Guerra di bugie. di Rosario Galli e Carlo Prinzhofer

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1 1 Guerra di bugie di Rosario Galli e Carlo Prinzhofer

2 2 PERSONAGGI ADAMO TADINI, bell uomo intorno ai 50 anni, imprenditore industriale; vive in una piccola città di provincia del nord; sposato con Emilia da venticinque anni. E un uomo tutto d un pezzo, i suoi principi sono ferrei e incrollabili; crede nel lavoro, nella famiglia, in Dio, anche se non è cattolico praticante, anzi piuttosto critico nei confronti del Vaticano e di ogni ingerenza della Chiesa negli affari politici. EMILIA VITALI, moglie di Adamo, bella donna sui 45 anni, insegnate di disegno in una scuola media, vive le contraddizioni di un periodo difficile sia a livello privato nei rapporti con il marito, sia nel pubblico a causa della crisi e del tagli economici effettuati nel mondo della scuola; Emilia è sempre pronta a dare battaglia, a organizzare scioperi e manifestazioni, venendo quindi in contrasto con il marito che non condivide certe posizioni barricadere della moglie. GIANNANDREA TADINI, detto Giangi, figlio di Adamo e Emilia, 22 anni, iscritto all università, poca voglia di studiare, nessuna di lavorare; passa la vita attaccato al computer, quasi tutta la giornata, e quelle poche ore che riesce a staccarsi dallo schermo lo fa solo per mangiare, o meglio per ingozzarsi di hot dog e patatine e piazzarsi davanti alla televisione; è il tipico bambacione dei giorni nostri che però ha delle improvvise e impensabili intuizioni. RODOLFO LOTTI, coetaneo di Adamo, suo grande amico fin dall infanzia, non bello ma piacente. Nella vita si è occupato di molte cose, dal gioco del poker alla vendita di quadri, ma soprattutto di vivere come gli è parso e piaciuto, accompagnandosi con belle donne, senza trovare mai quella capace di legarlo a un matrimonio duraturo; l unica che c era riuscita è morta in un incidente e Rodolfo si è trovato costretto a modificare il suo stile di vita; ha smesso con i viaggi avventurosi, limitandosi a vendere quadri e a giocare a poker in casa, quando la figlia dormiva. EVA LOTTI, figlia di Rodolfo, splendida ragazza, quasi ventidue anni. La madre è morta quando aveva solo due anni; per fortuna c è stata la famiglia di Adamo, in particolare Emilia, che si è presa cura di lei e ha cercato di non farle sentire troppo la mancanza della madre; Eva è una ragazza libera, senza pregiudizi e capace di giudicare il mondo e le persone esprimendo i suoi pensieri direttamente agli interessati senza ipocrisie. Di quello che diceva il padre non le è restato nulla, del suo modo di fare libero, molto.

3 3 SCENA 1 - CASA di EVA - POMERIGGIO Un ampio soggiorno con angolo cucina; quattro porte che conducono in un bagno e in tre stanze da letto. La porta d ingresso è laterale. In scena Eva, Adamo e Giangi; una valigia e uno zaino per terra da una parte. Adamo parla al cellulare. Sì Cavaliere, appena arrivato a Roma, scusi se mi permetto, non si offenda, ma come fate a viverci, è un inferno. Cavaliere, come si fa a lavorare in questo caos ahaa, lei fa politica già, la politica ha i suoi costi, però la gente normale rumore per strada, smog, macchine parcheggiate ovunque e i vigili che se ne fregano, e questa è una capitale europea, no dico vuole mettere con Vienna? Come dice? Eva gli si mette davanti e gli fa cenno di tagliare. Ahahah, Cavaliere io sarò pure un rozzo contadino del nord ma i miei soldi a Roma ladrona non glieli do mica, no no io non mi sposto, vivo bene al mio paesello, vuole mettere? Eva prova a staccargli il cellulare ma Adamo sfugge. Ma che fai ferma. No, Cavaliere non dicevo a lei, scusi, allora a domani? Mi lascia il passi in portineria come al solito, va bene, ossequi alla signora. (chiude) Uffa, ma sei insopportabile, sempre al telefono. Io ci lavoro bambina mia, mica gioco. Lavoro, lavoro, non sai dire altro Senti un po ragazzina, l aria di Roma fa male, lo sapevo, questa città è un veleno che t intossica e ti cambia la testa, meno ci sto meglio è Non fare il leghista che non ti sopporto, che poi nemmeno lo sei. Se continuano così finisce che lo divento. Ti pare giusto che i nostri soldi finiscano tutti qua? E giusto sì, è la capitale ed è la città più bella del mondo, non me ne andrò mai più. Ah sì, e lasci il tuo povero papà da solo? Il povero papà non vede l ora di liberarsi di me. Ma se è disperato. Eeh, lo vedo. E da carnevale che non viene. Lavora molto Lascia stare. (indica Giangi) E peggiorato.

