CENNI DI AUTOPROTEZIONE

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1 CENNI DI AUTOPROTEZIONE 5.1: Generalità Il soccorso extra-ospedaliero presenta spesso scenari drammaticamente complessi e necessari di un intervento particolarmente articolato. Si pensi, per esempio, agli interventi di soccorso prestati in particolari situazioni ambientali di pericolo quali inquinamento, incendio, presenza di gas, luoghi di lavoro ove vengano trattati materiali materiali pericolosi, incidenti della strada con dispersione al suolo o nell'aria di sostanze tossiche. Il primo ed unico imperativo, in questi casi, è rappresentato dalla parola PROTEGGERSI!!! E' di fondamentale importanza assimilare il concetto che prestare soccorso ad un soggetto infortunato senza avere un'opportuna conoscenza dei pericoli cui si va incontro non solo non è di alcuna utilità per l'infortunato, ma mette a repentaglio la salute o la sopravvivenza dei primi soccorritori, complicando ulteriormente le attività di coloro che, magari dotati di competenze ed attrezzature specifiche, giungeranno di lì a poco. In questo contesto le indicazioni che seguono, provenienti dall'esperienza indiscussa di esperti del settore, devono servire da linea guida di comportamento in tutte le situazioni in cui si ravvisi un pericolo concomitante ad un intervento di soccorso. 5.2: Rischi ambientali Airbag pericoloso se non ancora esploso se è già esploso non crea più alcun problema non c'è modo di disinnescarlo attenzione anche a quelli aggiuntivi: laterali nella portiera, lato passeggero di fronte, ecc. evitare movimenti del veicolo evitare di rivolgere il viso all'airbag nella zona di possibile esplosione: evitare quindi di avvicinarsi per osservare meglio, ecc. proteggere il paziente da un eventuale esplosione Fuoco nel vano motore Rischio di esplosioni Trasporti pericolosi non aprire assolutamente il cofano se c'è la possibilità, ricoprire il cofano con coperte o simili (estinzione delle fiamme per soffocamento) non c'è rischio di esplosione c'è invece il rischio di ampie fiammate! targa di identificazione della pericolosità e del tipo di materiale trasportato: arancione con due numeri. Quello di sopra indica la pericolosità e quello sotto il tipo di sostanza. codici di pericolosità: tutti i veicoli che trasportano sostanze pericolose dovrebbero avere apposto sui 4 lati un cartello identificativo del tipo e della pericolosità della sostanza trapostata. Vedere più avanti la classificazione. trasporti radioattivi: normalmente sono accompagnati da un tecnico, comunque in presenza del simbolo di materiale radioattivo abbandonare immediatamente la zona e portarsi a

2 distanza di sicurezza (più di 500 m.). Comunicare immediatamente con la centrale operativa. 5.3: Identificazione delle sostanze pericolose Cartelli generali di sostanze pericolose esplosivi materie liquide infiammabili materie solide infiammabili materie spontaneamente infiammabili sviluppo di gas infiammabili a contatto con l'acqua materie comburenti o perossidi organici materie tossiche materie nocive materie corrosive materie radioattive materie radioattive materie radioattive Cartelli Kemler/Onu Tutti i veicoli che trasportano sostanze pericolose dovrebbero avere esposto sui quattro lati un cartello identificativo del tipo e della pericolosità della sostanza trasportata. Tale cartello ha forma rettangolare, sfondo arancione e due numeri: quello inferiore, detto numero Onu, e quello superiore, detto numero Kemler. Numero Onu Numero Kemler Identifica la sostanza trasportata in modo univoco (identificazione chimica) ed è composto da 4 cifre (DD.MM. 23/02/90 e 24/02/90) E' un indice di pericolo. (DD.MM. 25/02/86 e 21/03/86). La prima cifra individua il pericolo primario: 2-gas

