S.O.S. IL TELEFONO AZZURRO ONLUS DOSSIER SULLA PEDOFILIA. 5 Maggio 2010

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1 S.O.S. IL TELEFONO AZZURRO ONLUS DOSSIER SULLA PEDOFILIA 5 Maggio

2 INDICE PREMESSA pag LE DIMENSIONI DEL FENOMENO a. I DATI DELLE LINEE DI ASCOLTO pag. b. I DATI DEL SERVIZIO 114 EMERGENZA INFANZIA pag. c. I DATI DEL SERVIZIO HOT 114 pag. 2. ASPETTI NORMATIVI DELL ABUSO E DELLO SFRUTTAMENTO SESSUALE pag. a. Pedopornografia on-line: situazione attuale ed esigenze di riforma pag. 3. SUGGESTIONABILITÀ E ASCOLTO DELLE VITTIME DI ABUSO pag. 4. CURA DELLE VITTIME/DEGLI AUTORI E PREVENZIONE pag. 5. LA FORMAZIONE E LA CREAZIONE DI RETI DI INTERVENTO pag. ALLEGATO 1 - TELEFONO AZZURRO CONTRO GLI ABUSI E LA PEDOFILIA PAG 50 2

3 PREMESSA Quando si parla di abuso sessuale contro minorenni ci si riferisce a quelle situazioni in cui un adulto utilizza o sfrutta a fini sessuali un bambino o un adolescente: viene quindi considerato abuso sessuale qualsiasi attività sessuale che avviene tra un adulto ed un bambino/adolescente che, per ragioni di immaturità psicologica, o per condizioni di dipendenza dall adulto non è in grado di comprendere cosa sta succedendo, né di fare scelte consapevoli nell ambito della sessualità, né di comprendere pienamente il significato e il valore delle attività sessuali in cui viene coinvolto. Quando Telefono Azzurro iniziò la sua attività, nel 1987, di abusi sessuali a danno di bambini e adolescenti in Italia si parlava raramente e con grande fatica. Dopo il maltrattamento fisico che per ovvi motivi legati alla presenza di segni evidenti è stato il primo ad essere riconosciuto e studiato negli anni Ottanta iniziarono ad emergere anche in Italia i racconti delle donne che da bambine avevano subito violenze sessuali, all interno o all esterno della famiglia. Nonostante questi racconti, l idea che i bambini potessero essere vittime di abusi di questo tipo, a maggior ragione se da parte di familiari, è stata per molto tempo negata e rifiutata. Negli ultimi venti anni la sensibilità sociale su questo tema è decisamente cresciuta. Innumerevoli, sono state le iniziative congressuali, informative e formative che in Italia hanno riguardato l abuso all infanzia. Similmente, le ricerche e dunque le conoscenze in materia hanno fatto passi da gigante, soprattutto a livello internazionale, sia nell ambito della valutazione sia in quello del trattamento delle vittime (Caffo et al, 2002). Dal punto di vista giuridico, il punto di riferimento per tali definizioni in Italia è costituito dalla legge sulla violenza sessuale (Legge n. 66 del 15 febbraio 1996) che ha radicalmente modificato la normativa; infatti, la nuova formulazione dell art. 609-bis che sanziona la violenza sessuale ricomprende, sotto questa denominazione, tutti quegli atti che la legge definisce come sessuali e che un soggetto compie o subisce dietro violenza o minaccia. Ciò ha determinato il venir meno della vecchia distinzione tra la violenza sessuale (che presupponeva la congiunzione carnale) e gli atti di libidine (che includevano invece tutti quegli atti diversi dal rapporto sessuale) e la riunione di tutte le ipotesi in un unica fattispecie, demandando quindi al giudice il compito di graduare la pena in relazione alla maggiore o minore gravità della condotta. In sostanza ciò dovrebbe consentire di colpire in modo proporzionato al danno arrecato fatti che, pur non comportando una congiunzione carnale, non per questo debbono considerarsi meno gravi. A tale proposito, la Corte di Cassazione ha recentemente affermato che: L'intrusione violenta nella sfera sessuale di un soggetto - per tale intendendosi la costrizione al denudamento e al toccamento e palpeggiamento - anche se avvenuta "ioci causa" o con finalità di irrisione della vittima, travalica il mero atto di violenza privata e si qualifica come atto sessuale punibile ai sensi dell'art. 609 bis cod. pen. (Fattispecie nella quale le vittime, minori di età, dopo essere state forzatamente denudate, erano state costrette a subire palpeggiamenti e toccamenti delle parti intime suscitando lo scherno e la derisione degli astanti) 1. 1 Cass. pen., Sez. III, Sent n

