Monofase GMI. Trifase GTI

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2 Il edile per quanto attiene alle installazioni elettriche costituisce un luogo ad alto rischio, poiché generalmente non risulta sufficientemente protetto da intemperie o da altri fattori possibili di danneggiamento. L area del normalmente non è asciutta, inoltre vi è presenza di polvere, agenti corrosivi e corpi solidi di piccole dimensioni, presentando, quindi, rischi di urto e allagamento, nonché particolari situazioni di vibrazioni e temperature variabili. In sostanza l ambiente cantieristico rappresenta un luogo facilmente conduttore anche per la presenza di scavi e superfici metalliche e richiede pertanto che l impianto elettrico di sia costituito da elementi ad alto grado di isolamento e protezione. Per impianto elettrico di si considera quella parte dell impianto destinata all utilizzatore, ovvero tutto ciò che si trova a valle dell apparecchiatura di misura (contatore), installata dall ente erogatore. Questa parte risulta composta dall impianto fisso (quadro), riferito alle apparecchiature che comprendono gli apparati principali di comando, di protezione e di sezionamento, e dall impianto mobile, riferito alle componenti derivate da quello fisso. Il sistema di distribuzione dipende dal tipo di fornitura dell energia elettrica che può essenzialmente essere in media o bassa tensione. Nei cantieri alimentati in bassa tensione (220/380V), la distribuzione è effettuata con il sistema TT, vale a dire con l impianto complessivo di terra del indipendente da quello della cabina MT dell ente distributore dell energia. Nel caso di una fornitura in media tensione e quindi di provvisto di una propria cabina di trasformazione MT/BT, il sistema di distribuzione da preferire è il TN-S; vale a dire con l impianto di messa a terra comune alla cabina del e dell ente distributore, ma con il conduttore neutro separato da quello di protezione (a differenza del sistema TN-C in cui le funzioni di neutro e di protezione sono combinate in un solo conduttore, detto PEN). L uso, invece, del sistema IT, che ha tutte le parti attive isolate da terra -27-

3 o collegate a terra attraverso un impedenza di valore sufficientemente elevato, è sconsigliato dalle norme (). La più frequente tipologia di impianto di prevede la fornitura di energia elettrica in bassa tensione direttamente dall ente distributore (fase-neutro o fase-fase 220 Volt, oppure trifase con neutro 220/380V o trifase 220V), quindi con sistema TT. Nei cantieri di limitata potenza in genere si utilizzano forniture monofasi da 3-6 kw. La consegna viene effettuata con un gruppo di misura monofase integrato (GMI) comprendente un contatore di energia attiva ed un interruttore automatico (limitatore). A volte l interruttore ha uno sganciatore magnetotermico differenziale che non può essere utilizzato ai fini del coordinamento con l impianto di terra. La fornitura trifase, fino a 15 kw, avviene per mezzo di un gruppo di misura trifase integrato (GTI) comprendente un contatore di energia attiva ed un interruttore limitatore quadripolare, assemblati in un unico blocco. Per le forniture trifase da 20, 25 e 30 kw la consegna avviene attualmente tramite un contatore di energia attiva, un contatore di energia reattiva e un interruttore limitatore. Per le forniture oltre i 30 kw di potenza installata la consegna avviene attualmente per mezzo di un contatore di energia attiva con indice di massima potenza, un contatore di energia reattiva; per questo tipo di fornitura non è previsto l interruttore limitatore. Figura 1 Tipologie di fornitura di energia elettrica Monofase GMI 3-6 KW Contatore di energia attiva + interruttore automatico FORNITURA di energia elettrica KW Contatore di energia attiva + interruttore automatico Trifase GTI KW Contatore di energia attiva, contatore di energia reattiva + interruttore automatico limitatore quadripolare Contatore di energia >30 KW attiva con indice di massima potenza + contatore energia reattiva; non è previsto interruttore limitatore In relazione agli apparecchi utilizzati si individuano 4 principali tipologie di con le relative potenze da installare come di seguito evidenziato nella tabella 1. Tabella 1 Apparecchi utilizzati in e relative potenze da installare. Rielaborazione tratta da Procedure di sicurezza per la realizzazione e la -28-