3 3-liquido infiammabile 4-solido infiammabile 5-materia comburente 6-materia tossica 8-materia corrosiva Le altre cifre individuano pericoli secondari: 0-nessun pericolo secondario 1-esplosione 2-emissione di gas dovuta a pressione o reazione chimica 3-infiammabilità di liquidi (vapori) e gas 5-proprietà comburenti 6-tossicità 8-corrosività 9-pericolo di violenta reazione per spontanea decomposizione o polimerizzazione Se la cifra è ripetuta indica un alto pericolo (es. 266 indica gas molto tossico) Esempi: Acetilene (C2H2) [23/1001] Cloro (Cl2) [266/1017] 5.4: La sicurezza e l impianto elettrico I pericoli della corrente elettrica derivano spesso dal fatto che le abitazioni e, meno frequentemente, i luoghi di lavoro, dispongono di un impianto elettrico vetusto, carente dal punto di vista della sicurezza, o addirittura privo della messa a terra. Il corpo umano, inserendosi accidentalmente in un circuito elettrico, ne viene compreso come un qualunque altro componente, offrendo una resistenza al passaggio della corrente in genere abbastanza bassa, intorno ai 500 ohm. Tale valore consegue alla somma della resistenza propria del corpo e di quella tra il corpo e la terra. La resistenza da contatto è minima se le superfici con le quali il corpo viene a contatto sono umide o metalliche, mentre aumenta se il soggetto è per esempio isolato dal suolo o dai conduttori da guanti, pedane, stivali di gomma etc.. Il limite massimo di intensità di corrente sopportabile dal corpo umano, senza avere conseguenze letali, è di 0,03 Ampére. Considernado le peggiori condizioni di resistenza alla corrente (superficie del corpo bagnata, piedi nudi, pavimento bagnato), una tensione di 45 Volt risulta già letale. In caso di soccorso a persona colpita da scarica elettrica proveniente da linea e/o apparecchiatura elettrica, occorre seguire alcune fondamentali norme di sicurezza, onde evitare di rimanere a propria volta folgorati: PROCEDURE DI SICUREZZA SU LINEE ED APPARECCHIATURE ELETTRICHE Togliere sempre tensione dal quadro di comando prima di avvicinare l'infortunato Non conoscendo la posizione del quadro, allontanare l'infortunato dalla linea o dall'apparecchiatura mediante materiale isolante (per esempio un'asta di legno, un tubo di plastica, una fune in materiale plastico) Indossare calzature con suola spessa ed isolante Accertarsi che il pavimento o la superficie sulla quale si lavora non sia bagnata Per accertarsi che l'infortunato sia staccato dal circuito elettrico, avvicinarlo, eventualmente, non con il palmo ma con il dorso della mano: se infatti il soggetto fosse ancora sotto tensione, questa causerebbe la contrazione della muscolatura interessata causando un riflesso di afferramento forzato nel caso di contatto con il palmo, mentre causerebbe una contrazione con

4 riflesso di allontanamento in caso di contatto con il dorso Non usare MAI acqua per spegnere incendi in locali in cui vi siano apparecchiature e/o linee elettriche sotto tensione Allertare la centrale Operativa e i Vigili del Fuoco 5.5: La sicurezza e il gas La principale causa di incidenti legati al gas è la non combustione. Tali incidenti sono statisticamente molto più frequenti nei mesi invernali, e sono principalmente conseguenti a: CAUSA Eliminazione degli "spifferi" da porte e finestre Estrattori d'aria nei bagni Chiusura delle aperture di ventilazione Mancanza delle aperture di legge (minimo 100 cm 2 aumentati di ogni 6 per ogni 1000 Kcal installate Rubinetti dimenticati aperti Rubinetti lasciati aperti volontariamente Rottura o perforazione accidentale di tubature Distacco delle tubature di allacciamento Rottura o distacco di tubo flessibile EFFETTO Carenza nel ricambio di aria, combustione più difficile, riduzione del tiraggio ed aumento del rischio di produzione di monossido di carbonio Riduzione dell'aria presente, difficoltà ad una corretta combustione Assenza del ricambio di aria Fuga di gas, e dispersione nell'ambiente con saturazione del medesimo in rapporto all'esistenza di vie di efflusso per il gas, e dal tipo/quantità di fuga del gas medesimo Per concludere, si ricorda la procedura da adottare in caso di fuga di gas con conseguente pericolo di esplosione: AUTOPROTEGGERSI ALLERTARE LA CENTRALE OPERATIVA E I VIGILI DEL FUOCO Non agire sull'impianto elettrico Aprire le porte e le finestre realizzando la maggior ventilazione possibile Chiudere tutti i rubinetti del gas Intervenire, se possibile, sulla fuga Nel caso di GPL ricordarsi che, essendo più pesante dell'aria, non basta aprire tutte le finestre: molto meglio aprire anche tutte le porte Intervenire con decisione e velocità, esistendo il pericolo di una scintilla elettrica provocata accidentalmente Valutazione del paziente, eventuale BLS Per il protocollo di valutazione e trattamento del paziente intossicato da monossido di carbonio, si veda il Capitolo "Avvelenamenti e Intossicazioni" 5.6: Norme da seguire in caso di incendio