4 4 Giangi è sprofondato in un divanetto con la cuffia dell i-pod in testa e un pc portatile aperto sulla gambe. Non mi dire niente, è la mia croce; peggio di un drogato; esistono i centri di disintossicazione da computer? Non credo. Solo per cocainomani e malati di sesso. Ti interessa? Eva non fare battute volgari. Come sta Emilia? E chi l ammazza quella. (si getta addosso a Giangi strappandogli via la cuffia) Allora fratellone non sarai troppo socievole? Non sono tuo fratello e ridammi la cuffia. No no no no non esiste, ora spegni tutto e parliamo. Ridammi la cuffia o ti picchio Giangi non ci provare. Eva gli fa il solletico e gli dà dei pizzichi. Giangi- Sei un budino lardelloso pieno di ciccia Stupida, sei una brutta scema, ferma smettila GIANGI! Ciccione trippone senti qua che bei rotoli, ma quanto mangi I due si dibattono sul divano, poi Eva che sta per soccombere gli molla un calcio nel basso ventre e scappa via, Giangi urla, poi saltellando la insegue mentre Adamo si mette in mezzo tra i due, a metà tra il divertito e l infastidito. BATTUTE A SOGGETTO Parlano tutti e tre insieme accavallandosi Smettetela, avanti, ma è possibile, toh, guarda che roba, ancora a giocare come bambini Brutto ciccione non mi prendi, come mai non ho sentito niente in mezzo alle gambe ma ce l hai o l hai dato via tanto non lo usi? Vieni qua deficiente sottosviluppata essere inutile come tutte le donne ti strappo quella stoppa che hai in testa

5 5 Adamo decide di mettere fine a quel gioco e sottrae Eva a Giangi afferrandola e riparandola con il suo corpo. Adesso basta, mi fate venire il mal di testa Eva fa le linguacce a Giangi che riprende i-pod, pc e torna a isolarsi. Non mi hai preso ciccione Eva smettila anche tu Eva gli si abbarbica addosso mettendolo in imbarazzo. E il solito manesco, papino difendimi Eva per fav non così, mi fai male Eva è praticamente in braccio a Adamo. Se non avessi te mi manchi tanto Sì va bene, ora però scendi, dàiii che sei pesante. Non mi vuoi più bene, la tua bambina ti fa le coccole e tu la cacci cattivo Ma che caccio Eva, solo che non sei più e se faccio certi sforzi poi Finiscono su un divano e la ragazza continua a dargli baci e carezze. Lo sai che sei sempre bellissimo, papino Grazie, ma vuoi stare ferma? Chissà quante donne avrai che ti sbavano dietro vero papino? EVA per favore, ferma quali donne, non dire certe cose che se ti sente Emilia Tua moglie lo sa benissimo che le donne impazziscono per te. Ma quali donne Beh certo tu ora le donne non le guardi, sei passato alle ragazze? Adamo è sempre più imbarazzato e non fa che girarsi a guardare il figlio, totalmente assente con lo sguardo incollato sul video del pc e sembra non vedere nulla. Ragazze? Sei pazza, ma che ti prende Eva? (sussurrando) Non dire certe cose davanti a Giangi non mi piace Il bamboccio è in un altro mondo, non sente. Confessa, quante ragazze hai che ti muoiono tra le braccia?

