LE DUE EDIZIONI DE «EL LUGAR DE UN HOMBRE» DI SENDER: MÉXICO,

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1 LE DUE EDIZIONI DE «EL LUGAR DE UN HOMBRE» DI SENDER: MÉXICO, El lugar del hombre (México, 1939) è il primo romanzo, insieme a Provèrbio de la muerte \ pubblicato da Ramón J. Sender durante l'esilio che, iniziato nel 1938, lo ha portato prima in Messico e poi negli Stati Uniti, dove si è poi stabilito definitivamente. Sender, che aveva militato a lungo nelle fila degli anarchici e poi si era avvicinato, per breve tempo, al partito comunista, aveva già scritto opere impegnate dal punto di vista politico e sociale, volte sia ad un inquadramento del passato spagnolo ai fini di una comprensione del confuso presente (Mr. Witt en el Cantón), sia alla denuncia delle atrocità commesse dalla monarchia, prima (Imán, O.P.: Orden Público), e, poi, dalla repubblica (Viaje a la aldea del crimen). La potente rappresentazione del clima soffocante del primo quarto di secolo, particolarmente per quel che si riferisce alla realtà rurale - miseria dei contadini strumentalizzati e oppressi dai caciques, dal clero e dalla Guardia Civil, è realizzata qui senza schematismo, con l'attenzione rivolta implicitamente al «dopo», in modo da indurre il lettore ad un raffronto critico tra la situazione conflittuale del periodo precedente l'avvento della seconda repubblica e l'esito che quei conflitti stavano avendo con la fine della guerra civile, l'esplosione del conflitto mondiale e l'insediamento del regime franchista. Ma la preoccupazione sociale, che è quella che appare per prima al lettore, non è esclusiva: si coniuga di continuo con la riflessione esistenziale relativa al significato, al posto - si pensi al titolo - che ogni individuo occupa nel contesto sociale; il che fa si che l'impianto dato da Sender sia quello di un romanzo sostanzialmente riferibile al realismo sociale, in cui però attua da reagente una vicenda individuale che per certi aspetti ricorda il pirandelliano Fu Mattia Pascal: la scomparsa e la successiva riapparizione di un personaggio. Tale congegno narrativo consente all'autore di affrontare il problema sociale e politico non solo sul piano della denuncia ma anche sul piano più costruttivo della penetrazione dei meccanismi che formano la dinamica fra l'indivi- 1 Quando intendo indicare il primo prescindendo dalle variazioni subite, abbrevio il titolo in Lugar. Abbrevio il tìtolo del secondo in Proverbio.

2 160 DONATELLA PINI MORO duale e il sociale, onde contribuire alla realizzazione di quello che Sender definiva nel '39 el único humanismo revolucionario posible 2. Di questo romanzo, l'edizione attualmente diffusa 3 riproduce la seconda redazione, pubblicata per la prima volta nel 1958 a Città del Messico, e in vista della quale il titolo venne mutato in El lugar de un hombre, mentre il testo venne in più parti rimaneggiato dall'autore. Dal confronto con la prima redazione ho avuto modo di capire l'importanza che avrebbe da molti punti di vista, primo fra tutti quello storico-documentario, la conoscenza del testo in cui si configurò inizialmente l'opera, in un momento molto importante non solo nella biografia dell'autore ma nella storia di Spagna ed anche nella storia del romanzo spagnolo, sulla cui scena sarebbe apparso di li a poco il celebre Pascual Duarte di Camilo J. Cela. 2. Intervistato nel 1970 da Peñuelas a proposito della composizione di Lugar 4, Sender dice di aver preso spunto da un fatto realmente accaduto in un paese dell'alta Aragona la fuga di un uomo dalla convivenza con i suoi simili e di averlo legato ad un altro episodio anch'esso suggerito da un fatto reale: un errore giudiziario che venne scoperto nella provincia di Cuenca. Dall'aver stabilito, nella finzione letteraria, un rapporto al tempo stesso causale e cronologico fra i due avvenimenti, nasce la fabula del romanzo: in un paese dell'alta Aragona, a economia agricola e pastorale, un uomo poverissimo di nome Sabino, giunto al massimo della degradazione fisica e morale, scompare per rifugiarsi in un altipiano desertico e selvaggio: il saso. Siamo nell'ottobre del La particolare contingenza politica fa scattare un ineso- 2 Cfr. la "Breve noticia" anteposta all'edizione del '39. 3 Chiamo A la prima edizione, México, Quetzal 1939, e B la seconda, México, C.N.T Il testo di A, mentre è noto alla critica statunitense, è invece praticamente sconosciuto in Europa, dove si legge correntemente il testo di B ristampato dalla casa editrice Destino (Barcelona, 1976). Per il testo di A cito dall'esemplare PQ6635IAE65L8/1939 della Library of Congress di Washington; per quello di B cito dall'esemplare R della biblioteca della Universidad Central di Barcelona. Nelle citazioni di passi comuni, le pagine di A precedono, separate da una sbarretta obliqua, le pagine di B. Vanno fra parentesi quadra le lezioni di A soppresse in B; fra parentesi quadra e tonda le aggiunte di B; le lezioni di A che sono state sostituite in B vanno in corsivo, mentre le corrispondenti varianti di B vanno entro parentesi graffa. Le cifre romane indicano i capitoli del romanzo. 4 M. PEÑUELAS, Conversaciones con Ramón Sender, Madrid 1970, pp s Nella cronologia interna all'opera c'è una certa imprecisione, quando non contraddittorietà, fra le due redazioni. La scomparsa di Sabino avviene il 22 ottobre 1910; su questa data A e B concordano in V, pp. 58/51 e Vili, pp. 88/73; A la conferma in un passo di V, p. 59 espunto in B. Invece, durante l'interrogatorio di Juan e Vicente, il giudice istruttore fa riferimento per due volte a una data diversa: il 10 ottobre; la prima volta la domanda è formulata in A e in B

