Istituto di Istruzione Superiore Pomponio Leto Teggiano SA - rivista scolastica A. S /05 N. 1. Finale corsa campestre Riccione.

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1 tw ork jec Pro Istituto di Istruzione Superiore Pomponio Leto Teggiano SA - rivista scolastica A. S /05 N. 1 Finale corsa campestre Riccione Stages Rimini 1

2 3 PROJECT WORK Federica De Paola - Sandra Lombardi VAL S O M M A R I O 4 RISPOSTA D AUTORE Annachiara Di Flora V A L 4 AL CARO CONO MANGIERI Prof. G. Manzione 6 A GAETANO Luordo Davide e i Compagni della II B ScT. 6 RICORDANDO CON SEMPLICITÀ Di Liddo Raffaella 7 Per un amico SPECIALE Caporrino Giusy II A L STAGE A RIMINI: ESPERIENZE A CONFRONTO 8 Indirizzo Socio Psico Pedagogico: Marilena Rigio,Angela Brandi, Nicole De Leo, Rosalia Petrazzuolo e Iolanda Romano IV A PED. 8 L esperienza del prof. Zinna Donato Il tutor 9 Indirizzo Scientifico Tecnologico: TURISMO VERDE Diomira Carrozza Angelica Garone V B SCT 10 Indirizzo Linguistico: addetto alla reception d albergo Vocca Margherita V A L Curcio Giovanna V A L Iannone Carmelina V A L LE VARIE VOCI DELLO TSUNAMI 11 VIOLENTO MAREMOTO COLPI- SCE IL SUDEST ASIATICO Carmen Vocca Livia Mangieri 1 B L 12 UN NATALE DA NON DIMENTI- CARE Angelo Masullo 1 A Ling 13 LE VOCI DELLO TSUNAMI Fortuna De Paola V A Sc-Tec 14 NEVE: DIVERTIMENTO E... TANTI DANNI Angelo Masullo 1 A LING 15 LA CRISI DEL QUINTO ANNO CLASSE V A L. 15 VIVI O MORTI? DENISE RAGONE IV A L 16 LATINO E GRECO: LINGUE MORTE? Giuseppina Caggiano - Marianna - Ciccarone - Antonella Caggiano IV A L 16 LA POESIA Denise Ragone IV A L 17 LEGGE CONTRO IL FUMO: LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA Adesso Melinda III A Sc. T OPINIONI A CONFRONTO SULLA TV 18 TRASFORMAZIONE DELLA TV: DA MEZZO DI INSEGNAMENTO A DISTRUTTRICE DI VALORI Antonella Di Noia IV A L 19 TV SPAZZATURA GIORGIA ESPOSITO I A L 19 LA DERATTIZZAZIONE Fasano Lorenzo III BS 20 POESI E La Libertà Angelo Masullo 1 A L La Solitudine Losinno Serena Il Maremoto Mignoli Raffaele 3 B Sc.T La Neve Angelo Masullo 1 A L 21 OLIMPIADI TRUCCATE UN ASPIRANTE VEGGENTE Manisera Francesco 3 B Sc.T. 21 UN ECLISSI PER SOGNARE Cono Giuseppe Sanseverino 3 B Sc.T 22 CAROSELLO CAGGIANESE Grippo Giuseppe III B St 23 ADOLESCENTI E CONFIDENZE, GENITORI INVADENTI OPPURE NO Perniola Rosanna IB 23 DIALOGO: GLI ADOLESCENTI E LA MODA Niglio Fernando I C Liceo Artistico : UN NUOVO MILLENNIO, GLI STESSI PREGIUDIZI Fortuna De Paola V A Sc-Tec 25 ARTE: PERCORSO DELL ANIMA Giovanni Di Bella V C L. A. 26 GIOVANI: CARENZA DI IDEALI Giovanni Di Bella V C L. A. 27 CARO DIARIO Angela Antonelli IV C L A. SPER. 28 PER NON DIMENTICARE Angelica Garone V B S 29 LA GIORNATA DEL SUONO ONOMATOPEICO Renata Maria Perongini, I B S.T. 30 POCA FAVILLA GRAN FIAMMA SECONDA. Eleonora Cappello Classe 5^ C L. A. 30 IL MONDO E I SUOI BURATTINI! Velia Spinelli e Rossella Accetta 3B 31 MARICA MARICA MARICA Un grido da terzo posto alle nazionali

3 Project Work FEDERICA DE PAOLA - SANDRA LOMBARDI VAL La scorsa estate, per la prima volta, il nostro Istituto ha dato l opportunità ad un gruppo di studenti di partecipare ad un interessantissimo stage all estero. Si è trattato di un project work a cui hanno lavorato diciotto alunni che, oltre ad aver accresciuto la loro conoscenze linguistiche, hanno raggiunto il livello C1 in riferimento ai parametri di valutazione europea. Nel novembre 2003 si è dato inizio alla prima parte del progetto, consistente in un corso pomeridiano di 100 ore durante il quale i ragazzi hanno realizzato la prima parte di un video ed un ipertesto, terminati, poi, in Inghilterra: il video ironizzava i pregi e i difetti della vita in Italia, precisamente a Teggiano, mentre l ipertesto conteneva le bellezze del nostro territorio. Se la prima parte del progetto è stata interessante e costruttiva, la vera avventura per i ragazzi ha avuto inizio il 18 luglio, giorno della partenza per Oxford, dove hanno trascorso ben tre settimane, alloggiando in famiglie selezionate dalla scuola. Dal lunedì al venerdì, i ragazzi hanno anche seguito lezioni in una scuola privata per stranieri, la Eckersley School of English e, con l aiuto di due simpaticissime insegnati inglesi, hanno portato a termine il progetto iniziato in Italia, realizzando alcune interviste e documentandosi sulla vita ad Oxford. Una volta terminato, il lavoro è stato presentato al Sindaco della città, con grande successo e soddiafazione. Senza dubbio per i ragazzi è stata un esperienza indimenticabile, in quanto ha permesso loro di accrescere il proprio bagaglio di conoscenze e, soprattutto, si è rivelata un esperienza di vita per coloro che per la prima volta si sono ritrovati a dover essere autonomi in tutti i sensi. INTERVISTA AD UNA DELLE STAGISTE: 1) Claudia, quanto ha inlfuito questa esperienza sulle tue conoscenze linguistiche? Moltissimo. Avendo alloggiato in una famiglia inglese, ho avuto la necessità di esprimermi nel miglior modo possibile nella loro lingua, arricchendo così anche il mio vocabolario. 2) Qual è stata la parte più divertente del progetto che tu e i tuoi compagni avete svolto? Sucuramente le riprese del video. Abbiamo trascorso giornate intere in giro per la città alla ricerca di persone disponibili a farsi intervistare. 3) Ti sei subito ambientata o hai incontrato delle difficoltà nell impatto con la cultura e le tradizioni anglosassoni? Fortunatamente, io non ho avuto grandi problemi nell ambientarmi subito; i primi giorni mi sentivo un po spaesata, ma credo sia normale. L unica difficoltà che ho avuto riguarda il cibo, perché gli inglese hanno gusti e abitudini totalmente diversi dai nostri. 4) Cosa ti ha colpito di più dell Inghilterra? Mi ha colpito molto girare per Oxford e notare come la mentalità degli inglesi sia aperta allo scambio culturale con persone provenienti da ogni parte del mondo. 5) Al contrario, cosa ti è piaciuto di meno? L igiene e il cibo. 3

4 RISPOSTA D AUTORE ANNACHIARA DI FLORA V A L Antonio Cono Mangieri Scrittore Il Mangieri, a cui è stata inviata una copia della rivista, dopo aver letto il mio articolo mi ha spedito con grande sorpresa la seguente lettera: L o scorso anno fu pubblicata in questa stessa rivista, in occasione della Mostra del Libro tenutasi in questo istituto nel maggio 2004, la recensione di un simpatico libro di racconti intitolato Efemeron di cui è autore Cono Antonio Mangieri, originario di Teggiano ma residente in Olanda. Uno dei racconti che più mi colpirono fu la storia del profugo africano, un profugo vecchio quanto il mondo che sembra personificarsi mentre rende partecipe il lettore della sua lunga storia, una storia di magie, di sortilegi, ma allo stesso tempo una storia sempre attuale, in grado di farci riflettere.