6 6 Basta, lo scherzo è bello quanto dura poco, dimmi dell università, come ti trovi, quanti esami hai dato Quattro. La segretaria bionda, la Mirella, ti sbava sempre dietro? Mi fai arrabbiare! Uffa, non mi fare il vecio una volta ti piaceva giocare con me. Una volta non dicevi certe cose, non ti riconosco Roma è una città depravata, è un buco nero che inghiotte tutto e ti fa perdere il controllo, lo dicevo a tuo padre di non mandarti Ahaa, vabbé s è fatta na certa, v accanno, se beccamo dopo, bella pe te Ma che hai detto, come parli, pensare che eri una ragazza così a modo. Ascolta qual è la mia stanza Quella è la tua e quella del bàmbacion. Cià. Quando torni? Non lo so, non fare niente, stasera penso a tutto io, una cena speciale. Ma no andiamo fuori. NO! Cia, cia bella pe te Eva esce prendendo al volo una borsa e una giacca. (guarda il figlio e scuote la testa) Pensa se vieni pure tu a studiare qua, come mi diventi? Meglio un figlio bamboccione drogato di internet o uno zozzo comunista drogato di spinelli? BUIO SCENA 2 SERA Adamo e Giangi seduti a tavola, Eva traffica in cucina. Ancora un minuto e ci siamo. Tanta fame? Beh non so mi, sono le dieci. Se non mangio entro un minuto ti prendo a morsi. Eeeeh che sarà mai, i soliti provinciali nordisti, oh qui non semo a casa che si mangia alle sette e alle nove si dorme siete a Roma, si cena alle dieci, alle undici o alle due del mattino Cos è quest odore?

7 7 Cucina armena, ricca di spezie, ecco signori a voi. Eva porta una fiamminga con delle cose tipo polpette di uno strano colore. Adamo e Giangi osservano con diffidenza. Allora? Servitevi. Non ho le posate. Si mangia con le mani. Polpette? Ma siamo sicuri? Guarda là che colore Sono kyufta polpette di montone, ma siccome non l ho trovato l ho fatte di pollo, con cipolle, lardo, uovo sodo, e poi peperoncino cardamomo e un po di madzouk. E piccante? Ma no, è stemperato dal madzouk. Io sta roba non la mangio, puzza. Giangi smettila e assaggia. E buonissimo sei il solito rompipalle. E tu la solita deficiente. Insomma ragazzi, basta un po! Proviamo. Adamo prende una polpetta e la mangia. Fatica molto a mandarla giù. Allora? Adamo non parla e continua a masticare. Ti piace? Uuhmm (continua a masticare) Sì o no? (deglutisce con un rumore esagerato) Aaah! Riesci a parlare? (fa cenno che deve bere) Uffa che scena, e bevi, avanti

8 8 Eva gli riempie un bicchiere di un liquido trasparente che sembra acqua. Adamo beve d un fiato. AAAH! Che m hai dato? Vodka, in Armenia si beve vodka con queste cose. Acqua per favore. Lo sapevo che era uno schifo. Finiscila botolo, e mangia. Nemmeno se m ammazzi, faccia di topo. Giangi mangia subito e non fare discussioni. Non riuscivi a mandarla giù e devo provare quella merda secca? Merda secca sarai tu anzi no tu di secco non hai niente nemmeno le orecchie. Io vado qui sotto ho visto che c è un Mc. Giangi non ti muovere e mangia. Ma perché? Perché sono tuo padre e perché Eva ha cucinato per noi e mi sembra il minimo che tu scusa ma quel sapore così dolce cos è? La marmellata di petali di rosa, serve a contrastare il peperoncino. Ah ecco. Però, questi armeni. Assaggia il lavash, pane tipico armeno Sembra piadina romagnola (assaggia) più insipida Lo devi mescolare con pezzettini di cetriolo, erbe aromatiche fresche, spezie, provalo col formaggio fresco di capra, senti che buono. Di capra, che schifo. Giangi non usare quelle parole, a tavola poi Loro mangiano il lavash con le marmellate di more, ciliegie bianche e di ribes rosso. Eeh bevono vodka. Oppure ci spalmi un po di lobkashu o di sempughì boranì. Sarebbe?

