TRENT ANNI DAL TERREMOTO. Trent anni, e pare ieri! Sono trascorsi NUMERO SPECIALE. ...E pare ieri!

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1 i l c o m u n e d i TREPPO NUMERO SPECIALE GRANDE ANNO XX - NUMERO 1 - MAGGIO Semestrale d'informazione del Comune di Treppo Grande distribuito gratuitamente a tutte le famiglie del Comune e agli emigranti - Reg. Trib. UD 22/87 - Sede redazione, Uffici Comunali: Piazza Marconi, Treppo Grande TRENT ANNI DAL TERREMOTO...E pare ieri! Trent anni, e pare ieri! Sono trascorsi proprio tre decenni da quella afosa serata del 6 maggio 1976, allorché l orcolat ci cambiò letteralmente la vita. Da quel momento il nostro destino e la storia di ognuno di noi subì un radicale ed improvviso scossone. La paura e l ansia dei primi momenti lasciò ben presto spazio alla consapevolezza di ciò che stavamo vivendo, seppur con molte incognite ed interrogativi. L ingegno ed il sapersi arrangiare emersero con prepotenza, e la necessità di crearsi un riparo, al di fuori del potenziale pericolo di crolli, fece spuntare una miriade di abitazioni d emergenza. Poi venne il tempo delle tende, per molti dello sfollamento sul litorale, e successivamente dei prefabbricati. Quante storie dietro questi periodi, quanti ricordi e quanti episodi che hanno segnato indelebilmente il destino di tutti noi! Il decentramento amministrativo e le leggi regionali sulla ricostruzione segnarono la fine della fase dell emer- genza per dare inizio a quella della ricostruzione. A distanza di tre decenni il volto del nostro Comune appare profondamente mutato rispetto a quel tempo. Le ristrutturazioni delle case e la costruzione di nuovi edifici, unitamente alla realizzazione di moltissime opere pubbliche, hanno generato un aspetto nuovo, pulito, ordinato, funzionale e paesaggisticamente piacevole al nostro territorio ed al nostro piccolo mondo. Allorché mi capita di attraversare qualche paese della bassa friulana, dove i marciapiedi presentano qualche discontinuità, le facciate delle case non sono tutte fresche di pittura, la vetustità di tante strutture fa trasparire i segni del tempo, ritorno a vedere i nostri paesi di un tempo: chi si ricorda l aspetto delle nostre strade e piazze di allora? L immagine delle pareti sbiadite delle case in linea lungo le vie centrali, intercalate da qualche portone consumato sotto i portici d accesso, con i marciapiedi sconnessi I tre Sindaci del dopo terremoto (da sinistra a destra: Menis, Ponta, Ioseffini) durante le celebrazioni per il ventennale del sisma. ed irregolari sono oramai un lontano ricordo. Le moltissime opere nel settore viario, fognario, cimiteriale, sportivo, delle strutture scolastiche, istituzionali e dell edilizia pubblica hanno rappresentato in questi anni un impegno che solo pensando a quanto è costato ci fa capire le dimensioni e la portata. Oltre nove miliardi delle vecchie lire attinti dai fondi per la ricostruzione delle opere pubbliche. L edilizia privata ha potuto contare su contributi pubblici per oltre quindici miliardi delle vecchie lire. Le Ammi- Il Sindaco Giordano Menis segue a pag. 2

2 2 IL COMUNE DI TREPPO GRANDE Numero speciale sommario trent anni dal terremoto comuni sconvolti 3 Scatta l emergenza 4-5 Vivere nella tendopoli 6-7 Modello Friuli 8 Sfollati a Lignano 9 TESTIMONIANZE... A Vendoglio si racconta 10 A Treppo Piccolo si racconta 11 A Treppo Grande si racconta A Zeglianutto si racconta 14 A Carvacco si racconta Pinsîrs 15 L ansia di chi era lontano Terra, aria, fuoco e acqua 18 Volontari di Protezione civile 19 Il gruppo di Protezione civile 20 Un maestro severo e prezioso 21 La ricostruzione nel nostro comune Nel tempo, una diversa cultura dell ambiente Maggio 76 attraverso gli occhi di un ex dodicenne 26 Cultura friulana e terremoto 27 Mamma, papà raccontatemi il terremoto 28/30 Le poesie di Guerrino 31 Grazie Vogliamo dire grazie a tutti coloro che hanno dedicato il