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1 Da secoli l'ordine della Rosa-Croce perpetua la Conoscenza che gli Iniziati della varie epoche si sono trasmessi. Se desiderate maggiori informazioni sulla tradizione, la filosofia e l'insegnamento della Fraternità rosacrociana, vi invitiamo a leggere attentamente questa pubblicazione.

2 Sigillo del Faraone Tutmosi III

3 IL DOMINIO DELLA VITA Documentazione pubblicata sotto l egida dell' ANTICO E MISTICO ORDINE DELLA ROSA-CROCE Prima edizione: 1945 Ultima edizione: 2007 Sede per i paesi di lingua italiana: A.M.O.R.C. Via Petrilli, 7 - Ornano Grande Casella postale Colledara TE Italia

4 Sin dagli albori della coscienza, l'uomo primitivo cercava di comprendere i misteri che lo circondavano.

5 GLI ALBORI DELLA COSCIENZA UMANA Sin da quando l'uomo è apparso sulla terra, si è sempre trovato di fronte al mistero della propria natura e del proprio ambiente. Per migliaia di anni la sua esistenza si è praticamente limitata alla conservazione del benessere fisico. All'alba dell'umanità, viveva continuamente nel timore di essere sbranato dalle belve, sopraffatto dagli elementi naturali, ucciso dai propri simili. Incapace di riflettere sul passato per essere in grado di progettare il futuro, la sua memoria e immaginazione erano prigioniere di un eterno presente. Lo spazio, che fungeva da cornice alla sua attività cosciente, era quello che le facoltà sensorie gli permettevano di percepire: l'orizzonte segnava i confini del mondo terreno e la volta stellata i limiti dell'universo celeste. Ma il tempo domina l'evoluzione e col passar delle generazioni, l'uomo giunse a esercitare una certa forma di dominio sul proprio ambiente e ad accedere definitivamente a una condizione di vita superiore a quella animale. La scoperta del fuoco fu probabilmente l'evento che più rivoluzionò la vita dell'uomo preistorico poiché gli portò un benessere inestimabile sul piano fisico e su quello emozionale. Poté vincere le tenebre, scaldarsi, cuocere il cibo, difendersi dalle fiere e prolungare le ore di veglia. Progressivamente, il timore nel quale viveva lasciò il posto a un sentimento di sicurezza. Incominciò allora a riflettere sul posto che occupava nell'universo, sul senso della nascita, della vita e della morte. Si risvegliò alla coscienza di sé e, senza rendersene conto, incominciò a percorrere il sentiero del «Conosci te stesso». In altre parole, si iniziò alla propria anima e pose in essa le basi della propria evoluzione spirituale. 3

6 Molti secoli sono trascorsi da quando l'uomo ha capito di essere ben più di una semplice creatura vivente. Tuttavia, i quesiti che continua a porsi sul perché e il come della propria esistenza non sempre trovano risposte soddisfacenti. La scienza può oggi spiegarci la maggior parte dei processi fisiologici che permettono la vita organica di un essere umano, dal concepimento alla morte. Ma non è sempre in grado di dire con precisione ciò che avviene dopo l'ultimo soffio. Nessuno può negare che la dipartita verso l'aldilà costituisca uno dei più grandi enigmi che si siano mai presentati alla coscienza umana. Possiamo quindi affermare che la morte è veramente il mistero dei misteri. Dalla nascita alla morte Per i nostri antenati, la nascita di un bambino era indubbiamente un avvenimento miracoloso che suscitava al tempo stesso ammirazione e paura. Non potendola comprendere né spiegare, l'attribuivano a uno spirito invisibile che aveva preso possesso del corpo della madre e a un dato momento, lo lasciava sotto la forma di un neonato. L'evento della morte li rendeva ancor più sgomenti poiché, contrariamente alla nascita, è caratterizzato da un'inerzia totale e definitiva. Immaginate ciò che l'uomo primitivo ha potuto sentire quando si è trovato, per la prima volta, di fronte alla nascita di un bimbo o alla morte di una persona cara! In entrambi i casi si trattò di un'esperienza interiore molto significativa. Mai più, in seguito, poté dimenticare quanto aveva visto e provato in tali circostanze. Durante la sua evoluzione l'uomo giunse a capire che anche lui era dovuto nascere così come aveva visto accadere. Capì inoltre che un giorno sarebbe morto, sprofondando nello stato di totale inerzia come aveva osservato negli altri. Il fatto di essere nato non lo impressionò, forse, quanto il presentimento che sarebbe morto, poichè aveva potuto vedere personalmente ciò che faceva seguito alla nascita, mentre non aveva idea di quanto sarebbe accaduto dopo la morte. La fine dell'esistenza terrena divenne così uno dei più grandi misteri per l'uomo e tale rimane ai giorni nostri. Questo perché essa porta verso l'ignoto e contiene la risposta alla domanda fondamentale che inevitabilmente ci poniamo: «Perché siamo su questa Terra?». 4

