Il primo manoscritto. In fede. Cioffi Umberto. Ti saluto con tanto affetto. L uomo insignificante

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1 Premessa Umberto Cioffi è nato a Ravello nel 1938, ha cominciato a lavorare la terra ed è andato in pensione come impiegato del carcere romano di Rebibbia. Nel mezzo, altri lavori, matrimonio, figli. Scrive da sempre; scrive per se, scrive per esserci. Dice di se "l'uomo insignificante" non per falsa modestia ma per vera saggezza. Ha visto tante cose ed ama e teme, con sincero ed amaro distacco, la vita. Due sono i temi dominanti di questi scritti: l'amore ed il timore che la giovinezza e la bellezza di cui conosce la fragilità, gli ispirano e la speranza, caparbia oltre la certezza della delusione, che ognuno faccia il suo dovere, che lo faccia per il prossimo, che sappia vivere bene per far vivere bene tutti. Umberto Cioffi crede e la sua è fede senza domande, senza pretese, crede per amore. Non manda messaggi, constata; non moralizza, spera; non giudica, piange per lo spreco. Beati i puri di cuore perché vedranno Dio. Lettere Pag. 1

2 Il primo manoscritto Caro Stefano ho verificato la tua premurosa richiesta con cura, per quanto riguardava i concorsi al Ministero degli Interni, con rammarico purtroppo le devo comunicare che non risulta nulla. Una buona notizia si è verificata al Ministero degli Esterni, una afflussa richiesta di lavoro per impiegati, operai, diplomati professionali e laureati oltre il 99% dei disoccupati possono cominciare a lavorare dal primo giugno Aggiungo con dispiacere che purtroppo quest anno dovranno rinunciare alle ferie estive. In fede Cioffi Umberto P.S. Caro Stefano scusami, se verifichi qualche sbaglio perché sono le due del mattino e devo ancora pensare per affrontare la giornata che si presenta. Ti saluto con tanto affetto L uomo insignificante Roma, 6/6/1995 Lettere a Selezione del Reader s Digest Pag. 2

3 Egregi signori della Selezione dal Reader s digest. Il sottoscritto Cioffi Umberto fa presente che in vita sua non ha mai vinto niente, dico la verità una volta mi giocai la mia data di nascita è vinsi centomila lire, con la speranza di vincere qualcosa in più, rigiocai e persi anche quelli. L unica vincita che la vita mi ha regalato è che lavoro da quando avevo cinque o sei anni, praticamente da quando mi reggevo in piedi per questo ringrazio sempre il Creatore nostro Signore Io lavorando da piccolo sono diventato uomo, padre e se DIO vuole anche nonno un giorno, uomo lavoratore e rispettabile, e continuerò a lavorare fino a quando avrò le forze necessarie. Per quanto riguardo la vincita quasi sicura che voi proponete di 500 milioni, sono bene accettate, servirebbero a premiare una persona che non ha mai avuto paura di lavorare a qualunque ora del giorno a fare tutti lavori che si sono presentati senza umiliarsi di fronte a nessuno. Mi comprerei una casetta al centro di Ravello perché io sono nativo di Sambuco frazione di Ravello Per quanto riquarda l abbonamento annuale per la vostra rivista non la farò, prima che io vinca, questione di principio. Il lavoro mi venne incontro quando ero bambino per necessità. La vincita che voi proponete per il concorso deve essere ancora più acerba cattiva malvagia e spregevole. Deve venire di notte quando io per una settimana non sono riuscito a dormire e poi finalmente riuscirei a dormire, in quell ora deve venire la vincita se mi vuole! Se no la ringrazio lo stesso, ringrazio voi della vostra generosità con tutto il mio cuore, l uomo insignificante rispetta sempre chi lavora e continuerà a lavorare con dignità e amore. Roma, 16/06/1995 Cioffi Umberto Pag. 3