4 manutenzione dell impianto elettrico di (con fornitura < 30 KW in BT erogata dal distributore)- - betoniera - paranco elettrico - sega circolare - apparecchi portatili - betoniera - gruetta - sega circolare - piegaferro - macchina puliscitavole - apparecchi portatili "#!!" Piccolo Medio - piccolo "!# " 3-6 kw kw $"!" fase - fase 220 V fase - neutro 220 V monofase 220 V trifase 220/380 V!! - betoniera - gru a torre - sega circolare - piegaferro - macchina puliscitavole - macch. per intonaco premiscelato - apparecchi portatili - impianto di betonaggio - betoniera - gruetta - gru a torre (di voli dimensioni) - sega circolare - piegaferro - macchina puliscitavole - macchina per intonaco premiscelato - saldatrice - macchina preparazione sottofondi pavimenti - apparecchi portatili "#!!" Medio Grande "!# " kw >30 kw $"!" monofase 220 V trifase 220/380 V monofase 220V trifase 220/380 V Ogni componente dell impianto elettrico di deve avere un grado di protezione adeguato in relazione alle condizioni d impiego. In particolare la protezione contro la penetrazione di corpi solidi e liquidi deve essere: - non inferiore a IP44, se l utilizzazione avviene in ambiente chiuso. - non inferiore a IP55, ogni qual volta l utilizzazione avviene all aperto con la possibilità di investimenti da parte di getti d acqua. Le caratteristiche e le modalità di lettura dei simboli che definiscono la particolare protezione delle apparecchiature elettriche contro la penetrazione degli agenti esterni sono evidenziate in tab. 2. Tabella 2 Gradi di protezione degli involucri (Fonte: G. Vanni, Elettricità in 2 parte in Nuovo n.1, gennaio 1999, pag. 54) -29-

5 Il simbolo IP (Index Protection) Il simbolo IP è seguito da una prima cifra o lettera che indica il grado di protezione contro la penetrazione dei corpi solidi estranei una seconda cifra o lettera indica il grado di protezione contro la penetrazione dell acqua lettere addizionali (A, B, C, D) indicano il grado di protezione contro gli urti lettere supplementari (H, M, S, W) indicano la protezione del materiale (adatto nelle condizioni ) Qualora al posto del numero vi fosse la lettera X, non è richiesto un particolare grado di protezione Prima cifra 0 - non protetto 1 - maggiore/uguale 50 millimetri di diametro 2 maggiore/uguale 12,5 millimetri di diametro 3 maggiore/uguale 2,5 millimetri di diametro 4 maggiore uguale 1 millimetro di diametro 5 protetto contro la polvere 6 totalmente protetto contro la polvere Seconda cifra 0 - non protetto 1 caduta verticale 2 caduta di gocce di acqua 3 pioggia 4 spruzzi di acqua 5 getti di acqua 6 getti potenti 7 immersione temporanea 8 immersione continua Lettera addizionale (opzionale) Lettera supplementare (opzionale) A protetto contro il dorso della mano B protetto contro il dito C protetto contro un attrezzo D protetto contro un filo H apparecchiatura ad alta tensione M contro l ingresso dell acqua per apparecchiature in moto S contro l ingresso dell acqua per apparecchiature non in moto W in condizioni atmosferiche specifiche più misure addizionali %#!"& Ditta e personale abilitato provvedono alla realizzazione dell'impianto attraverso il passaggio dei cavi, l'installazione di idonei quadri, interruttori e prese in numero e postazioni previste ed effettuando i dovuti collegamenti. Provvedono alla realizzazione degli impianti di messa a terra e delle scariche atmosferiche. 1 Figura 2 Una sistemazione planimetrica dei componenti principali (Fonte: Berno S., Normativa di sicurezza nei cantieri, seminari 98 BTicino) Profilo di rischio nel comparto costruttori edili: edilizia abitativa -30-