9 9 Patè di fagioli o crema di melanzane. Intanto continuano a bere bicchierini di vodka. Ecco, ho mangiato questa schifosa polpetta, ora vado a spararmi due big mac e tre pacchi di patatine fritte. E non provare a fermarmi. Esce Giangi. SCENA 3 Strozzati lardone; perché gli permetti di mangiare quelle schifezze, lo stai condannando all infarto precoce, sai come li fanno quello schifo di hamburger? Hanno scoperto che ci mettono delle sostanze che ti danno dipendenza e hai voglia di mangiarne ancora e ti spari nelle vene colesterolo puro EVA PRENDI FIATO! Uuuh, figlia mia non ti riconosco. Tuo padre che dice? Te l ho detto, non lo vedo da carnevale. Beh vi sentite per telefono Il sabato sera quando sono in qualche locale, si preoccupa che faccio tardi. Giusto. Ma che giusto, e le altre sere allora? Io mica esco solo il sabato Ah no? Uffa siamo a Roma, e sto nel quartiere più fichissimo che ci sia, pieno come un uovo di locali, teatri, pub e discoteche, poi ti ci porto. Noooo, odio quei posti. Ha ragione tuo padre a preoccuparsi. Certo, si mette a posto la coscienza facendo una telefonata il sabato alle dieci di sera? Io non esco prima delle undici. Le undici di sera? Beh certo, alle undici di giorno dormo. Aaah e quando studi? E le lezioni all università, non sono di mattina? Non tutti i giorni. Mah! Non lo so se è una buona idea far venire qua Giangi. Invece è la sola salvezza.

10 10 Eva- Comunque per tornare a tuo padre, non è per giustificarlo, ma è un periodo che lavora tanto, con i quadri viaggia in continuazione. Dimmi la verità ha veramente smesso con il poker? Se ci riprova gli taglio le mani. Quello è capace di giocare anche senza. Ha smesso, me lo ha giurato. Ti dispiace se (si alza e indica il divano) Ho bisogno di allungare le gambe. Adamo si stende sul divano, Eva lo raggiunge. Hai lasciato la kyufta, non t è piaciuta. No è buonissima, solo che mangio poco, invecchiando bisogna ridurre le quantità poco ma buono, il mio motto poi lo sai no? Eva e Meglio poca qualità che tanta quantità. Oddio la testa. Che hai? Mi hai fatto bere troppo, non sono abituato. Eva gli si getta addosso lo riempie di baci e di carezze, Adamo è imbarazzato ma gradisce. Adamo- Lo sai che mi manchi tanto? A vederti non si direbbe. Perché dici così? Parli romanaccio, cucini cose strane e chissà cos altro combini in questa città che fa perdere la testa Sono sempre la tua brava figlioccia che ti vuole tanto bene, tanto tanto tanto Eva moltiplica le effusioni, Adamo non sa come reagire, cerca di allontanare la ragazza che si mette a piangere. Eva ma che devi dirmi qualcosa di brutto? Perché mi scansi, non ti posso baciare? Ma certo, solo che ci sono baci e baci Non mi vuoi bene.

11 11 Ma che stupidaggine ti ho tenuta sulle mie gambe, ti ho portato alle giostre, al cinema, a a fare tutto quello che chiedevi, ci siamo scordati com eri capricciosa? Emilia ti comprava sempre le bambole che pretendevi? Emilia non mi ha mai amato. Sei ingiusta, Emilia è stata come una (gli mette una mano sulla bocca e lo bacia sul collo) EVA NO! Non esagerare, sei una donna! Eva lo aggredisce. Adamo si alza dal divano. Sono una donna sì, e non riesco a stare senza di te, possibile che non lo capisci? Ho bisogno di te, non faccio che mandarti messaggi, mail, e tu non rispondi, sono mesi che cerco di dirtelo e non ci riesco, perché certe cose non si possono dire con un sms Ma che cosa devi dirmi? CHE TI AMO, STUPIDO! Ma che dici! Eva smettila. No, non la smetto, devi sentire ora, io ti amo da sempre, cioè da quando ha iniziato a capire cosa sia l amore. Basta con gli scherzi Non è uno scherzo, in questi mesi ho avuto tutto il tempo di riflettere. Credi che non abbia avuto occasioni qui? Eeeh, immagino, allora cosa hai fatto? Niente, niente di niente, perché ogni volta che un ragazzo mi si avvicina io vedo te, penso a te, voglio te. Non è possibile, non è vero, Eva per favore BATTUTE A SOGGETTO DEI DUE Eva gli si aggrappa, tenta di baciarlo; l uomo si sottrae, Eva insiste, Adamo la blocca con la forza, insomma si arriva a una lotta in cui Adamo cerca di fermare l assalto della ragazza, i due finiscono sul divano, Eva si aggrappa a Adamo che si divincola. Suona il campanello della porta. Adamo ha un respiro di sollievo. Si ricompone. Eva va ad aprire; entra Giangi che si dirige al frigorifero, lo apre, si versa da bere, beve, lo richiude e va nella sua stanza, senza dire una parola, emettendo un suono simile a un rutto o grugnito.