4 Negli ultimi anni le norme hanno subito un rapido avanzamento, recependo anche nuove tipologie di reato. Le proposte avanzate dai più recenti disegni di legge in tema di bambini e adolescenti vittime di abusi e sfruttamento sessuale, ad esempio, introducono condivisibili fattispecie di reato in tema di adescamento e pedofilia culturale, nonché disposizioni di carattere procedurale. Di contro, è però evidente come il contesto culturale in Italia spesso non consenta di affrontare apertamente e adeguatamente il tema della pedofilia, che porta con sé quelli dello sviluppo psicosessuale dei bambini, dei genitori (padri e madri) che abusano, delle violenze commesse in ambiti religiosi e da figure professionali che operano a contatto con i bambini. Questi temi, soprattutto nel nostro Paese, non sono sempre facili da affrontare. E sotto gli occhi di tutti, inoltre, come il fenomeno della pedofilia e delle violenze sessuali su minorenni sia soggetto a cambiamenti, divenendo sempre più complesso e articolato. Si può rilevare come, accanto alle tipologie di violenza più note, la nostra società sperimenti nuove forme quali la pedopornografia on line, il turismo sessuale o le violenze sessuali di gruppo integrate. Un interessante esempio di queste nuove tipologie è rappresentato dalla condotta di chi fotografa (o videoriprende) l atto finale della violenza da altri compiuta, come riconosciuto di recente dalla Suprema Corte: Integra il delitto di violenza sessuale di gruppo di cui agli artt. 609-octies, 609-bis, comma secondo, n. 1, aggravato ex art. 609-ter, n. 2, c.p. la condotta dell agente concretantesi nel fotografare l atto finale della violenza da altri compiuta abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto. In ipotesi siffatte, invero, la partecipazione attiva e consapevole dell agente deve intendersi realizzata nonostante l assenza di atti tipici della violenza sessuale, poiché posta in rapporto causale con quanto in fase di realizzazione da parte dei coindagati. (Fattispecie relativa a violenza sessuale di gruppo su una minore in stato di incoscienza indotto nel corso della quale l odierno ricorrente provvedeva alla registrazione con il suo telefonino della parte finale dell episodio delittuoso) 2. Se è vero che le politiche per l infanzia nel nostro Paese si appoggiano su istituti importanti quali l Istituto degli Innocenti, la Commissione bicamerale per l infanzia e l Osservatorio nazionale per l infanzia e l adolescenza, e che la regionalizzazione dell assistenza ha consentito, a livello locale, lo sviluppo di sperimentazioni interessanti ed innovative, è evidente il persistere di innumerevoli nodi irrisolti. Purtroppo l Italia manca di dati precisi sulla prevalenza delle violenze sessuali commesse su minorenni, sulle tipologie di abuso più diffuse, sulle sentenze di condanna emesse dai Tribunali e sui casi non sostanziati, sul profilo del pedofilo. Il caso delle figure religiose coinvolte in abusi sui minori, di cui si parla tanto in questi giorni, ha certamente una sua specificità, ma solleva questioni di ben più ampio respiro, primo tra tutti il cosiddetto problema del sommerso : quanti sono gli abusi commessi da figure religiose? E quanti quelli commessi da altre figure professionali che entrano a contatto con i bambini? Se si riuscisse ad avviare un dibattito più aperto e meno timoroso su questo tema, non solo a partire da episodi eclatanti, ad elevata connotazione emotiva che alimentano l idea distorta e in parte difensiva che gli abusi si limitino a casi sporadici ed eclatanti - potrebbero crearsi le premesse per un maggiore scambio di informazioni e per intervenire con programmi 2 Cass. pen. Sez. III Sent., 11/03/2010, n

5 di prevenzione: a partire dai bambini e dagli adolescenti nelle scuole, per arrivare alle famiglie e alla sensibilizzazione di specifiche categorie professionali. Le famiglie in particolare dovrebbero essere coinvolte in iniziative volte alla promozione delle competenze genitoriali nell ottica della prevenzione degli abusi, consolidando e sviluppando il principio, ormai affermatosi in tutta Europa, che la migliore protezione di un bambino si attua aiutando la sua famiglia, perché possa occuparsi bene di lui (in accordo con i principi generali affermati dall art. 1 della legge 4 maggio 1983 n. 184 sul diritto del minore alla famiglia). Tale orientamento è stato ben recepito dalla Corte di Cassazione quando afferma come: In tema di reati contro la libertà sessuale commessi in danno di minori, grava su ciascun genitore l'onere di adoperarsi onde impedire l'evento, stante l'obbligo di protezione del minore, configurandosi in difetto il concorso nel reato. (Fattispecie nella quale la Corte ha ritenuto la responsabilità della madre della minore per gli atti di violenza posti in essere dal coniuge, e dalla stessa conosciuti, per non avere posto in essere interventi idonei a fare cessare l'attività delittuosa, fra i quali rientra la denuncia dell'autore del reato) 3. Non basta, dunque, come molti pensano, estendere l obbligatorietà della denuncia per risolvere il problema degli abusi sessuali sui minorenni. E vero che, a posteriori, bisogna fare in modo che gli abusi escano dal sommerso e vengano alla luce, ma è ancor più importante a nostro avviso prevenirli, impedendo che accadano. Peraltro, come indicano recenti ricerche, l estensione dell obbligo di denuncia in assenza di una adeguata formazione delle categorie professionali e non coinvolte, rischia di produrre innumerevoli svantaggi. Un recente studio pubblicato su Lancet ha posto in evidenza come accanto ai numerosi vantaggi, l obbligatorietà della denuncia possa essere all origine di (Gilbert et al, Lancet, 2009): Dispersione di risorse e rallentamento del lavoro dei servizi sociosanitari Allocazione di maggiori risorse per le necessità investigative a scapito della cura del bambino e della famiglia Avvallo di un atteggiamento reattivo anziché proattivo (intervento a posteriori, anziché a priori di tipo preventivo) Incoraggiamento di un atteggiamento di delega ad altri, anziché di assunzione di responsabilità nei professionisti Creazione di una discriminazione verso le popolazioni più vulnerabili che sono quelle più segnalate e denunciate E indispensabile, invece, superare questa focalizzazione sulla segnalazione come panacea per ogni male, riportando l attenzione sul benessere del bambino e le risorse sulla prevenzione, la formazione e la cura. Più in generale è indispensabile che l Italia superi le disorganicità nella legislazione, le disomogeneità nella distribuzione delle risorse e nell offerta di servizi sul territorio italiano, la 3 Cass. pen. Sez. III, 27/04/2007, n