5 Ho apprezzato tanto l interesse di questo competente, scrittore che è autore oltre di Efemeron anche di vari saggi di critica letteraria verso il mio semplice parere rispetto alla sua raccolta. Ciò mi ha dato modo di constatare che spesso le persone che sviluppano l arte dello scrivere o quanto meno del raccontare sono anche RISPOSTA D AUTORE le più capaci di soffermarsi sui vari aspetti umanitari che il resto del mondo tende ad ignorare o a non considerare: la sensibilità e l interesse di noi giovani verso la lettura, verso la cultura, verso un tipo di apprendimento diverso che rifiuta a volte di imparare a memoria qualche pagina di storia, ma che anche attraverso Internet, attraverso i giornali, attraverso libri si sente sempre più partecipe della contemporaneità e si rende parte attiva della società in cui vive, vivendo il presente e sentendone veramente il peso. Al caro Cono Mangieri Sono veramente contento di aver dato un contributo, con l intervento di Annachiara alla mostra del libro, alla diffusione della conoscenza della sua narrativa e del suo nome, non soltanto nell ambito del nostro Istituto, ma in tutto il Vallo di Diano, perché copie della rivista sono state inviate alle scuole e agli uomini di cultura. Le posso assicurare che lei è stato presente spiritualmente in mezzo a noi alla mostra ma devo anche comunicarle i consensi unanimi e sentiti di tutti i presenti. Ammiro il suo carattere la discrezione; sono contento, però, di aver partecipato a farla conoscere dalla gente e soprattutto dai giovani, che rappresentano il futuro della cultura e della vita. Ho apprezzato molto gli altri scritti, tra i quali la critica su Dante, e la invito a continuare per la sua strada allo scopo di poter conseguire quei successi che merita. Le rinnovo gli auguri più sentiti e la saluto cordialmente, con la speranza di poterci incontrare e conoscere a Teggiano. Prof. G. Manzione 5

6 A GAETANO Luordo Davide e i Compagni della II B ScT. L assenza non è assenza, abbiate fede, colui che non vedete è con voi. Questa affermazione, questa manciata di parole, è quanto di più vero abbiamo mai sentito. Ogni giorno, in tutto il mondo accadono cose orribili che nessuno di noi vorrebbe mai affrontare per nessuna ragione; ma questa è la vita e a noi non è concesso di interferire con la volontà divina. Il 28 agosto del 2004 la vita di un nostro carissimo amico e compagno, nonché grande appassionato del calcio e dello sport in genere, si è spenta in modo inaspettato lasciando tutti noi con un vuoto incolmabile dentro. Ma, rifacendoci alla frase scritta sul retro della sua foto, colui che non vediamo è con noi e il suo ricordo di ragazzo semplice e onesto rimarrà per sempre vivo nel rimpianto della sua famiglia e di quanti lo conobbero e lo amarono. Gaetano era un ragazzo come tanti, ma con una particolare luce negli occhi che ti colpiva dal primo sguardo; le sue parole, così calde e talvolta piene di ironia, ci faceva sorridere e trascorrere in un lampo quelle cinque ore di lezione che in sua compagnia diventavano tutt altro che noiose. Anche se la nostra amicizia non era di vecchia data, per me è stato impossibile non affezionarmi subito a quel simpatico ragazzo pieno di carisma, con un carattere dolce e socievole ed un aspetto distinto tale da farlo sembrare in possesso di una maturità superiore a quella attribuibile ad un ragazzo della sua età. Una delle sue più grandi passioni era il calcio, che seguiva e praticava assiduamente e con dedizione; ne era prova il fatto che indossasse sempre un indumento rosso-nero simbolo della sua squadra del cuore. Gaetano, credo che nel corso della nostra vita nessuno di noi riuscirà mai a dimenticare tutte le tue incredibili qualità perché tu eri unico e mai nessuno potrà prendere il tuo posto nel nostro cuore. Ricordando con semplicità Di Liddo Raffaella Uno sguardo franco e leale in ogni situazione, quasi sempre sorridente, immancabilmente educato: questo è il ricordo più vivo che ho di Gaetano Romanelli, un giovanissimo alunno della mia prima B S.T. dello scorso anno. La notizia della sua prematura scomparsa mi ha dolorosamente sorpresa. In modo particolare perché lo rivedevo davanti agli occhi con la tuta, al ritorno da una lezione in palestra, soddisfatto e divertito per le attività appena svolte; amava moltissimo il calcio, al quale si dedicava senza risparmiarsi Voglio ricordarlo così, con semplicità: un ragazzo allegro e socievole che ha lasciato per sempre un impronta indelebile nella vita di coloro che l hanno conosciuto E, chissà, forse in questo momento sta giocando una partita per Coloro che sono Lassù! 6

7 Per un amico SPECIALE È successo tutto all improvviso, ne un cenno, ne un avviso. Sei andato via una calda domenica d agosto, hai lasciato tutto e tutti in un immenso dolore. Quindici: i tuoi anni. Quindici: gli anni che il Signore ci ha regalato per conoscere uno tra i suoi più invidiati e stupendi capolavori: TU! Ci restano i ricordi, belli o brutti che importa. Se in questi ricordi c è un angelo bellissimo, con due occhi verdi, profondi come il mare, un sorriso straordinario raggiante come il sole, con qualche piercing qua e là e con una grande passione per i Rolling Stones e il Milan, l anima si colma di gioia infinita. Ora sei lassù, circondato da angeli, speciali come te. Ma ecco che all improvviso, tra la folla in festa per te, due luci accecanti si fanno avanti. Eh,si, sono proprio loro. Le hai già riconosciute? Francesca e Mariantonietta, tendi loro le tue mani. Ti stavano aspettando, vogliono presentarti il loro mondo che ora è anche il tuo: il Mondo dei Giusti. Ora il Regno dei Cieli è ancora più straordinario con il tuo sorriso che rende tutto più splendente. Ti chiedo, Angelo bellissimo, vienimi in sogno stanotte e portami con te. Ti terrò sempre al caldo in un angolo del mio cuore che solo le persone speciali come te possono occupare. A presto, Angelo Divino; un giorno ci rincontreremo e parleremo a lungo fino a quando una nuova alba sorgerà. Caporrino Giusy II A L 7

