porte ai nuovi italiani Il PD vuole aprire le porte ai nuovi italiani Autore: Alban Trungu Categoria : Mondo Migrante Data : 15 febbraio 2011 Intervista con Khalid Chaouki, responsabile immigrazione e seconde generazioni dei

Dettagli

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi)

Copertina: Gabriele Simili, Phasar, Firenze Immagine di copertina: Rita Altarocca Stampa: Global Print, Gorgonzola (Mi) Elena Ana Boata Il viaggio di Anna Proprietà letteraria riservata. 2007 Elena Ana Boata 2007 Phasar Edizioni, Firenze. www.phasar.net I diritti di riproduzione e traduzione sono riservati. Nessuna parte

Dettagli

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci

nostre «certezze» sul fatto che senza di lui non potremo mai più essere felici, che durano fino a una nuova... relazione!) continueremo a infilarci Pensieri. Perché? Cara dottoressa, credo di avere un problema. O forse sono io il problema... La mia storia? Stavo con un ragazzo che due settimane fa mi ha lasciata per la terza volta, solo pochi mesi

Dettagli

Siamo in tanti, oggi, in questa sala e questo è un fatto positivo per il nostro partito e per gli appuntamenti che lo stanno attendendo.

Siamo in tanti, oggi, in questa sala e questo è un fatto positivo per il nostro partito e per gli appuntamenti che lo stanno attendendo. Sintesi del discorso di presentazione della mozione per la candidatura a segretario provinciale di Renato Veronesi, espressosi liberamente, senza l ausilio di una traccia scritta, durante i lavori della

Dettagli

SPECIALE RIENTRO NELLA SCENA POLITICA DI SILVIO BERLUSCONI Il Presidente di Forza Italia alla scuola di formazione politica Forza Futuro, a Calvagese

SPECIALE RIENTRO NELLA SCENA POLITICA DI SILVIO BERLUSCONI Il Presidente di Forza Italia alla scuola di formazione politica Forza Futuro, a Calvagese SPECIALE RIENTRO NELLA SCENA POLITICA DI SILVIO BERLUSCONI Il Presidente di Forza Italia alla scuola di formazione politica Forza Futuro, a Calvagese della Riviera. L intervento del nostro leader in 20

Dettagli

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No.

8. Credi che le materie scolastiche che ti vengono insegnate ti preparino per questo lavoro? No. Intervista 1 Studente 1 Nome: Dimitri Età: 17 anni (classe III Liceo) Luogo di residenza: città (Patrasso) 1. Quali fattori ti hanno convinto ad abbandonare la scuola? Io volevo andare a lavorare ed essere

Dettagli

INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORZA ITALIA GIANNI MONTALI SULL ACQUISTO DA PARTE DEL COMUNE DEL PALAZZETTO DELLA SCHERMA

INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORZA ITALIA GIANNI MONTALI SULL ACQUISTO DA PARTE DEL COMUNE DEL PALAZZETTO DELLA SCHERMA INTERROGAZIONE DEL CONSIGLIERE COMUNALE DI FORZA ITALIA GIANNI MONTALI SULL ACQUISTO DA PARTE DEL COMUNE DEL PALAZZETTO DELLA SCHERMA Il sottoscritto Gianni Montali consigliere comunale di Forza Italia,

Dettagli

Luisa Mattia Sibilla nel cappello

Luisa Mattia Sibilla nel cappello Luisa Mattia Sibilla nel cappello Prima edizione settembre 2015 Copyright 2015 biancoenero edizioni srl www.biancoeneroedizioni.com Testo di Luisa Mattia Illustrazioni di Andrea Mongia Font biancoenero

Dettagli

Dio ricompensa quelli che lo cercano

Dio ricompensa quelli che lo cercano Domenica, 22 agosto 2010 Dio ricompensa quelli che lo cercano Ebrei 11:6- Or senza fede è impossibile piacergli; poiché chi si accosta a Dio deve credere che Egli è, e che ricompensa tutti quelli che lo

Dettagli

Giuseppe Iosa. Documento programmatico per la candidatura alla segreteria del Circolo Moro-Berlinguer di Peschiera Borromeo

Giuseppe Iosa. Documento programmatico per la candidatura alla segreteria del Circolo Moro-Berlinguer di Peschiera Borromeo Giuseppe Iosa Documento programmatico per la candidatura alla segreteria del Circolo Moro-Berlinguer di Peschiera Borromeo Domenica, 19 aprile 2015 Premessa Il Partito Democratico di Peschiera Borromeo,