loro tempo prezioso per contribuire alla realizzazione di questa pubblicazione. Nel ragionare su come svilupparla, abbiamo riflettuto sul significato che ha oggi quell evento in parte lontano, ma che così spesso ricorre nei discorsi della gente. A cominciare dai giovani e dai bambini che lo conoscono solamente attraverso i racconti di genitori e nonni. Abbiamo quindi pensato di coinvolgere gli alunni della nostra scuola in questa ricerca di testimonianze. E il loro lavoro, correttamente indirizzato dalle insegnanti, è stato ottimo. Quel forte senso di comunità che l avvenimento calamitoso aveva risvegliato, quello spirito di sacrificio e quel sentimento di gioia nel darsi vicendevolmente una mano, quel magnifico, impagabile aiuto offerto da volontari, organismi, associazioni, enti di tutto il mondo che in queste pagine non abbiamo rappresentato nella sua totalità, visto il gran numero di realtà diverse implicate vorremmo non fossero dimenticati nemmeno dai più piccoli. Abbiamo cercato di dare agli approfondimenti un taglio umano, soffermandoci anche su aneddoti e dettagli che ambiscono a far addentrare il lettore con gli occhi e con il cuore nella quotidianità di quel periodo. Grazie quindi a quanti ci hanno riferito le proprie esperienze, grazie a chi ci ha fornito prezioso materiale fotografico, grazie a coloro che con palpiti di vita vissuta ci hanno fatto rivivere quei momenti così tragici eppure così intensi. Grazie a quanti hanno scritto queste pagine, riaprendo a volte capitoli della propria vita momentaneamente chiusi, o affacciandosi a una finestra da cui spesso amano ammirare l orizzonte. E si è trattato frequentemente di primi protagonisti nella ricostruzione fisica e sociale del nostro paese. Spesso, questi scritti sono costati faticose ricerche, in un tram tram quotidiano sempre più pressante; perciò, il nostro, è un grazie che vorremmo ripetere mille volte. La redazione AVVISO. Si comunica che questo numero speciale sostituisce il notiziario comunale consuetamente edito in giugno. Vista l importanza di questa commemorazione, infatti, si è pensato di dare priorità a una pubblicazione che dedichi i dovuti approfondimenti e i giusti spazi a un evento che ha segnato profondamente la comunità. 1976: Treppo ricorda PROGRAMMA CELEBRAZIONI TRENTENNALE TERREMOTO VENERDI 28 APRILE ore Sede municipale Scoprimento opera artistica in legno realizzata e donata dallo scultore Luciano Spizzo Inaugurazione MOSTRA FOTOGRAFICA Treppo 1976: la terra trema, la vita cambia Presentazione numero speciale Notiziario comunale Trent anni dal terremoto Incontro IO C ERO, IO NO Parlano i testimoni di allora e chi ne ha solo sentito parlare VENERDI 5 MAGGIO ore Piazza Marconi Proiezione filmato sul terremoto in Friuli e a Treppo SABATO 6 MAGGIO Scuole elementari - Prova di evacuazione e testimonianze ore Chiesa parrocchiale SS. Messa commemorativa dalla prima pagina nistrazioni che si sono susseguite, con Sindaci ed Assessori in testa, hanno attuato un programma di investimento che mai la storia del nostro Comune aveva registrato. Oggi ciò che consegniamo alle nuove generazioni può certamente farci inorgoglire. Io credo che accanto alla dedizione, sacrificio ed impegno della popolazione tutta un riconoscimento particolare lo dobbiamo agli amministratori pubblici, in particolare a quelli che hanno vissuto l emergenza ed i primi anni della ricostruzione. Assumendosi responsabilità enormi hanno dedicato ogni ora del proprio tempo per far risorgere il nostro tessuto sociale ed abitativo. Grazie! Un pensiero commosso lo rivolgiamo a quegli Amministratori che dopo aver tanto dato purtroppo ci hanno lasciato. Una così grande opera, segnata da sacrifici e dedizione, realizzata da tutti indistintamente, ha avuto purtroppo un momento di mortificazione. Mi riferisco al momento in cui al nostro Comune, assieme ad altri sette, fu decretata l assegnazione della medaglia d