8 STAGE A RIMINI: ESPERIENZE A CONFRONTO Lo scorso anno scolastico le classi terze e quarte dei tre indirizzi del nostro Istituto hanno avuto la possibilità di partecipare ad uno stage a Rimini di 18 giorni,dal 23/05/04 al 10/06/04. I ragazzi hanno dovuto superare un test di cultura generale e solo i primi 18 classificati,per ogni corso, sono partiti per questa avventura. Hanno alloggiato presso l Hotel Villa Bianca accompagnati dai professori-tutor,casella, Di Santi e Zinna, che li hanno aiutati e sostenuti in questa nuova esperienza. Indirizzo Socio Psico Pedagogico: socio-assistenziale Noi ragazze del Pedagogico abbiamo trascorso i nostri 18 giorni tra le scuole materne, gli asili nido e i centri per anziani. Eravamo divise in 3 gruppi di 6, 4 e 8 ragazze. L esperienza più significativa è stata presso i centri per anziani di Forlì e Viserba. All inizio cercare di avere un dialogo con loro ci sembrava impossibile ma grazie alle ADB (assistenti di base) e soprattutto grazie alla nostra volontà siamo state capaci di instaurare un rapporto positivo con loro, e con prontezza più che con facilità, apprendere ed assimilare istruzioni ed informazioni relative alle loro caratteristiche. Nel centro di e chi sognavamo di diventare. La Siamo molto orgogliose dei nostri Viserba la più anziana era la signora nostra presenza in questi centri è stata comportamenti adottati sia nei centri Rosina, nata nel 1915, c erano poi la molto significativa per gli anziani e che al di fuori: abbiamo dimostrato silenziosa Annette,ex professoressa per noi, che non dimenticheremo mai molta responsabilità. Avvertiamo di francese, Annamaria, docente di quest esperienza, mentre loro, forse, ci ora il desiderio di rifare uno stage fisica., Dino, 70 anni, ex pediatra e hanno già dimenticate. La nostra gioia ma speriamo soprattutto che gli tanti altri. più grande è quella di aver regalato altri che avranno l occasione dopo A Forlì la situazione era diversa: loro18 giorni di serenità e felicità. di noi, sappiano adottare il giusto gli anziani erano molti di più, con L ultimo giorno, gli anziani insieme comportamento in modo che non resti forme più gravi di Alzheimer e molto al responsabile e alle assistenti,ci in loro una delusione ma un esperienza aggressivi. Ogni giorno vissuto hanno organizzato una festa, non di positiva. insieme a queste persone ci rendeva addio, ma di arrivederci. Ci siamo più forti ma allo stesso tempo commosse tutte nell abbracciarci e nel Marilena Rigio,Angela Brandi, sentivamo la paura di invecchiare e salutarci, ma soprattutto nel sentirci Nicole De Leo, Rosalia Petrazzuolo e dimenticare,un giorno, chi eravamo dire speriamo di rivedervi l anno Iolanda Romano IV A PED. prossimo. L esperienza del prof. Zinna Donato - Il tutor Volendo fare qualche rilievo di natura didattica e pedagogica, non posso non ritenermi soddisfatto degli obiettivi che le ragazze hanno perseguito; infatti il rapporto quotidiano con bambini ed anziani le ha umanamente arricchite, ha sviluppato capacità relazionali e le ha coinvolte a tal punto che anche le più timide hanno svolto un ruolo di attiva e fattiva collaborazione. Hanno sperimentato sul campo quelle teorie psico-pedagogiche e sociologiche che avevano appreso solo teoricamente durante le attività curriculari. L esperienza scuola-lavoro si è rivelata molto positiva ai fini della maturazione umana, culturale e socioaffettiva delle alunne. Nel tempo libero dagli impegni le ragazze hanno visitato la città di Rimini vecchia: il Tempio e la Rocca malatestiana, il ponte di Tiberio e l Arco trionfale di Augusto. Hanno potuto ammirare l hotel La gradisca, dove Fellini amava ricevere gli attori più famosi degli anni 60 e 70. A San Mauro Pascoli hanno visitato la casa del poeta. Non sono mancate le serate in discoteca, dove le ragazze hanno saputo comportarsi ed entrare in amicizia con altre stagiste provenienti da altri istituti dell Italia Meridionale. Le passeggiate a Riccione, a Corso Ceccarini, hanno entusiasmato le ragazze, poiché si sono trovate in una realtà diversa dove hanno potuto interagire liberamente con altre ragazze e ragazzi provenienti da altri istituti. L organizzazione curata dall Aktiva S.r.l. è stata perfetta, sia per la scelta dell hotel dove le ragazze hanno alloggiato, sia per quanto riguarda l impostazione del lavoro sapientemente curato da tre tutor, che sono rimasti sempre a disposizione per superare qualche difficoltà, che poteva presentarsi durante lo svolgimento dello stage. 8

9 C INDIRIZZO SCIENTIFICO TECNOLOGICO: TURISMO VERDE sentirle; un urlo improvviso e ci accorgemmo che erano già le 8:00 a quell ora prendevamo l autobus normalmente. In cinque minuti eravamo pronte, chissà come, per affrontare la giornata. L esperienza più tragica? Ritornare a casa proprio quando ci avevamo preso gusto! Un voto da uno a dieci a quast esperienza?!? 1000!!! hi avrebbe mai pensato che potesse succedere proprio a noi? Eravamo quindicesima e sedicesima nella sacra lista e siamo partite per questa nuova avventura. L atmosfera frizzante che c era intorno a noi non finiva mai di stupirci, le luci per strada, la splendida spiaggia e la voglia di scoprire Rimini era fortissima. Ma il nostro compito lì era un altro! Niente 007 o roba del genere, soltanto ore di duro lavoro e jogging mattutino dietro i bus che non perdonano. Puntualissimi ogni mattina. I cataloghi da sistemare tanti pacchi polverosi le offerte dei viaggi da catalogare, telefonate, fax, biglietteria tornavamo in hotel stanche, magari con le mani rovinate ma questo non ci fermava continuavamo imperterrite perché era la sera che iniziava il divertimento! Consumavamo le nostre scarpe a fare su e giù per il viale alla ricerca di qualcosa di allettante mentre la pelle s imbruniva, i giorni passavano senza sosta davanti ai nostri occhi. Diomira Carrozza Nel silenzio della nostra stanza Angelica Garone V B SCT una mattina suonarono due sveglie ma eravamo troppo stanche per a nostra avventura inizia il 23 maggio 2004: un lungo viaggio, destinazione Rimini. L impatto con un mondo diverso da quello a cui eravamo abituati è stato disorientante: la frenesia della città, il grande flusso di gente proveniente da svariate parti del mondo,la vita mondana molto movimentata. Questo stage ha ampliato le nostre vedute sul mondo del lavoro dan- docene un primo assaggio. Avere le prime responsabilità ci ha fatto sentire più grandi. I nostri compiti sono stati molteplici, tra i quali: addetti alla reception, impiegati in agenzie di viaggio e di anomazione. Anche all0interno di tutto il gruppo si è create una bella armonia e alla fine sembrave quasi di essere tutti della stessa classe. Un esperienza davvero esaltante L e divertente, sicuramente a chi si accinge a ricalcare le nostre orme sulla finissima spiaggia di Rimini. Bartomeo Giuseppe, Giuliano Franceso, Loguercio Antonio, Santorufo Luigi, Zeo Antonio. 9

10 INDIRIZZO LINGUISTICO: ADDETTO ALLA RECEPTION Il corso Reception d albergo organizzato nel nostro istituto nell anno 2003/2004 ha dato la possibilità a diciotto alunne di fare un esperienza che è servita molto,non solo per il rilascio di un attestato importante,ma anche perché ha permesso di confrontarsi con l ambiente lavorativo a cui, sicuramente, nessuna era abituata. Lo stage consisteva in 8 ore lavorative, e ognuna di noi in un albergo diverso a Rimini,città turistica per eccellenza. Le aziende presso cui lavoravamo richiedevano alcune caratteristiche fondamentali, come serietà, disponibilità, tanta pazienza e solarità, definite queste il miglior biglietto da visita nell approccio con i clienti. Una regola basilare che D ALBERGO accomunava tutti gli alberghi era l eleganza, e perciò era d obbligo indossare il tailleur. Al principio ci sentivamo tutte a disagio perché per la maggior parte di noi, essendo la prima volta a contatto col mondo del lavoro, non era facile mantenere sempre il sorriso e soddisfare con cortesia le esigenze dei clienti, soprattutto dei più pignoli. Il compito principale era assicurarsi che tutto fosse in ordine, in modo da offrire un immagine sempre impeccabile, e dovevamo fare del nostro meglio affinché potesse influire positivamente sul nostro giudizio finale. A questo seguivano le normali faccende burocratiche di qualsiasi albergo: all arrivo, ogni cliente doveva consegnarci un d o c u m e n t o p e r s o n a l e per la compilazione, da parte nostra, della scheda di notifica, e dopo gli veniva assegnata la camera. A metà mattinata era d obbligo aggiornare l ISTAT, ossia gli arrivi,le partenze e le presenze di ogni giorno. Inizialmente avevamo paura di non essere all altezza di quello che le aziende richiedevano, ma col passare del tempo e con la pratica,miglioravamo sempre più. È stata un esperienza indimenticabile soprattutto perché ci ha permesso di stare a contatto con gente diversa,in un ambiente lontano dal nostro, di confrontarci con le nostre capacità, di responsabilizzarci e di farci crescere. Secondo noi il contatto tra la scuola e il mondo del lavoro è necessario, in quanto prepara i giovani ad avvicinarsi con più coscienza ed esperienza al proprio futuro lavorativo e noi ci riteniamo fortunate di aver avuto questa possibilità, perché ci ha dato la sicurezza per poter affrontare altre esperienze del genere in futuro. Vocca Margherita V A L Curcio Giovanna V A L Iannone Carmelina V A L 10