Dettagli

ENGLISH FRANCAIS ITALIANO

ENGLISH FRANCAIS ITALIANO ENGLISH FRANCAIS ITALIANO 1 ITALIAN L idea L idea nasce in seno al segretariato del Consiglio delle Conferenze Episcopali d Europa (CCEE). All indomani dell elezione di Papa Francesco, del Papa venuto

Dettagli

La lunga strada per tornare a casa

La lunga strada per tornare a casa Saroo Brierley con Larry Buttrose La lunga strada per tornare a casa Traduzione di Anita Taroni Proprietà letteraria riservata Copyright Saroo Brierley 2013 2014 RCS Libri S.p.A., Milano Titolo originale

Dettagli

"Macerie dentro e fuori", il libro di Umberto Braccili

Macerie dentro e fuori, il libro di Umberto Braccili La presentazione venerdì 14 alle 11 "Macerie dentro e fuori", il libro di Umberto Braccili "Macerie dentro e fuori" è il libro scritto dal giornalista Umberto Braccili, inviato della Rai Abruzzo, insieme

Dettagli

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo#

LA#SCOPERTA## Giardino#dei#Gius5# # # #Associazione#Gariwo# LA#SCOPERTA##!!!!!!Giardino#dei#Gius5# #####Associazione#Gariwo# CHI#SONO#I#GIUSTI#,#PROF?## LA#NOSTRA#SCELTA## Un#nome#fra#tuC#con5nuava#a# tornare#con#insistenza## !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Educare#al#coraggio#civile#!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Svetlana#Broz#

Dettagli

Giovanna Quadri ROCCONTI

Giovanna Quadri ROCCONTI Racconti Giovanna Quadri ROCCONTI Paura e coraggio. Queste donne con il loro coraggio, il loro amore, nella società e nel farsi prossimo, hanno vinto il male con il bene. La giustizia a trionfato. però

Dettagli

Individuare le proprie competenze Questionario sulle situazioni della vita quotidiana

Individuare le proprie competenze Questionario sulle situazioni della vita quotidiana Individuare le proprie competenze Questionario sulle situazioni della vita quotidiana Cognome : Nome : Data : Istruzioni Non si tratta di una valutazione. Si tratta di individuare le proprie competenze

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Lettera alle Mamme_Layout 1 11/09/2015 17:10 Pagina 1 Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Priority mom Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Cosa posso fare per interrompere subito la violenza? rivolgiti alle Forze dell Ordine o al Servizio Sociale più vicino chiedi aiuto al Centro

Dettagli

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini?

Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Tribunale per i Minorenni dell Emilia Romagna Se chiedo aiuto mi porteranno via i bambini? Dialogo con le mamme che subiscono violenza in famiglia per conoscere l intervento della giustizia minorile Indice:

Dettagli

Secondo incontro: La mia esperienza d amore

Secondo incontro: La mia esperienza d amore Secondo incontro: La mia esperienza d amore Prima di addentrarci nel tema dell incontro sondiamo la motivazione dei ragazzi. Propongo loro un diagramma G/T. Tutti i ragazzi pensavano ad un esercizio di

Dettagli

GESU E UN DONO PER TUTTI

GESU E UN DONO PER TUTTI GESU E UN DONO PER TUTTI OGGI VIENE ANCHE DA TE LA CREAZIONE IN PRINCIPIO TUTTO ERA VUOTO E BUIO NON VI ERANO NE UOMINI NE ALBERI NE ANIMALI E NEMMENO CASE VI ERA SOLTANTO DIO NON SI VEDEVA NIENTE PERCHE

Dettagli

COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015

COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015 COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015 COMUNE DI ANZOLA Venerdì, 23 gennaio 2015 Politica locale 23/01/2015 La Repubblica (ed. Bologna) Pagina 7 SILVIA BIGNAMI Riforme, i renziani ai dissidenti Pd:

Dettagli

Emergenza: Immigrazione. Bene o Male? Nicholas Gares Giuseppe Bianchi - Alessandro Romano Alessandro Gatti Debora Danesi

Emergenza: Immigrazione. Bene o Male? Nicholas Gares Giuseppe Bianchi - Alessandro Romano Alessandro Gatti Debora Danesi Emergenza: Immigrazione Bene o Male? Nicholas Gares Giuseppe Bianchi - Alessandro Romano Alessandro Gatti Debora Danesi L Italia: il Nuovo Mondo? In Dettaglio Spesso si tende a credere che gli immigrati,

Dettagli

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA.

Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Filopoesia per l educazione. Gemellaggi tra bambini e studenti alla LUMSA. Di tutto quello che anche quest anno abbiamo cercato di fare, dei bambini della scuola dell Infanzia che continuano a giocare

Dettagli

ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA

ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA a cura del Gruppo Parlamentare della Camera dei Deputati Il Popolo della Libertà Berlusconi Presidente 87 ALTRO CHE ATTACCO ALLA MAGISTRATURA Stralcio del discorso del Presidente Silvio Berlusconi sulla

Dettagli

Elezioni Regionali. A rischio la proclamazione degli eletti in Puglia

Elezioni Regionali. A rischio la proclamazione degli eletti in Puglia Elezioni Regionali. A rischio la proclamazione degli eletti in Puglia Rischia di slittare la proclamazione degli eletti al Consiglio Regionale della Puglia a causa della scorretta trascrizione e conseguente

Dettagli

l amore criminale 5 uccise vanno solo a ingrossare il numero di una statistica. E a ricordare quelle figlie ammazzate restano solo le madri e i padri.

l amore criminale 5 uccise vanno solo a ingrossare il numero di una statistica. E a ricordare quelle figlie ammazzate restano solo le madri e i padri. «La famiglia ammazza piú della mafia». Tutto è iniziato da qui, dal titolo di un articolo che commentava i dati di una ricerca. Era il 2007 e in Italia la legge sullo stalking non esisteva ancora. Secondo

Dettagli

UN SISTEMA PREVIDENZIALE PIÙ FLESSIBILE

UN SISTEMA PREVIDENZIALE PIÙ FLESSIBILE UN SISTEMA PREVIDENZIALE PIÙ FLESSIBILE ALDO SMOLIZZA* Qualche anno fa svolgevo un attività internazionale e a seguito di quell attività conoscevo molto bene le indicazioni del Fondo Monetario Internazionale.

Dettagli

27/11. Il Mattinale. Al diavolo la decadenza BERLUSCONI: Riconquistiamo l Italia! Speciale Manifestazione. ore 18.00

27/11. Il Mattinale. Al diavolo la decadenza BERLUSCONI: Riconquistiamo l Italia! Speciale Manifestazione. ore 18.00 Il Mattinale Roma, mercoledì 27 novembre 2013 27/11 ore 18.00 a cura del Gruppo Forza Italia-Pdl alla Camera Speciale Manifestazione Al diavolo la decadenza BERLUSCONI: Riconquistiamo l Italia! Mentre

Dettagli

ti scrivo... padrino Ma,

ti scrivo... padrino Ma, Caro padrino ti scrivo... Se Ti I N T R O D U Z I O N E hai tra le mani questo opuscolo è perché qualcuno ti ha chiesto di fargli da madrina o da padrino... forse una coppia di amici che ti vogliono padrino

Dettagli

MACARIOPOLI POLLUTION CITY? Racconto con immagini realizzato dagli studenti della Classe I B della Scuola Secondaria di I Grado di San Macario

MACARIOPOLI POLLUTION CITY? Racconto con immagini realizzato dagli studenti della Classe I B della Scuola Secondaria di I Grado di San Macario MACARIOPOLI O POLLUTION CITY? Racconto con immagini realizzato dagli studenti della Classe I B della Scuola Secondaria di I Grado di San Macario La Terra sembra essere divisa in due parti Una di queste

Dettagli

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27

San Giovanni Battista Cesano Boscone Sacra Famiglia C 2007-01-27 MESSA VIGILIARE 18.00 In questa festa della Sacra Famiglia vorrei soffermarmi su un aspetto del brano di vangelo che abbiamo appena ascoltato. Maria e Giuseppe, insieme, cercano angosciati Gesù. Cosa può

Dettagli

Emergenza rifugiati dalla Libia: ecco cosa (non) ha funzionato in questi due anni

Emergenza rifugiati dalla Libia: ecco cosa (non) ha funzionato in questi due anni 1) Emergenza rifugiati dalla Libia. Ecco cosa (non) ha funzionato in questi due anni di Matteo Colombo http://www.campusmultimedia.net/2013/03/27/emergenza-rifugiati-dalla-libia-ecco-cosa-non-hafunzionato-in-questi-due-anni/