6 dispersione di risorse in interventi frammentati, spesso incompleti, altre volte bruscamente interrotti. Oltre al coordinamento degli interventi, si dovrebbe favorire la valutazione dei progetti e dei servizi e la diffusione delle buone prassi individuate. E triste dover constatare come di molti progetti finanziati per il monitoraggio e l intervento nei casi di abuso sessuale su minori, non si conoscano l esito e gli obiettivi raggiunti. Con il presente dossier Telefono Azzurro si propone di affrontare queste domande, offrendo dati e strumenti di riflessione sul tema della pedofilia, sullo stato dell arte e sugli orientamenti da adottare prontamente per contrastare questo fenomeno. 6

7 1. LE DIMENSIONI DEL FENOMENO Fare un analisi del fenomeno dell abuso sessuale in Italia risulta difficile e complesso sia per la mancanza di comuni metodologie di raccolta dei dati tra le diverse istituzioni del territorio sia per la specificità del fenomeno. Come vedremo meglio dall analisi dei dati provenienti dalle fonti ufficiali e dal loro confronto con quanto registrato in altri Paesi europei, infatti, il fenomeno risulta presumibilmente caratterizzato da un significativo sommerso. I dati ufficiali riportati a seguire provano a costruire una mappa della diffusione di questi fenomeni in Italia e supportano la consapevolezza che la rilevazione di queste informazioni, di fondamentale importanza per conoscere caratteristiche e dimensioni del problema, continui ad essere parziale, lacunosa e non sistematica. In primo luogo occorre registrare l indisponibilità, a partire dall anno 2006, della casistica annualmente analizzata e pubblicata dalla Direzione Centrale della Polizia Criminale. Il sistema di raccolta dati, sviluppato con la collaborazione degli Uffici Minori delle Questure, le Forze di Polizia e il Ministero dell Interno, permetteva di ottenere utili informazioni sulle caratteristiche delle vittime e degli autori e sul loro rapporto di conoscenza. Da un punto di vista esclusivamente metodologico la specificità di questi dati (riferiti, lo ricordiamo, a denunce e non a sentenze di condanna) contemplava la possibilità dell errore, ovvero la possibilità di contenere delle unità non proprie al fenomeno in analisi, i cosiddetti falsi positivi, ciononostante restituiva una panoramica, per quanto parziale, del fenomeno in Italia. Attualmente, gli unici dati ufficiali vengono raccolti e divulgati dall Istat che con il periodico aggiornamento del Sistema informativo territoriale sulla giustizia fornisce informazioni attendibili ma nel complesso limitate: non sono infatti esaustive rispetto alla complessità del fenomeno, in quanto la raccolta dati non è centrata sull abuso sessuale, e non sono mai disponibili in tempo reale perché l aggiornamento più recente ha sempre due-tre anni di scarto rispetto al presente. Di seguito vengono presentanti i valori relativi a due specifiche fattispecie previste dall art. 609 del Codice Penale: atti sessuali con minorenni e corruzione di minorenni. Le informazioni sono presenti all interno della più ampia rilevazione dei delitti denunciati dalla Forze di Polizia 4 all Autorità Giudiziaria. Da lettura dei dati emerge un aumento, sebbene numericamente contenuto, delle denunce riferite agli atti con minorenni dal 2005 al 2007 ma non c è modo di sapere, ad esempio, quanti autori e quante vittime sono state complessivamente coinvolte e quali sono le loro caratteristiche rispetto al sesso, all età, alla nazionalità e all eventuale rapporto di conoscenza, solo per citare alcune variabili centrali. Similmente, non disponiamo di dati relativi alla tipologia dell abuso sessuale e all autore dell abuso che possano confermare o disconfermare quanto rilevato a livello internazionale. Ricerche internazionali evidenziano, infatti, come durante l infanzia tra il 5 e il 10% delle bambine e fino al 5% dei maschi siano esposti ad abusi con penetrazione, e fino a tre volte tanto siano esposti ad altre forme di abuso sessuale (Andrews et al, WHO, 2004). Sembra anche che l abuso sessuale a differenza di altre tipologie di abuso delle quali l autore è per lo più il genitore biologico - sia maggiormente perpetrato da genitori acquisiti e altri parenti (Leeb et al, 2008). Di fronte alla carenza di dati ufficiali, sembra opportuno ricordare che ogni buona pratica che voglia intervenire sul versante della prevenzione presuppone una più approfondita conoscenza del fenomeno e la possibilità, quindi, di ottenere informazioni puntuali, dettagliate e costantemente aggiornate sulla casistica. 4 Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo forestale dello Stato, Polizia penitenziaria, Direzione investigativa antimafia e da altri uffici (Servizio Interpol, Guardia Costiera, Polizia Venatoria ed altre Polizie locali). 7