11 LE VARIE VOCI DELLO TSUNAMI VIOLENTO MAREMOTO COLPISCE IL SUD-EST ASIATICO CARMEN VOCCA LIVIA MANGIERI 1 B L Lo tsunami ha causato distruzioni e migliaia di morti 26 dicembre 2004: violento maremoto colpisce il Sud-est asiatico. Onde alte più di 15 metri, alte quanto un palazzo di 5 piani, seminano morte e distruzione. Poche persone sono riuscite a salvarsi, tra cui una ragazza inglese di 14 anni. Lei si è salvata grazie al professore che alcuni giorni prima aveva spiegato quel fenomeno e ha salvato altre persone. Se la ragazza non fosse stata attenta a scuola, non sarebbe venuta a conoscenza di questo fatto, quindi lei e gli altri sarebbero morti. La tragedia ci fa capire come la natura sia incontrollabile, quando essa scatena la sua furia distruttrice. Niente può resistere a una simile violenza. L unico modo per sopravvivere è la fuga. Non tutti i Paesi sono dotati di sistemi di allarme per avvisare la popolazione in breve tempo per evacuare i luoghi in pericolo. L onda impiega pochi minuti per raggiungere la costa; i Paesi esposti a rischi maggiori sono quelli che si affacciano sul mare, tra cui l Italia. Questa è dotata di sensori in grado di avvisare in anticipo la popolazione. Il Mar Mediterraneo non è un mare tranquillo. Si sono già verificati altri tsunami. Di tempo ne è passato, ma la distruzione è sempre la stessa. Il terremoto sottomarino ha portato colera,tifo e diverse malattie infettive. Da Indonesia, Maldive, Sri Lanka provengono notizie sempre più raccapriccianti: almeno 10 milioni di persone sono a rischio epidemie,soprattutto per acqua potabile inquinata. L uomo è responsabile del cambiamento del clima per le immissioni nell atmosfera di gas derivati dalla combustione di carbone, petrolio e di gas naturale. Bruciati per produrre energia che provocano gravi squilibri ambientali. L uomo dovrebbe impegnarsi a rispettare di più la natura limitando l uso degli autoveicoli e di tutto ciò che provoca inquinamento aumentando così l effetto serra. Molte volte si usano mezzi a motore anche per recarsi in luoghi vicini che potrebbero essere raggiunti a piedi. Solo con l impegno di tutti si potranno raggiungere questi obiettivi. 11

12 UN NATALE DA NON DIMENTICARE Il 26 dicembre 2004, tra l allegria del Natale, come una bufera si è sparsa la notizia di un terremoto-maremoto nell area del Sud-Est Asiatico. Alle ore 7,00 è stata avvertita una lieve scossa, poi intorno alle 10,00 il mare si è ritirato di 500 metri, lasciando sulla spiaggia pesci e conchiglie. Alcuni sono scappati; molti, per la curiosità o per raccogliere conchiglie si sono avvicinati al mare. Subito dopo un onda altissima si è avvicinata con grande velocità, travolgendo e distruggendo ogni cosa. Ha trascinato via casupole di pescatori, hotel, bungalow e ogni cosa. Una bambina inglese, che aveva studiato gli tsunami a scuola, ha avvertito i suoi genitori che fortunatamente le hanno creduto e hanno permesso che centinaia di persone si salvassero. Ci siamo terribilmente angosciati nel vedere i video amatoriali, che hanno ripreso scene di terrore, di morte e di disperazione. Tanti i morti e tanti sono i superstiti che si sono salvati perché si sono aggrappati ai tronchi o sono saliti sui tetti delle case, ma tanti sono anche i bambini che hanno vissuto questi momenti e che sono rimasti terrorizzati: la morte ha strappato loro le madri ed ora sono soli al mondo. È impossibile comprendere lo stato d animo di quelle popolazioni, lo shock dei sopravvissuti, il dolore per i parenti morti, la tragedia degli orfani. Alcune testimonianze parlano di turisti, che su un isola delle Maldive lunga 400 metri ed alta 2 / 3 metri hanno visto un onda che arrivava alle loro spalle e sono rimasti atterriti; non sapevano dove andare e cosa fare. Alcuni si sono aggrappati al salvagente, a canoe, ad altro materiale gonfiabile e a delle corde legate alle radici mangrovie, alberi molto robusti: si sono salvati; altri sono saliti sulle palme. L onda anomala ha impiegato circa 2 ore per arrivare sulla costa. Era stata percepita dai sismografi ed erano state avvertite probabilmente anche le ambasciate straniere in Thailandia, India, Malesia, Maldive, che non hanno divulgato l informazione sia per incredulità, sia per mancata organizzazione. Ogni anno accadono milioni di queste tragedie, anche in pieno Oceano e ce ne accorgiamo tardi, ma noi dovremmo prepararci a questi eventi, organizzando meglio i piani di salvataggio, non costruendo case sulle spiagge ma Angelo Masullo 1 A Ling morti, miliardi di euro stanziati arrivati tardi, miliardi di opere in fumo; vedove e orfani senza più nulla. Natale mesto per tutti. Raccolte di danaro. edifici antisismici. In Italia, per esempio, c è il grave problema del Vesuvio, che tanti scienziati ritengono prossimo ad esplodere. Sulle sue pendici sindaci, amministratori, ingegneri di pochi scrupoli hanno concesso licenze edilizie ed hanno permesso a tante persone di abitarvi. Cosa succederà se il vulcano si svegliasse? A chi sarà data la colpa dei morti e dei feriti? Alla natura matrigna, di sicuro! Nessuno dirà che è colpa dell uomo che, in modo incosciente, costruisce là dove non deve: usa materiali non antisismici per palazzi alti là dove dovrebbero essere bassi e, soprattutto, senza un valido piano di emergenza. Piangeremo i morti, grandi e piccoli, i bambini orfani, la miseria, le epidemie, ma non ci sarà pentimento, né piangeremo sulle nostre gravi responsabilità. In Asia oggi c è bisogno che la macchina degli aiuti si muova più velocemente perché ci sono ancora villaggi dove non sono arrivati gli aiuti e la popolazione stessa raccoglie dalle strade i cadaveri che sono in uno stato avanzato di putrefazione. A questo si è aggiunta un altra disgrazia: molti bimbi, con ancora il terrore negli occhi, vengono rapiti da gente indegna e senza scrupoli che chissà a quali loschi traffici li indirizza. 12