4 Lettera al Sindaco Al carissimo signor Sindaco RUTELLI primo cittadino di Roma, le scrivo queste poche parole per esprimere il mio pensiero di cittadino italiano, nativo di Ravello ( SA ) residente in Roma dal Il nostro scarpone è bello veramente bello, Roma come città non viene superata da nessuna altra al mondo per le sue opere d arte prepotenti e belle, ogni mattone è una storia. Ravello come paese è bello, bello come ha voluto il nostro Creatore del bene. Fa parte delle quattro Repubbliche marinare come storia e le sue bellezze naturali di tutta la costiera amalfitana. I romani circa duemila anni fa erano già a Ravello. Io da cittadino insignificante vedo che tutte le nostre opere d arte vanno frantumandosi polverizzandosi in quanto non vi sono soldi, e gli Italiani non ne avranno mai tanti per sistemare continuamente questo patrimonio inestimabile di cultura mondiale, che poi il mondo intero lo conosce meglio degli italiani, perché gli italiani lavoratori, che sono oltre il sessantacinque per cento, non le hanno neanche visitate sia per motivi economici o per motivi di espatrio o per motivi del fabbisogno familiare che è sempre squilibrato per un motivo o per l altro. Io cittadino insignificante propongo che tutti i cittadini del mondo hanno diritto a visitare quando vogliono, le nostre bellezze naturali e le nostre opere d arte costruite e inventate dai nostri nonni bisnonni etc.etc.. Io cittadino insignificante propongo anche che tutti i governi del mondo devono contribuire a finanziare il mantenimento, e la ristrutturazione continua delle opere d arte con il proprio contributo, tutto quello che si può ancora salvare. Chiedo scusa per averla disturbata ma purtroppo la penso così. Ringrazia anticipatamente Roma, 19/4/1996 Cioffi Umberto Ma chi ce l ha mandati! (forse l eroe dei due mondi) non credo proprio! Carissimo signor Bossi, signora Pivetti, signor Maroni e signor Speroni, è l uomo insignificante che scrive. Vorrei sapere da voi che significa dividere l Italia, questo lo sanno fare i peggiori uomini, tutti sanno dividere: i figli dividono l avere del padre ed è facile, anzi qualcuno uccide i propri genitori per prendersi quello che avevano accumulato con tanti sacrifici nella vita. Voi siete uomini superiori ad altri uomini in quanto avete fatto fallire un governo. Pag. 4

5 Voi siete venuti per costruire non per distruggere, voi quattro siete venuti sulla terra per costruire il sud d Italia e ne sono certo noi Di Pietro l aspettavamo da 40 anni e a voi vi aspettavamo da 50. Di Pietro ha capito subito perché è stato mandato su questa terra. Voi cominciate a capire adesso perché, carissimo signor Bossi, lei se è un vero battagliero deve continuare la sua missione vendere la sua casa e andare a vivere in Sicilia e deve continuare il resto rimasto in sospeso dal grande amatissimo generale, dove per riunire l Italia ha bagnato la terra di sangue ( GARIBALDI ) per rifare gli Italiani e portare l Italia a livello produttivo con la sua Sicilia come la padania. Per quanto riguarda l ammiratissimo Maroni deve lasciare la sua casa nel nord e deve vivere in Calabria, è la stessa formula come la Sicilia vale per lei. Perché carissimo, lei in Calabria è riuscito ad asciugare una lacrima ad una nobile Baronessa disperata, e queste cose non possono rimanere in sospeso, per la baronessa e per tutta la Calabria. Il signor Speroni l aspettano in Puglia come l acqua, quando per motivi qualsiasi, non si riesce a bere per una settimana, La formula e sempre quella diventare cittadino pugliese, produrre come il nord, valorizzare, e stimare le persone del sud come se stesso. La stimatissima signora Pivetti deve lasciare la sua residenza e andare a vivere in Campania - Napoli la formula è sempre quella anche per lei produrre e cambiare in bene ogni cosa e aiutare le persone che hanno bisogno, queste persone sono state abbandonate da tutti, con i loro problemi. Prego tutti voi, di essere presenti al governo di Roma, in quanto è la, che si decide il bene e il male. Propongo a tutti insieme che il male deve sparire in questo bellissimo e amatissimo scarpone. Noi abbiamo una storia di cultura generale creata dai nostri nonni, bisnonni etc.. L uomo insignificante chiede di dare esempio di civiltà e di bene a tutti i cittadini Roma, 3/5/ Cioffi Umberto Il nostro creatore Anche se il nostro creatore degli uomini e di tutte le cose esistenti IDDIO, ha sofferto anche lui, appena creò l uomo e le affiancò la donna vicino, subito si accorse che l uomo non era forte per seguire i suoi insegnamenti. Si è compiaciuto lo stesso lasciandolo fare a modo suo, la buona parte degli uomini credono di vivere in alcune leggi da lui dettate nei tempi di Mosè, sono pochi secondo me quelli che rispettano alla perfezione i DIECI Comandamenti. Pag. 5

6 Il nostro padre celeste soffre anche lui come un buon capo di famiglia, quando tutto costruisce, dopo anni e anni di lavoro, con il suo sentimento di insegnare alla sua famiglia moglie, figli, parenti e altre persone conoscenti, le cose giuste e buone. Ma sono pochi i capi di famiglia che sono veramente felici, alla fine della loro vita, quando si accorgono che neanche la minima parte è stata messa in pratica specialmente in quest aria di tempo che attraversiamo. Ha mandato il figlio con la stessa bontà di bene del padre, anzi molto di più, perseguitato per tutta la sua vita, alla fine inchiodato sulla croce senza dire una parola in sua difesa, per venire in aiuto ai suoi creati che erano in difficoltà e tanto amava. Il suo popolo soffre ancora per le tante ingiustizie che crea l uomo. Spesso l uomo manca ancora di sapienza e di bontà, e di capire l altro uomo quanto dice il giusto. Chi realmente insegna il bene vive nel bene. Ma perché c è la corsa verso il male e tutti sono infatuati dal male? Non riesco a capire le persone che vivono nel male. Come riescono a dormire la notte? Forse sono persone che non hanno mai praticato o capito il bene o non sanno vivere con la coscienza grosso modo pulita. Trovare per tutta l umanità altre forme di vita usando realmente i sistemi benigni quelli scritti da Mosè Pag. 6