argento al valor civile per gli eventi sismici. Diversamente dagli altri 38 comuni classificati disastrati, come il nostro, a cui venne conferita la medaglia d oro. Questa sminuizione creò la convinzione nella cittadinanza di essere stati oggetto di un ingiustizia e fu proprio sulla spinta della Comunità intera che ingaggiammo una vera e propria contesa con le Autorità dello Stato al fine di rivedere detta Trent anni... E pare ieri! assegnazione. Scrivemmo al Presidente della Repubblica, motivando le nostre ragioni con dati oggettivi, e Ciampi ci capì. Dopo un frenetico periodo di incontri, iniziative, richieste, articoli sulla stampa arrivò finalmente l invito ad un audizione presso il Ministero degli Interni a Roma. Le nostre ragioni furono condivise ed il suono delle campane a distesa, il pomeriggio del 6 febbraio 2003, annunciarono l assegnazione della medaglia d oro. Il 25 febbraio dello stesso anno, al Quirinale, nel corso di una cerimonia solenne, sono state consegnate ai 46 Comuni disastrati del Friuli, tra cui il nostro, le medaglie d oro al merito civile. La motivazione che appare sul decreto di conferimento della medaglia d oro al Comune di Treppo Grande recita: In occasione di un disastroso terremoto, con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, affrontava la difficile opera di ricostruzione del tessuto abitativo, nonché della rinascita del proprio futuro sociale, morale ed economico. Splendido esempio di valore civico e di alto senso del dovere, meritevole dell ammirazione e della riconoscenza della Nazione tutta. Ora questa preziosa medaglia è appuntata sul gonfalone comunale a riconoscente memoria di tutti coloro che con la loro opera hanno contribuito al conseguimento di un così alto riconoscimento. Tutti gli Amministratori comunali succedutisi dal 1976 al 2003, in occasione dell incontro dedicato al conferimento della medaglia d oro al valor civile per gli eventi sismici al nostro Comune. Il Sindaco Giordano Menis

3 IL COMUNE DI TREPPO GRANDE comuni sconvolti: tutti i dati del sisma del 76 6 MAGGIO 1976 ORE 21: una scossa pari all undicesimo grado della scala Mercalli della durata di 52 secondi, con epicentro il monte San Simeone, sconvolge un area di kmq. Viene devastato il territorio di 137 comuni del Friuli. Di questi, 45 furono classificati disastrati: Amaro, Artegna, Attimis, Bordano, Buja, Cassacco, Cavazzo Carnico, Chiusaforte, Colloredo di Monte Albano, Faedis, Forgaria nel Friuli, Gemona del Friuli, Lusevera, Magnano in Riviera, Majano, Moggio Udinese, Montenars, Nimis, Osoppo, Pontebba, Ragogna, Resia, Resiutta, San Daniele del Friuli, Taipana, Tarcento, Tolmezzo, Trasaghis, Tricesimo, Treppo Grande, Venzone, Villa Santina; Castelnovo del Friuli, Cavasso Nuovo, Clauzetto, Fanna, Frisanco, Meduno, Pinzano al Tagliamento, Sequals, Spilimbergo, Tramonti di Sopra, Tramonti di Sotto, Travesio, Vito d Asio. 40 gravemente danneggiati: Ampezzo, Arta Terme, Cercivento, Cividale del Friuli, Comeglians, Dogna, Enemonzo, Fagagna, Lauco, Ligosullo, Malborghetto, Martignacco, Moimacco, Moruzzo, Ovaro, Pagnacco, Paluzza, Paularo, Povoletto, Prato Carnico, Premariacco, Preone, Pulfero, Ravascletto, Raveo, Reana del Roiale, Remanzacco, Rive d Arcano, San Pietro al Natisone, Socchieve, Sutrio, Torreano, Treppo Carnico, Verzegnis, Zuglio; Andreis, Arba, Maniago, Montereale Valcellina, Vivaro. 