7 Uno dei più grandi misteri che incuriosì gli uomini primitivi fu la morte. E ancora oggi è così. I vincoli del materialismo Coloro che hanno una visione materialista dell'esistenza considerano la morte come un momento negativo poiché non vedono alcuna ragione di concepirla diversamente. Ritenendo l'uomo solo una massa di carne tenuta in vita da determinate funzioni fisico-chimiche, controllata da una coscienza essenzialmente cerebrale, limitano la vita umana a un processo meccanico che viene ad arrestarsi con l'interruzione di queste funzioni e l'annichilimento di questa forma di coscienza. In altre parole, la morte porta soltanto al nulla. Sentono che il destino di ognuno è determinato dal caso e che l'umanità evolve unicamente sotto l'effetto di un istinto collettivo di sopravvivenza. Per colui che nega la dimensione spirituale nell'essere umano, tutto sulla scena dell'esistenza è teatro dell'ingiustizia e dell'incoerenza. È così perché vive nel mondo degli effetti e ignora il regno delle cause. Non comprende che il mondo di illusioni e apparenze nel quale si dibatte, procede da una Realtà Cosmica ove regnano ordine e armonia. Per tale ragione è incapace di cogliere che il visibile è, in effetti, un'emanazione dell'invisibile e il finito un'estensione dell'infinito. Prigioniero della ragione, costruisce la propria vita su basi giudicate razionali ma, ahimé, fragili come gli ideali che persegue. Vede i giorni scorrere inesorabilmente e si incammina con angoscia verso la morte, scadenza ultima che ha portato come una croce per tutta la vita. 5

8 La dualità dell'uomo Da secoli, i mistici affermano che il destino dell'uomo va ben oltre l'interludio cosciente che scorre dalla nascita alla transizione, impropriamente chiamata «morte». Per loro l'essere umano è duplice. Possiede un'anima che si incarna nel momento in cui il neonato inspira per la prima volta, facendo di lui un'entità vivente e cosciente. Nell'istante in cui l'uomo esala l'ultimo respiro, essa si dissocia dal corpo al quale ha dato vita terrena e si fonde di nuovo con la Grande Anima Universale. La morte è solo il passaggio da un piano di coscienza a un altro, il ritorno a una condizione preesistente all'incarnazione in questo mondo materiale. In altre parole, corrisponde a una rinascita nel mondo invisibile. Per questo i Rosacrociani pensano che la morte sia soltanto una transizione dell'anima e costituisca uno dei due aspetti della Vita Universale. Par gli Antichi Egizi, la dualità dell'uomo era un dato di fatto. L'anima, chiamata «bâ», era rappresentata da un uccello. Pensavano si elevasse verso il regno di Osiride dopo la morte. Il corpo, chiamato «khât», era simboleggiato da una statuina. 6