13 LE VOCI DELLO TSUNAMI Ballarò, Giobbe Covatta leggendo delle lettere, disse: A Sono Mosè dal Mar Rosso, serve una mano? La battuta sdrammatizzante rende al meglio la gravità della situazione. Per giorni e giorni e ancora oggi i giornalisti competono tra di loro per accaparrarsi il servizio più straziante. Ogni filmato mette in luce il disastro, le immagini devono farci provare pietà, le riprese del mare mettere in luce il male dell uomo. Sì, un disastro di così grande portata non giunge da solo, la natura deve essere aiutata dall uomo. Se le vittime sono state tante è a causa dei costruttori che erigono alberghi sulle spiagge; se le barriere naturali non sono riuscite a limitare i danni è a causa della loro poca presenza; se i più colpiti sono stati gli Asiatici poveri è perché nessuno li ha mai aiutati. Dopo la catastrofe ambientale che già di per sé ha fatto tante, troppe vittime, arriva il rischio epidemia, i corpi di occidentali ed asiatici nelle fosse comuni; anche se il governo nega che essi siano tutti assieme, come si fa a dire con certezza che l Occidentale tornerà a casa? I medici, i tecnici ed i nuovi monatti che non riescono a far fronte a migliaia di cadaveri, migliaia di sacchi che sfilano tra la gente, corpi che bruciano, lacrime e mascherine sui volti colpiti, un odore nauseabondo, rimarranno nei ricordi per sempre. Fortuna De Paola V A Sc-Tec L elenco dei danni è lunghissimo e oltre quelli già citati abbiamo: la fame che ora nel post-tsunami è davanti gli occhi di tutti. I telegiornali del pomeriggio e della sera mostrano le immagini più agghiaccianti: le mani tese, le pelli magre, le pance vuote, gli aiuti chiusi nei container, gli elicotteri, che lanciano i pacchi e al di sotto gli uomini che si strattonano per una ciotola di riso. Ed ecco che compare la solita frase: Il disastro si poteva evitare, queste soluzioni però arrivano sempre dopo la morte, nel prima siamo tutti al sicuro ed ora ci bombardano di possibili tsunami anche qui da noi e lì ancora facendo sì che molta gente una volta completata la ricostruzione non vada più in quei paradisi naturali. Dopo i danni bisogna srotolare l elenco delle beffe: in seguito al disastro e dopo aver emanato i piani d aiuto umanitari con priorità per i poveri, ci si occupa dei Vip e dei turisti; giorni interi a vederli tornare a casa ( fortunatamente ), ad ascoltare le loro voci, il loro dichiararsi distrutti e poi la notte di Capodanno vederli cantare sotto le stelle. Così come alcuni tornano, altri partono ed hanno la faccia tosta di star distesi sulle spiagge dorate all ombra delle alte palme lì dove tanta gente ha perso la vita. Perché ci stupiamo? Cosa importa al ricco Occidente, che poi tanto ricco non è di quelle popolazioni buone solo a lavorare come schiavi e a lamentarsi senza ovvie ragioni? Ovviamente, niente! Gli aiuti vengono inviati ufficialmente nel nome della solidarietà e ufficiosamente nel nome di tutti quegli interessi politici ed economici che spingono gli uomini a mobilitarsi per i propri interessi. Gli aiuti partono anche dai privati, i cittadini inviano denaro e pacchi di viveri, che forse non arriveranno mai. A testimoniarlo ci sono i funzionari europei che vigilano sugli aiuti tra cui Emma Bonino, che disse: Il donatore non avrà mai la certezza che i suoi soldi arriveranno a destinazione. Dopo una frase del genere il povero cittadino cosa dovrebbe fare? Continuare a mandare soldi o lasciare che gli Asiatici se la cavino da soli? Un altro elemento fondamentale è dato dai tantissimi orfani che privati dei loro genitori vengono venduti agli sporchi Occidentali. Tra i tanti disastri e problemi questo è il crimine peggiore che si possa rivolgere alla fascia più vulnerabile. Per questo problema, per quelli già citati e quelli che seguiranno si è molto parlato di Dio. Dov è allora Colui che dovrebbe essere misericordioso nei confronti dei più deboli? Cala il silenzio e l inquietudine che tutto ciò lascia va ben oltre ogni immaginazione. 13

14 NEVE: DIVERTIMENTO E... TANTI DANNI Angelo Masullo 1 A LING La sera del 25 gennaio tra la pioggia scrosciante e gli alberi bagnati è incominciato a comparire qualche fiocco di neve che a poco a poco aumentava e sì ammucchiava ad una velocità impressionante. Mercoledì mattina è spuntato un piccolo e tiepido raggio di sole che illuminò un paesaggio da fiaba: tetti e alberi erano coperti da mezzo metro di neve caduta durante la notte. Ovunque si posasse lo sguardo si vedeva solo neve, persone imbaccuccate, rami d alberi imbiancati. Per quattro giorni consecutivi è nevicato senza mai smettere, tranne qualche piccola pausa notturna. Purtroppo i primi disagi si sono fatti sentire da subito: la corrente elettrica mancava ormai in moltissimi comuni del Centro- Sud Italia. Sembrava una nevicata da poco, invece sono stati colpiti il Molise, l Abruzzo, la Puglia, le Marche, la Campania, la Basilicata, la Calabria, provocando grandi disagi alla popolazione e grandi polemiche da parte dei politici, soprattutto per il blocco dell autostrada A3, definita dal Ministro dell Interno Pisanu non un autostrada, né una superstrada, ma un tratturo. L ANAS non ha chiuso l autostrada fino a mercoledì, senza tener conto che già il martedì c era neve sulle strade. Per l emergenza alcuni automobilisti volevano comprare delle catene, ma il prezzo era lievitato a 120! Ed il ministro incolpava gli automobilisti di essersi messi in viaggio, nonostante le previsioni meteo! Il problema della neve sull autostrada A3 è sempre esistito, ma quest anno si è mostrato nella sua gravità. L organizzazione è stata inadeguata: Carabinieri, Vigili del fuoco, Anas, si sono mossi in ritardo senza collaborare tra di loro: i mezzi erano pochi e solo in ritardo hanno cercato di aiutare i camionisti che hanno trascorso quasi tre notti al gelo nella loro auto, limitando il riscaldamento della loro vettura per non finire la benzina e rimanere bloccati. Molti camionisti sono stati aiutati dai pompieri ad arrivare fino ai centri di servizio e molti camion sono rimasti di traverso sulle strade, bloccando il traffico. Ma la cosa più grave è che sono mancati i mezzi, come spazzaneve e spargisale, sia sulle autostrade sia in molte città scalo di commercio come Atena Lucana, Padula, Sala Consilina, Lauria, Lagonegro, dove i camionisti sono stati ospitati in centri di accoglienza come scuole e ospedali, con pasti caldi e riscaldamento. I danni sono stati gravi e numerosi in tutta Italia; sono morte tre persone per assideramento: due erano dei senzatetto, morti su una panchina e sotto un cornicione; invece un altro era un anziano abruzzese che, rimasto a casa solo, senza gas e senza elettricità, non ha potuto accendere i riscaldamenti e non è potuto uscire perché davanti alla porta di casa c erano 2 metri di neve. Moltissimi comignoli e tegole di case sono crollati e i sindaci di vari comuni hanno dichiarato lo stato di calamità ed hanno inviato continuamente spargisale e spazzaneve e poi con i camion hanno fatto raccogliere la neve e l hanno fatta portare fuori città e nel caso di Teggiano vicino al cimitero. Questa nevicata ha danneggiato tutti i raccolti, aggravando la condizione dei contadini e dei commercianti di prodotti della terra. Le serre sono inservibili, schiacciate dal peso della neve, le piantagioni di broccoli, rape e spinaci sono andate distrutte e molti ulivi sono rimasti spezzati. Per molti la neve è stata causa di una lunga e bella vacanza; tanti ragazzi si sono divertiti a giocare e si sono cimentati a fare vere e proprie battaglie di neve; le scuole sono rimaste chiuse per ben due settimane!! Questa nevicata è stata paragonata a quella del 1956, quando nevicò per un mese ininterrottamente, con qualche pausa giornaliera. Quell anno è nevicato molto anche a Napoli e a Roma, città dove la neve non si vedeva da anni. Questo evento è stato ricordato dalla cantante Mia Martini che compose la canzone: La nevicata del 56, descrivendo le emozioni e gli stati d animo della gente mentre la neve cadeva candidamente e si posava al suolo, creando uno scenario suggestivo. 14