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7 "$ '#&$ " #() *++,+-)." / 012/3 TITOLO VII (Impianti macchine ed apparecchi elettrici) #)0 *+4,4-." / 012/ 23 art.11 (lavori in prossimità di linee elettriche) #$(2 5 *+*.5 6 / 2 / 17 /2 / 012/3 Titolo I (protezione contro le scariche atmosferiche, impianti di messa a terra e installazioni elettriche in luoghi pericolosi) 00 *48,84.#22, 7,7,2 2 3 art.1, art *)),)*. / ):(:; / / #02(+/ 5 **4,4(4. /*:48: #(-00*88,((-. -. /8+:-) / // 22 02/, 0 2/ , *)8, **<,-4." 2 03 #4 5 **,--) **<, 2 03 #$ +5 **,+* / 2 / 2 /60/ / #02*2 5 **-,4(4. / 8*:*:,8*:4+-:, 8*:4++:, 8*:4+4:, *<:(4*:, *<:()<:, *<:*-: *<:4)*:, *:88:,*):-(: ***:8: / /3 art.3 (misure generali di tutela); art.4 (obblighi del datore di lavoro, del dirigente e del preposto) comma 2 5 d) 5 f)-5 q)-11 come modificati dal D.lgs.n.242/96, art.5 (obblighi dei lavoratori), art.6 (obblighi dei progettisti, dei fabbricanti, dei fornitori e degli installatori) come modificato dal D.lgs n.242/96, art.21 (informazione dei lavoratori), art.22 (formazione dei lavoratori) come modificato dal D.lgs n.242/96, art.35 (obblighi del datore di lavoro) come modificato dal D.lgs. n.359/99, art

8 (informazione) come modificato dal D.lgs. n.359/99, n.38 (formazione ed addestramento), art.39 (obblighi dei lavoratori), art.43 (obblighi del datore di lavoro) e art.44 (obblighi dei lavoratori) a proposito dei DPI #02-02**4,-*. /*(:+8: :2 20/3= art.2 (obblighi del datore di lavoro), art.4 (informazione e formazione) #02-02**4,-*-. **4, /*(:+):, ; art.3 (obblighi del committente o del responsabile dei lavori) e art.4 (obblighi del coordinatore della progettazione) come modificati dal D.lgs 15/11/1999 n.528 #((5 (<<,-4( / , 22/ " 7 4-> <<<' +<<' 3? Sezione 704 Cantieri di costruzione e demolizione ; Sezione 706 Luoghi conduttori ristretti 4->( )>:-. : / ;3 8> )<>. 0/9 ;3 (>( >8 8>(./

9 #A Tutti i componenti elettrici utilizzati devono essere a regola d arte e idonei all ambiente di installazione. I materiali ed i componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza dell Ente Italiano di Unificazione (UNI) e del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI) sono considerati costruiti a regola d arte (art.1 Legge n.186/68 e art.7 Legge n.46/90). Il materiale elettrico soggetto alla Direttiva Bassa Tensione, immesso sul mercato dopo il 1 gennaio 1997 deve essere marcato CE (art.1 D.lgs.n.626/96). Nel caso in cui il componente elettrico non sia provvisto di marcatura CE è opportuno che l installatore richieda al costruttore, all importatore o al mandatario, la documentazione attestante che il componente elettrico è costruito a regola d arte indicando eventuali norme non italiane di Stati UE (art.5 comma 5 del DPR 447/91), norme o progetti di norme internazionali (IEC) o specifiche tecniche cui ha fatto riferimento. L installatore dovrà, infatti, indicare nella dichiarazione di conformità la norma di buona tecnica adottata. # $ "!" 9 25,27 2,0 /0; Copia della dichiarazione di conformità, rilasciata da ditta abilitata ai sensi della Legge n.46/90, firmata dal titolare dell impresa; da ottenere compilando in modo completo e puntuale l apposito modello ministeriale, nel quale viene richiesto anche l elenco dei materiali utilizzati e lo schema realizzato (art.9 Legge n.46/90) Copia della verifica dell impianto di messa a terra effettuata prima della messa in esercizio tramite persona specializzata (diversa dal datore di lavoro) in cui siano riportati i valori di resistenza di terra (art. 11 DM 12/09/59) Copia della denuncia dell impianto contro le scariche atmosferiche (Modello A), presentata all ISPESL, firmata dal responsabile della ditta e dal tecnico che ha curato l installazione e che garantisce l impianto; (art.39 DPR 547/55, art.2 DM 519/93, art.2 DPR 462/01). Non esiste obbligo di denuncia se la struttura metallica è autoprotetta Copia della denuncia dell impianto di messa a terra (Modello B), presentata all ISPESL, firmata dal responsabile della ditta e dal tecnico che ha curato l installazione e che garantisce l impianto (art.2 DM 519/93 e art.2 DPR 462/01) Verbale di verifica periodica, biennale, dell impianto di messa a terra (art.4 DPR n.462/2001) -34-