3 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 161 rabile meccanismo di caccia alle streghe per cui la «colpa» viene fatta ricadere su delle vittime prestabilite. Poiché, l'ultima volta che era stato visto, Sabino si trovava in compagnia di due braccianti del paese vicino, questi vengono accusati di averlo ucciso, imprigionati e in poco tempo stritolati tra le maglie della giustizia, tradizionale alleata del cacique più potente del circondario. Costui, infatti, aveva visto nella condanna per omicidio di Juan e di Vicente che, come la maggior parte dei loro compaesani, votavano per il partito liberale - una preziosa occasione per gettare il discredito su quel partito a vantaggio del partito conservatore, di cui era il principale esponente. L'effetto desiderato è raggiunto in pieno. Juan e Vicente «confessano» sotto tortura di avere ucciso Sabino e di averne gettato il cadavere ai maiali, mentre si diffonde nel circondario l'orrore per un delitto cosi efferato, cui segue l'auspicato indebolimento dell'elettorato liberale. nello stesso modo: Ustedes mataron a Sabino el dia 10 de octubre ùltimo? (Vili, pp. 93/76); la seconda volta A inserisce una correzione con la data del 22, che supera di fatto, anche se non esclude, la data del 10: fué el dia 10 [, digo el 22 de octubre último,] cuando mataron a Sabino? (VIII, pp. 94/77). Nel primo caso c'è il dubbio se si tratti di un errore commesso involontariamente dall'autore o se sia invece un inganno del giudice per confondere gli interrogati. Nel secondo caso, la correzione aggiunta in A subito dopo la data erronea, indica una volontà regolarizzatrice o da parte dell'autore, che avrebbe riferito la correzione alla prospettiva subdola del giudice, o da parte della redazione editoriale. Quanto alla permanenza di Sabino sul saso, in un primo momento (VI, pp. 74/63) tanto A che B parlano di un periodo di sedici anni, tre mesi e undici giorni, che porterebbe il ritrovamento al 2 febbraio 1927, data che non concorda con gli altri riferimenti cronologici. L'anno, infatti, contrasta con quel 1925 che sia A sia B riportano all'inizio dèi cap. XVI (pp. 179/136). La data 1925 sembra dipendere dal progressivo affermarsi di un modo approssimativo di computare gli anni intercorsi tra la fuga e il ritrovamento di Sabino, sulla base, anche, del periodo - ovviamente più breve - trascorso in carcere da Juan e Vicente (cfr. XV, pp. 167/128, titolo: Quince años se cuentan pronto; XX, pp. 221/169, discorso diretto di Sabino: Han pasado quince años y parece que era ayer. In un secondo momento, mentre B riferisce ad Antonia, moglie di Sabino, un calcolo del tempo trascorso dalla fuga in sedici anni e tre mesi (XX, p. 170), che conferma approssimativamente quello errato di VI, pp. 74/63, A le attribuisce un calcolo più preciso in sedici anni e sei mesi (p. 221), che sposterebbe, benché sempre implicitamente nell'anno 1927, il tempo dell'azione alla fine di aprile, in perfetta coincidenza con il dato che troviamo all'inizio del cap. XVI: Aquel domingo era el ùltimo de abril (pp. 179/136). Non è da escludere, pertanto, che tres sia il risultato di una trascrizione errata di seis; il che fa supporre, alla base, un autografo manoscritto, che Sender non doveva avere più sotto mano al momento della revisione per la stampa del '58. Fra le tante ipotesi possibili, anche alla luce di quanto Sender ha riferito sul modo approssimativo in cui sono stati pubblicati i primi libri dell'esilio (J. MARRA LÓPEZ, "Ramón Sender novelista español", «Insula», n. 209, aprile 1964, p. 5), la più verosimile è che le regolarizzazioni tardive e parziali di A siano da imputare ad una revisione dell'ultimo momento - sollecitata magari dalla redazione editoriale - effettuata sulle bozze o sul dattiloscritto consegnato all'editore, senza che poi ne sia rimasta traccia sull'esemplare che l'autore ricorresse per la stampa del '58.

4 162 DONATELLA PINI MORO Alla «confessione» segue, per i due, la condanna; la prigionia dura in tutto quindici anni; poi il ritorno e le difficoltà del reinserimento. Non passa molto tempo quando anche Sabino il «morto», il «mostro», il «fantasma» - fa ritorno al suo paese ricondotto da un gruppo di cacciatori alla testa del quale ironia della sorte si trova proprio quel potente che meno di tutti avrebbe avuto interesse a farlo «risuscitare». Ecco cosi che Juan e Vicente, dopo tante sventure, esperimentano ora la vicenda della riabilitazione, felice per Vicente ma per Juan ancora più amara di tutte le precedenti. Mentre Juan muore accasciato nello spirito e nel corpo ~ e con lui muoiono i suoi disordinati impulsi alla vendetta -, Sabino, dopo un primo periodo in cui, strumentalizzato dalla propaganda liberale, si lascia trascinare per i paesi ed esibire come una bestia rara al fine di rendere pubblica la menzogna che i conservatori avevano costruito con la sua «morte», conosce un vero e proprio processo di emancipazione, esattamente opposto a quello che lo aveva indotto all'isolamento: la sicurezza, che ora nasce in lui per la prima volta dal fatto di avere finalmente un lavoro, sia pur modesto, costituisce la base per conquistare ciò che non aveva mai avuto prima della fuga: la considerazione della gente, l'amore della moglie. Intanto l'orizzonte è turbato tutto intorno dagli incendi appiccati nelle tenute del cacique conservatore: sintomi inquietanti del disordine creatosi con il nuovo ribaltamento politico, avvenuto ora in favore dei liberali. Questa è la sintesi degli avvenimenti principali del romanzo, che ho riordinato secondo la loro successione cronologica - ben differente dall'intrigo - e da cui ho escluso volutamente le variabili che differenziano le due redazioni. È evidente l'intento morale e sociale, come pure il proposito di applicare, secondo una correlazione attenta, ma non meccanica, dei caratteri alle circostanze e dell'individuale al collettivo, i principi estetici del realismo socialista, di cui Sender è stato anche divulgatore 6. Questa è la robusta ossatura che rimane stabile nel romanzo in mezzo ai cambiamenti che avvengono fra il '39 e il ' Anche se si cambia il modo di approccio e, invece che dall'interno, si osserva l'opera dall'esterno, a partire dalle strutture più superficiali, si ha netta l'evidenza di altre dimensioni, oltre quella sociale, cui è necessario rapportare l'opera. 6 Sender firma la traduzione spagnola di un inedito di M. Gorki pubblicato con il titolo di "Autocrítica" su «Leviatán», giugno 1935 (cfr. Kraus Reprint, Nendéln-Liechtnstein, III, 1974, pp ).

5 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 163 II paesaggio montano, aspro e selvaggio, in cui è ambientata la vicenda, la pervade di un brivido di mistero (lo irreal 7 ) secondo un preciso progetto estetico che l'autore espone in Proverbio 8 quando ci informa sulle letture del protagonista: A Saila le gustaban las novelas de aventuras, sobre todo las francesas, que necesitaban dar a la intriga un poco de misterio no humano, un misterio lírico fondato sul paesaggio; ed elenca una serie di possibili suggestioni paesaggistiche, fra cui el carácter de una aldea montañesa, basate su detalles físicos. Quindi prosegue: /.../ ese misterio lo extraían generalmente de una manera torpe para incluirlo en la intriga como los pintores de tarjetas postales meten en el fondo de sus acuarelas un brochazo marrón o rojo. La torpeza de lo lírico en esas novelas policíacas era uno de sus encantos porque permitía al lector completar con sus medios ese misterio nunca bien planteado, (p. 211). Dal confronto con questo testo coevo 9 nasce il sospetto che vada forse identificato qui il nucleo progettuale di Lugar, alcuni aspetti del quale sono senz'altro riferibili al romanzo poliziesco; si pensi a certe situazioni tipiche: ricerca dell'assassino, errore giudiziario, correzione dell'errore giudiziario. Questo paesaggio violento, sullo sfondo del quale agiscono caratteri dalla psicologia elementare, il cui sistema di valori attribuisce categoria positiva alla virilità contro l'effeminatezza, all'impassibilità e all'indifferenza contro il riso, produce un effetto che Eoff definisce di «vigoroso primitivismo» 1C. 7 La sensazione di irrealtà, in stretta connessione con l'emozione suscitata dal paesaggio montano, è esplicitata significativamente nel capitolo di apertura: E» la rompiente que venía a ser como una cortina de roca arenisca hacían sus nidos las águilas y los esparveres. Sus gañidos llegaban al atardecer al balcón de mi cuarto repetidos por el eco que les daba una extraña profundidad. En ese eco "veía" {sentía} yo la inmensidad de la noche que se acercaba. Cuando era niño (lo recordaba con emoción) en mis soledades hablaba con las «ripas», con los esparveres y con aquellas oquedades negras en donde localizaba yo todo lo irreal de mi infancia. (I, pp. 18/6). 8 México, Quetzal Cito dall'esemplare della Library of Congress che porta la segnatura PQ/6635 /E65P7. Il romanzo ha subito un lungo processo di rielaborazione che è sfociato nelle seguenti edizioni: La esfera, Buenos Aires, Siglo Veinte 1947; The Sphere, traduzione di F. Giovanelli, London Grey Walls Press 1950; La esfera, Madrid, Aguilar Proverbio - come ho già riferito - fu pubblicato dalla stessa casa editrice che pubblicò Lugar, nello stesso anno Dalle fascette dei due libri, in cui si annunciano le opere di Sender in corso di stampa e di prossima pubblicazione, risulta chiaro che Proverbio usci con un certo anticipo rispetto a Lugar. 10 S. H. EOFF, "El desafío de lo absurdo: Jean Paul Sartre, Ramón Sender", in El) pensamiento moderno y la novela española, Barcelona 1965, p. 237.