9 Quando lascia il corpo fisico al momento della morte, l'anima resta cosciente della sua identità e si eleva gradualmente verso la nuova dimora, guidata da entità spirituali che hanno questo ruolo e dagli esseri cari che l'hanno preceduta nell'aldilà. Raggiunto il piano di coscienza corrispondente al suo livello di evoluzione, prosegue nell'invisibile un'esistenza basata sulle grandi lezioni che deve trarre dalla vita terrena appena terminata. A partire da questo bilancio e dai decreti karmici che ne derivano, si stabiliscono non solo le condizioni del suo soggiorno nel mondo spirituale, ma anche la trama dell'incarnazione successiva. Teniamo a precisare «incarnazione successiva», poiché non si può vedere la morte dal punto di vista mistico, senza essere al tempo stesso convinti che sarà seguita da altre vite sulla Terra. Il dominio della vita Basta osservare l'atteggiamento dei nostri contemporanei di fronte alla morte per capire che l'idea che se ne fanno, influenza considerevolmente il loro modo di vivere. Ciò che la rende così angosciante, per molte persone, è l'ignoranza nella quale si mantengono o sono mantenute nei suoi confronti. Perciò è importante rompere i tabù che circondano questo grande avvenimento della vita umana. La scienza materialista non può arrivare a spiegarlo, perché nella sua preoccupazione di voler interpretare tutto razionalmente, pensa che la morte corrisponda alla cessazione di un processo biologico e alla sparizione definitiva dell'entità cosciente che beneficiava di questo processo. La religione, dal canto suo, pur predicando l'esistenza dell'anima e del dopo-vita, si perde in congetture contraddittorie sul perché e il come della dimensione spirituale dell'uomo. Nell'interludio cosciente che trascorre tra la nascita e la morte, l'uomo vive il suo destino cercando di sopportare, come meglio può, le vicissitudini dell'esistenza. Egli aspira profondamente alla felicità, però non sa come né dove trovarla. La cerca spesso nei piaceri dell'esistenza materiale, ma la realtà quotidiana gli dimostra che questi sono effimeri e lasciano sempre un vuoto da colmare. Tale vuoto rappresenta appunto l'abisso che esiste, per molti di noi, tra l'anima e il corpo. Allo scopo di riconciliare l'uomo con se stesso e permettergli di meglio padroneggiare la sua vita, un'organizzazione come l'antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce perpetua, da secoli, l'insegnamento che gli Iniziati si sono tramandati nei tempi. 7

10 Le origini tradizionali dell'a.m.o.r.c. risalgono alle Scuole di Misteri dell'antico Egitto. A quell'epoca lontana i candidati all'iniziazione dovevano prestare giuramento davanti alla Sfinge. 8

11 STORIA DELL'ANTICO E MISTICO ORDINE DELLA ROSA-CROCE L'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce, conosciuto nel mondo con la sigla A.M.O.R.C., non è un movimento filosofico di recente creazione. La sua Tradizione ne ascrive le origini alle Scuole di Misteri dell'antico Egitto. Come indica il nome, queste antiche Scuole raggruppavano mistici illuminati che si riunivano regolarmente per studiare i misteri dell'esistenza. Avidi di sapere e di conoscenza, questi mistici aspiravano ad una migliore comprensione delle leggi naturali, universali e spirituali. La parola «mistero», ai tempi antichi, cioè all'epoca delle grandi civiltà egizia, greca e romana, non aveva l'odierno significato di «insolito» o «strano», bensì indicava una gnosi o saggezza segreta nota soltanto agli Iniziati. Le Scuole di Misteri In Egitto, una delle prime Scuole di Misteri fu la Scuola Osiriaca. Gli insegnamenti trattavano della vita, della morte e della risurrezione del dio Osiride. Erano presentati sotto forma di lavori teatrali o più precisamente di drammi rituali. Solo coloro che avevano dimostrato il proprio sincero desiderio di conoscenza potevano assistervi. Nel corso dei secoli le Scuole di Misteri aggiunsero una dimensione ancora più iniziatica al sapere che trasmettevano. I loro lavori mistici assunsero un carattere più chiuso e si tennero esclusivamente in templi costruiti allo scopo. Secondo l'insegnamento rosacrociano, i templi più sacri per gli iniziati erano le grandi piramidi di Giza. Contrariamente a quanto affermano alcuni storici, queste piramidi non sono state costruite per la sepoltura di qualche faraone. Erano luoghi di studio e di iniziazioni mistiche. 9