10 Per l impianto elettrico di, anche se di nuova realizzazione, non ricorre l obbligo della redazione di un progetto e del rilascio del certificato di collaudo, in quanto ricade nell ambito legislativo della fornitura provvisoria di energia elettrica (art.12 Legge n.46/90) -35-

11 &!"#""!"#$ " Inoltrare la domanda per la fornitura dell energia elettrica agli uffici commerciali dell Ente distributore competente per territorio precisando: potenza richiesta, località in cui si richiede la fornitura, data inizio fornitura, prevedibile durata della fornitura, notizie generali sul fabbricato da costruire, recapito per l esazione delle bollette, copia della concessione edilizia Verificare che non vengano eseguiti lavori in prossimità di linee elettriche, a distanza inferiore a cinque metri. Quando ciò non fosse possibile il dirigente o il preposto devono provvedere all adozione di opportuni mezzi di protezione (art.11 DPR 164/56). Predisporre una adeguata segnaletica conforme al D.lgs n.493/96 che evidenzi i rischi presenti nelle singole aree di intervento Anche se per l impianto elettrico di non è richiesta obbligatoriamente la redazione di un progetto (art.12 Legge n.46/90), ai fini della sicurezza, sarebbe necessario inserirlo nel Piano di Sicurezza e Coordinamento previsto dal D.lgs n.494/1996 all art.12, come modificato dal D.lgs n.528/1999. Il progetto deve comprendere quanto segue: - La localizzazione delle reti in tensione, aeree o sotterranee dell area urbana. Le eventuali linee elettriche aeree devono essere, per quanto possibile, deviate al di fuori dell area del o messe fuori tensione. Se ciò non fosse possibile, si devono prevedere barriere o avvertenze affinché i veicoli e gli impianti vengano mantenuti a distanza. Nel caso in cui i veicoli del si trovino a dover passare sotto linee elettriche esterne oltre alle segnalazioni si dovrà utilizzare anche una barriera di protezione sospesa. - La identificazione e segnalazione degli impianti esistenti prima dell inizio del. - La localizzazione della connessione a reti urbane e locali. - L individuazione delle aree, dei luoghi e dei perimetri entro i quali saranno effettuate le operazioni di con l impiego di macchine e di mezzi elettrici. - L individuazione dei luoghi di lavoro che necessitano di illuminazione artificiale. - L individuazione delle vie di esodo che necessitano di illuminazione di emergenza. - La scelta dell ubicazione del quadro elettrico principale e dei quadri secondari in relazione alla tipologia dei lavori da eseguire e alla posizione prevista per le macchine utilizzatrici. - L eliminazione delle eventuali interferenze degli impianti e delle apparecchiature con i percorsi di viabilità del. - La scelta del tipo di distribuzione dell energia elettrica (TT,TN, IT). -36-

12 - Il dimensionamento dell impianto in funzione della potenza complessiva richiesta per le esigenze del in funzione delle utenze da alimentare nel normale svolgimento delle attività. - Il dimensionamento dell impianto di terra e delle protezioni. - La scelta preventiva di tutti i componenti (conduttori, interruttori, quadri, prese, ecc.). - La scelta dei gradi di protezione delle apparecchiature in relazione alla loro collocazione - L acquisizione della documentazione necessaria alla verifica di eventuali servizi presenti nell area di. - La classificazione elettrica delle aree: luoghi con pericolo di esplosione, luoghi a maggior rischio in caso di incendio, luoghi conduttori ristretti, luoghi ordinari e scelta della modalità di protezione contro i contatti diretti e indiretti. - La predisposizione di adeguata segnalazione delle aree e delle postazioni dove avverrà il posizionamento della centrale (o della connessione), dei quadri e dei comandi dell impianto, della rete e dei punti di alimentazione, del luogo specifico per lo stoccaggio dei carburanti e dei materiali. - La previsione di vie sicure per penetrare e circolare nelle aree e nelle postazioni dove sia installato l impianto e le sue parti, e siano presenti ed operino macchine da questo alimentate. L ubicazione dell impianto e delle relative macchine deve essere idonea sia alle fasi di lavoro che alla movimentazione e al transito dei materiali e degli operai. "!" Componenti dell impianto elettrico A All origine di ogni impianto deve essere installato un quadro comprendente tutti i dispositivi di sezionamento, di comando e di protezione; è comunque ammissibile, in alternativa, che tali dispositivi siano contenuti in quadri separati alimentati dal quadro principale Tutti i quadri per la distribuzione elettrica nei cantieri edili di costruzione e demolizione devono essere conformi alla Norma CEI 17-13/4 e cioè del tipo ASC (Assiemati di Serie per Cantieri) acquistati già montati, collaudati e certificati dal costruttore poiché questa norma prevede complicate prove non effettuabili dai normali quadristi o elettricisti Sono ammessi quadri diversi dal tipo ASC purché espressamente certificati, assieme al resto dell impianto elettrico di, da ditta o impresa abilitata ai sensi dell art.2 della Legge n.46/90-37-