52 danneggiati: Basiliano, Buttrio, Campoformido, Corno di Rosazzo, Coseano, Dignano, Drenchia, Flaibano, Forni Avoltri, Forni di Sopra, Forni 7 maggio Titolo di testa della prima pagina del Messaggero Veneto di Sotto, Grimacco, Lestizza, Manzano, Mereto di Tomba, Pasian di Prato, Pavia di Udine, Pozzuolo del Friuli, Pradamano, Prepotto, Rigolato, San Giovanni al Natisone, San Leonardo, San Vito di Fagagna, Sauris, Savogna, Sedegliano, Stregna, Tarvisio, Tavagnacco, Udine; Arzene, Aviano, Barcis, Budoia, Caneva, Cimolais, Claut, Cordenons, Fontanafredda, Polcenigo, Porcia, Pordenone, Roveredo in Piano, Sacile, San Giorgio della Richinvelda, San Martino al Tagliamento, San Quirino, Valvasone; Cormons, Dolegna del Collio, San Floriano del Collio. La popolazione coinvolta fu di persone, 989 furono i morti, più di i feriti, oltre i senza tetto. IL 15 SETTEMBRE 1976: due scosse pari al decimo grado della scala Mercalli, registrate alle 5.20 e alle 11.15, costrinsero oltre persone ad abbandonare la zona disastrata. Il commissario straordinario del Governo, on. Zamberletti, organizzò in pochi giorni l esodo verso la costa adriatica dove persone trovarono ospitalità. Lignano, Grado, Bibione e Jesolo diventarono per molti friulani il loro secondo paese. Per dare un tetto provvisorio alle popolazioni così duramente colpite, la Regione realizzò alloggi capaci di accogliere persone. Il commissario straordinario integrò tale intervento con altri alloggi. Vennero così a crearsi 350 villaggi, dove al 1 maggio 1977 avevano trovato sistemazione oltre persone furono le case distrutte, mentre risultarono quelle da riparare. Si ristruttura il municipio Il castello di Zegliacco gravemente danneggiato (foto Alvio Baldassi).

4 4 IL COMUNE DI TREPPO GRANDE Numero speciale Nel ventennale del terremoto, nel 1996, ebbi a scrivere che, in una cerimonia a villa Manin, i sindaci del Friuli riconsegnarono simbolicamente i comuni ricostruiti al presidente della Repubblica Scalfaro. L attuale presidente Ciampi, l anno scorso, ha insignito di medaglia d oro al valore civile i comuni del terremoto. Sono stati premiati il lavoro, la dedizione e la volontà di ricostruire dei sindaci e degli amministratori succedutisi dal 76. Trent anni dopo quel 6 maggio, certe immagini e certi ricordi mi sembrano di pochi giorni fa, mentre invece ne è passata di acqua sotto i ponti. Cercherò di rendere un immagine di come era la situazione prima e cosa è cambiato dopo. Tre impiegati, un segretario in consorzio con Cassacco, due persone addette alla manutenzione strade ed edifici pubblici, un geometra della Comunità Collinare, due ore alla settimana svolgevano egregiamente tutto il lavoro. Il 6 maggio 76 la mia agenda prevedeva due appuntamenti: alle 10 un matrimonio civile ed alle una riunione, a Maiano, con la Comunità Collinare. Sindaco dall agosto 75, era il primo matrimonio che celebravo. Segretamente, ero più emozionato degli sposi, che erano alla seconda esperienza. Al secondo appuntamento, a Maiano, io e Mario Castenetto (allora vicesindaco) saremmo arrivati un po più tardi. Alle faceva buio (a quel tempo non c era l ora legale): eravamo a qualche decina di metri dal campanile di Maiano e con la Fiat 124 stavo facendo retromarcia per entrare in una laterale. Un ondeggiamento strano dell auto mi fece pensare ad un vento fortissimo; l ondeggiamento dei pali dell illuminazione pubblica e delle case alla luce dei fari per 57 secondi ci rese consapevoli del terremoto. Nel precipitoso ritorno a Treppo, trovammo ostruita la strada a Casasola e a Buia, ma finalmente per Carvacco e Vendoglio giungemmo a casa. Eravamo meno sfortunati di tanti altri, ma la paura ci fece passare la notte all aperto. Al primo chiarore ci trovammo nella piazza del municipio e incominciammo a organizzarci su cosa fare. Le scuole elementari rimaste agibili e l adiacente campo sportivo furono adibiti ad ospitare il consiglio comunale, i primi interventi sanitari e la sede dell ambulatorio. Giunsero anche i primi soccorsi militari con tende, viveri, generi alimentari e vestiario inviati dalla Prefettura. Il verbale ciclostilato del primo consiglio dice: Il consiglio comunale riunitosi in seduta urgente straordinaria, oggi 9 maggio c.a. (1976, ndr), alle 10.00, presso un aula dell edificio scolastico elementare del Capoluogo, ha esaminato la situazione del comune a seguito dell evento del 6 maggio c.a. Esaminata la situazione con particolare riguardo: Scatta l