12 Le iniziazioni ai Misteri egizi comprendevano una fase finale durante la quale il candidato faceva l'esperienza di una morte simbolica. Disteso in un sarcofago, mantenuto in uno stato intermedio mediante apposite tecniche mistiche, veniva indotto a sdoppiarsi, cioè a conoscere una separazione momentanea tra corpo e anima. Ciò doveva dimostrargli che era un essere duplice. Così non poteva più dubitare che l'uomo possedesse una natura spirituale e fosse destinato a ritornare al Regno Divino. Dopo aver fatto la promessa di non rivelare nulla dell'iniziazione ed essersi impegnato a seguire il sentiero del misticismo, era gradualmente istruito sugli insegnamenti più esoterici che un mortale potesse ricevere. Gli Iniziati dell'antico Egitto lasciarono una parte della loro saggezza sui muri dei templi e su numerosi papiri. Un'altra parte, non meno importante, fu segretamente trasmessa in modo orale. Il celebre egittologo E. A. Wallis Budge, in una delle sue pubblicazioni cita con rispetto le Scuole di Misteri. «Uno sviluppo progressivo -egli scrive- deve aver avuto luogo nelle Scuole di Misteri, e sembrerebbe che alcune fossero totalmente sconosciute sotto l'antico Regno. Senza dubbio i "Misteri" erano parte integrante dei riti egizi. Si può quindi affermare che l'alto Ordine dei Kheri-Hebs (sacerdoti) possedeva un sapere esoterico e segreto gelosamente custodito dai suoi Maestri. Avevano acquisito una gnosi, una conoscenza superiore che non fu mai posta per iscritto, ed erano anche in grado di accrescere o ridurre il suo campo di azione secondo le circostanze. È quindi assurdo cercare nei papiri i molteplici segreti che formavano la gnosi esoterica dei Kheri- Hebs». I faraoni mistici La Tradizione rosacrociana riporta che il faraone Tutmosi III ( a.c.), considerato dagli storici uno dei più grandi della 18ª dinastia, faceva parte degli iniziati che frequentavano le Scuole di Misteri dell'egitto. Alla sua epoca, funzionavano in modo totalmente indipendente e adottavano regolamenti propri. Designato dai Kheri-Hebs a succedere al padre sul trono, Tutmosi III decise di raggruppare tutte queste Scuole in un solo Ordine retto dalle stesse regole, al fine di farne una Fraternità Unica. Per la sua intelligenza e saggezza fu scelto come Gran Maestro, funzione che mantenne fino alla morte. Fu il primo sovrano a portare il titolo di «Faraone», cosa molto significativa sul piano mistico. 10

13 Akhenaton. Con Nefertiti, sua sposa, fondò la prima religione monoteista della storia. Scelse il disco solare per simbolizzare il Dio unico che venerava. Circa settant'anni più tardi, nel palazzo reale di Tebe, nacque il faraone Amenhotep IV. Ammesso giovanissimo nell'ordine fondato da Tutmosi III, ne divenne Gran Maestro e ne ristrutturò gli insegnamenti e i rituali. In un'epoca in cui il politeismo era diffuso su tutta la Terra, instaurò ufficialmente il monoteismo. Cambiò il proprio nome e si fece chiamare «Akhenaton» che significa «devoto di Aton». Fu il promotore di una rivoluzione nel campo dell'arte e della cultura. Profondamente umanista, consacrò tutta la sua esistenza alla lotta contro le tenebre dell'ignoranza e alla propagazione degli ideali più elevati. Poco dopo la sua morte, che avvenne nel 1350 a.c., il potente clero di Tebe ristabilì il culto di Amon, ma la sua opera apparteneva già alla storia. L'estensione dell'ordine in Occidente Dall'Egitto, l'ordine si diffuse in Grecia grazie soprattutto a Pitagora ( a.c.), poi nell'antica Roma sotto l'impulso di Plotino ( ). All'epoca di Carlo Magno ( ) fu introdotto, per merito del filosofo Arnaldo da Tolosa, in Francia, Germania, Inghilterra e Paesi Bassi. Nei secoli successivi, gli Alchimisti e i Templari contribuirono alla sua estensione in Occidente e in Oriente. La limitata libertà di coscienza obbligò, l'ordine a nascondersi sotto nomi diversi e a svolgere le sue attività nel segreto. Tuttavia, non le interruppe mai, perpetuando ideali e insegnamenti, partecipando in maniera diretta o indiretta all'avanzamento delle arti, delle scienze e della civiltà in genere, dichiarando sempre l'uguaglianza dei sessi e una vera fraternità tra gli uomini. 11