13 Ogni quadro elettrico deve essere corredato da una targa, leggibile ed indelebile, su cui sono riportati: - nome del costruttore o marchio di fabbrica - designazione del tipo o numero di identificazione - norma di riferimento (EN oppure CEI 17-13/4) - valore nominale della corrente per ciascuna unità, tensioni nominali e frequenza, tenuta al cortocircuito, gradi di protezione - condizioni di servizio (solo se speciali) - dimensioni - peso Il quadro elettrico di deve avere le seguenti caratteristiche: - flessibilità di impiego e agevole sostituzione dei componenti - facilità di trasporto e di posa; sopportabilità delle sollecitazioni - impiego di materiale dimensionalmente normalizzato - idoneo quadro di sicurezza e di protezione (pari o superiore a IP43) - installazione in zone ben protette e riparate, facilmente raggiungibili per consentire comodi e rapidi interventi nei casi di eventuale emergenza; si eviterà pertanto di depositare, anche provvisoriamente, qualsiasi genere di materiale che ne ostacoli l accessibilità. Il quadro generale deve essere provvisto di: - collegamento elettrico a terra (art.271 DPR n.547/55) - interruttore generale onnipolare magnetotermico differenziale coordinato con l impianto di terra (art.288 DPR n.547/55) - sezionatori per ogni linea specifica di alimentazione degli apparecchi utilizzatori avente corrente superiore a 16 Ampere (art.289 DPR n.547/55) - protezioni contro i sovraccarichi (art.285 DPR n.547/55) - protezione delle prese attraverso uno specifico differenziale, ne basta uno ogni 6 prese (non più di 6 per evitare interventi per eccesso di dispersione naturale) (art.267 DPR 547/55) - interruttori posti a protezione di ciascuna delle varie linee di uscita dal quadro - indicazione chiara dei circuiti ai quali si riferiscono gli organi di comando, i dispositivi e gli strumenti installati (art.287 n.547/55) All esterno del quadro deve essere posizionato un pulsante per il comando di emergenza, congegno a fungo di colore rosso su fondo di contrasto, che consenta all occorrenza, di mettere immediatamente fuori tensione tutto l impianto di Figura 3 Caratteristiche principali di un quadro elettrico di (Fonte: -38-

14 2 2 Le prese a spina impiegate nei cantieri devono avere i seguenti requisiti: - devono avere un grado di protezione minimo IP44 che deve essere garantito sia con la spina inserita sia con la spina disinserita - un sufficiente grado di protezione agli urti - devono essere di tipo industriale conformi alla norma CEI in alcuni casi, per cantieri di breve durata e di modeste dimensioni, è ammesso l uso di prese a spina per uso domestico e similare (CEI 23-5, CEI 23-16, CEI 23-50) Per ogni presa bisogna evidenziare quale utenza essa alimenta (mediante targhetta adesiva) e quali sono disponibili per le varie necessità; ad ogni tensione corrisponde un preciso colore di individuazione e precisamente: - rosso per 380V - blu per 220V - viola per 20 25V - bianco per 40 50V //0/ Devono essere di tipo industriale conformi alla norma CEI EN con le seguenti caratteristiche minime: - devono essere dotati di protettore termico di corrente incorporato in modo da impedire il surriscaldamento sia a cavo avvolto sia a cavo svolto - il cavo deve essere di tipo H07RN-F (o equivalente) con sezione inferiore a 2,5mm² se l avvolgicavo è da 16A, 6mm² se è da 32A e 16mm² se è da 63A - devono indicare il nome o il marchio del!"#$ % costruttore, la tensione nominale e la massima potenza prelevabile sia a cavo avvolto che svolto /0907 ; ; Devono essere dotati di prese a spina di tipo industriale con grado di protezione minimo IP67. Il cavo dovrà avere le seguenti caratteristiche minime: - essere di tipo H07RN-F (o equivalente) con sezione non inferiore a 2,5mm² per prolunghe con prese da 16A, 6mm² se è da 32A e 16mm² se è da 63A / -39-