8 Delitti denunciati dalle Forze di polizia all'autorità Giudiziaria Anni: 2005, 2006, 2007 Valori assoluti Anno Atti sessuali con minorenni Corruzione di minorenni Fonte: Elaborazione Telefono Azzurro su dati Istat, 2009 Un altra indagine Istat Statistica della criminalità pubblicata a maggio del 2008 e riferita a dati del 2005, propone un resoconto molto più circostanziato sulle denunce, sui delitti denunciati per i quali l'autorità giudiziaria ha avviato l'azione penale e sulle persone denunciate. In questa più dettagliata ricognizione emergono reati e violazioni che, ad esempio, non sono presenti nei dati sopra menzionati: prostituzione minorile, pornografia minorile, detenzione di materiale pornografico attraverso lo sfruttamento dei minori e turismo finalizzato allo sfruttamento e alla prostituzione di minori. Al di là dell interesse per i dati, che presentiamo nella tabella successiva e che potrebbero descrivere uno scenario differente da quello attuale, non si comprende la ragione che nega la coerenza e la corrispondenza delle informazione rilevate. Denunce, delitti denunciati per i quali l'autorità giudiziaria ha iniziato l'azione penale e persone denunciate, per tipo di delitto Anno 2005 Valori assoluti Delitti Per un solo delitto Denunce Delitti denunciati Persone denunciate Di cui Di cui Per più Totale Totale autore Totale minori di delitti ignoto 18 anni Atti sessuali con minorenne Corruzione di minorenne Prostituzione minorile Pornografia minorile Detenzione materiale pornografico tramite sfruttamento di minori Turismo finalizzato allo sfruttamento e prostituzione di minori Fonte: Elaborazione Telefono Azzurro su dati Istat, 2008 Il reato delle violenze sessuali su minorenni, peraltro, non vede i soli adulti tra gli autori: di seguito i valori relativi ai minorenni denunciati dal 2005 al 2007 rispetto a tre fattispecie di reato. Dalla lettura dei dati emergono sostanzialmente due considerazioni: il numero di minori con meno di 14 anni in merito agli atti sessuali con minorenni, addirittura 1/3 del totale nel 2007 e il consistente incremento, sempre nello stesso anno, dei denunciati per pornografia minorile. 8

9 Minorenni denunciati alle Procure per minorenni per età e tipo di delitto Anno 2007 Valori assoluti Delitti Meno di 14 anni (non 14 anni 15 anni 16 anni 17 anni Totale imputabili) Atti sessuali con minorenne Corruzione di minorenne Pornografia minorile Fonte: Elaborazione Telefono Azzurro su dati Istat Minorenni denunciati alle Procure per minorenni per età e tipo di delitto Anno 2006 Valori assoluti Delitti Meno di 14 anni (non 14 anni 15 anni 16 anni 17 anni Totale imputabili) Atti sessuali con minorenne Corruzione di minorenne Pornografia minorile Fonte: Elaborazione Telefono Azzurro su dati Istat Minorenni denunciati alle Procure per minorenni per età e tipo di delitto Anno 2005 Valori assoluti Delitti Meno di 14 anni (non 14 anni 15 anni 16 anni 17 anni Totale imputabili) Atti sessuali con minorenne Corruzione di minorenne Pornografia minorile Fonte: Elaborazione Telefono Azzurro su dati Istat Si comprende quindi come l assenza di osservatori ufficiali deputati alla raccolta e alla restituzione puntuale dei dati sull abuso sessuale non sia l unica insufficienza del nostro Paese laddove anche coloro che rilevano, loro malgrado, non utilizzano sempre gli stessi criteri e le stesse categorie e, soprattutto, non forniscono elementi conoscitivi e notizie sulle vittime. Come è evidente, infatti, nella realizzazione delle indagini sopra descritte l istituto di statistica nazionale attinge informazioni dagli archivi del sistema giudiziario e non ha la possibilità di recuperare dati, con la stessa metodicità, dai servizi socio-sanitari che si occupano della presa in carico delle vittime, così come avviene in altri Paesi europei. In Italia, infatti, la raccolta di dati sui minori vittime di abuso sessuale ad opera dei servizi e delle istituzioni che se ne occupano è frammentaria, principalmente governata da iniziative promosse a livello locale che non condividono tra loro né metodologie né definizioni operative. 9

10 In questa direzione l Inghilterra rappresenta senza dubbio uno dei paesi Europei che dispone di un efficace sistema di monitoraggio e rilevazione del fenomeno: l utilizzazione di un Registro di Protezione del Minore da parte delle autorità locali con responsabilità di Servizio Sociale permette, infatti, un efficace catalogazione dei dati sull abuso nonché un accurata analisi statistica i cui risultati vengono pubblicati, annualmente, dal Department for Children, Schools and Families. Inghilterra: bambini e adolescenti inseriti nel Child Protection Plan (CPP) per tipologia di abuso Al 31 marzo di ogni anno considerato Valori assoluti Categorie di abuso Trascuratezza Abuso fisico Abuso sessuale Abuso psicologico Situazioni miste Totale Fonte: DCFS - Referrals, assessment and children and young people who are the subject of a child protection plan, England - Year ending 31 March 2009 Nonostante l Italia registri una carenza di dati sulla consistenza della casistica oggetto di interesse in questo documento, permane comunque la convinzione che l abuso sessuale sui minori emerga solo in parte e che sia ampia la dimensione del sommerso. Osservando le segnalazioni ricevute dalla linea telefonica francese Allô Enfance en Danger e confrontando i valori con quelli delle linee di consulenza ed emergenza presenti in Italia (vedi dati Linee di Ascolto di Telefono Azzurro e 114 Emergenza Infanzia) emerge uno scarto numerico consistente, pur volendo considerare la diversa numerosità della popolazione con età fino ai 18 anni (seppure questi dati dovrebbero essere solo di poco superiori a quelli italiani), la specificità delle normative interne di riferimento e i differenti criteri metodologici sottostanti la rilevazione dei dati. Sembra utile ricordare che tutte le chiamate accolte dal 119 che rivelano una situazione di maltrattamento sospetto o documentato nei confronti di uno o più minori sono oggetto di una trasmissione di informazioni al Presidente del Consiglio Generale del Dipartimento francese di volta in volta interessato che, in virtù delle leggi francesi di decentramento, rappresenta l autorità territoriale competente in materia d'aiuto sociale all'infanzia. Tipologia di abusi segnalati al 119- Allô Enfance en Danger Anno 2009 Valori assoluti Tipologia di abuso v.a. Abuso psicologico Abuso fisico Trascuratezza Abuso sessuale Totale bambini Fonte: Elaborazione telefono Azzurro su dati Allô Enfance en Ranger, Aprile