7 Mi direte che purtroppo nella storia non c è riuscito nessuno, è vero, infatti si dovrebbero riunire tutte le forze umane e studiare il meglio che l uomo sa produrre per poi tutti insieme metterlo in funzione con la massima sorveglianza. Voi mi domandate: perché scrivo queste cose? Vi spiego: E da tanto tempo che quando giro per la città, e quei pochi paesi che ho visitato le persone che mi sfiancano senza accorgersene, sono tutte di una proprietà sola, però ognuno di loro dà un contributo, non di soldi non di lavoro e non fa parte di queste cose. Danno un contributo come il mese di Maggio dove nei campi vi sono sempre fiori in fioritura, noi non ci accorgiamo, ma il mondo umano con tutte le sue razze umane diverse è un giardino di fiori in fioritura continua. Ecco perché IDDIO da li su ci guarda, anche se la cattiveria in questo pianeta è tanta, veramente tanta, forse incoscienza. Lui da li su ci guarda come un grande giardino di fiori in fiore che è sempre in fiore, con la speranza che un giorno noi diventiamo un giardino di fiori puliti e sinceri così la smettiamo di farci del male fra di noi. L uomo insignificante aspetta e spera che sparisca la malvagità così gli uomini possano diventare buoni e sinceri. Pag. 7

8 Roma, 13/6/1996 Cioffi Umberto I nostri cari antenati ci chiamano Vorrei che fosse in vita un soldato dell esercito dell Impero di Roma. Amavano questa terra da loro vissuta. L immagine lasciata dal soldato all Imperatore, commuove continuamente i cuori di ogni essere capiente. In quanto non era facile far rispettare le leggi, dopo circa 2000 anni la storia è sempre quella forse anche peggio. I soldati come esecutori d ordine facevano lavorare schiavi e progettisti nei modi disumani. Gli schiavi costruivano opere maestose ma a fine lavoro, metà di loro era trasferito all altro mondo per disgrazia sul lavoro e malattia. Con tutto ciò hanno lasciato la storia, la cultura, la civiltà i monumenti e quanto si sente dire la parola ( IMPERO ROMANO ) ogni volta che immagino l Impero Romano voglio sempre più bene a questa terra benedetta e bella. Però noi che viviamo sulla terra degli schiavi lavoratori, dal soldato all Imperatore offendiamo in continuazione la loro memoria. Pag. 8

9 La puzza e lo smog delle macchine al centro della città, tutto messo insieme, non sappiamo fare altro che distruggere il loro operato. Esempio in tutti gli anni passati non sono stati ristrutturati le loro opere lasciate. La buona parte dei treni locali sono imbrattati perfino i vetri, delle peggiore scritte e verniciature che esistono su questo mondo. Sono chiamati i treni degli orrori, ( fanno paura e pensare se prenderli!) ma purtroppo non vi sono altri. Sotto le metropolitane non si fa in tempo a lavare le pietre di travertino che già sono imbrattate di scritte e verniciate. Tutti i luoghi comuni vengono danneggiati, compresi la decapitazione delle statue nelle ville pubbliche. Perché secondo noi non è proprietà nostra? Invece è tutta proprietà nostra, i viventi di tutto il pianeta di questa terra (presenti e futuri), le opere pubbliche sono sempre proprietà di tutti. Offendiamo tutto quello da loro rimasto, hanno già rubato e distrutto tutto, è rimasto qualche sasso del loro passato. Proteggiamolo, così loro dallo schiavo all Imperatore, cessano di soffrire. E l uomo insignificante che scrive, vorrei che questo scritto sia cantato e suonato con trombe squillanti. Cioffi Umberto Roma, 19/7/1996 Il riposo del povero uomo sesso maschile Pag. 9