Dettagli

PER LA PSICANALISI LAICA INTERVENTO M. PLON

PER LA PSICANALISI LAICA INTERVENTO M. PLON PER LA PSICANALISI LAICA INTERVENTO M. PLON C è un libro sui ragazzini agitati, dal titolo On agite un enfant: è un gioco di parole, perché c era una pubblicità di una bevanda gassata che se non ricordo

Dettagli

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te

Domenica, 19 aprile 2009. Il Signore è con te Domenica, 19 aprile 2009 Il Signore è con te Marco 16:15-20- E disse loro: Andate per tutto il mondo, predicate il vangelo a ogni creatura. Chi avrà creduto e sarà stato battezzato sarà salvato; ma chi

Dettagli

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo:

Nella mia Lettera ai cristiani della Chiesa di Lucca, per quest anno pastorale, chiedevo: LITURGIA DEL MANDATO PER IL SERVIZIO DI ANIMATORE DEI GRUPPI DI ASCOLTO DEL VANGELO Sabato 29 novembre 2014 (Rm 10,9-18; Mr 16,9-15) ITALO CASTELLANI Arcivescovo di Lucca Nella mia Lettera ai cristiani

Dettagli

apre lavora parti parla chiude prende torno vive

apre lavora parti parla chiude prende torno vive 1. Completa con la desinenza della 1 a (io) e della 2 a (tu) persona singolare dei verbi. 1. - Cosa guard...? - Guardo un film di Fellini. 2. - Dove abiti? - Abit... a Milano. 3. - Cosa ascolt...? - Ascolto

Dettagli

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di

RACCONTO TRATTO DAL LIBRO. DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di RACCONTO TRATTO DAL LIBRO DONNE CHE RACCONTANO IL LAVORO a cura di Roberta Griffini, Francesca Matichecchia, Debora Roversi, Marzia Tanzini Disegno di Pat Carra Filcams Cgil Milano Margherita impiegata

Dettagli

22 febbraio 2013. Nel periodo della purificazione si assume un maggiordomo, che ha il compito di sorvegliare la casa.

22 febbraio 2013. Nel periodo della purificazione si assume un maggiordomo, che ha il compito di sorvegliare la casa. 1 22 febbraio 2013 Sesto incontro Introduzione Nella Teologia Spirituale troviamo tre tappe per la crescita dello spirito. Nella Religione Cattolica le tre dimensioni sono: la purificazione, l illuminazione,

Dettagli

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza

Università degli Studi di Verona Centro Docimologico Giurisprudenza Dopo aver letto attentamente il seguente articolo giornalistico, Il delitto Custra e la fuga a Rio. Il latitante Mancini ora è libero, il candidato risponda ai seguenti quesiti tenento conto che la risposta

Dettagli

Convegno Prospettive future per il volontariato 9 novembre 2012 Bari - Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci - Via Capruzzi, 326

Convegno Prospettive future per il volontariato 9 novembre 2012 Bari - Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci - Via Capruzzi, 326 Convegno Prospettive future per il volontariato 9 novembre 2012 Bari - Hotel Mercure Villa Romanazzi Carducci - Via Capruzzi, 326 Intervento di Stefano Tabò Condivido molto, quasi tutto di quello che è

Dettagli

E ora inventiamo una vita.

E ora inventiamo una vita. E ora inventiamo una vita. - Venga Cristina, facciamo due chiacchiere. Il ragioniere dell'ufficio personale si accomoda e con un respiro inizia il suo discorso. Lei sa vero che ha maturato l'età per il

Dettagli

Il Partito Democratico del Trentino.

Il Partito Democratico del Trentino. Il Partito Democratico del Trentino. Le idee del candidato alla segreteria Roberto Pinter Più che da dove vieni conta chi sei e dove vai. La nascita del PD è anche questo, è un progetto che guarda avanti,

Dettagli

Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito

Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito Grazie al percorso di intercultura attraverso:libri,foto,film e cari incontri,con persone che si occupano di questo importante argomento ho capito che la globalizzazione ha degli effetti positivi per il

Dettagli

Modulo 1 Unità 1. Santa Teresa Civitavecchia Roma Olbia. Q1. Completa le frasi con le parole della lista.