11 a. GLI ABUSI SESSUALI SEGNALATI AL CENTRO NAZIONALE DI ASCOLTO DI TELEFONO AZZURRO L attività di consulenza telefonica offerta da Telefono Azzurro può rappresentare un utile strumento di rilevazione e analisi per leggere ed interpretare in maniera più approfondita l abuso all infanzia nel panorama italiano. Proprio partendo dall analisi delle richieste di aiuto che vengono rivolte alle linee di ascolto, infatti, è possibile tracciare dei profili di quella parte dell infanzia e dell adolescenza che vive una situazione di abuso sessuale. Telefono Azzurro interviene in situazioni di disagio offrendo consulenza attraverso due linee dedicate: la Linea Gratuita rivolta ai bambini e agli adolescenti (fino ai 18 anni) e la Linea Istituzionale riservata agli adulti e agli operatori dei servizi. Si premette che a partire dal 1 gennaio 2008, l associazione ha attuato una modifica al proprio sistema informatizzato di raccolta delle informazioni, strumento operativo in dotazione all operatore che eroga consulenza. Nelle analisi a seguire si è scelto di analizzare, per uniformità di codificazione, la casistica afferente al solo periodo temporale che parte dal 1 gennaio 2008 (n=269, si veda a seguire). Tuttavia si segnala, che nel periodo di interesse per la documentazione richiesta (lugliodicembre 2007), sono stati gestiti ulteriori 56 casi di abuso sessuale, per un totale complessivo dell intero periodo (luglio marzo 2010) di 325 casi gestiti. Nell arco temporale compreso tra il 1 gennaio 2008 e il 15 marzo 2010, il Centro Nazionale di Ascolto di Telefono Azzurro, attraverso le due linee telefoniche, è intervenuto complessivamente su casi segnalati dall intero territorio nazionale che hanno richiesto una consulenza su problematiche rilevanti: i casi che hanno riferito situazioni di abuso sessuale, nel periodo considerato, sono stati 269 (ovvero il 4% sul totale delle consulenze gestite). Nell arco temporale considerato, le segnalazioni sono pervenute soprattutto dalle Regioni Lombardia, Lazio e Veneto. Regione di provenienza della casistica gestita (informazione rilevata su 255 casi) Valori assoluti Gennaio 2008 Marzo 2010 Regione % Lombardia 51 Lazio 49 Veneto 30 Piemonte 17 Toscana 17 Sicilia 15 Campania 14 Puglia 10 Emilia Romagna 8 Sardegna 7 Abruzzo 6 Liguria 6 11

12 Marche 6 Umbria 6 Calabria 5 Friuli 4 Trentino 3 Basilicata 1 Totale 255 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 Le Regioni mancanti non presentano casistica Se si considerano le diverse tipologie segnalate al Telefono Azzurro emerge come la maggior parte degli abusi sessuali subiti dai bambini rientri nella categoria dei toccamenti (136 casi). E comunque elevato il numero di bambini che ha subìto atti di penetrazione (41 casi) e fellatio (19 casi). In 36 casi il bambino è stato esposto ad episodi di esibizionismo, ad atti sessuali o a materiale pornografico; in 32 casi ha ricevuto proposte verbali. Nella categoria altro abuso sessuale, numericamente significativa, rientrano tutti i casi in cui vi siano dei sospetti a partire da segni fisici o comportamentali, ma il chiamante non riesce e definire l atto di abuso. Rientrano in questa categoria anche toccamenti in zone non genitali avvenuti con modalità equivoche, baci sulla bocca o sul collo, costrizioni a spogliarsi. In questa categoria, infine, sono inclusi anche segnalazioni relative a casi di adescamento on-line. Questa categoria è particolarmente significativa, perché denota anche il bisogno di molti adulti di confrontarsi sui possibili campanelli di allarme che possono configurare una ipotesi di abuso sessuale. Abuso sessuale in pregiudizio di minori: tipologia Valori assoluti Gennaio 2008 Marzo 2010 Forme di abuso individuate v.a. Esibizionismo 10 Costretto ad assistere ad atti sessuali 14 Costretto a visionare materiale pornografico 12 Proposte verbali 32 Penetrazione vaginale 24 Penetrazione anale 17 Fellatio 19 Costretto a toccare genitali/seno 41 Essere toccato nei genitali/seno 95 Altro abuso sessuale 88 Totale 352* * variabile a risposta multipla Fonte: Telefono Azzurro,