emergenza Ringraziamento pubblico, presso le scuole elementari, per i prefabbricati Portakabin donati dagli inglesi. Da sinistra a destra si possono scorgere il senatore Beorchia, il console inglese di Venezia Jacques, l ambasciatore inglese di Roma Campbell, una alunna delle scuole di Treppo, il commissario straordinario del Governo Zamberletti, il sindaco Ponta (archivio Enrico Ponta). a) Approvvigionamento acqua potabile; b) Sistemazione nuclei abitativi in tende; c) Approvvigionamento viveri; d) Situazione sanitaria; e) Situazione logistica ed edilizia. HA DELIBERATO Di prendere i seguenti specifici provvedimenti: a) In merito all approvvigionamento di acqua potabile: - è stato accertato l utilizzo per uso potabile dell acqua delle rete idrica del Cornappo; - è vietato l uso potabile dell acqua dei pozzi artesiani e simili; b) In merito alla sistemazione dei nuclei abitativi sfollati: saranno sistemati presso due tendopoli: - una tendopoli verrà installata presso il campo sportivo di Treppo Grande (Capoluogo); - la seconda tendopoli verrà installata presso il campo sportivo di Vendoglio (di fronte all attuale parco festeggiamenti, non esisteva il nucleo di abitazioni attuale, ndr); c) Approvvigionamento viveri: presso le due tendopoli di cui sopra funzionerà la distribuzione di viveri, i cui responsabili sono: - VIDONI PAOLO e PICCOLI ENRICO per la tendopoli di Vendoglio; - DANELUTTI ATTILIO ed ERMACORA EFREM per la tendopoli di Treppo Grande. Casa inagibile di Zegliacco: si osservi la scritta no apposta sul muro (foto Alvio Baldassi). Detti responsabili coordineranno il proprio compito con l E.C.A. (Ente Comunale Assistenza). d) In merito alla situazione Sanitaria: - si provvederà immediatamente alla riapertura della Farmacia Pederzolli per dar modo alla popolazione di servirsi dei medicinali più urgenti; - si accerterà lo stato di igienicità degli immobili (case, stalle, ecc.) per provvedere eventualmente alla loro disinfestazione; - si cercherà di ottenere il fabbisogno necessario di vaccini, per continuare le vaccinazioni già in corso della popolazione tutta; e) In merito alla situazione edilizia: - è stata costituita una commissione composta da due periti, un ingegnere, due impresari edili, per ac-

5 IL COMUNE DI TREPPO GRANDE 5 LE PRIME MISURE URGENTI PER TUTELARE LA POPOLAZIONE. IL RACCONTO DEL SINDACO D ALLORA Delegazione della Provincia di Pavia, che progettò e realizzò il centro anziani del capoluogo pensato per ospitare anziani (nuclei familiari o singoli) che difficilmente avrebbero potuto gestire la ricostruzione della casa e l edificio con gli ambulatori medici, collocati sul fondo dell ex Braide di Menocio (archivio Enrico Ponta). certare nei prossimi giorni lo stato di agibilità delle case lesionate. Il Sindaco Enrico Ponta Volontari della Croce Rossa con medici e personale sanitario si installarono nella tendopoli. Si fecero delle vaccinazioni a tutti per evitare possibili epidemie. Si eseguirono delle prime classificazioni sulle abitazioni, sulle strutture portanti e sulla possibilità di eventuali crolli su strade pubbliche. La Regione inviò dei tecnici per verificare edifici pubblici, ponti, strade danneggiate, possibili zone franose, un controllo generale sul territorio ed eventualmente delimitare zone ed intervenire con squadre di addetti. Le linee elettriche a Treppo vennero ripristinate dopo tre giorni. Si potevano ascoltare notizie con radio a batteria, i giornali arrivarono regolarmente, i telefoni erano sempre occupati ed era impossibile comunicare visto che i telefonini non esistevano. Le prime notizie del disastro sono state trasmesse da radioamatori. La base operativa venne fatta in Prefettura; i primi giorni vennero chiuse le strade di accesso delle zone disastrate: venivano lasciati entrare solo mezzi autorizzati. Dalla Prefettura furono creati centri di coordinamento. Treppo faceva parte di quello di Maiano, assieme