15 LA CRISI DEL QUINTO ANNO ANALISI DI UNA MALATTIA REALE, COSÌ DIFFUSA Ogni anno il primo giorno di scuola è atteso sempre con trepidazione da tutti gli studenti. Ognuno, tra i banchi della sua nuova aula, ha qualcosa da raccontare sull estate appena trascorsa. Sono sempre diversi gli animi con cui viene varcato, rigorosamente in orario, il portone della Scuola: chi lo attraversa per la prima volta con uno sguardo spaesato e pieno di curiosità, chi spera che il nuovo anno scolastico sia migliore del precedente, e chi, con aria spavalda, affronta il suo ultimo primo giorno di scuola. È proprio questo atteggiamento che caratterizza lo studente del quinto anno. Per una reminescenza di nonnismo, egli si sente il Padrino di tutti gli studenti; colui che decide a chi è permesso sostare nei bagni, da sempre ritenuto sacro luogo di ritrovo. VIVI O MORTI? Ventotto anni fa,il 16 agosto 1977, moriva Elvis Aaron Presley, ucciso da un overdose di barbiturici. O, almeno, questa è la versione ufficiale Si, perché secondo alcuni Elvis non sarebbe affatto morto quel giorno ma, anzi, sarebbe ancora tra di noi, vivo e vegeto! Nel Missouri, un settantacinquenne di nome Bill Beeny ha addirittura aperto un museo che si chiama Elvis è vivo, sostenendo che la grande stella del Rock & Roll avrebbe inscenato la sua morte perché Il rapporto con l insegnante non è più quello del discepolo timoroso, ma di colui che si rifiuta, quasi, di seguire qualsiasi regola. Sarà l effetto della maggiore età appena raggiunta o forse la paura di lasciare il proprio nido, come avrebbe detto uno dei poeti più amati dagli studenti, ma questo è ciò che succede alla maggior parte dei ragazzi. Coloro i quali si sono sempre impegnati per dare il massimo durante i primi quattro anni sono ora stanchi di studiare ancora e non fanno altro che pensare all esame di Stato. Dall altro lato chi non ha avuto mai a genio la vita scolastica è stanco di protrarre per un altro anno quell immane fatica dell alzarsi presto la mattina! Ne consegue un interesse sempre più calante per tutte le lezioni da seguire e una voglia ancora più scarsa di concentrare la propria attenzione sui libri. Gli insegnanti notano questo calo e non sopportava più la pressione dello show business e che oggi si farebbe chiamare Jesse, passerebbe il tempo collezionando monete e andando a pescare. Ma Elvis non è l unica celebrità defunta che sarebbe ancora viva. C è, ad esempio, il caso di Jim Morrison, il leggendario leader dei Doors. Il 3 luglio del 1971 Morrison morì in una vasca da bagno a Parigi, per cause naturali ed ora è sepolto in un cimitero parigino. La rapidità con cui Morrison fu dichiarato morto e poi sepolto, però, fece scattare la scintilla del dubbio. Negli anni seguenti molte persone affermarono di aver incontrato per strada il Re Lucertola, come veniva chiamato dai suoi fans, e che avrebbe anche lui inscenato la sua morte per sfuggire alla pressione della vita pubblica. E per lo stesso motivo avrebbe finto il suicidio anche Kurt Cobain, leader dei Nirvana scomparso nel completamente diversa è invece la leggenda che circonda l ex Beatles Paul McCartney. noi lo crediamo tuttora vivo, impegnato ancora a comporre musica invece l autore Classe V A L. ne rimangono molto delusi, vorrebbero che gli alunni dessero il loro meglio, ora che concludono il ciclo di studi. Forse non sarà così per tutti, ma la crisi dell ultimo anno colpisce la maggior parte dei diplomanti. Il tutto confluirà in uno studio assennato durante gli ultimi mesi, per dimostrare il proprio valore a quella che è la meta più temuta: l esame di Stato. Dopo, arriverà il momento dei pianti, dei rimpianti e dei ricordi. La scuola ha accompagnato la crescita di ogni suo alunno, lo ha accolto quando era solo un ragazzino e lo vede uscire, da quello stesso portone, da uomo. La crisi del quinto anno, se davvero possiamo definirla tale, si è finalmente conclusa. Ora, l alunno con lo stesso sguardo, curioso e spaesato, affronterà una nuova avventura, con i suoi momenti di paura, ma anche di felicità. Denise Ragone IV A L di Yesterday sarebbe morto in un incidente d auto nel 1966 e rimpiazzato da un sosia! Le voci cominciarono a circolare nel 69 quando alcuni fans si accorsero che negli ultimi dischi dei Beatles erano presenti vari indizi relativi alla morte di Paul. Se oggi sono soprattutto le Rockstar a non morire, un tempo chi si trovava al centro di queste leggende erano i potenti, come Anastasia, ultima erede dei Romanov, che sarebbe miracolosamente scampata all eccidio della sua famiglia; oppure Hitler, sulla cui morte ci furono tante e discordanti versioni, ma soprattutto tanti dubbi. Vent anni dopo la fine della seconda guerra mondiale, qualcosa di simile accadde con Ernesto Che Guevara, il rivoluzionario castrista, più volte dato per morto e più volte resuscitato. Alla stessa maniera, oggi, sembra che gli Stati Uniti abbiano lasciato sviluppare un fenomeno analogo relativo alla sorti di Osama Bin Laden : vivo o morto? 15