14 Una rinascita ciclica In alcune opere letterarie che trattano dell'ordine Rosa-Croce, si fa riferimento a un personaggio chiamato «Christian Rosenkreutz» ( ) come al fondatore della Fraternità dei Rosa-Croce. È errato. In realtà, l'ordine esisteva da secoli, ma funzionava per cicli di attività di 108 anni, seguiti ogni volta da un uguale periodo di sonno. Quando era giunto il momento di procedere alla sua rinascita, venivano prese delle disposizioni per annunciare l'apertura di una «tomba» nella quale si ritrovava il «corpo» di un «Gran Maestro C.R.C.» con gioielli rari e manoscritti che autorizzavano gli autori della scoperta a procedere al suo risveglio per un nuovo ciclo di attività. Questo proclama era allegorico e le iniziali «C.R.C.» non si riferivano a una persona realmente esistita. Bisogna quindi considerare il leggendario Christian Rosenkreutz e la sua storia alla luce di queste spiegazioni. Un immaginario ritratto di Christian Rosenkreutz Si tratta di un nome allegorico non di una persona realmente esistita. Nel 17 secolo, l'ordine usci dall'anonimato pubblicando tre manifesti «Fama Fraternitatis», «Confessio Fraternitatis» e «Nozze Chimiche di Christian Rosenkreutz», stampati in Germania e in Francia rispettivamente nel 1614, 1615 e Questi tre manifesti, che uniscono racconti storici e allegorici, furono redatti da un Collegio di Rosacrociani, il Circolo di Tubinga, tra i quali vi era Valentin Andreae ( ). Alcuni anni dopo, nel 1623, l'affissione nelle vie di Parigi di un manifesto del «Collegio principale della Rosa-Croce» segnò l'inizio di un nuovo ciclo dell'ordine che così si fece conoscere pubblicamente con il nome il nome di «Ordine della Rosa-Croce». 12

15 Nel 1693, sotto la guida del Gran Maestro Johannes Kelpius ( ), Rosacrociani, provenienti da vari paesi d'europa, si imbarcarono per il Nuovo Mondo a bordo della «Sarah Maria». All'inizio del 1694 sbarcarono a Filadelfia, dove si stabilirono. Qualche anno più tardi alcuni di loro si recarono nell'ovest della Pennsylvania dove fondarono una nuova colonia. Dopo aver istituito una propria stamperia, pubblicarono parecchi capolavori della letteratura esoterica e introdussero in America gli insegnamenti Rosa-Croce. Sotto il loro impulso, numerose istituzioni americane vennero alla luce e il mondo delle arti e delle scienze conobbe negli Stati Uniti uno sviluppo senza precedenti. Personaggi eminenti come Benjamin Franklin ( ) e Thomas Jefferson ( ) furono in stretto contatto con l'opera rosacrociana di questo paese. Il ciclo attuale dell'a.m.o.r.c. Nel 1801, l'ordine negli Stati Uniti entrò in un periodo di sonno. Restava però attivo in Francia, Germania, Inghilterra, Svizzera, Spagna, Russia e in Oriente. Nel 1909 Harvey Spencer Lewis ( ), che da anni studiava l'esoterismo interessandosi in particolare alla filosofia rosacrociana, si recò in Francia per incontrare i responsabili dell'ordine. Dopo aver affrontato numerosi esami e diverse prove, fu iniziato a Tolosa e ufficialmente incaricato di preparare la rinascita dell'ordine in American mentre in Europa si profilava la prima guerra mondiale. Quando tutto fu pronto per la rinascita, negli Stati Uniti venne pubblicato un Manifesto per annunciare il nuovo ciclo di attività dell'ordine che venne allora chiamato «Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce» (A.M.O.R.C.). Nominato Imperator, Harvey Spencer Lewis sviluppò le attività dell'ordine in America e incominciò a mettere per iscritto l'insegnamento rosacrociano utilizzando gli archivi affidatigli dai Rosa-Croce francesi. Dopo la seconda guerra mondiale, questo metodo di insegnamento fu esteso al mondo intero. Così l'a.m.o.r.c. divenne il depositario dell'autentica Tradizione Rosa-Croce in tutti i paesi dove poteva esercitare liberamente le sue attività. Eletto dai membri del Consiglio Supremo alla funzione di Imperator, attualmente un francese ha la più alta responsabilità dell'a.m.o.r.c. A questo titolo è il garante delle attività rosacrociane per tutti i paesi del mondo, assistito in questo dai Gran Maestri delle varie giurisdizioni. 13