6 164 DONATELLA PINI MORO 4. Ma il mistero non scaturisce solo dal paesaggio; è ampiamente compreso nel concetto della casualidad che il personaggio del nonno afferma più e più volte in forma quasi ossessiva (da anche il titolo al I o capitolo); ad esso va riferito il personaggio di Ana Launer, la strega del paese, la cui presenza inquietante colma l'aria di stimoli alla vendetta e alla violenza; ed anche il barbaro culto della croce in omaggio al quale Antonia, la madre di Sabino, si toglie la vita in compenso della grazia ricevuta col ritorno del figlio. L'episodio, assente nel testo del '58, è presente invece in quello del '39, dove impegna un considerevole numero di pagine sparse qua e là nel romanzo, più spesso in posizione di fine-capitolo. L'irrazionale è come un enorme potenziale energetico che mette in tensione la crosta di questo paesaggio naturale e umano. È indubbio l'influsso esercitato su quest'opera - come del resto su molte altre precedenti " di Sender dalla letteratura psicoanalitica. Anche se l'unico riferimento esplicito che troviamo nel romanzo si richiama a Freud 12, sembra di capire che sia piuttosto Jung a suggerire concetti e temi che sono operativi nel romanzo: penso al ruolo dominante della casualità nel mondo dell'uomo arcaico, in opposizione alla logica causale dell'uomo moderno"; penso alla ricorrenza di motivi come quello del fuoco e, soprattutto, del vento 14, capaci 11 Mi riferisco principalmente a Imán, Barcelona 1930; El verbo se hizo sezo (Teresa de Jesús), Madrid 1931; Mr. Witt en el Cantón, Madrid 1936; per non parlare di Proverbio, i cui riferimenti, anche espliciti, a Freud e alla psicanalisi, sono innumerevoli. 12 Cfr. I, pp. 20/8. 13 Nelle manifestazioni di Ana Launer, nella tradizione del Cristo de los Milagros (X, pp. 118/92-3), nella mentalità magica di Antonia, come anche del pastore incontrato sul suso (IV, pp. 50/43), ma soprattutto nella certezza indiscutibile del nonno circa il potere e l'inviolabilità della casualidad (cfr. I, pp. 17/5, 19/8, 23/15; III, pp /30; V, A, p. 65; XIX, pp. 216/165), Sender incarna i concetti espressi da Jung a proposito dello stato prelogico dell'uomo (cfr. C. G. JUNG, "L'uomo arcaico", in II problema dell'inconscio nella psicologia moderna, Torino 1979, pp ): mi riferisco in particolare all'arbitrarietà del ragionamento dell'uomo primitivo, per il quale tutto è casuale; alla sua credenza secondo cui lo psichico è obiettivo e viene da fuori; al conservatorismo insito in tale mentalità. 14 II vento, visto come agente psichico, piuttosto che fisico, ricorre spesso nelle opere di Sender, anche anteriormente a Lugar; si pensi a O.P.: Orden Público, Siete domingos rojos, La noche de las cien cabezas. In Proverbio Sender spiega gli elementi, tra cui il vento, come mezzi attraverso cui il cosmo agisce sull'individuo col favore della solitudine, esercitando su di lui una forza attrattiva di tipo magnetico (cfr. pp. 39, 47, 125, 128-9, 148). Nel Lugar la presenza del vento è ricorrente (I, pp. 25/14; II, pp. 29/19; XX, pp. 226/172); in alcuni casi (IV, pp /46-47; Vili, 89-90/73-74, 95/78), in cui acquista una pregnanza tutta particolare, intermittente. Del vento viene evidenziata la violenza travolgente, il rumore ossessivo (di solito percepito da un punto di ascolto situato in un interno), l'ampiezza dello spazio da lui percorso, che viene sentito come vuoto, cosmico, planetario. E cosi che il saso acquista, per via connotativa, statura metafisica, valore simbolico. L'influsso perturbatore del vento, che scuote nel profondo la psiche e ridesta nell'uomo l'atavismo, non agisce in una direzione univoca, ma esaspera in ognuno la tendenza a cui è

7 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 165 di svolgere sull'uomo un fascino di tipo noumenico, che va rapportato alla famosa teoria degli archetipi dell'inconscio collettivo 1S. Le correzioni del '58 sono nella grande maggioranza soppressive; più rare sono le sostituzioni o le aggiunte. Tutte tendono ad aumentare numericamente man mano che si procede verso l'ultimo capitolo Un primo tipo di estensione minima risponde al livello della pulitura del testo. Si tratta di soppressioni, talora di abbreviazioni, che risparmiano alla lettura elementi inessenziali o palesemente ridondanti, oppure anche devianti, sia dal punto di vista grammaticale e sintattico, sia dal punto di vista semantico; talora di modifiche microscopiche (sostituzione di una congiunzione, di un termine o al massimo di un sintagma, al fine di evitare ripetizioni o cacofonie, oppure di stabilire una maggior congruenza tra segmenti di testo prossimi o contigui. Molto rare le aggiunte di un aggettivo o di una breve proposizione, di solito relativa con valore esplicativo, per lo più allo scopo di evitare possibili equivoci C'è poi un tipo di soppressioni di brani di solito non superiori alla mezza pagina - che ora eliminano informazioni le quali, a testo ultimato, si sono rivelate all'autore inessenziali o ridondanti, ora eliminano inserti descrittivi, esplicativi e meditativi di cui si giudica che il lettore possa fare a meno perché reso idoneo a dedurne il contenuto dal contesto. Siamo sulla linea di quella aspirazione all'essenzialità che Sender dichiara nella citata intervista 16, predisposto: negli uomini del potere scatena l'istinto aggressivo, nel debole accresce il senso di frustrazione o di impotenza. Il vento induce a riflettere sul significato dell'uomo e della morte. Con queste caratteristiche il motivo sarà ripreso, in alternanza con quello del fuoco, in Epitalamio del prieto Trinidad (México 1942). Nella seconda redazione di Proverbio, La esfera (Buenos Aires 1974), pp , il vento, agendo in uno spazio carico di suggestioni planetarie, collabora con il paesaggio - un paesaggio montano e invernale, come previsto in Proverbio, passo cit., p nell'attirare il personaggio di Eva alla ricerca di tracce di morte. 15 Cfr. C. G. JUNG, Gli archetipi dell'inconscio collettivo, Torino 1977; "La psicologia analitica nei suoi rapporti con l'arte poetica", in 11 problema dell'inconscio... cit., pp ; in particolare da quest'ultimo, per le immagini primordiali, cfr. pp : L'immagine primordiale o archetipo è una figura, demone, uomo o processo, che si ripete nel corso della storia, ogni qualvolta la fantasia creatrice si esercita liberamente. /.../ essa è in certo qual modo la risultante di innumerevoli esperienze tipiche di tutte le generazioni passate. Si potrebbero scorgere in essa i residui psichici di innumerevoli avvenimenti dello stesso tipo. /.../ nel momento in cui giungiamo ad una situazione tipica, proviamo un improvviso sentimento di liberazione, sentimento del tutto speciale, né deve stupirci di sentirci come trasportati o afferrati da una specie di potenza sovrumana. In tali momenti non siamo più degli esseri particolari, noi siamo la specie, ed è la voce dell'umanità che risuona in noi. tó Cfr. Conversaciones... cit., p. 102.