al comune di Moruzzo e di Colloredo. Ogni giorno ci si trovava al mattino sotto le tende in piazza a Maiano per verificare lo stato della situazione e le necessità di ogni comune, nonché prendere ordini, istruzioni e direttive dal Commissario straordinario del Governo, Zamberletti. Nei magazzini c era di tutto e serviva un po di tutto, ma la necessità maggiore era quella di avere tende per sistemare le persone. Molti si organizzarono da soli in box e mezzi di fortuna fatti con legname e teli di plastica. Fabbriche fermate, alcune distrutte; uffici, negozi, scuole, laboratori chiusi. Squadre dell Enel di altre Regioni ripristinarono il più velocemente le linee elettriche e lentamente si riprese il lavoro. Avvisi sui muri, scritti con lo sprai, avvertivano di far bollire acqua e verdure prima del consumo. Su alcune case si scrisse SÌ oppure NO, che voleva dire abitabile o meno. Ai rappresentanti del Governo fu subito chiesto di ripristinare le fabbriche, di assicurare il lavoro e le case. Vennero sistemati negozi e attività artigianali in box o prefabbricati di legno, in zone delimitate secondo le esigenze dei vari comuni. Nel nostro comune c erano circa venti aziende commerciali di vario genere, varie aziende edili, di servizi, artigiani del legno, due latterie; l economia di molte famiglie si basava sia su attività agricole e di allevamento bovini sia su lavoro dipendente. In Comune funzionava, una volta alla settimana, l ufficio dei coltivatori diretti, che tramite un suo funzionario svolgeva pratiche burocratiche e sindacali per gli addetti. Al giorno d oggi l agricoltura è ancora una componente importante per l economia locale, ma concentrata solo in poche aziende. Mentre nel nostro Comune si cercava quasi di non accettare i prefabbricati della Regione, per il timore che, una volta sistemati i senza casa nelle baracche, ci si dimenticasse di loro e facessero la fine di altri terremotati che dopo anni vivevano ancora in situazioni precarie, le forti scosse del 15 settembre ci fecero capire la realtà dell imminente inverno e dell impossibilità di ricostruire in breve tempo. La popolazione, a sua richiesta, venne sistemata in appartamenti a Lignano e Grado. Venne varata la legge regionale per la ricostruzione e poi quella per la riparazione, un po più articolata e Montaggio nei pressi dell attuale ecopiazzola di Carvacco - di uno dei Portakabin donati dal Governo inglese. Questi prefabbricati avevano caratteristiche particolari, tarate sugli standard del Paese di provenienza (per quanto riguarda, per esempio, le spine e l elettricità) ed erano stati pensati per essere trascinati persino nel deserto, grazie alla presenza di particolari barre sul fondo (arch. Enrico Ponta). più complessa, in quanto si operava sull esistente. Fino al 1968 si costruiva con regole nazionali; da quella data lo Stato imponeva ai comuni di dotarsi di piani regolatori. Treppo si era dotato di un programma di fabbricazione e di un progetto di massima di opere pubbliche. Grazie alla solerzia del sindaco precedente abbiamo potuto sistemare nel 76 l attuale scuola materna donata dalla Provincia di Mantova, perché il piano prevedeva un ampliamento dell area scolastica, come pure abbiamo potuto usufruire subito di contributi regionali perché dotati di un progetto generale di fognature. La concessione al sindaco, funzionario delegato della Regione, dell importo totale dei tre lotti delle fognature e l inizio dei lavori furono passi importanti per l inizio della ricostruzione. Nelle imprese edili locali, oberate di lavoro, vennero inseriti lavoratori di altre regioni, ed anche stranieri, specialmente dalla vicina Slovenia. La mole di contributi concessi attirava l attenzione di tante ditte ed il Comune doveva porre molta attenzione ad offerte e richieste di lavoro, proposte di case prefabbricate, metodi di costruzione e di riparazione nuovi, non sempre adatti alla nostra