16 LATINO E GRECO: LINGUE MORTE? Giuseppina Caggiano - Marianna Ciccarone - Antonella Caggiano IV A L In questi ultimi anni si assiste in Italia, ma non soltanto in Italia, alla riscoperta dell importanza che riveste lo studio di quelle che vengono chiamate lingue morte e cioè la lingua latina e quella greca. Il greco da circa un secolo e mezzo(legge Boncompagni de 1848) è disciplina esclusiva del liceo classico dove svolge una funzione formativa in armonia con le finalità generali di quel tipo di scuola. Il rinnovato interesse per il mondo classico, per la sua cultura e la sua lingua, ha portato addirittura alcuni parlamentari a presentare una proposta di introduzione di elementi della lingua latina fin dalle scuole elementari. Potrebbe sembrare un paradosso, ma in realtà non lo è, viste che già in alcune scuole primarie di grandi città degli Stati Uniti e dell Inghilterra questo avviene da tempo e con risultati eccellenti. Così come in altre nazioni europee, ad esempio, in Francia, Belgio e Olanda, lo studio del latino inizia a dodici anni, mentre in Italia solo a quindici e soltanto nei licei. La maggior parte degli studenti considera il latino e il greco come il simbolo di una scuola classicista che invece di modernizzarsi torna indietro nel tempo. Ma si sta riscoprendo l importanza delle lingue classiche e in particolare il latino, come una lingua alla formazione dell uomo moderno. Un altra riscoperta è la filosofia; secondo alcuni questa disciplina aiuta nel ragionamento tant è che la nuova riforma Moratti prevede l introduzione della filosofia anche negli istituti tecnico-professionali, come simbolo di una vera e propria materia di vità. In realtà non si tratta di un ritorno all antico, ma un apprendimento rivolto alla conoscenza e alla comprensione di quei valori umani e vitali che sono il patrimonio della nostra civiltà occidentale. La ricchezza di testimonianza e di idee espressa dal mondo classico nelle sue opere letterarie ed artistiche, nei suoi miti e nella sua religione, è tale da costruire per l uomo contemporaneo l indispensabile base per la riflessione critica e la comprensione intelligente del nostro tempo e del nostro mondo: conoscere le analogie e le differenze del tempo storico, del suo divenire, del suo permanere e trasformarsi nel cammino dei secoli, ci fa meglio comprendere il nostro essere uomini in momenti e situazioni diverse. Non deve quindi meravigliare se in questo nostro tempo, sempre più orientato verso la tecnologia, il mondo dell industria e della ricerca scientifica più avanzata, si richiedano operatori che dimostrino di possedere una solida formazione culturale generale piuttosto che una specifica preparazione; infatti, quest ultima potrà essere acquisita in tempi e modalità ristretti soltanto se potrà poggiare su una cultura classica. Di conseguenza sia il greco che il latino non devono essere considerate lingue morte ma una conoscenza in più all interno del nostro personale bagaglio culturale. LA POESIA Se invece che Nel mezzo del cammin di nostra vita Dante avesse iniziato il suo capolavoro con Quando compii 35 anni sarebbe stato di sicuro più chiaro, ma oggi, a distanza di secoli forse nessuno si ricorderebbe delle sue parole. Perché la seconda frase è una semplice informazione, la prima è POESIA. A differenza della prosa la poesia non spiega:colpisce. Non vuol farsi capire, ma emozionare, sorprendere il lettore con parole evocative, accostate in modo non casuale. Nel linguaggio di tutti i giorni non diremmo mai nel cammino della vita Si può camminare lungo la strada ma non nella vita Eppure il linguaggio della poesia è presente nella nostra quotidianità più di quanto si immagini. I nostri discorsi di tutti i giorni sono arricchiti sempre più spesso da trucchi e artefici propri del linguaggio poetico,mentre la poesia ha Denise Ragone IV A L perso molte delle sue caratteristiche distintive. Abbiamo avuto poesie in prosa, romanzi in versi e la definizione poesia è stata attribuita con molta facilità in campi diversi. Quando, ad esempio, nel gennaio del 99 morì il cantante De Andrè, tutti dissero che era morto un poeta. Ma davvero la canzone può essere considerata una forma di poesia? E il rap? E il graffito metropolitano? In alcuni casi la sorprendente risposta è si! Quando le parole cominciano a giocare con se stesse e ad acquistare un valore che non sia solo quello dell informazione, allora si può dire che nasce una poesia! La poesia agisce spesso direttamente sulla realtà: se noi oggi parliamo apertamente di amore,per esempio, lo dobbiamo soprattutto a grandi poeti del passato, come Guinizzelli, Cavalcanti e Dante Alighieri che, con il movimento del Dolce Stil Novo hanno dato inizio ad un ideologia nuova che mette l amore tra le più nobili condizioni dell animo, insegnando il linguaggio dei sentimenti. Con il tempo, poi, la poesia ha cominciato ad attingere massicciamente il linguaggio di tutti i giorni con il rischio di veder svanire i propri confini. Ecco perché,oggi, è più che mai legittimo chiedersi cosa si possa definire poesia,cosa no. Sono poesie le composizioni improvvisate dei rapper? O i testi del cantante Bob Dylan, che nel 97 ebbe addirittura una nomination al Nobel per la letteratura? Chissà,forse i nostri bisnipoti saranno interrogati a scuola sui suoi testi Fatto sta che la poesia continua ad essere una delle maggiori espressioni artistiche che ancora oggi illumina,stupisce ed emoziona. 16

17 LEGGE CONTRO IL FUMO: LE DUE FACCE DELLA MEDAGLIA Adesso Melinda III A SC. T. LA DIFFUSIONE DEL FUMO TRA I GIOVANISSIMI E I DAN- NI DA ESSO PROVOCATI Secondo le ultime statistiche un adolescente fuma in media la prima sigaretta intorno ai tredici anni. Molti di loro lo fanno con la convinzione che ciò li farà diventare grandi o per sentirsi parte di un gruppo oppure semplicemente, per provare com è. La maggior parte dei ragazzi continua a farlo poiché dall emozione della prima sigaretta si passa al vizio e perciò ad un bisogno vero e proprio. Ciò non riguarda solo le sigarette (esse sono solo le più diffuse!) ma anche l alcol e le droghe. Maturando, una persona può decidere di continuare a fumare o di sviluppare una propria coscienza personale e quindi chiedersi se lo fa perché lo vuole davvero e ne sente un reale bisogno o solo perché tutti gli altri lo fanno e non vuole sentirsi escluso dalla propria comitiva. Col passare degli anni, il fumatore accanito, se una parte di lui vorrebbe smettere, non vi riesce facilmente perché si è creata una seria dipendenza e di conseguenza inizia a rendersi conto dei danni che il fumo può provocare. Malattie respiratorie, tumore ai polmoni, problemi cardiaci e vascolari : sono solo alcune delle violente ripercussioni che il corpo può subire. Il fumatore dovrebbe prima conoscere tutto quello che gli può succedere e poi decidere liberamente se è il caso di continuare o meno. Ma dal 10 gennaio 2005 la vita dei fumatori è cambiata : da questa data, infatti, è entrata in vigore la legge contro il fumo che vieta di farlo in tutti i luoghi pubblici il mancato rispetto di questa norma comporta delle multe anche abbastanza salate. Secondo la legge, ora il fumo è consentito solo in luoghi privati e per strada e questo è molto importante in quanto tutela la salute dei non fumatori( si sa,infatti, che i danni del fumo passivo sono gli stessi di quello attivo!). Da parte loro, coloro che fumano hanno accusato lo Stato di autoritarismo, cioè di eseguire una discriminazione nei loro confronti e, in generale, di imporre ai cittadini ciò che devono o non devono fare. Purtroppo vi è anche l altra faccia della medaglia, cioè il fattore economico. Visto che è vietato fumare nei ristoranti, nei bar e in tutti i locali pubblici, tutta la categoria dei ristoratori avrà dei problemi. Chi tra essi potrà adeguarsi alle norme previste dalla legge ossia approntare sale con aspiratori di fumo, sarà svantaggiato rispetto a chi ha già adottato le apposite apparecchiature. Chi non lo ha fatto, per motivi economici o di spazio, avrà un calo nei guadagni poiché un fumatore ad un bar in cui è vietato fumare, ne preferirà uno in cui potrà farlo liberamente. Con tutto ciò non si sa se i fumatori diminuiranno, ma, forse, essi limiteranno il consumo di sigarette e, indirettamente, rispetteranno chi tiene alla propria salute. 17

18 OPINIONI A CONFRONTO SULLA TV TRASFORMAZIONE DELLA TV: DA MEZZO DI INSEGNAMENTO A DISTRUTTRICE DI VALORI Ebbene sì, la televisione è cambiata. Purtroppo non in meglio. Ormai, a qualunque ora del giorno, basta fare un po di zapping per capire che siamo invasi dalla sporcizia. Non però quella intesa come insieme di rifiuti, ma peggio, quella visiva che ci impone la TV odierna. Ormai non esiste quasi più un programma che insegni qualcosa, che dia lezioni di vita o che cerchi di far capire l importanza di alcuni valori posti purtroppo nel bagaglio dei ricordi. Certo, ci sono anche dei programmi che, tramite documentari e interviste, cercano di far conoscere novità e quindi di ampliare la conoscenza di ognuno di noi; ma evidentemente non ci riescono: oggi è tutto un reality. Sono proprio questi tipi di programmi, infatti, che fanno impazzire il popolo più giovane, ma non solo, costringendoli a stare ore e ore davanti allo schermo, e magari anche a restare svegli in piena notte e a quale scopo? Di spiare le appassionate vicende di comuni ragazzi rinchiusi in una casa o quelle di famosi naufraghi? E cosa si potrà trarre da tanto spionaggio? Probabilmente molto, dato che sono questi i programmi più cult degli ultimi tempi, mentre una volta non si pensava neanche che si potesse arrivare a tanto una volta, quando la TV era ancora un mezzo di insegnamento e di comunicazione, per non parlare dell importanza che ha avuto proprio all inizio della sua comparsa, quando, cioè, ha svolto il compito di diffonder la lingua italiana. Da allora, però, ne ha fatta di strada, purtroppo non in maniera positiva: ai programmi sopraccitati, si aggiungono, infatti, programmi satirici e di critica, che sparlando del mondo attuale non fanno altro che parlare negativamente anche di loro stessi. Così la TV finisce con l influenzare terribilmente i più giovani che cercano sempre di imitare e di prendere come modello di vita ciò che vedono facendosi idee sbagliate su cosa è più giusto e cosa meno. Si pensa di più a cercare di arrivare in televisione, per diventare famosi e guadagnare soldi facili, piuttosto che continuare gli studi per poi trovarsi un lavoro che può far sentire più soddisfatti e che, con qualche piccolo sacrificio, Antonella Di Noia IV A L può far guadagnare altrettanti soldi ai quali sarà sicuramente dato un valore maggiore. Non c è da stupirsi, quindi, se oggigiorno il mondo dello spettacolo vanta così tanti pretendenti, considerati i modelli di vita offertici dallo schermo. È necessario, però, dire che bisognerebbe dare spazio anche agli aspiranti più giovani, dato che i volti che vediamo sono sempre gli stessi, così come ciò che insegnano d altronde! Si dovrebbe dare più fiducia ai nuovi volti, poiché da essi dipende la qualità di vita degli anni a seguire considerato che la TV sembra aver conquistato il primo posto nell ordine delle cose più importanti per ognuno di noi In questo modo si finisce col perdere di vista importanti valori, guardando sempre una TV che, se non è contro, comunque non rispetta più quell insieme di leggi morali che esistono da sempre e che dovrebbero essere rispettati per una più pacifica convivenza, dato che purtroppo le guerre sono all ordine del giorno. 18