10 Dal supremo, nostro Signore con la sua saggezza creò la notte, a tutti sembra nera, un mostro di bruttezza, orribile e forse per alcuni esseri umani è creduta così. Saranno quelli a cui la vita gli sorride sempre in ogni cosa e allora loro di giorno hanno la felicità, ogni bene, sono amati dal sesso femminile, se non cambiano, si possono permettere di fare e disfare senza pudore e senza problemi, perché la vita glielo permette e gli sorride. Per una buona percentuale di persone che per motivi qualsiasi per esempio non hanno i soldi, non lavorano e, se specialmente in una famiglia dove lavora solo la moglie e che ha anche un posto importante e da i soldi al l uomo per lui e per i figli per vivere, a quel punto il povero essere maschile se riesce a sopravvivere, ringrazia il Signore con tutta la sua mente, con tutte le sue forze, con tutta la sua anima, e loda il Signore di aver creato la notte profonda. Perché lui se riesce a sprofondare nel sonno non guarda più quel viso che amava e gli dava sicurezza. Non guarda l ingiustizia che lo circonda e che forse senza volerlo l altro uomo gli ha creato e gli crea ancora giorno per giorno. Per questi uomini sfortunati sulla terra, l Onnipotente ha regalato la notte, se riescono a dormire. Così quelle poche ore che riesce a dormire è tutto quello che la vita gli concede, loro ringraziano lo stesso, perché in quelle poche ore che dormono sono anche loro degli angeli felici. Quell uomo pensa ripensa cammina senza accorgersi e non riesce a capire chi l ha ridotto così, di giorno è un fantasma che cammina. Dal principio il lavoro era destinato al l uomo, la donna era la sua compagna, la sua interlocutrice, la sua consolatrice, la mamma dei suoi figli che faceva crescere con tanto amore e bene educati. La donna negli ultimi tempi è riuscita a prendersi anche il lavoro dell uomo mandandolo a fare i lavori di fatica e di precisione, sbarazzandosi dei figli in tenera età o di assistere qualche genitore vecchio oppure ammalato. Tutto è diventato simile alle fabbriche che hanno le catene di montaggio dove ognuno segue i suoi ingranaggi. Alla fine a rimetterci sono le donne stesso, i bambini che sono anime innocenti non sanno chi realmente l ha condannati appena nati. Il sesso maschile che non sa più qual è la strada giusta da percorrere. Abbiamo solo distrutto quel poco di buono e di felicità che il buon DIO ci aveva regalato, perché alla fine al la sera siamo tutti stanchi di noi stessi E l uomo insignificante che scrive. Roma, 4/9/1996 Cioffi Umberto Pag. 10

11 La Scuola L insegnamento della vita nella scuola sia sul presente che sul futuro, scritto sui vecchi testi devono diventare facoltativi. Ai bambini, adolescenti e giovani va insegnato come affrontare la vita presente e futura, questa è la scuola che interessa ai nostri cari figli dello stato Italiano in questo periodo di tempo in cui sono molto deboli e avviliti. E l uomo insignificante che scrive, con il cambio del sistema scolastico secondo me si costruiranno meno case di reclusione, case circondariali, istituti minorili e ospedali di osservazione, in questo modo non si crescono i cittadini, per poi processarli e rinchiuderli come i peggiori animali e sepolti vivi con tutti i problemi attribuiti. Una volta per sempre alla scuola non va fatto nessun taglio anzi va potenziata su tutti i punti di vista, i bambini devono essere cresciuti dando loro il migliore dell intelletto dei professori laureati e preparati. All insegnamento della vita presente e futura, mattina e pomeriggio, gli studi vanno fatti e aiutati dai professori senza dar peso ai studenti, come il contadino che lavora con tanta attenzione e precisione per poter crescere bene le sue piantine con la schiena curva e in ginocchio. Per poi raccogliere i suoi frutti sani, belli e coloriti selezionarli secondo il valore che hanno. La stessa cosa vale per i figli dello Stato, esempio se un ragazzo vuol fare un mestiere qualsiasi è bene che lo faccia, se non ha le doti per essere un professore o essere un dottore oppure uno scienziato, non si deve spingere a quello che non si vuole oppure non è portato a fare, ma neanche umiliarlo, anzi aiutarlo e spiegargli che si vive bene anche facendo lavori artigianati. Pag. 11

12 Abolire tutte le vecchie storielle che non importano niente a nessuno anzi questi tipi di scritti hanno stancato perciò diventino facoltativi. I libri di testo devono essere scritti sul presente e sul futuro da affrontare quotidianamente, il passato in questo periodo di tempo è facoltativo. Il presente va studiato per far sapere come costruire la vita per le nuove generazioni e per non farli incorrere nell errore diventare fuorilegge, bisogna prepararli con tutte le nostre forze, insegnandogli che nella vita si deve sempre lavorare per il bene di tutti e dare il massimo di se stesso, i bambini estroversi i bambini in difficoltà d inserimento, i bambini ritardati negli studi, vanno tutti aiutati al massimo delle loro possibilità, perché nessun figlio dello stato Italiano si deve sentire inferiore all altro, si devono imparare ogni sport preferito, e invogliarli a tutte le attività e iniziative. I bambini, gli adolescenti e i giovani tutti devono avere una buona educazione un rapporto sincero fra di loro stessi, senza mai farsi delle cattiverie, un rapporto educativo verso gli adulti, generalmente verso gli anziani. Bisogna essere presenti nelle famiglie dove non lavora nessuno e non vi sono soldi per la sopravvivenza, subito devono intervenire gli organi dello stato e dare un aiuto per la sopravvivenza. I bambini, gli adolescenza, i giovani, gli adulti, le persone anziane e i malati, devono fare in modo che tutti abbiano il minimo indispensabile. Tutti insieme devono avere la forza anche di sorridere durante il giorno quotidiano L uomo insignificante saluta tutti i futuri scolari. Roma, 30/9/1996 Cioffi Umberto Il bambino della seconda guerra mondiale a cui non è stato concesso niente di quello che gli spettava Carissimi ho capito che con il mio modo di fare e parlare un po di troppo do fastidio ai parenti e a tutti gli esseri umani che s incontrano sul mio cammino anche se io voglio molto bene all umanità e tutti gli esseri di questa terra. Avete ragione un po di vivacità l ho sempre avuta il resto mi ha trasformato in questo modo, il seguito della vita difficile ed amara come il fiele. Quando ero bambino piangevo sempre perché non avevo la forza fisica per fare i lavori che ci obbligavano a fare, mi sentivo inferiore, il mio cervello già lavorava e pensava per trovare un lavoro adatto a me per poi costruire tutto sulle mie forze e sul mio intelletto per farmi una famiglia e una casa, senza chiedere niente a nessuno. Pag. 12