8 166 DONATELLA PINI MORO e, in particolare per questo secondo gruppo, sulla via di una implicitazione che tende a stimolare nel lettore quel modo più attivo di recepire il testo, auspicato nel brano già citato di Proverbio, p Questo genere di varianti, che condensa il materiale narrativo con perdita minima di significato, fa del testo del '58 una sorta di sintesi di quello del '39. Per questo motivo, il lettore che conosce solo il testo definitivo, quando si trova davanti quello della prima edizione e ripercorre l'iter correttorio in senso opposto a quello svolto dall'autore, trova nel testo del '39 una quantità di passi che spiegano, chiosano, amplificano quello del '58: sotto questo profilo, pertanto, A funziona come una sorta di lente di ingrandimento rispetto a B Rivestono un significato particolare quelle espunzioni che eliminano da passi descrittivi la componente sociologica: si veda per esempio la descrizione del paesaggio autunnale che inaugura il capitolo Vili (pp. 87/72), da cui B sottrae le tristi riflessioni che l'autunno suscita nei contadini, la cui ossessiva dipendenza dagli inganni delle stagioni denota la loro miseria. Si veda la soppressione di alcuni inserti descrittivi che ritraggono l'allucinante povertà delle capanne che formano la periferia del paese di Sabino 17, o di particolari informativi di carattere economico, voluti in A da un minuzioso scrupolo realistico 18. Questo tipo di soppressioni, in un testo come Lugar basato sull'osservazione e l'analisi delle conseguenze dello sfruttamento di classe, e in cui altri passi descrittivi che denotano preoccupazione sociale vengono mantenuti I9, 17 IV, A, p. 56: entramos en el pueblo por una aglomeración de casas miserables. Il dato economico passa in B, p. 49, attenuato, nella variante della frase successiva che definisce semplicemente casa humilde la dimora di Adela. Ibidem: /.../ A aquella casa se la consideraba corno la más pobre del pueblo. Por eso don Jacinto había dicho con soltura que de momento pagaría él los gastos que hubiera. Hablando así se rifería a los veinte céntimos del barbero. J.../. V, A, p. 60: Dos piedras alargadas, unidas en ángulo, en el suelo de tierra, para hacer fuego. Un viejo puchero desportillado, sobre la ceniza, un cesto de pan colgado del muro, una cortina de saco en un rincón y al otro lado un catre con una sábana y una manta. /.../. 18 IX, pp. 101/81: eliminazione del particolare della bottiglia di vino, portata, insieme ai viveri, dalle donne ai detenuti. Vili, A, p. 98: Vicente pensaba en los suyos, en que les había dejado dinero para que comieran dos semanas. En ese sentido estaba tranquilo. Aunque su mujer tendría que ayudar a la de Juan, que seguramente estaba sin un céntimo. 19 Sulle capanne, viene mantenuta in B la sequenza descrittiva di I, pp. 17/5, come anche quella più sintetica che precede la dettagliata descrizione eliminata in V, pp. 60/53; vengono mantenute le domande di Pepe Garcés sul tenore di vita del pastore (IV, pp. 51/44), e cosi pure le osservazioni del cacique conservatore a proposito della discriminante economica che causa lo svantaggio dei liberali rispetto ai conservatori (X, pp. 116/91).

9 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 167 significa non tanto che la prospettiva sociologica abbia perso di attualità nel '58, ma semplicemente che l'autore, una volta postala a fondamento della vicenda narrata, non ritiene più necessario ribadirla continuamente, al fine, didascalico, della crescita politica del lettore Varianti affini, talora legate alle precedenti, sono quelle che espungono riferimenti alla cronologia spagnola o alla situazione politica locale 20. Significativo il gesto con cui Sender stacca da una parete della sala municipale, minuziosamente descritta, il ritratto di Alfonso XIII in uniforme militare 21. Grazie a questa tendenza, la vicenda narrata subisce un progressivo distacco dalla realtà storico-politica, per essere orientata verso una sorta di atemporalità. In tal modo si esaspera, anche sul piano della cronologia, quella tendenza alla indeterminatezza che si era rivelata in A, sul piano geografico, nella scelta di lasciare nell'anonimato il paese in cui è ambientata la maggior parte della vicenda 22, e nel gusto quasi illusionistico di incoraggiare, in parte, il lettore e in parte di frustrarlo nel tentativo di localizzare puntualmente l'azione, consegnandogli, insieme a toponimi perfettamente identificabili a, altri che sono frutto d'invenzione Altre eliminazioni mostrano la tendenza, auspicata in Proverbio e già riscontrata in parte in Lugar, di stimolare nel lettore una maggior collaborazione con l'autore. Si badi bene: la direzione correttoria che si delinea nelle varianti non rivoluziona totalmente la tecnica del romanzo, ma certo la allontana dal polo grosso modo riferibile al romanzo analitico ottocentesco, il cui punto di vista narrativo prevalente era quello dell'autore, per orientarlo 20 VII, pp. 79/67: polemica fra autorità ecclesiastica e civile sul problema del matrimonio. X, pp. 113/89 e 114/90: indignazione dei liberali per i maltrattamenti a Juan e Vicente, e loro solidarietà con i detenuti. X, /91: concreto impegno nella classificazione degli immobili ai fini tributari, svolto in passato da Vicente nella carica di consigliere comunale; misure pratiche prese dal cacique conservatore per sfruttare a proprio vantaggio il caso di Juan e Vicente. XIII, pp. 147/112 e 150/115: valutazione in chiave economica dell'opposizione liberali/conservatori. XV, pp. 173/134 e 184/141: alterne fasi della lotta politica. XVII, pp. 196/146: raggiri e maneggi in cui tale lotta si concreta. 21 VII, pp. 75/ Si tratta sicuramente di Alcolea de Cinca, sovrastata com'è da uno scoscendimento tuttora chiamato ripas dalla gente del luogo. In cima alle ripas, all'inizio dell'altipiano detto suso, si erge effettivamente la gran croce di ferro ricordata nel 1 D capitolo. Cicogne e uccelli rapaci, per quanto passati al rango di motivi e simboli nella finzione senderiana, si annidano realmente sul campanile e nelle ripas. 23 I toponimi: saso, Zaidin, Ontifiena, permettono di ambientare con sicurezza la vicenda nel territorio della provincia di Huesca (Aragona) compreso tra i fiumi Cinca e Alcanadre. 24 Castelnovo, nome del paese di Juan e Vicente, non pare abbia un corrispondente nella geografia della zona. Il nome Orna corrisponde al fiume che si chiama in realtà Cinca.

10 168 DONATELLA PINI MORO nella direzione del Bekaviourismo: soppressione di molti inserti di introspezione psicologica, più frequente adozione del punto di vista dei personaggi. Questa linea implicitante e interiorizzante, se da una parte risponde a una tendenza in atto, negli anni '50, nella letteratura tanto americana che spagnola, dall'altro risponde ad una esigenza profonda che anima l'intero romanzo già fin dal 1939 e che pertanto, confermandosi, acquista consapevolezza: l'esigenza di penetrare nei meccanismi più riposti della psiche e di commisurare il comportamento umano alle forze segrete che lo orientano a un livello primario ed elementare Entra in gioco, qui, la singolare teoria «ganglionare» di Sender che, alla negatività della coscienza - individuale e razionale - e del suo strumento conoscitivo, il cervello, contrappone la positività dell'inconscio - collettivo - e dei suoi organi, i «gangli», ai quali affida un ruolo fondamentale tanto sul piano pragmatico che sul piano conoscitivo. Tramite l'inconscio, nel quale ritrova sedimentati millenni di esperienze individuali, e i gangli, attraverso i quali percepisce la propria origine atavica e acquisisce toda posible sabiduría ffi, l'uomo si sintonizza sia verticalmente, con la specie, sia orizzontalmente, con le masse 26. Il suo comportamento e le sue scelte, tanto personali che politiche, saranno la risultante del modo in cui queste forze agiscono sul suo sistema ganglionare Attraverso i gangli l'uomo conosce il mondo e il proprio essere secondo approssimazioni successive, mentre il mondo e l'essere gli si danno a conoscere in modo intuitivo: El "noumeno" nace también como el "quanta" de una noción inconsciente 2I. Dai gangli arriva ogni giorno, ogni momento, una moltitudine di voci febbrili, impazienti. Cuando entendemos una la aislamos y la sentimos tan clara que podemos darla al exterior, expresarla, hacemos un descubrimiento filosófico o un poema 28. Con questo procedimento, di marca ancora una volta junghiana 29, Sender giunge all'immagine archetipica della sfera, in cui si raccordano tanto teorie di filosofi dell'antichità arabi e greci quanto le moderne teorie della fisica ato- 25 Proverbio, p R.J. SENDER, "El novelista y las masas", «Leviatán», maggio 1936, reprint cit., pp Proverbio, p Proverbio, p Cfr. C. G. JUNG, "L'inconscio personale e l'inconscio sovrapersonale", in Psicologia dell'inconscio, Torino 1968, pp