zona climatica. Si era creato un volano economico non indifferente; c era molto lavoro e molto diversificato, che creava benessere per tutti. Dobbiamo dire che la ricostruzione del Friuli è stato un esempio di buona amministrazione e che possiamo portare con orgoglio la medaglia d oro concessaci. Voglio citare, con la ricostruzione, anche la nascita dell università di Udine, il congiungimento dell autostrada Udine-Tarvisio, la valorizzazione del patrimonio culturale, artistico e monumentale del nostro Friuli. Anni fa c era uno slogan Il Friûl al ringrazie e nol dismentee ; con questo spirito un grazie ai tanti volontari e a quanti con il loro contributo ci hanno permesso di costruire: gli alloggi per gli anziani a Treppo (CENTRO PAVIA), il CENTRO CICHAGO di Vendoglio (voluto dagli emigranti degli Stati Uniti), la scuola materna AMICIZIA MANTOVANA. La nostra riconoscenza, inoltre, va al Governo inglese per i prefabbricati e alla Caritas di Alessandria per il CENTRO COMUNITARIO di Vendoglio. Enrico Ponta

6 6 IL COMUNE DI TREPPO GRANDE Numero speciale Vivere nella Esattamente trenta anni fa, alle 21 di quell infausto, afoso 6 maggio, le forze della Natura si sono scatenate con violenza sfrenata contro la nostra terra e pochi secondi sono stati sufficienti per sconvolgere e snaturare ogni cosa, per mutare radicalmente, profondamente l aspetto dei nostri paesi e delle nostre città, non solo dal lato esteriore e fisico, ma modificando totalmente il nostro secolare modo di vivere sotto il profilo e nel contesto non solo economico e sociale, ma anche familiare e ambientale. Quali sono state le conseguenze immediate e le ripercussioni più evidenti e rilevanti? Come ha saputo reagire e rispondere la popolazione? La nostra Regione aveva immediatamente preso alcune misure e subito istituito appositi centri di coordinamento per facilitare e snellire e programmare l invio di aiuti e soccorsi alle Amministrazioni comunali che ne avessero fatto richiesta. Treppo, assieme ai comuni limitrofi, faceva riferimento al centro di Majano, al quale aveva subito fatto richiesta urgente di assegnazione di tende da campo, per dare immediato riparo alle tante persone rimaste senza casa. Il consiglio comunale era stato convocato dal sindaco Enrico Ponta, in seduta urgente-straordinaria, per le 10 di domenica 9 maggio (nei locali della scuola elementare, fortunatamente rimasta agibile); tra gli altri argomenti all ordine del giorno discussi, tutti inerenti la grave situazione in cui si era venuta a trovare la nostra comunità in seguito all evento calamitoso, aveva deliberato di allestire due tendopoli nei campi sportivi, rispettivamente, di Treppo - per la gente di Treppo, di Zeglianutto e di Zegliacco - e di Vendoglio per la popolazione di quella frazione, di Treppo Piccolo e di Carvacco (allora anche a Vendoglio c era un campo di calcio, di ridotte dimensioni, che si trovava nelle vicinanze della locale scuola elementare, edificio successivamente demolito in quanto irrimediabilmente lesionato dai sommovimenti del 6 maggio e più tardi del 15 settembre dello stesso anno). Per l approvvigionamento e la successiva distribuzione dei viveri nelle due tendopoli erano stati designati: Paolo Vidoni ed Enrico Piccoli per Vendoglio, Attilio Daneluttti ed Efrem Ermacora per Treppo (ma come vedremo in seguito, la loro opera si risolverà dopo pochi giorni, grazie all entrata in funzione di cucine da campo militari). Le prime tende assegnate alla nostra comunità furono CINQUE, consegnate la sera di sabato 8 maggio e subito montate dai militari: tre a Treppo e due a Vendoglio, attività svolta sotto una pioggia scrosciante, insistente, di eccezionale intensità, che rendeva l operazione faticosa e difficoltosa. Erano tende spaziose, benché veri avanzi di magazzino - senz altro residui dell ultima guerra - ma furono ugualmente accettate ed accolte con sollievo e gioia. Era soltanto l inizio di