15 La norma consiglia di utilizzare cavi flessibili multipolari isolati in gomma sotto guaina pesante di PCP (policloroprene) tipo H07RN-F oppure FG1K, FG10K Devono avere sezione e lunghezza adeguata in rapporto alle correnti da trasmettere all utenza, in rapporto alle possibili correnti di sovraccarico e di corto circuito, in rapporto ai dispositivi di protezione installati (interruttori automatici) ed in rapporto alla cadute di tensione ammissibili Devono essere dotati di isolamento tra le fasi e verso terra lungo tutto il percorso in rapporto alle condizioni ambientali Devono avere un idoneo rivestimento isolante atto a resistere anche alla usura meccanica (art.283 DPR n.547/55) Devono essere di tipo autoestinguente la fiamma in caso di incendio Devono essere identificabili dai colori della guaina di isolamento che sono i seguenti: - giallo-verde (conduttori di terra) - blu (conduttori a fase neutro) - colori diversi (conduttori in tensione) 2 / I cavi possono essere posti in opera secondo due tipologie: posa interrata (da preferire i cavidotti in tubo isolante rispetto alla sconsigliata posa diretta dei cavi) e posa aerea Nel caso di posa interrata i cavi devono avere le seguenti caratteristiche: - correre ad almeno 50 cm di profondità - avere guaina e tensione nominale non inferiore a 0,6/1 kv - essere adeguatamente segnalati in superficie Nel caso di posa aerea su pali i cavi devono avere le seguenti caratteristiche: - essere sorretti ogni cm a funi di acciaio - le giunzioni nei morsetti non devono essere soggette a trazione - essere protetti fino a 2,5 m da un tubo di ferro o di plastica di tipo pesante in modo da evitare danni meccanici per urto o contatto con i macchinari di o con il materiale spostato - essere posizionati ad una altezza dal piano di campagna non inferiore a 5 m nelle zone di passaggio dei veicoli, che diventano 6 m in caso di strada aperta al pubblico I cavi possono anche essere stesi direttamente sul terreno, solo dove non si prevedono passaggi di persone o veicoli; gli attraversamenti di passaggi pedonali devono essere protetti mediante tubi di plastica di tipo pesante o con tavole di sufficiente spessore non appoggiate sul cavo Non devono essere del tipo volante per evitare pericoli di tranciamento -40-

16 Devono essere collocati in modo da evitare intralcio alla circolazione (art.283 DPR n.547/55) Apparecchi di illuminazione Gli apparecchi di illuminazione usati in possono essere di due tipi: mobili e portatili Gli apparecchi mobili, generalmente costituiti da proiettori con lampade alogene installati su appositi sostegni, sono quelli che possono essere spostati da un luogo all altro del dopo aver tolto l alimentazione Le caratteristiche richieste per questi apparecchi sono: - protezione della lampada, a portata di mano, mediante vetri - grado di protezione minimo IP 54 - classe II (alimentati in bassa tensione e senza messa a terra) oppure classe III (alimentati in bassissima tensione di sicurezza e quindi senza messa a terra) - cavi di alimentazione adatti alla posa mobile (H07RN-F o equivalenti) Gli apparecchi portatili sono quelli che vengono impugnati dalle persone durante l impiego e spostati frequentemente Le caratteristiche richieste per questi apparecchi sono: - impugnatura in materiale isolante - parti in tensione o che possono andare in tensione completamente protette - protezione delle lampade mediante griglia di protezione o calotta traslucida - classe II o classe III - grado di protezione minimo IP 55 - cavo di alimentazione del tipo H07RN-F o equivalenti con una sezione minima di 1 mm² Impianto di messa a terra L impianto di messa a terra consiste nel collegare elettricamente e direttamente al terreno le parti metalliche interessate, anche accidentalmente al contatto con le persone. Nel caso di guasto, infatti, la mancanza di tale collegamento artificiale può provocare la chiusura del circuito elettrico verso terra tramite il soggetto che si trova a toccare la parte metallica andata sotto tensione. Un impianto di messa a terra è così strutturato: 1) conduttore di protezione, elemento per il collegamento delle parti da mettere a terra 2) collettore principale di terra, il nodo sul quale confluiscono i vari conduttori di protezione 3) conduttore di terra, collegamento tra il collettore principale di terra e il dispersore 4) dispersore, corpo conduttore metallico posto in intimo contatto con il terreno -41-