13 Quel briciolo di amore che mi aspettava di diritto perché era un bambino figlio della seconda guerra mondiale, non è arrivato da bambino, non è arrivato da adolescente non è arrivato da giovane, e neanche da sposato, e neanche adesso me lo può concedere nessuno. Ormai il tempo perso non sarà più concesso, perché adesso che io non riesco più ad avere l educazione di mentire o di capire o far finta di nulla, quando l altro di fronte a me fa il furbo o si aggiusta tutto a modo suo facendo il vigliacco, il maligno e a quel punto esplodo ad alta voce con il mio vocione, senza pensare che do fastidio alle altre persone che sono vicino dicendo anche la verità che fa male a chi non la vuole e dire che io non sopporto i vigliacchi e i traditori sia che siano parenti sia che siano persone straniere per me è la stessa cosa. Carissimi come bene sapete ho cercato sempre di lavorare nel migliore dei modi per non far soffrire gli altri essere umani che si trovano vicino o lontano, per tanti motivi. Molti aspettano la nostra grazia per andare ben vestiti o vestiti. Io ero solo da bambino, come tutti siamo soli in qualche modo nella vita. Anche se la nostra famiglia era formata da 7 sette, fratelli e sorelle, ognuno di noi ha il compito di risolvere e gestire la sua vita nel bene e nel male, ricordati che sempre solo sei. Carissimi io credo che ho sempre lavorato per dare il meglio di me stesso anche quando parlo mi sforzo a modo mio d insegnare quel poco di buono che mi hanno insegnato e che nella vita sono riuscito ad accumulare ma da solo incontro troppe difficoltà sia sul lavoro che sulla vita privata Il fatto che io diventa sempre più forte con la mente e con le buone azione io non riesco più a fermarmi. L unica cosa che mi da pace e quando lavoro la mia terra e sgorga il sudore come una pioggia dal mio corpo o quando riesco a dormire e non più a pensare. E una parte dell uomo insignificante che scrive, purtroppo questa e la vita ognuno ha il suo destino. Cioffi Umberto Pag. 13

14 Roma, 14/10/1996 Le guerre dei Capi di Stato Il cervello mi distrugge pensando alle guerre. E l uomo insignificante che scrive, stavo nella sala da pranzo a vedere la televisione non ricordo il programma, ricordo solo mio figlio che mi è venuto a salutare e poi è andato a letto. Non riuscivo altro che pensare che pensare sempre di scrivere questo manoscritto e poi riposarmi. E uno scritto che dedico a tutti i Capi di Stato di questo pianeta, io sono l uomo insignificante da quattro soldi. A quelli che non vogliono la pace, a quelli che tentano ad iniziare qualche focolaio di guerra, a quelli che hanno fatto la guerra e non vogliono ancora capire, a quelli che continuano a sperimentare armi che distruggono l umanità e ogni cosa creata dal Supremo SIGNORE, e a tutti quelli che ammazzano altri essere umani per guadagni di soldi facili, a tutti quelli che si vanno a divertire, ma poi rimangono disintegrati sulle strade morendo prima dei genitori mi domando: questi genitori che peccato hanno fatto? in questi casi sono dei fantasmi che piangono sulle tombe dei loro figli. Mi rivolgo a tutti voi che avete studiato e siete il meglio dell intelletto, voi capi di stato che siete come i capi di famiglia, un capo di famiglia da la propria vita per i suoi figli. In uno Stato lo sanno tutti che cambiando modo di governare si migliora e si protegge il popolo, io dico che avvenga subito! Perché l educazione del popolo avviene dai Capi di Stato, dalle buone leggi dello Stato e dai buoni papà e mamme. Domando a voi: non sentite il grido e i pianti di queste anime che gridano, soffrono e piangono? Non vedete in ogni guerra che finisce lo strazio umano che rimane? La miseria umana e i dolori? Persone a cui mancano gli occhi per vedere e a molti mancano gli arti, tanti altri hanno il corpo bruciato dalle bombe e vi sono esseri umani che si vergognano di mostrare il proprio viso, in quanto prima della guerra questi avevano il viso bello e sorridente, le guerre non fanno altro che distruggere e bagnare la terra di sangue e lasciare cadaveri per terra le altre persone che rimangono in vita, per tutta la vita hanno la registrazione della guerra e di tutto il male subito nel cervello Ma come si fa a dormire con tutti questi morti, invalidi e persone trasformate in fantasmi? Su questo pianeta abbiamo fatto passi da gigante usando il nostro buon cervello, per esempio abbiamo la radio, la televisione, l acqua nelle case, il telefono, la corrente elettrica, l aereo che vola,i treni, la scienza medica che da tanta speranza e arriva dove può dando il meglio di se stessa. Ma la cattiva politica, il male che produce l uomo con le guerre, che aspettiamo ad eliminarli questi mostri che fanno rimanere solo tristezza e morti. E il grido degli innocenti e delle persone pacifiche che ci accusano di ipocrisia di essere buoni a nulla e senza cervello. Pag. 14