11 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 169 mica. L'idea della sfericità in movimento, risultato dell'eterna dinamica tra forza centripeta e centrifuga x, consente di conciliare quei contrari giorno/notte, principio/fine, vita/morte, suicidio/omicidio, aggressione/riproduzione... - che l'individuo, nella sua effimera e superficiale esistenza, percepisce solo in un rapporto di opposizione. Di questa teoria sferica, che prende corpo in Proverbio, e viene approfondita nelle redazioni successive che da essa, appunto, derivano il titolo La esfera, risente profondamente anche Lugar, dove il reale e l'irreale, trasposti nelle immagini della aidea e del saso, sono visti in una relazione, oltre che oppositiva, di complementarità; dove la fuga di un uomo 31 e la sua reintegrazione nella società scatenano meccanismi di compensazione analoghi a quelli regolati dal principio della conservazione dell'energia; dove la fuga di Sabino, il suicidio di Antonia, la morte di Juan, rappresentano tre possibili opzioni (che le correzioni del '58 riducono a due, obbedendo al progressivo affermarsi di un principio duale) di una sola tendenza il ritorno all'indifferenziato, all'inorganico contraria, in apparenza, ma di fatto complementare all'aggressività manifestata dai rappresentanti dell 1 'establishment. Tornando all'orientamento per cosi dire behaviourista delle varianti del '58, mi preme evidenziare che esso in parte converge e in parte si identifica con la tendenza, derivante dalla teoria «ganglionare», che porta l'autore a sopprimere sempre di più il proprio punto di vista per identificarsi, invece, al livello del profondo, del subliminale, con il punto di vista dei suoi personaggi. La qual cosa si concreta, sul piano della narrazione, in drastiche eliminazioni. Il silenzio, o comunque la laconicità, è uno dei tratti più evidenti dell'uomo fortemente dotato di natura ganglionare. Si ricordi in Proverbio l'insofferenza di Saila per le effusioni verbali dei suoi compagni di traversata. In Lugar si veda come è ritratto l'atteggiamento interiore dei contadini ffi, assorti nella considerazione della vicenda di Sabino, nella mattinata domenicale: 30 Si pensi al progetto di fuga su cui torna ossessivamente Saila in Proverbio, o all'attrazione verso l'esterno, soprattutto verso la luna, che sentono violentemente i pazzi, esseri privilegiati dal punto di vista ganglionare. 31 II marcharse è motivo di ossessione non solo per Saila ma anche per Sabino: nomi che sembrano legati non casualmente, da un gioco allitterante ed etimologico, con quella sabiduría ganglionar su cui torna insistentemente la riflessione di Proverbio. 32 È ricorrente in Sender l'affermazione che negli spagnoli, in particolare nelle persone del popolo (cfr. Proverbio, p. 99) sono condensate in modo particolarmente felice l'istinto e l'intuizione, doti per eccellenza associabili all'ambito ganglionare. Tra la gente del popolo, la figura del nonno acquista statura esemplare e mitica. Cfr. Lugar, Crònica del alba, il racconto "My Grandfather was a Mountainer", «Harper's Magazine», voi. 186, n. 1114, marzo 1943, pp , rifuso poi nel prologo a Los cinco libros de Ariadna, New York 1957.

12 170 DONATELLA PINI MORO Se lo tenían hablado todo y en cuanto a sus sentimientos no era necesario exteriorizarlos a cada paso. (XVI, pp. 180/137). Poche righe dopo, B cancella il passo che informa dell'oggetto di quelle considerazioni, realizzando anche nel testo quella censura della parola, intesa come mezzo per esternare e obicttivare pensieri e sentimenti, che è norma di comportamento dei personaggi: Había en todo aquello dos reflexiones sobre las que fluctuaba el misterio humano de la idiotez y de la locura. Se podía caer en lo estúpido. Pero se podía caer igualmente en la locura por terror. Aunque nadie lo pensaba todos lo sentían de una manera triste y confusa. (XVI, A, p. 180). Interiorizzazione e implicitazione, in B, hanno insomma anche il significato di una maggior immedesimazione da parte dell'autore nei sentimenti primari che animano i suoi personaggi Per quanto riguarda il punto di vista assunto in modo esplicito, Lugar si presenta all'inizio come un romanzo falsamente autobiografico. Pepe Garcés - nome con cui Sender inizia qui a trasporre se stesso nella finzione letteraria 33 ricorda uno scandalo scoppiato nel paese durante la sua adolescenza. Il punto di vista assunto è il responsabile della distribuzione della materia narrativa secondo tre fasi cronologiche principali, che in A corrispondono a tre «Parti». La narrazione si sviluppa in prospettiva memoriale. Nella prima parte (capp. I-VI) Pepe Garcés, adulto, rievoca, ora direttamente ora mediatamente, un fatto accaduto nella primavera del 1927, causa di grande scompiglio nel suo paese e in quello vicino di Castelnovo, di cui fu testimone all'età di sedici anni: la ricomparsa di Sabino sedici anni dopo la sua sparizione. Con la seconda parte (capp. VII-XV) viene fatto un salto indietro nel tempo grazie al quale affiorano, in forza di un procedimento implicito di ricostruzione, le conseguenze della sparizione di Sabino durante il periodo : processo, carcere, liberazione di Juan e Vicente, e infine, con il ritorno di Sabino, loro riabilitazione. Nella terza parte (capp. XVI-XX) Pepe Garcés riprende a narrare i fatti della primavera 1927, conseguenti al ritorno di Sabino, il cui svolgimento viene seguito fino alla fine. 33 Cfr. Crónica del alba, New York Ricordo che il primo romanzo della raccolta, che porta lo stesso titolo, usci a México nel 1942.

13 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 171 Va comunque precisato che, se la funzione dell'io narrante è costantemente attiva in quanto principio astratto che sovrintende alla disposizione temporale del materiale narrativo, non si può dire la stessa cosa per la consistenza di Pepe Garcés in quanto personaggio, che subisce invece considerevoli oscillazioni. Protagonista nel primo capitolo, testimone diretto dei fatti e personaggio di primo piano nei capp. II-IV, narratore che riporta fatti e antecedenti ricordati da altri nel cap. VI, narratore implicito di fatti di cui è venuto a conoscenza indirettamente nei capp. V e VII, nella seconda e nella terza parte l'io narrante viene sfocato a tal punto che non è più percepibile né come personaggio né come filtro morale o emotivo della narrazione; tanto che costituisce una vera sorpresa, per il lettore, il ritrovare, all'altezza del cap. XVII, l'aggettivo possessivo mi davanti ai termini padre, madre, abuelo, oppure il riconoscere in qualche raro inserto un pensiero o un giudizio estemporaneo dell'io narrante. Rispetto ad A, l'uso che si fa in B dell'io narrante in quanto personaggio o filtro della narrazione è ancora più riduttivo, anche se viene confermata quella tendenza per cui in A aveva avuto molto più rilievo nei primi sette capitoli che non nei restanti tredici, dove invece era stata data centralità assoluta alle vicende scatenate dall'assenza, prima, e poi dalla presenza di Sabino. In particolare, viene preservata quella sorta di bivalenza, che rende Pepe Garcés compartecipe dei due ambiti del razionale e dell'irrazionale: nel cap. I, dove il ragazzo viene iniziato dal nonno e da Ana Launer all'imprevedibilità, e pertanto al rispetto, del mistero e del caso, e nel cap. IV, dove l'io-narrante che pur fa parte di un gruppo di cacciatori animato da forti istinti aggressivi - esperimenta, col favore del vento, una sorta di comunicazione ganglionare con gli esseri atavici incontrati nel saso: Y el [viento seguía sonando. Aquel] viento [(en la chimenea)] me identificaba a mí con el pastor y con el «monstruo» a través del saso inmenso. (IV, pp. 54/47). In tutti gli altri casi, invece, dove l'io-narrante non assolve più a questa funzione di guida del lettore alla scoperta dell'ignoto che è in ognuno di noi, la sua parte viene ulteriormente ridotta in B. Si indugia meno sul ruolo affidato al ragazzo nella battuta di caccia 34, vengono eliminate battute K o chiose meditative * che, sottolineando la già evidente avversione reciproca tra il II, pp. 33/24. III, pp. 42/34. IV, pp. 51/44.