un periodo che tutti si auguravano breve, di poca durata. Le tende vennero giustamente ed ovviamente assegnate a famiglie con bambini, od anziani, od infermi e subito prese in consegna ed occupate da più persone: in ciascuna, membri di diversi nuclei familiari, ma per il momento tutti amici, rispettosi, pronti e disposti a fraternizzare e a dimostrarsi cordiali, affabili e cortesi (chiaro e lampante esempio di come la necessità renda possibili e vivibili le coabitazioni più strane, inconsuete ed a prima vista impensabili ed impossibili). Pur di avere un semplice, piccolo riparo si era disposti a superare invidie, animosità preesistenti tra famiglie, rivalità; di colpo si mise da parte ogni motivo di risentimenti, riaffiorarono sentimenti di solidarietà da troppo tempo sopiti o (volutamente) dimenticati. Nei giorni successivi i militari consegnarono un secondo e più consistente quantitativo di tende, che furono subito sistemate dai soldati ed equamente divise tra le due tendopoli e messe accanto alle precedenti, così da completarle. Questa seconda assegnazione comprendeva tende meno spaziose delle prime cinque, ma più maneggevoli, pratiche e funzionali, così da richiedere meno impegno e lavoro per sistemarle; erano tutte fornite di intercapedine che evitava infiltrazioni di umidità, in quanto isolava il suo interno dal terreno. Assieme alle tende furono fornite brande con relativi materassini, cuscini, coperte e qualche sacco a pelo: in tal modo il vivere in tenda era diventato meno spiacevole. Verso la metà di maggio si poterono distribuire alla popolazione altre tende, che i beneficiari provvidero a sistemare nel cortile di casa propria o nel vicino orto. Erano tende di varia provenienza: quelle americane col telo di colore blu, ben impermeabili, sufficientemente spaziose e comode, con finestrelle trasparenti che lasciavano filtrare la luce del sole e potevano essere chiuse con cerniere lampo ; altre inviate dall Unione Sovietica (con telo molto spesso di colore marrone, pesanti e molto robuste, ottime per climi freddi, meno adatti per la nostra imminente e prevedibile estate piuttosto calda e afosa); altre ancora donate da Paesi arabi, di tela celeste e bianca molto leggera, ampie e spaziose, non impermeabili, idonee per Paesi con clima caldo ed asciutto. Due di tali tende, poste all inizio della tendopoli, ospitarono per alcuni mesi i piccoli alunni della scuola materna, in quanto l edificio che li accoglieva (la Villa Bellavitis) era stato dichiarato inagibile perché fortemente danneggiato e pericolante. Contemporaneamente alla consegna delle tende, i militari fornirono le due tendopoli di cucine da campo e reparti di soldati provvidero subito a metterle in funzione e a preparare, cucinare e distribuire tre volte al giorno ottimi pasti caldi non solamente agli ospiti delle tendopoli, ma a tutti i cittadini, residenti nel comune, che ne facessero richiesta (ed erano parecchi, perché la stragrande parte delle abitazioni del territorio era inagibile e pertanto le famiglie si erano trovate senza possibilità di cucinare). L encomiabile opera degli addetti alle cucine fu apprezzata ed assai gradita indistintamente da tutti gli abitanti. Gli spogliatoi dell allora campo sportivo erano stati adibiti dai militari a deposito di alimentari di pronto consumo, come pane, carne, burro, latte, ecc., mentre la parte più consistente di derrate di largo consumo e di maggior durata, erano state sistemate e conservate nello scantinato dell edificio scolastico attiguo. Come si viveva nella tendopoli? Se affermassi che tutto era bello e le giornate scorrevano serenamente A sinistra, la tendopoli allestita nel campo sportivo di Treppo Grande; a destra, la tenda che ospitò per alcuni mesi i bimbi della scuola materna, in quanto l edificio che li accoglieva (Villa Bellavitis) era inagibile (archivio Licia Ponta).

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