Modulo 1 Unità 1. Santa Teresa Civitavecchia Roma Olbia. Q1. Completa le frasi con le parole della lista. Andare a gonfie vele Q1. Completa le frasi con le parole della lista. Roma vele Islanda Olbia vacanza quarantenne Sardegna Sicilia In traghetto Fabio è stato in con la famiglia a Santa Teresa, che si trova

Dettagli

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio.

Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Questo libro è scritto da me su dettatura di Gesù Cristo. Voglio raccontare la malattia di mio marito e lo voglio fare con l aiuto di Dio. Siccome il cancro è una malattia incurabile, Gesù vuole spiegare

Dettagli

Copyright 2010 Tiziana Cazziero

Copyright 2010 Tiziana Cazziero Voltare Pagina Copyright 2010 Tiziana Cazziero Tiziana Cazziero VOLTARE PAGINA Romanzo Al mio compagno, la persona che mi sopporta nei miei momenti bui. PRIMA PARTE Buongiorno mamma. Buongiorno a te

Dettagli

Contro i miei occhi. È la carezza che ognuno di noi vorrebbe fare al proprio nemico, ma non ci riesce, perché il nemico sfugge sempre.

Contro i miei occhi. È la carezza che ognuno di noi vorrebbe fare al proprio nemico, ma non ci riesce, perché il nemico sfugge sempre. Contro i miei occhi È la carezza che ognuno di noi vorrebbe fare al proprio nemico, ma non ci riesce, perché il nemico sfugge sempre. Ogni riferimento a fatti realmente accaduti o luoghi e/o a persone

Dettagli

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35

belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 belotti1.indd 1 10/06/11 15:35 CLAUDIO BELOTTI LA VITA COME TU LA VUOI La belotti1.indd vita come tu 2 la vuoi_testo intero.indd 3 23/05/11 10/06/11 14.02 15:35 la vita come tu la vuoi Proprietà Letteraria

Dettagli

МИНИСТЕРСТВО НА ОБРАЗОВАНИЕТО И НАУКАТА ОЛИМПИАДА ПО ИТАЛИАНСКИ ЕЗИК TELEFONINI CHE PASSIONE

МИНИСТЕРСТВО НА ОБРАЗОВАНИЕТО И НАУКАТА ОЛИМПИАДА ПО ИТАЛИАНСКИ ЕЗИК TELEFONINI CHE PASSIONE МИНИСТЕРСТВО НА ОБРАЗОВАНИЕТО И НАУКАТА ОЛИМПИАДА ПО ИТАЛИАНСКИ ЕЗИК ОБЛАСТЕН КРЪГ 01.02.2014 VIII клас I. PROVA DI COMPRENSIONE DI TESTI ORALI Per studiare la scheda avete 3 minuti. Sentirete il testo

Dettagli

A. Completa con i verbi mancanti: indicativo (passato, presente, futuro) e congiuntivo

A. Completa con i verbi mancanti: indicativo (passato, presente, futuro) e congiuntivo LEZIONE 6 ESERCIZI GRAMMATICALI A. Completa con i verbi mancanti: indicativo (passato, presente, futuro) e congiuntivo Mara: È vero che domenica prossima... (esserci) una festa a casa di Mirco? Lina: No,

Dettagli

aiutare impegno pensare gesti vivere associazione La solidarietà non è una cosa difficile e non richiede molto tempo. Può essere fatta di piccoli

aiutare impegno pensare gesti vivere associazione La solidarietà non è una cosa difficile e non richiede molto tempo. Può essere fatta di piccoli UNITÀ 2 Collegate la definizione alla parola corrispondente. Persone con handicap. 2 Persone senza genitori. 3 Persone che stanno in carcere. 4 Persone che hanno bisogno di aiuto. Persone che hanno dovuto

Dettagli

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE

DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N 44 Seduta del 28 settembre 2006 IL CONSIGLIO COMUNALE VISTI i verbali delle sedute del 12.06.06 (deliberazioni n. 23, 24, 25, 26, 27), del 4.07.2006 (deliberazioni

Dettagli

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI

INTERVENTO del card. Giuseppe BETORI Convegno Regionale FISM Toscana 2014 LE SCUOLE PARITARIE E IL MODELLO TOSCANO. LAVORI IN CORSO! Novità, impegni e progetti per un sistema scolastico realmente integrato e paritario Firenze, Convitto della

Dettagli

SEDUTA DEL 15.02.2011: ti racconto la mia esperienza al CCR.