16 L'INSEGNAMENTO ROSA CROCIANO L'insegnamento non è opera di una persona, ma di un gran numero di Iniziati che si sono succeduti attraverso i secoli. Risulta dal lavoro che i mistici hanno sempre svolto in tutte le epoche e in tutti i paesi per penetrare i misteri dell'universo, della natura e dell'uomo. Come abbiamo affermato precedentemente, ha la sua fonte nell'eredità sacra che l'a.m.o.r.c. ha ricevuto dalle Scuole di Misteri dell'antico Egitto, soprattutto durante la 18ª dinastia. Ai nostri giorni, l'esistenza di queste Scuole è riconosciuta dalla maggior parte degli storici e degli egittologi. Alle conoscenze perpetuate dai saggi dell'antico Egitto, si sono aggiunti i concetti filosofici dei grandi pensatori dell'antica Grecia e alcuni secoli più tardi quelli del neoplatonismo. Poi la gnosi segreta fu arricchita dagli Alchimisti del Medio Evo e dai pensatori del Rinascimento quali Dante Alighieri, Nicola Flamel, Cornelio Agrippa, Paracelso, Pico della Mirandola, Leonardo da Vinci, John Dee. Nel 17 secolo eminenti Rosa-Croce precisarono e svilupparono alcuni aspetti dell'antico retaggio. Fra questi: Francesco Bacone, Michael Maier, Roberd Fludd, Giordano Bruno, Eliaas Ashmole, Comenio,... In epoche più recenti importanti personaggi furono membri dell'ordine o in diretto contatto con esso: Jakob Böhme, Cartesio, Baruch Spinosa, Isacco Newton, Guglielmo Leibniz, Beniamino Franklin, il conte di Saint-Germain, Cagliostro, Louis-Claude de Saint-Martin, Michael Faraday, Giuseppe Mazzini, Papus, Claude Debussy, Eric Satie, Edith Piaf. Dal 1909, inizio del ciclo attuale dell'a.m.o.r.c., altri Rosacrociani, specializzati in vari campi del sapere, hanno dato il loro contributo all'insegnamento dell'ordine. Tra essi troviamo quelli che hanno svolto o svolgono ancora delle funzioni in seno all'a.m.o.r.c., e membri che come fisici, chimici, biologi, 14

17 medici, artisti o filosofi, lavorano costantemente per l'arricchimento culturale della Conoscenza rosacrociana. Precisiamo «culturale» perché la dimensione spirituale e iniziatica della Tradizione Rosa-Croce è ciò che è sempre stata e sempre resterà. Nei secoli passati l'insegnamento rosacrociano era trasmesso solo oralmente in luoghi tenuti segreti. Ai nostri giorni l'insegnamento rosacrociano è diviso in dodici gradi e si presenta sotto forma di monografie inviate mensilmente ai membri dell'a.m.o.r.c. Ogni invio ne comprende quattro. Per quanto possibile devono essere studiate una alla settimana. Una monografia contiene da cinque a dieci pagine circa. L'elenco dettagliato dei soggetti studiati nell'ordine sarebbe veramente troppo lungo per essere riportato in questo opuscolo. Quindi diamo soltanto un breve excursus dei temi trattati. Francesco Bacone (Sir Francis Bacon) filosofo e uomo di stato inglese del 17 e secolo, fu Imperator dell Ordine della Rosa-Croce. Autore della «Nuova Atlantide», a lui i Rosacrociani attribuiscono le opere di Shakespeare. 15