14 172 DONATELLA PINI MORO ragazzo e il cacique conservatore, rischiano di oscurare l'antagonismo, che si sta profilando come centrale, tra il cacique e il «monstruo» (personaggi che si riveleranno poco a poco come poli magnetici di attrazione delle strutture della persona, il primo, e dell'hombre, il secondo 37 ). Si implicita ulteriormente, ove è ancora possibile, la sua funzione di raccoglitore di notizie 38, o di mente che riordina i dati assunti al fine di ricostruire lo svolgimento delle vicende 39, oppure anche di narratore che, negli inserti introspettivi, oppone il proprio pensiero a quello di altri personaggi *. Questa fitta serie di interventi soppressivi è dettata in B da un'esigenza di unità e al tempo stesso di concentrazione intorno agli avvenimenti causati dalla scomparsa e successiva riapparizione di Sabino Nella stessa direzione va, a mio avviso, l'eliminazione della tripartizione del libro e il conseguente rafforzamento di quei temi, situazioni, simboli e motivi similari che già in A stabilivano richiami e legami tra sequenze appartenenti a parti diverse Nella teoria ganglionare senderiana, Ybombre indica l'integrità individuale, mentre la persona indica la maschera sociale, inibitoria. Al primo vanno riferite le manifestazioni positive del silenzio e della impassibilità, alla seconda va riferito il riso, che sottende tutta una serie di connotazioni di ipocrisia e violenza. Cfr. Proverbio, p. 98: El hombre es el hecho. La persona es la reflexión, la vuelta del hecho sobre sí mismo. Pero al volver ya no es el «hecho» sino el material de diferenciación que extrae la persona para su uso. La persona todo lo ignora, pero todo lo quiere experimentar y en la experiencia obtiene sus grandes fracasos y sus triunfos. El hombre posee una conciencia no experimental de sí mismo. Es la fuente de toda verdad universal. Esa verdad surge del saber de los sentidos que traen su ciencia aprendida como las rocas, los mares, los bosques. En el llanto de un recién nacido está el clamor de toda nuestra especie en lucha por la adaptación. En su risa, todo su triunfo. 38 V, pp. 64/57. VII, pp. 78/66. XIX, pp. 201/ Si pensi al motivo delle cu-cutes, uccellini annunciatori delle feste primaverili, in 1,1, 11,15 e 111,16; al tema ritornante del circo del cojo Marín in 1,6 e 111,19; al tema della lotta tra i cani dei due caciques, il conservatore e il liberale, in 11,13, che, mentre da una parte si ricollega al ruolo simbolico dei cani del cacique conservatore, in 1,3, dall'altra prefigura, anche nell'esito, il duello fra i due caciques in 111,18 e 19. Si pensi infine al motivo del cicognino caduto dal campanile mentre ensayaba a volar agitando sus alas (1,7), che mette in raccordo l'io-narratore, reduce da una fuga da casa intrapresa al fine di probar la fuerza de sus alas (1,1), con il «monstruo», di cui ripete l'atteggiamento di indifferenza (1,4; 1,7), condividendo col ragazzo e con Sabino la separazione dal nucleo d'origine, prima, e poi il reinserimento, che, per il cicognino, avviene in 111,16. Al ritrovo in casa del cacique conservatore (11,10) fa da contrappunto il ritrovo in casa dell'altro cacique, don Manuel, in 11,13. La ripetizione, o rievocazione, nelle battute finali del libro, di personaggi e motivi secondari accennati all'inizio, contribuisce notevolmente a dare coesione alla materia narrativa: cfr. il personaggio di Tomaser associato al motivo della testa d'agnello arrostita, in 1,2 e 111,20;

15 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 173 II testo di B, pertanto, tende non più a separare le tre fasi cronologiche in cui si articola la narrazione, bensì ad evidenziare, di queste, gli elementi tonali, tematici e simbolici di raccordo, che danno coesione e unità al libro, nel quale prende ora risalto il primo capitolo: la persistenza, in esso, del protagonismo dell'io-narrante in contrasto con il resto dei capitoli, dove la sua presenza viene ulteriormente sfocata, la forte sensazione di irrealtà prodotta dal paesaggio, e l'enigmaticità quasi oracolare delle asserzioni del nonno e di Ana Launer, che culmina nell'episodio dimostrativo della sciagurata cavalcata notturna, indicano che B rafforza la funzione del primo capitolo in quanto sintonizzatore sulla lunghezza d'onda del subliminale e ganglionare Risponde al bisogno di essenzialità l'eliminazione, attuata in B, di personaggi dal ruolo attanziale scarso o quasi nullo. Scompare la madre di Pepe Garcés assieme alla soppressione della sua unica battuta 42. Vengono concentrati in un solo personaggio, di nome Ignacio, gli infortuni che in A capitano a due personaggi diversi, anche se portatori dello stesso nome 43. L'eliminazione dei brevi interventi pietosi del carceriere* 1 fa si che questo personaggio viva solo nelle riflessioni dei detenuti 4S Lo stesso vale rispondendo anche, probabilmente, ad una maggiore intenzionalità per i personaggi secondari che rappresentano in qualche modo un doppione, poiché in essi viene ricalcata la tipologia descrittiva e il ruolo di altri personaggi la cui funzione è molto più rilevante. È il caso del maggiordomo di don Manuel, il cui servilismo ripete esattamente, anche per il modo e l'occasione in cui si manifesta, il servilismo del cacique conservatore 46. È il caso, anche, del sergente della Guàrdia Civil di Ontiñena che, benché si contrapponga per un atteggiamento di rivalità e rivalsa al sergente della Guardia Civil di Castelnovo, ne ricalca le caratteristiche e il ruolo. La sua eliminazione 47 è strettamente legata alla soppressione - su cui ritornerò in seguito - delle torture a cui sottopone Juan e Vicente. cfr. il motivo dei proiettili di piombo per la caccia grossa in mano di due rivali (don José e il viejo Morel in 1,3; cacique conservatore e cacique liberale in 111,19), che trasmette in forma subliminale al lettore l'informazione che il potenziale di violenza che scatenerà il duello finale è già attivo all'inizio dela vicenda narrata. 42 V, pp. 65/57. In B la madre di Pepe Garcés verrà soltanto menzionata in modo indiretto. «XIV, pp. 160/123. Cfr. XIII, pp. 152/ IX, pp. 105/84, /87. «IX, pp /83. * XIII, pp. 154/ XI, pp. 127/98, /