13 Se si considera il genere delle vittime, trova conferma il dato rilevato a livello internazionale secondo il quale il genere femminile, ossia le bambine le adolescenti costituiscono le principali vittime di abusi sessuali (il 66% dei casi circa). E tuttavia degno di nota il fatto che una segnalazione su tre riguardi minorenni maschi (89 casi, ovvero il 33,8%) a conferma che anche bambini e adolescenti maschi sono significativamente coinvolti in atti di abuso sessuale, soprattutto se in età inferiore agli 11 anni. Le vittime di abuso sessuale segnalate a Telefono Azzurro hanno generalmente un età inferiore agli 11 anni (57,6%). Come emerge dalla tabella successiva, infatti, il numero delle vittime segnalate decresce all aumentare dell età. Sesso del minore (informazione rilevata su 263 casi) Valori assoluti e percentuali Gennaio 2008 Marzo 2010 Sesso v.a. % Maschio 89 33,8 Femmina ,2 Totale ,0 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 Età del minore (informazione rilevata su 255 casi) Valori assoluti e percentuali Gennaio 2008 Marzo 2010 Età v.a. % 0-10 anni , anni 67 26, anni 41 16,1 Totale ,0 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 Sesso del minore per classe di età Valori percentuali Gennaio 2008 Marzo 2010 Classe di età Maschio Femmina 0-10 anni 62,4 55, anni 21,1 29, anni 16,5 16,0 Totale 100,0 100,0 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 In quali tipologie di abuso si distinguono maggiormente maschi e femmine? In base alle segnalazioni pervenute alle linee di Telefono Azzurro le femmine subiscono in misura maggiore toccamenti (87 casi femmine vs. 46 maschi) e abusi con penetrazione (29 femmine vs 12 maschi). Più spesso dei maschi, inoltre, ricevono proposte sessuali di tipo verbale (24 casi). I 13

14 maschi sembrano essere più spesso costretti ad assistere ad atti sessuali (10 casi) oltre che a penetrazioni anali (11 casi). Sesso del minore per tipologia abuso sessuale Valori assoluti Gennaio 2008 Marzo 2010 Tipologia Maschi Femmine Totale Esibizionismo Costretto ad assistere ad atti sessuali Costretto a visionare materiale pornografico Proposte verbali Penetrazione vaginale 1 (agita) Penetrazione anale Fellatio Costretto a toccare genitali/seno Essere toccato nei genitali/seno Altro abuso sessuale Totale Fonte: Telefono Azzurro, 2010 Se si considera la classe di età, i bambini fino a 10 anni sono più spesso coinvolti in toccamenti (91 casi) e fellatio (14 casi), sono costretti ad assistere ad atti sessuali o a situazioni di esibizionismo. Età del minore per tipologia abuso sessuale Valori assoluti Gennaio 2008 Marzo 2010 Tipologia 0-10 anni anni anni Totale Esibizionismo Costretto ad assistere ad atti sessuali Costretto a visionare materiale pornografico Proposte verbali Penetrazione vaginale Penetrazione anale Fellatio Costretto a toccare genitali/seno Essere toccato nei genitali/seno Altro abuso sessuale Totale Fonte: Telefono Azzurro,

15 Gli abusi sessuali riguardano prevalentemente bambini di cittadinanza italiana. Il 9,7%, tuttavia, riguarda bambini e adolescenti di altre nazionalità, per lo più provenienti dall Europa dell Est. Nazionalità del minore (informazione rilevata su 259 casi) Valori assoluti e percentuali Gennaio 2008 Marzo 2010 Nazionalità v.a. % Italiana ,3 Straniera 25 9,7 Totale ,0 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 I bambini stranieri sono per lo più vittime di toccamenti, sono costretti ad assistere ad atti sessuali o a vedere materiale pornografico e ricevono proposte verbali. Nazionalità del minore per tipologia abuso sessuale Valori assoluti e percentuali (variabile a risposta multipla) Gennaio 2008 Marzo 2010 Italiani Stranieri Totale Tipologia % % v.a. Esibizionismo 3,8-9 Costretto ad assistere ad atti sessuali 4,7 8,0 13 Costretto a visionare materiale pornografico 3,8 8,0 11 Proposte verbali 11,1 20,0 31 Penetrazione vaginale 9,0 12,0 24 Penetrazione anale 6,8-16 Fellatio 7,7 4,0 19 Costretto a toccare genitali/seno 15,8 12,0 40 Essere toccato nei genitali/seno 35,9 32,0 92 Altro abuso sessuale 32,1 36,0 84 Totale (v.a.) Fonte: Telefono Azzurro, 2010 E da rilevare che nei casi in cui un bambino di nazionalità non italiana chiama Telefono Azzurro per raccontare l abuso subìto, spesso mostra una scarsa consapevolezza del fatto che si tratti di un reato, nei cui confronti è possibile intervenire in termini punitivi. Non è affatto scontato, infatti, che ciò che in un determinato contesto sociale che si caratterizza per cultura, religione, norme tradizionali e leggi istituite - è considerato abuso o maltrattamento venga considerato tale in un altro contesto. Chi sono gli abusanti? Per quanto concerne il presunto abusante, si rileva come nella maggior parte dei casi gli abusi sessuali siano commessi da persone appartenenti al nucleo familiare: padri, madri, noni, fratelli/sorelle, nuovi conviventi/coniugi e altri parenti. 15