12 12 Eva si avvicina a Adamo. Ferma, non ti muovere (abbassa la voce) non fare la stupida, con lui di là, non fare sciocchezze Anche tu mi vuoi, lo vedo anzi lo sento Basta! E abbassa la voce. (gli sussurra nell orecchio) Io lo so che mi vuoi, mi hai sempre desiderata (inizia a cedere) Io ti voglio bene ma non puoi pensare che Lo penso invece, lo so, prendimi per sempre (eccitato) Non si può Sì che si può Non si può Si può Non si Siiiii. Nooo. Sìììì. Sììììì! Eva e Sììììì! BUIO SCENA 4 MATTINO DOPO Colazione; Eva pimpante e felice, canticchia, balla, si agita, mette la musica a tutto volume compare Giangi con un pigiamino assurdo; faccia stravolta. Bella faccia. Tutta la notte a vedere porno, guarda che calamari... (grugnisce qualcosa) Vuoi qualcosa o scendi giù a iniettarti in vena un hamburger? (come sopra)

13 13 Caffè o cappuccino? Ah, dimenticavo che il bàmboccion beve solo zuppa di latte, non sei cambiato, e quando cambia uno come te, le bestie hanno abitudini radicate. Zitta, escremento. Oh oh, l australopiteco ha imparato il linguaggio degli umani. Ti fanno fare gli esami anche se emetti quei grugniti; strano, qui a Roma devi esprimerti in italiano. Ma poi sei riuscito a darlo almeno un esame? Fanculo. Quando il gatto non c è i topi dicono parolacce, lo dico al tuo papà e ti faccio mettere in castigo, niente computer per due giorni, capirai scommetto che ti viene una crisi di astinenza che ti devono ricoverare. Mi hai messo in un buco non si riesce a dormire. Ma pensa povero cocco, le scimmie dormono sugli alberi io ti ho dato un letto, che vuoi. Una branda da campeggio, dormici tu merdina. Capisco che il tuo sviluppo mentale è stato azzerato dalle ore che passi al pc ma potresti variare gli insulti invece di dire solo merda. Insomma quanti esami hai dato? Solo quello che mi ha detto tua madre, un misero ventidue in diritto romano, complimenti, e niente altro? Ottima media ciccia, in sedici o diciassette anni ce la fai a laurearti, a meno che davvero il tuo babbo non abbocca e ti trasferisce qui, ma non credo che puoi reggere molto anche se cambi facoltà, l unica è scienze della comunicazione, non si fa quasi niente, esami ridicoli, laurea per gente confusa dalle idee confuse, perfetta per te, forse ce la fai in dieci anni. Giangi alza e torna nella sua stanza mentre Eva continua a parlare. Però non illuderti di venire a stare qui, e nemmeno che io ti aiuti a fare il piano di studio o capire come funzionano i crediti, ci vuole un corso avanzato e non ho alcuna intenzione di sbattermi per un paramecio come te. Mah! Sai che ti ho trovato migliorato, più reattivo, più sveglio sei pronto per vivere in una città come Roma eeeh, proprio pronto. SCENA 5 Entra Adamo, ancora più sconvolto del figlio, indossa lo stesso tipo di pigiama. Cosa mi è successo, come ho potuto, sono un uomo sano, tutto d un pezzo, lasciarsi andare così oddio oddio, non mi riconosco più, chi sono? Cosa mi hai fatto, cosa c era in quella roba armena? Non ci provare amore mio, a parte che hai bevuto parecchia vodka, eri perfettamente consapevole dei tuoi gesti.

14 14 Eva Eva Eva Eva Eva Eva Eva Eva Eva Eva Eva Siamo sicuri? Sicurissimi. Non mi ricordo. Ricordi benissimo. A un certo punto hai gridato Prendimi e dammiti cuccurucù Io ho gridato questa cosa talmente sciocca e puerile? Tu. Ecco vedi, non ero in me, non potrei mai dire una sciocchezza simile. Ma se mi hai anche citato la fonte. Gassman nell Armata Brancaleone. Appunto. E Giangi ha sentito? Dov era? Smettila di fare lo stupido, era nella sua stanza, con la cuffia in testa e la musica a tutto volume, come al solito. Ma ho dormito con te, e lui se ne sarà accorto, oddio ti rendi conto? Lui sa che hai dormito nella tua stanza. Sicuro? Ne abbiamo appena parlato. Quando, dove? Poco fa, a colazione, cosa bevi tesoro? Non chiamarmi tesoro. Scusa amore mio, caffè, cappuccino, brioche? E nemmeno amore mio! Spremuta d arance, gioia mia? Smettila per favore! Lo capisci che sono distrutto? Ma distrutto perché, scusa non capisco, non abbiamo fatto niente. Come niente, ah andiamo bene, niente, dice