15 L uomo insignificante rimane molto dispiaciuto perché ha dovuto scrivere questo manoscritto per essere in pace con la sua coscienza. Era da anni che il cervello soffriva per l ingiustizia recata agli esseri umani indifesi e buoni. Cioffi Umberto Roma, 22/10/1996 Ore 4,30 ma sveglio dall una della mattina Il sogno dell uomo insignificante che è rimasto male molto male. Questo è il sogno; Roma 26/10/1996 mi sono svegliato all una di mattina non ho potuto più dormire, verso le ore quattro mi sono messo a letto e ho dormito per dieci minuti. Ho sognato che mi trovavo in un giardino dove c era un tavolo grande e lì c erano degli anziani uomini che giocavano a carte. Lontano dal tavolo vi erano tanti alberelli di una altezza di circa tre metri, sembravano allori. Dei ragazzi piccoli e grandi si divertivano a salire e a scendere piegando gli alberelli. Io invece stavo a potare un albero di diametro grosso ma era molto invecchiato, aveva un pezzo di ramo con corporatura grossa e insecchita, pensavo di chiedere ai ragazzi di darmi una mano per segarlo. Invece si giovani ragazzi tutti che gli anziani li perché rovinavano gli Io ho spiegato erano padri dei loro età bisognava capirli, i andarono. Mentre io mi angolo del giardino soli bambini piccoli che Ad un certo punto bambino io non ho maschietto o una piccoli erano maschie e Vedo che si apre Pag. 15 presentano vicino a me i dispiaciuti dicendomi avevano rimproverati alberelli. loro grandi e piccoli, che padri e che con la loro giovani persuasi se ne allontanai all altro intorno a me vi erano giocavano. ho sentito un grido di un capito se era un femminuccia perché i femmine. un forellino di circa dieci

16 centimetri quadrati da cui veniva risucchiato giù il bambino. Dallo spavento, gridai di terrore nella mia mente gridavo ad alta voce, sempre nella mente, ma non sono riuscito a salvare il bambino. L unica che ho visto sulla mia sinistra era una giovane donna. Guardavamo insieme, il buco che si era allargato e il bambino era sprofondato nell acqua piena di bollicine che sembrava acqua e sapone sporco. Svegliandomi dallo spavento ho detto: mio DIO ma perché anche quando dorme devo soffrire?. Mi sono preparato e vestito e sono subito uscito di casa, così l uomo insignificante girava di mattina presto per la città. Roma, 27/10/1996 Cioffi Umberto Il mio amore a venti anni per fotografia L uomo insignificante scrive questa lettera d amore di quando avevo sui vent anni, la bella innamorata la conoscevo solo in fotografia. Come già ho scritto precedentemente, sono stato sempre un ragazzo vivace scherzoso aveva sempre voglia di stare con i miei amici d infanzia, di sera dopo il lavoro e la domenica. Qualche volta vi scappava anche una sbronza di marsala o altri liquori, facendo il sotto e il padrone, ma si poteva fare perché non vi erano macchine che circolavano. Potevamo strillare con tutto il fiato che avevamo in corpo in quanto la strada da percorrere per tutti noi era di campagna non circolava nessuno, noi abitavamo in una frazione del paese. Comunque la storia di un amore per lettera comincia così: in quei tempi tutti emigravano forse nel mondo intero per guadagnare qualche lire in più. In quegli anni io facevo il mezzo muratore, eravamo circa una decina lavoravamo per la stessa ditta. In mezzo a noi vi era un bravo padre di figli che si chiamava come il mio papà. Parlando, scherzando, quando mangiavamo a mezzogiorno venne fuori che io volevo andarmene in Inghilterra per guadagnare un po di soldi in più, questo signore mi disse che dai perenti suoi in Inghilterra vi era una brava ragazza che lavorava insieme a loro emigrata anche lei dall Italia, brava è lavoratrice. Lui non mi voleva dare l indirizzo a me perché io ero troppo giocherellone e gli avrei fatto fare una brutta figura, ma purtroppo mi sono messo alle costole fino a quando non sborsò l indirizzo Lui raccomandandosi di non darle dispiacere, io lo rassicurai di non preoccuparsi che aveva buone intenzioni di sposarla. Questa ragazza aveva il nome della Santa, protettrice degli occhi, le scrissi e mi mandò la sua bella foto, con degli occhi e capelli neri, nello stesso tempo le mandai la mia foto. Ci piacemmo e continuammo a fare l amore per lettera, lei ogni volta che mi scriveva, metteva una sigaretta nella busta, io quando rispondevo inviavo un fiorellino di prato. La sigaretta non la fumava, a quei tempi si sconsigliava di non mangiare o fumare delle cose che donavano persone che non si conoscevano. Pag. 16