16 Se solo l 11% circa riguarda soggetti estranei, negli altri casi si tratta di soggetti esterni alla famiglia ma comunque conosciuti: tra questi spiccano gli amici di famiglia (12,9%) e gli insegnanti (9% circa), i vicini di casa (4,7%). L 1,2% delle segnalazioni al Telefono Azzurro riguarda figure religiose. Presunto responsabile (Informazione rilevata su 170 casi) Valori percentuali (variabile multipla, totale superiore al 100%: per ogni caso possono essere indicati più responsabili) Gennaio 2008 Marzo 2010 Presunto autore % Padre 29,4 Altro parente 13,5 Amico/conoscente 12,9 Estraneo 10,6 Insegnante/educatore 8,8 Nonni 5,9 Madre 5,3 Altro bambino 5,3 Vicino di casa 4,7 Convivente madre/padre 2,9 Fratello/sorella 2,4 Altra categoria professionale 1,8 Figure religiose 1,2 Altro soggetto 3,5 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 Un dato interessante riguarda le donne autrici di abusi sessuali che riguardano un numero significativo di segnalazioni (21 sono di sesso femminile, pari al 12,2%). Il ruolo di queste donne va da un abuso attivo e cercato, per motivi di piacere o di denaro, a un abuso per così dire assistito, compiuto da altri che generalmente sono i compagni, e taciuto, nascosto, a volte addirittura facilitato. Non certo meno grave, almeno secondo il nostro codice penale, che all articolo 40 secondo comma afferma: non impedire un evento equivale a cagionarlo. Nelle situazioni di abuso che coinvolgono minori stranieri, gli autori sono spesso appartenenti alla famiglia, persone di cui i genitori si fidano (amico sincero dei genitori, lontano cugino o parente, connazionale ospitato, nuovi partner dei genitori), persone con cui il minore passa buona parte del suo tempo. Il fatto che il presunto abusante sia una persona vicina al nucleo familiare può rendere ancora più difficile la rivelazione dell abuso da parte del minore. Spesso gli abusi nascono all interno di situazioni di mancata custodia dei figli o di affidamento a persone poco conosciute. I genitori, infatti, impiegati tutto il giorno nel lavoro fuori casa, in assenza della rete familiare e sociale di supporto, con la difficoltà di inserire i figli nelle strutture per l infanzia, si trovano nella condizione di lasciare soli i bambini, oppure di affidarli a persone disponibili, ma poco conosciute. Tuttavia è decisamente più elevata rispetto ai bambini di nazionalità italiana la percentuale di abusi commessi da soggetti estranei (31,3%). 16

17 Presunto responsabile per nazionalità del minore vittima di abuso sessuale Valori percentuali (variabile multipla, totale superiore al 100%: per ogni caso possono essere indicati più responsabili) Gennaio 2008 Marzo 2010 Presunto responsabile Italiani Stranieri Padre 30,9 18,8 Altro parente 13,8 6,3 Amico/conoscente 13,8 6,3 Estraneo 7,9 31,3 Insegnante/educatore 9,2 6,3 Nonni 5,9 6,3 Madre 5,3 6,3 Altro bambino 5,9 - Vicino di casa 4,6 6,3 Convivente madre/padre 2,6 6,3 Fratello/sorella 2,0 6,3 Altra categoria professionale 2,0 - Prete/sacerdote 0,7 6,3 Altro soggetto 3,3 6,3 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 Come è intervenuto il Telefono Azzurro? Nella maggior parte dei casi di abuso sessuale gestiti nel periodo considerato, coerentemente con le procedure del servizio, si è reso necessario il coinvolgimento della sezione della Squadra Mobile della Questura, specializzata per i reati sessuali o dell Ufficio minori della Questura stessa e, contemporaneamente, dei servizi sociali. In altri casi la segnalazione è stata inoltrata direttamente alla/alle Procura/e competente/i territorialmente. Laddove fosse necessario un intervento in emergenza, sono stati coinvolti anche il 112 e il 113. Nel 7,8% dei casi sono stati coinvolti anche dei servizi della ASL, come quello di Neuropsichiatria infantile o il consultorio familiare, per una presa in carico psicologica del bambino o del nucleo familiare. Agenzie territoriali attivate (Informazione rilevata sul 51 casi) Valori percentuali (variabile multipla, totale superiore al 100%: uno stesso caso può aver richiesto l attivazione di più agenzie) Gennaio 2008 Marzo 2010 Agenzie attivate % Servizi Sociali 23,5 Questura - Squadra Mobile 23,5 Questura - Ufficio Minori 21,6 Procura presso il Tribunale per i minori 7,8 Procura presso il Tribunale Ordinario 2,0 17

18 Carabinieri ,7 Polizia 113 Centrale operativa 3,9 ASL 7,8 Polizia Postale 2,0 Tribunale per i minorenni 2,0 Altro 5,9 Fonte: Telefono Azzurro, 2010 Per quanto concerne l intervento del Telefono Azzurro in casi di abuso sessuale su bambini e adolescenti di cittadinanza non italiana, si è rilevato come alcune condizioni possono costituire un ostacolo. In particolare: mancanza di una rete familiare di supporto; mancanza del supporto della comunità di origine; legittimazione da parte dei familiari e della comunità di origine dei comportamenti dell abusante (soprattutto quando si tratta di violenza intrafamiliare); convinzione della normalità e tollerabilità di alcune violenze; convinzione della legittimità di alcuni comportamenti tra genitori e figli; assenza nel Paese di origine di leggi che tutelano il bambino vittima di violenza e/o trascuratezza; assenza nel Paese di origine di servizi di aiuto e sostegno in caso di violenza sui minori; presenza di leggi, norme, tradizioni culturali e religiose che sostengono e supportano agiti violenti o di trascuratezza nei confronti dei bambini; riconoscimento solo della violenza sessuale, in modo parziale della violenza fisica e non considerazione della violenza psicologica; paure burocratiche rispetto a ciò che può accadere a sé e alla propria famiglia a seguito della richiesta di aiuto e dell emergere del problema. Nei casi di abuso extrafamiliare, si può ottenere la collaborazione dei genitori quando il percorso studiato di tutela per il/la minore è capace di tenere conto dei valori, delle regole e dei tabù della loro tradizione. Un intervento (anche per ciò che attiene le modalità comunicative con la famiglia) poco rispettoso e poco attento alla sensibilità e alle tradizioni della famiglia, produce l effetto di non collaborazione e di non comprensione, da parte del genitore, di quello che può comportare il percorso di tutela del figlio, dalla denuncia al sostegno psicologico. Spesso la preoccupazione riportata dai genitori è quella della rivelazione nell ambito della comunità e del Paese di origine dell abuso subìto dal figlio (un papà bengalese: se questo si sa mia figlia non può che fare la serva, o ancora, un papà egiziano: se la comunità lo viene a sapere mia figlia non la sposerà nessuno ). Importante è tenere conto degli effetti di stigmatizzazione di cui il minore può essere vittima da parte della comunità di origine, situazione che si porrebbe quale ulteriore trauma. A differenza delle situazioni di abuso sessuale che vedono vittima minori italiani ci si può trovare di fronte a casi in cui l abusante sia un adulto, perlopiù maschio, convinto di essere in una posizione assolutamente legittimata a commettere tali atti con la bambina/ragazza, in quanto situazione permessa nel proprio Paese. In tali situazioni può capitare che sia l abusante sia i genitori o gli adulti che hanno la tutela del minore non abbiano la consapevolezza dell accaduto in termini di reato e della sua punibilità. 18