15 15 Amore mio rilassati va tutto bene, mi hai fatto felice. EVA! Non dire queste cose. (Pausa) Come ho potuto la mia figlioccia, ti ho tenuta la mano per la prima comunione, da piccola ti facevamo il bagnetto Insieme a quel ciccione di Giangi, che mi metteva la testa sott acqua nella vasca per affogarmi. Eravate piccoli Piccoli un corno, quattro anni! Noi due dobbiamo parlare seriamente. Non bevi il caffè? No! Fermati e stammi a sentire. Non possiamo consentire a una follia singola di diventare plurima, nel senso che semel in anno licet insanire, ma se errare humanum est, perseverare diabolicum Entra Giangi ma Adamo non lo vede nonostante i segni che gli fa Eva Quello che è successo è grave, ma possiamo ancora rimediare ergo rebus sic stantibus da questo momento tu ed io Eva prende la faccia di Adamo e la gira verso Giangi dobbiamo assolutamente convincere questo ragazzaccio a mettere la testa a posto e cominciare una seria carriera universitaria. Cosa è grave? Grave? Chi sta male? Tu, quando cominci a parlare latino vuol dire che hai fatto qualcosa che non dovevi. Io? Io qualcosa che non dovevo? Cosa vuoi dire? Lo sai. Cosa so? COSA SO? TU COSA SAI? E CHI SA COSA? Ma che cosa?! Se sai qualcosa dillo. So cosa hai fatto. Cosa ho fatto? Quando, dove, come, cosa dici? Tu e lei.

16 16 Lei chi? Vedi altre persone? No. Papà smettila! Se avete deciso di farlo fatelo ma contro di me. Io non ho deciso proprio niente. Adamo non urlare. Eh sì che urlo, qui si lanciano proclami, anatemi, accuse infondate senza che poi che cosa uno, dice, come si fa a sapere realmente quale sia la volontà delle persone. Credi che mamma sarà contenta? Hai parlato con tua madre? Certo. Quando? Stamattina. (sottovoce a Eva) Non sapeva niente vero? (anche lei bisbiglia) Non capisco forse parla di E smettetela di confabulare, tanto il gioco è chiaro. Eva e Adamo MA CHI CONFABULA! Cosa hai detto a tua madre, parla! Lo sai benissimo. No, non lo so, perché non c è niente da sapere e da dire e poi ti ordino di parlare, sono tuo padre perdio e voglio sapere cosa le hai detto, ora! Attimo di sospensione; Giangi stupito per quella reazione esagerata del padre. Adamo, calmati o ti viene un infarto. Voi due avete deciso Eva e Sì? Di farmi cambiare università. Eva e Adamo si guardano; Adamo respira e ride.

17 17 Non ci trovo niente di comico, vuoi coartare la mia liberà volontà. Cicciobello ammazza come parli bene quando vuoi. Giangi scusa, non volevo ri cioè non è che rido di te nel senso che forse hai frainteso e io pure ho frainteso e Pure io ho frainteso. Tutti abbiamo frainteso. Non vuoi farmi iscrivere qui a Roma Tre? Certo che voglio. Allora chi ha frainteso? Siamo venuti apposta per vedere, per capire, per renderci conto de visu. Stamattina facciamo un giro, così vedrai l ambiente e magari parliamo con qualche prof. e con i miei amici, insomma becchi qualche pischella carina e corri a segnarti. EVA! Studentesse? PUAH! GIANGI! BUIO SCENA 6 - POMERIGGIO Eva e Adamo, bevono un caffè; Giangi è nel suo sgabuzzino; Eva posa la tazzina e ricomincia a accarezzare Adamo. Ti prego, non ricominciare Ho una voglia pazzesca di darti un morso sul culo. (soffoca un urlo) Eva! Che ci vuole, un mozzichetto piccolo piccolo Tu sei completamente pazza, con Giangi di là che può entrare da un momento all altro. Tuo figlio quando sta al computer sparisce, evapora, si dissolve nella rete, facciamolo ora, non ce la faccio più Assolutamente no.