16 174 DONATELLA PINI MORO Il fatto che i due parroci, del paese anonimo e di Castelnovo, rispondano ad una tipologia diversa, sembra dovuto ad un intento dimostrativo che punta implicitamente a sottolinearne l'identità del ruolo 48. B rafforza questa tendenza procedendo ad una maggior differenziazione, orientata, nel caso del curato del paese anonimo, verso una caratterizzazione più positiva * e, in quello del curato di Castelnovo, verso una caratterizzazione più complessa e negativa 50 che lo rende molto prossimo a Mosén Miliari L'eliminazione del lungo brano occupato dalla atroce, e nel contempo grottesca, tortura ai testicoli inflitta a Vicente 52 sembra dovuta sia all'intento di risparmiare al lettore un passo che potrebbe suonargli ripetitivo (un altro supplizio, sempre agli organi sessuali, è stato infetto appena prima a entrambi i detenuti, anche se con minor sadismo) sia ad una nuova tendenza all'attenuazione del tremendismo del romanzo. Certo è che la prima tendenza semplificatrice è già stata ampiamente riscontrata nei paragrafi precedenti, mentre la seconda trova conferma in altre espunzioni, su cui si soffermerò più avanti. Nell'ambito delle violenze usate a Juan e Vicente, B sopprime anche le frustate con vergas de buey 53 e, successivamente, la brevissima ma folgorante sequenza (forse spia di una latenza surrealista) del pugno che, scaricato su Vicente da una guardia civil, lo fa finire per un attimo - un attimo scottante - con il viso a contatto con un cadavere M. 48 L'alleanza di fondo che, a dispetto dell'atteggiamento esterno assunto dai singoli, unisce tradizionalmente la chiesa alla ricchezza e al conservatorismo, è esplicitata nel pensiero indiretto del cacique conservatore, in un passo di A (X, p. 122) espunto in B per ragioni riconducibili alla tendenza bebaviourista (5.3.3.). * V, pp. 62/55: eliminazione del tratto della sporcizia, che era stato affiancato in A a quello della povertà. VI, pp. 70/60: sostituzione del curato allo zio nella persona che dona la zappa a Sabino in occasione delle nozze; il cambiamento è causato anche dalla scomparsa del personaggio dello zio di Sabino (cfr ). V, pp. 64/56, 64/57: eliminazione, dalla prospettiva del curato, della motivazione economica per spiegare la fuga di Sabino; va ricondotta all'intento di dimostrare nei due sacerdoti, che dal punto di vista umano sono tanto diversi, la stessa incapacità di cogliere l'aspetto economico, e pertanto sociale e politico, dei problemi. 50 Cfr. in XIV, pp. 161/123, le tre eliminazioni che aggravano la prevenzione nei confronti dei due detenuti da parte del curato di Ontifiena, indifferente sia alle loro sofferenze sia alla necessità di accertare di persona la loro colpevolezza. 51 Figura di sacerdote attraverso la cui memoria Sender filtra la narrazione della tragica morte di Paco el del Molino, durante la guerra civile, nel romanzo che usci nel 1953 con il titolo, appunto, di Mosén Milla». Il romanzo fu ripubblicato nel 1960, con il titolo definitiov di Réquiem por un campesino español. Ignoro se il testo abbia subito cambiamenti di rilievo fra la prima e la seconda edizione. Può essere interessante notare che la caratterizzazione di Paco el del Molino è per non pochi aspetti vicina a quella di Vicente.» IX, pp /82.» IX, pp. 106/ XI, pp. 134/103; XII, pp. 140/106.

17 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 175 All'eliminazione del sergente di Ontiñena va ricollegata, anche, la cancellazione del truculento tormento della trave inflitto a Juan s, cosi come la particolare «ingegnosità» di questa tortura va collegata allo spirito di competizione che anima il sergente di Ontiñena nei confronti di quello di Castelnovo M. La soppressione della tortura della trave incide in modo considerevole sia sul contesto immediato - dove causa anche il cambiamento di titolo del capitolo XII ^ - sia sull'intero romanzo; e non solo sul piano tonale - nel senso di una maggior sobrietà e misura ma anche sul piano dell'azione, poiché si perde il nesso logico-causale che lega alla tortura subita la spiegazione che Juan da alla Guardia Civil della sparizione del cadavere di Sabino. Il corrispondente di tale nesso sul piano artistico è una tra le sequenze più dense di pathos in cui Sender abbia dato corpo alla sua teoria ganglionare x : dalla bocca di Juan, appeso per le gambe ad una trave a cui di solito venivano appesi i maiali, caia con largos intervalos una gota de sangre que iba a engrosar las manchas ennegrecidas de las que otras veces destilaban los hocicos de los cerdos. Era también una sangre oscura y densa. L'osservazione conclusiva, che rende percepibile, attraverso il sangue, la continuità fisica, e quasi l'identità fra l'uomo e l'animale, può essere intesa sia in una prospettiva oggettiva sia nella prospettiva soggettiva di Juan, che subisce, e di Vicente che assiste alla tortura. Esigenza di economia e intento di smorzare le tinte truculente giustificano, a mio avviso, solo in parte l'eliminazione di una sequenza tanto significativa dal punto di vista della trasposizione in immagini della tematica senderiana.» XII, pp /105. * XII, A, p Pp. 137/ Del senso profondo - già fortissimo in Imán (cfr. F. CARRASQUER, "Imán" y la novela histórica de Ramón ]. Sender, Amsterdam 1968, p. 70) - della continuità che lega l'uomo a tutte le forme della vita organica e inorganica, Proverbio ci fornisce la grammatica concettuale, basata sulla teoria ganglionare. Cfr., per esempio, p. 50: Eso que parece el logro complejo, brillante, difícil, de la psique no es sino la presencia en flor de los ganglios. En ellos se me ha dicho que la vida vegetal sigue viviendo en nosotros, en nuestras arterias y en nuestros huesos; de ellos sale esa imagen de mis vértebras que recuerdan los nudos de los tallos de las plantas y de ahí la sensación vegetal de mis sueños, a veces, en los que hay una fresca humedad de savia y en los que algo nos dice: "cuando yo era hierba..." o "cuando yo era arbusto...". Son los ganglios quienes nos dicen que la historia del planeta vive en nosotros y que la vida vegetal nos habla en las raíces que son nuestros ganglios /.../. Cfr. p. 51: /.../ si en nuestro inconsciente viven las especies todas animales y no hay duda de que viven porque su presencia la sentimos hasta en hechos prácticos de atavismo y tenemos también el atavismo vegetal más lejano pero presente (tan lejano que sólo se manifesta claramente en los sueños) y lo sentimos a veces en la realidad como un fenómeno de estética, no menos claramente está en nuestros ganglios aunque llegue más difícilmente a nuestra conciencia, lo inorgánico de nosotros mismos, nuestra vida mineral /.../. (Il rigo in tondo è mio).