18 Il contenuto dell'insegnamento rosacrociano - Il primo grado espone le leggi fondamentali che reggono il macrocosmo e il microcosmo. Costituisce una sintesi di ciò che i mistici del passato, in particolare i filosofi dell'antica Grecia, hanno insegnato riguardo alle vibrazioni dell'etere e la struttura atomica della materia. Tale sintesi include i dati scientifici più recenti in questo campo. - Il secondo grado tratta della coscienza umana. Le sue fasi oggettiva, soggettiva e subcosciente vengono studiate in modo approfondito permettendo una comprensione chiara di quanto gli psicologi insegnano riguardo alle facoltà mentali. Le nozioni sono trattate dal punto di vista della filosofia rosacrociana e, di conseguenza, danno luogo a spiegazioni che trascendono il campo della psicologia. - Il terzo grado è consacrato alle leggi della vita. Viene dimostrato che queste leggi manifestate sulla Terra traggono origine da un'energia cosmica: la Forza Vitale. Viene anche spiegato che i regni minerale, vegetale, animale e umano, costituiscono una catena naturale che serve da supporto all'evoluzione dell'anima Universale. Dopo aver definito i criteri comuni a tutte le creature viventi si giunge allo studio della vita umana. - Il quarto grado è interamente basato su un antichissimo manoscritto tratto dagli archivi dell'a.m.o.r.c. Riferendosi ai concetti in esso espressi, costituisce una sintesi dei tre gradi precedenti e tratta soggetti filosofici particolarmente ispiranti. Possiamo dire che questo grado permette di comprendere come la materia, la coscienza e la vita, formino un tutto coerente e partecipino congiuntamente all'evoluzione Cosmica. - Il quinto grado consiste in un'esposizione unica sulla vita e l'opera dei maggiori filosofi dell'antica Grecia come Talete, Pitagora, Platone,... Il suo scopo è familiarizzare lo studente rosacrociano con l'insegnamento dei Saggi dell'antichità greca e i precetti filosofici e scientifici che hanno trasmesso all'umanità. Precisiamo che tutte le monografie di questo grado sono tratte dagli archivi dell'ordine e si riferiscono a fatti sconosciuti agli storici. 16

19 - Il sesto grado è dedicato alla terapeutica rosacrociana e offre numerose regole da seguire per mantenersi in buona salute. Ma l'originalità di questo grado consiste nello studio dei principi mistici usati da secoli dai Rosacrociani per curare le varie malattie che possono colpirci. Tali principi, che in nessun caso si sostituiscono alla medicina ufficiale, fanno parte del retaggio trasmessoci dagli Esseni i quali erano specializzati nella guarigione. - Il settimo grado si riferisce al corpo psichico dell'uomo e alle funzioni che gli sono proprie, tra le quali la proiezione psichica ( viaggio astrale ). Questo grado comprendre anche uno studio approfondito dell'aura umana e dei centri psichici, la maggior parte dei quali corrisponde ai chakra delle tradizioni orientali. Segue un esame approfondito dei suoni vocali tradizionali (i mantra) e dell'influenza fisica, psichica e spirituale che esercitano sull'uomo. - L'ottavo grado è filosofico poiché tratta essenzialmente delle origini dell'uomo e del suo destino. Vi si studiano, di conseguenza, soggetti che riguardano direttamente la sua evoluzione spirituale. Tra questi: il concetto di Dio, l'anima Universale, l'anima umana e i suoi attributi, il pre-vita, il mistero della nascita, l'applicazione del libero arbitrio, il karma e il modo di padroneggiarlo, il mistero della morte, il dopo-vita, la reincarnazione, l'assistenza ai morenti, il potere della preghiera... - Il nono grado è consacrato allo studio del simbolismo tradizionale e dei relativi principi mistici. Inoltre, i Rosacrociani vengono iniziati a facoltà legate all'anima e che permettono all'uomo di trarre profitto dalla sua natura divina. Precisiamo che queste facoltà non hanno alcun legame con la magia, la teurgia o la taumaturgia, ma fanno appello a leggi spirituali che i Rosa-Croce hanno sempre messo al servizio del Bene. Rientrano piuttosto nell'ambito dell'attuale «parapsicologia». In virtù di una regola tradizionale, non sveleremo il contenuto del decimo, undicesimo e dodicesimo grado. Precisiamo che, fin dall'inizio degli studi, l'insegnamento rosacrociano, oltre ai temi citati, comporta delle esperienze consacrate all'apprendimento di tecniche mistiche fondamentali come la concentrazione, la visualizzazione, la meditazione, l'alchimia spirituale,... 17