SEDUTA DEL 15.02.2011: ti racconto la mia esperienza al CCR. Se ascolto dimentico, se vedo ricordo, se faccio capisco. (Confucio) Numero 3 SEDUTA DEL 15.02.2011: ti racconto la mia esperienza al CCR. Nell ultima seduta del Consiglio sono state graditissime ospiti

Dettagli

MARONI TOGLIE IL BOLLO AI MOTORINI La proposta della Lega Nord ora è realtà

MARONI TOGLIE IL BOLLO AI MOTORINI La proposta della Lega Nord ora è realtà Lombardia Libera Bollettino a cura del Gruppo Lega Nord in Regione Lombardia (Fonti utilizzate: agenzia di stampa Lombardia Notizie e siti web Regione Lombardia) MARONI TOGLIE IL BOLLO AI MOTORINI La proposta

Dettagli

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le

Sin da quando sono molto piccoli, i bambini sperimentano il mondo attraverso le Indice Introduzione 7 Miagolina si presenta 11 Quella volta che Miagolina è caduta nel buco della vasca 24 Quando è nato Spigolo 44 Miagolina e le parole storte 56 Spigolo va all asilo 75 Miagolina si

Dettagli

Logopedia in musica e. canzoni

Logopedia in musica e. canzoni Logopedia in musica e canzoni Un Lavoro di Gruppo, Giugno 2013 INTRODUZIONE Siamo un gruppo di persone, chi ricoverato in Degenza e chi in Day Hospital, del Presidio Ausiliatrice-don Gnocchi di Torino

Dettagli

Questo è l ICAM, sembra tutto fuorché un carcere. La giovane responsabile è l ispettore Stefania Conte.

Questo è l ICAM, sembra tutto fuorché un carcere. La giovane responsabile è l ispettore Stefania Conte. FRANCESCA CORSO di Edoardo Di Lorenzo FRANCESCA CORSO FONDATRICE Ho lavorato come assistente sociale al carcere di San Vittore e ho trovato dei bambini carcerati assieme alle mamme in un regime carcerario

Dettagli

UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015)

UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015) UN ALBO, ALCUNI INDIZI, TANTE INTERPRETAZIONI: ma un interpretazione può essere più corretta delle altre? di Roberta Casali (agosto 2015) Da circa otto mesi sto svolgendo un percorso di letture ad alta

Dettagli

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE

Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE Urlo d amore Maria Antonietta Bafile URLO D AMORE racconti brevi www.booksprintedizioni.it Copyright 2014 Maria Antonietta Bafile Tutti i diritti riservati A tutti gli innamorati... A tutti gli amori assurdi

Dettagli

1. Diversi Mezzi di Trasporto

1. Diversi Mezzi di Trasporto 1. Diversi Mezzi di Trasporto Introduzione Oggi vorrei parlare del traffico e dei mezzi di trasporto: si può p.es. viaggiare in macchina, in treno, in aereo e in pullman. Chi vuole fare un viaggio turistico

Dettagli

SPECIALE 2X1000. APPELLO AL CETO MEDIO Destinate il vostro due per mille a Forza Italia entro il 30 settembre!

SPECIALE 2X1000. APPELLO AL CETO MEDIO Destinate il vostro due per mille a Forza Italia entro il 30 settembre! SPECIALE 2X1000 APPELLO AL CETO MEDIO Destinate il vostro due per mille a Forza Italia entro il 30 settembre! PASSAPAROLA! Ti ricordiamo di indicare la quota del 2x1000 Irpef in favore di Forza Italia

Dettagli

Parrocchia di San Paolo

Parrocchia di San Paolo Parrocchia di San Paolo Consiglio pastorale 27 Novembre 2011 Questa speciale edizione del Consiglio Pastorale prende vita in una soleggiata domenica novembrina: presenti 45 persone che, dopo aver celebrato

Dettagli

STEFANIA SACCARDI (Assessore al Welfare del Comune di Firenze)

STEFANIA SACCARDI (Assessore al Welfare del Comune di Firenze) STEFANIA SACCARDI (Assessore al Welfare del Comune di Firenze) È un piacere per il Comune di Firenze ospitare questo bellissimo incontro ricco di contenuti. Ho partecipato anche ai lavori di stamani. È

Dettagli

CONTACT CENTER ANTIOMOFOBIA E TRANSFOBIA. Gay Help Line. Estratto del rapporto del servizio