17 Questa storia si trascinò per più di un anno scrivendoci, un bel giorno mi chiese di cominciare a sveltire le carte per sposarci per procura. Io andai in tilt! no! senza vederti con i miei occhi non ti sposo, la ragazza era brava faceva sul serio. Si anche se non l avevo sfiorata neanche con il mio viso, ma con quelle lettere, gli volevo bene lo stesso. Ma di lasciare il mio paese non mi faceva ragionare. Non mi faceva ragionare di avere un altra patria per i miei figli, non più figli della mia bella Italia, che farei qualunque cosa per vederla come mi piacerebbe a me. Decisione, presi tutte le lettere la foto e le sigarette, feci una raccomandata, l amore della mia terra e più forte dell amore di una donna. In Inghilterra non vi ero mai andato, ma circa sette mesi fa sono andato per un matrimonio. Fin quando non sono sceso dall aereo non mi rendevo conto. Quando ho cominciato a domandare delle informazioni a quegli angeli biondi, belli con i capelli dorati, educati, e quei sorrisi che mi animavano. Mi sono reso conto, che io non potevo comunicare con gli angeli biondi che sono così belli perché non ho studiato la lingua. Al matrimonio stavamo al centro della sala di fronte agli sposi, con tutti quelli che sono venuti dall Italia che lavoravano li da tanti anni Ci divertivamo al massimo raccontando delle barzellette schiattando di risate. Tutti quegli angeli biondi e belli con gli occhi di stelle lucenti che ci guardavano e non capivano, domando forse sarebbe bene parlare una sola lingua in tutto il pianeta terra per poter comunicare con tutti gli angeli. La scena tremante avviene alla fine di tutto, quando tutti si salutano e vanno via. Mi cominciano a salutare un gruppo di circa quindici angeli biondi molto giovani, sia ragazze che ragazzi a quel punto, tutti gli Italiani vanno via, io continuo a chiacchierare con gli angeli che vogliono capire quello che io gli ho detto. Io gli ho detto che l aspettavo nel 2000 a Roma. Non sentendomi di andarmene e lasciare così male quei ragazzi, per fortuna avvenne che un amico mio che conosceva la loro lingua venne a cercarmi e così spiegò loro quello che io avevo detto. Io che ho messo piede per la prima volta sulla terra di questi belli angeli con i capelli dorati e con gli occhi stellati il viso che sprigiona amore visi sorridenti, che ti fanno sorridere. Perché questi angeli non si stringono la mano fanno una festa è dimenticano tutto il male che si fanno per oltre trent anni, con gli angeli dell isola vicino. Che anche loro sono belli dorati con gli occhi di stelle celesti. Al limite per far riuscire una buona festa di allegria ben riuscita, e a fin di bene, il buon vino lo possono ordinare da noi dello stivale, fatto dai cattivi angeli dello scarpone così un giorno tutti insieme diventiamo bravi è rispettosi reciprocamente. L uomo insignificante vi regala questo manoscritto con tanti e tanti auguri. Roma, 30/10/1996 Cioffi Umberto Pag. 17

18 Il brevetto Il sottoscritto uomo insignificante alle ore 5,25 del mattino in pizza Risorgimento domanda al tranviere del 19, che percorre la via Prenestina se c era un bagno in quella piazza, lui con tanta gentilezza mi rispose che vi era solo di giorno quando funzionava perché molte volte era chiuso, di notte era sempre chiuso e allora io gli disse: e voi come fate di notte? Il tranviere mi rispose: si va in qualche bar e se no ti arrangi per strada. La mia risposta è che in tutte le città si devono piazzare dei bagni sia per le donne che per gli uomini. Mettendo una moneta si aprono le porte a tempo, passato il tempo si riaprono le porte e le persone che stanno dentro sono costrette ad uscire o a mettere un altra moneta. Naturalmente si formerà una squadra che raccoglie l incasso e tiene tutto in ordine e pulito. Questo brevetto sarebbe utile di giorno e di notte per tutte le persone che girano nella città. L uomo insignificante pensa che questo brevetto si deve studiare e mettere in pratica in tutte le città del mondo. Pag. 18 Cioffi Umberto