17 L impianto di messa a terra deve essere unico per l'intera area cantieristica, se non suddivisa in più sub-aree e sub-alimentazioni distanziate; altrimenti, singolo/indipendente per ciascuno di esse () L impianto di messa a terra deve essere collegato al dispersore delle scariche atmosferiche se esiste L impianto di messa a terra deve essere realizzato ad anello chiuso, per conservare l equipotenzialità delle masse, anche in caso di taglio accidentale di un conduttore di terra Prevedere la giusta sezione del conduttore di protezione e soprattutto la sua continuità: l eventuale interruzione e il difettoso collegamento rendono inefficace il sistema di protezione (art.324 DPR n.547/55) La sezione del conduttore di terra deve essere di 16 mm² se il conduttore è in rame, di 50 mm² se è in ferro o in acciaio zincato Prevedere che il conduttore di terra sia ispezionabile e facilmente accessibile per permettere la misurazione del valore della resistenza di terra I conduttori di terra e di protezione devono essere protetti e avere l'anima del prescritto bi-colore giallo-verde (/5) Le connessioni tra le varie parti dell impianto e tra queste e i dispersori devono essere realizzate mediante saldatura, imbullonatura o altro sistema analogo (art.325 DPR 547/55) I conduttori di protezione e di terra devono essere protetti contro il danneggiamento ed il deterioramento (art.325 DPR 547/55) E consigliabile collegare l impianto di terra con: - le strutture metalliche di fondazione degli edifici, quali tondini, piastre metalliche di ancoraggio alle fondazioni, ecc. - l impianto idrico - è fatto divieto di utilizzare l impianto del gas come dispersore di terra Gli apparecchi di classe II (o con isolamento equivalente) non comportano collegamento di protezione a terra (/4) Impianto di protezione contro le scariche atmosferiche Deve essere realizzato per le seguenti strutture (art. 39 DPR 547/55; norma CEI 81-1): - Ponteggio - Baracca - Gru a torre - Betoniera o impianto di betonaggio - Silos L impianto deve essere interconnesso con quello generale di terra (art.39 DPR 547/55; norma CEI 81-1) -42-

18 I dispersori devono essere o singoli (tipo A, con almeno quattro elementi di dispersione picchetti verticali o spandenti orizzontali) oppure ad anello (tipo B o C) (CEI 81-1) Le dimensioni degli organi normali di captazione e di discesa, nonché dei dispersori, devono rispondere a quanto richiesto dalla norma CEI 81-1 Non sempre è necessario installare un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche con allegata denuncia all ISPESL. La norma che riporta le procedure atte a valutare se una struttura debba essere protetta oppure no è la CEI La necessità o meno di prevedere impianti specifici di protezione contro i fulmini è il risultato di una valutazione, certificata da un professionista abilitato, del rischio di fulminazione e dei danni che ne potrebbero derivare per le persone e per le cose. -43-