18 18 Eva Maialotto mio lo so che non vedi l ora EVAAA ti proibisco di dire certe cose. I due finiscono per terra quando si sente una chiave che cerca di aprire la porta d ingresso; per fortuna Eva ha l abitudine di mettere il paletto interno una catenella che non fa aprire del tutto la porta. Si sente la voce di un uomo. Rodolfo - Eva? Ci sei, sono io papà. Come mai ti chiudi, dove sei in bagno? Adamo comincia a sudare, diventa bianco, terreo, si precipita fuori, nella sua stanza, sbaglia porta è quella di Eva, che lo insegue, lo riprende e lo fa entrare in quella giusta. Eva Arrivo papà, eccomi, ero appunto in bagno SCENA 7 Entra Rodolfo. Il mio papà, sei proprio tu o sei un avatar? Una fotocopia è uguale? Com è questa sorpresa? Nostalgia di mia figlia. Papà non le dici più bene le bugie, chi devi vedere? Un antiquario di via dei Coronari, una cosa imprevista. Ora riconosco mio padre. Stai benissimo, fatti vedere, hai una faccia strana, innamorata? Oh nemmeno entri e subito l interrogatorio? A proposito ma non dovevano venire Adamo e Giannandrea? Infatti. E dove sono? Nelle loro stanze. Adamo dopo pranzo se non si fa un riposino

19 19 SCENA 8 Entra Adamo, fa finta di essersi appena svegliato, e finge di non vedere Rodolfo. Aaaah, che bel sonno mi sono fatto, quasi due ore, certo che qui si dorme proprio RUDY! Abbraccia Rodolfo in modo esagerato, lo bacia, lo accarezza, Rodolfo fatica a sottrarsi. Rodolfo - Amico mio, ma che bello, come stai grande amico, è una vita che non ci vediamo Una vita quindici giorni? Mi manchi, mi mancano le tue battute, i tuoi consigli, il calore di un amico Abbiamo cenato da te quindici giorni fa. Sì? Lo vedi, sembra un secolo, non so, invecchiando ci si attacca agli amici, alla famiglia, si ha voglia degli affetti sinceri E Giannandrea? Disperso nel web come al solito. Vado a ripescarlo. Eva corre nella stanza di Giangi e lo trascina fuori; ha ancora le cuffiette dell i-pod in testa. Oh campione, come va? Giangi saluta con un gesto ma non sente. E togliti questi cosi. Oh ferma. Vuoi salutare papà almeno? Ciao. Ignorante, perdonalo, lo sai com è. Allora, hai già visto l università? Sì. Che ne pensi? Bella, davvero organizzata bene, enorme poi, tutta nuova, belle aule, una struttura efficiente, non me l aspettavo A te è piaciuta?

20 20 Rodolfo Rodolfo Giangi Rodolfo Eva Giangi Rodolfo Eva Rodolfo Eva Rodolfo Eva Eeh, tantissimo, entusiasta, vero Giangi, non fa che dirmi quanto gli piace Se lo fai parlare magari Ma certo, Giangi diglielo che non vedi l ora di venire, a proposito, dobbiamo stabilire un sacco di cose, ma ora che sei qui anche tu, ma che sorpresa, ma che bello stare tutti insieme, non sai come mi sento meglio. Papà pensavi di fermarti qui stanotte? Beh certo. Come facciamo per i letti? Ci arrangiamo, per una notte ci sono tre stanze e quattro letti Due stanze e uno sgabuzzino. Effettivamente una è piccola, la prendo io. Non esiste, là rimane Giangi. Te pareva. Allora dormiamo io e Adamo nel tuo letto matrimoniale. Noooo, la mia stanza non la cedo a nessuno, figuriamoci a due maschi vecchi e zozzi. Eva che modi sono, come ti permetti? E non aggiungo altro, si sa, la pulizia degli uomini. Stai scherzando vero? Non mi far parlare, papà, dormi con i calzini, come Adamo Rodolfo - Non è vero. Tu dormi con i calzini? Rodolfo - Rodolfo - Io, no, assolutamente no. Bugiardo ti ho visto. Quando? Eva ma cosa dici, chi hai visto? Ieri sera, a letto, l ho notato. Quale letto?