19 Roma, 31/10/ Il bambino vecchio carbonaio e Minicuccio Minicuccio un bel giovane biondo sempre allegro, era assistente ai lavori dei boschi e guardiano, faceva di tutto, la mattina all alba lui mi salutava così: Buongiorno vecchio carbonaio. Negli anni, dal 1945 al 1950 i bambini lavoravano, specialmente i bisognosi e chi abitava in campagna, i quali, avevano degli appezzamenti di terreno e le famiglie di quella frazione avevano tutto della terra da coltivare in quanto con la guerra del 40 da un bosco, i nostri padri avevano tirato fuori terra fertile da coltivare e il lavoro di montagna per i boscaioli e i contadini. Tutti avevano le mucche da sfamare e le proprie famiglie, le risorse erano quelle, lavoro di montagna e lavoro di contadino. Le famiglie erano numerose, il minimo di una famiglia sei sette persone, la vita del vecchio carbonaio comincia quando aveva sette otto anni bambino che non ricorda niente di bello di tutta l infanzia, solo lavoro e sempre lavoro, perfino l acqua si andava a prendere alla sorgente lontano. La scuola come sempre si chiude nel mese di Giugno, ma poi quale scuola, ho studiato fino alla terza elementare, in quei anni la sopravvivenza te la dovevi guadagnare Mio padre con i miei fratelli e sorelle più grandi compreso io andavamo a fare i lavori di montagna esattamente a tramutare la legna di montagna in carboni Una procedura che è un arte difficile e laboriosa la legna selezionata e segata di circa un metro, in autunno e in pieno inverno. Nella fine di giugno quando il caldo si faceva sentire si cominciava a preparare i grandi spiazzi, grandi e puliti, siccome le montagne sono tutte in pendio in queste piazzole al centro i maestri boscaiolo di cui uno dei tanti era mio Padre ci montavano dei grandi mucchi di legna fatti con maestria con un buco al centro chiamati catozzi in dialetto. Questi catozzi di legno si coprono con frasche e fogliame e pagliente di terra e terra, quando sono tutti pronti si butta dentro della brace di fuoco. Dopo una decina di giorni con tanta cura, quella legna diventa tutto un masso di fuoco e carbone vero, a quel punto, si toglie la terra infuocata e spiana la terra fresca, si aggiungono 8-10 barili d acqua nei vari punti delle parte superiore del catozzo per spegnere il fuoco, si apre il catozzo e si mettono i carboni ai bordi della piazzola, si raffreddavano,e quella legna diventava carbone. A quei tempi all alba ancora buio venivano le squadre che trasportavano sulle spalle tutti i tipi di materiale, cominciavano a riempire i sacchi di carboni, io con il fratello più grande aiutavamo a riempire i sacchi, i mesi per fare questi lavori era Luglio, Agosto, Pag. 19

20 Settembre, anche il guardiano Minicuccio arrivava presto, appena mi vedeva mi salutava così : Buongiorno vecchio carbonaio. E chiaro io ero un bambino di 7-8 anni, mezzo addormentato già sporco di carbone, perché la sera non mi ero neanche lavato perché dormivo sulla paglia del pagliaio e le zanzare ti massacravano di pizzicate. Scalzo perché non mi ricordo di avere avute scarpe, si portavano le pezze ai piedi, siccome ero piccolo non le sapevo mettere e così facevo prima a camminare scalzo che a piede nudi, con pantaloncini corti e sporco e pieno di piaghe alle gambe e alle mani, ero in quelle piazzette di carboni ad aiutare le donne che riempivano i sacchi di carboni, arrivava il guardiano ispettore dei lavori mi vedeva e gli facevo pena sicuramente perché io era solo un bambino sporco denutrito, insonnolito, pieno di piaghe per tutto il corpo. Minicuccio mi incoraggiava dicendomi: Buongiorno vecchio carbonaio come va il lavoro? io con i miei occhi lo guardavo e gli facevo un sorriso malinconico, di stanchezza e mezzo addormentato. Ma il lavoro continuava, finiti di riempire i sacchi si pesavano con la stadera, le donne sposate e anche signorine belle e piene di salute, adolescenti, giovani e padri di famiglia si caricavano sulle spalle i sacchi pieni di carboni e li portavano in paese a scaricarle in magazzino. Queste squadre trasportavano tutto addosso, carboni, pali lunghi per fare pergolati, fasci di frasche per coprire le piante di limoni per la protezione dal freddo e altri prodotti per dar da mangiare agli animali. Il bello era che queste persone sembravano tutte allegre cantavano ridevano, lavoravano e cantavano. Ma tutti rispettavano il vecchio carbonaio che non si reggeva in piedi, che ero io l uomo insignificante di adesso. Roma, 20/2/1997 Cioffi Umberto Pag. 20

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