18 176 DONATELLA PINI MORO Alla base dell'espunzione sta l'obiettivo, che in B diviene primario, di cancellare l'unico elemento che poteva dimostrare a Vicente l'innocenza di Juan Nella stessa direzione vanno altri due consistenti blocchi di correzioni. Il primo - assimilabile dal punto di vista tecnico all'orientamento behaviourista tende a diradare la frequenza con cui i pensieri di Juan e Vicente oscillano tra fiducia e sfiducia reciproca, facendo pesare alla fine in modo più deciso la sfiducia w. B, insomma, mentre tende ad attenuare, sia pur di poco, il senso della distruzione fisica delle due vittime, rappresentata dalle torture, mira ad aggravarne la devastazione psicologica Si incrocia con questa linea correttoria, grazie ad una sorta di travaso del motivo dell'alternanza tra pensieri notturni più pessimistici e diurni più ottimistici 60 -, il secondo blocco di espunzioni che si riconduce alla cancellazione di un personaggio, responsabile della morte di Juan: Telesforo 61. Telesforo è l'adultero che assedia e viola il focolare di Juan; della sua presenza insidiosa Juan è avvertito in A ancor prima del processo ffi, mentre in B non intravede se non dopo la riabilitazione tó cioè circa quindici anni dopo la possibilità che la moglie, durante la sua prigionia, abbia avuto un altro uomo. Nelle ultime tre serie di correzioni ricordate si delinea chiaramente l'intenzione di rendere dominante, anzi esclusiva, durante la prigionia, la tragedia devastante del sospetto fra le due vittime, che assolvono per il momento ad una sola funzione, alternativa e complementare a quella di Sabino. Queste s> Vili, pp. 92/75; IX, pp. 105/84, /85; XI, pp. 128/99; XV, pp. 170/ II passo di A, pp descriveva la penosa altalena in cui si dibatteva, nei quindici anni di carcere, il pensiero di Juan riguardo alla moglie e al rivale, oscillante fra l'odio e la volontà di giustificazione, tra la rabbia e la rassegnazione, tra un sordo rancore verso la moglie e l'impulso omicida nei confronti del rivale. In questo ossessivo agitarsi fra opposti sentimenti l'alternanza notte-giorno faceva propendere Juan ora verso la soluzione violenta ora verso quella pacifica, ora contro la moglie ora contro Telesforo. La cancellazione del passo - eliminato in B come tutti quelli in cui veniva menzionato il rivale - viene in parte controbilanciata da una variante che, in B, p. 129, reintroduce, sia pure sfumata, l'alternanza fra pensieri notturni e pensieri diurni, applicata questa volta all'oscillazione tra sfiducia e fiducia reciproca nel pensiero dei due detenuti. 61 La scelta onomastica è significativa. Il significato etimologico è: "portatore di morte". L'eliminazione avviene in XIV, pp /123; XV, pp /128, 169/130, 175/135; XVI, pp. 186/142, 187/142, 188/143; XVII, pp. 191/144, 192/145, /146, 194/146. «XIV, A, p «XVI, B, p. 142.

19 ECDOTICA E TESTI ISPANICI 177 tre serie di varianti, pertanto, riconducono tutte ad uno stesso cambiamento che investe la fabula e l'intrigo. Mentre in A la coppia Juan/Vicente si disgiungeva già all'altezza del cap. XIV secondo l'opposizione morte/vita M, in B la disgiunzione della coppia avviene in un momento successivo alla riabilitazione (cap. XVI), e la figura dell'adultero prende corpo non più in forma oggettiva, bensì, molto più sottilmente, in forma soggettiva nel sospetto di Juan. Pertanto l'iter vitale della coppia Juan/Vicente si scinde non solo e non tanto in forza di cause obiettive, come il tradimento della moglie o la malattia di Juan, ma anche e soprattutto per via di elementi indecifrabili che prendono corpo nella soggettività di Juan. Il modello del romanzo è sperimentale tó : dati un evento (x) e le sue conseguenze (y) (y': processo e carcerazione di Juan e Vicente; y": avanzata dei conservatori a svantaggio dei liberali, a Castelnovo), si cerca di vedere se, con l'inversione del movimento impresso a x, anche le conseguenze y sono reversibili. La disgiunzione della coppia, che in B avviene non prima, ma solo al momento dell'inversione di tendenza di x, mostra in modo significativo in y' che, sul piano individuale, è possibile tanto un'effettiva inversione (Vicente) quanto un esito assolutamente indipendente (Juan): è la casualidad, in ultima analisi, il principio oppositivo che scinde la coppia Juan/Vicente. Il nuovo orientamento impresso in B alla fabula costituisce, oltre che una correzione verso una maggiore esattezza dimostrativa, un reale guadagno dal punto di vista della qualità artistica. Il fantasma, l'ombra del nemico è molto più spaventosa e temibile della sua concreta presenza; lo conferma il fatto che il desiderio di vendetta di Juan è più generico in A, dove pure l'adultero ha un'identità precisa, che non in B, dove Juan si lascia dirigere dagli animosi consigli di Ana Launer verso una sola alternativa possibile: A ella o a él (A. In A il ragionamento di Juan è più pacato e politico poiché individua nell'apparato repressivo le responsabilità della sua disgrazia 67, mentre in B M Ho già accennato al significato di morte che, nella vita di Juan, porta la presenza di Telesforo. È suggestivo - per contrasto - attribuire intenzionalità anche alla scelta del nome Vicente, legato sia nell'etimo sia nel senso al latino VINCERE. 65 Cfr. S. EOFF, "El desafío..." cit., p Per la quadripartizione in: Discorso, Intrigo, Fabula, Modello narrativo, mi attengo a C. SEGRE, «Le strutture narrative e la storia», «Strumenti Critici», n. 27, giugno 1975, pp Battuta significativamente aggiunta in B (cfr. XVI, pp. 189/143). 61 XVI, pp. 188/143: [Todo el día estuvo Juan abstraído. Veía a su mujer como a un ser que le habían robado los jueces, los guardias. Parecía que la policía, la guardia civil, los tribunales, estaban organizados desde su origen simplemente para robarle aquello a él y dárselo a Telesforo. Y eran tan gigantescas aquéllas fuerzas y tan débil ]uan, con sus pulmones deshechos y su hombría herida «para siempre» que poco o nada podía intentar..].

20 178 DONATELLA PINI MORO è molto più cieca la rabbia, più violento l'istinto vendicativo, che resta tragicamente irrisolto a causa della morte. Anche se non per molto: presto lo vedremo riprendere vita negli incendi che i contadini appiccheranno a catena nelle tenute del cacique conservatore Obbedisce senz'altro alla volontà di stemperare le tinte truculente del romanzo quel gruppo di eliminazioni che cancella passi impegnati nella descrizione di malattie ripugnanti. È il caso delle infermità dello zio di Sabino M e della madre del cacique conservatore *, le quali sono legate da un rapporto che è nel contempo di similarità (ambedue riguardano le "parti basse" e suscitano disgusto) e di opposizione: infatti, mentre la madre del cacique, grazie alle terapie moderne che la ricchezza le mette a disposizione, non solo può prolungare la sua inutile esistenza, ma anzi acquista prestigio sociale, lo zio di Sabino muore prematuramente dopo una vita di frustrazioni nell'amore e nel lavoro In B viene eliminata, anche, una considerevole serie di brani che fanno capo all'episodio della manda 11 : la promessa che la madre di Sabino fa al Cristo di dargli la propria vita se le farà riavere vivo il figliolo, e che mantiene al ritorno di questo. L'episodio, che matura dal punto di vista psicologico in un clima sentimentale morboso, in cui l'atteggiamento iperprotettivo in Antonia si rivela in gran parte responsabile della debolezza, e quindi della fuga, di Sabino 72, è giocato essenzialmente sulla contrapposizione, di tipo economico-sociale, tra la madre di Sabino e la moglie del cacique: nelle offerte, nelle decorazioni luminose, nel denaro, insomma, di cui quest'ultima ricolma la cappella del Cristo, Antonia avverte la forza schiacciante con cui il potente vuole che suo figlio sia morto; e affinchè faccia emergere la verità che lei sente istintivamente 68 VI, pp /59. La soppressione del passo determina anche la scomparsa del personaggio. Cfr. XVII, pp /148. «X, pp / Cfr. X, A, p. 123: Aquello era verdaderamente desagradable, pero ella lo convertía en una especie de misterio fisiológico del que sacaba una aureola de ser superior. Sui privilegi che la ricchezza procura, anche sul piano sanitario, Sender istruiva implicitamente il lettore, verso la fine del libro, per mezzo delle parole con cui il cacique esprimeva la sua rassegnazione per la perdita di una gamba in duello: [ Bah; podré comprar otra pierna en Alemania.} (XIX, pp. 211/161). 71 VIII, pp. 99/80; IX, pp. 112/88; X, pp. 118/92, 120/93; XIV, pp. 157/120, /124; XVI, pp. 185/141; XVII, pp. 198/149; XVIII, pp. 199/150; XIX, pp. 215/165, /166; XX, pp. 220/ Cfr. VI, pp. 70/60, 71/61, 72-73/62; VII, pp /70; VIII, pp. 98/80; XVII, pp. 198/149; XVIII, pp. 199/150.

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