19 TV SPAZZATURA Ecco cosa diletta tanto il cosiddetto uomo della new generation : una TV spazzatura. Siamo noi l uomo del 2000, l uomo del XXI secolo, l uomo capace di tutto siamo riusciti persino ad inviare una sofisticatissima sonda spaziale su Urano: det- to sembra che il mondo in- tero ci appartenga ed in fondo un pò è così, nel b e n e e nel male. A b - b i a m o a n n i e n - tato ogni c o n f i n e geografico, rendendo la nostra Terra niente meno che un unico, grande GIORGIA ESPOSITO I A L villaggio globale. E cos è che, più di ogni altra cosa, ha reso possibile quest impresa? Senz altro la televisione. C è stato un gruppo di cantanti che ha avanzato l idea di un mondo privo di ogni tecnologia, un mondo completamente naturale. La loro conclusione è stata però questa:-se non ci fosse la TV, chi ce lo direbbe cosa pensare?- Inutile volerci fare illusioni: seppure inconsciamente, siamo succubi di tutto ciò che la TV vuole (evidenziamo bene il vuole ) trasmetterci. Qualsiasi notizia, sia essa importante come la catastrofe avvenuta non molto tempo fa nel Sud-Est Asiatico, oppure di minor rilievo come una partita di calcio, ci viene mostrata dal punto di vista del giornalista, del conduttore e noi assorbiamo così com è, senza rifletterci troppo. Purtroppo è così. L uomo di oggi è invaso da tanta superficialità, incrementata senz altro dai tanti programmi demenziali che ogni giorno ci tengono compagnia e contribuiscono inevitabilmente al nostro declino culturale, perché non è altro che questo! La TV di oggi ha perso quei valori informativi ed educativi che invece la caratterizzavano qualche anno addietro. In realtà non è soltanto la televisione ad essere cambiata: essa è mutata con l uomo. Senza false ipocrisie, quante persone preferirebbero guardare un documentario storico anziché un reality show? Poche, anzi, pochissime. C è qualcosa in questi programmi che ci attira come le calamite al ferro: è preoccupante. Sappiamo bene che tra ferro e calamita esiste un forte legame, indistruttibile; e questa è la domanda che mi pongo, di cui angosciosamente cerco una risposta:- C è davvero qualcosa che unisce noi esseri umani alla stupidità di questi programmi?-. Mi auguro che la risposta a questa domanda sia un bel no, ma anche se mi rendo conto che siamo sempre più dipendenti da questa TV spazzatura! LA DERATTIZZAZIONE In estate ho trovato un lavoro in una ditta di disinfestazione nel mio paese. Il mio primo giorno di lavoro non sapendo cosa avrei dovuto fare, andai con lo scooter presso questa ditta dove mi diedero subito dei lavoretti da svolgere Questi consistevano nel prendere scatoloni e portarli dal deposito al furgone, del quale ci saremo serviti per acchiappare i piccoli roditori. Il primo locale dove andammo fu un agriturismo situato su una montagna vicino Auletta. Appena scesi dal furgone iniziai a trasportare gli scatoloni all interno; quando ebbi finito cosparsi gli ambienti di piccoli cubetti di veleno che per gli intrusi potevano rivelarsi letale:li misi nella cucina, alla ricezione e nella sala pranzo. Quando uscimmo domandai a Cono (il padrone della ditta) come funzionava questo tipo di veleno,mi rispose che non appena lo avesse mangiato il topo avrebbe cominciato ad affannarsi tanto da uscire fuori,per cercare di respirare, dove poi sarebbe morto asfissiato. Il secondo luogo fu una pasticceria a Eboli dove facemmo la sterilizzazione, la quale consiste nel controllare il veleno in alcune vaschette specifiche per i topi. Dopo essere andati a mangiare e a riposare un po andammo in una casa infestata dai topi. Appena arrivammo, la signora delle pulizie ci Fasano Lorenzo III BS fece entrare dicendo che i proprietari della casa erano usciti. In quel momento mi venne in mente un giallo di Agata Christie, dieci piccoli indiani dove si racconta appunto che gli ospiti fatti entrare dalla domestica non ne uscirono vivi per fortuna non andò così! Quando incominciammo a scaricare la roba, guardavamo anche in giro per vedere dove posizionare le trappole, fu allora che vedemmo sulle scale un topo gigantesco che si faceva una passeggiata per casa in cerca di un po di formaggio da mettere sotto i denti! A quel punto Cono ed io incominciammo a corrergli dietro armati di scope, lo raggiungemmo solo in cantina dove con un paio di colpi ben assestati fece una vera fine da topo! Dopo quell esperienza ho detto basta a quel lavoro perché sinceramente a me i topi fanno davvero schifo!!! 19

20 POESIE LA LIBERTÀ La libertà è la voce dell anima, è lo sciogliersi dalle catene della guerra, è il cinguettio sereno degli uccelli in una mattina di primavera. La libertà è la voce della natura, è sentirsi cittadino del mondo, è essere amico di tutti in una terra di speranza. La libertà è percepire il profumo di un fiore appena sbocciato e della sua rugiada fresca. La libertà è l essenza più bella, l essenza più acclamata, l essenza più ricercata! IL MAREMOTO Angelo Masullo I A L E arrivato all improvviso senza alcun preavviso. Moltissimi sono morti, pochi sono sopravvissuti. Ha seminato molta paura senz averne alcuna cura, molte vite si potevano salvare ma nessuno le ha fatte sgombrare. La paura assai si diffonde, ovunque arrivano le onde; l onda anomala è distruttiva, colpisce tutto con la sua ira; il colpo è stato davvero forte portando ovunque sorella morte. Mignoli Raffaele 3 B Sc.T LA SOLITUDINE La solitudine è: udire il grido di una farfalla il canto di una foglia l ira del mare. Vedere il bosco danzare le nuvole piangere i sassi dondolare. Percepire: i palpiti del proprio cuore il richiamo dell anima i colori della mente. LA NEVE Losinno Serena Scende leggera sugli alberi, scende tranquilla sulla strada, Scende candida a terra. La neve, sembra una magia infinita che fa volare l immaginazione e fa apparire la realtà diversa. Cade sulle montagne, cade sulle pianure, cade sulle colline. La neve crea un atmosfera prodigiosa che dà sollievo agli animi e rinfresca l aria. Qualche fiocco di neve cade dal cielo e si deposita a terra bianco. Gli alberi si riempiono di bianca neve e donano gioia ai bimbi felici. Angelo Masullo I A L 20

1. LA MOTIVAZIONE. Imparare è una necessità umana

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