CONTACT CENTER ANTIOMOFOBIA E TRANSFOBIA. Gay Help Line. Estratto del rapporto del servizio CONTACT CENTER ANTIOMOFOBIA E TRANSFOBIA Gay Help Line Estratto del rapporto del servizio Dal 18 Marzo 2006 al 30 settembre 2007 Roma, 8 Novembre 2007 1/10 Gay Help Line : Principali Caratteristiche del

Dettagli

LA SECONDA GUERRA MONDIALE

LA SECONDA GUERRA MONDIALE LA SECONDA GUERRA MONDIALE 1 SETTEMBRE 1939 - GERMANIA INVADE POLONIA Il 1 settembre 1939 l esercito tedesco invade la Polonia. La Gran Bretagna e la Francia dichiarano guerra alla Germania. I generali

Dettagli

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali)

Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Paola Dell Orto presidentessa di Agedo (L Associazione di genitori di omosessuali) Al mare, verso gli undici anni, avevo fatto amicizia con un bagnino. Una cosa innocentissima, ma mia madre mi chiedeva

Dettagli

V INCONTRO. L atto di FEDE

V INCONTRO. L atto di FEDE V INCONTRO L atto di FEDE Siamo al quinto incontro. Come per tutte le altre volte vogliamo fare un riassunto delle puntate precedenti. Per questo lavoro chiediamo l aiuto di un personaggio conosciuto a

Dettagli

Regole per diventare futuri cittadini

Regole per diventare futuri cittadini ISTITUTO COMPRENSIVO DI GOVONE SCUOLA SECONDARIA DI 1 GRADO DI PRIOCCA CLASSE 1^A Regole per diventare futuri cittadini PROGETTO CITTADINANZA E COSTITUZIONE A.S. 2009-2010 Regole in famiglia In generale

Dettagli

UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO

UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO UN INCONTRO CON LA STORIA UN CLARINETTO NEL LAGER ALDO VALERIO CACCO 5 FEBBRAIO 2015 Villafranca Padovana Classe terza A del plesso Dante Alighieri Insegnante: professoressa Barbara Bettini Il valore della

Dettagli

Esito del voto elettorale nazionale: nel nuovo Parlamento sarà difficile garantire una stabilità di governo.

Esito del voto elettorale nazionale: nel nuovo Parlamento sarà difficile garantire una stabilità di governo. RINNOVO DEL PARLAMENTO ITALIANO RINNOVO DEL CONSIGLIO REGIONALE : Lombardia Lazio Molise Esito del voto elettorale nazionale: nel nuovo Parlamento sarà difficile garantire una stabilità di governo. La

Dettagli

Accompagnare i bambini 3-6 anni attraverso la liturgia nella diversità di tempi e spazi

Accompagnare i bambini 3-6 anni attraverso la liturgia nella diversità di tempi e spazi Cammino 3-6 anni 13 gennaio 2015 Accompagnare i bambini 3-6 anni attraverso la liturgia nella diversità di tempi e spazi Premessa Prima di condividere con voi le idee che come equipe abbiamo pensato di

Dettagli

Vincenzo Cerami* * Scrittore. Intervento non rivisto dall autore.

Vincenzo Cerami* * Scrittore. Intervento non rivisto dall autore. Vincenzo Cerami* Sono venuto a questo confronto senza preparare nulla. Sentendo gli interventi di chi mi ha preceduto sono tornato con la mente agli anni dell università. Stavo ripensando a Roma. Gli operai

Dettagli

Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del. giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un

Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del. giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un 1 Sindaco BERGAGNA Stefano Passiamo al successivo punto all ordine del giorno. Cedo un attimo la presidenza al Vice Sindaco perché devo un attimo assentarmi, ma è una questione di cinque minuti. Devo uscire,

Dettagli

I criteri della scelta e della riforma

I criteri della scelta e della riforma I criteri della scelta e della riforma La preghiera ha il fine di vincere se stessi, vincere la propria ignoranza, la propria pigrizia mentale per conoscere il Signore. Ogni preghiera deve essere mirata

Dettagli

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B

Il Quotidiano in Classe. Classe III sez. B Il Quotidiano in Classe Classe III sez. B Report degli articoli pubblicati Dagli studenti sul HYPERLINK "iloquotidiano.it" Ilquotidianoinclasse.it Allestimento di Lorenzo Testa Supervisione di Chiara Marra

Dettagli

Solo le montagne non s incontrano mai

Solo le montagne non s incontrano mai Laura Boldrini Solo le montagne non s incontrano mai Storia di Murayo e dei suoi due padri Rizzoli Proprietà letteraria riservata 2013 RCS Libri S.p.A., Milano ISBN 978-88-17-06364-7 Prima edizione: marzo

Dettagli

Scegliete la risposta che corrisponde maggiormente a ciò che voi fareste nella situazione descritta.