21 21 Rodolfo Rodolfo Eva Rodolfo Adamo Quale letto? Nessun letto, li portavo prima di andare a dormire, dopo cena ci siamo fermati a chiacchierare qui in salotto e poi a un certo punto ho chiesto scusa, mi sono assentato per mettermi in libertà, cioè non in libertà, nel senso che mi sono tolto le scarpe ma ho infilato le mie pantofole e messo il pigiama, ma con la vestaglia sopra, Rodolfo, la mia vestaglia che tu conosci, chiusa, annodata Che c entrano questi particolari EH NO CARI MIEI, c entrano, i particolari sono determinanti perché si fa presto a dire che uno poi si ritrova con una cosa che non aveva previsto e zac, ti sei fregato per sempre, sei d accordo con me, no? E successo qualcosa? No. Invece sì. Cosa è successo? Insomma sì o no? Sì. (insieme a Adamo) NO. Vi mettete d accordo? Sì, è vero, è successa una cosa gravissima io sono distrutto Ma cosa è successo, parla! Ieri nella stanza di Eva io ho rotto una lampada! Mi prendi in giro? No, perdonami, lo so, è una cosa cui tenevi molto, una distrazione, aiutavo Eva a sistemare non so come scusarmi. Tu non stai bene Sì è vero, non ho dormito tutta la notte, per il rimorso, ma ora che sei qui è tutto più semplice, io e Giangi andiamo a dormire in albergo è stata Eva che ha insistito io non volevo, te lo giuro Rodolfo, non volevo, non mi sarei mai permesso di ma lei ha insistito ha insistito al punto che tu capisci, un uomo cosa deve fare, dimmelo tu, Rodolfo dimmelo. Adamo che hai? Niente, sto male? Si vede qualcosa?

22 22 Rodolfo Giangi Ma cosa si deve vedere? Niente, è tutto a posto, ora usciamo, vero Giangi? Andiamo a fare quello che dobbiamo fare per cui siamo venuti a fare e voi state qui buoni buoni e stasera offro una bella cena a tutti e poi io e Giangi andiamo a dormire in albergo, GIANGIII, andiamo, che s è fatta na certa come dite qui a Roma, ah ah, che forti sti romani aho, me fanno proprio ammazzà da ride GIANGIII! Sono qui, che urli. Ah non t avevo visto. Ecco, allora a dopo, fate con calma, anche noi stiamo calmi, ce la prendiamo tutti calma, qui a Roma tutto con calma, giusto? Ciao, se beccamo, bella pe te ah, simpatici questi modi di dire romaneschi Escono. SCENA 9 Mi spieghi cosa succede? Niente. Ti sembra normale? Ha rotto una lampada e distrutto una sedia per mettere a posto una valigia e sai com è il tuo amico, maniaco per l ordine Lo conosco meglio di te, siamo cresciuti insieme, ma non l ho mai visto così dissociato. Beh, l aria di Roma fa strani scherzi. Puoi essere più chiara? Ho come la sensazione che questo viaggio sia una scusa. Una scusa perché, vuole convincere Giangi a iscriversi alla tua università, o no? Sì sì, questa è la motivazione ufficiale, ma sai a Giangi quanto gli frega dell università, lui vive in simbiosi con il pc, sta ore su facebook Un motivo in più per aiutarlo, ma allora Adamo? Da quando è arrivato non fa che stare al cellulare Adamo sta sempre al cellulare, se l è fatto incorporare nell orecchio. Però parla sottovoce manda messaggini

23 23 E quindi? Non mi sembra che parli di lavoro Adamo parla solo di lavoro, con chi vuoi che parli. Con un amante. Adamo un amante? (scoppia a ridere) Non è possibile. Perché no? Ma come perché, non l hai visto? E un bell uomo. Ma sì, non dico che non lo sia, però è un gli voglio bene, lo sai, è un fratello, figurati, ma in quanto a donne lasciamo stare. Che vuoi dire? Insomma bambina mia, il tuo padrino in fatto di donne è sempre stato un un poco impedito? eh, per usare un eufemismo Non gli tira abbastanza? EVAAA, ma come parli? Papà smettila di scandalizzarti. Non ti riconosco. Non mi conosci, forse è più corretto. Rinfacci? No, constato. Ti ho trascurata, ti ho fatto mancare affetto? No Beh meno male. Quando c eri. Sempre. Due anni, dai tre ai cinque, poi ho cominciato l asilo e sei sparito. Sparito? Non mi sono più mosso da casa, ho smesso pure di organizzare viaggi.

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