20 Nel logge dell A.M.O.R.C., che sono in genere di stile egizio per tramandare le origini tradizionali dell'ordine, vengono conferite le iniziazioni rosacrociane. 18

21 L'INIZIAZIONE ROSACROCIANA Ogni grado dell'insegnamento rosacrociano è preceduto da una monografia speciale consacrata a un'iniziazione che il membro è invitato a effettuare a casa propria. Oltre a questa iniziazione individuale, può recarsi in una Loggia dell'a.m.o.r.c. e partecipare a una cerimonia collettiva che costituisce una preparazione simbolica al grado da studiare. Tale cerimonia, che riunisce vari candidati, si svolge in tutta la sua purezza tradizionale e si ispira a riti effettuati nelle Scuole di Misteri dell'antichità. Benché facoltativa, presenta un grande interesse sul piano interiore. Senza entrare in considerazioni mistiche che non possiamo sviluppare nel quadro di questo opuscolo informativo, diremo semplicemente che lo scopo di tutte le iniziazioni rosacrociane è rivelare ai membri un nuovo aspetto della Tradizione Rosa-Croce permettendo loro di prendere maggiormente coscienza della loro anima. Precisiamo che non hanno nulla a che vedere con le pratiche occulte poiché l'a.m.o.r.c. non le ha mai insegnate né approvate. In genere consistono in rituali di grande profondità filosofica e simbolica. L'iniziazione rosacrociana non si limita alle cerimonie puntuali che precedono ogni grado. Si tratta, in realtà, di un processo che continua interiormente per tutta la durata dell'affiliazione all'ordine. Il suo impatto spirituale è proporzionale all'impegno che ogni Rosacrociano mette nello studio e nell'applicazione dell'insegnamento che gli viene trasmesso. Nell'assoluto permette di raggiungere lo stato di Rosa-Croce, chiamato «stato cristico» nella tradizione cristiana, ma che si può anche chiamare «stato buddhico». Il Rosacrociano che abbia raggiunto questo stato può essere considerato un Rosa-Croce ossia un vero Iniziato. 19

22 Questo manifesto fu firmato a Bruxelles nel 1934 dai più alti responsabili della F.U.D.O.S.I. (Federazione Universale degli Ordini e Società Iniziatiche). Stabiliva che l'a.m.o.r.c. è la sola Organizzazione tradizionale e iniziatica a perpetuare l'eredità dell'autentica Tradizione Rosa-Croce. 20

23 L'ATTUALE ORGANIZZAZIONE DELL'A.M.O.R.C. L'Antico e Mistico Ordine della Rosa-Croce è attualmente presente in tutto il mondo e costituisce, di conseguenza, una Fraternità internazionale. Comprende parecchie giurisdizioni, ciascuna delle quali riunisce tutti i paesi della stessa lingua al di là delle frontiere. Esiste così una giurisdizione per i paesi di lingua francese, giapponese, greca, inglese, italiana, nordica, olandese, spagnola, tedesca, ecc. La sede di ogni giurisdizione, tradizionalmente chiamata «Grande Loggia», è diretta da un Gran Maestro eletto con un mandato di cinque anni. Nel suo insieme l'a.m.o.r.c. è diretto da un Consiglio Supremo composto dai Gran Maestri di tutte le giurisdizioni. Questo Consiglio è posto sotto l'autorità e la presidenza dell'imperator, titolo tradizionale e simbolico che designa il più alto responsabile dell'ordine. In quanto tale, è il garante della Tradizione rosacrociana e sovrintende alle attività amministrative e mistiche di tutte le Grandi Logge. Come ogni Gran Maestro, viene eletto a questa funzione per una durata di cinque anni. L'A.M.O.R.C. è dunque mondiale e i suoi dirigenti, di qualunque nazionalità siano, svolgono le attività rosacrociane non come cittadini di questo o quel paese, ma come responsabili di un'organizzazione mistica le cui attività si estendono al mondo intero. In altre parole, tutte le giurisdizioni riunite formano l'ordine nel suo insieme e operano in un'unità perfetta al servizio di uno stesso ideale, quello della Rosa-Croce. Ne risulta che non vi è obbedienza in seno all'a.m.o.r.c., poiché tutti i Rosacrociani del mondo possiedono le stesse prerogative e ricevono lo stesso insegnamento. 21

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