Scegliete la risposta che corrisponde maggiormente a ciò che voi fareste nella situazione descritta. Cognome : Nome: Data : Istruzioni Sono state elaborate sotto forma di questionario a scelta multipla alcune tipiche situazioni professionali dell assistenza domiciliare. Vengono proposte tre situazioni

Dettagli

COM E ANDATA A FINIRE: IL BOCCONE DEL PRETE Di Paolo Mondani

COM E ANDATA A FINIRE: IL BOCCONE DEL PRETE Di Paolo Mondani COM E ANDATA A FINIRE: IL BOCCONE DEL PRETE Di Paolo Mondani FUORI CAMPO Se scegli la via del denaro, alla fine sarai un corrotto. Non puoi servire Dio e il denaro. O l uno o l altro e questo non è comunismo.

Dettagli

Trovo che questo sia di una gravità assoluta, non semplicemente perché noi non siamo d accordo, ma perché nella storia anche della competizione tra

Trovo che questo sia di una gravità assoluta, non semplicemente perché noi non siamo d accordo, ma perché nella storia anche della competizione tra Il 1 settembre, Maurizio Landini segretario generale della Fiom ha tenuto una conferenza stampa (in video sul sito www.fiom.it). Quella che segue è la trascrizione (non rivista da chi è intervenuto) di

Dettagli

Intervento del Ministro dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini

Intervento del Ministro dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini Intervento del Ministro dell Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Corrado Clini Grazie, vi ringrazio molto di avermi invitato. Come Ministro dell Ambiente ho tratto più di uno stimolo dalla

Dettagli

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto

musica e si univano miracolosamente. caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto 330 ELENA ARMILLEI musica e si univano miracolosamente. - - caffè. Il caffè era per Paolo, si era addormentato sere- - occupava della madre mi aveva detto che avrei dovuto - informare sullo stato di tua

Dettagli

Uscire dalla violenza si può. Centro Antiviolenza. Thamaia. Guida per le donne che subiscono violenza

Uscire dalla violenza si può. Centro Antiviolenza. Thamaia. Guida per le donne che subiscono violenza Uscire dalla violenza si può Centro Antiviolenza Thamaia Guida per le donne che subiscono violenza SUCCEDE ANCHE A TE? Ti dice continuamente che è tutto suo perchè è lui che guadagna i soldi? Devi giustificare

Dettagli

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile

INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile INNOCENTI EVASIONI Il lavoro minorile Novembre 2011 Nel primo incontro di questo giornalino ognuno di noi ha proposto la sua definizione di lavoro minorile e ha raccontato la sua esperienza. personale.

Dettagli

PRESENTAZIONE DELLA NUOVA FIAT PANDA

PRESENTAZIONE DELLA NUOVA FIAT PANDA PRESENTAZIONE DELLA NUOVA FIAT PANDA Intervento dell Amministratore Delegato della Fiat, Sergio Marchionne Pomigliano d Arco (NA) - 14 dicembre 2011 h 9:00 Signore e signori, buongiorno a tutti. E un piacere

Dettagli

Apocalittico. 1 Metapontino: la zona pianeggiante della Basilicata che si affaccia sul Mar Ionio

Apocalittico. 1 Metapontino: la zona pianeggiante della Basilicata che si affaccia sul Mar Ionio Intervistato: Angelo Cotugno, Segretario Generale della CGIL della Provincia di Matera Soggetto: Matera (sviluppo urbanistico, condizioni di vita fino agli anni 50, sua storia personale di vita nei Sassi,

Dettagli

Amore in Paradiso. Capitolo I

Amore in Paradiso. Capitolo I 4 Amore in Paradiso Capitolo I Paradiso. Ufficio dei desideri. Tanti angeli vanno e vengono nella stanza. Arriva un fax. Lo ha mandato qualcuno dalla Terra, un uomo. Quando gli uomini vogliono qualcosa,

Dettagli