19 b. GLI ABUSI SESSUALI SEGNALATI AL 114 EMERGENZA INFANZIA Il Servizio 114 Emergenza Infanzia è una linea telefonica di emergenza istituita con il Decreto Interministeriale del 14 ottobre 2002 e gestita sin dal suo avvio, nel marzo del 2003, da Telefono Azzurro. Il 114 Emergenza Infanzia è un servizio di emergenza accessibile da tutto il territorio nazionale sia da telefonia fissa che mobile ventiquattro ore al giorno, tutti i giorni dell anno, gratuitamente, a chiunque intenda segnalare situazioni di emergenza e disagio, anche derivanti da immagini, messaggi e dialoghi diffusi attraverso mezzi di comunicazione di massa o reti telematiche, che possano nuocere allo sviluppo psico-fisico di bambini e adolescenti. La missione del servizio è quella di fornire a chiunque si trovi sul territorio nazionale assistenza psicologica, nonché consulenza psico-pedagogica, per situazioni di emergenza che interessano bambini e adolescenti e fornire gli occorrenti collegamenti con le strutture territoriali competenti di ambito sanitario, sociale e di sicurezza. Nel periodo compreso tra il 1 luglio 2007 e il 15 marzo 2010, il 114 Emergenza Infanzia ha gestito complessivamente situazioni di emergenza che hanno coinvolto bambini e adolescenti in tutto il Paese: 167 i casi di abuso sessuale segnalati al servizio (pari al 3,5% dell intera casistica). Nell arco temporale considerato, le segnalazioni sono pervenute soprattutto dalle Regioni Lombardia, Lazio e Campania. Regione di provenienza della casistica gestita (informazione rilevata su 164 casi) Valori assoluti Luglio 2007 Marzo 2010 Regione % Lombardia 29 Lazio 24 Campania 18 Emilia Romagna 13 Sicilia 13 Toscana 12 Veneto 11 Piemonte 10 Puglia 9 Calabria 7 Marche 6 Friuli 5 Liguria 4 Umbria 2 Sardegna 1 Totale 164 Fonte: Elaborazione Telefono Azzurro su dati Le Regioni mancanti non presentano casistica 19

20 Se si considerano le diverse tipologie di abuso sessuale segnalate al 114 Emergenza Infanzia, emerge come la maggior parte degli abusi rientri nella categoria dei toccamenti (51 casi), in 26 casi le vittime hanno subito atti di penetrazione e in 8 casi sono stati coinvolti in fellatio, più numerose le segnalazioni relative a episodi di, esibizionismo, esposizione intenzionale ad atti sessuali e a materiale pornografico (26 casi) e proposte verbali (20 casi). Nella categoria altro abuso sessuale, numericamente significativa, rientrano tutti i casi in cui vi siano dei sospetti a partire da segni fisici o comportamentali, ma il chiamante non riesca e definire il presunto atto di abuso subito dal bambino. Vi rientrano anche toccamenti in zone non genitali ma con modalità equivoche, baci sulla bocca o sul collo, costrizioni a spogliarsi. In questa categoria, infine, sono inclusi anche i casi di adescamento on line. Questa categoria è particolarmente significativa, perché denota il bisogno di molti adulti di confrontarsi sui possibili campanelli di allarme che possono configurare una ipotesi di abuso sessuale. Abuso sessuale in pregiudizio di minori: tipologia Valori assoluti Luglio 2007 Marzo 2010 Forme di abuso individuate Esibizionismo 6 v.a Costretto ad assistere ad atti sessuali 15 Costretto a visionare materiale pornografico 5 Proposte verbali 20 Penetrazione vaginale 19 Penetrazione anale 7 Fellatio 8 Essere costretto a toccare genitali/seno 16 Essere toccato nei genitali/seno 35 Altro abuso sessuale 67 Totale 198* * variabile a risposta multipla Fonte: Elaborazione Telefono Azzurro su dati Se si considera il genere delle vittime, trova conferma il dato rilevato a livello internazionale secondo il quale bambine e adolescenti costituiscono le principali vittime di abusi sessuali. Ben 111 casi, infatti, hanno riguardato bambine e adolescenti, a fronte dei 52 casi che hanno riguardato minorenni di genere maschile. Le vittime di abuso sessuale segnalate al 114 sono state principalmente bambini fino a 10 anni di età. Come nel caso delle segnalazioni prevenute alle altre linee di Telefono Azzurro, il numero delle vittime decresce, infatti, all aumentare dell età stessa. Le vittime di sesso femminile sono prevalenti nelle classi di età e

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