19 $ " "!":"# $ La manutenzione deve essere effettuata da personale qualificato (art. 35, comma 5 lett. b, D.lgs n. 626/94) Per gli interventi di ordinaria manutenzione, cioè tutti quelli necessari a fare fronte a eventi accidentali e tali da non modificare la struttura dell impianto o la sua destinazione d uso, non ricorre l obbligo di affidarsi a ditte abilitate e quindi non è previsto il rilascio della dichiarazione di conformità Per gli interventi di straordinaria manutenzione, che prevedono trasformazione o ampliamento dell impianto, la dichiarazione di conformità diventa obbligatoria Il controllo dell impianto elettrico consiste nella verifica di rispondenza alla regola d arte mediante un esame a vista e, se necessario, tramite l di prove. L esame a vista è finalizzato all accertamento di possibili difetti evidenti come: connessioni interrotte, involucri rotti, stato di conservazione dell impianto, presenza di modifiche, condizioni ambientali (polvere, sporcizia, penetrazione di acqua, surriscaldamento), vibrazioni, ecc.. Le eventuali prove consistono nell effettuare misure o altre operazioni per accertare la rispondenza dell impianto ai valori richiesti. Eseguire le verifiche iniziali previste dalla norma da riportare su apposito registro da allegare anche alla dichiarazione di conformità, tra cui: - prova di continuità dei conduttori di protezione e dei conduttori equipotenziali principali e supplementari - prova della resistenza di isolamento dell impianto elettrico - prove sugli eventuali sistemi di protezione per separazione elettrica - verifica dei coordinamenti destinati a garantire la protezione mediante interruzione automatica dell alimentazione - prova di tensione applicata - prova di funzionalità dell interruttore di emergenza - prova di funzionalità dell eventuale impianto di illuminazione di sicurezza Per le zone più critiche del, a queste prove occorre aggiungerne altre, sia in fase iniziale che, periodicamente, durante l esercizio effettivo dell impianto Le operazioni per eseguire lavori in modo sicuro sull impianto elettrico sono le seguenti: - disinserire l alimentazione, aprire l interruttore e controllare che non vi siano ritorni di corrente attraverso altri circuiti - bloccare l interruttore nella posizione aperto - controllare che la parte su cui si deve lavorare non sia in tensione - per le linee elettriche collegare e mettere in cortocircuito - controllare che tutti gli impianti avvicinati siano fuori servizio -44-

20 Effettuare frequenti controlli sullo stato di continuità del conduttore di protezione dell impianto di terra, soprattutto in presenza di apparecchiature soggette a vibrazioni, spostamenti o simili, visto che l interruzione di tale conduttore non è rilevabile poiché non viene segnalata da nessun dispositivo. Nei cantieri di lunga durata è raccomandabile vengano previste, con la cadenza prevista, le seguenti verifiche 2 : 1) corretta funzionalità dei dispositivi di sezionamento (ogni 3 mesi) 2) corretta funzionalità dell interruttore di emergenza e dei dispositivi per l arresto di emergenza (ogni mese) 3) corretta funzionalità delle protezioni differenziali (ogni mese tramite l azionamento del pulsante di prova e ogni 6 mesi tramite idonei strumenti) 4) integrità dell impianto di terra (esame a vista ogni 3 mesi) 5) integrità e tenuta delle custodie e dei pressacavi (esame a vista ogni 3 mesi) 6) integrità delle guaine dei cavi posati a vista e delle prolunghe (esame a vista ogni 3 mesi) 7) coordinamento delle protezioni contro le tensioni di contatto (ogni 6 mesi) $ #' Prima dell inizio del lavoro Dotare tutte le zone del particolarmente buie (zone destinate a parcheggi sotterranei, zone interne di edifici con vole estensione planimetrica, ecc.) di adeguata illuminazione di sicurezza, sufficiente ad indicare con chiarezza, le vie di uscita qualora venga a mancare l illuminazione ordinaria Verificare l autoprotezione dal rischio di fulminazione del e in caso contrario realizzare idonei dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche Verificare la presenza di masse estranee (resistenza verso terra < 200 Ω ) presenti in (ponteggio, baracche, ecc.) per il successivo collegamento equipotenziale all impianto di terra Scelta dei DPI da utilizzare nelle diverse fasi di lavoro (occhiali e guanti di protezione in caso di intervento su quadri elettrici) da parte di personale qualificato Verificare che l utilizzo di apparecchiature elettriche nelle diverse lavorazioni del avvenga in conformità alle indicazioni fornite dal costruttore e alle 2 E. Grassani, Impianti elettrici nei cantieri, UTET Ed. Delfino, Milano

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