5 In caso di incendio, oltre ai rischi di ustione ovviamente conseguenti al calore radiante sviluppato dalla combustione, non di rado si aggiungono altri rischi, associati soprattutto alle caratteristiche delle sostanze comburenti ed al luogo in cui si è verificato l'incendio: PERICOLI IN CASO DI INCENDIO Esplosione, in presenza di serbatoi e/o bombole di combustibile Inalazione di vapori ad alta temperatura e/o tossici, conseguenti alla combustione dei vari materiali Consumo di ossigeno durante la combustione, e conseguente depauperamento dell'ossigeno percentuale nell'aria ambiente (locali chiusi) Presenza di fumi derivanti dalla combustione dei materiali che, riducendo la visuale, possono ridurre o addirittura impedire l'evacuazione delle persone dagli ambienti chiusi Al fine di prevenire, almeno in parte, questi pericoli, soprattutto se l'incendio non si è ancora sviluppato, risulta fondamentale l'adozione di alcune precauzioni: PRECAUZIONI IN CASO DI RISCHIO DI INCENDIO Spegnere il quadro elettrico di ogni auto coinvolta in un incidente stradale In presenza di fuoriuscita di combustibili, allertare i Vigili del Fuoco, impedire a chiunque di fumare e di avvicinarsi, mantenere un estintore a portata di mano. Fare molta attenzione all'utilizzo di apparecchiature elettriche e alla somministrazione di ossigeno Attenzione alle marmitte catalitiche: raggiungono temperature di 900 C! E' sempre molto difficile prevedere l'evoluzione di una qualunque situazione potenzialmente a rischio: in caso di reale e imminente pericolo per la sopravvivenza dell'infortunato, non si interviene comunque MAI senza che uno dei soccorritori resti a presidiare la zona di lavoro con un estintore Qualora si sviluppi un incendio in un locale chiuso: Evacuare tutti i presenti Non utilizzare MAI gli ascensori INCENDIO IN LOCALE CHIUSO Chiamare i Vigili del Fuoco attraverso la Centrale Operativa: non si supponga MAI che qualcuno l'abbia già fatto Chiudere le porte del locale ove si è verificato l'incendio Aprire le finestre del vano scala Verificare le eventuali vie di fuga Non intervenire MAI da soli Prestare la massima attenzione alle superfici vetrate: potrebbero esplodere in seguito al surriscaldamento Prestare la massima attenzione a pavimenti e solai: sono frequenti i rischi di crolli dopo lunga esposizione alle fiamme e al calore In presenza di impianti elettrici, mantenersi a distanza, non usare MAI acqua ma estintori a polvere, alogenati o ad anidride carbonica Se gli abiti indossati dovessero prendere fuoco, rotolarsi sul pavimento, in terra, o su un prato; svestirsi il più velocemente possibile;avvolgersi con un tappeto o una coperta di lana

6 5.7: Intervento dell elisoccorso L'elicottero in è un Mezzo di Soccorso Avanzato, in quanto a bordo, oltre naturalmente ai piloti, è presente un'équipe sanitaria formata da un medico, un infermiere e da un tecnico del soccorso. L'elicottero interviene in tutte quelle situazioni in cui sia indifferibile il trasporto di un paziente che risulterebbe troppo lento o rischioso via strada, o tutte le volte che il ricupero del paziente risulta difficoltoso per particolari situazioni ambientali (incidenti in acqua, in montagna...). In occasione dell'intervento dell'elicottero, è opportuno osservare strettamente il protocollo operativo: Stabilire il contatto radio PROTOCOLLO OPERATIVO PER L'INTERVENTO DELL'ELICOTTERO Mantenere il contatto con la Centrale Operativa Richiedere eventualmente l'intervento dei Vigili del Fuoco per la logistica a terra Individuare un'area idonea all'atterraggio (almeno 30 x 30 metri, terreno compatto non acquitrinoso, senza reti, pali nè linee elettriche). La responsabilità della scelta resta sempre e comunque del Comandante dell'elicottero Segnalare la presenza di ghiaia, sabbia e/o materiali facilmente sollevabili eventualmente presenti nelle adiacenze Segnalare la propria posizione: la mobile non va posizionata al riparo di alberi o case, ma va posizionata in vista e con i girevoli e le luci accese. Fornire via radio informazioni su punti di riferimento (incroci stradali, campanili, ciminiere...) Attendere con il paziente l'arivo dell'elicottero a circa 30 metri di distanza dal punto stabilito per l'atterraggio Avvicinarsi ed allontanarsi dal velivolo camminando ricurvi Chiudere le porte dell'ambulanza Non accedere MAI al velivolo dalla parte posteriore: le pale di coda sono ad altezza d'uomo e risultano pressochè invisibili Tenere lontani gli estranei e coloro che non sono direttamente impegnati nelle operazioni di soccorso Allontanare o fissare gli oggetti che potrebbero sollevarsi Arrestare il traffico veicolare e pedonale a distanza di sicurezza (almeno metri), nel caso in cui l'elicottero dovesse atterrare su sede stradale In caso di atterraggio del velivolo su una superficie in pendenza, la parte più sicura per avvicinarsi è quella a valle Attenzione alle pale del rotore: possono abbassarsi se mosse dal vento Proteggersi gli occhi

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